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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/13/20 in tutte le aree
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@Sirlad @coinzh scusate facciamo il punto della situazione: - non possiamo dire oggi con assoluta certezza che la moneta in questione sia falsa - da un lato abbiamo un'analisi molto dettagliata fatta da Gionnysicily che porta ad una determinata conclusione che sembra pertinente e viene oltre che su osservazioni di dettaglio basata su una forte esperienza che pochi altri possono vantare in questo specifico campo - dall'altra parte non sono state fatte delle analisi tecniche specifiche, invocate da Apollonia, che anche lui ha argomentato molto bene il vantaggio di sottoporre il pezzo a tali analisi che potrebbero da un lato avvalorare la tesi del falso o al contrario contraddirla - abbiamo poi la casa d'aste che con comportamento molto equilibrato ha detto: non posso al momento essere sicura che la moneta sia falsa o dire con assoluta certezza che sia autentica - ergo - nel dubbio ti restituisco quanto mi hai versato per essa. Direi che sinceramente meglio di cosi non si possa pretendere. E qui vorrei fare un inciso soprattutto rivolto a Coinzh che sembra non capacitarsi del fatto che vi possa essere un falso di tale provenienza. Comprendo lo sgomento ma 1) non è stato ancora appurato che la moneta sia con certezza falsa al 100% 2) se anche lo fosse vorrebbe dire si è incorsi in un errore: pensiamo che vi possa essere la possibilità di NON commettere MAI errori? Menzionatemi una ditta o un collezionista che non è MAI incappato in falsi. Menzionatemi un avvocato, ingegnere, giudice, medico che sono esenti dall'aver mai commesso errori. Chi opera con le monete ha il falso come rischio. Chi opera in Borsa ha l'investimento sbagliato. Chi esercita nelle sale operatorie ha in agguato sempre l'errore umano (quante ne leggiamo soprattutto in questo periodo di storie in questo settore). Chi si è appoggiato ad un avvocato o un commercialista sa che di errori se ne commettono eccome senza per questo - se il professionista è valido - che ne venga enficiata la sua reputazione (un conto è il professionista da strapazzo che non capisce nulla, un altro un grande esperto che - come tutti noi - una svista la puo' anche prendere). Scusate la lunga premessa ma mi premeva solo dire a Coinzh, che peraltro ha avuto soddisfazione , di farsene una ragione 'anche' nel caso il pezzo dovesse essere condannato al 100%. Moretti era un collezionista estremamente accorto e ha messo su una collezione straordinaria. di falsi gliene sono capitati come a tutti anche se riusciva con ottimi consiglieri e a volte analisi anche assai costose a tenerli fuori dal suo perimetro e - guardando cosa ci ha lasciato - direi che ci è riuscito anche molto bene. Se poi nel suo mare magnum di monete un pezzo - non me ne voglia Coinzh - tutto sommato abbastanza modesto e ripetitiva che magari è sfuggita ad un'osservazione piu' particolare - risulti oggi falso (ma è ancora da provarsi al 100%) non mi fa stracciare le vesti, tanto piu' se poi non mi ha arrecato alcun pregiudizio economico. Quello che mi scandalizza invece sono le centinaia di falsi pacchiani, smerciati cotidie, da case d'asta di nome al pari di quelle nate ieri, senza che alcun minimo controllo di merito venga fatto, come cerchiamo di mettere in evidenza quasi ogni giorno nelle discussioni sul Forum. Questo trovo sia il vero scandalo con case d'asta refrattarie a riconoscere gli errori, superficiali e che trattano il collezionista come una commodity da sfruttare e basta. Per fortuna continuiamo ad avere anche professionisti seri e competenti.7 punti
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Ragionevoli dubbi sulla moneta non ne ho, da quanto ho visto. Invece mi dispiace, per i meno esperti che ci leggono, che in certe discussioni si affermi che non si può praticamente mai determinare un falso (di qualità scarsa o media s’intende) da buone foto. Così finisce “in vacca”, scusatemi il termine. Quando ci sono ottime ragioni - in piena onesta’ e senza conflitti d’interesse - per segnalare un falso bisogna essere coraggiosi e lineari, spiegando le motivazioni tecniche che giustificano una valutazione di questo tipo con buona probabilità (la certezza non esiste, ma un 80 o più a me basta). Oppure astenersi. Altrimenti creiamo confusione in chi si sta formando, e allontaniamo i novizi che cominciano a temere che non si possa mai trarre una conclusione ragionata. In questo caso specifico, per favore lasciate da parte il pedigree ed il canale di vendita, e focalizzatevi sull’unica cosa che qui conta: la moneta. ciao ES7 punti
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Ciao a Tutti, intervengo solo ora per dare il mio contributo. Premetto che la mia opinione è che si tratti di un falso e pertanto sposo in pieno i post eloquenti di #gionnysicily. Non voglio offendere nessuno (sia ben chiaro) ma quando leggo di analisi del metallo etc.... mi viene da ridere....... Detto questo, in modo sintetico, provo a dare una risposta su come è stato creato questo falso: 1_come già osservato da altri, non è un falso coniato (non ci sono tracce di coniazione) ma un fuso (probabilmente a cera persa - leggete il punto 4 a seguire). 2_esiste quantomeno da prima del 1929. Perchè? Semplice, se studiamo la storia dell'altra grande collezione di tarentine, la Claudius Cote de Lyon, apprendiamo (prefazione catalogo Ratto) che Cotè e Vlasto era così amici, che il primo pote attingere dai doppioni del secondo. La collezione Vlasto venne poi pubblicata a distanza di 18 anni dal grande Oscar Ravel. 3_dobbiamo cercare quindi la "mamma" in esemplare, ragionevolmente disponibili sul mercato antiquario in quel periodo. Escluderei quindi i pezzi già all'epoca presenti nei musei in quanto non parliamo di una tipologia così ricercata o sdoganata (a differenza invece degli elettrotype di Ready del British Museum o i conii riprodotti dal Caprara o Christodoulos). 4_sulla base degli esemplari censiti per questo conio, sono convinto che la nostra attenzione deve concentrarsi sul pezzo ex coll. Nervegna censito al n. 280 dell'asta Sangiorgi del 1907 (e n. 279 vedi sotto). 5_ma attenzione, così rispondiamo al "dilemma" della N mancante............Nelle note di commento alla descrizione del n.280 (una delle poche dell'intero catalogo) si richiama anche per il n. 279 le monete di Reggio con maschera di leone al dritto e Giocasto seduto al rovescio. E guarda caso, il conio di dritto di entrambi (279 e 280) è identico, ma quello del 279 ha la N abrasa/mancante. 6_il pezzo Nac in questione (già Moretti e Vlasto) a mio avviso è l'unione del dritto del n. 279 (il dritto è Taras su delfino) con il rovescio del 280 (Ecista seduto) della collezione Nervegna. Le tracce di lima che #gionnysicily ha chiaramente mostrato sono state fatte per obliterare le tracce di unione di fusione/congiunzione delle 2 facce. Il falsario deve aver potuto attingere a 2 esemplari presenti nel mercato utilizzando un dritto e rovescio diversi ma da combinazione nota. Questa tecnica a fine 800' e fino ai primi 900' era utilizzata anche per le monete romane (sesterzi di Gordiano I e II etc..). POSTO LE FOTO per permettere a tutti di esprimere la propria opinione Odisseo6 punti
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@Litra68, condividendo la stessa "Sindrome Scarso crinita", posto un Tarì - 20 Grana di Ferdinando II, data molto comune, ma piacevole a vedere proprio per la "zazzera" del Re, resa in modo magistrale, oltretutto su una moneta piccolina, dall'incisore. TARI' - 20 GRANA FERDINANDO II° - 18555 punti
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Buonasera a tutti !!! Premesso che vanno rispettate tutte le opinioni anche se possono non essere condivise, tuttavia, credo che non si possono ignorare, visibili anche su buone foto, certi elementi essenziali ed oggettivi che sono la base per un giudizio di autenticità o meno di una moneta, ignorare questi dati è come sconfessare quelli che sono stati da sempre i parametri fondamentali per riconoscere i falsi Il dubbio è accettabile ed ammissibile solamente se supportato da elementi validi che ne possano rafforzare la sostenibilità,altrimenti, serve solo ad ingenerare confusione e creare perplessità in quegli utenti poco esperti che vogliono capire se la moneta è autentica o meno. Ciò detto, vorrei fare un excursus storico su come venivano fabbricati in antichità i tondelli, soprattutto quelli di area siciliana; questi, venivano fusi in degli stampi multipli collegati tra di loro da canaletti,i tondelli ottenuti naturalmente avevano dei codoli di metallo che presentavano forme grossolane e poco rifinite a causa del canaletto grezzo, questi venivano poi lavorati per aggiustare sia il peso della moneta che la loro forma. I secoli e la giacenza nel terreno,elementi fondamentali, hanno poi contribuito ad ammorbidire i contorni di questi codoli facendoli diventare morbidi e più soft, come si può osservare dalla foto uno Qualche volta venivano schiacciati dal conio facendogli assumere delle forme quasi triangolari e piatte. Discorso diverso per un codolo di fusione soprattutto del secolo scorso, che se non rifinito,presenta un taglio netto,deciso con bordo sbavato a causa della limatura ed al tatto è tagliente quasi come una lama di coltello,come si può osservare dalla foto due, questo non può presentare quelle caratteristiche soft e di morbidezza perchè quì i secoli ed il terreno non ci hanno lavorato sopra. La totale mancanza di una lettera non è compatibile con processi di coniatura ma è riconducibile a quello che ha detto @gionnysicily in un post. il conio è quello illustrato nel post come si può notare dalla rottura di conio o difetto di incisione sotto la lettera " A " quindi non credo che esista un conio autentico con la " N " mancante. Questi elementi descritti sono la sintesi di quanto esposto all'inizio, molti esperti del forum sanno riconoscerli ma hanno preferito astenersi nel dare il loro contributo,naturalmente la loro decisione va rispettata. In fondo stiamo discutendo solo su una moneta,nessuno vuole assolutamente colpevolizzare dei " Grandi " della numismatica che hanno dedicato la loro vita a studiare per scrivere dei testi,se mi permettete un esempio,siamo di fronte alla fuga di una gallina da un recinto in cui sono rinchiuse migliaia di galline e questa fuga non può assolutamente sminuire il lavoro di " Questi Grandi " che con il loro lavoro ci hanno permesso a tutti di crescere dal punto di vista numismatico. Io termino qui i miei interventi in questa ed in altre discussione, spero che il mio intervento sia stato chiaro e possa essere di aiuto ai meno esperti, per il futuro e per il resto invece, non ho voglia ne di gridare al vento ne di lottare contro i mulini a vento come Don Chisciotte. Buonanotte a tutti5 punti
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E vero che le opinioni personali vanno rispettate, siccome non sei @coinzh, continua a mantenerla per te la tua rispettabile opinione. Visto che non ho finito con le mie argomentazioni "oggettive", continuo a postarle per supportare le mie qualità. Non penso proprio che tu e ne altri, abbiate avuto l'esperienza nel maneggiare con cura, al microscopio a 40x e 80x. Tantissime monete, (ma tantissime), che ho pulito o restaurato, per diverse case d'aste. In 40 e passa anni. Cosi tu pensi che io non so riconoscere una fusione da una genuina ? ........ma ti sei chiesto il perché lo faccio? e perché sul forum ? Io ci metto la faccia e mi assumo le mie responsabilità di quel che scrivo per TUTTI VOI. Pertanto ne tu e ne altri, mi potete portare ad uno scontro, anzi io continuo come ho fatto con il tetradramma di Messana, sull'altra discussione, dove tu hai avuto la tentazione di non so chè . PUNTO.4 punti
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Buongiorno a tutti, Cristiano, @Asclepia, posto anche l'altro mio esemplare, un pelino meglio conservato tra i due. ? Saluti Alberto4 punti
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Non volevo più intervenire ma quanto scritto sopra da @VALTERI mi sembri un po' di parte... ma magari è solo un'impressione. La moneta, come già detto da molti, è complessa. Lo stato di conservazione non è ottimale. Altri esemplari, come quello CNG, sono sicuramente più facili da controllare. Ma, se così non fosse, non staremmo qui a discutere. Gli elementi a favore della non autenticità, a mio parere, non sono definitivi. La limatura sul bordo, da alcuni presentata come la prova tombale, per me è solo una limatura, come già detto in precedenza (ma mi accorgo che i miei scritti svaniscono su certi schermi). La causa della limatura potrebbe anche essere un colpo al momento del rinvenimento o un saggio per vedere il metallo interno. Una visione diretta mi darebbe qualche indicazione in più, ma probabilmente anche così non sarebbe definitiva. Eliminando la limatura, anche il fatto che sia sicuramente fusa è solo un parere che per me non trova una conferma certa. Ribadisco che la moneta ha subito una forte pulizia che nasconde e cambia la superficie. Ci sono alcuni elementi che, a mio avviso, difficilmente sono compatibili con una fusione. Ma qui dovrei proprio poter avere la moneta in mano. E tutto questo senza considerare il contesto. So che @gionnysicily è preparatissimo e un grande esperto. Ma anche Vlasto e Roberto Russo lo erano, come lo è pure Alan Walker. Quindi, in questo caso e ribadisco, solo in questo caso, permettetemi di non avere certezze. Arka Diligite iustitiam3 punti
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Buongiorno a todos... oggi condivido questo, uno degli ultimi arrivati in collezione e ultimo grano con questo tipo di busto battuto sotto Ferdinando iv...io l'ho acquistata come non circolata, il venditore la proponeva così...siete d'accordo? Il dritto è sicuramente meglio impresso del rovescio ma in questo millesimo capita spesso. Vorrei sentire i vostri pareri. Grazie. Saluti. Cristiano.2 punti
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Per completezza, infatti, la collezione Nervegna, esitata dalla Galleria Sangiorgi nel 1907, rappresentò per l'epoca la prima vera grande collezione contenente un numero ragguardevole per rarità e qualità di monete tarentine. Infatti, Vlasto fece incetta di pezzi (battagliando con Robert Jameson e altri collezionisti), alcuni poi finiti come "doppioni" in quella Cotè. Non c'è da stupirsi quindi alcuni pezzi rappresentarono la base per dei falsi poi rifilati allo stesso Vlasto........ Odisseo2 punti
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Buona sera a tutti, @Regium in calce alla discussione di cui ti allego il link c'è un interessante risposta di Andrea Saccocci vedi se può aiutarti, ho ragione di ritenere che si tratti di un bollo in piombo che veniva apposto, tramite pinzatura a tenaglia, alle balle di merce come ricevuta di avvenuto pagamento di una tassa. Spero di esserti stato utile.https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.lamoneta.it/topic/164611-p%E2%80%A2i%E2%80%A2s%E2%80%A2e%E2%80%A2%E2%98%86-sigillo-di-piombo/&ved=2ahUKEwinpeHNgIDtAhVUBGMBHWtlDjMQFjAAegQIBRAB&usg=AOvVaw11RJuMXOGJzeWYJUr2kMt_2 punti
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Ottimo occhio Alberto, è molto probabilmente una collisione dei coni...2 punti
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Buonasera, a tutti, complimenti Beppe @giuseppe ballauri bellissimo esemplare, capigliatura invidiabile, anche se penso che a te piaccia molto di più per la barba alla Cavour? Scherzi a parte, mi piace molto, ma mentre contavo i peli della barba mi sono imbattuto in un particolare, forse la tieni in bustina e quello che vedo è solo una impronta della busta. Vediamolo insieme. Saluti Alberto2 punti
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Altro gettone antica famiglia nobile CONTE CRIVELLI, prestazione lavoro dipendenti, potente famiglia milanese durante il Medioevo, elevati fino al titolo di Marchesi, la casata ebbe alcuni individui ricordati storicamente come PAPA URBANO III (1120-1178), il pittore CARLO CRIVELLI (1430-1495) e tre Cardinali.2 punti
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Qui Marco Aurelio era ancora Cesare, quindi non può mai avere la corona radiata. Questo assunto del dupondio con corona radiata vale per l'imperatore in carica ma non per altri personaggi come eredi al trono e Auguste. Ci sono due teorie per le monete di Cesari e Auguste: 1.sono tutti assi dato che non sono/ non possono essere mai radiati. 2. Assi e dupondi in questi casi si distinguono dal metallo: rame=asse, oricalco= dupondio. Oggi, a causa della patina, non si vedono differenze nel colore ma al tempo erano molto più evidenti tipo tra un 5cent di euro e un 10cent di euro. Il peso, data la variabilità in questi nominali, non è un parametro affidabile. Al massimo può avere un senso considerare valori medi e deviazioni standard su emissioni precise. Io propendo per la seconda teoria @Aristarco complimenti, moneta bellissima2 punti
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Caro Valteri faccio parte degli zero utenti che (non ) hanno prodotto elementi a sostegno dell’autenticità della moneta. permettetemi il seguente ragionamento logico: se dovessimo discutere sulla bontà o meno del pezzo in un ‘aula di tribunale ( Dio non voglia) si partirebbe dal presupposto che il pezzo e’ autentico. Proviene da eccellenti collezioni, esposto in un museo, ed e’ anche compreso nel Corpus di riferimento su questa monetazione. Infine è stato esitato da primaria casa. tutto corretto? Fin qui non ci piove. Fast forward : nell’acquirente qualcuno instilla un dubbio ( legittimo per carità) sulla bontà del pezzo e mettiamo che la cosa trascenda ( NON e’ quanto successo naturalmente ma perdonatemi l’esercizio di logica) e si finisca davanti ad un giudice che cercherà di mettere in fila i fatti per poter poi deliberare in merito. i dubbi sono legittimi ma dovro’ essere io acquirente a provare la non genuinità del pezzo, giusto? Perché sono io che l’ho messa in dubbio. Cosa faccio ? chiamo il bravo gionnysicily che espone la sua ( valida ) analisi che deposita in seguito come perizia. a questo punto si arriva ad uno scenario che non puo’ non essere quello evocato da Apollonia in quanto la controparte fara’ una controperizia e lei stessa - o in alternativa il giudice - chiedera’ che vengano effettuati anche degli esami ‘hard’ per avere dei dati oggettivi ( ammesso che gli esiti degli esami lo permettano) sui quali, assieme alle perizie depositate, il giudice potra’ prendere infine la propria decisione. ecco perche’ - allo stato attuale - possiamo considerare perfettamente valida l’analisi fatta da Gionnysicily ma se qualcuno sostenesse un punto di vista differente al posto di dire: - i graffi sono naturali - no sono un byproduct del falso e di conseguenza non spostarci da questo impasse per altri 200 interventi... il modo piu’ logico per risolvere la questione diverrebbe quello di procedere con una visione dal vivo del pezzo, sottoporlo ad esami rigorosi e confrontarne gli esiti per vedere dove pende il piatto della bilancia . si perviene quindi alle conclusioni: 1) viene confermata la falsità: Quelli che sostenevano l’autenticità ne ammettono l’errore. L’acquirente viene risarcito. In fondo non si trattava proprio di una patacca da ciotola se la sua storia pregressa aveva i supporti esposti sopra. 2) viene confermata autentica ? vorra’ dire che opportuni esami e l’esame diretto del pezzo hanno provveduto a fugare i dubbi . Anche in questo caso non si trattava di una patacca da ciotola ma di un pezzo che presentava diversi interrogativi che l’analisi ha provveduto a fugare. in ogni caso l’onere della prova ricade su chi solleva il dubbio in quanto il venditore - con l’inclusione del la moneta nelle sue vendite e non menzionando altro nello specifico - si sottintende che la ritenga autentica e di legittima provenienza..2 punti
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Considerazioni mie, di un profano, ma non per questo irrilevanti se si considera che in ambito giuridico il giudice è quasi sempre un profano: la soluzione di una diatriba è affidata a un giudice, esperto di diritto, ma spesso privo di specifiche cognizioni tecniche. Nel processo civile, ai sensi dell'articolo 61 del codice di procedura civile, quando per la risoluzione della controversia sono necessarie cognizioni in materie specifiche che il giudice non conosce e non è tenuto a conoscere e quando i fatti da accertare siano riscontrabili solo attraverso specifiche cognizioni od esperienze tecniche, l'organo giudicante può farsi assistere da uno o più consulenti tecnici. Analogamente nel processo penale il giudice nomina uno o più periti. Le parti (P.M. e parti private possono nominare dei loro consulenti) In questa discussione vi sono stati gli interventi di autorevolissimi esperti. Riassumendo, alcuni hanno ritenuto la moneta un falso lampante, sulla base di osservazioni tecniche apparentemente ineccepibili; altri non solo hanno evidenziato che non sono possibili univoche e granitiche certezze, ma hanno instillato ragionevoli dubbi, confutando le osservazioni contrarie con motivazioni altrettanto logiche. Valteri afferma che nessuno porta elementi per ritenere la moneta autentica; ma così si rovescia la prospettiva: quando si esamina una moneta per giudicarne l’autenticità, devono essere evidenziati gli elementi che dimostrano che è una riproduzione e solo la loro assenza dimostra che è autentica. Non esistono particolari che indicano che una moneta è autentica: se un particolare è ben fatto, impossibile da distinguerlo da un originale, ciò dimostra solo la particolare abilità del falsario. Ma sappiamo dall’esperienza che in materia di falsi i falsari diventano sempre più bravi e cercano di rimediare agli errori. Nemmeno la provenienza o l’esame della moneta da parte di autorevoli studiosi può essere un elemento a favore dell’autenticità; tutti possono sbagliare. Semmai, se fosse vero che così pregiati esperti siano caduti, ciò dimostra solo che il falso è insidioso e non così palese come sostenuto. Peraltro tutti sembrano concordare che le fotografie sono insufficienti e bisognerebbe avere la moneta in mano. In conclusione, se io fossi il giudice, direi: i pareri sono contrastanti, nel senso che la moneta potrebbe benissimo essere un falso, ma – allo stato - permangono fondati dubbi; e un giudice onesto deve assolvere in caso di dubbio. Tuttavia, siccome in questo caso non sono un giudice, dico: come collezionista mi darebbe fastidio avere quella moneta e capisco cohinz che l’ha restituita. Devo, peraltro, rilevare che in un eventuale processo il falso non potrebbe essere dimostrato; in un ipotetico processo penale l’imputato dovrebbe essere assolto, almeno con formula dubitativa; e una causa civile per l’annullamento della compravendita della moneta si sarebbe risolta probabilmente a favore della casa d’aste, che ben poteva quindi rifiutare la restituzione. Quindi è ancor più lodevole sul piano professionale la correttezza e serietà della casa d’aste. Tanto più che le conclusioni di tale ragionamento confermano quanto detto dai sigg. Russo al post 23: “i signori Russo della NAC dopo aver visionato la moneta dal vivo con una lente mi dissero che la moneta puo' essere falsa oppure autentica”. Detta così mi sembrava una frase con poco senso; ora, invece, capisco che l’esame diretto, da parte di persone che, anche se di parte, sono indubbiamente oneste e sincere, porta a concludere che è solo una moneta dubbia, ma non abbiamo certezze che sia falsa; che è quel che risulterebbe a un giudice sulla base dei pareri dei vari esperti.2 punti
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@Arkanel mio elenco per punti sintetici al post 101, ho pensato ad Arka come "utente che ha argomentato i suoi dubbi sulla presunta non autenticità" : ove io avessi letto superficialmente i Tuoi contributi sarebbe solo colpa mia . Confermo la Tua impressione : il mio è intervento di parte, la parte di VALTERI, scolaro del Forum che vorrebbe poter apprendere ancora qualcosa di più . Piermichele2 punti
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Lasciando a parte, senza tuttavia sminuirli, gli aspetti storici e di contorno dell' oggetto, all'oggetto mi piacerebbe restare, cioè alla discussione sul Forum in merito alla autenticità o meno di una moneta, moneta, che come sempre per la natura webica di un forum, non può che essere esaminata in effigie . In prossimità del primo centinaio di interventi mi pare che abbiamo 2 utenti che hanno prodotto elementi a sostegno della loro tesi di non autenticità 1 utente che ha argomentato i suoi dubbi sulla presunta non autenticità 0 utenti che abbiano prodotto elementi a sostegno dell'autenticità parecchi interventi che manifestano dubbi assolutamente legittimi che, a me, appaiono di principio e non sul merito Leggo tra i like i nomi di utenti che nei miei 6 anni di scolaro sul Forum, ho apprezzato come conoscitori di alto livello della materia : auspicherei, allo stato, qualche ulteriore argomentato parere in qualsiasi direzione possa condurre .2 punti
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Io sono particolarmente legato affettivamente a questo denario di Caracalla in quanto mi e' stata donato dai miei genitori per i miei 50 anni. Ciao da Stilicho.2 punti
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Dopo un lungo silenzio, forse anche grazie al blocco forzato a casa, ho deciso di scrivere di nuovo. E’ una storia che parte da un vero ritrovamento, ma che poi si dipana tra racconto, ricordo e fantasia. Buona lettura (spero). 10 LIRE Era marzo e si era nel pieno del blocco dovuto a questa maledetta epidemia. Piuttosto stanco dopo una lunga giornata di lavoro, dopo aver parcheggiato l’auto nel viale sotto casa, in un silenzio surreale mi avviai verso il mio portone. All’improvviso, mentre infilavo le chiavi nella toppa, la mia attenzione fu attirata da un piccolo oggetto tondo e chiaro posto proprio davanti alla soglia. Con movimento un po' impacciato a causa della grossa borsa da lavoro che portavo a tracolla, mi chinai e lo raccolsi. Quale stupore! Si trattava di un 10 lire spiga del 1984. Ma cosa ci faceva là, davanti a casa mia, una moneta da 10 lire? Chi poteva averla persa? In quei giorni vuoti, poi? Magari un vecchio nostalgico che l’ aveva nel borsellino. O magari qualcuno che la teneva in tasca come porta-fortuna. O forse qualche bambino che la usava come gioco…..Certo la cosa era strana, considerato che in quei giorni tutte le attività erano chiuse e la gente in giro pochissima. E se fosse stato un segno del destino? Chiunque l’avesse persa, l’aveva lasciata lì in bella vista per me. Possibile? Dopo uno sguardo sommario e se vogliamo anche un po' distratto (10 lire……erano sempre e solo 10 lire….ci ero passato…) misi la moneta nella tasca dei pantaloni con un movimento rapido e distratto e salii le scale. Entrato in casa, come d’abitudine, mi fermai salutare mia moglie; le chiesi come era andata la giornata, come stavano le ragazze. La solita routine, pensai. La routine…la rovina delle nostre vite…. Avevo sempre cercato di evitarla, ma inevitabilmente ci cadevo dentro….Come e’ difficile vivere, pensai. Come sono difficili e impegnative le relazioni umane….ci voleva anche questo maledetto virus….. Quindi mi recai in camera per mettermi comodo; una bella doccia, tuta, divanone e via! Ma ecco che, nello sfilare i pantaloni, sentiii un tintinnio ovattato sul pavimento; mi girai e vidi lei, bella , adamantina, che spiccava argentea sul legno nodoso. La 10 lire! L’avevo proprio dimenticata! La ripresi in mano e la guardai con attenzione, ora. Era ancora in buono stato, qualche riga e qualche macchia, ma nessuna ammaccatura. Tenerla in mano mi diede una bella sensazione di leggerezza, di freschezza, forse anche di spensieratezza. Era da tantissimo tempo che non toccavo una vecchia 10 lire. Gli anni passano e dimentichiamo facilmente, purtroppo….. Ma poi, del resto, già molto tempo prima di passare all’euro, le 10 lire erano state snobbate (proprio come i centesimini di oggi), nessuno le voleva. Ricordo bene quegli anni: quando me le trovavo tra le mani, arrivato a casa, me ne liberavo velocemente mettendole in una piccola ciotola che tenevo vicino al telefono fisso che ancora campeggiava su una mensola della sala da pranzo. Dunque, per la prima volta (credo) mi soffermai a guardarne le fattezze. La moneta mi colpì per la sua semplicità. Sul dritto due belle spighe rigogliose, sul rovescio un aratro. Immagini georgiche che mi portarono alla mente ampie distese di campi gialli sotto il sole azzurro, ondeggianti su un terreno ricoperto di terra grassa e fertile che non poneva alcun ostacolo al lavoro dell’uomo. Ricordai quando ero piccolo, la terra dei nonni, le tante corse nei campi, i giochi spensierati, le lunghe giornate che non finivano mai, il pane e salame all’ombra degli alberi e qualche timido assaggio di vino, di quello buono della vigna…. Girai e rigirai la moneta. Poi la mia attenzione cadde sulla data. 1984….. Avevo 17 anni. Ero uno studente del liceo classico, allora…Mentre pensavo, all’improvviso sentii un tuffo al cuore, una sorta di ansia che non era ansia, una sorta di fremito che non era un fremito. Era una sensazione che conoscevo bene. Il ricordo corse alla mia compagna di classe di allora, Emma. Il mio primo vero amore. Lei mi piaceva: era semplice, molto intelligente, una delle migliori della classe, sobria nel vestire, da portamento elegante e pulito. Io, invece… ero io: non certo un adone, non particolarmente appariscente, studioso, dal buon rendimento scolastico, ma piuttosto anonimo, oltre che molto timido. Con le donne ero sempre stato imbranato. Non sapevo mai come muovermi e questo non giocava mai a mio favore, come e’ facilmente intuibile. E anche con lei fu così. Un lungo approccio impacciato che durò tutta la primavera e l’inizio dell’estate. Ad un certo momento mi sembrò che anche lei fosse interessata a me, e non poco. Ma poi la scuola finì e per me fu il dramma. Non ci saremmo rivisti per mesi. Lei mi scrisse. Mi fece capire molto. Io risposi, ma stupidamente non colsi che fosse arrivato il momento giusto. Non so perché accadde, ancora me lo domando. Poi la lontananza fece il resto. Al rientro a scuola niente fu più come prima. Dopo poco, lei si mise con un altro. Era finito tutto. Da allora, nonostante gli anni, sento ancora quell’ansia che non e’ ansia, quel fremito che non e’ un fremito, ogni volta che il ricordo di lei solo mi sfiori la mente. Proprio come ora con quel 1984 impresso su una stupida moneta da 10 lire. Ah, se almeno l'avessi baciata! Ecco la 10 lire. Scusate le foto, sono negato. Buona serata da Stilicho2 punti
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Non si può dire, perché a seconda dei gusti queste monete possono essere guardate con interesse o con rifiuto. Anni fa restituii al negozio numismatico dove l'avevo comprato, un aureo di Carlo V d'Asburgo re di Napoli in condizioni SPL+, con una precisa doppia battitura della legenda a sinistra. Poi mi sono pentito di averlo perduto, in effetti era a tutti gli effetti un pezzo unico, una "curiosità" anche gradevole, dal punto di vista estetico niente male, anzi... Ma mi preoccupava molto il pensiero delle difficoltà che avrei certamente incontrato al momento di volerlo scambiare o rivendere. Anche per le monete moderne l' "indice di gradimento" se così si può dire, può dipendere dall'entità dell'effetto risultante dalla doppia battitura: che può essere deturpante, ed è un conto, o ininfluente, ma anche sorprendente, come un 20 lire "elmetto" del 1928, che mi sembra di avere visto su questo Forum, che al rovescio aveva esattamente un fascio littorio e mezzo. Quello era molto interessante e sicuramente dotato di un qualche plusvalore. In ogni caso la doppia battitura non è un "difetto". HIRPINI2 punti
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Mi sembra giusto, visto che hai appena pubblicato un nuovo libro :D1 punto
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DE GREGE EPICURI Non saprei, la legenda è veramente poco chiara. L'unica PIRAKOS che ho visto anni fa era ben leggibile; e lo sono anche le monete riportate da Pautasso ("Monetazione celtica dell'arco cisalpino" a cura di S.Canavese, ed. Keltia, 1994); in particolare, di solito è molto chiara la R, che di solito sembra piuttosto una D. La moneta da te postata ha una legenda che, come dimensioni, è certamente compatibile con PIRAKOS; però potrebbe essere una TOUTUOPOUOS in cui le prime lettere non risultano bene incise.1 punto
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CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: Metallo Presunto: Ciao a tutti, sono Giuseppe ho 54 anni, sono un neofita nel campo della numimastica. Ho trovato nella collezione di mio padre svariate monete (Lire, Centesimi,) risalenti a periodi diversi: monete di Vittorio Emanuele III RE D'Italia - Vittorio Emanuele II - Città Del Vaticano - Stato del Vaticano e monete straniere. Tra le altre ho trovato delle monete della "REPUBBLICA DE GUINEA ECUATORIAL" del 1970 con cofanetto e certificazione. Vorrei sapere se qualcuno di voi riesce ad aiutarmi per conoscerne il valore. Grazie.1 punto
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Buonasera a tutti, @ggioggio, che dire, complimenti un bellissimo esemplare, superbo ritratto, tanta sana e fraterna invidia sia per il tuo che per quello di Cristiano @Asclepia, faccio tesoro di una dritta che mi ha dato @gennydbmoney, in un altra discussione, noto impronte di lettere lungo il bordo, probabile collisione di coni? Oltre ad un esubero a ore 7 ? Saluti Alberto1 punto
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Ciao dopo la riforma Neroniana Dupondi corona radiata Assi corona laureata PS da quel momento la corona radiata ha indicato il doppio. senza eccezioni. Silvio1 punto
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@gionnysicily Ho un bel binoculare progressivo da 40 ingrandimenti della ditta Askania con ottica Zeiss. Dal 1990. E lo so anche usare... Arka Diligite iustitiam1 punto
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Ora alla luce di nuovi elementi fotografici in buona risoluzione, gradirei agli oppositori, di giustificarne il perché le limature sul bordo come da foto allegata, sicuramente, non sono graffi da scavo. Grazie.1 punto
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@petronius arbiter adesso un po' ti odio. La storia che hai raccontato è estremamente affascinante e mi stai aprendo un mondo intero, nonché mi stai facendo venire voglia di approfondire le storie di altre monete che rischio di finire a comprare. Grazie davvero, utilissimi spunti. Massimo1 punto
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Ad ogni modo la storia di questo pseudo progetto è nota. Non si tratta sicuramente di un progetto, perchè lo stesso Umberto ha sempre smentito la cosa, però la teoria secondo cui su questo tondello il ritratto sarebbe "troppo" anziano per essere del 1946 (quando Umberto aveva 42 anni) non mi ha mai convinto. Questa è una foto di Umberto nel 1946, non mi pare che si discosti poi così tanto dal profilo con cui è effigiato sulla medaglia:1 punto
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Ho capito male io. Tra la genuinità e la falsità hai inserito la non falsità. Ovvero il dubbio. Mentre dici che nessuno si è schierato a favore totale della genuinità. Tutto chiaro. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Caro @Raff82 dai testi che ho in biblioteca, sicuramente posso dire che non è catalogata. Mi dispiace che non intervengano nella discussione i veri esperti in questo campo. Molte volte si iniziano discussioni inerenti piccole varianti ( o presunte tali ) su monete quasi indecifrabili... Poi se qualcuno trova una moneta che potrebbe essere una vera "variante", chiamiamola pure "minore" o "di conio", il silenzio è assordante! La funzione principale del Forum è il confronto di idee che magari, a volte, può arrivare ahimè allo "scontro". Ma non c'è nulla di più deprimente del silenzio. Lo stesso silenzio che ogni giorno riscontriamo nei nostri Paesi in questi tempi terribili. Ciao Raffaele ?1 punto
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Nella quantità di patacche che smerciano, ci sta , evidentemente, il guadagno. Pensa che fanno pure monete che non esistono...1 punto
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Precisazione su quando mostrai la moneta a Walker per la lettera N mancante: penso che l'ho mostrata a Walker piu' di 10 anni fa, di certo lui non si ricorda l'episodio. io me lo ricordo cosi': Gli dissi che possedevo quella moneta e che una moneta 'simile' (stesso conio del delfino) su un mio libro aveva una lettera N supplementare e portai con me e mostrai credo una fotocopia della moneta con la N illustrata nel mio libro. Walker prese la moneta in mano e guardandola senza lente mi fece notare che c'era ancora un' "ombra" della N sulla mia moneta. Io gli dissi che lui vede proprio tutto e me ne andai. Io credo che il tutto duro' al massimo 5 minuti e io non dissi a Walker null'altro sulla moneta, ne che era stata in collezione da Vlasto o da Moretti ne altro. Non credo che Walker sapesse a memoria la provenienza della moneta vendendola improvvisamente quando glie la mostrai. piu' tardi a casa dopo il colloquio con Walker la guardai di nuovo con calma e a quel tempo io vidi che dove doveva essere la N c'era un rimasuglio di N che era percepibile senza lente solamente per il metallo che appariva piu' 'scuro' formando qualcosa che sembrava la N mancante. Ricordo che guardando la moneta con la lente in quel punto pero' non riuscivo a percepire la N. Il metallo e' assolutamente piatto in quel punto e non sporge formando una N. qualche settimana fa guardando di nuovo la moneta con la lente e senza lente dove dovrebbe essere la N giunsi alla conclusione presonale che per me poteva esserci stata in quel punto la N o poteva non esserci stata. Il punto dove dovrebbe stare la N appare piu' scuro e c'e' una forma scura che potrebbe essere una N o potrebbe non esserlo ma non ci sono righe / graffi in quel punto. Poco distante a quel punto sulla moneta dove dovrebbe esserci la N ci sono pero' altre 'macchie' scure e simili a quella macchia scura della N e anche per queste ulteriori 'macchie' scure non so quanto l'ombra della N sia vera e quanto sia immaginazione a guardarla. questi i miei ricordi. La moneta ora credo si trovi alla sede della NAC a zurigo. Dopo averla mostrata ai signori Russo l'avevo lasciata da loro in deposito a zurigo e piu' tardi ho deciso di ridarla e penso sia ancora li.1 punto
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Ciao Nikita, una domanda : ma ha un senso chiamare queste "cose " falsi d'epoca" ? O non sono altro che giochetti, passatempi più o meno innocui ? Il falso è qualcosa che imita il vero e serve per ingannare il prossimo, ma un perito che si firma Ecchecà e le altre banconote "periziate" chi potrebbero ingannare ? Anche se non c'entrano nulla per nulla con l'argomento mi vengono in mente le belle monete che anni addietro postava nel Sito Annovi Frizio, bozze di Euro di fantasia, alcune sarebbero state da realizzare davvero ! In altri tempi con un amico ci scambiamo pseudo falsi postali, creando francobolli di fantasia utilizzando il verso di francobolli veri in modo che - incollati sulle buste- apparivano con dentellatura perfetta. Io realizzavo dei piccoli collage, ho persino inviato una cartolina con il volto di Hitler ritagliato da un francobollo tedesco, il mio amico invece, bravissimo in disegno, creava ex novo francobolli commemorativi che riportavano paesaggi, castelli,bellezze naturali...... Alla Posta passavano tutti, la timbratura era automatica e così..... Ma è evidente che con la Filatelia non c'entravano per nulla, e neppure con i Falsi , non imitammo MAI francobolli veri ! @nikita_1 punto
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Salve. L'anno è il 1685. La doppia battitura dovuta ad uno scivolamento del tondello sul conio d'incudine non è un difetto e non pregiudica il valore della moneta, specie se come nel tuo caso non intacca minimamente la legenda né l'immagine rappresentata. In genere è ritenuta come una prova di autenticità di una moneta. HIRPINI1 punto
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1897 MILANO GETTONE PUBBLICITARIO CARLO CAPPELLETTI COMMERCIO FRUTTA E VERDURA1 punto
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