Classifica
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/15/17 in tutte le aree
-
Non condivido minimamente questo tipo di restauri monetali, perchè un conto è rimuovere l'ossidazione che ci può stare, altro è andare a compiere veri e propri restauri (come in questo caso), che ( a mio modo di vedere) snaturano completamente la moneta.4 punti
-
3 punti
-
ciao a tutti, ecco un 8 denari in alta conservazione della repubblica di genova, terza fase del periodo dei dogi biennali (1637-1797). catalogata tra le monete raffiguranti la Madonna.3 punti
-
Fondi lucenti, gigli nella palla alta dello stemma ben visibili, intreccio delle due rose ben definito...non manca nulla Il Gazzettino ti chiama a gran voce! Complimenti Antonio2 punti
-
Allora, come organizzatore sono soddisfatto dell'afflusso di pubblico di questa prima mezza giornata. Domani sera tireremo le conclusioni. Comunque sono ottimista.2 punti
-
Parliamone, ci posso provare, male che vada mi dai due dritte e mi spieghi meglio come fare. Scrivimi in privato e ne parliamo.. Mi fa piacere che qualcosa stia arrivando, alla fine se lo faccio, lo faccio per far vedere qualcosa di bello e per spiegare e confrontare con voi e le vostre osservazioni queste particolari monete dell epoca moderna.2 punti
-
Sempre meglio, che moneta fantastica, perché Rodolfo ma non sto scherzando assolutamente non ci fai qualche paginetta per il nostro Gazzettino di Quelli col Cordusio magari proprio raccontando la pezza della rosa e la visione di qualche straordinario esemplare ? Pensaci, ne varrebbe la pena...2 punti
-
2 punti
-
Già. Però potresTi essere Tu ad introdurre le prime slabs italiane........che ne so....anzichè rettangolari le fai quadrate e aromatizzate alla grappa...Per il numismatico che non deve chiedere mai.... M.2 punti
-
Perché se lei ha un quadro del '600 con dei danni alla tela e alla parte pittorica, lascia che si degradi ulteriormente? Non credo proprio! E la moneta è un'opera d'arte come le altre e quindi può avere la necessità di questi interventi, l'importante è farlo seguendo i principi che ho citato. e le monete antiche, quando vengono attaccate dal cancro del bronzo perché vengono trattate? Per evitare che si rovinino definitivamente. Non c'è alcun snaturamento della moneta. Cosa importante è che è stato il proprietario a richiedere questo preciso intervento, proprio perché temeva un possibile futuro peggioramento delle corrosioni.2 punti
-
Per fare una cosa ben fatta, bisognerebbe però superare il "limite" rappresentato dagli attuali supporti e sigilli casarecci, tipicamente italici. E finire quindi per accettare i tanto discussi "slabs". Le bustine e quei rivetti da carpentiere non consentiranno mai il "salto di qualità", perché non danno innanzitutto garanzie sulla perfetta conservazione nel tempo della moneta sigillata. La stessa modalità di sigillatura può causare danni alla moneta da sigillare. E' a mia conoscenza (ma se non ricordo male anche alla conoscenza di Pino...) uno sfortunata circostanza nella quale un bravissimo e stimatissimo Perito, intento a sigillare una moneta d'oro del Regno di grande modulo, ne urtò inavvertitamente il contorno con un rivetto mentre, con l'apposita "pinza", lo schiacciava. L'importante moneta era in altissima conservazione e dopo l'incidente.....è facile intuire che la conservazione dovette essere abbassata. Per non parlare della possibilità di manomettere i rivetti, sostituire i cartellini e le monete. E se una moneta chiusa nella bustina ci cade accidentalmente per terra? Manterrà, secondo Voi, la conservazione che il Perito le aveva attribuito prima della caduta? Ne dubito. Non per niente siamo solo noi italiani, in tutto il mondo, a sigillare le monete in questo modo. Non sarebbe male chiedersi il perché. M.2 punti
-
La collezione di tremissi longobardi del museo di Cividale , di proprieta' della CRUP ( cassa risparmio pordenone e udine), data in comodato per essere resa fruibile e' molto importante ma certamente non la piu importante al mondo ( nel catalogo loro stessi si descrivono come 'terza' coll al mondo - anche reputerei ve ne siano diverse - private - piu importanti). La maggior parte delle monete viene dall ex coll Bazzan e quelle di Benevento dalla Stilemiero. Forte nelle emissioni dei secc VI - VIII e' pero' carente nelle emissioni civiche, in particolare sono totalmente assenti quelle con monogramma e soprattutto carenti nelle Flavie, i tremissi piu rari e affascinanti delka serie longobarde , dove puo' vantare un solo esemplare della zecca TARVISIOC, con una provenienza illustre, ex Garrett ed ex Ratto 1930, peraltro molto bello. E' lodevole che la coll. posta in comodato dalla banca proprietaria sia resa fruibile attraverso un agile volumetto descrittivo e la consultazione aperta ad appassionati e studiosi.2 punti
-
Buonasera amici, eccone un 'altra, questa ha il punto dopo la P al rovescio.2 punti
-
Solo 120 grana? Pochini... per ogni fila ci saranno almeno 50 pezzi, 100 grana equivale ad un ducato, saranno una sessantina di file quindi penso che saranno perlomeno: 30 Ducati http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FE1/142 punti
-
E’ questa la breve storia di un viaggio , un amaro , triste e struggente viaggio di ritorno in patria di un nobile Romano che , nato probabilmente a Tolosa o Narbona , in Provenza , torna nella natia Gallia pochi anni dopo che Roma e’ stata violata dai Goti di Alarico , ma non intraprende questo viaggio per fuggire dall’ URBS ormai non piu’ sicura , tanto piu’ che era stato Prefetto di Roma , bensi’ per curare i suoi beni in Provenza devastati dagli invasori Vandali ; costui era Claudio Rutilio Namaziano , nato forse a Tolosa , era stato l’ anno prima del ritorno in patria , Præfectus Urbi di Roma . Namaziano nel corso del viaggio di ritorno in Provenza si dispera e si strugge di nostalgia per un mondo in fase di inesorabile declino , narrando in poesia le rovine delle citta’ italiche un tempo potenti e fiorenti di civilta’ , ora ridotte ad oscuri e semivuoti villaggi ; anche le strade un tempo vanto della civilta’ di Roma che raggiungevano i piu’ lontani confini dell’ Impero , sono ora in dissesto e pericolosi transiti per i viandanti ; Namaziano pur nella sua comprensibile disperazione per questo sfacelo dell’ Impero , non si rende conto pero’ che parte di questa rovina e’ dovuta alla classe dirigente di Roma e alla quale lui stesso appartiene , infatti questa nobilta’ politica romana ormai vive , per la maggior parte di essa , di ricordi , di furiose dispute religiose tra l’ ambiente pagano e quello cristiano e di ozi frivoli o letterali , estraniandosi dalla vita attiva pubblica dell’ URBS , perdendo cosi’ di vista la triste realta’ dei tempi . Rutilio Namaziano , l' anno seguente alla carica di Prefetto o poco dopo , fu costretto a lasciare Roma per far ritorno nei suoi possedimenti in Gallia devastata dall' invasione dei Vandali . Questo viaggio fu condotto via mare e con numerose soste , dato che le strade consolari erano impraticabili a causa dell’ abbandono della manutenzione e insicure dopo l' invasione dei Goti ; Roma non si sarebbe piu’ ripresa da questo colpo piu’ ideologico che , in fin dei conti , materiale . Namaziano e’ l' ultimo autore del mondo letterario latino pagano . Dal punto di vista religioso Rutilio e’ un aristocratico convinto pagano che non accetta i tempi nuovi in quanto rifiuta i culti cristiani considerati estranei all’ antica tradizione di Roma . Piu’ di tante parole , trascrivo un passo di un grande accademico e latinista italiano : Italo Lana , a proposito del poemetto di Rutilio Namaziano , commento estratto da una sua opera : “Storia della civiltà letteraria di Roma e del mondo romano” : “Nel poemetto in distici elegiaci “De reditu suo” Rutilio narra il suo viaggio per mare verso la Gallia : imbarcatosi al Porto di Augusto (Ostia) e costeggiate le rive del Tirreno sino a Luni , qui la narrazione si interrompe , all’ inizio del secondo libro . Ma una fortunata scoperta ci ha restituito , nel 1973 , mutili , 39 versi del secondo libro , da cui apprendiamo che nel seguito del viaggio Rutilio toccava poi Genova e Albingaunum (Albenga) ; per cui è ora lecito supporre che il poemetto narrasse per intero il viaggio di ritorno da Roma alla Gallia . La descrizione delle varie tappe di questa singolare navigazione di piccolo cabotaggio offre occasione al Poeta di rievocare e celebrare amici suoi , tutti appartenenti all’ aristocrazia senatoria (vivissima è nel poemetto la coscienza di gruppo - se così la si po’ chiamare - : Rutilio e i suoi amici sono convinti di appartenere ad una categoria di persone superiori) : in mezzo ad un mondo fumante di rovine , essi, superbamente appartati , trascorrono il loro tempo in cerimoniosi incontri e colloqui , in vacanze prolungate , passando dall’ una all’ altra villa . Quale stridente contrasto con le miserande condizioni delle città ! Rutilio si sofferma a descrivere le rovine di Castro Nuovo ; le poche misere case di campagna di Alsio e Pirgi (tutto quel che resta di due già fiorenti cittadine) ; Gravisce spopolata , Cosa ridotta a rovine , Populonia distrutta dal tempo . Rutilio nota tutte queste rovine , con malinconia ; ma il suo spirito non s’ arrende : nonostante tutto egli ha fede in Roma , alla quale innalza un inno fervoroso che è una vera professione di fede , e nello stesso tempo può considerarsi come il manifesto dell’ intellettualità pagana , che non accetta l’ Impero cristiano e , non sapendo proporre un concreto programma politico da contrapporre ed eventualmente sostituire a quello dell’ Impero cristiano , si rifugia nel culto della grandezza passata di Roma , di cui esalta le autentiche glorie : e in primo luogo la diffusione , da lei operata , della civiltà nel mondo . A Roma , dea genitrice degli dèi e degli uomini , si rivolge con infiammate parole : “fecisti patriam diversis gentibus unam […] urbem fecisti quod prious orbis erat”. (Facesti di tanti genti un' unica patria.....facesti una Citta' quello che prima era il momdo) Alle rovine e ai disastri contrappone la fede nell’ immortalità della dea Roma . Rifiuta il colloquio con le forze nuove che ormai si impongono : il Cristianesimo ed i barbari . Egli continua a parlare il suo linguaggio , che è quello delle passate età , ma il distacco dalla realtà è ormai irrimediabilmente segnato . Il medesimo distacco era già in Simmaco , in Macrobio , e negli altri letterati della rinascita pagana , ma lo si avvertiva meno , perché quelli non affrontavano , nelle loro opere , temi attuali . Rutilio , invece , si scaglia contro i monaci , che nelle isole dell’ arcipelago toscano vivevano vita ascetica ; li condanna per la loro fuga dal mondo e mostra di aver capito , la pacifica sostanza della rivoluzione che il cristianesimo stava attuando , quando dei monaci , ch’ egli vedeva trasformati in esuli volontari , i quali nulla più avevano di umano , quasi per effetto di un livello beveraggio di Circe , scrive : “tunc mutabantur corpora, nunc animi” (“allora venivano trasformati i corpi , ora le anime”) Circe trasformava i corpi , il Cristianesimo trasforma le anime . Poiché questa trasformazione si compie , il mondo antico finisce . E con Rutilio finisce nell’ esaltazione dei benefizi da Roma distribuiti a tutta l’umanità : lo sguardo rivolto al passato , in reverente contemplazione . Ma intanto il mondo cammina : e Rutili e gli attardantisti pagani poiché si arrestano immobili in questa contemplazione , sono inesorabilmente travolti dal moto della storia”1 punto
-
Recentemente mi è stata commissionata la pulizia di una moneta da 3 baiocchi 1849 II Repubblica Romana, per la rimozione dell’ossidazione presente sul D/. Dopo un opportuno lavaggio, si è proceduto alla totale rimozione dell’ossidazione, con un meticoloso lavoro al microscopio. Durante tale attività, la rimozione dello sporco e dell’ossidazione ha portato alla luce, posizionate sul taglio, tre corrosioni del metallo che hanno creato dei piccoli crateri di cui uno di una certa importanza. taglio 3 baiocchi.bmp Il committente ha richiesto la sistemazione di tali mancanze per evitare che in futuro si potessero allargare e provocare danni più gravi al tondello. Per fare questo, ho seguito i principi e i dettami, che, Cesare Brandi (1906-1988), fondatore e Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro fino al 1960, ha esplicitato nel suo volume “Teoria del restauro”, testo guida fondamentale per il restauro delle opere d’arte. Relativamente alle “lacune di materiale” che si possono verificare nel tempo su un’opera d’arte, il Brandi recita testualmente: “…..occorre ridurre il valore emergente di figura che la lacuna assume rispetto alla effettiva figura che è l’opera d’arte. Così posto, è chiaro che le soluzioni caso per caso, che la lacuna esigerà, non divergeranno dal principio, che è quello di ridurre l’emergenza alla percezione della lacuna come figura.” Seguendo questo principio, si è provveduto al riempimento delle lacune con adeguato pigmento metallico, unitamente ad un opportuno collante, in maniera che a lavoro finito fosse rispettato un altro fondamentale principio ripreso dal Brandi, “……..assoluta e facile riconoscibilità delle integrazioni che realizzano l’unità potenziale dell’immagine, diminuzione dell’emergenza della lacuna come figura…” Come si può notare l’intervento di micro ricostruzione integrativa ha ridotto l’emergenza delle lacune e nel contempo è perfettamente distinguibile, anche a grandezza naturale come da foto che seguono e quindi rispettoso dei principi sopra esposti. Nelle immagini che seguono ci si può rendere conto della completa rimozione delle tracce dell’ossidazione e del restauro integrativo eseguito. E - Copia.bmp F - Copia.bmp G - Copia.bmp1 punto
-
In arrivo: Bella contraffazione in rame della nota moneta austriaca. peso: 1.64 gr Diametro: 19.1 mm1 punto
-
Ovviamente monete di questo tipo, non si "trovano" per caso......... con queste immagini non si capisce con certezza l'eventuale genuinita'.....anche se lascia molti dubbi....Attendi altri pareri o forse ti conviene farlo vedere "de visu"....1 punto
-
DE GREGE EPICURI @Curcuas Il nome "Adriano" ha una H all'inizio solo in latino (Hadrianus), ma non in greco (ADPIANOC). Quindi quella H che sembra si veda in alto a destra, è invece una M e precede AVPHLIOC. Quindi, Marc'Aurelio.1 punto
-
ciao,che il punzone della A si sia ,in un modo o in un altro,deformato solo nel punto dell'asticella la vedo dura,potrebbe essere che sia stato usato il punzone capovolto della V e poi si sia tentano di mettere l'asticella ,ma probabilmente qualcosa è andato storto...1 punto
-
1 punto
-
100% mi pare tanto. Non ci arriva nemmeno mio suocero che vende frutta e verdura, e ha l'invenduto da ammortizzare (che non esiste in numismatica).1 punto
-
Condivido l'opinione di @Sirlad. Ritengo che la moneta non acquisti pregio dall'intervento di stuccatura, nè che ne acquisti migliore stabilità chimica se, prima della stuccatura, non è stata sottoposta ad un trattamento con benzotriazolo (di cui non trovo cenno nella descrizione dell'intervento)...anzi. Le moderne pratiche di restauro prevedono inoltre che eventuali interventi di consolidamento/protezione siano completamente reversibili...e anche riguardo a questo aspetto non trovo cenni o rassicurazioni. Considerata l'esiguità dell'area interessata dalla corrosione penso sarebbe stato sufficiente un trattamento con benzotriazolo seguito dalla sigillatura con una goccia di Metacril, eventualmente opacizzato con cera microcrstallina....ma è solo la mia opinione... un saluto Mario1 punto
-
Carissimo @Monetaio, sono certo che effettivamente verresti "massacrato" ed è per questo che dopo averti risposto ho deciso di cancellare tutto e mandarti il messaggio in MP... Buona serata, mi devo organizzare per venirti a trovare...prima o dopo ci riuscirò! Un saluto a tutti, sinceramente, Massimo.1 punto
-
0,74 g. 12 mm. 0,56 g. 11 mm.1 punto
-
Eppure altri lo han fatto, utilizzando perlopiù emeriti sconosciuti come grader. Più volte. E' chiaro ed evidente che sarebbe un servizio che non risponde alle esigenze di chi vuole la monetina da 50€ periziata in una bustina da 7€. La porzione di mercato aperta é Europea Alberto, non solo Italiana: é solo una questione di timing. L'imparzialità sarebbe data dal fatto che più professionisti esprimono un giudizio sulla stessa moneta, evitando così il problema (concreto e reale) della critica sulla parzialità del giudizio. La mia visione la conosci Alberto, e conosci anche la mia idea sulla conclusione a medio termine del non far nulla. Almeno tentare, non sarebbe un'opzione da scartare. A presto.1 punto
-
Grazie ad entrambi, probabilmente faró un post tutto suo per dargli più visibilità [emoji2]1 punto
-
Buongiorno, Riguardo la presenza del delfino al rovescio vorrei menzionare che se da un lato la rappresentazione di una locusta al dritto potrebbe essere un riferimento ad un culto di Apollo Parnopios, il delfino dall'altro potrebbe essere la riprova di un forte e condiviso legame religioso con questa divinità, conosciuta anche con l'epiteto di Delfinio, protettore dei naviganti. L'origine dell'epiteto sarebbe da attribuirsi alla trasformazione del dio in quel cetaceo o ad una forma alternativa a Delfico, ma sempre nel solco ben definito dell'indicazione di una divinità che solleva l'uomo dalle avversità (infatti in forma di delfino guidò Castalio, e le colonie di cui era a capo, da Creta a Delfi).1 punto
-
Pensa con tutto che è invernale ha solo un mantello addosso Le vesti del busto in oggetto invece le vedo pesanti, secondo me stonano con Apollo...1 punto
-
1 punto
-
Devo farvi i miei complimenti, non giro molto su questa sezione è dico che mi son perso molto. Adoro quelle parti in Venexian (spero di averci preso) prese dai documenti. Vi leggero' ancora per comprendere meglio quanto sia stata grande Venezia. Roberto1 punto
-
Quello che dici é sacrosanto ma é valido per te che hai deciso di impostare la tua attività professionale in un certo modo rigoroso e in in un mondo ideale. Nella vita di tutti giorni sai benissimo che non c' é tutto questo rigore nel nostro mondo numismatico. Anzi. Prima ho chiesto di immedesimarsi nel mondo dei commercianti ma ora chiedo a te di immedesimarti nel nostro mondo di clienti. Ho una moneta da 1000 euro... Valore certo di aste... Vendite online... Quello che ti pare. Ma io non lo so perché sono un'anziana o un ragazzetto e la moneta mi é arrivata per un lascito...un regalo... Vado dal professionista e faccio precisa richiesta: vorrei sapere cosa é, se é autentica e quanto vale. Risposta: quello che mi chiede ha un costo, prendo il 3% del valore periziato...le consentirà sicura vendita etc etc. Perfetto procediamo. A questo punto c'è la dicotomia tra mondo ideale e mondo vero. Signora anziana...ragazzetto... Non é collezionista ... Appare piuttosto semplice...chi li vede più... Vabbé dai ci provo male che va ci perdo solo qualche soldo della perizia. La sua moneta é questo e questo é autentica e vale sul mercato 300 euro. Il costo della perizia é quindi 10€ e se vuole la sigillo per altri 30€. Se gradisce però sono pronto ad acquistarla per 250€ e il costo della perizia si intende azzerato quindi nessuna spesa per voi. 250 euro...????? Per un pezzettino di metallo? Ottimo. Si sì facciamo. E anche oggi il "professionista" é contento. Tanto irreale come storia o puzza di già sentito? Non credo. Anzi a me capitò la stessa cosa tanti anni fa con uno dei più grandi commercianti italiani a cui portai a sigillare un pezzo... E dopo tanto giro di parole... non é granché...é rovinata... Peró se la vuole vendere...mi dica quanto vuole... Con tanto di asta all' auto ribasso a partire da 1000 euro e seconda cifra 500€ siamo arrivati che la voleva comprare al 20%... Quindi 200€. Fortunatamente non ero sprovveduto, mi ero già fatto i miei conti e ho trovato poi un commerciante onesto che l'ha presa ad una cifra congrua. C'ha provato... Saluti Simone1 punto
-
Sbrigati a venderla se devi... Che non si sa mai cosa può succedere con materiale riportante immagini del ventennio! (Ironia pre legge Fiano)1 punto
-
sicuramente autentica....non ho mai visto falsi. la doratura è molto consumata ...per me non vale oltre 20/30€1 punto
-
1 punto
-
No, solo un modestissimo numismatico che colleziona e studia monete da circa una cinquantina d'anni!!! Ciao borgho1 punto
-
Dal peso credo si tratti più di un giulio che un grosso. Qua comunque trovi un riferimento online con tipologia simile di dritto e rovescio: http://www.almineo.com/Urbano-VIII-Giulio-Munt.112 Ma se vuoi un riferiferimento più preciso, occorre consultare il Muntoni, dato che la legenda della moneta nel link differisce da quella da te postata.1 punto
-
1 punto
-
Dal database di Classical Numismatic Group un esemplare di triobolo molto curioso ed interessante (nonché di elevata rarità) che insieme ai tre caratteri della legenda al dritto ed al posto degli stessi caratteri al rovescio presenta tre globetti. Mancano anche i serpenti tra le gambe del tripode ed il granchio al rovescio sembra decisamente più stilizzato. I riferimenti bibliografici sono gli stessi finora indicati ai post 1 e 2. Ex CNG 66/89: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=475761 punto
-
Questa dei centoventigrana....è fantastica! .....domani ti mando una "vagonata" di mi piace.1 punto
-
Come detto la prima è un soldo da 12 bagattini per Venezia emesso da Alvise Mocenigo1 punto
-
Per me il termine eccezionale viene e deve essere utilizzato per eccezioni, ovvero quando per quel tipo di moneta non si è mai vista tale bellezza o dettagli o conservazione. Sicuramente per monete del Regno e repubblica si può utilizzare questo aggettivo solo per conservazioni super, quindi sopra il normale fdc. Ma per Monete che hanno superato secoli e secoli, eccezionale può essere utilizzato anche per un qspl se non è mai apparso su aste in quella bellezza. Non so se rendo l idea. Io colleziono il 500/600/700 ad esempio del 700 si trovano anche fdc o fs, del 600 difficilmente superano lo spl per tiplogia, del 500 se arrivano allo spl è cosa molto rara ed eccezionale. Poi vi sono le tipologie appunto, di quel tipo non è mai apparsa in spl e io ce l ho? posso dire che è un eccezione,vista la tipologia che di solito presenta al max un bb/spl o qspl.1 punto
-
Sono rimasto piacevolmente colpito della partecipazione e dall'entusiasmo di tutti voi, una bellissima iniziativa che consente di condividere la passione per la numismatica in modo spontaneo e aperto, senza troppi formalismi e gerarchie. E questa non è una cosa da poco. Mi sono trovato molto bene e ringrazio tutti della piacevolissima compagnia. Aspetto che qualcuno poi posti alcune delle foto che son state fatte A presto Francesco1 punto
-
Segnalo il libro di Nuccio D'Anna, pubblicato da Edizioni Solfanelli, dal titolo Le radici sacre della monetazione Per informazioni: http://www.edizionisolfanelli.it/leradicisacredellamonetazione.htm1 punto
-
Se io vado in aeroporto e chiedo di registrarmi invece che fare il check in nessuno mi capirebbe. Così come a molti stranieri piacerebbe chiamare la pizza nella loro lingua ....ma non esiste una traduzione. Quindi il check in si chiama check in, la pizza si chiama pizza, la slab si chiama slab. Le nostre preferenze non contano.1 punto
-
Al compleanno della discussione non potevo non postare un esemplare Filippo II al R/ finale di legenda tre pallini disposti in triangolo.1 punto
-
Buona serata riprendiamo il nostro viaggio tra le "meteore". Durante il dogato di Pasquale Cicogna (1585 - 1595) veniva coniata una piccola monetina in argento, da annoverarsi tra quelle denominate "gazzette". L'anno di emissione pare sia stato il 1587 (pare perché manca la determinazione ufficiale e ci si deve rifare a memorie di zecca); Il suo controvalore era di 2 soldi. Sebbene sia stata emessa anche sotto il doge successivo, Marino Grimani, questa è estremamente rara (R5), indice del fatto che se ne coniarono proprio poche, oppure ritirate in maniera massiccia. Quella a nome del Cicogna sono invece comuni; queste le caratteristiche: Arg. titolo 0,948 - gr. 4,54 - diam. mm. 15 D/ ° PASC ° CICON ° DVX ° S ° M ° V ° - S. Marco stante verso destra porge il vessillo al doge inginocchiato R/ IVSTINA ° VIRGO ° - S. Giustina stante di fronte con libro nella mano sinistra e palma nella mano destra, pugnale nel petto. saluti luciano1 punto
-
Riprendo .... Sempre il Papadopoli, scrive che la stessa monetina viene anche emessa sotto i dogati successivi di Francesco Foscari, Pasquale Malipiero, Cristoforo Moro e qualche altro ..... in ogni caso anche a nome di questi dogi, se ne conosce uno o due esemplari. A lato di ciascuna, prudentemente, il Papadopoli scrive: Piccolo o bagattino per il Friuli (?) Sorgono spontanee le domande: 1) monete circolate o prove? 2) se sono monete circolate, perché ce ne sono così poche note? 3) se sono delle prove, perché le hanno reiterate sotto tanti dogi? Personalmente non so dare una risposta. Forse l'ipotesi del Papadopoli è fuorviante. Riguardo alla mancanza di una moneta specifica per il Friuli, ho una idea tutta mia. Il Friuli era una zona depressa; altamente conflittuale (c'erano continue faide tra nobili "imperiali" e "marcheschi" ed il popolo era in balia di queste fazioni; era una zona ad alto rischio invasione da parte dei turchi e degli Asburgo. Nonostante questi problemi, Venezia la considerò sempre, fin dalll'origine, una entità autonoma, una "regione a statuto speciale" ante litteram; tant'è che confermò, pur limitandolo, l'ancestrale parlamento di cui il Friuli si era dotato fina dal XII secolo. Pensate che lo abolì Napoleone! Ebbene, con queste premesse, credo che Venezia non ravvisò alcuna necessità di "accontentare" il Friuli con una moneta "piaciona", magari con l'immagine di qualche Santo patrono, come fece per altre comunità. In Friuli correva la medesima moneta che correva nel Dominio. saluti luciano1 punto
-
Buona serata Non si può parlare di "meteore" senza citare il gruppo di monete coniate sotto il dogato del Doge Niccolò Tron, che riportano il suo ritratto. Non vorrei però ripetermi, perché in proposito c'è già un mio pezzo. http://numismaticamente.it/collezionismo-numismatico/i-signori-tiranni-si-mettono-in-medalia-e-non-i-cavi-de-repubblica Ma dello stesso doge c'è il soldino, moneta particolare e unica, che non presenta la legenda al rovescio. Questo è un "assist" per @gigetto13 .... saluti luciano1 punto
-
Buona serata Altra meteora veneziana può considerarsi il "Mezzanino" coniato sotto il dogato di Andrea Dandolo (1343 -1354). Malauguratamente i documenti di zecca di questo periodo sono andati persi e non ci sono note le motivazioni tecniche che ne hanno decretato la nascita; sappiamo però, da altre memorie presenti in diversi documenti, che l'anno di emissione fu il 1346 o il 1347. Il Papadopoli nel tomo I° della sua opera "Le Monete di Venezia" scrive di aver trovato in un manoscritto intitolato "Eletioni, Deliberationi, Decreti etc, etc." la seguente annotazione: " …. Nell'anno 1346 il doge Andrea Dandolo fece battere una moneta che si chiamava mezzanino e valeva 16 piccoli". Altre due cronache, la prima attribuita a Daniele Barbaro e l'altra chiamata "Bemba", raccontano che nell'anno 1347 fu decretata la coniazione di due sorta di monete e cioè mezzanini e soldini. Ai fini bibliografici e collezionisti, il mezzanino coniato sotto il dogato di Andrea Dandolo, viene definito del "II° tipo" o "di nuovo tipo", affinché non venga confuso con quello coniato sotto Francesco Dandolo. (vedasi quello postato da ak72) Ma per quale motivo si decise di riconiare il mezzanino modificando le sue caratteristiche iconografiche e ponderali? Venezia attraversava un periodo burrascoso e di grandi sventure; la partecipazione alla inutile crociata indetta da Clemente VI, un violento terremoto che fece crollare non poche infrastrutture cittadine, la peste del 1348 nella quale perirono i 3/5 della popolazione e l'inizio della guerra contro Genova, prosciugarono le finanze. C'era bisogno di recuperare risorse in ogni modo e la zecca doveva adeguarsi a questa esigenza; quindi: ridistribuire i lavori delle maestranze, eliminare gli sprechi, favorire la consegna del metallo in zecca da parte dei mercanti e non ultimo, coniare nuove monete che facessero guadagnare di più. Ecco allora il nuovo mezzanino con le nuove impronte (così da non confonderlo con quello precedentemente emesso sotto Francesco Dandolo) con le seguenti nuove caratteristiche: Argento titolo 0,965 di grammi 0,802; il precedente era di Argento titolo 0,780 di grammi 1,242. Basta fare due conti, moltiplicando il peso di ciascuna moneta per il titolo d'argento e si scopre che tra il mezzanino del I° tipo e quello del II° tipo, la quantità d'argento impiegato era inferiore di circa il 20% ..... e lo Stato guadagnava. saluti luciano1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?