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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/18/18 in tutte le aree
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Io comunque ci sono e se qualcuno passa al tavolo della Numismatica Felsinea gli offro volentieri il caffè. Quanto poi al fatto che manchino personaggi di rilevo non so che dire ma a parte Verona dove ci sono anche stranieri Bologna resta tra i convegni migliori. Che poi una volta fosse meglio è un altro discorso e vale per tutti i convegni5 punti
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cari @quattrino e @Illyricum65 avendo fatto una verifica posso dire che Romolo è escluso certamente per le questioni stilistiche relative al busto, che è sempre più piccolo e allungato come ricordavo Nepote è l'attribuzione più accreditata per la posizione delle lettere, in alto a ore 10/11 pare potersi vedere la tipica N schiacciata e poi la E quadrata Basilisco non può essere escluso in assoluto perché il busto è quasi identico a quello di Nepote anche se la S di norma scende rispetto alla linea di legenda, e qua non se ne vede traccia per me è Nepote senza grossissimi dubbi5 punti
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Non ho trovato questa moneta nella CNI e nel web. Per me: Napoli, Filippo IV, 3 Cavalli ND (1625). 2,04g, 20mm. AV: PHILIPPVS IIII REX RE: PAX REGVM Mia interpretazione: B = Fabrizio Biblia (1623-25). Monete con B 1622-25 /1628. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/zecchieri/Fabrizio Biblia AV: La testa è simile a: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIV/7 ( 3 Cavalli con acciarino , MC, 1626-29) RE: Il motivo è simile a: https://www.acsearch.info/search.html?id=2351026 (Carlo V, 2 Cavalli, ND (1529)). L'iscrizione corrisponde a questa moneta. L'occasione potrebbe essere la conquista di Breda 1625. Trofei e scudo con testa di medusa (Egida) come simbolo di invincibilità. Corretto? Grazie per il vostro sostegno! Complemento: o un gettone?4 punti
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Carissimi Lamonetiani, buongiorno. Oggi desidero condividere con Voi, appassionati del Regno, questo mio anno che ha richiesto qualche decennio per completarsi in buona conservazione e che sta per raggiungere altri tondelli in luogo climatizzato e protetto. Nella speranza di farVi cosa gradita, Vi ringrazio fin d'ora per l'attenzione e per gli eventuali commenti.4 punti
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ue ue , è la prima volta che non concordo sul parere di conservazione con gennydbmoney, per me BB pieno. domani stai con Pietro vero Genny ? trattamelo bene mi raccomando. buon Convegno. Saluti Michele3 punti
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Beh, però adesso chiudiamola qui , ci sono anche gli Mp...torniamo alla domanda del post iniziale, grazie3 punti
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Guarda che tutti hanno capito benissimo cosa hai scritto e infatti più di uno ha chiarito che quanto da te riportato era errato. Quando poi dici di vendere a peso monete d'oro di interesse numismatico sarebbe interessante capire di cosa si tratta perché vendere a peso monete numismatiche è una emerita cavol..... e comprarle al 30% in meno come dicevi tu è un furto. Comunque se tutti hanno capito in un senso quanto da te scritto ti dovrebbe fare venire il dubbio perlomeno di esserti espresso male o siamo tutti noi che non capiamo nulla e mistifichiamo tutto ?3 punti
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Buongiorno, vi mostro l'inizio di una piccola collezione molto di nicchia, ma come tutte le storie delle nostre monete anche molto interessante. Siamo sul finire del 1400 e stiamo parlando di Guidobaldo I da Montefeltro Terzo Duca di Urbino Nasce a Gubbio il 24 Gennaio 1472 da Federico da Montefeltro e da Battista Sforza. A soli 10 anni con la morte del Padre, coadiuvato dallo zio paterno e dal fratello assunse il dominio di Urbino e fu nominato Capitano Generale degli eserciti della lega tra il Re di Napoli e il Duca di Milano, con l'avanzare dell'età e le continue lotte si conquistò il nome di Valente Capitano, militò sotto diverse bandiere, per il Papa Alessandro VI, per la Serenissima contro i francesi, Chiamato anche dai Fiorentini contro Pisa. Pultroppo a soli 36 anni a Fossombrone morì di malattia, era l'11 Aprile 15083 punti
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Spesso, nei cataloghi di vendita capita di trovare che i grandi bronzi di Postumo non emessi dalla zecca di Treviri (in passato identificata inizialmente con Colonia), siano ricondotti a un generico Atelier II. Si tratta di un centro di produzione che ha visto alternarsi numerosi incisori con risultati di varia natura: dalle emissioni di ottimo stile alle emissioni più rozze e dimensionalmente ridotte, utilizzando sia la coniazione che la fusione quali strumenti produttivi. L'Atelier II è stato individuato e ottimamente censito nel testo di riferimento per i bronzi di Postumo, l'opera di Bastien "Le monnayage de bronze de Postume" del 1967. Successivamente molti sono stati gli studi compiuti da altri autori che hanno completato e integrato la sua opera magistrale, focalizzandosi anche su questo misterioso Atelier II (Gricourt, Hollard, Pilon...). Adesso, piccola pausa... leggetevi questo fumetto! ...anche se in francese, la lettura risulta comunque comprensibile: due (soldati? controllori?) romani girovagando per un vicus - un villaggio rurale - si imbattono in un'officina clandestina dove dei falsari sono intenti a fare... il loro lavoro e la mia gioia - futura di un bel po' di secoli - di collezionista di imitativi! Il luogo non è un luogo a caso, siamo a Chateaubleau un piccolo villaggio rurale della Seine-en-Marne che gode di una discreta fortuna derivata dalla sua posizione lungo la via Agrippa che collega Boulogne-sur-Mer a Lione e Milano e alla presenza in loco di sorgenti ritenute miracolose. Ebbene sì, a Chateaubleau esistevano di sicuro due santuari di una certa importanza: uno dedicato proprio a queste acque miracolose (un cosiddetto sanctuaire de source) che dovevano guarire da sterilità e malattie degli occhi e un altro con una serie di celle multiple dedicate a diverse divinità tra le quali Mercurio, protettore di viaggiatori e commercianti, e la dea Epona, protettrice dei cavalli. A questi due santuari probabilmente se ne deve aggiungere un terzo stando ai più recenti sondaggi archeologici. La pianta del vicus è stata così ricostruita dagli archeologi e, come potete già notare dalla cartina, sono state evidenziate ben 3 strutture adibite alla produzione di moneta. Già, perché è proprio su questo aspetto che volevo incentrare questa discussione: la produzione di moneta locale. Il sito di Chateaubleau, studiato magistralmente da Pilon, è stato un importante centro produttivo di moneta imitativa del III secolo. I ritrovamenti chiave di materiale di scarto di fusione, di tondelli vergini, di tondelli scartati, di materiale metallico destinato alla fusione, di barre preparatrici di tondelli, di matrici di pietra per la produzione di tondelli per fusione e di una grande quantità di stampi in terracotta con calchi di denari, sesterzi e antoniniani ufficiali non lasciano dubbio alcuno circa la presenza di ben tre (o forse di una sola ma articolata in tre officine!) zecche locali attive molto probabilmente dal 260 al 280 d.C. Delle tre officine, due non potevano non "conoscersi" data la loro distanza di pochi metri e, in generale, essendo tutte e tre operanti nel medesimo periodo è alquanto probabile, se non certo, che ci fosse un certo scambio della manodopera impiegata. Una pianta più dettagliata della zona forse rende meglio l'idea: Interessante come in queste tre officine si sia prodotto di tutto: dai denari agli antoniniani passando per i sesterzi, sostanzialmente con questa distribuzione: Lo studio e l'analisi su questo sito, per quel che mi riguarda, è ancora in una fase embrionale, ma già da adesso volevo condividere con voi alcune mie piccole scoperte e qualche sintesi. Di grande interesse è il tempio a nord, il santuario di fonte, dove è stato trovato un vero e proprio ripostiglio di tondelli vergini da coniare scartati in quanto difettati. Il deposito citato è stato rinvenuto nella zona del "bassin nord" e si tratta di un possibile deposito votivo dove il valore in questo caso non era costituito da reali monete in quanto tondelli non coniati, ma da oggetti monetiformi il cui valore risiedeva nel loro peso complessivo. La datazione, resa possibile anche grazie alla presenza di un antoniniano imitativo di Tetrico I con l'hilaritas al rovescio è collocabile tra il 274 e il 280 d.C. Un simile deposito, proprio per la sua natura, può essere stato accantonato quasi sicuramente da un soggetto in stretto contatto con un atelier di produzione di moneta imitativa, quindi con buona dose di probabilità da un addetto alla preparazione dei tondelli o comunque da qualcuno facente parte della filiera produttiva e data la vicinanza di ben tre officine è altamente possibile che il dono sia composto proprio da "prodotti locali". - FINE PRIMA PARTE (...continua nei prossimi giorni) -2 punti
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Il fuoco greco , la cui invenzione si attribuisce a un greco originario della città di Eliopolis di nome Callinico , oggi si pensa fosse composto da una miscela di pece, salnitro , zolfo , petrolio , nafta e calce viva ; il componente base del “fuoco greco” era quello che oggi conosciamo come petrolio e fu descritto da diversi scrittori antichi . Questa miscela incendiaria veniva gettata sui nemici di terra o di mare tramite lanci di piccoli barili o di sfere riempite con questa miscela , oppure spruzzata dentro un tubo , come un moderno lanciafiamme , tramite pompe azionate a mano . Il salnitro , lo zolfo e la calce , erano prodotti naturali minerali , conosciuti ed utilizzati dagli antichi e facilmente trovabili in natura in varie localita' , ma la pece , il petrolio e la nafta provenivano in antico esclusivamente dall' aerea medio orientale , dalla Mesopotamia ; come venivano utilizzati questi ingredienti ? Leggiamo alcuni passi che ci hanno lasciato gli antichi scrittori latini e greci . Plinio il Vecchio : Naturalis Historia , libro II : “Nella Citta' di Samosata in Commagene si trova uno stagno che emana fango infiammabile , lo chiamano maltha , come tocca qualcosa di solido si attacca , inoltre venuto a contatto segue anche chi lo fugge .Con questo mezzo difesero le loro mura contro gli assalti di Lucullo : i soldati bruciavano dentro nelle loro armature” , in questo passo Plinio fa riferimento all' assedio di Tigranocerta avvenuto nel 69 a.C. da parte di Lucio Licinio Lucullo durante la campagna militare contro il Re di Armenia , Tigrane II . Anche Plutarco quando scrive di Alessandro Magno in marcia verso Babiliona a proposito del “fuoco eterno” , Vita di Alessandro : “Attraversando la Babilonia che subito si sottomise interamente a lui , Alessandro fu particolarmente colpito dalla voragine di Echatana da cui sgorga come una sorgenteun fuoco continuo e dal torrente di nafta che scorre li vicino cosi' abbondante da formare come una palude . La nafta somiglia molto al bitume ma e' cosi' sensibile al fuoco che prima ancora di venire a contatto con la fiamma , sollecitata dalle scintelle che ne sprigionano , s' incendia dando fuoco anche all' aria circostante . Per dimostrare ad Alessandro il potere di quel liquido , i Barbari ne versarono uno strato sottile nel sentiero che conduceva alla dimora reale , quindi accostarono le torce all' estremita' del liquido stesso . Stava facendo buio ed ecco che le prime chiazze presero subito fuoco , dopo di che in un niente senza che alcuno potesse rendersi conto di quanto accadeva , con la velocita' del pensiero , la fiamma arrivo' all' estremita' opposta e il sentiero fu tutta una lingua di fuoco” Le sorgenti di petrolio a sud di Arbela sono citate anche da Strabone , Geografia , libro XVI : “Nelle vicinanze di Arbela si trova anche la Citta' di Demetriade , poi vengono le sorgenti nafta da cui si levano fiamme …...” Anche lo scrittore Quinto Curzio Rufo , vissuto sotto Caligola e Claudio , nella sua opera Storia di Alessandro Magno Macedone : “Alla quarta giornata di marcia Alessandro arrivo' alla Citta' di Mennis (attuale Baba Gurgur) . C'e' li una caverna da cui una fonte emette una massa cosi' grande di bitume da convalidare l' opinione che le mura di Babilonia , opera enorme , siano state spalmate del bitume di questa scaturigine” La stessa notizia ci giunge anche da Erodoto che nelle sue Storie , libro I , scrive : “A otto giorni di marcia da Babilonia c'e' un altra Citta' chiamata Is e attraversata da un fiume non grande esso pure chiamato Is e affluente dell' Eufrate . L' Is con le sue acque trascina anche dei grumi di bitume , da li fu portato a Babilonia il bitume per le mura ; e cosi' fu fortificata Babilonia” Di questa particolarita' di Babilonia ne parlarono anche Diodoro Siculo , Eratostene , Posidonio ed Ammiano Marcellino che nelle sue Storie , libri XXIII e XXIV , quando accompagno' l' Imperatore Giuliano nella campagna in Persia , scrive : “....fra tutte la piu' vicina a noi e' l'Assiria , un tempo estesa e ricca per popolazioni e ricchi villaggi , assume poi un appellativo unico cosicche' ora e' nel suo insieme chiamata Assiria . C'e' abbondanza di frutti e di raccolti usuali e viene fuori il bitume vicino al lago Sosingite (attuale lago Van) . Qui viene fuori anche la nafta glutinosa come la pece , simile anch' essa al bitume e se vi posa sopra un uccelletto il volare gli viene impedito , viene sommerso e scompare del tutto . Quando questo tipo di liquido comincia ad ardere la mente umana non trova altro tipo di estintore che il gettarvi sopra la polvere” Ammiano Marcellino prosegue ancora : “In questi territori e' visibile anche una spaccatura del terreno da dove viene fuori un soffio mortifero , uccide per la pesantezza della puzza ogni essere animato fermatosi nelle vicinanze . Questa peste nasce da un pozzo profondo lasciata la sua bocca larga e se primadi alzarsi verso l' alto si fermasse sulle terre poste li' a fianco , le renderebbe inabitabili con quel puzzo insopportabile” Anche oltre : ”Nei due giorni che seguirono marciammo per duecento stadi e giungemmo a Baraxmalcha , passammo il fiume di qui' e a sette migli da li' attaccammo la Citta' di Diacira , priva di abitanti , ricca di frumento e di sale bianco , vedemmo sulla sua rocca un Tempio dall' alta vetta , l' incendiammo e morirono poche donne che vi si trovavano , passammo oltre una fonte di bitume e occupammo la Citta' di Ozogardana” Dopo Ammiano Marcellino , altri scrittori bizantini ed arabi descrissero abbondantemente di queste sorgenti di bitume , pece e nafta , fino ad arrivare ai nostri giorni quando i popoli arabi hanno fondato la loro ricchezza sul petrolio che un giorno certamente finira' . Rappresentazioni bizantine dell' utilizzo del "fuoco greco"2 punti
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salve ragazzi cosa ne pensate di questa 1805? accetto pareri positivi,negativi sulla conservazione. grazie come sempre2 punti
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Buongiorno, vi presento questa banconota della Yugoslavia Popolare Federale, 1000 dinara 1° maggio 1946, un poco rara e abbastanza circolata. Al dritto a sinistra della banconota lo stemma della federazione con 5 fiaccole (la sesta verrà aggiunta successivamente) a simbolo dei cinque popoli yugoslavi uniti in un solo Stato. A destra contadina con spighe di grano. Al rovescio, a sinistra le cascate del fiume Pliva, presso Jajce in Bosnia, cittadina dove praticamente il 29 novembre 1943 fu fondata la Yugoslavia socialista di Tito. A destra figura femminile allegorica della Repubblica.2 punti
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@avgvstvsQuesta è tosta, in attesa di studiarla meglio mi è caduto l'occhio su quel piccolo particolare al centro del cerchietto rosso, particolare che te conosci molto bene avendocene brillantemente svelato la natura, .......o sono fuori strada?2 punti
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Buonasera a tutti voi del forum vorrei condividere con voi questo 10 tornesi Francesco I e avrei due domande da farvi , secondo voi arriva al BB e poi chiedo se mettendo in ammollo in acqua demineralizzata la moneta quelle piccole macchie verdi andranno via.Grazie in anticipo a chi mi risponde2 punti
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Parlo per me...e mi sento anche di includere altri.... Se si dovessero catalogare questi tipi, di conseguenza, anche tutte le altre monete di Napoli, con queste differenze, andrebbero incluse, perchè non puoi farlo solo per questa..... e ci vorrebbero almeno (prendo ad esempio il Manuale) altre 500 pagine di monete da inserire come varianti. Vedi ... ci sono, per chi studia e per chi mette nero su bianco, prendendosi anche responsabilità......monete e monete variate di conio...ma poi uno studioso sceglie di sua iniziativa, anche perchè studioso (appunto), delle decisioni su quali di queste possono effettivamente essere scaturite da volontarietà o involontarietà dell'incisore. Sarebbe molto lungo come discorso.....ma spero di essermi fatto almeno capire...un pò.2 punti
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Ciao a tutti, ciao @Meleto Caro Meleto, ma tu mi posti un cavallo! Ti perdono in quanto spero tu non fossi a conoscenza dei miei "obblighi"... ? Oggi mi è così arrivata questa: la ho appunto presa per il cavallo: pagata 12,00 EUR + spese di spedizone. La tiratura purtroppo non sono riuscito a trovarla, per tutti gli altri anni viene indicata, per il 1851 no. https://www.muenzenwert.de/Muenzkatalog/Deutschland/Altdeutschland/Braunschweig/1_Pfennig_1851-1856_C5157.html Anche se la mia monetina è meglio conservata della tua, voglio confidarti che io avrei preferito trovarla come te ad un mercatino che non comprarla sterilmente da catalogo... Con tanti equini saluti, Njk2 punti
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E due centomilalire Manzoni Carli Lombardo 1970 Qui Alessandro (gli diamo del tu) mi sembra piuttosto sorridente!2 punti
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Grazie! E non è ancora finita Domani seconda puntata con un piccolo ripostiglio di sesterzi, qualche identità di conio e... Un'ipotesi di identificazione interessante2 punti
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Bella medaglia seicentesca con la MADONNA DEL ROSARIO e al R/. SAN DOMENICO DI GUZMAN con la croce nella destra e i gigli nella sinistra.2 punti
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Alberto e @bizerba62, io mi domando se in questi casi, non si possa poi passare al contrattacco. Mi spiego meglio: a mandarti la lettera firmata con il relativo provvedimento é sempre un nome e cognome con tanto di firma in calce. In caso di "castronata", perchè non chiedere i danni alla relativa firma in calce ? E NON all'ENTE generico. Sarà poi chi ha firmato il provvedimento errato e che ha creato danni a terzi a rivalersi, eventualmente se ve ne siano gli estremi, all'ENTE o chi per esso.2 punti
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taglio 50 cent paese Malta anno 2017 tiratura 25.000 condizioni spl città Milano Note rr2 punti
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Ecco mi piace soprattutto questo : "E il Tar ha accolto il ricorso sottolineando, tra le altre cose, che le valutazioni dell’amministrazione devono fondarsi su «adeguata istruttoria» e necessitano di «congrua motivazione». Di sicuro ci ha rimesso la casa (Bolaffi), l'acquirente, il mercato di settore Italiano in generale...tutti meno il funzionario/dirigente (da noi stipendiato) inadeguato (almeno la sua istruttoria e motivazione).2 punti
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Qui hai la scheda che @fabio22 ha già predisposto: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-WM72S/16 Manca la foto, se vuoi puoi aggiungerla. O se preferisci, la inseriamo noi con il tuo nome.2 punti
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E con l'aggiornamento del Manuale MAGLIOCCA ne vedremo ancora di più.... Inediti per tipologia, varianti sconosciute e storia.... Tanta storia Numismatica.2 punti
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Non si tratta di fare polemica ma di dare informazioni precise e se non se ne hanno sarebbe meglio astenersi......Mettere sullo stesso piano monete d'oro da investimento (sterline, marenghi, ecc) con quelle numismatiche è una castroneria per non dire altro. Se uno vende monete da investimento può considerare di realizzare circa il 10% in meno. Sulle monete numismatiche come si fa a dare indicazioni senza sapere di che moneta si tratta? Ogni moneta numismatica ha una quotazione e non si possono fare generalizzazioni altrimenti si danno notizie palesemente false. "Sul fatto che si trattasse di marenghi e non di monete da collezione, poco importa." è una affermazione assolutamente sbagliata e fuorviante soprattutto se letta da un neofita che si avvicina al forum per avere qualche consiglio. Forse, e vale per tanti........., prima di rispondere bisognerebbe leggere bene le domande e soprattutto pensare bene che quello che si risponde potrebbe, anche se involontariamente, creare dei danni, perchè se il neofita che ha fatto la domanda avesse venduto le proprie monete al 30% in meno del prezzo ufficiale dell'oro avrebbe preso una bella fregatura, Se poi fossero state monete numismatiche meglio non parlarne.2 punti
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taglio 2 euro cc bandiera paese finlandia anno 2015 tiratura 480.000 condizioni spl città Milano2 punti
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Bravo @margheludo, ciò che dici mi piace. Sento di poter condividere la tua osservazione, anche se il particolare non è chiaro come in altri esemplari visti in passato. Questa è stata comunque l'occasione per rivedere alcune immagini che avevo in archivio, ed in particolare mi sono soffermato sulla moneta che segue: Ci sono delle caratteristiche in comune tra i due denari, secondo voi?1 punto
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Nemmeno io l'ho mai vista prima. Se dovessi scommettere su quale zecca l'ha coniata, direi Napoli senza esitazione. Il diritto sembra sia stato battuto con i coni dello scudo d'oro, il ritratto è identico. Complimenti al possessore.1 punto
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Mai visto una moneta del genere.... e nemmeno, credo, mai sin d'ora trascritta. Avrebbe bisogno davvero di approfondimenti storici. Complimenti.1 punto
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Le macchie e incrostazioni rendono difficile stabilire uno stato conservativo più o meno obbiettivo, quindi di conseguenza sono stato un po' stretto ma comunque la basetta è quasi assente indice di conservazione medio-bassa, se poi quando sarà pulita di dimostrerà veramente un BB pieno allora sarò contento per il proprietario... Si domani vado a prenderlo in stazione e poi passiamo 2 giorni insieme al convegno,poi te lo riconsegno in perfette condizioni...1 punto
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In un mese e mezzo da quando ho cominciato la mia collezione 56 commemorativi ... ?1 punto
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Taglio: 2€ CC Nazione: Italia Anno: 2015 A Tiratura: 3.500.000 Condizioni: BB Città: Massa (MS)1 punto
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Ciao a tutti, ciao @Poemenius non so se qui si faccia riferimento ad uno scritto: "(dedicato) Roma felix" (gentile suggerimento di W. Weiser). Hinweis -> suggerimento, indicazione, (dare) una dritta. Potrebbe essere che il Sig. Waiser abbia semplicemente fatto notare la cosa, senza fondamento bibliografico. È il frdl./gentile che mi fa supporre che il Sig. Weiser sia intervenuto in prima persona e questo è un modo per ringraziarlo. Servus, Njk1 punto
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Ricordo, en passant, che la sentenza del T.A.R. potrebbe essere ancora appellata dal Ministero dei BB.CC. dinanzi al Consiglio di Stato. Aspetterei, pertanto, a trarre già oggi delle conclusioni definitive. M.1 punto
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Salve, facendo la ricerca delle discussioni sui quadranti ne ho ritrovata una molto interessante dal titolo "Segnalazione editoriale" iniziata da Illyricum65 il 6/12/2016 in cui si illustravano articoli estremamente interessanti di Antonio Morello sui quadranti. Tre articoli apparsi su "Monete Antiche" (nn.78-83-90) e si accennava alla possibilità di un quarto dedicato alla produzione flavia e antonina. Chiedo ai soci del forum se è stato poi completato quello che sarebbe un importante "corpus", se i vari articoli sono stati magari riuniti in un'unica pubblicazione e, comunque, in che modo sono accessibili. PS. Si era iniziata anche un bella ed ampia discussione sui quadranti imperiali che pian piano è andata un po' nel dimenticatoio...peccato, sarebbe interessante riprenderla tentando, come si era ventilato, la pubblicazione dei vari tipi in possesso dei soci...sarebbe un modo di valorizzare un tipo di moneta di nicchia ma, secondo me, molto affascinante. Nel tentativo di ravvivare la discussione, pur correndo il rischio di mettere un po' troppa carne al fuoco mi permetto di chiedere agli amanti dei quadranti un loro parere sul quadrante che allego :Domizia, C 15 RIC432. mm.17 gr.2,44 Secondo voi il busto femminile è di Domizia o di Cerere ? Il Cohen lascia aperto le due ipotesi. se fosse la prima penso sia l'unica figura femminile riportata su un quadrante...1 punto
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il codice della raccomandata lo sanno prima, infatti anche a me non risultava adesso mi dice raccolto alle poste di san marino. ma loro lo sanno già appena fatturano. poi se ti riferisci al fatto che sul sito ufn il tuo ordine è ancora in lavorazione, non lo contare, a me quello di maggio è ancora scritto così, perchè il loro gestionale non è collegato a quello che c'è scritto sugli ordini del sito, e quindi non lo modificheranno mai da ufn, come le mie coincard che ce le ho ma sul sito da in lavorazione1 punto
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Complimenti! Ottima la presentazione. Una nota particolare per il 50 c. rigato veramente in alta conservazione. Forse uno dei più belli che mi sia capitato di osservare.1 punto
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Abbiamo solo un problema: un conio non si può reincidere e riportarlo allo stato originario perché si dovrebbe lavorare in addizione di metallo e non in sottrazione ( la reincisione, appunto) l esemplare 9 è solo una moneta che ha subito un tentativo di riparazione in tempi moderni con asportazione parziale del metallo in più derivante dalla rottura del conio in antico. Idem sulla moneta NAC in cui l’intervento è stato più completo e accurato.1 punto
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Arrivata questa sera l'e-mail con il codice per tracciare la spedizione. Rapidissimi questo giro...1 punto
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Ciao. La sentenza del T.A.R. Roma, sez. II quater, è la n. 9826/2018 pubblicata il 9.10.2018. In allegato ne posto il testo integrale, reperibile sul sito della Giustizia amministrativa. Saluti. M. TAR Roma sent. n. 9826:2018 del 9.10.2018.pdf1 punto
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Confermo, i biglietti della serie 1946 non sono proprio semplici da trovare. Ho in collezione i tagli da 50-100-1000 tutti circolati e in condizioni precarie, mi manca quello da 500. Aggiungo i pezzi da 50 e 100 dinari presenti nella mia collezione Esteticamente simile è il biglietto da 100 dinari del 1953, ultima emissione con questa grafica. La serie successiva, emessa a partire dal 1955, è del tutto diversa: il design sarebbe sopravvissuto alla rivalutazione degli anni '60 durando praticamente fino agli anni '80.1 punto
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Grazie Betto mi rispondo da solo: ho trovato il riferimento alla moneta - di Tito non Vespasiano - come riportavo sopra. Il ritrovamento del denario pompeiano (con l'indicazione della XV acclamazione) permette di affermare che l'eruzione avvenne, ovviamente, dopo l'emissione di questa moneta, quindi nell'anno in cui l'imperatore Tito ricopri il settimo consokato (il 79), dopo l'assunzione per la nona volta della potesta’ tribunizia, cioè dopo il 1º luglio e dopo la quindicesima acclamazione ad imperatore, consentendo di spostare ancora oltre luglio il terminus post when. Due iscrizioni (conservate a Siviglia , e al British museum) datate al 7 settembre e all'8 settembre hanno consentito di accertare che l'eruzione avvenne certamente dopo queste date. Nelle due iscrizioni infatti, una lettera scolpita in un'epigrafe brinzea di Tito ai decurioni è riportata la quattordicesima acclamazione assieme alle date del 7 (per la lettera di Tito) e dell'8 settembre (per il diploma), consentendo di affermare che la quindicesima acclamazione imperiale si è svolta certamente dopo queste due date. Il diploma di congedo è il seguente (sono evidenziate l'acclamazione imperiale e la data di conferimento del diploma). il ritrovamento della moneta con la data della quindicesima acclamazione e ora anche questa scritta confermano quindi che la datazione è da spostare ( si riscrive la storia come ha detto qualcuno..) a ottobre , tra l’altro coerentemente con altri particolari che gia’ suggerivano una datazione successiva al mese di agosto ( anfore di vino etc.).1 punto
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Bertolami Fine Arts, Auction 6, lot 358, 10/12/2012 Sicily, Bronze,Lipara, After 252 BC, AE, (g 3,82, mm 17, h 2). Male head r.; at l. tongs, Rv. ?I?APAION, Hephaistos standing l., holding spear and tongs. CNS I, n. 36; SNG ANS -.Very rare. Green patina. About extremely fine.1 punto
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Classical Numismatic Group, Inc. Electronic Auction 301, lot 170, 24/04/2013 TROAS, Ilium. Caracalla. AD 198-217. Æ (26mm, 13.16 g, 6h). Laureate, draped, and cuirassed bust right / ΕKTΩP ΙΛIΕΩN around, Hector standing right, holding shield, about to hurl a torch at one of two Greek ships with rowers. Bellinger T239; BMC 91. Good Fine, green patina, some roughness. Very rare and interesting mythological type. Tell me now, Muses, you who live on Olympus, how the Achaean ships were first set on fire. Hector charged at Ajax and struck with his long sword at the ash pole near the socket at the top, shearing the head away, and leaving Telamonian Ajax brandishing a useless pike, its bronze blade clanging to the ground far away. Ajax shuddered deep in his mighty heart at the gods’ actions, and knew that Zeus the Thunderer, on high, intent on Trojan victory, was bringing all their battle plans to naught. So he fell back out of range, then the Trojans threw blazing brands into the swift ship, and a stream of living flame instantly engulfed it. Iliad XVI:112-114 ILLUSTRAZIONE: ETTORE E CASSANDRA1 punto
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