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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/29/17 in tutte le aree
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Trovandomi in vacanza nella città di Oporto non mi sono fatto sfuggire la visita al Gabinete de Numismatica. Nell'esposizione permanente è presente una importante collezione di monete portoghesi e dei possedimenti. Consiglio a chi si dovesse trovare ad Oporto la visita, tra l'altro l'ingresso è gratuito.6 punti
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salve come state? :-) una mia idea per il 2019... http://www.friziodesign.it/coins/vvf.png http://www.friziodesign.it/coins21.html5 punti
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Uno degli interessi archeologici che piu' mi appassiona riguarda I vetri romani antichi,si tratta di manufatti fragilissimi che spesso sono arrivati a noi integri o quasi. Le forme sono innumerevoli ed espressione di una creativita' non limitata da problemi strutturali ,essendo il vetro ,in pratica,un fluido solido. In piu' hanno a disposizione una tavolozza di colori e sfumature molto ampia. Coltivo questo interesse da molti anni e ,visitando musei in giro per l'Italia ,ho sempre avuto un occhio di riguardo per le pubblicazioni sul tema. In questi giorni,per questioni di prole,mi sono dovuto recare a Vigevano e tra le altre cose mi sono ritagliato un paio di ore per visitare il museo archeologico nazionale della Lomellina,situato nel castello ,piu 'precisamente nelle scuderie.l'aspetto generale e' decisamente austero,spoglio,tranne per le vetrine che contengono pero' dei veri "tesori". L'arco temporale va dal neolitico all'alto medioevo,passando per l' eta' del ferro (il nucleo piu' consistente della raccolta) e quella romana. La classe di materiale piu' rappresentata e' appunto quella dei vetri,spettacolare,da non perdere. A cio' va aggiunta la gentilezza delle custodi,l'ingresso gratuito e una cornice architettonica "croccante",come direbbe il tipo con il papillon .un consiglio,il book shop non e visibile,bisogna chiedere,non c'e' molto ma vale la pena. Di seguito una galleria di immagini per invogliarvi ...4 punti
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Buonasera a tutti, sperando di fare cosa gradita, vi segnalo: - il sito web della mostra: www.mostralongobardi.it - la pagina facebook dedicata all'evento: www.facebook.com/mostralongobardi/. Vi consiglio di seguirla per non perdervi tutti gli aggiornamenti sulla manifestazione. Troverete inoltre diverse foto dei reperti che saranno in esposizione. Vi allego in pdf la cartella stampa della mostra Saluti, Simone Cartella_stampa_-_Mostra_Longobardi.pdf4 punti
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Sono già curioso di vedere le foto che saranno scattate all'evento! Emozionato, anche se non sarò presente, per il fatto del mio Articolo!4 punti
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Ciao a tutti, desidero condividere con voi il mio nuovo acquisto che va ad arricchire la collezione di levantine: ecco il soldo per Armata et Morea che fa seguito alla gazzetta presa qualche mese fa . AE24 / 3,36g D: ✱S•MARC•VEN✱ / In esergo ✱I✱ - Leone in Soldo R: ✿ / ARMATA / E•T / MOREA / ✿ Cosa ne pensate? Che ne dite della conservazione? Mi potreste inoltre aiutare con la classificazione del Papadopoli dato che mi manca questo volume, per favore? Sono censite altre varianti per il soldo in questione oppure questa versione è l'unica conosciuta? Grazie mille Alessio3 punti
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beato chi potrà esserciiiiiii!!!! io purtroppo abito un poco (tanto) lontano altrimenti ci sarei di sicuro! ciao a tutti galaad3 punti
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Ciao. Articolo condivisibile, se non fosse per l'ultima parte: "Si, M.N. ha fatto la scelta giusta. Ma non basta. Lui le monete le va a cercare da sè nei campi con tanto di detector, strappando alle viscere della terra e alle fondamenta dei vecchi ruderi i loro segreti tesori. nascosti e gelosamente conservati da secoli. Così ha messo insieme decine di monetine...." Chissà, forse nel 1992 certe cose si potevano scrivere senza destare imbarazzo....? M.3 punti
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Come "collega novellino" non posso fare a meno di condividere in toto questi due tuoi ultimi pensieri, che riassumono un po lo spirito di questo thread: da una parte, uno spirito di studio e di rigore che ci spinge ad approfondire sempre di più, dall'altra, lo "sfacelo italico" nel quale purtoppo, per cause indipendenti dalla nostra volontà, dobbiamo confrontarci. Sinceri complimenti anche da parte mia, anche perché ho vissuto "sulla mia pelle" tutto l'iter burocratico, che un retrogusto amaro in bocca lo lascia sicuramente, specie a chi vuole far veramente bene le cose. Fabrizio3 punti
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Non vale mettere certi carichi... La cattedrale di Milano il simbolo dei simboli, qui vi sono raccontati, vissuti e sudati,cinque secoli della storia della Città... Questa rappresentazione della conquista di Gerusalemme da parte dei crociati, sul portone del Duomo la dice tutta... E poi... posso dire di aver contribuito anch'io nel mio piccolo a questo grande evento, tanto tempo fa... La rivedo quasi ogni giorno da più di mezzo secolo, ed ogni volta mi vengono sempre i brividi, nulla su questo globo può regger il suo confronto...3 punti
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hello, i am collector from Slovakia. i collect medieval and celtic coins. i have this coin in my collection. is this denaro of Ugo? because inscriptions are little bit different. thank you for any replies. (you can reply in italiano. i will use google translate2 punti
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Ciao! Conio stanco? Non direi ...... i rilievi sono accettabili, direi usura della moneta. I decreti sono 2: 24/01/1688 e 10/02/1691 e le varianti censite dal Papadopoli sono 2. La tua è il 1° tipo, la 2° ha le rosette al posto delle stelline al diritto.2 punti
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queste due tetra sempre Antiochia ad Orontes, non rivestano una particolare rarità. sono molto comuni, ma il problema che sempre mi assilla per una classificazione per questa città dei Filippi è quello di distinguere tra i due. Verificando il McAlee le legende al dritto al rovescio sono le medesime lo stesso dicasi per i rovesci. Queste hanno le solite aquile e le solite scritte. Leggendo il libro mi pare di aver capito dall'inglese che si diversificano dall'aspetto un po' più giovanile del secondo, vedendo gli esempi riportate io queste differenze non le noto. Posto i due dritti in mio possesso, che ne pensate voi, appartengono ad un solo Filippo, oppure uno al primo e l'altra al secondo. Grazie dei pareri2 punti
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Ciao Simone, la questione l'hai schematizzata benissimo. Credo che, purtroppo, da dire ci sia molto poco, e la citazione di Mommsen tristemente calzi a pennello. Per come la vedo io, credo che in questo "marasma confusionario italiota", quello che conti, sul campo, sia la voglia di far bene motivata da sincera Passione, Serietà, e Professionalità. Su tutte, rigore ed imparzialità. Se stiamo a guardare "le premesse", ci sarebbe da lasciar perdere tutto... Quanto sopra, IMHO2 punti
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Buonasera, Negli ultimi tempi mi sono appassionato molto a questo tipo di monetizzazione e volevo condividere con voi i pezzi della mia collezione, e quale posto migliore se non questo splendido post. Naturalmente si accettano suggerimenti riguardo la loro probabile datazione, dovrebbero essere tutte Enrico III, ho dei dubbi solamente per due di queste (che credo siano più recenti, Enrico IV?) Ecco la prima. Cosa ne pensate di quella lettera "S"? Ecco la seconda: Terza Quarta2 punti
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Oltre al discorso del metal detector, che, letto così quasi mi ha fatto alzare dalla sedia ora capisco perché certi concetti per cui mi batto sono resistenti: anche gli Autori migliori faticano a considerare il contemporaneo parte della Storia, ecco tutto. Sì, mi riferisco alla frase sulle serie di Vaticano e San Marino. Scusate, ma non può esistere chi colleziona soprattutto esse? Non può esistere chi magari si ferma ad esse? Chi fa questo, non è degno di essere considerato cultore di Numismatica (seppur contemporanea)? Dobbiamo per forza di cose passare a monetazioni più antiche? Seppur autorevole e in parte condivisibile, quello mi sembra il suo approccio alla materia; rappresenta quindi un suo punto di vista.2 punti
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Un altro shekel del stesso conio di diritto è quello del Ashmolean Museum n°2190 :2 punti
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dopo tanto ho comprato una decina di monete di un loto Antiochia ad Oronte. Premesso che ormai i prezzi sono impossibili, bisognerà cominciare a vendere per ricoprare qualcosa. Tra le monete alcune interessanti ho trovato questo Volusiano abbastanza interessante, che se non ho sbagliato a classificarlo il McAlee la da come molto rara. Dritto: AVTOK K G AFIN GAL OVEND AVOLOCCIANOC Rovescio: DHMAPX EZOVCIAC VPA TO B Particolarità per una sua classificazione: al dritto due dot sotto il collo ed al rovescio lettera B sotto le gambe dell'aquila. classificata McAlee 1190b. Very Rare2 punti
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TERZA (e ultima) PARTE Finita la guerra e con un diploma in Ragioneria pensò di poter cercare lavoro in una città ridotta ad un cumulo di macerie. Ma qui ebbe la sorpresa di sapere che, essendo stato "volontario" della Repubblica di Salò, non poteva accedere al pubblico impiego in quanto "non degno". Lamentatosi un giorno della faccenda con un "camerata" con cui aveva diviso i giorni al Comando Graziani, si sentì offrire da quest'ultimo (cosa ch'egli s'era prontamente procurata insieme a tanti altri, anche questo credo che sia possibile solo nel Bel Paese), la possibilità di ottenere la "patente di partigiano". In un sussulto d'orgoglio declinò l'offerta e finalmente trovò impiego in un'aziendina privata. Con i primi soldi poté anche pensare d'iscriversi all'università. Nel frattempo, nonostante si portasse dietro la croce di "volontario della parte sbagliata", le sue idee stavano rapidamente virando a sinistra. Vuoi perché sua madre era da sempre stata socialista (memore del padre - il nonno materno del nostro - che lavorava in fabbrica 14 ore al giorno e, per mesi, il giorno non lo vedeva neppure...), vuoi per le notizie sugli orrori dei nazifascisti dai campi di sterminio agli eccidi che venivano finalmente rivelati, vuoi perché i vincitori non avevano interesse a parlare delle foibe e delle vendette anche su innocenti, vuoi perché gli "alleati" anglo-americani erano quelli che avevano bombardato a tappeto la sua bella città non risparmiando né scuole (mi inchino qui a ricordarne una: la "strage di Gorla" del 20 ottobre 1944) né chiese, venne conosciuto alla Bocconi (l'ateneo cui s'era iscritto) come "il Comunista". 20 ottobre 1944: la scuola sventrata di Gorla (quartiere di Milano) ed il monumento-ossario che ricorda le vittime. Nel 1948 Jan Masaryk fu vittima della "quarta defenestrazione di Praga" e la Cecoslovacchia, nazione destinata ad essere neutrale come l'Austria, passò nell'orbita sovietica. Nel 1953 la Corea del Nord arrivò sino a Seul e ci vollero MacArthur e le "forze ONU" per ripristinare la linea di confine. Ma fu l'invasione dell'Ungheria coi carri armati sovietici nel 1956 a demolire definitivamente il credo comunista del nostro. Cominciò così un lento spostamento attraverso i partiti del cosiddetto "arco costituzionale". Verso la metà degli anni settanta era divenuto un assiduo lettore di Indro Montanelli... ...e qui è rimasto un ultimo aneddoto: il vicino di casa, borghese benestante che s'era presentato come capolista di Democrazia Proletaria (l'abito non fa il monaco...) durante le elezioni di quel periodo, dovette subire una perquisizione da parte della Digos per una bomba piazzata (esplosa-non esplosa non ricordo) in una sede della Democrazia Cristiana lì nei pressi. Il tizio, più che pericoloso, era un mentecatto della più bell'acqua, ma i tempi erano oscuri ed ogni sospetto andava controllato. Sicuramente gli investigatori ebbero il loro daffare a capire come conciliasse la fede di partito con un ammasso di copie de "il Giornale" con cui era letteralmente ricoperta la cantina. Avendo delle infiltrazioni d'acqua nel sotterraneo, il nostro gli aveva passato tutta la sua scorta di carta: principalmente il quotidiano cui era abbonato...2 punti
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Rimanendo in tema zecca vediamo la piantina della Mediolanum romana imperiale dove dovrebbe essere stata ubicata la zecca ( MONETA ). Ci sono tanti interessanti posizionamenti, il Foro, il Circo, il cardo, il decumano, dove si incontrano e poi in fondo finiamo sempre lì ... nel vero primo centro storico milanese a pochi passi da dove ci incontriamo....2 punti
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salve ragazzi il tema è di grande interesse per il sottoscritto. Già un paio di anni fa avevo aperto un topic chiedendo lumi ed informazioni (se non sbaglio min.ver eri intervenuto anche tu) su una moneta che mi ha affascinato da sempre. E questo perché, le ricerche (abbastanza superficiali che avevo fatto al tempo) avevano rivelato come fosse una moneta che REALMENTE doveva la sua emissione a contingenze storiche precise e, per chi ama la storia come me, affascinanti. Si parla infatti della terza guerra d indipendenza "italiana", combattuta tra il giugno e l agosto del 1866. L utente Picchio (che però credo non scriva più da anni su questo forum) sosteneva che (quoto, da un suo intervento che all'epoca mi ero salvato) "va considerato anche che il 1866 e' l 'anno del corso forzoso per sostenere I preparativi delle spese di Guerra di indipendenza. Al fine di impedire l impoverimento delle scorte metalliche presso la BN si diede seguito all ostruzionismo del cambio dei biglietti in moneta sonante. La moneta coniata doveva servire a garanzia delle emissioni cartacee del Banco di Napoli (5 lire in argento garantivano per 15 lire cartacee, quindi 500,000 x 5 fanno 2.5 M x 3 garantivano per 7.5 milioni di lire. Solo una modesta parte dell emissione entro in cicolazione. Il resto assolto il compito fiduciario ando presumibilmente in fusione. Come gia fatto notare da altri utenti, sarebbe interessante capire se esistono documenti ufficiali coi quali si autorizzava ufficialmente la fusione, e per che quantita (anche se questo non aiuterebbe minimamente a capire quanti esemplari son sopravvissuti ad oggi). La mia idea e' che (ma soltanto con riferimento all italia) ce ne siano un 50-100. Molti di questi riposeranno sicuramente in collezioni private da decenni. Del resto se ne girano cosi pochi qualcosa vorra dire..All estero non ho idea ma nn credo che ne siano saltati fuori parecchi.... Di sicuro non e' mai apparsa una conservazione pari o superiore a SPL. Ma anche questo e' facilmente spiegabile. Tale conservazione implicherebbe una sottrazione della moneta dal BN prima della fusione. Cosa direi abbastanza illecita. Se esiste qualcuno con tale moneta, anche se son passati 150 anni, dubito che la tirera mai fuori pubblicamente... Diverso il discorso per I pochi scudi che passano di mano e che sono evidentemente parte di quel piccolo quantitativo che entro in circolazione." Personalmente ho visto in mano un esemplare SPLENDIDO, credo uno dei migliori censiti ad oggi. E devo ammettere che, avendo sognato questa moneta per anni, avendo pensato a quali tragici e pur tuttavia fondamentali eventi per la costruzione della nostra amata Italia questo tondello sia legato, beh ragazzi, mi tremavano le mani per l emozione.. Trattandosi di zecca Napoli, trattandosi del 1866, si parla di una moneta NATA con difetti e quindi una conservazione FDC come la intendiamo noi oggi è da scartare a priori. Certamente non è mai apparsa sul mercato in condizione superiore a SPL.2 punti
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L’ ispirazione e scrivere , anzi ad essere corretti a ripresentare , con qualche aggiornamento , questo mio vecchio post su tutte le antiche Terme Romane , e’ nata a seguito della moneta di Alessandro Severo presentata proprio oggi nella Sezione Monete Romane Imperiali , della quale qui non interessa riscontrarne l' autenticita' perché la moneta era all' epoca di Alessandro Severo sicuramente esistente , con la rappresentazione al rovescio delle Terme di Alessandro Severo . Moneta rarissima , tanto che risulta difficile trovarne l' iconografia , nei vari valori monetali . Le ormai vetuste Terme di Nerone erano il secondo complesso termale pubblico costruito a Roma in ordine di tempo dopo quelle di Agrippa , sorgevano anch’ esse in Campo Marzio e furono terminate circa nel 62 , in seguito vennero ristrutturate ed ampliate allunto da Alessandro Severo tra il 227 e il 229. Si trovavano in una vasta area delimitata da Piazza della Rotonda , Via del Pozzo delle Cornacchie e Via della Dogana Vecchia , con una estensione territoriale che copriva circa 190x120 metri , anche se in base ad antichi disegni del Rinascimento sembra avessero una forma quadrata , come infatti sembrano apparire anche nella stilizzazione delle monete alessandrine . Queste antiche Terme di Nerone furono da allora chiamate Alessandrine perche’ Alessandro Severo tra il 227 e il 229 restauro’ tutta la zona dove sorgevano , quindi restauro’ anche lo Stadium (attuale Piazza Navona) e l’ Odeum di Domiziano (attuale parte di Palazzo Massimo alle Colonne in Corso Vitorio) di cui ne ricorda la forma arcuata , edifici che erano quasi attigui alle Terme , con l’ occasione mise mano anche alle Terme e le amplio’ , da qui forse assunsero la forma geometrica che pare piu’ rettangolare rispetto all’ antica , ma questa forma geometrica non e’ sicura , puo’ darsi che mantenesse l’ antica quadrata come sembra da alcuni disegni rinascimentali . Queste occupavano l’ area che ora e’ coperta dai Palazzi rinascimentali : Giustiniani , Patrizi , Madama , dei Francesi , Chiesa di San Luigi e tutte le case che sorgono presso Piazza Rondanini . In superficie non rimane alcuna traccia di ruderi , tranne qualche muro di Palazzo Madama pero’ indistinguibile a causa dei successivi lavori di intonacatura ; comunque queste Terme sono state in passato una vera miniera di marmi antichi e di colonne di granito rosso , grigio e capitelli , infatti nel 1666 al tempo di Papa Alessandro VII , furono trovate a Piazza San Luigi dei Francesi le due colonne poi utilizzate per restaurare l’ angolo est del porticato del Pantheon ; altre due colonne furono estratte al tempo di Papa Innocenzo X che giacevano interrate tra i Palazzi di San Luigi e Madama e molte altre furono trovate sotto Palazzo Giustiniani . Ma non finisce qui : un bellissimo frammento sempre in granito rosso si trova ancora nelle cantine di Palazzo Patrizi , non estraibile , ormai fa parte delle fondamenta del palazzo , ha un diametro di un metro e mezzo ; da un frammento di colonna trovato vicino Sant’ Eustachio si ricavarono le gradinate di San Pietro ; anche la colonna che oggi orna Porta Pia proviene da queste rovine e fu trovata nel 1875 nella Salita dei Crescenzi . Due colonne frammentate delle Terme sono state restaurate ed rialzate dove sono state trovate e ornano oggi la Via Piazza di Sant’ Eustachio come si vedono in foto . Ma non furono trovate solo colonne , bensi’ anche bellissime vasche lavorate in un unico blocco in granito ; la prima vasca fu trovata in Piazza Sant’ Eustachio e misurava 6,70 metri di diametro , altre due vasche furono abbandonate perche’ irrimediabilmente fratturate , una quarta vasca fu trovata nel 1706 sotto il Seminario Romano , una quinta vasca trovata nel 1750 in zona di Sant’ Eustachio inizialmente portata a Villa Medici a Roma , si trova oggi a Firenze nel Giardino di Boboli ; infine una sesta vasca fu trovata recentemente sotto Palazzo Madama durante i lavori di ristrutturazione della centrale termica del Senato , fu scoperta alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso , e’ una grande vasca di granito rosso probabilmente utilizzata per il bagno nel 'calidarium' delle Terme . Restaurata nei suoi tre punti di frattura , fu donata all’ epoca dal presidente del Senato Giovanni Spadolini alla cittadinanza di Roma e collocata su di un piedistallo rinascimentale nello slargo immediatamente esterno all' ingresso fornitori del Senato , ed e’ quella che oggi si ammira meravigliati su un lato esterno di Palazzo Madama come si vede in foto . Le Terme erano alimentate inizialmente al tempo di Nerone dall' Acquedotto Vergine , che già serviva le vicine Terme di Agrippa , poi in occasione del restauro di Alessandro Severo , dall' Acqua Alessandrina che captava l’ acqua tramite l’ acquedotto da falde acquifere in località “Pantano Borghese”, nei pressi del XIV miglio dell' antica via Prenestina , 3 km a nord dell'abitato di Colonna . La forma delle Terme al tempo di Alessandro Severo pare fosse quadrata come risulta da disegni rinascimentali del Palladio e di Antonio da Sangallo il Giovane , forse era la stessa forma del tempo di Nerone . Riproduco , scusandomi per il "furto" dalla Sezione Monete Romane Imperiali , la moneta con le Terme , seguono foto del Palazzo Massimo alle Colonne con l' unica Colonna rimasta dell' Odeon di Domiziano , due Colonne delle Terme e la pianta della zona dove esse sorgevano .1 punto
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Cari amici, vorrei condividere con voi la soddisfazione di essere diventato Perito Numismatico. Per quanto tale qualifica sia attribuita in maniera discutibile, resta comunque un motivo di orgoglio per me: vuol dire che almeno so distinguere una moneta da un tappo della birra! La cosa bella è che sono l'unico Perito della mia Provincia (non dirò quale per non farmi pubblicità che non voglio)... La cosa brutta è che il collezionismo numismatico qui da me non ha un gran seguito e, probabilmente, non perizierò mai nulla. [emoji5]1 punto
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Mi interessa sapere a che tipologia appartiene questa su wildwinds non ho trovato qualcuna che corrisponda peso 23,34 g diametro 33mm grazie1 punto
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Sinceramente @Rocco68 non è stato molto facile reperirla in questa conservazione. E' da molti anni che questa moneta fa parte della mia collezione ed è stata una delle prime monete che ho acquistato quando mi sono trasferito oltreoceano. Se ne trovano anche di migliori in giro ma difficilmente ne ho viste1 punto
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Poiché questa è una discussione anche sulla cultura milanese in generale, voglio ricordare un grande esponente della cultura musicale meneghina che ci ha lasciato, il grande Nanni Svampa. Autore di canzoni memorabili come "Porta Romana bella", "Coccodì coccodà", " El Minestron" e molte altre, nonchè fondatore del gruppo musicale e cabarettistico "I Gufi", molto conosciuto nella Milano degli anni 70'. Ciao grande Nanni, mancherai a tutti noi, milanesi e non.1 punto
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Beh, non essendoci un Albo professionale che le contempla, queste professioni non soggiacciono ad alcuna autorizzazione. Quindi non hai bisogno di ottenere un'abilitazione (che non esiste) per esercitarle. M.1 punto
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Concordo. Ma alziamo l'asticella del livello burocrazia fin qui narrato e aggiungiamo un' ultima chicca per i lettori. Mediamente sulle pagine di tutte le CCIAA in merito all'iscrizione al Ruolo dei Periti ed Esperti si leggono formule che con delle parole o delle altre più o meno affermano che possono iscriversi tutte le persone fisiche che vogliono effettuare perizie in determinati settori merceologici. I periti e gli esperti iscritti nel Ruolo esercitano funzioni di carattere prevalentemente pratico; sono escluse tutte quelle attività professionali per le quali esistono Albi regolati da apposite disposizioni. L'iscrizione, che non abilita all'esercizio dell'attività, ha una pura funzione di pubblicità conoscitiva. L'iscrizione non è condizione necessaria affinché un perito possa esercitare la propria attività professionale. Letto bene? Ok. In estrema sintesi è noto che quando ci si iscrive ad un albo professionale si paga una tassa di concessione governativa allo Stato perchè quell'iscrizione ABILITA effettivamente all'esercizio di una determinata attività. (Lo stesso versamento d'altronde è richiesto all'atto dell'iscrizione come CTU in tribunale perchè parimenti abilitante a quella attività e mi risulta essere pari a 168€). Bene. Ci sono alcune CCIAA (fortunatamente poche) che pretendono lo stesso versamento non solo all'atto dell'iscrizione vera e propria al Ruolo Periti ed Esperti (che lo ricordiamo NON E' ABILITANTE) ma addirittura PREVIAMENTE all'atto della semplice RICHIESTA di iscrizione come condizione essenziale per l'accettazione della domanda altrimenti non viene nemmeno recepita. Si possono creano quindi ulteriori tre contraddizioni e disparità di trattamento tra gli aspiranti periti di diverse zone d'Italia (rispetto alla questione esami sì esami no già affrontata) e che sono: - un versamento (oneroso perchè 168€ non sono bruscolini) che alcune CCIAA chiedono e altre no - un versamento preteso IN ANTICIPO per una abilitazione a perito nel momento però in cui ancora periti effettivamente non si è (si è solo fatto DOMANDA DI...) - la possibilità di vedere rifiutata la propria iscrizione (per cui si è già pagato) con la necessità poi di dover chiedere la restituzione allo Stato (con tutte le lungaggini e altre procedure assurde) per versamento non dovuto. La questione potrebbe risultare un tantino ingarbugliata lo capisco ma spero di essere riuscito a schematizzarla il più possibile. Saluti Simone1 punto
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@simonesrt puoi argomentare gentilmente il motivo della tua affermazione (con cui concordo) così magari impariamo tutti qualcosa? Saluti Simone1 punto
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Lo stile dei punzoni sembra proprio quello dei pezzi oggi attribuiti a Venezia, anche se la forma del frontone del tempio è un po' diversa. Evidentemente però l'incisore non sapeva bene cosa stava copiando (cioè non sapeva leggere, cosa dimostrata anche dalla legenda chiaramente retrograda al rovescio, come è stato già notato) , e quindi ha distribuito i punzoni un po' a caso. Nel complesso però le lettere richiamano la legenda +HVGVS PIVS (RE)X, anche se la presenza di una O potrebbe richiamare forse +HVGVLOTHARIV(RE)X, legenda però non attestata a Venezia... per ora. Quindi come cronologia mi terrei tra il 926 ed il 947. Monete così malfatte non sono rarissime nei ritrovamenti in Ungheria (ce ne sono anche di assai più strane), probabilmente per l'urgenza con cui si dovevano realizzare queste coniazioni destinate a placare un po' i cavalieri ungari attestati alle porte delle città, urgenza cher forse richiedeva l'intervento di personale anche inesperto per accelerare le operazioni. Per @gigetto13: ora che ci penso già un'altra volta mi hai attribuito l'assegnazione di esemplari di Rodolfo a Venezia. Onestamente non ricordo, ma se l'ho scritto da qualche parte è probabilmente un mio errore: allo stato attuale non conosco monete di Rodolfo di stile veneziano (la cosa sarebbe importante, vista che la prima concessione nota del diritto di zecca ai dogi di venezia appartiene proprio al tempo di Rodolfo (924). Saluti, Andreas1 punto
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Se leggiamo al contrario il rovescio, proviamoci anche col diritto... Io leggo: + VHO PVII REX VHO = Ugo (di solito nei denari veneziani troviamo VCHO ma questo esemplare abbiamo già capito che è particolare) PVII = PIVS degenerato REX = titolatura regale Attendo riscontri, critiche e commenti. Buona giornata, Antonio1 punto
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Ciao @margheludoe grazie del tuo intervento ; rispondo solo alla prima parte della tua risposta , la piu' certa e storicamente documentata , per il resto possiamo solo ipotizzare qualsiasi cosa . Da quanto ci tramanda il nipote Plinio il Giovane , vedi mia risposta n° 23 , suo zio "il Vecchio" nell' impossibilita' di attraccare con la nave ad Ercolano , si diresse a Stabia , attuale Castellammare di Stabia e qui mori' per i miasmi dell' eruzione . Ipotizzabile anche che fosse solo perché si stava recando da un suo amico ad Ercolano . Altre cose certe non ve ne sono . Un saluto1 punto
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Buona notte, personalmente credo sia verosimile la presenza di Plinio a Stabia e quindi che il cranio possa essere il suo anche se fatico ad immaginarlo solo senza soldati al seguito in mezzo a tanti civili, come in tutte le ricostruzioni postume di un avvenimento ci sono però molte considerazioni da fare che sono tutte plausibili ed inevitabilmente diverse tra loro, bisogna quindi affidarsi il più possibile alla logica. Giuseppe Guadagno nel suo libro citato da @Caio153 al post #5 da per scontato l'utilizzo di navi a vela ed analizza le grosse difficoltà incontrate dalla flotta (?) di Plinio nel guadagnare la riva ed ancor peggio nel tornare indietro per ovvi motivi, per una questione logica ritengo che sia probabile che si siano utilizzate imbarcazioni a remi come proposto dall'articolo de "la stampa", sembra anche poco probabile che le imbarcazioni abbiano dovuto inizialmente desistere dall'atterraggio a Ercolano a causa del ritiro delle acque causato da onde di tsunami perché a mio avviso di li a poco queste avrebbero dovuto investire la flotta con conseguenze facilmente immaginabili. Una risacca così forte da mettere in secco il fondale marino genera onde successive alle quali nessuna imbarcazione può sopravvivere. Per concludere ho trovato in rete una descrizione dettagliata del l'equipaggiamento del soldato di Ercolano, consisteva tra le altre cose già note anche una sacca con attrezzi da carpenteria che da una parte avvalorano quella che già era una certezza, e cioè che i soldati in tempo di pace venissero impiegati in lavori per opere pubbliche, ma dall'altra escludono che si trattasse di un ufficiale.1 punto
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A mio modesto parere si tratta di un falso ,lo stile non e' congruo al periodo storico...1 punto
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Favoloso! Questa non la sapevo. Un'altra anomalia del Sistema per cui per lo Stato in quanto dottore di ricerca sei un... boh QUASI professionista in qualcosa e allora QUALCOSA fino ad una certa cifra ti facciamo fare. Invece se erroneamente ti facevi la P.IVA oltre alle 200€ per il CTU dovevi mettere in cantiere le spese di apertura P.IVA, le tasse sul reddito ma SOPRATTUTTO i contributi INPS che mi risulta siano minimo sui 900€ ogni 4 mesi (= 3600€ annui). Avoja a fare perizie per rientrarci... Ma io dico: creare una cencia di P.IVA a quattro soldi (ma quattro veramente tipo 100€ e senza contribuiti INPS da migliaia di euro, ) in cui paghi le tasse solo su quanto guadagnato e attraverso cui tutti possano provare facilmente a misurare le proprie capacità imprenditoriali fino ad una certa soglia di reddito è tanto difficile da inventare??? Niente. Non gliela fanno...Libera impresa? Quando mai. Saluti Simone1 punto
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Quando ho letto l'anteprima della tua risposta e ritenendola con fiducia (ahimè!) frutto di un minimo non dico di conoscenza numismatica ma almeno sana ponderazione ero pronto a trovarmi di fronte all'ennesimo catorcio monetale mezzo arrugginito trovato chissà dove ed ero anche già alquanto alterato dall'idea del neofita di turno che metteva pure il tag "approfondimento" e mi tocca pure perdere tempo a modificare il tag. POI NO. APRO LA DISCUSSIONE E VEDO QUESTO GIOIELLINO! Allora. Che vogliamo fare? Vogliamo continuare a sparare st...upidaggini a casaccio senza fondamento con addirittura perentori "Sicurissimo" dando informazioni ERRATISSIME (magari causando pure un potenziale danno economico come in questo caso) a chi si rivolge speranzoso di trovare persone competenti o vogliamo iniziare ad acquisire non dico competenza ma almeno della sacrosanta ponderazione nelle risposte fornite qui sul forum? Poi dopo non ci lamentiamo e facciamo le vittime se qualcuno, giustamente, si inalbera leggendo sciocchezze di tale portata e reagisce in malo modo... A buon intenditor poche parole Saluti Simone - Staff "Lamoneta.it" PS E ora riapro la discussione.1 punto
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Posso raccontare un mio aneddoto..... Intorno al 1984 ero andato con mio padre, su appuntamento, al medagliere del Museo dell'Aquila per visionare la presenza di eventuali denari della Guerra Sociale, essendo allora impegnato alla stesura del mio Corpus su quella monetazione. C'era una signora, di cui non ricordo il nome, che era gentilissima e mise a mia disposizione gli armadi metallici con cassettiere piene di monete antiche. Lei ovviamente stava sempre vicino a me e, durante la ricerca, mi ricordai dell'importante serie di Alba Fucens, che fu già descritta da Attilio Stazio come presente in quel medagliere. Chiesi pertanto alla signora dove poteva stare la cassetta con le monete di Alba Fucens. Non ebbe difficoltà a rintracciarla. Quando depose la cassetta sul tavolo ebbi un tuffo al cuore. Le monetine erano ammassate alla rinfusa e proprio l'emiobolo, una sottile monetina, rischiava di essere schiacciata da altra moneta più grande di altra zecca che stava occupando lo stesso riquadro nella cassetta. Non riuscii a reprimere un moto di rabbia per vedere la trascuratezza con cui venivano conservate le monete e feci notare la cosa alla povera funzionaria, che era visibilmente imbarazzata e probabilmente non aveva una sua personale colpa. Nel frattempo squillò il telefono nella stanza vicina e la signora si allontanò per rispondere e fu piuttosto impegnata. Intanto io restavo a osservare il materiale, rimettendolo un poco in ordine. Poi mi venne d'istinto una perfida idea. Strizzai l'occhio a mio padre, che mi stava guardando perplesso, e tirai fuori dalla tasca una di quelle piccole custodie lenticolari rigide per conservare piccole monetine, con un sottile strato di ovatta (e non mi ricordo perché l'avevo in tasca da lungo tempo). Misi l'emiobolo nella custodia e, sempre strizzando l'occhio a mio padre, la misi nel mio taschino. Avevo appena finito l'operazione quando la signora rientrò nella stanza dove eravamo presenti e mi chiese se avevo ormai finito. La ringraziai e la signora ripose la cassetta nell'armadio. Sotto i cassetti c'erano depositati alcuni sacchetti di stoffa, alcuni chiusi con ceralacca e altri non sigillati. Chiesi gentilmente cosa contenevano questi sacchetti e lei mi rispose che erano vari ripostigli, evidentemente ancora da riordinare. Chiesi se potevo vedere almeno uno. Tirò fuori un bel sacchetto fra quelli non sigillati, che risultò essere pieno di coronati medievali, credo angioini, in ottimo stato di conservazione... La ringraziai e lei stava ormai chiudendo l'armadio, quando le chiesi se non mancava qualcosa.... Lei rimase di stucco e allora tirai fuori dal mio taschino il piccolo astuccio con l'emiobolo di Alba. Le spiegai che avevo provveduto a migliorare la sicurezza di quella monetina, che facilmente si sarebbe spezzata anche per l'evidente forte cristallizzazione e che era anche la prova di una carenza di sicurezza durante una ricognizione al medagliere. Il suo imbarazzo fu così forte che provai pena e la consolai, raccomandando al contempo un maggiore rigore con i visitatori. Inutile dire che lei si profuse in mille scuse e non nascondo di avere provato per un momento una perfida soddisfazione di avere messo in difficoltà una povera funzionaria della Soprintendenza.... Ci congedammo poi con grande calore e non ebbi più occasione di tornare a quel medagliere. Quindi, se il medagliere di L'Aquila è sopravvissuto al terremoto e ci sono ancora le monete di Alba Fucens, forse ritroverete il mio vecchio astuccio trasparente, che amorevolmente avevo poi rimesso nella cassetta con l'unico esemplare noto di emiobolo di Alba.....1 punto
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L'immagine dei tre signa diventa, dopo Nerius, un simbolo stereotipato delle legioni. Sarebbe interessante sapere se era già tale, o se fu inventato da Valerio Flacco. I signa compaiono anche in numerose sculture, quali l'Arco degli argentari e la Colonna traiana a Roma e numerosi sarcofagi, ma per quanto ne so non si presentano mai con l'iconografia che qui abbiamo visto. Comunque sia, pochi anni dopo Nerio il tipo viene adottato da Ottaviano, in una sua rara emissione del 42: http://numismatica-c...moneta/R-I17/19. Qui, per la prima volta, spariscono le lettere H e P: la coorte ha definitivamente soppiantato il manipolo, anche nell'iconografia monetale. Dopo un timido tentativo di modificare la tipologia, operato nel 40 da un monetiere di parte ottavianea, che sostituisce il signum di destra con aratro e scettro http://numismatica-c...moneta/R-I17/13 http://numismatica-c.../moneta/R-I2/33 http://numismatica-c.../moneta/R-I2/34 il tipo inventato da Valerio Flacco trova la sua definitiva consacrazione con l'adozione sulle emissioni legionarie di Marc'Antonio, nel 30/31 http://numismatica-c.../moneta/R-IL/39 http://numismatica-c...t/moneta/R-IL/1 http://numismatica-c.../moneta/R-IL/19 Anche un suo luogotenente, L. Pinarius Scarpa, lo adotta, negli stessi anni: http://numismatica-c...moneta/R-I10/28. Marc'Antonio inventa anche un nuovo tipo, sostituendo all'aquila legionaria un terzo signum http://numismatica-c...t/moneta/R-IL/5; immagino che questa iconografia venga introdotta per celebrare un reparto (in questo caso, le coorti "speculatorum") che non era inserito in alcuna legione. Marc'Antonio è un soldato, più ancora che Valerio Flacco; la "sua" aquila legionaria è decisamente stilizzata ma (pur nelle numerosissime varianti offerte da un'emissione per la quale ci sono noti 960 conî di rovescio) anche decisamente "cattiva". Anche qui dovete sopportare la fotografia della mia, di cui vado molto orgoglioso, ex HD Rauch. La Decima Legione, i preferiti di Cesare ...1 punto
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