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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/09/19 in tutte le aree
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Buongiorno a tutti, Condivido con molto piacere il gruppetto dei Tarì "particolari" del 1798 che ho in Collezione. E aggiungo per la prima volta la foto del loro taglio insieme ai pezzi ufficiali. Un caro saluto, Rocco.5 punti
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Ciao a tutti, il 9 cavalli di Filippo IV è tra le mie monete preferite; ho aggiunto, negli ultimi mesi, due esmplari rari il 1626 ( che ha un gran bel ritratto) ed il 1627 ( bella patina verde) Saluti Eliodoro3 punti
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Oggi mi sono capitate le seguenti monetine Russia 1 Copeck 1910 Russia 20 Copecks 19153 punti
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Come è’ questo numero ? Intanto più pagine, il massimo per questo formato, 68, 11 autori non sempre gli stessi che si alternano, 10 su 11 di questi tra l’altro lamonetiani, un giovane alla prima volta sulla medaglia di Leone Leoni, l’editoriale sul valore del piccolo Museo delle monete, un unicum che Milano non aveva mai avuto e che ora tutti possono vedere in Ambrosiana, con Cesare Silvatici esperto di monete cinesi entriamo nel fantastico mondo Jital, l’amico Marco Ottolini riflette con noi sulle possibilità del collezionismo Numismatico, dopo la Medaglia di Leone Leoni un appuntamento ormai fisso di Vittorio Mancini su monete, significati, realtà, poi la parte documentaria, io mi cimento a dimostrazione che e’ si divulgazione ma anche riflessione per la comunità scientifica con l’inedito denaro ottoniano Pavese, segue con Marco Sassi il mondo delle monete dei Dogi Biennali con Genova, Fabrizio Leali ci porta nelle esportazioni delle monete veneziane, Eros Guglielmo con un falso inedito di Alfonso I d’Aragona, Andrea Keber che purtroppo sarà diviso in due ci illustra le falsificazioni e contraffazioni in generale e per zecca dell’area alto adriatica, poi un articolo sul pulire le monete, tema molto dibattuto. Poi tante Rubriche come le Briciole Numismatiche che vanno da tessere di beneficenza, a monete del Regno, della Repubblica. Un grande ringraziamento per il lavoro prezioso e impegnativo di editing e ovviamente a tutti gli autori di questo numero. Rimane da leggerlo direi ...?3 punti
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Ciao Luciano, con piacere ho letto il tuo post, ma devo fare una piccola rettifica. Non è completamente esatto che la Sardegna sia stata sempre fuori dalle linee commerciali veneziane. C'è una breve parentesi ed è la muda di Aigues-Mortes che portava le merci veneziane in Provenza. Nel 1412 dopo l'autorizzazione del Senato una galera autonoma, partiva in primavera e costeggiando l'Italia faceva rotta per la Provenza. E qui viene il bello. Non sempre, ma ogni tanto le tappe erano: Messina, Palermo, Napoli, Gaeta, Pisa, Aigues Mortes, Montpellier e Barcellona con puntate episodiche a Cagliari, Tortosa e Valenza. Ovviamente tutto questo durò fino alla guerra tra Genova e la Catalogna guerra che sconsigliò alla Serenissima di frequentare tutta l'area del Mar Tirreno e del Mar delle Baleari anche a causa dei corsari sia francesi sia catalani.2 punti
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Buongiorno Rocco, ma i 98 che hai postato sono i primi 4 in alto della pila? Inoltre come descriveresti il taglio dell'ultimo tarì in basso sempre della pila? Il 98 è un anno particolare e oltre a quelli che hai postato tu ci sono anche il doppio punto è il SIC1LIAR...2 punti
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grazie mille @417sonia (e @gigetto13 !) per la risposta e la cartina, davvero informativa! direi allora che la risposta alla domanda sulla circolazione o meno del ducato in Sardegna risiede nella definizione di "specializzazione sociale dei metalli" introdotta dalla Balbi De Caro, ossia: le monete d'oro (e d'argento) sono destinate alle grosse operazioni finanziarie sia all'interno dello stato emittente che negli scambi internazionali tra diverse entità politiche; le monete di bronzo e rame rappresentano la quasi totalità del circolante effettivamente usato dalla gente comune/povera. In questo senso mi pare si possa parlare di "circolazione" del ducato in Sardegna... e che io possa trovare la ragione di tenere il mio ducato in collezione @417sonia avevo letto l'interessante discussione che hai citato, e mi aveva fatto venire in mente un altro "caso" del 1767, in cui il viceré di Sardegna Balio della Trinità emetteva un pregone (17 marzo) per la circolazione dei testoni. Questo perché (cito dallo stesso libro di prima) "avidi trafficanti e alcuni negozianti, specialmente genovesi, avevano infatti avviato un traffico di testoni scadenti, facilmente accettati per ignoranza del valore delle monete in circolazione nel Regno dai più poveri e sprovveduti"2 punti
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Ciao! Grazie per avermi taggato; mi hai consentito di rileggermi questa bella discussione. Personalmente sono d'accordo con quanto scrive @domenico.mura; la Sardegna apparteneva ad una differente area di circolazione monetaria, rispetto a quella veneziana; l'isola non era normalmente frequentata dai veneziani e non rientrava nemmeno tra gli approdi che le carovane di galee veneziane (Mude) facevano seguendo la rotta per le Fiandre. Ciò non vuol dire che le monete veneziane, soprattutto i ducati/zecchini, fossero misconosciuti in Sardegna. Certamente c'erano più monete pisane, genovesi, catalane e aragonesi; monete che esprimevano i grandi interessi che questi stati, in varie epoche, hanno avuto, più o meno, nell'isola; indubbiamente le monete veneziane (ducati/zecchini in primis) erano conosciute dai grossi commercianti che avevano sede in Sardegna, dai banchieri e dai cambiavalute; l'appellativo dato al ducato/zecchino di moneta internazionale non era dato a caso, ma perché riconosciuto ed accettato ovunque, soprattutto nelle grandi transazioni di merci e servizi. E' altrettanto certo che i nostri ducati/zecchini fossero più conosciuti negli stati centrali che avevano interessi in Sardegna, tant'è che alcuni dei quali - vedi Genova e le sue colonie greche e Aragona - coniavano non poche imitazioni e contraffazioni. Questo argomento mi fa ricordare una bella discussione che ha riguardato le monete veneziane in Sardegna; il periodo non è lo stesso, dal momento che il "caso" ha riguardato l'inizio del 1800, quando la Serenissima non c'era più, ma è illuminante circa la poca dimestichezza che il popolo e il Governo sardo avevano delle monete veneziane. saluti luciano2 punti
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Non penso sia stata data ancora questa notizia:ho scorso la rubrica e non l'ho trovata Ricevo e diffondo: http://www.sovana.altervista.org/furto-monete.php?fbclid=IwAR3q1yS2vWOgIz-pbvoh5NdRoxX4qX-JZVeMKj22-ikk3D_0yzKgbYtpgX0 Forse ci sarebbero voluti maggiori controlli con telecamere e vigilantes. odjob1 punto
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Si... anche per me, visionando le foto .... il bordo è in ordine... dovrebbe essere autentica. cmq la moneta è classificata nel SEAR al n. 6802 - RIC 189 Il retro rappresenta la Fortuna con cornucopia e a piedi la ruota .... come S. Caterina ??1 punto
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Se chi di dovere non si mette nell'ordine di idee che il patrimonio che si trova nei musei deve essere tutelato e protetto nella dovuta maniera come si tutelano le cose personali, ho paura che notizie così ne leggeremo ancora. Bisogna fare in modo di chiudere i recinti prima che scappino i buoi.1 punto
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Il problema è che nel caso se ne presentasse l'eventualità i ladri non si faranno certo scrupoli a fondere il tutto...1 punto
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Mi auguro che le monete fossero inventariate e adeguatamente fotografate così nel caso da procedere, qualora venissero ritrovate, a sequestri certi e non probabili.1 punto
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DE GREGE EPICURI Si può aggiungere che non si tratta di una Provincia Romana, bensì del Regno di Osroene, che si era reso indipendente dall'Impero Seleucide. Si può parlare comunque di un "regno vassallo di Roma", tanto che il re Manu VIII (prima di Abgaro VIII) sulle monete veniva chiamato "philoromaios", amico dei romani. La cosa abbastanza strana è che a volte la tiara di Abgaro è decorata da una croce. Secondo gli storici di Oxford, " il cristianesimo raggiunse Edessa molto presto, e la città divenne la più importante diocesi della Siria." Anche alla corte di Abgaro VIII ci furono delle conversioni fra alti dignitari, ad esempio Bardesanes, poi però giudicato eretico.1 punto
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Nel frattempo ho controllato le lettere I in legenda nei miei Tarì 1798...... Guardate che "stranezze incisorie"1 punto
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Grazie @margheludo, non ci sono altre cose che sono riuscito ad evidenziare. Si può notare che la lettera aggiuntiva non sembra realizzata con i punzoni della P al dritto, forse potrebbe essere una lettera serif , ma è difficile essere sicuri. PS: è rimasta in vendita per un annetto e mezzo dalla prima segnalazione... non la voleva proprio nessuno, poverina! ?1 punto
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Salve a tutti. Concordo con Eliodoro nel credere che la moneta in oggetto non sia opera di un atelier monetale del Mezzogiorno, anche perché il diadema con quel modello di pendilia a tre elementi compare con una certa regolarità sulle monete medievali (bizantine e non) solo a partire dall'XI secolo. E in questo periodo le zecche campane dell'Italia meridionale non avevano una produzione stabile di moneta argentea. Partirei da questo assunto, che offre un buon grado di sicurezza, per una sua contestualizzazione cronologica.1 punto
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Il buon Attilio alle prese coi panuozzi1 punto
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Si, è proprio una commemorativa per il 300° dell'Atto di Unione e aggiungo questo breve passo ( Fonte Wikipedia )... L'Atto di Unione fu costituito da due Atti del Parlamento: il cosiddetto Union with Scotland Act 1706, approvato dal Parlamento d'Inghilterra, e il cosiddetto Union with England Act, approvato nel 1707 dal Parlamento di Scozia. Le due leggi misero in pratica i termini del Trattato di Unione che era stato siglato il 22 luglio 1706 a seguito di negoziati tra i commissari rappresentanti i Parlamenti delle due nazioni. Con i due atti, il Regno d'Inghilterra ed il Regno di Scozia, che all'epoca erano stati sovrani separati con Parlamenti separati, ma con lo stesso monarca, furono — citando le parole del Trattato — "uniti in un regno con il nome di Gran Bretagna". Le due nazioni condividevano il sovrano sin dall'unione delle Corone del 1603, quando Giacomo VI di Scozia ereditò il trono inglese dalla cugina di terzo grado Elisabetta I ed il trono scozzese da sua madre Maria Stuarda. Anche se veniva descritta come Unione delle Corone, fino al 1707 esse rimasero in effetti Corone separate che facevano riferimento allo stesso monarca (in maniera opposta alla creazione di una singola Corona e di un singolo Regno, esemplificato dal successivo Regno di Gran Bretagna). Vi erano stati tre tentativi nel 1606, 1667 e 1689 di unire le due nazioni con Atti del Parlamento, ma fino all'inizio del XVIII secolo le situazioni politiche non permisero la realizzazione dell'idea, anche se per differenti ragioni. Documenti rilevanti all'unione personale e legislativa all'unione dei paesi componenti il Regno Unito Trattato di Windsor1175 Trattato di York1237 Trattato di Perth1266 Trattato di Montgomery1267 Trattato di Aberconwy1277 Statuto di Rhuddlan1284 Trattato di Edinburgh–N'hampton1328 Trattato di Berwick1357 Poynings' Law1495 Leggi negli atti del Galles1535–1542 Crown of Ireland Act1542 Trattato di Edimburgo1560 Unione delle corone1603 Union of England and Scotland Act1603 Act of Settlement1701 Act of Security1704 Alien Act1705 Trattato di Unione1706 Atto di Unione1707 Personal Union of 17141714 Wales and Berwick Act1746 Costituzione irlandese1782 Atto di Unione1800 Government of Ireland Act1920 Trattato anglo-irlandese1921 Royal and Parliamentary Titles Act1927 North Ireland (Temporary Provisions) Act1972 Northern Ireland Assembly1973 North Ireland Constitution Act1973 Northern Ireland Act1998 Government of Wales Act1998 Scotland Act1998 Government of Wales Act2006 Scotland Act2012 Accordo di Edimburgo2012 Gli Atti ebbero effetto il 1º maggio 1707; in questa data, il Parlamento di Scozia e il Parlamento d'Inghilterra si unirono per formare il Parlamento di Gran Bretagna, con sede al Palazzo di Westminster a Londra, la sede del Parlamento inglese. Gli Atti furono in seguito chiamati "Unione dei Parlamenti". Sull'unione, lo storico Simon Schama affermò che "ciò che ebbe inizio come un'ostile fusione, finì poi con la piena partecipazione nella più potente entità al mondo ... fu una delle più strabilianti trasformazioni nella storia europea."1 punto
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Ciao @MICO giusto per avviare la discussione: MESOPOTAMIA, Edessa. Septimius Severus, with Abgar VIII. AD 193-211. Æ (22mm, 8.53 g, 6h). Laureate head of Septimius right / Diademed and draped bust of Abgar, wearing tiara. BMC 14-26 var. (legends). Saluti Eliodoro1 punto
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Ciao a tutti, qualche anno fa mia nonna mi ha donato questa medaglia, appartenuta al mio bisnonno, il quale svolgeva la professione di artigiano. Ho trovato poco e niente a riguardo, ne ho trovata una identica ma incisa all'interno del database collegato: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61L/149# l'unica cosa che differenzia quella mostrata dalla mia, è il fatto che quella che possiedo è vergine, non è stata incisa sul retro, allego fotografie. Inoltre ho aperto questo post per avere più informazioni sulle occasioni nelle quali queste medaglie venivano donate, non avendo trovato riscontro in rete suppongo che questa versione sia se non altro difficile da trovare, e dunque vi sono poche informazioni. vi lascio inoltre i dettagli: materiale: Ag Diametro: 41mm Peso: 31g grazie a tutti1 punto
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Medaglia consegnata agli espositori di fiere artigianali che si svolgevano nel ventennio. Bella medaglia, peccato che non ci sia inciso il nome del tuo antenato.1 punto
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Sai cosa? Se entro gratis, vado, mi diverto ed acquisto. Se devo pagare per entrare, non ci vado proprio (e non parlo solo di numismatica). Adesso, sono interessato ad un paio di monete che mi costeranno 150-200 euro in totale. Se devo spenderne di più per viaggio, biglietto, hotel, ha davvero poco senso. Se mai dovessi decidere di pagare un ingresso sarebbe solo per incontrare altre persone o per la fiera mondiale di Berlino, abbinandoci una vacanza. Questi "piccoli" convegni mi piacciono e mi danno modo di guardare le monete con più attenzione e quello che non spendo per entrare, lo spendo per acquistare.1 punto
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La cosa assurda è che basterebbe aprire la scatoletta per verificare se la moneta è genuina o meno, invece no, si continua a spacciarla per ciò che non è... E questo a causa di acquirenti che pensano di fare l'acquisto del secolo, non posso definirli collezionisti perché non conoscono ciò che comprano...1 punto
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Le officine dei falsari sono molto diffuse da sempre ma ultimamente stanno producendo pezzi diciamo notevoli per qualità. Ci sono purtroppo ottimi produttori nel nostro meridione (Calabria e Sicilia) e ancor peggio ci sono quelli spagnoli che inondano il mercato di ciarpame. Negli ultimi anni hanno iniziato enormi produzioni di patacche anche l’est Europa e lontano Oriente, anche di pezzi comunissimi ai quali non si presta molta attenzione ?? Il denario che ti interessa io lo lascerei dove è. Vai a cercarlo su google e confronta le immagini con altri denari e nota il volto del povero Imperatore come è stato disegnato strano e difforme1 punto
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taglio 50 cent paese Cipro anno 2009 tiratura 985.000 condizioni bb città Milano Note News1 punto
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L' archivio di Torino e' consultabile dietro prenotazione . Due estati fa ho accompagnato il Presidente del Circolo Numismatico di Nizza , la documentazione di questa zecca e' quasi tutta a Torino. Suppongo che dovesse essere rispettato il numero di monete previste annualmente1 punto
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Sai quando un amico si attacca come una zecca e non riesci a togliertelo di torno? ...ecco, questo è capitato a me...1 punto
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Ciao Giuseppe, forse ho capito male io.... ma non è che riprendevano le monete dell`anno precedente ribattendogli su la data corretta! semplicemente correggevano il punzone ... e quindi battevano nuovi denarini: ovviamente la correzione del punzone si vedeva sulla nuova moneta, almeno credo.1 punto
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Umiltà, equilibrio e moderazione sono dei requisiti indispensabili in una discussione serena. Sia per la persona che chiede, sia per chi è più esperto e può rispondere. Gent.mo whereis, non penso che nessuno del Form ti abbia trattato male. Qualcuno forse ha dato per scontato alcuni concetti. Altri ti hanno dato degli ottimi consigli, spendendo qualche minuto per cercare di documentare la tua richiesta. La questione è questa: hai scritto il post per sapere qualcosa di questo "ninnolo per nostalgici" ( che visto il triste periodo della nostra storia, più che nostalgia induce alla depressione ), oppure da qui può cominciare una passione per le monete ? Nel primo caso hai avuto tutte le risposte che chiedevi. Nel secondo, penso che ognuno di noi ti accolga calorosamente e ti dia anche un sincero Benvenuto. Tutti noi abbiamo seguito un certo percorso, dalla patacca alle monete più importanti. Ci siamo affidati all'amicizia ed alla competenza di chi aveva già percorso un tratto di questa strada, però sempre con umiltà e voglia di imparare. Cerca di capire quale "dove ti porta il cuore" e se ti piacciono le monete troverai tanti che ti insegneranno e magari diventeranno tuoi amici. Ciao Beppe1 punto
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Per queste patacche (chiamarle medaglie è troppo) basterebbe un libo di storia. Lì c'è scritto che Mussolini non è mai stato capo di stato, e dunque dei capi di stato non aveva le prerogative, sebbene ne avesse molte altre, a suo diretto uso e consumo... ma quella di farsi ritrarre sulle monete, no. petronius1 punto
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DE GREGE EPICURI Per chi ama il Regno delle Gallie, oggi vi mostro un Mario interessante, e non molto comune. E' leggerino (2,2 g.) e misura 19 mm. Conservazione discreta (per Mario!), anche se purtroppo il nome si legge male; al D la scritta è IMP C MAUR MARIUS AUG. Al rovescio, VIRTUS AUG, con una figura stante di tipo militare (è lo stesso imperatore?) E' il RIC 19, e lo si considera coniato a Colonia (Colonia Agrippinensis) anche se le zecche, nel Regno Gallico, sono sempre un rebus.1 punto
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1908 Granducato del Lussemburgo - 2 1/2 Centimes1 punto
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taglio 2 euro cc paese germania D anno 2019 B tiratura 4.200.000 condizioni spl città trieste note NEWS!! taglio 2 euro cc paese slovacchia anno 2016 tiratura 1.000.000 condizioni bb+ città trieste note NEWS!!1 punto
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immagine https://www.numismatica-visual.es/2019/10/ceramica-de-latgalia-en-moneda-de-2-euros-cc-letonia-2020/1 punto
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non posso fornire l'elenco per la privacy ma eravamo 25 operatori comunque, uno è libero di dire quello che vuole anche che gli asini volano, ed è libero di partecipare o meno, l'entrata è libera, penso che a distruggere qualcosa siamo capaci tutti, costruire è un altra cosa, sicuramente apprezzo chi è propositivo, e per fortuna non siamo tutti uguali. Le auguro una buona giornata.1 punto
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Come già detto al post # 5, nell’asta 3037 del 4 gennaio 2015 l’Heritage aveva proposto l’esemplare del tetradramma Price 844 di 17,04 g della foto, realizzando 3'200 USD da base 2'500 USD. Risulta dalla descrizione che lo stesso esemplare era stato presentato all’Heritage CICF Auction 3032 dell’aprile 2014 come lotto 23094 (foto sotto da http://www.acsearch.info/search.html?id=1913609 ). MACEDONIAN KINGDOM. Alexander III the Great (336-323 BC). AR tetradrachm (29mm, 17.04 gm, 11h). Uncertain mint in Greece or Macedonia, ca. 310-275 BC. Head of Heracles right, wearing lion-skin headdress / ΑΛΕΞΑΝΔΡΟY, Zeus seated left, holding eagle and scepter. Price 844. Rare. Interesting issue with no symbols or control marks, struck from dies of exceptional style. Good Extremely Fine. From The Dr. Patrick Tan Collection. La moneta non inscatolata aveva una stima di 1'500 USD, raggiungendo a livello di aggiudicazione 4'125 USD, un hammer di tutto rispetto. Però, dopo qualche mese, la moneta ha fatto ritorno al mittente che ha provveduto a riproporla nell’asta successiva, stavolta ben inscatolata. Il risultato di questa operazione è stato una perdita di circa 1'000 USD (3'200 USD nella seconda aggiudicazione rispetto ai 4'125 USD della prima), ma la moneta ha raggiunto la pace dei sensi nel suo sarcofago. C’è da far presente che questi passaggi di monete si verificano con una certa frequenza in varie case d’asta, e non necessariamente seguiti dall’inscatolamento della moneta. apollonia1 punto
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