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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/09/18 in tutte le aree
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Qualche considerazione sull'America del sud sotto diversi aspetti, giusto per la chiacchiera. Ho sempre visto questa zona del mondo come particolare e interessante: la sua struttura politica generale non è così compatta come quella del Nord America, suddiviso in soli tre paesi con netta prevalenza della lingua inglese (escludendo la Groenlandia, dipendenza danese), ma è comunque lontana dal grande frazionamento politico centroamericano, europeo, africano o asiatico. E' anche piuttosto omogeneo dal punto di vista culturale dato che come sappiamo si parlano alla stragrande maggioranza solo due lingue, spagnolo e portoghese, escludendo le piccole eccezioni anglofone della Guyana e delle Falkland (dipendenza britannica), quella neerlandofona del Suriname e quella francofona della Guyana francese (dipartimento d'oltremare francese e regione ultraperiferica dell'UE). Inoltre ha un territorio vasto e vario, ricco di risorse e situato nello stesso emisfero dell'Antartide, continente di cui due suoi paesi, Argentina e Cile, rivendicano una fetta. Sono le premesse di un continente che a mio avviso ha enormi potenzialità, ostacolate in generale dal frazionamento politico e in particolare dall'instabilità politica e/o economica di alcuni paesi. Va detto che dal punto di vista politico le cose sono migliorate perchè oggi l'area gode di tranquillità, con conflitti armati fra i suoi paesi ormai impensabili: dopo le guerre Bolivia - Paraguay degli anni '30 e Perù - Ecuador degli anni '40 l'unica successiva è stata la cosiddetta Guerra del Cenepa, un conflitto limitato Perù - Ecuador che si è combattuo in una zona contesa fra il 26 gennaio e il 28 febbraio 1995 ed è stato risolto con un trattato nel 1998. Già da tempo il continente ha sviluppato anche una forma di cooperazione sempre più stretta, prima con alcune organizzazioni regionali di collaborazione economica e più recentemente con l'UNASUR (Unione delle Nazioni Sud Americane, fondata nel 2008 e pienamente operativa dal 2011), un'organizzazione apertamente ispirata all'UE che allo stato attuale ricorda il livello d'integrazione di quest'ultima negli anni '70 - '80, comprendente tutti i paesi del continente eccetto naturalmente le dipendenze europee. Le sue istituzioni ricordano quelle dell'UE, con tanto di Consiglio e Parlamento, gli obiettivi concreti a breve-medio termine sono l'eliminazione completa degli ostacoli al commercio e alla libera circolazione, mentre si discute a livello per ora solo embrionale anche di una valuta unica. Attualmente ogni paese ha la sua, tranne l'Ecuador che nel 2000 ha adottato il dollaro USA. Del resto gli ostacoli da superare per arrivare a maggiore stabilità e prosperità del sistema continentale sono simili a quelli che si presentarono e in parte si presentano tutt'ora all'UE. Come si vede anche oggi in varie occasioni, in modo eclatante con casi come il Venezuela di Maduro o le periodiche crisi economiche in Argentina (*), le asimmetrie fra alcuni paesi sono ancora troppo elevate e la strada da fare per formare un blocco stabile, compatto e forte è ancora lunga: se ci riusciranno il Sud America potrebbe diventare uno dei nuovi poli del mondo di domani e una delle più attraenti zone del pianeta. (*) Proprio in queste settimane l'Argentina è di nuovo in grossa difficoltà, con l'inflazione che sta decollando e lo spettro di un altro default come quello del 2014. Ulteriore monito ai genialoidi di casa nostra che fino a qualche anno fa urlavano: "Facciamo come l'Argentina!", farneticando di default volontari e uscita dall'unione monetaria.3 punti
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E' da un po' che non vi presento monete imitative dell'Impero Gallico che, come sapete, costituiscono uno dei cardini della mia collezione... un po' il motore da cui è partita. Oggi vi propongo un pezzo un po' inconsueto, che non si vede di frequente: una imitativa ibrida di Postumo/Salonino (tipo SPES PVBLICA). Lo stile è marcatamente imitativo nonostante le legende siano abbastanza corrette e comprensibili. La sola legenda del rovescio presenta anche una "corruzione" ortografica: SPES P–VBHICA anziché appunto SPES PVBLICA. Il tipo della SPES PVBLICA in area gallica rappresenta uno dei principali rovescio di Salonino sia da cesare che da augusto: Mentre in ambito strettamente gallico, la SPES PVBLICA appare solamente con Tetrico I (e come ibrido ufficiale di zecca, con il figlio Tetrico II): Personalmente non ne ho viste molte di imitative di Postumo con questo rovescio. Nell'asta Jacquier 42 ce n'erano tre di simili di cui due però con titolatura differente: SPES PERPETVAE Singolarità ulteriore è che le due SPES P–VBHICA (la mia e quella dell'asta Jacquier) sembrano condividere lo stesso incisore e - mi sembra - anche gli stessi conii di dritto e rovescio. Che ve ne pare?3 punti
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Stamattina un ragazzo di circa 16 anni, accompagnato dalla mamma al banco: "Vorrei iniziare..." 1 ora e 15 a mostrargli e parlar di monete e numismatica. Vederlo andar via con il solo acquisto del catalogo, mi fa sperare che qualcosa abbia capito.3 punti
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Ancora due giorni di trepidante attesa, poi finalmente Sabato si potrà godere di una esposizione di monete che sicuramente entrerà nel novero delle grandi, chissa quante rarità ci sono, e anche quante monete comuni, usate dalla gente per poter fare acquisti in tempi lontani, tutte le monete hanno una storia da raccontare, se ci pensiamo non esiste un tondello che non possa dire nulla, su ogni moneta si potrebbe parlare per ore o scriverne copiose pagine, insomma attendiamo quasta bella giornata. Grazie ACQDCordusio...........3 punti
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New entry, il Catalogo " Le monete della Zecca di Milano conservate nel Medagliere della Veneranda Biblioteca Ambrosiana ", di Giancarlo Alteri pubblicato grazie al contributo dell'Associazione Culturale Quelli del Cordusio3 punti
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Oggi vi mostro l'ultima entrata in collezione Un bel esemplare di 4 tarí del 1558 coniato durante il regno di Filippo II, corredato di antica patina da monetiere e cartellino vittoriano. Che ne pensate?3 punti
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C’era tanta gente delle professioni e delle associazioni non numismatiche che fanno volontariato culturale per Milano, il riscontro e’ stato impressionante in termini di consensi, domande, curiosita’ , credo siano ieri sera nate nuove passioni , per la divulgazione ora c’e’ una sede operativa e reale per far arrivare le scolaresche e i giovani, ma anche turisti stranieri che sono sensibili a questo, d’altronde a Milano li abbiamo avuti tutti, e’ normale che gli europei trovino affinità, certamente l’aria che si respirava era quella di continuare a fare per la Milano culturale , aria nuova con altri attori del mondo culturale ma non Numismatico ,ormai pochi e sempre gli stessi, bisogna avere la capacità di coinvolgere la società e si può fare, certo questo costa fatica perche e’ Lavoro, tanto lavoro, certe realizzazioni non ti cadono in testa ... per quanto riguarda il Cordusio e’ stato citato in ogni intervento con parole entusiasmanti, credo fosse impossibile avere di più con tanta, tanta gente che chiedeva di noi e che vuol partecipare e fare, direi fantastico, aria nuova ....3 punti
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Il tuo è un brutto modo di approcciare l'argomento, lascia perdere il "quanto vale" e concentrati di più sulla "passione" che hai. Se veramente sei innamorato di queste monete, prima studiale per bene e documentati, vedrai che la "passione" crescerà e lascia perdere quanto valgono.2 punti
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Guarda il catalogo è scaricabile in PDF, la pagina è quella, se qualcuno può posti la pagina altrimenti stasera la posto io.2 punti
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Il tondello quasi sempre irregolare, la fattura rozza delle raffigurazioni (lo notava già G. Sambon nel suo Repertorio) e la rarità accresciutasi nel tempo (nella vendita della Coll. Sambon del 1897 i tre esemplari esitati erano riconosciuti R2, mentre oggi siamo intorno a R3), mi farebbero pensare ad un'emissione sì realizzata in tutta fretta, ma per commemorare un evento ben preciso: l'ingresso del Re a Capua e la capitolazione dei rivoltosi guidati da Rainulfo. Nel corso del 1135, infatti, Ruggero II, con l'aiuto di un contingente militare messo in campo dal suo cancelliere Guarino, assediò e conquistò Aversa, Alife e infine Capua, riuscendo a sottomettere tutti i relativi territori che ancora si dimostravano riluttanti ad accettare la dominazione di un unico Re (cfr. Schipa, pp. 207 ss.). Tale collegamento tra la moneta in oggetto e la vittoriosa ascesa di Ruggero II contro Capua e le altre città potrebbe essere riscontrabile indirettamente anche da quanto scritto nel 1995 dalla Travaini a p. 287, che, fornendo una classificazione di detto esemplare, lo data dubitativamente al 1134. Che sia servito per pagare le truppe o per altri scopi non si può dire con certezza: Ruggero II con il suo seguito sbarcò, per la sua impresa contro Capua, a Salerno il 5 giugno 1135 (Schipa) e aveva già con sé il suo esercito proveniente dalla Sicilia. Possiamo immaginare che il contingente di supporto offerto da Guarino venisse pagato dal cancelliere di tasca propria, ma anche le truppe regie potevano essere composte da nobili con un proprio seguito armato che dovevano prestare, in nome del vincolo feudo-vassallatico, al Re un servizio militare gratuito che durava circa 40 giorni. Dopodiché i nobili in armi erano liberi di andare oppure di restare dietro compenso del sovrano. Le campagne militari, all'epoca, difficilmente duravano molto e si prolungavano oltre il termine di servizio gratuito, anche perché i Re cercavano di spendere il meno possibile per le proprie imprese militari. Infatti, nel caso degli assedi di Aversa e Alife, le città si arresero quasi subito: è difficile che un assedio duri per molto tempo nel corso dell'Alto Medioevo. Più che per il soldo alle truppe, questo esemplare mi farebbe pensare ad un'emissione commemorativa dell'ingresso del Re in Capua e potrebbe essere stato anche parte di un donativo distribuito per celebrare l'evento.2 punti
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@ronagnoli55 Vedo che la scarsa conoscenza delle leggi e delle regole purtroppo fa danni. Il commerciante (Ti assicuro che c'è chi lo fa seriamente e con buona conoscenza delle regole grammaticali) ha degli obblighi di legge da rispettare e non solo in materia fiscale. Chi ha una bancarella e vende in nero il più delle volte non li rispetta. Non è una guerra. E' una questione di legalità. Arka2 punti
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Buongiorno Ronagnoli, hai scritto tutto, è la classica guerra tra poveri. Il mercato è stagno e non tira ed alcune persone tendono a fare la guerra tra loro anziché andare a fondo e capire la vera origine del problema , non trovano di meglio che farsi le critiche a vicenda. E' un comportamento comune, insito nella natura umana delle persone meno colte e con visioni estremamente ristrette. Il mio orto fa pena perchè il vicino fa il Barbecue ed i fumi seccano le piante, non perchè semplicemente non innaffio o non concimo quando è il momento giusto. Saluti e buona giornata Silver2 punti
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Nel forum sono apparsi casi di denari che risultano essere stati ritoccati in vario modo. Aggiungo un interessante caso. Nel corso di mie ricerche incentrate sull'emissione di denari di Marcellinus, RRC 439/1, con raccolta di immagini di esemplari noti, per uno studio da pubblicare, noto questo esemplare, del quale ricostruisco il relativo pedigree: 1) NAC 54, 24.iii.2010, 244 = Gemini 2, 11.i.2005, 266 = Stacks 1978, 653 coll. Knobloch g. 3,68 Sette mesi dopo l'ultima comparsa in NAC, ricompare questa moneta, con relativi passaggi in asta: 2) Gemini & Heritage 8, 14.iv.2011, 222 = Gorny & Mosch 190, 11.x.2010, 431 g. 3,61 A me sembra la stessa moneta, che risulta essere stata molto restaurata. La cosa che mi ha colpito era non solo la "lisciatura" dei fondi per migliorare l'aspetto (forse con una pasta di argento), ma veri e propri ritocchi, che possono essere evidenziati in alcuni dettagli: Dalle foto non riesco a capire se innanzi tutto la moneta è coniata o fusa.... Vedo alcune bollicine ad esempio vicino allo zigomo, ma soprattutto mi ha colpito come alle ore 10 sia stato limato il bordo. E perché? Il piccolo calo ponderale sembra compatibile con tale rifacimento. Si tratta di un esemplare con discreto pedigree che ha girato in aste importanti. E' possibile che il restauro era finalizzato solo al miglioramento di una moneta originale (e non per nascondere meglio la natura falsa), per ragioni esclusivamente commerciali. Il risultato finale non è sgradevole, e sono gradite vostre osservazioni....1 punto
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Ciao a tutti, mi è capitata questa moneta..a detta del venditore un imitativa barbarica coniata dai visigoti. Qualcuno mi sa dire qualcosa di più sull argomento? Per esempio cosa può avere fatto dedurre al venditore che sia stata fatta proprio dai visigoti? Io con lui ho comunicato poco..ma l argomento è interessante..se qualcuno mi volesse chiarire sarei molto grato.. Per esempio testi su queste coniazioni. Grazie. OPS: ecco che mi accorgo solo ora del tread poco sopra relativo a questo argomento...questo succede a postare dopo una dura giornata di lavoro..scusate Comunque ogni parere esperto è ben accetto..1 punto
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I protagonisti sabato saranno tanti, sicuramente le monete che vedrete nelle teche ma anche lui sarà un indiscusso protagonista, il Catalogo delle monete stesse, voluto e finanziato dalla Associazione Culturale Quelli del Cordusio. Il visivo e reale per tutti e un catalogo cartaceo come guida e segno della cultura. L'Associazione Culturale Quelli del Cordusio nel contribuire fattivamente a questo progetto, a questo service culturale per Milano e la nostra numismatica ritiene che gli sforzi associativi debbano essere indirizzati verso reali obiettivi divulgativi che possano arricchire indistantamente tutta la comunità per una crescita culturale sia personale che collettiva.1 punto
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DE GREGE EPICURI @BradiNon credo sia Pan Gratius, ma Pancratius (=Pancrazio). Che si tratti del Nord o del Sud-Tirolo, forse chi se ne intende può dedurlo dal castello. E dalla data (1141), che a me dice poco. Trovato: nel 1141 per la prima volta è citato Alberto 2° come "Conte del Tirolo". Il castello è Castel Tirolo, in Val d'Isarco, siamo quindi in provincia di Bolzano. Suppongo che San Pancrazio sia un santo protettore, ma questa è una mia ipotesi...1 punto
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Buona sera a tutti, Comincio questa discussione per discutere un pò con voi esperti del periodo riguardo ai cambi tra l'oro e le altre monete nel corso dell'impero romano. Uno degli errori che più comunemente cambiamo nell'approcciarsi alla monetazione romana, è pensare che essa possa paragonarsi linearmente a quella attuale. Noi siamo abituati al fatto che in cambio della banconota da 500 euro, in banca e su richiesta, potremmo ottenere 500 pezzi da un euro. Siamo cioè oramai abituati ad un cambio fisso tra le varie valute in circolazione. Nell'alto impero e probabilmente fino alla crisi del terzo secolo la situazione parrebbe (col beneficio del dubbio) simile a quella attuale. L'aureo ha un cambio fisso in 100 sesterzi o 25 denari. Chi aveva 100 sesterzi poteva convertirli in un aureo quando voleva senza rimetterci il controvalore in oro della somma posseduta. Questo sistema naturalmente garantiva maggiore equità tra le classi sociali. L'aureo dell'alto impero è quindi sostanzialmente una moneta che potremo definire a corso forzoso, con controvalore fissato in 100 sesterzi. E' chiaro che questo corso forzoso doveva essere imposto in maniera molto energica dall'autorità imperiale, altrimenti la moneta in oro sarebbe sparite dalla circolazione qualora il valore in oro avesse superato eccessivamente il valore nominale di 100 sesterzi. In altre parole, se in certo momento storico, con l'oro ottenuto dalla fusione di un aureo si potevano acquistare 120 sesterzi è chiaro che l'aureo sarebbe scomparso dalla circolazione. La diminuzione graduale del peso dell'aureo nel corso del basso impero potrebbe spiegarsi con questo fenomeno. A partire da un certo momento l'autorità non riesce più a farsi garante del cambio di aurei in denari o sesterzi, e l'aureo diventa una moneta il cui corso dipendeva dall'intrinseco. La moneta perde il cambio fisso in denari e il suo controvalore cambia ad ogni contrattazione. Si assiste ad una doppia circolazione: quella in oro, parificata al solido da 1/72 di libra Romana e frazioni, e quello della moneta divisionale in rame e argento, che acquistavano il solido con cambio variabile e peggiorativo col passare degli anni (fino ai milioni di denari per un solido a metà del 4° secolo). La moneta di buon argento introdotta da Diocleziano si aggancia solo saltuariamente al rame, e probabilmente in certi periodi perde anch'essa il cambio fisso con oro e rame. La circolazione del basso impero favoriva notevolmente i ricchi, capaci di accumulare riserve monetarie in oro, mentre i meno abbienti o comunque tutti coloro incapaci di accedere alla moneta in rame o argento, erano soggetti alla svalutazione del loro moneta. Vorrei porvi alcune domande per comprendere ancora meglio la situazione di per se abbastanza complessa. Spero queste domande possano far da carburante per una interessante discussione. 1) Quali documenti ci assicurano che il cambio dell'aureo nell'alto impero fosse costante ed eguale 100 sesterzi? 2) Bloccare il cambio tra rame e oro è complicato, la storia dell'unione monetaria latina ne è un esempio (alternativamente sparivano dalla circolazione l'oro o l'argento). Esistono documenti attestanti la sparizione di oro e argento in determinati contesti storici? o di imposizione di questo determinato cambio da parte dell'autorità? 3) quando finisce, se mai è stato fissato, il cambio di 100 sesterzi per un aureo? Un grazie a chi avrà il piacere e la pazienza di rispondere.1 punto
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DE GREGE EPICURI Anche a me sembra ufficiale, dovrebbe essere la RIC 20c, senz'altro di Arelate; non è comunissima.1 punto
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Ma siamo sicuri che sia autentica? Io i particolari edel volto e della legenda li vedo molto impastati...1 punto
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Grazie per la conferma dell'identità di conio! Quanto a conoscenze di nicchia... è questione di farci l'occhio e di leggere tutta la bibliografia che c'è sull'argomento... del resto lo sai bene anche te per il tuo settore d'interesse! ...agli occhi del profano son tutte uguali e bruttarelle Quanto a vastità... sì, tipologicamente non c'è limite alla fantasia nel mondo delle imitative e tipi nuovi o inconsueti saltano fuori in continuazione... fare un'opera divulgativa sul tema con alcuni focus e approfondimenti è un sogno che cullo da tempo... ma mi rendo conto che è un argomento mooooolto scivoloso! E il rischio è quello di produrre del materiale informe senza una direzione chiara...1 punto
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il mondo delle imitative galliche mi affascina e terrorizza insieme, leggo sempre con piacere e curiosità la vastità delle conoscenze necessarie per comprenderlo e padroneggiarlo come fa @grigioviola un'altra dimostrazione di come solo le competenze di nicchia permettano di avere una marcia in più anche a livello divulgativo. l'unico piccolo apporto che posso dare è il seguente... SI il conio di retro è il medesimo SI nonostante a tratti possa ingannare, il conio di dritto è il medesimo1 punto
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...la volevo fare io come chiosa del messaggio... ma mi sono trattenuto!1 punto
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Ciao. Il metodo che proponi è già utilizzato da altri Cataloghi-prezziari stranieri. Ad esempio, il World Gold Coins (possiedo la quarta edizione risalente, se non ricordo male, al 2001) mette in molti casi come indicazione di prezzo la sigla BV (Bullion value) + un importo percentuale (ad es. 3%). Saluti. M.1 punto
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Concordo non cadono in testa.......coordinare tutte queste entità per ottenere questo grandissimo risultato non deve essere stato per niente facile. Rinnovo i complimenti.1 punto
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Ricordiamo questo evento imminente... Sabato 12 maggio 2018, ci sarà la prima realizzazione di esposizione permanente di monete della Zecca di Milano, un unicum, una perla divulgativa per la città, per i giovani, gli appassionati, le nuove generazioni ma anche per i numerosi turisti stranieri che verranno a visitarla. Per sabato 12 maggio, inaugurazione ufficiale per il mondo numismatico, l'Ambrosiana permette di sforare come numero e quindi qualche posticino c'è ancora, fateci sapere se interessati a questo evento storico per Milano e la sua numismatica... Allego locandina programma e copertina del Catalogo delle monete esposte finanziato e pubblicato dall'Associazione Culturale Quelli del Cordusio.1 punto
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E poi ti accorgi che di gruppi ce ne sono tanti, che di gruppi è fatta la cultura, la vita, la vera passione. E poi ti accorgi che anche se non è il tuo gruppo, la gente ti parla, si avvicina, ti racconta, ti chiede, ti saluta, ti propone. E poi ti chiedi che il tuo gruppo comunque ti ha dato risalto, ti ha fatto conoscere, ti ha reso partecipe. E poi ti accorgi che il gruppo raggiunge traguardi insperati, ti fa tradurre linguaggi incomprensibili, ti offre l'opportunità di superarti. E poi ti accorgi, che il gruppo è diventato famoso, è divenuto conteso, è ritenuto un punto di riferimento. E poi ti accorgi che il gruppo continua a crescere, e poi ti accorgi che allora ne vale ancora la pena di essere gruppo.. Eros1 punto
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Qui arriviamo ai vertici dell'olimpo.. Grandissimo poliedrico artista..ma dove sono finiti questi uomini che dal niente riuscivano a donare linguaggio.. Giorgio Gaber1 punto
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Aggiungo qualche foto della interessantissima giornata1 punto
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È il nome del fondo: Vittorio Emanuele II è il nome della Bibl. Naz. Centrale di Roma.1 punto
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P. Porcius Laeca P. Porcius Laeca, 110 oder 109 v. Chr. Denar Rom. 3.87 g. Vs.: Behelmter Kopf der Roma n.r., darüber ROMA, dahinter P LAECA (teilweise in Ligatur), davor ein Stern. Rs.: PROVOCO, in der Mitte römischer Soldat mit erhobener Rechter, l. Togatus mit der Rechten gestikulierend, r. Untergebener mit drei Stangen. Cr. 301/1; Syd. 571. Fast vz ILLUSTRAZIONE: GUERRIERI DEL PRIMO NUCLEO DELLA CITTA' DI ROMA CHE HANNO APPENA UCCISO UN ETRUSCO (NELLA FOTO L'ELMO INDOSSATO DAL GUERRIERO UCCISO)1 punto
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Buongiorno a tutti,quello che sembra effettivamente un codolo di fusione ha un colore che mi sembra diverso da quello del metallo del resto della moneta,è possibile che sia ciò che rimane di un'appiccagnolo divelto realizzato in materiale diverso?inoltre questo spiegherebbe anche il foro in prossimità di esso,magari l'appiccagnolo si è spezzato e allora lo hanno forato per continuare ad appenderlo... oltre ciò a me sembra autentico,ovviamente con i limiti di una foto...1 punto
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Quarant'anni e non li dimostra affatto, più attuale di tante altre prodotte l'altro ieri.1 punto
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"Crepa di conio" non è un termine corretto: semmai "frattura di conio"... ma quella è un'altra cosa! Qui non è il conio che era fratturato, è il tondello. Di certo è un elemento che penalizza la moneta.1 punto
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Ciao @piergi00, della zecca di Casale conosco veramente troppo poco per poter commentare "tecnicamente" la tua moneta, però noto che per il rovescio si è scelto di imitare una moneta di Milano. Nello specifico l'imitazione riguarda il diritto del sesino di Filippo Maria Visconti (tipo Crippa 9), coniato nella prima metà del '400. Allego un'immagine presa da acsearch per un confronto. Complimenti per l'acquisizione e... perdona la mia divagazione! Un caro saluto, Antonio1 punto
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Questo è il famoso aureo di Salonino. Interessante il contesto della scoperta. E' stato ritrovato dietro la scapola di un inumato maschio adulto. Considerate che si tratta di un gioiello tipicamente femminile come l'anello che era insieme all'aureo. Di qui la possibile interpretazione di un dono di una donna al proprio uomo appena deceduto. Si tratta di un ritrovamento rarissimo in Italia per il periodo romano.1 punto
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Salve a tutti, posto questo ultimo mio acquisto: Cavallotto per Genova 1669. Ho acquistato questo pezzo poichè di modulo davvero regolare e centrato per il tipo, nonostante il conio stanco da una parte. Mi è venuta l'idea che possa essere stato coniato al torchio. Il MIR non cita esemplari coniati al torchio per questa tipologia, voi sapete qualcosa in merito? grazie1 punto
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Il caso è certamente interessante, osservando le foto a confronto non ho potuto fare a meno di evidenziare alcuni dettagli che compaiono sul primo esemplare e spariscono sul secondo. In particolare spariscono i difetti, alcuni puramente estetici, altri tecnici/estetici. Perché eliminare anche questi ultimi? Sono spariti alcuni difetti che normalmente sono riscontrabili negli esemplari fusi. La domanda da porsi è quindi la seguente: modifica per non rendere riconoscibile la vecchia moneta e tutte le nuove pesanti modifiche oppure modifica per cancellare le tracce di fusione su un esemplare “bruciato” riproponendolo in una veste nuova e più appetibile? La modifica al bordo è notevole, forse troppo. Se voi vedeste due esemplari apparentemente simili di cui uno più brutto e difetti maggiori e un secondo più completo e con meno difetti, a quale tra i due attribuireste il termine di clone? Quasi certamente il più brutto tra i due.... ricordate l’aspetto psicologico di cui spesso ho scritto ed a cui ricorrono i falsari più intelligenti? Nellosservare questi casi non si può fare a meno di tenerlo bene a mente.? ps. Ho dimenticato di scrivere che il secondo esemplare si porta dietro alcuni dettagli del primo difficilmente replicabili con una clonazione. Motivo per cui ritengo che i due esemplari siano la stessa moneta.1 punto
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Al rovescio si notano le stesse identiche linee di fuga (molto evidenti sul nome MARCELLVS), quindi è impossibile che siano due monete autentiche diverse. Fra le due possibilità (restauro dello stesso esemplare o clone) rimarrei anch'io incerto. Noto però la perdita di rilievo (se non la scomparsa) di alcune ciocche di capelli al diritto, il che fa propendere, forse, per la clonazione. Nella seconda, inoltre, il tondello sembra ritoccato, sul taglio, anche a ore 7 del rovescio: questo ritocco in sottrazione, assurdo in un restauro, sarebbe invece ben comprensibile in un clone. Comunque sia, il secondo è un brutto esemplare, esteticamente molto sgradevole.1 punto
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Presa la bellezza di 10 anni fa su ebay, corredata da foto ovviamente pessime e pagata la bellezza di 300€... oggi le ho fatto prendere un pò d'aria dalla cassetta di sicurezza in banca e rifotografata, la patina è nettamente migliorata... che ve ne pare? @ilnumismatico , che ne pensi?1 punto
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@ludo1964 A mio parere, leggendo dalle foto, che non sono ottimali, la moneta è in altissima conservazione, il lustro c'è ed il rovescio è definito in ogni dettaglio compreso la capigliatura, il dritto soffre di debolezze di conio solite per questo materiale ed inoltre c'è qualche segnetto di cui uno rilevante sullo zigomo. Certo occorrerebbero altre foto, ma per me siamo sul qFDC o al massimo SPL/FDC. Saluti Marfir1 punto
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