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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/22/17 in tutte le aree
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Salve a tutt* scusate ma vado ancora di corsa e riesco a frequentare il forum davvero saltuariamente a causa della mia situazione familiare purtroppo ancora in assestamento. Sono d'accordo con @chievolan che si possa trattare piuttosto di un aquilino minuto tosato e anche abbastanza consunto. perché oltre che ad essere sottopeso, non si vede una buona parte del capitello e della legenda a destra, mentre si vedono figura completa, legenda e cerchio in alto a sinistra. E' vero che il fenomeno della tosatura in generale si osserva piuttosto sui grossi, ma ho notato che in contesti particolari come quelli isolani (vedi Sardegna e Corsica) dove non si coniava moneta e c'erano quindi meno ritiri o rientri sistematici in zecca, le monete minute tendono a rimanere ancora più a lungo in circolazione rispetto al continente e sono adattate per tosatura ai pesi (rispetto ad intrinseco) delle monete più tarde insieme alle quali si trovano a circolare (il ripostiglio di Padru che ho studiato di recente è esemplare per questo). Altra ipotesi è che abbiano voluto tosare il minuto per farlo del peso di una mezzaglia genovese, che che con il denaro di Genova era il principale circolante nelle isole maggiori dell'area alto-tirrenica nella seconda metà del XIII secolo, ma il valore mi pare un poco altino rispetto alle mezzaglie genovesi di quel periodo. Quindi niente emissione di mezzaglia pisana, ovvero nessun nuovo nominale, almeno secondo me, e lo si vede bene anche dal fatto che la grandezza dei punzoni usati è la stessa di tutti gli aquilini minuti, come si evince dallo stesso confronto postato da @margheludo, oltre che dall'immagine che vi invio qui io. Tutte le mezzaglie che conosco meglio (Pisa, Lucca e soprattutto Genova che ne conia per parecchie serie parallele ai denari) sono realizzate con punzoni appositi e presentano quindi tutto il conio di dimensioni più piccole. Per quanto riguarda l'uso dei punzoni mobili in queste serie della zecca di Pisa confermo quanto già scritto nel volume del 2010 e già riportato da qualcuno di voi, se non erro: a mio parere le figure sulle monete pisane della seconda metà del Duecento (sia la Vergine in trono, che l'aquila su capitello) erano comunque composte con vari punzoni mobili e non con un unico punzone, come si evince dallo studio delle monete stesse del periodo. Nel caso della prima tipologia di aquilini minuti la testa dell'aquila, viste le dimensioni e l'accostamento a corpi leggermente diversi per forma e dimensioni, potrebbe essere stata realizzata senza problemi con un punzone distinto, come mi pare abbia ventilato @margheludo Non penso invece che ci sia una doppia battitura per scivolo di conio tra un colpo e l'altro e i segni delle piume che ha evidenziato @anto R sono quelli della coda che si trovano sempre in quella posizione. Infine: guardando la forma dell'aquila e le proporzioni del suo corpo rispetto alla testa non bisogna meravigliarsi, sia perché per questa tipologia di minuti esistono esemplari meglio leggibili con l'aquila ancora più tozza, sia perché in effetti questo esemplare è piuttosto vissuto e consente di distinguere alcuni particolari fino ad un certo punto. Per @adolfos: non ho ancora avuto dati discordanti da quanto scritto nel 2010 circa l'area monetaria di utilizzo di questi minuti visto che le aree di ritrovamento sono rimaste sempre le stesse ovvero essenzialmente Corsica e Sardegna, e secondariamente Liguria (sop. Ponente), altre isole liguri e toscane dell'alto-tirreno e raramente costa toscana nord-occidentale (area lunigianese per intenderci). Vi ho postato due immagini di confronto circa le proporzioni dell'aquila elaborate sulla base dei due aquilini minuti già postati da margheludo e aggiungendo un terzo ben leggibile che ho già usato per la pubblicazione del 2010. Concludendo, sono d'accordo con @chievolan: si tratta di un aquilino bruttino, ma molto vissuto e quindi per me "simpatico" (come talvolta si dice anche di certe persone ;)). Sono d'accordo d'altronde anche con margheludo sulla possibile costruzione dell'aquila con diversi punzoni e su possibile punzone per la testa staccata dal resto del corpo. Spero di essere stata chiara: fatemi sapere le vostre considerazioni. Buona domenica MB5 punti
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Altra moneta che di piace rigirare fra le mani.....è questa piastra di Ferdinando IV anno 1816. Comprata ben sedici anni fa e cosi' catalogata: Piastra da 120 Grana, anno .1816. Punto prima e dopo la data. Bordo "dritto" Riferimenti: Pagani 69/c _D'Incerti 24/f Peso 27,52 grammi Conservazione: SPL3 punti
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Monetazione che non conosco. le mie considerazioni sono relative alle foto che vedo. Credo che la moneta più piccola sia semplicemente fortemente tosata, e che l'aquila appaia diversa e più piccola solo perché le zampe sono in posizione più alta rispetto ad un conio normale, e ciò si vede considerando la coda, della quale non si vedono le penne timoniere (che erano nella parte tosata) ma solo le piume del groppone (i globetti che anto R evidenzia in basso). L'ala sinistra non è più bassa. Chi la vede così è ingannato dalla frattura che sembra interromperla, mentre si nota che in alto prosegue col carpo (disegnato ricurvo come di consueto nelle immagini delle aquile araldiche). Il collo è un po' più corto del consueto. In conclusione a me pare si tratti di un aquilino normale, ridotto di diametro e peso per tosatura, in cui la figura dell'aquila appare più "tozza" e piccola per avere un collo leggermente più corto del consueto e per avere le zampe spostate in alto (per rottura del conio o per errata proporzione nell'incisione dello stesso). Credo che se misurassimo l'aquila dall'estremità del capo a quella della coda (considerando le penne timoniere escluse qui dalla tosatura) non avremmo differenze dalla normalità. La condizione di conservazione della moneta ovviamente non aiuta ed inganna l'occhio. In conclusione penso che la moneta "piccola" sia semplicemente un aquilino "brutto".3 punti
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non so..tutto quello che sapevo ve l'ho comunicato,sono anch'io a caccia di particolari più precisi,man mano che ne entrerò in possesso non manchero di farveli avere.3 punti
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In una rassegna come questa non può mancare la regina Vittoria. Questa fantastica moneta rappresenta il desiderio irraggiungibile della quasi totalità dei collezionisti di monete contemporanee inglesi. L'esemplare che aggiungo, uno dei migliori per conservazione che si trovano in rete, proveniente dalla collezione Scarlato, è recentemente passato in asta Varesi 69 realizzando 115.000 euro più diritti. 5 pounds 1839; famosa come "Una & the lion" E' riconosciuta come la più bella moneta inglese mai coniata. Ha una pagina wikipedia tutta sua. https://en.m.wikipedia.org/wiki/Una_and_the_Lion?wprov=sfla1 Buona serata.3 punti
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Dopo le prime due monete con rovescio che rappresentavano allegoricamente due fatti storici , in questo nuovo Post tratto per la prima volta di un rovescio di moneta romana con iconografia archeologica ; per l’ esattezza un Sesterzio emesso da Antonino Pio con la rappresentazione del Tempio di Augusto , Tempio che esisteva nel Foro Romano nel tratto della valle che separa il Palatino dal Campidoglio chiamata Velabro , probabilmente appena dietro il Tempio dei Dioscuri del quale ancora oggi esistono i ruderi . Questa localizzazione del Tempio di Augusto e’ praticamente certa poiche’ ne parla Svetonio in un passo della Vita di Caligola quando scrive che Caligola aveva intenzione di costruire un ponte che partendo dal Palatino e passando al di sopra del Tempio di Augusto , fosse collegato al Campidoglio , questo per assecondare il desiderio dell' Imperatore di essere unito direttamente con Giove Capitolino . Il Tempio venne iniziato su ordinazione di Tiberio e probabilmente anche di sua madre Livia Drusilla , vedova di Augusto , ma completato e dedicato da Caligola poco dopo il 37 ; annessa al Tempio vi era anche una biblioteca . Il tempio fu distrutto per la prima volta da un incendio , non è certo se all' epoca di Domiziano o subito prima , fu comunque restaurato da Domiziano stesso . Il Tempio rimase intatto fino al tempo di Antonino Pio che lo restaurò , forse dopo essere stato nuovamente danneggiato forse da un terremoto , terminato il restauro Antonino Pio emise due Sesterzi con l’ immagine del Tempio di Augusto , in una lo chiama Aed Divi Aug Rest , nella seconda Templum Div Aug Rest , con la chiara intenzione di far risaltare ai contemporanei un restauro avvenuto dopo qualche evento che l’ aveva danneggiato , purtroppo la data esatta del restauro non e’ nota poiche’ la legenda COS IIII e’ vaga , in quanto racchiude un arco di tempo troppo lungo , dal 145 al 161 , data della morte di Antonino Pio ; si puo’ supporre con una ragionevole probabilita’ che il Tempio venne danneggiato o distrutto a seguito del tremendo incendio avvenuto al tempo di Antonino Pio che avvolse Roma , quando arsero 340 caseggiati e abitazioni signorili come racconta la Storia Augusta , incendio che e’ riportato anche da Aulo Gellio nella sua opera : Notti Attiche ; oppure che il Tempio crollasse a seguito del terremoto del 151 che fece crollare parte del Circo Massimo nel quale morirono 1112 persone , in questo caso la data del restauro sarebbe di poco posteriore al 151 . L' ultima testimonianza dell' esistenza del tempio risale al 248 al tempo di Filippo I . Nella prima fase del monumento , forse piu’ che di un Tempio dovette trattarsi di un Aedes come riporta la legenda della prima moneta , cioe’ di un Tempietto o Santuario , trasformato poi in vero Tempio da Antonino Pio quando lo restauro’ , forse dopo il 151 . Sempre secondo Svetonio , nella Vita di Tiberio , nella Cella del Tempietto , Livia aveva conservato le lettere di Augusto e secondo Plinio , Storia Naturale , nella Cella vi era deposta anche una patera d’ oro contenente le radici di un albero prodigioso di Cinnamomo , dal quale si ricavava la spezia chiamata cannella , radici di Cinnamomo che all’ epoca di Augusto proveniva dall’ isola di Ceylon ( India ) , gli scambi commerciali erano in quell’ epoca gia’ di vasta portata . All’ interno del Tempio vi erano collocate la statue di Augusto e Livia o forse di Roma . Una moneta , Sesterzio , di Caligola raffigura probabilmente il primitivo aspetto del Tempio di Augusto appena terminato : si tratta di un Tempietto a sei colonne sul fronte in stile ionico e con sculture sul tetto , sul basamento e sul frontone , decorato con ghirlande . Il restauro di Antonino Pio viene celebrato in alcune monete della sua epoca , che raffigurano un Tempio trasformato in otto colonne sul fronte in stile corinzio , con ricco frontone e acroteri , contenente due statue , di Augusto e Livia o forse di Roma . In foto la moneta , un Sesterzio , emessa da Caligola con il primitivo aspetto del probabile Tempio di Augusto , il Sesterzio emesso da Antonino Pio con la scritta AED ed il successivo con le legenda TEMPLUM . Con questo post per il momento termino l' esposizione delle monete storiche archeologiche , in attesa di leggere vostri post riguardanti questi due argomenti specifici ; ricordo che potete trattare monete antiche di varie epoche , anche non romane , fino al medioevo compreso , secondo le conoscenze e competenze di ciascuno , grazie .2 punti
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E' un pensiero che poco c'entra con la numismatica e molto con la carità umana, ma lo scrivo qui perché sia visibile a tutti. Impossibile, a mio parere, non rivolgere un pensiero affettuoso a una terra martoriata da eventi atmosferici e naturali che sembra, perun malvagio disegno del destino, si accaniscano senza pietà. Vada un abbraccio forte agli amici del Forum impegnati in questi giorni a far fronte a questi disastri, intenzione che ovviamente credo tutti noi siamo d'accordo si estenda a tutti gli abitanti del Centro Italia così colpiti da questa sventura.2 punti
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Ciao antonio...carlino che sembra fuso ed argentato... A proposito dei carlni di Alfonso I , non dimentichiamo la storia del "malo carlino" coniato nei periodo in cui Senier era maestro di zecca e fu, per questo, inquisito.. Saluti Eliodoro2 punti
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Siete troppo buoni ;), vi allego anche il rovescio, le foto sono quello che sono ahimè. ci siamo allontanati dal forum perché andava alla deriva, sterile e senza monete, ogni tanto torno a rileggere qualcosa in sezione, perché mi ha insegnato molto, ho notato che questo, che è il subforum che più ci sta a cuore, è vispo, e c è gente nuova, e preparata, e con tanta voglia, mi complimento con @Rocco68 in particolare, per la mole di contenuti, per i modi...ti ringrazio, mi sono rifatto più volte gli occhi con le tue monete, e ho voluto condividere questa, che al tempo avevamo tenuto per noi, perché è giusto che qualcuno ti ricambi il favore ;). Continuerò a seguirvi2 punti
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Volevo portarvi come primo esempio un mezzo grosso attribuibile a Cola di Rienzo, sul sito BAV un esemplare viene descritto come avente la "testa [del leone] rivolta a sinistra", in realtà il punzone impiegato per realizzare la testa del felino è troppo arretrato e quindi si tratta solo di un effetto ottico. Peccato che oggi non so per quale motivo sul BAV non riesco a cercare le monete senatoriali ma solo le pontificie "vere e proprie"...mah... Rimedio con il rovecio di un quattrino chiavarino bolognese, la figura di S. Petronio è composta da un punzone per testa/corpo e da un punzone per ciascuna mano (nel caso della mano sinistra è un tutt'uno con la figura in miniatura della città, sorretta nel palmo); ne parla anche Chimienti nella sua monografia sulla zecca bolognese.2 punti
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Un "Aquilino brutto", quindi un nuovo nominale?Grazie @chievolan per l'intervento, assolutamente giusta la tua osservazione sulle penne della coda ed ho avuto la tua stessa impressione su quelle timoniere che non si vedono, ero interessato alla tecnica produttiva di questi conii perché volevo dare un senzo alla figura dell'aquila così compressa da sembrare più piccola. Se il punzone fosse uno per l'intera figura (e viste le dimenzioni ridotte del soggetto può starci) si tratterebbe senza dubbio di una ribattitura seppur bizzarra, l'alternativa alla ribattitura credo sia un conio più piccolo impresso con i punzoni preesistenti che dovevano in qualche modo entrare a forza nello spazio ridotto del nuovo modulo. Nell' osservazione delle aquile anche quelle dei grossi, sembra che il corpo senza zampe e senza ali sia frutto di un punzone unico, ragion per cui le penne timoniere sono le uniche fuori campo, sembra poi che un punzone costituisca il gruppo capitello-zampe ed altri due le ali. Per quanto riguarda la tosatura Baldassarri lascia intendere che a seguito di svalutazioni ripetute sul finire del 200' questo fenomeno riguardasse soprattutto la "moneta grossa " di intrinseco più elevato dei 200 millesimi circa dei minuti in questione, ma tutto può essere del resto si sa che la miseria è brutta. Parliamoci chiaro, vediamo cosa esce fuori da questa discussione, ma ho la sensazione che si tratti del risultato bizzarro di una ribattitura, in ogni caso non vedo cosa ci sia di sbagliato nel fare un po di "fantanumismatica"credo che sia anche un modo per studiare ed imparare cose nuove, visto che sono certo che anche voi scriviate questi post con almeno un paio di testi aperti sul tavolino (io sono stato relegato sul bancone di cucina)? e poi non chiudere le porte ad una nuova scoperta, medaglia o denaro minuto per la terraferma (pisana) che sia.Vi ringrazio per la pazienza e per i vostri preziosi interventi che spero continuino numerosi. @anto R credo che anche se di altra epoca un contributo sia comunque utile, grazie.2 punti
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Hephaestus at Work LYDIA, Thyateira. Septimius Severus. AD 193-211. Æ Medallion (43mm, 42.92 g, 6h). Asiaticus Hermogenes, strategus. Laureate, draped, and cuirassed bust right / Hephaestus seated left on wreathed cippus, putting finishing touches with hammer on a Corinthian helmet set on low column, while Athena, standing left and holding spear and shield, touches top of column. SNG München -; SNG von Aulock -; BMC -; Waddington 7067; CNG 69, 1010 (same dies). VF, attractive dark brown patina. Extremely rare. From Group CEM. As related by Homer (Iliad 18), Achilles’ armor was lost when, still sulking in his tent, he allowed his companion Patroclus to wear it while he spurred the Greeks into a battle on the plains below Troy. Overconfident, Patroclus met Hector in single combat. Mistaking Patroclus for Achilles, the Trojan hero Hector brutally killed him and dragged off Patroclus’ still-armored corpse as a war prize. Achilles’ mother, the sea nymph Thetis, persuaded the god Hephaestus to construct a new set of armor, among which a highly decorated shield was included.1 punto
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IL CENTRO CULTURALE NUMISMATICO MILANESE E IL GRUPPO QUELLI DEL CORDUSIO con la collaborazione del NETWORK LAMONETA PRESENTANO : MILANO NUMISMATICA che si effettuerà il giorno sabato 28 GENNAIO 2017. L'idea parte da lontano, Milano, ma non solo Milano, ha tanti appassionati, studiosi, collezionisti che amerebbero vedere monete , le loro monete e farlo magari in gruppo, insieme. Due sono le fonti principali il Medagliere delle Civiche del Castello, ma qui puoi accedere solo con appuntamento e singolarmente e recentemente anche all'Ambrosiana dove hanno un Medagliere recentemente aperto di circa 20.000 monete. L'idea era di praticare questa seconda strada e cercare un evento dove potessero avere accesso un numero selezionato di appassionati. Non è stato facile, né semplice ma il 28 gennaio questo sarà possibile per alcuni di noi, con un limite massimo di 35 che estenderò a 38 ; dopo le spiegazioni nell'aula di Monsignor Navoni sulla fondazione e singolarità della Biblioteca Ambrosiana e la spiegazione del Prof. Alteri sul Medagliere Ambrosiano saremo accompagnati a gruppetti di 5 a vedere pezzi straordinari che svarieranno dalle monete classiche, alle milanesi, Pontificie, a medaglie.... Dopo il pranzo comunitario e di condivisione al Ristorante / Pizzeria Farinella vicino al Castello ci dirigeremo al pomeriggio nella sede del Circolo Centro Culturale Numismatico Milanese dove il programma sarà altrettanto ricco . Alessandro Toffanin ci intratterrà sulla tematica affascinante dei " I falsi di Milano dal 1000 al 1800 " con una successiva esposizione importante di questi da parte del collezionismo privato per tutti che potranno vederli e prendere in mano. A seguire ci saranno delle mini Conferenze di altri relatori da definire ma sempre sulla tematica della giornata " Milano Numismatica ". E per finire sempre un momento giovani con offerte di opuscoli, cataloghi, Quaderni ai ragazzi. Ci sarà poi una sorpresa, un premio, ma questo lo saprete solo venendoci e al momento.... Insomma monete e tante grazie al Medagliere dell'Ambrosiana e all'apporto del collezionismo privato. Per il momento posto il Programma Provvisorio redatto dal bravo Antonio.1 punto
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Sto scrivendo una sequenza in cui questo half-dollar 1935 ha una piccola parte e avuto modo di guardarla. Ha deciso di non aspettare —mi sembrava così bella—e così qui è, solo per divertimento. v. --------------------------------------------------------------- I’m writing a sequence in which this 1935 half-dollar has a bit part, and got to looking at it. Decided not to wait—it just seemed so pretty—and so here it is, just for fun. v.1 punto
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ciao @anto R, il tuo carlino mi sembra "diverso" , di stile più grossolano rispetto a quello del post 6, la croce a inizio legenda del D e la crocetta del globo crucigero, il vestito del re , lo scettro, visto che è fuso e in rame argentato per me si tratta di un falso d'epoca (ovviamente per quello che riesco a vedere dalle immagini)1 punto
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Adesso vi mostro quello che è un incrocio tra una napoletana,e una papale dato che si tratta di un cavallo di Papa Innocenzo VIII, coniato nella zecca dell'Aquila. A parer mio, si tratta di una moneta superiore alle media soprattutto per la sua conservazione e per la sua stupenda patina verde. facendo cosa gradita,mauguro buona fortuna a tutte le persone colpite dal terremoto all'Aquila Mercoledì mattina.1 punto
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Grazie @Il*Numismatico, posto anche l'altra Piastra 1816. (Con punto dopo la data).1 punto
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Grazie mille @UmbertoI....penso che condividere le proprie monete....farle vedere a chi ha il tuo stesso interesse e le tue stesse passioni è molto bello. Per anni ho collezionato in "solitudine" da autodidatta/principiante...ora ho il PIACERE di condividere tutto quello che so con chi ama queste monete. Di nuovo grazie per le tue belle parole. Un caro saluto, Rocco.1 punto
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Io andai alla manifestazione dello scorso anno, e ne fui positivamente impressionato. Tempo piacendo, se non nevica e non calano nebbie impenetrabili, farò un salto.1 punto
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Grazie King John,abitando in prov. di Salerno anch'io,potrei fare il sacrificio di gustarmele non solo con le foto in rete seduto davanti al pc ,ma anche in un piatto di qualche ristorante pero' non facendo la fine di quei due nel film Che bella giornata,ciao.1 punto
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Il regolamento è stato aggiornato, adesso oltre ad un anno ci vogliono minimo 100 messaggi all'attivo, e tu ne hai 3 in 6 anni. qui trovi il regolamento aggiornato1 punto
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Salve a tutti. Purtroppo il tornese di @Motoretta è messo davvero male (ma si tratta di un regalo, quindi, come si suol dire, a caval donato... ) e dalle foto non riesco a vedere altri segni distintivi. Ma credo che l'impresa risulterebbe ardua anche con la moneta in mano, vista dal vivo. Il giudizio espresso da Rocco68 è esatto: anche per me si tratta di una coniazione al bilanciere, quindi post 1680 (incluso).1 punto
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Buonasera. Oggi ho acquistato questo 20 lire Umberto I, volevo cortesemente domandarvi in quale stato di conservazione si presenta secondo voi. Grazie in anticipo, Michele.1 punto
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Eccola.... Anche se I cataloghi non la riportano, la trovo con molta frequenza.1 punto
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Ciao @Motoretta, e si' purtroppo è molto consumato il tuo Tornese. L'unica cosa che riesco a capire......e che è stato coniato al bilancere. Chissa' se @Caio Ottavio, riesce a decifrare altri segni. Un saluto, Rocco.1 punto
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Grazie. Si ho deciso di lasciarla per almeno un altro annetto ...poi credo che la metterò in capsula o nel vassoio chiuso.1 punto
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Buongiorno Nando, complimenti, la patina che si sta formando le dona un aspetto decisamente migliore, io continuerei a conservarla nello stesso modo e la lascerei patinare ancora. Prova ad immaginare la sezione centrale con la stessa patina che ora trovi sui bordi. Buon Domenica Silver1 punto
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è una bellezza. Penso che avevo dimenticato quanto mi piaceva il look di queste monete... Gran parte della mia dimenticanza, mi aspetto, è l'uso del dritto di Walking Liberty per le "aquile d'argento" dal 1986. Trentuno anni, ora, il dritto di Walking Liberty è stato il "aquile d'argento"—a lungo—esattamente come lungo, infatti, come sugli originali del 1916-47. (Naturalmente non è abbastanza dritto stesso—sulle "aquile d'argento" il disegno è troppo loquace...troppo perfetto...come se esso è stato omogeneizzato o qualcosa del genere. Per me, comunque, la maggior parte della magia e magnetismo dell'originale 1916-47 è stato perso.) Troppo, per alcuni ora sono stato particolarmente interessato in monete da una prospettiva utilitaristica, e in effetti, l'altra sera avevo semplicemente fotografato una moneta decente di nazionalità desiderata, denominazione e intervallo di date. Ma poi, come ho detto, ho iniziato davvero a guardarla e appena non poteva superare la sua bellezza. E poi la mia conoscenza di fanciullezza con queste monete è venuto inondazioni indietro—erano ancora comuni in circolazione e speso sia li ha ricevuti in cambio. (Sempre come un grosso problema, però!) Un'ultima cosa, però, che mi ha colpito con una certa forza—la altra moneta in questo disegno saltò su di me: v. ---------------------------------------------------------------- It is a beauty. I think I’d forgotten how much I liked the look of these coins…. A large part of my forgetfulness, I expect, is the use of the Walking Liberty obverse for the “silver eagles” beginning in 1986. Thirty-one years, now, the Walking Liberty obverse has been on “silver eagles”—a long time—exactly as long, in fact, as on the originals of 1916-47. (Of course it isn’t quite the same obverse—on the “silver eagles” the design is too glib…too perfect…as if it’s been homogenized or something. For me, anyway, most of the magic and magnetism of the 1916-47 original has been lost.) Too, for some now I’ve been especially interested in coins from a utilitarian perspective, and indeed, the other night I had simply photographed a decent coin of the desired nationality, denomination and date-range. But then, as I said, I started really looking at it and just couldn’t get past its beauty. And then my boyhood acquaintance with these coins came flooding back—they were still common in circulation and I both spent and received them in change. (Always as a big deal, though!) One last thing, though, that struck me with some force—the other coin in this design jumped out at me: v.1 punto
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@Liamred00 ecco la tua "Sphinx virtual coin" @Archestrato e questa è la tua1 punto
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infatti ipotizzi male... è una moneta abbastanza rara,coniata in 500000 pezzi oltre 130 anni orsono e molto ricercata soprattutto dai neo ricchi collezionisti russi e cinesi. Questo è un esempio di un pezzo in conservazione SPL o giù di lì:http://www.ebay.it/itm/1885-Russia-1-Rouble-Silver-Coin-/182340394183?hash=item2a74559cc7:g:GhUAAOSwA3dYGeiU venduto sulla baia,quindi praticamente il minimo che si può spendere per questa tipologia in questa conservazione. Tralasciando richieste assurde per conservazioni inferiori,tipo questa: http://www.ebay.it/itm/1885-1-ROUBLE-SILVER-OLD-RUSSIAN-IMPERIAL-COIN-ORIGINAL-/191519679055?hash=item2c9776624f:g:ZoMAAOSwofxUiMh2 E' un dato di fatto che la moneta in questione VALE ben oltre i 30/40 € ipotizzati. Che poi uno non sia disposto a spenderli è tutto un altro discorso...io ad esempio non spenderei mai 1000 € per un 50 cent leoni FDC di un anno raro,cosa vuol dire??? Ma il valore oggettivo di un oggetto è quello che può realizzare nel momento in cui viene posto in vendita, non è dato da "io spenderei o non spenderei..." Se si vuole dare un parere credo debba essere suffragato da fatti e lo dico senza intento di polemica,ma solo per dare indicazioni attendibili a chi pone un quesito1 punto
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Il 5 centesimi 1913 senza punto Fig.1 COME SCOPRIRE I 5 CENTESIMI 1913 SENZA PUNTO ARTEFATTI Da alcuni anni sto studiando la moneta da 5 centesimi “Prora” del 1913 cosiddetta senza punto tra la D’ e ITALIA, forse un errore dell’incisore L. Giorgi. Come noto, questa variante è molto rara mentre la versione col punto è comunissima. In commercio spesso si trovano esemplari che sono stati alterati togliendo questo punto. Sicuramente per il Dritto è stato usato un solo conio che non presentava il punto. Molto probabilmente anche per il Rovescio è stato usato un solo conio che è possibile individuare tramite alcuni piccoli particolari. Nella figura 1 riporto il rovescio di un 5 centesimi col punto mentre nella figura 2 riporto un 5 centesimi senza punto. Nelle due figure ho evidenziato alcuni particolari che le distinguono: la foglia nel cerchio nella seconda variante punta leggermente verso destra. In più, nella versione senza punto tutti gli esemplari di alta conservazione esaminati presentano delle piccole mancanze di metallo sul bordo in corrispondenza del numero 3 della data (una fossetta) e, più in basso, all’altezza dell’orizzonte sopra la linea del mare (due fossette). Fig.2 L’assenza di questi particolari permette perciò di individuare gli esemplari alterati togliendo il fatidico punto. Nel caso si debba esaminare una moneta molto circolata dove non si notano più i difetti sul bordo, dovuto ad un consumo eccessivo di metallo, è assolutamente utile osservare la punta della foglia sopradescritta alla figura 1. Se la punta è sparita completamente, presentando una foglia rotonda si tratta di una moneta del tipo comune con punto. Infatti, anche se molto usurata al bordo per un’eccessiva circolazione – quindi stiamo esaminando una moneta in conservazione MB o quasi – per uno spessore di metallo differente in quel punto dovuto allo spessore del conio, la moneta del 1913 senza punto conserva sempre la punta della foglia leggermente girata a destra ed è quindi autentica. Altri due esemplari del 5 centesimi 1913 senza punto.1 punto
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No ho aggiunto alcuni fogli all'album master Phil di pio dodicesimo che sono senza plastificante ,comunque ti diro' che quelle della repubblica e San Marino ,dello stesso periodo tenute nello stesso posto ,che sono nella vecchia plastica sono tutte intatte.1 punto
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Ciao Rada, al momento mi sembra che Nomisma sia l'unico. http://monete-online.nomismaweb.com/33/17411/regno-lombardo-veneto/ ti chiamo @oldgold che molto probabilmente ti può dare indicazioni.1 punto
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Panorama Numismatico gennaio 2017 porta la data del 25 febbraio, convegno a Saronno1 punto
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Ciao! Credo sia una delle tante varianti di legenda. Nel Papadopoli si è censito il tipo con i 3 puntini alla fine di TEVPL, non quello che li ha all'inizio ..... ma lo stesso Papadopoli accenna alla quantità di interpunzioni differenti; impossibile per lui censirle tutte, quindi ha optato per trascriverne solo talune. Personalmente non ne ho tenuto memoria. Certo è che con i grossi veneziani, non si finisce mai di trovare delle varianti! saluti luciano1 punto
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Caro Vathek1984 hai ragione, la passione sta crescendo. Poco alla volta, da grande ignorante e inadatto grazie all' influenza positiva di un caro amico ex del forum. Dopo quasi 2 decenni dedicati esclusivamente o quasi al solo stato pontificio mi ritrovo a guardarmi intorno numismaticamente parlando. Ci sono le inglesi : vecchio primo in assoluto amore, mai dimenticato, mai negato. Poi ci sono le loro sorelle più giovani d'oltre oceano. Grazie poi alla vivacità e coinvolgimento di molti di voi nella presente sezione sta diventando un modo divertente e sereno di collezionare. Saluti.1 punto
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Buona serata In effetti la foto rende tutto più difficile .... anche a me pare del Mocenigo II° e mi pare di leggere MOCENI. Prima di MOCENI dovrebbe esserci una stellina (altro segno indicativo), perché nel Mocenigo III° dovrebbe esserci un punto. Attenzione, però, ci sono interpretazioni differenti. Per lo più sono state codificate queste variazioni (Gamberini di Scarfea, Traina .....) ALVISE MOCENIGO I° (1570 – 1577) In cima all’asta è presente la sola bandiera, ovvero la lettera “D” di DVX è fatta a banderuola ALVISE MOCENIGO II° (1700 – 1709) In cima all’asta è presente la croce; l’asta è impugnata sia da San Marco, sia dal Doge ed il nome di quest’ultimo è fra due stellette ALVISE MOCENIGO III° (1722 – 1732) In cima all’asta è presente la croce; l’asta è impugnata solamente dal Doge, mentre San Marco ha la mano destra alzata in atto di benedirlo; il nome del Doge è fra due punti ALVISE MOCENIGO IV° (1763 – 1788) Sono riconoscibili per l’incisione grossolana e artisticamente alquanto scadente. Però ... c'è un però e qualche dettaglio non quadra. San Marco è spessissimo benedicente anche nello zecchino del Mocenigo II°; la stellina che dovrebbe trovarsi alla fine di MOCENIGO e che indicherebbe il II°, è spesso sostituita da un punto, che dovrebbe invece essere prerogativa del Mocenigo III°. Da quello che posso aver osservato, il MOCENI - come dice @rorey36 - è forse il dettaglio più indicativo, ma c'è tanta confusione in proposito (ancora). Ti allego un link di un'asta di qualche anno fa; ci sono alcuni zecchini dei Mocenigo II° e III° ; onestamente quelli censiti come III°, sono invece del II° con la variante del punto alla fine di MOCENI, invece di avere la stellina ..... https://www.sixbid.com/browse.html?auction=1060&category=21555 Se può consolare, altre volte si è dibattuto in proposito, ed anche allora ha vinto il dubbio. saluti luciano1 punto
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Arriva anche l'articolo sul Giornale della Numismatica di Ganganelli, veramente inaspettato perché non l'abbiamo pubblicizzata oltre il forum l'iniziativa perché solo 35 persone possono accedere e 35 ci sono stati subito tra gli amici, certo pubblicizzandola veramente non so quante adesioni ci sarebbero state...e questo è il rammarico...ma nel contempo fa capire le enormi potenzialità di quello che stiamo facendo... Quindi ringraziamo Roberto Ganganelli specificando però che la parte del mattino, a meno di rinunce sempre possibili, è completa numericamente, per il pomeriggio invece è totalmente aperta a tutti e sarete i benvenuti perché molto si dirà quel pomeriggio... Roberto parla di prima Edizione, onestamente non so il futuro, me lo auguro che questo sia un primo step importante e storico e che altri ancora più rilevanti possano arrivare, è un augurio che ci facciamo, ma se devo guardare il mio sentiment attuale dico che sono fiducioso. Troviamo una Milano che si unisce numismaticamente e che avrà un parterre veramente d'eccezione come rappresentatività e componenti, mi piace citare oltre al Centro Culturale Numismatico Milanese dove si svolgerà la seconda parte @gpittini,anche noi di " Quelli del Cordusio " che poi siamo Lamoneta che viene giustamente finalmente citata anche quando ci sono eventi che la rappresentano @Reficul, @incuso,in fondo noi sappiamo benissimo come nasce e nasce sul nostro forum qui in modo estremamente innovativo e lo potete leggere tutti, una idea, un sogno, una esigenza, un evento che nasce in diretta insieme , che non è semplice per nulla, ha le sue ovvie grandi difficoltà, ma nasce e sarà realtà... Nasce perché l'esigenza di vedere monete delle nostre istituzioni in Milano in gruppo era un sogno nel cassetto mio e di tanti altri, lo abbiamo realizzato, ma Milano merita di più e quindi vedremo di far partire un vero Progetto " Milano per la Numismatica ", sarà questo il sogno del futuro... E qui non c'entrano le sigle, le appartenenze, d'altronde io stesso sono tutto e di più, andiamo oltre qui ....è un progetto per la città e per la numismatica italiana...che vorrei vedere completato... E i grandi testimonial milanesi, alcuni in programma, alcuni presenti fanno capire quanto lo spirito di fare e collaborare per il bene comune sia veramente alto...e quanta caparbietà e determinazione ci sia stata... Arriverà altro ....Il Gazzettino....finalmente si ritorna a sentire emozioni, passioni, voglia di fare e condividere insieme, in fondo Milano Numismatica va oltre l'ambito locale, è un progetto nazionale, d'altronde non potrebbe essere altro parlando di una città e di una Istituzione come l'Ambrosiana che è famosa e conosciuta in tutto il mondo...il 28 gennaio sarà una giornata importante di cui ne saremo fieri in tanti.... http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=117891 punto
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Buongiorno, oltre che a questa bellissima moneta, per me, volevo condividere, con chi non lo conoscesse un sito per la catalogazione delle contromarche su monete Iberiche...in questa pagina Augusto. La mia è al numero 50. Roberto https://www.tesorillo.com/altoimperio/augusto/2augusto.htm1 punto
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vedendo i vari risultati d'asta del 2016, un spl/fdc si attesta intorno a 12000 (diritti esclusi)1 punto
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Gia' , chissa' se Grierson, sempre analitico e soprattutto rigoroso, ridacchia...1 punto
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E' come dicevo un fil rouge milanese che piano, piano vedremo, ma questo è poi un evento da raccontare, è una vera storia e il bello è anche un po' narrarla.... Cosa sia l'Ambrosiana un po' l'ho detto, di cosa sia per Milano città non ancora, la Biblioteca Ambrosiana nasce per volere del Cardinale Federico Borromeo attigua alla Cripta e alla Chiesa di Santo Sepolcro. Se dovessi consigliare a un milanese ,e anche a un non milanese, direi vai subito a vedere la Cripta del Santo Sepolcro. Costruita nel Medioevo, è definito il vero centro storico di Milano, quello che Leonardo da Vinci frequentatore del posto definì il " mezzo " di Mediolanum. E' una Gerusalemme trasportata a Milano, l'ombelico della città per San Carlo, da qui parte poi la città ed è così. Il centro che oggi definiamo essere il Duomo venne dopo successivamente, è il " centro moderno ", ma per respirare le origini di Milano lì dovremmo andare.... Lastricata dalle pietre del vecchio foro romano, punto di preghiera abituale di San Carlo, con affreschi straordinari medievali, è il vero centro di Milano su cui parte tutto e l'Ambrosiana si appoggia e affianca ad esso. Luogo quindi sacro e dell'identità, da cui si irradia poi il resto di Milano, la Piazza dei Mercanti, le sedi delle zecche, i simboli della finanza, il punto in cui a destra vedi il Duomo e a sinistra il Castello Sforzesco. In fondo poi, quando diciamo che il mercato del Cordusio è fortunato, lo è per tanti motivi, non ultimo il fatto di essere affacciato anch'esso all'Ambrosiana.... Spero di avervi un po' introdotto negli aspetti storici e direi emozionali del posto istituzionale dove saremo al mattino, ma poi dovremo parlare del Maestro Rozzone....direte cosa c'entra ? c'entra...c'entra ...sia per l'Ambrosiana che per gli aspetti numismatici milanesi...1 punto
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Ne esce un quadro di una Milano Numismatica presente, attiva, dinamica, rappresentativa e che ha fame di vedere monete, di ascoltare, fare e unirsi insieme, è notevole veramente la risposta arrivata velocemente da semplici passa parola, al punto che mi dispiace per i pochi posti rimasti per l'Ambrosiana, quindi Milanesi e non Milanesi,visto che all'Ambrosiana ci sarà poi di tutto da vedere fatevi avanti, i posti, a meno di rinunce sono solo 4....1 punto
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