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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/15/20 in tutte le aree
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Buongiorno a tutti, leggo ora questa discussione dopo una lunga pausa dove priorità "altre" mi hanno portato via non poco tempo libero. Ringrazio sentitamente @Giov60 @numa numa @lorluke @Parpajola @DOGE82 @417sonia @italpen @santone @rickkk @niko @Arditiroma per le loro parole di incoraggiamento, spero in questi mesi - se avrete avuto la pazienza di visitare il mio sito - di avervi perlomeno mostrato qualche bella moneta. Concludo questi brevi ringraziamenti rimarcando ancora una volta la cordialità di tutte le persone che ho avuto la fortuna di incontrare fino ad oggi in Numismatica e che mi hanno consentito di arrivare a questo punto; colleghi, collezionisti e studiosi che si sono rivelati col tempo essere sia grandi mentori che ottimi amici. Buona giornata, Antonio12 punti
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Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi. Piastra 120 grana 1798 Ferdinando IV Saluti Alberto4 punti
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Come controprova della normalità dell’occhio, posto un’immagine dellesemplare che giace al British Museum dal 1824 (!) grazie a Richard Payne Knight. Possiamo discutere di stile un po’ approssimativo nell’incisione dell’occhio, possiamo porci dubbi di ogni sorta poiché fa solo bene.. basta non andare a caccia di streghe però..4 punti
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Genuina 100%, è una bella moneta. Personalmente la riterrei un quasi BB, in quanto il D/ è definito pur essendo circolato, mentre al R/ manca una parte di un delfino. skuby3 punti
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Leggo oggi sull'edizione online di Cronaca Numismatica la nascita di un nuova realtà commerciale: Rimoldi Numismatica. https://www.cronacanumismatica.com/rimoldi-numismatica-monete-arte-e-storia-a-tutto-tondo/ Incuriosito controllo: il titolare è Antonio Rimoldi @anto R, giovane e preparato, da molti anni una promessa del forum lamoneta.it per la monetazione medievale e pontificia antica! Iscritto al corso di Laurea in Storia, socio SNI, pubblicista e divulgatore (ricordo il libro per ragazzi: La Numismatica che avventura, scritto con Magdi Nassal, anche lui un giovane numismatico rampante del forum). E' da un po', purtroppo, che non si fa più vedere "da queste parti" (oltre un anno) ma egoisticamente confido sempre che riappaia per deliziarci con qualche monetina o qualche succosa discussione. Tanti auguri per questa impresa!2 punti
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Buonasera, che conservazione dareste a questa moneta? Potrei avere anche un vostro cortese parere su che tipo di variante sia? Dalle foto a me sembrerebbe una rami corti-base spessa-stella lontana.2 punti
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Salve. Nomos è il nome della moneta di Metaponto e nomos con l’iniziale minuscola (sic) è il nome della casa d’aste che la presenta nella ventunesima edizione del 21 novembre prossimo. Starting price: 1.120 CHF - Estimate: 1.400 CHF Lot 37. GREEK. LUCANIA. Metapontum. Circa 400-340 BC. Nomos (Silver, 23 mm, 7.66 g, 7 h), c. 350. NIKA Head of Nike to right, wearing ampyx and sphendone, decorated with three stars and tied above her forehead, and pendant earring. Rev. METAΠONTION Ear of barley with leaf to right; above leaf, pomegranate with blossom above. BMC 141 = HN III 1526 and pl. 28 = Noe, Metapontum 495 c (same dies). SNG ANS 373 (same dies). Very rare. Of a most attractive and sedate late Classical style. Toned. Good very fine. The appearance of Nike on this coin, clearly identified with her name on the obverse, almost certainly must relate to a contemporary victory, but which one is, at present, unknown. La testa della Nike è rivolta a destra, però l’occhio non guarda in quella direzione ma lateralmente, verso l’osservatore. Come dire: lo "strabismo" di Nike!2 punti
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la Dracma siracusana non è una moneta particolarmente rara, ma ricca di fascino per le dimensioni e peso oltre che per l importanza storica che la lega alla riforma monetaria apportata da Dionisio di Siracusa, che basa il sistema monetario e di scambi mediterranei proprio su questa moneta. Usata poi da truppe di mercenari e altre poleis per essere riconiata. Senza esagerare direi, che sia stato il bronzo più importante (assieme all Athena/ippocampo) circolato in Sicilia. skuby2 punti
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Per un confronto, due bottoni di fanteria di linea francese d'epoca napoleonica (da Pinterest)2 punti
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Di varianti non ne capisco ma per questa mi ci sono imbattuto una volta per caso, in basso a sinistra c'e' pure un'immagine https://fr.numista.com/catalogue/pieces5.html o in quello in inglese : https://en.numista.com/catalogue/pieces5.html poi vai su ebay Francia https://www.ebay.fr/ e metti nel motore di ricerca > 50 CENTIMES 1965 CARACTERES FINS - settore Monnaies2 punti
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Ciao a tutti, ripropongo oggi questa mia vecchia discussione per integrarla con un pezzo che ho avuto modo di aggiungere in collezione qualche tempo fa. D/: VRBANVS·VIII· – ·PON·MAX in basso A . XX Busto a destra, piviale con fiorami. R/: VIVIT – + - . DEVS· S. Michele trafigge Lucifero; a sx., nel campo, Armetta Farzetti e Pavia e, all’esergo, 1643. A sx., in basso, sigle G M (Gaspare Mola, incisore). CNI 540 Muntoni 82. Peso 9,82 g. Questa tipologia non appare molto di frequente e solitamente presenta conservazioni abbastanza modeste. Questo esemplare si presenta ancora gradevole con conservazione superiore alla media. Delle tre tipologie di testoni con al R/ San Michele che trafigge Lucifero, questo (Munt 82) e quello sopra presentato con stemma al D/ (Munt 83), sono le due più rare. Quello con al D/ il busto con camauro e mozzetta (Munt 81), è invece quello che più frequentemente appare sul mercato. Vostri commenti e integrazioni sono come sempre graditi. Michele2 punti
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Buongiorno @matitrial, la moneta da Lei proposta offre alcuni interessanti spunti di approfondimento e discussione. Ho approfondito lo studio dei ritratti di Filippo IV nella monetazione milanese, incrociando le evidenze stilistiche con i documenti ad oggi pervenuti per stabilire delle cronologie all'interno della vastissima produzione di tale regnante (link). La medesima ricerca è certamente ben più ardua per la zecca di Maccagno, ma il confronto con la ben più documentata (anche solo pensando al numero di monete ad oggi pervenuto) produzione milanese coeva può essere a mio avviso di grande utilità. Personalmente non sono affatto convinto della "totale" imitazione del prototipo del sesino di Milano. Quest'ultimo nominale presenta sì, indipendentemente se coniato sotto Filippo III o IV, la tipologia busto/croce fiorata ma al diritto le differenze sono lampanti. Sia ben chiaro, esistono certamente sesini di Giacomo III aderenti perfettamente al tipo milanese (nello specifico, i tipi Gianazza 45/D e 45/E) ma la moneta presentata è ben differente. Il tipo di sesino come quello da Lei proposto presenta ben evidente un ritratto con folta capigliatura e colletto ripiegato, elemento che rimanda ad un primo impatto al quattrino di Filippo IV dell'ultima emissione, quello per intenderci con al rovescio la grande biscia a tutto campo ed emesso dal 1661. Ma questa data non è congrua con la moneta proposta, Giacomo III morì infatti nel 1645. Sempre in area milanese abbiamo un ritratto identico a quello del quattrino sopracitato, generato dal medesimo punzone. Lo troviamo nella rara parpagliola con ritratto emessa nel 1649 circa; anche questa data però non rientra nel periodo di nostro interesse. Quattrino di Filippo IV, immagine da acsearch, VL Nummus 8, 1543 Siamo quindi ad un'apparente situazione di stallo, la moneta spicciola del milanese prima di quella data presenta ritratti con capigliatura corta e colletti sempre fittamente pieghettati. Cosa ci sfugge? La posizione geografica di Maccagno! Se da una parte abbiamo infatti il Ducato lombardo-spagnolo, dall'altro troviamo quello sabaudo con il proprio circolante. Ed è proprio da questo secondo bacino monetario che dobbiamo attingere per trovare ciò che ispirò il diritto di questo sesino del Mandelli. Le affinità col soldo di Carlo Emanuele I (tipo Biaggi 581) sono ben evidenti, folta capigliatura e colletto ripiegato infatti sono caratteristiche presenti nella unica moneta bassa – in puro rame a volte imbianchito – con il ritratto di questo Duca. Anche il periodo di emissione risulta congruente con una imitaizone emessa nella prima metà del XVII secolo, i soldi di Carlo Emanule furono infatti coniati tra il 1594 ed il 1600 in copiose quantità. Soldo di Carlo Emanuele I, immagine da acsearch, Gadoury 19, 114. La Sua moneta quindi la ritengo un ibrido, l'unione di due realtà che trovarono nel feudo di Maccagno un punto d'incontro nella discutibile arte dell'imitazione monetaria. Sperando di non averLa annoiata con le mie considerazioni, Le auguro buona giornata Antonio2 punti
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Posso inserirmi nella questione avere pazienza con i neofiti (io anche lo sono)? Credo che la pazienza bisogna usarla ma non bisogna abusarne, tantissimi esperti del forum si sono prodigati per aiutarla a riconoscere le sue monete, che sono di facilissima valutazione, nonostante con le loro conoscenze siano in grado di riconoscere monete irriconoscibili, di paesi stranieri e in lingue straniere, veri e propri enigmi per noialtri. Il loro tempo è prezioso. Sapere di avere qualcuno del genere disposto ad aiutarti è fantastico, ma si tratta dell'aiuto di chi lo fa per pura passione, senza venir pagata ma ottenendo un semplice grazie in cambio. Non sono robot e appunto non bisogna sfruttarli esageratamente, perché potrebbero stufarsi di chi se ne approfitta. In questi giorni anzi mi ha stupito che sulle moltissime monete che ha postato nessuno si sia scomposto ma con grandissima gentilezza la abbiano aiutata. In ultimo, io più volte le ho suggerito di visitare il catalogo online del forum proprio a questo scopo, che venisse a chiedere qui solo come ultima spiaggia, se da sé proprio non fosse riuscita per qualche motivo ad identificare i suoi pezzi. Lei non mi ha ascoltato. Buona Domenica, Saverio2 punti
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Completamente d’accordo. E’ sempre la passione che deve prevalere..., poi ovviamente bisogna anche stare attenti al portafogli, ma non speculiamo sempre su tutto... Se la medaglia ti affascina @Gian barlino fai benissimo a prenderla, il prezzo richiesto non è un furto (a me personalmente questa medaglia piace parecchio). Saluti2 punti
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Un mio parere, per quanto può contare e a prescindere dal caso specifico di questa medaglia: se troviamo un oggetto che ci piace e che riteniamo di avere poche probabilità di ritrovare, che non abbia ovviamente un prezzo esorbitante, non affrontiamo l'acquisto come un investimento, ma come una soddisfazione personale da collezionista. Giusto chiedere una stima sul valore di mercato, ma se non esistono riferimenti il valore lo fanno chi vende e chi acquista; giusto trattare, se possibile, sul prezzo; ma alla fine la domanda da porsi è: lo voglio e sono disposto a pagare la cifra richiesta, o è per me uno sforzo economico che non vale l'acquisto ?2 punti
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Mezzo tornese argentato del 1853 di Ferdinando II alterato per spacciarlo come mezzo carlino. Da Artemide Aste, asta n. XX dell'8 aprile 2008, lotto 734.2 punti
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Comunque nel loro insieme fanno una bella figura ... Buona domenica !!2 punti
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Questa è la storia della medaglia rarissima che però ha un rovescio diverso, non ho idea se quella che ti hanno proposto sia stata prodotta all'epoca, io non l'ho mai vista. https://www.mymilitaria.it/liste_04/medaglia_sacrifico_gloria.htm2 punti
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Ciao Illyricum Per quanto riguarda il Senato, ti allego una breve citazione dal testo "The Gallic Empire" di Bishop, C. D. che puoi trovare a questo link: http://etheses.dur.ac.uk/9734/1/9734_6527.PDF "a) Senate, consuls, and praetorian guard. From all the evidence that we have at our disposal it would apper that the administration of the Gallic Empire was in no way different from that of the main Roman Empire. Certainly it seems that the emperors had a senate if we are to assume that their coins bearing the obverse legend "S.C." are anything to go by. And furthermore we know that Tetricus was (according to the Augustan History) a man of senatorial rank before being raised to the throne. As we have seen, too, in the first chapter, there are inscriptions which lead us to believe that Postumus (and from chapter two Victorinus as well) appointed consuls for the years when he himself did not take the office, and. that these men wtere used for dating purposes throughout the empire. Similarly the main empire' s system of prvincial government was adhered to for we find that Tetricus, besides being of senatorial rank was elected emperor, was also praeses of Aquitania. As we have seen, too, in the third chapter, the rebel Faustinus was the governor or praeses of his province when he incited his troops to revolt against the emperor. In addition to all these factors we also have evidence that suggest that Postumus at least mantained, like his rivals in Rome, an imperial body-guard of praetorians, for we have an inscription naming Victorinus as tribune of the praetorians under Postumus., and that it was stationed at Trier." @Agricola anche io da appassionato di Postumo ,dopo aver fatto un po' di ricerche, avevo deciso di scrivere una piccola biografia in italiano sul personaggio. La biografia non è completa (ci lavoro di tanto in tanto), tuttavia mi piacerebbe comunque condividerla. Fatemi sapere in caso di errori o inesattezze. INTRODUZIONE Premetto di non essere né un professionista né un esperto, ma di aver prodotto questo testo per semplice passione nei confronti degli imperatori delle Gallie ed in particolare dell’imperatore Marco Cassiano Latinio Postumo. Per la scrittura mi sono basato principalmente sulla Historia Augusta, sull’ Epitome De Caesaribus e su diversi altri testi che verranno citati nelle pagine finali dello scritto. I testi in latino non sono stati tradotti in modo letterale ma ho preferito tradurre in modo libero per privilegiare il senso del discorso. In ultimo volevo aggiungere che buona parte delle informazioni riguardanti Postumo e gli altri usurpatori gallici derivano come noto dall’Historia Augusta che è impregnata di palese ostilità verso l’imperatore Gallieno, contemporaneo di Postumo, e paiono quindi ingigantite le virtù di quest’ultimo ai danni del primo, come si può notare nell’esempio riportato qui sotto: “quo interfecto ab omni exercitu et ab omnibus Gallis Postumus gratanter acceptus talem se praebuit per annos septem ut Gallias instauraverit, cum Gallienus luxuriae et popinis vacaret et amore barbarae mulieris consenesceret.” “Al tempo della sua morte, Postumo era stato accolto volentieri dall'intero esercito e da tutti i Galli, e per sette anni compì tali gesta da restaurare completamente le province della Gallia, mentre Gallieno trascorreva il suo tempo in dissolutezza e taverne e si indebolì a causa dell’amore per una donna di origine barbara” 1 L’IMPERO DELLE GALLIE È interessante notare che un primo riferimento all’Impero delle Gallie lo si riscontra già nelle Historiae di Tacito (110 d.C circa) quando nel 69. d.C. un prefetto dell’esercito romano dell'ala di cavalleria dei Treviri (una tribù della Gallia Belgica) chiamato Iulius Classicus insorse contro l’impero romano. Secondo Tacito quest’ultimo fece giurare ai propri soldati fedeltà “pro imperio Galliarum”. Tuttavia la rivolta non ebbe successo e venne sedata dal generale romano Quinto Petilio Ceriale. 2 MARCUS CASSIANIUS LATINIUS POSTUMUS Delle origini di Postumo non si conosce praticamente nulla. L’ Historia Augusta sembra implicare che Postumo non provenisse da una famiglia di ceto elevato. Il suo nome completo è noto come "Marcus Cassianius Latinius Postumus", testimoniato da iscrizioni e dalle monete emesse durante il suo regno (260 - 269 d.C). Tuttavia nel "Epitome de Caesaribus" lo si trova con il nome di “Cassius Latienus Postumus” ed ancora nella "Historia Augusta" viene chiamato "Iulium Postumum". Quest’ultimi due nomi sono probabilmente errori degli autori che hanno scritto circa cent’anni dopo la sua morte1. Un possibile indizio sul luogo di nascita di Postumo potrebbe trovarsi nell' Historia Augusta quando Gallieno alla notizia della perdita della Gallia risponde: “[...] perdita Gallia risisse ac dixisse perhibetur: <Num sine Atrebaticis sagis tuta res publica est?>”. Traducendo liberamente: “ quando la Gallia fu persa, rise ed esclamò <Può l'impero essere al sicuro senza i mantelli degli Atrebati?>", dove gli Atrebati erano una tribù belgica che risiedeva nel nord della Gallia2. 2.1 LA NASCITA DELL'IMPERO DELLE GALLIE Con la sconfitta e la cattura dell’imperatore Valeriano nella battaglia di Edessa (260 d.C) contro i Sasanidi, suo figlio Gallieno, che già controllava la metà occidentale dell'impero, salì al potere e sconfisse Fulvio Macriano3 nel 261 d.C.. Nel 260 d.C. quanto la notizia della vittoria dei Sasanidi raggiunse la Gallia, Postumo fu proclamato imperatore dai suoi soldati. I territori della Gallia, Germania, Britannia e Spagna (in parte) si unirono alla rivolta e fu così costituito l'impero delle Gallie sulla base delle istituzioni Romane, con dei consoli eletti annualmente ed un imperatore che assumeva la “Tribunicia Potestas” ogni anno. Sappiamo che Postumo fu incaricato4 della difesa della frontiera del Reno per fermare le incursioni dei germani che si trovavano al di là del fiume. Postumo quindi potrebbe essere stato governatore della germania inferiore o semplicemente un comandante militare stazionato in quella provincia. In ogni caso Gallieno, che gestiva la parte occidentale dell'impero, alla morte del padre fu improvvisamente obbligato a muoversi dalla frontiera del Reno per sedare la rivolta di Ingenuus, governatore della Pannonia o della Mesia, e fu trattenuto ulteriormente in quelle zone dalla successiva ribellione di Regalianus. Gallieno prima di partire per la spedizione contro Ingenuus lasciò un dei suoi figli (Saloninus) presso Colonia5 sotto la guida di un suo ufficiale chiamato Silvanus6 , che era prefetto del pretorio. 2.2 LA RIVOLTA DI POSTUMO Sembra che Silvanus fosse stato incaricato di vigilare su Saloninus e di gestire il governo, mentre Postumo aveva l’incarico di controllare la frontiera del Reno che era costantemente sotto la pressione dei barbari. La scintilla che fece scoppiare la rivolta avvenne a seguito di uno scontro di Postumo contro alcuni germanici che attraversarono il Reno per razziare e saccheggiare le ricche province romane. Postumo sconfisse gli invasori e recuperò il bottino dei germanici ma invece di restituirlo ai legittimi proprietari lo distribuì alle sue truppe. Silvanus dichiarò [giustamente n.d.r.] illegale tale azione e pretese la restituzione del bottino. Postumo non obbedì all'ordine e anche grazie al diffuso consenso che godeva tra le proprie truppe venne proclamato imperatore. In seguito marciò verso Colonia dove si trovavano Silvanus e Saloninus e pose sotto assedio la città, fino a quando gli abitanti non consegnarono i due a Postumo che li uccise poco dopo. 3. IL REGNO Come è già stato detto Postumo si ribellò dopo la partenza di Gallieno nel 260 d.C. dalla frontiera del Reno. Postumo non prese immediatamente il controllo della città di Colonia, il centro del potere dove risiedevano Saloninus e il suo protettore Silvanus e tale fatto sembra essere testimoniato dalla iniziale produzione di monete nella zecca di Augusta Treverorum7. L'attacco a Colonia sembra essere stato effettuato verso la fine dell'anno 260 d.C. e la città potrebbe essere stata catturata all’inizio del 261 d.C. Dopo aver preso Colonia Postumo fece uccidere Saloninus e Silvanus. Pare che nel 261 d.C. Postumo abbia respinto nuovamente un invasione di barbari germanici ottenendo così il titolo di Germanicus Maximus. Gallieno nel 261 d.C., dopo aver sconfitto Flavio Marcianus, potè dedicare le proprie attenzioni alla Gallia. Tra il 261 d.C. e il 265 d.C. Postumo venne sconfitto in battaglia8 da Gallieno, sembra però che Aureolus, comandante dell'ala di cavalleria di Gallieno, abbia fatto scappare Postumo (o non lo abbia inseguito con sufficiente vigore)9 dopo la sua sconfitta, consentendo a quest’ultimo di ripiegare e di continuare a governare l’Impero delle Gallie. NOTE 1The Gallic Empire, Bishop, C. D. 2The Gallic Empire, Bishop, C. D. 3Fulvio Macriano fu un ufficiale di Valeriano che si era proclamato imperatore alla morte dell’imperatore nel 260 d.C 4Non si sa bene da chi, l'Historia Augusta ci dice Valeriano, ma come al solito potrebbe essere stato omesso il fatto della nomina da parte dell'odiato Gallieno. 5Presumibilmente come simbolo dell'autorità imperiale nella parte occidentale dell'impero 6Nell’Epitomé historíon Ioánnis Zonarás fa riporta il nome di Albanus e non di Silvanus 7O Lugdunum, non è chiaro, ci sono opinioni differenti a proposito delle zecche di Postumo 8Non si hanno dettagli sulla battaglia, Zonaras parla anche di un assedio ma non è noto il luogo. 9Doveva esserci stata una disputa tra Gallieno ed Aureolus che infatti qualche anno più tardi si ribellerà contro Gallieno. BIBLIOGRAFIA Historia Augusta Historiae, Tacito Epitome De Caesaribus Epitomé historíon, Ioánnis Zonarás The Gallic Empire, Bishop, C. D. The Roman Empire from Severus to Constantine, Patricia Southern The Cambridge Ancient History: Volume 12, The Crisis of Empire, AD 193-3372 punti
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In un momento come questo, credo che siano ben pochi i commercianti contenti di accumulare "merce" che non troverà una folla di acquirenti : niente mostre, mercato al minimo, ecc. : del resto te lo hanno dimostrato chiaramente, anche in modo inurbano Farle periziare : ottima idea ma ha un suo costo, e una volta ottenuta la perizia ? ne venderai qualcuna, e poi ? Perito o non perito, la legge la fa il mercato, ora più che mai. Potresti invece postarne qualcuna qui nel Sito, cominciando dalle più vecchie, e farti una idea in base alle risposte che riceverai : devi postare una moneta alla volta, fotografondone entrambi i lati, magari usando un fondo neutro. Non è merce deperibile e per realizzarla come ho già detto penso sia un momento nefasto, a meno di non volersene sbarazzare a tutti i costi per pochi euro. Potresti conservarle in attesa di un periodo più proprizio, e intanto farti una idea a poco a poco di cosa hai in mano. Buona serata e....niente fretta..... @zeus882 punti
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Ciao a Tutti, intervengo solo ora per dare il mio contributo. Premetto che la mia opinione è che si tratti di un falso e pertanto sposo in pieno i post eloquenti di #gionnysicily. Non voglio offendere nessuno (sia ben chiaro) ma quando leggo di analisi del metallo etc.... mi viene da ridere....... Detto questo, in modo sintetico, provo a dare una risposta su come è stato creato questo falso: 1_come già osservato da altri, non è un falso coniato (non ci sono tracce di coniazione) ma un fuso (probabilmente a cera persa - leggete il punto 4 a seguire). 2_esiste quantomeno da prima del 1929. Perchè? Semplice, se studiamo la storia dell'altra grande collezione di tarentine, la Claudius Cote de Lyon, apprendiamo (prefazione catalogo Ratto) che Cotè e Vlasto era così amici, che il primo pote attingere dai doppioni del secondo. La collezione Vlasto venne poi pubblicata a distanza di 18 anni dal grande Oscar Ravel. 3_dobbiamo cercare quindi la "mamma" in esemplare, ragionevolmente disponibili sul mercato antiquario in quel periodo. Escluderei quindi i pezzi già all'epoca presenti nei musei in quanto non parliamo di una tipologia così ricercata o sdoganata (a differenza invece degli elettrotype di Ready del British Museum o i conii riprodotti dal Caprara o Christodoulos). 4_sulla base degli esemplari censiti per questo conio, sono convinto che la nostra attenzione deve concentrarsi sul pezzo ex coll. Nervegna censito al n. 280 dell'asta Sangiorgi del 1907 (e n. 279 vedi sotto). 5_ma attenzione, così rispondiamo al "dilemma" della N mancante............Nelle note di commento alla descrizione del n.280 (una delle poche dell'intero catalogo) si richiama anche per il n. 279 le monete di Reggio con maschera di leone al dritto e Giocasto seduto al rovescio. E guarda caso, il conio di dritto di entrambi (279 e 280) è identico, ma quello del 279 ha la N abrasa/mancante. 6_il pezzo Nac in questione (già Moretti e Vlasto) a mio avviso è l'unione del dritto del n. 279 (il dritto è Taras su delfino) con il rovescio del 280 (Ecista seduto) della collezione Nervegna. Le tracce di lima che #gionnysicily ha chiaramente mostrato sono state fatte per obliterare le tracce di unione di fusione/congiunzione delle 2 facce. Il falsario deve aver potuto attingere a 2 esemplari presenti nel mercato utilizzando un dritto e rovescio diversi ma da combinazione nota. Questa tecnica a fine 800' e fino ai primi 900' era utilizzata anche per le monete romane (sesterzi di Gordiano I e II etc..). POSTO LE FOTO per permettere a tutti di esprimere la propria opinione Odisseo2 punti
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Salve, segnalo : https://www.numismatica.sm/premio-letterario-numismatico-san-marino/1 punto
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Carissimi, mi scuso anticipatamente con l'ora tarda in cui scrivo, ma ormai il mio tempo libero si è ridotto ad un lumicino dopo l'arrivo del nuovo membro della famiglia, che mi assorbe (e ne sono assolutamente felice come potete immaginare) moltissime energie. Ma respingendo ancora per un pochino la valanga di sonno (arretrato e presente) che sta per investirmi, voglio condividere con voi la nuova arrivata nella mia collezione da "grossista" (cit. @Bassi22) . Non sono, ahimè, potuto andare al Convegno di Mestre per motivi ovviamente legati al pupo (e mi è dispiaciuto moltissimo perchè avrei avuto, in questo sfortunato 2020, il profondo piacere di rivedere dal vivo alcuni di voi - e non avete idea di quanto mi manchi la vita sociale normale) ma ho partecipato all'ultima asta Naumann, e son riuscito a riportare sulle rive lagunari questo raro grosso coniato sotto il dogado di Francesco Dandolo, il cui stato di conservazione mi ha assolutamente stregato: Dritto FRA DANDVLO / • S M VENETI • Al centro, San Marco stante a destra, di fronte, tiene nella sinistra il libro dei Vangeli e con la destra porge il vessillo al Doge stante a sinistra, di fronte. La banderuola con la croce è volta a sinistra. Lungo l'asta DVX Verso Il Redentore, con nimbo crociato, seduto in trono di fronte. Ai lati del nimbo, IC / XC Riferimenti C.N.I. VII - 13, Montenegro 74, Gamberini 85, Paolucci 2, Papadopoli 4-6, Zub-Luciani 63[12], Keber 52[B-b] Riferimenti Tipo 03 Rarità R Diametro 21mm - Peso 2,13g - Assi 180° E', almeno per i dati ponderali forniti dalla Casa d'Aste, un pochino sottopeso: non ho una bilancina per verificarlo (forse arriverà a Natale) ma il diametro corrisponde, e la perlinatura di bordo non segnala tosature. La sua classificazione è SPL, e in mano è uno spettacolo. Credo sia una debolezza di conio quella presente al D/ sulla parte bassa della veste di San Marco e al R/ sul piede sinistro del Cristo. Spero possiate condividerla anche voi. Chiedo il Vostro aiuto anche sul mia corretto riconoscimento da CNI (non masticandolo ancora appieno come volume), avendo questa moneta la particolarità al D/ della prima parte di legenda senza alcuna interpunzione e la seconda parte solo con l'interpunzione solo agli estremi dell'epigrafe (che confermo anche a seguito di visione della moneta tramite lente d'ingrandimento), che mi pare sia proprio di una delle classificazioni presenti appunto sul volume. Sperando di aver fatto cosa gradita nella condivisione della nuova arrivata, che amplierò poi col secondo lotto aggiudicato involontariamente (ma la moglie, di questo, non ne deve sapere nulla almeno per tutto il prossimo 2021 ) PS.: approfitto per scusarmi della mia incostanza sulla comunità, ma non riuscendo più ad accedere al sito tramite cellulare, sono vincolato al pc, difficile da usare per questo scopo al lavoro, impossibile a casa per il tempo libero non a disposizione.1 punto
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@Gian barlino visto che la medaglia era stata fatta per raccogliere fondi per la famosa campana di Rovereto io partirei con questa che trovi con 20/30 euro1 punto
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è vero, non ha un grande valore in danè come scrive Dabbene (la considero più che buona conservazione. Da profana dico 100 euro). In quel piccolo tondo d’argento sono racchiusi 1000 anni,di vita, un re d’Italia e imperatore del sacro romano impero. Toccare per la prima volta il denato di Ottone III, stringendola in pugno, chiusi gli occhi, inspirando e sprigionando un grande sospiro, calore ed energia.1 punto
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È un bell'acchiappo, questa è una tipologia monetale piena di fascino. Spero che tu sia riuscito ad aggiudicartela, ottima conservazione.1 punto
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Perchè non partire dal Cipolla "Le avventure della lira"? Importante per capire le dinamiche che portarono alla nascita vera e propria della lira con molte annotazioni storiche.1 punto
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Aggiungo un po'. Imperatore Tiratura. Anna Ioannovna 12 764 12 747 Elisabetta Petrovna non fu coniata con Pietro III 1000 Caterina II 135 100 + 337 737 Paolo I coniato non è stato Alessandro I 7 006 301 Nicola I 18 336 835 Alessandro II (secondo L'anno 1867) 2 550 2001 punto
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Tieni comunque presente che abbinare alle monete antiche le conservazioni delle monete “moderne” non è semplice. ci può stare anche il BB. Acquistala in tranquillità.. skuby1 punto
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Condivido anche il secondo pezzo di mezzo tornese "camuffato" che ho in collezione. Peso grammi 1,70 In questo caso è stato dorato.... Per spacciarlo per un 3 Ducati?1 punto
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Carboneri Giovanni, La circolazione monetaria nei diversi Stati, v. I: Monete e Biglietti in Italia dalla Rivoluzione Francese ai nostri giorni, Roma,1915 Saluti F.1 punto
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Buona Domenica in qualunque zona voi vi troviate (arancione, gialla o rossa). Oggi partecipo in questo che mi sembra la sezione più adatta al 10 Tornesi 1825, che dovrebbe essere quello con stella a 6 punte. Ciao!!!1 punto
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10 Tornesi 1837 contrassegno stella a 5 punte Voi che stato di conservazione gli attribuireste? Aspetto i vostri pareri1 punto
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Sono turiste SUONO TRISTE Ancora buona domenica da Stilicho1 punto
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Hai in parte ragione, Anna. Però mettiti nei panni dei professionisti che animano questo sito (io non lo sono, la mia professione è un'altra, sono un "semplice" appassionato). Se chiedi pareri su monete che patentemente sono estremamente comuni e rintracciabili su qualsiasi catalogo che costa sui 20 euro, posso immaginare che dopo un po' gli esperti si adombrino leggermente. Credo che dovresti considerare il loro punto di vista, non lo dico per supponenza o altro, io in fondo sono nella tua stessa condizione. Buona serata.1 punto
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Vi mostro i miei due esemplari per farvi notare le differenze fra dritto e rovescio.1 punto
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Ciao Giovanni, al messaggio precedente ho allegato un link di wikipedia. Era un ben noto e controverso personaggio, abile falsario e "patron" di falsari. Usava riprodurre in maniera notevolmente precisa anche monete, di cui si dice a volte tenesse poi gli originali.... Questo mi ricorda che devo finire una vecchia discussione su un sesterzio di Nerone, a lui collegato... e il cui duplicato se non ricordo male è in un museo... come originale.... approfitterò del lockdown.... ho parecchie cosette da dire in merito a un po' di falsi che circolano indisturbati... Qua siamo decisamente vicini al punto........... P.S. se non vado errato La collezione Nervegna venne esitata assieme a quella di Francesco Martinetti da Sangiorgi nel 1907, di cui sopra1 punto
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SVIZZERA - 1 FRANCO 1861 Questo è il primo tipo del Franco Svizzero ( Tipologia uguale al 1/2 Franco - 2 Franchi e 5 Franchi ) "HELVETIA SEDUTA". In seguito ( dal 1874 x il 2 Franchi e dal 1875 x il Mezzo ed il Franco) il conio al D/ cambierà con l' "HELVETIA ASSISA" che è la tipologia arrivata fino ai nostri giorni. Agli Svizzeri non piacciono molto i cambiamenti, evidentemente...1 punto
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Personalmente presumo che sia più che altro per speculazione. Una tiratura così bassa iniziale è chiaramente fatta per attirare l'interesse ed esaurire il prodotto presto. Poi per carità, non so se con le emissioni precedenti si son "bruciati" il contingente permesso dall'Unione Europea (che presumo ci sia, così come c'è per i piccoli Paesi come San Marino, Vaticano, Monaco, e Andorra).1 punto
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allora..... ci sono diversi modi di approcciarsi alla "questione valore" delle monete del tardo antico.... - un modo è quello ad esempio dei "tedeschi" .. e non solo... ad esempio Hahn, Metlich etc . questo approccio parte dall’intento “positivistico” di poter dare un senso a tutto…. Così ci troviamo pagine e pagine di relazioni e interrelazioni tra i vari metalli, tra le monete, tra i “valori” cambi di rapporti in libbre etc etc etc leggendo il MIBE e MIBEC mi pare di leggere le mirabolanti avventure di chi vuole quadrare un cerchio usando una bacchetta di gelatina…. - abbiamo l’approccio rassegnato di chi rinuncia a qualsiasi spiegazione - e abbiamo l’approccio di chi tenta di comprendere ciò che possiamo sapere, senza proporre costruzioni universalistiche che alla fine hanno in parte fatto il male della numismatica (vedi il tema della siliqua e di Mommsen che riteneva non potessero esistere unità di valore non realmente coniate)…ad esempio Carlà, giusto per fare un nome Io non apprezzo per nulla quello che ho definito “modello dei tedeschi” perché troppo macchinoso, poco pratico e certamente incomprensibile per l’utilizzatore contemporaneo (questo lo dico per dare un quadro personale a ciò che scriverò, perché poi la verità assoluta non ce l’ha nessuno, e comprendere il parere di chi scrive, a monte, è assai utile) Partiamo da ciò che sappiamo e da ciò che non sapremo… 1 – la monetazione Ostrogota è figlia di quella romana tardoantica – di questa monetazione non conosciamo nulla per quanto riguarda i concambi, l’argento era quasi non coniato, il bronzo coniato in una sola denominazione, e qualsiasi speculazione sulla novella 16 di valentiniano III è certamente inutile perché superata da mezzo secolo. 2 – la monetazione Ostrogota è in parte “figlia” e in parte forse ispiratrice della riforma di Anastasio, quindi da questo non si può prescindere, MA in oriente l’argento non è quasi per nulla coniato, mentre nell’Italia ostrogota (e nell’Africa vandala) è una base fortissima del coniato 3 – se ci sono molte monete che esprimono il “valore”, dell’argento non sappiamo nulla, né dell’AE4 4 – sappiamo che Giustiniano in Italia, subito dopo il 553 conia frazioni argentee da 250 CN – 125 PKE e 120 PK nummi (?) e che queste monete erano con buona probabilità in una qualche continuità ideologica con il metodo di calcolo Ostrogoto….presumibilmente Tutte le valutazioni tratte dal “peso” e da una serie di calcoli sono a mio avviso talmente “perverse” da portare Arslan a definire il valore di 15 nummi per una moneta che riporta chiaramente la X …. Moneta che peraltro valeva 10, poi 15….poi… Per non parlare dell’AE4 il cui valore è 1, 2, a volte 2,5 o 3…. Il tutto in 60 anni …. E poi quelli che considerano la percentuale di rame rispetto a quella di piombo etc…. Sappiamo che il solido e il tremisse avevano un “prezzo” più che un valore, e questo variava nel tempo…e soprattutto era invariabilmente in denari di conto… questo è chiaro per esempio quando i debiti e i crediti vengono sempre riportati in frazioni, anche infinitesimali, di solido o tremisse….perchè questo era l’unico modo per garantire il creditore in caso di inflazione galoppante….se mi devi 1/250 di solido, se tra un anno l’inflazione uccide il circolante minuto, il mio credito è comunque garantito e aggiornato… Sappiamo che alcune monete riportano valori in nummi, 5, 10, 20 etc …. Ma quanto valesse il “nummus” non è dato saperlo…. Era ancora 6000 denari di conto? Era 12500 denari di conto … chi lo sa…. L’AE4 quanto valeva? 5 nummi? Come forse l’AE4 del 498 di Anastasio? 2,5 nummi come forse l’AE4 post 512? E chi lo sa….? L’argento era in rapporto fisso con le monete in bronzo ed era prezziato 125 e 250 nummi, e sulla base di questi due numerali si riduceva nel peso perché l’inflazione aumentava il valore delle monete ? possibile…. Mi spiego…. Se la moneta d’argento ha un valore fisso, ad esempio 125 nummi (ipotizzo…) e ho dei bronzi con il valore impresso, essendo l’argento un metallo prezioso soggetto alle leggi di mercato, all’aumentare del prezzo, cala la dimensione della moneta d’argento…che peraltro non riporta però il suo valore…. Quindi, ammesso di poter trovare la quadra, questa difficilmente sarà valida per tutti i 60 anni del regno, perché 60 anni sono quelli che passano dalla riforma di Diocleziano del 301 (che raddoppia il valore del “nummo” da 12,5 a 25 denari, e la riforma di Giuliano, quando c’erano già state monete dal valore di 1000 denari di conto (nel 348)…. Non so se mi spiego…. Il grande dubbio e il grande ignoto riguarda le monete di conto Il nummus era probabilmente una moneta di conto e non coniata Il follis fu una moneta di conto pari a 12500 denari di conto prima di diventare una moneta reale e storicamente nominata così sotto Anastasio Quindi, per rispondere in modo semplice e chiaro alla vostra domanda… NON LO SO1 punto
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Ben ritrovati, appassionati del Regno d'Olanda! Come promesso, quest'oggi inizieremo la trattazione dei ducati, dedicandoci alla descrizione del ducato di 1° tipo. Pressoché identico al doppio ducato, il ducato di 1° tipo venne coniato tra il 1806 ed il 1808. Come vedremo, durante il regno di Luigi Bonaparte, fu operativa unicamente la zecca di Utrecht. Soltanto il ducato di 1° tipo fa eccezione a questa regola. Difatti, venne coniato, oltre che ad Utrecht, anche a Dordrecht, nel solo anno 1806 e in un numero veramente esiguo di pezzi. Si stima, infatti, che ne siano stati battuti a malapena 526, di cui solamente una decina di esemplari è giunta fino ai giorni nostri. Si tratta, pertanto, di una moneta estremamente rara. Come potete osservare, la moneta presenta numerosissime analogie con il doppio ducato. Le uniche (piccole) differenze le possiamo riscontrare al dritto, dove mancano sia il cerchio cordonato sottostante la legenda che il lembo di terra ai piedi del cavaliere corrazzato. Nella legenda al dritto, inoltre, anziché avere il TRA di Trajectum troviamo la dicitura HOL, ad indicare la zecca di Dordrecht. Per il resto, rimane tutto com'era. Il ducato coniato a Utrecht presenta esattamente le stesse caratteristiche già elencate. La discussione potrebbe anche chiudersi qui se non fosse che, in realtà, oltre che Utrecht e Dordrecht, vi fu una terza zecca a coniare questa moneta. Una zecca ben lontana dai confini olandesi e che, probabilmente, vi lascerà stupiti: San Pietroburgo. Ebbene sì, il ducato olandese era talmente diffuso e apprezzato all'epoca, che i russi pensarono bene di copiarlo di sana pianta e utilizzarlo nella propria economia per i commerci e le paghe dei soldati. E non pensiate che ciò avvenisse unicamente come metodo per danneggiare l'economia olandese ora che il Paese era divenuto vassallo della nemica Francia. I russi realizzarono milioni di repliche di ducati olandesi per oltre un secolo, dal 1735 al 1849, anno in cui il governo olandese aprì un vero e proprio caso diplomatico con la Russia affinché smettesse di effettuare queste coniazioni non autorizzate. In realtà, in barba alle proteste olandesi, è ormai appurato che i russi continuarono a coniare ducati olandesi per almeno altri due decenni, sempre utilizzando la data 1849. Le “riproduzioni” in questione non erano intese per frodare nei commerci e, infatti, l'oro intrinseco è lo stesso degli esemplari genuinamente olandesi. Come vedremo, esistono anche delle piccole differenze che ci permettono di distinguerli. Allora, vi chiederete, perché fare tutto ciò? Perché coniare ducati olandesi, utilizzando le legende e i simboli di una nazione straniera, anziché inventarsi dei ducati propri? Probabilmente perché il ducato olandese aveva ormai raggiunto una fama internazionale tale da venir accettato pressoché ovunque senza troppi problemi. Una versione dichiaratamente russa, forse, non avrebbe riscosso lo stesso successo e avrebbe fatto più fatica (almeno per i primi tempi) ad essere accettata negli scambi. Comunque, a onor del vero, bisogna ammettere che i russi non furono gli unici a “sfruttare” indebitamente la fama del ducato olandese. Anche in diverse zecche tedesche troviamo imitazioni più o meno fedeli di questa moneta. Tuttavia, durante il regno di Luigi Bonaparte, solo a San Pietroburgo vennero create simili imitazioni. Perciò, non mi dilungherei ulteriormente. Le repliche russe furono eseguite tra il 1806 ed il 1807. Come detto, esistono delle lievi differenze, soprattutto a livello della data, che ci permettono di distinguerli. Il 1806 russo presenta una data più grande rispetto a quello olandese. Il ducato russo del 1807, oltre ad avere sempre le cifre della data più grandi, presenta un 7 di forma diversa. Difatti, possiamo notare come la cifra finale presenti una specie di coda, una virgola nella sua estremità. Come vedete, non c'è nient'altro che indichi che la coniazione è stata eseguita a San Pietroburgo, anzi! Viene addirittura riportata la dicitura TRA della zecca di Utrecht... Non risultano, invece, imitazioni russe per quel che riguarda il ducato di 1° tipo del 1808. Forse, ciò deriva in parte anche dai ristabiliti rapporti diplomatici tra le due nazioni all'indomani della pace di Tilsit. Bene. Direi che anche per oggi abbiamo concluso. Come sempre, se avete domande, curiosità, commenti o richieste di chiarimenti, non esitate a scrivere. Buona serata a tutti e alla prossima!1 punto
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