Vai al contenuto

Classifica

  1. Litra68

    Litra68

    Utente Storico


    • Punti

      11

    • Numero contenuti

      4229


  2. numa numa

    numa numa

    Utente Storico


    • Punti

      10

    • Numero contenuti

      15012


  3. odisseo

    odisseo

    Utente Senior


    • Punti

      9

    • Numero contenuti

      422


  4. gionnysicily

    gionnysicily

    Utente Storico


    • Punti

      8

    • Numero contenuti

      1461


Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/13/20 in tutte le aree

  1. @Sirlad @coinzh scusate facciamo il punto della situazione: - non possiamo dire oggi con assoluta certezza che la moneta in questione sia falsa - da un lato abbiamo un'analisi molto dettagliata fatta da Gionnysicily che porta ad una determinata conclusione che sembra pertinente e viene oltre che su osservazioni di dettaglio basata su una forte esperienza che pochi altri possono vantare in questo specifico campo - dall'altra parte non sono state fatte delle analisi tecniche specifiche, invocate da Apollonia, che anche lui ha argomentato molto bene il vantaggio di sottoporre il pezzo a tali analisi che potrebbero da un lato avvalorare la tesi del falso o al contrario contraddirla - abbiamo poi la casa d'aste che con comportamento molto equilibrato ha detto: non posso al momento essere sicura che la moneta sia falsa o dire con assoluta certezza che sia autentica - ergo - nel dubbio ti restituisco quanto mi hai versato per essa. Direi che sinceramente meglio di cosi non si possa pretendere. E qui vorrei fare un inciso soprattutto rivolto a Coinzh che sembra non capacitarsi del fatto che vi possa essere un falso di tale provenienza. Comprendo lo sgomento ma 1) non è stato ancora appurato che la moneta sia con certezza falsa al 100% 2) se anche lo fosse vorrebbe dire si è incorsi in un errore: pensiamo che vi possa essere la possibilità di NON commettere MAI errori? Menzionatemi una ditta o un collezionista che non è MAI incappato in falsi. Menzionatemi un avvocato, ingegnere, giudice, medico che sono esenti dall'aver mai commesso errori. Chi opera con le monete ha il falso come rischio. Chi opera in Borsa ha l'investimento sbagliato. Chi esercita nelle sale operatorie ha in agguato sempre l'errore umano (quante ne leggiamo soprattutto in questo periodo di storie in questo settore). Chi si è appoggiato ad un avvocato o un commercialista sa che di errori se ne commettono eccome senza per questo - se il professionista è valido - che ne venga enficiata la sua reputazione (un conto è il professionista da strapazzo che non capisce nulla, un altro un grande esperto che - come tutti noi - una svista la puo' anche prendere). Scusate la lunga premessa ma mi premeva solo dire a Coinzh, che peraltro ha avuto soddisfazione , di farsene una ragione 'anche' nel caso il pezzo dovesse essere condannato al 100%. Moretti era un collezionista estremamente accorto e ha messo su una collezione straordinaria. di falsi gliene sono capitati come a tutti anche se riusciva con ottimi consiglieri e a volte analisi anche assai costose a tenerli fuori dal suo perimetro e - guardando cosa ci ha lasciato - direi che ci è riuscito anche molto bene. Se poi nel suo mare magnum di monete un pezzo - non me ne voglia Coinzh - tutto sommato abbastanza modesto e ripetitiva che magari è sfuggita ad un'osservazione piu' particolare - risulti oggi falso (ma è ancora da provarsi al 100%) non mi fa stracciare le vesti, tanto piu' se poi non mi ha arrecato alcun pregiudizio economico. Quello che mi scandalizza invece sono le centinaia di falsi pacchiani, smerciati cotidie, da case d'asta di nome al pari di quelle nate ieri, senza che alcun minimo controllo di merito venga fatto, come cerchiamo di mettere in evidenza quasi ogni giorno nelle discussioni sul Forum. Questo trovo sia il vero scandalo con case d'asta refrattarie a riconoscere gli errori, superficiali e che trattano il collezionista come una commodity da sfruttare e basta. Per fortuna continuiamo ad avere anche professionisti seri e competenti.
    7 punti
  2. Ragionevoli dubbi sulla moneta non ne ho, da quanto ho visto. Invece mi dispiace, per i meno esperti che ci leggono, che in certe discussioni si affermi che non si può praticamente mai determinare un falso (di qualità scarsa o media s’intende) da buone foto. Così finisce “in vacca”, scusatemi il termine. Quando ci sono ottime ragioni - in piena onesta’ e senza conflitti d’interesse - per segnalare un falso bisogna essere coraggiosi e lineari, spiegando le motivazioni tecniche che giustificano una valutazione di questo tipo con buona probabilità (la certezza non esiste, ma un 80 o più a me basta). Oppure astenersi. Altrimenti creiamo confusione in chi si sta formando, e allontaniamo i novizi che cominciano a temere che non si possa mai trarre una conclusione ragionata. In questo caso specifico, per favore lasciate da parte il pedigree ed il canale di vendita, e focalizzatevi sull’unica cosa che qui conta: la moneta. ciao ES
    7 punti
  3. Ciao a Tutti, intervengo solo ora per dare il mio contributo. Premetto che la mia opinione è che si tratti di un falso e pertanto sposo in pieno i post eloquenti di #gionnysicily. Non voglio offendere nessuno (sia ben chiaro) ma quando leggo di analisi del metallo etc.... mi viene da ridere....... Detto questo, in modo sintetico, provo a dare una risposta su come è stato creato questo falso: 1_come già osservato da altri, non è un falso coniato (non ci sono tracce di coniazione) ma un fuso (probabilmente a cera persa - leggete il punto 4 a seguire). 2_esiste quantomeno da prima del 1929. Perchè? Semplice, se studiamo la storia dell'altra grande collezione di tarentine, la Claudius Cote de Lyon, apprendiamo (prefazione catalogo Ratto) che Cotè e Vlasto era così amici, che il primo pote attingere dai doppioni del secondo. La collezione Vlasto venne poi pubblicata a distanza di 18 anni dal grande Oscar Ravel. 3_dobbiamo cercare quindi la "mamma" in esemplare, ragionevolmente disponibili sul mercato antiquario in quel periodo. Escluderei quindi i pezzi già all'epoca presenti nei musei in quanto non parliamo di una tipologia così ricercata o sdoganata (a differenza invece degli elettrotype di Ready del British Museum o i conii riprodotti dal Caprara o Christodoulos). 4_sulla base degli esemplari censiti per questo conio, sono convinto che la nostra attenzione deve concentrarsi sul pezzo ex coll. Nervegna censito al n. 280 dell'asta Sangiorgi del 1907 (e n. 279 vedi sotto). 5_ma attenzione, così rispondiamo al "dilemma" della N mancante............Nelle note di commento alla descrizione del n.280 (una delle poche dell'intero catalogo) si richiama anche per il n. 279 le monete di Reggio con maschera di leone al dritto e Giocasto seduto al rovescio. E guarda caso, il conio di dritto di entrambi (279 e 280) è identico, ma quello del 279 ha la N abrasa/mancante. 6_il pezzo Nac in questione (già Moretti e Vlasto) a mio avviso è l'unione del dritto del n. 279 (il dritto è Taras su delfino) con il rovescio del 280 (Ecista seduto) della collezione Nervegna. Le tracce di lima che #gionnysicily ha chiaramente mostrato sono state fatte per obliterare le tracce di unione di fusione/congiunzione delle 2 facce. Il falsario deve aver potuto attingere a 2 esemplari presenti nel mercato utilizzando un dritto e rovescio diversi ma da combinazione nota. Questa tecnica a fine 800' e fino ai primi 900' era utilizzata anche per le monete romane (sesterzi di Gordiano I e II etc..). POSTO LE FOTO per permettere a tutti di esprimere la propria opinione Odisseo
    6 punti
  4. @Litra68, condividendo la stessa "Sindrome Scarso crinita", posto un Tarì - 20 Grana di Ferdinando II, data molto comune, ma piacevole a vedere proprio per la "zazzera" del Re, resa in modo magistrale, oltretutto su una moneta piccolina, dall'incisore. TARI' - 20 GRANA FERDINANDO II° - 1855
    5 punti
  5. 5 punti
  6. Buonasera a tutti !!! Premesso che vanno rispettate tutte le opinioni anche se possono non essere condivise, tuttavia, credo che non si possono ignorare, visibili anche su buone foto, certi elementi essenziali ed oggettivi che sono la base per un giudizio di autenticità o meno di una moneta, ignorare questi dati è come sconfessare quelli che sono stati da sempre i parametri fondamentali per riconoscere i falsi Il dubbio è accettabile ed ammissibile solamente se supportato da elementi validi che ne possano rafforzare la sostenibilità,altrimenti, serve solo ad ingenerare confusione e creare perplessità in quegli utenti poco esperti che vogliono capire se la moneta è autentica o meno. Ciò detto, vorrei fare un excursus storico su come venivano fabbricati in antichità i tondelli, soprattutto quelli di area siciliana; questi, venivano fusi in degli stampi multipli collegati tra di loro da canaletti,i tondelli ottenuti naturalmente avevano dei codoli di metallo che presentavano forme grossolane e poco rifinite a causa del canaletto grezzo, questi venivano poi lavorati per aggiustare sia il peso della moneta che la loro forma. I secoli e la giacenza nel terreno,elementi fondamentali, hanno poi contribuito ad ammorbidire i contorni di questi codoli facendoli diventare morbidi e più soft, come si può osservare dalla foto uno Qualche volta venivano schiacciati dal conio facendogli assumere delle forme quasi triangolari e piatte. Discorso diverso per un codolo di fusione soprattutto del secolo scorso, che se non rifinito,presenta un taglio netto,deciso con bordo sbavato a causa della limatura ed al tatto è tagliente quasi come una lama di coltello,come si può osservare dalla foto due, questo non può presentare quelle caratteristiche soft e di morbidezza perchè quì i secoli ed il terreno non ci hanno lavorato sopra. La totale mancanza di una lettera non è compatibile con processi di coniatura ma è riconducibile a quello che ha detto @gionnysicily in un post. il conio è quello illustrato nel post come si può notare dalla rottura di conio o difetto di incisione sotto la lettera " A " quindi non credo che esista un conio autentico con la " N " mancante. Questi elementi descritti sono la sintesi di quanto esposto all'inizio, molti esperti del forum sanno riconoscerli ma hanno preferito astenersi nel dare il loro contributo,naturalmente la loro decisione va rispettata. In fondo stiamo discutendo solo su una moneta,nessuno vuole assolutamente colpevolizzare dei " Grandi " della numismatica che hanno dedicato la loro vita a studiare per scrivere dei testi,se mi permettete un esempio,siamo di fronte alla fuga di una gallina da un recinto in cui sono rinchiuse migliaia di galline e questa fuga non può assolutamente sminuire il lavoro di " Questi Grandi " che con il loro lavoro ci hanno permesso a tutti di crescere dal punto di vista numismatico. Io termino qui i miei interventi in questa ed in altre discussione, spero che il mio intervento sia stato chiaro e possa essere di aiuto ai meno esperti, per il futuro e per il resto invece, non ho voglia ne di gridare al vento ne di lottare contro i mulini a vento come Don Chisciotte. Buonanotte a tutti
    5 punti
  7. E vero che le opinioni personali vanno rispettate, siccome non sei @coinzh, continua a mantenerla per te la tua rispettabile opinione. Visto che non ho finito con le mie argomentazioni "oggettive", continuo a postarle per supportare le mie qualità. Non penso proprio che tu e ne altri, abbiate avuto l'esperienza nel maneggiare con cura, al microscopio a 40x e 80x. Tantissime monete, (ma tantissime), che ho pulito o restaurato, per diverse case d'aste. In 40 e passa anni. Cosi tu pensi che io non so riconoscere una fusione da una genuina ? ........ma ti sei chiesto il perché lo faccio? e perché sul forum ? Io ci metto la faccia e mi assumo le mie responsabilità di quel che scrivo per TUTTI VOI. Pertanto ne tu e ne altri, mi potete portare ad uno scontro, anzi io continuo come ho fatto con il tetradramma di Messana, sull'altra discussione, dove tu hai avuto la tentazione di non so chè . PUNTO.
    4 punti
  8. Buongiorno a tutti, Cristiano, @Asclepia, posto anche l'altro mio esemplare, un pelino meglio conservato tra i due. ? Saluti Alberto
    4 punti
  9. Non volevo più intervenire ma quanto scritto sopra da @VALTERI mi sembri un po' di parte... ma magari è solo un'impressione. La moneta, come già detto da molti, è complessa. Lo stato di conservazione non è ottimale. Altri esemplari, come quello CNG, sono sicuramente più facili da controllare. Ma, se così non fosse, non staremmo qui a discutere. Gli elementi a favore della non autenticità, a mio parere, non sono definitivi. La limatura sul bordo, da alcuni presentata come la prova tombale, per me è solo una limatura, come già detto in precedenza (ma mi accorgo che i miei scritti svaniscono su certi schermi). La causa della limatura potrebbe anche essere un colpo al momento del rinvenimento o un saggio per vedere il metallo interno. Una visione diretta mi darebbe qualche indicazione in più, ma probabilmente anche così non sarebbe definitiva. Eliminando la limatura, anche il fatto che sia sicuramente fusa è solo un parere che per me non trova una conferma certa. Ribadisco che la moneta ha subito una forte pulizia che nasconde e cambia la superficie. Ci sono alcuni elementi che, a mio avviso, difficilmente sono compatibili con una fusione. Ma qui dovrei proprio poter avere la moneta in mano. E tutto questo senza considerare il contesto. So che @gionnysicily è preparatissimo e un grande esperto. Ma anche Vlasto e Roberto Russo lo erano, come lo è pure Alan Walker. Quindi, in questo caso e ribadisco, solo in questo caso, permettetemi di non avere certezze. Arka Diligite iustitiam
    3 punti
  10. Buongiorno a todos... oggi condivido questo, uno degli ultimi arrivati in collezione e ultimo grano con questo tipo di busto battuto sotto Ferdinando iv...io l'ho acquistata come non circolata, il venditore la proponeva così...siete d'accordo? Il dritto è sicuramente meglio impresso del rovescio ma in questo millesimo capita spesso. Vorrei sentire i vostri pareri. Grazie. Saluti. Cristiano.
    2 punti
  11. Per completezza, infatti, la collezione Nervegna, esitata dalla Galleria Sangiorgi nel 1907, rappresentò per l'epoca la prima vera grande collezione contenente un numero ragguardevole per rarità e qualità di monete tarentine. Infatti, Vlasto fece incetta di pezzi (battagliando con Robert Jameson e altri collezionisti), alcuni poi finiti come "doppioni" in quella Cotè. Non c'è da stupirsi quindi alcuni pezzi rappresentarono la base per dei falsi poi rifilati allo stesso Vlasto........ Odisseo
    2 punti
  12. Buona sera a tutti, @Regium in calce alla discussione di cui ti allego il link c'è un interessante risposta di Andrea Saccocci vedi se può aiutarti, ho ragione di ritenere che si tratti di un bollo in piombo che veniva apposto, tramite pinzatura a tenaglia, alle balle di merce come ricevuta di avvenuto pagamento di una tassa. Spero di esserti stato utile.https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.lamoneta.it/topic/164611-p%E2%80%A2i%E2%80%A2s%E2%80%A2e%E2%80%A2%E2%98%86-sigillo-di-piombo/&ved=2ahUKEwinpeHNgIDtAhVUBGMBHWtlDjMQFjAAegQIBRAB&usg=AOvVaw11RJuMXOGJzeWYJUr2kMt_
    2 punti
  13. Ottimo occhio Alberto, è molto probabilmente una collisione dei coni...
    2 punti
  14. Buonasera, a tutti, complimenti Beppe @giuseppe ballauri bellissimo esemplare, capigliatura invidiabile, anche se penso che a te piaccia molto di più per la barba alla Cavour? Scherzi a parte, mi piace molto, ma mentre contavo i peli della barba mi sono imbattuto in un particolare, forse la tieni in bustina e quello che vedo è solo una impronta della busta. Vediamolo insieme. Saluti Alberto
    2 punti
  15. Altro gettone antica famiglia nobile CONTE CRIVELLI, prestazione lavoro dipendenti, potente famiglia milanese durante il Medioevo, elevati fino al titolo di Marchesi, la casata ebbe alcuni individui ricordati storicamente come PAPA URBANO III (1120-1178), il pittore CARLO CRIVELLI (1430-1495) e tre Cardinali.
    2 punti
  16. Qui Marco Aurelio era ancora Cesare, quindi non può mai avere la corona radiata. Questo assunto del dupondio con corona radiata vale per l'imperatore in carica ma non per altri personaggi come eredi al trono e Auguste. Ci sono due teorie per le monete di Cesari e Auguste: 1.sono tutti assi dato che non sono/ non possono essere mai radiati. 2. Assi e dupondi in questi casi si distinguono dal metallo: rame=asse, oricalco= dupondio. Oggi, a causa della patina, non si vedono differenze nel colore ma al tempo erano molto più evidenti tipo tra un 5cent di euro e un 10cent di euro. Il peso, data la variabilità in questi nominali, non è un parametro affidabile. Al massimo può avere un senso considerare valori medi e deviazioni standard su emissioni precise. Io propendo per la seconda teoria @Aristarco complimenti, moneta bellissima
    2 punti
  17. Caro Valteri faccio parte degli zero utenti che (non ) hanno prodotto elementi a sostegno dell’autenticità della moneta. permettetemi il seguente ragionamento logico: se dovessimo discutere sulla bontà o meno del pezzo in un ‘aula di tribunale ( Dio non voglia) si partirebbe dal presupposto che il pezzo e’ autentico. Proviene da eccellenti collezioni, esposto in un museo, ed e’ anche compreso nel Corpus di riferimento su questa monetazione. Infine è stato esitato da primaria casa. tutto corretto? Fin qui non ci piove. Fast forward : nell’acquirente qualcuno instilla un dubbio ( legittimo per carità) sulla bontà del pezzo e mettiamo che la cosa trascenda ( NON e’ quanto successo naturalmente ma perdonatemi l’esercizio di logica) e si finisca davanti ad un giudice che cercherà di mettere in fila i fatti per poter poi deliberare in merito. i dubbi sono legittimi ma dovro’ essere io acquirente a provare la non genuinità del pezzo, giusto? Perché sono io che l’ho messa in dubbio. Cosa faccio ? chiamo il bravo gionnysicily che espone la sua ( valida ) analisi che deposita in seguito come perizia. a questo punto si arriva ad uno scenario che non puo’ non essere quello evocato da Apollonia in quanto la controparte fara’ una controperizia e lei stessa - o in alternativa il giudice - chiedera’ che vengano effettuati anche degli esami ‘hard’ per avere dei dati oggettivi ( ammesso che gli esiti degli esami lo permettano) sui quali, assieme alle perizie depositate, il giudice potra’ prendere infine la propria decisione. ecco perche’ - allo stato attuale - possiamo considerare perfettamente valida l’analisi fatta da Gionnysicily ma se qualcuno sostenesse un punto di vista differente al posto di dire: - i graffi sono naturali - no sono un byproduct del falso e di conseguenza non spostarci da questo impasse per altri 200 interventi... il modo piu’ logico per risolvere la questione diverrebbe quello di procedere con una visione dal vivo del pezzo, sottoporlo ad esami rigorosi e confrontarne gli esiti per vedere dove pende il piatto della bilancia . si perviene quindi alle conclusioni: 1) viene confermata la falsità: Quelli che sostenevano l’autenticità ne ammettono l’errore. L’acquirente viene risarcito. In fondo non si trattava proprio di una patacca da ciotola se la sua storia pregressa aveva i supporti esposti sopra. 2) viene confermata autentica ? vorra’ dire che opportuni esami e l’esame diretto del pezzo hanno provveduto a fugare i dubbi . Anche in questo caso non si trattava di una patacca da ciotola ma di un pezzo che presentava diversi interrogativi che l’analisi ha provveduto a fugare. in ogni caso l’onere della prova ricade su chi solleva il dubbio in quanto il venditore - con l’inclusione del la moneta nelle sue vendite e non menzionando altro nello specifico - si sottintende che la ritenga autentica e di legittima provenienza..
    2 punti
  18. Considerazioni mie, di un profano, ma non per questo irrilevanti se si considera che in ambito giuridico il giudice è quasi sempre un profano: la soluzione di una diatriba è affidata a un giudice, esperto di diritto, ma spesso privo di specifiche cognizioni tecniche. Nel processo civile, ai sensi dell'articolo 61 del codice di procedura civile, quando per la risoluzione della controversia sono necessarie cognizioni in materie specifiche che il giudice non conosce e non è tenuto a conoscere e quando i fatti da accertare siano riscontrabili solo attraverso specifiche cognizioni od esperienze tecniche, l'organo giudicante può farsi assistere da uno o più consulenti tecnici. Analogamente nel processo penale il giudice nomina uno o più periti. Le parti (P.M. e parti private possono nominare dei loro consulenti) In questa discussione vi sono stati gli interventi di autorevolissimi esperti. Riassumendo, alcuni hanno ritenuto la moneta un falso lampante, sulla base di osservazioni tecniche apparentemente ineccepibili; altri non solo hanno evidenziato che non sono possibili univoche e granitiche certezze, ma hanno instillato ragionevoli dubbi, confutando le osservazioni contrarie con motivazioni altrettanto logiche. Valteri afferma che nessuno porta elementi per ritenere la moneta autentica; ma così si rovescia la prospettiva: quando si esamina una moneta per giudicarne l’autenticità, devono essere evidenziati gli elementi che dimostrano che è una riproduzione e solo la loro assenza dimostra che è autentica. Non esistono particolari che indicano che una moneta è autentica: se un particolare è ben fatto, impossibile da distinguerlo da un originale, ciò dimostra solo la particolare abilità del falsario. Ma sappiamo dall’esperienza che in materia di falsi i falsari diventano sempre più bravi e cercano di rimediare agli errori. Nemmeno la provenienza o l’esame della moneta da parte di autorevoli studiosi può essere un elemento a favore dell’autenticità; tutti possono sbagliare. Semmai, se fosse vero che così pregiati esperti siano caduti, ciò dimostra solo che il falso è insidioso e non così palese come sostenuto. Peraltro tutti sembrano concordare che le fotografie sono insufficienti e bisognerebbe avere la moneta in mano. In conclusione, se io fossi il giudice, direi: i pareri sono contrastanti, nel senso che la moneta potrebbe benissimo essere un falso, ma – allo stato - permangono fondati dubbi; e un giudice onesto deve assolvere in caso di dubbio. Tuttavia, siccome in questo caso non sono un giudice, dico: come collezionista mi darebbe fastidio avere quella moneta e capisco cohinz che l’ha restituita. Devo, peraltro, rilevare che in un eventuale processo il falso non potrebbe essere dimostrato; in un ipotetico processo penale l’imputato dovrebbe essere assolto, almeno con formula dubitativa; e una causa civile per l’annullamento della compravendita della moneta si sarebbe risolta probabilmente a favore della casa d’aste, che ben poteva quindi rifiutare la restituzione. Quindi è ancor più lodevole sul piano professionale la correttezza e serietà della casa d’aste. Tanto più che le conclusioni di tale ragionamento confermano quanto detto dai sigg. Russo al post 23: “i signori Russo della NAC dopo aver visionato la moneta dal vivo con una lente mi dissero che la moneta puo' essere falsa oppure autentica”. Detta così mi sembrava una frase con poco senso; ora, invece, capisco che l’esame diretto, da parte di persone che, anche se di parte, sono indubbiamente oneste e sincere, porta a concludere che è solo una moneta dubbia, ma non abbiamo certezze che sia falsa; che è quel che risulterebbe a un giudice sulla base dei pareri dei vari esperti.
    2 punti
  19. @Arkanel mio elenco per punti sintetici al post 101, ho pensato ad Arka come "utente che ha argomentato i suoi dubbi sulla presunta non autenticità" : ove io avessi letto superficialmente i Tuoi contributi sarebbe solo colpa mia . Confermo la Tua impressione : il mio è intervento di parte, la parte di VALTERI, scolaro del Forum che vorrebbe poter apprendere ancora qualcosa di più . Piermichele
    2 punti
  20. Lasciando a parte, senza tuttavia sminuirli, gli aspetti storici e di contorno dell' oggetto, all'oggetto mi piacerebbe restare, cioè alla discussione sul Forum in merito alla autenticità o meno di una moneta, moneta, che come sempre per la natura webica di un forum, non può che essere esaminata in effigie . In prossimità del primo centinaio di interventi mi pare che abbiamo 2 utenti che hanno prodotto elementi a sostegno della loro tesi di non autenticità 1 utente che ha argomentato i suoi dubbi sulla presunta non autenticità 0 utenti che abbiano prodotto elementi a sostegno dell'autenticità parecchi interventi che manifestano dubbi assolutamente legittimi che, a me, appaiono di principio e non sul merito Leggo tra i like i nomi di utenti che nei miei 6 anni di scolaro sul Forum, ho apprezzato come conoscitori di alto livello della materia : auspicherei, allo stato, qualche ulteriore argomentato parere in qualsiasi direzione possa condurre .
    2 punti
  21. Io sono particolarmente legato affettivamente a questo denario di Caracalla in quanto mi e' stata donato dai miei genitori per i miei 50 anni. Ciao da Stilicho.
    2 punti
  22. Direi piuttosto Lucca, intravedo il volto santo
    2 punti
  23. MILANO 1905 GARA INAUGURALE DEL NUOVO POLIGONO
    2 punti
  24. Dopo un lungo silenzio, forse anche grazie al blocco forzato a casa, ho deciso di scrivere di nuovo. E’ una storia che parte da un vero ritrovamento, ma che poi si dipana tra racconto, ricordo e fantasia. Buona lettura (spero). 10 LIRE Era marzo e si era nel pieno del blocco dovuto a questa maledetta epidemia. Piuttosto stanco dopo una lunga giornata di lavoro, dopo aver parcheggiato l’auto nel viale sotto casa, in un silenzio surreale mi avviai verso il mio portone. All’improvviso, mentre infilavo le chiavi nella toppa, la mia attenzione fu attirata da un piccolo oggetto tondo e chiaro posto proprio davanti alla soglia. Con movimento un po' impacciato a causa della grossa borsa da lavoro che portavo a tracolla, mi chinai e lo raccolsi. Quale stupore! Si trattava di un 10 lire spiga del 1984. Ma cosa ci faceva là, davanti a casa mia, una moneta da 10 lire? Chi poteva averla persa? In quei giorni vuoti, poi? Magari un vecchio nostalgico che l’ aveva nel borsellino. O magari qualcuno che la teneva in tasca come porta-fortuna. O forse qualche bambino che la usava come gioco…..Certo la cosa era strana, considerato che in quei giorni tutte le attività erano chiuse e la gente in giro pochissima. E se fosse stato un segno del destino? Chiunque l’avesse persa, l’aveva lasciata lì in bella vista per me. Possibile? Dopo uno sguardo sommario e se vogliamo anche un po' distratto (10 lire……erano sempre e solo 10 lire….ci ero passato…) misi la moneta nella tasca dei pantaloni con un movimento rapido e distratto e salii le scale. Entrato in casa, come d’abitudine, mi fermai salutare mia moglie; le chiesi come era andata la giornata, come stavano le ragazze. La solita routine, pensai. La routine…la rovina delle nostre vite…. Avevo sempre cercato di evitarla, ma inevitabilmente ci cadevo dentro….Come e’ difficile vivere, pensai. Come sono difficili e impegnative le relazioni umane….ci voleva anche questo maledetto virus….. Quindi mi recai in camera per mettermi comodo; una bella doccia, tuta, divanone e via! Ma ecco che, nello sfilare i pantaloni, sentiii un tintinnio ovattato sul pavimento; mi girai e vidi lei, bella , adamantina, che spiccava argentea sul legno nodoso. La 10 lire! L’avevo proprio dimenticata! La ripresi in mano e la guardai con attenzione, ora. Era ancora in buono stato, qualche riga e qualche macchia, ma nessuna ammaccatura. Tenerla in mano mi diede una bella sensazione di leggerezza, di freschezza, forse anche di spensieratezza. Era da tantissimo tempo che non toccavo una vecchia 10 lire. Gli anni passano e dimentichiamo facilmente, purtroppo….. Ma poi, del resto, già molto tempo prima di passare all’euro, le 10 lire erano state snobbate (proprio come i centesimini di oggi), nessuno le voleva. Ricordo bene quegli anni: quando me le trovavo tra le mani, arrivato a casa, me ne liberavo velocemente mettendole in una piccola ciotola che tenevo vicino al telefono fisso che ancora campeggiava su una mensola della sala da pranzo. Dunque, per la prima volta (credo) mi soffermai a guardarne le fattezze. La moneta mi colpì per la sua semplicità. Sul dritto due belle spighe rigogliose, sul rovescio un aratro. Immagini georgiche che mi portarono alla mente ampie distese di campi gialli sotto il sole azzurro, ondeggianti su un terreno ricoperto di terra grassa e fertile che non poneva alcun ostacolo al lavoro dell’uomo. Ricordai quando ero piccolo, la terra dei nonni, le tante corse nei campi, i giochi spensierati, le lunghe giornate che non finivano mai, il pane e salame all’ombra degli alberi e qualche timido assaggio di vino, di quello buono della vigna…. Girai e rigirai la moneta. Poi la mia attenzione cadde sulla data. 1984….. Avevo 17 anni. Ero uno studente del liceo classico, allora…Mentre pensavo, all’improvviso sentii un tuffo al cuore, una sorta di ansia che non era ansia, una sorta di fremito che non era un fremito. Era una sensazione che conoscevo bene. Il ricordo corse alla mia compagna di classe di allora, Emma. Il mio primo vero amore. Lei mi piaceva: era semplice, molto intelligente, una delle migliori della classe, sobria nel vestire, da portamento elegante e pulito. Io, invece… ero io: non certo un adone, non particolarmente appariscente, studioso, dal buon rendimento scolastico, ma piuttosto anonimo, oltre che molto timido. Con le donne ero sempre stato imbranato. Non sapevo mai come muovermi e questo non giocava mai a mio favore, come e’ facilmente intuibile. E anche con lei fu così. Un lungo approccio impacciato che durò tutta la primavera e l’inizio dell’estate. Ad un certo momento mi sembrò che anche lei fosse interessata a me, e non poco. Ma poi la scuola finì e per me fu il dramma. Non ci saremmo rivisti per mesi. Lei mi scrisse. Mi fece capire molto. Io risposi, ma stupidamente non colsi che fosse arrivato il momento giusto. Non so perché accadde, ancora me lo domando. Poi la lontananza fece il resto. Al rientro a scuola niente fu più come prima. Dopo poco, lei si mise con un altro. Era finito tutto. Da allora, nonostante gli anni, sento ancora quell’ansia che non e’ ansia, quel fremito che non e’ un fremito, ogni volta che il ricordo di lei solo mi sfiori la mente. Proprio come ora con quel 1984 impresso su una stupida moneta da 10 lire. Ah, se almeno l'avessi baciata! Ecco la 10 lire. Scusate le foto, sono negato. Buona serata da Stilicho
    2 punti
  25. Non si può dire, perché a seconda dei gusti queste monete possono essere guardate con interesse o con rifiuto. Anni fa restituii al negozio numismatico dove l'avevo comprato, un aureo di Carlo V d'Asburgo re di Napoli in condizioni SPL+, con una precisa doppia battitura della legenda a sinistra. Poi mi sono pentito di averlo perduto, in effetti era a tutti gli effetti un pezzo unico, una "curiosità" anche gradevole, dal punto di vista estetico niente male, anzi... Ma mi preoccupava molto il pensiero delle difficoltà che avrei certamente incontrato al momento di volerlo scambiare o rivendere. Anche per le monete moderne l' "indice di gradimento" se così si può dire, può dipendere dall'entità dell'effetto risultante dalla doppia battitura: che può essere deturpante, ed è un conto, o ininfluente, ma anche sorprendente, come un 20 lire "elmetto" del 1928, che mi sembra di avere visto su questo Forum, che al rovescio aveva esattamente un fascio littorio e mezzo. Quello era molto interessante e sicuramente dotato di un qualche plusvalore. In ogni caso la doppia battitura non è un "difetto". HIRPINI
    2 punti
  26. Come si può pensare ad una prova? Ma non sanno quanti anni aveva nel 1946? https://www.catawiki.it/l/41849259-italia-regno-d-italia-medaglia-o-progetto-di-moneta-da-20-lire-1946-umberto-ii
    1 punto
  27. Però attenzione facciamo chiarezza. Il catalogo dell'asta Sangiorgi del 1907 accorpa 2 collezioni di 2 grandi collezionisti: una di greche di Nervegna e una di romane di Martinetti. Nervegna se ben ricordo era un triestino che si è trasferito nei pressi di Brindisi.....e lì all'epoca nei dintorni del brindisino c'era il "bengodi" di monete tarentine. Si innamorò dei luoghi e collezionò monete greche. Questo spiega la ricca presenza di monete tarentine. Martinetti era un incisore di pietre raffinate e restauratore. Questo spiega il suo amore per le romane con le quali voleva rivivere lo splendore dell'arte imperiale...... Odisseo
    1 punto
  28. Non esattamente, una moneta è rimasta incastrata nel conio dopo la battitura e fino a quando l'operatore non se ne accorto ha impresso sul successivo tondello vergine i sui rilievi che sono diventati in incuso sul nuovo tondello, se ricordo bene il rovescio era coniato con il conio d'incudine, quindi la moneta che è rimasta attaccata al conio di martello ha impresso parte dei rilievi del rovescio sul nuovo tondello, quindi i segni che ci sono al dritto dovrebbero essere quelli del rovescio della moneta precedente... Poi l'operatore una volta staccata la moneta incastrata ha riconiato di nuovo il tondello e questo è il risultato che vediamo... Spero di essere stato abbastanza chiaro...
    1 punto
  29. Buonasera, ripesco questa discussione per ridarle un po' di visibilità e pre presentare un prossimo arrivo. Eccola qua, pescata oggi dalla Gallia grazie ad una provvidenziale segnalazione da parte di un amico: Sembra presentare anche una buona argentatura residua. Si tratta di una AEQVITAS AVG in discreto stato di conservazione con ritratto di Mario a nome di Vittorino, analoga a quella del post #1 e direi sorella gemella di questo esemplare (die link) Romano-Gallic (or Gallic) Empire (struck 269 A.D.) AE Antoninianus of Marcus Piavvonius Victorinus. First issue that even has a Marius style portrait. OB: IMP C PI VICTORINVS AVG, this is a different obverse legend than listed in Sear or Van Meter. Rx: AEQVITAS, Equity standing left holding double pan scales and a cornucopia. RIC 41, S3062. 3.17 g; 19.5mm. Curioso di vederla in mano... Ciao Illyricum
    1 punto
  30. DE GREGE EPICURI Non saprei, la legenda è veramente poco chiara. L'unica PIRAKOS che ho visto anni fa era ben leggibile; e lo sono anche le monete riportate da Pautasso ("Monetazione celtica dell'arco cisalpino" a cura di S.Canavese, ed. Keltia, 1994); in particolare, di solito è molto chiara la R, che di solito sembra piuttosto una D. La moneta da te postata ha una legenda che, come dimensioni, è certamente compatibile con PIRAKOS; però potrebbe essere una TOUTUOPOUOS in cui le prime lettere non risultano bene incise.
    1 punto
  31. Buongiorno. Questa moneta, dal peso di 11,75 grammi, è un asse o un dupondio ?
    1 punto
  32. Ciao Regium, giustamente cerchi di arrivare ad una identificazione precisa del tuo reperto ; tieni presente che l'uso di sigilli era diffusissimo ; si andava da quelli che chiudevano la corrisponza, ottenuti colando della ceralacca sfusa sui bordi della bustae poi premendovi l'impronta di un sigillo che poteva avere un manico, ma anche essere stato approntato sul castone di un anello, o su una sorta di ciondolo che poteva essere appeso alla catena dell'orologio. Questo nell'uso privato, ma poi ci sono i tantissimi sigilli che nel corso dei secoli hanno suggellato documenti ufficiali, pergamene di nomina, bolle e quant'altro, e poi i sigilli che garantivano le merci o la chiusura del loro involucro, e del resto troviamo ancora oggi il piccolo sigillo di piombo apposto al termine di un salume DOC, e via discorrendo. Magari, un esperto può sicuramente avanzare ipotesi più precise e attendibili ; ma la materia è davvero sterminata e a meno di non trovare il sigillo ancora in loco dove era stato applicato, si corre il rischio di essere un po' generici, Accantonerei le ipotesi che hai avanzato di Bolle Papali o Nobiliari, il tuo è un piombino, un sigillo "economico"....Dalle ultime foto che hai inviato appare come una sorte di un mollusco bivalve : nella parte che ora è riempito di terra, passavano i capi del laccio da cui pendeva il sigillo. Buona serata. @Regium
    1 punto
  33. Ciao Cristiano, @Asclepia, difficile valutazione, sarei per il qfdc al diritto perché se è vero che complessivamente i rilievi sono ad hoc è penalizzata da quel graffio dalle labbra al mento, al rovescio un po' meno di qfdc. Ovviamente è una mia valutazione molto soggettiva e tieni conto che non sono un esperto, diciamo che ti uso come cavia ? Saluti Alberto
    1 punto
  34. Ciao dopo la riforma Neroniana Dupondi corona radiata Assi corona laureata PS da quel momento la corona radiata ha indicato il doppio. senza eccezioni. Silvio
    1 punto
  35. Qualche anno fa un conoscente mi ha fatto avere un tetradramma di Alessandro Magno che, dal vivo, non lo convinceva circa l’autenticità nonostante i dati ponderali e lo stile fossero nella norma. L’analisi SEM-EDS ha dimostrato la presenza di argento in concentrazione molto elevata, ma la totale assenza di rame sulle due facce e sul contorno. Le fotografie ad alta risoluzione del contorno hanno dimostrato la presenza di una rigatura continua caratterizzata come composizione da un’elevata concentrazione di ferro accanto a silicio e alluminio in prevalenza e percentuali attorno al 5% di argento e di potassio. La discontinuità di composizione ha reso assai probabile l’ipotesi che le due facce della moneta riprodotte separatamente fossero state ‘incollate’, lavorando poi il contorno per cercare di nascondere la giuntura. Le prove hanno convinto la casa d'aste che ha ritirato il pezzo e rimborsato il cliente. Sicuramente la giuntura sarebbe stata individuata anche con la microscopia ottica, ma di certo non la composizione. Quanto all’ingrandimento, per il SEM è >100.000x mentre per il sistema ottico, a quanto mi risulta, non supera 1.500x. Riguardo alla risoluzione, siamo nell’ordine di pochi nanometri per il SEM mentre i sistemi ottici spesso non scendono sotto i 200 nanometri. Nel caso del Taras sub iudice, il problema della N esistente o meno in origine e quello del codolo o non codolo limato, per citarne alcuni, sarebbero ideali per le potenzialità del SEM-EDS e i risultati potrebbero sia confermare sia mettere in dubbio quelli della microscopia ottica. apollonia
    1 punto
  36. 1910 Simile a quella del post 194, ma SAN CARLO BORROMEO NEL TERZO CENTENARIO DELLA CANONIZZAZIONE MDCX-MCMX
    1 punto
  37. @gionnysicily Ho un bel binoculare progressivo da 40 ingrandimenti della ditta Askania con ottica Zeiss. Dal 1990. E lo so anche usare... Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  38. Ad ogni modo la storia di questo pseudo progetto è nota. Non si tratta sicuramente di un progetto, perchè lo stesso Umberto ha sempre smentito la cosa, però la teoria secondo cui su questo tondello il ritratto sarebbe "troppo" anziano per essere del 1946 (quando Umberto aveva 42 anni) non mi ha mai convinto. Questa è una foto di Umberto nel 1946, non mi pare che si discosti poi così tanto dal profilo con cui è effigiato sulla medaglia:
    1 punto
  39. Ora mi faccio insultare dagli esperti ? A mio parere è un Asse, per spiegarmi. In mancanza della corona radiata che distingue i dupondio. Sto ancora cercando di capirci qualcosina continuando a leggere libri. Prova tecnica per capire se ci sto capendo qualcosa. Aspetta pareri più autorevoli. Complimenti per la moneta. Gianni
    1 punto
  40. in una prossima asta.
    1 punto
  41. Caro @Raff82 dai testi che ho in biblioteca, sicuramente posso dire che non è catalogata. Mi dispiace che non intervengano nella discussione i veri esperti in questo campo. Molte volte si iniziano discussioni inerenti piccole varianti ( o presunte tali ) su monete quasi indecifrabili... Poi se qualcuno trova una moneta che potrebbe essere una vera "variante", chiamiamola pure "minore" o "di conio", il silenzio è assordante! La funzione principale del Forum è il confronto di idee che magari, a volte, può arrivare ahimè allo "scontro". Ma non c'è nulla di più deprimente del silenzio. Lo stesso silenzio che ogni giorno riscontriamo nei nostri Paesi in questi tempi terribili. Ciao Raffaele ?
    1 punto
  42. L’autore del rebus che si firma EMT è Emanuele Toselli e sarebbe interessante conoscere il significato da lui attribuito a T. In ogni caso, dai nostri test può uscire una soluzione alternativa a quella in origine. È indubbio infine che vv64 meriti il "riconoscimento al solutore" (appena conferito). Alla prossima. apollonia
    1 punto
  43. Precisazione su quando mostrai la moneta a Walker per la lettera N mancante: penso che l'ho mostrata a Walker piu' di 10 anni fa, di certo lui non si ricorda l'episodio. io me lo ricordo cosi': Gli dissi che possedevo quella moneta e che una moneta 'simile' (stesso conio del delfino) su un mio libro aveva una lettera N supplementare e portai con me e mostrai credo una fotocopia della moneta con la N illustrata nel mio libro. Walker prese la moneta in mano e guardandola senza lente mi fece notare che c'era ancora un' "ombra" della N sulla mia moneta. Io gli dissi che lui vede proprio tutto e me ne andai. Io credo che il tutto duro' al massimo 5 minuti e io non dissi a Walker null'altro sulla moneta, ne che era stata in collezione da Vlasto o da Moretti ne altro. Non credo che Walker sapesse a memoria la provenienza della moneta vendendola improvvisamente quando glie la mostrai. piu' tardi a casa dopo il colloquio con Walker la guardai di nuovo con calma e a quel tempo io vidi che dove doveva essere la N c'era un rimasuglio di N che era percepibile senza lente solamente per il metallo che appariva piu' 'scuro' formando qualcosa che sembrava la N mancante. Ricordo che guardando la moneta con la lente in quel punto pero' non riuscivo a percepire la N. Il metallo e' assolutamente piatto in quel punto e non sporge formando una N. qualche settimana fa guardando di nuovo la moneta con la lente e senza lente dove dovrebbe essere la N giunsi alla conclusione presonale che per me poteva esserci stata in quel punto la N o poteva non esserci stata. Il punto dove dovrebbe stare la N appare piu' scuro e c'e' una forma scura che potrebbe essere una N o potrebbe non esserlo ma non ci sono righe / graffi in quel punto. Poco distante a quel punto sulla moneta dove dovrebbe esserci la N ci sono pero' altre 'macchie' scure e simili a quella macchia scura della N e anche per queste ulteriori 'macchie' scure non so quanto l'ombra della N sia vera e quanto sia immaginazione a guardarla. questi i miei ricordi. La moneta ora credo si trovi alla sede della NAC a zurigo. Dopo averla mostrata ai signori Russo l'avevo lasciata da loro in deposito a zurigo e piu' tardi ho deciso di ridarla e penso sia ancora li.
    1 punto
  44. Non pensi che se fosse stata coniata, la ribavera della cera ( da ore 11 a ore 12,30 , sarebbe rimasta cosi Secondo te questi craterini ( ho evidenziato i più grossi) sono "corrosioni ?
    1 punto
  45. Mai comprato nulla da Catawiki. Già mi fidavo poco. Adesso proprio zero ?
    1 punto
  46. Ciao Mercurio691, Aleudin ha detto che gli hanno risposto via mail e che non c'è un link: per questo gli ho chiesto di condividere l'indirizzo mail a beneficio di tutti gli utenti che ne fossero interessati, cosa non ti era chiaro? . Pensavo ci fosse un indirizzo mail - di cui non si era ancora a conoscenza tra gli utenti del forum - come accade per la maggior parte delle sezioni delle Banche Centrali dedicate alla vendita di monete pubblica e aperta anche ai collezionisti che non siano commercianti e quindi non abbiano partita IVA. Ti è ancora più chiaro adesso cosa volessi venisse condiviso e il motivo? Le cose che hai scritto sopra: "La mail viene inviata ai commercianti possessori di partita iva internazionale (VAT) e registrati presso l'Istituto di Andorra" "Se non sei possessore di international VAT number, che cosa vorresti sia condiviso??..... " Ti inviterei a non dare per scontato che tutti conoscano questi dettagli imprenditoriali. Di certo, noi tutti che non rientriamo in quel mondo delle partite IVA/commercianti non possiamo minimamente sognarci i dettagli che per la prima volta mi pare hai reso noti, sulla base delle informazioni che erano in precedenza a disposizione: come infatti detto sopra, sulla base delle informazioni disponibili fino al tuo post, pensavo ci fosse un indirizzo mail come accade per la maggior parte delle sezioni delle Banche Centrali dedicate alla vendita di monete pubblica e aperta anche ai collezionisti che non siano commercianti e quindi non abbiano partita IVA. Tornando alla tua domanda con cui hai chiuso il post, adesso ti è chiaro cosa volevo venisse condiviso? L'indirizzo mail di cui parlava Aleudin. Concludendo e chiudendo lo scambio, in base a quello che dici immagino non possa essere condiviso. Grazie mille di nuovo, Gianlux
    1 punto
  47. Direi che l'identità dell'impronta del rovescio sia piuttosto evidente, ancorchè quello di Tetrico presenti una sfocatura decisamente importante... A mio modo di vedere la moneta di Tetrico non è incompatibile con una coniazione, anzi, viste le rotture e le frammentazioni del bordo.... la attenta osservazione del bordo dovrebbe mostrare le caratteristiche spaccature e strappature del metallo sottoposto a coniazione... quindi sembra imprescindibile procedere verso una attenta analisi ( meglio autoptica ) del bordo... ( nel caso opposto si dovrebbe vedere la giunzione delle due conchiglie e i codoli) Ovviamente è nota la tipica usanza nell'epoca ( e anche prima, da almeno Gallieno) di portare i coni del rovescio alla usura più assoluta, fino a far diventare le figure delle ombre informi... cordialmente, Enrico
    1 punto
  48. Sono LORO che ci stanno uccidendo a poco a poco con le scie chimiche del coviddi!
    1 punto
  49. GETTONE DI PRESTAZIONE LAVORO DIPENDENTI FAMIGLIA MELZI D'ERIL La famiglia MELZI D'ERIL è una famiglia nobile di Milano dal xv secolo, con tenute a Vaprio d'Adda con villa dipinta e villa storica a Bellagio. Tra i discendenti Francesco Melzi d'Eril è stato un politico durante l'epoca Napoleonica, come vicepresidente della REPUBBLICA ITALIANA dal 1802, vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Melzi_d'Eril
    1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00
×
  • Crea Nuovo...