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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/27/20 in tutte le aree

  1. Cari amici, è con un certo orgoglio che vi presento un importantissimo nuovo arrivato nella mia collezione: l'Oncia da 30 Tarì del I tipo, datata 1785. La conservazione non è eccelsa - come sempre per le mie monete - in particolare per via dei graffi (non di conio) presenti al D/ davanti al volto di Ferdinando ma evidenti in particolare al R/. La mia priorità era che fossero buoni i rilievi dell'aquila e del busto del re; qualcosa, per salvare il portafogli, andava un po' sacrificato. Vi prego di voler contribuire con tutti i commenti e le osservazioni possibili e immaginabili. Grazie a tutti.
    8 punti
  2. Mi tirate dentro per i capelli... E' per questo che ne ho così pochi..!!! Allora, quando si scrive un catalogo ci si trova di fronte a molte problematiche. Una di queste è stabilire la rarità di ogni moneta. La prima cosa che si deve fare è studiare il pregresso, ovvero andare a cercare tutte le pubblicazioni in materia e guardare che grado di rarità è stato dato a ciascuna moneta. Per Venezia è d'obbligo iniziare da Papadopoli (ottima fonte ma un po' datata), per proseguire con Gamberini, Paolucci (grandissimo conoscitore delle monete veneziane) e Montenegro. Poi c'è tutta la letteratura che non segnala la rarità, ma dalla quale si possono ricavare delle ottime informazioni. Un esempio eccellente di questa categoria è il Corpus Nummorum Italicorum, più noto con la sigla CNI. Infine l'ultima cosa di cui tenere conto è l'esperienza. Chi si occupa di una monetazione da decenni accumula una dose massiccia di informazioni di cui può fare un ottimo uso. Devo dirvi che a distanza di otto anni dalla pubblicazione del catalogo ''Le monete di Venezia'' qualche piccola variazione nelle rarità la farei sicuramente. Spero di aver chiarito qualche dubbio. Arka Diligite iustitiam
    5 punti
  3. Questa medaglia non è un rebus, un milanese moolto, insisto moolto anziano saprebbe il significato. ( Te set un ratt, te set un pulaster ) A domani il seguito
    2 punti
  4. Ma certo! Hai proprio ragione. Facciamo come in Cina, quando il governo “ammonì” uno dei primi medici ad aver scoperto che la situazione non quadrava. Perché allarmare inutilmente la popolazione? Nascondiamo tutto il più a lungo possibile, no? Non possiamo mica mancare di rispetto al sacro Dio Denaro e anteporre (per una volta) la salute dei cittadini... Ma non vi preoccupate! La situazione è completamente sotto controllo. In una settimana, l’emergenza sanitaria è completamente finita. Evviva! ??? Le regioni hanno già detto di voler riaprire le scuole, i cinema, i teatri, ecc. Torniamo tranquillamente a messa, allo stadio, alla nostra vita normale. È tutto finito, anzi il coronavirus non è nemmeno mai esistito. Era un complotto dei giornalisti e delle aziende di mascherine e disinfettanti. Io, invece, mi vergogno di una nazione che non è in grado di mantenere una linea decisionale per più di una settimana. Almeno il governo cinese, pur avendo commesso una miriade di errori, ha avuto la spina dorsale per imporsi. Quando ha detto “quarantena e chiusura delle scuole”, ha rispettato la decisione fino alla fine. Loro non avranno avuto un danno enorme alla propria economia, vero? Solo noi italiani bruciamo decine miliardi di euro in pochi giorni... Ma dai! Siamo proprio la Repubblica delle banane!
    2 punti
  5. Credo che questo casino assurdo sia il frutto di un disastro amministrativo e mediatico che si è consumato soprattutto negli ultimi giorni e a cui solo oggi le autorità (sia centrale che regionali) stanno cominciando a porre tardivamente rimedio con un cambio totale di rotta nei comportamenti e nelle dichiarazioni. Adesso si revocano ordinanze e s'invita alla calma e alla regionevolezza, al non eccedere e al non essere disfattisti, dopo che soprattutto da parte dei presidenti delle principali regioni coinvolte era tutto un appello al preparasi all'imminenza di una catastrofe pandemica, manco fosse scoppiata la terza guerra mondiale combattuta a colpi di armi biologiche. Il tutto condito con una serie di ordinanze spesso del tutto assurde, con la chiusura di scuole, locali e cinema nonchè il fermo di eventi pubblici e sportivi anche in molti posti (addirittura regioni intere) dove non c'era nessun bisogno di farlo perchè non erano stati segnalati casi o ce n'erano pochissimi, comunque non tali da giustificare misure talmente drastiche. La gestione dell'emergenza dal punto di vista della comunicazione: questa si che è stata una vera catastrofe, e ha messo bene in evidenza soprattutto l'incompetenza di molte amministrazioni regionali. Vediamo un po' di fatti. - E' vero che questo virus è più potente dell'influenza, ma lo è "di stretta misura", cioè le sue vittime sono le stesse dell'influenza: anziani in età quasi sempre molto avanzata e persone che presentavano già patologie più o menio gravi di qualche tipo. Non c'è mai stato e non c'è il rischio di ecatombi con morti di massa in ogni strato della popolazione. - La rapidità di diffusione di questo virus pare anche molto elevata, ma questo non cambia praticamente nulla nel punto di cui sopra. Sostanzialmente secondo me ci siamo tirati da soli la zappa sui piedi, favorendo noi stessi una sovraesposizione mediatica di questa faccenda e non secondariamente essendo incapaci di coordinare adeguatamente stato e regioni. Il primo ha reagito tardivamente (bisognava svegliarsi prima con l'allerta ad ospedali e aeroporti) e le seconde per varie ragioni hanno aggiunto casino al casino muovendosi ognuno per conto suo e approfittando dei poteri di autonomia per attuare decisioni assurde e fare dichiarazioni altrettanto assurde. E' chiaro che in un contesto simile siamo diventati "la Cina d'Europa", trasmettendo inevitabilmente la nostra ansia al resto dell'UE: abbiamo rischiato sospensioni di Schengen, piovono disdette agli alberghi (ormai per quest'anno il settore turistico è quasi certamente fo***to), si rimandano saloni ed esposizioni per annullamento o mancanza di partecipanti, molte aziende faticano con le forniture, gli italiani che vogliono uscire dallo stato tendono ad essere trattati come appestati, con tanto di manager, imprenditori e addetti all'import-export che non possono più lavorare. Non siamo in presenza di un killer letale che rischia di ammazzarci tutti, ma solo di una sorta di variante un po' più cattiva dell'influenza. Abbiamo bloccato i voli diretti per la Cina (che potevano essere tutti contollati), favorendo i ritorni coi voli con gli scali (impossibile bloccare tutto, ovviamente) e non abbiamo fatto quarantene all'inizio... poi siamo cascati dal pero all'improvviso mettendoci a fare tamponi a tutto spiano, così da far inevitabilmente esplodere il "bubbone mediatico". Se è vero che nel resto dell'UE risultano meno casi solo perchè si fanno meno tamponi (lo ritenevo assurdo, ma pare che sia così) allora lì si è semplicemente gestito il Coronavirus come fosse un'influenza. Risultati: niente panico e, alla luce dei dati che ormai abbiamo senza dover sentire la Cina, niente morti a tutto spiano così come da noi. Ma niente isteria collettiva con scomparsa del disinfettante, niente mascherine vendute a 5 €, niente corsa all'accaparramento di carrelli interi d'acqua minerale e latte fresco (sanno solo gli psicologi perchè), niente supermarket presi d'assalto e svuotati e niente trattamenti da quarantena di massa dell'intero stato. Alla fine chi è stato il fesso? Non vorrei sollevare polemiche, ma ormai a parità sostanziale di risultati noi ci avviamo quasi certamente verso la recessione, gli altri no.
    2 punti
  6. Mi dispiace ma l'ho già fatta mettere in quarantena.
    2 punti
  7. Non avendo ricevuto le adesioni sperate all'annuncio (sempre valido) faccio un'altra proposta (della serie "I benefattori dell'umanità sono spesso ignorati") : Per soli 19,99 (contattatemi via MP , datemi il vostro indirizzo mail e vi fornisco l'Iban per l'accredito) aggiungo all'antivirus del vs. PC un potente Anticoronavirus che vi proteggerà quando scopriranno che il morbo si trasmette anche con le mail o con la frequentazione di siti pericolosi, per esempio, giornali online, buco dei fessi e altri dis-social , eccetera. Non perdetevi questa occasione, scade fra sei mesi, affrettatevi.
    2 punti
  8. Mi cito perchè nella mia prima risposta è ben specificato che i SESINI di Ranuccio I presentano Sant'Ilario; quelli per Ranuccio II presentano la scritta su tre righe. La moneta di cui chiedi con Sant'Ilario è un 10 soldi (non un sesino) ed è per Ranuccio II. Qui nessuno ha scritto che San'Ilario non compare mai nelle monete di Ranuccio II; non compare nei sesini di Ranuccio II e successivi... in altre monete è presente... Spero che ora sia chiaro ciao
    2 punti
  9. Già vero! Vuol dire che anch'esso non è estraibile. Coincard in astuccio è, per capirci, tipo il 2 euro FDC vigili fuoco. Quest'anno tra mille monete colorate e confezioni diverse hanno fatto a mio avviso troppo casotto.
    2 punti
  10. Le foto sono scarse, ma direi senza grossi dubbi: emissione imitativa, zecca locale di area gallica. Il modello ufficiale è la FIDES MILITVM Di Tetrico I. Dimensioni e peso fanno pensare a una coniazione tardiva post 270/280 d.C.
    2 punti
  11. Buonasera a tutti, non è un segreto il mio amore per il rame e ramini di Ferdinando IV, quello che posto è un nominale che non ho mai preso in considerazione, di cui ho sempre rimandato l'acquisto, perché distratto dai Cavalli (a proposito ne ho preso un altro di 9 cavalli, il 19°?) però ritorniamo alla moneta oggetto del post, ho fatto decine di foto con varie combinazioni per far risaltare quello che vedono i miei occhi, non sono molto soddisfatto delle foto ma di meglio non sono riuscito. 4 Tornesi Ferdinando IV 1799 Magliocca 386 Aspetto vostri pareri. Saluti Alberto
    2 punti
  12. Dopo anni anche il primo millesimo della serie di questa tipologia e' arrivato in collezione : 2 Denari II Tipo 1676 Vittorio Amedeo II Fortunatamente gran parte della legenda e' visibile.
    2 punti
  13. Mi sto allambiccando il cervello da ore... Sgorbie...sorci...carte da gioco...se non é un rebus questo... Qualche idea sul significato di questo astruso medaglione?
    1 punto
  14. Buonasera a tutti. guardando tra vecchie scatole mi è ricapitata in mano questa medaglia. Non ho mai capito di cosa possa trattarsi e in rete non ho trovato niente a riguardo. Mi piacerebbe quindi conoscere la vostra opinione in merito (spero che qualcuno abbia già visto una medaglia simile [magari solo un'orribile patacca, chi può dirlo? ?] Spero che le foto siano visibili per via del peso, nel caso in cui siano troppo piccole provo a descriverla. Si tratta di una medaglia di metallo argenteo (non penso sia proprio argento, ma non posso escluderlo) ricca di smalti (lo sfondo è di smalto blu) riproducenti vari sei stemmi che mi sembrano appartenere a squadroni dell'areonautica statunitense. Cinque di questi sono disposti a stella attorno al sesto (di maggiori dimensioni) su cui campeggia un 16, contornato dal cartiglio sixteenth air force. Sul controno vi sono le scritte "4350 + HRS / 30 YRS", un piccolo stemma statunitense, le scritte (OAF / OEF / OIF" e tre stelle. Al rovescio (dritto?), anch'esso in smalto blu, vi è il sigillo statunitense (aquila ad ali spiegate caricata di stemma che stringe frecce tra le zampe. Al di sotto vi sono quelli che sembrano due caccia, la scritta "Presented to a good friend" e la bandiera americana. Sulcontorno vi è la scirtta 'Colonel "Eb" Eberhart', tre stelle, la scritta "FORTUNE FAVORS THE BOLD" e di nuovo un piccolo sigillo americano. Il contorno è liscio. Il diametro è di 5 centimetri e il peso corrisponde a 43 grammi. Spero che qualcuno sappia identificarla. Grazie a tutti per le eventuali risposte. Saluti Regium Ecco il rovescio
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  15. Quindi si tratta di una medaglia curiosa uniface di Renato Chiavacci. Vista la passione per le bocce dell’autore, il globetto vicino ai topolini può essere il boccino e il globo sotto il topo una boccia. Quanto all’insulto "allegorico", potrebbe essere in dialetto milanese “Ciaparàtt!”, letteralmente “Acchiapparatti”, ovvero “Buono a nulla”, oppure “Va a ciapà i ratt” ovvero “Vai a prendere i topi”, come invito a perder tempo altrove. E il riferimento va inteso non solo al gioco delle bocce ma anche a quello della scopa.
    1 punto
  16. Si. Direi sicuramente!
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  17. Il riferimento è all'art. 586 bis c.p. = l'ipotesi (ripeto ipotesi) di reato è l' Utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Con il coronavirus non centra niente. Polemarco
    1 punto
  18. Numero molto interessante con diversi spunti da leggere. Conplimenti a @santone per la variante illustrata, per quanto riguarda l’articolo sulle monete longobarde vengono descritte le iconografie di alcune tipologie e poi l’autore si sofferma su considerazioni su una moneta che era stata postata su Lamoneta. Molto bello anche l’articolo sui gettoni assistenziali con l’ipotesi per quelli della Casa Misericordia di una provenienza da Milano o Casale Monferrato. Numero da leggere ....
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  19. A parer mio nessuna delle due è cancro del bronzo..anzi la prima sembra avere addirittura ancora residui dell'argentatura originale
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  20. Buonasera, complimenti @Gallienus, un gran bel pezzo, direi che hai centrato la prima parte del tuo sogno Numismatico, moneta godibilissima, mi aspetto di vederla insieme alle altre in vassoio (vassoio rinforzato immagino.. ?). Saluti Alberto
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  21. https://it.wikipedia.org/wiki/Oncia_troy Saluti TIBERIVS
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  22. Ciao, segnalo questo esemplare nella prossima e-live di Nomisma : https://nomisma.bidinside.com/it/lot/581053/venezia-alvise-iv-mocenigo-1763-1778-/ Michele
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  23. Ciao! Ti racconto un anedotto ... prendilo, appunto, come tale senza pretese di veridicità (anche se ....) L'immagine in parola coniata sulla Lirazza (ma anche su altre monete), è risaputo, rappresenta la GIUSTIZIA; quasi sempre questa è identificata con la figura di una donna bendata che impugna in una mano la bilancia e nell'altra la spada, a simboleggiare che la giustizia è uguale per tutti, non deve avere occhi di riguardo verso alcuno, che deve essere equa e all'occorrenza severa castigatrice. A Venezia, invece, la GIUSTIZIA non era bendata, doveva vederci bene e sapere chi si trovava al suo cospetto. Una GIUSTIZIA cieca poteva fare molto male; applicare ciecamente una norma così astratta, poteva indurre un giudice a commettere una ingiustizia maggiore di quella che si voleva riparare. I giudici veneziani applicavano (erano obbligati) per questo l'"arbitrium", cioè il buon senso, proprio per evitare che il giudizio di una sentenza, preso in punta di diritto, non tenesse conto delle conseguenze, che potevano essere peggiori del crimine che si voleva punire. Solo in un caso si ammetteva la cecità della GIUSTIZIA, quando si frapponeva ad essa l'amicizia; da qui il proverbio: "L'amicissia orba la Giustissia". saluti luciano
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  24. Buon giorno e grazie per questo colpo di scena che ha piacevolmente coinvolto il Dr. Artur Zub, al quale faccio i miei complimenti per il miglior catalogo facilmente consultabile in circolazione. Luigi.
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  25. Ciao @Gallienus Che dire....monetone che ti riempie le mani (e svuota il portafogli) Un magnifico tombino d'argento volendo essere grezzi ;)...nonostante i graffi busto e fenice si apprezzano tranquillamente, un pezzo che metterei volentieri in collezione pure io. La prima delle 4 oncie di Ferdinando III e quella con il diametro maggiore 56mm, un tombino come dicevo :P. Complimenti per l'acquisizione ?
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  26. Effettivamente si nota un miglioramento progressivo. Soprattutto nelle “ultime” foto ho notato che hai raggiunto un sapiente equilibrio tra luminosità, nitidezza dei fondi, contrasto dell’immagine, ecc. E, infatti, i risultati si vedono ?
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  27. Che brutta notizia. L'ho conosciuto proprio ad un' asta NAC alcuni anni fa; e possiedo alcuni cataloghi d'asta che riportano il suo nome (apposto con un timbro). Sincere Condoglianze alla famiglia.
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  28. Rocco Amico mio, tu non fai foto, ma opere d'arte.. ?
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  29. A volte la foto supera in bellezza la moneta stessa.
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  30. Io sono sempre alla ricerca della foto perfetta.... Sopratutto per il rame.
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  31. Carissimi, Bello quest'arzigogolo! Ho notato che la tessera in basso è in rilievo, quelle sopra in incuso. Che voglia dire qualcosa ? Servus Njk
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  32. Buonasera! Il mio sogno sarebbe avere un ducato veneziano di Marin Falier... Ma dubito che potrò mai permettermelo! Buona serata!
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  33. Grazie Santone, non avevo notato la forma diversa della X Perdonatemi, ho l'occhio allenato per notare le minime differenze nella monetazione di Ferdinando IV..... Ma devo ricredermi sui Cavalli... Sono tutto un altro mondo! Qui veramente non se ne trova uno uguale all'altro.
    1 punto
  34. DE GREGE EPICURI Il cane a tre teste è semplicemenre Cerbero, che compare anche su una diversa moneta di Capua, e su altre. Nelle monete etrusche sono frequenti i mostri di vario genere (qui ce n'è uno anche al rovescio). Pare che gli etruschi fosse ossessionati da timori di distruzione, e dal mondo dei morti.
    1 punto
  35. DE GREGE EPICURI Per arricchire un po' le notizie sulla moneta, si può dire che il magistrato monetario Marcius Philippus , come tanti altri, faceva di tutto per "nobilitarsi" invocando antenati (o presunti tali) illustri. Anzitutto il IV re di Roma Anco Marzio, raffigurato sul D della moneta. E poi l'acquedotto della Aqua Marcia, intitolato alla sua gens (suppongo perchè la Gens Marcia aveva contribuito ad edificarlo, ma purtroppo non ti so dire di più).
    1 punto
  36. Buongiorno a tutti, grazie Luciano @417sonia per aver attirato la mia attenzione su questa discussione. Ero proprio in procinto di aprire una discussione ad hoc in merito (forse conviene aprirla lo stesso) per avvisare che il convegno di Cremona NON si farà visti gli accadimenti recenti. Chiedo a chiunque possa di far girare la voce, non abbiamo molti mezzi di comunicazione sui social oltre al sito che sto per aggiornare. Non prevediamo di rimandare l'evento, il calendario già saturo, nonché la difficoltà stessa di pubblicizzare il convegno fuori periodo, ci obbligano a rimandare all'anno venturo. Peccato, molto lavoro speso per nulla, speriamo di rifarci con la prossima edizione.... Federico
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  37. Ciao, confrontala con questa monetina svizzera: https://en.numista.com/catalogue/pieces24031.html
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  38. In ogni caso, anche fosse stato Tetrico... a livello ufficiale non sarebbe tornato il rovescio come legenda/personificazione. Ora parte la caccia agli esemplari simili... ma fino a questo momento il web è stato avaro di risultati! ...tuttavia non demordo!
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  39. Io da ragazzino ero appassionato di filatelia. Ho iniziato con i francobolli del Regno d'Italia, per poi specializzarmi nella storia postale del periodo della Luogotenenza: ho una piccola e suggestiva raccolta di lettere affrancate e viaggiate nel periodo di transizione tra monarchia e repubblica, mi son sempre piaciuti i periodi storici travagliati e densi di cambiamenti. Da lì, frequentando i mercatini capitava che prendessi da qualche ciotola qualche moneta comune del Regno d'Italia, ma senza particolari entusiasmi, questo però contagiò mio padre, che invece inizio a collezionare Vittorio Emanuele III in maniera sistematica compiendo il salto di qualità dal mercatino al commerciante professionista. Questo ha comportato l'inizio della frequentazione di negozi di numismatica e di convegni. Un giorno, entrando in un negozio numismatico della mia città, sono stato attratto da un piccolo vassoio di monete romane: quasi tutti denari repubblicani d'argento e qualche pezzo imperiale. Una ventina di monete in conservazione media che il commerciante stava svendendo in quanto ottuagenario e ormai prossimo a chiudere (avrebbe serrato i battenti dopo un paio di mesi): fu il mio regalo di Natale. Ero un ragazzino che aveva appena iniziato le superiori. Fu l'incipit della mia prima grande passione numismatica: i denari repubblicani. Negli anni successivi impostai una collezioncina di romane repubblicane ben strutturata, un esemplare per "famiglia"... un pezzo ogni tanto perché le mie possibilità erano scarse. Nel mentre feci appassionare mio padre alle medievali della zecca della mia città. Poi, al termine delle superiori e con l'inizio dell'università, smisi completamente. Per anni. Nel mentre, avevo un tarlo silente che lavorava... un piccolo e comunissimo antoniniano di Tetrico I, PAX AVG, che era presente in quel primo vassoio di monete mi aveva sempre attratto per via di quell'imperatore barbuto così "diverso" dai soliti imperatori che vedevo nelle altre monete... ...e un bel giorno del 2010, guardando su ebay una tornata di monete imitative dell'impero gallico... è scattato l'amore per questa affascinante monetazione e dopo oltre 10 anni ho ripreso in mano la numismatica buttandomi a testa bassa su questo particolare periodo storico e sul relativo filone numismatico imperiale!
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  40. Ciao Molto bella !!!! Complimenti Non sono le lance incrociate di Giovanni Rezzetto per Nyon come il numero 112 del CNI ?
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  41. Da domani 24 febbraio lunedì sino al 1 marzo domenica si passa all'anno successivo: ╠═►1823◄═╣ L'unica moneta postata a suo tempo per questa data = n.1 nikita
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  42. Dopo molti anni, tanta pazienza ed un poco di fortuna, sono riuscito finalmente a mettere in collezione questa monetina, grazie anche al fatto che qualche esemplare è uscito sul mercato rispetto i pochi esemplari conosciuti sino a una decina di anni fa. Come dal titolo della discussione si tratta di un denaro di I tipo di Emanuele Filiberto con il segno di zecca (molto probabilmente) P indicato per la zecca di Chambery. Moneta difficile da rintracciare e per mia fortuna, è stato anche il motivo per cui mi sono lasciato tentare, anche in bella conservazione, rispetto i pochi esemplari che mi era capitato di vedere. Molto ricercata dai collezionisti sabaudi sia per la sua rarità, sia per la particolare impronta col fiore, anomala in questa monetazione, il perché di questa scelta mi è ignoto, anche se sono sicuro che un motivo particolare deve esserci stato, un fiore su di una moneta sabauda non si era mai visto e non si è più ripetuto. Gli esemplari conosciuti riportano i segni di zecca di Chambery, P, Bourg, B, e Vercelli, V, viene indicato anche delle ordinanze precedenti per Nizza, ma non si conoscono esemplari ritrovati. Comunque questa piccola dal peso abbondante di gr. 1,05 segue l'ordinanza che la prescriveva al taglio di 432 pezzi al marco con un titolo di 0,18 denari. Questa moneta non occupa tanto spazio in collezione, ma vista la lunga attesa penso che il suo posticino lo merita tutto!
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  43. Il mio "Primo sogno numsmatico" è stato questo spettacolare Ducatone coniato nella mia città..... Daniele
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  44. @giuseppe ballauri più che restauro sono operazioni di "recupero" di monete che in apparenza sembrano morte ma che invece hanno ancora una loro vita da mostrarci. Anche io fino allo scorso anno mi sono dedicato a questi recuperi, usando "principalmente" il bisturi, perchè è l'unico strumento che, se usato nel giusto modo, non provoca danni. Servono uno studio attento delle condizioni della moneta, un buon stereo microscopio, un buon bisturi e tanta tanta pazienza. A volte sono dei veri e propri interventi di "microchirurgia" che richiedono numerose ore al microscopio. Allego uno dei miei migliori recuperi, oltre ai vari bagni i acqua demineralizzata, richiese circa 10 ore al microscopio.
    1 punto
  45. Buonasera, stavo osservando il mio grano del 1793 acquistato in Germania, pensavo alla sua storia al come si fosse trovato lì, ad un certo punto mi ha iniziato a raccontare la sua storia, eccola. Siamo sul finire del 1792, in Francia si scoprono dei documenti segreti che provano gli intrighi reali con le potenze straniere. Luigi Capeto, già Luigi XVI, al termine di un tumultuoso processo, viene riconosciuto colpevole di cospirazione contro la sicurezza dello stato e condannato a morte. Il 21 gennaio del 1793 il Re viene ghigliottinato e la notizia giunge a Napoli quasi contemporaneamente alla definitiva partenza di Latouche. La reazione del governo napoletano si scatena, vengono "presi nella notte e menati in carcere molti di coloro che praticarono co' francesi", ma non si trovano capi di accusa contro di loro. Unico provvedimento sarà una specie di domicilio coatto per Antonio Jerocades e Giuseppe Cestari. L'esecuzione di Luigi XVI e il timore di ribellioni in città, anche per le difficoltà di approvvigionamento della grano e della farina, spingono Napoli a stringere, nell'estate del 1793, un trattato di alleanza con l'Inghilterra. Ma per non turbare la neutralità promessa a La Touche, Acton lo sottoscrive in gran segreto.Horatio Nelson arriva sull'Agamennon per chiedere truppe in aiuto alla guarnigione di Tolone consegnatasi agli inglesi. Tutti i cittadini francesi vengono espulsi dal Regno compreso l'ambasciatore Mackau. Ecco che entra in scena il mio grano, era uno spicciolo che aveva in tasca Pierre, un soldato Francese che prestava servizio nella guardia personale dell'ambasciatore francese a Napoli. L'ambasciatore lascia Napoli in gran fretta portandosi dietro i soldati Francesi che rappresentavano la propria guardia. Pierre tornato in patria viene inviato in missione come tanti altri soldati Francesi, entra a pieno titolo a far parte dell'armata Francese, e partecipa alla battaglia di Kaiserslautern in Germania (28-30 novembre 1793) il grano ormai lo porta con sé come ricordo del periodo passato a Napoli quando i tempi erano migliori. Il 28 novembre, l'armata francese comincia un'avanzata su tre colonne. L'ala destra è guidata da Alexandre Camille Taponier, la sinistra da Jean-Jacques Ambert. Hoche marcia col centro ma le strade sono ancora in cattivo stato e così viene perduto molto tempo. Ê Taponier ad entrare per primo in contatto col nemico e riporta qualche successo iniziale. Ma Ambert che ha avuto grossi problemi nell'attraversamento del fiume Lauter si trova, con soli 6000 uomini a dover far fronte al corpo d'armata di Friedrich Adolf von Kalckreuth dotato di forze preponderanti. Per sfuggire all'accerchiamento ripiega sulle forze di Hoche che giunge in suo soccorso Il 29, i francesi passano il fiume. Le avanguardie di Dubois e Molitor sono bloccati sul pianoro di Erlenbach dalla feroce e preparata resistenza prussiana. Ambert deve correre al soccorso passando attorno all'altopiano; solo dopo che una forte batteria è installata sulle alture vicine si viene a capo della resistenza. Hoche si schiera con le sue truppe sui rilievi dell'Otterberg. L'ala sinistra prussiana, che si ritiene ormai isolata non accenna a ritirarsi nonostante gli attacchi lanciati da numerosi squadroni francesi. all'attacco dell'ala destra, la brigata Simon smarrisce la strada e non si ricongiungerà con la divisione Paillard che alla fine della giornata. Poiché è troppo tardi per attaccare il comandante Ambert riceve ordini di marciare anche tutta la notte per congiungersi col centro di Hoche. Da parte sua Taponier attacca l'abitiato di Kaiserslautern, ma è isolato e di fronte ad una ben organizzata resistenza deve ritirarsi nei boschi; anche le sue truppe passano tutta la notte all'erta. All'alba del 30, le opposte artiglierie fanno fuoco a volontà. Hoche lancia altri attacchi. A sinistra, alla testa di quattro battaglioni Molitor quasi si impadronisce della collina detta Buchberg, ma è infine respinto. A destra la divisione Huet riesce a malapena a mantenere le proprie posizioni. Al centro, le cavallerie opposte caricano a turno, senza obiettivi precisi: tutti gli attacchi di Hoche sono respinti in disordine. Vedendosi ben protetto ai fianchi, Brunswick attacca con decisione per riprendere l'Otterberg e Hoche si vede costretto ad abbandonare il terreno. La battaglia di Kaiserslautern (28-30 novembre 1793) fu una battaglia della Prima coalizione (parte delle guerre rivoluzionarie francesi), combattuta nei pressi della città tedesca di Kaiserslautern. Il risultato è stato una vittoria dell'esercito prussiano sotto il comando del duca di Brunswick contro l'esercito francese della Mosella guidato da Lazare Hoche. Durante il concitato scontro tra i due schieramenti a Pierre cade la moneta perdendola, non si rivedranno mai più, Pierre resterà ferito e prigioniero ma avrà salva la vita. Il grano Napoletano del 1793 resterà nascosto e dimenticato in quei campi di battaglia fino a quando un contadino tedesco lo ritroverà negli 60 del 900 e di mano in mano arriverà in un negozio numismatico e da lì è venuto a me.. ? Spero che abbiate trovato anche voi interessante il racconto del mio Grano 12 Cavalli del 1793. Saluti Alberto
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  46. Buon pomeriggio, quella che vi racconto è la Storia della 100 Lire Minerva 1968. La foto della moneta che posto è presa in prestito dal Web. La mia al momento non è con me. 1' Gennaio 1968 Giorno di gran festa in tutto il mondo, molti reduci da un pantagruelico Veglione, non una giovanissima Mamma alla sua prima gravidanza praticamente al termine del 9 mese. Giornata trascorsa in maniera felice e festosa, non senza un incalzante mal di schiena, fino all'imbrunire, quando all'improvviso si fanno sempre più insistenti gli eloquenti movimenti del bimbo in grembo, era arrivato il momento.. Ecco che parte l'affannosa ricerca dell'unico parente Automunito in un paese di poche anime e poche macchine, a circa 30 km dal primo ospedale, in un giorno di festa, e quando la maggior parte ha allegramente mangiato e bevuto.. ?. Si parte, in macchina la giovane mamma, il giovane papà, l'autista e le due nonne, materna e paterna. Arrivo in ospedale, un ospedale donato dalla Svizzera nel 1947 ad una Cittadina del Basso Lazio. Calorosa accoglienza da parte delle infermiere Suore, cure e coccole per la Mammina in attesa, visita dei dottori, inizio del travaglio, siamo alle ore 21 del 1°gennaio 1968, il giovane papà accende una sigaretta dopo l'altra nella snervante attesa, avanti e indietro tra corridoio e balcone esterno dove probabilmente albergava una coppia di pinguini date le temperature di quell'anno. Visto che si andava per le lunghe, il parente autista aveva nel frattempo fatto ritorno a casa, le nonne erano al caldo in reparto. Ma ecco che arriva il momento decisivo, ormai il 1°gennaio era passato abbondantemente da un quarto d'ora, 20 minuti, 30 minuti, 00,35 è nato.. ? 02.01.1968 ben 52 Anni fa, mezzo secolo abbondante direi. Dopo la presentazione del bimbo e rassicurato sullo stato di salute della giovane sposa e de figlioletto il papà viene invitato a lasciare il reparto.. Notte in sala di Attesa, ma ne valse la pena. ? Mesi dopo la 100 lire Minerva 1968 incontra il giovane papà, lo riceverà come resto dal macellaio, vedendo il Millesimo 1968 penso' bene di conservarla al figlioletto, dopo 52 La conservo ancora, riposta nella bomboniera del mio battesimo. Quel Papà e quella Mamma erano i miei. Papà non c'è più ormai da tempo, ma penso sempre a lui e al racconto della mia nascita. Appena potrò vi farò vedere la mia bomboniera e la Cento Lire del 1968. Saluti Alberto
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