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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/12/20 in tutte le aree
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il convegno e' regolarmente confermato, sono proprio ora in contatto telefonico con la instancabile organizzatrice Alga rossi che mi chiede di condividere anche il programma. inserisco ulteriori info: Puntuale come sempre, anche quest'anno il convegno filatelico numismatico di Riccione, giunto alla 70° edizione, si terrà regolarmente, nonostante le problematiche dovute alla pandemia di Covid-19. Il luogo e' quello usuale, grazie al forte accordo con il Comune cittadino: IL PALAZZO DEL TURISMO, nei giorni 3-4-5 SETTEMBRE 2020. Questa 70° Edizione prevede un ricchissimo programma che troverete in allegato in foto e anche nel gruppo di Numismatica Riminese; in particolare segnalo l'emissione della medaglia del 70° curata da Loredana Pancotto. Il convegno sarà curato al solito nei minimi particolari, anche e soprattutto nella sicurezza di tutti i partecipanti ed espositori. Saranno adottate misure di prim'ordine MAI utilizzate prima in un convegno Numismatico in Europa, frutto della vulcanica mente dell'instancabile organizzatrice Alga Rossi e di un mio modesto suggerimento: - All'ingresso sarà posizionato un dispositivo di Screening termico per la verifica istantanea della temperatura corporea - Tutti gli espositori saranno dotati di un Kit di DPI (dispositivi di protezione individuali), con Visiera in Plexiglas anti-contagio e Guanti di protezione monouso per i clienti, per poter maneggiare le monete in tutta sicurezza - All'ingresso di ogni sala sarà posizionata una colonnina di distribuzione di Gel igienizzante. BUON CONVEGNO A TUTTI !5 punti
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Buongiorno, Bella vetrina, complimenti a tutti. saluti4 punti
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Buonasera a tutti, posto la mia unica moneta d'oro del Regno. 20 Lire 1862 Vittorio Emanuele II Sono molto soddisfatto della moneta e devo dire che anche come è venuta la foto non mi disturba, l'oro non è semplice da fotografare, soprattutto con il cellulare. Saluti Alberto3 punti
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Finalmente ecco il bozzetto del primo 2€ Vaticano, dedicato al 100° anniversario della nascita di Giovanni Paolo II Veramente bella, non vedo l'ora di averla https://www.numismatica-visual.es/2020/05/el-papa-juan-pablo-ii-en-2-euros-conmemorativos-2020/3 punti
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Buongiorno a tutti, @sandokan, devo dirti che le sto rivedendo con piacere, il Covid tra le cose negative ha fatto emergere un qualcosa di buono per ognuno, per carità era meglio il non verificarsi di questa pandemia, ma nessuno poteva opporsi, se non cercando di fare come abbiamo fatto. Quindi il maggior tempo passato a casa, ci ha permesso di coltivare le nostre passioni, e rispolverarne delle vecchie. Anche io con piacere ho riesumato l'album con le schede telefoniche che avevo raccolto anni fa, e ho colto l'occasione della discussione di @lenor per mostrarle.. ? E continuerò a farlo, state tranquilli non ne ho tantissime.. ? Saluti Alberto3 punti
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Visto che abbiamo ripreso i ducati, ecco un esemplare di Pietro Gradenigo (1289-1311). Peso 3,54 g, diametro 20 mm, rif.: Zub-Luciani 122.2; CNI VII, 3 (questo esemplare citato). Proveniente dalla collezione De Lazara. Arka Diligite iustitiam3 punti
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Se non fosse stato per Lenor che ha aperto questa discussione e per Litra68 che ha mostrato la foto della prima Scheda, l'ultimo dei miei pensieri sarebbe stato quello di tirare giù dall'ultimo ripiano di una libreria la mia raccolta di schede telefoniche, dove erano state confinate da anni e del tutto dimenticate. Rivederle è stato un piacere : non solo non sono pentito di avere iniziato allora quella raccolta senza spenderci praticamente un soldo, visto che le schede le usavo per l'uso per cui erano state predisposte, e poi perché non sono affatto banali e, al di là del mio piacere per la grafica, sono una vera e propria testimonianza di quegli anni, da tanti punti di vista : una frammentaria ma efficacia Storia della Società di quel periodo e se a qualcuno capiterà tra mezzo secolo di aprire uno di quegli Album, penso ne riporterà un certo interesse, per cui ringrazio coloro che hanno mostrato alcuni esemplari delle loro raccolte. Ricordo che da subito mi sembrò una follia quella di coloro che acquistavano ogni nuova emissione, che DOVEVA essere integra e dunque mai usata per il suo scopo, con un investimento di danaro che presto si rivelò uno sciupio folle, dato che rapidamente sono passate nel dimenticatoio. Non solo, ma visto il successo ne furono emesse tantissime a scopo speculativo, proprio per andare incontro ai desiderata dei collezionisti (come avvenne in quegli anni per francobolli e monete di nuova emissione) ; veniva a mancare il gusto della ricerca, dello scambio, della emozione di trovare magari per terra o dentro ad una cabina un esemplare mancante.......e così rapidamente anche questo tipo di raccolta di materiale prodotto e venduto proprio per questo tipo di collezionisti perse rapidamente di interesse. Peccato ! Con l'occasione mostro altre due tessere straniere : la prima l'acquistai a Budapest, le seconda me la portò mia figlia dalla Grecia.3 punti
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Buonasera, questa è la mia moneta da 2 grani. Mi pare non presenti nessuna variante. La conservazione la ritengo ottima, peccato solo per quella piccola ribattitura sul muso di Pegaso. Avrei da farvi una domanda, come può essere possibile una doppia battitura solo in un piccolo particolare della moneta mentre il resto della stessa non presenta alcun minimo segno di ribattitura? Cosa può essere accaduto?3 punti
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La legenda al rovescio, RE FRUMENTARIA RESTITUTA ("Ristabilita la coltura del grano"), ricorda le agevolazioni che questo pontefice concesse per la campagna romana. Questa moneta e anche l'analoga estremamente rara quadrupla, ricordano infatti tanto la diminuzione di un paolo che Alessandro VIII concesse per la macinatura di ciascun rubbio di grano, quanto il permesso che venne concesso agli agricoltori di esercitare il commercio del grano stesso. Questo è l'esemplare della mia collezione. Michele3 punti
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A questo punto perchè non approfittarne per riprendere l'attività? Sempre a livello "non agonistico", aggiungendo qualche pezzo interessante ogni tanto. Oggi non si possono più trovare schede per la strada, ma le si può comprare a prezzi bassi visto che ce ne sono molte con meno interesse di prima, e poi c'è tutto il resto mondo. E soprattutto c'è l'aspetto tecnologico, che ai tempi d'oro della cartofilia veniva spesso ignorato o sottovalutato (anche da me): leggendo qua e là ho scoperto cose davvero interessanti, che hanno riacceso il mio interesse mai completamente sopito per le schede, facendomele vedere da un'angolatura da cui prima le consideravo poco. In questo mi aiuta anche il fatto che uno dei miei hobby è l'elettronica d'epoca. ____________________________________________ Ecco una scheda di tipo poco noto, una delle ultime che che trovai in giro.2 punti
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1935 Regno d'Italia - Biglietto di Stato da 10 Lire Emissione 1935 XIII Grassi - Collari - Rosi Bernardini2 punti
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Buona serata Certamente il termine “Trono” per identificare la Lira è stato usato, nel comune parlare, ben oltre il periodo nel quale correva effettivamente, anche quando ormai era stato sostituito dalla Lira Mocenigo. Rammentandoti che la Lira equivaleva a 20 Soldi, ti enumero qualche "costo" estrapolato dal "Saggio sui prezzi" del Cecchetti relativo al valore di alcune vettovaglie dopo la metà del XV secolo: 1 libbra di carne di bove, soldi 2 e 3 di vitello; 1 paio di polli piccoli, soldi 13; 1 gallina, soldi 12; 1 cappone, soldi 18; 2 gallinacce, soldi 10; 2 pernici, soldi 19; 10 libbre di storione, soldi 18; 1 carro di legna, soldi 34 e piccoli 6 posso anche (traendola dal Molmenti) darti una curiosa nota presente in un testamento del 1509 dove un certo Falier ha enumerato la spesa quotidiana per un certo periodo di tempo. E' molto singolare e denota quanta frugalità esisteva accanto allo splendore di cospicui personaggi.... Adi 2 zugno sabado per pesse, soldi 4 per ovi e erbe, soldi 3 per charne per 2 zorni, soldi 8 Adi 6 zugno, merchore per charne de manzo, soldi 4 per fasinele (fascine) n. 15 fresche per soldi 5 per pesse per disnar et ovi per zena in tutto, soldi 5 Adi 9 zugno sabado quarte 3 1/2 di tela padovava per far conzar le mie mutande, soldi 6 Adi 12 zugno vezillia de misser Santo Antonio per pesse perchè per missier lo pariarcha fo comandato gran zuni (digiuno) per la guera spissi 3 pesse e fruti e bissi (anguille) in tutto, soldi 5 saluti Luciano2 punti
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Ciao @borbonik...io in collezione ho questo...in cui non sono evidenti i segni di ribattitura ma a guardar bene quei segnetti tra la D e III credo sia ribattuto pure lui. Un bel esempio di moneta da 2 grani in cui è evidente la ribattitura è questo, di cui però al momento,ho solo la foto del rovescio (che credo sia quello a cui ti riferivi)2 punti
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Ciao @Scipio,alla luce della foto del sito di Roma Numismatica e con una adeguata risoluzione, ho potuto osservare che il denario è assolutamente GENUINO. La foto da te postata al messaggio #19, dava una cattiva impressione . Pertanto il condizionale era d'oblico. Osservando il dritto, svaniscono i dubbi. Forse è sempre meglio un po di diffidenza. Allego alcuni dettagli che convalidano la genuinità. Grazie di questo utile confronto. Giovanni.2 punti
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Buongiorno a tutti, pubblico il mio penny sudafricano del 1935 (2.295.000 pezzi coniati). Ha circolato e si vede, ma é consumata in maniera uniforme, nel complesso dovrebbe trattarsi di un MB, che dite?2 punti
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La stazione di Milano Centrale era piena di telefoni pubblici. Poco prima che i cellulari prendessero definitivamente il sopravvento a quelli della SIP/Telecom si aggiunsero quelli della Infostrada e della Albacom: non ho mai avuto bisogno di telefonare da lì, ma ne approfittai per comprarmi questa scheda che ha sul retro solo delle scritte con le istuzioni per l'uso, e altre due della Infostrada che hanno tutte il frontale con questo schema e immagini sul retro2 punti
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questa è una moneta imitativa (di V secolo), la cui probabile origine è orientale e non occidentale. imita la serie "concordia" con crocetta centrale - Onorio e Arcadio in primis (per questo tipo di imitazioni), ma anche Teodosio II per il quale sono però maggiori le imitazioni delle crocette con rovescio anepigrafe cercare il prototipo di una così è un esercizio speculativo di fatto inutile... questa, per la cronaca, assomiglia a una Galla Placidia quanto la mia macchina famigliare assomiglia a una Lamborghini…. vi propongo un impietoso paragone….2 punti
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E visto che del Regno facevano parte pure le colonie...2 punti
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Buonasera a tutti, Intervengo su questo argomento perché un amico mi ha segnalato questa interessante discussione. Ho visto alcune di queste particolari dracme, prima dell'uscita in asta già menzionata, anche in alcuni convegni tra gennaio e febbraio (Modena e Bergamo). Dopodiché mi sono state offerte una ventina di questi pezzi, da un tizio che le aveva comprate a sua volta da un altro tizio che le vendeva a blocchi (!) da 20... Ho avuto la possibilità di esaminarli per alcuni giorni con le tecniche che la numismatica tradizionale ci da, ma ho anche avuto fatto eseguire delle analisi di fluorescenza a raggi X (ahimè pagandole a caro prezzo). Una analisi dei legami di conio evidenzia la presenza di 4 coni di Diritto e 4 coni di Rovescio, per un totale di 6 coppie di coni, esemplificate nell'immagine qui sotto. Si tratta di numeri veramente alti, considerato il campione piccolino... E confermo che ci sono intrecci strani, troppo strani, del tipo incrocio di coni tra monete a legenda Massa e monete a legenda Rikoi... Qualcosa di impossibile o perlomeno mai attestato in tesoretti, ritrovamenti o collezioni museali. Una cosa veramente anomala è poi l'orientazione degli assi. In tutte le 20 dracme che ho studiato l'orientamento è sempre a 12h o 1h, cosa che non è assolutamente attestata per nessuna tipologia di dracma padana, in quanto i coni erano usati liberi e pertanto davano origine agli orientamenti più disparati (non stiamo parlando di officine con un livello organizzativo paragonabile con quelle di alcune città stato greche, Marsiglia tanto per dirne una). Ci sarebbe poi da fare un lungo discorso sulle tipologie dei tondelli delle dracme Pirakos autentiche, che sono larghi, piatti e sottili (vedi Manerbio), cioè l'opposto di queste qui. Stesso discorso per le Rikoi. Un altro lungo discorso andrebbe fatto per lo stile... Le analisi XRF (eseguite su 2 monete) infine hanno segnalato una lega abbastanza pulita, costituita all'85% di Argento e per il resto di metalli non preziosi (rame e altro). Quello che colpisce è la presenza di tracce di Titanio, Manganese e Cadmio, veramente anomala, ma soprattutto l'assenza completa e totale di tracce di Oro e Piombo, che sono sempre presenti in tutte le leghe antiche. Insomma, sembra tanto una lega moderna e industriale Ag85:Cu15. Negli anni passati, quando ho lavorato in Università, ho studiato centinaia di esemplari di dracme (Manerbio incluso) con fluorescenza e altre tecniche composizionali, e posso dirvi che le 2 monete che ho analizzato recentemente non sono compatibili con le centinaia di dati in mio possesso (e pubblicati). Prima del disastro di Covid19 avevo iniziato a scrivere un articoletto, forse è il momento di riprenderlo in mano...2 punti
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Salve queste sono 3 dracme del nord Italia che sono passate in asta qualche mese fa, e che mi lasciano qualche dubbio : per il tipo di usura molto anomalo, troppo uniforme, lo stile della 2 e della 3 potrebbe andare, ma vedendole in foto mi danno l'impressione di fusioni molto levigate per togliere le protuberanze o le imperfezioni che ne svelerebbero la natura, di solito c'è molta differenza di usura tra il dritto ed il rovescio. ultimamente c'è un'invasione di queste dracme tutte con lo stesso metallo, usura e ossidazione. Io starei molto attento ad offrire su questi Lotti. Ditemi le vostre impressioni, dato che non avendole tra le mani è molto difficile farsi un'idea precisa.1 punto
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Vi voglio sottoporre questa curiosità. Curiosità perché Attardi nel suo "Varianti ed errrori nelle monete della Repubblica Italiana" a pag. 166 la classifica come "errore di conio" e Montenegro (catalogo 2015, pag. 218) la inserisce come "variante". Curiosità perché entrambi classificano NC questo che pur essendo un "errore di conio" non pensavo potesse avere tale rilevanza da essere inserito in ben due cataloghi. Io, il mio lo trovato tra le doppie, ma cercando fra le ciotole del mecatino non sono riuscito a trovarne un altro in qualche centinaio d'esemplari. Qualcuno di voi ne è in possesso?1 punto
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Permettetemi di presentare qui un perfetto esempio di ricerca del "pelo sull'uovo". Ovvero come si possono ancora trovare piccoli inediti aguzzando la vista. Si tratta di un denaro arcivescovile di Ravenna del XIII secolo. La particolarità è data dal segno dello zecchiere inserito in legenda fra la croce e la lettera A: dovrebbe trattarsi di un semplice punto, come si trova comunemente. In questo caso però la forma del segno non è per nulla circolare, dalla foto sembra una piccola losanga o qualcosa del genere. Ma non potrebbe trattarsi di una semplice errore, un circoletto uscito male? No, perchè a ben guadare anche la lettera A ha una forma che non ha riscontri nei denari di Ravenna: le stanghette orizzontali sono due, microscopiche ma due! Anche altre caratteristiche la collocano "lontano" temporalmente dalle sorelle col puntino. Va quindi aggiunta una nuova casella all'elenco degli appalti della zecca. Insomma, una bella soddisfazione e la conferma che non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo (anche se si tratta solo di un puntino...)1 punto
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Innanzitutto volevo ringraziarvi per le preziosissime risposte che mi avete dato e gli altrettanto importantissimi consigli sulla sezione links. Con queste informazioni sto cercando di ampliare la mia conoscenza numismatica, ma mi nasce subito un problema con la seguente moneta: https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/58482/aurelian-270-275-sestertius-28mm-/ L'ho acquistata pensando che fosse un sesterzio, ma dalle mie ricerche (approssimative) mi par di capire che è un Asse. Voi cosa ne pensate? Grazie Giovanni1 punto
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Per identificare una moneta, devi considerarla nel suo complesso, dal peso al busto alle figure, alla legenda, la tua ha una legenda al rovescio quale SPQROPTIMOPRINCIPI. Che sia un dupondio, non ci sono dubbi1 punto
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Sperando di non avere annoiato, concludo questa breve escursione nella iconografia delle monete vaticane, scaturita dalla mia curiosità di approfondire il significato di quelle immagini raffigurate sulle monete , con una moneta da 1000 lire 2001, con la colomba della Pace. un saluto a tutti1 punto
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si lo possiedo. L'asta è del 29/04/20091 punto
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OK : mi offrirai uno spritz quando potremo accedere nuovamente ad un Bar ! Buona serata anche a te.1 punto
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Per curiosità sono andato a vedere il forum ''Ostraka'' citato in questa discussione. La maggior parte delle sezioni di questo forum non ha interventi da due anni e in quella di numismatica l'ultimo intervento risale al 2015. No comment. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Buongiorno, lancio una ipotesi, anche se la foto del R è indecifrabile. Potrebbe essere un obolo di Neapolis peuceta (Polignano a mare)? Al D la figura ricorda la testa di Cerere. Se così fosse al rovescio dovrebbe esserci una spiga di grano e la legenda NEAPO o NEAP... ma ripeto dalla foto non si distingue nulla. I dati pondrali sembrano avvicinarsi. Prenda il mio intervento solo come spunto d’indagine. Saluti.1 punto
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Presumo si tratti di una modifica sul conio o sul punzone, anche perché i due musi sembrano diversi.1 punto
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E' una bruttissima riproduzione moderna, basti vedere il bordo, i rilievi spenti, il colore. Di oro in questo tondello presumibilmente non c'è nemmeno un centigrammo.1 punto
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Non esageriamo! Ho ancora una buona memoria visiva ma è anche questione di casualità e di fortuna. Cordialmente, apollonia1 punto
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Ho iniziato da bambino nel 1967... ma i pezzi pregiati sono entrati in collezione negli ultimi 35 anni. Il lek "prova", ad es., lo presi ad un'asta Semenzato a Milano il 6 aprile 1989: allora le colonie erano poco ricercate e lo pagai l'equivalente di poco più di 130 € (diritti compresi). Anni dopo scoprii che era quello più raro dal bordo godronato.1 punto
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Buongiorno a tutti, contribuisco alle varianti con un doppio punto... FERD:III...1 punto
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Questa mattina ho ricevuto questo volumetto : Costanzo Gazzera Delle zecche e di alcune rare monete degli antichi marchesi di Ceva d'Incisa e del Carretto. Discorsi quattro Torino Stamperia Reale 18331 punto
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Buonasera, visto che si parla di ramini, posto anche il mio 53? Scusatemi come al solito per la qualità delle foto, io lo trovo delizioso, chiaramente sono di parte, assaiiii. ? Saluti Alberto1 punto
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Fra le anonime sono molto frequenti le gazzette e loro frazioni coniate per la Dalmazia e l'Albania e per le isole. Qui è illustrata la Gazzetta per la Dalmazia e l'Albania, che, per il peso intorno ai 7,80 g, fa parte della prima emissione. Rif.: Zub-Luciani 191. Arka Diligite iustitiam1 punto
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In realtà, come già discusso ampiamente, in Internet si trovano diverse risorse per approfondire la tematica UML. Ogni tanto si trovano in vendita anche documenti originali e tabelle riepilogative d'epoca riguardanti per esempio i cambi monetari tra le valute dell'UML e le valute degli altri paesi. Ho anche acquistato qualcosa del genere in passato ma in questi giorni non riuscirei a ritrovarlo tra le mie carte. Il libro BRÉVIAIRE DES MONNAIES DE L'UNION LATINE l'ho acquistato su qualche sito francese forse già 10 anni fa. Non ricordo dove però. Devo correggere il tiro di quanto scritto facendo un paio di premesse. Colleziono molte cose e ho risorse economiche limitate. Ciò vuol dire che Sono molto lento nella costituzione delle mie collezioni. Prendo solitamente monete comuni dal BB in giù senza disdegnare mancanze di metallo, schiacciature e appiccagnoli. Ovviamente quando raccolgo qualcosa non penso minimamente né a forme di investimento né a speranze di rivalutazione. Ho introdotto qualche pezzo in oro nelle mie collezioni solo da qualche anno (marenghi e sottomultipli), ma ancora non ne ho nella serie dell'UML. Dovrò andarci molto cauto nell'acquisto di oro. Tutto ciò, nell'ambito della collezione UML, si traduce nel seguente obiettivo: avere da qua a 30 anni una collezione tipologica fatta di pezzi che posso permettermi. So già che, se non vinco alla lotteria, per me saranno preclusi i pezzi da 50 o 100 unità (le 50 dracme di re Giorgio sono paragonabili alle nostre 50 lire del 1864). Ma anche il 5 rubli dello zar Alessandro III e gli spezzati in oro dei marenghi greci li vedrò con difficoltà, dal momento che non sono proprio abbordabili come i pezzi in oro con nominale da 5, 10 o 20 Franchi. Considerato dunque che acquisterò nei prossimi anni solo ciò che posso permettermi, mi limiterò comunque alle sole monete europee coniate nel periodo di esistenza dell'Unione. Per il momento dedico la mia attenzione ai paesi firmatari: Francia, Belgio, Svizzera e Grecia escludendo il Lussemburgo, il Lichtenstein, Monaco, San Marino, STATO pontificio e Creta dal momento che tali governi hanno accettato il sistema non come firmatari, ma per convergenza verso i singoli paesi di pertinenza. Sto escludendo dalla lista L'Italia semplicemente perché seguo già a parte la collezione del Regno. Col tempo credo però che includerò il resto dei paesi europei in qualche modo allineato alle direttive dell'UML: la Spagna che ha fallito per un colpo l'entrata nell' Unione, la Svezia col suo Carolino in oro economicamente abbordabile, Romania, Serbia e via discorrendo. È vero che l'UML non legiferava in tema di rame e biglione e mistura ecc ecc, ma nel corso dei decenni si è poi consolidato anche per la moneta fiduciaria l'impiego di moduli monetari uguali per alcuni dei paesi nominati, quindi, visto che costano poco, ho pianificato anche l'acquisto del rame. Non sempre però mi va bene. Racconto un aneddoto per finire. Qualche tempo fa ero alle prese con delle ciotole in un mercatino e trovo una moneta belga da 2 cent coniata durante il periodo di esistenza dell'Unione. La prendo! arrivato a casa, consulto LE BRÉVIAIRE e Con mio grande disappunto mi accorgo che trattasi di moneta non conforme agli standard ponderali dei centesimini di Vittorio, Napoleone e Giorgio. E vabbè, pazienza, ho sprecato 0,20 euro!1 punto
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Il primo rappresentante della gens è Lucius Coilius, legato nel 170-169. Comandante di legioni in Macedonia, fu aspramente criticato dai contemporanei per non essere riuscito a riconquistare la città di Uscana. Il secondo è Gaius Coilius Caldus. Era tribuno della plebe nel 107, quando l’esercito del console Lucius Cassius Longinus, figlio dell'omonimo soprannominato Ravilla, fu sconfitto dagli Helvezi Tigurini e il legato Gaius Popilius, avendo ereditato il comando supremo per la morte del console stesso, venne a patti con il nemico. Appena tornato nell'Urbe, Popilius fu accusato di alto tradimento da Caldus che, per essere sicuro di ottenere la sua condanna propose una lex tabellaria (è oggi nota come lex Cloelia tabellaria, anche se in effetti il promotore sin chiamava ancora Coilius, non Coelius) al fine di estendere a quel reato il voto segreto introdotto proprio da Ravilla nel 127. Fu eletto console nel 94 (unico della sua gens) e combattè valorosamente in Spagna Ulteriore, durante il consolato o subito dopo, da proconsole. Sappiamo poi che Gaius ebbe due figli, Gaius e Lucius. Infine, un Gaius Coelius Caldus (si noti che, nel frattempo, il nomen è mutato) fu questore nel 50 in Cilicia, sotto il governatorato di Cicerone, che lo nomina nel suo epistolario. Si discute se egli fosse il figlio del console, oppure suo nipote, e in questo secondo caso se foglie figlio di Gaius o di Lucius.1 punto
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tieni presente che la numerazione va letta almeno con le seguenti accortezze...... 1 - alcuni volumi, come ad esempio il 10, lo cito perché lo conosco meglio, hanno una numerazione DA 1 a N..... quindi anche se il volume include più regnanti, dire RIC X 452 - significa già identificare 1 preciso imperatore, perché il volume non riparte da 1 per ogni regnante.... 2 - alcuni volumi numerano per "zecca" , ad esempio il volume 7... quindi se leggi - RIC VII ticinum 2 - devi andarti a vedere chi è l'imperatore di riferimento, perché possono essere 2 o più tra i quali dover controllare 3 - altri, come il RIC I, includono vari imperatori, ognuno dei quali ha una sua numerazione da 1 a N….. quindi se dici RIC I numero 15, devi anche dire se Augusto, Tiberio o altro…. Ultima accortezza…ci sono volumi come il II (mi pare) che sono stati revisionati e corretti e rivisti e quindi esistono in versione vecchia e “nuova” con numerazioni diverse… me ne accorsi parlando di Domiziano (premetto che è un periodo che conosco poco e mi fecero notare questa doppia numerazione) I 10 volumi spesso in almeno una biblioteca di un capoluogo di provincia si trovano… valli a vedere e leggi le introduzioni… sono molto istruttive Spero un minimo di averti aiutato1 punto
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