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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/08/19 in tutte le aree
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Salute a tutti Visto che siamo in tema di “chicche”, neologismo numismatico da interpretare come “monete che si vedono in nessuna occasione o quasi”, vi propongo in anteprima una mezzaglia enriciana della zecca di Lucca. In realtà, qualcheduno l’ha già esaminata avvalorando classificazione e originalità della moneta . Bruttina, diranno gli appassionati abituati a valutare i pochi oboli lucchesi noti confrontando i denari di tipo Enrico IV/V come descrive Matzke nel suo saggio. Ma è proprio il conio scomposto della moneta che offre, se possibile, una rarità all’interno della rarità. Infatti, la mezzaglia ha come prototipo un denaro enriciano di fase tarda. La prerogativa apre “nuovi” orizzonti di ricerca creando opportunità di ragionamento per tutti o almeno per noi appassionati meno esperti. Che ne pensate? Peso 0,25 g e diam. 10 mm (immagini pessime ma se non ho imparato finora non lo farò neanche all’inferno mia prossima tappa )5 punti
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Parte del gruppo degli AFICIONADOS5 punti
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taglio 50 cent paese San Marino anno 2018 tiratura 1.100.000 condizioni bb+ città Milano Note News4 punti
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Qualche foto della serata interssantissima, grazie Alessandro Toffanin4 punti
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L'evento è stato molto interessante. Toffanin ha saputo ben argomentare la storia di questo chiodo che come da titolo accoumuna sacro al profano, raccontando aneddoti intriganti e storie ricche di fascino. Complimenti davvero. Un plauso particolare poi, come spesso ci capita fare del resto, è a Giancarlo, che si è reso attore "non" protagonista, e "non", per modo di dire. Grazie ai suoi contributi ed alla sua fonte inesauribile di storia milanese e di numismatica, è sempre possibile trascorrere piacevoli serate come questa, in compagnia di contributi di livello.4 punti
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Per non parlare dei libri di numismatica donati, @dabbene @eracle62 e altri amici ne sanno qualcosa. Quelli diventano simboli che meritano il posto d'onore nelle nostre librerie. Anche lì la prima volta non si scorda mai... Penso all'opuscolo sulle monete genovesi che @dizzeta realizzò per regalarmelo insieme ad un cartellino favoloso e ad una moneta altrettanto bella al mio primo Veronafil! Oppure al bellissimo libro sulla storia di Sicilia dono ragionato del caro amico Giamba in occasione del primo concorso i giovani e la numismatica al convegno di Parma a cui partecipai con grande entusiasmo! I libri sono proprio come le monete, raccontano storie di grande amicizia e stima3 punti
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Eh si, libri e monete sono un connubio saporitissimo, io sono arrivato al punto che sono ormai quasi solo i libri di numismatica l'oggetto della mia più intensa cupidigia ?... con le monete ho un amore platonico, posso anche solo vederle senza doverle possedere, i libri invece mi piace averli, disporli assieme in una biblioteca omogenea e preziosa, ordinarli e organizzarli rigorosamente per argomento... ho sempre avuto la passione per i libri, quindi fu giocoforza che entrando da ragazzo nel mondo delle monete sentissi il particolare e raffinato piacere di aggiungere alle monete anche dei volumi specializzati... quando decisi di dedicarmi alle monete napoletane cercavo disperatamente libri inerenti al tema, eravamo negli anni novanta, ero un ragazzo di vent'anni e attorno a me in quel periodo c'era il deserto numismatico ?... l'unica guida era Mario Traina attraverso la sua Cronaca Numismatica, i libri sulle monete erano rari e costosi, quello più importante sulle monete napoletane era il mitico Pannuti e Riccio e già all'epoca era inarrivabile per le mie possibilità, quando lo si trovava veniva attorno alle 700.000 lire, poi c'era la ristampa Forni del leggendario Cagiati, ma pure questa non scherzava in quanto a costi, sulle 400.000 lire... così il primo e unico volume che potevo trovare e permettermi era il Gigante che però trattava solo la monetazione Borbonica, finchè un giorno entrando in un negozio di numismatica presso una delle vie storiche di Napoli, via Toledo, alla mia richiesta priva di aspettative mi fu presentato un tomone enorme, non ne avevo mai sentito parlare e mi fu detto che era la raccolta completa di tutti gli scritti di Giovanni Bovi, illustre numismatico e collezionista di moneta napoletane, pubblicati a suo tempo nel Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano non più esistente, mi aspettavo a quel punto un prezzo astronomico, invece mi furono richieste 80.000 lire, lo acchiappai al volo entusiasta... il problema però fu portarlo a casa, pesava 10 chili, ero a piedi e casa mia era in provincia, mai fatica fu più gioiosa però ?3 punti
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Non si vogliono creare problemi a chi fa riviste numismatiche, ormai solo due, ma soltanto rendere noto che l'editore che invia a tutti gli abbonati la propia copia ogni mese, quindi paga il servizio postale perchè recapiti a casa di tutti gli abbonati la propia copia, riceve esso stesso un disservizio, infatti se l'abbonato non è soddisfatto o comunque non riceve la propia copia poi potrebbe non più abbonarsi e quindi l'editore perderebbe quell'introito di inizio anno che gli potrebbe garantire la continuità della sua pubblicazione. Oltretutto il singolo abbonato non potrebbe mai fare pressione sulle poste perchè il servizio sia garantito in maniera accettabile, infatti nessuno vuole avere la propia copia il primo del mese, però aspettare tanto o non ricevere mai una o più copie non è mai piacevole, propio per l'amore verso la numismatica, infatti la brama della ricezine è data dalla passione per questa materia e dal piacere che ogni mese può dare leggere questa rivista. Comunque vanno sempre fatti i complimenti a chi irriducibilmente continua a pubblicare sul cartaceo articoli e scritti numismatici e non solo.3 punti
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Caspita!!!! Hai fatto il pieno... Avrai molto da leggere, fra l'altro vedo tutti i Gazzettini del Cordusio usciti, un mitico lavoro di dabbene su Milano, e le altre pubblicazioni delle conferenze e mostre tenute da Quelli Del Cordusio... Alcune rarissime... Spero tu faccia tesoro di tutto, ciò, ci sono della pagine di storia importantissime, per la città di Milano, per l'Ambrosiana, per il forum Lamoneta, e per ultima ( e gli ultimi saranno i primi), la NUMISMATICA...3 punti
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In Russia, era una produzione senza sprechi. Il filo d'argento è stato tagliato in monete.3 punti
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· 26 aprile: nasce a Roma Marco Annio Vero, passato alla storia come Marco Aurelio (121 d.C.) "Marco nacque a Roma, in una villa sul monte Celio, il sesto giorno prima delle calende di maggio [26 aprile], sotto il consolato del nonno [Marco Annio Vero] e il primo di Augure [121 d.C.]. Risalendo alle origini, la sua famiglia discenderebbe, secondo Mario Massimo, da Numa e dal re dei Salentini Malemnio, figlio di Dasummo, fondatore di Lopia. Fu allevato nel luogo dove era nato e nella casa di suo nonno Vero presso il palazzo del Laterano." (Historia Augusta) · 28 aprile – 3 maggio: Floralia – Ludi Floreales - festività dedicate alla dea Flora, protettrice dei boccioli, festeggiata fin dal 238 a.C. a seguito di una carestia; abbandonata, fu poi ripristinata a partire dal 173 a.C. Si eseguivano ludi scaenici (rappresentazioni teatrali) e nell’ultimo giorno giochi del Circo. Si trattava in genere di cerimonie sfrenate e orgiastiche a tema pastorale. "Viene la dea dei fiori cinta di variopinte corone, e in teatro si usano allora scherzi assai licenziosi. La festa di Flora si estende fino alle calende di maggio. " Ovidio, fasti, IV, 943-948. · 30 aprile 311: l'imperatore Galerio emanava un editto di tolleranza a Serdica (l'attuale Sofia) verso tutti i culti (compreso il cristianesimo); l'imperatore, forte promotore della persecuzione lanciata insieme a Diocleziano, era infine giunto alla conclusione che era inutile perseguire i cristiani. La morte, avvenuta solo sei giorni dopo per via di una cancrena alla gamba, sarebbe stata interpretata dai cristiani come una vendetta divina. Ciao Illyricum3 punti
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Grazie @Stilicho troppo buono. Con i miei interventi spero sempre di lasciare qualche scintilla d'interesse... Se poi diventa una fiammella... Meglio! ho recuperato le foto dei tre esemplari del Normanby, così possiamo guardare tutti e sei i pezzi!2 punti
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Desidero segnalare che ilferridipistoia ha un modo tutto suo di gestire la sua partecipazione a questo forum. Gli piace chiedere informazioni per poi sparire quando le ha ottenute. Gli piace anche fare offerte in privato fino ad ottenere dati personali per poi sparire senza più degnarsi di rispondere ai messaggi privati. E con questo termino la mia partecipazione a questo thread.2 punti
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Parole importanti, noi abbiamo sempre pensato nell’atto del donare a giovani o anche meno giovani ai libri in quanto segni della cultura e tu lo sai ne abbiamo dati in questi anni tanti ma tanti ....2 punti
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Mi riallaccio al bel post di Illyricum, per parlare proprio della morte di Galerio. I cristiani, nella malattia che colpì Galerio, videro una punizione divina per la sua empietà; primo fra tutti lo scrittore Lattanzio, retore ed apologeta, nel suo “De mortibus persecutorum”. Sentiamo dunque Lattanzio: «Galerio regnava già da diciotto anni, quando Iddio lo colpì con una piaga incurabile. Gli si manifestò un’ulcera maligna nella parte inferiore dei genitali e si diffuse sempre più largamente. I medici tagliano, curano. Ma la piaga, quando si è già cicatrizzata, si riapre, e da una vena aperta sgorga tanto sangue da porre in pericolo la sua vita. Tuttavia, a stento l’emorragia è arrestata. Si riprende la cura in modo del tutto diverso. Finalmente si giunge a cicatrizzarla. Ma di nuovo un leggero movimento del corpo riapre la ferita: sgorga ancor più sangue di prima. Galerio si sbianca e si consuma per le forze che l’abbandonano, e solo in estremi si riesce ad arrestare il fluire del sangue. Ma la ferita comincia a non sentir più i rimedi: la cancerosità invade le parti attigue, e quanto più si taglia, più si estende; più lo si cura, più il male prende forza.» “……..Si chiamano d’ogni parte medici famosi: ma le mani degli uomini non recano nessun vantaggio. Si fa ricorso agli idoli: si invocano Apollo e Asclepio, chiedendo loro un rimedio……..La morte non era ormai lontana: tutte le parti basse risultavano attaccate. Dall’esterno i visceri imputridiscono e il sedere va in cancrena. I poveri medici non cessano di sostenerlo e di curarlo, benché disperino di vincere il male. Ricacciato dai medicamenti il male si propaga all’interno, invade i visceri e vi genera vermi. La puzza si diffonde non solo attraverso il palazzo, ma per tutta la città. E non c’è da meravigliarsi, giacché i condotti degli escrementi e delle urine sono divenuti tutt’uno. Divorato dai vermi il suo corpo si dissolve in putredine, tra intollerabili sofferenze. E d’orribili strida il ciel feriva; come muggisce il toro allor che dagli altari sorge ferito. Applicavano al sedere in decomposizione carni cotte e bollenti di animali, perché il calore attirasse i vermi. Dopo averle tolte ne usciva fuori un enorme numero, eppure la putrida fecondità dei visceri in cancrena ne generava in quantità ancor maggiore. Già per il progredire del male alcune parti del corpo avevano mutato d’aspetto. La parte superiore fino alla piaga si era disseccata, e per la spaventosa magrezza la pelle giallastra si era profondamente infossata fra le ossa; la parte inferiore, gonfiatasi come un otre, s’era ingrossata sì da non lasciar scorgere la forma delle gambe. E ciò durò un anno intero, finché, vinto dai mali, fu costretto a riconoscere il Signore. Nelle pause del dolore, sempre rinnovantesi, gridava che avrebbe ricostruito il tempio di Dio, e ogni cosa avrebbe compiuto per riparare il malfatto. Mentre stava per morire emanò un editto…” Dalla descrizione dettagliata che ne fa Lattanzio vi è una discreta componente di sadismo nel modo in cui si compiace di descrivere la terribile malattia che ha colpito Galerio. Dal suo racconto, si e’ ipotizzato che Galerio soffrisse della cosiddetta gangrena di Fournier che e’ una infezione batterica acuta, rapidamente progressiva a carattere necrotico che interessa le parti molli della regione perianale e degli organi genitali fino ad estendersi, nei casi più gravi, a tutto l’addome, con conseguenze anche letali. Rappresenta, a tutt’oggi, una vera urgenza urologica che va trattata in maniera tempestiva e aggressiva. Buona serata. Stilicho2 punti
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Indubbiamente monete rare o rarissime, le vediamo in Matzke, in Bellesia ma anche nel nostro articolo su GDN e tutti le individuano in un certo gruppo con certe caratteristiche. Pero’ c’e’ anche da dire che il campione così limitato di esemplari e le caratteristiche di queste monete che non escludono nulla a priori potrebbero anche far pensare a un ampliamento del periodo di coniazione, certamente moneta molto interessante a cui non mancheranno altre osservazioni, interessante anche il peso che e’ sotto la media.2 punti
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Molti purtroppo apprezzano le cose belle solo quando gli vengono tolte.......2 punti
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Ecco perchè è bella l'unione europea, acquistando nei paesi dell'unione è come se comprassi in Italia. (Spero che questo post non sia visto come spot politico )2 punti
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@profausto grande anche sotto il profilo umano (ma non è una novità) Quindi grazie a te e a @fapetri Buon pomeriggio!2 punti
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Fantastico spunto! Da modesto bibliofilo (raccolgo principalmente edizioni sacre siciliane) non posso tirarmi indietro dal rispondere ? Ho sempre amato i libri, in particolare i testi antichi, complice anche lì la passione di mio nonno, ma la vera svolta è avvenuta solo qualche anno fa. Per un collezionista di monete il libro è imprescindibile strumento di apprendimento ed approfondimento. Io non posso fare a meno dei libri anche se per comodità utilizzo moltissimo i pdf che posso avere sempre con me sul cellulare per consultazioni "estemporanee". Aggiungo uno dei testi di numismatica più belli che possiedo2 punti
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Interessante la storia de dulces clavos, esposizione dell'argomento vivace da parte del relatore supportato da ottimo materiale. Come di consueto terminata la relazione si è potuto godere del materiale (stampe, libri e medagliette devozionali) messo a disposizione da Giancarlo. Ottima la collaborazione tra Alessandro e Giancarlo per la riuscitissima conferenza. Grazie2 punti
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Partiamo dal 395 d.C.2 punti
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Si, purtroppo Forni editore ha chiuso definitivamente i battenti nel dicembre 2017. Credo che sia una grave perdita, spesso le sue ristampe erano l'unico modo per avere un'opera altrimenti introvabile.2 punti
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Per Milano abbiamo fatto quello che nessuno era riuscito a fare sino ad oggi in campo numismatico e non... Pagine di storia indelebili che rimarranno per sempre..2 punti
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taglio 2 euro cc paese lussemburgo anno 2008 tiratura 1.042.000 condizioni bb+ città trieste taglio 2 euro cc paese germania A anno 2017 tiratura 6.000.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2015 A tiratura 6.300.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2019 A tiratura 6.300.000 condizioni spl città trieste2 punti
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Ciao, nel solco di quanto già fatto con la discussione " LE MONETE ROMANE PIU' COMUNI DEL IV SECOLO " e come già preannunciato in quest'ultima, posto quest'oggi una discussione monografica e didattica sulle FEL TEMP REPARATIO. LA SERIE FEL TEMP REPARATIO Perchè proprio questa serie monetale, tra quelle già presentate nella discussione sulle monete del IV secolo? Perchè la serie FEL TEMP REPARATIO (acronimo FTR) è senza alcun dubbio della tipologia monetale più comune dell’epoca costantiniana. I rovesci, pur mantenendo la medesima legenda, presentano sei varianti iconografiche. PROLOGO Nel 348 Constantius II e Constans riformarono il sistema monetario romano introducendo due nuove monete in rame e lasciando invariate quelle in oro e argento. Venne quindi ritirata la moneta in circolazione (il piccolo follis di origine costantiniana) e furono coniati tre nominali diversi di rame: due “pecunia maiorina” e il “nummus centennionalis”. Le prime due si distinguevano per una lieve differenza di misura e forse, per un diverso contenuto di argento. La seconda delle due “maiorine”, inoltre, come tratto distintivo, al di là dell'iconografia al rovescio, presentava al dritto il ritratto rivolto a sinistra. Ciascuno dei due scelse delle iconografie diverse e personali, per quanto non esclusive: Constantius II: Pecunia maiorina in mistura (AE2): Legionario che trafigge un cavaliere Pecunia maiorina in rame (AE2): Imperatore con due prigionieri Nummus centennionalis (AE3): Fenice sul globo Constans Pecunia maiorina in mistura (AE2): Imperatore su galea condotta dalla Vittoria Pecunia maiorina in rame (AE2): Legionario che allontana un bambino dalla capanna Nummus centennionalis (AE3): Fenice sulla pira1 punto
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Ciao a tutti, come condiviso con @Matteo91, propongo in questa discussione una mia sintesi dei contenuti dell’articolo “The value of Electron in Greece and Asia”, John R. Melville Jones, contenuto nell’antologia “Studies in Greek Numismatics in Memory of Martin J Price” edited by R. Ashton and S. Hunter, Spink 1998. Spero che queste righe che seguono siano da spunto per una discussione interessante. Il tema è complesso e affascinante, in quanto non solo numismatico in senso stretto, ma anche aperto ad aspetti di storia economica. Il tema del rapporto di valore tra i tre metalli monetati, oro (AU) - elettro (EL) - argento (AR), è discusso nell’articolo sulla base delle ipotesi prevalentemente accettate dagli studiosi, e sembra che non vi siano ancora dei punti fermi assoluti. Aggiungo che, a mio modo di vedere, non è neppure detto che delle certezze assolute possano mai esserci, per tanti motivi accennati nell’articolo: l’EL utilizzato per le monete conteneva % variabili di AU (si stima fino al 50% max) e AR, e spesso anche rame (CU). Va da se’ che ragionare su una lega ternaria pone delle difficoltà per esercizi di gravità specifica che cercano di determinare le composizioni % l’AU e l’EL si trovavano in natura, mentre l’AR andava “estratto” tramite tecnologie che si sono perfezionate nel tempo, con l’effetto che l’AR aveva probabilmente un valore intrinseco maggiore in epoca arcaica, e decrescente nel tempo (oltre che per la tecnologia estrattiva, anche per le importanti miniere del Laurion e di Siphnos sfruttate da un certo punto in avanti) le tecniche di stima della composizione dell’EL degli stateri arcaici di Ionia / Lidia attraverso analisi non distruttive incontrano il limite del c.d. “surface enrichment”, che se ricordo bene riguarda un po’ tutte le leghe di metalli più e meno nobili, e che conosciamo ad esempio nelle monete di AR (e CU in % minore) più volgarmente come cristallizzazione. La superficie della moneta quindi non è rappresentativa per analisi della % composizione sembrerebbe che le città che coniavano moneta in EL tendessero a sopravvalutare, per gli scambi interni, il contenuto di AU delle proprie monete (le autorità monetarie lucravano sulla opacità intrisceca del EL, e in qualche misura, aggiungo io, introducevano una piccola dose di moneta fiduciaria), mentre l’EL di una città era spesso scambiato a sconto rispetto al suo contenuto di fino con AU di altre città. Questo poteva essere permesso dai rischi del trasporto dei metalli in antichità, oltre che dai costi di separazione di AR ed AU dall’EL monetato un ulteriore fattore di complessità è immaginare un rapporto di cambio che possa facilitare le conversioni dei numerosi nominali in EL, basati su sistema duodecimale, dallo statere a 1/96... Insomma, la questione appare complessa, variabile nel tempo e nelle geografie di Asia Minore e Grecia... Ma veniamo ora alle ipotesi sui valori relativi attribuiti ai 3 metalli monetati. Ricordiamo che le prime monete coniate sono plausibilmente gli stateri di elettro attribuiti a Lidia / Ionia nella seconda metà del VII sec a.C., pesanti 14.1 g (il tipo “di Phanes” è famoso). Si suole attribuire a Creso, intorno al 550 a.C., l’introduzione di stateri (con toro Leone di fronte) di AR e AU del peso di 10.9 g. Perché 10.9 g? Tradizionalmente si attribuisce questa scelta ad un rapporto di conversione AU : EL = 4 : 3. Per cui uno statere d’oro da 10.9 g era equivalente ad uno statere arcaico il EL da 14.1 g. Da ciò deriva, come accennato sopra, che con un contenuto di AU nelle monete di EL inferiore al 50% e con un contenuto di CU superiore a quanto normalmente presente nell’EL in natura (sic!), le monete in EL fossero in qualche modo sopravvalutate per gli scambi nella propria area di emissione. Per quanto riguarda la conversione dell’AR, c’è l’ipotesi di un rapporto fisso con gli altri due metalli monetati, ma anche la possibilità che le monete in AR non fossero direttamente convertibili (ipotesi che a me personalmente non convince). Nella prima ipotesi, l’autore presenta due rapporti di conversione successivi cronologicamente: inizialmente AU : AR = 13 : 1 in modo da rendere equivalenti 20 AR siglos da 5,35 g ad 1 AU statere leggero da 8,17 g in una seconda fase, AU : AR = 13 e 1/3 : 1 in modo da rendere equivalenti 20 AR siglos da 5,55 g ad 1 AU statere leggero da 8,40, e che comporta che EL : AR = 10 : 1 In ogni caso, la conversione AU : AR appare non agevole. Un’ulteriore ipotesi discussa è quella presentata da M J Price, che sosteneva come plausibile un rapporto EL : AR = 7 : 1, in ragione dell’elevato valore dell’AR in periodo arcaico, per i costi di estrazione, e che riteneva la riduzione del peso dello statere creseide in AU da 10.9 g a 8.17 g dovuto proprio al decrescente valore del AR. Si giunge pertanto ad una ulteriore proposta ipotetica di rapporti di conversione fra metalli che renderebbe un po’ più facile la conversione dell’AR: inizialmente, fermo restando un rapporto AU : EL = 12 : 9 (ovvero 4 : 3) si ipotizza che AR sia sopravvalutato a EL : AR = 9 : 1 in una seconda fase, sempre fermo il rapporto AU : EL = 4 : 3 si ipotizza che AR si sia assestato a EL : AR = 10 : 1 e che quindi si giunga al rapporto classico AU : AR = 13 e 1/3 : 1 Il rapporto AU : AR = 13 : 1 è peraltro citato da Erodoto, per conversioni all’interno del sistema tributario persiano. In Sicilia, a Siracusa, vigeva indicativamente il AU : AR = 15 : 1, e ad Atene AU : AR = 14 : 1 (poi scende a 13). Un ultimo spunto porta alla considerazione esposta sopra, ovvero che le monete in EL fossero sopravvalutate nella propria area di circolazione rispetto a quanto fossero scambiate al di fuori della stessa. Le monete in EL di Lampsaco e Cizico sembra che fossero scambiate con Atene ad un rapporto AU : EL = 2 : 1, anziché con il rapporto convenzionale creseide AU : EL = 4 : 3 In conclusione, sembra realistico affermare che EL monetato fosse sopravvalutato rispetto al contenuto di fino nelle aree in cui era coniato (Asia Minore e colonie greche del Mar Nero), mentre era valutato meno negli scambi con la Grecia. Un’ulteriore (mia personale, e spero ragionevole) osservazione è relativa al fatto che la nascita della moneta sia stata probabilmente stimolata, fra gli altri fattori, anche dall’opacità del contenuto di AU e AR dell’elettro. Ciò permetteva alle autorità monetarie di lucrare sull’emissione, introducendo nella lega utilizzata, a quanto pare, anche del CU in % superiore a quanto presente nell’EL in natura. Il tasso di conversione AU : EL = 4 : 3, che tendeva a sopravvalutare l’EL, infatti era oggetto di enforcement nell’area sotto il controllo dell'autorità emittente, ma subiva sconto negli scambi con altre aree. ES1 punto
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https://www.lamoneta.it/topic/137043-ambrosoli-ricci-bellocchi/?tab=comments#comment-15658611 punto
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Le operazioni di politica monetaria tipiche sono attuate dalle banche centrali (come la BCE) acquistando o vendendo titoli di stato già esistenti, ovvero immettendo o riducendo la quantità di moneta complessiva. I nostri tondelli e banconote sono solo una parte del complesso dei c.d. aggregati monetari. I QE sono sempre effettuati tramite acquisto di titoli di stato, ma di nuova emissione, per cui sono operazioni non convenzionali perché facilitano al contempo la sottoscrizione delle emissioni degli stati.1 punto
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Caro Davide tu hai ricordato anche Momenti Storici per Lamoneta e anche per il forum, momenti in cui c’e’ stata tanta organizzazione e lavoro, idee e passione ma i 4 nick che hai citato hanno soprattutto cuore e oggi credo che nella nostra numismatica ce ne vorrebbe molto di più. E’ giusto ricordare, non tutti sanno o non vogliono ricordare, la tua gentilezza d’animo aiuta, di questo ti ringraziamo molto, anche di questo si vive ancora ...1 punto
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Buongiorno @Asclepia e a tutti voi del forum personalmente mai acquistato qualche moneta dal Giappone, ma spedendo dall'Italia usando Poste Italiane, Giappone e USA sono entrambe in zona2, quindi immagino che più o meno i costi siano abbastanza simili ma dipende sempre dai costi del corriere Giapponese rispetto a uno Americano.1 punto
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Ti allego un mio esemplare di 50 mila "Leonardo". Anche qui, osserva la consistenza della carta, e quello che è definibile una leggera piega centrale. Conservazione a mio parere qSuP, ma rilievi fortissimi (osserva il rilievo della filigrana nell'ovale bianco a sx)1 punto
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conoscevo entrambi i testi, grazie! non ricordavo la particolarità e darò una riletta, ma avendo al volo rivisto quello in italiano, mi pare non si possa scartare l'accumulo finalizzato alla fusione sia per Roma che per Napoli. si parla di una massa di minimi illeggibili mischiati a penta e deca di epoca nettamente successiva, riuniti in un ambito di VII secolo…. tra l'altro i minimi hanno la particolarità di non essere quasi mai misti con altre tipologie, quindi un gruzzolo che comprende penta e deca, poi di epoche successive , mi fa pensare a un accumulo non di risparmio o simile, ma di riuso/fusione... la sto buttando lì perché devo rileggere, ma un riuso di minimi a metà del VII secolo mi suona proprio male, cioè non avrei nessun altro paragone...1 punto
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per asolati se ben ricordo questo https://www.academia.edu/2236124/Questioni_di_fiduciarietà_la_tesaurizzazione_del_nummo_e_le_riforme_monetarie_del_bronzo_da_Anastasio_a_Giustiniano_I per Carlà questi due https://www.academia.edu/196592/Loro_nella_tarda_antichità_aspetti_economici_e_sociali e https://www.academia.edu/197009/Il_sistema_monetario_in_età_tardoantica_spunti_per_una_revisione certo che il parere della Rovelli mi stimola… puoi citarmi l'articolo di cui parli per questo ritrovamento?1 punto
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Potrebbe essere un mijt di Luigi di Crécy, tipo: https://www.acsearch.info/search.html?id=7239541 punto
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Sono 50.000 lire Bernini I° e II° tipo (non Caravaggio), con foto migliori (fuori dalle custodie in plastica) di fronte e retro delle banconote intere, e non a porzioni, si potrebbero valutare meglio. ps. quelle bustine in plastica proteggono le banconote, ma sono piuttosto increspate, significa che in tempi brevi deformeranno i biglietti.1 punto
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Non so se stiano salendo più delle altre, ma se così fosse, vuol dire che la richiesta del mercato è maggiore rispetto alle altre.1 punto
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Non uno bensì due link: 1 ) http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AUGTRC 2 ) Ciao Illyricum1 punto
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Ecco a voi di nuovo le schede scaricabili disponibili per tutti gli utenti...Ciao Daniele1 punto
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