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  1. Rocco68

    Rocco68

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/11/20 in tutte le aree

  1. Buongiorno a tutti, scrivo qui sperando che lo leggiate tutti, ho fatto richiesta ed è stata accolta da parte degli amministratori, di entrare a far parte del gruppo curatori del forum per la sezione EURO. Questa mattina mi sono occupato di spostare nelle discussioni "osservatorio prezzi di mercato" e "osservatorio stranezze e dubbi", tutte quelle discussioni aperte, sparse in tutte e 3 le sottosezione dell'area EURO. Adesso tutte le prime 3 pagine delle 3 sezioni sono ripulite, almeno hanno guadagnato posizione discussioni più importanti e c'è un po' d'ordine in più! Quindi se non trovate qualcosa, sappiate dove cercare (ma tanto la maggior parte erano state aperte da "meteore" oppure trattavano argomenti ampliamenti discussi). Sarebbe mia intenzione riordinare tutte e 3 le sezioni euro, gli indici dei topic importanti, e le discussioni evidenziate in alto, ma questo avverrà quando l'organigramma dei curatori di sezione sarà al completo e lo si deciderà insieme. Per il resto, non cambia nulla, a parte farvi partecipi che ufficialmente, è iniziato il regno del terrore!
    9 punti
  2. Buongiorno a tutta la sezione. In questi giorni difficili per tutti cerchiamo di dedicarci prima di tutto alle nostre famiglie e ai loro bisogni, e se ci rimane un po' di tempo dedichiamolo alle nostre monete. Con la speranza che passi tutto e in fretta, Vi Auguro giorni sereni e di tranquillità. Un caro saluto, Rocco.
    8 punti
  3. Cari amici, penso di fare cosa gradita nel rendere pubblico ora e fruibile per tutti il Gazzettino di Quelli del Cordusio numero 6. Abbiamo deciso di anticipare un po’ la tempistica usuale di messa on Line dando a tutto uno strumento di lettura e di approfondimento in modo che possa diventare una lettura spero piacevole e magari anche di un minimo di svago mentale in un momento difficile del nostro Paese e della nostra comunità. Sul nostro sito potrete anche leggere i 5 numeri precedenti a questo, buona lettura ! https://independent.academia.edu/QGazzettini
    4 punti
  4. La sezione in cui è stata aperta la discussione è quella dedicata alle Monete e Medaglie delle Due Sicilie, già Regno di Napoli e Sicilia, sottotitolo La numismatica del sud. Approfondimenti sulle zecche di Napoli, Palermo e dell'Italia Meridionale (dal medioevo al 1859), è evidente che monete di altre epoche e paesi non c'entrano nulla. Così come non c'entrano nulla gli accenni al coronavirus, capisco bene come in questo momento sia difficile pensare ad altro, ma lo staff fa suo l'appello di @demonetis, proviamo, finché riusciamo, a far sì che il forum sia un'oasi di serenità in questi tempi tristi. Grazie a tutti per la collaborazione.
    4 punti
  5. Segnalo l'uscita del n. 359 di Panorama Numismatico questo l'indice: Curiosità numismatiche – Pag. 3 Giuseppe Amisano, I bronzi di Metaponto con la scritta OBOLOS – Pag. 9 Roberto Diegi, I tetradrammi alessandrini, seconda parte – Pag. 17 Giuseppe Lulliri, Le monete di Alfonso V d’Aragona battute in Sardegna. Tipi e varianti (1416-1458) – Pag. 23 lberto Muscio, Un curioso esemplare di muraiola di Francesco I d’Este – Pag. 35 Alberto Castellotti, La numismatica ai quattro venti – Pag. 39 Giuseppe Carucci, Gli albori del tallero – Pag. 45 Alberto Castellotti, Su di una rarissima medaglia di Leone Leoni per Carlo V (1500-1558) – Pag. 51 Eros Marchetti, Tallero per l’Eritrea 1918 – Pag. 55 Notizie dal mondo numismatico – Pag. 57 Mostre e Convegni – Pag. 62 Aste in agenda – Pag. 63 In copertina: Mino da Fiesole (attr.), Alfonso V d’Aragona, Parigi, Musée du Louvre. Zecca di Villa Chiesa (?), mezzo alfonsino d’argento.
    3 punti
  6. Storia, numismatica e attualità ahimé mai così connesse come di questi giorni... con un occhio affetto da congiuntivite e una tossetta fastidiosa che da qualche giorno mi segue, non mi resta che fare come il buon Aureolo che riprendendo il coevo Postumo, asseragialto in quel di Milano, si appellò a Aesculapius: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ SALVS AVG, /P Ex Poundbury Hoard (UK, 1985). Plauso a @Illyricum65 che come al solito sa estrarre dal cilindro delle superbe discussioni di carattere divulgativo davvero ben fatte e interessanti! ...e un piccolo augurio per tutti noi affinché arrivi presto un po' di SALVS...
    3 punti
  7. @demonetis, guarda che belli visti insieme.
    2 punti
  8. Rovescio normale credo, NAPO senza punto al dritto.
    2 punti
  9. Stelline a cinque punte ai lati della data al rovescio e NAP. al dritto. (punto alto)
    2 punti
  10. Allego il mio per confronto. Stavolta sono riuscito a ridimensionare e ritagliare le foto a dovere. Speriamo che nessuno si lamenti anche se non so come ho fatto.... Saluti.
    2 punti
  11. Ciao, grazie Paolo @Bassi22 per la gentilezza. Diciamo che è una mia passione, se @gixxer volesse approfondire c'è in sezione una corposa discussione proprio sul bisante, e il mio articolo nella biblioteca del forum. Dato che il mio lavoro è aperto, la ricerca di nuovi dati statistici continua, ti chiederei gentilmente se puoi postare anche l'altro esemplare così controllo se ce l'ho già. Tornando al pezzo in questione, è collezionabilissimo, non ricordo la base d'asta ma io mi spingerei fino a 250€, per l'esergo I.F, variante leggermente più rara di I (se vuoi capire le interpretazioni di queste sigle ho riassunto nel mio articolo tutte le teorie). E infine, come dico sempre, ogni collezionista di veneziane deve avere almeno un bisante. In bocca al lupo e facci sapere, Luigi
    2 punti
  12. Ciao! Leone con le rughe sulla fronte Più che senile, forse era preoccupato! saluti luciano
    2 punti
  13. Faccio un cenno storico nel caso in cui tu non conosca il personaggio. Gordiano III fu imperatore dal 238 al 244, dunque abbastanza a lungo per trovarsi durante il periodo chiamato "Anarchia militare", in cui sconvolgimenti politici ed economici fanno sì che il potere sia in mano solo all'esercito che nomina continuamente nuovi imperatori, dando vita ad un flusso infinito di guerre civili. Gordiano I, nonno di Gordiano III, venne ucciso in Africa dalla fazione di Massimino il Trace, imperatore barbaro e senza costume romano, ostile ai senatori. Per questo il senato romano nominò Balbino e Pupieno imperatori, ma il popolo protestò affinché ci fosse al governo un parente dei due martiri Gordiano I e II, uccisi, come detto prima, in Africa. Allora il governo fu riformato formato con a capo questi tre imperatori: Balbino, Pupieno ed il tredicenne Gordiano III. I primi due morirono uccisi dalla stessa guardia pretoriana, ormai incapaci di svolgere qualsiasi compito, accecati dalla loro rispettiva invidia ed insicurezza e dunque il giovane Gordiano III rimase solo a governare. Il suo fu un governo relativamente tranquillo e per il tempo abbastanza florido, questo grazie all'abilissimo prefetto Timesiteo (che poi sarà suo suocero). Morì in una spedizione contro i Sasanidi, popolazione originaria della Persia, probabilmente ingannato dal nuovo prefetto Filippo l'Arabo, che poi prenderà il suo posto.
    2 punti
  14. Grazie di cuore per la celerità, speriamo che passi velocemente questo momento d'emergenza e difficoltà per l'intera comunità mondiale, che unisca e rafforzi successivamente ogni tipo di rapporto, indipendentemente dagli ambiti, un abbraccio affettuoso a tutti da Attilio Maglio.
    2 punti
  15. Nel periodo imperiale il suo culto perse di importanza, ma in questo contesto degna di nota è la figura di Vediove, divinità arcaica tendenzialmente infera che, insieme a Larunda e Summano, si suppone presiedesse la conclusione dei cicli vitali. Viene spesso visto come una sorta di alter ego malefico di Apollo ed era lui a "scoccare le frecce della pestilenza". Il tempio di Esculapio fu edificato proprio in prossimità del tempio di Vediove allo scopo di "spuntare" le frecce di quest'ultimo.
    2 punti
  16. Ciao @Illyricum65, questa discussione mi piace molto perché unisce storia, mito e numismatica. Con particolare riferimento alla numismatica, ho notato che hai segnalato diversi rovesci "provinciali" di Caracalla con Esculapio. C'e' un motivo per questo particolare interesse di Caracalla per Esculapio? Mi ha inoltre stupito trovare lo stesso in rovesci di imperatori quali Clodio Albino e Postumo. Una notazione infine: L'ospedale Fatebenefratelli di Roma e' proprio sull'isola Tiberina dove sorgeva il tempio di Esculapio Quanto ad Apollo, ho trovato molto bella la moneta di Nerone con Apollo Citaredo. In riferimento al tempio di Apollo Sosiano, volevo solo segnalare che sono ancora visibili tre colonne dello stesso nelle vicinanze del Teatro di Marcello. Buona notte. Stilicho A @Adelchi66 L'Apollo "sterminatore di topi" era Apollo "Sminteo" Ciao da Stilicho
    2 punti
  17. Per una volta che la sovrintendenza risponde in chiaro ,ancora devo leggere di obblighi e comunicazioni di acquisto di monete antiche......?!
    2 punti
  18. Salve Dato l’attuale boom dei tetradrammi del titolo nelle aste volevo parlare dei miti associati alla dea Atena che al diritto appare di profilo, a mezzo busto, elmata e circondata da un decoro classico, mentre al rovescio campeggia la civetta in una composizione centrale e frontale tra l’estremità di un ramo d’ulivo e le iniziali in greco della città di Atene. Atena è la dea della sapienza, delle arti (le abilità tecniche e manuali nei vari aspetti della vita), della tessitura e della strategia militare, ovvero gli aspetti più nobili della guerra (gli aspetti più crudeli e violenti rientrano invece nel dominio di Ares). I suoi simboli sacri erano la civetta e l’ulivo; spesso, infatti, è ritratta assieme al suo animale sacro e indossa un mantello realizzato con la pelle della capra Amaltea (un materiale che nella mitologia è considerato indistruttibile). Nella mitologia classica Atena nacque – già adulta e armata – dalla testa di Zeus (secondo alcune fonti, dal polpaccio), dopo che il padre degli dei ne aveva mangiata la madre Metis. Il primo mito riguarda proprio la nascita della dea e lo si può intitolare: “Il parto di Zeus”. Metis, divinità figlia di Oceano e di Teti personificazione della saggezza, della ragione e dell'intelligenza, è stata la prima moglie di Zeus che, rimasta incinta di Atena, venne ingoiata dal consorte per essere sicuro di mantenere il regno dopo che gli era stato predetto che il secondogenito l’avrebbe detronizzato. Zeus decise che non gli serviva la “Metis” al suo fianco, bensì lui doveva diventare Metis. Sfruttò così, con un po’ di astuzia, la vanità e la capacità di metamorfosi della moglie. …Zeus interroga perciò Metis: "Veramente puoi assumere qualsiasi forma? Puoi essere, ad esempio, un leone che sputa fuoco?". Subito Metis diventa un leone che sputa fuoco. Spettacolo terrificante. Quindi Zeus le domanda: "Potresti forse trasformarti in una goccia d’acqua?". "Ma certo" risponde la dea. "Allora dimostramelo" Metis non fa in tempo a mutarsi in una goccia d’acqua sulla mano di Zeus che questi l’ha già inghiottita e cacciata nel suo ventre. La dea continuò la sua gestazione all’interno di Zeus e un giorno il dio avvertì un terribile mal di testa talmente insopportabile che fece chiamare Efesto e gli ordinò di spaccargli la testa con un’ascia. Fatto ciò, improvvisamente dalla testa del padre uscì Atena, già adulta, imponente, bellissima, armata di scudo e lancia con tanto di elmo da guerriera. Per un attimo Zeus ne fu atterrito ma subito dopo la dea posò le armi ai piedi del padre, segno della sua sottomissione al genitore che poté continuare a governare incontrastato sugli dei avendo ora la figlia al suo fianco, una figlia per la cui nascita aveva sofferto e che pertanto amava ancora di più. Fu così che Pallade (giovane) Atena divenne la dea della guerra (precisamente della strategia militare) ma anche della saggezza e di altre arti, tra cui spiccava la tessitura. Come Artemide, Atena sarà per i Greci una dea vergine, considerata però in quanto nata dal padre una ‘virago’, ovvero dotata di bellezza e grazia come una donna e nel contempo maestosa e coraggiosa in armi come un uomo.
    1 punto
  19. Con questa mia discussione spero di infondere un po' di positivita' a tutti...per distrarci....per cercare di pensare a cose che ci piacciono.In questo particolare periodo,dove moltissimi di noi sono a casa,spero il più possibile,invito tutti noi collezionisti a mostrare la moneta che più vi piace,quella alla quale siete più legati,quella che vi trasporta in ricordi lontani,che vi trasmette più orgoglio....IL tempo lo abbiamo per aprire album,raccoglitori,cassettine, vassoi....e allora.... forza!!!Rispolveriamo le nostre passioni e diamogli luce!!! Forza Repubblica Italiana!!!!!Un sentito saluto a tutti!!!
    1 punto
  20. Oggi iniziamo un fantastico viaggio nel mondo del collezionismo, parleremo delle varianti dei dollari Morgan, ovvero parleremo di VAMs! Il viaggio è iniziato 54 anni fa, ovvero nel 1966, nato dalla collaborazione di 2 studiosi e collezionisti, Leroy C. Van Allen e George Mallis (scusate ma non trovo immagini recenti), che dalle iniziali dei loro cognomi deriva appunto il termine VAM. Come tutti gli studiosi/collezionisti, non si soffermarono solo ad una fredda lista ce l’ho/mi manca, ma osservarono ogni singolo pezzo che gli passava tra le mani (e le loro mani ne hanno stretti migliaia) notando che tantissimi Morgan presentavano a volte grandi imperfezioni visibili ad occhio nudo, altre volte (molto spesso) visibili solo ad un attento esame con lenti e microscopi! Decisero così di ricostruire la storia di ogni singola moneta catalogandole ovviamente per anno e zecca (la coniazione dei Morgan ebbe inizio nel 1878 nelle zecche di Philadelphia, Carson City e San Francisco, l’anno seguente si aggiunse la zecca di New Orleans. Ci furono delle interruzioni nella produzione nel corso degl’anni, tranne che per San Francisco che li coniò sempre, interrompendo tutte quante la produzione nel 1904 per poi riprenderla solamente per un anno, il 1921 dove si aggiunse la zecca di Denver ma a cui non partecipò quella di New Orleans). L’inizio della loro collaborazione, come detto, ha come inizio il 1966, ma la nascita dei VAMs ha una data ed un’ora ben precisa, l’11 marzo del 1878 alle ore 15:17 nella zecca di Philadelphia, incredibile! L’informazione è certa perché fu presente un giornalista che annotò tutto, le prime monete furono coniate come pezzi di presentazione per l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Rutherford B. Hayes, che era il diciannovesimo presidente. I pezzi coniati, secondo un giornalista, furono 303, poi la produzione si interruppe per un problema ai conii, da qui la nascita del primo VAM il numero 9, identificabile al rovescio della moneta da una piuma a “virgola” nella parte bassa a destra (guardando la moneta) della coda dell’aquila raffigurata al rovescio di tutti i Morgan. Inoltre si contraddistingue dal fatto che è un 8 piume, in inglese 8 tail feathers ed abbreviato 8TF, che è già una categoria a sé, ma che senz’altro approfondiremo in seguito. Per oggi ci fermiamo così, ma abbiamo ancora tanto da scoprire e da dirci insieme.
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  21. “… Così diceva pregando: e lo ascoltò Febo Apollo. Egli scese giù dalle vette dell’Olimpo, adirato nel cuore, portando a tracolla l’arco sulla spalla e la faretra ben chiusa. 45 Tintinnarono i dardi sulle spalle del nume adirato, mentre si muoveva: scendeva simile alla notte. Poi si fermò a distanza dalle navi e scoccò una freccia: sinistro fu il sibilo dell’arco d’argento. Dapprima colpì i muli e i cani veloci, 50 poi tirò le frecce appuntite sugli uomini e li colpì…” Omero, Iliade, Libro I Buongiorno, gli eventi di questi giorni mi hanno riportato alla mente alcune ricerche compiute alcuni anni fa. Oddio… “qualche”… sembra ieri ma son passati in realtà una decina d’anni, è proprio vero… tempus fugit. Si trattava di ricerche sui legami tra divinità classiche e numismatica. Due di queste ultime sono collegate al discorso “epidemie” e lo sono tra loro stesse. Per lo più le fonti antiche parlano di “peste” ma il termine sta ad indicare genericamente una condizione contraddistinta da febbre alta, epidemica o endemica, che porta ad un alto tasso di mortalità e non alla omonima malattia infettiva. Abbiamo così una “peste” di Atene descritta da Tucitide nel V secolo a.C. come prima epidemia descritta e la terribile “peste antonina” o “peste di Galeno” del 166-168 d.C. che squassò l’Impero Romano, importata dalle truppe rientrate dalla guerra contro i Parthi (Vaiolo? Morbillo? Tifo?) e che flagellò la popolazione per una trentina di anni, decimandola. Oppure l’Epidemia di San Cipriano che straziò i Romani tra il 251 e il 270 d.C. Ma già nel 293 a.C. Roma era stata scossa da una grave epidemia. Andiamo quindi a vedere le due divinità cui si appellavano i Romani in caso di epidemie/pandemie. APOLLO Divinità derivata dall’antica religione greca, considerato dio delle arti, della medicina, della musica e della divinazione, è un’immagine del sole splendente (Febo). Entrò a far parte della religione romana con questi attribuiti, e con tutto il suo mito in quanto i popoli italici e quello latino non avevano una divinità con lui identificabile. Il maggior sviluppo del culto di Apollo si ebbe in età augustea.(nella foto l’Apollo del Belvedere)
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  22. Di nulla Rocco è sempre un piacere condividere le monte con Te e tutti gli altri Utenti de Forum. I tagli sono uguali per ambedue le monete, treccia in rilievo, come giustamente notavi, solo che la seconda, quella con NAPO, essendo più circolata, a tratti il decoro è quasi evanescente. Naturalmente, te lo avrò detto chissà quante volte, possiedi degli esemplari meravigliosi. Saluti, Sergio.
    1 punto
  23. Da parte mia nessun problema, anzi se vorrai aprire una discussione sulla lupa capitolina ne disquisiro' volentieri con tè. Ciau.
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  24. Ciao! Come non si può essere attratti da questa moneta? Gronda sublime Storia. La discussione nel forum è questa: https://www.lamoneta.it/topic/138003-bisante-ossidionale-per-cipro/page/16/ e questo è il mio bisante con "I" (più comune) saluti luciano
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  25. Gadget saluti TIBERIVS
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  26. Il Culto di Asclepio è particolarmente diffuso sotto Antonini e i Severi; Caracalla si recò a visitare il suo santuario a Pergamo. Asclepio era molto venerato nell'area orientale dell'Impero; a Pergamo si trovano tuttora i resti del Asklepeion ove troviamo un centro di cura per malattie, unico nel mondo antico. Il Tempio di Asklepio, di forma circolare, costruito nel 150 d.C. Non rimangono che poche vestigia. Il Tempio di Teresforo. Vi si accede per un interessante tunnel in pietra, una volta ricoperta di marmo. Era di forma circolare. Restano poche vestigia. CARACALLA A PERGAMO E A TROIA (214 D.C.) "... Dopo aver preso questi provvedimenti, e aver sistemato gli affari delle singole città come gli sembrava opportuno, si affrettò a Pergamo, nella provincia d’Asia, per farsi curare dal dio Asclepio. Ivi giunto, si riempì di sogni finché ne ebbe voglia; quindi si recò a Ilio. Visitò tutti i resti dell’antica città, nonché la tomba di Achille; questa onorò splendidamente con ghirlande di fiori, e si diede, secondo il solito sistema, a imitare Achille. Poiché aveva bisogno anche di un Patroclo, approfittò del fatto che il suo liberto Festo, da lui prediletto, e sopraintendente dell’archivio imperiale, morì mentre era a Ilio: alcuni insinuarono appunto che fosse stato avvelenato, per essere sepolto come Patroclo; altri pensavano che fosse morto di malattia. Ordinò dunque di elevare un gran rogo, e di trasportarvi la salma, ponendola nel mezzo; quindi sacrificò vittime di ogni genere, e accese il fuoco. Fece poi libagioni con un’anfora, in onore dei venti; e suscitò grande ilarità, poiché voleva gettare tra le fiamme la sua chioma, essendo quasi completamente calvo; riuscì comunque a tagliarsi i pochi capelli che aveva." (Erodiano d’Asia, 180-250 ca., Storia dell’impero romano, trad. di F. Cassola, 1968) http://www.eteria.it/75-pergamo-p439/ https://lamisuradellecose.blogspot.com/2017/08/lesculapio-romano-questioni-generali.html Sembra (ma non trovo riferimenti certi) che lo stesso Caracalla sia stato ammalato nell'inverno 213-214 durante la campagna germanica (da cui le suppliche a Asclepio) e che nella primavera 214 si sia messo in cammino verso i Parthi, anelando a emulare Alessandro Magno. Traversò la Tracia, ove ottenne buoni successi contro alcuni popoli barbari, indi traversò l’Ellesponto e scese fino ad Antiochia e poi ad Alessandria. La popolazione di questa città lo aveva gratificato di motti pungenti e mordaci; Caracalla la ripagò con una raccapricciante carneficina che non può non parere mostruosamente inadeguata alla causa. Tornato in Antiochia, Caracalla diede inizio alla campagna contro i Parti. Ciao Illyricum
    1 punto
  27. Di questa monetazione dovrei dire che mi piacciono tutte, perchè devo ringraziare proprio loro per la nascita di questa passione avvenuta 40 anni or sono... Dovendo scegliere, senza ombra di dubbio è quella dedicata ad un grande evento che ha coinvolto Santa Romana Chiesa, che per certi versi ne sono legato personalmente e per la figura del Pontefice in carica a quel tempo... Città del Vaticano - 100 Lire 1962 Concilio Vaticano II° Ed inoltre come non dimenticare il discorso fatto ai fedeli proprio la sera dell'11 Ottobre 1962, giorno di apertura del Concilio, un discorso di infinita e tenera dolcezza...
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  28. Essendo una moneta che a me piace parecchio ( e che purtroppo ancora non posseggo ) posso dire che in me non avete acceso la curiosità, ma ho letteralmente preso fuoco ... vi leggerò con molto piacere in quanto questo è un argomento di cui non ne ero a conoscenza... che ben venga la sana divulgazione.
    1 punto
  29. Per ora niente uscite... Mi sembra corretto non frequentare i "vecchietti" come te! ? Anche se essere come te quando raggiungo la tua età è un ottimo traguardo!!! Per ora mi accontento di sentirti, spero ci si possa vedere presto!
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  30. Bellissimi esemplari @tonycamp1978! Ma ti prego il buono non lasciarlo a contatto col vinile sennò ti ritrovi col tempo un rame verde (già scorgo qualche macchietta..) vedrai che Francesco te la sistema e te la richiude a dovere ?
    1 punto
  31. Riecchime ;)....bellissime monete...posto pure il mio 3 grana (mirto/alloro) a che tipo appartiene secondo voi? Curato o no? Il 3 è vicino alla data e a me pare del tipo "conio curato"... e poi un parere sulla conservazione della nuova arrivata ;)...siamo sul qbb secondo voi? Sopra o sotto? Saluti
    1 punto
  32. Ottimo consiglio Caro Giacutuli. Gli studi scientifici accreditati ( evitare le solite panzane scritte sul Web o cercare dei siti autorevoli ) avevano evidenziato come il Virus Influenzale potesse sopravvivere al massimo per 12 ore all'esterno su materiale non biologico ( ad esempio monete e banconote ). Sul COVID-19 non esistono Studi in proposito, ma è buona norma "lavarsi le mani" ed inoltre passarsi un gel disinfettante ( per i pochi fortunati che lo trovano ). Per le vecchie monete penso che il virus prediliga le nostre vie aeree piuttosto che la patina degli amati tondelli... Neanche il Coronavirus mi farà cambiare idea: gli slab sono un obbrobrio e tali resteranno ! Comunque stiamo sereni, cerchiamo di evitare al minimo i contatti sociali e vedrete che tra qualche mese sarà solo un brutto ricordo. Ciao Beppe
    1 punto
  33. La "G" credo si sia staccata, tutta la moneta credo presenti sfaldature dell'argento che appare molto fragile, al punto che se cadesse su una superficie dura si potrebbe rompere. Non ricordo come si chiami questo fenomeno e se è lecito definirlo "cancro" dell'argento.
    1 punto
  34. E infine gli altri due, uno purtroppo scomparso:
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  35. Buona giornata Grazie! La presenza stabile di veneziani in Puglia è un dato di fatto. Pensa che nel 1592 fu Sindaco di Lecce un tale Pietro Mocenigo e l'anno dopo un Vittorio Prioli; cognomi certamente veneziani. Che dire poi di un tal Giovanni Domenico Veneziano, Sindaco anch'egli di Lecce nel 1629; ci giurerei che il cognome è di quelli che indicano la città di provenienza. Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, sempre a Lecce, c'è un'altare laterale con un dipinto che rappresenta Maria Maddalena ed è inserito in una struttura marmorea con in cima il leone marciano, affiancato da due scudi araldici della famiglia Zorzi, che, probabilmente, l'ha commissionato.
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  36. Lo sparo: unica banconota non africana!
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  37. Da documenti in mio possesso risultano contatti commerciali nel XVIII sec. tra Capodistria (dominio veneto) e Mola di Bari. Non solo, anche un matrimonio, sempre nel '700, di una giovane di Capodistria con un molano di nome Rocco Pesce.
    1 punto
  38. Niente male davvero! Per me qBB con la nota “moneta pulita, colpetti al bordo”
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  39. Romualdo Giuffrida, La lunga crisi monetaria del regno di Sicilia tra Settecento e Ottocento, 1984
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  40. Sempre una gradevolissima ed istruttiva lettura . Bravi !
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  41. Denario Crawford 416/1c della collezione American Numismatic Society (il primo dei sedici esemplari in http://numismatics.org/crro/id/rrc-416.1c ) RRC 416/1c Descrizione del tipo Data: 62 B.C. - Tipo d'oggetto: Moneta - Tecnica di produzione: Coniato Nominale: Denario - Materiale: Argento Autorità emittente - Emittente: L. Scribonius Libo Geografico - Zecca: Roma Dritto Legenda: LIBO BON·EVENT Type: Head of Bonus Eventus right. Border of dots. Divinità: Bonus Eventus Rovescio Legenda: PVTEAL SCRIBON Type: Puteal Scribonianum, decorated with garland and two lyres; at base, hammer. Border of dots.
    1 punto
  42. Buonasera a tutti, da affiancare al De Sopo postato da Fratello @doppiopunto. Saluti Alberto
    1 punto
  43. Ciao a tutti, mi permetto di riportare anche qui quanto già letto online:
    1 punto
  44. E finalmente, dopo un mese, eccola finalmente arrivata! Direi più bella in mano che in foto, e certamente molto migliore di quello che mi aspettavo dalle foto originali!
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  45. Innanzitutto sono il meno qualificato per risponderti. Vorrei però che le opinioni di tutti fossero rispettate e, sia le affermazioni "forti" come le Tue, sia le risposte rispettassero sempre un certo livello culturale ( non voglio fare il moderatore...). Questo problema o particolarità della Zecca di Napoli è stata dibattuta in molte discussioni, addivenendo ad alcune conclusioni incontrovertibili: 1- il personale "ai vertici" era di prim'ordine 2- la tecnologia della Zecca era equiparabile a quelle delle altre Zecche coeve ( tant'è che fu attiva per una decina di anni dopo l'Unità ) 3- la "manovalanza" incideva poco ( come sempre ) ed era soggetta alla supervisione degli addetti alla Zecca Certamente le Varietà delle Monete di Napoli è maggiore di quelle di altre Zecche, parlo di Varianti Maggiori e soprattutto Minori. A questo punto bisogna semplicemente chiedersi: "Per quale ragione ?" La collezione di Rocco ed altri Amici del Forum è, oltre che interessante, anche encomiabile, perchè può contribuire a chiarire questo quesito ed far luce se gli "errori" fossero in parte voluti, oppure casuali per alcune carenze ( ad esempio per scarsa considerazione delle monete di minor pregio, per una scarsa qualità dei coni etc ). Considerare queste "particolarità" dovute a scarsa professionalità del personale, scusami ma mi sembra una deduzione molto semplicistica che non aiuta ad approfondire la tematica. Mi scuso con gli studiosi e/o esperti per queste mie esternazioni piuttosto superficiali. Ciao a Tutti, Beppe
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  46. Buonasera a tutti, complimenti per la tua nomina @lorluke.. ? Accolgo l'invito di non scopiazzare su Wikipedia, ma riporto dei passaggi appresi dal Web rivista Focus se non sbaglio. Le definiscono curiosità e le riporto tal quali, le trovo interessanti perché spezzano una lancia a favore di Napoleone. PERCHÉ LO VEDIAMO SPESSO RITRATTO CON UNA MANO NEL GILET? Che fosse un tic? Un segno del feroce mal di stomaco di cui soffriva? No, semplicemente un'usanza diffusa tra coloro che si prestavano a un ritratto tra il 18esimo e il 19esimo secolo. RUBÒ LA GIOCONDA? Non è neppure vero che trafugò la Gioconda di Leonardo: secondo gli storici il dipinto si trovava in Francia dal 1517, dove lo aveva portato proprio l'autore. In seguito il quadro fu acquistato molto probabilmente dal Re Francesco I: Napoleone, grande appassionato d'arte nel 1800 si limitò ad appenderlo nelle stanze della moglie Josephine e in seguito la Monna Lisa entrò a far parte della collezione permanente del Louvre (che all'epoca si chiamava Museo Napoleone). La bufala del furto napoleonico nasce forse dal fatto che i soldati napoleonici trafugarono davvero alcune opere d'arte durante la campagna d'Italia. Ma non la Gioconda. QUAL ERA IL SUO "NICKNAME"? Se fosse vissuto nell'epoca di Twitter, forse avrebbe scelto come nickname Nabulio: il soprannome con cui lo chiamavano i genitori da piccolo. INNOVATORE. Fu durante le campagne napoleoniche che si cominciò a sperimentare il cibo in scatola: merito del pasticciere Nicolas François Appert che ideò un metodo di cottura del cibo in vasetti di vetro a chiusura ermetica. Appert per la sua invenzione fu premiato con 12 mila franchi. STORICO. Strano ma vero, la più grande conquista della spedizione in Egitto non è militare o politica, ma scientifica: la scoperta da parte di un ufficiale francese della Stele di Rosetta, una tavola di granito dove accanto ai geroglifici c'è il testo tradotto in greco. Una scoperta di eccezionale importanza: ha aiutato i linguisti a capire finalmente i geroglifici, aprendo la strada allo studio dell'antico Egitto. Detto questo che non è farina del mio sacco, riporto un pezzo della poesia del Manzoni. E sparve, e i dì nell’ozio Chiuse in sì breve sponda, Segno d’immensa invidia E di pietà profonda, D’inestinguibil odio E d’indomato amor. Ecco per me, in queste poche righe, si riassume tutto. I trionfi, il cavalcare l'onda dei successi politici e militari, la lenta decadenza, l'esilio,..... La solitudine. Il ricordo che ognuno di noi si fa di Napoleone diventa un qualcosa di molto soggettivo. Non so se sono stato capace di esternare a pieno quello che volevo, mi perdonerete in caso contrario. Saluti Alberto
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  47. Buongiorno, vi segnalo la prossima uscita dell'edizione italiana del libro "Gli Asburgo in Italia" scritto da N. Van Handel. Riporto in calce quanto la recensione che ho trovato sul web: "GLI ASBURGO IN ITALIA", LA PREFAZIONE DEL VOLUME IN ITALIANO CHE USCIRÀ A BREVISSIMO. L’eredità asburgica in Italia è di estrema importanza: l’amministrazione del Regno Lombardo-Veneto, la cultura teatrale di Milano, Venezia e Mantova, il ritorno delle grandi opere d’arte a seguito del saccheggio napoleonico e la bonifica delle paludi maremmane sono alcuni degli esiti collegati alla presenza degli Asburgo nella penisola. Il libro di Norbert van Handel ne è un compendio completo: la sua ricca conoscenza, presentata in maniera chiara e ben condensata nella presente opera, stupirà molti lettori poiché solo gli esperti e gli storici conoscono tutti questi accadimenti, personaggi e operati relativi agli Asburgo. Nonostante la vastità delle informazioni presentate dai media di oggi, comprendere l’Europa è un’impresa ardua. I giornali, i programmi televisivi e l’enciclopedia online Wikipedia si limitano ad affrontare temi riguardanti le proprie nazioni e regioni. Un giovane di Cracovia nel 2015, infatti ha un’immagine diversa dell’Europa di quella di un suo coetaneo in Sicilia. Si aggiunge il fatto che la mobilità all’interno dell’UE offre delle opportunità professionali e di istruzione che non esistevano fino al 1990 circa, ossia fino alla caduta della “cortina di ferro”. Anche il grande numero di persone provenienti dal Medio Oriente avrà degli effetti a lungo termine. Per questo motivo sarà sempre più importante far capire alle persone di ogni età quali sono le loro radici e da quale retroterra storico e culturale essi provengano. A quasi cent’anni della morte di Francesco Giuseppe I, il numero delle nazioni alle quali egli poteva rivolgersi dicendo “I miei popoli” non è più un’informazione condivisa. Un giovane bergamasco è consapevole di aver avuto compatrioti a Cernowitz? Sarebbe invece importante interiorizzare questo tipo di conoscenze nel segno della tolleranza e dell’intesa fra i popoli. Fino all’ascesa del nazionalismo, l’Austria è stata l’esempio di un modello funzionante di un’ Europa unita. La Casa d’Asburgo era l’Europa. Anzi, di più: si possono trovare le sue tracce in tutto il mondo, nei nomi delle Filippine e delle isole Marianne in Estremo Oriente, nella denominazione della Terra di Francesco Giuseppe al Circolo Polare Artico e in quella del lago Rudolf (ora ufficialmente Lago Turkana) in Kenya. La lunga attività governativa degli Asburgo in Italia è quindi parte integrante della storia Mitteleuropa. Questo libro, di facile lettura anche per i meno esperti, è una passeggiata che attraversa la storia da Carlo V alla dichiarazione di guerra da parte dell’Italia nel 1915. Seguendo l’esempio dell’opera “Doppelmord - Sommer 1914 von Sarajevo bis zur Kriegserklärung” (Doppio assassinio - l’estate del 1914: da Sarajevo fino alla dichiarazione di guerra), precisa e facile rappresentazione storica dei 33 giorni che seguirono l’omicidio a Sarajevo, con la sua nuova opera “Gli Asburgo in Italia” l’autore ora presenta un libro altrettanto piacevole, basato su fatti storici che mettono in risalto l’operato degli Asburgo e dell’Austria in Italia. Sicuramente un testo di buon interesse per molti utenti del Forum. Ciao Illyricum
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  48. Il secondo mito riguarda l’uccello simbolo sacro di Atena Tra gli attributi di Atena già venerata dai Micenei del 13° sec. a.C. vi è il serpente e la trasformazione in uccello. Solo più tardi l’uccello sacro diventa la civetta, γλαῦξ, raccostata ad Atena. anche per l’epiteto glaucòpide che viene interpretato nella duplice accezione di dea "dagli occhi glauchi" (azzurri, lucenti) o dea "dagli occhi di civetta". Nel greco antico le due accezioni si sovrappongono e pertanto la dea glaucòpide è la dea dai lucenti occhi di civetta. Il fatto che, come è stato osservato in altre discussioni, nelle didascalie in italiano delle “civette” di Atena si legga spesso “gufo” deriva dal fatto che questa è la prima traduzione dell’inglese “owl” che si trova sui dizionari, senza tener presente che il lemma si riferisce per gli inglesi a “any of various large-headed, nocturnal birds of prey…”. Shakespeare chiama il gufo che elenca tra i cattivi presagi con un generico “Birth of Night”, uccello della notte, che quindi potrebbe essere anche una civetta o un barbagianni. Bisogna dire che la civetta e il gufo sono entrambi uccelli rapaci e animali notturni che si assomigliano molto ma appartengono a specie diverse: il gufo fa parte del genere Bubo mentre la civetta appartiene al genere Athene (la sottospecie più comune è Athene noctua cioè "Atene notturna"). Per quanto riguarda l'aspetto fisico, il gufo si distingue dalla civetta per i ciuffi sulla testa, tranne il gufo delle nevi che non ha ciuffi e potrebbe quindi essere scambiato facilmente per una civetta. Questa differenza si riflette anche nel diverso significato che questi due animali hanno nella cultura delle civiltà presenti e passate come simbologia e significato. Per quanto concerne la civetta, questo volatile già presente nei miti degli antichi greci accompagnava la dea Atena simbolo di filosofia e saggezza, dell'intelligenza razionale che "vede" dove altri scorgono solo ombre e tenebre. Stiamo parlando della "Civetta di Minerva", considerata sacra alla dea Atena perché capace di vedere al buio, cui la dea affida la supervisione delle faccende notturne. Da qui deriva il nome del genere a cui appartiene il rapace, ovvero Athene. Fin dalle prime raffigurazioni di Atena, la dea è dipinta con una civetta appollaiata sulla testa. In epoca arcaica Atena potrebbe essere stata infatti una dea-uccello simile a Lilith oppure alla dea con le ali e gli artigli da civetta raffigurata sul Rilievo Burney, un rilievo di epoca mesopotamica in terracotta degli inizi del millennio II a.C. Più volte infatti Omero definisce la dea della sapienza come dea "dal volto di civetta". Nell'antica Grecia esisteva un proverbio che si riferiva ad abbondanza e ricchezza che diceva "Portare le civette ad Atene". Per questo significato simbolico sulle monete ateniesi era raffigurata proprio la civetta ed il suo nome divenne sinonimo di denaro. Dalla fine del VI secolo a.C. compaiono nelle monete di Atene al recto la testa di Atena e al verso una civetta con un ramo di olivo e le prime tre lettere del nome della città: per dire in conclusione che il gufo non c’entra proprio.
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