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Condivido con gli amici del forum il dritto di questa piastra del 1798, foto presa con luce solare diretta per far risaltare gli splendidi dettagli della capigliatura....5 punti
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Per gli appassionati della monetazione emiliana (e per tutti gli interessati) ho reso disponibile sul canale academia.edu la copia pdf dell'articolo recentemente pubblicato sul n°347 02/2019 di Panorama Numismatico. Essendo frutto di un erroneo accoppiamento di conii, nell'articolo il sesino oggetto dello studio viene confrontato con le altre tipologie di sesini emesse a Guastalla a nome di Ferrante II Gonzaga Di seguito il collegamento: https://www.academia.edu/38532065/Guastalla._Un_sesino_inedito_per_Ferrante_II_Gonzaga Buona lettura Mario5 punti
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Partecipo alla discussione postando la mia 1798 acquistata da poco, ha una patina di vecchia raccolta meravigliosa...!4 punti
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Buongiorno a tutti, fotografia e numismatica sono due passioni che se vissute assieme possono dare grandi soddisfazioni. Riuscire a fotografare e catalogare le proprie monete o medaglie regala grandi soddisfazioni e permette di condividere la propria collezione in modo semplice e sicuro. E' vero, costa tempo catalogare, ma per chi ama scattare foto questo tempo è puro piacere e si può sempre cominciare da una tipologia per poi estendere l'archiviazione mano a mano su tutte le altre tipologie. L'importante è iniziare. Questo per esempio è un fotolibro 21x21 con copertina e pagine rigide che ho stampato pochi giorni fa, in questo caso le medaglie stampate hanno un diametro di 10 cm, quindi osservabili nella loro pienezza con vizi e virtù messe a nudo. Il progetto è salvato online, quindi posso andare ad aggiungere pagine mano a mano e ristampare tutto tra qualche anno, quando la collezione avrà un certo numero di "pezzi" nuovi. Chiaramente il limite è dato dal fatto che non è economicamente conveniente andare a stampare il libro ad ogni nuovo acquisto. Nel mio caso ho catalogato circa 75 Medaglie Papali acquistate dal 2014 al 2018 (prima edizione), tra qualche anno, se la collezione cambierà in modo sostanziale andrò a stampare la seconda edizione. Ci sarebbe un metodo ancora migliore, che è quello di stampare in alta definizione ogni singola moneta stampando ogni singola pagina. In questo modo si potrebbe aggiungere in un raccoglitore mano a mano , avendo un catalogo sempre aggiornato, sia nel caso di nuovo acquisto che nel caso di vendita. Personalmente non amo portarmi dietro i raccoglitori, un libro 21x21 per me è più pratico anche se evidentemente meno "flessibile". Cordiali saluti e buona settimana. Silver4 punti
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Recentemente mi sono imbattuto in un antoniniano di Claudio II coniato nella zecca di Cyzico che ha attirato la mia attenzione. Avendo ormai la mia collezione principale (impero gallico ufficiali e imitative, ripostigli del III secolo e successivi) raggiunto un livello di saturazione abbastanza alto (inizio a faticare a trovare pezzi mancanti ) talvolta - sempre nell'ambito del III secolo - sconfino in altri territori (Gallieno, Claudio II, Quintillo e Aureliano... per ora!)... e così ho beccato questo pezzo: Claudius II (metà-fine 269) Zecca di Cyzico; 3a emissione - Fase I; 3a officina Antoniniano D\ "IMP C M AVR CLAVDIVS AVG", busto radiato a sinistra con tracce di drappeggio dietro e davanti al tronco. Sotto al collo segno di zecca (officina): "•••". R\ "PAX AETERNA", la Pace stante a sinistra con ramoscello d'ulivo nella mano destra e lungo scettro di traverso nella sinistra. All'esergo: "SPQR". Questo esemplare è una variante del RIC 237 (variante dovuta al tipo di busto). Il ric online lo riporta al n. 944 e lo censisce in soli 3 esemplari: 1) 2) 3) Navigando in rete ho recuperato un solo altro esemplare: 4) Quindi in totale, con il mio esemplare, saliamo a quota cinque. Guardando le monete e confrontandole tra loro, mi sembra che tutti e 5 i pezzi presentino il medesimo conio di dritto (guardate la posizione della lettera "L" di Claudius e soprattutto la sua forma un po' 'sbavata'), mentre solamente gli esemplari (3) e (4) condividono anche lo stesso conio di rovescio. Il fatto che siano apparsi sul mercato pochissimi esemplari di questa tipologia e che tutti quelli di cui ho recuperato una foto sembrano condividere lo stesso conio di dritto, mi fa pensare a una emissione realizzata in pochi tondelli. Lascio a voi la parola per commenti e soprattutto integrazioni! ...purtroppo con Claudio II non posso vantare lo stesso livello di approfondimento dei miei amati imperatori gallici!3 punti
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Il rovescio l'ho preso male. Forse dovrei partecipare a un master triennale in fotografia di monete3 punti
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Strepitosa moneta di Siracusa in vendita il prossimo 19 febbraio da Gerhard Hirsh, un 100 litre oro a un prezzo di partenza di "sole" 18.000 euro. Che ne pensate?? Gerhard Hirsch Nachfolger > Auction 346 Auction date: 13 February 2019 Lot number: 2037 Lot description: GRIECHISCHE MÜNZEN, SIZILIEN, SYRAKUS. Au-100 Litren. 405-400. Arethusakopf l. mit Ohr- und Halsschmuck. Unter dem Kinn Punkt. Rs: Herakles kniet r. und würgt den nemeischen Löwen, der sich gegen den Oberschenkel des Heros stemmt. SNG COP. -. SNG ANS 330 (Vs. stgl.). 5.78g, Hohes Relief. Vs. kleine Druckstelle. G O L D vz Erworben bei Numismatica Fiorentina S.r.L. Mit Exportgenehmigung für Italien. Beide Darstellungen haben einen mythologischen Hintergrund. Die Vorderseite zeigt die Quellnymphe Arethusa, die auf der Flucht vor dem liebestollen Flußgott Alpheios mit Hilfe der Artemis unter dem Meer fließen konnte und erst auf der zu Syrakus gehörenden Insel Ortygia wieder zum Vorschein kam. Sie ist das häufigste Motiv auf den Münzen von Syrakus. Die Rückseite zeigt Herakles beim Erwürgen des nemeischen Löwen, den er nicht mit Waffen töten konnte, da sein Fell unverwundbar war. Das Löwenfell war demnach neben der Keule das Hauptattribut des Herakles, der zu Sizilien in einer besonderen Beziehung stand. Er besiegte nämlich einst den Eryx im Zweikampf und erhielt als Preis die Insel, die er aber ihren Bewohnern überließ. Vor diesem Hintergrund kann man die Darstellung des Herakles auch als Anspielung auf den von Syrakus geführten Kampf der Griechen zur Befreiung Siziliens von der karthagischen Besatzung verstehen. Estimate: 18000 EUR2 punti
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Adesso che è stato addirittura pubblicato su un articolo di una rivista numismatica nazionale, il buon @guasti2007 dovrà fare proposte a 4 zeri se vorrà averlo ?2 punti
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Ti faccio i miei complimenti! riuscire a trovare un ritratto di questa qualità non è assolutamente facile, nonostante l'elevatissima produzione di questo nominale per questo millesimo. Allego un dettaglio fortemente ingrandito (già riproposto in altre sedi), per mostrare al meglio come dovrebbe essere il dettaglio della parrucca.2 punti
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Buona serata Sinceramente dalla foto di questo sesino a nome di Pasquale Cicogna non vedo particolari strani; c'è da dire, però, che Venezia dirottava queste monete, soprattutto se usurate e/o calanti di peso, verso i suoi possedimenti. A Candia era usuale contromarcare questa moneta per certificarne la bontà e consentirne l'uso in loco al valore definito, invece di ritirarla e riconiarla. saluti luciano2 punti
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Si tratta di un bezzo da 6 bagattini (moneta veneziana). Le sigle P G dovrebbero condurre al massaro Piero Gritti che operò a Venezia dal 1649 al 1650 nel corso del dogato di Francesco Molin. Per una conferma dell'attribuzione al massaro è comunque meglio attendere la conferma di @417sonia o qualche altro "veneziano" Ciao Mario2 punti
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Lunghetta la storia... inizierebbe alla fine dell'800 con la Banca d'Italia che si affida a Rinaldo Barbetti per approntare i bozzetti della prima emissione delle sue banconote, forse è meglio estrapolare quanto riporta la stessa Banca d'Italia nel suo sito: ____________________________ La Banca d'Italia cominiciò a lavorare al progetto delle nuove banconote molto presto, tanto che nell'autunno del 1894 il capo dell'Ufficio Fabbricazione biglietti Giulio Cesare Carraresi, poté affidare a Rinaldo Barbetti, un noto orafo senese residente a Firenze, l'incarico di eseguire i disegni dei nuovi biglietti. Accantonata la proposta del Barbetti di inserire il ritratto di uomini illustri su una delle facce delle banconote, si decise di riprodurre motivi decorativi complessi, più difficilmente falsificabili. La scelta delle rappresentazioni allegoriche cadde su temi di carattere generale quali l'Arte (50 lire), le Scienze (100 lire), la Giustizia (500 lire), l'Industria, Commercio e Agricoltura (1.000 lire) e il Credito (50, 500, 1.000 lire). Inoltre, per rendere più difficile la falsificazione dei nuovi biglietti, questi furono stampati a due o più colori a seconda dei tagli e su carta bianca filigranata. Sulla base dei disegni del Barbetti i nuovi biglietti intestati 'Banca d'Italia' furono emessi a partire dal 1896. I primi biglietti della Banca d'Italia disegnati dal Barbetti ebbero varie critiche, oltre ai difetti di natura estetica, se ne lamentavano altri più gravi, in quanto sia il disegno, sia la combinazione delle tinte, non opponevano vere difficoltà al falsificatore. Il gran numero di biglietti falsi esistenti in circolazione indussero la Banca d'Italia a studiare la possibilità di creare nuovi biglietti capaci di presentare maggiori ostacoli alla falsificazione e rispondere meglio alle esigenze estetiche. ____________________________ Il modello fu ripetutamente riciclato anche in presenza di un nuovo biglietto (Capranesi) che avrebbe dovuto sostituirlo. Ventennio, seconda guerra mondiale, opportunità, ed a causa dei problemi del dopoguerra, il modello denominato "grande M" fu riutilizzato sino alla fine degli anni '40 (queste banconote furono accettate per il cambio sino al 31 dicembre del 1954). Volendo tralasciare firme, decreti, officine, RSI e quant'altro, iconograficamente la tua banconota appartiene alla quinta generazione, quella con il mio avatar! ...... >> >> .....e cioè l'ultima raffigurata. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale un rimpicciolimento del nominale fu necessario, mille lire non era più una grande cifra, tre anni prima dell'ultima emissione era già in circolazione la banconota che la sostituì. Un'imponente banconota che da grande soddisfazione a tenerla in mano, complimenti per l'acquisizione!2 punti
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La Direttrice ha prontamente risposto specificando che sono di restauro molte parti della scultura (collo, naso, sopracciglia, orecchio sx) e che il busto con Medusa è opera moderna. Ha inoltre aggiunto che per il momento è stato attribuito a Volusiano … ma a mio parere la somiglianza è davvero scarsa soprattutto con il paragone a Gallieno. Vi aggiornerò se riceverò altre eventuali comunicazioni dalla Dottoressa Larese (della quale sottolineo la gentilezza e la disponibilità).2 punti
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Bentornato Eros. Sicuramente un bel rientro che non fa altro che dare ancor più valore al forum ed alla numismatica.2 punti
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Eros, non conosco le motivazioni del vuoto che hai lasciato in questo periodo, nel forum in genere, e nella sezione del sud nello specifico (per me). Hai dato tanto ai giovani ed anche a persone come me, che in sostanza, ogni giorno condivideva con te la passione per la Numismatica. Non mi prolungo tantissimo, ma questo che scrivo è voluto essere un modo per dirti Ben Tornato … e nel rileggerti ancora. A presto. Pietro Magliocca2 punti
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Se per qualsiasi motivo, non si ha l'opportunità di essere iscritti a qualche circolo numismatico oppure non si ha la possibilità di frequentare convegni, "lamoneta" offre (anche ai più lontani)tantissimo, colmando queste mancanze o distanze. "E non solo" perchè sono convinto che frequentando il sito si possono trovare amici, "si sono create amicizie". Buona settimana a tutti2 punti
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Taglio: 1€ Nazione: Principato di Monaco Anno: 2001 Tiratura: 971.100 Condizioni: BB+ Città: Prato (PO) Taglio: 2€ commemorativo Nazione: Principato di Monaco Anno: 2013 Tiratura: 1.226.631 Condizioni: SPL- Città: Prato (PO)2 punti
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Spesso, nei cataloghi di vendita capita di trovare che i grandi bronzi di Postumo non emessi dalla zecca di Treviri (in passato identificata inizialmente con Colonia), siano ricondotti a un generico Atelier II. Si tratta di un centro di produzione che ha visto alternarsi numerosi incisori con risultati di varia natura: dalle emissioni di ottimo stile alle emissioni più rozze e dimensionalmente ridotte, utilizzando sia la coniazione che la fusione quali strumenti produttivi. L'Atelier II è stato individuato e ottimamente censito nel testo di riferimento per i bronzi di Postumo, l'opera di Bastien "Le monnayage de bronze de Postume" del 1967. Successivamente molti sono stati gli studi compiuti da altri autori che hanno completato e integrato la sua opera magistrale, focalizzandosi anche su questo misterioso Atelier II (Gricourt, Hollard, Pilon...). Adesso, piccola pausa... leggetevi questo fumetto! ...anche se in francese, la lettura risulta comunque comprensibile: due (soldati? controllori?) romani girovagando per un vicus - un villaggio rurale - si imbattono in un'officina clandestina dove dei falsari sono intenti a fare... il loro lavoro e la mia gioia - futura di un bel po' di secoli - di collezionista di imitativi! Il luogo non è un luogo a caso, siamo a Chateaubleau un piccolo villaggio rurale della Seine-en-Marne che gode di una discreta fortuna derivata dalla sua posizione lungo la via Agrippa che collega Boulogne-sur-Mer a Lione e Milano e alla presenza in loco di sorgenti ritenute miracolose. Ebbene sì, a Chateaubleau esistevano di sicuro due santuari di una certa importanza: uno dedicato proprio a queste acque miracolose (un cosiddetto sanctuaire de source) che dovevano guarire da sterilità e malattie degli occhi e un altro con una serie di celle multiple dedicate a diverse divinità tra le quali Mercurio, protettore di viaggiatori e commercianti, e la dea Epona, protettrice dei cavalli. A questi due santuari probabilmente se ne deve aggiungere un terzo stando ai più recenti sondaggi archeologici. La pianta del vicus è stata così ricostruita dagli archeologi e, come potete già notare dalla cartina, sono state evidenziate ben 3 strutture adibite alla produzione di moneta. Già, perché è proprio su questo aspetto che volevo incentrare questa discussione: la produzione di moneta locale. Il sito di Chateaubleau, studiato magistralmente da Pilon, è stato un importante centro produttivo di moneta imitativa del III secolo. I ritrovamenti chiave di materiale di scarto di fusione, di tondelli vergini, di tondelli scartati, di materiale metallico destinato alla fusione, di barre preparatrici di tondelli, di matrici di pietra per la produzione di tondelli per fusione e di una grande quantità di stampi in terracotta con calchi di denari, sesterzi e antoniniani ufficiali non lasciano dubbio alcuno circa la presenza di ben tre (o forse di una sola ma articolata in tre officine!) zecche locali attive molto probabilmente dal 260 al 280 d.C. Delle tre officine, due non potevano non "conoscersi" data la loro distanza di pochi metri e, in generale, essendo tutte e tre operanti nel medesimo periodo è alquanto probabile, se non certo, che ci fosse un certo scambio della manodopera impiegata. Una pianta più dettagliata della zona forse rende meglio l'idea: Interessante come in queste tre officine si sia prodotto di tutto: dai denari agli antoniniani passando per i sesterzi, sostanzialmente con questa distribuzione: Lo studio e l'analisi su questo sito, per quel che mi riguarda, è ancora in una fase embrionale, ma già da adesso volevo condividere con voi alcune mie piccole scoperte e qualche sintesi. Di grande interesse è il tempio a nord, il santuario di fonte, dove è stato trovato un vero e proprio ripostiglio di tondelli vergini da coniare scartati in quanto difettati. Il deposito citato è stato rinvenuto nella zona del "bassin nord" e si tratta di un possibile deposito votivo dove il valore in questo caso non era costituito da reali monete in quanto tondelli non coniati, ma da oggetti monetiformi il cui valore risiedeva nel loro peso complessivo. La datazione, resa possibile anche grazie alla presenza di un antoniniano imitativo di Tetrico I con l'hilaritas al rovescio è collocabile tra il 274 e il 280 d.C. Un simile deposito, proprio per la sua natura, può essere stato accantonato quasi sicuramente da un soggetto in stretto contatto con un atelier di produzione di moneta imitativa, quindi con buona dose di probabilità da un addetto alla preparazione dei tondelli o comunque da qualcuno facente parte della filiera produttiva e data la vicinanza di ben tre officine è altamente possibile che il dono sia composto proprio da "prodotti locali". - FINE PRIMA PARTE (...continua nei prossimi giorni) -1 punto
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Recentemente su questo forum ho letto diversi messaggi nei quali vi era scritto che la ragione principale per cui i giovani non si avvicinano alla numismatica è quella economica... personalmente ritengo che questo, suppur innegabile e palese sia la difficile situazione economica generale delle famiglie italiane, non sia vero. Ho deciso per questo di creare una discussione (era già da tempo che l'avevo in mente) rivolta ad un potenziale giovane neofita, ma non solo, nella quale presentare una potenziale ed ipotetica collezione di monete medievali ottenibile con un ridotto budget economico, col fine di dimostrare come medioevo non sia sempre sinonimo di costoso in ambito numismatico. Di seguito verrano presentate una serie di monete esitate all'asta nell'ultimo anno entro i confini europei, in buona conservazione, che sono state aggiudicate a meno di 50 € ( ovviamente coi diritti ed eventuali spese di spedizione questa cifra potrebbe essere leggermente superata). Sono tutti pezzi ricchi di storia, di arte, di spunti interessanti che aspettano solo di essere approfonditi .. Ovviamente queste sono solamente a titolo d'esempio, ci sono altre centinaia di possibili esemplari che possono rendere bene l'idea... N°1 GENOVA - Repubblica (1139-1339) - Denaro - Castello - R/ Croce patente - (MI g. 0,8) CNI 1/69; MIR 16 Ottimo argento; FDC Ex Asta Bertolami E-auction del 24/02/2018 lotto 1054 aggiudicato a 35 €. N°2 PAVIA - Ottone III (983 - 1002) - Denaro - Ar - 16 mm. 1,22 gr. Near Very Fine Ex Asta Savoca 9th Blue Auction del 25/08/2018 lotto 2103 aggiudicato a 22€. N°3 ANCONA -Repubblica, metà del XIII sec. - Denaro. - Æ. gr. 0,69 Dr. DE ANCONA, Croce patente. Rv. PP S QVI - RI - A, Lettere C V S disposte attorno a globetto. BB Ex Asta Ranieri Online del 15/10/2018 lotto 233 aggiudicato a 10€ N°4 MILANO - Seconda Repubblica (1447-1450) - Grosso - Croce - R/ Sant'Ambrogio - (AG g. 2,28) NC Crippa 2; MIR 167; bel BB Ex Asta Bertolami E-auction del 24/02/2018 lotto 1156 aggiudicato a 35 €. N°5 VENEZIA Giovanni Dolfin Doge LVII, 1356-1361. Soldino. Ag. gr. 0,52 Dr. IO DOLP - hYNO DVX. Il Doge inginocchiato verso s., tiene vessillo. Rv. S MARCVS VENETI. Leone vessillifero verso s.; a s., sigla del massaro. Paolucci 2. q. SPL Ex Asta Ranieri Online del 15/10/2018 lotto 549 aggiudicato a 30€ N°6 Aquileia Ludovico II di Teck (1412-1420) Denaro D/ + LODOVICVS. DVX. D. TECh R/ PAThA AQVILE. Ø 17 mm Biaggi 193. 0.55 g. A.Unc Ex Asta VL Nummus del 10/03/2018 lotto 1257 aggiudicato a 35€1 punto
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Per arricchire il furum posto due interessanti ripostigli presenti oggi al Museo Archeologico di Piazza San Marco Ripostiglio di Meolo: Il ripostiglio fu rinvenuto nel 1937 a Meolo, località situata nella fascia settentrionale della Provincia di Venezia. La scoperta venne effettuata normalmente nel corso dei normali lavori agricoli, durante i quali fu messo in luce un recipiente in piombo, ora andato disperso, contenente 520 monete d'argento, la maggioranza delle quali era costituita da denari romani repubblicani. Oltre a questi era presente un quinario repubblicano coniato nel 97 a.C. e quattro dracme coniate da Ariobarzane I, Re di Cappadocia. Le emissioni delle monete rimaste (la maggior parte sono state purtroppo finalizzate alla vendita e al mercato di collezionisti) vanno dal III secolo a.C. al 27 a.C. Posto questo ripostiglio nella sezione imperiale poiché appartenne probabilmente ad un legionario di Augusto ritornato in Italia dopo le campagne vittoriose di Ottaviano in Oriente (ipotesi derivata dalla presenza delle dracme). Il gruzzolo rappresenta infatti poco più di due anni di paga di un legionario. Ripostiglio di Martellago: Il ripostiglio fu rinvenuto in località di La Gode nel comune di Martellago, centro situato nella fascia centrale della Provincia di Venezia. Al momento del rinvenimento il ripostiglio presentava ben 497 sesterzi di epoca imperiale, dei quali gran parte andò dispersa fra i rivenditori e gli stessi proprietari del terreno in cui fu ritrovato il ripostiglio. Attualmente sono presenti 252 sesterzi al Museo Archeologico che coprono un arco di tempo di quasi 200 anni, da Vespasiano a Treboniano Gallo: pur essendo oggi il gruppo di monete molto più ristretto rispetto al rinvenimento originario, esprimono comunque molto efficacemente la loro distribuzione cronologica nel tempo. Questo ripostiglio rappresenta un classico tipo di "risparmio" della moneta in bronzo che nel corso del III secolo coinvolse diffusamente l'area veneta nella tesaurizzazione del più alto valore nominale in tale metallo, il sesterzio appunto. Infatti, in seguito alla crisi crescente del III secolo, anche la moneta divisionale divenne sempre più risparmiata e ricercata. Particolare di un sesterzio di Gordiano I1 punto
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Non hai dimenticato nulla, naturalmente devi tenere conto anche dell'unica banconota "vecchia" che fu accettata per il cambio sino alla fine insieme alle altre, il 100.000 Caravaggio I° tipo del 1983.1 punto
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si, nel complesso è molto ben coniata (anche il rovescio), ma dalla foto mi sembra che il ritratto presenti usura (boccolo della parrucca, naso, bocca e mento). quella di fero.fers ha una conservazione più alta.1 punto
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Gli amici di Parma non devono addossarsi colpe particolari per il convegno che è stato a tutti gli effetti sottotono rispetto sicuramente a quelli precedenti. Per me è tutto figlio dei tempi che viviamo... Pochi soldi che girano tra i collezionisti di media fascia,prezzi delle monete in alta qualità in costante aumento ma mancato aumento degli stipendi delle persone normali. Quantità di aste assolutamente impossibile da reggere per un privato ed oramai anche i pezzi migliori, rari o appetibili passano sempre da li. Quindi la vera domanda è...a cosa servono i convegni a sto punto? Mi spiace ma si andrà sempre più verso uno svuotamento di queste manifestazioni e all'ultimo veronafil si è visto alla grande. Marco1 punto
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No, con questa fotografia escluderei la precedente e propenderei più per Sidone. PHOENICIA, Sidon. Æ 18mm (7.77 gm). Struck year 102 (10-9 BC). Laureate head of Zeus right /Nike standing right on prow, holding wreath; L BP (date) behind. RPC I 4600; BMC Phoenicia pg. 169, 162; SNG Copenhagen 2321 punto
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Più tardi ancora. Negli anni Ottanta la svolta: la casa da gioco è una macchina da soldi, un fattore rilevante per l’economia della regione. Merita grandi investimenti. Fu così deciso di trasformare il casinò in una mini-Las Vegas. Venne realizzata la grande sala Gold River per le slot-machines ed i giochi americani. L’obiettivo fu centrato in pieno: il casinò de la Vallée alle soglie del 2000 registra il record degli incassi, uno dei pochi europei in linea con Montecarlo e con in più la certezza di appagare i desideri di ogni giocatore.1 punto
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non è facile da queste foto, prova con la moneta in mano se noti similitudini con questa: Phoenicia, Berytos (Berytus). 1st Century BC. Obverse: Veiled and turreted bust of Tyche right. Reverse: BERHTW Nike, holding wreath and palm, standing right on prow. BMC: 25, SNG Cop 861 punto
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mi sono perso, a questo punto penso di rimandare l'uscita del prossimo articolo!!1 punto
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Vi comunico che ieri sera ho scritto personalmente alla direttrice Annamaria Larese, attendiamo un riscontro!1 punto
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Ciao , naturalmente lo "scherzo" si riferiva solo al fatto di scrivere al Museo veneziano con la identificazione uscita in maggioranza dal Forum .1 punto
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Attenzione ! @Edwin , non so a cosa ti riferisci quando dici " mi piace cercarle " ma sappi che la ricerca non autorizzata di monete antiche e' illegale , dai un' occhiata alla normativa sul ritrovamento di materiale archeologico ,e' meglio per tutti . Ciau. Adelchi.1 punto
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Ma ci mancherebbe caro, non era rivolto a te, non mi sarei mai permesso, criticavo la nostra zecca che invia le mail in ritardo... Un saluto1 punto
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E beh questa non potevo farmela scappare.. Quel leone non mollava...è stata dura, ma alla fine... Troppo alta la base, o forse...1 punto
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E' la palestra per antonomasia della numismatica Italiana... Non esiste un'altra realtà simile oggi, per appassionati e per nozioni... Un must, anzi il must.... E poi come dici te e non solo...1 punto
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Infatti fare le gare a chi ce la più bella e più rara non serve a un bel niente, solo al proprio ego.. Bisogna tornare ai fondamentali, tondello e contestualizzarlo, la conservazione deve essere relativa, altrimenti si crescono giovani con il traguardo conservativo e non storico.. Ed è per quello che oggi le basse conservazioni rimangono al palo, è cambiata la cultura numismatica, e cambiata la divulgazione, sono cambiate tante cose, troppe per i miei gusti, questo è il risultato... Convegni semi deserti, iniziative che latitano, e appassionati che si lamentano perchè non trovano materiale ai convegni... Mah...povera numismatica...1 punto
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Secondo me han circolato di piu' in Italia che in Somalia. Forse quelle da 1 cent sono meno richieste e chi scioglie le serie per vendere monete singole se le trova sul groppone.1 punto
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Fantastico questo 50 lire! Data per me tra l'R2 e l'R3. Tipologia meravigliosa, mettere vicino un marengo, un 50 lire ed un 100 lire crea un tris da sogno!1 punto
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3) sx: 10 Cent Lussemburgo 1901 dx: 100 Reis Brasile 19011 punto
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è grazie a te se hai destato l'interesse per la terza faccia della moneta...postando le monete si contribuisce tutti..1 punto
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Dimenticavo: fino a qualche mese fa, nessuno mai hai controllato i tagli delle monete....ma sono la terza faccia della moneta...da studiare. Ovviamente dopo un lungo lavoro di controllo, qualcosa ho lasciato, ma per essere la prima edizione ricca anche di queste particolarità inserite, che sono poi i simboli sotto il busto dei sovrani e anche nei tagli, credo che dopo decenni, decenni...siamo a buon punto. O sbaglio ?1 punto
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Approfondendo il discorso sul valore del follis come abbiamo avuto modo di dire in precedenza non è noto con certezza quale fosse il valore nominale del nummus argentiferous al momento della sua prima emissione nel 294 d.C.. All'inizio come riportato nel RIC è stato addirittura associato a un valore di 5 denarii per poi essere stato corretto in 10 denarii communes ed è stato a sua volta fatto proprio da Cope che in seguito all'editto di Afrodisia lo riporta nel suo studio con un valore raddoppiato di 20 denarii. Cosa porta a queste diverse ipotesi? Iniziamo con il dire che allo stato attuale non è giunto a noi nulla che chiarisca definitivamente il valore della moneta quindi tutte le supposizioni derivano da diverse interpretazioni. Sappiamo che a ridosso del 300 d.C. iniziano ad apparire dei contrassegni su alcune emissioni di Follis che sono stati considerati dai più almeno inizialmente come valori nominali. Troviamo quindi: XXISIS sui Follis di Siscia (la zecca più orientale sotto il controllo di Massimiano) XX-I sui Follis di Alessandria sotto il controllo di Diocleziano K-V sui Follis di Antiochia sempre sotto il controllo di Diocleziano Il RIC (Sutherland e Carson) interpreta le sigle come XX denarii corrispondenti a una moneta mentre per Antiochia come K (20) sesterzi o V (5) denarii. Queste diverse interpretazioni delle sigle citate a loro volta hanno portato a supporre che potessero essere in vigore valutazioni diverse per il follis all'interno dell’Impero, non solo tra occidente e oriente ma addirittura tra Antiochia e Alessandria. A dire il vero risulta altamente improbabile che una sigla (XXI) ben conosciuta all'interno dell’Impero dai tempi di Aureliano cambiasse di punto in bianco significato generando confusione a chi la leggesse, si può quindi pensare, che come per il radiato argentato, questa indicasse che la moneta era composta da 20 parti di bronzo e una d’argento. Esami metallografici hanno mostrato come la moneta dal peso di 1/32 - 1/30 libbra conteneva al massimo il 4% di argento e mai arrivava alla teorica percentuale del 4,76% di fino, un percentuale comunque plausibile con il significato della sigla. Se quindi per XXI potremmo avere una risposta quale può essere il significato di KV? Sarebbe stato normale seguire la stessa sigla greca usata sugli antoniniani, quindi KA, ma così non è stato. Il RIC, come detto, fornisce una sua interpretazione con 20 sesterzi = 5 denarii, una tesi probabilmente seguita all'iniziale interpretazione della sigla XXI. In realtà potremmo semplicemente ricondurre a tre ipotesi: potrebbe essere il valore della moneta espresso in denari (25); il contrassegno sia solo K e quindi V abbia un altro significato a noi oscuro; oppure personalmente mi viene da pensare che K V non abbia nulla a che vedere con un eventuale contrassegno di valore. Andando nel dettaglio della zecca di Alexandria notiamo come successivamente al 305 d.C. sui Follis appare nei campi la lettera K precedentemente presente ad Antiochia. Possiamo difatti notare che ad Alexandria nei campi sono presenti non solo contrassegni come S P (probabilmente dal significato Sacra Pecunia) e P R (Pondus Restitutus per indicare un aumento di peso) ma dal 308 d.C. altri contrassegni con il segno K. Per esempio: P R (Pondus Restitutus) A fine 308 d.C. appare nei campi X K Tra il 308-310 d.C. appare nei campi K P Nel 311 d.C. appare nei campi K X Una conseguente deduzione potrebbe essere che in realtà il marchio di valore in denari della moneta non fosse presente su queste emissioni e K (20) stesse a indicare le parti di bronzo (quindi riconducibile a XX). Altra conferma che non dovrebbe trattarsi del valore in denarii communes deriva dal fatto che nel 308 d.C. a Lugdunum viene emessa sui follis la sigla CIHS, interpretata da Crawford come 100 sestertii = 25 denarii. Questa interpretazione è molto plausibile in quanto HS indicava nel periodo arcaico il sesterzio, i numerali venivano segnati con una stanghetta orizzontale sopra i caratteri, da qui quindi l'abbreviazione IIS che si trasformò con il tempo in HS, di conseguenza questo confermerebbe che il valore del nummus argentiferous era 25 denarii communes. Cope menziona nella tabella del precedente post anche un radiato di Cizico dal peso di 6 grammi (ma del quale esistono esemplari di quasi 9 grammi come quello in foto sotto) e con un valore doppio rispetto alla frazione radiata largamente conosciuta. La moneta arriva ad avere un peso anche vicino a quello del follis del periodo, una moneta piuttosto rara e quindi non coniata in grandi quantità ma che per esempio vista la consunzione dell'esemplare postato ha comunque circolato. Questa moneta forse è nata da un'errata interpretazione delle direttive relative alla coniazione della nuova tipologia da parte della zecca, ciò non sarebbe una novità per il periodo visto che la stessa zecca di Cizico già commise un errore nello stesso periodo coniando un follis con nei campi la sigla di Cizico ma all'esergo quello di Treveri (SIC!!!) Questa tipologia quindi andrebbe probabilmente iscritta tra gli errori di conio più che come tipologia monetale. Cosa accadde quindi agli aureliani che circolavano per l'impero agli inizi del IV sec.? Un papiro non datato ma riconducibile al periodo della tetrarchia ci mostra la preoccupazione di un'uomo che in previsione della svalutazione di quella che chiama moneta italica si prodiga per fare in modo che possa essere spesa al più presto. Il radiato italico veniva drasticamente dimezzato equiparandolo a quello del radiato post riforma, d'altronde facendo le dovute riflessioni, immaginatevi di avere tra le mani due radiati, uno con un po' di argentatura (se non era già saltata via) e l'altro senza, uno con la sigla XXI e l'altro senza. Questa situazione avrebbe creato sicuramente confusione. Il papiro riportava: Διονύσιος Ἀπίωνι χαίρειν· προσέταξεν ἡ θεία τύχη τῶν δεσποτῶν ἡμῶν τὸ Ἰ(*)ταλικὸν νόμισμα 5εἰς ἥμισυ νούμμου καταβιβασθῆναι· σπού- δασον οὖν πᾶν τὸ Ἰ(*)ταλικὸν ἀργύριον ὃ ἔχεις ἀναλῶσαι ἀγοράσας μοι εἴδη παντοδαπὰ κα̣ὶ π[ο]ίας εὑρίσκεις τιμῆς. τούτου τε ἕνεκα ἀπέστειλα πρός σε 10ὀφφ(ικιάλιον)· προγίνωσκε δὲ ὡς εἰ βουληθείης(*) κακουργίᾳ τινὶ χρήσασθαι οὐκ ἀν- έξομαί σου. (hand 2) ἐρρῶσθαί σε πολλοῖς χρόνοις εὔχομαι, ἄδελφε. ‘Dionysius to Apion, greeting. The divine Fortune of our masters has ordained that the Italian coinage be reduced to the half of a nummus. Make haste, therefore, to spend all the Italian silver that you have on purchases, on my behalf, of goods of every description at whatever price you find them. For this purpose I have dispatched an officialis to you. But take notice that should you intend to indulge in any malpractices I shall not allow you to do so. I pray, my brother, that you may be in long health. I have received the letter from the officialis on the 8th of Pharmouthi.’ E’ quindi evidente che il radiato argentato smette di esser tesaurizzato dall'autore della missiva e che come la legge di Gresham insegna la moneta cattiva (radiata) scaccia la moneta buona (follis) con la prima che viene immediatamente spesa.1 punto
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E' un piccolo libretto di 80 pagine che ho preso in un negozio di numismatica a Berlino, coniugando manuale e souvenir... Claus Werner - Deutsche Notmünzen aus Porzellan, Steinzeug, Ziegel un Ton (Eine kleine Fibel zum Einstieg) Prima edizione del 2012 - di freunde keramischer Münzen und Medaillen https://www.porzellanmuenze.eu/1 punto
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Grazie amici per i consensi che giungono ancora anche in privato, un tourbillon di passione... Vorrei congratularmi con tutti quelli che hanno avuto coraggio ad esporre il pensiero e la stima, cosa che magari per molti non è cosi semplice e scontato... Ma un grazie particolare a Zenzero, perchè è partito da lui e perchè con il suo post ha dato un'input maggiore alla voglia di esserci e di stare insieme attraverso la numismatica come pretesto divulgativo di conoscenza ed amicizia. Ho letto di utenti che non pensavo.. Ho letto di numismatica che vorrei sempre scorgere.. Ho letto di uomini che forse hanno bisogno di comunicare... Ho letto di appassionati che vorrebbero maggiore divulgazione... Ho letto di momenti e manifestazioni semplici che hanno arricchito.. Ho letto finalmente la speranza... Eros1 punto
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Perdonami ma se tu con le monete in mano non le distingui bene come fai a pensare che mettendo foto così piccine noi si riesca a identificare? Certamente è possibile perché qui ci sono veri mostri di sapere però se tu avessi messo delle foto singole, più grandi, senza tanto sfondo, fronte e retro e ben definite avresti aiutato un momento non chi dovrebbe aiutare te1 punto
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taglio 5 cent paese Cipro anno 2008 tiratura 59.920.000 condizioni bb città Milano taglio 50 cent paese Estonia anno 2011 tiratura 20.000.000 condizioni bb città Milano1 punto
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