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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/01/18 in tutte le aree
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Antoniniano argentato di Probo ..... evidente direte voi carissimi amici @O'trebla @Xenon97 @TheWhiteFly @Traiano177 mi scuso se al momento dimentico qualcuno La questione è questa , le procedure all'epoca dell'argentatura, di certo diverse dalle odierne credo, potete aggiungere qualcosa ? invito ad una discussione e ringrazio in anticipo. Se si ha tempo e se è possibile graditissimo sarebbe un'intervento di @Massenzio4 punti
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DE GREGE EPICURI In realtà, sia Gordiano III che Massimino mostrano, sui ritratti monetari, alcune anomalie anatomiche; ma molto diverse. Gordiano III (che in effetti, nelle statue, presenta ritratti normalissimi ed è addirittura bello) sulle monete mostra una fronte molto alta e a volte decisamente sporgente. Questo fa pensare a due possibili patologie: un rachitismo (da carenza infantile di vitamina D) o un idrocefalo congenito, ipotesi molto più improbabile perchè si tratta di una patologia grave, che porta a morte o quanto meno ad un grave deficit intellettivo e neurologico. Il rachitismo invece è patologia piuttosto comune (e non credo usassero l'olio di fegato di merluzzo...) Massimino invece presenta tratti acromegalici, che sembrano accentuarsi negli anni. Si nota cioè una sporgenza esagerata del mento e del naso, che danno al volto un aspetto caricaturale e un po' "da selvaggio"; la patologia è dovuta ad un tumore dell'ipofisi, che secerne troppo ormone della crescita; a parte le anomalie del volto, produce allungamento eccessivo delle ossa, crescita esagerata delle mani e dei piedi, ecc. La patologia è progressiva, e quindi, almeno in teoria, è possibile che, nelle monete, siano stati registrati questi peggioramenti graduali; ma non mi pare che la cosa sia mai stata studiata seriamente.4 punti
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Censurate subito questo genere di notizie, perché se lo sa la mia ragazza vorrà pure un anello con diamante alieno ...... che Dio salvi il mio portafoglio .......4 punti
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Ciao Alberto. Davvero un increscioso "incidente". Concordando con Te che non è il caso di "piantare un casino", tuttavia una comunicazione all'Editore inglese e, per conoscenza, a chi gli ha affidato il catalogo per la pubblicazione, la farei. Anche solo per prendere ufficialmente le distanze da un'iniziativa che, altrimenti, qualcuno potrebbe pensare che sia stata da Te avallata. Nella comunicazione farei presente che: 1. nessuna autorizzazione era stata concessa per la pubblicazione; 2. il lavoro pubblicato è incompleto e ciò determina un danno per la reputazione scientifica dell'Autore e per l'argomento trattato, che necessitava ancora di ulteriori approfondimenti; 3. che pertanto è opportuno sospendere immediatamente le pubblicazioni, ritirando, laddove possibile, le copie già distribuite. Non andrei oltre perché non conoscendo la legislazione inglese sul diritto d'autore non saprei quali diritti si possano esercitare e vantare in un caso come questo. Se, come si suppone, l'operazione non è frutto di un "genuino" fraintendimento tra Te ed il Revisore ma vi possono essere alla base della pubblicazione motivazioni di carattere speculativo, chi ha la coscienza sporca, non appena riceverà la comunicazione, si dovrebbe attivare subito per metterci una pezza, sapendo di rischiare una rognosa potenziale grana. Saluti. Michele4 punti
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Adesso vi mostro l'entusiasmo della giornata di Parma con l'asse Nord - Sud e i momenti del pranzo emblematici.. Io e @Rex Neap Qui con il mitico @dabbene @Rex Neap @parpaiola Niko, Sesino e gli altri amici E il resto della combriccola con @incuso4 punti
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Personaggio abbastanza controverso, non credo che riusciremmo a stabilire se siano maggiori le cose positive o negative da lui fatte, andrebbero messe su di una bilancia ed avremmo una risposta. Amava il ceto basso del popolo? Oppure odiava i signorotti... Molto permaloso tanto da scatenare guerre? Oppure molto nazionalista e difendeva la sua Russia? .... Definito Gendarme d'Europa, oppure solo influenzato e pilotato dall'amico ambasciatore austriaco a San Pietroburgo, il conte Karl Ludwig von Ficquelmont. Questa moneta a ricordo di quando nel 1831, il parlamento polacco depose lo Zar da re di Polonia, Nicola di conseguenza inviò le truppe russe e riuscì a reprimere la ribellione, abrogò la costituzione polacca e ridusse la Polonia a provincia russa. 10 zlot polacchi o 1,5 rubli del 1836 coniato nella zecca di Varsavia @Brios, sarebbe piacevole sapere che ne pensi4 punti
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L’ipotesi della “pila” di Bagdad mi sembra alquanto fantascientifica! Non vi erano all’epoca le conoscenze necessarie per poter costruire ed utilizzare un sistema galvanico. Erano però attestate altre conoscenze come la pneumatica e la meccanica e forse indagherei su queste prima di tutto. riguardo invece l’argentatura delle monete in antichità è bene distinguere tra monete in mistura (dove si parla correttamente di argentatura) e suberati dove invece il tondello di ferro o rame era ricoperto solitamente di argento, oro o raramente di rame (conosciamo sesterzi con anima di ferro e lamina esterna di rame). Nel caso degli antoniniani questi erano prodotti con una lega binaria di argento e rame. Nella fase più recente la percentuale di argento scende fino al 5%. Per rendere l’aspetto esteriore simile alle monete di buon argento si è sempre usata la tecnica detta di “imbianchitura” dove la moneta, surriscaldata fine al colore rosso del metallo, veniva immersa in una soluzione acida composta talvolta anche da urina. Il calore porta l’argento in superficie, ossida le particelle superficiali di rame. La soluzione acida asporta il rame ossidato a contatto con lossigeno lasciando il posto esclusivamente alle particelle di argento che, apparentemente, ricoprono l’intero tondello. Immediatamente dopo, il tondello appare assai poroso per via dell’ asportazione del rame ma, per effetto della coniazione, esso verrà appianato mostrando la sua argentatura lucente.3 punti
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Lo so...lo so, ecco perchè ti ho citato....apprezzo molto il tuo metodo di collezionare le Napoli, sei davvero in gamba e ti faccio i complimenti. La bellezza è sempre "relativa" l'omogeneità per una collezione di Napoletane e tutt'altra cosa. Quando avrai finito posso mettermi a tua completa disposizione....e se lo vorrai, per una pubblicazione su carta della tua collezione...diciamo un piccolo volumetto dove potremmo raccoglierle tutte e con le relative immagini e descrizioni, falsi acclusi. Pensaci...... non sarebbe una cattiva idea. P.M.3 punti
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Buongiorno, vi sto seguendo con molto interesse ma senza intervenire, per la poca conoscenza che ho a riguardo; Vorrei solo portarvi un piccolissimo contributo, un'esperienza personale riguardo l'usura che una moneta può avere per cattiva conservazione pur senza circolare. Da tre mesi conduco un piccolo esperimento -a basso budget- per simulare l'usura di una moneta d'argento non circolata ma mal tenuta con altre monete. Una 10 lire in italma (materiale molto "morbido", paragonabile all'argento) è ospite fissa del mio borsellino, ovviamente pieno di monete ben più pesanti (che nel nostro esempio possono simboleggiare sia delle monete d'oro del borsellino di un aristocratico che del comune rame) All'inizio dell'esperimento la 10 lire dell'80 era intonsa, (questi millesimi hanno passato la vita in un cassetto), non certo fior di conio, ma nemmeno usurata. Ho avuto l'accortezza di evitare di maneggiarla in questo periodo. Era solo "un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro". Oltre agli ovvi graffi, abbondantissimi sul bordo e sui rilievi più alti, oggi si vedono, e all'inizio non pensavo, segni evidenti di vera consunzione, usura da circolazione (in particolare sulle punte delle spighe) in soli tre mesi la moneta è passata da uno SPL+/qFDC a qBB, mi sembra quindi possibilissimo che una grossa moneta d'argento, mal conservata in un borsellino od in un sacchetto, possa dopo anche solo pochi anni, riportare segni di usura ben peggiori (considerato poi che i suoi bellissimi rilievi sono ben più alti di quelli delle umili spighe di questo pezzo) continuo a leggervi con interesse, saluti, Stefano3 punti
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Bella moneta, ben leggibile e ancora completamente argentata. Per la catalogazione io direi... Probo Marco Aurelio Probo (in latino: Marcus Aurelius Probus) Sirmio, 19 agosto 232 - Sirmio, 282. In carica dal 276 al settembre/ottobre 282. D/IMP CM AVR PROBVS AVG, bust radiate and draped R/PROVIDEN DEOR, Providentia standing right holding two ensigns and facing Sol standing left holding globe, right hand raised Mintmark: KA dot gamma dot Center: star Mint: Serdica Reference: RIC V-2 Serdica 845 Rarity: common Ho anch'io qualche antoniniano ed una tetradracma, ma le conservazioni sono lontane da quelle di questa moneta. Ne ho comunque una che mi piace molto nonostante tutto... E dovrebbe essere RIC V-2 Ticinum 493 o 494, io non riesco a capire se sia: IMP CM AVR PROBVS AVG CONS III o IIII anche se mi pare III. Ciao! TWF3 punti
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Ci sono oggettive difficoltà per un intervento più incisivo. Mancano prove più circostanziali e non credo ci sia obbligo di una sorta di contratto per una pubblicazione. E' anche vero che l'editore non ha nessuna mia autorizzazione e ha ricevuto da terzi il mio file utilizzato per la stampa, ma non mi va di piantare grane e pure all'estero.... Comunque questa esperienza mi ha fatto meditare sui rischi che si corrono con l'enorme potenzialità dell'internet. Ora in pratica basta un allegato o una chiavetta per tirare giù un opuscolo o un libro, anche in spregio della proprietà intellettuale (qui c'è almeno il mio nome). Poi c'è la stampa digitale che costa poco, specialmente se non devi affrontare una buona rilegatura. Credo che per stampare un opuscolo, anche se in buona carta, di 25 pagine si richiede un costo intorno a 5 sterline (o anche meno) e lo rivendono sulle 20 sterline e quindi c'è il profitto, che va unicamente all'editore. Per confronto un bel volumetto come quello su Q. Cornuficius, in italiano e con esteso riassunto in inglese (corretto grazie alla cortese collaborazione di Andrew Burnett, massimo studioso di monete romane e già direttore del medagliere del British Museum), con buona rilegatura in cartoncino nero di 80 pagine, sempre a colori, con maggiore costo per l'editore che deve appoggiarsi a una officina tipografica, viene venduto a 15 euro. E' un grosso sacrificio per l'editore (Editrice Diana), considerando anche che l'opera è rivolta a una nicchia molto ristretta di lettori, ovviamente con poche copie vendute (e tutte le copie che ricevo in omaggio come autore, una decina, più eventuali ulteriori copie a prezzo di costo, vengono regalate a diretti collaboratori e ai musei che hanno inviato le loro immagini più le principali biblioteche). Io personalmente non guadagno proprio nulla e anzi ci rimetto, considerando che alcune immagini da musei le devo pagare per riceverle e le spese di spedizione delle copie in omaggio. Ma a me sta bene, grazie all'incommensurabile piacere che provo a contribuire alla crescita culturale al minimo costo possibile. Però è chiaro che se uno specula commercialmente su un argomento di forte richiamo e in inglese come quello su EID MAR, allora mi posso permettere di incazzarmi....3 punti
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La nascita dei Dioscuri I Dioscuri, mitici figli di Zeus (Διὸς κοῦροι) di nome Càstore e Pollùce, furono generati insieme ad Elena e Clitennestra dalle uova di Leda che si era congiunta prima con Zeus trasformato in cigno e poi con suo marito, il re spartano Tindaro. Leda partorì uno dopo l’altro due uova, da ognuno dei quali nacque una coppia di gemelli, rispettivamente maschio e femmina. Quando notò che una sorta di fulgore avvolgeva i neonati che erano usciti dal primo uovo, capì che quella era la coppia di gemelli generata da Zeus e a loro diede i nomi di Pollùce ed Elena. E ai loro fratelli mortali usciti dal secondo uovo diede i nomi di Càstore e Clitennestra.3 punti
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non condivido. Quando una moneta ha una sua tipologia di appartenenza, trascorso un ragionevole lasso di tempo, provvedo io direttamente (se non sono ci sono risposte adeguate ) a spostare la richiesta nella sezione di competenza. Evadere la richiesta dovrebbe servire oltre a chi la pone , anche a chi utilizza la discussione per approfondire la propria esperienza, pertanto non dovrebbe esserci un obbligo di risposta immediata , Inoltre ci tengo a precisare che per quanto mi riguarda, seguo la sezione e non lascio nulla nel dimenticatoio a meno di identificazioni impossibili,2 punti
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Confermo la classificazione Baldassarri A.XIII.1 e aggiungerei nella variante "c" oppure "d" (non lo sapremo mai perché manca una buona parte di legenda). Altro piccolo particolare la "N" al posto della "H" in INPATOR con "N " rovesciata come nell' A.XIII.1g. Quindi moneta rara e malmessa ma con la piccola soddisfazione di essere una variante ibrida "inedita". Se mi permettete vorrei giustificare @Zenzero per aver citato alcuni nomi, se @foglionco non avesse risposto, questa discussione sarebbe, come spesso accade per chi non si collega spesso, sprofondata nell'oblio. Sarebbe stato magari più opportuno spostarla nella sezione medievale dove le discussioni ristagnano ben in vista anche per mesi2 punti
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Bellissima giornata, molto bello avervi ascoltato nelle varie presentazioni con slide e tutto il resto, è sempre bello ritrovarsi e poter parlare di una passione in comune ! stefano2 punti
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Prendendo spunto dalla prossima asta NAC-Varesi vorrei cercare di capire perchè si continua a utilizzare il termine mezzo grosso per le emissioni di L. Tiepolo, anche perchè il compilatore dell'asta sembra attento alle "ultime news" (grosso Ziani con segni, Soranzo con leone...). Documenti sull'attività di zecca del periodo, come ci dice il buon vecchio Papadopoli, sono scarsi. Pare, tuttavia, molto strano che una zecca, come quella veneziana, abbia emesso due monete del tutto simili (unica discriminante il peso) e fatte circolare. Resta, almeno secondo me, la strada della contraffazione: monete simili, per stile, circolavano infatti in area balcanica (mezzo dinar) ed egea. Un'unica domanda: perchè i falsari hanno creato (rischiando tutto quello che comporta) una moneta "ispirandosi" ad una contraffazione? non sarebbe stato meglio creare un falso coerente all'originale? Contraffazione del grosso veneziano in rame 0,8 g / 14 mm. P.s.: lottando con le bimbe e scrivendo tra un'imprecazione e l'altra, spero di aver espresso abbastanza bene il concetto.2 punti
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Salve , la moneta e un Grosseto di Pisa e una moneta rara peccato la conservazione non delle migliori, riferimenti MIR. n. 423 Baldassarri zecca e monete del comune di Pisa pag.368 A.XIII.12 punti
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Io lascerei a @mfalier se e' d'accordo vista la sua abilità negli anni scorsi, io sicuramente presente penso sia al venerdì pomeriggio, che al sabato pranzo compreso con trolley coi nuovi Gazzettini appena stampati... Certo il pranzo conviviale che ricordo e' di Lamoneta e' uno spettacolo nella kermesse e da sempre un must degli appassionati di numismatica quindi chi può venga, venga...lo spettacolo inizia ...2 punti
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Salve @Alessandro C. , nessun documento storico antico cita di una malformazione cranica di Gordiano III , anzi nei tanti ritratti scultorei provenienti dall' antichita' appare con una bella testa tonda alla romana ; probabilmente solo da bambino potrebbe avere avuto un profilo "alla greca" con fronte e naso quasi sulla stessa linea , come appare in un Sarcofago trovato ad Acilia Roma , foto n° 3 , profilo migliorato poi col trascorrere degli anni . Gordiano III al Louvre , Parigi e a Palazzo Massimo , Roma , in quarta foto il sarcofago di Acilia dove compare in primo piano il giovane Gordiano III .2 punti
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Classifica finale voti non validi compresi (1/2 Urlo - 1 Bacio e 1/2 - 1 Onda e 1/2 - 1 Campo di grano) 1 - voti 5 2 - voti 2 1/2 3 - voti 1 3/4 4 - voti 1 1/2 5 - voti 1 6 - voti 1/42 punti
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Prima del Naxos citato ci sono stati tantissimi falsi ma erano soprattutto coinvolte trattative private. una volta al grande collezionista Moretti fu offerto un tetra di Leontini che lui acquisto’ ritenendolo buono. Un grande mercante gli disse che qualcosa in quel tetra non andava pur essendo una bella moneta con tutte le sue cose apparentemente a posto. Moretti si incaponi e spese per due perizie private importanti che le certificarono buona. Di nuovo il grande mercante non era convinto e Moretti per stravincere ( e convincerlo) spedi nientemeno che al British museum la moneta per un’analisi molto costosa ( piu del valore della moneta). Il BM stabili’ che il metallo era originale dell’epoca e quindi congruo con la coniazione. Trionfante sbandiero’ il certificato del British sotto il naso del grande mercante che pero’ chiese di tenere la moneta per po’ di tempo per rifletterci sopra. Dopo qualche settimana si presento’ da Moretti e mostrandogli un particolare lo convinse che il pezzo era un falso moderno. In realtà era una riconiazione ( l’antesignano di quanto oggi avviene abbastanza frequentemente) . L’analisi del British sul metallo era corretta purtroppo non andava al di la’ di quanto mostrava. Ci voleva tutta l’esperienza e tutta la sensibilità di un profondo conoscitore per accorgersi che cio’ che diceva il metallo e cio’ che appariva agli occhi non era che un artifizio - realizzato secoli dopo - ma ingegnosamente e subdolamente con lo stesso metallo dell’epoca originale. Avrebbe ingannato chiunque tranne chi le monete le ‘sentiva’ e aveva compreso da alcuni particolari che la moneta non comunicava le stesse sensazioni degli esemplari autentici pur apparendo tale. “The show must go on “ lasciamolo ai mercanti avidi e ai collezionisti superficiali o frettolosi. Sulle monete e’ bene prendersi tutto il tempo che serve per studiare e approfondire . La conoscenza di cio’ che si vuole acquistare , o anche soltanto osservare, resta fondamentale.2 punti
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In attesa delle vostre 1839 (a me ancora manca...) proseguiamo con la 1840.2 punti
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Bellissimo...un fantastico gran colpo d’occhio, una sola precisazione il sesino e’ In realtà un @quattrino ma sempre di Monete parliamo ?2 punti
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E Domenica si iniziano le danze con la consegna del numero TRE del Gazzettino per i soli associati in quel del Cordusio a Milano. Io consiglierei di iscrivervi prossimamente a chi non l'avesse ancora fatto, oltre che per il nuovo gazzettino, per un'altra chicca che sta per arrivare, a cui avranno diritto ovviamente i soli iscritti all'Associazione, e che per l'evento connesso rimarrà nella storia della numismatica.. Eros p.s. Il treno viaggia sempre più veloce...2 punti
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Era un evento Made in Lamoneta ricordiamolo dove stiamo scrivendo tutti ora che raggiunge un grande consenso sia di post che di letture, a ora 5.600 circa , indubbiamente rallegra e rende contenti tutti quelli che hanno a cuore questo Network. Però devo ringraziare anche chi ha reso possibile tutto questo, i padroni di casa, @MatteoBarbieri e @incuso, ma anche i relatori tutti lamonetiani doc in particolare @Poemenius@magdi@Rex Neap ma anche @Parpajola e @eracle62, ovviamente anche chi ha seguito sul posto o ora in streaming sul canale YouTube di QuellidelCordusio, ma anche i numerosi presenti al riuscitissimo pranzo lamonetiano ! Quindi w Lamoneta, w il Cordusio e tutti noi che ci crediamo !2 punti
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Ciao @Traiano177.....non è questione di affari...o meno; ma negli ultimi anni vedo spesso sempre dei bei Cigni...poi c'è ne sono in giro sempre più belli degli altri...ed è sempre un rincorrere a chi lo ha più bello....... questo però perchè di questi Cigni c'è ne sono tantissimi. Figuriamoci, non critico il modo di collezionare delle persone ...... ma di "brutti Anatroccoli", uno diverso dagli altri.... chi si preoccupa di radunarli tutti ? ... è questa la vera collezione (ovvio che parlo sempre delle Napoli). Collezionare, per poter poi osservare le monete di Napoli, nominale per nominale.....tutte raccolte per date.....è davvero un qualcosa di impareggiabile. Per farla breve, nelle più grandi collezioni del passato....c'erano una grandissima quantità di brutti anatroccoli !!2 punti
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Cari amici, eccomi! Nessun problema, vado spesso a Verona a due passi dal ristorante, così non ci sono problemi per la prenotazione e la caparra (che chiedono da quando siamo in 60!!!).1 punto
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A voler guardare anche la relazione che ho tenuto a Parma " La monetazione milanese del 1630, tra interrogativi e ducatoni " e' molto inerente , il 1630 e' l'anno della peste, dell'ambientazione dei Promessi Sposi , i ducatoni vengono citati più di una volta, per chi volesse avere qualche dato in più lo può fare o leggendo il Gazzettino già disponibile o sul canale YouTube di quellidelcordusio...1 punto
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Credo sia apparso uno studio di Francesco Di Rauso su cronaca numismatica di diversi anni fa ma non ricordo il numero...1 punto
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Intervengo pure io per chiarire il concetto. Il mezzo grosso non esiste. Il mezzo grosso è una falsificazione serba che a causa della svalutazione e della crisi allora in atto emettono monete di peso non congruo. L'errore parte dal famoso mezzo grosso nella collezione di Sua Maestà. Ora c'è pure una discussione sul forum. https://www.lamoneta.it/topic/66461-grossetti-veneziani-di-tiepolo/?page=2&tab=comments#comment-703740 Io stesso ho un "grossetto" comprato da collezionandoarte o @lucadesign85 Quindi tornando alla tua domanda la cui risposta è semplice. Cosa avevano in mano per copiare, il grosso veneziano od una miriade di monete imitate o contraffatte? Quello che contava non era il peso ed il millesimo, ma la moneta in se stessa.1 punto
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Dovrebbe essere questo shilling https://en.numista.com/catalogue/pieces70599.html1 punto
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Eccomi non si può mancare, pronto per la presentazione e la consegna del nuovo Gazzettino... Eros1 punto
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Moneta Svizzera - decimale di questa tipologia https://www.acsearch.info/search.html?similar=20011561 punto
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In generale, considererei anche la zecca, è possibile che in talune zone del regno era presente una maggiore quantità di argento disponibile, per cui le monete erano qualitativamente migliori?1 punto
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Tranquillo amico mio oggi è un giorno di festa facciamo tutto con calma. Piu tardi posto un denarino di Traiano molto interessante credo per questa discussione. Saluti e a rileggersi.1 punto
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Ad un congresso numismatico di qualche anno fa, avevano spiegato che l'argentatura non avveniva attraverso un "bagno" nell'argento, ma mediante un processo che prevedeva la migrazione verso l'esterno dell'argento contenuto nella lega del metallo usato per i tondelli. In altre parole, l'argento è mischiato in lega nel metallo usato per fare i tondelli. Riscaldando i tondelli prima della coniazione, l'argento contenuto nella lega migrerebbe verso l'esterno, per via del calore, conferendo alla moneta il tipico aspetto argentato. Il processo chimico specifico per il quale avverrebbe questa "migrazione" non lo ricordo. Magari qualcuno può spiegare.1 punto
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E' una citazione giusta e che deve essere tenuta a mente. Ma ciò non significa che bisogna fare di tutta l'erba un fascio, e partire sempre prevenuti su tutto. E' importante altresì imparare a distinguere, valutare e graduare le foto, "grossomodo" anche quelle non proprio nitide, ma che lasciano cmq margini valutativi per una valutazione orientativa. Qui riporto la discussione alla quale si riferiva l'utente1 punto
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Convegno super interessante con tutti i professionisti/ specialisti del settore. Il Salone dove si svolgerà è da svenire... per la bellezza! Certe biblioteche hanno un tale fascino che non andrebbero nemmeno usate solo .. adorate1 punto
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Ciao @Polluce, moneta molto bella e piacevole. Sono sicuro che in mano lo sarà ancor di più.1 punto
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Non si può non citare quest'altro pezzo di..... canzone! Compagna di Michael Cretu, insieme fondarono il gruppo "Enigma".1 punto
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Byzantine PB Seal. Soldier standing facing, holding spear and shield; legend around / Legend in five lines. 17.63g, 29mm, 12h. Very Fine. ILLUSTRAZIONE: SOLDATI BIZANTINI1 punto
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Non e' che l' importanza storica e culturale dell' Italia sia sottovalutata , tutti piu' o meno sanno che poggiamo i piedi sopra 3000 anni di storia , e che Storia , quello che manca e' la vocazione e l' interesse a "resuscitare il passato" , quasi fosse oggi un fatto imbarazzante .1 punto
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Ciao. Scusa, ma quali sarebbero le monete in euro destinate alla circolazione che alla loro emissione valgono più del facciale? Mi pare normale che gli scudi di vecchio conio, così come li possediamo anche oggi pur non essendo più spendibili, fossero anche allora nella disponibilità di molte persone. Un'emissione relativamente limitata come quella degli scudi del 1911, acquistabile solo con la consegna di scudi di vecchio conio, ricorda molto da vicino un'emissione per collezionisti/numismatici e non fa certamente pensare ad una regolare emissione destinata alla circolazione. La stessa cosa vale, a maggior ragione, per l'acquisizione del 50 lire in oro dello stesso anno, emissione ancora più limitata (inizialmente solo 10 mila pezzi poi aumentati a 20 mila). E' evidente che i soggetti interessati ad acquisire queste emissioni, che difficilmente avremo potuto annoverare fra il "popolo", ben potevano custodire in casa marenghi o altre monete d'oro di vecchio conio da consegnare in cambio del 50 lire cinquantenario. Il fatto che gli scudi e le monete d'oro a quel tempo non circolassero più, non significa che non fossero state tesaurizzate e comunque in possesso di qualche fortunato (e abbiente) cittadino. Quindi non trovo che la richiesta della Direzione del Tesoro fosse insolita o dovesse presupporre che sia gli scudi di vecchio conio che le monete d'oro fossero ancora in circolazione. D'altronde, se per pura ipotesi anche oggi la zecca dovesse emettere una moneta d'oro per collezionisti/numismatici chiedendo in cambio per la sua cessione monete d'oro del Regno, che problema ci sarebbe, per molti, a reperire tali monete? Le monete divisionali d'argento, ancora allo scoppio del conflitto mondiale erano sicuramente in circolazione. Tuttavia, a partire dal mese di aprile 1916, il prezzo dell'argento cominciò a salire vertiginosamente (vedi tabella seguente): E' quindi plausibile che già dal secondo semestre del 1916 le monete d'argento si fossero rapidamente rarefatte. D'altro canto, non possiamo neppure escludere che già per effetto dello scoppio del primo conflitto mondiale, a causa dei timori che accompagnano sempre i fatti bellici, la popolazione avesse già precauzionalmente avviato un'operazione di tesaurizzazione dell'argento, prima che fosse lo Stato (come poi, in effetti avvenne) a ritirare tale monetazione, comminando persino sanzioni penali a chi avesse fatto "incetta" di monete aventi corso legale (vedi decreto luogotenenziale del 1°.4.1917 n. 496 in G.U. 2.4.1917, n. 77). Francamente, pensare che le Tesorerie potessero fornire come resto gli scudi del '14 (dopo tutto ciò che abbiamo già detto anche proposito delle modalità di cessione dello scudo dell'11...) mi sembra alquanto improbabile. Ma, Ti chiedo, anche ammesso per assurdo che tali scudi fossero stati dati come "resto" dalle Tesorerie........in quel contesto storico chi sarebbe stato tanto sprovveduto da immetterli poi nella circolazione? E quanti "sprovveduti" avrebbero dovuto incontrare certi scudi del '14, tanto da circolare al punto da apparire oggi in BB o anche in conservazioni inferiori? Saluti. M.1 punto
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