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  1. gennydbmoney

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/14/20 in tutte le aree

  1. Buongiorno a tutti, Voglio condividere con voi la mia 1859 aquile rovesciate. Buona giornata e buon fine settimana a tutti. Saluti Raffaele.
    8 punti
  2. Buon Sabato pomeriggio! Quando fuori piove, in casa riposano e tu cerchi di fare foto decenti alle tue monete. Un caro saluti a tutti voi.
    5 punti
  3. 5 punti
  4. Continuando con i Gigliati emessi da Roberto, aggiungo quello con il cerchietto nel campo del diritto. Secondo il Dell'Erba, questo gigliato si ritiene fosse stato coniato negli ultimi anni del regno di Roberto, con conio di Nicola di Morrone, incisore napoletano che, nel 1342, ricopriva tale ufficio in Zecca.
    5 punti
  5. Buongiorno e buon weekend Condividiamo qualche moneta va....oggi una Madonnina di San Severino presa all'inizio di questo strano 2020 e che presenta un Busto di stile diverso dalle classiche muntoni 404. Un volto di bello stile diciamo. Al rovescio trovo molto interessante il contorno di perline prima del bordo classico. Cosa ne pensate? Vi piace? Grazie a tutti e un saluto Marco
    4 punti
  6. Vi ringrazio tutti e tanto di cappello. L'unica cosa, se posso dirlo, è che non si può ridere su quello che chiedono che chiedono i principianti, altrimenti, essendo un pó umiliante, non impareranno mai e non saranno incentivati a crescere in questa fantastica numismatica. Non credete? Ciao a tutti
    4 punti
  7. Proprio perchè a mio avviso troppo variabile e influenzato da vari fattori (non ultimo il gradimento personale) evito da anni ormai di fare valutazioni. Comunque il post in apertura rimandava (ritengo!) ad un prezzo proposto da una Casa Numismatica internazionale. Io personalmente 800 € non glieli davo, qualcun altro, essendo non più disponibile l'esemplare, forse sì. Per cui la Ritter ha proposto un costo che a seconda un acquirente è risultato interessante e congruo. Detto tra noi, non avrei pagato nemmeno i 550£ di Roma Numismatics di tre anni fa. Ma qualcuno altro lo fece nonostante fosse stimata 200£ per cui vi furono vari rilanci il cui indica una discreta appetibilità del pezzo porposto. Chi se la aggiudicò?? Un collezionista di argenti severiani che si è aggiudicato un denario di Geta NON IN RIC? Definito "estremamente raro"? "Extremely fine"? Indifferente. E' mercato. In entrambi i casi le Case Numismatiche hanno centrato l'obiettivo con Roma Numismatics un realizzo con quasi triplo rispetto alla valutazione. Se poi si vuole ampliare un discorso generale sugli aumenti generalizzati del settore (in tutti i metalli) ne possiamo discutere. Ma mercato è mercato. Offerta e richiesta. Buona serata Illyricum
    4 punti
  8. Secondo alcuni a questa moneta mancava solo la parola per dire: “Sono nata dalla cera: non vedete il cordoncino ombelicale? E le bolle che costellano le facce, che avrebbero potuto ispirare ‘Le mille bolle blu’ di Mina?“. Come dire che chi aveva esaminato il pezzo (Vlasto, Fischer-Bossert, E.J. Seltman, esperti della Hirsch, ecc.) era incompetente o affetto da cecità cronica. Queste informazioni di dracma introducono elementi di riflessione che rendono giustizia a chi ha mostrato cautela nel trarre conclusioni sicure e decisive sulla non autenticità della moneta. Cautela che manca spesso a chi deride con toni anche sprezzanti chi ha manifestato cautela. apollonia
    3 punti
  9. Buongiorno a tutti. Le due V capovolte su GRATIA non le ho trovate descritte (Magliocca, Traina, Corpus, Pin). Penso che queste "varianti" con il tempo usciranno fuori; io ne ho una, sempre del 1856, dove la V capovolta è su FERDINANDVS, per esempio. In entrambi i casi, non tutte le A del dritto sono sostituite da V rovesciate, in una solo sul nome del re, nell'altra solo sulla parola GRATIA.
    3 punti
  10. La data da te citata, 3 settembre 1984 è relativa al Decreto delle caratteristiche della banconota, la tua è un 10.000 lire comunemente definito "Volta". Per quanto riguarda il Decreto di emissione e la conseguente tiratura, si ricava dalla seconda lettera del numero di serie alfanumerico, in questo caso "K". Quindi, la tua banconota è stata emessa nel 1998 ed ha una tiratura di 224 milioni di pezzi secondo un catalogo e 227 secondo un altro, non mi chiedere il perché di questa discrepanza, sono i misteri della numismatica Per completezza, ti aggiungo questa interessante discussione su una presunta variante di questa tipologia di biglietti. Saluti.
    3 punti
  11. più che altro monete che sembrano avere un dritto fdc e un rovescio qspl...se il problema è a monte, possiamo solo parlare di difetto di conio...un dritto fresco e un rovescio con il conio stanco invece...per cui la moneta sembra fdc qspl ma in realtà resta sempre attorno al fdc...è quasi impossibile trovar monete che tra una faccia e l'altra hanno più di un punto di differenza sulla conservazione..in ogni caso ecco le foto della moneta...appena fatte
    3 punti
  12. Approfitto per postare un vecchio articolo di Mario Traina sulle pseudo-monetazioni di Umberto II e la monetazione italiana nella transizione Regno-Repubblica. Ovviamente nello specifico di prova non si tratta (manca anche il segno di zecca oltre a trovare anch'io anacronistico il ritratto). Tra l'altro è proprio brutta! Sfortunatamente Montenegro l'ha inserita nel suo "Monete di Casa Savoia" del 1995 (pg. 339-340), e anche Luppino nel Suo "Progetti di Casa Savoia" (pg. 526), legittimando, in certo qual modo, l'esistenza di questo abominio numismatico (mi sia concesso). Ritengo si tratti di una medaglia di restituzione (per citare un gergo pontificio) o tentativo "nostalgico" ad opera del Movimento Monarchico degli anni '60. Questa convinzione nasce dall'avere un tempo ritrovato un foglietto illustrativo (purtroppo a bassa risoluzione che sotto posto, in cui veniva illustrata una coniazione del 1961) di analoghe medaglie aventi come soggetto il "Re di maggio". Per quanto riguarda le 20 Lire 1936, direi che un errore è spesso tollerabile, ma non questo che qualifica di per sè l'asta ...
    3 punti
  13. Ciao a Tutti, intervengo solo ora per dare il mio contributo. Premetto che la mia opinione è che si tratti di un falso e pertanto sposo in pieno i post eloquenti di #gionnysicily. Non voglio offendere nessuno (sia ben chiaro) ma quando leggo di analisi del metallo etc.... mi viene da ridere....... Detto questo, in modo sintetico, provo a dare una risposta su come è stato creato questo falso: 1_come già osservato da altri, non è un falso coniato (non ci sono tracce di coniazione) ma un fuso (probabilmente a cera persa - leggete il punto 4 a seguire). 2_esiste quantomeno da prima del 1929. Perchè? Semplice, se studiamo la storia dell'altra grande collezione di tarentine, la Claudius Cote de Lyon, apprendiamo (prefazione catalogo Ratto) che Cotè e Vlasto era così amici, che il primo pote attingere dai doppioni del secondo. La collezione Vlasto venne poi pubblicata a distanza di 18 anni dal grande Oscar Ravel. 3_dobbiamo cercare quindi la "mamma" in esemplare, ragionevolmente disponibili sul mercato antiquario in quel periodo. Escluderei quindi i pezzi già all'epoca presenti nei musei in quanto non parliamo di una tipologia così ricercata o sdoganata (a differenza invece degli elettrotype di Ready del British Museum o i conii riprodotti dal Caprara o Christodoulos). 4_sulla base degli esemplari censiti per questo conio, sono convinto che la nostra attenzione deve concentrarsi sul pezzo ex coll. Nervegna censito al n. 280 dell'asta Sangiorgi del 1907 (e n. 279 vedi sotto). 5_ma attenzione, così rispondiamo al "dilemma" della N mancante............Nelle note di commento alla descrizione del n.280 (una delle poche dell'intero catalogo) si richiama anche per il n. 279 le monete di Reggio con maschera di leone al dritto e Giocasto seduto al rovescio. E guarda caso, il conio di dritto di entrambi (279 e 280) è identico, ma quello del 279 ha la N abrasa/mancante. 6_il pezzo Nac in questione (già Moretti e Vlasto) a mio avviso è l'unione del dritto del n. 279 (il dritto è Taras su delfino) con il rovescio del 280 (Ecista seduto) della collezione Nervegna. Le tracce di lima che #gionnysicily ha chiaramente mostrato sono state fatte per obliterare le tracce di unione di fusione/congiunzione delle 2 facce. Il falsario deve aver potuto attingere a 2 esemplari presenti nel mercato utilizzando un dritto e rovescio diversi ma da combinazione nota. Questa tecnica a fine 800' e fino ai primi 900' era utilizzata anche per le monete romane (sesterzi di Gordiano I e II etc..). POSTO LE FOTO per permettere a tutti di esprimere la propria opinione Odisseo
    3 punti
  14. Nessuno vuole polemizzare. Tuttavia, il consiglio di @Taller non mi sembra affatto sciocco e da trascurare. Il forum è importante per avvicinarsi alla numismatica e per avere un confronto costruttivo. E su questo non posso che darle ragione. Mi permetta, però, di muoverle una piccola critica. È da mesi che chiede informazioni/valutazioni su monete comunissime e dal valore medio inferiore ad 1 euro. Nell’arco di tutti questi mesi si è procurata un catalogo, come diverse volte le è stato raccomandato? Non mi pare, purtroppo. L’allievo per superare il maestro dovrebbe almeno seguire le prime indicazioni. Altrimenti, se fa solo di testa sua, non fa molta strada. Si fidi. P.S. Andrebbe bene anche un catalogo usato di 2-3 anni fa. Se ne trovano a 10-12 euro se non volesse spenderne 20 per uno nuovo. E con ciò mi taccio. Buona serata
    2 punti
  15. Personalmente, in termini generali, sfido chiunque a distinguere una corrosione artificiale rispetto a una naturale a occhio nudo o con l'ausilio di una semplice lente. L'esperienza nell'aver visto tanti e tanti pezzi aiuta col tempo a riconoscere un evento corrosivo naturale su una superficie rispetto ad uno ad arte........Il tutto varia da metalli, tipologia etc... Ti faccio un esempio, con una moneta genuina di prossima vendita a dicembre da Bertolami: qui le corrosioni, per localizzazione, fisionomia e caratteristiche sono assolutamente naturali e originali, tipiche di questo tipo di emissioni e per quella lega di argento..... Quei bucherellini permettono a neofiti o non esperti di capire la differenza rispetto invece ai buchetti da fusione.. Sempre in linea generale (poi come sempre ci sono le eccezioni), non serve scomodare la chimica e/o controlli con strumenti sofisticati. Odisseo
    2 punti
  16. Hai in parte ragione, Anna. Però mettiti nei panni dei professionisti che animano questo sito (io non lo sono, la mia professione è un'altra, sono un "semplice" appassionato). Se chiedi pareri su monete che patentemente sono estremamente comuni e rintracciabili su qualsiasi catalogo che costa sui 20 euro, posso immaginare che dopo un po' gli esperti si adombrino leggermente. Credo che dovresti considerare il loro punto di vista, non lo dico per supponenza o altro, io in fondo sono nella tua stessa condizione. Buona serata.
    2 punti
  17. Una cosa è sicura,non aver fretta di vendere/sbarazzartene,primo perchè potresti appassionarti,secondo perchè potresti,per tanti motivi pentirtene..... Saluti
    2 punti
  18. le conservazioni sono sicuramente basse da quel che si vede dalle foto, ma questa e' un'offerta tutt'altro che onesta.......e chi te lo dice e' un commerciante
    2 punti
  19. 2 punti
  20. Ciao, il motivo potrebbe essere dato dal fatto che le tue monete, pur essendo di periodi e tipologie diverse, hanno tutte in comune una cosa: sono in conservazione molto bassa! Di questi tempi, bassa conservazione vuol dire grande difficoltà di vendere, scarsissima capacità di profitto e conseguentemente interesse molto molto limitato. Se sei di Roma, non so se per un parere tu sia già stato da Moruzzi, che rappresenta comunque un riferimento ed è socio NIP (Numismatici Italiani Professionisti). Michele
    2 punti
  21. Ciao a tutti, ciao @Saturno! prendo la sfera di cristallo e vedo.... un gettone.... una palla.... un cesto... appeso a due/tre metri da terra.. vedo un.... Gettone che sostituiva il biglietto di ingresso alle partite di "Palla al cesto" (1926-1929). Immagine gentilmente inviata da Paolo Bianchi. vedo un indirizzo web: https://www.museodelbasket-milano.it/leggi.php?idcontenuti=50 ? Servus, Njk
    2 punti
  22. Vorrei sottoporre agli esperti utenti del forum – dalle cui acute osservazioni da cui ho tratto numerosi insegnamenti – una questione che mi ha incuriosito, ringraziando anticipatamente chi vorrà apportare il proprio contributo in merito. Ho rispolverato il buon vecchio volume Taras oikistes (1922) che come ben sappiamo risulta la prima opera in cui appare la moneta in oggetto (Vlasto 213) ed il cui autore è lo stesso possessore del pezzo. Nel volume Vlasto classifica la moneta nel periodo VI, type 34, n. 34 b e la illustra nella tavola VIII, n. 34 b. Nella scheda dell’esemplare a p. 125, Vlasto espone un’osservazione a mio parere interessante: afferma che secondo lui gli esemplari del tipo 34 sono stati battuti dallo stesso conio di D/ del n. 26, “recut and repaired”. Come esemplificazione del n. 26 cita il pezzo dell’asta Hirsch XV, 1906, 386. Tale osservazione è confermata da Fischer-Bossert che classifica l’esemplare di Hirsch (del quale non registra ulteriori passaggi) all’interno della coppia di coni n. 242 che condivide con la n. 243 (da cui proviene l’es. Vlasto 213) il medesimo conio di D/ (V116). Se ne deduce che già prima del 1922 Vlasto aveva ben esaminato il pezzo, ritenendo che provenisse da un conio di D/ che già in passato aveva subito degli interventi tecnici. A questo punto mi chiedo (e vi chiedo) da profano: è possibile che le criticità evidenziate siano compatibili con interventi effettuati già in epoca antica, nel corso dell’utilizzazione del conio? Altra questione, forse più marginale. Vlasto (TO, p. 125) afferma che il pezzo faceva parte della collezione di E.J. Seltman (padre del celeberrimo Charles), illustre cultore dell’antichità classica. Non so se esiste un catalogo di questa collezione (il Greek Coins è del 1933 quindi posteriore a Taras oikistes) o qualche riferimento bibliografico perché sarebbe interessante riuscire a capire quando (e da chi) Seltman è venuto in possesso della moneta.
    2 punti
  23. quando vai a visionare le monete di un'asta ti porti dietro macchina fotografica con obiettivo macro, treppiede per la macchina fotografica e stereomicroscopio ??? io non ho mai visto nessuno con questa attrezzatura a visionare le monete di un'asta. mi è anche capitato che su una foto di una mia moneta appariva un rettangolino alla massima risoluzione della fotografia e questo rettangolino non è presente sulla moneta. Stranamente il rettandolino appariva anche su altre foto della stessa moneta in cui avevo ruotato la moneta rispetto alla prima fotografia. Le fotografie possono anche produrre artefatti non presenti in realtà. bisogna fare attenzione.
    2 punti
  24. Buongiorno. Sarebbe opportuno, oltre ai due lati, inserire anche i dati ponderali delle monete che si postano, quando si chiede aiuto per le classificazioni. Nelle coniazioni a martello sono dati importanti, a volte determinanti. Poi, vedo che nelle Borboniche viene chiesto “sistematicamente” di comunicare i dati, anche di spessore e taglio, ma nelle “Vicereali” spesso vengono omessi. Senza polemica alcuna.
    2 punti
  25. Ciao Rocco, concordo con quanto detto da Genny. Due monete molto rare
    2 punti
  26. Buongiorno, è un 1592 e non 1593,sigle MAL/CI dietro il Busto del Re... Data al dritto e (presumo) anche al rovescio... A mio avviso la moneta è molto rara...
    2 punti
  27. Buonasera, ripesco questa discussione per ridarle un po' di visibilità e pre presentare un prossimo arrivo. Eccola qua, pescata oggi dalla Gallia grazie ad una provvidenziale segnalazione da parte di un amico: Sembra presentare anche una buona argentatura residua. Si tratta di una AEQVITAS AVG in discreto stato di conservazione con ritratto di Mario a nome di Vittorino, analoga a quella del post #1 e direi sorella gemella di questo esemplare (die link) Romano-Gallic (or Gallic) Empire (struck 269 A.D.) AE Antoninianus of Marcus Piavvonius Victorinus. First issue that even has a Marius style portrait. OB: IMP C PI VICTORINVS AVG, this is a different obverse legend than listed in Sear or Van Meter. Rx: AEQVITAS, Equity standing left holding double pan scales and a cornucopia. RIC 41, S3062. 3.17 g; 19.5mm. Curioso di vederla in mano... Ciao Illyricum
    2 punti
  28. Buonasera a tutti, è tanto che non posto uno dei miei scarrafoni. ? 10 Tornesi 1798 Ferdinando IV ? Saluti Alberto
    1 punto
  29. @gionnysicily, ma stak's e nac sono la stessa moneta.
    1 punto
  30. In effetti, di Postumo io ho saputo molto di più frequentando il nostro forum che studiando e leggendo storia. All'epoca del liceo, Postumo e l' impero gallico" non erano neppure nominati (ho controllato sul mio libro di allora, anni '80). Il Kovaliov vi dedica ben due pagine, addentrandosi di più nell'argomento (ma forse può dipendere dal contesto storico/politico in cui scriveva). Però, senza andare tanto lontano, il Geraci-Marcone (Storia Romana, ed, maior 2017) dedica all'argomento solo 9 righe e citando il solo Postumo. Indubbiamente (e per fortuna direi), la numismatica ha fatto da volano. E in questo senso un grosso contributo, come detto, lo fanno gli interventi sul nostro forum. Ciao da Stilicho
    1 punto
  31. Complimenti!. Una vera rarità! Il Dell'Erba da te citato credo faccia riferimento al Sambon (Le monete delle provincie meridionali d'Italia dal XII° al XIX° secolo) che descrive questo gigliato come opera del napoletano Nicola da Morrone nominato incisore nel 1329 ed in carica ancora nel 1342 e di conseguenza come una delle ultime emissioni di Roberto d'Angiò. Il Sambon fa riferimento alla collezione Fusco ed in effetti nel catalogo di vendita di questa collezione vi è, al lotto 889 proprio questo gigliato. Peccato che non sia presente l'immagine nelle tavole finali. Una moneta che non si vede tutti i giorni. Grazie per averla condivisa.
    1 punto
  32. Avrei pensato ad un nuovo utente, invece è iscritto dal 2012...... ( 8 anni.... ) saluti TIBERIVS PS...... ah dimenticavo.... GRAZIE!
    1 punto
  33. Casi possibili = 26 = 64; casi favorevoli = 63 (l’unico sfavorevole è che esca croce per tutte e sei) La probabilità che esca almeno una volta testa è 63/64 (98,4%). apollonia
    1 punto
  34. Allora rimarrà nel limbo... Al momento si,si può dire che è inedito...
    1 punto
  35. Ciao, il tuo esemplare è di ottima conservazione e di conseguenza permette di valutare bene gli aspetti che hai posto in evidenza. Lo stile è decisamente "particolare" rispetto alle madonnine che si vedono usualmente e battute dalle altre zecche. Il ritratto mi piace molto: sembra più dolce/giovanile del consueto ma anche più definito e dettagliato. Bello. Il rovescio invece non mi piace molto, lo trovo "troppo pieno", quasi disordinato con quell'alternarsi di cerchio / scritta / contorno di perline / bordo... Interessante esemplare, grazie per averlo proposto Saluti Simone
    1 punto
  36. 1 punto
  37. Ma i rovesci non sono mica inguardabili come hai detto prima!
    1 punto
  38. Consiglio a @Taller acquisto immaediato di bilancia cinese. La mia (tascabile, pesata massima 100 g, divisione 0.01 ,pagata una trentina di euro) sgarra al massimo 2 o 3 centesimi di grammo. Ho potuto verificarlo con le monete acquistate da vari venditori/aste di cui era specificato il peso al centesimo di grammo. Importante e' il voltaggio e la qualita' della batteria che ci metti dentro.
    1 punto
  39. Molto bella e ben conservata!bellissimo anche il Busto.della Madonna? Saluti
    1 punto
  40. https://www.catawiki.it/l/41990667-italia-regno-d-italia-vittorio-emanuele-iii-di-savoia-1900-1946-20-lire-1936-impero E qui... Mi pare più grave. A scanso di fraintendimenti: perchè oltre ad essere una patacca da bancarella, risulta molto visibile anche l'effrazione dei sigilli.
    1 punto
  41. Perdonate ma c’è una cosa che non mi quadra. Nel Taras NAC si vedono le tracce dell’etnico TI appena visibili a sinistra drlla conchiglia mentre la famosa N e’ scomoarsa. Nel 280 della Nervegna tali lettere sono tutte perfettamente visibili. di converso la 279 della Nervegna mostra - nel calco - le lettere TI fuori flan e quella che sembra essere una traccia Della famosa N. e’ probabile che nella moneta originale la traccia della N fosse piu’ visibile e che poi sia ulteriormente sfumata nel calco pur riportandola quasi in evanescenza. A questo punto non sarebbe piu’ plausibile che il falsario abbia utilizzato il calco della 279, in parte manipolandola/aggiustandola per ottenere, con il processo di fusione, il rovescio della moneta incriminata dove la N si e’ persa definitivamente? 279 Nervegna
    1 punto
  42. Nervegna... e qualcuno ricorderà Francesco Martinetti? https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Martinetti
    1 punto
  43. Capito, ti terrò presente.....??
    1 punto
  44. 1961 India - 50 paise (mezza rupia) Su tutte le monete indiane destinate alla comune circolazione e non, da quando fu istituita la Repubblica indiana, è presente la 'Colonna di Ashoka', trovata nel sito archeologico di Sarnath, uno dei più importanti luoghi sacri del buddismo. Proprio in questa città Siddharta, dopo l'Illuminazione, aveva pronunziato il suo primo sermone e fondato la prima comunità di monaci. Il famoso capitello (IV sec. a.C.) è conservato nel museo di Sarnath, scolpito su un blocco unico di arenaria e levigato con estrema perfezione, rappresenta quattro leoni asiatici su un fiore di loto capovolto, i felini simboleggiano potere, coraggio, orgoglio e confidenza. E' stato adottato in India come emblema nazionale sin dal 1950.
    1 punto
  45. Discussione interessante. Ho guardato un po' di corsa l'ultimo bilancio depositato che trovate qui https://www.cbcg.me/slike_i_fajlovi/eng/fajlovi/fajlovi_publikacije/god_izv_finansijski_izv/cbcg_2018_fs_e.pdf Ci sono scritte cose tipiche di una banca. Essendo nata nel 2000 magari come derivazione di una precedente banca confederale oppure con fondi privati, aveva risorse in marchi tedeschi, come accennato. Ovviamente queste risorse sono state investite, hanno fruttato e nel 2002 sono state trasformate in Euro. Banalmente, le banconote usurate vengono ritirate dal pubblico, come per qualsiasi banca commerciale, restituite al "circuito BCE" che le distrugge e cambiate con le nuove, sono partite di giro. Non si crea nulla, si scambia. In Africa, come nel resto del mondo, le banche (commerciali e centrali) hanno depositi in Euro, per riserva od operatività. Teoricamente, ma anche praticamente fino a qualche tempo fa in Zimbabwe per esempio, potrebbero erogare Euro così come Dollari o Sterline. Ovviamente, la circolazione di moneta forte in un paese ammazza la valuta locale, nella quale gli operatori non avrebbero più fiducia, di fatto andando contro gli interessi dello Stato.
    1 punto
  46. Buongiorno amici...oggi uno dei miei pochi 3 cavalli. 3 cavalli 1789, data spaziata e croce cicciotta, bello il contorno tagliente e irregolare. Il valore C 3. e bello alto rispetto al solito...che dite? Amico @Rocco68...come lo inquadriamo sto 3 cavalli? Grazie e saluti a tutti.
    1 punto
  47. Buona sera amici...e grazie a tutti per l'apprezzamento...quelli che giustamente ha notato a gambe all'aria @Litra68 sono appunto grani che si distinguono per avere gli assi spostati... Solitamente i grani hanno tutti gli assi alla francese, io con quella mossa ho probabilmente confuso il buon @borbonik , è che altrimenti avrei dovuto capovolgere troppe monete...così quelle capovolte son grani con assi alla tedesca, di preciso i 2 grani 1814 con corona a sette punte, un grano del 14 (vedi foto), e i 5 grani del 1815 con sigle V.B. sfalsate (variante che ho scoperto da poco...) Qui posto la foto del grano del 1814 che non è in se una variante per particolari in legenda che è solo un pò più mossa del solito, o del ritratto o che, ma proprio perché si distingue da altri grani del 1814 per avere gli assi alla tedesca o a medaglia che dir si voglia. La monetina a mio parere è nata tribolata ma ha circolato quasi nulla, l'ho presa qualche tempo fa da un venditore di Bologna. Saluti
    1 punto
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