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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/25/19 in tutte le aree

  1. Oggi faccio 10 anni esatti su Lamoneta, un traguardo da festeggiare e quale miglior modo per farlo che non quello di consegnare in tipografia la copia del nuovo e sesto Gazzettino di Quelli del Cordusio ? Per Verona ci saremo per la presentazione e consegna a tutti, più avanti vedremo di fare una discussione ad hoc .
    12 punti
  2. Buonasera, concludo: Constantius I Chlorus, Caesar under Maximian. AE Radiate Fraction post-reform. CONSTANTIVS NOB CAES, radiate, draped, cuirassed bust right. / VOT-XX-officina mark in three lines within wreath. No mintmark. Rome 297-298 Il RIC VI presenta questo radiato solo con la marca di officina (Roma, n. 88/a). Il SEAR IV al n. 14112 cataloga questa tipologia di radiato con marche di officina - (=1-9). Sulla tua moneta mi sembra di leggere (quinta). Alla prossima HIRPINI
    3 punti
  3. Ai convegni numismatici credo di non stare molto simpatico agli espositori, perché chiedo a tutti di poter osservare i comunissimi denarini di Ravenna. Monetucce da pochi euro, che mi vengono date con malcelata commiserazione. Sentimento che si trasforma in pietà quando tiro fuori la lente da 60 ingrandimenti e comincio a studiarle con attenzione. Poi le restituisco sempre, giustificandomi: "Porti pazienza, faccio le varianti!!". Dopo quindici anni, però, finalmente un acquisto l'ho fatto. E' una variante. Decisamente rara. Di Virgilio nel suo catalogo le assegna il numero 20: un solo esemplare noto, conservato al Museo Nazionale di Ravenna. Questo è il secondo. La caratteristica peculiare è il piccolo giglio in legenda, a sinistra della croce. Un segno di zecchiere, probabilmente fiorentino, che dalle rive dell'Arno prese la strada della Romagna per andare a dirigere la zecca dell'arcivescovo. Un grande premio per aver osservato centinaia e centinaia di denarini: il pezzo che capita una volta nella vita!
    2 punti
  4. Nel taglio del 1797 FEDINAN si intravede il decoro
    2 punti
  5. Buonasera a tutti, I miei Grani del 1798 non presentano nessun segno nel taglio, forse dovuto alla lunga circolazione. Il Grano 1797 FERDINAN ha il taglio con treccia a rilievo.
    2 punti
  6. Molto bella ed è visibile pure la data, nella mia ne resta solo un ricordo.... Metto questo pezzo di legno e bronzo per uso tipografico che ho trovato in mezzo a delle cianfrusaglie molti anni fa, è del 1906 (ne ho un'altro del 1909).
    2 punti
  7. Noto con piacere che la discussione procede allegra e interessante... Posto con piacere il mio esemplare 1906 @nikita_ qui tanto non siamo a scuola, è permesso copiare..! Per i dati del buono vedi sopra....
    2 punti
  8. Non voglio contraddire o "fare le pulci" agli autorevoli pareri degli Esperti intervenuti in questa discussione. Premessa: la valutazione di una moneta va sempre fatta a contatto diretto con la stessa ( mio padre che, a differenza del sottoscritto, era un esperto. mi diceva che "la moneta in mano ti parla") quindi dalle foto ( seppur dettagliate ) è sempre difficile esprimersi e la cantonata è dietro l'angolo. Criteri generali: 1- Peso: "elleci" dice che è 25 g. Questo è il peso "standard" riportato da tutti i manuali. Bisogna pesarla con una bilancia digitale precisa e valutare l'usura ( la tua è un bel BB e dovrebbe pesare 24,90 circa - range tra 24,85-24,95). Se è sopra i 25 g ( 25,10-25,20) non ci siamo perchè nessuno ha mai visto delle monete moderne "ingrassare"... a differenza delle mogli ? 2- Patina: non è uniforme, non è un surplus, ma mi sembra autentica ( probabilmente conservata in ambiente umido o comunque non in condizioni ideali) Dettagli: 1- Bordo e perlinatura: nel 90% dei casi è la migliore discriminante per valutare una moneta originale dal falso: nel tuo caso il bordo è uniforme e la perlinatura mi sembra corretta ( la foto rende male la perlinatura di una parte della moneta, però con l'ingrandimento mi sembra Ok ) 2- Firma "Ferraris": è già poco definita nelle monete FDC, in quelle BB si appiattisce e quindi direi Ok. 3- Contorno: la scritta "FERT" è decentrata e non è molto bella, ma è comune in molti pezzi di questa tipologia ( potrei postare decine di contorni delle mie monete con la scritta più malformata ). L'importante, in questi casi, sono le rosette e il nodo Savoia che deve essere profondo, ben impresso. Mi sembra ( almeno per le rosette che si vedono meglio ) che la tua moneta abbia questi requisiti. Quindi a mio modestissimo parere, in attesa della "pesatura accurata", la moneta mi sembra originale. Naturalmente sono pronto ad essere smentito. Aggiungo solo che, se i falsari sono arrivati a questo livello di accuratezza, conviene a tutti iniziare la collezione delle Figurine Panini. No.. neanche quelle perchè, leggo su Internet,che (ad Oriente) qualcuno le ha già falsificate ! ?
    2 punti
  9. Anche se le bizantine non sono il mio campo, potendo sognare: Stavatron di Costantino XI, ultimo imperatore dei Romani. Esteticamente magari con il massimo....ma che fascino! https://www.acsearch.info/search.html?id=3734640
    2 punti
  10. Grazie Philippus, la mia collezione segue un filo logico abbastanza mirato. Colleziono monete spagnole e coloniali, dal regnato di Carlo V fino alla fine del '700, inizi '800 . Prediligo esclusivamente i grossi moduli, con una parentesi più' ampia per il vicereame di Sicilia e Regno delle due Sicilie ( in quanto siciliano io stesso). So che e' una tematica abbastanza ampia ma da tante soddisfazioni anche e soprattutto dal punto di vista storico. Per me Numismatica non e' soffermarmi su un singolo sovrano o singola tipologia, sono piu' per "UTRAQUE UNUM"
    2 punti
  11. Trovata! Come si vede, il prefisso corrisponde con quanto stabilito nel decreto.
    2 punti
  12. Bravo. Questo è quello che dovrebbero fare quelli che studiano le monete,indipendentemente dal loro valore commerciale. Nelle monete certe varianti non sono certo un caso...e qui' sta la differenza tra un numismatico e un raccoglitore di monete. Mettere la storia sempre in primis. Buona giornata a tutti
    2 punti
  13. taglio 2€ cc paese Portogallo anno 2016A tiratura 500.000 condizioni BB+ città Roma taglio 0,02€ paese Malta anno 2015 tiratura 3.100.000 condizioni BB città Roma
    2 punti
  14. Davvero nello slab?! 250.000 euro e non poterla toccare?Non esiste,magari dentro un vascone d'acqua con fondo e bordi in polistirolo ma dovrebbe girarmi fra le dita almeno per qualche minuto.
    1 punto
  15. DE GREGE EPICURI @Matteo91Se vuoi, poi te lo traduco. Vuoi per ora la traduzione della presentazione della casa d'aste?
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  16. A me sembra , e uso il condizionale valutando delle foto, originale e stato di conservazione bb/bb+. A parte la firma, tutto mi sembra in regola. mi piacerebbe conoscere il peso almeno ai decimali. se fosse falsa, hanno fatto un ottimo lavoro ed incomincerei ad avere paura?
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  17. E certo uno che chiede ma non dice per favore o grazie adesso si chiama diretto
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  18. 1 punto
  19. Le macchie sono l’ultimo dei problemi; la moneta è completamente deturpata dai graffi da selvaggio tentativo di pulizia, peraltro onestamente evidenziati nell’inserzione (reinigungskratzer). a mio avviso è inguardabile, gliela lascerei lì
    1 punto
  20. La storia di Giuseppe è fantastica!! Ad ogni modo devo dire che da un paio di mesi vengo massacrato da notifiche che parlano di queste monete rarissime dal grande valore. Quello che è peggio è che queste notizie ultimamente le trovo anche su giornali di carattere nazionale e l'altra sera l'ho sentita anche in radio mentre tornavo a casa. Lo speaker consigliava di rovistare in tutti i cassetti perché si sarebbe potuto trovare una fortuna .........quella monetina che è rimasta in tasca .......... e magari potreste trovare un 100L del 1955 che può valere 2000€ ....(nell'intervento successivo dopo la pubblicità) e se cercando nelle tasche ci trovaste una lira del 1947??? Lasciando il discorso in sospeso ........... roba da scucirsi tutte le tasche dei pantaloni.........
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  21. Quel buono non è da ciotola, era in una cassetta di legno insieme a tanta ferraglia varia e tantissima polvere di ruggine... (ad essere sincero quando capitano ci guardo sempre), solitamente si trovano spesso nei mercatini di antiquariato e non nei convegni. Ci sono tante persone che sono interessati a borchie, lucchetti, chiavi, fregi, pezzi di accendini e tanti altri piccoli oggetti metallici, queste cassette sono quasi sempre presenti nei banchetti di antiquariato spicciolo. Negli ultimi 5/6 anni, oltre che il buono da 20 cent. ,ho trovato tutte queste "stranezze" proprio in queste cassette, nulla di che.... non ne faccio nemmeno collezione, ma per pochi cent di certo non li lascio.
    1 punto
  22. Te lo diciamo solo se pronunci le due paroline magiche...
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  23. Hai ragione, è la O di New Orleans (ho modificato il post #118) ps: No moved
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  24. bollettini ufficiali emissioni del 04/11/2019 BF 12 Circolo San Pietro_e_Rembrandt 2019.pdf BF 13 Natale 2019.pdf
    1 punto
  25. Caro @ottone, so bene che ti sei cimentato anche tu in questo faticoso lavoro. Molte volte il risultato non arriva e si resta con l'amaro in bocca, ma in qualche caso trovare la rarità tanto desiderata al prezzo di una pizza... non ha prezzo!
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  26. Nelle foto ci sono troppe dita (sfondo) e poca moneta... ma in base a quel che si vede sembra essere un quattrino di Urbino per Guidobaldo II della Rovere con al retro la granata (o bomba). https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GBII/2 Probabilmente la prima o la terza del link (nel dritto lettere G V / II ). Ciao Mario
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  27. Bella domanda, ci ho pensato più volte, la risposta è tutt'altro che facile. In assenza di dati certi, possiamo fare soltanto ipotesi. Come proposto nelle "Nuove considerazioni sulle monete di Ferdinando IV di Borbone nel periodo 1796-1798" di Pietro Magliocca, il doppio conio nell'annata 1797 sarebbe la conseguenza della necessità di liberare, in tempi brevi e contenendo le spese, monete da un grano su autorizzazione del sovrano data nei mesi di settembre e ottobre del 1797. Ho notato che il grano '97 con legenda a caratteri piccoli presenta nel dritto notevoli somiglianze con quello del 20 grana 1798 (l'effigie è la stessa e anche la legenda appare molto simile, se non uguale, eccezion fatta per la mancanza dell' "ET HIE" nel 12 cavalli), quindi l'idea che mi sono fatto (del tutto personale e senza prove certe) è che il '97 caratteri grandi sia temporalmente il primo della serie (anche i precedenti dal 1788 in poi avevano peraltro le lettere "grandi") e che, nella liberata dell'ottobre di quell'anno (la seconda delle due), sia invece stato emesso il "caratteri piccoli" probabilmente utilizzando i conii già approntati per il Tarì del 1798 togliendo "ET HIE" (@Rocco68, purtroppo non ho ancora un caratteri piccoli, potresti controllare dal vivo se questa mia supposizione sia esatta o meno?). Poi, nella concitazione del periodo repubblicano, verrebbe il FEDINAN: mi sono chiesto come mai non si usarono, nel periodo della Repubblica, i più recenti conii del 1798 ma verosimilmente nel caos che seguì le complesse vicende politiche di quel tempo, furono adoperati quelli che si trovarono subito disponibili e probabilmente furono proprio quelli del 1797 a caratteri maggiori (un po' come accadde poi per il grano del 1800, quando addirittura furono utilizzati i conii dei grani della precedente serie, quella dal 1788). Quindi, secondo me, FERDINAN caratteri grandi, FERDINAN caratteri piccoli e FEDINAN 1797. Che ne pensate?
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  28. Si sono “solo” due, la nr 30 e 31 prezzo 5€ l’una..
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  29. Splendida e troppo un bel bb pieno. Saluti
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  30. Spero che la moneta dei pompieri non abbia i faccioni di Banfi/De sica/Boldi.
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  31. 1906 Regno d'Italia Buono da 20 centesimi coniato dalla ditta Johnson spendibile/convertibile all'interno dell'esposizione di Milano del 1906. L'ho trovata nel 2013 per un euro in mezzo a della ferraglia varia (lucchetti, chiavi, posate, borchie di mobili ecc..), non era di certo in buona compagnia.
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  32. Gentile @Bronzino io eviterei di dare tali consigli sul forum, onde evitare che qualche novello numismatico, rovini le proprie monete, con una pulizia sconsiderata, in particolare il dentifricio su monete "tenere" come quelle in italma, causano danni irreparabili. saluti TIBERIVS
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  33. Il minimo che si può dire di questi siti è che sono estremamente "diseducativi". Creano false speranze, aspettative di aver trovato il tesoretto e la maggioranza purtroppo ci casca, prima va in cerca dell'esperto del paese e/o del vicinato ( purtroppo sono uno di questi e negli anni ho visto Kg di "monnezza" scovati nei cassetti del nonno) in seguito, messi di fronte alla verità, non ci credono ed allora... c'è sempre "Mago Internet" che dà conforto alle loro aspettative. Sicuramente capitano in uno di questi siti e la frase è sempre la stessa: " L'ho letto su Internet !!!" Quindi al bar del Paese, come minimo diventi uno che non capisce niente e poi, naturalmente, un disonesto, un profittatore etc etc. Siamo nei tempi della globalizzazione, nel bene e nel male...di Facebook, di Twitter e Instagram, dove ognuno ha un "privato" che sventola come una bandiera, dove tutti diventano esperti, medici, legali, gourmet affermati. Quando ero giovane, l'ignoranza era un difetto, l'incompetenza una grave mancanza. Adesso Tutti sanno, ma nessuno ha voglia di imparare. " Vivi come se dovessi morire domani, Impara come se dovessi vivere sempre " (Mahatma Gandhi )
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  34. Buona sera, una domanda mi sorge spontanea vedendo i conii postati da Flaminius, sono tutti stati ritrovati nell'Est Europa, che ci facevano li? Le monete che derivano da questi conii mi sembrano siano date indistintamente alla zecca di Roma, o sbaglio? Io seguo tutto un'altro periodo e quindi forse la mia domanda potrà risultare sciocca........ Maurizio
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  35. Buonasera, di questo secondo denario già si è parlato in altra discussione, quindi credo sia inutile e contro il regolamento del Forum riproporlo. E poi c'è da dire che ogni paragone tra le due monete sia assurdo e comunque giustifichi in pieno i giudizi diversi che si sono dati (genuino il primo, sospetto il secondo), compreso quello che ora do io, che ritengo il denario del gens Fabia sicuramente autentico. HIRPINI
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  36. Buongiorno, prendo atto, pur restando molto perplesso. Spero che qualcuno possa recuperare quella nota infrapaginale p. 179 del BM/CRE. E vista la specialità della moneta, spero pure che il nostro @Flaminius possa ottenere anche per il tramite del venditore, una copia dell'opera che quel M. Lacourt sta elaborando. Avere a corredo del sesterzio queste prove di catalogazione, credo che sia l'unica soluzione capace di certificare anche di fronte a terzi l'esistenza della tipologia e indirettamente la verosimile autenticità di una moneta a tutti gli effetti misteriosa e, presumo, anche molto rara. HIRPINI. PS: ora mi interrogo sulla "serietà" di un venditore che si decide a fornire notizie così preziose solo su richiesta dell'acquirente e a distanza di tempo, senza averne mai parlato al momento della vendita. Mah, ripeto, c'è da restare perplessi.
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  37. Buongiorno @rada Oltre alla collezione dei 2€ cc, la mia intenzione é riunire le monete in Argento, almeno 825, che abbiano un nesso storico con la Rivoluzione Francese e che si avvicinino ai parametri UML. Ho 5 francs an 9 e 10 Gallia Subalpina, 5 franchi Ercole an 11, ma anche monete ossidionali delle guerre Rivoluzionarie e talleri di Contribuzione, svagando anche sulle nostre del 1848. Principalmente mi interessa la Storia e periodi Convulsi, di cui i nostri tondelli in Argento furono testimoni.
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  38. Ciao, qualcosa di scudi Italiani in vero ho già : subalpina AN 10, Murat 1813 5 Lire, Principato di Lucca 1807 5 franchi oltre a un mezzo scudo Repubblica Piemontese ed Un 8 Lire Repubblica Ligure che pur non essendo ULM sono inquadrabili nel Periodo oltre ad uno scudo Union e Force dell' anno 8. Ho iniziato la collezionare Napoleone partendo dai Marenghi ne ho una trentina circa con alcune presenze rare di zecche italiane oltre al"Primo Marengo" acquistato per il mio 50° compleanno poi mi sono appassionato agli scudi Napoleonici dapprima di sole zecche italiane, ma mi sono arenato presto dati i costi ne ho tre AN13 U,1811U, e 1812 Roma. E' la prima volta che attivamente partecipo ad una discussione invogliato dall'"ambiente amichevole". Lorenzo
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  39. Un onesto BB. Saluti
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  40. Buongiorno. Innanzitutto trovo questa discussione molto interessante e la curiosità di @Ross14 legittima e stimolante. Personalmente non credo si possa affermare con certezza assoluta che, almeno nel periodo in esame, il conio d'incudine si riferisse esclusivamente al Diritto delle monete. Non so nemmeno se la semplice osservazione delle monete, seppur fatta con sguardo "tecnico", ci possa dare qualche indizio in proposito... probabilmente un'esame approfondito ed accurato sono certo sarebbe in grado di stabilire la "meccanica" del colpo di maglio (coloro che fisicamente battevano la moneta si chiamavano proprio malliatores) .. ma comunque non sarebbe ugualmente sufficiente a stabilire una regola univoca. Esprimo una mia supposizione: come già detto sopra, il conio di martello è più soggetto a sollecitazioni e quindi si usura e si rompe prima rispetto a quello d'incudine; quindi, se fossi un monetale romano, preserverei il conio con l'effigie imperiale, mettendolo sull'incudine, in modo da poterlo usare anche in combinazione con altri rovesci. Credete sia possibile questa ipotesi? Più concretamente, un elemento in più a sostegno della tesi incudine - diritto è costituito dai (pochi) ritrovamenti di conii... spesso attribuiti a falsari peraltro... che riportano tutti al D l'effigie imperiale e che sono verosimilmente coni d'incudine.. date le loro dimensioni (allegati alcuni esempi con descrizione). Questo naturalmente di per sé non prova nulla in valore assoluto! Infine, altra mia speculazione, non dimentichiamo la forza della consuetudine e della tradizione, specie nel mondo romano che guardava al passato come all'"età dell'oro"; magari gli artigiani monetali del II sec. d.C. non avevano idea del perché la disposizione dei conii fosse quella... ma continuavano ad usarla perché la tradizione lo imponeva... anche quando i motivi pratici che l'avevano originata erano ormai stati dimenticati. E' un elemento ricorrente nella società romana... "non so perché si faccia e non so nemmeno cosa significhi.. ma gli antichi lo facevano". Questo è naturalmente soltanto il mio pensiero. Un caro saluto a tutti, Flaminius
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  41. Ciao Federico @mfalier. Bella variante, che non conoscevo; adesso guardo il mio......perché ricordo di averne uno.... ?
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  42. Estrapolo dal link: antica? Ecco perché a volte mi domandano quanto vale una 200 lire antica del 1981!
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  43. 3) l’ultima lettera scritta da Giacchino alla moglie Carolina.
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  44. Durante il III secolo si assiste a un generale impoverimento del contenuto di fino nell'antoniniano via via sempre più evidente fino quasi a sparire del tutto nella composizione della lega metallica. Parimenti si assiste anche a un impoverimento tecnico nella fabbricazione delle monete. Il punto più alto di questo fenomeno, nell'impero centrale, sembra posizionarsi verso la fine del regno di Gallieno dove, nella zecca Romana, accanto a tondelli di buona fattura, inizia una produzione di tondelli realizzati coi medesimi conii dei "fratelli più belli" ma su dischetti di minor peso e diametro. Questo fenomeno è stato notato da Bland dopo aver studiato i due principali ripostigli del periodo: Cunetio e Normanby. Il fenomeno prosegue anche durante il regno di Claudio II dove è frequente trovare una produzione affiancata di tondelli di buon peso e diametro a tondelli, delle medesime serie, di peso e diametro inferiori. Il tutto degenera poi verso la fine del regno di Claudio II e l'inizio del regno del fratello Quintillo, in particolar modo con la serie di divinizzazione DIVO CLAVDIO quando è evidente che alla zecca di Roma la produzione aveva perduto ormai quasi del tutto gli standard qualitativi del passato. Il tutto va messo in relazione con la cosiddetta rivolta di Felicissimo e degli operatori della zecca della capitale, rivolta repressa nel sangue da Aureliano che ha poi intrapreso una serie di operazioni volte a riformare sia la produzione che la metrologia delle emissioni. Ergo, tondelli sottopeso, approntati frettolosamente e con assi orientati in maniera casuale sono all'ordine del giorno per le coniazioni di Gallieno (fine regno), Claudio II e Quintillo. Un discorso completamente diverso invece riguarda le emissioni coeve dell'impero gallico. Spero di averti chiarito un po' di dubbi @CoinLover, il III secolo è un periodo affascinante, di turbolenze, di guerre interne e di accadimenti politici di varia natura. Dal punto di vista numismatico offre un sacco di possibilità di studio e di collezione ed è ancora tutto sommato accessibile economicamente senza grossi svenamenti!
    1 punto
  45. Forse questa tua constatazione si spiega con la stessa ragione della convessità/concavità: In effetti il conio di martello poggiava probabilmente su una superficie più rigida del conio di incudine, spesso un ceppo, comunque poggiante in fondo sul terreno (altro elemento che attutisce). Anche per questo, suppongo, il tondello si deformava in modo convesso sul lato di incudine=perché era più cedevole. Da qui forse la causa della frattura più probabile del conio di martello=perché più rigido
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  46. Mamma mia che bello leggere di tanta passione complimenti a tutti un grande esempio per la numismatica. Saluti
    1 punto
  47. Buonasera, Ogni Collezionista ha un suo metodo per gestire i doppioni, io posso esporvi il mio. Premetto che colleziono da sempre monete Napoletane per tipologia, millesimo e varianti di conio, le conservazioni variano dal FDC al B. Quando decisi di definirla da Ferdinando IV a Francesco II, ho prima iniziato a vendere dal Viceregno in poi. Poi toccò ai doppioni, Parte furono venduti per integrare la collezione con nuovi acquisti, parte scambiati sempre per pezzi mancanti e tanti li ho regalati ad utenti del forum con cui ho una grande amicizia. Risultato.... Mi ritrovo senza un doppione. Non vi nego che per alcuni rimpiango la separazione.
    1 punto
  48. Se vogliamo dirla tutta, non è che le 20 lire negli anni 80 non circolassero... la realtà è che nessuno le voleva, esattamente come le 5 o 10 lire. Ricordo che spesso, in qualche esercizio commerciale che ancora non aveva prezzi arrotondati al 50 lire, cercavano di appioppartele come resto, ma praticamente sempre si preferiva avere di resto la classica caramella, o in alternativa si rifiutava addirittura il resto.... ricordo che un paio di volte a inizi anni '80 mi rifilarono una serie di 10 o 20 lire di resto al posto di un singolo pezzo da 50 o da 100 lire, e quando arrivai a casa con quelle "inservibili" monetine i miei addirittura mi sgridarono come se mi fossi fatto truffare. C'era all'epoca una vera e propria idiosincrasia per le monetine di valore facciale inferiore al 50 lire, ben peggiore di quella che oggi abbiamo per i centesimini... personalmente me lo spiego perchè probabilmente oggi la grande distribuzione la fa per la maggiore, e nei grandi supermercati/centri commerciali l'uso dei centesimi, sia nei prezzi che nei resti, è ancora parecchio diffuso. Al contrario all'epoca il commercio, soprattutto nei paesi, era ancora molto legato alle piccole botteghe, la gente non si spostava molto come è oggi, e questo tendeva a far sparire dalla circolazione i tagli più piccoli, irrilevanti e difficili da smerciare per le consuetudini dell'epoca. Anche perchè con l'inflazione in doppia cifra di quell'epoca queste monetine non valeva certo la pena conservarle nei cassetti come oggi fanno in molti con i centesimini placcati rame....
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  49. A volte le immagini spiegano meglio di tante parole
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