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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/18/20 in tutte le aree
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Questo è il denaro per Verona e Vicenza sempre di Agostino Barbarigo. Rif.: Zub-Luciani 30.1 Fu coniato per Verona e Vicenza anche il denaro del peso di circa 0,40 grammi e 13 millimetri di diametro. Sul dritto è rappresentato il doge in ginocchio con il vessillo e sul rovescio il busto di S.Marco. Il massaro ha le iniziali V - O. Anche questa moneta fu coniata da Leonardo Loredan per poi sparire definitamente. Arka Diligite iustitiam4 punti
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Mi convinco sempre di più che siano stati falsificati quasi tutti i nominali di ogni regnante e anche per ogni anno, prodotte con svariate leghe metalliche con qualsiasi tecnica o espediente possibile: Coniate, per fusione da calchi, suberate e addirittura originali a cui furono "segate" le facce e applicate su vile tondello! Chi colleziona per anno gli originali avrà da ricercare uno.... o due pezzi al massimo, chi colleziona i falsi d'epoca non ha certezze.... Per ogni anno dovrà aspettarsi per quel pezzo tecniche diverse, metalli diversi e falsario diverso. Poi ci sono i falsi ottenuti per coniazione che sono delle vere opere d'arte, ogni falsario ci metteva "la firma" come dico io.... Paragonato allo stile unico che ha ogni artista. C'era chi faceva sbagli di ortografia (Piastra 1798 con IER ), chi non riusciva a punzonare correttamente la N di PROVIDENTIA e PRINCIPIS nel taglio, chi non riusciva a riprodurre bene le torrette nello stemma del Portogallo, o il leone, insomma per me dei veri capolavori. Le prove di argentatura per i pezzi in lega di ottone? Erano dei veri provetti chimici.... Chi ci riusciva.... Aveva più possibilità di non essere scoperto. Considero molto rari quei pochi pezzi giunti a noi con l'argentatura integra o che ricopre la maggior parte del tondello. Il peso.... Altra croce dei falsari.... Sopratutto per i pezzi in argento, non si avvicinavano mai al peso corretto, per questo molte Piastre furono "copiate" da esemplari con i rilievi usurati, per giustificare il peso calante. Moltissimi falsi riportano nel campo o sul bordo dei segni di lima o dei graffi di coltello per controllarne il metallo sottostante, altri ancora dei segni di morsi nel campo.... ho una Piastra 1834 con ancora nei solchi i pezzetti di dente! Altri furono presi addirittura a martellate! Non era una bella cosa essere stati truffati di una Piastra! In quel caso la moneta riportava tutto lo sfogo di chi era stato fregato. Molte furono anche le monete in rame di grosso modulo, sopratutto i 10 Tornesi : Tanti del 1798 ottenuti per fusione, del 1819 per coniazione, del 1825 e tantissimi per Ferdinando II, questi esemplari circolarono molto anche se falsi... Perché le monete in rame venivano comunque dal popolo accettate al valore nominale. Poi ci sono i falsi d'epoca (quelli ottenuti per fusione) che riportano i segni al bordo di una fusione venuta male, con vistosi esuberi di metallo. In conclusione, Chi colleziona i falsi d'epoca Napoletani non si annoiera' mai e non finirà mai. ? Scusate se mi sono dilungato... Un caro saluto a tutti ROCCO.4 punti
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Buongiorno, posto il seguente esemplare bronzeo a scopo didattico e... ludico per i neofiti, invitando soprattutto questi ad intervenire senza troppe remore o timori reverenziali. Provateci, buttatevi, non mancherò di darvi, al caso, suggerimenti. Non si vince niente , non sentitevi sotto esame, il fine è quello di dare un'occasione per distrarsi un po', al caso imparare qualcosa di nuovo e di dare visibilità ad un esemplare di buon significato storico... DATI: Diametro: 24 mm Peso: 7.83 g Materiale: rame Buona indagine!!! Illyricum3 punti
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Grazie dell'intervento @azaad---come scrivi non è facile valutare il rame del periodo...io un po' di pezzi li ho in collezione, ma ancora oggi tentenno e chiedo l'aiuto del forum per valutare...quello che citi tu è un 5 gran magnifico, venduto da Cavaliere e giudicato qfdc...anche se onestamente vista la moneta il fdc ci starebbe tutto....io ho questa in collezione presa l'anno scorso che si avvicina alla moneta da te citata, ma anche li' come giudicarla? io nel cartellino ho scritto spl/fdc...eccola3 punti
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Ciao Jaconico. Ecco un esempio di come si può costruire una collezione, interessante e piacevole, al di là dei "ma quanto vale?" , "quanto costa ?" e senza dover acquistare - come per troppo tempo è accaduto - francobolli e monete vendute sotto vuoto - protetti come se fossero reliquie sacre - , robaccia sulla quale oggi non vale nemmeno la pena di chiedersi "quanto vale ?" perché nessuno la vuole e la compra. Ti sei dato un obiettivo, hai definito i criteri della ricerca che ritieni più giusti, ora avrai il grande piacere di mettere assieme uno dopo l'altro tante banconote che ad una ad una andranno a riempire la tua raccolta. Il "piacere della ricerca" : un elemento basilare, stimolante, indispensabile per ogni collezionista. Durante questa ricerca magari ti potrà capitare di sostituire una banconota con un'altra dello stesso Stato ma in migliori condizioni, oppure se ti sembrerà più bella, più significativa. Mi piacerebbe sapere come procederà nel tempo : e sono certo che ti darà delle soddisfazioni, a prescindere dal suo ipotetico controvalore commerciale, visto che la raccolta l'hai iniziata per te. Un saluto cordiale. @jaconico3 punti
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Giusto un mese fa iniziava questa discussione. Da allora 180 risposte e 2500 visite sono il risultato del lavoro fatto con tutti voi. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che spero continueranno a farlo. Arka Diligite iustitiam3 punti
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Ho da tempo intrapreso anche una collezione particolare. 1 banconota per ogni stato del mondo. Sono classificate per continenti per essere più facili da consultare. Devo e dovrò dunque avere a che fare anche con tanti stati che di fatto non esistono più. Per ora ne ho 4. • 500 escudos Mozambico 1976 “repubblica popolare del Mozambico” 1975-1990. •1 Rupia 1991 “Regno del Nepal” 1768-2008. •10 Dinara 1968 “Jugoslavia” 1929-2003. •10 Reichsmark 1929 “Repubblica Di Weimar” 1919-1933. Sono curioso di vedere anche le vostre banconote di stati non più esistenti ?2 punti
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Buongiorno a tutti. Volevo condividere con voi il mio primo acquisto, per il mio compleanno. È stato fatto poche ore prima del lockdown per il Coronavirus e quindi la spedizione è avvenuta giustamente ed ovviamente con un mese di ritardo (grazie, Tinia Numismatica!). È una moneta comune, ma mi ha dato subito delle belle sensazioni, e l'ho acquistata. È dotata di certificato. Dati: Denario di Adriano (RIC 83) Materiale: Argento Diritto: IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, busto laureato e drappeggiato. Rovescio: P M TR P COS III - Felicitas con caduceo e cornucopia Coniazione: dal 119 al 125 dC Peso: 3,45 gr. Diametro: 18 mm Sto preparando un book di schede con tutte le monete che erano state ereditate ed ora posso finalmente aggiungere questa. VI allego un paio di foto.2 punti
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Segnalo questa novità bibliografica della Basilicata University Press Alessandro Di Muro, La terra, il mercante e il sovrano Uno spaccato dell'Italia longobarda dell'VIII secolo. In particolare segnalo il Cap. II dal titolo Mercanti, moneta e società2 punti
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Ciao a tutti. Desidero condividere con tutti voi una delle monete preferite della mia collezione: il raro giulio di Giulio II coniato a Bologna con conii attribuite a Francesco Raibolini chiamato Francia. Secondo Vasari (di cui non ci si può fidare in ogni dettaglio): Ma quello che gli dilettò sopra modo, fu il fare i conii per le medaglie, i quali da nessuno meglio che dal Francia furono fatti ne' tempi suoi, come apparisce ancora in alcune medaglie fatte da lui naturalissime della testa di Papa Iulio II che stettono a paragone di quelle di Caradosso. Oltra che fece le medaglie del Signor Giovanni Bentivogli che par vivo e d'infiniti principi, i quali nel passaggio di Bologna si fermavano, et egli faceva le medaglie ritratte in cera, e poi finite le madri de' conii, le mandava loro; di che, oltra la immortalità della fama, trasse ancora presenti grandissimi. Tenne continuamente mentre che e' visse la Zecca di Bologna; e fece le stampe di tutti i conii per quella, nel tempo che i Bentivogli reggevano; e poi che se n'andorono, ancora mentre che visse Papa Iulio, come ne rendono chiarezza le monete che il papa gittò nella entrata sua, dove era da una banda la sua testa naturale, e da l'altra queste lettere: Bononia per Iulium a tyranno liberata. E fu talmente tenuto eccellente in questo mestiero, che durò a far le stampe delle monete fino a 'l tempo di Papa Leone; e tanto sono in pregio le 'npronte de' conii suoi, che chi ne ha le stima assai, né per danari se ne possono avere.2 punti
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salve a tutti. sto lavorando all'aggiornamento del catalogo della "zecca di Fano" e mi piacerebbe raccogliere foto di monete di questa zecca per verificarne la rarità effettiva e la loro apparizione nel mercato numismatico. inizierei dal bajocco di Sisto V Ne ho visti tre in tutta la mia vita e tutti apparivano essere in rame piuttosto che in mistura come da bibliografia e come dovrebbero essere. Anche lo spessore appariva maggiore di quello delle baiocchelle del periodo. Se qualcuno di voi ha delle foto e dei passaggi in asta mi piacerebbe riceverli. Grazie a tutti e ciao william2 punti
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è vero, forse ho esagerato nel voler evidenziare le motivazioni.. ad ogni modo le correzioni da fare restano tante, tenendo anche conto del livello raggiunto dagli ultimi volumi della serie. Mi viene in mente per esempio la revisione e classificazione dei grossi da 6 denari o quella dei denari ; il grosso IQDP ( MIR 14 ) la Petachina ( MIR 17 ) e Medaglia ( MIR 20 ) che sono da spostare alla fase dei Dogi a Vita così come probabilmente altri nominali; l'ordinazione dei Quartari necessita anch'essa di essere rivista.. il grosso e genovino di Simon Boccanegra con numerale Primus sono molto probabilmente da spostare alla prima fase del suo secondo dogato ; ed inoltre ci sono numerose tipologie inedite, specialmente di denari minuti, da aggiungere . Certamente verrebbe fuori un bellissimo volume , se serve una mano basta chiedere ...2 punti
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Zecca di Aquileia Ottobono dè Razzi ( 1302 - 1315 ) Denaro - ag. - gr. 0,98 cat. Bern. 34 Prov. Numism. " Eugubium"- Gubbio ( PG )2 punti
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Questa la versione più "romantica"... che fa alzare spesso la valutazione. In realtà da qualche tempo si è fatta strada una altra versione che si basa sul fatto che: la contromarca è troppo diffusa e copre un areale molto vasto esistono esemplari in cui la contromarca VAR è stata applicata sopra la contromarca TIB o TIBAVG Inoltre esiste una lettura di VAR come "Vncia Aurei Reponere" legata ad un valore facciale piu' alto attribuito agli assi così contromarcati. Sarebbero quindi una moneta di necessità creata con punzonatura per uso tra le truppe in periodo di scarsità di circolante di valore piu' elevato, da scambiare in seguito e quando possibile con il valore facciale attribuitogli. Quale sia la versione corretta (e SE lo sono queste), a mio avviso un esemplare interssante. Ciao Illyricum2 punti
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E il probabile falso con cerchietti grandi a confronto. Remember @Arka A proposito foto fatta da Arthur.2 punti
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Fagiolino ragiona se 15 anni fa avessi comprato oro con dollari che erano molto forti adesso lo avresti rivenduto in euro ( che intanto aveva recuperato sul dollaro). questo giochino sarebbe stato ancora meglio con i franchi svizzeri: nel 2006 l’oro quotava 20.000 $ per kg e 1$ = 1.25 CHF Oggi - 2020 - l’oro quota 52.000 CHF / kg ovvero 54.000 $|kg e 1$ = 0.97 CHF In pratica se avessi acquistato con $ nel 2006 e rivenduto oggi in franchi avrei ottenuto un vsntaggio aggiuntivo di cambio visto che il franco di e’ rivalutato molto verso il dollaro2 punti
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L'ultimo denaro di Raimondo ha le chiavi e le torri. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Francesco Foscari ( 1423 - 1457 ) Denaro Piccolo per Verona e Vicenza Met. Mist. gr. 0,252 punti
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Patriarcato di Aquileia Raimondo della Torre (1273-1299) Denaro (1273-1277) Argento D/ (globetto) RAIMO - NDV' PA (globetto), il Patriarca seduto sul faldistorio con libro e croce patriarcale R/ (globetto) AQVILE - GENSIS (globetto), torre merlata Rif.: Passera-Zub 95; CNI VI, 19; Bernardi 27 Dopo un interregno durato quattro annia Gregorio succede Raimondo della Torre, membro della potente famiglia milanese. Il suo primo denaro al dritto rappresenta il Patriarca in modo tradizionale e sul rovescio lo stemma di famiglia, una torre merlata. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Di sotto alcune delicate patine "rainbow" o "arc-enciel". Sono effimere ... e nello specifico non destinate ai collezionisti. C'è chi ne ha fatto una filosofia e chi un mercato. Per i dollari Morgan esiste un sito molto istruttivo https://www.monstertonedmorgans.com/: l'unica cosa che condivido nel nome del sito è il termine mostruoso, ambivalente anche in italiano, e che non avverto nell'accezione fantozziana di "clamoroso" ma solo di "terrificante". La spiegazione di come si formerebbe la patina (2^ foto) è molto approssimativa ma serve a dare un alone scientifico al tutto (... questi americani ...). Ora per me la patina è un plusvalore legato alla "garanzia" che la moneta è rimasta a lungo a riposo, rispettata . Queste patine mi sembrano così tenui che non possono avere che qualche anno di vita al più, e non denotano nulla se non, per qualcuno, il piacere di una bolla di sapone.2 punti
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Didracma coniata sotto il regno di Kanishka I 127.152 d.C. Puoi trovarla in questa pagina: http://www.coinindia.com/galleries-kanishka.html2 punti
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Nuova entrata in Collezione : Piastra 1788 Lettera P. sotto il busto.2 punti
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Buongiorno Amici, condivido questo piccolo assieme di tarí, spero di fare cosa gradita. Tanti auguri2 punti
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Buonasera a tutti, Vi presento con molto piacere un altro nominale mancante nella mia piccola collezione di falsi d'epoca Napoletani: Ferdinando I Piastra 1818 testa piccola, realizzato per fusione con leghe di ottone. Le foto sono del venditore.2 punti
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Prendendo spunto dall'idea dell'amico Mirko, apriamo anche qui un post per il primo approccio con l'identificazione di una moneta antica. Prendiamo come esempio le monete della Roma Imperiale. INDICE (link all'argomento): Reg. 1 - Riconoscimento dell'Imperatore dall'analisi del Dritto Reg. 1 - Lista dei nomi degli Imperatori Reg. 2 - Lettura della legenda Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla A alla C) Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla D alla G) Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla H alla L) >Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla M alla O) >Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla P alla S) >Reg. 3 - Interpretare le Abbreviazioni che compongono le Legende (Dalla T alla X) Reg. 4 - Datazione di una moneta della Roma Imperiale >Reg. 4 - Elenco delle date di prima attribuzione delle Tribunicia Potestas Reg. 5 - Come identificare la Zecca di Origine delle monete romane >Reg. 5 - Mappa della dislocazione di tutte le zecche sul territorio dell'impero Regola 1 - Riconoscimento dell'Imperatore dall'analisi del Dritto Vai alla Lista degli Imperatori Per prima cosa occorre analizzare il ritratto che normalmente troviamo sul dritto della moneta, confrontandolo con quelli che possiamo trovare su una comune tavola iconografica.Ovviamente i ritratti di uno stesso imperatore possono variare, sebbene per piccoli particolari come le ciocche dei capelli o le barbe più o meno ricce ecc., ma sono comunque sempre molto somiglianti fra loro.L'analisi risulterà più semplice per l'alto e medio impero, più arduo per il basso impero dove le fisionomie finirono per essere molto più stilizzate e di conseguenza risultano a noi più confondibili.Se non siamo ancora ben allenati sulle varie fisionomie degli imperatori potremo provare a leggere la legenda del dritto per avere qualche indizio in più (Vedi Regola 2 ).Leggere una legenda può non sempre risultare immediato in quanto per poter far stare tutto nel campo della moneta, era necessario spesso abbreviare in più punti.Ovviamente questa è la mia analisi basata sulla mia esperienza, dunque chi avesse aggiunte da fare a quanto detto è il benvenuto!1 punto
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Buona giornata a tutti, volevo chiederVi, cortesemente, esaminando questa moneta, se il valore CINQUE è privo o meno del gambo che compone la lettere Q; di altri esemplari così non ne ho avuto modo di vederli. Grazie.1 punto
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Buonasera a tutti. Con piacere condivido l'ultimo arrivato...e con questo siamo al sesto tondello da 5 grana che ho in collezione! Credo di aver sviluppato na forma di dipendenza per la monetazione in rame di Ferdinando III . Se poi li trovo pure ben conservati, li piglio al volo!! Tondelli che differiscono molto sul peso...in collezione ho tondelli che vanno dai 13,3 grammi a salire fino a quasi 17 grammi...questo sta nel mezzo...14,99 grammi. Variante questa che vi posto con Al Dritto: il punto dopo la data "1815." e la legenda schiacciata, "ETHIER" tutto attaccato senza spaziatura Al Rovescio il punto dopo B. di Beninati che chiude anche la legenda "PVBLICA." Eccola:1 punto
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Cari amici, questa area de La Moneta dedicata al nostro circolo (il CCNM) è stata creata diversi anni fa, ma sinora ha avuto scarsa frequentazione ed utilizzazione. C'erano altri strumenti, si preferiva vedersi al circolo e parlare, oppure scambiarsi qualche email. Ora però la situazione è radicalmente mutata: siamo costretti in casa,e chissà per quanto tempo; se vogliamo interagire anche in gruppo, questo è lo strumento migliore, e il più agile. Ho appena mandato una email a tutti i soci del CCNM ma anche agli amici ed alle persone che hanno frequentato, più o meno, le nostre conferenze in via Terraggio e le altre iniziative, esortandoli ad iscriversi a La Moneta e ad entrare poi in questa "area circoli". Ognuno potrà poi proporre argomenti di discussione: iniziative da intraprendere, argomenti da approfondire, libri da leggere, ecc. Attenderei qualche giorno, poi sarà il caso di iniziare fattivamente. Arrivederci QUI!1 punto
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Ciao a tutti, sto valtando di fare una offerta per questo denario di Augusto. A me sembra bello però guardandolo mi sembra "troppo liscio". I bordi sul volto sono netti ma non ci sono i segni di espansione del metallo. Nn sò, ho qualche dubbio anche se la moneta mi sembra molto bella. Grazie a tutti per le opinioni che vorrete darmi. Levin1 punto
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Complimenti anche da parte mia. Giudico la moneta BB+/BB ...ottimo acquisto.1 punto
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Grazie Ero stupito dal fatto che quotano l’utilizzo di Helios fosse stato utilizzato per un solo anno durante il regno prima di essere sostituito da mythra. E non capivo come potesse non avere una certa rarità (quelle poche che ho visto son valutate davvero poco); le altre (nel bel link che mi hai condiviso), vedo invece che benché molto più quotate sono molto più diffuse.1 punto
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Bellissimo esemplare @Illyricum65 molto importante. Tra l’altro è da sottolineare come l’esemplare in sè non è che sia messo male, mostra consunzione dovuta alla circolazione. C’è chi dice che ciò che avvenne cambiò il destino del mondo.1 punto
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Qualche anno fa (giugnio 2017) un commerciante lucano di mia conoscenza si ritrovò un lotto di banconote venezuelane di questo tipo (dal 20 al 500 bolivares) e, ricordo, chiedeva prezzi allucinanti (2-300 euro), in particolare per i 500 bolivares. Ho in collezione qualche pezzo venezuelano ma, francamente, niente di rilevante... non ritenevo che biglietti del Venezuela potessero meritare una spesa del genere. Il mio scetticismo venne puntualmente smentito: a settembre, ritrovai il commerciante e mi disse di aver venduto praticamente tutto, a prezzi ancora più alti, ad alcuni collezionisti specializzati nel Venezuela. Ricordo che, alla fine, mi dette un pezzo da 20 bolivares a pochi euro perché era l'ultimo che gli rimaneva e, da quel che potetti verificare, valse la spesa. Ciò che fa la differenza è, però, la data. Ciò premesso, da una rapida ricerca in rete ho visto che i "tuoi" biglietti, con quelle date e con quella conservazione, non hanno certo prezzi elevati: una quarantina di euro per il 500, 15/20 per il 100.1 punto
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in attesa della risposta di Alberto... se ne era già parlato in un'altra discussione: il punto era che alcune parti , per esempio nella zecca di Genova, alla luce di recenti studi le classificazioni di diverse monete andrebbero completamente stravolte .. una ristampa sarebbe quindi un testo già vecchio in partenza.1 punto
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Nikita ha già risposto adeguatamente, ma mi permetto di integrare la risposta. Innanzitutto non esiste un testo di riferimento per la monetazione contemporanea della Svizzera. Negli anni sono riuscito a trovare solo due manualetti che sono solo dei prezzari o poco più. Il Krause è più dettagliato ma non cataloga le eventuali Varianti che per il 1931 sono parecchie. Il contorno reca la scritta in rilievo. Ufficialmente sono identificati 2 Tipi: Tipo I o normale appunto: *** DOMINUS l PROVIDEBIT l ********** Tipo II ( più rara ) : *** DOMINUS l ********** PROVIDEBIT Poi la cosa si complica perchè il Krause scrive che nel Tipo I le lettere possono iniziare a ore 6 ed a ore 2 mentre nel Tipo II a ore 6 ed in pochi esemplari a ore 10 ( vedi sotto ? Nel link postato da Nikita il contorno presenta altre varianti, rispetto al Krause. Bisogna inoltre segnalare altre Varianti -1931 - che non ho mai visto catalogate: 1- La moneta che ho postato che manca del segno di zecca ( B ) 2- La moneta che presenta i bracci della croce più corti e stretti ( vista dal sottoscritto in una collezione privata ) 3- La moneta che presenta un ritratto di Gugliemo Tell molto "evanescente" come il 5 Franchi 1923 Per quanto riguarda la prima è nella raccolta di famiglia dagli anni '60, fu data a mio padre da una persona autorevole che la considerava Rara ma non Rarissima essendo ( secondo lui ) il primo lotto coniato dopo il cambiamento di peso e diametro del 5 Franchi. Naturalmente molti anni fa la portai a periziare ad un certo numero di Esperti, ma sorsero dei problemi, in quanto tale monetazione è poco collezionata, veri Esperti in Italia sono pochi: qualcuno la considerava artefatta ( B abraso ) -ma guardata al microscopio non si nota niente-, altri mi dissero che ne avevano già viste altre e così via. Il dubbio resta e mi ricorda quello del 10 Cent. 1866 senza segno di zecca che molti hanno ( anche il sottoscritto ), qualcuno è sicuramente originale, ma nessuno è disposto a fare una perizia. Ciao Scusate la lunghezza, Beppe1 punto
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Zecca di Aquileia Filippo D'Alecon ( 1381 - 1387 ) Denaro ag. gr. 0,70 cat. Ber. 60 prov. Ex " Numism. Eugenio Fornoni " Verona1 punto
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Conosco bene Gorizia (ci andavo un paio di volte la settimana per lavoro fino al 2004, quando sparì il confine doganale) e mi farebbe molto piacere se riuscisse a diventare capitale per un anno. Forza Nova Gorica! Arka Diligite iustitiam1 punto
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Ottimo BB, forse in mano bb+ per questa moneta, moneta in condizioni elevatissime per la tipologia. Complimenti per l'acquisizione. Monete di questo tipo in questa conservazione sono già di difficile reperibilità.1 punto
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@Alberto Varesi Se mi posso permettere.... in questa nuova edizione per Mantova ricordati di correggere l'errore sulle rarità sul mezzo ducatone col Beato Luigi di Carlo I Gonzaga-Nevers: nelle due precedenti edizioni erano state invertite le rarità tra la variante "normale" con legenda lunga e stemma più elaborato (meno rara) e la ben più rara variante con lo stemma di tipo vecchio e legenda più corta: https://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-MNO/171 punto
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Visto che è passato oltre un anno dall'ultima moneta postata, vediamo se vi siete dimenticati di questa fantastica discussione. Nazione: Slovacchia Taglio: 2 euro commemorativi Anno: 2013 Tiratura : 1.000.000 Autore : Miroslav Hric Descrizione moneta: Al centro della moneta i fratelli Costantino e Metodio insieme con la doppia croce sopra tre colline. Al di sopra ad arco la scritta “"KONŠTANTÍN METOD”; in basso ad arco la scritta "SLOVENSKO ● 863 ● 2013". A sinistra le iniziali dell’autore Miroslav Hric “mh”; a destra il simbolo della Zecca di Kremnica “MK” (Mincovňa Kremnica). Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. Tema : Emessa il 5 luglio 2013 per commemorare il 1150° anniversario della missione di Costantino e Metodio nella Grande Moravia BIOGRAFIA: Le poche notizie scritte relative ai due santi provengono principalmente da due "Vite" scritte in antico slavo ecclesiastico. Data la scarsità di fonti, grande è il numero di leggende fiorite intorno alle figure di Cirillo e Metodio. I due fratelli nacquero a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia). Erano figli di Leone, drungario della città, dunque governatore militare del thema di Tessalonica. La città a quell'epoca contava una forte presenza slava. I fratelli Cirillo e Metodio acquisirono così dimestichezza con la lingua dei popoli migrati da nord-est. Cirillo era il più giovane di sette fratelli e fu battezzato con il nome di Costantino (prese il nome di Cirillo poco prima della sua morte). Già in giovane età Costantino sembrava desideroso di dedicarsi al conseguimento della sapienza. Egli si trasferì presto a Costantinopoli per perfezionare gli studi di teologia e filosofia. Nella capitale Costantino venne consacrato prete, entrando a far parte del clero della basilica di Santa Sofia. A Costantinopoli conobbe anche Fozio, uomo di cultura e politico di spicco, che divenne suo precettore. La curiosità di Costantino dimostrava il suo eclettismo: coltivò infatti nozioni di astronomia, geometria, retorica e musica. Soprattutto nel campo della linguistica Cirillo diede prova del suo genio: oltre allo slavo e al greco, parlava correntemente anche il siriaco, l'arabo e l'ebraico. Assieme a Fozio viaggiò in Oriente per importanti incarichi diplomatici. Durante un viaggio in Crimea Costantino avrebbe rinvenuto le reliquie di papa Clemente I, lì esiliato e morto nell'anno 97. Nella stessa missione Costantino trovò anche un Vangelo e un salterio. Divenuto Fozio patriarca di Costantinopoli nell'858 per volontà dell'imperatrice Teodora, la Chiesa bizantina cercò di contrastare l'espansionismo della Chiesa latina e dei Franchi presso gli Slavi. Costantino venne dunque inviato assieme al fratello Metodio a evangelizzare la Pannonia. Quando il re della Grande Moravia, Rastislav, chiese all'imperatore di Bisanzio di inviare missionari, la scelta ricadde ancora una volta su di loro. Costantino dunque si recò nel regno di Rastislav e incominciò a tradurre brani dal Vangelo di Giovanni inventando un nuovo alfabeto, detto glagolitico (da глагол glagol che significa verbo). Probabilmente già da anni stava elaborando un alfabeto per la lingua slava. Dal Vangelo di Giovanni venne tradotta una serie di passi scelti che entrò a far parte dell'Aprakos. Nel regno di Rastislav entrarono in contrasto con il clero tedesco che rivendicava quel dominio, essendo stato evangelizzato dalla missione di Salisburgo. Sull'onda del crescente scontro tra Chiesa d'Oriente e d'Occidente per il controllo dei nuovi fedeli moravi, nell'867 Costantino e Metodio vennero convocati a Roma per discutere con papa Niccolò I dell'uso culturale della lingua slava. A Roma i due fratelli trovarono una buona accoglienza. Portarono al pontefice in dono le reliquie di papa Clemente I, morto in Crimea nel 97 e venerato come santo. Niccolò I consacrò prete Metodio e approvò la traduzione della Bibbia in slavo, a patto che la lettura dei brani fosse preceduta dagli stessi passi espressi in latino. A Roma Costantino si ammalò e assunse l'abito monastico, prendendo il nome di Cirillo. Quando morì, venne inumato presso la basilica di San Clemente. Trafugati i suoi resti mortali, vennero successivamente in parte ritrovati e nuovamente inumati sempre presso la basilica di San Clemente. Metodio ritornò in Moravia. In un altro viaggio a Roma venne nominato vescovo e assegnato alla sede di Sirmio (oggi Sremska Mitrovica). Intanto in Pannonia a Rastislav successe il nipote, Svatopluk I, favorevole alla presenza tedesca che circondava il regno. Iniziò così la persecuzione dei discepoli di Cirillo e Metodio, visti come portatori di un'eresia. Metodio stesso fu incarcerato per due anni in Baviera. Nell'885 anche Metodio morì; i suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi riuscì a fuggire in Bulgaria occidentale (oggi Repubblica di Macedonia del Nord) e in Dalmazia. I santi Cirillo e Metodio sono considerati patroni di tutti i popoli slavi; nell'ambito della Chiesa cattolica sono molto venerati in Slovenia, Slovacchia, in Croazia, Repubblica Ceca e Repubblica di Macedonia del Nord. Nel 1980 papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica del 31 dicembre 1980 Egregiae virtutis li elevò a compatroni dell'Europa, assieme a san Benedetto da Norcia. Nell'Enciclica Slavorum Apostoli Giovanni Paolo II afferma che "Cirillo e Metodio sono come gli anelli di congiunzione, o come un ponte spirituale tra la tradizione occidentale e quella orientale, che confluiscono entrambe nell'unica grande Tradizione della Chiesa Universale. Essi sono per noi i campioni ed insieme i patroni dello sforzo ecumenico delle Chiese sorelle d'Oriente e d'Occidente, per ritrovare mediante il dialogo e la preghiera l'unità visibile nella comunione perfetta e totale". La Chiesa Cattolica fa oggi memoria comune dei due santi il 14 febbraio[1], ma in passato essi sono stati festeggiati anche in altre date. La Chiesa Ortodossa festeggia il 14 febbraio solo Cirillo, mentre Metodio è commemorato il 6 aprile; i due santi sono inoltre ricordati insieme l'11 maggio e il 17 luglio.[2] Anglicani e luterani ricordano entrambi i santi il 14 febbraio, con qualche eccezione.[2] ALFABETO: L'alfabeto cirillico deriva in massima parte dall'alfabeto glagolitico, che era usato nel IX secolo nei paesi di origine slava. Alcuni caratteri di quest'alfabeto sono le variazioni del greco di Bisanzio. Questi ultimi rappresentano suoni che iniziarono ad esistere partendo dal greco medievale in poi. Diversamente da come potrebbe far pensare il nome, l'alfabeto cirillico non è in realtà da attribuirsi a Cirillo, bensì a qualcuno dei suoi seguaci. Al contrario, le origini dell'alfabeto da cui esso ha avuto origine in massima parte (quello glagolitico) sono quasi certamente attribuibili a Cirillo e Metodio. Un'ipotesi abbastanza diffusa attribuisce la paternità dell'alfabeto cirillico a Clemente di Ocrida, un discepolo di Cirillo e Metodio, ma si ritiene più probabile che l'alfabeto sia stato creato e sviluppato alla Scuola letteraria di Preslav nella Bulgaria nord-orientale, dove sono state ritrovate le più antiche iscrizioni in cirillico, datate all'incirca 940. Quest'ipotesi viene supportata dal fatto che l'alfabeto cirillico aveva soppiantato il glagolitico nel nord-est bulgaro già alla fine del X secolo, mentre alla Scuola letteraria di Ocrida, dove operò Clemente, si continuò ad usare il glagolitico fino al XII secolo. Tra le ragioni per cui il glagolitico fu rimpiazzato dal cirillico c'era la maggiore facilità d'uso del secondo e la sua vicinanza all'alfabeto greco, più conosciuto nel Primo impero bulgaro. Un'altra teoria sostiene che sia stato Cirillo a creare l'alfabeto che porta il suo nome, e che addirittura questo abbia preceduto il glagolitico, essendo un passaggio di transizione tra il greco ed il glagolitico corsivo, ma questa teoria non trova supporto nel mondo scientifico. Anche se Cirillo quasi certamente non è l'autore dell'alfabeto cirillico, i suoi contributi al glagolitico ed al cirillico vengono ormai riconosciuti, e l'alfabeto ne porta il nome. L'alfabeto venne diffuso insieme con l'antico slavo ecclesiastico, e l'alfabeto usato per la lingua clericale ortodossa si avvicina ancora al cirillico arcaico. Comunque, nei dieci secoli successivi alla sua creazione l'alfabeto cirillico si è adattato alla lingua parlata, ha sviluppato varianti per adattarsi alle caratteristiche delle lingue nazionali ed è stato soggetto a riforme accademiche e decreti politici. Al giorno d'oggi svariate lingue nell'Europa orientale ed in Asia utilizzano il cirillico come alfabeto ufficiale. La cattedrale: La struttura esistente nasce come chiesa cattolica romana dedicata a san Carlo Borromeo ed edificata tra il 1730 e il 1736 da Kilian Ignaz Dientzenhofer e Pavel Ignác Bayer. La chiesa era originariamente parte della vicina casa per sacerdoti in pensione, trasformata in caserma nell'anno 1783. Il 29 settembre 1935 la chiesa fu solennemente consacrata ai santi Cirillo e Metodio e divenne la sede della chiesa ortodossa a Praga. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, i componenti della squadra che realizzò l'operazione Anthropoid nella quale fu assassinato il gerarca nazista Reinhard Heydrich trovarono rifugio nella cripta della cattedrale. La cattedrale fu presa d'assalto dalle truppe naziste il 18 giugno 1942. Dopo un feroce scontro a fuoco, i patrioti si suicidarono per evitare la cattura. La cripta ospita un museo dedicato all'evento.[1]1 punto
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Taglio: 2 euro Nazione: Monaco Anno: 2019 Tiratura: 1.195.119 Città: Biella Condizioni: SPL1 punto
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Orribile Litre originali di petra sono molto rare e di tutt’altro aspetto. Nac ne ha esitata una certamente originale e bellissima in una vendita importante di bronzi di pochi anni fa1 punto
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Ciao, per me la moneta è autentica. Dalle ultime foto si vede bene al D/ anche il dettaglio della stanghetta corta della L di Romagnoli e inoltre la M della data in basso sul fascio al R/ é intera e non "tagliata" dal bordo come accade negli esemplari falsi. L'aspetto generale potrebbe essere la conseguenza di una pulizia maldestra, ma per me si tratta di un esemplare autentico. Michele1 punto
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Buonasera a tutti ...un pezzo commemorativo conosciuto, raro sopratutto in alte conservazioni.Forse in una conservazione leggermente superiore avresti colto i profili dei due sovrani e del rovescio il profilo del bambino, come anche le sigle e la legenda in esergo, illeggibili nel pezzo postato. Posto il mio per confronto.1 punto
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Ti mostro a titolo di confronto alcuni miei esemplari di diverse tipologie a confronto. Se hai bisogno di qualche dritta non hai che da chiedere e ti sarà dato.1 punto
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