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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/03/18 in tutte le aree
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Approfitto per ringraziare già in questa sede alcuni miei "fidati interlocutori" (più che altro davvero degli amici che mi hanno accompagnato nella stesura del mio nuovo Manuale, che a breve, questione di giorni, sarà disponibile) @gennydbmoney, @Rocco68 @demonetis, loro hanno capito di cosa si tratta questa nuova classificazione delle monete borboniche. A tal proposito vorrei aggiungere che considerato il lungo periodo di regno di Ferdinando IV di Borbone è proprio con questo sovrano che si avranno varietà di coni davvero infinite, ma che sono tuttavia e faticosamente riuscito a circoscrivere; questo è dovuto al lungo periodo con l'avvicendarsi di innumerevoli ufficiali diversi in zecca. Mi hanno fatto "penare" le monete di Ferdinando IV di Borbone, quelle di basso taglio, sprovviste di lettere identificative al rovescio, per intenderci i 9 cavalli, il 6 cavalli, il 4 e il 3 cavalli, ma anche qui gli ufficiali non potevano non lasciare una firma, un dettaglio per l'avvenuta variazione. Ecco come vedrete classificati, ad esempio, i 9 cavalli.... adesso faccio felice @gennydbmoney e @Rocco686 punti
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richiedo gentilmente classificazione e valutazione della seguente moneta. Materiale: Carta e matita Diametro: 8 cm (!) Peso: n.d. che bello avere una nipotina di 9 anni che a tua insaputa inserisce un bel didramma metapontino nel suo bigliettino di auguri per Pasqua5 punti
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Buonasera proseguendo la difficile tipologica di questo papa vi presento questo 50 baiocchi II° tipo per nulla male spero riusciate ad apprezzare moneta e soprattutto patina da queste foto un saluto marco5 punti
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Ciao Mario, @dabbene, stamane ho avuto un pò di tempo a disposizione, di conseguenza presento, a volo d'uccello, quello che sarà la mia relazione. Come da titolo, sarà incentrata sulle variazioni di conio che si rilevano sulle monete borboniche di Carlo e Ferdinando di Borbone; in pratica ha inizio proprio con l’instaurarsi della dinastia dei Borbone nella città di Napoli. Queste variazioni sono analizzate in concomitanza della successione, in zecca, delle cariche degli ufficiali che vi operarono. Le monete vengono, di conseguenza, osservate, approfondite e studiate tenendo conto dell’avvicendamento di queste persone e cronologicamente rappresentate, se modificate, con l’attinente paternità dei/del coni/conio (individuali) abbinati al personaggio in attività. Vedremo quindi, queste monete, in un ordine fino ad oggi, ancora mai (scientificamente) osservato, ma che, a mio parere, segue un ben precisa classificazione; in sostanza una chiara e limpida novità. Il percorso terminerà nel 1805 il cui anno segnerà la fine dell’apposizione delle sigle sulle monete, eccezione fatta per il 40 Franchi di Gioacchino Murat del 1810 (sigle N.M.) e della medaglia per l’Istituto Salesiano (firmata dal Rega), riprese poi con Francesco II di Borbone nel 1860 e la parentesi Cariello, con le sigle A.C. sui 10 Tornesi del 1847. Dal periodo successivo, a causa della mancata apposizione di lettere sull’oggetto metallico, si apre la fase dell’anonimato, e questo accade in concomitanza dell’occupazione francese quando in zecca il Rega, il Morghen e l’Anaud (Michele) furono gli incisori ufficiali sotto questo periodo. Le monete però, a differenza del passato, iniziano a rivelarsi con dei contrassegni posizionati al dritto (con Ferdinando di Borbone) nel punto dove prima veniva allocata la lettera e/o le lettere) e durante il periodo dei Napoleonidi, ad esclusione della monetazione decimale che né fu priva, questi marchi comparvero soprattutto al rovescio. Il percorso accaduto alle monete non sarà breve, ma se avremo tempo, potremmo anche prolungarci sull’analisi di questi simboli che vennero apposti fino alla fine dei Borbone, con Francesco II e che secondo un mio parere (poichè la documentazione è assente) identificavano proprio la mano incisoria dei nuovi coni. Devo ricordare, anzitempo, che non sempre ho potuto appurare con certezza definitiva alcuni coni, e questo soprattutto nei casi di omonimia della sigle, in pratica quando le sigle tra padre e figlio non subivano alquanto una modifica, come il caso dei De Gennaro (incisori) e Maria Mazzara (mastri di zecca), ma hanno lasciato altri elementi ( da me studiati) per la loro identificazione. Per degli esempi posso già, anticipatamente, proporre alcune classificazioni (con una nuova veste) a riguardo.5 punti
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Approfittando del giorno di ferie ho fatto un giro in banca e tirato fuori dalla cassetta di sicurezza alcuni scudi, e rifotografati dopo alcuni anni di 'stagionatura' Ripropongo i due 5 Lire di Venezia 1848, entrambi ex Rauch. Quando li ho presi (Asta del 2009) erano leggermente patinati, adesso la patina si è intensificata. I fondi sono praticamente a specchio, come spesso succede su queste monete quando non sono circolate. Foto dedicate al @ilnumismatico che so apprezza questi moduli3 punti
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Nasce da un gruppo di appassionati della storia romana e di #Traiano, studiosi di numismatica e professori universitari la prima pubblicazione interamente dedicata all'Imperatore Marco Ulpio Nerva Traiano, un'impresa letteraria unica nel suo genere. Gli autori, Laura Audino, Patrizia Calabria, Paolo Calicchio, Claudio Impiglia e Umberto Moruzzi, che hanno volontariamente devoluto i loro proventi e diritti alle future imprese della Pro Loco di #Fiumicino. L’associazione locale di interesse pubblico, senza fini di lucro, è tra l’altro la promotrice della raccolta fondi che ha portato all'acquisto della rara moneta recante sul retro il porto esagonale di Traiano a Fiumicino. L’iniziativa e la pubblicazione stessa sono patrocinate dalla Città di Assessorato ai Servizi Sociali, Salute, Sport e Infanzia - Comune Fiumicinoo e dalla Regione Lazio. Gli autori hanno voluto ricostruire le imprese e la storia dell'Optimus Princeps attraverso le monete coniate dalla sua proclamazione come imperatore nel 98 d.C. fino al 117, anno della sua morte, fonti non sempre attentamente considerate. Sono infatti ben 379 le emissioni monetali raffiguranti le sue gesta, le sue opere architettoniche, la sua politica di conquista, le sue qualità umane, le virtù morali, militari e amministrative e la sua famiglia, a partire dalle quali gli autori di questo volume ci offrono un quadro dettagliato del Princeps. Delle magnifiche imprese di Traiano non ci sono testimonianze storiche dirette di autori antichi, se non il panegirico di Plinio il Giovane, suo contemporaneo, e l'opera di Cassio Dione, "Historia Romana”, scritta più di un secolo dopo, di cui sono conservati solo pochi frammenti. Il volume, prezioso manuale rivolto a tutti con particolare riguardo agli appassionati di storia romana e di numismatica antica, partendo dal problema delle fonti storiche, approfondisce l’epoca del grande imperatore, il suo essere cittadino tra i cittadini ed il suo rispetto per lo Stato e le istituzioni. I primi capitoli del libro sono dedicati alla figura di Traiano relativamente all'aspetto storico e dinastico e ai trent’anni che precedono la sua elezione ad Imperatore, avvenuta, per la prima volta nella storia, per decisione senatoria congiunta all’acclamazione militare e non per tradizione dinastica. La particolarità dell'imperatore Traiano deriva anche dalle sue origini iberiche: nativo di Italica, nei pressi dell’odierna Siviglia, fu il primo imperatore romano proveniente da una provincia. L’analisi affronta poi, attraverso le monete, l’aspetto iconografico ed epigrafico. Dalla lettura di questi aspetti si comprende quanto la moneta fosse lo strumento propagandistico d'eccellenza, il simbolo del potere e della forza di un impero, veicolo di notizie, imprese eroiche e vittorie militari. Dell’Imperatore spicca la sua liberalità, la politica popolare finalizzata al consenso attraverso importanti azioni politiche, uniche nel suo genere, come l'introduzione dell'obbligo per la classe senatoria di avere almeno un terzo del capitale investito in Italia o anche il programma degli alimenta con i quali si sosteneva la produzione agricola e l'assistenza agli orfani. Si parla anche del rapporto speciale dell'Imperatore con l'esercito, sempre al fianco delle sue truppe, e delle conquiste di Traiano in #Dacia, corrispondente grossomodo all'attuale territorio della #Romania e della #Moldavia, e in Arabia fino alla Parthia. L’analisi prosegue con la descrizione della moltitudine di opere pubbliche realizzate, costruite con lungimiranza per il miglioramento dei commerci e la messa in sicurezza dei collegamenti, alcune delle quali realizzate con la collaborazione di Apollodoro di Damasco, genio dell'antichità. A lui si attribuiscono infatti le opere principali di architettura tra cui il Foro di Traiano, la #ColonnaTraiana, il #PortodiFiumicino o il Ponte sul Danubio. Di tali opere nel libro si possono trovare approfondimenti specifici dal punto di vista storico e architettonico. Nel volume è posta particolare attenzione alla figura di Traiano quale costruttore di Porti tra cui, #Civitavecchia, #Ancona, #Terracina e Fiumicino. Quest'ultimo è raffigurato proprio su alcuni rari sesterzi, uno dei quali è stato acquistato attraverso un'operazione di crowdfunding e messo a disposizione della collettività, quale simbolo dell’illustre passato della zona e auspicio di un futuro destinato alla riscoperta della storia locale. La moneta, attraverso un’operazione senza precedenti, grazie all'impegno collettivo e alla solidarietà culturale, è giunta, dopo poco più di 1900 anni dalla sua coniazione, nel luogo che rappresentava. All’Oasi di Porto, Via Portuense 2264, alle ore 9 del 4 aprile sarà mostrato ad una rappresentanza delle scuole primarie del Comune di Fiumicino e oggetto di una breve lezione del numismatico Luca Alagna. Seguirà alle ore 11,30 la presentazione alle autorità e personalità della zona, unitamente alla pubblicazione. Il sesterzio, resterà poi a disposizione del Territorio e dei suoi abitanti, a ricordo della monumentale opera architettonica auspicata dall'Imperatore Traiano. Il libro “Traiano L'Ottimo Principe”, di 100 pagine a colori, frutto della ricerca di stimati professionisti e studiosi, narra le gesta di un uomo, di un generale, di un imperatore di grande spessore, degno di essere ricordato e riscoperto. Il volume, voluto fortemente dalla Pro Loco di Fiumicino (edizioni Espera, www.edizioniespera.com), disponibile al costo di 29 euro, quindi è anche l’occasione di una ulteriore raccolta fondi per altre iniziative socio-culturali. Fernanda De Nitto questo cio che ci ha lasciato scritto il signor moruzzi dalla sua pagina facebook,condivido anche qui con voi la bella descrizione che ne fa del libro e dell iniziativa..3 punti
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INTRODUZIONE Julius Popper fu un ingegnere e avventuriero nato il 15 dicembre 1857 a Bucarest. La sua storia è poco nota, eccetto che in Romania dov'è considerato un personaggio importante, nonostante pur essendo stato rumeno madrelingua non lo fu mai come cittadino: all'epoca la Romania faceva ancora parte dell'Impero Ottomano e in seguito la cittadinanza della Romania indipendente gli venne rifiutata. Partito per la Francia a 17 anni, Popper si laureò in ingengneria e fece studi supplementari anche in fisica, chimica, meteorologia, geologia, geografia ed etnografia. Era anche molto portato per le lingue ed oltre al rumeno parlava fluentemente tedesco, yiddish, inglese, spagnolo, portoghese e francese. Dopo la laurea si mise a viaggiare per mezzo mondo e nel 1885, mentre si trovava in Brasile, gli arrivò la notizia della scoperta di giacimenti d'oro nella Terra del Fuoco (l'estremo sud del continente sudamericano), zona all'epoca poco esplorata e selvaggia. Preso dalla "febbre dell'oro" andò a Buenos Aires e allacciò relazioni con uomini politici e d'affari argentini, proponendogli un progetto per l'esplorazione e la successiva colonizzazione della Terra del Fuoco. Popper organizzò una spedizione preliminare e nel settembre 1886 salpò per l'isola principale dell'arcipelago della Terra del Fuoco, insieme ad alcuni collaboratori e materiale vario per la ricerca scientifica, armi e cavalli. Le sue esplorazioni e ricerche ebbero una grande eco in Argentina: Popper confermò la presenza dell'oro e concluse che: "Tenendo conto del carattere generale del paese (Terra del Fuoco), sono incline a credere che il suo futuro sia rappresentato da due importanti industrie. La prima, la più produttiva, è lo sfruttamento dei giacimenti auriferi e servirà per introdurre la seconda, più positiva e fertile, che è l'allevamento ovino". Ottenute le concessioni minerarie per le terre scoperte Popper approdò alla fine del 1887 nella baia di San Sebastian. In questa regione molto ostile e ventosa costruì gli impianti di estrazione e lavorazione dell'oro e varie infrastrutture per una grande comunità: a questa colonia diede il nome di "El Páramo", dove nei primi tempi lavoravano 540 persone, a cui poi se ne aggiunsero molte altre. Ben presto, attratta delle sue gesta, arrivò a El Páramo un'ondata di avventurieri, marinai, disertori e fuggitivi vari, provenienti quasi tutti dal Cile: per proteggere la sua attività Popper reclutò nel 1888 un esercito di mercenari europei le cui uniformi vennero copiate da quelle prussiane. In seguito Popper espanse l'attività fondando altre colonie, come Beta, Cullen e Carmen Sylva , si mise ad esplorare le zone dell'isola ancora sconosciute ed entrò sempre più spesso in conflitto con cercatori d'oro e avventurieri cileni che attaccavano i suoi stabilimenti nel tentativo di rubare l'oro, ingaggiando vere e proprie battaglie. Popper viene spesso descritto come il responsabile del genocidio degli idigeni fuegini con cui venne a contatto durante le sue esplorazioni, ma in realtà fu più probabilmente un comodo capro espiatorio con cui i dirigenti argentini, anche prima del suo arrivo nella Terra del Fuoco, coprivano la pianificazione e l'attuazione dello sterminio delle popolazioni locali. Venne trovato morto il 6 giugno 1893 nella sua casa a Buenos Aires, mentre pianificava un'esplorazione dell'Antartide; il medico che effettuò l'autopsia stabilì la causa in un arresto cardiaco. LE MONETE DI JULIUS POPPER Nel 1889, durante la sua permanenza nella Terra del Fuoco, Popper riuscì ad ottenere dal governo argentino vari privilegi fra cui quello di battere moneta ed emettere francobolli, anche se questo a lungo andare gli costò l'ostilità dei governatori locali, ostilità che contribuì alla sua cattiva fama di sterminatore d'indigeni. Prima di sua iniziativa e poi con l'autorizzazione del governo coniò una moneta d'oro, il Popper, in due tagli denominati in grammi d'oro: la 1 grammo (12,5 - 13 mm, 86.4% oro 13.2% argento) e la 5 grammi (17,5 - 17 mm, stesso titolo della 1). Secondo alcune fonti 1.000 pezzi della 5 grammi e circa 5.000 pezzi della 1 grammo furono prodotti in una zecca rudimentale ad El Páramo, mentre alla zecca di Buenos Aires ne furono ricavate altre da circa 175 kg d'oro. In una lettera del 1892 a Don Bartolomé Mitre y Vedia, Popper scrisse: "[...] Ho battuto queste monete d'oro a causa della mancanza di comunicazioni regolari tra la Terra del Fuoco e la capitale della Repubblica, le frequenti fluttuazioni del tasso di cambio monetario e la necessità di evitare l'inconveniente di manipolare polvere e pepite di questo metallo. " (francobollo da 10 centesimi in oro)2 punti
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Titolo Evento: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini Categoria: Eventi culturali Data Evento: 05/06/2018 00:00 L'Associazione Culturale Quelli del Cordusio PRESENTA " La Prof. Lucia Travaini ( Dipartimento di Studi Storici, Università degli Studi di Milano ) racconterà venti anni del suo insegnamento di numismatica alla Statale " L'evento si terrà all'Hotel Galles, Piazza Lima 2, Milano ( fermata MM1 Lima ), in Sala Milano, dalle ore 18,30 alle 21,30 di martedì 5 giugno 2018 Link al calendario: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini2 punti
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Presa la bellezza di 10 anni fa su ebay, corredata da foto ovviamente pessime e pagata la bellezza di 300€... oggi le ho fatto prendere un pò d'aria dalla cassetta di sicurezza in banca e rifotografata, la patina è nettamente migliorata... che ve ne pare? @ilnumismatico , che ne pensi?2 punti
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Caro Pietro @Rex Neap so quanto ti è costata la stesura di quest'opera; di quanti ostacoli hai dovuto superare - in particolare l'indolenza di alcune persone (tu sai a chi mi riferisco) - ma alla fine ce l'hai fatta. E questo non può che farti onore. Non vedo l'ora di leggere il tuo manuale ricchissimo di immagini e, soprattutto, rivoluzionario. Spero un giorno di incontrarti per stringerti finalmente la mano! Ad maiora!2 punti
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Moneta ripassata al bulino. Oltretutto chi ha fatto il lavoro, probabilmente non era all altezza ( a parer mio), vedasi la poca naturalezza dei rilievi ed i segni lasciati... a quel prezzo, secondo me puoi trovare di meglio... skuby2 punti
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A tal riguardo, la famosa frase del cammello nella cruna dell'ago : E’ più facile infatti per un cammello passare per la cruna d’un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio! (Luca 18:25). è un colossale errore di traduzione di "kamilos" nel testo greco, con "kamelos" latino . Perchè questa parola in greco, ha un significato differente, poichè "kamilos" indica una grossa fune o una gomena di nave , non un cammello. Il che ci rende più chiaro quello che voleva dire Gesù....2 punti
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Concordo, le scritture sono state mal tradotte ma utilizzate così per secoli. Ultima che ho avuto modo di conoscere è stata la parte in cui Gesù dice a Maria di Magdala, " non toccarmi ......" , tradotta giustamente ora in " non mi trattenere dal andare al padre mio..." Percui in molti dipinti Gesù era nell azione di ritrarsi. Mentre ora non si esclude che la Maddalena abbia potuto toccare il Cristo, gettandosi ai suoi piedi. Roberto2 punti
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Richard Hobbs del BMha confermato che dal 23 aprile sarà esposto al pubblico il controverso denario di Giulia Domna proveniente dalla art gallery della Yale University e ritrovato in Siria negli scavi degli anni 30 dello scorso secolo. Moneta interessante e assolutamente controversa.2 punti
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Ciao Emilio, guardando L immagine stavo per essere ipnotizzato...? Ciao skuby2 punti
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La presenza degli appassionati che ci seguono e aspettano i nostri eventi.. Qui poi, mancare sarebbe quasi come perdere un evento storico...2 punti
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Ecco l'indice...c'è da abbuffarsi, peggio di Pasqua e Pasquetta messi assieme https://rua.ua.es/dspace/bitstream/10045/73774/1/2017_Canto-Garcia_etal_XV-CIN.pdf2 punti
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Ovviamente dopo il primo soldino del 2° tipo di Contarini senza sigla dello zecchiere finito nelle mani di un nostro caro amico, non potevo lasciarmi scappare un altro esemplare della tipologia e questo sì che è falso con pochi dubbi. Notate le lettere "tremolanti" della leggenda al dritto e se anche dalla foto non si vede tra la A e la N di Andrea c'è un bel puntino. Al rovescio la x di stacco fra S.MARCVS e VENETI. Peso gr. 0,51che è in linea con il peso teorico. Ma come potete notare soffre di un abbondante tosatura e pertanto alla nascita era almeno il 10% in più ( misura 14 mm.). Per confronto un esemplare corretto della tipologia1 punto
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Grazie doc! Queste me le ricordo benissimo quando le prendesti! Rinomata asta tedesca, e ricordo benissimo come il primo tipo avesse già allora una delicatissima patina, che ancora si intravede con il suo color prugna in particolare tra i rilievi della criniera del leone. Questa faccia in particolare mi piace veramente molto per le tonalità della patina. Sul secondo tipo il dettaglio del bassorilievo col leone "esce fuori" davvero prepotentemente! Notevoli esemplari, e non solo per la conservazione, ma anche e soprattutto anche per i difetti di conio praticamente assenti (specie sul secondo tipo!!) Gioiellini davvero... ed il marengo ti si è anche poco poco poco patinato? ricordo che era già rossiccio quando lo prendesti... o mi sbaglio con un'altra? Solo ora ho letto il tuo post... ed ho trovato le conferme dei miei ricordi... Pensa quanto queste foto mi abbiano rapito... e quanto profondamente mi fossero rimasti impressi questi scudi nei ricordi...1 punto
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Se non collezioni magari potresti donarla ad un tuo amico che colleziona euro, ne sarà sicuramente felice. È pure in ottima conservazione, bel pezzo!1 punto
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Se il post non è adatto in questa sezione chiedo scusa al curatore Legio II Italica , che puo' provvedere a spostarlo o sopprimere. Solo una premessa a quello che in questi giorni a carattere mondiale sta succedendo nell'ambito del commercio tra nazioni. Credo che come 2000 anni fa anche oggi il commercio non tratta solo di scambi di merci , ma persone di popoli diversi che si incontrano parlano ciascuno la lingua dell'altro, si scambiano pratiche culturali imparano le reciproche tradizioni.Il mondo diventa piu collegato quando c'è il commercio. Con l'espansione dell'Impero romano nel Medio Oriente, durante il II secolo a.C., i romani raggiunsero la capacità di sviluppare i trasporti marittimi e il commercio nell'Oceano Indiano. Parecchi Romani probabilmente viaggiarono fino all'Estremo Oriente con navi romane, indiane o cinesi. Nel 166 d.c. alcuni mercanti romani giunsero in Cina, il loro nome si è perso nella storia per 2 anni viaggiarono attraversando oceani e montagne diretti dopo l'India verso un paese che hanno sentito solo parlarne. Giunti la vengono accolti dall'imperatore , ma questi non rivelo' ad essi il segreto della seta, infatti nessun tessitore cinese poteva condividere il segreto agli stranieri e questo rimane custodito per circa 3000 anni. Presto si sviluppò un intenso commercio con l'impero romano, confermato dall'infatuazione dei romani per la seta cinese che dal I secolo arrivava a Roma attraverso i Parti, anche se i romani credevano che la seta fosse ottenuta dalle piante. Da (Plinio il Vecchio, Historia naturalis, vi.54) « primi sono gli uomini conosciuti come Seri, famosi per il filato ottenuto dalle foreste; dopo averle macerate in acqua estraggono la parte bianca dalle foglie… Molta gente è impiegata e molto lontana è la regione da cui proviene per permettere alle matrone di indossare in pubblico vesti trasparenti. » Da (Lucio Anneo Seneca, De beneficiis, vii.9.5) « Vedo vesti di seta, se possono essere definite vesti robe che non nascondono il corpo, nemmeno le parti intime… » Il Senato romano, per motivi economici e morali, emise invano parecchi editti per proibire gli indumenti di seta. L'importazione di seta cinese causò enormi uscite di oro e le vesti di seta venivano considerate decadenti e immorali. Il costo della seta ai romani costava 3 miliardi di euro all'anno , naturalmente pagati in oro. Porgo delle domande a chi è piu esperto e studiato l'impero romano, io sono solo un lettore curioso, ma a quanti chili di oro di allora corrispondevano?. Ed erano tutte monete o anche manufatti ?. Quest'oro era quello dei popoli sottomessi ? O c'erano miniere che i romani gia sfruttavano a quei tempi?. Ecco una mappa che fa vedere il percorso in parte che affrontavano i romani :1 punto
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Attenzione, in greco sono stati scritti solo il Vangelo di Luca e di Giovanni, se non sbaglio. I Vangeli di Marco e Matteo in origine erano in aramaico.1 punto
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Sicuramente a peso riusciresti a piazzarle con facilità, dubito che possano suscitare un interesse di tipo collezionistico qui in Italia, per quanto si tratti indubbiamente di un set di grande bellezza!1 punto
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Caffè storico dell'Ottocento torinese. Qui si può anche avere un'idea della data del gettone. http://www.lacivettaditorino.it/la-tomba-di-giuseppe-gentil-barista-nellottocento-torinese/1 punto
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Ho fatto qualche ricerca su internet ma questa medaglia proprio non l'ho trovata. L'iscrizione attorno al triscele appare di sovente. Non ho trovato una traduzione certa ma risulta sempre associata al simbolo triscele-gorgone. Questa xilografia è datata 1893 ed è l'immagine più simile che ho trovato. https://it.wikipedia.org/wiki/Triscele#/media/File:La_Triquetra.jpg Solitamente questa impronta riguardante San Giorgio è accoppiata ad un rovescio diverso e molto comune e visto diverse volte in precedenza qui sul forum. Buona giornata.1 punto
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Nel materiale che abbiamo studiato e catalogato non vi sono state sostituzioni tutto appariva come in origine secondo gli elenchi riportati nel Corpus. Le sostituzioni hanno riguardato mi pare solo alcuni pezzi della monetazione di VE III. La pubblicazione è l‘arma più efficace contro queste pratiche fraudolente sia esercitate dal personale interno ai musei sia esterno ( come il caso del museo di Napolidove un numismatico straniero sostitui alcuni pezzi nel dopoguerra). Atto dovuto certamente : peccatoche senza le nostre insistenze ( credetemi ho fatto un pressing non da poco, scrivendo ed andando a parlare con i responsabili) non si sarebbe fatto ancora nulla per chissa’ quanti anni. Quindi siamo contenti del risultati come dice il proverbio ( saggezza popolare): meglio tardi che mai ...1 punto
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Ciao, allego il confronto animato per il dritto fra gli esemplari Roma e il NAC 52. ES1 punto
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Secondo me, dipende anche cosa si intende con giovani. Sotto i 20 anni penso ce ne siano pochi, almeno da quanto ho visto alle 4/5 fiere in cui sono andato, vuoi che a quell'età pochi avevamo la testa per qualcosa di storico da collezionare. Pensiamoci un po', in quanti erano già "maturi" ? Ad esempio io le tenevo sin da piccolo, ma non mi era mai interessato spenderci dei soldi o approfondire su delle monete, preferivo uscire andar a far festa ed in discoteca... poi si cresce e si cambia. Ora ho quasi 29 anni e le guardo in modo diverso, soprattutto da quando ho provato le fiere ed il forum. Poi concordo pure con @eracle62, dipende dove si abita. Abitando in un paese di 7000 persone non si trova gente più esperta che ti aiuta nella crescita o comunque che dà due dritte. Le uniche monete che si vedono sono poche, magari in edicola e con prezzi esorbitanti...quindi,magari, allontana pure i giovani.1 punto
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A volte le verità sono nascoste... E l'interpretazione e la chiave della lettura.. La numismatica straordinaria fra le scienze, ci offre nuovamente il suo saper. bussando all'intelletto, che sopito volge a noi.. Eros1 punto
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Ciao, premetto che non è la mia monetazione anche se colleziono monete estere tra cui anche la Guinea, ma solo se sono monete destinate alla circolazione. Queste che presenti sono monete coniate esclusivamente per i collezionisti, sono quindi più adatte ad essere tesaurizzate, detto questo è un set fatto più che altro per chi vuole investire. Possono anche essere a tiratura bassa, ma se non c'è un interesse concreto rimarrebbero solo in bella mostra. Il set del solo argento solitamente è proposto a 120/180 euro ma rimangono invendute, quelle in oro sono proposte ad un 25% in più dell'oro contenuto e rimangono invendute, se è la serie del 1969 ci dovrebbero essere ben 72 grammi d'oro .900. Personalmente prenderei in considerazione il solo contenuto di metallo prezioso, potresti magari maggiorarlo di un piccolo tot %,, ma forse è meglio che aspetti qualche altro parere.1 punto
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Beh dai, almeno quì la spedizione è gratis ?1 punto
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Per lo scudo di Francia vedi un peso simile in https://www.sixbid.com/browse.html?auction=4514&category=127644&lot=37001191 punto
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Buongiorno e buona Pasquetta, Condivido con voi il Mezzo Tornese 1838 con data piccola appena entrato in collezione. Non ho trovato nessun riferimento sui testi in mio possesso e non avendo il Corpus, il Pannuti e Riccio e il M.I.R. vi chiedo aiuto per una ricerca. Come gia' accennato in un post precedente la data presenta i due 8 aperti nella parte superiore e inferiore, come nei 5 Grana dello stesso anno, come se avessero usato lo stesso punzone. Vi posto la foto dei miei tre esemplari per rendervi conto delle dimensioni del millesimo. Sono molto graditi i vostri commenti.1 punto
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Per il momento ho annunciato, entriamo ora un po' di più nei dettagli, e' ovviamente per una Associazione neonata come la nostra, ma che ha già fatto tanto e ha 111 soci, motivo di grande soddisfazione e di grande onore il poter avere questo incontro/testimonianza con la Prof. Lucia Travaini, la voce più importante, conosciuta e premiata della nostra numismatica. Sara' una relazione fantastica tra numismatica nei suoi 20 anni a Milano alla Statale, libri, ricordi, momenti importanti, consigli, un incontro decisamente importante ed emozionante. Lo fa per noi e orgogliosi di questo vi chiedo già di scadenziare questo momento per noi storico con una capienza di un 50/60 posti all' Hotel Galles in Piazza Lima 2. Avendo a disposizione la sala fino alle 21,30 potremo utilizzare il dopo conferenza per la presentazione dopo Parma e Verona anche a Milano del nuovo Gazzettino con la distribuzione ai soci, un ulteriore momento di incontro per soci, simpatizzanti e amici per confronti, dialogo e prospettive, certo l'offerta aumenta e continuerà in Milano ma anche dove saremo chiamati cercando di coinvolgere sempre più tutti per renderli parte integrante e attiva nella nostra realtà associativa che vuole crescere e fare sempre di più per tutti.1 punto
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Il problema, a mio modesto avviso, è che si tratterebbe di una impresa titanica. Sono certo che un gruppo di giovani, magari guidati da un esperto del settore potrebbe anche avviare un progetto di rivisitazione. Però..vi siete mai chiesti perchè non è stato mai tentato prima, almeno in maniera esplicita? Occorrerebbero finanziamenti, patrocini autorevoli...e qui..andiamo a finire nel campo del Giurassico...nel senso che certi ambienti..male accoglierebbero un'impresa del genere, proprio perchè non originata dall'ambiente stesso...non so se riesco a spiegarmi. E il Giurassico...se non lo retribuisci adeguatamente e non lo incensi a dovere...hai voglia ad aspettare gli aggiornamenti del Corpus. Certo, romanticamente, sarebbe bello che tutti gli attori famosi del momento (in questo caso numismatici, studiosi, commercianti, collezionisti) venissero scritturati per girare questo film kolossal dal titolo "aggiornamento del Corpus"...ma ci vuole lo sponsor...e soprattutto un regista autorevole, perchè altrimenti tutti vorrebbero apparire su tutto...e invece sarebbe bello e proficuo che ogni esperto settoriale curasse la propria parte. Ma mi pare fantasia allo stato puro.... Anche il MIR per esempio potrebbe essere di grandissimo aiuto per gli aggiornamenti.....1 punto
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Forse la migliore risposta al quesito dei denari suberati è insita nel buon articolo di Pedroni del 1996: Pedroni 1996 intenzionalità di errore nei falsi repubblicani.pdf Dove viene sì confermata la notevole diffusione dei denari suberati, ma evidenzia come esistano esemplari piuttosto rozzi e chiaramente fuori di ogni officina ufficiale ed esemplari di ottimo conio, praticamente indistinguibili dalle monete ufficiali in buon argento. In questi casi il denario suberato può provenire dalle officine monetarie statali, ma la falsificazione dovrebbe essere pianificata da operai all'interno della zecca e non direttamente da autorità statali (ad es. Senato). Allego un paio di passaggi del suddetto articolo: Qui parla di conii molto simili a quelli ufficiali, ma modificati. Dal momento che i conii ufficiali dovevano essere controllati e venivano forse riposti in appositi contenitori alla fine di ogni giornata lavorativa, è più facile che a coniare i suberati con conii molto simili a quelli ufficiali dovevano essere gli operai privi di scrupoli. Sfugge un pò come la suberatura si potesse fare all'interno di una officina statale, a meno di ipotizzare una più vasta connivenza da parte dei funzionari della zecca, forte del fatto che "nessuno avrebbe mai potuto dimostrare che una moneta falsa era uscita dall'officina della zecca o essere stata realizzata con conii ufficiali e quindi incolpare le maestranze". La storia dell'uomo insegna che resta sempre forte il ricorso alla truffa (ancora adesso).... Appare ovvio che quando una simile truffa (un denario con minore contenuto di argento, quindi con minore valore intrinseco, rispetto al denario ufficiale), magari avvallata episodicamente da alte sfere politiche, assume una grossa dimensione si crea una crisi economica, per certi versi simile alla presenza di attuali titoli spazzatura o derivati. Si genera autentica preoccupazione e infatti furono promulgare varie leggi contro la falsificazione, come ad esempio la famosa "Lex Cornelia testamentaria nummaria", detta anche volgarmente "Lex de falsis", emessa da Silla nell'81 a.C. A quel tempo la dimensione dei falsi suberati era infatti particolarmente cospicua. Il fatto stesso che le autorità romane si siano preoccupate di promulgare leggi contro i falsi d'epoca, come i suberati, li dovrebbe assolvere da una responsabilità diretta sul fenomeno della suberatura. Quindi, concludendo, appare difficile che il Senato o i consoli romani abbiano scientemente voluto la vasta produzione di suberati falsi, che però molto spesso possono essere stati prodotti anche all'interno di officine ufficiali, ma ad opera di personale corrotto. Il discorso diventa più complesso e sfuggente in situazioni molto particolari e soprattutto verso la fine della Repubblica romana, quando ad emettere le serie monetali non erano responsabili solo i monetari designati con regolare elezione (triumviri monetali) ed entrati in carica ai primi di dicembre, ma i vari comandanti "imperatoriali" che potevano avere i mezzi per emettere le monete a proprio nome. Nel caso di Cornuficio mi sembra che non sia stato un semplice caso di truffa ad opera di personale all'interno della zecca di Utica, ma magari con autorizzazione dello stesso governatore sempre più a corto di mezzi.... In questo caso si dovrebbe parlare di "falsi ufficiali", anche se sembra un controsenso....1 punto
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Un ottimo regalo è uscito dall'uovo di Pasqua, il regalo confenzionato dall'Associazione a tutti gli appossianti di Numismatica.1 punto
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Ciao e Buona Pasqua di Resurrezione , spero di dare le giuste risposte.Il discepolo è Giovanni lo stesso che è ai piedi della croce con la Madonna e Maria di Magdala , e al quale Gesu affida sua Madre. Non entra nel Sepolcro per rispetto di Pietro , che è l'apostolo scelto da Gesu' dopo di Lui .Per quanto riguarda vide e credette è riferito al fatto che non ci fu bisogno di andare a tastare il lenzuolo dove era stato il corpo del Cristo.Quello che invece fa Tommaso. Il nuovo Testamento è sempre attuale anche ai giorni nostri l'uomo morto in croce è venuto a fare cose nuove, anche i discepoli ebraici e seguaci del vecchio testamento non comprendevano ,ma poi hanno iniziato a comprendere man mano che insegnavano la parola di Gesu'. Anche io ho i miei dubbi, ma ho avuto ed ho la fortuna di confrontarmi con esperti in teologia e sacerdoti alcuni di questi con profumo di santita'.1 punto
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Sempre dalla baia.. Sabina, Sestertius, Rome, AU(50-53), Bronze, RIC:1019 diademed draped bust right with hair coiled on top of head Ceres seated left on basket SABINA AVGVSTA HADRIANI AVG P P S-C Smoothed and tooled but a remarkable female portrait of fine style, in high relief.1 punto
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Lineamenti sconvolti, con quegli occhi fuori dalle orbite sicuramente attrattivi ( gulp). Roberto1 punto
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credo che il problema sia un altro. Zanirato non è un perito, né si definisce tale. Ma nessuno, fino ad ora, ne ha parlato palesemente. Eppure in varie aste si legge: periziata Zanirato; altri, più correttamente, segnano: sigillata. Il problema è di quei titolari di casa d'aste o dei commercianti che hanno le sue monete e si rapportano agli acquirenti meno esperti come se i tondelli del nostro conoscente piemontese fossero periziati. il problema sta, semmai, in questo equivoco. Lui, Zanirato, da un punto di vista della correttezza professionale e legale, è ineccepibile. altrimenti non sarebbe sul mercato da 20 anni. Giusto? Sul fatto che le sue valutazioni possano essere autorevoli a meno, in merito al grading, ognuno si faccia la propria idea, io la mia sulle sue valutazioni e su quella di altri "famosi" periti che tanto pontificano, col tempo me la sono fatta.. posso solo dire che ci sono periti che , notoriamente, hanno periziato monete false (e non mille anni fa) e periti che soprastiamo le proprie. Perché? perché devono venderle guadagnandoci il massimo, ovvio. Finiamola di raccontarci balle. per finire: a tutti piace giocare a fare i periti, ammettiamolo suvvia! non c'è da vergognarsi...siamo italiani e il titolo fa sempre effetto, su chi lo detiene, quantomeno. però prendersi la briga di comperare bustine, rivetti e sigillatrice personalizzata, è davvero, secondo me, una tristezza. con buona pace dell'idraulico o, rispettivamente, del Professore.1 punto
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Ragionamento condivisibile. Approfitto per dire che ho avuto conferme dall'Associazione Numismatica di Monaco sul fatto che la moneta commemorativa da 2 euro sarà emessa entro il primo semestre 2018 in 16.000 pezzi.1 punto
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