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  1. L. Licinio Lucullo

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/23/20 in tutte le aree

  1. Buon giorno a tutti, anche se non credo ci sia qualcosa di interessante mi permetto di inserire qualche immagine:
    5 punti
  2. Buonasera a tutti, posto nuova arrivata in collezione Litra68 Piastra Reimpressa 1818 Ferdinando I Mi farebbe piacere leggere vostri commenti. Saluti Alberto
    4 punti
  3. Dal mio libro di Sogni Dopo esserti perduto nei dettagli delle infinite solitudini della superficie del mondo, ferma i tuoi occhi e il respiro nel coltivare i tuoi sogni, come mago e alchimista abbandonati a loro. Allora l'intimo dell'anima tua aprirà la sua piccola porta nascosta verso la notte cosmica e vivrai nell'intimo concreti e reali i tuoi sogni di sempre. Sarai Lancelot palpitante d'Amore, Parsifal alla ricerca del Sacro Graal Erec stretto alla sua Enide Pericle tra le braccia di Aspasia perfino Baccone rapito da Ismenodora. E la maga etera amante dei sogni, che vive tra i monti dei briganti, per te si farà Ginevra e Sacro Graal, Enide ed Aspasia ed anche Ismenodora, l'impudica.
    3 punti
  4. Per gli appassionati di tondelli, segnalo la scoperta di tre diverse varianti di tondello da 500 lire Quirinale che dipendono dai diversi sistemi di aggraffaggio utilizzati dalla Zecca italiana per unire il tondello interno in bronzital con l’anello esterno in acmonital. In particolare, il primo tipo di tondello presenta otto dentini di metallo posti nell’anello di calettamento a 45° e che penetravano nel tondello interno in fase di assemblaggio. I dentini si possono quindi apprezzare solo nell’anello non assemblato. Questo tondello risulta essere stato utilizzato dalla Zecca nei primi anni ’80. Intorno al 1985/1986 è stato modificato il metodo di aggraffaggio e sono stati introdotti gli slot o cavette, vale a dire delle piccole scanalature poste lungo l’anello di calettamento. Si conosco due tipologie di tondelli con slot/cavette: tondello con tre slot posti a 120° e tondello con due slot posti a 180°. Nelle monete con uno spazio tra i due tondelli si possono vedere gli slot (cfr. immagine)
    2 punti
  5. Buongiorno, è di questi giorni la notizia che un noto ricercatore subacqueo croato ha rinvenuto nei fondali quarnerini, nei pressi dell'Isola di Veglia, il relitto di una nave romana. L'esatta localizzazione è stata tenuta segreta per evitare episodi di trafugamento del carico. L'area marina è stata nei tempi antichi pericolosa a causa dei venti e delle forti correnti, nonostante la relativa vicinanza alla costa (la navigazione in epoca romana era tendenzialmente pericostiera, dove possibile). Personalmente sorrido all'affermazione che "... è cosa nota che le navi di quell’epoca viaggiavano dalla Dalmazia verso Venezia... " ... Venezia in epoca romana... magari Aquileia... ... senza voler toglier niente alla Serenissima... https://lavoce.hr/attualita/eccezionale-scoperta-ritrovata-una-nave-risalente-allepoca-romana-foto Ciao Illyricum
    2 punti
  6. Il bezzo da 6 falso è una della monete di cui ci si chiede il senso. Perchè contraffare una tale moneta di piccolo taglio? Gli amanti di tutte le monetazioni sicuramente argomentano molto facilmente. La percentuale di argento contenuto permetteva di avere un ottimo guadagno stampando una moneta di solo rame. Un esempio semplice è dato (per il periodo) dalle varie contraffazioni dei soldi da 12 bagattini. Viceversa è stato difficile trovare un bezzo da 6 bagattini che pur avendo la stessa quantità (teorica di argento) a quanto pare non attirava gli interessi dei falsari. In questo caso la risposta è facile: molto più conveniente economicamente stampare una moneta da 12 bagattini che non 2 da 6 bagattini. Per il bezzo anonimo in questione si pone la stessa domanda. Ne valeva la pena? La risposta è veloce : sì. Il guadagno sul mezzo soldo era allettante così come era per i sesini, per i quattrini ed addirittura per i bagattini. Inoltre stampare tali monete era più semplice. D'altra parte tali monete erano molte conosciute visto la grande quantità di conii e tondelli in circolazione a Venezia. Ma nei territori di terraferma? o nei territori confinati? Ecco quindi che come nel caso dei sesini stmpati nelle zecche di furbi Principi, tali monete potevano essere scambiate in zone dove la conoscenza stessa della moneta non era propriamente perfetta. Il guadagno in primis e poi chi avrebbe potuto arrestare il malfattore? Sicuramente con la lunghezza delle indagini non sarebbe stato possibile riuscire ad incastrare una veloce ed inaspettata produzione di monete false. Che così, a volte sfuggiva agli "artigli del leone". Artigli molto ben affilati.
    2 punti
  7. E’ arrivato il lupo giallo E’ arrivato il lupo giallo col bastone di cristallo canta sempre come un gallo, ma è soltanto un lupo giallo. In vacanza va a San Gallo, delle noci mangia il mallo... c’è una lupa su a Varallo che vuol bene al lupo giallo. Quando piove va a cavallo, così non resta mai in stallo. Con la lupa si fa un ballo perché è un dolce lupo giallo. Questa canzoncina è per mia figlia, l’ho scritta quando lei aveva nove anni...
    2 punti
  8. 1841 5 Centimes Colonie Francesi 1841 emissione per Guadalupe (o quel che ne resta!?)
    2 punti
  9. dal mio libro 'parlo con un angelo femmina' ............... cosa succede a Torino, quando la notte è fonda e il mattino incombe? “Ti racconto una notte d’inverno a Torino. Non si è ancora fatta l'alba. Fuori fa freddo, ma c'è quasi silenzio. Questo significa che qualche nottambulo sta rientrando. Qualche perdinotte, imbottito di alcol o dell'odore di una femmina, torna a casa. Chi lo attende? La sua donna, i suoi figli, oppure un letto vuoto? Freddo e vuoto, forse, ma zeppo di ricordi. Bisognerebbe svuotare quel letto e riempirlo di futuro. Ci vorrebbe una femmina. Basterebbe farci l’amore. Basterebbe non amarla. Basterebbe rincorrere la vita per non farsi superare dalla morte. “Immagini un po’ dark. E la tua notte, cosa cerca la tua notte? “La mia notte raccoglie poesie e pensieri. Vuoi un pensiero? Eccolo. Chi sei, anima mia? Dove siete, anime figlie del passato, smarrite fra i carruggi della speranza, chiglie sfasciate contro gli scogli del disamore? Parlami, dolce femmina, dimmi se abbracci la dolcezza o se ti aggrappi agli scogli della burrasca. Sai bene che è meglio la burrasca della bonaccia. Apri gli occhi, fallo anche per i miei. E’ appannato il mio sguardo. Sarà la nebbia, la nebbia dell'anticamera dell'inverno...
    2 punti
  10. Taglio: 2€ cc Nazione: Estonia Anno: 2019 A Tiratura: 987.500 Condizioni: Spl Città: Bologna Fatto.
    2 punti
  11. beh.. ora è chiaro che era un problema di foto
    2 punti
  12. Buonasera. Sul Manuale viene identificato come " Rotella a cinque raggi " ma, se non ricordo male, in qualche discussione passata si parlava anche di " elica ".
    1 punto
  13. Salto l’asse 18/1 e passo al didramma 13/1 a legenda ROMANO (nel mio ci vuole un po’ di fantasia per vederla) https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/3
    1 punto
  14. Buongiorno, nei pressi di uno dei luoghi più studiati del mondo, il circolo di Stonehenge, vengono alla luce altre strutture che per ampliano enormemente i ritrovamenti nell’area. Un gigantesco monumento a forma di anello, costituito da enormi pozzi ormai vuoti che sembra ospitassero pesanti monoliti, è stato individuato lungo la linea del Durrington Walls: circa 200 enormi pozzi, larghi più di 10 metri di larghezza e scavati a cinque metri di profondità, che formano un vasto cerchio di oltre 2 chilometri di diametro. I carotaggi indicano un’età attorno ai 4500 anni fa. La ricerca, è iniziata dopo che erano state riscontrate anomalie nel terreno, quando lo scorso anno le scansioni radar di un team dell’Istituto Ludwig Boltzmann in Austria e dell’Università di Birmingham hanno rivelato ciò che sembrava essere il “cimitero” di 90 megaliti sdraiati su un lato sotto l’enorme banco di terra. Dopo aver scavato i primi pozzi, però, i ricercatori hanno trovato solo gigantesche fosse che un tempo contenevano pali di legno. Precedenti scavi sul sito avevano rivelato nella zona anche alcune abitazioni, suggerendo l’esistenza di un insediamento neolitico all'interno del villaggio nel Wiltshire. Si pensa, infatti, che Durrington abbia ospitato i costruttori di Stonehenge a meno di 3 chilometri di distanza. «Quello che abbiamo ora sono almeno 120 pozzi, di cui 20 già analizzati, ma potrebbero essere più di 200. Sembrano seguire la linea di quella che oggi è un’enorme opera in terra conosciuta come Durrington Walls». «Se il Woodhenge di Durrington Walls (come è stata ribattezzata la località del ritrovamento) fosse stata la dimora di un cerchio di pietre, avrebbe sminuito il suo vicino più famoso, Stonehenge - il rituale e la religione erano parti importanti della vita quotidiana di chi abitò queste terre e non possiamo escludere che si tratti di un cerchio commemorativo». Secondo Richard Bates, della School of Earth and Environmental Sciences, il telerilevamento e campionamento accurato stanno dando una visione del passato che «mostra una società ancora più complessa di quanto potremmo mai immaginare. Le pratiche chiaramente sofisticate che abbiamo riscontrato ci dicono che le persone qui erano in sintonia con gli eventi naturali in misura tale che possiamo a malapena concepirlo oggi». Se fino al 2016 il principale monumento più antico costuirto vicino al famoso sito inglese era Robin Hood’s Ball, circa 4 chilometri a nord-ovest, la scoperta dei cerchi concentrici di Larkhill (datati a circa 5.600 anni fa) ampliò quattro anni fa i confini di quello che un tempo era un vasto complesso cerimoniale preistorico. Un’ulteriore prova che centinaia di anni prima della costruzione di Stonehenge l’intera regione era ritualisticamente già molto attiva, più di quanto gli archeologi avessero precedentemente pensato. È qui che gli archeologi hanno trovato prove di un uso rituale regolare della struttura, inclusi frammenti di ciotole deliberatamente rotte, grandi quantità di ossa di animali e resti umani. Tratto da https://www.enigmaxnews.com/news/nuovo-cerchio-rituale-vicino-a-stonehenge Vi consiglio la visione del video presente qui https://intarch.ac.uk/journal/issue55/4/ e il link del PDF della comunicazione ufficiale: https://intarch.ac.uk/journal/issue55/4/ia.55.4.pdf Ciao Illyricum
    1 punto
  15. 1 punto
  16. E questo è l’asse Castore/Apollo 19/1 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRB3/1
    1 punto
  17. Intanto complimenti davvero a @L. Licinio Lucullo per le capacità sintetiche e divulgative, ogni volta resto senza parole. Le tesi di Pedroni sono, assieme a quelle di Coarelli, le più suggestive e argomentate fra quanti si discostano dall’ortodossia della cosiddetta scuola anglosassone (eminentemente Crawford). Io credo che finchè le cose che non sappiamo sulle origini della moneta romana superano ( e di tanto) quelle che sappiamo, le pretese di ricostruzione sistematica, da chiunque vengano, posano su basi fragili. Ad esempio il bronzo Minerva/Aquila 23/1 è oggetto di uno studio specifico di Burnett e Andrew McCabe @ahala che fornisce inoppugnabili argomenti sulla sua produzione siciliana. https://www.academia.edu/31464952/Burnett-McCabe_An_early_Roman_struck_bronze_with_a_helmeted_goddess_and_an_eagle_in_Nomismata_Studi_di_Numismatica_antica_offerti_ad_Aldina_Cutroni_Tusa_per_il_suo_novantatreesimo_compleanno
    1 punto
  18. Questa secondo me è l'impronta, nel bronzo, della potenza di Roma, la città preferita da Giove Ottimo Massimo:
    1 punto
  19. Una particolarità è rappresentata da un esemplare del lingotto toro/toro/ (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-AESS/3), oggi allo Staatliche Museum di berlino, acquistato nel 1907 da Haeberlin che riferisce che era stato da poco rinvenuto in un bosco nei pressi di Cità di Castello. Misura 173x92 mm, è spesso 13-23 mm e pesa 1.624,5 g Infatti, sopra l'immagine del toro è presente una scritta graffita dopo la fusione, retrograda e a caratteri umbri databili con sicurezza al III secolo, che reca VUKESSESTINES, laddove la doppia S denuncia il confine tra due parole (nella grafia epicorina non esistevano le doppie). Entrambe le parole sono genitivi: SESTINES è il poleonimo di un oppidum umbro, che ancora oggi si chiama Sestino; VUKES può equivalere a vicus (villaggio) o a lucus (bosco sacro, santuario - significato attestato nelle tavole di Gubbio) oppure a Lucii (talchè sarebbe il nome del proprietario, Lucio Vestino). Seguendo la tesi di Crawford e Sisani secondo cui Roma usava i lingotti per spartire la preda bellica con i socii, si rileva che effettivamente nel 279 gli Umbri parteciparono alla battaglia di Ausculum, per cui i Sestinesi potrebbero averlo lasciato a Città di Castello sulla strada di ritorno a casa, forse come ex voto. Crawford tuttavia interpreta FUKES SESTINES, “delle fucine di Sestino”
    1 punto
  20. Ma cos'erano veramente? In verità sussistono divergenze riguardo a funzione, significato dei tipi (non escludendosi criteri puramente estetici) e datazione. - Comparette [1] li ritiene lingotti forniti da industrie private ai bronzisti. - Per Sydenham ed Herbig erano lingotti in attesa di monetazione (Varrone infatti parla di lingotti conflati all’interno dell’Aerarium). - Deliperi e Haeberlin li interpretano come pani depositati nei templi, a titolo di offerte oppure di quote di bottini di guerra dedicati agli dei. - Per Crawford e Sisani potrebbero essere nati dalla necessità di distribuire con i socii le ricchezze conquistate nei bottini di guerra. - Pedroni [2] li chiama lateres signati e ritiene che costituiscano la prosecuzione del “ramo secco”, quali “misura valore” realizzata colla garanzia dello Stato (Rossetti [3] sostanzialmente concorda). La loro introduzione potrebbe essere connessa con la riforma costituzionale operata nel 339 dal console e dittatore Q. Publilio Filone nel 339 per dare maggior sicurezza sociale alla plebe, prevedendo - fra l’altro - che uno dei censori dovesser essere plebeo (forse ci fu anche una lex Silia, di incerta datazione e tradizione, che riformò il sistema ponderale serviano, peraltro immediatamente dopo i primi accordi con Capua e Napoli, ove da tempo vigeva un’economia monetaria). Sarebbero stati fatti fondere dai censori (lo studioso data un’emissione per ogni elezione censoria, attestata dalle fonti o supposta sulla base di esse) e, per mantenere un’omogeneità di peso con i lingotti serviani, rapportati a multipli interi dell’asse man mano che esso svalutandosi veniva ridotto di peso (con un conseguente aumento dello standard ponderale da 1.344 scrupoli, ovvero 4 unità da 336, a 1.512, ovvero 6 da 252). Alla funzione di misura standard si aggiunse quella di “peso campione”, per la quale i lingotti giungevano nelle mani dei privati; fu così che in seguito, defunzionalizzati, furono adibiti a uso monetale, come testimoniano i rinvenimenti insieme a monete fuse (nei ripostigli di Santa Marinella, La Bruna, Ariccia). - Per Gnecchi costituivano una forma di moneta privata. - Alteri non esclude, per il periodo più antico, un carattere commemorativo dei tipi e, quindi, un valore storico e religioso, ma ritiene che rappresentassero un metallo con funzione monetale, riconoscibile dalle impronte statali e scambiato a peso nei commerci. - Bar [4] ipotizza che servissero come pagamento del soldo militare. - Thomsen, ripreso da Zehnacker, ipotizza che costituisssero una moneta di transizione dal “ramo secco” alle monete circolari, anteriore o parallela a esse. Babelon e Grueber vi vedono pezzi da 5 assi. Per la datazione, alcuni propongono il periodo compreso tra 350 e il 250; Thurlow-Vecchi il 289, con l’istituzione dei tresviri monetales; Crawford il 280. Pedroni ritiene che ne siano esistiti anche nel V e IV secolo, ormai dispersi o comunque non più riconoscibili (forse anch’essi recavano il “ramo secco”), e data quelli censiti dal 339 al 269 (anno in cui sarebbe stata attivata la zecca a Roma). [1] Louis Comparette, Aes Signatum, in "the american Journal of Numismatics" 1919 [2] Luigi Pedroni, Ricerche sulla prima monetazione di Roma, 1993 e Nuove ricerche sulla prima monetazione di Roma, 1996 [3] A.G. Fusi Rossetti, Moneta e non moneta: l’aes signatum i multipli, RIN, 1994-1995. [4] M. Bar, A propos du poids des plaques d’aes signatum, de leur nature et de leur fonction, RIN, 1993.
    1 punto
  21. taglio 2 euro cc paese slovenia anno 2010 tiratura 1.000.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese slovenia anno 2018 tiratura 1.000.000 condizioni spl città trieste taglio 2 euro cc paese slovenia anno 2014 tiratura 1.000.000 condizioni bb città trieste
    1 punto
  22. Ciao, ho acquistato da poco anche io un denario di Adriano. Se posti delle foto migliori, forse si può aiutare meglio. IVSTITIA lo leggo. Prova a cercarla qui, visto che la hai tra le mani: http://www.wildwinds.com/coins/ric/hadrian/t.html
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  23. Ciao a tutti voglio condividere con voi una moneta che ho in collezione , che non capita spesso di vedere , un Quarto di Grosso II tipo 1594 A , zecca Chambery sigla A , Bartolomeo Arnaldi , spero di fare cosa gradita .
    1 punto
  24. Certamente, in un "concorso di bellezza", Era ed Atena sarebbero state penalizzate se non avessero mostrato anch'esse tutti i loro attributi. apollonia
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  25. Direi di aggiungere anche una Banconota degli anni '40 della Palestina.
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  26. Buongiorno a tutti, @eliodoro, devo confessarti che nemmeno io vado dietro alle varianti o presunte che siano, almeno per questo tipo di moneta, quello che mi spinge ad acquistarle è soprattutto il tipo di ritratto di Ferdinando, in alcune lo stile lo rappresenta come Austero, altre come un tipo pacifico, bonario, altre arcigno, altro particolare poi è il ritratto del cavallo a volte rozzo, a volte slanciato, a volte molto curato. Ovviamente sono mie considerazioni personali e soggettive. Saluti Alberto
    1 punto
  27. 1941 Libano - 2 1/2 Piastre Coniazione di emergenza durante la seconda guerra mondiale.
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  28. Mi sa che dovro' prendere casa dentro le grotte di Postumia, quasi quasi ci svolazzo dentro... ho pure il trenino
    1 punto
  29. Esatto . Quando venne istituito nel 1980 comprendeva solamente i Templi di Gigantija. Nel 1992 vennero aggiunti gli altri 6, tra cui appunto Ta Hagrat. I siti rappresentati nella altre monetine non sono mai stati soggetti ad ampliamenti.
    1 punto
  30. Me ne sono accorto ? Non tutte riportano la data.
    1 punto
  31. Riprovo con la maltese l'unica il cui sito è stato inserito in un modo ma poi esteso un decennio dopo..?
    1 punto
  32. Dunque T9 vuol dire correzione automatica?
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  33. 1 punto
  34. Buongiorno, giustissimo, i pallini sotto il busto indicano a Cizico l'officina. Due pallini --> seconda. Tre--> terza (vedi sotto). Questa iconografia riprende quella di poco precedente emessa da Gallieno. E poi... e poi... ... poi ci sono le iconografie delle Vittorie di Claudio II più comuni ... Ciao Illyricum
    1 punto
  35. Slovacchia, 20 corone 1941, al rovescio : San Cirillo e San Metodio
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  36. REGNO DELLE DUE SICILIE - FERDINANDO II° - 120 GRANA - 1841
    1 punto
  37. Grazie a tutti per i pareri espressi ,alcuni puntuali e precisi . La moneta è stata valutata BB+ . Ho fatto un giro in rete dove si trovano perizie di autorevoli periti NIP alcune in linea con il grado di conservazione valutato altre davvero generose rispetto allo stato di conservazione di medesimi millesimi . Ma aldilà di questo e considerando il prezzo di acquisto sono soddisfatto della mia moneta . Ora ne restano solo tre per terminare una collezione cominciata tanti anni fa all'età di dodici anni . Grazie di nuovo a tutti e saluti .
    1 punto
  38. 1 punto
  39. AVARS. Uncertain king. 6th-7th centuries AD. AV Solidus (4.33 g, 6h). Imitating Ravenna mint types of Heraclius. DИNDCVC IPΛILhVΩ (first D and both C's retrograde), crowned, draped, and cuirassed facing busts of Heraclius, with short beard, and Heraclius Constantine, beardless; cross above / VICTORI AVCC, cross potent set on three steps; Δ//CONOB. Jónas 7-8 var. (legends); cf. Bóna 3a-b; cf. MIB 110d6 (for prototype); Boutin 308 (this coin). EF. Ex Collection N.K. [Nadia Kapamadji] (Bourgey, 27 October 1992), lot 251. https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=133085
    1 punto
  40. Personalmente trovo che la zecca di Pavia sia tra le più interessanti, almeno per il periodo che va da Carlo Magno fino al periodo Comunale. Purtroppo, o per fortuna, dipende dai punti di vista, è una monetazione a mio avviso ancora non del tutto apprezzata. Io per esempio ci sono arrivato per gradi, partendo dal Regno, poi i Savoia, poi le monete della mia città, poi le zecche lombarde, poi quelle del nord Italia ... ora le monete che mi interessano di più sono proprio quelle del periodo comunale .... Ma il disinteresse per la monetazione dell'Alto medioevo c'è da sempre. Scriveva R.S. Lopez nel 1961: "E non si può serbare rancore ai nostri valorosi colleghi se non si sentono attirati dai denari di quell'epoca, che sono se non più brutti, certo ancora più insignificanti dei tremissi longobardi, e non hanno come questi ultimi il pregio della rarità. Ma lo storico dell'economia non può guardare il brutto denaro del 960 senza una certa commozione ...". Ecco, io guardo a questi denari con una certa commozione ... Però la ricerca di puntini, varianti, segnetti ... non mi appassiona più di tanto ... e anche la conservazione non diventa più così importante. Però sono cose note, niente di nuovo ...
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  41. Ottimo ritrovamento da mercatino. ? A me manca proprio quello con la R barrata per "completare" la serie. Saluti Simone
    1 punto
  42. Insegna - distintivo della GUARDIA CIVICA VENETA Ottone, mm 34x40
    1 punto
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