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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/11/19 in tutte le aree
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Mi hanno dato i compiti da fare a casa e per qualche tempo avrò da studiare. Ma che barba.... Ciaoooooo5 punti
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Salve a tutti secondo voi Ranieri oppure Allegretti? Così, solo per ravvivare un poco la sezione che pare "tirare le cuoia" Cari saluti4 punti
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Io ho sempre pensato che ci voglia molta pazienza in particolare con chi inizia, in fondo si può poi tutto anche spostare 10 discussioni al giorno, l’importante e’ seminare e questo facciamo da sempre qui, questo e’ un luogo dove gli appassionati si incontrano e si scambiano opinioni, siamo tutti uguali chi sa, chi sa abbastanza, chi inizia, Lamoneta non e’ l’Universita’, la mission e’ fare avvicinare a questo mondo fantastico della storia e delle monete, se si riesce con qualcuno potremo dire di avere fatto quello che e’ nel Regolamento di Lamoneta, divulgare e coinvolgere, e’ il nostro impegno da volontari quali siamo e io sento di averlo fatto sia qui che nel mondo reale perché semplicemente credo in tutto questo. Spesso non è indubbiamente facile, ma quanti poi da qui sono partiti e oggi sono in vari ambiti della numismatica ? Tanti ...magari non ricordano, ma da qui e’ partito un gruppo importante. I nuovi ? E’ fondamentale in primis esserci alle presentazioni, e’ il biglietto da visita, c’e’ una ricchezza umana su cui lavorare poi effettivamente trovi lo sgarbato, chi non ringrazia, ma personalmente quello che non mi piace più che altro e’ quando utenti esperti e conosciuti non seguono il rispetto, il lavoro fatto, anche l’anzianita’ di chi ha contribuito nei fatti, questo e’ piu’ grave, certo anni fa il gruppo storico lamonetiano era un esempio di sincerità e di reciproca stima, di empatia e condivisione, oggi non e’ così ma in fondo siamo tutti appassionati e quindi un obiettivo in comune, un denominatore comune c’e e ci dovrebbe legare per sempre o sbaglio ?4 punti
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Buongiorno se pure le foto non rendono l'esatta situazione, lo stato di conservazione è buono, direi SPL, alcune ondulazioni la penalizzano ma vedo la carta ancora croccante e gradevole. Potrei dire, senza alcun dubbio, che vale sicuramente 50 euro Ti ringrazio per avermi dato l'occasione di poter rispondere Tennison4 punti
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Ciao a tutti, discussione interessante ed, a mio modo di vedere, educativa e rappresentativa delle molteplici anime che popolano e rendono godibile questo angolo di mondo. Trovo sia giusto avere pazienza per accogliere i neofiti ed educarli alle buone maniere e al giusto approccio alla storia ed alla numismatica, così come ci vuole fermezza nel disincentivare chi ritiene che tutto sia dovuto e manifesti apertamente solo il desiderio di una quotazione fine a se stessa. Siamo in tanti, anche silenziosi, ma ciò non vuole dire poco attenti o disinteressati alle dinamiche del forum. Purtroppo a volte impegni pressanti distolgono un poco l'attenzione da questo splendido hobby che fortunatamente per alcuni di noi riesce a riempire completamente la giornata mentre per altri ne illumina solo un piccolo scorcio, magari notturno come avviene per me ora. Personalme mi sono imbattuto in questo sito per caso, proprio alla ricerca di informazioni, anche di carattere pecuniario, per poi frequentarlo assiduamente, magari anche solo per pochi minuti, anche solo leggendo, ormai da quasi due anni. La passione è cresciuta,il tempo disponibile purtroppo non altrettanto, ma aver avuto la possibilità di leggere centinaia di interventi e spiegazioni mi ha insegnato tantissimo e spronato ad approfondire sempre più. Grazie e scusate se sono stato un po' prolisso!4 punti
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Berlusconi si è dimesso, dopo aver negato per tre anni che in Italia ci fosse la crisi (ricordi "i ristoranti sono tutti pieni" e "sugli aerei non si trova un posto", detto ancora poche settimane prima di dimettersi?), quando non ha più potuto continuare a negare, e anziché assumersi le sue responsabilità e prendere le ormai necessarie, impopolari misure, ha preferito "abdicare", lasciando la patata bollente nelle mani di Monti. Un governo, quello del professore, che Berlusconi ha appoggiato in tutto, poiché, come hai fatto giustamente notare, in quel parlamento il suo partito continuava ad avere la maggioranza, e senza il suo appoggio nessuna legge, dalla Fornero alla prescrizione anticipata delle lire, avrebbe potuto essere approvata. Ma le elezioni anticipate sarebbero state comunque possibili se a volerle fosse stato Bersani, che in quel momento, con la popolarità di Berlusconi ai minimi storici, e i 5 stelle non ancora pronti per una competizione nazionale, le avrebbe vinte a mani basse. Poi, però, sarebbe toccato a lui prendere le misure prese da Monti, e nemmeno lui se l'è sentita, e così entrambi, Berlusconi e Bersani, hanno spalancato la porta al governo tecnico, votandone poi tutti i provvedimenti. Sarebbbe possibile avere la fonte di questa notizia? Lo chiedo senza polemica, in effetti non ne so nulla, e mi piacerebbe approfondire la questione. petronius3 punti
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Ciao! Veramente bella; l'unica nota stonata è la testa di S. Trifone, che assomiglia ad un robot di Guerre Stellari. saluti luciano3 punti
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Io mi sono rimandato da solo ed essendo impegnato a settembre sono andato subito a studiare ?. Argomento poco noto al sottoscritto ma di indubbio interesse. "La libbra del volterrano delle stelle tiene oncie dieci e due terzi di ariento fine. La libbra dei piccioli volterrani casolesi tiene once una e un terzo di ariento fino" . Ed ecco la parte iniziale del documento in cui Ranuccio autorizza la coniazione di monete nei castelli del vescovado. Tratto da A. Lisini "Le monete e le zecche di Volterra, Montieri, Berignone e Casole", in RIN 1909, pag. 454.3 punti
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Nessuno ha urlato allo scandalo, non ha chiesto nessuna identificazione ma come al solito si scopre (dopo, ma si immaginava) che è in cerca del valore, non c'è l'ombra di mezza foto in tutta la discussione. Prima di dirti io quale sarebbe il problema la domanda la faccio io a te, ma hai visto e letto la discussione? Da come hai risposto dico proprio di no! Qui si parla che qualche pirla nella discussione avrebbe dovuto smanettare per trovargli il valore di NOVANTADUE monete, non una e non cinque, ma NOVANTADUE, il che tradotto vuol dire che, anche il più ferrato e con la memoria di ferro, ci avrebbe impiegato almeno 20 minuti! Se permetti almeno mezza foto non è che mi piacerebbe vederla, ma la pretendo, anche perchè pare che l'utente siano almeno 28 ore che lavora?.3 punti
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Buongiorno, segnalo che da domani fino al 9 giugno a Padova presso Palazzo Zuckermann ci sarà una mostra con una selezione di antiche monete e delle opere numismatiche più significative stampate in Italia e in Europa dal XVI al XVIII secolo Link http://padovacultura.padovanet.it/it/musei/sotto-il-torchio Invito http://www.socnumit.org/doc/Padova20190412I.pdf2 punti
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Guardate che splendore passerà presto in asta (Numismatica Ars Classica, Auction 114, lot 44, del 6 maggio 2019)... Avete mai visto un toro androprosopo più possente di questo? Gela. Tetradrachm circa 415-405, AR 16.48 g. ΓΕ – ΛΩ – [ΙΩ – Ν] Fast quadriga driven r. by Nike, holding kentron and reins; above eagle flying r. and, in exergue, large pellet. Rev. ΓΕΛΑΣ retrograde Forepart of man-headed bull (the river-god Gela) advancing l. through reeds; ibis and garlanded altar before his mid section. In l. field, fish swimming upwards and above, barley grain. Jenkins O 96 / reverse unlisted. Of the highest rarity, the finest of only two specimens known. A spectacular reverse composition, undoubtedly one of the most interesting of the mint of Gela. Perfectly struck on a full flan. Old cabinet tone and about extremely fine Ex SBV Zürich 1, 1977, 52 and NAC 9, 1996, 155 sales. From the A.D.M. and Harald Salvesen collections. In 689/8 BC, Gela was jointly founded by colonists from the Rhodian city of Lindos and a group of Cretans. Despite conflicts with the native Sicanian peoples, Gela prospered and by the early sixth century BC the city was extending its influence into western Sicily by founding Acragas. By the end of the century, however, political discord in the city had permitted Cleander, the son of Pantares, to overthrow the traditional oligarchic government and establish himself as tyrant in 505 BC. Although Cleander was later assassinated by the city's democratic faction, this did not prevent his son, Hippocrates, from becoming the new tyrant of Gela in 498 BC. Under Hippocrates the power of Gela expanded immensely as his mercenary armies conquered the Greek cities of Callipolis, Leontini, Naxos, and Zankle. Victory over Syracuse also resulted in the addition of Camarina to Hippocrates' Geloan empire. Although the Geloans still desired a return to constitutional government, after the death of Hippocrates in 491 BC, the tyranny was assumed by Gelon, a former bodyguard of Hippocrates. Gelon not only preserved previous gains but even captured Syracuse, where he became the founder of the city's Deinomenid dynasty of tyrants. Syracuse became Gelon's new capital and Gela was left to be administered by his brother, Hieron. When Gelon died in 485 BC, Hieron succeeded to the tyranny at Syracuse and Gela was ruled in turn by his brother, Polyzelos. However, by the mid-fifth century BC the tyranny was abolished and the old oligarchic government was restored at Gela. In the late fifth century BC, Gela was notable as one of the first Sicilian Greek cities to contribute military aid to Syracuse when it became the primary target of the Athenian Sicilian Expedition in 415–413 BC. When the Carthaginians besieged Gela's old colony, Acragas, in 406 BC, the Geloans also dispatched reinforcements and, after the city fell, provided refuge to the homeless Acragantines. The Geloans faced the same tidal wave of Carthaginian arms in 405 BC, but received little aid from Syracuse and its tyrant, Dionysios I. The city was overwhelmed and destroyed, but the Carthaginians permitted those who had fled to return on the condition that they would not rebuild the fortification walls and pay tribute to Carthage-cold comfort for a people who had once been the preeminent power in Sicily. The present tetradrachm, which is the better of just two known, was struck in the period between the Sicilian Expedition and the Carthaginian conquest probably to finance the numerous military campaigns in which Gela was engaged. The types of quadriga and man-faced bull are traditional at Gela, going back to the early fifth century BC and the age of the great tyrants; however, here they have been updated to keep pace with the artistic developments of Syracusan coinage. Whereas the old quadriga was of the slow variety and driven by a human charioteer crowned by Nike, here Nike drives the chariot herself at what seems to be breakneck speed. Likewise, while the man-faced bull reverse, representing the local river-god, Gela, was a commonplace image on previous Geloan coins, here he is placed in context. The man-faced bull advances out of his comfortable river-bed surrounded by reeds and bulrushes in the company of an ibis to receive the sacrifice made at a nearby altar. This type is remarkable not only for its artistry but also for the way it illustrates the depth of Greek belief in nature deities like river-gods. Gela was considered a real divine presence that, if a worshipper was fortunate, might actually come forth to accept the gifts offered to him. Estimate: 45000 CHF2 punti
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Lunedì 1 aprile ho avuto il piacere di assistere ad un interessante incontro nell'aula Celio dell'università di Bologna (via Zamboni 38, quinto piano) intitolato "Confini etnici e territoriali nella Cisalpina romana" tenuto dalla professoressa Elvira Migliario (ora insegnante universitaria a Trento), con presentazione della professoressa Francesca Cenerini, che ho avuto il piacere di conoscere ed avere come insegnante di storia romana. L'incontro, durato circa due ore, ha messo in luce molte problematiche legate alla precisa delimitazione territoriale ed etnica della Cisalpina, con l'analisi numerose fonti primarie e secondarie-letterarie in merito alla questione. In particolare sono rimasto incuriosito da delle particolari iscrizioni bronzee citate dalla prof.ssa Migliario e che qui desidero approfondire: i catasti veronesi, due frammenti (A e B) che richiedono una attenta lettura per essere compresi. Entrambi i frammenti sono stati rinvenuti nello scavo del criptoportico del complesso capitolino in corte Sgarzerie (Verona). “Il primo frammento bronzeo ritrovato, che oggi chiamiamo catasto A”, ricorda Giuliana Cavalieri Manasse, già responsabile a Verona della soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto, e maggior studioso dei catasti veronesi, “è stato rinvenuto nell’agosto 1996 da Simon Thompson, che aveva subito riconosciuto si trattasse di una lastra con la registrazione di celle di centuriazione. L’entusiasmo fu contagioso e le ricerche proseguirono subito sperando di trovare altri frammenti della stessa tavola catastale, ma solo tre anni dopo si recuperò il secondo frammento che, comunque, apparteneva a un altro catasto”. Il criptoportico di Verona, dove da un anno è attiva l’associazione Archeonaute con visite guidate, è un’imponente struttura sotterranea che sosteneva la terrazza su cui era posto il più importante tempio cittadino, dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva). Tale edificio, il più grande di Verona e tra i più vasti dell’Italia romana (35 metri di larghezza, 42 m di lunghezza e circa 26 di altezza) era inquadrato da un triportico a due navate, il cui impianto ricalcava quello del sottostante criptoportico. “Costruito nel corso della seconda metà del I secolo a.C.”, continua Cavalieri Manasse, “il grandioso complesso capitolino (esteso su un’area di circa 6000 mq) ripeteva uno schema architettonico (criptoportico, terrazza, triportico, tempio) assai comune nelle città romane a partire da quest’epoca”. Nel criptoportico, oltre ai due frammenti di tavole catastali, sono stati rinvenuti numerosi minuti pezzi di lastre inscritte, di vario genere e di diverse epoche, lavorate con grande accuratezza e spesso in marmi di pregio. “Leggendo i testi, si deduce che si trattava di atti ufficiali: decreti, liste di magistrati e di imperatori. Questi, insieme alle “formae” (tavole catastali), dovevano essere in origine esposti nel triportico soprastante il criptoportico, che svolgeva quindi funzione di archivio cittadino (tabularium)”. Dopo l’abbandono e il successivo spoglio del complesso, tra la seconda metà del IV e il V secolo d.C., di tali documenti pubblici, demoliti e asportati per riusi e rifusioni, rimasero solo piccoli residui, finiti nel criptoportico quando le sue volte collassarono. “Negli sconvolgimenti che accompagnarono la fine dell’impero romano”, sottolinea l’archeologa della soprintendenza, “gli atti fondiari vennero accuratamente distrutti per cancellare ogni traccia dell’antico regime proprietario. Da qui dipende l’eccezionale rarità dei reperti veronesi”. CATASTO A. Il Catasto A è un frammento di bronzo delle dimensioni di 24.1 x 16 cm e dello spessore di 0.4 cm, databile tra il 40 e il 30 a.C. “Osservando la lastra di bronzo”, spiega Cavalieri Manasse, “si capisce che costituiva l’angolo superiore sinistro di una tavola di bronzo, con terminazione superiore a doppio spiovente, che reca incisa una serie di righe orizzontali e verticali formanti un reticolo: sono le celle della centuriazione”. Nei riquadri sono segnate le coordinate relative al posizionamento dei fondi sul terreno centuriato (DD sta per “dextra decumanum”: a destra del decumano massimo; VK per “ultra kardinem”: al di là del cardine massimo), le loro misure in iugeri e sottomultipli dello iugero (l’unità di misura dei terreni agricoli in età romana pari a 2518 mq), i nomi dei proprietari. “Si tratta di un rarissimo esempio di catasto rurale inciso su bronzo (“forma”, in latino)”, continua l’archeologa. “Fu realizzato subito dopo un intervento di centuriazione dell’agro di pertinenza della città, ovvero dopo le operazioni di bonifica, generale riassetto e suddivisione dei terreni, in vista di assegnazioni anche ai veterani delle guerre augustee. In tali documenti che svolgevano al tempo stesso funzione amministrativo-fiscale, venivano registrate anche le proprietà già esistenti come è il caso per i personaggi menzionati nelle iscrizioni di tre delle sei caselle interamente conservate che non sono nuovi assegnatari, ma da tempo proprietari dei terreni”. Partendo da sinistra, nella prima cella è indicato Caio Cornelio Agatone padrone di un podere di poco più di 43 ettari; nella seconda invece compaiono due proprietari: Caio Minucio, figlio di Tito, e Marco Clodio Pulcro, rispettivamente con circa 35 e 9 ettari. Infine nella terza compaiono Marco Magio e Publio Valerio, che possiedono l’uno intorno a 28 ettari, l’altro poco più di 13. “I nomi di costoro, con l’eccezione del solo Minucius”, ricordano gli studiosi, “sono frequenti nelle iscrizioni veronesi e appartengono a famiglie attestate nella zona già dalla prima metà o dai decenni centrali del I sec. a.C.”. Nella parte superiore della tavola invece le caselle non recano iscrizioni: si potrebbe trattare di “subseciva”, cioè di terreni che per varie ragioni, tra cui la cattiva qualità dei suoli, non potevano essere assegnati o non lo erano ancora stati. Sul catasto A sono dunque registrate grosse porzioni di terreno appartenenti a personaggi del notabilariato veronese che, secondo Giuliana Cavalieri Manasse, si riferiscono alla centuriazione della Val d’Illasi. Come si è giunti a questa ipotesi? Il territorio veronese in età romana era molto più vasto dell’attuale provincia perché occupava aree oggi sotto Brescia e Mantova. Eppure sono giunti fino a noi solo poche zone che conservano indizi di antiche suddivisioni agrarie. Tracce di centuriazione sono state individuate in val d’Illasi, a nord e a sud della via Postumia, che forse ne costituisce il decumano massimo, e nelle Valli Grandi Veronesi, tra il Bastione di San Michele e il Naviglio Bussè e tra il Naviglio Bussè e il Tartaro. L’ipotesi che il frammento di catasto A sia riferibile alla centuriazione della val d’Illasi si basa sulla coincidenza cronologica tra l’epoca di realizzazione di tale intervento agrario e quella di redazione del documento e sul fatto che nel ricco patrimonio epigrafico del territorio tra Tregnago e Colognola ai Colli, in più casi, ricorrono gli stessi gentilizi (nomi di famiglia) presenti nel frammento bronzeo. In particolare a Colognola, presso Pontesello, era conservata almeno fino agli inizi del ‘900 un’epigrafe funeraria, incisa su roccia, menzionante Lucio Magio figlio di Marco. Costui doveva essere il fratello di Marco Magio, figlio di Marco, che figura nel catasto A. È probabile che i due fratelli possedessero terreni nella stessa area centuriata, che andrebbe quindi identificata con la zona della val d’Illasi. CATASTO B. Una situazione completamente diversa è quella rappresentata dal secondo frammento di bronzo, il catasto B, che misura 12 x 17.5 cm ed è spesso 0.2 cm. “È un inedito”, interviene Giovannella Cresci Marrone, docente di Storia romana all’università Ca’ Foscari di Venezia, che ha approfondito lo studio del frammento. “I due frammenti non appartengono alla stessa lastra. Quella del catasto B è meno spessa, quindi è un catasto diverso che censiva sempre delle proprietà terriere ma in questo caso i proprietari erano celti, e non cittadini romani. Rispetto al catasto A qui sono registrate proprietà terriere più piccole che non sono comprese all’interno di una centuriazione. E poi c’è un elemento anomalo: una linea discontinua che potrebbe rappresentare una strada o un confine”. Vediamo meglio il frammento. Fa parte di una lastra di bronzo, probabilmente una piccola porzione interna, suddivisa come il catasto A in caselle quadrangolari. Si conservano tracce di sette celle, quattro delle quali iscritte. Tra queste è ben leggibile la sola casella centrale, quasi integra. Vi figurano incolonnati a sinistra i nomi dei proprietari (sette in tutto, singoli o famiglie) e a destra le misure delle terre possedute. Lo stesso schema presentavano altre tre celle, a giudicare dai resti di testo superstiti. Anche questo frammento appartiene a una lastra identificabile come una “forma” del territorio veronese, ma diversa da quella di cui fa parte il catasto A. Differenti sono infatti le caratteristiche tecniche della tavola, di spessore molto più sottile, e quelle dell’incisione (reticolo tracciato con segno leggerissimo, grafia con caratteri molto più accurati). Le celle inoltre sono più ampie e non vi figura alcuna coordinata di localizzazione di centuriazione. “Lo schema a campi quadrangolari”, continua l’esperta, “qui è solo un espediente grafico per posizionare topograficamente le proprietà terriere che, a giudicare dai nomi, sembrano appartenere a vecchi proprietari indigeni. Si tratta senza dubbio di personaggi appartenenti al sostrato celtico della popolazione; tipicamente celtica è infatti l’onomastica (Bitunci, Vindilli, Segomari, ecc). Costoro, diversamente dai personaggi del catasto A, sono proprietari di appezzamenti di terreno di dimensioni piuttosto ridotte (da tre quarti di ettaro a circa 12 ettari)”. Infine, mentre nell’altro documento sono assenti indicazioni connesse alle caratteristiche fisiche del territorio, questo è caratterizzato da una notazione topografica: un solco fortemente inciso, dapprima rettilineo e poi piegato verso destra con andamento spezzato, in cui è forse da riconoscere –come si diceva- una strada”. Il pezzo, parte di una mappa censitaria, è rispetto al precedente di qualche decennio più antico o contemporaneo. “Per ora non abbiamo dati per chiarirlo”, ammette Giovannella Cresci. “Se fosse coevo al catasto A dimostrerebbe l’esistenza a Verona di una enclave di famiglie galliche prive della cittadinanza romana. Se fosse precedente, allora si potrebbe collocare dopo l’89 a.C. quando fu concesso il diritto latino ai transpadani. Comunque i due catasti fissano due momenti importanti della fase di romanizzazione del territorio veronese nel I sec. a.C.: l’estensione del diritto latino e la cittadinanza romana a Verona”.2 punti
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onestamente l unica cosa condivisibile è la prima riga (che non cito)... "tanto per provocare"... capisco che la vita sul forum langua...però...cercare sempre e soltanto spunti polemici..mah quando una moneta è postata nella sezione corretta, quando si chiede per favore e per cortesia, quando non c è malafede o malcelata furbizia...mi chiedo .. ma che male c è??? mica puoi pretendere che prima di postare una moneta (e anche se fosse soltanto la bramosia o la speranza di avere avuto una botta di..fortuna.) si debba iscriversi al forum, passare un periodo di "apprendistato", leggersi 3-4 tomi, andare ad una dozzina di convegni, comprare 10 manuali e poi forse poter lecitamente chiedere? Questo forum esiste anche per questo, aiutare chi non mastica di numismatica ad identificare le proprie monete. O anche chi mastica ma evidentemente non mastica cosi bene.. e se ad una richiesta non si vuole o non si può rispondere...basta per l appunto non rispondere..2 punti
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Dai ...c’e’ di peggio, tienici informati, grande Adolfo e anche grande @fedafa che saluto, certo che anni fa ...che gruppo ...però mai dire mai, seminiamo e continiamo noi vecchietti ?...2 punti
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Già anni fa qualcuno scrisse un post, ahimè foriero, dal titolo "lenta agonia di una sezione" ma è passato tanto tempo e direi che siamo oramai già al "de profundis". Bella monetina @adolfos c'è poco da aggiungere se non che il CNI la attribuisce a Berignone per il resto tutto come da catalogo, aggiungo quindi. MIR 32. PS. @Fufluns passa più spesso a trovarci che ne abbiamo bisogno.2 punti
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Francese, dovrebbe essere un obolo visto il peso molto contenuto. https://www.ma-shops.com/ars/item.php?id=471&curr=USD&lang=it2 punti
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Heritage World Coin Auctions > CSNS Signature Sale 3073 Auction date: 25 April 2019 Lot number: 30307 Ancients Hadrian (AD 117-138). AV aureus (19mm, 7.25 gm, 6h). ANACS EF 45. Rome, AD 119-122. IMP CAESAR TRAIAN-HADRIANVS AVG, laureate, draped and cuirassed bust of Hadrian right, seen from front / P M TR P-COS III, Jupiter standing three-quarters to right, head slightly to left, nude but for chlamys over left shoulder, thunderbolt at side in right hand, scepter in left. RIC II 63c. Calicó 1301. Struck from artistic dies with areas of light orange toning around the devices. Estimate: 5000-6000 USD2 punti
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Diamo una traccia ulteriore al dritto in leggenda e’ svelato il mistero ...però sveliamolo ...? E poi che officina a questo punto Volterra, Casole ....?2 punti
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Il principale ‘nemico’ presente nelle tasche per monete è il polivinilcloruro in quanto fonte di cloro che a lungo andare può interagire con il rame di una moneta di questo metallo o di bronzo o della lega di cui è composta una moneta d’argento, formando cloruro rameoso che in presenza di umidità porta a quel fenomeno distruttivo noto come “cancro del bronzo”. Per questo motivo il PVC è stato bandito da questo uso. Il polimero ‘amico’ delle monete è la cellulosa, componente delle bustine di cellofan dove è consigliabile introdurre e avvolgere una moneta che va poi inserita in una tasca di materiale più rigido. Il termine ‘acetato’ si riferisce al materiale ottenuto per acetilazione parziale o totale della cellulosa. Prendo dalla rete queste formule che mostrano la differenza tra la cellulosa, polimero del glucosio con tre gruppi ossidrilici per anello (a sinistra), e il diacetato di cellulosa ottenuto per acetilazione di due dei tre ossidrili per anello. Il rame presente in una moneta a diretto contatto con il diacetato potrebbe “attirare” dell’acido acetico proveniente dalla deacetilazione degli ossidrili e formare acetato di rame. Notare che il cosiddetto ‘verderame’ è chimicamente acetato basico di rame, esistente in più varietà azzurro e verde (tralascio le rispettive formule chimiche).2 punti
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La passione e l'humana pietas insita in ognuno di noi, ci può sicuramente aiutare nella "mission" che contraddistingue questo forum, e a quanto mi pare di vedere questa "mission" non è impossibile da realizzarsi...2 punti
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Si potrebbe essere una A sormontata da croce in effetti, anche la posizione è quella, comunque a mio parere non vi sono dubbi sul fatto che questa sia un 8 Reals di Filippo III riconiato con le impronte di un 10 Reali di Filippo II.2 punti
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Buon giorno, nel 2010 sono state identificate delle pitture rupestri paleolitiche sulle pareti della Grotta di San Romualdo presso il Canale di Leme (Rovigno). Si tratta di una cavità nota per i depositi archeologici e in questi giorni è stata data notizia a livello internazionale. Il Canal di Leme è una sorta di fiordo che si addentra verso l'interno. Per curiosità, fu la location del film con Kirk Douglas sui vichinghi (del 1958). La Grotta è situata sui fianchi della vallata. https://visitkanfanar.hr/it/attrazioni/grotta-di-romualdo/ Porgo alla vostra attenzione questo articolo che illustra la scoperta e le immagini di alcune figure ritrovate: https://www.heritagedaily.com/2019/04/archaeologists-identify-first-prehistoric-figurative-cave-art-in-balkans/123317 Infine , di "balcanico" l'Istria ha ben poco... ma tant'è. Ciao Illyricum2 punti
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In arrivo 15 soldi della scuola Dalmata. Vi allego inizio di un bellissimo articolo sulla scuola degli Schiavoni (chi lo volesse completo mi può chiedere), e il curioso collegamento nell'immagine di san Giorgio, il drago, e la principessa (nessuno la vede mai) nella tela di Carpaccio con la moneta.1 punto
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buongiorno a tutti vorrei cercare di approfondire questa interessante m edaglia a nome di Pio IX realizzata con il piombo del feretro papale appena entrata nella mia collezione. Un po' di storia relativa alle esequie di Pio IX che ha portato alla coniazione di questa medaglia. Pio IX, nel suo testamento, aveva dato specifiche disposizioni per la sua sepoltura “… Il mio corpo divenuto cadavere sarà sepolto nella Chiesa di S. Lorenzo fuori le mura". Dopo la messa esequiale solenne, la triplice bara di papa Mastai, coperta da una coltre funebre, viene issata nel loculo delle sepolture provvisorie dei papi, che fino al 1920 circa si trovava da secoli sopra la porta dei cantori, alla sinistra della Cappella del Coro in San Pietro. Qui i papi giacevano fino alla morte del successore o finchè non fosse stato ultimato il monumento funebre destinato ad accolgierne definitivamente il feretro. Il loculo dei “provvisori” sarà tappato dalla statua marmorea di papa Pio X, e spostato quindi a lato della vicina Cappella dell'Annunciazione: li fu deposto, ultimo papa, Leone XIII, in attesa di partire per il Laterano, sua ultima dimora. Negli anni '60, anche questo secondo loculo sarà tappato: dall'enorme altorilievo bronzeo di Manzù, raffigurante papa Giovanni XXIII. I lavori della tomba di Pio IX, situata accanto a quelle di papa Zosimo, Ilaro e di Sisto III, durarono tre anni: il 13 luglio 1881 fu deciso di trasferire nella basilica presso il Verano. Su richiesta del Prefetto di Roma, per evitare incidenti, il tutto avvenne di notte. Alle 23, il feretro papale fu estratto dalla sua tomba provvisoria nelle Grotte Vaticane e deposto sul carro funebre. A mezzanotte, il carro, parato di rosso e trascinato da quattro cavalli, comparve in Piazza San Pietro, seguito da pletora di carrozze piene di cardinali. Ovviamente, passare inosservati era una pia illusione.Appena arrivata alla spina del Borgo, il carro si trovo circondato da migliaia di romano con torce accese che avevano improvvisato un corteo funebre. Una folla di persone, un’altra folla, cominciò a dirigersi verso il feretro, al grido ” Il Papa nel Tevere”; non dimentichiamo che Pio IX è stato l'ultimo Papa re, durante il suo "regno" è terminato lo stato pontificio nel 1870 con la breccia di porta pia e la presa di Roma da parte dello stato italiano (solo nel 1929 con i patti lateranensi e la fondazione città del vaticano il pontefice tornerà ad esercitare una sorta di potere temporale su un territorio) quindi è comprensibile come alcuni avversari volessero liberarsi della sua salma. I cappuccini di San Lorenzo, temendo il ripetersi degli incidenti: nel 1883 presero Pio IX dalla tomba, e lo seppellirono in un punto anonimo della cappella funeraria, una decina di metri sottoterra. Precauzione esagerata: pochi giorni e, come succede sempre a Roma, le acque si calmarono. Però, o per pigrizia o per il fatto che la prudenza non sia mai troppa, i cappuccini non tirano mai fuori la salma dal suo nascondiglio. Da chiacchiere che girano per San Lorenzo, sembra che negli anni Trenta, la bara del Papa fosse tirata fuori e portata in processione nel quartiere, sino alla Basilica dell’Immacolata. Nel 1956, fu deciso di provvedere finalmente al trasloco nella tomba vera. Nel 2000, in occasione della beatificazione, il corpo di Pio IX fu di nuovo tirato fuori ed esposto provvisoriamente in una sala sopra al chiosco. Al momento della morte di Pio IX, i canonici addetti erano incerti sull'opportuità di seppellire il papa con la preziosa pianeta usata per l'esposizione della salma, e si vagliò l'eventualità di sostituirla con una più semplice. I danni che si notano e sulla salma e sui paramenti sono anche dovuti a infiltrazioni di umidità provenienti dal terreno in cui era sepolta la bara nell'apposita cappelle della basilica di S.Lorenzo al Verano. Infatti (la cosa è inedita), il corpo del papa non era collocato nel sarcofago soprelevato che per anni ci è stato detto essere la “tomba” del papa: era uno specchietto per le allodole. Infatti, per evitare atti sacrileghi e profanazioni da parte dei liberali (che poco prima avevano, durante la traslazione, tentato di gettarne il feretro nel Tevere), si decise di seppellire il papa in un punto segreto e anonimo del pavimento della stessa cappella. Da qui le infiltrazioni d'umidità che hanno danneggiato.i resti. Ricomposizione e nuova vestizione in abiti da coro della salma di Pio IX, dopo la ricognizione canonica per il processo di beatificazione. La salma, trattata con notevole imperizia, è vistosamente danneggiata, il nuovo feretro composto da una anziché tre casse si rivelerà del tutto inadeguato. Gli abiti da coro, anche questi fuori dall'ordinario, furono rimediati dal papa regnante Pio XII, ma non corrispondevano a quelli previsti per l'esposizione di un papa in tenuta da “coro”. Ennesima riesumazione dei resti di Pio IX nel 2000. La mummia è ancora peggiorata. Si notino le zone degli abiti di colore azzurro: si tratta di ossidazioni dei mediocri materiali dorati di cui era stata nel 1956 fregiata la salma per la nuova tumulazione: è' evidente che il feretro era stato collocato in un luogo non riparato dall'umidità. quindi facendo una piccola supposizione la medaglia fu coniata intorno al 1956 quando dopo la riesumazione la triplice cassa (tra cui quella in piombo da cui è stato preso il materiale per la medaglia) venne sostituita da un'unica bara. adesso mi piacerebbe capire quale potrebbe essere stata la tiratura, ho letto che è classificata rara (e in effetti su internet compare in pochi esemplari) ma più per ora non ho trovato1 punto
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Si ha una 'banconota poker' quando i numeri presenti nella combinazione alfanumerica sono tutti uguali, e non solo da 4 come al gioco del poker Nelle ultime lire per esempio dovevano essere 6 Un solo numero diverso e non è più una banconota poker Purtroppo il tuo biglietto non ha nessun plus valore oltre i suoi 50€.1 punto
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Classical Numismatic Group, Web Shop n.832946 832946. Sold For $2450 PHOENICIA, Arados. Circa 400-380 BC. AR Obol (9mm, 0.65 g, 11h). Half-length bust of marine deity facing, head right, holding fish in both hands / Prow of galley right; below, dolphin right; all within incuse square. Betlyon 8; SNG Copenhagen 6-7. Near EF, toned, slight granularity. Exceptional strike. Very rare. Arados, located on a small island off the northern coast of Phoenicia, was one of the most important centers of commerce in the region, and controlled a number of smaller towns located in its vicinity. Although much is known of the city in the Hellenistic and later periods, its origin and history during the Persian period is relatively obscure. Strabo noted that it was founded by colonists from Sidon in the 8th century, but other literary and archaeological evidence place the founding much earlier. Nevertheless, by the 5th or early 4th century Arados was under the hegemony of the Persian Empire. Evidence of the city's coinage in this period is quite obscure, and our understanding of it is primarily based upon comparisons with the more firmly researched coinages of Sidon, Biblos, and Tyre (see Betlyon, pp. 77-8). Betlyon placed this particular issue in the third series of coinage, circa 400-380 BC. The types employed are purely local in character; the obverse marine deity must represent a local god worshipped at Arados, and the reverse galley is a reference to the source of Aradian prosperity -- its maritime trade. ILLUSTRAZIONE: Nereo, divinità greca del mare tranquillo, figlio di Ponto e di Gea e padre delle Nereidi, avute dall'oceanina Doride. Era raffigurato come un bel vecchio e gli si attribuivano doti profetiche, per le quali fu consultato da Paride e da Eracle. A quest'ultimo rifiutò a lungo i consigli sul modo di prendere i pomi delle Esperidi, finché dovette cedere alla forza dell'eroe.1 punto
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Anche questo nuovo ingresso in collezione mi ha procurato un certo piacere. Cavallotto del III tipo di Carlo Emanuele I della zecca di Vercelli con in esergo invece della data la scritta VERCEL. La variante più rara di questa tipologia e fra le più rare di tutti i Cavallotti di Carlo Emanuele I Anche se al diritto il cavallo risulta un poco consumato, i rilievi sono i primi a sparire perché sono anche più "bombati" da quel lato, la moneta è ancora in buona conservazione per il tipo e la scritta in esergo tutta ben visibile. Uno stallone aggiunto al branco!1 punto
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Ho capito chi hanno usato come modello per il Marte :1 punto
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A me è venuto in mente il monticello delle figurine panini da scartare quando ti mancava solo quella rarissima di Pizzaballa per finire l'album.1 punto
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Ecco invece come è ora la moneta dopo l'intervento di restauro. È stata proposta in vendita ovviamente tramite vari canali internet perché il fine del restauro era quello, non è da escludersi pertanto che nel medio periodo possa infine ricomparire in qualche catalogo d'asta.1 punto
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spettacolari queste statue. la mano troppo alzata , secondo me per rivolgersi alle truppe a meno che volesse loro indicare un obbiettivo.1 punto
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Lo dice anche il mio medico che infatti prova a mettermi a dieta ogni tanto ?. Scherzi a parte. Complimenti per queste monete che ogni tanto tiri fuori dal cilindro. La crisi del "settore medievale" che pare "tiri le cuoia" a mio avviso è data dal fatto che oggi si ricercano le alte conservazioni e i grossi moduli. Due parametri difficilmente riscontrabili in questa monetazione, caratterizzata invece da piccoli moduli che solitamente si presentano in bassa conservazione. Poi sai meglio di me che, a differenza di altri settori, per le monete medievali non sempre basta sfogliare un semplice catalogo ma bisogna studiare per approfondire l'argomento ed oggi il tempo scarseggia e di più scarseggia la voglia. Vai avanti così! Noi pochi ti leggiamo, se posso intervengo e che ne sai... magari qualcuno ti copia pure ?.1 punto
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dovrebbe essere il RRC 35/1, misure e peso ci sono...ma qui ci vuole un esperto di bronzi fusi...1 punto
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Taglio: 2 Euro CC Nazione: Italia Anno: 2016 A Tiratura: 1'500'000 Condizioni: BB Città: Pavia (PV) Taglio: 2 Euro CC Nazione: Italia Anno: 2018 A Tiratura: 4'000'000 Condizioni: qFDC Città: Pavia (PV)1 punto
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Questo è poco ma sicuro: ricordo il caso di un archeologo incaricato da una Sovrintendenza che per identificare degli imperatori romani scolpiti nelle decorazioni di un edificio aprì una discussione su Lamoneta.it per avere dei suggerimenti!1 punto
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Riesumando questa mia vecchia discussione, ecco per la gioia dei venetici un pezzo davvero meraviglioso, in asta da Negrini tra poco tempo. Il mio impallidisce al confronto, ahimè.1 punto
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Numismatica Ars Classica NAC AG, Auction 106, lot 387, 9/05/2018 The Roman Republic T. Didius. Denarius 113 or 112, AR 3.96 g. Helmeted head of Roma r.; behind, ROMA in monogram. Below neck truncation, Ú. Rev. Fight between two gladiators; in exergue, T·DEIDI. Babelon Didia 2. Sydenham 550. RBW 1134. Crawford 294/1. In exceptional condition for the issue. Struck in high relief and with a light tone. Virtually as struck and almost Fdc1 punto
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Condivido appieno il precedente post @crispino, si inizia spesso con l'entusiasmo di scoprire qualcosa: un oggetto appartenuto al passato o forse qualcosa di prezioso. Non vedo niente di male nel chiedere, ovviamente nei dovuti modi, poi se manca il grazie non va bene non starei nemmeno troppo a scandalizzarmi.... Se non siamo aperti nell’includere nuove leve, persone che approcciano seppur goffamente il forum, rimarremo in quattro gatti ad intrattenerci in discussioni auliche e non credo il forum sia nato per questo L’idea non rispondere non mi sembra affatto buona, sarebbe ancora un passo per affossare la numismatica più di quanto non lo è già escludendo invece di includere1 punto
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Periodicamente viene riproposta la lamentela in oggetto ma questi due post a parer mio sono la miglior risposta che si può dare alla questione. Saluti Simone PS Al momento (per quanto mi riguarda) nella frequentazione del forum riscontro altre problematiche ben più fastidiose...1 punto
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Va detto che c'era anche un altro tavolo, quindi buona presenza. @giancarlone ha portato i falsi di Milano. A me hanno catalogato alcune monete del mondo. Molte le monete antiche ma non solo...1 punto
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Prego, ora però per ringraziarmi devi cantarmi "Stairway to Heaven live" oppure "Whole lotta love".1 punto
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Ieri ho preso questo 200 escudos per due euro, un gran bel monetone, sembra ti tenere in mano una piastra anche se esteticamente non è proprio il massimo. E' stata coniata in un milione di esemplari, nel 1993 era pressappoco equivalente a circa 1.900 lire.1 punto
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Rarissima è questa invece di Clemente VIII, piastra del 1598 di gr. 31, 34 da NAC 32, lotto 11, sempre da mcsearch.info1 punto
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Ci starebbero tante altre monete , alcune le abbiamo viste, in particolare spagnole, Milano, Napoli, Cagliari, siciliane, Firenze, ma è giusto inserire in discussione Genova, che tante volte è stata citata per i motivi anche di piazza finanziaria del periodo, di importante porto mediterraneo, anche Genova conia monetone, dovrete accontentarvi in mancanza di esperti di questa monetazione di quella che posto io, da NAC 53, lotto 68, 7 novembre 2009, è uno scudo stretto affascinante del 1628 dal bel peso di gr. 38, 26, ovviamente chi avesse altri esemplari e volesse esemplificare e divulgare sarà il benvenuto.....e qui di metallo ne fu usato......1 punto
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