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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/16/20 in tutte le aree
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Carissimi, mi scuso anticipatamente con l'ora tarda in cui scrivo, ma ormai il mio tempo libero si è ridotto ad un lumicino dopo l'arrivo del nuovo membro della famiglia, che mi assorbe (e ne sono assolutamente felice come potete immaginare) moltissime energie. Ma respingendo ancora per un pochino la valanga di sonno (arretrato e presente) che sta per investirmi, voglio condividere con voi la nuova arrivata nella mia collezione da "grossista" (cit. @Bassi22) . Non sono, ahimè, potuto andare al Convegno di Mestre per motivi ovviamente legati al pupo (e mi è dispiaciuto moltissimo perchè avrei avuto, in questo sfortunato 2020, il profondo piacere di rivedere dal vivo alcuni di voi - e non avete idea di quanto mi manchi la vita sociale normale) ma ho partecipato all'ultima asta Naumann, e son riuscito a riportare sulle rive lagunari questo raro grosso coniato sotto il dogado di Francesco Dandolo, il cui stato di conservazione mi ha assolutamente stregato: Dritto FRA DANDVLO / • S M VENETI • Al centro, San Marco stante a destra, di fronte, tiene nella sinistra il libro dei Vangeli e con la destra porge il vessillo al Doge stante a sinistra, di fronte. La banderuola con la croce è volta a sinistra. Lungo l'asta DVX Verso Il Redentore, con nimbo crociato, seduto in trono di fronte. Ai lati del nimbo, IC / XC Riferimenti C.N.I. VII - 13, Montenegro 74, Gamberini 85, Paolucci 2, Papadopoli 4-6, Zub-Luciani 63[12], Keber 52[B-b] Riferimenti Tipo 03 Rarità R Diametro 21mm - Peso 2,13g - Assi 180° E', almeno per i dati ponderali forniti dalla Casa d'Aste, un pochino sottopeso: non ho una bilancina per verificarlo (forse arriverà a Natale) ma il diametro corrisponde, e la perlinatura di bordo non segnala tosature. La sua classificazione è SPL, e in mano è uno spettacolo. Credo sia una debolezza di conio quella presente al D/ sulla parte bassa della veste di San Marco e al R/ sul piede sinistro del Cristo. Spero possiate condividerla anche voi. Chiedo il Vostro aiuto anche sul mia corretto riconoscimento da CNI (non masticandolo ancora appieno come volume), avendo questa moneta la particolarità al D/ della prima parte di legenda senza alcuna interpunzione e la seconda parte solo con l'interpunzione solo agli estremi dell'epigrafe (che confermo anche a seguito di visione della moneta tramite lente d'ingrandimento), che mi pare sia proprio di una delle classificazioni presenti appunto sul volume. Sperando di aver fatto cosa gradita nella condivisione della nuova arrivata, che amplierò poi col secondo lotto aggiudicato involontariamente (ma la moglie, di questo, non ne deve sapere nulla almeno per tutto il prossimo 2021 ) PS.: approfitto per scusarmi della mia incostanza sulla comunità, ma non riuscendo più ad accedere al sito tramite cellulare, sono vincolato al pc, difficile da usare per questo scopo al lavoro, impossibile a casa per il tempo libero non a disposizione.6 punti
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Sul dollaro del medioevo non sono d'accordo sul fiorino, che ebbe successo, ma solo in una parte dell'Europa, quella finanziata dai banchieri fiorentini. Il vero dollaro fu il ducato di Venezia e lo fu fino alla fine del '700, quand il fiorino era dimenticato da secoli... Questioni di campanile... Arka Diligite iustitiam4 punti
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Caro William la tua e’ una ricerca affascinante: connotare ogni periodo storico medioevale con una moneta che ne possa rappresentare il o uno dei riferimenti. Oltre ai consigli/ suggerimenti - tutti validissimi - espressi sopra mi sento di consigliarti un ottimo testo di riferimento da parte di uno dei maggiori se non il maggiore studiosi di numismatica medioevale cge abbiamo avuto: Philip Grierson nel suo Coins of Medieval Europe ( efito da Seaby nel 1991) Grierson esamina secolo per secolo ( a partire dal periodo immediatamente succesdivo al 476) tutta la monetazione in circolazione nelle varie aree europee. Quindi non hai come riferimento solo quella italica ma apprendiamo - ad esempio - che nel territorio ispanico dal VI al VII secolo circolavano tremissi ( terzo di soldo d’oro) visigoti che superavano per quantità tutto l’oro emesso in Italia nel medesimo periodo. in Francia vi era una cospicua circolazione di moneta emessa dai re Merovingi , per lo piu’ d’oro prima dell’avvento dei denari di Pipino e della monetazione carolingia che rivoluzionerà, con la sua riforma, tutta la monetazione europea dei secoli successivi all’VIII. apprendiamo che la monetazione papale inizia proprio con il denaro a cavallo dell’importante riforma, preceduta pero’ dalle rarissime siliquae papali-imperiali di recente apparizione prima sconosciute agli studiosi. Grierson esamina tutte le proncipali emissioni dei vari regni, principati, dicati, comuni che si sono succeduti nel territorio europeo dal Portogallo alla Norvegia, agli stato tedeschi, alla Sicilia, ai territori slavi dalla caduta dell’impero romano fino al termine di quello bizantino e al principio quindi dell’evo moderno. non c’è migliore guida per comprendere appieno in un unico volume l’evoluzione di titta la monetazione medioevale europea. Le monete illustrate sono quasi tutte della straordinaria raccolta che Grierson mise insieme in 60 anni e che lascio’ al Fitzwilliam museum di Cambridge. il libro ha avuto cosi successo che alcuni collezionisti, in particolare un americano, si sono dati alla raccolta degli esemplari illustrati nel volume cercando di reperire quanti piu’esemplari possible di quelli illustrati al fine di formare una storia medioevale numismatica europea che rappresenta uno dei periodi più’ interessanti e affascinanti da studiare. auguri per la tua raccolta!4 punti
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Probabilmente ha visto bene @gennydbmoney; quindi 92, ma la certezza assoluta chi può averla? probabilmente qualcuno che riesce a mettere in relazione anche altri elementi del conio del D, e io non sono tra questi. Se fosse 92 propongo questo; Ci siamo accavallati di nuovo??3 punti
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Caro Fabrizio, quante cose si imparano leggendoti e leggendo tutti voi Serenissimi: c'è solo da tirarsi giù il cappello e non perdere un rigo e una discussione da voi postata! Congratulazioni a te per l'occhio di falco e l'attenzione ai minimi dettagli per il riconoscimento di questa chicca. Sono felicissimo per la tua nuova entrata in collezione, e leggo tra le righe della tua spiegazione (che ho avuto il piacere di rileggermi nella versione ampliata e ben documentata anche sull'altra sezione delle zecche italiane) una enorme soddisfazione e grandissima passione per questa monetazione. Sei, anzi, siete voi tutti, un riferimento ed un pungolo a leggere, studiare, guardare con curiosità, porsi domande e, anche (cosa che reputo molto importante) avere il coraggio di chiedere e condividere con gli altri appassionati dubbi e approfondimenti anche su monete non legate al proprio ambito di collezionismo e studio. Grazie!3 punti
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Mi associo in pieno a quanto espresso dagli amici @grigioviola ed @Illyricum65 Quando si entra per la prima volta in una casa che non conosciamo e frequentata da persone che non conosciamo, per prima cosa entriamo in punta di piedi, salutiamo, ci presentiamo con garbo e poi iniziamo a parlare. E se dobbiamo chiedere lo facciamo con creanza (come si diceva una volta), scusandoci del disturbo e ringraziando per la risposta. Questa e' la prima regola: l'educazione. Poi parliamo pure di monete..... di monete, appunto! A me pare che ormai ci sia una deriva e che conti solo il "quanto vale". Nessuno nega che l'aspetto economico sia importante, ma questo dovrebbe essere un forum di numismatica, dove al primo posto dovrebbe esserci la cultura, la passione, lo studio. Poi (ma solo poi) anche il resto. Ciao da Stilicho3 punti
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Zecca di Torino, forte -III tipo, battuto sotto Amedeo D'Acaja (1377-1402), Cudazzo,32. - Ciao Borgho3 punti
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Buongiorno @matitrial, la moneta da Lei proposta offre alcuni interessanti spunti di approfondimento e discussione. Ho approfondito lo studio dei ritratti di Filippo IV nella monetazione milanese, incrociando le evidenze stilistiche con i documenti ad oggi pervenuti per stabilire delle cronologie all'interno della vastissima produzione di tale regnante (link). La medesima ricerca è certamente ben più ardua per la zecca di Maccagno, ma il confronto con la ben più documentata (anche solo pensando al numero di monete ad oggi pervenuto) produzione milanese coeva può essere a mio avviso di grande utilità. Personalmente non sono affatto convinto della "totale" imitazione del prototipo del sesino di Milano. Quest'ultimo nominale presenta sì, indipendentemente se coniato sotto Filippo III o IV, la tipologia busto/croce fiorata ma al diritto le differenze sono lampanti. Sia ben chiaro, esistono certamente sesini di Giacomo III aderenti perfettamente al tipo milanese (nello specifico, i tipi Gianazza 45/D e 45/E) ma la moneta presentata è ben differente. Il tipo di sesino come quello da Lei proposto presenta ben evidente un ritratto con folta capigliatura e colletto ripiegato, elemento che rimanda ad un primo impatto al quattrino di Filippo IV dell'ultima emissione, quello per intenderci con al rovescio la grande biscia a tutto campo ed emesso dal 1661. Ma questa data non è congrua con la moneta proposta, Giacomo III morì infatti nel 1645. Sempre in area milanese abbiamo un ritratto identico a quello del quattrino sopracitato, generato dal medesimo punzone. Lo troviamo nella rara parpagliola con ritratto emessa nel 1649 circa; anche questa data però non rientra nel periodo di nostro interesse. Quattrino di Filippo IV, immagine da acsearch, VL Nummus 8, 1543 Siamo quindi ad un'apparente situazione di stallo, la moneta spicciola del milanese prima di quella data presenta ritratti con capigliatura corta e colletti sempre fittamente pieghettati. Cosa ci sfugge? La posizione geografica di Maccagno! Se da una parte abbiamo infatti il Ducato lombardo-spagnolo, dall'altro troviamo quello sabaudo con il proprio circolante. Ed è proprio da questo secondo bacino monetario che dobbiamo attingere per trovare ciò che ispirò il diritto di questo sesino del Mandelli. Le affinità col soldo di Carlo Emanuele I (tipo Biaggi 581) sono ben evidenti, folta capigliatura e colletto ripiegato infatti sono caratteristiche presenti nella unica moneta bassa – in puro rame a volte imbianchito – con il ritratto di questo Duca. Anche il periodo di emissione risulta congruente con una imitaizone emessa nella prima metà del XVII secolo, i soldi di Carlo Emanule furono infatti coniati tra il 1594 ed il 1600 in copiose quantità. Soldo di Carlo Emanuele I, immagine da acsearch, Gadoury 19, 114. La Sua moneta quindi la ritengo un ibrido, l'unione di due realtà che trovarono nel feudo di Maccagno un punto d'incontro nella discutibile arte dell'imitazione monetaria. Sperando di non averLa annoiata con le mie considerazioni, Le auguro buona giornata Antonio3 punti
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Buona serata Proprio così e non è raro trovare l'osella nelle grida per la determinazione dei cambi delle monete. saluti luciano2 punti
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Il rif. 123 si riferisce ad un Tornese con doppia data: 1592 al dritto ed illeggibile nel rovescio. Potrebbe essere come il mio, un 1592/15932 punti
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Cuba - Cuarenta Centavos 1962 Rappresentazione di Camilo Cienfuegos ( 1932 - 1959 ) il quale diede un importante contributo a porre fine al regime dittatoriale di Fulgencio Batista2 punti
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Buonasera a tutti, chiedo Vostro aiuto per la giusta catalogazione di uno dei miei Tornesi di Filippo II. Tornese con Cornucopia anno 1575. Diametro 27mm Peso g. 6, 06 Che conservazione potremmo attribuirgli secondo voi? Saluti Alberto2 punti
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Devo essere sincero: non mi era mai capitato di imbattermi in una medaglia del genere! Va bene che il contesto è l'entrata in guerra dell'Italia contro i suoi alleati (Germania e Austria-Ungheria) ma lo sviluppo del tema è assai particolare: su un lato l'Italia è impersonata da un bersagliere pittoresco con i baffi che attacca vigliaccamente alle spalle l'Aquila bicipite (personificazione dell'Austria-Ungheria) e sull'altro l'Italia, sempre rappresentata dal bersagliere con un aspetto un po' da macchietta, viene cacciata via con una baionetta da due soldati personificazione della Germania e dell'Austria-Ungheria (il tedesco imbraccia la baionetta). Che dire: ecco come veniva vista l'Italia dell'epoca. È però un po' strano (al meno per me) ritrovare questo tema così elaborato in una medaglia. I dati: Medaille 1915, 1. Weltkrieg, Dreibundschmarotzer, Sign.Karl Götz 59.6g, AE, 56mm2 punti
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Non posso fare altro che condividere quanto espresso da @grigioviola che rispecchia anche una mia intima amara riflessione. E non faccio appello al regolamento del Forum. Non dovrebbe servire. Spero venga colto il senso di questi ultimi due post. Per il bene della collettività che frequenta il Forum stesso. Buona giornata Illyricum2 punti
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Eccoci di nuovo qui! Prima di iniziare vorrei ringraziare @Brios per l'interessante integrazione inerente le imitazioni russe dei ducati olandesi. Come potete vedere, a conferma di quanto scrissi, queste “riproduzioni” furono eseguite per un lungo lasso di tempo, sotto vari zar e zarine. Ora, però, senza dilungarci troppo, tornerei al tema cardine della discussione. Finora abbiamo osservato monete in pieno stile “tradizionale”, senza alcun riferimento al mutamento della forma di governo da repubblica a monarchia. A partire dal 1808, Luigi prese finalmente coraggio, facendo apporre il proprio volto su numerose tipologie di monete. Tra queste, ovviamente, non poteva mancare il nostro benamato ducato. Ecco, dunque, il cosiddetto “ducato con cavaliere”, coniato sempre (e solo) ad Utrecht tra il 1808 ed il 1809. Al dritto troviamo il ritratto di Luigi Bonaparte rivolto verso sinistra. Come potete osservare, la testa è nuda e lo sarà in tutte le sue monete. In altre parole, non vedremo mai corone d'alloro o altro a cingergli il capo. La realizzazione dei conii è affidata all'abile mano dell'incisore George. La legenda, non più in latino ma in olandese, recita: “LODEW NAP KON VAN HOLL”, ovvero “Luigi Napoleone Re d'Olanda”. Al rovescio, invece, abbiamo il classico cavaliere olandese in armatura, quasi a rappresentare l'ultimo baluardo ancora in vita della precedente monetazione. La legenda circolare “EENDRAGT MAAKT MAGT”, traducibile in “la concordia fa potenza”, ricorda ancora il “motto” dei ducati dell'ormai tramontata repubblica. Questo ducato fu coniato all'incirca in 280.000 pezzi. Molti esemplari del 1809 furono, purtroppo, rifusi direttamente in zecca per la coniazione di una nuova e definitiva tipologia di ducato, che tra poco vedremo. Si tratta, dunque, di monete non introvabili ma nemmeno tra le più comuni, certamente più ricercate ed apprezzate dai collezionisti del periodo napoleonico rispetto alle precedenti fin qui descritte. Concludiamo ora la lunga trattazione dei ducati con l'ultima tipologia di questa moneta. Con questo ducato possiamo dire che si rompe definitivamente il legame con la tradizione. Anche il secolare cavaliere in armatura viene, infatti, abolito. Al suo posto troviamo uno stemma coronato, suddiviso in quattro quadranti. Qui trovano spazio due aquile (simbolo dell'Impero francese) e due leoni rampanti (di derivazione olandese). Il legame tra Francia e Paesi Bassi viene ora reso esplicito anche sulle monete. La piccola ape che osserviamo in basso, sotto la data, rappresenta invece il simbolo della zecca reale di Utrecht. Questa moneta venne coniata tra il 1809 e il 1810, anno in cui il regno fu annesso all'Impero. Furono battuti oltre 2 milioni di esemplari. Si tratta, dunque, di monete più facilmente reperibili rispetto ai ducati con cavaliere. Il ducato del 1809, in particolare, appare con maggiore frequenza sul mercato. Perfetto! Si completa così la trattazione del ducato olandese, una moneta che, come avete potuto constatare, ha assistito ad una straordinaria evoluzione, specialmente se si considerano i soli 4 anni di regno di Luigi Bonaparte. Per oggi direi che abbiamo concluso. Alla prossima!2 punti
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Buongiorno, buonasera, buon pomeriggio, ciao mi chiamo Lino Topo e colleziono tappi di birra, ma solo bionda. ho bisogno di aiuto perché non so se questo tappo è di una Peroni o di una Nastro Azzurro grazie, prego, non c'è di che Perdonate il sarcasmo... ma lo preferisco alle male parole. Entrare e sparare a zero così senza nemmeno un saluto mi pare un po' fuori luogo (al di là del contenuto del messaggio su cui ci sarebbe da dire). Ma forse anche no, sbaglio io e tutto è perfettamente in linea con la maleducazione che ultimamente sembra essere aver colpito un buon 80% del genere umano...2 punti
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1962 Malaya & brithis Borneo - 1 cent Vi è raffigurato il particolarissimo kriss malese2 punti
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Ciao a tutti, ripropongo oggi questa mia vecchia discussione per integrarla con un pezzo che ho avuto modo di aggiungere in collezione qualche tempo fa. D/: VRBANVS·VIII· – ·PON·MAX in basso A . XX Busto a destra, piviale con fiorami. R/: VIVIT – + - . DEVS· S. Michele trafigge Lucifero; a sx., nel campo, Armetta Farzetti e Pavia e, all’esergo, 1643. A sx., in basso, sigle G M (Gaspare Mola, incisore). CNI 540 Muntoni 82. Peso 9,82 g. Questa tipologia non appare molto di frequente e solitamente presenta conservazioni abbastanza modeste. Questo esemplare si presenta ancora gradevole con conservazione superiore alla media. Delle tre tipologie di testoni con al R/ San Michele che trafigge Lucifero, questo (Munt 82) e quello sopra presentato con stemma al D/ (Munt 83), sono le due più rare. Quello con al D/ il busto con camauro e mozzetta (Munt 81), è invece quello che più frequentemente appare sul mercato. Vostri commenti e integrazioni sono come sempre graditi. Michele2 punti
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Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi. Piastra 120 grana 1798 Ferdinando IV Saluti Alberto2 punti
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Ho il piacere di presentarvi il mio nuovo libro, dedicato all'iperinflazione che colpì la Germania nei primi anni Venti. Ho cercato di spiegare la vicenda in modo piuttosto semplice, stando attento a non cadere nei tecnicismi. Il numero contenuto di pagine (60) mi permette di venderlo ad un prezzo non troppo elevato. Lo si può acquistare su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B08M253WJ6 DESCRIZIONE Perché non si possono stampare tutti i soldi che servono? L'iperinflazione che si abbatté sulla Germania nel 1923 fornisce la risposta a questa domanda. Dopo lo sganciamento del marco dall'oro e la sconfitta nella prima guerra mondiale, una serie di errori fatali fecero perdere il controllo alla banca centrale della Repubblica di Weimar. I prezzi corsero follemente e solo chi aveva investito in determinati modi salvò il proprio denaro. Le conseguenze furono pesanti e non si esaurirono in quei pochi mesi. Infatti l'iperinflazione fu decisiva per l'ascesa del nazismo. E oggi continua a influenzare la mentalità tedesca, con ripercussioni sulla politica monetaria europea. INDICE 1. L'origine del problema (1914-1920) - La guerra ripudia l'oro - Un risarcimento esorbitante 2. La catastrofe monetaria (1921-1923) - 1921-22: errori fatali - 1923: annus horribilis 3. La folle corsa dei prezzi - Fuori controllo - Una valanga di carta straccia - Scene di vita quotidiana 4. Azioni e oro: ancore di salvezza - Investimenti sbagliati - Le azioni - Oro e argento 5. Il ritorno alla normalità - Il rentenmark - Debiti pubblici e privati - Conseguenze di lungo termine1 punto
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Chiedo scusa ma ho visto solo ora la discussione... Sono abbastanza "preso" da vari impegni in questo periodo... Confermo comunque l'identificazione della moneta come una parpagliola di Carlo Il, ma del IV tipo https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CA2/62 Si vedono i tre anellini sopra lo scudo, mi lascia perplesso il numerale Il dopo ITALIA , almeno così mi sembra.., e il fatto che le due facce siano capovolte rispetto le legende.. con le sabaude però è tutto possibile. La moneta meriterebbe una pulizia per riuscire a leggere le sigle e gli altri particolari, ora non ho sottomano i "sacri testi" ma domani cercherò se si tratta di una variante conosciuta.. Moneta comunque interessante!1 punto
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Hanno sempre conservato la loro funzione di moneta e quindi erano spendibili. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Certamente, cercherò di postarlo a stretto giro!!! Un carissimo saluto @fabry611 punto
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Ti consiglio anch’io almeno un libro, ma più leggi e meglio e’, e’ una lettura accessibile e scorrevole, e’ un testo usato anche per i corsi universitari ed e’ di Lucia Travaini “ Monete e storia nell’Italia medievale “, ciò non toglie che si possa continuare nelle nomination ?1 punto
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In questi giorni sto affrontando una lettura che avevo rimandato da un po' e che non pensavo di poter affrontare... invece, complice una traduzione dal tedesco all'inglese, ho iniziato a leggere il lavoro di Elmer sulla monetazione dell'impero gallico (tanto per cambiare :P). Orbene, una serie di letture e ricerche incrociate/collegate mi hanno portato a recuperare in rete un paio di monetine davvero interessanti (ahimé solo le immagini!) che ho deciso di condividere con voi sperando di suscitare un po' di interesse e, magari, qualche altra dritta. Elmer, trattando la questione delle zecche e della proclamazione a imperatore di Vittorino arriva ad una conclusione abbastanza fondata e difficilmente ribaltabile: le zecche galliche ufficiali erano al tempo due, una si trovava sicuramente a Colonia e l'altra con buona probabilità e approssimazione a Trier. Il fatto che la zecca di Colonia come prima emissione (verso la fine del 268) fu l'unica ad emettere aurei quasi certamente dimostra che in quel momento Vittorino doveva trovarsi nella città, tra l'altro eletta a sede palatina già da Postumo (dopo averla sottratta a Salonino). Il tenore dei rovesci di questa prima emissione (e pure della seconda) ben si sposano con il momento trattandosi di PAX AVG (la pace dopo il periodo turbolento che vide il passaggio da Postumo a Vittorino con l'interporsi appunto di Leliano e Mario), INVICTUS (che sottolineava appunto l'invincibilità del neo proclamato imperatore) e FIDES MILITVM (a mo' di plauso alla fedeltà delle truppe che hanno consentito la sua ascesa al trono). In merito a questo fatto, la presenza dell'imperatore a Colonia, depone anche la contemporanea attività dell'altra zecca, Trier, le cui prime due emissioni furono caratterizzate dal rovescio dell'AEQUITAS AVG (riconducibile a virtù dell'imperatore? a suo moto/attenzione nei confronti dei sudditi per indicare quello che sarà il suo spirito di governo per gli anni, pochi ahimé per lui!, a venire?) e soprattutto dal fatto che il ritratto al dritto era mutuato dalle precedenti emissioni di Mario, il che significa che a Trier ancora non avevano avuto modo né di vedere l'imperatore né di avere copia di un suo simulacro (probabilmente oggi Vittorino avrebbe fatto un tweet con un selfie via istagram... perdonatemi questa licenza tecnologica e modernista! ...ma non voglio vestire i panni dell'accademico :P). A ogni modo, questo è quanto uscì dalla zecca in questione: è palese la somiglianza del ritratto con i busti del predecessore Mario (vedi seconda moneta, VICTORIA, inserita per raffronto) e soprattutto balza all'occhio la differenza con le successive emissioni di Vittorino contraddistinte dal naso aquilino e dalla lunga barba. Continuando a scorrere l'Elmer, scorrendo la successione di emissioni della zecca di Colonia, in corrispondenza della terza troviamo ancora solo aurei (il bronzo veniva battuto solo a Trier per il momento) e ne troviamo, tra gli altri, uno di datato, P M TR P III COS I I P P, e uno dal tenore decisamente commemorativo (come del resto anche gli altri): D\ IMP CAES VICTORINVS P F AVG R\ ADVENTVS AVG, Victorinus riding to the right, his right hand raised in greeting Generalmente la monetazione riguardante l'adventus veniva emessa con carattere celebrativo e riguardava il "rientro/ritorno" in patria/capitale dell'imperatore dopo una campagna vittoriosa o per una visita ufficiale legata a un evento di una certa importanza/portata. La domanda è: dove se n'è andato Vittorino dopo essere stato proclamato imperatore? Non gli piaceva il palazzo imperiale di Colonia? E soprattutto, quanto tempo è stato via? Elmer prova a dare delle risposte e a fare delle ipotesi. Innanzitutto, circa la datazione dell'evento Elmer sostiene che il fatto dovrebbe essere riconducibile alla fine di dicembre dell'anno 269 (o 270 stando alla datazione proposta qui: http://www.forumfw.com/t7153p15-victorinus-a-identifier). Elmer ipotizza che Vittorino lasciò Coloniaprima del 1 gennaio 269 per comandare in prima persona una campagna militare che dovette concludersi a suo favore, al termine della quale tornò nella sua residenza imperiale. L'attività contemporanea della zecca di Trier (aurea e bronzea) vide come rovesci i temi MARS VICTOR (con l'imperatore raffigurato con lancia e scudo) e, ad esempio, FORT REDVX (riferibile al ritorno vincente dell'imperatore da una delle sue gloriose imprese). Durante il turbolento periodo di passaggio tra Postumo e Vittorino, finché Leliano mise in atto la sua ribellione, fu sotto agli occhi di tutti (per lo meno di chi era a conoscenza di quanto accadeva ai confini tra i due imperi) quanto accadde a Milano. Aureolo si ribellò all'impero centrale e chiese la protezione di Postumo, che tuttavia non venne in soccorso perché impegnato a fronteggiare Leliano. Le beghe interne dell'impero Gallico (Postumo vs Leliano vs Mario) fecero sì che Aureolo e Milano furono lasciati a sé stessi e Claudio II si riprese la città facendo passare a miglior vita Aureolo. In questo clima di incertezza che si respirava nell'impero Gallico, vedendo bene quale poteva essere la sorte in caso di tradimento, la città di Augustodunum (Autun) vide bene (o male!) di dichiararsi fedele a Claudio II e di passare sotto l'egida dell'impero centrale. Ecco quindi la possibile "meta" della "gita fuori porta" di Vittorino: la riconquista della città di Autun, che puntualmente avvenne e presumibilmente durante il 269, tant'è che Vittorino, tornando a Colonia (passando per Trier?) si guadagnò pure un bell'aureo emesso proprio a Trier (motivo per cui Elmer vi ipotizza il passaggio) con l'appellativo di RESTITVTOR GALLIARVM. Orbene, questo il contesto storico. Ma le monete? Ancora un po' di pazienza (poca poca a dire il vero!) Finora abbiamo parlato di una sola emissione ADVENTVS in oro, perché è l'unica che risulta nota e censita (e ben studiata come abbiamo visto) da Elmer. Tuttavia, qualche anno fa è apparsa sul Forum Ancient Coins questa moneta: Ben si intravede il profilo con il tipico nasone di Vittorino al dritto, mentre al rovescio si vede un cavallo con imperatore che marcia verso sinistra. Ufficiale o imitativo? Reminiscenza dell'aureo? Le uniche notizie su questa moneta sono legate alla descrizione del suo possessore (correva l'anno 2005): E già una moneta di questo tenore rappresenterebbe una bella scoperta... tuttavia, ecco la seconda moneta incriminata (attualmente in vendita, per chi fosse interessato): di questa, il venditore dice: a differenza dell'altro esemplare, qui non vi è dubbio che si tratti di una imitazione, se non bastasse lo stile del dritto, si veda pure la legenda degradata al rovescio. Orbene... e il prototipo? Un precedente adevntus di altro imperatore? L'aureo di Vittorino? Oppure un'emissione ufficiale così rara da non essere mai stata censita e aver visto la luce (se non altro mediatica) nel 2005 con il passaggio sul FAC? Lascio a voi ulteriori ipotesi, commenti, raffronti e quant'altro. Io di mio ritorno alla lettura dell'Elmer e mi scuso per qualche piccola licenza lasciata qua e là e per le imprecisioni dette di cui non mi sono accorto!1 punto
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Già che ci siamo sentiamo il parere pure di @petronius arbiter e @vathek1984 , non sono preparato su questa tipologia, purtroppo due esemplari su tre solitamente sono delle riproduzioni, ed il peso piuttosto dissimile rispetto le autentiche del pezzo oggetto della discussione può già dir tutto, ogni tanto se ne parla nel settore 'monete estere'. In ogni caso dovresti fare delle foto molto più grandi e nitide, quelle che hai inserito sono piccole e se ingrandite i particolari si sgranano eccessivamente.1 punto
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Ciao, che dirti dopo gli autorevoli commenti di chi mi ha preceduto, se non ribadire che è una gran bella moneta. E immagino che dal vivo, tra le mani, sia ancora meglio; complimenti ? Un caro saluto, confidiamo di vederci tutti insieme quanto prima. Paolo1 punto
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Per chi avesse voglia di approfondire... l'iconografia dei Severi è stata poi ripresa a piene mani dai sovrani gallici, su tutti da Postumo! I paralleli sono molteplici e più che evidenti.1 punto
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Ciao Michele, Sto' aspettando il Muntoni 81 per completare il trittico.... Nell' attesa complimenti per il piacevole Testone che hai acquisito ! Daniele1 punto
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Molto bella anche questa. Come ho gia' detto sono un piccolo collezionista che ha iniziato 20 anni fa acquistando medaglie su internet. Ho smesso di farlo quando ho scoperto che tantissimi erano dei falsi invecchiati ad arte, assieme al loro nastro di ordinanza, con acidi appositi. Da allora, quelle poche che acquisto, anche se molto comuni, lo faccio da privati che conosco, perche' sapere che una medaglia e' appartenuta realmente ad uno che "sputava" sangue in una trincea per me ha un valore enorme. La medaglia di questa discussione pur non essendo appartenuta ad un reduce mi ha colpito per le sue particolarita' raramente riscontrate in altre medaglie. buona giornata a tutti in particolare a Sandakon per l'impegno e la passione che ci mette..1 punto
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Ciao Caravelle82. Temo che tuo padre abbia ragione su questo dollaro "Libertà seduta", oltre al "4" anche il "7" è sensibilmente diverso... inoltre la scritta "IN GOD WE TRUST" è incisa con maggior nitidezza sulla moneta in tuo possesso. Come ne è venuto in possesso tuo padre, se posso chiederlo? Perché la "provenienza" della moneta, almeno per me, è già sintomatica.1 punto
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Ciao @rada, l'ho inviato ieri e non ho ancora ricevuto alcuna conferma. Il mio lavoro è sulla monetazione di Lucilla.1 punto
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Un mio parere, per quanto può contare e a prescindere dal caso specifico di questa medaglia: se troviamo un oggetto che ci piace e che riteniamo di avere poche probabilità di ritrovare, che non abbia ovviamente un prezzo esorbitante, non affrontiamo l'acquisto come un investimento, ma come una soddisfazione personale da collezionista. Giusto chiedere una stima sul valore di mercato, ma se non esistono riferimenti il valore lo fanno chi vende e chi acquista; giusto trattare, se possibile, sul prezzo; ma alla fine la domanda da porsi è: lo voglio e sono disposto a pagare la cifra richiesta, o è per me uno sforzo economico che non vale l'acquisto ?1 punto
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Buongiorno, a colpo d'occhio mi ha ricordato l'ulivo posto sopra la civetta ateniese. Smanettando un po' in giro, ho trovato qualcosa di simile, sempre ateniese. https://www.sixbid-coin-archive.com/#/de/single/l31104284?text=HemiObol athens1 punto
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Mi dispiace che i commenti possano avere mal interpretato la sua richiesta, ma può accettare che le persone appartenti al forum possano sentirsi presi in giro. La male interpretazione può essere valida per entrambi. Tornando alla moneta, non potendo dimostrare la lecita provenienza il valore in Italia è solo un processo in aula d'un tribunale. Avendo dichiarato che proveniente da scavo non possiamo nemmeno discuterne in quanto è reato. Come vede " scripta manent ". Che possa essere giusto o non giusto se ne puo parlare, ma il fatto resta, in Italia è vietato. Per rinfrescare la memoria le allego il link. Cordiali saluti Gianni1 punto
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Buonasera, ripesco questa discussione per ridarle un po' di visibilità e pre presentare un prossimo arrivo. Eccola qua, pescata oggi dalla Gallia grazie ad una provvidenziale segnalazione da parte di un amico: Sembra presentare anche una buona argentatura residua. Si tratta di una AEQVITAS AVG in discreto stato di conservazione con ritratto di Mario a nome di Vittorino, analoga a quella del post #1 e direi sorella gemella di questo esemplare (die link) Romano-Gallic (or Gallic) Empire (struck 269 A.D.) AE Antoninianus of Marcus Piavvonius Victorinus. First issue that even has a Marius style portrait. OB: IMP C PI VICTORINVS AVG, this is a different obverse legend than listed in Sear or Van Meter. Rx: AEQVITAS, Equity standing left holding double pan scales and a cornucopia. RIC 41, S3062. 3.17 g; 19.5mm. Curioso di vederla in mano... Ciao Illyricum1 punto
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Verissimo. Ho visto monete di fantasia fatte dai pataccari orientali. E poi dicono che i figli del paese di Mezzo sanno solo imitare e non hanno fantasia....1 punto
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Posto la Piastra di Ferdinando diventato I° dopo l'unificazione dei Regni di Napoli e Sicilia nel 1816. Tipologia "Testa Piccola". Buona Domenica.1 punto
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Nell'asta n. 53 della Nomisma compare il seguente esemplare con questa descrizione: PALERMO Ferdinando III (1759-1816) 3 Tarì 1796 – cfr. MIR 617/1 AG (g 7,64) R Il peso eccedente (il MIR indica 6,60 grammi) e lo stile incerto fanno ritenere che si tratti di un falso d’epoca. È comunque un pezzo che merita ulteriori approfondimenti. Che opinioni avete a riguardo? Grazie.1 punto
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