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  1. Rocco68

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/02/17 in tutte le aree

  1. Grazie per il post di dedica nonostante la mia lunga assenza sul forum! Saluti, Marco B.
    7 punti
  2. Buona domenica a tutti, ultimo acquisto.....nell'attesa che mi arrivi e possa farle foto migliori senza la bustina, una Piastra 1805 capelli ricci. Mi farebbe piacere un vostro parere sulla sua conservazione....... Grazie a chi vorra' rispondermi.
    4 punti
  3. Questa è la serie del regno che maggiormente apprezzo. Ieri a Firenze ho realizzato il mio sogno, comprando il 50 lire finendo così la serie. Per chi fosse interessato, Alberto Zecchi ha fatto un astuccio in legno che ospita tutti e quattro i pezzi. Al convegno di Verona sicuramente ne prenderò uno. La foto non è il massimo, ma ecco la mia. Saluti a tutti.
    3 punti
  4. I miei complimenti a @MARCO B per la interessante scoperta http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_02/milan-cacciatore-tesori-misteri-mito-7bd6fa94-5eea-11e7-8241-893ad62f90c4.shtml Saluti Simone
    2 punti
  5. Ciao @gennydbmoney ottimo il follaro in tuo possesso. Nel tuo caso, però, non parliamo di Ruggero Borsa, bensì Ruggero II°, quale Duca di Puglia, periodo di coniazione ( Agosto 1127, fino al 25 dicembre 1130). Classificato dal MIR al 598, D'Andrea/ Contreras n. 134. Saluti Eliodoro
    2 punti
  6. ....e questa è la 1817 reimpressa
    2 punti
  7. Vincenzo questa moneta semplicemnete non è plausibile. E' come se venisse oggi fuori una Fiat 500 in legno oppure di plastica. Puo' essere quello che vuoi ma non è la macchina originale nè probabilmente un prototipo funzionante. Parimenti qui non c'è da scervellarsi per capire chi abbia prodotto, anzi ri-prodotto questa moneta. Non ha nulla di originale , né il metallo, né l'incisione né la patina. Chi l'ha fatta ? boh e tutto sommato non ci interessa. L'unica cosa che interessa è che non è originale. PSe tu fossi un minimo esperto l'avresti capito da solo. Se la posti qui chiedi un parere e poi lo contetsi o non ti fidi, o peggio vuoi convincere che sia un oggetto interessante che non è stato capito, allora ribaltiamo la questione. Su quali basi la Fiat di plastica o di legno dovrebbe essere quella originale prodotta dalla casa automobilistica torinese ?
    2 punti
  8. Le lingue, parlate e scritte, cambiano e ciò è logico. Certamente la J (la nostra i lunga o iod ) è caduta in disuso, e nella lingua scritta italiana rimane ora solo in cognomi e toponimi. La J è una variante grafica della I . E' entrata a far parte dell'alfabeto latino tardivamente, per rendere la jota greca, dall'alfabeto latino è giunta a noi nella lingua e scrittura italiana, e rende il suono [J]. Non veniva (e non viene) usata solo in latinismi o neologismi. Come variante grafica della della i esprimeva (esprime) il valore consonantico della i (la i può essere vocalica o semiconsonantica). Le lingue si trasformano. I linguaggi si semplificano, la scrittura non rispetta più le regole sintattiche, figuriamoci quelle fonetiche. Certamente la J non verrà più usata in sostituzione della I per esprimere il valore consonantico di questa, nei dittonghi, per indicare la i geminata finale. La nostra iod o i lunga sarebbe già dimenticata dagli italiani se non fosse entrata nel nostro linguaggio come gei inglese. Sembrerà strano alla maggior parte degli italiani vedere scritto sui cartelli stradali Jesolo quando ci vanno al mare, troveranno buffi certi cognomi come Jannacci, o presi dal qualche personaggio televisivo nomi come Jacopo, non scriveranno certo (ne troveranno scritto) juta, jella, jena, fidejussione. Prima o poi qualche insegnante, se trova uno di questi termini in un tema lo evidenzierà con la matita rossa come errore dicendo che "non è corretto in italiano". Ma se le lingue cambiano e si "semplificano", se le scritture cambiano e si "riducono ", .... ciò non è generale. Magari per un po', per un altro po', qualcuno riesce ancora a distinguere una i vocalica da una i semiconsonantica, per una questione di fonetica almeno, se non di grammatica. E "Vengo anch'io, no tu no" sarà sempre cantato da uno con uno strano cognome con la I lunga, al mare si andrà a Jesolo e ogni tanto qualcuno avrà il nome Jacopo perché era il nome del nonno o bisnonno. E la Brigata Alpina Julia sara sempre Julia.
    2 punti
  9. Caspita @Rocco68 ! Ho notato ora che si tratta della variante HSIP
    2 punti
  10. epoca di FILIPPO II, che ne dite di questo Sant'Ambrogio,
    2 punti
  11. Io ce lo facevo arrivare da solo...
    2 punti
  12. Prima che questa moda dell'SLP prenda troppo piede chiariamo subito che è una sigla che non esiste, si dice SPL, che non è altro che l'abbreviazione di SPLendido/a. Per il resto, questo 100 lire probabilmente non è un FDC pieno, ma si tratta di una moneta non circolata o circolata pochissimo. La rigatura del contorno presenta ancora tracce di lustro che sono difficili da vedere in un "semplice" SPL. Per essere più precisi occorrerebbero foto migliori di quelle postate ma come sempre una visita da un buon perito è risolutiva in questi casi. Per il resto consiglio al buon @Dux (che poi ci vorrà ben spiegare perchè si è iscritto due volte cambiando nickname, cosa che mi pareva un tempo severamente vietata dal regolamento) di non esprimersi con determinate certezze granitiche che non possiedono nemmeno esperti che vedono e studiano monete da 50 anni. Visto soprattutto che siamo passati nel giro di pochi post da un BB o poco più del valore di 2,00 euro a un SLP meno (sic) del valore di 180-190 €. D'accordo che siamo in Italia e come recita una famosa barzelletta qui da noi "chi non sa, insegna", ma al di fuori delle barzellette quando non si ha sufficiente esperienza di un argomento è sempre preferibile leggere, informarsi ed imparare prima di voler insegnare agli altri determinate nozioni.
    2 punti
  13. Buon pomeriggio a tutti. Condivido con voi questo ultimo arrivato. E' la mia prima per il tipo 2 grana 1810; una moneta con tante varianti nelle legende e tanti difetti di conio...mi sta venendo la voglia di buttarmi nell'avventura e mettere in fila tutti i bronzi,varianti comprese, del 1810 per Gioacchino...(so che è quasi impossibile)....mentre quelle del 13 le collezionerò dopo aver vinto la lotteria (altra cosa quasi impossibile)!!!! In realtà è qualche tempo che offro in aste e sulla baia per tondelli da 2 e 3 grana con una conservazione/prezzo che mi garba ma per una cosa o per un'altra li ho sempre mancati, di poco ma mancati...questa invece è entrata in collezione! Sarà lunga come ricerca (a spanne sono un 30 varianti circa) non sarà facile trovarle , trovarle di buona qualità e a prezzi giusti ma ho tempo e con calma e portafogli permettendo ci provo....adoro i tondelli in rame e già adoro questi tondelli in rame... quindi non offrite quando li vedete in giro Torniamo a questa...lei è quella con al dritto "DELLE DUE SICI."e con i puntini anziché le stelline sulla legenda del D e del R. come vi sembrano dritto e rovescio? Poi vi do il mio parere...su questo primo mattoncino... grazie per i contributi al post e per le offerte che non farete su questi tondelli quando appariranno in asta o in vendita... e scusate le foto ma di meglio non mi è venuto.
    1 punto
  14. Salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=14130
    1 punto
  15. Come promesso ecco l' immagine del centesimo 1842 per la Sardegna di Carlo Alberto
    1 punto
  16. Iniziamo luglio con un nuovo arrivo in collezione... Conservazione nella media ma, specialmente per questa tipologia e data, non facile da trovare bellina ed ad un prezzo accettabile visto che queste lire hanno circolato per molti anni Primo anno di coniazione senza "l'accompagnamento" della madre reggente, anche se effettivamente Giovanna Battista mantenne la reggenza per quattro anni ancora nonostante la maggiore età raggiunta dal figlio. Vittorio Amedeo batté sei tipologie di lire, per più di 40 anni di regno, dal 1675 periodo della reggenza, al 1718 come re di Sicilia, questa è una di queste, coniata al valore di 11 denari ed al taglio di 40 pezzi al marco https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VA2DU/14
    1 punto
  17. Ciao, oggi ho comprato per 2 euro questa comune banconota. Ha qualche piega di troppo e magari avrei trovato di meglio ma l'ho presa per il numero seriale decisamente basso, che non si trova tutti i giorni! Cosa ne pensate? Grazie a tutti!
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  18. Complimenti per l'obiettivo raggiunto...sicuramente una grande soddisfazione . Anche a me manca il 50 lire per completare la serie... è una serie talmente bella che mi sono posto l'obiettivo di completare prima o poi, sperando di trovarne una che mi soddisfi per conservazione. Allo stesso tempo direi che e' una serie bella e dannata, perche' in fdc non se ne vedono. Dal cartellino noto che il tuo era periziato qfdc.. perché non ci fai delle belle foto per ammirarla meglio e poter eventualmente capire i suoi punti di forza? anche io ne cerco una in alta conservazione per cui avere dei punti di riferimento sarebbe importante per evitare di commettere errori di valutazione... grazi
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  19. Senza ombra di dubbio è un falso o contraffazione. Direi di origine indiana a causa della forma delle lettere.
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  20. Wow, bello, Complimenti @Archestrato Roberto P.s...
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  21. Grazie per i vostro consigli, ho preso la moneta. Il peso mi pare fosse 2.1 gr. Enrico
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  22. Buonasera @lukas1984, scusa il ritardo nel rispondere. Questa 1787 DC, ha tutto quello che mi piace in una Piastra: bordo proporzionato e simmetrico, alti rilievi nel busto dI Ferdinando e la patina. I graffi di conio sono la norma, in questi nominali, molto raro è trovarne senza. Complimenti per le belle monete che ci fai vedere. Saluti, Rocco.
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  23. Direi che in cento anni e passa di "vita", questa moneta ha avuto tutto il tempo necessario per patinarsi. A mio parere, è stata lavata recentemente. In ogni caso resta un bel pezzo. saluti
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  24. io probabilmente parteciperei faccio parte del comitato esecutivo del circolo Astengo di Genova. Va bene?
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  25. Buonasera a tutti, a titolo di paragone posto il mio esemplare e chiedo a voi esperti di questa monetazione se può definirsi in buona conservazione, il peso, se ricordo bene, è di 2,62 grammi... Ringrazio anticipatamente...
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  26. Ma un'altra donna fece la storia anche della nostra monetazione e fu Maria Teresa d'Asburgo. Mi limito qui a quello che fece per la monetazione anche se agì in tutti i campi della vita civile e della società. Di Maria Teresa dobbiamo ricordare la riforma monetaria importantissima del 1778, la nuova zecca a Milano cosa che non fu affatto scontata perché in molti volevano le coniazioni ancora e soltanto in Austria e poi il passaggio della coniazione da martello a macchina. Riformatrice e innovatrice, cambia in pratica tutto. Milano rispetto ad altre zecche per il disordine monetario in epoca spagnola arriva tardi alla moneta moderna, e la differenza è più eclatante perché sotto la stessa regnante abbiamo il passaggio con i filippi a martello e poi con lo scudo moderno. Confrontiamole da vicino e vediamo che sembra passata un'era eppure solo pochi anni dividono le due monete. Anche l'iconografia cambia, nella prima c'è una Maria Teresa giovanile, diademata e poi una velata, matura per trasmettere il messaggio alla popolazione che il suo stato civile era cambiato. La moneta trasmette anche questo, i fatti e gli accadimenti che cambiano nella vita di una regnante. Eccole in sequenza un filippo del 1744 della NAC 32 e uno scudo del 1779 della nuova monetazione.
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  27. Questo è il passo della pergamena a cui penso lo Spano faccia riferimento e che supporta la tesi della presenza di una zecca nel giudicato di Arborea... Vedrò di approfondire continuando le letture...
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  28. Riprendo questa discussione in quanto non ricordo se alla fine era stata reperita la seconda parte del catalogo dello Spano, quella riguardante le monete e le medaglie. Dovrebbe essere questa: https://books.google.it/books?id=aAOcAToVi4oC&pg=PA1&hl=it&source=gbs_selected_pages&cad=2#v=onepage&q&f=false Qui lo Spano parla dell'esistenza di una zecca a Oristano il cui capo fu un tale Miali Gallu; non ho ancora approfondito tutte le letture ma mi pare di capire che faccia riferimento alla pergamena d'Arborea illustrata del cav. Pietro Martini in cui parla di questo personaggio, tal Miali Gallu che combattè anche nella battaglia di Sanluri.
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  29. Certamente Asclepia.....anche perchè vorrei visionarla da vicino....non riesco a capire se attaccato al collo (sul lato destro) c'è una ciocca di capelli che scende o un esubero di metallo. .....se fosse una ciocca sarebbe la prima che vedo di Piastra con questa particolarita'
    1 punto
  30. Salve @alainrib, il tuo antoniniano e' piuttosto mal ridotto al rovescio ma comunque interessante . Dovrebbe trattarsi di Iuno Regina , RIC 29 Saluti
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  31. La moneta, leggo nell'altra discussione , sarebbe venuta fuori dalla terra, quindi la notizia e' che la "perugina" dava i suoi gadget anche nel v secolo a.c. Fa caldo.......
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  32. Vendite senza freni....
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  33. Ciao @Rocco68...con queste foto non è facile dare un parere...sicuramente al bb ci arriva...probabilmente è pure migliore ma aspetto foto più chiare
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  34. Non tutte, solo i doppi sesterzi, le altre frenano poco. :-( Che tristezza. TWF
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  35. @El Chupacabra Non ricordo in quale faldone ho messo questo documento Comunque se trovo l'editto te lo pubblico.
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  36. @vincenzo75 porta pazienza ti ha risposto un professionista, io ti ho mostrato l'immagine di una moneta originale da confrontare con la tua, in questo forum ci sono persone che della numismatica ne fanno la loro professione o perchè commercianti o perchè la insegnano, alcuni anche pubblicano, se non ti fidi di quello che ti è stato detto vai in un negozio di numismatica e PAGA per sentirti dire le stesse cose, te lo dico con simpatia ma anche facendoti notare che quando si pone una questione come la tua si deve essere preparati anche a pareri negativi, l'età del pezzo che si ha in mano o come se ne è venuti in possesso contano poco circa l'originalità saluti
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  37. Ciao Carissimo @Cinna74 Tu dici che sarà l'unico? Forse è il primo.... Quando navighi sul sito "lamoneta" si impara ad amare monete che non pensavi mai ti sarebbero interessate. Tornando alla tuo Morgan, direi che hai fatto un bel acquisto. dalle prime foto che hai postato, avrei detto MS66. Le altre foto evidenziano alcune imperfezioni da contatto ma comunque, un MS64 secondo il mio parere ci sta! buon pomeriggio
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  38. Buongiorno a tutti! Scusate se rispolvero questa discussione sulle medaglie da culla ma , come anticipato nella mia presentazione, mi è stata regalata da mia mamma questa medaglia. Purtroppo le immagini sono un po' sgranate a causa del ridimensionamento...vorremmo sapere a quando può risalire e una eventuale valutazione. Grazie per l'attenzione che vorrete dedicarmi e buona domenica a tutti!
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  39. @Asclepiale lettere della tua moneta dovrebbero essere inframmezzate da piccoli rombi. Moneta bella e non di facile reperibilità in questa conservazione Nella discussione "Regno di Napoli::::le monete "ci dovrebbero essere entrambi gli esemplari con stelle e con rombi Salutoni odjob
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  40. Hai ragione... quei venti euro è il prezzo che avrei io stesso impostato inizialmente, non mi piace rincorrere una banconota a 50 cent per puntata, se poi non ci sono offerenti il prezzo finale sarà giocoforza basso. Una serie speciale del 500 lire '75 a 8,50 euro anche in quella conservazione è pazzesco! pochi partecipanti interessati, non ci sono più i collezionisti di una volta...
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  41. porto un parere e una vicenda personale a supporto. personalmente sono un amante del cartaceo, ma i tempi progrediscono, e il cartaceo non sempre riesce a rispondere alle esigenze del mondo in evoluzione, così accade che ottimi articoli, con ottimi contenuti, siano pubblicati solo online... il mio esempio è emblematico quando decisi di lavorare sul "Sirmium Group", pensai... " se ne faccio un libro, in Italia lo compreranno in 15" ... ed è così, spesso le "nicchie" finiscono per massacrare il povero editore che investe per un mercato minimo... decisi allora di fare un lavoro interamente libero su academia. da gennaio 2016 ad oggi ho avuto circa 400 contatti su quel "paper", i quali mi hanno portato a collaborare con il museo nazionale di Budapest e con l'università di Varsavia. è un testo stampato NO è un testo scritto con cura .... probabilmente si, visti i risultati... merita una citazione... a mio avviso SI ho fatto l'esempio su di me perché mi era molto facile, ancora oggi ne sono stupito, MA questo vale per un'infinità di testi, quindi per come la vedo io, SI vanno inseriti, e SI nel medesimo elenco ma con una specifica dicitura.... è un punto di vista, ma accetto le Vs critiche
    1 punto
  42. @Asclepia, chiedevi consiglio riguardo ai testi sulle varianti delle monete di Gioacchino Murat, Io come primo riferimento ho sempre usato il Pagani, che per I 2 Grana elenca ben 11 varianti. E mi fu consigliato per questo periodo monetale il Catalogo della collezione del Dottor Bruno Mantegazza, 29-30 Novembre 1995, Raffaele Negrini, In cui troverai del 3 grana .....tre esemplari notevoli per conservazione e ben 5 pezzi del 2 Grana dal BB al FDC.
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  43. Sono estremamente rare le monete romane che rappresentano al rovescio un Ponte ; cosi’ a memoria , mi vengono in mente quella di Traiano con il Ponte di Drobeta sul Danubio , di cui rimangono ruderi a Turnu Severin in Oltenia , sponda Romania e quella rarissima di Marco Aurelio sempre con un Ponte al rovescio , forse sul Reno , che reca scritto in esergo VIRTUS AUG e intorno al Ponte la legenda IMP VI COS III , moneta coniata in oro , Cohen 999 e in grande bronzo , Cohen 1000 . Una terza moneta , anzi un medaglione , perche’ non presenta la scritta SC , e’ quello emesso da Adriano che reca al rovescio la rappresentazione del Ponte Elio sul Tevere , Ponte costruito negli stessi anni di costruzione del suo Mausoleo e terminato nel 134 per mettere in diretto contatto il Campo Marzio con il Mausoleo sull’ altra sponda del Tevere , Ponte citato anche nell’ opera di Cassio Dione , Storia Romana e da Sparziano nella Storia Augusta . Come si puo’ ben notare dal medaglione , il Ponte Elio era decorato ai lati delle balaustre con quattro colonne per ogni lato che sostenevano in alto delle statue di divinita’ , decorazione simile che anche oggi vediamo ai lati del Ponte con delle statue sostituite pero’ da Angeli . Di questo medaglione si discute da tempo circa l’ autenticita’ , ma fatto sta che l’ eventuale falsario , forse medievale o rinascimentale , doveva conoscere molto bene la struttura e la forma del Ponte Elio quale era in origine in quanto le due rampe di accesso al Ponte furono ritrovate , perche’ sepolte da secoli dai sedimenti del Tevere , solo nel XIX secolo quando iniziarono i lavori per la costruzione dei muraglioni sul Tevere nel 1892 , inoltre queste due rampe di accesso , una in lieve salita , l’ altra in lieve discesa , come si possono vedere delle foto scattate all’ epoca dei lavori sul Tevere , corrispondono esattamente alla raffigurazione del Ponte sul medaglione , abbastanza sintetizzata ma che rende bene l’ idea della struttura antica ; anche il numero totale di arcate e’ uguale , il che tutto farebbe deporre a favore dell’ autenticita’ del medaglione ; oggi gli archi del Ponte sono minori rispetto all’ antichita’ poiche’ le rampe non esistono piu’ essendo gli accessi al Ponte direttamente dal piano stradale moderno , di molti metri piu’ alto circa uguale all’ altezza dei muraglioni , rispetto a quello antico coevo al Ponte , mentre nel medaglione sembrano essere presenti tre grandi archi centrali piu’ tre archi minori per ogni rampa di accesso , a diminuire verso le due sponde come grandezza di luce . Sarebbe molto utile conoscere da qualche utente evoluto se sia a conoscenza di questo medaglione adrianeo e circa gli aggiornamenti sulla sua autenticita’ . In foto quanto trattato nel Post : medaglione di Adriano con il Ponte , sesterzio di Traiano , ruderi del Ponte di Traiano , sesterzio di Marco Aurelio con Ponte riportato anche sulla sua Colonna , ruderi delle antiche rampe di accesso al Ponte Elio con pavimentazione .
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  44. Leggo ( e guardo con invidia le belle monete ) da ignorante ma con molto piacere i contributi di tutti, complimenti ! Allego il mio testone milanese cedutomi da un caro amico.
    1 punto
  45. La numismatica non è una scienza statica ma in continuo aggiornamento ed è normale che opere più recenti abbiano reso "superata" una catalogazione di alcuni anni precedenti, come in questo caso. E' nella natura stessa dell'argomento trattato, non vedo quindi perché rimanere delusi se un'opera di alcuni anni fa non riporta quanto emerso successivamente Come già indicato più di una volta nelle prefazioni dei singoli tomi, il MIR non vuole essere un'opera scientifica e non prende in esame tutte le varianti, ma mira ad essere una valida alternativa al CNI rispetto al quale ha sicuramente molti vantaggi: formato più agevole, contenuti più moderni, praticità delle foto intercalate col testo e riferimenti di natura commerciale come rarità e valutazioni, il tutto ad un prezzo che è circa la metà. Sono queste caratteristiche ad averne decretato il successo. Se dovessimo "spendere" mezza pagina solo per analizzare le varianti del bolognino piccolo posto da giuliva il tomo raddoppierebbe almeno il numero di pagine, con conseguenti ripercussioni sui costi di copertina. E queste varianti sono sicuramente interessanti per chi colleziona Bologna in modo sistematico ma molto meno interessanti per una gran fetta di potenziali fruitori dell'opera. A questi ultimi il MIR va bene così com'è mentre i primi, ovviamente, avranno in biblioteca anche altre opere ben più specifiche sulla zecca di proprio interesse come il Chimienti, uscito alcuni anni dopo il MIR dell'Emilia. Ovviamente ci rapporteremo a tali opere, quando sarà il momento di effettuare una ristampa, aggiornata, dei MIR.
    1 punto
  46. La collocazione di questa monetazione nell'ambito delle discussioni sulla Serenissima è discutibile, eppure a mio avviso rappresenta una scelta obbligata. Su questo forum si è discusso (meglio, polemizzato) sulla medaglia-osella cosiddetta "del Lido" ma, stranamente, mai sul 10 lire Municipalità Provvisoria. E' questa una moneta forse tecnicamente non ben riuscita e molto contestata dai Veneziani del tempo, ma sicuramente importante, significativa e che merita qualche commento. Il primo conio (anzi i primi 2 conii) sarebbero frutto di due (?) incisori ebrei; criticati, fu affidato l'incarico ad Antonio Schabel di rifare il conio, con risultati al tempo ritenuti accettabili, in realtà di qualità solo parzialmente soddisfacente. L'ulteriore punto dolens fu la debolezza del conio che si ruppe quasi subito dando luogo ad una frattura ad ore 2, destinata ad allargarsi e ramificarsi come visibile in vari esemplari. Non mi è chiaro perché nei cataloghi la classificazione dei 2 tipi faccia precedere il 2° (Schabel) al primo (incisore/i ignoti), ma tant' è... Posto un interessantissimo articolo di Giovannina Majer (tratto da RIN 1950-51) che delinea attraverso i documenti dell'epoca, il panorama storico ed il clima della zecca che si trovò a dover approntare in poche settimane una moneta del valore di un ducato ed un quarto e con titolo corrispondente. Municipalità provvisoria RIN 1950-51.pdf
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  47. Caro Luciano, mi pare sia necessario rivitalizzare un po' la sezione, paradossalmente con monete che suonano un po' come un "de' profundis" ... a Venezia. Io le trovo estremamente interessanti e non concordo sul tacitarle. Posto ora un esemplare del 1° tipo (incisore non noto) che in genere si presenta spesso con evidenti debolezze di conio ed in bassa conservazione (ex Munzen & Medaillen 24 del 2007). Sembra apparire di meno nel mercato numismatico, direi con una frequenza circa dimezzata rispetto al secondo tipo di cui si è detto più sopra.
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  48. Buon pomeriggio a tutti. Mi son preso il tempo e la pazienza di verificare se le monete commemorative del Cinquantenario della proclamazione del Regno d'Italia siano state le ultime coniate nel vecchio edificio della Regia Zecca di Roma, in Via delle Fondamenta (Città del Vaticano), immediatamente prima dell'inaugurazione della nuova sede della Regia Zecca in Via Principe Umberto (inaugurazione avutasi il 27.12.1911), ed ora espongo, se mi è concesso, i risultati delle mie ricerche. Ho analizzato le relazioni della Regia Zecca relative agli esercizi finanziario 1910-1911 e 1911-1912, messe a disposizione da @rongomsu questo forum tempo addietro. Non finirò mai di ringraziare abbastanza rongom per l'importante e assidua azione divulgativa che ha condotto sul forum, a beneficio gratuito di tutti gli utenti volenterosi e curiosi di approfondire l'italica storia monetaria recente. Dalla lettura combinata delle due relazioni, ho appreso quanto segue. la coniazione della ben nota serie monetale commemorativa del Cinquantenario della proclamazione del Regno d'Italia è stata autorizzata con RD 830 del 20.11.1910, sulla base dei seguenti contingenti: 50 lire auree pezzi 10.000; scudo pezzi 60.000; 2 lire argentee pezzi 1.000.000; 10 centesimi bronzei pezzi 2.000.000; il contingente della moneta aurea da 50 lire è stato raddoppiato a 20.000 pezzi mediante RD 352 del 06.04.1911; i modelli delle monete da 2 lire e 10 centesimi, curati dal Prof. Domenico Trentacoste, nativo di Palermo, furono approvati con RD 53 del 19.01.1911, mentre quelli del 50 lire d'oro e dello scudo argenteo, sempre curati dal predetto Professore, furono approvato con RD 761 del 25.06.1911; sicuramente le monete commemorative da 50 lire, 5 lire e 10 centesimi sono state coniate nel corso dell'anno 1911, mentre una analoga espressa dichiarazione non è stato possibile rinvenire per la moneta da 2 lire; l'intero contingente delle monete da 50 lire e 10 centesimi è stato coniato ed emesso nel corso dell'e.f. 1910-1911, dunque nel periodo compreso tra il 25.06.1911 e il 30.06.1911 per il 50 lire, e tra il 19.01.1911 e il 30.06.1911 per il pezzo da 10 centesimi; che le 50 lire auree siano state coniate in soli 5 giorni è perfettamente coerente con la dotazione tecnica della vecchia Regia Zecca, posto che una sola pressa Ulhorn (e ve ne erano 10), del tipo allora in dotazione a Roma, poteva raggiungere la velocità di 75 monete coniate al minuto; ipotizzando il funzionamento di una sola pressa, 20.000 monete potevano essere coniate in 4 ore e mezza circa; lo scudo da 5 lire è stato coniato in 19.994 pezzi nell'e.f. 1910-1911, dunque tra la data del 25.06.1911 e il 30.06.1911 (valgono anche in questo caso le considerazioni svolte al punto 6 che precede) mentre i restanti 40.006 pezzi sono stati coniati nell'e.f. 1911-1912, dunque tra il primo luglio 1911 e il 31.12. 1911, alla luce di quanto chiarito al punto 4) che precede; le 2 lire argentee commemorative sono state coniate per pezzi 749.925 nell'e.f. 1910-1911, dunque tra il 19.01.1911 e il 30.06.1911, mentre i restanti pezzi 250.075 nell'e.f. 1911-1912; non si può essere certi che questi ultimi 250.075 pezzi da 2 lire siano stati coniati entro la data del 31.12.1911, posto che non sono riuscito a trovare una esplicita affermazione in tal senso, contrariamente, invece, per le 50 lire, gli scudi e i pezzi da 10 centesimi; nel novembre 1911 la Regia Zecca era pronta a funzionare nella nuova sede di Via Principe Umberto; fu visitata dal re Vittorio Emanuele III il 15.12.1911 e venne ufficialmente inaugurata il 27.12.1911. Conclusioni: sicuramente i pezzi da 50 lire d'oro e da 10 centesimi di bronzo sono stati coniati tutti nella vecchia sede della Regia Zecca in Via delle Fondamenta; una parte degli scudi del cinquantenario (almeno 19.994 pezzi) è stata coniata nella vecchia sede, posto che nei 4 giorni intercorrenti tra il 27 e il 31 dicembre 1911 i restanti 40.006 pezzi potevano essere benissimo coniati dalle 15 presse in dotazione della nuova zecca, 10 Ulhorn di vecchia costruzione, ciascuna capace di 75 colpi al minuto, e 5 nuove presse a ginocchiera, americane, con velocità massima di 90 colpi al minuto per monete dal grande modulo; una parte dei pezzi da 2 lire, almeno 749.925 monete, è stata coniata nella vecchia sede di Via delle Fondamenta. Una parte dei pezzi da 2 lire coniati nell'e.f. 1911-1912 potrebbe essere stata coniata nel corso del 1912 nella nuova sede della R. Zecca. Tra le ultime monete coniate nella vecchia sede si devono annoverare anche alcuni pezzi da 2 lire e 1 lira, tipo quadriga veloce del Calandra e almeno una parte delle monete argentee e bronzee per la Somalia Italiana coniate nell'e.f. 1911-1912. Scusandomi per la prolissità, spero che queste informazioni possano essere utili agli Amici del forum. Saluti a tutti.
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  49. Compra dai collezionisti scambia e punta sulle monete in oro ,ai rivenditori e alle aste le paghi sempre di più. La tua collezione in momento di bisogno può essere un bene di rifugio per il futuro. Cerca monete che abbiano mercato internazionale e sempre in buonissima conservazione.... difficilmente ci rimetti e hai un margine di guadagno se volessi rivenderlo fra 30 anni probabilmente buono
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  50. A prescindere, le monete devono piacere a chi le possiede, che sia BB o MB o q.BB o MB+ che differenza fa ? Non viviamo la numismatica come un algoritmo ! La Sua moneta è stata montata, spazzolata e lucidata, ed allora ? Pensi solo che storia incredibile potrebbe raccontarci.... fu trovata nella cantina di un cascinale nel Monferrato, pochi giorni dopo la battaglia di San Martino e Solferino, la più colossale e sanguinosa battaglia mai accaduta su suolo italiano. Erano momenti di fervente sentimento patriottico, e solo grazie all'esercito francese alleato che i piemontesi potevano vedere un barlume di speranza per la libertà delle genti del Bel Paese. Cosi fu che Annunciata dopo aver trovato la moneta, persa da chissà chi e, chissà quando ne volle far gioia. Pensò che meglio non si potesse celebrare l'unione cisalpina e transalpina che una moneta che a pieno le rappresentava. La portò dal fabbro di Casale, l’argentiere avrebbe chiesto troppo per la montatura forse anche una lira, e di questi tempi non c’era certo da buttar denaro dall’uscio. Ne fece una bella legatura, ottone tanto lucente da parer d’oro. La mise al collo e più la tolse, e così fu per generazioni che la primogenita di casa l’avesse sempre con lei. Passarono gli anni, la moneta prendeva colore e si lavava, a volte con una spazzola, a volte con acqua e sapone; si strofinava bene e tornava bella lucente … come appena fatta ! Passano gli anni, passano le stagioni, passano i raccolti ed un giorno senza sapere ne il perché ne il percome della moneta si perse ogni traccia. Finì in un cassetto, abbandonato a se stesso, troppo pesante da portare al collo … e poi d’argento … quanto potrà valere, nulla di che pensarono. I padroni si trasferirono a Torino, e la nostra dovette subire due bombardamenti e forse tre, ma sopravvisse al conflitto. I tempi erano quanto mai duri nel 1947 per trovare un po’ di sostegno alla famiglia si cercava in ogni angolo e "lei" saltò fuori da una madia, dentro ad una busta; recava una scritta in bella calligrafia: “molto importante”. Non abbastanza, in quei giorni di povertà, e fu deciso di portarla da un orafo che la pagò poco più di nulla, ma sempre meglio di niente. Tolta la montatura la mise in vendita e dopo tre giorni soli fu acquistata da un giovane collezionista … il resto è storia recente ed è arrivata a Lei. E Lei si domanda se è q.BB o m.MB … ma che differenza potrebbe mai fare ?
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