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Buongiorno a todos... oggi condivido questo, uno degli ultimi arrivati in collezione e ultimo grano con questo tipo di busto battuto sotto Ferdinando iv...io l'ho acquistata come non circolata, il venditore la proponeva così...siete d'accordo? Il dritto è sicuramente meglio impresso del rovescio ma in questo millesimo capita spesso. Vorrei sentire i vostri pareri. Grazie. Saluti. Cristiano.9 punti
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Ciao a tutti, Nel mio girovagare in rete in cerca di belle piastre da aggiungere alla collezione mi sono imbattuto in questa '56 con due belle V capovolte e usate al posto delle normali A in GRATIA... Ora la mia domanda è: Voi ne avete mai visto una con questa particolarità? Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in merito a questa piastra. un saluto a tutti. Raffaele.7 punti
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Qua nessuno parla a vanvera, se viene indicata con "patacca" una moneta è perché lo è, come nel caso del tetra di Messana che infatti è stato prontamente ritirato dalla casa d'aste. Risultato...una moneta falsa in meno in una collezione, almeno 70000 franchi fatti risparmiare a qualche incauto collezionista e per finire, della sana informazione numismatica gratuita e senza nessun fine. Skuby6 punti
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Cari amici di Genova dopo essermi inserito in una vecchia discussione di Venezia desidero postare qui a vostro beneficio, l'ultima arrivata nella mia piccola collezione. Si tratta, come potete ben vedere, di un rarissimo grosso imitativo di Martino Zaccaria emesso a Scio probabilmente nel 1328-1329, ma sicuramente dopo la morte del figlio Bartolomeo nel 1327. La moneta riporta: D/ +M.Z.S.V.IMPATOR. DVX lungo l'asta .S.SIDOR.SYI R/ IC-XC cerchio sotto il gomito. ed è conosciuta in pochi esemplari anche se è segnalata come R3 nel nostro catalogo. Per identificarla sono stati utilissimi una serie di volumi partendo dal Giuseppe Lunardi “Le monete delle colonie genovesi” https://www.storiapatriagenova.it/Docs/Biblioteca_Digitale/SB/396b22c37e8bbc6c44c30828fc127900/b951fa2b11b625617738aac13db46a05.pdf Domenico Promis “La zecca di Scio durante il dominio dei Genovesi” https://books.google.it/books/about/La_Zecca_Di_Scio_Durante_Il_Dominio_Dei.html?id=0OfguQEACAAJ&hl=en&output=html_text&redir_esc=y Gamberini di Scarfea “Le imitazioni e le contraffazioni monetarie nel Mondo” vol. 3 e specialmente Andreas Mazarakis “Zaccaria e Della Volta nell'Egeo Orientale 1268-1329” https://docplayer.it/56369244-Zaccaria-e-della-volta-nell-egeo-orientale.html Sono letture necessarie per un appassionato di Venezia e delle contraffazioni ed imitazioni che la riguardano. Questi libri mi erano stati di grande aiuto nella stesura di un articolo riguardante proprio la zecca di Scio. https://www.academia.edu/39945295/UNA_POSSIBILE_CONTRAFFAZIONE_DELLA_ZECCA_DI_SCIO_A_NOME_DI_FRANCESCO_FOSCARI_NUMEROSE_FONTI_TESTIMONIANO_COME_SCIO_ABBIA_AVUTO_NOTEVOLI_DISSAPORI_CON_LA_SERENISSIMA_RIGUARDO_CONTRAFFAZIONI_DI_MONETE4 punti
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In teoria sarebbe buona norma che uno studioso esaminasse autopticamente tutte le monete oggetto di una propria pubblicazione. Nella pratica, purtroppo, raramente è possibile, soprattutto nel caso di studi per sequenze di coni, la cui base documentaria comprende svariate migliaia di esemplari. E nel corso delle ricerche non è raro effettuare “amare” scoperte anche nelle più autorevoli collezioni, come quella di M.P. Vlasto. Exempli gratia l’esemplare n. 72, inizialmente inserito in sequenza da Fischer-Bossert e poi rimosso perché rivelatosi “moderne falschungen” (p. 46, n. 3 e p. 398, F 12). Si tratta tuttavia di un caso isolato. Delle 8000 monete catalogate dallo studioso tedesco di appena 41 pezzi (0,5%) viene negata l’autenticità e si tratta – tranne che per pochi casi - di monete la cui contraffazione era ampiamente nota, sia a Vlasto sia attraverso l’opportuna registrazione nel Bullettin on Counterfeits. Riguardo l’esemplare oggetto di questa discussione non sono in grado di esprimermi sulle criticità tecniche evidenziate perché non possiedo competenze in merito. Va detto però che tra una riproduzione fotografica e un esame autoptico la differenza è notevole. E questa moneta è stata vista e/o esaminata da non pochi studiosi e/o collezionisti. Prima ancora di apparire sul mercato antiquario (NAC), nel volume di Fischer-Bossert (n. 243o), nel museo di Basilea (AM 79), nella coll. Moretti (n. 87) e nel celebre catalogo della collezione Vlasto redatto da Ravel (n. 213), era stato lo stesso Vlasto a pubblicarla in Taras oikistes. A Contribution to Tarentine Numismatics, 1922, pl. VIII, n. 34b e prima di Vlasto la moneta aveva fatto parte della collezione Seltman. Vlasto dunque ne era entrato in possesso prima del 1922……..quasi un secolo fa. Che nessuno abbia rilevato all’epoca alcuna anomalia e che a tutt’oggi non sussistano elementi tali da consentire di esprimere un giudizio univoco in merito, è tuttavia significativo e lascia ogni possibile valutazione (anche se ben argomentata) inevitabilmente sospesa, in attesa di eventuali ulteriori approfondimenti. Una certezza però c’è: l’encomiabile gesto della NAC che – come di consueto – si distingue per qualificata professionalità e competenza.4 punti
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Sirlad, perdona, ma perché? Perché non si deve scrivere e dire quello che realmente è? Se è falsa/ patacca, è più che corretto poterlo dire e non capisco perché mai si dovrebbe “lasciare il beneficio del dubbio”.... scherzi?? Anche nell altra discussione hai fatto più di un intervento di questo carattere , richiamando la cautela, quando si era certi (almeno io e ed altri) della falsità. Ora, da te, mi aspetterei altri interventi, anche tecnici o almeno di interesse sull argomento “monete Antiche”. skuby4 punti
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Buonasera a tutti. Mi rendo conto che ho ereditato una scarsa collezione di monete, ma ciò mi appassiona anche se ho cominciato tardi e c'è tanto tanto da imparare. Grazie a tutti voi che mi insegnate molto. Solo guardando e leggendo le vs. opininioni,piano piano si può anche imparare. Spero di poter sottoporVi con il tempo, una moneta degna della vs. stimata conoscenza. E vi stimo molto. Vs. Associata. Ciao3 punti
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Le due zecche dell'impero gallico furono Treviri (la principale) e Colonia (aperta verso la fine del regno di Postumo). Con la riannessione del territorio dopo la resa di Tetrico in favore di Aureliano, la zecca di Colonia cessò la sua attività mentre la zecca di Treviri emise solamente due monete (almeno solo due oggi sono note) a nome di Aureliano prima di essere chiusa/trasferita a Lione. Aureliano a Treviri coniò durante l'estate del 274 questi due esemplari: IMP AVRELIANVS AVG PACATOR ORBIS IMP AVRELIANVS AVG VIRTVS AVG Qualche giorno fa, da Roma Numismatics, è stata venduta una interessantissima moneta di Tetrico II che ahimé non sono riuscito ad aggiudicarmi perchè oltre il mio budget (minimo) che avevo previsto: notate nulla di strano? Si tratta di un esemplare inedito di Tetrico II, apparentemente di buono stile e di fattura ufficiale con una particolarità: il rovescio è del tipo VIRTVS AVG con Marte, scudo, lancia e fiore in mano. Si tratta di una tipologia di rovescio "sconosciuta" per i sovrani gallici il che fa pensare a una moneta di congiunzione tra l'Impero Gallico e la riannessione di Aureliano. La mente e la fantasia volano e fanno ipotizzare un'ultima emissione gallica ripresa come prima coniazione dal nuovo sovrano che aveva appena riconquistato la Gallia con le sue relative zecche. E la fantasia si rafforza ancor di più se andiamo ad analizzare questo esemplare di Aureliano (ne sono conosciuti tre in tutto) appartenuto a Philippe Gysen e venduto un paio di anni fa in asta da Jacquier: Vi ridomando: notate nulla di strano? ...vi metto un'altra immagine (perdonate se la scala non è delle migliori): se la vista non mi inganna, si tratta del medesimo conio di rovescio, robe da far cadere la sedia all'indietro! Quindi? Prende consistenza l'ipotesi precedente? Se sì, la storia della zecca di Treviri nel periodo di passaggio tra l'impero gallico e la riannessione all'impero centrale, andrebbe riscritta o comunque rivista. Tuttavia, anche se mi piacerebbe fosse così, rimango con qualche dubbio che non posso fugare non avendo in mano la moneta e sostanzialmente il dubbio è questo: molto probabilmente si tratta di una emissione locale realizzata per fusione accoppiando due stampi ricavati da monete ufficiali: una di Tetrico II e una di Aureliano... un po' come accaduto per questo esemplare: In ogni caso, mi fermo qui, in attesa di ulteriori sviluppi, ipotesi e approfondimenti. Incidentalmente ho scoperto che su questo pezzo sta preparando un articolo un numismatico francese... l'ho saputo oggi in quanto l'ha pubblicamente detto, abbiamo discusso delle mie ipotesi (che in sostanza sono anche le sue) e mi ha anticipato qualche sua considerazione sul pezzo, che però secondo me viene meno se siamo in presenza della medesima coppia di conii cosa che io ritengo con assoluta convinzione. In ogni caso mi fermo per rispetto accademico e parcheggio la mia idea di farne un piccolo articolo in attesa della sua pubblicazione. Si tratta di un grande conoscitore (e collezionista e commerciante) dell'Impero Gallico a cui va tutto il mio rispetto e la mia stima. Nulla ci vieta di discuterne però in questo spazio col tenore di una chiacchierata tra appassionati!3 punti
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Dopo un lungo silenzio, forse anche grazie al blocco forzato a casa, ho deciso di scrivere di nuovo. E’ una storia che parte da un vero ritrovamento, ma che poi si dipana tra racconto, ricordo e fantasia. Buona lettura (spero). 10 LIRE Era marzo e si era nel pieno del blocco dovuto a questa maledetta epidemia. Piuttosto stanco dopo una lunga giornata di lavoro, dopo aver parcheggiato l’auto nel viale sotto casa, in un silenzio surreale mi avviai verso il mio portone. All’improvviso, mentre infilavo le chiavi nella toppa, la mia attenzione fu attirata da un piccolo oggetto tondo e chiaro posto proprio davanti alla soglia. Con movimento un po' impacciato a causa della grossa borsa da lavoro che portavo a tracolla, mi chinai e lo raccolsi. Quale stupore! Si trattava di un 10 lire spiga del 1984. Ma cosa ci faceva là, davanti a casa mia, una moneta da 10 lire? Chi poteva averla persa? In quei giorni vuoti, poi? Magari un vecchio nostalgico che l’ aveva nel borsellino. O magari qualcuno che la teneva in tasca come porta-fortuna. O forse qualche bambino che la usava come gioco…..Certo la cosa era strana, considerato che in quei giorni tutte le attività erano chiuse e la gente in giro pochissima. E se fosse stato un segno del destino? Chiunque l’avesse persa, l’aveva lasciata lì in bella vista per me. Possibile? Dopo uno sguardo sommario e se vogliamo anche un po' distratto (10 lire……erano sempre e solo 10 lire….ci ero passato…) misi la moneta nella tasca dei pantaloni con un movimento rapido e distratto e salii le scale. Entrato in casa, come d’abitudine, mi fermai salutare mia moglie; le chiesi come era andata la giornata, come stavano le ragazze. La solita routine, pensai. La routine…la rovina delle nostre vite…. Avevo sempre cercato di evitarla, ma inevitabilmente ci cadevo dentro….Come e’ difficile vivere, pensai. Come sono difficili e impegnative le relazioni umane….ci voleva anche questo maledetto virus….. Quindi mi recai in camera per mettermi comodo; una bella doccia, tuta, divanone e via! Ma ecco che, nello sfilare i pantaloni, sentiii un tintinnio ovattato sul pavimento; mi girai e vidi lei, bella , adamantina, che spiccava argentea sul legno nodoso. La 10 lire! L’avevo proprio dimenticata! La ripresi in mano e la guardai con attenzione, ora. Era ancora in buono stato, qualche riga e qualche macchia, ma nessuna ammaccatura. Tenerla in mano mi diede una bella sensazione di leggerezza, di freschezza, forse anche di spensieratezza. Era da tantissimo tempo che non toccavo una vecchia 10 lire. Gli anni passano e dimentichiamo facilmente, purtroppo….. Ma poi, del resto, già molto tempo prima di passare all’euro, le 10 lire erano state snobbate (proprio come i centesimini di oggi), nessuno le voleva. Ricordo bene quegli anni: quando me le trovavo tra le mani, arrivato a casa, me ne liberavo velocemente mettendole in una piccola ciotola che tenevo vicino al telefono fisso che ancora campeggiava su una mensola della sala da pranzo. Dunque, per la prima volta (credo) mi soffermai a guardarne le fattezze. La moneta mi colpì per la sua semplicità. Sul dritto due belle spighe rigogliose, sul rovescio un aratro. Immagini georgiche che mi portarono alla mente ampie distese di campi gialli sotto il sole azzurro, ondeggianti su un terreno ricoperto di terra grassa e fertile che non poneva alcun ostacolo al lavoro dell’uomo. Ricordai quando ero piccolo, la terra dei nonni, le tante corse nei campi, i giochi spensierati, le lunghe giornate che non finivano mai, il pane e salame all’ombra degli alberi e qualche timido assaggio di vino, di quello buono della vigna…. Girai e rigirai la moneta. Poi la mia attenzione cadde sulla data. 1984….. Avevo 17 anni. Ero uno studente del liceo classico, allora…Mentre pensavo, all’improvviso sentii un tuffo al cuore, una sorta di ansia che non era ansia, una sorta di fremito che non era un fremito. Era una sensazione che conoscevo bene. Il ricordo corse alla mia compagna di classe di allora, Emma. Il mio primo vero amore. Lei mi piaceva: era semplice, molto intelligente, una delle migliori della classe, sobria nel vestire, da portamento elegante e pulito. Io, invece… ero io: non certo un adone, non particolarmente appariscente, studioso, dal buon rendimento scolastico, ma piuttosto anonimo, oltre che molto timido. Con le donne ero sempre stato imbranato. Non sapevo mai come muovermi e questo non giocava mai a mio favore, come e’ facilmente intuibile. E anche con lei fu così. Un lungo approccio impacciato che durò tutta la primavera e l’inizio dell’estate. Ad un certo momento mi sembrò che anche lei fosse interessata a me, e non poco. Ma poi la scuola finì e per me fu il dramma. Non ci saremmo rivisti per mesi. Lei mi scrisse. Mi fece capire molto. Io risposi, ma stupidamente non colsi che fosse arrivato il momento giusto. Non so perché accadde, ancora me lo domando. Poi la lontananza fece il resto. Al rientro a scuola niente fu più come prima. Dopo poco, lei si mise con un altro. Era finito tutto. Da allora, nonostante gli anni, sento ancora quell’ansia che non e’ ansia, quel fremito che non e’ un fremito, ogni volta che il ricordo di lei solo mi sfiori la mente. Proprio come ora con quel 1984 impresso su una stupida moneta da 10 lire. Ah, se almeno l'avessi baciata! Ecco la 10 lire. Scusate le foto, sono negato. Buona serata da Stilicho3 punti
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Direi che l'identità dell'impronta del rovescio sia piuttosto evidente, ancorchè quello di Tetrico presenti una sfocatura decisamente importante... A mio modo di vedere la moneta di Tetrico non è incompatibile con una coniazione, anzi, viste le rotture e le frammentazioni del bordo.... la attenta osservazione del bordo dovrebbe mostrare le caratteristiche spaccature e strappature del metallo sottoposto a coniazione... quindi sembra imprescindibile procedere verso una attenta analisi ( meglio autoptica ) del bordo... ( nel caso opposto si dovrebbe vedere la giunzione delle due conchiglie e i codoli) Ovviamente è nota la tipica usanza nell'epoca ( e anche prima, da almeno Gallieno) di portare i coni del rovescio alla usura più assoluta, fino a far diventare le figure delle ombre informi... cordialmente, Enrico3 punti
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Grazie per aver postato questa moneta. ti invidio. Storia affascinante, quella di Martino, per i suoi ardimenti si guadagnò il favore di Filippo di Taranto, imperator titolare di Costantinopoli e principe d'Acaia, a tal pnto che costui lo nominò con diploma in data del 26 maggio 1315 re e despota dell'Asia Minore e gli diede inoltre Marmara, le Enusse, Tenedo, Lesbo, Chio, Samo, Icaria e Coo, con tutti i diritti regali e con tutte le insegne della regalità. In compenso Martino s'assumeva il carico d'aiutarlo, con cinquecento uomini, a riconquistare il trono di Costantinopoli. Martino con imperterrito zelo proseguì l'alleanza disegnata contro i Turchi da Martin Sanuo nel 1329. Le sue spedizioni contro gli infedeli furono quasi sempre vittoriose. Sembra che, durante i quindici anni di suo governo di Chio, egli ne uccidesse più di diecimila. Dopo avventure ammirabili, liete e tristi, nel 1343 si congiunse ai Crociati che si scontrarono con Omar principe d'Aidin per impadronirsi di Smirne e cadde nella sanguinosissima battaglia del 15 gennaio 1345. E' un vero eroe ligure e mi piace ricordarlo con le parole di D'Annunzio nella "Canzone dei Dardanelli": In regia potestà l'Asia Minore ha Martin Zaccaria, batte moneta, leva milizie e navi, si travaglia a Focea per allume, a Chio per seta, a traffico imperversa e a rappresaglia, stermina Catalani e Musulmani, tutt'armato da re muore in battaglia.3 punti
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Continui a scrivere sul comportamento della NAC........ma pensi che non l'abbiamo capito. La NAC si è comportata da signori, lo ripotiamo che questa discussione non è contro la NAC.....anzi fa onore di come hanno trattato il collezionista @coinzh. Questa discussione è per i molti collezionisti o raccoglitori, che non partecipano alla discussione, ma che leggono e non intervengono. poiché non hanno le conoscenze come te o me. Anche, un contributo alla Numismatica Classica.3 punti
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Il desiderio di condividere con Voi questo grosso di Martino Zaccaria nasce anche dalla sorpresa avuta effettuando ricerche nel nostro forum. Digitando “ grosso di Scio” abbiamo 7 discussioni, ma non pertinenti mentre digitando Martino Zaccaria grosso ho visualizzato una bella discussione con @dizzeta il quale afferma che: Certo che .... se fosse, come alludi, e cioè una falsificazione di Chios (o Focea) degli anni che indichi .... avrei raggiunto lo scopo per cui ho iniziato a collezionare: "Trovare una moneta degli Zaccaria" .... ma posso correggere il tiro adesso aggiungendo .... "d'oro"..... così sono sicuro che non accadrà e posso continuare a collezionare tranquillamente la mia bella Genova (e dintorni). Ed allora eccomi qui. La moneta (di cui posto l'immagine presa dal nostro catalogo essendo più completa) è molto similare ad un grosso del Soranzo (1312-1328) oltre che per l'iconografia, in maniera particolare per la lettera P tagliata (non risultano altri dogi veneti che si sono susseguiti con l'utilizzo di questo particolare punzone). Oltre alla legenda si può notare (come affermato dal Dr Schulte in Mazarakis) una differenza sostanziale nello stendardo. Mentre nei grossi veneziani c'è una croce (cosa errata perchè abbiamo evidenziato una molteplicità di segni) nei matapani degli Zaccaria c'è lo scudo. Invece al Rovescio è presente un anelletto, come segno del massaro. Non riesumo la storia di Martino Zaccaria in quanto seppur interessante non ho le competenze del caso e pertanto lascio a voi colmare questa lacuna. Sarà un piacere leggervi.3 punti
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Non pensi che se fosse stata coniata, la ribavera della cera ( da ore 11 a ore 12,30 , sarebbe rimasta cosi Secondo te questi craterini ( ho evidenziato i più grossi) sono "corrosioni ?2 punti
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Si segnala un interessante articolo la cui indagine è nata da alcune disposizioni di zecca dove risulta si dovesse coniare una moneta tutt'oggi mai rinvenuta nel mercato numismatico e non censita in alcun testo. Nell'articolo si approfondisce come la circolazione della moneta bassa in Napoli influenzasse anche le monete siciliane e come le politiche economiche portate avanti nella penisola avessero penalizzato l'economia sicula. Sono inoltre approfondite alcune monete dalla dubbia esistenza viste le fonti non sempre affidabili e mai apparse sul mercato (sarebbe interessante vedere le rarità attribuite dai cataloghi). L'articolo è consultabile per intero su Numismatica Sicula, di seguito il link. Numismatica Sicula - Una moneta ordinata e mai rinvenuta2 punti
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Ciao @sandokan , se fosse stata utilizzata solo la parola "falsa" magari si ci può passare anche sopra, giusto perchè in tanti scambiano il falso per la riproduzione o copia, l'aggiunta *d'epoca* rende di fatto queste vendite ingannevoli perchè d'epoca non hanno nulla, sono semplicemente delle patacche. Queste... chiamiamole così 'ristampe' moderne non sono state di certo concepite per essere spacciate per buone, era lo scopo di un "buon falso" al tempo in cui circolavano le autentiche. Le stampanti hanno sostituito la tipografia, con una filigrana abbozzata e semicredbile purtroppo ormai le riproduzioni dilagano, certe aziende le sfornano come copie perfette e non c'e' nulla di ingannevole, e tanti per pochi euro li comprano. Altri come fransua e martin, comprandone in quantità, si sono spinti oltre, in buona sostanza con una stropicciatura mirata i nostri pseudo-periti li travasano sul mercato come falsi d'epoca. I veri falsi d'epoca hanno un mercato ben preciso, banconote rare e ricercate arrivano a prezzi ragguardevoli, purtroppo il punto di forza di questi pezzi di carta è il bassissimo costo, in tanti si sono comprati la loro bella banconota fasulla spendendo da tre ad una ventina di euro. Forse hanno creduto di fare l'affare? chi lo sa? forse sono consapevoli di aver comprato un tappabuchi? credendo magari che tanto è un falso e quindi vale pochissimo, significherebbe capirne poco o nulla di banconote. Per un vero falso d'epoca della banconota del post #14, per esempio, potrebbero non bastare un migliaio di euro. Fatte in casa come i francobolli a cui accennavi? non credo, ci sarebbe da fare i conti con un certo tipo di carta (anche se dissimile dagli originali) filigrana ecc. le perizie si, sono un 'fai da te' di fattura indecente! I francobolli erano un gioco, giusto per inviarsi una cartolina, giusto per prova, i veri francobolli falsi esistevano veramente, stampati a fogli interi erano prodotti per lucrarci sopra, venduti dai falsari a prezzo ridotto nelle tabaccherie, naturalmente era un reato, e come puoi immaginare hanno un loro mercato, un vero falso passato per posta è consapevolmente collezionato, a differenza del falso artigianale che rimane solo una curiosità, giusto perchè l'automazione delle affrancature ha allentato le maglie dei controlli rispetto tanto tempo fa. Giusto per terminare… cercano il pollo? sicuramente, anche se mi viene in mente un'altra definizione, direi proprio che cercano l'incapace.2 punti
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Nel panorama delle imitative esiste una varietà di produzione molto elevata. L'importante era creare una moneta riconducibile a una pseudo identità che non necessariamente coincideva con l'imperatore regnante. Chi creava le monete spesso era analfabeta e quindi non era in grado di riprodurre nomi e legende corrette così come chi utilizzava le monete. Pertanto non era un grosso problema la cosa. In più circolavano assieme monete di imperatori passati, di usurpatori gallico e di sovrani regolari quindi la gente era abituata ad avere in tasca una certa varietà di nominativi, quindi non costituiva motivo di sospetto l'avere in mano una moneta ibrida2 punti
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Molto si è fin qui scritto sull'autenticità o meno di questa moneta e su quanti avendola vista al vero e/o posseduta, abbiano avuto occasione per valutarla in questo merito . Il venditore è stato indubitabilmente più che disponibile verso il compratore, ritirando la moneta pur in assenza, allora, di un parere certo di falsità se, come leggiamo nel post n. 23 " 5. i signori Russo della NAC dopo aver visionato la moneta dal vivo con una lente mi dissero che la moneta può essere falsa oppure autentica e mi dissero che loro la riacquistano se desidero " . Siamo solo un forum che discute, tuttavia chi oggi abbia in mano questa moneta, forse potrebbe proporre un parere che penso sarebbe di importante aiuto .2 punti
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Mi scuso se arrivo ora in discussione, ho letto questa mattina, sono un po' incasinato tra lavoro e famiglia. La moneta in effetti presenta delle criticità guardando le immagini caricate soprattutto se raffrontata al pezzo venduto da CNG. E' possibile avere un immagine della moneta con il suo colore originale? - GRAZIE Per quanto riguarda Moretti come collezionista e uomo, non si può dire nulla. grande numismatico. Era molto appassionato alla monetazione di Taranto, tanto che un amico mi raccontò che uno dei suoi sogni era quello di raccogliere in collezione tutti i conii conosciuti di questa zecca. Probabilmente quando ti prefiggi questo obiettivo può starci che possa capitare qualche moneta falsa, considerando anche il volume della sua collezione. Poi, che dire, tutti i collezionisti, dopo un po di tempo che guardano le proprie monete, qualche dubbio su qualche pezzo può venire … magari non ne era molto convinto nemmeno lui, ma questo non possiamo saperlo, si può solo ora commentare questo pezzo. Skuby2 punti
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Nonostante tutto i miei dubbi persistono. Sul lato della moneta vedo una limatura. Ma da questo ricavo solo questo dato: c'è una limatura sul bordo. Resto inoltre convinto della pulizia subita dalla moneta. Questo genere di pulizia, molto in voga nell'ottocento, oggi è considerata un delitto nei confronti della moneta. La riconosco perchè ne ho viste tante in collezioni pubbliche e private. Ci sono anche altri particolari che mi fanno pensare alla genuinità della moneta, ma per essere sicuro dovrei averla in mano. Ho apprezzato molto l'episodio riferito da @coinzh riguardante Alan Walker. E' proprio per questo che vorrei avere la moneta in mano. Certi particolari si possono scoprire solamente così e non c'è foto che tenga. Vi dirò di più. Se Walker ha visto una traccia della N sono propenso a credergli. Ribadisco che la mia no è una sentenza ma solo una serie di dubbi. Arka Diligite iustitiam P.S. Non è la prima volta che mi trovo a remare contro corrente. Vi cito due casi. Un solido di Antemio contro Antwala e tutto il FAC e l'altro il tetra di Catania contro il parere di Piakos. Per me entrambe buone.2 punti
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In questa questione sono due i punti importanti: - originalità o meno del pezzo - comportamento della casa d’aste del primo ne discute - con perizia - gionnysicily. Del secondo - se permetti - posso fare qualche considerazione io non solo e non tanto perche li conosco ma perche non è banale in un consesso dove altre case d’asta avrebbero preteso perizie e controperizie per accertare la dubbiosità del pezzo prima di procedere ad un ‘eventuale’ risarcimento. ognuno scrive per il proprio ambito di competenza e secondo le proprie impressioni. Punto. secondo il falso sara’ banale per te ( e Simonerst...) ma direi che non lo è stato per molti altri esperti che addirittura hanno espresso dubbi sulla falsità che Coinzh ha portato alla loro attenzione. Giudicare la bontà o meno di un pezzo è sempre un esercizio difficile e insidioso. Non essendoci una macchinetta per farlo ( come per i francobolli) le prove, le conoscenze, le argomentazioni devono trovare il loro posto in un mosaico dove i pezzi si incastrino bene e possano rappresentare la figura che ne viene fuori in modo chiaro e convincente come sembra essere questo il caso con questa moneta... infine - se posso - riguardando la scheda del Ludwigmuseum, ho visto che la moneta proveniva dalle collezioni Seltman, Vlasto (!) e citata ovviamente nel lavoro di FB. Direi che con queste referenze- normalmente - uno dorme sonni tranquilli ?. Poi - come vediamo - tutto è possibile e l’errore ci puo’ sempre stare - pero’ non mi si venga a dire che il falso e’ banale e soprattutto ...’ come hanno fatto a non accorgersene prima ‘ ?.... ?2 punti
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Mi pare che nessuno ha minimamente pensato ad responsabilità della casa d'aste. Ci mancherebbe.......qui si sta descrivendo che non la NAC , ma vari collezionisti e studiosi, che hanno potuto vedere la moneta e addirittura pubblicata in un libro. Non pensi che fare un pò di chiarezza, giovi a chi come @coinzh, ha dovuto passare mesi, o anni , a frustarsi . Visto che la moneta l'aveva acquistato perché gli piaceva. Qui non è in causa la NAC che puntualmente ha rimborsato e ritirato la moneta. Con la NAC ..... si sa che si può dormire sonni tranquilli. Certamente sono cose che possono succedere. a qualsiasi società. D'altronde resta sempre il famoso motto del grande Roberto.......Il più bravo e , quello che sbaglia meno"2 punti
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Credo che negli ultimi casi il segno di valore (X) , tra cui quelli che tu citi, fosse usato più per consuetudine che per un preciso scopo, tra l'altro il segno non corrispondeva più al valore reale della moneta. Non si tratta però in nessun caso di sesterzi che per me venivano così contrassegnati in modo da non essere confusi con i quinari quando in altro periodo storico avevano in comune l'iconografia (dioscuri al rovescio e busto di Roma al diritto). Vorrei anche sottolineare un aspetto che ho già anticipato: cioè che se fossimo così consapevoli da intendere il tempo come una dimensione vedremmo che i 150 anni che intercorrono fra il nostro sesterzio e l'iscrizione di Pompei fanno si che i due "oggetti" appartengano a due luoghi distinti e due culture diverse. Un ulteriore aspetto del nostro sesterzio che mi lascia dubbioso è il significato dell'iconografia : credo che molte monete della repubblica oltre ad avere un utilizzo commerciale servissero anche a creare consenso soprattutto nelle aree lontane da Roma, infatti circolando in un territorio vastissimo avevano scalzato quasi completamente le monete locali. Se prendiamo in considerazione alcuni denari o quinari che si rifanno alla cultura celtica come il IIS che stiamo analizzando : ad esempio il denario di saserna postato da scipio dove è raffigurato il volto di un celta con tutte le caratteristiche riconducibili alla sua cultura e un bellissimo scudo celtico a lato, oppure il denario sergius silus nel quale si vede un cavaliere romano che porta una testa mozzata secondo l'usanza dei guerrieri celtici, oppure un quinario di Cesare nel quale si vede un celta catturato e legato sotto un trofeo ma a differenza degli altri prigionieri sempre con atteggiamento orgoglioso e indomito. Bene queste monete anche se citano episodi a volte violenti o dolorosi fanno un uso dell'iconografia volto a creare vicinanza mai distacco fra le culture che avrebbero in seguito formato l'impero. Ecco il nostro sesterzio mi sembra volto più a colpire con elementi ben studiati, e lo scopo per me rimane sempre quello: una cifra..2 punti
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Ma chi non conosce fransua diupon ... ma non si dovrebbe chiamare François Dupont ? Comunque si, ormai non ci faccio più caso, ma in passato andavo spesso a controllare le aste scadute per questi pezzi di carta ed i compratori c'erano eccome.2 punti
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Buonasera a tutti, bel Grano Cristiano, @Asclepia, ottima conservazione, bel ritratto di Ferdinando IV. Approfitto e posto uno dei miei esemplari per compagnia. ? Saluti Alberto1 punto
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Condivido al 100%. Il dubbio è l’inizio della saggezza – Dubium sapientiae initium. -- Cartesio apollonia1 punto
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CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: Metallo Presunto: gentilissimi signori mi sapreste conferfermare l,autenticità di questa moneta e posibile valore? grazie1 punto
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Non si può dire, perché a seconda dei gusti queste monete possono essere guardate con interesse o con rifiuto. Anni fa restituii al negozio numismatico dove l'avevo comprato, un aureo di Carlo V d'Asburgo re di Napoli in condizioni SPL+, con una precisa doppia battitura della legenda a sinistra. Poi mi sono pentito di averlo perduto, in effetti era a tutti gli effetti un pezzo unico, una "curiosità" anche gradevole, dal punto di vista estetico niente male, anzi... Ma mi preoccupava molto il pensiero delle difficoltà che avrei certamente incontrato al momento di volerlo scambiare o rivendere. Anche per le monete moderne l' "indice di gradimento" se così si può dire, può dipendere dall'entità dell'effetto risultante dalla doppia battitura: che può essere deturpante, ed è un conto, o ininfluente, ma anche sorprendente, come un 20 lire "elmetto" del 1928, che mi sembra di avere visto su questo Forum, che al rovescio aveva esattamente un fascio littorio e mezzo. Quello era molto interessante e sicuramente dotato di un qualche plusvalore. In ogni caso la doppia battitura non è un "difetto". HIRPINI1 punto
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Ciao Nikita, una domanda : ma ha un senso chiamare queste "cose " falsi d'epoca" ? O non sono altro che giochetti, passatempi più o meno innocui ? Il falso è qualcosa che imita il vero e serve per ingannare il prossimo, ma un perito che si firma Ecchecà e le altre banconote "periziate" chi potrebbero ingannare ? Anche se non c'entrano nulla per nulla con l'argomento mi vengono in mente le belle monete che anni addietro postava nel Sito Annovi Frizio, bozze di Euro di fantasia, alcune sarebbero state da realizzare davvero ! In altri tempi con un amico ci scambiamo pseudo falsi postali, creando francobolli di fantasia utilizzando il verso di francobolli veri in modo che - incollati sulle buste- apparivano con dentellatura perfetta. Io realizzavo dei piccoli collage, ho persino inviato una cartolina con il volto di Hitler ritagliato da un francobollo tedesco, il mio amico invece, bravissimo in disegno, creava ex novo francobolli commemorativi che riportavano paesaggi, castelli,bellezze naturali...... Alla Posta passavano tutti, la timbratura era automatica e così..... Ma è evidente che con la Filatelia non c'entravano per nulla, e neppure con i Falsi , non imitammo MAI francobolli veri ! @nikita_1 punto
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Grazie per tutte le info al riguardo. Ero solo dubbioso dell' autenticità perché è una moneta che desideravo da tempo.1 punto
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65 è dispari e 90 è pari: non dovrebbero essere uno a destra e uno a sinistra della strada? Probabilmente nella zona falsi falsi d'epoca si deve prendere il cavalcavia per raggiungere la sezione marche da pollo.1 punto
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Oricalco di Elagabalo (Germe, Misia) che raffigura sul rovescio Eracle in piedi, di fronte, testa a destra, con la clava nella mano destra e il leone di Nemea ucciso tenuto per la zampa posteriore destra nella mano sinistra (Leu 5). Roman Provincial MYSIA. Germe. Elagabalus, 218-222. Medallion (Orichalcum, 43 mm, 40.93 g, 7 h), T. Ioulios Fontinios Alexandros, strategos. ΑΥΤΟΚΡ Κ•Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝЄΙΝΟϹ ϹЄΒ Laureate and cuirassed bust of Elagabalus to right, breastplate decorated with gorgoneion. Rev. ЄΠΙ ϹΤΡ Τ•ΙΟΥΛ•ΦΟΝΤΙΛΙΟΥ / ΑΛЄΞΑΝΔ/ΡΟΥ // ΓЄΡΜΗΝ/ΩΝ Herakles standing front, head to right, holding club in his right hand and the slain Nemean lion by the right hind leg in his left. Ehling 175 (V1/R1). RPC VI online 3828. SNG Paris 992 ( same dies ). Extremely rare. The fourth known example, and far superior to the Mabbott and Paris coins (the example in Lanz 165, 9 December 2017, 271, was extensively reengraved). The obverse a bit weak, otherwise, good very fine. The reverse of this impressive medallion shows us Herakles holding the slain Nemean lion by the right hind leg, a radical modification of the usual imagery of Herkakles wrestling and strangling the beast as we know it from so many Roman Provincial issues. Starting price: 600 CHF - Estimate: 750 CHF - Result: 3.600 CHF1 punto
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Interessante argomento e interessante ricerca! Che approfondirò con le letture dei link sopra. Complimenti ancora per il nuovo ingresso in collezione!!1 punto
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@numa numa Entrambe le discussioni sono ancora leggibili su forum concorrenti. La vicenda del solido di Antemio era molto particolare e la modalità di ritrovamento faceva propendere tutti verso la falsità. Io, memote del consiglio di un grande numismatico - ''guarda la moneta, non ascoltare le storie'' - lo ritenevo genuino e credo di averlo dimostrato, anche grazie al monogramma trovato poi in altri esemplari. Con Antwala poi abbiamo avuto modo di ''scontrarci'' anche sulle famose bolle nelle monete longobarde. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Ciao Fabrizio Bella ricerca e ..... bel Grosso imitativo. Una volta di più - semmai ce ne fosse bisogno - dimostri quanto il Grosso veneziano abbia influenzato le monetazioni europee, in particolare quelle dell'est Europa. Complimenti luciano1 punto
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Comunque a me sembra una riproduzione; ha il bordo arrotondato e il peso eccedente di 26.8 conto 26.4 dell'originale non depone a favore della bontà. Poi la contromarca non ha riscontro nelle foto di monete autentiche. Poi bisogna tenere conto della crescente diffusione di monete false cinesi (e non) . Un indizio interessante è sapere come è stata acquistata questa moneta.1 punto
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Buonasera, non so quanto tu sia esperta di numismatica. Io, che lo sono poco e non ho libri in casa a riguardo, appena trovo una moneta Italiana la cerco sul catalogo di questo forum che trovi semplicemente cercando su Google "catalogo la moneta.it". Da lì in poi è molto facile orientarsi e si impara facilmente. Su quel catalogo si trovano moltissime informazioni su ogni moneta (esclusivamente italiane), come rarità, valore, caratteristiche fisiche come peso e dimensioni e molto altro. Non ha forse tante informazioni quanto un libro, ma per me è stato finora quasi sempre perfetto e ormai indispensabile. Saverio1 punto
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Scriveva il Manzoni “ del senno di poi ne son piene le fosse...” non me Ne voglia Simone ma ci sta che un errore possa scappare - in primis ad un collezionista che possedeva migliaia di monete ( buone!) , in secundis ad un autore tra i piu’ quotati studiosi di numismatica classica , in tertio alla casa d’aste cui magari e’ sfuggita tra le centinaia di monete ( buone) classificate per la vendita. onestamente rispetto slle ‘sconcezze’ faraminose che vediamo tutti i giorni ormai - ad ogni livello - non mi sento proprio di gettare la croce addosso a nessuno. l’importante è rendersene conto - con prove e pareri seri e motivati - e la cosa buona e’ che quando si ha a che fare con una casa iper seria come la NAC non si corrono rischi di negazioni di responsabilità o contenziosi che sfiancano. io credo che nessuno di noi sia stato immune da falsi ( non immediatamente riconosciuti ) nella propria carriera di collezionista o studioso o commerciante. Almeno alzi la mano chi puo’ provare il contrario ? un falso non sminuisce certo la straordinaria raccolta costruita da un collezionista del calibro di Moretti. un falso non incide sulla reputazione di una casa d’aste che puo’ vantare di aver trattato molte tra le piu’ belle e importanti monete classiche.1 punto
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Esattamente. E guai a chi parla di dupondi per Postumo!!! Su Postumo, a complicare le cose, intervengono anche le riconiazioni su sesterzi precedenti e le produzioni massicce dell'Atelier II che non era zecca ufficiale, ma centro di produzione molto attivo (e probabilmente in qualche misura e per qualche motivo tollerato o quanto meno non perseguito) che, contrariamente a quanto si riteneva fino a qualche decina di anni fa, non emise solo bronzi ma anche antoniniani. Studi recenti hanno ormai identificato senza alcun dubbio l'Atelier II (così l'aveva identificato Bastien) nel sito di Chateaubleau. L'identificazione è avvenuta dopo una campagna di ricerche archeologiche pluriennale (che ancora continua). Poi arrivano anche le emissioni propriamente riconducibili alle zecche locali meno strutturate che di fatto abbassano in maniera più che evidente il peso dei sesterzi rendendolo talvolta di poco superiore agli antoniniani e salta completamente il sistema di identificazione del valore fiduciario dato dalla testa laureata/radiata.1 punto
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Buonasera a tutti, mi piacciono molto i riccioli di Murat, io che sono quasi calvo. ? Saluti Alberto1 punto
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Pero’ Laminiera.it è veramente simpatico ? per la migliore classificazione di tutte le varianti attualmente repertoriate per i quattrini di Guidubaldo per le zecche di : Urbino Casteldurante Fossombrone consiglio il testo del Cavicchi, Monete del Ducato di Urbino da Guidantonio di Montefeltro a Francesco Maria II della Rovere. Associazione Pro Urbino 2001.1 punto
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allora..... ci sono diversi modi di approcciarsi alla "questione valore" delle monete del tardo antico.... - un modo è quello ad esempio dei "tedeschi" .. e non solo... ad esempio Hahn, Metlich etc . questo approccio parte dall’intento “positivistico” di poter dare un senso a tutto…. Così ci troviamo pagine e pagine di relazioni e interrelazioni tra i vari metalli, tra le monete, tra i “valori” cambi di rapporti in libbre etc etc etc leggendo il MIBE e MIBEC mi pare di leggere le mirabolanti avventure di chi vuole quadrare un cerchio usando una bacchetta di gelatina…. - abbiamo l’approccio rassegnato di chi rinuncia a qualsiasi spiegazione - e abbiamo l’approccio di chi tenta di comprendere ciò che possiamo sapere, senza proporre costruzioni universalistiche che alla fine hanno in parte fatto il male della numismatica (vedi il tema della siliqua e di Mommsen che riteneva non potessero esistere unità di valore non realmente coniate)…ad esempio Carlà, giusto per fare un nome Io non apprezzo per nulla quello che ho definito “modello dei tedeschi” perché troppo macchinoso, poco pratico e certamente incomprensibile per l’utilizzatore contemporaneo (questo lo dico per dare un quadro personale a ciò che scriverò, perché poi la verità assoluta non ce l’ha nessuno, e comprendere il parere di chi scrive, a monte, è assai utile) Partiamo da ciò che sappiamo e da ciò che non sapremo… 1 – la monetazione Ostrogota è figlia di quella romana tardoantica – di questa monetazione non conosciamo nulla per quanto riguarda i concambi, l’argento era quasi non coniato, il bronzo coniato in una sola denominazione, e qualsiasi speculazione sulla novella 16 di valentiniano III è certamente inutile perché superata da mezzo secolo. 2 – la monetazione Ostrogota è in parte “figlia” e in parte forse ispiratrice della riforma di Anastasio, quindi da questo non si può prescindere, MA in oriente l’argento non è quasi per nulla coniato, mentre nell’Italia ostrogota (e nell’Africa vandala) è una base fortissima del coniato 3 – se ci sono molte monete che esprimono il “valore”, dell’argento non sappiamo nulla, né dell’AE4 4 – sappiamo che Giustiniano in Italia, subito dopo il 553 conia frazioni argentee da 250 CN – 125 PKE e 120 PK nummi (?) e che queste monete erano con buona probabilità in una qualche continuità ideologica con il metodo di calcolo Ostrogoto….presumibilmente Tutte le valutazioni tratte dal “peso” e da una serie di calcoli sono a mio avviso talmente “perverse” da portare Arslan a definire il valore di 15 nummi per una moneta che riporta chiaramente la X …. Moneta che peraltro valeva 10, poi 15….poi… Per non parlare dell’AE4 il cui valore è 1, 2, a volte 2,5 o 3…. Il tutto in 60 anni …. E poi quelli che considerano la percentuale di rame rispetto a quella di piombo etc…. Sappiamo che il solido e il tremisse avevano un “prezzo” più che un valore, e questo variava nel tempo…e soprattutto era invariabilmente in denari di conto… questo è chiaro per esempio quando i debiti e i crediti vengono sempre riportati in frazioni, anche infinitesimali, di solido o tremisse….perchè questo era l’unico modo per garantire il creditore in caso di inflazione galoppante….se mi devi 1/250 di solido, se tra un anno l’inflazione uccide il circolante minuto, il mio credito è comunque garantito e aggiornato… Sappiamo che alcune monete riportano valori in nummi, 5, 10, 20 etc …. Ma quanto valesse il “nummus” non è dato saperlo…. Era ancora 6000 denari di conto? Era 12500 denari di conto … chi lo sa…. L’AE4 quanto valeva? 5 nummi? Come forse l’AE4 del 498 di Anastasio? 2,5 nummi come forse l’AE4 post 512? E chi lo sa….? L’argento era in rapporto fisso con le monete in bronzo ed era prezziato 125 e 250 nummi, e sulla base di questi due numerali si riduceva nel peso perché l’inflazione aumentava il valore delle monete ? possibile…. Mi spiego…. Se la moneta d’argento ha un valore fisso, ad esempio 125 nummi (ipotizzo…) e ho dei bronzi con il valore impresso, essendo l’argento un metallo prezioso soggetto alle leggi di mercato, all’aumentare del prezzo, cala la dimensione della moneta d’argento…che peraltro non riporta però il suo valore…. Quindi, ammesso di poter trovare la quadra, questa difficilmente sarà valida per tutti i 60 anni del regno, perché 60 anni sono quelli che passano dalla riforma di Diocleziano del 301 (che raddoppia il valore del “nummo” da 12,5 a 25 denari, e la riforma di Giuliano, quando c’erano già state monete dal valore di 1000 denari di conto (nel 348)…. Non so se mi spiego…. Il grande dubbio e il grande ignoto riguarda le monete di conto Il nummus era probabilmente una moneta di conto e non coniata Il follis fu una moneta di conto pari a 12500 denari di conto prima di diventare una moneta reale e storicamente nominata così sotto Anastasio Quindi, per rispondere in modo semplice e chiaro alla vostra domanda… NON LO SO1 punto
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Potrebbe essere un peso aggiuntivo da posizionare sopra un normale peso usato su una bilancia a bascula.1 punto
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NON CI POSSO CREDERE! e mica ci avevo fatto caso! quello è lo stemma della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts !!! Come fan sfegatato di Harry Potter non posso allora che confermare la bontà di tutto quello che è periziato dal diupon !!1 punto
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