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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/17/19 in tutte le aree

  1. Io conto di esserci al pranzo di sabato, ma ne avrò la certezza solo il giorno prima, in quanto venerdì ho un convegno a Bologna, e rimanderò il lavoro di quel giorno a sabato, e quello di sabato a domenica e ... e ... e... fa un culo il lavoro .... ci vengo.
    8 punti
  2. Kiau Chau:1909 5-cents, very possibly from the German freighter scuttled at Guam in 1917, and recovered from the wreck in the 1960s..... v.
    5 punti
  3. Ciao Tolomeo IV zecca di Cirene a quanto pare non presente sullo Svoronos. Come giustamente detto da @DAVIDE1982si presume che sia un diobolo, al retro presenta nel campo a sinistra una pianta di Silphium e sotto il mento della Libia una doppia cornucopia, piccole differenze tra i vari coni sono normali. La tua non presenta simboli di controllo sotto il collo, come la seconda postata " SE ". Le monete Tolemaiche fuori dalla zecca di Alessandria sono ancora allo studio. Silvio
    3 punti
  4. Buongiorno a tutti, in questa giornata uggiosa vi voglio mostrare il mio ultimo acquisto, anche per rendere onore alla città che sta vivendo momenti tristissimi. Si tratta di uno scudo della croce di Giovanni Corner, non so distinguere se primo o secondo, il primo scudo che entra nella mia piccola raccolta tipologica. Ha una frattura di tondello abbastanza vistosa che a me non disturba troppo ma una bella patina antica e dei buoni rilievi. Buona giornata
    3 punti
  5. Buongiorno a tutti gli amici del forum, dopo aver discusso sui 10 mon "Hōei Tsūhō" e 4 mon "Kan'ei Tsūhō" nella sezione Zecche straniere, e preso spunto dai commenti di @tiziano.goffi e @gennydbmoney, oggi parlerò della moneta più iconica del periodo Tokugawa: i 100 mon "Tenpō Tsūhō". Perché scrivo questa discussione qui? Per rispettare la cronologia del tempo descritta nella sezione Zecche straniere visto che ricopre un arco che parte dal Rinascimento e finisce all'età della Rivoluzione, non adatto per una moneta che iniziò il suo percorso nel 1835. Emblema del clan Tokugawa Dalla caratteristica forma ovale, i 100 mon sono una delle monete giapponesi più apprezzate e collezionate, e addirittura in Giappone vengono vendute anche come portafortuna. Le caratteristiche spesso cambiano in base alla zecca, ma mediamente buona parte degli esemplari hanno una lunghezza di circa 49 mm, una larghezza di 32 mm, uno spessore di 2,6 mm e infine un peso di 20 - 21 grammi. Generalmente la moneta era costituita dal 78% in rame, 12% in piombo e 10% in stagno. Al dritto della moneta si notano i caratteri 天保 (Tenpō), quindi un riferimento all'era in cui questa moneta è stata coniata, mentre sotto 通寳 (Tsūhō) che significa "tesoro circolante". Al rovescio invece si evidenziano i caratteri 當百 (Tō Hyaku) che significa "uguale a 100", mentre sotto si nota la firma del funzionario della zecca Hashimoto Mitsuji, un membro del clan Gotō che controllava la zecca di Kinza. Una breve storia della moneta...All'inizio del XIX secolo lo shogunato (Bakufu) entrò in profonda crisi economica. Nel 1835 il governo Tokugawa iniziò a emettere la moneta da 100 mon per cercare di risolvere il suo deficit fiscale, ma a causa del declassamento del rame nella moneta da 100 mon (5½ volte rispetto a una moneta Kan'ei Tsūhō da 1 mon) cominciò un'inflazione cronica dei prezzi delle materie prime. Nonostante ciò il Tenpō Tsūhō continuò ad essere prodotto per tutta la durata del periodo Edo, e il valore di mercato effettivo era significativamente inferiore al suo valore nominale (nel 1869 fu stimato a soli 80 mon). Verso la fine dello shogunato la moneta era la denominazione mon più comunemente circolata, rispettivamente del 65%. Tra il 1835 e il 1870 furono prodotte in totale 484.804.054 monete da 100 mon Tenpō Tsūhō. Ora la parte più interessante...L'identificazione della zecca! Personalmente devo dire che non è tanto facile, ma non impossibile. Il punto fondamentale per identificare la zecca è quello di controllare gli "shirushi", marchi a forma di fiore di sakura (il bellissimo ciliegio giapponese) presenti normalmente sul lato destro e sinistro della moneta. Gli stampi hanno varie forme e dimensioni a seconda della zecca. La grandezza della moneta, la lunghezza, la larghezza, lo spessore, il peso, il diametro del foro e la distanza A tra il carattere TEN (天) e HŌ (寶) sono sempre fattori chiave per identificare una zecca, quindi munitevi di righello, calibro e bilancia di precisione. Fortunatamente l'utente principale della sezione monete giapponesi del sito numismatico Zeno.ru ha fatto una guida disponibile per tutti molto utile per identificare la zecca. Questo è il link della prima versione di guida (http://charm.ru/coins/jp/Tenpo Tsuho.htm) mentre la seconda, decisamente più completa e consigliata, è un file PDF e per visualizzarlo cliccate sopra la scritta blu Guide for attribution of Tenpo Tsuho (https://www.zeno.ru/showgallery.php?cat=1463). Facciamo un piccolo esempio di identificazione... Questo è il primo 100 mon che ho acquistato. La moneta ha una lunghezza di 49 mm, una larghezza di 32 mm, spessore di circa 2,5 mm, pesa circa 21 grammi, ha un diametro del foro di 7 mm, la distanza A è di circa 41,1 mm e presenta uno shirushi simile a questo (si vede abbastanza bene nell'altro lato della moneta). Consultando la seconda guida, e considerando tutti i dati a disposizione, si arriva alla conclusione che la moneta in questione è un'emissione ufficiale dello shogunato (Bakufu-sen 幕府銭) coniata a Edo (Honza 本座, Kinza 金座, Asakusabashi 浅草橋, Edo 江戸) nel periodo Kōka 2 (1845). Le monete più comuni provengono proprio da Edo e valgono poco, ma come potete ben vedere dalla guida esistono altre zecche (Satsuma, Yamaguchi etc), alcune anche abbastanza rare come le monete di colore rosso rame della zecca di Akita. Da notare nella guida che lo "shirushi" del Bakufu è valido anche per la zecca di Osaka e Sado (altre zecche governative), ma grazie ai dati ponderali della moneta e delle altre caratteristiche l'identificazione è risultata più semplice. Il libro "Early Japanese Coins" di Hartill ne elenca otto varietà, tuttavia considerando anche le zecche ancora sconosciute e misteriose si presume che ne esistano in totale almeno 180. Ma se la moneta non presenta nessun segno di zecca? In quel caso non per forza si tratta di un falso, ma potrebbe essere un'emissione di una zecca sconosciuta o una rara moneta madre. Le monete madri, dette anche monete da seme, erano quelle utilizzate durante le prime fasi del processo di fusione (per le monete da 100 mon provengono tutte dalla zecca di Edo). Fate attenzione che anche i 100 mon sono falsificati, specialmente quelli più rari. Il mio consiglio è quello di evitare i 100 mon che presentano uno stile decisamente grossolano, e sopratutto chiedete sempre i dati ponderali e una foto dei marchi di zecca. Date uno sguardo anche al sito Zeno.ru visto che ci sono abbastanza discussioni sulle monete da 100 mon. Successivamente posterò un link di un sito giapponese che mostra delle foto di molti segni di zecca presenti nella guida, e in futuro aggiungerò anche le informazioni di un altro mon ovale importante: i 100 mon delle isole Ryūkyū (Ryūkyū Tsūhō) . A presto e buona giornata a tutti! Xenon97 PS: il link per visualizzare i vari tipi di shirushi (grazie infinite Tiziano!) http://kosenmaru.sub.jp/tenpo8.html
    2 punti
  6. Volevo mostrarvi questo esemplare di Tari 1701 e leggere le vostre osservazioni , visto che ho deciso di scendere un pò con gli anni (1600/1700) con alcune monetazioni. Se tutto va bene tra qualche giorno sara nelle mie mani. Grazie Fabio
    2 punti
  7. Buon pomeriggio. Avrei bisogno di un aiuto per identificare l'imperatore di questo presunto dupondio SECVRITAS- AVGUSTI - SC in esergo. Le mie ipotesi oscillano tra Nerone e Vespasiano, ma non ne sono abbastanza certo. Inoltre come si nota dalle immagini è molto rovinata e ha subito (ahimè non da me) un restauro non troppo felice: qualche dritta su come "farla riposare in pace" al meglio? Peso: 8,55 g Diametro: 25 mm Grazie mille.
    2 punti
  8. Ciao Beppe, apprezzo il tuo tentativo di farmi cambiare opinione, ma sai il mondo è bello perché vario... Sai anche una patina un po’ terrosa può avere un suo fascino, come in questo caso. Certo che se la moneta è piena di fango, il discorso cambia, ma non è questo il caso. Quindi facciamo una bella cosa, teniamoci ognuno la propria opinione?. Un saluto
    2 punti
  9. Ho trovato la soluzione: preparale per fargli fare un bel viaggio interstellare ... P.S. Forza Maestro Matsumoto guarisci presto...
    2 punti
  10. ciao a tutti, sarò presente al convegno...per brindare con voi!!
    2 punti
  11. taglio 2 euro paese malta anno 2013 tiratura 3.660.250 condizioni bb+ città trieste taglio 1 euro paese malta anno 2019 tiratura ? condizioni spl città trieste note NEWS!
    2 punti
  12. Grazie mille. Sono in attesa anche di un quarto di Antonio Priulli e non appena arriva vi mostrerò anche quello.
    2 punti
  13. Piena condivisione di questo post.
    2 punti
  14. Scudo di Giovanni Corner II si distingue per la scritta IOANNES mentre Corner I ha la scritta JOAN
    2 punti
  15. Ciao Sirlad, ogni volta che si parla di pulitura delle monete si rischia di scatenare un putiferio. Ogni parere è da rispettare e soprattutto esiste un'infinità di variabili che non ti permettono di creare una regola che sia condivisibile dalla maggioranza. Io non pulisco mai le monete che hanno una "vera" patina. Pulisco le monete sporche, unte e bisunte, anche per motivi igienici. In questo campo bisogna avere una mentalità un po' più aperta. Il Caravelle postato da cabanes prima era una moneta "sporca" e probabilmente maneggiarla ti poteva anche dare un po' fastidio. Quindi, se hai un po' di senso estetico e/o delle norme igieniche, non penso sia giusto affermare che "prima" era meglio. In una precedente discussione avevo raccontato che mio padre comperò un secchio di monete d'argento che erano state sepolte ( negli anni della guerra ) sotto una stalla. Ti immagini come potevano essere ? Dovevano essere solo lavate in acqua corrente ed alcune messe in collezione così come erano ? Non penso proprio, perchè gli stessi archeologi a volte intervengono piuttosto pesantemente sulle monete trovate nei ripostigli. Ogni moneta deve essere valutata ed eventualmente pulita. Poi sai quando vedi la "patina iridescente" delle Aste ( che per loro è un surplus )... con il "metodo dell'uovo" comprendi molte cose. Questa è una manipolazione molto peggiore della pulitura delle monete, perchè non è più una questione di estetica, ma è una questione di soldi. Ciao Beppe
    2 punti
  16. Probabilmente, è un Semis da M. Metellus--RRC263/3. Il simbolo è un scudo. Richard
    2 punti
  17. Suggerisci a moglie e figlia di fare un salto in un altro padiglione ... dove c'è il Mineral schow .... dove vedrebbero una infinità di bigiotteria e gioielli.
    2 punti
  18. nov.2019 Due monetine per un euro, tante volte ritorno con nulla di poco costoso, quindi, sono pur sempre qualcosa Irak : 4 Fils in rame/nickel del e.H. 1372 (1953) con il profilo del Re Faisal II° appena diciottenne (fu assassinato nel 1958 all'età di 23 anni). Questa è la solo la seconda moneta che posseggo con Abdullah II°, con il padre Hussein di Giordania ne ho veramente tante. 1 Qirsh in acciaio placcato in rame (equivalente a 3/4 di un centesimo di euro) del 1421 (2000). L'anno 2000 è pure presente ma in caratteri arabi ٢٠٠٠
    2 punti
  19. Oggi due monetine per un totale di 1 euro e 50. 1 pesetas di Francisco Franco 1947. 5 Francs del Belgio con nel contorno le lettere e la corona. Ps. Questa collezione tipologica di monetine CIRCOLATE dal 1950 in giù mi sta appassionando tantissimo. Toccandole è come se toccassi la storia.
    2 punti
  20. Salve la moneta sembra un diobolo, forse di Tolomeo V ( alcuni la attribuiscono a Tolomeo III), 204 -180 a.C. Le mando una foto per confronto. il mio è solo un parere ma spero di averla aiutata in qualche modo. Saluti Davide
    2 punti
  21. Anch'io ho voluto tralasciare gli impegni di lavoro e esserci sabato. Ogni tanto fa bene "bigiare".
    2 punti
  22. A me ancora manca ma in compenso ho il mezzo ducato che presenta lo stesso rovescio...
    2 punti
  23. Aperitivo Numismatico col nuovo Gazzettino di Quelli del Cordusio. Invito per presentazione, consegna e un calice insieme di condivisione e amicizia numismatica ! Verona, sabato 23 novembre 2019 Ore 11, stand 261G da Medaglie e Monete di Marco Ottolini, vi aspettiamo anche per un solo saluto per una numismatica che unisca e divulghi !
    2 punti
  24. Buongiorno a tutti, domenica scorsa avevo postato una ricerca identificativa di questa medaglia non essendomi accorto dell'esistenza di questa sezione dedicata. Un ringraziamente preventivo a chi mi saprà aiutare a risolvere questo enigma. Nella collezione di famiglia ho trovato questa medaglia risalente al fidanzamento di Maria Giuseppa d'Austria con Ferdinando IV di Borbone. In realtà il dritto (M • JOSEPHA • AVSTR • FERDIN • IV • VTR • SICIL • REGI • DESPONS • 8 • SEPT • 1767; sotto: WIDEMAN; busto a dx di Maria Giuseppa) è riferito da J.Arneth (Medaillen-Stampel-Sammlung, Wien 1839) alla Morte di Maria Giuseppa d'Austria (309; Anm N°CCIII.I.e. p.273. 1Z. 7LL.) avvenuta pochi mesi dopo il fidanzamento, mentre il verso (FORTIVS ALTERNIS NEXIBVS; Genio alato ed amorino ai lati di un'ara recante gli Stemmi dei Borbone e degli Asburgo; in basso, a dx: P • K •; in esergo: NVPTIAE • CELEBRATAE • VINDOB = PROCVRATORE FERDINANDO = ARCH • AVSTR • XIII OCT • = MDCCLXVII) è riferito dallo stesso autore alla Promessa matrimoniale a Giuseppa d'Austria (308; Anm N°CCII.I.e. p.271. 1Z. 7LL.). La medaglia è stata coniata a Vienna nel 1767 da Anton Franz Widemann, pesa 26 g e ha un diametro di 41 mm. Ricapitolando, il dritto (D'Auria 22; Ricciardi 21) e il verso (D'Auria 20; Ricciardi 20) di questa medaglia si trovano in bibliografia ma diversamente associate rispetto alla medaglia in mio possesso.
    1 punto
  25. Buongiorno a tutti gli amici del forum. Cosa ne pensate di questo antoniniano? Io l'ho classificato come RIC Vol 5b n°491 p.70 corretto? Secondo voi, anche se le foto sono quelle che sono, vi piace? Non è un periodo che colleziono ma la conservazione (ancora alta) mi ha affascinato e l'ho presa. Diametro 22,82 x 22,24 mm Peso 3,00 gr Grazie mille
    1 punto
  26. 1 punto
  27. Ciao e complimenti a @FlaviusDomitianus e a@Soldato Louis per l'interessante discussione. Vorrei chiedervi: - e' un asse giusto? - il COS della RIC II 242 dovrebbe essere VIII e non VII: e' corretto? Vi auguro una buona serata. Stilicho
    1 punto
  28. Taglio: 0,05€ Paese: Lituania Anno: 2015 Tiratura: 60.000.000 Condizioni: BB Città: Caserta
    1 punto
  29. La mia è una soluzione costosa... Per me anche la monetina più umile deve avere il suo posto d'onore, lo dico sempre che ho più valore in box che in monete! Però, su 110 box, almeno una quarantina li ho comprati usati a meno della metà del prezzo del nuovo. A parte che si debbono tenere sempre a disposizione degli spazi vuoti, tanti spazi vuoti... tipo: Le monetone, diciamo sino a 42 mm di diametro, stanno nei box misti tipo questo: è importante averne un bel po'.
    1 punto
  30. Può essere... essendo principalmente collezionista di cartamoneta non sono alla ricerca spasmodica di tondelli. Poi comunque il fatto di preferire anche monete dal 1950 in giù mi aiuta parecchio a scremare la scelta. chi vivrà vedrà comunque ! ?
    1 punto
  31. Non sapevo della corona sul bordo, la mia è una raccolta tipologica e non seguo/inseguo particolarità e varianti. Per il Belgio a stento ho deciso a suo tempo di collezionare sia le monete in lingua olandese che francese, tipo queste due mie piccoline che posto sotto, ma non presto attenzione alle altre piccolissime particolarità esistenti. Seguendo troppe nazioni mi sfuggono tantissime cosette, per questo sin dall'inizio ho deciso di limitarmi alla tipologia pura. Una volta che ho la moneta tra le mani, se non la conosco già, vado a leggere qualcosa su di essa, se capita una variante ok, ma non la ricerco. Forse dovevo limitare l'arco temporale e le nazioni... ma a me piace spaziare per il mondo. Tu fai bene che ne presti attenzione
    1 punto
  32. Scudo della croce di Marino Grimani senza massari stò cercando le motivazioni del perchè senza massaro se riuscite a darmi dalle risposte od ipotesi grazie
    1 punto
  33. Buona Domenica Graziano. Mi spiace, ma sono sicuro che recupereremo a maggio. saluti luciano
    1 punto
  34. Ciao scusa @Hirpinima quello che hai detto sui fori al centro è completamente sbagliato, erano i fori "Centration dimple" che servivano durante la tornitura dei tondelli prima della coniazione, se ne è parlato ampiamente, questa tecnica serviva per uniformare i tondelli sia per il peso che per spianare bene le superfici prima della coniatura o per eliminare il vecchio conio per una nuova battitura, tecnica introdotta da Tolomeo II con la riforma del 260 AC, riforma che interessava solo le emissioni in bronzo per uniformarle agli standard del tempo, aumentandone il peso di circa il 50% e svalutandone il valore, riforma dovuta per cercare di limitare l'uso della moneta in argento ( metallo non presente in Egitto ) a favore del nominale in bronzo, riforma che ha portato anche alla modifica del metodo di lavorazione dei tondelli. Questa monetazione è forse un po' più complicata di altre ma molto affascinante, studi recenti effettuati da Catharine Lorber's e D. Wolf hanno cambiato molto la concezione di queste emissioni e corretto in alcune parti lo Svoronos. Ti posto alcune foto fatte su mie monete per uno studio sulla tornitura dove si evidenzia questa tecnica. Silvio
    1 punto
  35. Buonasera, vorrei solo aggiungere qualcosa circa le concavità che vediamo al centro tanto della moneta del nostro @Zenzero quanto di quelle postate e cioè che non si tratta di deturpazioni o errori di conio, ma semplicemente della impronta lasciata dai piccoli perni che alcune antiche officine fondevano sui coni di martello e di incudine e servivano a tenere fermo il tondello per evitare che questo potesse muoversi o slittare sotto il colpo della battitura. Due piccole concavità nate quindi con la moneta e che credo la rendano ancora più interessante come traccia di una antichissima tecnica di coniazione. Cordiali saluti a tutti HIRPINI PS: mi viene ora da pensare che già conosciate di questa tecnica di battitura, nel qual caso pensiamo che il mio intervento sia diretto ai tanti altri amici che leggono questo Forum.
    1 punto
  36. In attesa del dritto io scommetto che sia Corner II, mi sembra pure di aver già visto di recente questo scudo da qualche parte.... Aspettiamo...
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  37. Io adoro queste monete. Una meraviglia del mondo antico. Davide
    1 punto
  38. Grazie @DAVIDE1982 e @mazzarello silvio, non sono facili da catalogare, ero arrivato al regno Tolemaico, ma non riuscivo a trovarla su nessuno dei miei testo e neppure su acsearch
    1 punto
  39. E va bene, ma solo per stavolta, alla prossima Ciao. petronius
    1 punto
  40. Non ti dimenticare i trucioli di ferro: Pastone metallico! Il nome nella Tavola periodica estesa sarà poi il "Littleevilonio" spero. Magari apro una nuova attività: Buona Domenica, Njk PS: Sto già pensando al prossimo passo. Mi sa che ripulisco la moneta e ricomincio da capo. PPS: conoscete il "The Far Side"?
    1 punto
  41. caro Piccolo Chimico, ho l'impressione che i tuoi due risultati (la cinquecentolire iridescente, chiaramente ricoperta di silverite tuorlica, e quella grigia fumigata) non si possano confrontare da un punto di vista chimico-fisico. La prima infatti ha da essere ricoperta di un microstrato di materiale trasparente (o semitrasparente) di spessore variabile; apollonia ha spiegato magistralmente la genesi delle iridescenze nella seguente discussione: La seconda invece pare impastonata, ossia ricoperta da un pastone generato da un insana relazione tra zolfo e argento, e tale pastone è presumibilmente opaco. Si tratta poi di capire se fu zolfo quello che interagì coll'argento della moneta, e in tal caso avresti a che fare con solfuro d'argento (si chiama così?) o i fumi dello stesso, che, se bruciava, doveva per forza produrre qualcosa combinato con l'ossigeno (e che altro si ottiene mettendo insieme argento, zolfo e ossigeno? Pastone! /da verificare se esiste nella tavola periodica di Mendeleev/). Ecco ciò che impassibilmente penso; e qui impassibilmente chiudo.
    1 punto
  42. Io tornerei indietro di poco, diciamo al 1989 o giù di lì: col senno di poi è stata un'epoca di speranza ed entusiasmo di cui non avevo apprezzato l'essenza. In più conoscendo gli eventi successivi potrei far prendere alla mia vita una piega diversa e decisamente migliore.
    1 punto
  43. Lo studioso citato da Le Rider è Francis Joannès, sono riuscito a reperire in rete l'articolo sui kaniktum, è nella nota numero 108 della rivista Nabu 4/1989 col titolo "Medailles d'argent d'Hammurabi"? http://sepoa.fr/wp/wp-content/uploads/2012/05/1989-4.pdf
    1 punto
  44. Taglio: 0,10€ Paese: Slovenia Anno: 2019 Tiratura: ? Condizioni: SPL Città: Caserta NEWS??
    1 punto
  45. Così in alcuni documenti, pare si firmasse Offa, re di Mercia in Britannia . Nei 3 secoli successivi all'abbandono da parte dell'Impero romano, la Britannia, invasa da genti di stirpe germanica, Angli e Sassoni, si struttura in 7 regni appunto anglo-sassoni, che lasciano al loro esterno le terre celtiche del Galles ed il nord dei Pitti . Salito al trono di Mercia attorno al 757, Offa ne estende in breve il dominio e l'influenza su parti importanti degli altri 6 regni, fino al punto di poter essere considerato il più grande sovrano dell'Alto-medioevo britannico : sul confine verso il Galles non sottomesso, costruirà una difesa lunga quasi 200 km. oggi nota come il 'vallo di Offa'. Contemporaneo di Carlomagno, pressochè in contemporanea con questi, attua una riforma monetaria che, simile a quella carolingia, istituisce un monometallismo argenteo basato sul nuovo penny : con gesto rarissimo per l'epoca, alcune monete sono battute al nome della regina moglie di Offa, Cynethryth . Per meglio sviluppare il commercio internazionale con l'Europa e l'oriente, in buona parte dominato dai dinari d'oro arabi, la zecca di Offa avrebbe battuto in suo nome monete d'oro che copiano, anche nella leggenda coranica in arabo, quei dinari .
    1 punto
  46. A 1908 1-peso of the "United States of Me=xico," although still clothed in the livery of the "Republic".... v.
    1 punto
  47. Come in tutte le cose serve un po' la base per inquadrare il tutto e soprattutto un po' di libri dai quali attingere, niente di più. In questo caso siamo di fronte ad una situazione un po' più complessa del normale poiché la divinità è ai nostri occhi minore. Per chi è a digiuno di religione romana facciamo un piccolo riassunto, partendo col dire una banalità: gli dei romani non sono gli dei greci ai quali è stato cambiato il nome. Non so voi, ma a me è stato propinato questo concetto errato e semplicistico fin dalle scuole elementari... e se non si affronta la questione è difficile scrollarsi di dosso questa associazione. Il vero problema è dato dal fatto che il pantheon romano è popolato da un elevatissimo numero di figure divine, molte delle quali arcaiche, la cui origine coincide con gli albori della civiltà. Il soggetto di questa discussione rappresenta proprio uno di questi casi. Partiamo dal contesto monetale: il proconsole ritrae Anna Perenna con allusione al proprio nome, ma ritrae l'Anna Perenna del suo tempo e con tutta probabilità neppure lui sapeva con precisione chi diavolo fosse l'Anna Perenna originaria, quella che si festeggiava alle idi di marzo. Si trattava di una festività di inizio anno... il che già faceva sorgere qualche interrogativo poiché anche per il nostro proconsole l'anno iniziava in gennaio e non in marzo. Il calendario con dieci mesi (...september, october, november, december... 7, 8, 9, 10) era quello Romuleo, lunare. Gennaio e febbraio (e all'occorrenza mercedonio) furono introdotti da Numa Pompilio nel 713 a.C. col calendario lunisolare che porta il suo nome. Già qui capiamo che il culto originario di Anna Perenna legato al rinnovamento ciclico, proprio per il suo posizionamento calendariale corrispondente al capodanno romuleo, risalirebbe all' VIII secolo a.C. L'emissione è databile all'82-81 a.C. ...ad essere ottimisti ci ballano 700 anni e dunque non deve sorprendere se in età sillana si fosse persa precisa memoria della beneficiaria del culto primigenio. Come ben sappiamo però i romani ben si guardavano dall'abolire forme di culto, anche se in certi casi col passare dei secoli faticavano a comprenderle. Arrivò poi l'espansione, sempre più estesa, arrivò la necessità di inglobare prima culti italici ed arrivò poi il contatto con altre figure divine, greche ed orientali. A Roma persistevano festività dedicate a divinità a volte prive di parte della loro identità originaria ed ecco che la contaminazione diveniva quasi un processo naturale.
    1 punto
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