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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/01/17 in tutte le aree

  1. Siamo nel pieno del triennio Crispi, quel periodo in cui in maniera sempre meno nascosta si iniziò a creare una linea di dissenso nei confronti di quel Re che era stato chiamato "Buono". Molto legato al Crispi, di cui condivideva la linea politica forte, Umberto I vide dal 1894 al 1896 la sua popolarità (e quella del suo primo ministro) calare nella stima di molti italiani. Sono gli anni della firma allo "stato d'assedio" in Sicilia, della guerra in Africa che portò ad Adua. "Menelik" è un nome che rimbomba nelle teste italiane, al pari di quello del generale Baratieri che fu ritenuto ufficialmente l'unico responsabile della disfatta coloniale del 1 marzo 1896. Così, come era successo a Depretis, Crispi è portato alle dimissioni da una sconfitta sul suolo delle colonie, un suolo che in Patria era stato caricato di un fortissimo valore simbolico. Al grido di "Viva Menelik" in molte città gli italiani si dissociano da un eventuale prosecuzione delle ostilità, addirittura i moti popolari ampliano l'oggetto di contestazione inglobando tutta la politica coloniale. Le dimissioni di Crispi sono auspicate perfino dai suoi più stretti collaboratori, il Re è costretto a cambiare nuovamente capo del Governo. Di seguito – in due scatti non standardizzati – la prima data (1895) del centesimo di Umberto I, quel Re che agli occhi di molti ormai non era più tanto Buono... Buona giornata, Antonio
    5 punti
  2. Avevo dimenticato di averla nella mia collezione sono passati quasi 40 anni... quanti ricordi. ____ ____
    4 punti
  3. DE GREGE EPICURI @VignoLa sigla SM in esergo, seguita dalla iniziale della zecca e dal numero della officina, inizia almeno dal 293 d.C. con le monete di Diocleziano e colleghi della tetrarchia; se ben ricordo, all'inizio non tutte le emissioni avevano questa caratteristica, come succede dal 295. Ad es. fra le prime monete: SMT significa Sacra Moneta Ticinum. Invece,SMKA significa: Sacra Moneta Cyzicum, prima officina. Tieni conto che "moneta" non ha il significato italiano, ma quello di "zecca". Perchè la zecca era definita "sacra" alla fine del 3° secolo? In realtà le zecche e la monetazione erano "sacre" da sempre, poste sotto la protezione di Giunone ma anche di altri dei. La falsificazione della moneta era considerato "alto tradimento"verso lo Stato e l'imperatore, e anche in qualche modo "sacrilegio". Ma probabilmente Diocleziano ha accentuato questo aspetto, così come ha accentuato l'investitura "sacra" dell'imperatore (protetto da Ercole o da Giove, ad Occidente ed a Oriente). La sacralità dell'origine della moneta (non solo di quella romana) è però un problema diverso, ed è un'ipotesi approfondita dallo storico ed economista tedesco Laum, all'inizio del '900.
    4 punti
  4. Buongiorno a tutti. Con grande piacere sarò presente al convegno. Se ancora possibile potreste aggiungere un posto a tavola? Memore della convivialità delle passate edizioni non potrei assolutamente mancare. A presto.
    4 punti
  5. Cari amici, volevo condividere con voi la soddisfazione per il souvenir del classico mercatino domenicale. E' il mio primo modulo piccolo, dal momento che io sono un appassionato di piastre - sarà anche per la vista da talpa. La moneta non è certo in alta conservazione ma la trovo deliziosa, l'ho preferita a una sorella gemella senza graffi di conio non per i 5 euro in meno che costava questa ma proprio perché mi facevano sorridere i graffi su una moneta così piccola, che pare imitare le sorelle grandi da 120 grana. Insomma è stato amore a prima vista, quella sensazione che anche voi ben conoscerete di non volere UNA moneta ma QUELLA moneta, che sentite già vostra e che sapete farà fieramente parte della vostra raccolta. Un caro saluto
    3 punti
  6. Nel dicembre 1815 si recò a Bologna Tommaso Mercandetti e vi rimase per circa 6 mesi. Era stato allontanato da Roma per presunte simpatie Napoleoniche e non monetò più nella capitale nonostante si trattasse del più bravo incisore Pontificio, di certo molto superiore ai fratelli Pasinati che non conoscevano bene l'arte di incidere monete (erano discreti medaglisti). Bologna "visse" per i successivi 15 anni di coni e punzoni approntati dal Mercandetti ed adattati dall'incisore locale Nicola Busi. Invito chi sia interessato a leggere l'articolo apparso nel gennaio di quest'anno su Panorama Numismatico "Tommaso Mercandetti e Nicola Busi: a scuola con il maestro" a firma Vigna, Chimienti, Cassanelli.
    3 punti
  7. 3 punti
  8. Spero di fare cosa gradita fornire una rapida panoramica delle emissioni coniate dalla zecca di Mateola (o Mateolum), senza pretesa di fare un vero Corpus. MATEOLUM: 210 – 150 a.C. 1 SEXTANS unciale AE (5,54-2,84 g; media: 4,01 g) diam. 16-17 mm D/= Testa di Atena a destra, con elmo corinzio; sopra, oo R/= Leone accovacciato a destra, con la testa volta frontalmente, regge con la zampa sinistra lancia appoggiata sul collo; a destra, monogramma dell’etnico (MAT legato). Rif: Garr. t. XCV, 43; H.N., p. 90, 796 L. Sambon 1 g. 5,54 Copenhagen, SNG 666 g. 4,56 Heritage 387, 23.ix.2005, 12001 g. 4,56 Berlin, Beschreibung 1894, 1 g. 4,44 Berlin 4 g. 4,42 * Triton V, 15.i.2002, 40 g. 4,14 Morcom SNG 208 g. 4,11 Paris, FG 644 g. 3,75 London, BM 1851-5-3 69 = BMC 1 g. 3,63 Milano, SNG 110 g. 3,62 Berlin, Beschreibung 1894, 3 g. 3,31 Bertolami 29, 22.iii.2017, 22 g. 3,26 Berlin, Beschreibung 1894, 2 g. 2,84 2 UNCIA unciale AE (3,24-2,33 g.; media: ) diam. 13-15 mm D/= Testa di Atena a destra, con elmo corinzio; sopra, o R/= Ercole nudo a destra, si appoggia alla clava, con la destra sulla schiena; a sinistra, monogramma dell’etnico (MAT legato) Rif: Garr. t. XCV, 44; H.N., p. 90, 797 London, BM 1851-5-3 70 = BMC 2 g. 3,24 Milano, SNG 111 g. 3,04 Berlin, Beschreibung 1894, 7 g. 2,80 Berlin, Beschreibung 1894, 6 g. 2,73 London, MB TOW = BMC 3 g. 2,66 Paris, D 4098 g. 2,57 Bertolami ea. 18, 26.iv.2017, 18 g. 2,56 * CNG ea. 130, 4.i.2006, 39 = CNG 61, 25.ix.2002, 23 g. 2,54 Berlin, Beschreibung 1894, 5 g. 2,33 3 SEMUNCIA ? unciale AE (1,60 g.) diam. 12 mm D/= Simile R/= Cornucopia; a sinistra, monogramma dell’etnico (MAT legato). Rif: Garr. t. XCV, 45; H.N., p. 90, 799 Napoli, Santangelo 1898 (attribuita a Gnathia) = L. Sambon, 2 g. 1,60 4 UNCIA unciale AE (2,25 g.) diam, 11 mm D/= Testa laureata di Apollo a destra; a sinistra, monogramma dell’etnico (MAT legato). R/= Due torcie decussate; sotto, stella; a sinistra, A ; a destra, P Rif: Garr. -; H.N., p. 90, n. 798 (UNICUM ?) Berlin, Beschreibung 1894, 8 g. 2,25 (acquistato da Friedlaender a Barletta, a N-E di Apulia)
    3 punti
  9. Bellissima! Posto anche la mia allora
    3 punti
  10. Quando un giorno vista l'ora è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato (mi sento un po' Marzullo ora che è passata mezzanotte ) scusa l'incipit ma mi è venuto così.... Comunque tornando alla moneta...capisco perfettamente quella passione a prima vista che nasce per una moneta che non è meravigliosa ma è il tipo giusto per la nostra collezione e quindi è più che meravigliosa, è quella perfetta per noi. Ottima monetina con un sacco di fascino, proprio bella da vedere.
    3 punti
  11. Carissim*, il 13 giugno, alle ore 16, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi a Milano, sarà presentata la seconda edizione aggiornata del volume di Lucia Travaini, La monetazione nell’Italia Normanna. Si tratta di un volume fondamentale per la storia degli studi di questa tipologia di monete, la cui prima edizione risale a oltre vent’anni fa. In questa seconda edizione è stata inserita la ristampa anastatica della prima edizione ma è stato aggiunto anche un aggiornamento altrettanto importante. Oltre all’autrice saranno presenti ospiti che sicuramente varrà la pena di ascoltare. Un caro saluto, Teofrasto
    2 punti
  12. Buongiorno a voi, chiedo una cortesia, sperando che qualcuno possa aiutarmi. Avrei bisogno di controllare a quale/i pagina/e della Miscellanea Numismatica (Venezia, 1867) di Carlo Kunz corrisponde quella che allego qui sotto: questa è la pagina della ristampa dell’opera di Kunz pubblicata postuma sulla RIN del 1897. Sulla RIN è la p. 79. Qualcuno che possiede l’edizione originale del 1867, può postare l’immagine della/e pagina/e corrispondente/i? Grazie e buon rendere, Teofrasto
    2 punti
  13. Moneta russa d’argento da mezzo rublo o 50 copechi, 1925: un invito all’unione dei lavoratori di tutto il mondo. Indicata per il Primo Maggio, direi. Argento 900/1000: 9,948 g, 26,67 mm.
    2 punti
  14. Non mi stancherò mai di ripeterlo, le monete sono storia viva, parafrasando il Maestro Mario Traina...ma solo per chi ha interesse e curiosità per l'approfondimento di ciò che attorno al documento moneta sta, aggiungo io...buona sera a tutti.
    2 punti
  15. Può essere una ipotesi più che valida asclepia... Posto l'ultimo taglio per il ducato di Lucca ringraziando tutti i partecipanti a questo bellissimo post e se possibile, da qualche curatore, da mettere tra quelli importanti che rimangono sempre in alto nella sezione... Luca Metto foto con luce diversa
    2 punti
  16. intanto mi guardo i minutini alla luce del sole...saluti a tutti
    2 punti
  17. Eccoci qua! Come giustissimamente detto da @numa numa ci sono anche gli "antiquiores", ovverosia le più "antiche" tra le monete pontificie. Infatti per "antiquiores" si intendono i denari d'argento coniati dai pontefici dalla fine del secolo VIII alla metà del secolo X. E allora come non annoverare in questa classifica il più "antico" degli antiquiores? Eccolo: Adriano I (772-795). Roma, Denaro Dritto: • HADRI • • ANVS PP busto di fronte / una I e una B a lato Verso: VICTORIA DNN tre punti a triangolo. Croce potenziata su gradini / R M ai lati / CONOB in exergo Si tratta della prima vera moneta dell'intera serie papale. Infatti, come riportato da Muntoni e da altri autori si conoscono pezzi in bronzo di Gregorio III e del suo precedessore Zaccaria, di solito di forma quadrilatera, che vengono in genere definiti tessere. Questi pezzi sono con estrema probabilità dei pesi monetali: essi sono infatti di due misure che corrispondono, per il peso, al solido e al tremisse bizantini, corrispondenza che difficilmente può essere frutto di semplice coincidenza. Adriano fu il primo Papa ad affrancarsi politicamente dall'Impero d'Oriente
    2 punti
  18. Ciao Mario, io quel giorno lavoro, ma farò di tutto per esserci ed è molto probabile che riesca. Sì, hai ragione su tutto quanto hai scritto. C’è grande fermento e questo di per sé è già estremamente positivo. Ma il fatto che ci sia uno strumento come questo forum è forse ciò che in questo momento fa la differenza. Esso infatti consente di fare conoscere ad un grande numero di persone notizie ed eventi che altrimenti rimarrebbero semisconosciuti. E’ la potenza della Rete ed è uno dei punti di forza de LaMoneta. ? Un abbraccio a tutti, Marco
    2 punti
  19. Tu ci sarai comunque Marco ? cerchero' di esserci anche per salutarti e salutare chi ci sarà' , tra l'altro faccio una riflessione qui ma potrei farla nell'altra discussione attigua su Arslan che vedo ospite anche qui, Milano a livello numismatico ha grandi potenzialità di interesse, lo e' sempre stato, ma mai credo come in questo periodo stiano uscendo, e questo ovviamente mi fa a livello personale e da milanese un enorme piacere, fermenti e interessi. Domani sera, lo posso già dire, al CCNM ci sarà per Arslan il pienone, se abbini eventi interessanti e con relatori importanti, Milano c'è, però tutto questo bisogna anche comunicarlo, se no non lo sapranno. Il forum aiuterà a livello comunicativo , il gruppo milanese in particolare se ne farà carico, tutte queste iniziative importanti, Ambrosiana d'altronde docet, 40 a numero chiuso bruciati in qualche giorno e se si poteva chissà dove saremmo arrivati, e' nostro dovere non disperdere questo potenziale e reale interesse che c'è e nasce anche in diversi giovani , un caro saluto, Mario
    2 punti
  20. Sicuramente il medagliere di Berlino è il più ricco di esemplari di Mateolum, ma mancano le foto digitali a colori nel suo sito. Stranamente mancano nel medagliere di Napoli, salvo la rarissima semuncia, forse nota in unico esemplare, che era stata erroneamente attribuita a Gnathia. Ovviamente mancano informazioni sulla presenza di esemplari di questa zecca nei medaglieri pubblici pugliesi.... La serie di Mateolum è stata in passato datata al 250-217 a.C., ma sembra più corretta la cronologia di Historia Nummorum, 210-150 a.C., quindi dalla guerra annibalica fino alla metà del II secolo a.C. E' una forbice cronologica molto ampia, ma a mio giudizio si inserisce nella produzione di standard unciale e semiunciale durante la prima metà del II secolo a.C., durante la fase della ricostruzione dopo la fine della cruenta guerra annibalica.
    2 punti
  21. Il catalogo Egger lo trovi qui: http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/egger1913_04_17/0001 A sinistra, al centro c'è un tasto freccia: cliccandolo puoi scaricare il catalogo in pdf
    2 punti
  22. Brani di STORIA che non si trovano nei libri di storia che insegnano a scuola. La numismatica è il tesoro culturale che speriamo non vada mai disperso. Dalle monete abbiamo tanto da imparare, perché studiando le monete andiamo alla ricerca di notizie che arricchiscono il nostro bagaglio culturale e scopriamo cose e situazioni che neanche mai avremmo immaginato.
    2 punti
  23. @miroita magari cambiando regnante le cose migliorano... che ne dici di questo Ugo (dalla NAC 50)? (Mi fa morire il titolo della discussione...sembra un urlo di disperazione eheh) Un caro saluto, Antonio
    2 punti
  24. A questo punto mettiamo anche il doppio carlino coniato al termine del Sacco Tutti i papi a partire da Clemente VII porteranno la barba, fino al 1700 con Clemente XI.
    2 punti
  25. Bella discussione. Ritorno all'origine e posto un 2 lire più bello di quello di kuenker all'inizio ?
    2 punti
  26. in effetti lo stemma del Pacca, quando e nitido, e veramente bello Per lo scudo invece, dipende se e' il conio era gia' fratturato (e quindi schiacciato al centro) o no...... Daniele
    2 punti
  27. Volevo aggiungere anch'io qualcosa a questa bellissima discussione aperta da Michele, che ha piacevolmente arricchito con dettagliate note storiche. La prima piastra Papale, il nominale piu' imponente come modulo che ha eguagliato i Ducatoni e Talleri coevi delle Signorie e Principati Italiani. Come ricorda Sixtus78 e' con Sisto V che lo Stato Pontificio introduce la Piastra, un tondello d'argento di 42mm al peso di c.a 31,5 gr. e le prime vengono battute a Roma, Montalto e Ancona. Personalmente e' proprio una delle prime che preferisco di tutta la serie........
    2 punti
  28. @scacchi A parte eventuali limature di metallo e altro, trattandosi di specie in mistura i margini di tolleranza dei dati ponderali sono abbastanza ampi. Circa le imitazioni marchigiane ne fa accenno Finetti 1987 con riferimento a D. Herlihy, Pisan coniage........, 1974. Altre notizie non conosco. Purtroppo non ho a disposizione il testo. Ma perché hai qualche idea in proposito? @avgvstvs @margheludo Che fate? Ci tenete sulla graticola? cari saluti
    2 punti
  29. e questo è uno dei miei ribattuti, notate bene la ribattitura notevole.
    2 punti
  30. Buon 1° Maggio Lo so ... dal punto di vista iconografico non la si potrebbe definire una tra le 10 più belle monete veneziane, ci sono in lizza gran parte delle oselle; alcune hanno caratteristiche preminenti, sia per le immagini, sia per il significato che racchiudono; ci sono poi alcuni ducati/talleri che, perlopiù rarissimi, hanno un indiscutibile appeal, però .... Però io ci infilerei nella lista anche la Lira Tron. Il ritratto del doge non è certo bello, è vero, però è quasi unico nel contesto della monetazione veneziana; senza dubbio lo è per diffusione e poi è la prima lira monetata. Che dite, è sufficiente per farla ritenere bella? Io ce la metto. saluti luciano
    2 punti
  31. C'è di tutto, e come ben sai sono monete che meritano -quando possibile- analisi approfondite.
    2 punti
  32. Non ne ho ma rimangono il mio sogno... per averne una sacrifico mezza collezione. Galeazza per il Levante detta anche Leone per il Levante.
    2 punti
  33. @Rocco68..io dico la mia; dato che sto cercando di capire perchè su alcuni coni ci sono le A senza traversa...e non solo sull'argento, ma molte su alcune annate del rame...sono curioso di vedere un conio con Λ anche sul Carlino.....avrò la foto, se esiste, altrimenti dovranno dirmi che non esiste. Adesso, considerato che chi fa catalogare monete, o anche chi non lo fa, ma per Prassi riporta monete errate, ma poi aspetta qualcuno (come me) che "spiffera" tutto, perchè ha studiato a fondo, e di conseguenza ... leggendoMi aggiorna e fa aggiornare, senza studiare, sono un pò stufo di questa situazione. Visto però che tieni tanto a questo nominale e come detto altre volte, quando mi si chiede, da amici, non mi sottraggo,...chi ha generato l'errore del SICIL 1788 è stato il Pannuti e Riccio. Qui ci sono le prove:
    2 punti
  34. A proposito di Piastre 1791 ..... mi faccio un pò di pubblicità......
    2 punti
  35. Medaglia benedettina ovale (da rosario), bronzo/ottone del XVII sec. (metà circa) probabile produzione spagnola.- D/ Madonna di Montserrat con Gesù Bambino che tiene una sega da falegname nella mano dx, anepigrafe.- R/ S. Benedetto da Norcia in abiti da monaco, in alto a sx il corvo (suo attributo), scritta: .SA[NCTUS]. - .BEN[DICTUS]., iconografia del santo non comune. Ciao Borgho.
    2 punti
  36. Con questa logica allora tutte le monete hanno messaggi nascosti... E' verissimo che simboleggiano saggezza, forza e bellezza ma il collegamento logico è un pochino allucinato. A questo punto potrei più o meno dire che la foglia di Taro sulla moneta da 1 Centesimo delle Cook Islands rappresenta la protezione e quindi "che la protezione dal male scenda su di noi"
    2 punti
  37. tre copie sono arrivate al circolo Astengo di genova e hanno suscitato grande interesse e sono state prese volentieri dai soci
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  38. e di questi due busti che ve ne pare ?
    2 punti
  39. Grazie ad un amico che mi ha procurato la seconda (Massaro Benedetto Civran per la 2° volta, come si intuisce dalla sua sigla), vi posso mostrare il mio trittico composto da Leone da 80 soldi, Mezzo leone da 40 e Quarto da 20 coniati sotto il doge Alvise II Mocenigo agli inizi del '700 per la circolazione in Dalmazia ed Albania. Conservazioni certamente mediocri, certo, ma chi le vede mai in Spl o superiori? E se sì, ci sarebbe da svenarsi. I 40 soldi e i 20 hanno pure due bei fori otturati, cosa molto comune per questi nominali. Ora mi manca solo il 10 soldi, spero di vivere (e collezionare!) abbastanza per trovarlo. Tra le ultime testimonianze dei possedimenti veneziani in Levante, se escludiamo i Talleri di fine Repubblica.
    1 punto
  40. Buongiorno a tutti, sulla scorta della discussione delle "più belle", vorrei che qui invece venissero presentate quelle che possono essere annoverate le monete più "importanti" della plurisecolare storia delle coniazioni pontificie. I motivi per i quali una certa moneta possa essere ritenuta "importante" sono svariati e possono andare da motivazioni storiche, iconografiche, intrinseci alla moneta stessa ect. Nei più di 8 secoli di monetazione papale innumerevoli sono i fatti storici, le riforme monetarie, gli avvenimenti o le ricorrenze che sono stati motivo di coniazione di una certa moneta. Ecco, qui mi piacerebbe presentare questi esemplari, corredati da una foto e se possibile dalle nostre notazioni che motivino l'inserimento di un dato pezzo in questa speciale classifica. Se vogliamo, possiamo tracciare la storia numismatica di questa straordinaria monetazione con i veri "masterpieces" che possono quindi trasformasi in chiavi di volta della storia papale. Ovviamente inizio io: Sede Vacante (Camerlengo Pietro di Montebruno), 1268 – 1271 Viterbo. Grosso paparino, AR 1,71 g. * BEATI PETRI Chiavi in palo. Rv. * PATRIMONIV Croce patente accanto­nata da quattro globetti alle estremità. Muntoni 1. Berman 162. Si tratta della prima moneta di Sede Vacante A Viterbo si svolse il primo Conclave della storia dei Papi. Sembra che i cittadini viterbesi, esasperati per la lentezza e l'immobilismo dei cardinali nel decidere il nome del Papa da eleggere, abbiano chiuso a chiave (da qui il nome Cum Clave) le porte del palazzo ed abbiamo affamato le autorità clericali per convincerli ad eleggere in fretta il nuovo Papa. I cardinali superstiti, esausti e affamati, elessero Gregorio X. Da notare al D/ della moneta le due chiavi in palo.
    1 punto
  41. Credo che il discorso sulle 2 lire sia in realtà più complesso di quanto abbozzato. Intanto era usuale al tempo battere le monete in anni successivi a quelli del millesimo presente nel conio. Bellesia nel suo libro su Lucca riporta almeno 3 emissioni, anche se in maniera non chiarissima (non so se il dato sia conclusivo): per il 1837 una autorizzazione alla coniazione di 75.000 esemplari (pg 565) ed un totale effettivamente battuto di 97.179; nel 1844 coniati 195.659 esemplari (pg 569); inoltre per il 1848 coniati dopo trasferimento dei conii alla zecca di Firenze, un "cospicuo" numero (pg 566). Il numero 79.743 deriva dal catalogo Gigante che non so da dove lo tragga. Bellesia si è recato alla fonte, e cioè all'Archivio di Lucca, e si è anche riferito ad un volume edito nel 1870 da D. Massagli (Introduzione alla storia della zecca e delle monete Lucchesi), che seppur riedito un secolo dopo, può essere gratuitamente scaricato da Googlebooks all'indirizzo che sotto indico. https://books.google.it/books/about/Della_zecca_e_delle_monete_di_Lucca_nei.html?id=kU4NAQAAMAAJ&redir_esc=y E' particolarmente interessante il motivo per cui nel 1848 furono coniate monete da 2 Lire: si trattò di una truffa attuata da mercanti fiorentini che chiesero alla prefettura locale la possibilità di battere monete da 2 lire per poi spedirle "oltremare" spacciandole per monete francesi (di Carlo X) ad esse molto somiglianti. La moneta lucchese tuttavia era meno pesante (g 9.43 vs. 10) e a titolo inferiore (666 per mille vs. 900 per mille) e conteneva pertanto quasi 3 g in meno di argento! Il fatto è narrato dal Marsigli (pg 134) e ripreso da Bellesia. Sempre Bellesia riporta altre notizie: l'esistenza di almeno 2 tipi di monete con conii lievemente varianti di D/ e R/ (potremmo definirli D1R1 e D2R2); che nel 1841 l'incisore Ertoli inviò un conto per "aver rifatto un conio delle 2 lire" e per "aver ricalcato e rifatti due per le due lire maschi e femmine" (totale 5 conii); ed infine nel 1845 una relazione in cui si "gratifica" la signora "Felice Marsili" (figlia dell'incisore delle monete di rame Pietro Marsili) per le "fatture e tempo impiegati" (tra l'altro) "per N. 15000 monete da 2 lire sottoposte di nuovo al conio per essere poco impresse". Dunque, apparentemente, per una ribattitura di una quota di esemplari mal impressi. In definitiva: 1) la tiratura delle 2 lire potrebbe essere ben superiore a quella riferita dai cataloghi (e desunta dal Massagli, pg 134) 2) sembrano esistere almeno 2 conii riconoscibili di queste monete (la prima moneta postata e quella da me postata appartengono al tipo A di Bellesia, così come quelle relative alle figure 1, 3 e 4 ivi postate, - https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CLB/1 mentre nello stesso catalogo le figure 2 e 5 si riferiscono al tipo B; 3) esistono monete male impresse che antedatano la tiratura del 1848 e altre ribattute (per esempio l'esemplare 1 del catalogo). Infine tra i caratteri distintivi dei tipi A e B vi sono: Diritto: la lettera S e il punto della legenda sono lievemente retrocessi rispetto al ciuffo del Duca nel tipo A, un po' più avanzati nel tipo B; LANDI sotto il taglio del collo parte più a sinistra nel tipo B. Rovescio: gli estremi dei rami di lauro sono piatti nel tipo B, rivolti verso il basso e con vista della sezione nel tipo A; la data ha conseguentemente un diverso rapporto di vicinanza con tali estremi.
    1 punto
  42. Nessuna rappresentazione storica è completa senza i riferimenti alla monetazione che caratterizza un determinato periodo
    1 punto
  43. Caro @adolfos, che gran piacere è sempre sentirti. più che in una pentola sta bollendo qualcosa in un piccolo, anzi piccolissimo pentolino. In realtà voglio andare a fondo su una moneta di Parma e controllare tutta la bibliografia in cui è citata ma purtroppo non posseggo l’edizione originale della Miscellanea Numismatica di Kunz. Anziché citare la pagina della RIN 1897, vorrei indicare quella dell’edizione originale del 1867 e vedere anche se il testo riportato sulla RIN corrisponde esattamente a quello originario. Mi auguro anch’io che qualcuno mi possa aiutare. Più che altro perché così posso fare il controllo più rapidamente che andando a recuperare il testo in una qualche biblioteca. Soprattutto tenendo conto che qui a Parma, ahimè, il testo non c’è da nessuna parte... Un caro saluto, Marco
    1 punto
  44. Effettivamente milanese non e' quindi non con i cordusiani, rognosetto lo e' quindi non direi con i papalisti, potrebbe stare con i venetici se ci sono posti o lo mandiamo a dare i Gazzettini ?
    1 punto
  45. Bellissimo veramente @M@tti! Complimenti, Alb123
    1 punto
  46. Buongiorno Martin, riprendo il tuo post riguardo alla mezza piastra del 1859......hai pesato la moneta? Oggi ho ripreso il mio falso d'epoca della mezza 1858 e volevo farti vedere come si presentano questi rari pezzi, Posto foto del dritto, rovescio e il taglio con PROVIDENTIA OPTIMI PRINCIPIS in incuso. Il metallo è ottone....in origine la moneta aveva tutta l'argentatura.....ora purtroppo scomparsa.
    1 punto
  47. Per me questo Giulio è da perdere la testa... Eros
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  48. Anche l’elmo attico è raffigurato nel campo a sinistra come simbolo di controllo di tetradrammi d’Alessandro coniati in varie zecche macedoni (Price 21-2) e del Peloponneso (Price 74-5), a Pella (Price 215-6) e a Seleucia (Price3780-2). Questo esemplare (CNG 125, Lot: 11) presenta il marchio del banchiere sulla guancia di Eracle. KINGS of MACEDON. Alexander III. 336-323 BC. AR Tetradrachm (25mm, 17.06 g). Macedonian ('Amphipolis') mint. Struck circa 336-323 BC. Head of Herakles right, wearing lion's skin headdress / Zeus seated left, holding eagle and sceptre; crested Attic helmet in left field. Price 22; Müller 191. VF, toned, banker's mark on cheek. From the John F. Sullivan Collection. 125, Lot: 11. Estimate $200. Sold for $1300.
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  49. La successiva per taglio è anche quella che più mi piace come iconografia...il buon vecchio SAN GIORGIO che trafigge il Drago... 4 soldi in mistura 125% 21 mm 4,39 grammi C: stellette in incuso D/ RESPUBLICA GENUENSIS S.4. in basso 1814 con al centro lo stemma di Genova tra 2 cornucopie R/ EX PRO BITATE ROBUR al centro il già citato San Giorgio a cavallo che infilza il drago
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