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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/05/20 in tutte le aree
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Scusa, ma è un'affermazione senza senso. Il valore di una moneta non è stabilito a tavolino, unico modo per cui si potrebbero standardizzare certi parametri. Ma evolve in modo del tutto autonomo per ciascuna moneta, perché, come detto, coinvolge tantissimi parametri (alcuni più importanti di altri), parametri che oltretutto evolvono e cambiano in continuazione nel tempo. Se poi nelle analisi che si tenta di fare si coinvolgono solo una parte dei parametri utili, ecco che si fa solo una gran confusione. Nell'esempio da te citato (Vaticano/Monaco) ad esempio dimentichi che esistono evidenti differenze tra le due emissioni: Vaticano è un 2€ ordinario, emesso in divisionale con gli altri 7 tagli, che esiste proof ma anche in versione normale, e che non è stato emesso solo nel 2002 ma pure nei tre anni successivi. Ecco che chi cerca un 2€ con l'effige di questo papa ha ormai solo l'imbarazzo della scelta. Non per niente la serie in questione nel 2002 aveva raggiunto valori di mercato altissimi (prossimi ai 2000€), valori crollati poi nel tempo. Il 2€ monegasco è tutta un'altra cosa, perché non esiste in qualità di normale FDC (e quindi anche chi non apprezza il proof, ossia gran parte dei collezionisti, è praticamente obbligato a ricercarlo), è un commemorativo (tipologia che ha richiesta ben più alta dei 2€ ordinari), e quei 20mila esemplari sono gli unici esistenti. Se a questo aggiungiamo che è stato oggetto di distribuzione fortemente limitata a pochi soggetti che hanno poi fatto il bello e cattivo tempo sul mercato il quadro è completo. In definitiva, voler trovare regole univoche per capire i valori commerciali delle monete è un esercizio pretestuoso ed inutile. I parametri sono troppi da combinare tra loro, e solo l'esperienza può fare capire perché una moneta è maggiormente quotata rispetto ad un'altra. Il mercato bisogna viverlo nel momento, e solo così determinate dinamiche possono essere comprese, non c'è alcun ragionamento in tal senso che possa essere stabilito a tavolino!5 punti
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Posto anch'io il mio piccolo contributo alla discussione che sta crescendo benissimo. Soldino Marin Falier (1354-1355) Peso gr. 0, 55. Massaro S Scusate la foto me non posso farne di meglio. La foto non rende l'idea della qualità purtroppo.4 punti
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zecca di Verona Grosso da 20 denari piccoli ( a partire dagli anni trenta del XIII sec. fino al 1280 ) rif. C.N.V vr 284 punti
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Rocco, non prendertela se ti anticipo? Questa è la pagina nella quale la moglie di Giovanni Bovi spiega la passione del marito; peccato che né qui né nelle tavole è indicato il materiale, oltre al gesso, utilizzato per i calchi3 punti
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Per quello che posso vedere dalle foto a mio parere la moneta è autentica, e i problemi di evanescenza evidenziati compatibili con usura e pulizia. Poi potrei sbagliarmi, il regno non è il mio principale interesse seppure io abbia queste monete in collezione da diversi anni, ma visti i pareri a favore dell'autenticità di altri utenti sicuramente più autorevoli di me concorderai che questa tua affermazione è quantomeno azzardata, perché vera o falsa che sia di certo questa non è affatto la solita "brutta patacca da bancarella probabilmente in alpacca" che compare regolarmente nella sezione identificazioni e che si riconosce da un chilometro di distanza. Se anche questo fosse un falso sarebbe quantomeno ben fatto, e dall'aspetto direi probabilmente anche in argento.3 punti
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DE GREGE EPICURI A Cargnacco (Udine) esiste il Tempio del Soldato Ignoto, in rapporto con la Campagna di Russia del 1942. Nel 1992, a cura della Sezione Friulana dell'UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) è stata coniata questa medaglia. Il mio esemplare è in metallo bianco, pesa 25,3 g. e misura 35 mm.2 punti
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Salve a tutti, E' tanto che non faccio un post sul forum, mi dedico a leggere perlopiù, visto che ho più da imparare che da insegnare. Con questo spirito apro questo post, proprio perchè ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a capirne di più. Finito il prologo partiamo con la medaglia di oggi, che come da titolo è una medaglia Premio, battuta durante il periodo di dominazione Murattiana. Come molti sanno grazie agli studi presentati in merito esistono dei riconi parigini postumi di sudetta medaglia: - Una delle grosse difformità sussiste nel fatto che la medaglia originale presenta degli esuberi di metallo dovuti a rotture del conio, mentre i riconi non presentano questa caratteristica; - Differenze nella decorazione e nello stile del tripode; Arrivati a questo punto dobbiamo convenire che l'esemplare presentato sia più vicino alla corrente Napoletana che a quella Parigina, ma, c'è sicuramente un ma, forse tanti tra di voi (come sto facendo io) staranno pensando "ehi, ma questa medaglia non mi sembra coniata, mi sembra pressofusa! ?" ...l'esemplare presenta una diffusa porosità e dei dettagli per certi versi troppo grossolani, ma anche le medaglie fuse (allego tre immagini) non presentano gli esuberi di metallo, allora, se non è un riconio parigino, non è un originale, non è una presso-fusione di quelle note, cos'è? Il peso è di circa 34-35 grammi. Come avrete notato mi sono documentato un pochettino, e mi farebbe tanto piacere sentire dei pareri articolati e non dei giudizi sommari, sarebbe bello addure qualche giustificazione alle proprie tesi in modo da imparare qualcosa di nuovo e classificare questa medaglia in modo quanto più possibile scientifico. Grazie per essere arrivati sin qui e buona domenica a tutti2 punti
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@demonetis scusami ricordavo male, lo avevo letto nel primo volume del Catalogo della collezione nella "storia della Collezione" La medaglia di @UmbertoI non è una copia fatta dal Dott Bovi... ma mi piace pensarlo. ? Non lo sapremo mai2 punti
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E' quello che ipotizzavo anche io nel post #13 quindi stiamo concludendo che con una medaglia originale si sono ricavate delle matrici e usate per pressofusioni ? Almeno abbiamo risolto il mistero, grazie ragazzi2 punti
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Da queste nuove foto del taglio, credo sia stata ottenuta per fusione da stampi di un originale.2 punti
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Allora intanto ringrazio tutti quelli che sono intervenuti! grazie del vostro tempo e per le vostre valide disamine, provo a rispondere a tutti con ordine: Ciao Alberto, puoi essere più preciso? è difficile ci siano delle iniziali perchè questa medaglia è non attribuita a nessun incisore proprio per l'assenza di firme, indicaci il particolare che ha catturato la tua attenzione, nel frattempo grazie Buonasera Luca e grazie anche a te per essere intervenuto, non ho avuto modo di vedere la medaglia de visu (è nelle mani di mio fratello) che possa essere una coniazione postuma lo escludo perchè la cosa che ci fa titubare più di tutte è l'aspetto butterato, se fosse stata coniata si presenterebbe in maniera diversa, a meno che non abbia subito qualche processo di danneggiamento tramite uso di acidi. Per quanto riguarda la frattura essa come fa notare il grande Rocco ha vari stadi di avanzamento quindi può presentarsi più o meno ampia, se era questo l'aspetto a cui facevi riferimento. Tutto ciò detto, propenderei più per una pressofusione moderna a scopo di truffa. Ovviamente caro Rocco sei sempre oltre le aspettative, ti faccio i complimenti per la tua ex medaglia veramente un bellissimo esemplare, niente a che vedere con il nostro ! Ti ringrazio anche per tutte le ricerche che hai fatto, per quanto riguarda il peso è tra i 34 e i 35 grammi, mentre per quanto riguarda gli assi ti faccio sapere appena mio fratello mi risponde ? Per il taglio effettivamente è molto strano... ma non ci sembrano due lamine incollate2 punti
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A proposito dei dazi mi è venuto in mente un episodio carino. Nel 1431 il Sultano dell'Egitto pensò bene di aumentare tutti i dazi per le merci. I Veneziani per un anno non comprarono nulla dall'Egitto e nel 1433 tutti i dazi tornarono al livello precedente... Questo per dire come erano i Veneziani nel medioevo... Tosti. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Ciao @UmbertoI, ho avuto questa bella medaglia del 1811 di Murat.... Purtroppo mi son rimaste solo le foto. Anche il mio esemplare riportava la lesione del conio al rovescio. Riporto quanto scritto dal Siciliano: " Questa Medaglia fu istituita come premio per una Fiera Campionaria annuale che si tenne a Napoli dal 1809 al 1813; È probabile che solo 50 Medaglie d'argento furono consegnate come Premio agli espositori. Gli esemplari di bronzo vennero distribuiti solo a titolo d'incoraggiamento. " Ho fatto una piccola ricerca sul Catalogo d'asta della Christie's del 30 Aprile 1992 Una esemplare in argento ( lotto 84) di grande rarità, e il lotto successivo : un esemplare in bronzo, Nessun riferimento al peso. L'esemplare in bronzo ha un leggero accenno di lesione in quel punto. Altra ricerca sul Varesi UTRIUSQUE SICILIAE, 18 Aprile 2007 parte seconda, Le Medaglie. Lotto 147, Medaglia in argento con appiccagnolo, In nota veniva riportato che secondo il Siciliano e il Ratto, di questo esemplare ne vennero coniati solo 9 esemplari e altri 52 senza appiccagnolo, sempre in argento. Peso 48,8 grammi, diametro 43,5 mm Qui la lesione è all'inizio. Le foto della mia ex Medaglia2 punti
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sono due discussioni che stanno avvenendo in contemporanea. Diciamo che una completa l'altra, anche perchè molte monete erano accettate o imitate in tutta l'area. Ci voleva una discussione cosi. Bravo Artur2 punti
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Spero che sia anche educativo da un punto di vista sanitario: una valutazione più corretta di quanti accessi al PS potrebbero essere evitati, quante visite ed esami potrebbero essere effettuati in tempestiche molto più lunghe.... E parlo da un punto di vista sia del prescrittore che dell'utente: evitare accertamenti inutli che intasano laboratori e radiologia ed evitare di pretendere che il proprio medico di famiglia prescriva il controllo del colesterolo ogni 2 mesi.2 punti
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Buongiorno e buona domenica a tutti, posto il mio grano, taglio rigato obliquo.2 punti
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Patriarcato di Aquileia Ottobono de' Razzi (1302-1315) Denaro (1312-1315) Argento Peso: 1,05 g Diametro: 21 mm D/ (rosetta) OTOBO - NVS (globetto) PA (globetto), il Patriarca seduto sul faldistorio con pastorale e libro con stella R/ (globetto) A - QVILE - GENSI - S, scudo partito con aquila nella parte superiore e stemma del Patriarca in quella inferiore Rif.: Passera-Zub 151; CNI VI, 5; Bernardi 35 Questa è la seconda emissione di Ottobono. Al dritto c'è la consueta rappresentazione del Patriarca. Al rovescio uno scudo partito accantonato dalla legenda. La cesura della legenda del rovescio può essere un globetto, come in questo caso, una croce o una stella. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Una moneta @Hyperion estremamente rara (forse solo 2 esemplari noti) dal V sec. A.C. in Cipro. Se rapportata agli alberi che sta abbattendo, la figura nuda al centro del campo del diritto, forse un dio, si potrebbe a buona ragione definire "titanica" .2 punti
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Medaglia N° 12 anno di emissione 1978 Lato A - ERA VALIENTE Y LE TRIBUTARON TODOS LOS PUEBLOS Lato B - QUICAB . COMO EL RAYO QUE DA EN LA PIEDRA2 punti
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6 - Il secondo Rajah, Charles Johnson Brooke: Non certo dotato del carisma naturale e del fascino da avventuriero dello zio, nondimeno Charles Brooke fu quello che si può definire un ottimo amministratore, egli infatti, durante il suo lungo regno (1868-1917), riuscì a stabilizzare l'intera regione ed a portare il regno di Sarawak alla massima estensione territoriale. Continuò nell'attività di contrasto contro la schiavitù, la pirateria ed i cacciatori di teste che proliferavano nell'area e contestualmente si adoperò per promuovere i commerci e le infrastrutture pubbliche, specie nella capitale Kuching, contribuendo ad una rapida crescita dell'economia locale. Charles, nel 1870, edificò a Kuching anche il palazzo reale, denominato Astana, come dono di nozze per la moglie Margaret Alice Lili de Windt, che ebbe anch'essa un ruolo importante nel nuovo regno, componendone persino l'inno nazionale - "Gone Forth Beyond the Sea" - nel 1872. Il nuovo Rajah era un convinto sostenitore della necessità di avere un maggiore sostegno dalla Gran Bretagna e, come avevamo anticipato, nel 1888 ottenne il protettorato britannico, dopo che analoghe richieste, nel 1869 e nel 1879, erano state rifiutate. In questo modo, la Gran Bretagna, oltre a coadiuvarne la politica estera, si sarebbe occupata anche della protezione militare di Sarawak, unitamente ai Rangers, già istituiti nel 1862 durante il regno dello zio James. Nel 1905, Sarawak, inglobando dei nuovi territori dal Brunei, raggiunse la sua massima estensione territoriale, più che raddoppiando i territori originari. (Charles Johnson Brooke, secondo Rajah di Sarawak) (Veduta frontale del Palazzo Reale di Kuching, denominato Astana)2 punti
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Le monete sono molto belle, ma più che delle emissioni in edizione limitata per collezionisti sembrano delle idee creative per fare cassa. Aggiungo anche che il Canada è stata la prima nazione ad emettere una moneta colorata per la circolazione ordinaria (l'esemplare della foto è stato reperito in circolazione)2 punti
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Stando a Jacques Le Goff in "Lo sterco del diavolo; il denaro nel Medioevo", deriva dal risentimento nei confronti degli ebrei nel periodo del medioevo in cui ai cristiani era vietato fare prestiti ad interesse, in quanto all'epoca ritenuti forme di sfruttamento dei bisognosi, mentre gli ebrei non avevano nessun divieto simile. Probabilmente è proprio da lì che deriva il mito degli ebrei strozzini tanto caro a comunnazisti e ultranazionalisti vari.2 punti
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Dal punto di vista tecnico direi che un conio per medaglie del 1800 difficilmente arruginisca, si potrebbe al più ossidare ma non tanto da inficiarne la bontà a questo livello, il minimo a cui posso pensare è un acciaio trattato superficialmente, credo sia una ipotesi da scartare quest'ultima, a te sembra buona solo malconcia? Gli assi sono perfettamente alla francese ?, mio fratello dice anche che potrebbero anche essere due lamine?, vedendo le foto però direi che il corpo è unico quindi direi che questo mi fa ancor di più propendere per una pressofusione in cui la pressione fluidodinamica abbia disassato gli stampi e prodotto quel bordo tanto strano1 punto
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Provo a fare un esempio prendendo spunto dai dazi applicati ai mercanti veneziani al tempo del Sultanato di Rum....immedesimandomi nella storia del tempo. Tutti i mercanti in transito/entrata nel Paese pagavano un tributo sulle merci dirette verso l'estremo Oriente; al ritorno, le carovane pagavano un nuovo tributo, questa volta sulle merci che dall'estremo Oriente erano dirette verso Venezia; questo è il motivo per cui in un post precedente ho sostenuto che la posizione geografica mediorientale era favorita, rispetto a Venezia, dal doppio transito di mercanti e merci, quindi con un moltiplicatore elevato di flussi di cassa (prova a pensare al film "Non ci resta che piangere di Benigni e Troisi.....chi siete, dove andate....un Fiorino... ?). Converrai con me che questo era fonte di elevate entrate tributarie, che il "Governo" incassava e destinava al sostentamento dello "Stato", quindi al mantenimento dell'esercito, alla fortificazione delle città, alla vita amministrativa, ecc...Ma non tutte le "stagioni economiche" erano uguali; inverni rigidi, pestilenze, guerre influenzavano i flussi mercantili e, conseguentemente, anche il gettito tributario ad essi correlato. Ecco quindi che uno "Governo oculato" (e quelli Arabi di allora lo erano) nelle annate favorevoli provvedevano a "tesaurizzare" quanto più possibile, magari anche in eccesso e non necessariamente il FDC, proprio perchè le annualità "difficili" con riduzione del gettito sarebbero poi arrivate, mentre i costi dello "Stato" sarebbero rimasti quasi invariati. L'opinione che rappresento, quindi, attiene alla possibilità che tra i periodi in cui i Sultanati mediorientali hanno "tesaurizzato" abbondanti quantità di argento (in primis Grossi di ottima qualità) non poteva essere costante, bensì concentrata su alcuni annualità e - forse - uno di questi periodi ha interessato intensamente il Grosso del Dandolo. Opinione la mia ma, torno a dire, ma che potrebbe benissimo essere andata così. Paolo1 punto
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Buonasera, i simboli riportati sotto al taglio del collo del Re potrebbero essere i contrassegni degli allievi che aiutavano gli incisori nella produzione delle monete, non esistono documenti che ne confermano l'ipotesi ma considerando che il 17 marzo 1829,sotto Francesco I di Borbone, fu istituito il Gabinetto d'incisione, dove gli allievi potevano imparare l'arte incisoria, si potrebbe auspicare la paternità a determinati allievi di determinate monete...1 punto
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Infine, il banchetto sacro. Queste monete sono l’unico caso di rievocazione dell’importante magistratura dei septemviri Epulones, preposta a preparare il banchetto per i simulacri degli dei (denominato lectisternium) in sue solenni occasioni, i Giochi Romani e i Giochi Plebei. La scena qui riprodotta è appunto uno di tali banchetti; la figura dietro la tavola potrebbe essere l’epulo che apparecchia (ovvero Lucius, se è corretta l'interpretazione di Grueber e Harlan) oppure uno dei simulacri degli dei convenuti al pasto.1 punto
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Quindi emesso da Ezzelino III da Romano con l'autorizzazione di Federico II di Svevia no ?1 punto
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Ciao,hai ragione sono buoni spesa e non banconote poco importa in questo momento per effettuare acquisti di viveri dalle famiglie che sono in difficolta'. Comunque quando usiamo bancomat o carte di credito lo stesso non usiamo banconote o monete ma qualcosa che ci permette di pagare.1 punto
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Buon pomeriggio e buona Domenica delle Palme. Posto mia monetina. 10 Franchi 1978 Africa Centrale Credo valga almeno 1€ in Ciotola Saluti Alberto1 punto
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Regno d'Italia Ottone I - Ottone II (962-983) Zecca Verona Denaro Argento D/ OTTO INPERATOR, croce in cerchio R/ VE // RO, ai lati N - A, croce in cerchio Rif.: CNI VI, 13 Il denaro a bordo rialzato dei primi Ottoni pesa circa 1,30 grammi e ha 21 millimetri di diametro. Sul dritto la legenda è incisa a mano sul conio e sul rovescio ha un andamento molto curioso. Si potrebbe dire che la legenda del rovescio va letta come il segno della croce: in alto, in basso, a sinistra e a destra. Il bordo è largo e alto. Interessante è il confronto con il contemporaneo denaro dei primi Ottoni della zecca di Venezia che è possibile vedere nella discussione ''Collezionare monete di Venezia'' nella sezione di competenza. Arka Diligite iustitiam1 punto
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salve , anche io mi sono posto a lungo la domanda del perche vi fosse questa grande diversita del busto di roma sul dritto dei denari repubblicani fino a quando é poi stato sostituito da soggetti diversi. io credo che non fosse per la difficolta di reperire incisori di talento, una citta come roma di quel periodo in piena ascesa credo avesse tra gli artigiani migliori in circolazione, ma credo che questa variabilita fosse voluta, forse per rendere le singole emissioni riconoscibili anche al dritto. il rovescio di questi denari rappresenta spesso scene in movimento e quindi difficilmente riconoscibile all'occhio umano anche con grandi variabili, quindi facilmente falsificabile, mentre l'espressione di un volto femminile per noi é riconoscibile con un semplice colpo d'occhio, per questo secondo me vi é stato questo continuo cambiamento dei tratti di roma e quindi la necessita di caratterizzare ogni volta il volto.1 punto
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In effetti le fattezze fanno pensare ad una moneta più datata, non erano curate abbastanza. Questa per esempio è una moneta che gli somiglia molto, è stata prodotta sino al 1881 ma sembra di qualche secolo prima. https://en.numista.com/catalogue/pieces34559.html1 punto
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Sei stato criticato soprattutto per la tua poca educazione e la tua risposta da conferma sul tipo di persona che sei.1 punto
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Se vuoi avere i passaggi storici delle monete dei Savoia esiste - limitatamente a quelle con ritratto ( che pero’ sono spesso le piu rare e pregiate e per il periodo 1450-1800 - la pubblicazione di Ravegnani Morosini che riporta per le monete con ritratto di tutti i duchi inpassaggi in asta da fine 1800 al 1980, citando il catalogo d’asta, lotto, prezzo realizzato e conservazione. Questo sia per le tipologie principali che per le varianti piu’ rilevanti.1 punto
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Basta che non si sfori nel ridicolo e nell'eccesso (come è prassi italiota da sempre) Spero però che questo Coronavirus ripristini certe vecchie buone pratiche ormai spesso ignorate. Una tra tutta evitare i tavoli ammassati nemmeno a mezzo metro uno dall'altro come succede in moltissimi bar, ristoranti e pizzerie per fare più coperti possibili: talvolta è come se si fosse in un'unica grande tavolata ma con gente sconosciuta che starnutisce, tossisce e fa di tutto. Saluti Simone1 punto
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Per vostra info https://www.cronacanumismatica.com/il-coronavirus-impone-lo-stop-anche-ai-2-euro-di-grecia/1 punto
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la moneta è molto usurata e soprattutto è stata maltrattata e spatinata .. d'accordo che è un pezzo di storia, ma credo che ti convenga tenere i 10 euro e spendere qualcosa in piu' per acquistare materiale migliore1 punto
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Ciao Savoiardo Ringrazio per l'identificazione, sempre gentilissimo e disponibile, grazie. Domini1 punto
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Visto che si è in argomento segnalo che, tra le varie RIN che l'ottimo @rongom sta digitalizzando per la gioia di noi lettori chiusi in casa, nel volume del 1975 (da pag. 167) c'è un interessante articolo di Donald Queller proprio sui grossi di Enrico Dandolo. Non l'ho ancora letto interamente e di sicuro sarà considerato "antiquato" o comunque già ben conosciuto, ma mi piace comunque segnalarvelo qui.1 punto
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Non è detto Gionata, perchè quelli che io suppongo tesaurizzati sarebbero poi divenuti nuovi dirham; quindi potevano essere FDC o BB, non cambiava nulla, se ci pensi. Quelli che noi troviamo in circolazione ora sono generalmente dei BB, e quasi mai dei FDC, ma sono quelli rimasti, non quelli tesaurizzati. Di sicuro erano di un buon fino d'argento, e avrebbero ben ripagato l'operazione di fusione con un nominale inferiore ed un guadagno complessivo post operazione.1 punto
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@apollonia Molto interessante. E' un argomento su cui so veramente poco. Ho trovato molto utile la spiegazione tecnica sulla formazione delle patine, anche mastico poco di chimica. Per mia utilità, provo a semplificare. Se ho ben capito, per le monete di rame, il primo passaggio è la formazione di ossido rameoso da cui, per ulteriore ossidazione si arriva a ossido rameico (tenorite), responsabile, insieme a residui di vario tipo, a quelle che vengono definite "patine deserto". Poi, a seconda di varie interazioni con CO2 dell'aria e umidità (aria/acqua) e con altri composti (tipo zolfo) si possono avere tutte le altre patine che hai descritto. E' corretto? Questo tuo post potrebbe essere un utile commento a questa discussione: Dove @domenico.mura chiede delucidazioni su una moneta e su un tipo particolare di patina e dove @Xenon97 chiede informazioni sulle patine sulle monete d'argento. Magari sarebbe utile se potessi aggiungere qualcosa anche tu. Ti ringrazio per il contributo, davvero curato. Buona serata da Stilicho1 punto
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Non ricordo in quale discussione sulla patina dell’argento mi è stato chiesto se potevo dire qualcosa di “chimico” anche sulla patina del rame. Ho pensato di riprendere questa discussione sul mio secondo sesterzio per farlo. Il rame è l’elemento chimico di numero atomico 29 e la configurazione elettronica dell’atomo di rame con la distribuzione dei 29 elettroni attorno al nucleo centrale (sede di 29 protoni in modo che l’atomo risulta elettricamente neutro) è illustrata in figura. Gli atomi del metallo sono disposti in maniera ordinata nello spazio tridimensionale a formare una struttura cristallina che nel caso del rame è cubica con facce centrate. Il legame che unisce gli atomi viene chiamato legame metallico, che si può definire come un legame delocalizzato di natura elettrostatica che si instaura tra gli elettroni di valenza e gli ioni positivi metallici, con gli elettroni delocalizzati su un orbitale esteso a tutto il metallo e liberi di muoversi. Questo modello porta a raffigurare il cristallo metallico come formato da ioni positivi fissati nelle posizioni reticolari e tenuti insieme da un “mare” di elettroni fluttuanti, la cui libertà di movimento conferisce al metallo le caratteristiche di conducibilità elettrica e termica. Nel caso del rame entrambe le proprietà sono elevatissime, superate solo da quelle dell’argento. Anche la duttilità e la malleabilità del rame e dei metalli in genere sono associate a questo tipo di legame. Il rame è un metallo di un tipico colore rosato o rossastro caratteristico, detto appunto “rosso rame”, perché, grazie alla sua struttura elettronica a bande, quando è illuminato dalla luce bianca è in grado di assorbire una parte dello spettro della luce visibile e di riflettere la parte rimanente che, componendosi del rosso e dell’arancione, appare appunto di questo colore. Per quanto concerne gli stati o numeri di ossidazione del rame, i due più comuni del rame sono +1 (ione rameoso Cu+) e +2 (ione rameico Cu2+). Il primo passo nello sviluppo di una patina per reazione del rame con l’ambiente circostante è la combinazione del metallo con l’ossigeno atmosferico all’aria umida (all’aria secca il metallo è stabile), con formazione di ossido rameoso Cu2O (cuprite) di colore rosso bruno (Equazione 1). Equazione 1 4 Cu + O2→ 2 Cu2O Si noti che la possibilità di ossidazione del rame da parte dell’ossigeno atmosferico è dovuta al potenziale standard della coppia elettrochimica Cu2++ 2 e– → Cu che a 25 °C vale 0,337 V, inferiore a quello della semireazione di riduzione dell’ossigeno O2 (g) + 2 H2O + 4 e- → 4 OH– che vale 0,40 V. Per questo gli elettroni alla superficie di rame vengono catturati dall'ossigeno atmosferico disciolto nel velo di umidità condensata secondo l’ultima reazione. Solo i metalli che hanno potenziale di riduzione > 0,40 V resistono alla ossidazione da parte dell’ossigeno dell’aria in condizioni standard e quindi, mentre il rame (0,34 V) si ossida, nelle stesse condizioni l’argento (0,80 V) resiste e l’oro (1,5 V) è il metallo più difficile da ossidare e si trova in natura solo allo stato metallico. L’ossido rameoso che si forma nell’Equazione 1 si presenta fisicamente come uno strato superficiale molto resistente, ben ancorato al metallo sottostante che viene così protetto dall’ossidazione (passivazione). Ciò non toglie tuttavia che l’ossido rameoso possa subire trasformazioni chimiche come l’ulteriore ossidazione ad ossido rameico CuO, di colore grigio nero, costituente il minerale tenorite, secondo l’Equazione 2. Equazione 2 2 Cu2O + O2→ 4 CuO Notare che se l’aria contiene tracce di zolfo, dovuto ad esempio dalla combustione di combustibili fossili, si forma anche il solfuro di rame nero (CuS) secondo l’Equazione 3. Equazione 3 Cu + S → CuS Nel corso degli anni, CuO e CuS reagiscono lentamente con l’anidride carbonica (CO2) dell’atmosfera e gli ioni idrossido (OH–) dell’acqua formando vari sali come Cu2CO3(OH)2 (Equazione 4), Cu3(CO3)2(OH)2 (equazione 5) e Cu4SO4(OH)6 (Equazione 6), i costituenti della patina di colore verde e verde azzurro. Equazione 4 2 CuO + CO2+ H2O → Cu2CO3(OH)2 carbonato basico di colore verde (malachite) Equazione 5 3 CuO + 2 CO2 + H2O → Cu3(CO3)2(OH)2 carbonato basico di colore azzurro (azzurrite) Equazione 6 4 CuO + SO3 + 3 H2O → Cu4SO4(OH)6 solfato basico di colore verde azzurrino (brochantite) L’umidità e la concentrazione degli elementi nell’aria (composti dello zolfo, cloruri, ecc.) hanno un impatto significativo sulla velocità di sviluppo della patina, nonché sul rapporto relativo dei tre componenti.1 punto
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ed io proseguo con le immagini, in attesa di leggere i tuoi interessanti approfondimenti @vathek19841 punto
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Sono sempre interessanti le considerazioni e gli approfondimenti di Massenzio, l'utente, ancor di più se riguardano Massenzio, l'imperatore. Pur non intervenendo praticamente mai (preferisco leggervi), mi permetto di fare una precisazione sulle emissioni cartaginesi con Massenzio titolato come Cesare, benché credo sia noto a molti quello che scriverò. Nella prima emissione cartaginese a seguito della sua usurpazione, Massenzio è titolato nobilissimus Caesar (RIC VI, Cartagine, nn° 47-48a, 51...non cito la monografia del Drost perchè meno accessibile), mentre solo in quelle immediatamente successive fu riconosciuto princeps invictus, ovvero il titolo che assunse nei suoi primi mesi di regno. Tale anomalia è verosimilmente spiegabile con un ritardo delle comunicazioni in Africa, ove, in mancanza di precise informazioni, si era creduto ad un ritorno al potere di Massimiano, a cui fu infatti dapprima attribuito il rango di Augusto (RIC VI, Cartagine, nn° 46, 50), coadiuvato dal figlio elevato a Cesare. Quando poi si venne a conoscenza delle reali posizioni dei due, al vecchio Erculio fu restituito il titolo di senior Augustus (ovvero Augusto emerito), mentre a Massenzio quello di princeps invictus. Un riflesso di questo fraintendimento è riscontrabile anche in ambito epigrafico, come dimostrano due iscrizioni coeve rinvenute in un’area periferica della Numidia orientale (CIL VIII, n° 22346 e CIL VIII, n° 10229), le quali assegnano, rispettivamente, a Massenzio il titolo di Cesare e a Severo quello di Augusto. Probabile che in questa zona dell’Africa, ove i dispacci giunsero ancora più lacunosi, si fosse supposto come Massenzio fosse stato effettivamente ammesso all’interno del collegio tetrarchico e che egli, a sua volta, avesse riconosciuto l’autorità di Severo in Occidente. Più in generale, i dati numismatici ed epigrafici provenienti dalle provincie Africane e immediatamente successive alla prima tetrarchia, debbono essere accolte sempre con grande cautela poiché non di rado è stato evidenziato come sussistesse un’oggettiva difficoltà, in tale contesto geografico, nel restare adeguatamente aggiornati sulle titolature e sulle posizioni di potere dei vari sovrani che vi si avvicendarono, spesso rocambolescamente, nel giro di pochi anni. Gli esempi di titolature incongruenti in tal senso, oltre a quelle sopracitate per Massenzio e Massimiano, sono tantissimi.1 punto
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Grazie per avermi chiarito di che si tratta. Ho un Agnus Dei e mi fa piacere mandarvene una foto fronte-retro!1 punto
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...siccome non ci sono sigilli in cera lacca, per l'occasione l'ho smontato, misure dell'interno cm. 23x26. Lavorato con filigrana d'argento e ottone, ricordo che negli anni 50 sulle ossa dei santi erano legati i cartellini, l'atmosfera degli ultimi anni li ha fatti sparire. Precedentemente hanno resistito per 200 o 250 anni. cliccando sull'immagine si ingrandisce Domani fotografo gli AGNUS DEI1 punto
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