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  1. Rex Neap

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/29/20 in tutte le aree

  1. Oggi ho investito un pò dei miei risparmi in cultura......li avevo già letti, ma averli in originale e tutti senza mai che li hanno sfogliati (come nuovi), è davvero una grande soddisfazione per me: Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano: 1- Anno XLIV – Genn./Dic. 1959 Giovanni Bovi; Le monete napoletane di Carlo II, nuovi studi e documenti. Domenico Priori; Il mezzo Carlino coniato per ricordare la visita di Ferdinando il Cattolico a Napoli. Nicola Vacca; Memorie metalliche salentine. Necrologie (Riccardo Filangieri e Pietro Oddo). Recensioni. 2- Anno XLVII – Genn./Dic. 1962 Domenico Priori; Le monete di Pallano e il luogo ove sorse la zecca. Pietro Ebner; Dei follari di Gisulfo I e della Schoia Salerni. Giovanni Bovi; Le medaglie degli Uomini Illustri. Roberto Volpes; Varianti e precisazioni su alcune medaglie siciliane. Necrologie (Luigi Giliberti). Recensioni. 3- Anno XLIX – Genn./Dic. 1964 Giovanni Bovi; Le monete di Napoli sotto Filippo II. Michele Pannuti; Le lettere R. C. sulle monete napoletane del 1790. Agnese Catemario di Quadri; Tre medaglie napoletane. Giusepe Nascia; Il pontificato di Giovanni XXIII nella medaglia ufficiale. Michele Pannuti; Ancora della rarità delle monete d’oro borboniche napoletane del XIX Secolo. Necrologie ( Ugo Fittipaldi e Federico Guerrini). 4- Anno L-LI – Genn. 1965/Dic. 1966 Giovanni Bovi; Le monete napoletane di Filippo IV e di Enrico di Lorena. Michele Pannuti; Le monete d’oro napoletane di Carlo e Ferdinando IV di Borbone. Agnese Catemario; Le pubbliche di Ferdinando IV di Borbone. Francesco Paolo Tinozzi; Su alcuni tipi di monete non conosciute di zecche degli Abruzzi. Roberto Volpes; LA fine del Regno di Sicilia e l’unificazione dei sistemi monetari borbonici nel 1816. Renato Gaudioso; Umberto ed Amedeo di Savoia in una medgalia napoletana. Necrologico (Giovannina Majer). 5- Anno LIII – Genn./Dic. 1968 Giovanni Bovi; Le monete di Napoli dal 1442 al 1516. Rodolfo Spahr; Una variante inedita della piastra napoletana del 1772. Michele Pannuti; Un inedito due grana di Ferdinando III di Borbone con leggenda. Agnese Catemario; La medaglia per il Principe Carlo Tito. Renato Gaudioso; Una medaglia inedita di Ferdinando IV di Borbone. Tommaso Siciliano; Il controvertista Abate di S. Fusciano. Necrologico (Michele Baranowsky. 6- Anno LV – Genn./Dic. 1970 Tommaso Siciliano; Carlo Spinelli di Seminara munifico ricostruttore di Palmi. Giovanni Bovi; Le medaglie per le allieve dei R. Educandati napoletani. Michele Pannuti; Gaeta 25 aprile 1806. Renato Gaudioso; Una medaglia siciliana di Ferdinando II. Agnese Catemario; Una stana moneta. Roberto Volpes; L’incoronazione e le prime monete del re Carlo di Borbone per la Sicilia. Necrologico (Eugenia Majorana). 7- Anno LVII – Genn./Dic. 1972 Giovanni Bovi; Le monete per i Reali Presidii. Michele Pannuti; Cinque monete napoletane poco conosciute. Agnese Catemario; Per il matrimonio del Duca di Parma. Salvatore Starace; Tommaso Gargallo Marchese di Castellentini. Mario Traina; Le monete battute a Bologna da Carlo V. Giovanni Bovi; Numismatica amena. Recensioni (La medaglia). 8- Anno LIX - LX – Genn./Dic. 1974-1975 Licio Quarantino; Sulla monetazione d’argento di Filippo IV negli anni 1647-1648. Michele Pannuti; Osservazioni su alcune monete aragonesi di Napoli. Giovanni Bovi; I 10 Tornesi di Francesco II e il Prestito di Gaeta. Agnese Catemario; Medaglia per la chiesa di S. Francesco. Roberto Volpes; La biblioteca numismatica di Vittorio Emanuele III. Necrologia ( Massimo Siciliano e Tommaso Siciliano). Recensioni. 9- Anno LXII – LXIII - Genn./Dic. 1977-1978 Giovanni Bovi; Il Grano. Giuseppe Ruotolo; Osservazioni per l’attribuzione dei Denari-Tornesi di Campobasso al Conte Nicola II di Monforte-Gambatesa. Roberto Volpes; Noie monetarie della Sicilia dei viceré. Michele Pannuti; Decifrazione della legenda su alcune monete da due cavalli di Filippo IV. Agnese Catemario; Medaglia per il matrimonio del Duca di Calabria. Roberto Volpes; Due medaglie dell’esposizione di Palermo (1891-1892). J. Adrien Blanchet; Medaglie Italiane. Riberto Volpes; La raccolta numismatica del Banco di Sicilia. Necrologie ( Michele Pannuti, Rodolfo Spahr e Giuseppe Nascia). Recensioni. 10- Anno LXVIII – LXXI - Genn.1983/Dic. 1986 Francesco Sernia; Un riconoscimento. Luisa Bovi; Osservazioni su di un Denaro di Giovanna I e Ludovico di Taranto. Giuseppe Mauri Mori; Le medaglie per Alfonso d’Aragona. Michele Pannuti; Le monete di Ferdinando II i Borbone del 1805 illustrate da documenti inediti. Giuseppe Ruotolo; I fatti del 99” fra monete e fedi di credito. Francesco Sernia; Le medaglie della Rivoluzione francese. Francesco Sernia; Medaglie brasiliane per Teresa Cristina Maria di Borbone, principessa napoletana ed ultima imperatrice del Brasile. Mario Traina; Recensione al volume “studi di numismatica del dott. G. Bovi” di Luisa M. Bovi. Necrologico (Michele Pannuti).
    6 punti
  2. Buon pomeriggio a tutti gli utenti del forum.Oggi non condivido monete ma vorrei condividere a chi si avvicina al mondo delle monete borboniche le foto dei macchinari in uso per coniare le monete nel Regno delle due Sicilie spero che siano di vostro gradimento. Le foto vanno dall'alto in basso. 1)LAMINATOIO=serviva per ridurre lo spessore delle verghe di vari metalli. 1 FASE 2)CESOIE O FORBICIONI CIRCOLARI=serviva per tagliare le lamiere(verghe) in tante lastre più strette. 2 FASE 3)STRETTOIO (TORCHIO)=le lastre passavano in questo tipo di torchio per ottenere i tondelli. 3 FASE 4)CORDONATORE=si usava per imprimere nel taglio dei tondelli leggende-puntini-stelle e altre diverse figure. 4 FASE 5)BILANCIERE=questo veniva usato per punzonare il dritto e rovescio sui tondelli questo tipo di bilanciere venne usato nel primo periodo dal(1734-1798). 6)NUOVO BILANCIERE=questo nuovo tipo di bilanciere venne usato negli anni 1799-1859 di diverso dal primo che causò tanti infortuni perchè i tondelli venivano messi con le mani quest'ultimo li spostava automaticamente.
    5 punti
  3. Il glorioso CNN, peccato che esista solo più formalmente... Abbiamo avuto grandi studiosi e collezionisti come Memmo Cagiati, Carlo Prota, Luigi dell'Erba, Luigi Giliberti, Nicola Borrelli, Arturo Sambon, Giovanni Bovi, Michele Pannutti, e molti altri. Grazie a Memmo Cagiati nel 1913 nacque questo bellissimo sodalizio nella sua villa di Posillipo. All'inizio furono pochi soci ma nel tempo crebbero a dismisura annoverando anche personaggi illustri nell'ambiente culturale. Cagiati sospese volutamente nel 1915 il suo Supplemeto all'opera "Le monete del Reame delle Due Sicile" per lasciare posto all'illuminate Bollettino. Con questa pubblicazione (il primo numero è del 1916) si diede vero impulso allo studio della monetazione meridionale, cosa mai fatta prima. Ancora oggi molti studi del Bollettino sono un punto di riferimento, anche perché sono riportati documenti ormai irrimediabilmete persi a seguito della Seconda Guerra Mondiale.
    4 punti
  4. Volevo ringraziare @lenor, che ha aperto questa discussione e tutti i partecipanti, oggi festeggiamo un mese, 13 pagine, 322 post e 5838 visite. Mi sembra un ottimo andamento, per un settore che si era assopito. Saluti Alberto
    4 punti
  5. Intanto facciamo i complimenti al nostro Arka ora ai "piani alti" della N. I. P. [emoji6] [emoji122]?
    4 punti
  6. buonasera posto parte dei miei, per mancanza di spazio....gli altri li posto domani... Il 2 tornesi è un conio estremamente affascinante , probabilmente poco studiato, presenta varianti sulla lunghezza della legenda e sulla punteggiatura nonché sulla dimensione del numerale della data.
    3 punti
  7. Un grano da 12 cavalli in rame del 1786. Asta Nomisma n. 54 del 2016, lotto 1310. Magliocca 310.
    3 punti
  8. Non ho capito : tu avresti almeno due papà che si chiamavano entrambi Giovanni... E sei di Bologna? E cos'è che ha il diametro di 600 mm ! ? Comunque buongiorno, buonasera, grazie, prego.
    3 punti
  9. Vigodarzere in provincia di Palermo.... ?
    3 punti
  10. Salve, le ho selezionate tra quelle di un vecchio album e identificate per confronto con le monete di Maria Teresa d’Asburgo -> Nuova Monetazione schedate sul forum. La qualità è quella che è ma serve a dare un’idea dell’effetto dell’uso e del tempo su monete di rame puro. 1 soldo Maria Teresa d’Austria: esemplare a Rame: 7,1 g, 23,5 mm 1 soldo Maria Teresa d’Austria: esemplare b Rame: 7,8 g, 24 mm
    2 punti
  11. Mi era sfuggita ..... per me l'esemplare ha tutte le caratteristica di una fusione "completa"....
    2 punti
  12. È la stessa tipologia che a un certo punto cambia nome a causa del peggioramento della lega d'argento. Se posso permettermi, la storia spiegata nel dettaglio è qui https://www.academia.edu/37593745/I_piccioni_di_Gian_Galeazzo_Visconti
    2 punti
  13. Buonasera, Minerva e Pegaso. Corinto? Siracusa? (Mi scuso della lunga assenza e mando i più cari saluti a tutti gli amici del Forum) HIRPINI
    2 punti
  14. @okt Grazie, ma ero anche favorito dal fatto che la distanza da Apollonia fosse di soli 35 km!
    2 punti
  15. Posto il Tornese Uno del 1827, moneta molto ossidata al R/ purtroppo. Ciao
    2 punti
  16. Chiaramente Giano, per come lo intendiamo noi, con le prerogative con cui lo conosciamo, è autoctono del centro Italia, ma l'idea di una divinità bifronte è, probabilmente, altrettanto chiaramente, mutuata dai greci o addirittura direttamente dal mondo mesopotamico. Non è plausibile, alla luce dei dati apparsi in questa discussione, che una piccola tribù isolata dal resto del mondo, nell'età del bronzo abbia concepito autonomamente un Dio così peculiare ma così simile iconografica ente ad un essere soprannaturale presente nel Pantheon mediorientale. Forse non era così isolata e i traffici marittimi da sempre esistiti oltre alle merci trasportavano anche divinità, vuoi tramite fenici, minoici, Micenei... o chi per essi.
    2 punti
  17. El poteva dir che spostava la botega! Ha ha ha
    2 punti
  18. Un altro paio di Schede, non a carattere di Pubblicità Commerciale : la prima che cita un mezzo di locomozione assai diffuso nel Rajastan, il cammello ( ? ? !) , il secondo è una sorta di gioco tascabile, "La Prova del Nove" che per me è....Arabo !
    2 punti
  19. Io non credo che sia al capolinea. Ci saranno sempre nuove monete da mostrare, nuove varianti da scoprire, domande da chiarire... Arka Diligite iustitiam
    2 punti
  20. buongiorno, volevo farvi notare come in questo caso, di fronte ad una moneta abbastanza rara,ci troviamo sicuramente molto dispiaciuti,anzi arrabbiati con il "criminale" che all'epoca ha proceduto a tosarla!
    1 punto
  21. Posto il primo 2 Tornesi di Ferdinando II entrato circa 30 anni fa in Collezione Litra68. Magliocca 735
    1 punto
  22. 1 punto
  23. Si dice che " due indizi fanno una prova ", a questo punto ringrazio entrambi @gennydbmoney e @Rex Neap per aver fugato i mie dubbi..
    1 punto
  24. Anche io ringrazio tutti gli intervenuti.
    1 punto
  25. Buonasera a tutto il forum. Vorrei parlarvi di coronati di don Ferrante i d'Aragona,re di Napoli. Era l'unico figlio mashio,peraltro illeggittimo, di Alfonso I.Egli sali' al potere alla morte del padre nel 1458 e regno fino al 1498,anno in cui mori',lasciando il trono al figlio Alfonso ii.Qui inizio col postare una delle piu' belle monete di tutti i tempi,non per niente scelta per rappresentare la nostra sezione del forum: il coronato del 1463 circa che reca sul dritto il busto di don Ferrante,appunto "coronato" e sul verso la figura dell'arcangelo Michele con scudo crociato, nell'atto di uccidere il drago. Zecca di Napoli, sigla incisore I. particolarieta' la moneta presenta al verso 4 rosette e 7 cerchietti in totale.A voi un giudizio
    1 punto
  26. Bellissima moneta, una delle mie preferite, splendido il ritratto di San Michele. Solo una precisazione, Ferdinando mori nel 1494.
    1 punto
  27. i "gobbini", mi raccontavano i miei nonni, venivano appoggiati sull'ombelico dei neonati sia come portafortuna .......e per dare "forma" all'ombelico fasciando il ventre.....chissà se era vero....
    1 punto
  28. Si, è un grosso tornese di Ludovico IX 1226 -1270, argento, rif. bib. Duplessy 190
    1 punto
  29. Prescindendo dalle osservazioni fatte nei due post precedenti e non voglio entrare nel merito (poichè anche a scuola i professori insegnano cose che non hanno pensato o scritto, ma eventualmente solo studiato , o al meno si spera, vista una certa sciatteria e decadenza) vorrei ricordare che questo è un passatempo, istruttivo, costruttivo, edificante, MA UNO SVAGO. Quindi non ci si deve impermalosire ne stuzzicare. Abbiamo idee differenti, va bene, è questo il bello per poterci arricchire. Io personalmente non tiro grandi conclusioni, piuttosto amo dare stimoli. Non potrei scrivere articoli su articoli su tutto, ne per conoscenza ne per motivazioni oggettive di tempistica. Quindi è normale che cito o riporto articoli ed è anche normale che non tutti condividano tutto di quelle che c'è scritto. Certamente che bisogna avere le prove per affermare determinate cose, ma come non nasce un fiore nel deserto (detto molto poetico ma un po' falso visti quelli della Namibia), così non credo che un'idea di divinità bimorfica spunti d'impeto così, senza un'evoluzione, senza magari un pregresso. Che poi questo sia difficilmente dimostrabile o che le prove a sostegno non siano univoche, niente di strano, oggi come nel passato ci sono sempre state querelle e dispute per questa o per quella prova a sostegno di una certa tesi. Riprendendo, anche se @Agricola magari non condividerà la mia opinione nessun problema, accetterò comunque le sue critiche e le sue obiezioni, sempre nel rispetto reciproco, pur rimanendo nelle mie finché non sarà stato convinto con altre prove. Quindi mettiamoci una pietra sopra e non imitiamo le cose peggiori di Agorà (ripeto le cose peggiori, a scanso di equivoci).
    1 punto
  30. Ciao, direi di sì ma vorrei poter vedere delle foto più nitide...
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  31. E da quando bisogna avere una laurea in archeologia per avere buon senso? Da quando una laurea in archeologia ti dà ragione a prescindere? ( ho ascoltato fior di laureati discorrere in conferenze e proferire delle "boiate" pazzesche e tutto perché si basavano sul sentito dire o sull' "ipse dixit"). È chiaro che il nostro discorso è tutto un "pour Parler" e che nessuno ha la verità in tasca e che purtroppo l'archeologia non è una scienza esatta e spesso non si potranno mai avere conferme a tesi più o meno fondate ma ragionando e basandosi sulle probabilità qualche risultato relativo lo si può raggiungere, Guglielmo di Ockham docet. Quanto al "vedere" dischi volanti e carri armati con me caschi male essendo io il più fervente promotore del metodo scientifico, In passato abbiamo avuto curatori (non mi riferisco a te) che erano palesemente affascinati da ufologia e esoterismo, che non è che vadano molto d'accordo con l'archeologia e il metodo scientifico. Anch'io rimpiango @Theodor Mommsen, da troppo tempo assente dal Forum, con cui ho avuto numerosi e costruttivi scambi d'opinione e a cui la mia stima non è mai venuta meno ma che pur essendo sicuramente un ottimo archeologo dubito, in quanto tale, sia depositario del Verbo. E comunque in quanto neofita del Forum non vedo come tu possa rimpiangere qualcuno con cui non hai mai interagito. Adelchi.
    1 punto
  32. Complimenti @giovanni0770 per le splendide monete! Soprattutto la Piastra 1826 ha una conservazione spettacolare! Diciamo che sei riuscito a far ricrescere i capelli a Re Francesco I° ? Ciao Beppe
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  33. Ciao Alain Non trovi perché cerchi nella moneta sbagliata! Non è un mezzo viennese ma un viennese e quelle sono una parte delle sigle TCX di Giacomo Cassini per la zecca di Torino!
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  34. Buon pomeriggio. ecco 2 tornesi del 1852 da condividere
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  35. E poi dicono che l'insonnia fa male...
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  36. La Tua valutazione @Adelchi66 di Valteri come 'gigante' mi ha colto impreparato : ho comunque subito verificato consistenza e materiale dei suoi piedi, perchè non si sa mai...
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  37. Dispiace.. condoglianze. Stasera riapriro il MEC.
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  38. Complimentoni Artur saluti luciano
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  39. 8 su 7 nel mio 3 Tornesi
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  40. Dopo il blocco di mesi in cui mi era difficile reperire qualche nuovo tondello per la collezione sono riuscito ad aggiungere qualche moneta e riempire qualche buco.. Ultimo arrivato è questo soldo del II tipo del 1584 di Chambery con le sigle MG per Michele Grobert. Niente di straordinario, ma completamente leggibile.
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  41. 2019 - Georgia Il dollaro della Georgia, quarto e ultimo del 2019, celebra la creazione dei Trustees' Garden di Savannah, Georgia, all'inizio del '700. Una "innovazione" non prettamente statunitense, poiché gli Stati Uniti non esistevano ancora, e che, a differenza delle due precedenti, universalmente note (chi non ha mai visto una lampadina? ), credo meriti qualche riga di approfondimento A creare il giardino, nel 1734, fu James Edward Oglethorpe (1696 – 1785) fondatore della colonia della Georgia. Nel 1714, lasciato il college, Oglethorpe era entrato nell'esercito del principe Eugenio di Savoia, di cui divenne aiutante di campo, e durante la Guerra austro-turca dal 1716 al 1718 si distinse nei combattimenti contro le truppe dell'Impero ottomano, particolarmente nell'assedio di Belgrado del 1717. Dopo il suo rientro in Inghilterra fu eletto nelle liste dei Tories (i Conservatori, anche oggi al governo) come deputato del Parlamento nel 1722. In tale veste propose la creazione di una colonia nell'America settentrionale che potesse ospitare i poveri debitori insolventi e i protestanti perseguitati nel Continente. La colonia avrebbe dovuto essere costituita fra la Carolina del Sud e la Florida spagnola. Oglethorpe salpò con la nave Anne nel 1732 e giunse 88 giorni dopo a Charleston, sistemandosi nei pressi dell'attuale Savannah in Georgia, il 12 febbraio 1733. Trattò con la tribù pellerossa locale dei Muscogee (Creek) per avere terre a disposizione ed eresse una serie di fortificazioni difensive, fra le quali Fort Federica, i cui resti sono a tutt'oggi visitabili. A Oglethorpe e ai suoi colleghi e soci, riuniti nel Georgia Trust, che divenne il primo organo di governo della colonia (dal 1732 al 1752), fu assegnata un concessione regale per la provincia della Georgia fra il fiume Savannah e l'Altamaha. E fu il Georgia Trust a promuovere, nel 1734, la creazione dei Trustees Garden, il primo orto botanico del Nordamerica. Il giardino di Savannah, della grandezza di circa 10 acri, doveva essere modellato sui giardini botanici di Oxford e Chelsea, ed era anche inteso come stazione di sperimentazione agricola per i prodotti semitropicali, principalmente seta e vino, che la Georgia doveva provvedere ai suoi sponsor inglesi e alla corona. Lo vediamo in una stampa dell'epoca. Le foglie di gelso bianco importato dovevano nutrire i bachi da seta e le viti, sempre importate dovevano produrre uva nobile. Anche altri prodotti semitropicali e mediterranei dovevano essere coltivati, dalle arance ai capperi, dal cotone alle olive. L'obiettivo di questo esperimento non era tanto quello di sviluppare un'economia indigena quanto di utilizzare manodopera locale per fornire le materie prime da trasformare e consumare in Inghilterra. Erano lì per soppiantare le costose importazioni dalla Spagna e da altre aree del Mediterraneo, secondo le politiche mercantiliste delle potenze coloniali del XVIII secolo. La produzione era di grande interesse per Londra, poiché i prodotti in seta e la seta grezza erano popolari tra la popolazione inglese sempre più benestante. Il giardino, come stazione sperimentale, doveva fornire grandi quantità di foglie di gelso fresche durante la primavera alle persone assunte come fabbricanti di seta. Ancora più importante, il giardiniere fiduciario doveva fornire piantine di gelso sufficienti per la distribuzione ai coloni, che erano tenuti a piantare alberi di gelso sui loro appezzamenti come parte delle loro concessioni di terra. Ma la coltura della seta era laboriosa e richiedeva una notevole esperienza e abilità nell'allevare i bachi, che dovevano essere alimentati continuamente durante la primavera, prima di trasformarsi in bozzoli. Gli amministratori quindi fecero arrivare fabbricanti di seta italiani, per insegnare ai coloni il loro commercio. La viticoltura venne promossa in particolare da Philip Miller, capo giardiniere del Physick Garden a Chelsea, ma le viti nobili non prospererarono, nonostante l'abbondanza di uva locale. E difficoltà furono riscontrate anche nella crescita di alberi da frutto, castagni e ulivi importati. Uno dei principali motivi della mancanza di successo fu il clima. Contrariamente alle ipotesi del governanti della colonia e dei loro consulenti, la Georgia non era subtropicale ma soggetta a notevoli sbalzi di temperatura, in particolare all'inizio della primavera. Inoltre, mancava manodopera qualificata. La fabbricazione della seta a Savannah fu assillata dal conflitto costante tra gli esperti italiani e le autorità locali; solo nell'insediamento tedesco di Ebenezer, con il suo governo e la sua economia centralizzati, i bachi da seta furono allevati in modo consistente. Ma sebbene la sericoltura sia riuscita a fornire seta filata per le reti da pesca fino al diciannovesimo secolo, nella colonia non si ottennero né vino, né utili e consistenti raccolti di lino e canapa. Nel corso di un ventennio, visti gli scarsi risultati, il giardino fu abbandonato, e ora solo una targa, simile a quella di tanti altri luoghi storici americani (ne abbiamo mostrate diverse in altre discussioni), lo ricorda, nel luogo in cui sorgeva. Ma ora, a ricordare una storia probabilmente ignota anche a moltissimi americani, arriva anche una moneta Disegnata da Emily Damstra e incisa da Michael Gaudioso, la moneta raffigura una mano che pianta semi nell'iscrizione Trustees 'Garden, da cui cresce una varietà di specie che rappresentano la varietà di piante coltivate nel giardino: una piantina di arancio, sassofrasso, uva, gelso bianco, lino, pesche, olive e un virgulto giovane troppo piccolo per essere identificato. Le iscrizioni UNITED STATES OF AMERICA - TRUSTEES’ GARDEN - GEORGIA, unitamente alle iniziali degli artisit che hanno disegnato e inciso la moneta, completano il tutto. Tiratura di 399.900 esemplari per Philadelphia e 368.475 per Denver, tutti con finitura FDC, mentre a San Francisco sono state coniate 85.839 monete con finitura proof su entrambe le facce. Non conosco, al momento, la tiratura delle monete con finitura proof solo al rovescio. Questa discussione, per ora, termina qui. Nulla ancora si sa delle emissioni del 2020, e la cosa non deve stupire più di tanto, poiché lo scorso anno i dollari furono emessi a partire da settembre, al ritmo di uno al mese fino a dicembre (anche il dollaro inaugurale del 2018 fu emesso a dicembre). Sarà con ogni probabilità così anche quest'anno, e dunque a me non resta che darvi appuntamento all'autunno, ringraziandovi per aver avuto la pazienza di seguirmi fin qui petronius
    1 punto
  42. Posto il mio 10 TORNESI 1825 Peso: 29,09 Taglio con abbozzo di treccia ( come quello di @motoreavapore ) Mi sembra di aver letto che questa tipologia abbia una notevole variabilità per quanto riguarda il peso.
    1 punto
  43. Posto il 5 Lire Quadriga 1914, ritornato in collezione con grande sacrificio, dopo che quello "di famiglia" mi era stato rubato con altre monete. Scuso l'autocitazione ma la storia l'ho descritta nella discussione: " La moneta racconta". Dopo molte ricerche e anni passati a "mettere da parte" i soldi per trovare una moneta che riuscisse a farmi dimenticare l'accaduto, finalmente ci riuscii, solo che le migliaia di Lire che avevo racimolato, non bastavano... L'anziano e stimato professionista, amico di mio padre, mi disse: "Non lasciartela scappare, che una moneta così non riuscirai più a trovarla". Non dormiì la notte, poi decisi di sacrificare l'intera annata 1947 della Repubblica e aggiunsi ancora una cifra di una certa entità. Rimpiango sicuramente il fatto di non avere più la collezione completa della Repubblica, ma le poche volte che riesco a vedere e toccare la "Miss Italia" ( che poverina dorme in una cassetta di sicurezza ) è un vero piacere estetico. E' la più bella mai coniata? E' una moneta sopravvalutata e non così rara? E' una moneta nata per i collezionisti e non per la circolazione? Sono tutte domande a cui non so dare una risposta e mi piacerebbe sapere la vostra opinione. Ciao Beppe
    1 punto
  44. Non riesco a distinguere le tre lettere che potrebbero essere ΑΘΗ, cioè le greche Alfa, Theta ed Eta, iniziali di AΘHNA(Atena) o ΑΘΗΝΑΙΩΝ (degli Ateniesi) come in questo esemplare. Attica, Athens; c. 2nd to 3rd century AD, AE 16, 5.83g. Agora-351; Svoronos-Athens, pl. 88, 16 (same dies). Obv: Bust of Athena wearing Corinthian helmet and aegis; dotted border. Rx: ΑΘΗΝΑΙΩΝ Athena in biga galloping r., dotted border. A beautiful and not so often seen type from Athens. Extremely Fine In ogni caso, qui puoi farti un’idea dei numerosi bronzi con questa caratteristica del rovescio http://www.wildwinds.com/coins/greece/attica/athens/ e la difficoltà (per me impossibilità) di riconoscere il tuo.
    1 punto
  45. Giuseppe Ruotolo, Gli errori nelle monete napoletane (1734-1870).
    1 punto
  46. Sono d'accordo, penso anche io che sia un falso.
    1 punto
  47. Pannuti - Riccio Prezzi attuali + Aggiornamento a Le Monete di Napoli dalla caduta dell'impero romano alla chisura della zecca. 1988 e 1992
    1 punto
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