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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/08/20 in tutte le aree

  1. Cari amici buongiorno, finalmente, a un anno di distanza dal precedente sfortunato acquisto, che si era concluso con il furto della moneta all'interno delle Poste Francesi, sono riuscito a chiudere la serie delle Dene (se si esclude il 1806). Il pezzo a me pare molto bello, per cui volevo mostrarvelo per avere le vostre consuete sagge opinioni. Un saluto, e buona domenica a tutti.
    6 punti
  2. Buonasera a tutti, ero indeciso su dove postarlo, ritengo sia giusto in questa discussione. ? Proviene dall'asta ACM 15 lotto 339 me ne sono innamorato a prima vista. Cavallo di Filippo IV Saluti Alberto
    5 punti
  3. Questo Grana 3 di Murat ha un vistoso errore di punzonatura: Lettera D in DELLE girata in senso opposto.
    4 punti
  4. Posto la Piastra di Ferdinando diventato I° dopo l'unificazione dei Regni di Napoli e Sicilia nel 1816. Tipologia "Testa Piccola". Buona Domenica.
    4 punti
  5. Ciao Enrico,condivido in pieno!!!! Non capisco le perplessità dell' utente su questa moneta abbastanza piacevole ed anche permettimi di aggiungere di stile godibile. Ormai, le foto vengono quasi tutte filtrate quindi,credo che negli acquisti si devono mettere in conto anche le piccole imperfezioni quali le tracce di rame o solfuri che vengono leggermente schiarite dai filtri. Personalmente la moneta mi piace di più nella foto privata che in quella del rivenditore, in quella privata risalta di più il senso di autenticità e di antichità.
    3 punti
  6. Concordo in pieno con quanto espresso da @vitellio e sinceramente dubito che continuando a postare foto si venga a capo del problema. Solo attraverso l’esame autoptico (e l’eventuale analisi strumentale) della moneta è infatti possibile verificare la presenza di suberatura, la quale, quand’anche accertata, non costituirebbe un caso anomalo né isolato. Studi analitici condotti sulle monetazioni della Magna Grecia hanno infatti ben evidenziato che non sono infrequenti casi di monete suberate battute da coni normalmente impiegati per produrre esemplari in argento. E la pratica sembra essere in uso fin dalle fasi più antiche della coniazione, come dimostra - solo per citare un esempio - uno statere suberato di Sibari (gr. 6,54; fase A) rinvenuto dall’area votiva del santuario di Timpone della Motta (Francavilla), tratto dalla stessa coppia di coni che batte 5 esemplari privi di tracce di suberatura (E. Spagnoli, La prima moneta in magna Grecia. Il caso di Sibari, Pomigliano d’Arco 2013, coppia di coni n. 46). Ad essere in discussione non è certamente l’autenticità del pezzo, che prescinde dalla suberatura. Semmai si può riflettere sull’interpretazione (e dunque sulla funzione) di tali esemplari in epoca antica, se vadano cioè letti come emissioni “ufficiali” o meno della zecca, argomento sul quale esiste una vasta bibliografia. Per tornare alla moneta in esame riporto un breve elenco, senza alcuna pretesa di completezza, degli esemplari battuti dalla coppia Noe 26 (da cui proviene lo statere in oggetto), ad integrazione del catalogo di Noe, che registra solo 4 pezzi: 1. gr. 8,04 (ANS = Noe, 26.a) 2. gr. 7,86 Reggio Calabria, MAN, inv. 350 (dal rip. Curinga, IGCH 1881 = Spagnoli 2004, 90) 3. gr. 7,61 Reggio Calabria, MAN, inv. 334 (dal rip. Curinga, IGCH 1881 = Spagnoli 2004, 91) 4. gr. 7,60 Künker, 174, 27/9/2010, 69 5. gr. 7,55 Stack’s, Ancient & World Coin Auction January 2007, 15/1/2007, 4024 (coll. Gehorsam) 6. gr. 7,49 Glendining, 1, 1-2/12/1927, 548 (= Noe, 26.d) 7. gr. 7,11 Glasgow, Hunterian coll., 126, 3 (= Noe, 26.c) 8. gr. 7,07 Naville, 60, 27/9/2020, 30 9. …………. Berlin (= Noe, 26.b) Come si nota il peso dell’esemplare postato, che corrisponde al n. 8, seppur decisamente basso, non desta particolare stupore tenendo conto , oltre alle puntuali osservazioni di @vitellio, della progressiva degradazione dei pesi e del fatto che risulta pressoché corrispondente a quello del n. 7.
    3 punti
  7. 50 centimos ed 1 bolivar Venezuela 1960 argento 835 su 1000
    3 punti
  8. Ben ritrovati, appassionati del Regno d'Olanda! Come promesso, quest'oggi inizieremo la trattazione dei ducati, dedicandoci alla descrizione del ducato di 1° tipo. Pressoché identico al doppio ducato, il ducato di 1° tipo venne coniato tra il 1806 ed il 1808. Come vedremo, durante il regno di Luigi Bonaparte, fu operativa unicamente la zecca di Utrecht. Soltanto il ducato di 1° tipo fa eccezione a questa regola. Difatti, venne coniato, oltre che ad Utrecht, anche a Dordrecht, nel solo anno 1806 e in un numero veramente esiguo di pezzi. Si stima, infatti, che ne siano stati battuti a malapena 526, di cui solamente una decina di esemplari è giunta fino ai giorni nostri. Si tratta, pertanto, di una moneta estremamente rara. Come potete osservare, la moneta presenta numerosissime analogie con il doppio ducato. Le uniche (piccole) differenze le possiamo riscontrare al dritto, dove mancano sia il cerchio cordonato sottostante la legenda che il lembo di terra ai piedi del cavaliere corrazzato. Nella legenda al dritto, inoltre, anziché avere il TRA di Trajectum troviamo la dicitura HOL, ad indicare la zecca di Dordrecht. Per il resto, rimane tutto com'era. Il ducato coniato a Utrecht presenta esattamente le stesse caratteristiche già elencate. La discussione potrebbe anche chiudersi qui se non fosse che, in realtà, oltre che Utrecht e Dordrecht, vi fu una terza zecca a coniare questa moneta. Una zecca ben lontana dai confini olandesi e che, probabilmente, vi lascerà stupiti: San Pietroburgo. Ebbene sì, il ducato olandese era talmente diffuso e apprezzato all'epoca, che i russi pensarono bene di copiarlo di sana pianta e utilizzarlo nella propria economia per i commerci e le paghe dei soldati. E non pensiate che ciò avvenisse unicamente come metodo per danneggiare l'economia olandese ora che il Paese era divenuto vassallo della nemica Francia. I russi realizzarono milioni di repliche di ducati olandesi per oltre un secolo, dal 1735 al 1849, anno in cui il governo olandese aprì un vero e proprio caso diplomatico con la Russia affinché smettesse di effettuare queste coniazioni non autorizzate. In realtà, in barba alle proteste olandesi, è ormai appurato che i russi continuarono a coniare ducati olandesi per almeno altri due decenni, sempre utilizzando la data 1849. Le “riproduzioni” in questione non erano intese per frodare nei commerci e, infatti, l'oro intrinseco è lo stesso degli esemplari genuinamente olandesi. Come vedremo, esistono anche delle piccole differenze che ci permettono di distinguerli. Allora, vi chiederete, perché fare tutto ciò? Perché coniare ducati olandesi, utilizzando le legende e i simboli di una nazione straniera, anziché inventarsi dei ducati propri? Probabilmente perché il ducato olandese aveva ormai raggiunto una fama internazionale tale da venir accettato pressoché ovunque senza troppi problemi. Una versione dichiaratamente russa, forse, non avrebbe riscosso lo stesso successo e avrebbe fatto più fatica (almeno per i primi tempi) ad essere accettata negli scambi. Comunque, a onor del vero, bisogna ammettere che i russi non furono gli unici a “sfruttare” indebitamente la fama del ducato olandese. Anche in diverse zecche tedesche troviamo imitazioni più o meno fedeli di questa moneta. Tuttavia, durante il regno di Luigi Bonaparte, solo a San Pietroburgo vennero create simili imitazioni. Perciò, non mi dilungherei ulteriormente. Le repliche russe furono eseguite tra il 1806 ed il 1807. Come detto, esistono delle lievi differenze, soprattutto a livello della data, che ci permettono di distinguerli. Il 1806 russo presenta una data più grande rispetto a quello olandese. Il ducato russo del 1807, oltre ad avere sempre le cifre della data più grandi, presenta un 7 di forma diversa. Difatti, possiamo notare come la cifra finale presenti una specie di coda, una virgola nella sua estremità. Come vedete, non c'è nient'altro che indichi che la coniazione è stata eseguita a San Pietroburgo, anzi! Viene addirittura riportata la dicitura TRA della zecca di Utrecht... Non risultano, invece, imitazioni russe per quel che riguarda il ducato di 1° tipo del 1808. Forse, ciò deriva in parte anche dai ristabiliti rapporti diplomatici tra le due nazioni all'indomani della pace di Tilsit. Bene. Direi che anche per oggi abbiamo concluso. Come sempre, se avete domande, curiosità, commenti o richieste di chiarimenti, non esitate a scrivere. Buona serata a tutti e alla prossima!
    3 punti
  9. @gionnysicily @babelone, @odisseo, @numa numa, @acraf, ed in generale tutti gli utenti che hanno partecipato, Vi prego di non smettere mai di partecipare, di esprimere le vostre opinioni senza timore, di renderci partecipi e di riprenderci quando erriamo. Discussioni simili fanno scuola aiutandoci concretamente a capire un po’ il complicato mondo della numismatica Hai ragione odisseo a criticare l’attuale mercato numismatico, Un vero ambiente marcio. Delusioni e mancanza di fiducia potrebbero indurre a lasciar perdere, ma poi spunta uno di Voi che riaccende la fiamma e la passione. Grazie
    3 punti
  10. Penso che la conoscenza dell'esistenza dei 10 tornesi del 1796 sia avvenuta per la prima volta con la vendita della collezione di Maria Sofia, moglie di Francesco II di Borbone, esitata dalla Florenge-Ciani il 29-30 giugno 1925. Ecco la moneta al lotto 438; purtroppo non è riportato né diametro né peso.
    3 punti
  11. Buongiorno a tutti, Asta Heritage del 14,15 e 16 Gennaio 2014,lotto 30778,un "Santo Gral" della Numismatica Napoletana...
    3 punti
  12. io aspetterei un momento prima di giudicarla autentica. parecchie cose non quadrano e potrebbe essere una fusione.
    3 punti
  13. Ciao a tutti, chiedo le vostre opinioni per dirimere un dubbio. Possibile che per errore Fischer-Bossert nel suo aggiornamento al Tudeer (Coins, Artists, and Tyrants: Syracuse in the Time of the Peloponnesian War. ANSNS 33. New York. 2017) abbia distinto gli esemplari 37.n) e 37.o), ma che in realtà si tratti proprio della stessa moneta? Ricordo soltanto che si tratta di conii firmati al dritto (quadriga) da Eveneto (sulla linea di esergo, che virtuosismo!) e al rovescio sulla fascia della sfendone dietro la nuca da Eucleida. Conii molto belli a mio avviso, anche se purtroppo il conio di dritto comincia ad un certo punto a rovinarsi e si apre progressivamente una rottura di conio fra la testa dell’auriga e la nike. Questa è la Fischer-Bossert 37.n) = Ars Classica XV, 1933, lot 361 La stessa moneta - ma F-B non lo riporta - passerà 55 anni dopo in un lotto di Vinchon, che nota la precedente provenienza: La stessa moneta infine riappare 29 anni dopo in un’asta Monnaies d’Antan del maggio 2017: Infine arriva la moneta da confrontare, la Fischer-Bossert 37.o) = Sambon-Canessa Dec 1907, lot 347. Vi sembra la medesima moneta, è sempre la Fischer-Bossert 37.n)? A me sembrerebbe di sì, considerato il difetto del tondello al dritto fra ore 9 e ore 11, e anche il peso di 17.19g e 17.18g (non mi illudo che i centesimi siano accurati, ma comunque il peso è molto simile).. ma chiedo il vostro parere perché se così fosse dovrei annotare sul mio testo di Fischer-Bossert: 37.n) = 37.o) Vi lascio gustare anche il commento riportato nella prefazione di Sambon-Canessa. Altri tempi... Infine, ma questo è un altro tema: avete visto l’esemplare Tudeer 37 appena passato alla Hess Divo 339, lot 12 (ex Gallery 51, giugno 2016, lot 24)? Sapete che a volte preferisco una moneta vissuta a certe monete perfettine? A quanto pare non solo io, se questa ha realizzato “solo” 22.000 chf, mentre l’esemplare nell’asta Nac di ottobre 2019 (una delle ultime battute per questo paio di conii, ma di lettura molto più chiara), qui sotto, ha fatto 34.000 chf?
    2 punti
  14. Buongiorno, in un accumulo di monete ho trovato questo gettone "Viva l'Italia Unita / 4 nov 1866" con un monogramma al rovescio "SB". Diametro 18 mm. Il gettone non riporta nessun valore; a cosa poteva servire, forse scopo propagandistico ? Ne sapete qualcosa ?
    2 punti
  15. Permettete questa piccola nota di ringraziamento a tutti coloro che hanno scritto. Si prega di accettare le mie scuse se l'italiano era povero - avevo bisogno di utilizzare Google translate. Questo forum ha alcuni dei migliori esperti e discussione in numismatica antica, quindi ho voluto postare le mie domande qui. Ancora una volta, apprezzo la tua intuizione e assistenza. D
    2 punti
  16. Buonasera a tutti, trovo sempre più deliziosi questi piccoli tondelli. Ne ho messo due insieme, li avete già visti ma mi piace riproporli insieme. Tra i due passa più di un secolo, ma sono due amabili fratellini? Saluti Alberto
    2 punti
  17. Buonasera, un altro dei miei Sestini il N°1 ? Peso g. 1,22 Diametro 18mm Saluti Alberto
    2 punti
  18. Uno dei miei scarrafoni (che ho appena postato anche in un'altra discussione) 5 Tornesi 1842
    2 punti
  19. Ho aperto la discussione senza immaginare (pur sperando) che la moneta venisse ritirata, e questa è sicuramente una bellissima notizia, in una giornata che regala in generale tristezza (per quello che sta succedendo). Sono inoltre contento che chi ha partecipato ( e parteciperà , in quanto le discussione non sono mai chiuse, ma si possono sempre alimentare) alla presente discussione lo ha fatto in modo libero ma soprattutto con cortesia. Probabilmente per le "vecchie volpi" era sicuramente una moneta scontata, ma sono contento che ci sia stato comunque qualcuno che ne ha tratto un beneficio ed è potuto crescere un po...numismaticamente .. skuby
    2 punti
  20. Io ne ho uno, ma in cattivo stato di conservazione. Penso che non ce ne siano tanti in giro. Moneta di difficile reperibilità sul mercato. Un vero R4 come la moneta da 10 Tornesi 1839 1° tipo
    2 punti
  21. Caro David, cerco di risponderti interpretando un poco quanto scrivi... Penso che tu per Gravità specifica intendi Peso specifico, i due numeri coincidono in caso di Gravità standard ( quella terrestre g = 9,80665 m/s² ) e....... immagino che le tue misure le abbia fatte sulla Terra. ? Non so bene come hai fatto le tue misure, ma un metodo tipico è moneta in sospensione in acqua con bilancia sottostante... Semplificando, Il Peso specifico è espresso in Kg/dm3 , quindi il peso in un determinato volume.... da cui appunto "specifico" in quanto determinato/determinabile nel volume standard, il decimetro cubo, chiaramente un volume. Se il materiale che usi per determinare il peso specifico non è compatto ma è poroso ( cristallizzato, impuro e con "buchi" microscopici dovuti alla migrazione del metallo all'esterno e poi asportato.... pensa a un qualcosa tipo a una spugna ) è intuibile che avrai per quell'unità di volume ( costante) una minor quantità di materiale e quindi un peso specifico minore.... cosa che avviene anche se è una lega di argento alligata con materiali più leggeri tipo rame etc... Il peso specifico del rame è 8,96 quindi inferiore anche alla tua misurazione di 9,6 che si pone quasi a metà tra l'argento puro ( ed è ipotizzabile che non fosse già all'origine argento puro massiccio ma probabilmente legato con rame etc.) e il rame..... anche se si parlasse di bronzo il discorso non cambierebbe troppo (da 7,4 a 8,9, salvo specifiche leghe al piombo che tenderei però ad escludere) Questo per dire che non farei affidamento sul discorso Peso specifico, non essendo vistosamente difforme da quanto è da attendersi per una moneta la cui corrosione interna ( cristallizzazione) probabilmente è abbastanza elevata, questo a giudicare dalla superficie. Viceversa dalle foto che hai postato , la seconda, sembra che possa rappresentare una laminazione saltata, ma da foto è difficile avere certezze..... solo tu, andando a toccare con cautela con una punta potresti vedere se il metallo effettivamente è rameico oppure no.... Confermo quanto detto da @dracma appena sopra, il peso in sè non è sufficiente per determinare una eventuale suberatura, visto lo stato generale del metallo. Cordialmente, Enrico P.S. Se sei scontento della moneta, penso che sia meglio parlare con la casa d'aste, che mi sembra seria e che credo non farà difficoltà a riprenderla, peraltro è un pezzo piacevole..... valuta tu.
    2 punti
  22. Buonasera, Per la cronaca il tetradracma di Messana di questa discussione non è sparito proprio da tutte le piattaforme e siti, senza tracce ne diciture. Resta ancora pubblicamente visibile su Numisbids con una scritta che rende merito agli interventi di @babelone, @gionnysicily, @odisseo e @skubydu, nonché degli altri utenti che si sono espressi. (ho eliminato ogni riferimento al lotto ed alla casa d’aste) Se da un lato è vero come diceva Odisseo al post 59 che senza certi nomi storici del mercato numismatico il settore ha risentito di un aumento significativo dei falsi posti in vendita, dall’altro non si può ignorare il fatto che finché ci sarà uno spazio su cui esprimersi e confrontarsi (come questo forum) ed utenti estremamente preparati ed esperti disposti a condividere ed analizzare, per chi studia e chi colleziona ci saranno questi “angeli custodi” della Vera Numismatica a proteggerli.. donandoci gli insegnamenti necessari a stare un giorno, forse, “in piedi da soli”. Che altro dire.. dieci pagine di ringraziamenti non basterebbero ad esprimerVi la mia personale gratitudine per ciò che fate.
    2 punti
  23. Sono quattro cavalli, ma sulla moneta puoi contare tre teste, la rappresentazione della quadriga è in stile arcaico, gli incisori non erano ancora in grado di imprimere profonditá sui tondelli e si limitavano a rappresentare la quadriga con i cavalli in linea sovrapposti. Solo la posizione delle teste e lo sdoppiamento delle linee facevano intuire che si trattava di una quadriga. Per capire cos’è lo sdoppiamento delle linee osserva le zampe anteriori dei cavalli, sembrerebbero 5 zampe ben definite, ma tra la prima e la seconda si può notare una linea che termina con un cuneo, quello è uno sdoppiamento della linea che rappresenta una zampa, idem tra l’ultima e la penultima. In totale 7 zampe anteriori. lo sdoppiamento delle linee è molto più evidente nei tetradrammi più arcaici, dove spesso si intravedono solamente due teste e sono sdoppiate le linee delle criniere
    2 punti
  24. NON CI POSSO CREDERE! e mica ci avevo fatto caso! quello è lo stemma della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts !!! Come fan sfegatato di Harry Potter non posso allora che confermare la bontà di tutto quello che è periziato dal diupon !!
    2 punti
  25. Certo che Sisto V è venuto proprio bruttarello, mi ricorda Salvatore de' "Il nome della rosa"!
    2 punti
  26. Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia... [Ugo Foscolo 1803] Cari Lamonetiani, oggi vi presento questo piccolo modulo coniato durante l'occupazione britannica delle isole Ionie. Isole dalla storia antica e tormentata: avamposto occidentale dell'Impero Macedone sin dal IV secolo a.C., passarono a Roma quando questa assoggettò la Grecia per far far poi parte dell'Impero Romano d'Oriente e infine Bizantino. Nel XIII secolo ne divenne Signore Maio di Monopoli, un astuto avventuriero che si barcamenò fra varie alleanze e così i suoi discendenti finché l'arcipelago non fu, isola dopo isola, assorbito dalla Repubblica di Venezia. Caduta la Repubblica nel 1797 per opera di Napoleone, l'arcipelago passò alla Francia che dovette dapprima contenderlo ad un'alleanza russo-turca (perdendendolo nel 1799 per poi riconquistarlo nel 1807) ed infine alla Gran Bretagna (nel 1809) che lo mantenne fino al 1863 sopprimendo anche una ribellione della popolazione nel 1848 che ne chiedeva l'annessione alla Grecia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l'ultimatum di Mussolini del 28 ottobre 1940 alla Grecia, le truppe italiane occuparono le isole Ionie ed il 10 agosto 1941 le stesse furono ufficialmente annesse al territorio metropolitano italiano come parte della "Grande Comunità del Nuovo Impero Romano". In seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, l'esercito tedesco occupò le isole per poi tornare in mano greca quando questo si ritirò. La moneta è in rame, è considerata abbastanza rara e raggiunge una discreta valutazione soprattutto nelle alte conservazioni.
    2 punti
  27. Consiglio di lasciarle attaccate, tanto non sono in grande conservazione, staccandole peggioreresti solo il loro stato. In più perderesti quella che è la loro peculiarità, quella di essere un gruzzolo con tutto i portato numismatico che ne consegue. Separate sarebbero solo due brutte monete singole..
    2 punti
  28. Buongiorno, I decori si suddividono in foglie o globetto centrale attorniato da altri 4 globetti più piccoli disposti a croce, a mio avviso le "crocette" non esistono ma sono il risultato scaturito dalla circolazione che abbassa e appiattisce i rilievi in modo da uniformare il tutto facendole sembrare per l'appunto "crocette"... Infatti hai evidenziato il fatto che alcune di queste crocette sembrano più delle "rosette" e non delle vere croci... Inoltre lo stesso simbolo o decoro lo troviamo anche su altri nominali e altri metalli...
    2 punti
  29. Altra Napoletana: L'ultimo 9 Cavalli di Ferdinando IV, il 1804. C : 9.
    2 punti
  30. Bella domanda! Non nascondo che, prima della pubblicazione del suo studio, ho discusso molto con L. Bellesia sulla corretta attribuzione. Alla fine ho convenuto con lui che per stile e caratteri (vedi lo stile dei fiori utilizzati come interpunzioni) sia da attribuire ad un periodo a cavallo fra Carlo I e Carlo II Gonzaga Nevers. ciao Mario
    2 punti
  31. Mantova, moneta controversa sia come attribuzione che come nominale...l'ultima classificazione elaborata da L. Bellesia la descrive come sesino per Carlo II Gonzaga (Panorama Numismatico, 1/2019, pp.47-56). Per le precedenti attribuzioni fai riferimento alla pagina in collegamento... https://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-FR2/3 ciao Mario
    2 punti
  32. Buonasera a tutti, per finire con le mie prime mezze piastre.. ? 60 Grana Ferdinando II 1859 Cosa noti @ventugenova90? ? Saluti Alberto
    2 punti
  33. Il falso d'epoca si distingue essenzialmente per lo scopo che sta dietro la sua produzione: circolare come se fosse una moneta reale, pur non avendone il valore e il corrispettivo intrinseco. Il falso moderno è invece prodotto per frodare i collezionisti. Pertanto mentre questi ultimi sono in genere ben fatti e tendono ad avere caratteristiche ben definite in rapporto al tipo di falsificazione (coniazione, presso-fusione, microfusione, copie galvaniche ecc.) e a riguardare determinate monete che "valgono" la spesa che sta dietro al lavoro del falsario, il falso coevo è più dozzinale, utilizza metalli poveri (nel periodo monarchico in genere metallo bianco, cioè leghe di stagno e zinco), ha un peso che si discosta sensibilmente dall'originale (in genere sotto-peso) e porta i segni di una circolazione prolungata e quelli che il tempo ha causato a carico dei metalli costituenti che tendono ad ossidarsi rapidamente attribuendo alla moneta caratteristiche che non ingannerebbero più neppure un "orbo". Ovviamente quanto sopra vale in quanto i 'falsi d'epoca' sono ricercati poco o per nulla dai collezionisti (e solo da un esiguo numero di "specialisti") proprio in virtù della loro "scarsa piacevolezza". Se il mercato si allargasse ed i prezzi salissero allora si dovrebbero temere i "falsi falsi-d'epoca" che sarebbero pressochè irriconoscibili dato che anche oggi la loro identificazione è frutto di un processo di esclusione (non possono essere falsi per frodare i collezionisti, dunque sono verosimilmente falsi d'epoca). Ancora un'osservazione che segue la logica sopra-esposta: un falso in metallo nobile di una moneta del medesimo metallo (oro, argento, talora platino) non può che essere un falso per frodare i collezionisti (cioè moderno) e mai un falso d'epoca!
    2 punti
  34. A proposito di date errate...che mi dite di questa? A causa della ribattitura 15575 M.I.R. 182/8, giusto?
    2 punti
  35. Sono d’accordo. Il consiglio che mi sento di dare è di acquistare - anche gradualmente - tre testi di qualità sulla monetazione greca (non solo siciliana, ma quest’ultima occupa una porzione rilevante nei testi): - Ancient Greek Coins, di G.K. Jenkins (prenderei edizione più recente) - testo overview scritto da un mostro sacro della numismatica greca. Anche illustrato, e leggibile da chiunque abbia interesse e sappia leggere un po’ d’inglese. Introduttorio e ben fatto - Greek Coins, di Kraay e Hirmer - testo di qualità e illustrazioni superbe. Formato grande. Se non ci si innamora di numismatica greca con questo testo, per le stupende foto, non c’è più niente da tentare... - Archaic and Classical Greek Coins, di Kraay - questo è un testo di overview come il primo ma con approfondimento e rigore strettamente numismatico maggiore. Diciamo che il primo è un filo divulgativo Sono anche testi che mettono in relazione le varie aree e periodi della monetazione greca e della relativa storia, oltre che approfondire temi generali sempre utili (tecniche di datazione, produzione, hoard, bibliografia specialistica per le zecche...) Dopo questi, la numismatica greca siciliana si studia con i corpora dedicati alle zecche di interesse, con gli hoard pubblicati (bellissimo il Randazzo, anche come testo numismatico), con gli articoli specialistici, con i cataloghi delle belle collezioni formate con pazienza... Emilio Siculo
    2 punti
  36. Ecco le mie: 1834 e 1862
    2 punti
  37. Per me il Kraay Archaic and classical greek coinage (se ricordo bene), resta insuperabile. Arka Diligite iustitiam
    2 punti
  38. Allego la foto di un Mezzo Carlino di Filippo II Mi aiutate a decifrare la data? Ho pensato di classificarlo M.I.R. 183/3 ma ho dei dubbi
    2 punti
  39. Caro #Sirlad, ti semplifico la vita.....visto che non collezioni monete greche.....usando il titolo di una famosa canzone dei Guns N' Roses, "Welcome To The Jungle". Il mondo della numismatica classica (specie le greche di Magna & Sicilia) è fatta per collezionisti "seri" che accettano il fatto che per sopravvivere e non incorrere nei falsi devono approfondire e studiare sempre e comunque ogni giorno perchè purtroppo, diversamente dal passato, le Case d'Asta (non me ne vogliano gli astaioli del Forum) non danno garanzie perchè non sono competenti o peggio in mala fede. Vedasi il caso del Leontini di Nomos che è stato ritirato solo grazie a interventi proenienti da questo Forum.........(chissà come mai?!?!?!?!) Si deve accettare oggi la logica del supermercato, reparto frutta: guardare bene ed evitare la fragola marcia messa sotto altre buone nel cestino. Molti sorrideranno ma è cosi: circola una marea di falsi. Quindi #Sirlad non ti stupire ma ringrazia questo Forum Lamoneta ed il fatto che ci sono persone (ad es Gionnysicily o me) che dicono come stanno le cose a differenza di altri che per paura o altro, dietro un dico e non dico, non si espongono mai e intanto leggono e fanno tesoro delle osservazioni e rilievi fatti. Credimi, visto che ormai sono stanco delle solite ipocrisie, non è il solito discorso che il passato è sempre bello ed il presente/futuro fa schifo, ma il mercato di oggi è solo una giungla dove vige la legge del più forte, nel senso che sopravvive solo chi ha l'umiltà di analizzare sempre e comunque ogni pezzo anche confrontandosi con altri..........e proprio a questo serve il presente Forum Lamoneta..... Saluti Odisseo
    2 punti
  40. Bello questo, abbastanza raretto. Buona serata a tutti!
    1 punto
  41. @VALTERI purtroppo il pezzo Goldberg è stato pesantemente toccato, nel rovescio in particolare ma non solo, lettere fondi e rilievi... .... l'intervento è stato fatto malamente, perchè la qualità della moneta se trattata più correttamente sarebbe stata notevole... Volendo citare un pezzo particolarmente bello metterei quello in allegato, che almeno è sostanzialmente sano...
    1 punto
  42. Dopo una lunga ricerca direi che potrebbe essere non di Pergamo ma di Nysa (sempre se é autentica) http://www.wildwinds.com/coins/greece/lydia/nysa/t.html Che ne pensate?
    1 punto
  43. Ciao, se ho visto bene, sebbene la classificazione sia anche secondo me corretta, nella descrizione che ne fa Wildwinds vi e' un errore. Infatti, la legenda corretta del dritto e' IMP C M ....e non IMP M... come lì scritto. Buona serata da Stilicho
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  44. denaro di Ancona con cavaliere. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ANOANA/20 ciao Mario
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  45. Questo 5 Tornesi 1833 con taglio Obliquo e stella a 6?! La conservazione non è il massimo ma non se ne vedono molte in circolazione,o no? Scusate le foto,in mano è un pochino meglio.
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  46. In ricordo del grande batterista dei Pooh Stefano D'Orazio, venuto a mancare fra ieri ed oggi, una delle più belle canzoni, a mio avviso, dei Pooh
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  47. Conclusa l'introduzione storiografica, quest'oggi inizieremo ad approcciarci all'ambito numismatico vero e proprio. Premetto subito che la monetazione di Luigi Bonaparte è complessa, estremamente varia e, per questo, di non facile trattazione, in quanto caratterizzata da numerose prove, progetti e coniazioni eseguite in poche decine di esemplari. Cercherò, per quanto possibile, di districarmi in questo intricato universo, con lo scopo di rendervelo il più chiaro possibile e, mi auguro, un minimo appassionante. Ovviamente, come sempre, non esitate a pormi domande o a richiedere eventuali delucidazioni aggiuntive. Terminata questa breve ma doverosa premessa, direi di iniziare. Come detto, Luigi Bonaparte regnò dal 1806 al 1810. In questi 4 anni di regno non adottò mai il sistema monetario decimale. Difatti, un po' per rimarcare la propria autonomia, un po' come segno di rispetto per le tradizioni dei propri sudditi, scelse di coniare monete che seguissero il sistema monetario preesistente. Addirittura, i primi tempi proseguì a far battere monete in linea con lo stile della precedente Repubblica Batava, apponendo il proprio ritratto solo a partire dal 1808. Sicuramente, una delle monete più iconiche di questo primo periodo fu il ducato, fulcro dell'economia olandese già dal XVI secolo, quando i Paesi Bassi erano ancora sotto la dominazione spagnola. Questa piccola moneta, praticamente d'oro puro e dal peso di 3,50 grammi, fu introdotta ai tempi di Carlo V. Come avvenne per la Repubblica di Venezia, il ducato si dimostrò una moneta estremamente utile per gli scambi commerciali e, per questo, non deve sorprendere che il proprio momento di gloria lo ebbe tra il XVII e il XVIII secolo, quando l'Olanda si affermò come potenza navale e coloniale. Luigi Napoleone fece coniare sia il ducato “classico” (da 3,50 grammi) che il doppio ducato. Quest'oggi ci concentreremo solo su quest'ultimo, anche per non appesantire troppo la discussione. Coniato tra il 1806 ed il 1808 presso la zecca di Utrecht, il doppio ducato è una moneta dal peso di 6,99 grammi e dal diametro di 28 mm. Come per il ducato, il titolo dell'oro utilizzato è molto alto (983 millesimi per l'esattezza). Al dritto troviamo un cavaliere in armatura pesante, che regge nella mano destra una lunga spada mentre nella sinistra un fascio di frecce. Sicuramente la rappresentazione è un po' distante dai gusti e dai canoni stilistici del tempo ma, nel pieno rispetto delle tradizioni preesistenti, si scelse di proseguire con lo stesso disegno utilizzato sui ducati olandesi nel corso dei secoli precedenti. Per chi non lo sapesse, infatti, il “cavaliere olandese” è un soggetto iconico, praticamente un simbolo d'identità nazionale in Olanda. Tanto che, ancora oggi, continua ad essere utilizzato su alcune monete “commemorative”. Per certi versi, se volessimo fare un confronto, lo potremmo equiparare al San Giorgio della monetazione inglese. Prima di proseguire vorrei fare un piccolo accenno storico: da quando conquistarono la propria indipendenza dalla Spagna, i Paesi Bassi si dotarono di una forma di governo alquanto singolare per il tempo. Divennero, infatti, una repubblica. Sulle monete olandesi (dal 1581 al 1808) non troveremo, dunque, l'effige di un monarca ma tutta una serie di soggetti “alternativi”. Il cavaliere olandese era uno di questi. Anche la scelta delle frecce strette nella mano non è affatto casuale. Se osservate attentamente, le frecce sono esattamente sette, proprio come il numero di province costituenti la Repubblica delle Sette Province Unite. Insomma, capite bene come si possa disquisire alacremente anche soltanto su di un singolo particolare di una moneta. Credo che questo, alla fine, sia uno dei lati più belli della numismatica. Per questo motivo, tendo a volte a dilungarmi su queste spiegazioni, che mi auguro non suscitino noia in voi lettori. Tornando al nostro doppio ducato, al dritto leggiamo CONCORDIA RES PAR CRES TRA (Concordia Res Parvae Crescunt Trajectum) che significa: "nella concordia le cose piccole crescono". Trajectum è, invece, il nome che i romani diedero ad una delle roccaforti che costruirono lungo il Limes Germanico. Da qui ebbe poi origine la città di Utrecht, luogo dove vennero coniati proprio questi doppi ducati. Anche quel piccolo scudo che si trova tra la spada e l'elmo del cavaliere è un simbolo di Utrecht. Al rovescio abbiamo, invece, una specie di tavoletta quadrata, ornata da decorazioni di tipo floreale. Il testo, su cinque righe, recita: MO: ORD: PROVIN: FOEDER: BELG: AD. LEG. IMP. (Moneta Ordinum Provinciarum Foederatorum Belgicarum Ad Legem Imperii), ovvero: “Moneta del governo della federazione provinciale del Belgio conforme alla legge dell'Impero”. Come potete vedere, non c'è alcun riferimento a Luigi Bonaparte ed al suo regno. Se confrontassimo questo doppio ducato con uno della Repubblica Batava o degli ultimi anni della Repubblica delle Sette Province Unite, non noteremmo grosse differenze. Per questo motivo, gli appassionati del periodo napoleonico non vanno particolarmente in estasi per questo tipo di monete, che, comunque, rimangono esemplari interessanti e con la loro assoluta dignità, sia ben chiaro! Perfetto! Per oggi direi che abbiamo concluso. La prossima volta tratteremo i ducati. Buona giornata a tutti
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  48. Il Tornese con Cornucopia battuto al dritto con il conio del Tarì 1572 e al rovescio la data 1577
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  49. Questa di produzione della ditta Johnson uguale alla tua si prestava anche alla produzione generica per altre attività
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