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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/05/20 in tutte le aree

  1. Non sono cosi convinto siano le precauzioni covid il problema....... https://fieracavalli.it/it/news/fieracavalli-2020-raddoppia/
    4 punti
  2. Salve a tutti gli utenti del forum, giuseppe ballauri secondo il mio parere hai fatto bene a prenderla la piastra 1792 sta diventando introvabile. Condivido la mia 1792 aggiunta in collezione più di 10 anni fa.
    4 punti
  3. Stasera faccio una pausa con le Piastre di Ferdinando II e vi posto l'unica che ho di Ferdinando I, spero vi piaccia...
    3 punti
  4. Torna al mercato in NAC 120 al lotto 247, il prossimo 6-10-2020, dopo 30 anni, l'estremamente raro (3 esemplari noti) tetradrammo di Agrigento firmato da MYP(ON) .
    2 punti
  5. Lascia perdere, ARES III: noi dementi che c'informiamo solo coi giornali del "duo Soros-Gates" non possiamo conoscere le sicure verità che sanno loro. Come tutti quelli che non la pensano come loro non siamo altro che poveri cojoni.
    2 punti
  6. Trovata oggi nella ciotola di un turco. Ne trovo veramente poche in vendita, ed i prezzi sono alti. Ho avuto un'altra botta di sedere?
    2 punti
  7. Salve, premesso che questa non è la mia materia, mi chiedo 1) com'è possibile che da un astuccio originale della "Regia Zecca" vengano fuori monete così rovinate: non posso credere che proprio la zecca avesse scelto esemplari come questo, né che nell'astuccio le monete si siano da sole così ridotte. Di contro 2) l'astuccio stesso, a distanza degli oltre cento anni, presenta all'interno un tessuto e una scritta (solo un laconico "R. ZECCA") di una tale freschezza che sembrano fatti ieri. Mah! Giro questi sospetti agli esperti.
    2 punti
  8. Io prima di sparare cifre a casaccio proverei ad informarmi meglio. Non so il valore di questo tondello, ma un suo omologo non bimetallico è qui classificato, e in un'asta Montenegro del 2017 fece quasi 4000€: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ITLP/73 Consiglierei quindi al proprietario di fare qualche ulteriore verifica, prima di bollarlo come tondello senza valore.
    2 punti
  9. Comprato stamattina in libreria 13 euro Evvai che si legge
    2 punti
  10. Divertente, sono l'ex proprietario di questa moneta Anche io ero incuriosito da questa leggenda. Immaginavo che potesse trattarsi di una doppia firma de magistrati (Arpi et Salapia ?) I nomi dei magistrati conosciuti sono : ΔΑΙΟΥ, ΕΥΗΜΑΝ e ΡΥLLOY per Arpi e ΔΑΙΟΥ, ΡΥLLOY, ΡLΩΤΙΟY, ΔΟΜΥLΑΡ e ΤΡΩΔΑΝΤΙΟΥ per Salapia. In realtà, si tratta di una rottura di conio (cf SNG France Italie n°1412) e quello che sembra lettere è una "ricostruzione" dal restauratore de la moneta...
    2 punti
  11. Io non te lo so dire. Ok sei al tuo primo messaggio. Ti ricordo che non hai rispettato le direttive essenziali da allegare alla richiesta per l’identificazione della moneta. Peso, diametro, materiale, immagini di entrambi i lati e non per ultimo il bordo. Per me che sono una schiappa dico che si tratta di una riproduzione. Mi auguro di sbagliarmi, così avrai l’occasione di ringraziare chi gentilmente si impegna, senza che nulla gli sia dovuto, nel soddisfare la tua richiesta.
    2 punti
  12. Salve Si tratta di un Rechenpfenning un gettone da conto tedesco probabilmente degli inizi XIX secolo e raffigura il maresciallo Schwarzenberg uno dei protagonisti delle guerre napoleoniche e della sconfitta di Napoleone: https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Philipp_Schwarzenberg A questo link trova un esemplare come il suo con arco trionfale: https://www.ma-shops.de/loebbers/item.php?id=170906019 A giudicare dall'iconografia dell'Arco di trionfo e del personaggio il gettone è ben databile a mio avviso al secondo decennio del XIX secolo. L'arco trionfale rimanda infatti alla vittoria della Coalizione contro Napoleone; vittoria qui celebrata con questa simbologia molto neoclassica che raffigura un arco di trionfo come quelli che venivano eretti (inizialmente come strutture provvisorie essenzialmente lignee) in età romana a celebrazione del trionfo di un condottiero. In questi primi anni del XIX secolo il gusto neoclassico (il rifarsi in simbologia e stile architettonico all'età romana) era predominante e sia la retorica napoleonica che quella della Restaurazione ne hanno pienamente fatto uso. Basti pensare all'arco di trionfo di Parigi la cui costruzione iniziò proprio in epoca napoleonica e che si rifà in modo assai esplicito all'iconografia degli archi di trionfo imperiali per celebrare le vittorie militari del "nuovo Impero" che Napoleone stava creando e contemporaneamente confrontare quest'ultimo con l'arco di trionfo di Milano; iniziato come napoleonico ma riconvertito dai vincitori della guerra in arco celebrativo della vittoria contro Napoleone da parte della Coalizione, per questo oggi chiamato "Arco della Pace", che si serve del medesimo gusto neoclassico dove una guerra recente è descritta con un'iconografia antica. Il Congresso di Vienna ad esempio: https://it.wikipedia.org/wiki/Arco_della_Pace#/media/File:Arco_della_Pace_12.jpg Questi gettoni in area tedesca erano molto diffusi, i più comuni solitamente sono questi più tardi di fine XVIII-XIX secolo (furono prodotti fino all'unificazione tedesca pressapoco), spesso raffiguravano personalità importanti o sovrani o divinità del mito; alcuni apparivano come monete di fantasia altri avevano raffigurazioni molto complesse e di gusto quasi paesaggistico. Alcuni riportano il nome del master che li ha prodotti e se ne può ricostruire la datazione in base al suo periodo di attività. Nel suo come sopra accennato l'iconografia è abbastanza esplicitamente datante per fortuna. Basta cercarli su internet col loro nome tedesco per rendersi conto di quante tipologie diverse per dimensioni e disegni ve ne fossero: https://www.google.com/search?q=rechenpfenning&tbm=isch&ved=2ahUKEwig9M7MsNDrAhVFgKQKHW0CDhoQ2-cCegQIABAA&oq=rechenpfenning&gs_lcp=CgNpbWcQAzoECCMQJzoFCAAQsQM6BAgAEEM6CAgAELEDEIMBOgcIABCxAxBDOgIIADoECAAQHjoGCAAQBRAeUPeJGljqohpggaUaaABwAHgAgAG-AYgBwQqSAQQxMC40mAEAoAEBqgELZ3dzLXdpei1pbWfAAQE&sclient=img&ei=5KhSX6DyCsWAkgXthLjQAQ&bih=754&biw=1536&rlz=1C1SQJL_itIT822IT822&safe=active per saperne di più su questi gettoni e sul loro scopo: http://sri.lamoneta.it/Numismatica/rechenpfennig.php Per saperne di più sugli archi di trionfo nominati: https://it.wikipedia.org/wiki/Arco_della_Pace https://it.wikipedia.org/wiki/Arco_di_Trionfo_(Parigi)
    2 punti
  13. Altro esemplare con simbolo differente.
    2 punti
  14. Buona sera. Ho trovato questo. C'è attinenza? Gabriella Ps. Bassa risoluzione,altrimenti non carica
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  15. Tra i miei ultimi acquisti figura questo modesto e comunissimo Aureliano: Si tratta del RIC (online) 1472 (vedi link: http://www.ric.mom.fr/en/coin/1472?tempRIC=&asmSelect0=&Reign=Aurelianus&asmSelect1=&asmSelect2=&asmSelect3=&asmSelect4=&asmSelect5=&asmSelect6=&Titulature=IMP+AVRELIANVS+AVG&asmSelect7=&Legend=VIRTVS+MILITVM&asmSelect8=&asmSelect9=&asmSelect10=&asmSelect11=&BustDescription=&ReverseDescription=&Note=&Reference=&page=1&mod=result&hpp=50&from=advanced) Antoniniano - Zecca di Milano (3 officina) - autunno 271 / autunno 272 D\ IMP AVRELIANVS AVG; busto a destra radiato e corazzato. R\ VIRTVS MILITVM, T; soldato stante a destra con lancia nella mano destra e globo nella sinistra che fronteggia l'imperatore in abiti militari che regge una Vittoria alata con la destra e una lancia con la sinistra. La moneta è accompagnata da un cartellino d'epoca scritto a mano dove, oltre alla descrizione del pezzo e alla catalogazione fatta con il testo di Adolf Occo "Imperatorum Romanorum Numismata", è riportata anche la provenienza: "Nom. 1185 catalogue Santamaria (1914)". Grazie all'aiuto di alcuni amici del forum, come potete leggere qui: ho effettuato una piccola e fruttuosa ricerca fino a recuperare (in copia!) il listino originale di vendita dell'epoca di cui vi allego le immagini: La ditta numismatica P & P Santamaria era una celebre impresa antiquaria che per generazioni ha trattato importanti vendite numismatiche intrattenendo stretti rapporti anche con la casa reale dei Savoia. Qualche piccola informazione la si trova qui: La moneta, è stata venduta ai giorni nostri in un'asta pubblica da parte della casa Sasu Prado Falque Encheres nella vendita n. 2 del 06/12/2017 al sig. B. B. (inserisco per privacy le coordinate) assieme ad altre 14 monete appartenenti tutte alla medesima collezione (e quindi corredate con simili cartellini). Sono poi passate dal sig. B. B. all'attuale venditore T. W. Assieme a questo pezzo, ho acquistato anche un piccolo e simpatico Gallieno, che vi presenterò più avanti, con un'altra interessante annotazione sulla quale purtroppo non riesco ad andare molto avanti con le ricerche... Piccola curiosità di bassa natura economica: il pezzo fu venduto per 1,5 Lire nel 1914 che, stando a un piccolo calcolo fatto con una formula di calcolo online disponibile nel sito del sole24ore, dovrebbero corrispondere a circa 5,93 €... a distanza di 104 anni la moneta mi è costata... 5 € Sperando di non avervi tediato troppo... vi saluto!
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  16. Mi scuso per la presentazione errata dei miei pensieri. Il traduttore di Google non è il modo migliore per farlo. Ho tradotto il mio testo su un'altra risorsa e sono rimasto sorpreso da quello che è successo. Invece di una buona notte, si è rivelata una buona notte, assurdo
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  17. Tra i 6 e il 7 di settembre 1996 Papa Giovanni Paolo II compì il suo secondo viaggio in terra Magiara, in occasione del millenario di fondazione dell'Arciabbazia di Pannonhalma. La medaglia ricorda la visita e le due principali celebrazioni a Panonhalma e all'Ipari Park di Gyor. Al Dritto il Papa a braccia aperte e sullo sfondo il Castello di Budapest e al Verso Santo Stefano Re e il Duca Geysa affrontati e genuflessi sorreggono il vecchio modello dell'Abbazia. Si ringrazia Ralph Gray per aver prestato le fotografie della medaglia riprodotta in catalogo https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-F2618/19
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  18. Grazie a te che ci hai fatto vedere la moneta!!
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  19. @pizzamargherita, pochi spiragli da aprire: il "cofanetto" che forse giustamente ho chiamato astuccio, è chiaramente un falso e in quanto tale svela la malafede di chi l'ha confezionato inserendovi le monete; queste poi, non sono quel "fior di conio" che ci si aspetterebbe di trovarvi. Insomma, questo affare mi dà proprio l'idea di quello che a Napoli chiamano "pacco". Le monete saranno anche autentiche (anche quella con PROVA?) ma il trucco sta nell'averne fatto salire il prezzo a dismisura. Qui non si tratta di essere sospettosi (una qualità che deve comunque far parte del nostro mestiere) ma semplicemente di constatare una incongruenza fin troppo macroscopica. Questo è ciò che penso. Un cordiale saluto
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  20. complimenti @Der Kaiser molto ben conservata questo Half penny.
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  21. Il CNI è da consultare in primis, per queste monete...
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  22. La moneta è catalogata al numero 353,pagina 218,del CNI...
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  23. Essendo "Prova", e visto che per altri conii di monete "Prova" ce ne sono state di varie e variegate, credo che per tutti sia difficile dare una risposta certa senza la possibilità di visionarla di persona. Comunque della moneta "Prova" in oggetto, non mi convince nemmeno il seno e le gambe/piedi della donna librata. Ma sopratutto, sembra coniata ai giorno nostri.
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  24. Il rebus così definito l’ho trovato in https://www.aenigmatica.it/oedipower/index.php?action=profile;u=2883;area=showposts;start=45 In effetti lo stereorebus è formato da più di una vignetta per il rapporto temporale dei soggetti descritti nella prima lettura. Altrettanto da apollonia
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  25. BB = Banconota circolata, di bell'aspetto, con pieghe diffuse, eventuali piccoli strappi, senza parti mancanti. (Gigante 2017). Dalle foto io mi assesterei sul q.BB e per una R2 così penserei (ma non sono un grande esperto di banconote) un valore di mercato tra i 350, max. 400 €.
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  26. Bel convegno, strutturato su due piani del palazzo del turismo. Sono andato giovedì e venerdì e per l'occasione ho acquistato anche la medaglia della Pancotto. Di solito non lo faccio mai..ma visto che questo e' un anno particolare.. P.s..medaglia n. 20, con tanto di autografo. Complimenti a Loredana Pancotto.
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  27. Ho dubbi su tutte le monete ma solo una visione diretta e di un'esperto,possibilmente un Perito NIP,potrebbe dare la giusta classificazione. Queste tipologie sono molto rare e non molti Numismatici possono dire di averle viste dal vero,quindi sono monete da acquistare con molta prudenza e con il supporto,come ho già scritto,di un Perito NIP o esperto in queste tipologie. Oggi riescono a fare dei buoni falsi di monete "comuni" ma chi ha esperienza riesce a riconoscerle mentre con le monete PROVA avendo dei coni differenti e spesso non ben definiti e in diversi metalli è consigliabile almeno una visione diretta e non in foto e con il parere i uno esperto meglio ancora. Visto anche il prezzo considerevole se fossero buone!!!!!! Cordialmente F.
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  28. Buon pomeriggio. Sarebbe corretto, innanzitutto, che fossi tu a citare "le fonti" che ti hanno portato ad affermare che si tratta di un "inedito", visto che sei stato molto generico.
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  29. With such provenances and rarity, I consider it's totally unneeded and even a digrace to describe the test cut which beheads 2 of the horses as an unobtrusive scratch.
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  30. Ciao Buongiorno, la seguivo anch'io, ero stato a visionarla da ACM aste di Napoli, poi ho acquistato altre cose. complimenti , vista cosi ho tanti rimpianti per non averla acquistata. saluti Michele
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  31. @TIBERIVS, d'accordo ma sai com'è, a volte gli interventi sono capziosi, e qui per entrambe le monete non è stata postata l'altra faccia. Di qui il dubbio.
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  32. Non lo sapremo mai, lo hanno ucciso poco dopo
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  33. Questa "moneta" è la combinazione dei rovesci di due monete: della 20 lire d'argento del Regno d'Italia del 1928 ("meglio vivere"...) e del famoso tallero di Maria Teresa d'Austria (stemma). Gadget per turisti o "pacco" per sprovveduti, è una patacca di materiale ferroso e non di argento. Saluti
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  34. Zecca di Eraclea, 330-228 a. C., SNG Cop Italy 1139, SNG ANS 103, BMC I 59 (pag. 233) D. Atena, testa elmata a destra. R. HPA/KΛE-IΩN, leggenda verticale, a destra e poi a sinistra a scendere. Al centro, Eracle, stante a sinistra, con pelle di leone sul braccio sinistro e clava sulla spalla sinistra, sacrifica con la mano destra da una patera.
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  35. Buon giorno . Quel " c'è attinenza?" era enfatico. Anche per me si tratta della stessa moneta. Aumentando la risoluzione, benché risulti comunque sgranata mi sembra precisa. Anche io credo veramente che esistano solo le 2 possibilità già accennate. Buona giornata . Gabriella Ps. A Stilicho, ho controllato , volume XIV senza mi sembra.
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  36. A me mancava solo il mezzo... Scudo, quarto ed ottavo ero a posto... Con l arrivo del mezzo potrò fare la foto delle 4 tipologie insieme, con il rapporto ravvicinato delle dimensioni...
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  37. Ottimo quindi, anche bei rilievi delle legende!
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  38. Buonasera a tutti. Non esiste nella monetazione Napoletana un nominale più bello per me, del 10 Tornesi 1819. Condivido due miei esemplari con diverso simbolo sotto il busto.
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  39. Ciao Alain Difficile da dirsi, si legge poco... Ma per me è Amedeo IX, ti spiego cosa me lo fa pensare.. Sul lato della croce si legge il DVX, unica cosa leggibile, prima di questo dovrebbe esserci il segno di zecca e a me sembra di vedere un quarto lunare rovesciato, il segno di Michele di Bardonecchia, confronta e dimmi se sei daccordo con me. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-AMEIX/1
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  40. Il problema con queste discussioni "generiche" è che poi si va a finire che ti ritrovi a postare le stesse monete in argomentazioni più specifiche rischiando di diventare "noioso". Comunque, poiché ho già partecipato qui e di monete di cui vado fiero ne ho un po' (a me tutte le mie monete piacciono...) ecco che aggiungo:
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  41. Buongiorno a tutti amici, Voglio condividere con voi l'ultima arrivata in collezione. Spero piaccia anche a voi. Un saluto Raffaele.
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  42. 1951 Marocco (protettorato francese 1912-1956) - 1 - 2 e 5 franchi Sul 5 franchi è indicato solo l'anno islamico 1370
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  43. In una precedente discussione abbiamo analizzato gli sconosciuti fanti ashigaru. Oggi invece approfondiremo, sempre in maniera semplice ma concreta, un'altra tipologia di guerrieri talmente temuti che costrinsero addirittura alcuni signori feudali a collaborare con loro! Stiamo parlando dei monaci sōhei. Rappresentazione di una battaglia tra samurai e monaci guerrieri L'origine dei monaci sōhei: I sōhei, letteralmente "monaco soldato", furono dei gruppi armati associati ai templi buddhisti durante il periodo medioevale giapponese. I sōhei avevano molte somiglianze con i vari ordini monastici europei medievali, ma a differenza di questi si consideravano appartenenti al medesimo ordine religioso anche tra nemici. Come nacquero questi nuclei di monaci armati? Verso la fine del periodo Nara (710 - 794) i contrasti fra la religione shintoista e quella buddhista restavano ancora attivi, e ad aggravare ancora di più la situazione fu la crisi politica nata a seguito di una riforma fiscale che scontentava tutti. Solo i monasteri si trovavano in una situazione differente, sopratutto perché i loro domini erano esenti dalle tasse. A causa di questo fatto i monasteri furono sovrappopolati sempre di più e l'imperatore Kammu, temendo del potere sempre più crescente dei monasteri, cercò di arginare il fenomeno. Nonostante tutti gli sforzi non vi riuscì poiché i buddhisti erano ormai molto influenti. Per questo motivo nel 794 la capitale venne spostata da Nara a Kyoto, una scelta strategica per far cercare di allontanare il potere imperiale dalle roccaforti del potere monastico tutte legate a Nara. Oltre allo sviluppo del buddhismo, i nobili imperiali dovevano fare i conti anche con gli aborigeni dell'arcipelago, gli emishi, che minacciavano continue sommosse. Inoltre, le rivolte dei clan, sempre più frequenti, e le scorribande di pirati e predoni aggravavano ancora di più la situazione. Lo Stato imperiale stava iniziando a vacillare. Le forze governative vennero indebolite dalle lunghe lotte con gli emishi, e altre insurrezioni vennero affrontate a fatica. Nel frattempo il potere dei monasteri cresceva sempre di più: molti esercitavano un'autorità alternativa al governo imperiale e il buddhismo acquistò un carattere sempre più violento e aggressivo. La lotta per il potere, le dispute con le altre religioni e la difesa dei monasteri contro i predoni costrinsero i monaci a prendere le armi. L'iniziativa partì da uno dei monasteri principali, lo Enryakuji, e da lì alimentò la nuova istituzione dei monaci guerrieri sōhei. I samurai vi si sarebbero scontrati in diverse occasioni, con esiti non sempre favorevoli. Quali furono le basi dottrinali che consentirono ai buddhisti di prendere le armi? Le basi vennero prese dal Mahāyāna Mahāparinirvāṇasūtra (in giapponese Dainehankyō), cioè il "Sutra mahayana del Grande passaggio al di là della sofferenza". Questo sutra nasce dopo la distruzione dei templi buddhisti nel IV - V secolo d.C da parte degli Unni bianchi, e invita laici e buddhisti a prendere le armi per difendere il Dharma buddhista dagli aggressori. Una parte del monastero Enryakuji Gli eventi successivi: Nel 981 iniziò il vero battesimo di fuoco dei monaci guerrieri: la battaglia coinvolse gli sōhei del monastero Enryakuji e quelli del monastero di Miidera. La causa dello scoppio di questi conflitti tra monasteri era normalmente la nomina di un "abate", che per il monastero rivale era considerato privo di qualità. Tali conflitti proseguirono nel corso dei secoli con brevi interruzioni e conseguenti violenze fino al 1121, quando gli scontri militari divennero intensi e sanguinosi. Durante la guerra Genpei (1180 - 1185) le faide tra i templi furono ingigantite da eventi più grandi. I clan Minamoto e Taira combatterono per ottenere il titolo di shogun e cercarono l'aiuto dei monaci guerrieri: Taira no Kiyomori si alleò con quelli di Enryakuji; i Minamoto con i monaci di Miidera. Nella battaglia di Uji (1180) i monaci di Miidera, insieme a un contingente di samurai del clan Minamoto, cercarono di difendere il ponte sul fiume Uji, e il tempio dietro di esso, dalle forze del clan Taira. I monaci combatterono con grande energia, ma alla fine vennero sconfitti. Dopo la vittoria, Taira no Kiyomori ordinò la distruzione del monastero di Miidera. Dopo la guerra Genpei, i monaci guerrieri rivoltarono la loro attenzione alla ricostruzione dei monasteri, e in seguito anche il riottenimento del potere politico. Durante le guerre del periodo di Nanboku-Cho (1336 – 1392) il monastero Enryakuji offrì protezione all'imperatore ribelle Go-Daigo, e con l'aiuto dei monaci guerrieri lanciò una breve ribellione contro lo shogunato Kamakura. Stampa che rappresenta la battaglia di Uji (1180) La fine dei monaci guerrieri: Durante la guerra Ōnin (1467 - 1477) nuovi gruppi di monaci guerrieri si stavano formando nelle campagne: gli Ikko-Ikki. Essenzialmente erano coalizioni composte da monaci religiosi fondamentalisti, agricoltori e famiglie nobili che erano disposti a combattere letteralmente per le loro convinzioni. Nel 1488 il loro capo, Rennyo, incitò una rivolta contro il dominio dei samurai e fissò la provincia di Kaga come territorio principale per l'Ikko-Ikki. Da lì si diffusero verso le altre province di Nagashima, Ishiyama Honganji e Mikawa. Il potere degli Ikko-Ikki crebbe talmente tanto da attirare l'attenzione dei signori della guerra come Oda Nobunaga e Tokugawa Ieyasu. Nel 1564 Tokugawa Ieyasu attaccò la setta nella battaglia di Azukizaka, ma non riuscì a sconfiggerli definitivamente. Nel 1560 il signore feudale Oda Nobunaga prese il potere, ma i monaci guerrieri dell'Enryakuji riacquistarono la loro forza militare. Le sette militari buddhiste intralciavano il suo piano di unificazione del Giappone e dovevano essere sistemate una volta per tutte. Così nel 1571 l'esercito di Nobunaga, forte di 30000 uomini, attaccò l'Enryakuji, sterminò i suoi monaci guerrieri e lo rase al suolo. Successivamente Nobunaga passò a combattere l'Ikko-Ikki: nel 1574 assediò la fortezza Ikko di Nagashima; nel 1576 quella di Ishiyama Honganji. Il movimento Ikko-Ikki si arrese definitivamente nel 1580. Tra il 1580 e il 1590 varie fazioni di monaci guerrieri si schierarono dalla parte di Tokugawa Ieyasu e da quella del rivale Toyotomi Hideyoshi. Con l'inizio dello shogunato Tokugawa, il tempo dei monaci guerrieri si concluse (1603). Mon (emblema) della setta Ikko-Ikki L'equipaggiamento: I monaci guerrieri avevano un equipaggiamento abbastanza vario. Normalmente portavano una serie di vestiti kimono uno sopra l'altro, di solito bianco sotto e tan (una gradazione chiara di marrone) o giallo zafferano sopra. La calzatura tradizionale consisteva in calzini (tabi) e zoccoli di legno (geta), o dei sandali di paglia (waraji). Spesso i monaci creavano una sorta di turbante per coprire la testa, o indossavano una tradizionale fascia giapponese (hachimaki). Infine, alcuni portavano le classiche armature samurai (yoroi) I sōhei impiegavano una vasta varietà di armi: la lunga tachi era probabilmente la spada più comune, ma l'arma più tradizionale e utilizzata dai monaci guerrieri era il naginata , un'arma simile ai falcioni europei. Molti erano abili anche nell'utilizzo dell'arco (daikyuu), del coltello (tantō), della spada corta (wakizashi) e di una mazza da guerra (kanabo). Inoltre, vari monaci combattevano anche a cavallo. I monaci della setta Ikko-Ikki avevano un equipaggiamento ancora più vario: indossavano le più tradizionali vesti da monaco e vari tipi di armature. Svariati monaci indossavano vari tipi di caschi da samurai, mentre molti altri optavano per il cappello di paglia e il mantello da contadino. Il naginata rimaneva l'arma comune più utilizzata, ma utilizzarono anche un numero limitato di archibugi. Infine, un elemento molto comune dei monaci guerrieri Ikko-Ikki era un'asta con in cima uno stendardo (sashimono) che portavano lungo la schiena. Sugli stendardi era riportato uno slogan buddhista. Rappresentazione di un monaco guerriero del monastero Enryakuji Spero che anche questa discussione sia stata di vostro gradimento! Naturalmente per qualsiasi dubbio o informazione scrivete pure. Alla prossima Xenon97
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  44. 1851 Regno delle due Sicilie - Ferdinando II° - 2 tornesi Da notare quel grosso punto a destra della corona.
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  45. Buona sera a tutti, per chi volesse confrontare questa moneta con le altre può vederle tutte a pag 141 di questa discussione al post #3506. (Di seguito spero di riuscire ad inserire il link) Ho trovato in rete il nono esemplare di denaro con "S" non coricata, condivide con gli altri quasi tutte le caratteristiche stilistiche che confermano il breve (issimo) periodo di coniazione, una curiosità può forse essere la "S" stessa "confezionata" alla maniera di alcune "S" coricate già osservate, se non sbaglio da @avgvstvs, da un punzone della "C" con aggiunta di un trattino dritto a formare l'ansa inferiore, anche in questo caso forse per risparmiare spazio. Che dite? a dire il vero ne esisterebbe un decimo ma è su un catalogo privato rilegato in poche copie di cui non conosco il compilatore collezionista, ho la foto ma non il permesso, non credo neanche che costui sia così contento che il suo denaretto, catalogato in tempi non sospetti, abbia perso per strada almeno un paio di "R" in pochi mesi. PS. Se fosse qualcuno del forum magari potrebbe mandarmi un messaggio privato, non sarebbe male averli tutti insieme all'interno di questa monumentale discussione.
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  46. Guardando l'asta Hirsch mi sono accorto di questi due sesterzi identici che sembrano proprio due cloni, lavorati e con patine diverse presumibilmente artefatte... possibile che nessuno se ne sia accorto? Oltretutto nell'asta sono anche uno di fianco all'altro.... Ultimamente alcune monete che appaiono nelle aste mi lasciano sempre piu' perplesso e senza parole.... https://www.sixbid.com/en/gerhard-hirsch-nachfolger/7665/rmische-mnzen/6251313/rmische-mnzen-rmisches-kaiserreich?term&orderCol=lot_number&orderDirection=asc&priceFrom&displayMode=large&sidebarIsSticky=false&auctionSessions=8065|273699 https://www.sixbid.com/en/gerhard-hirsch-nachfolger/7665/rmische-mnzen/6251314/rmische-mnzen-rmisches-kaiserreich?term&orderCol=lot_number&orderDirection=asc&priceFrom&displayMode=large&sidebarIsSticky=false&auctionSessions=8065|273699
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  47. Nuova Zelanda One Shilling 1962. Guerriero Maori con in mano una taiaha Moneta che incontro per la prima volta...
    1 punto
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