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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/17/20 in tutte le aree
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Buonasera a tutta la sezione, ogni tanto riesco a mettere qualcosa in collezione anch’io ☺️... Piastra per Ferdinando lV, 1795 gigli di Francia capovolti...!6 punti
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Non voglio ripetere ciò che, correttamente, hanno già consigliato coloro i quali mi hanno preceduto. Anche in questo trittico di libri, per la tematica richiesta in particolare nel secondo, è possibile ottenere una bella carrellata di foto e un'ottima infarinatura. Per una sintesi delle emissioni del periodo medievale ci sarebbe anche "La moneta medievale in Italia" di Andrea Cavicchi.4 punti
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Certo, se non adeguatamente inventario, fotografato e pubblicato, oltre che restaurato prima, il materiale nei magazzini rischia di fare in ogni caso una brutta fine. Lo si censisca tutto, si studi adeguatamente e, non è nel caso un dogma, decidere di cedere gli oggetti giudicati "minori" o ripetitivi, sempre per finanziare le attività dei musei stessi. Faccio anche notare che, in primis, molti cittadini italiani (ben aldilà della piccola, attuale nicchia di interessati) potrebbero essere interessati ad acquisire legalmente e custodire come piccoli tesori oggetti/monete appartenenti al nostro patrimonio storico/culturale. Last, but not least, con le vendite (pubblici incanti, ovviamente), si disentinceverebbe moltissimo il mercato sotterraneo e irregolare.3 punti
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Bella moneta, che purtroppo mi è stata soffiata sul filo di lana. La tipologia del rovescio in generale è abbastanza rara, ma questa specifica emissione era finora nota solo per un esemplare a Parigi, che incidentalmente sembra dello stesso conio di diritto, con la curva del naso più accentuata della media.3 punti
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No @dux-sab, sono due conii differenti, quello da te postato è un esemplare proveniente dall’accoppiamento di conii 484 (O97-R193) del Jenkins, decisamente più comune per quanto si veda comunque di rado. Salve sorprese la moneta della discussione sembrerebbe davvero il secondo esemplare noto a riportare impresso questo conio di incudine, l’unico al momento in mani private. Sarebbe interessante capire in che situazione il documento della soprintendenza sia stato redatto, un tentativo di esportazione del 2013? Altro? In ogni caso i contenuti salienti sono tutti riportati. La rilevanza sta nella presenza della Nike alla guida della quadriga, caratteristica per altro non unica nel panorama della monetazione geloa in quanto già attestata su esemplari databili agli anni immediatamente precedenti i drammatici eventi del 405 a.C. ,come quello della discussione, la sua figura con le redini in mano è ad esempio presente sul conio di dritto O96 del catalogo di Jenkins, dove ritroviamo anche l’aquila in volo sopra i cavalli ma dove la spiga in esergo era sostituita da un “grosso globetto”. Commercialmente parlando non credo che, viste le condizioni della moneta in questione, la stessa avrebbe potuto raggiungere cifre a quattro zeri, neanche sul mercato estero. Ma queste sono cose del tutto secondarie se non frivole, ciò che conta è che ora sia nota la sua esistenza e che riposi sotto la tutela della Nazione di cui fa parte, oggi, la sua antica patria, citando Virgilio: “Adparent Camarina procul campique Geloi immanisque Gela, fluvii cognomine dicta”. Grazie ancora @cristianaprilia per averla condivisa.3 punti
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Perché allora è meglio farle ammuffire in qualche locale interrato? Poi, se la moneta fosse così rara ed importante, perché non è requisita? Esiste un archivio nazionale che ci dice cosa hanno in collezione i singoli musei ( scantinati compresi), e soprattutto... Tutto tutto il materiale presente nelle varie casse, è già stato catalogato ? ( dal quale si evince che i vari pezzi giudicati rari, realmente lo sono? Oppure molto materiale dopo decenni aspetta ancora di essere visionato perché non c’è personale che se ne può occupare..?). su questo argomento se ne è già discusso allo sfinimento... appurato che un bene sia di estrema importanza, è giusto che stia in un museo e fruibile a tutti ( ma che sia giustamente valorizzato però...). Le monete invece sono multipli, poche le estreme rarità realmente censite, pertanto su queste andrebbe fatto un discorso “chirurgico“, non ha senso ammucchiare tutto..... poi, onestamente, chi meglio di un collezionista può tutelare la propria collezione? Io ne ho viste un po’ di monete nei musei, in alcuni casi ben esposte e curate in altri, monete cadute dalle sedi di esposizioni, monete in bronzo affette da cancro in modo vistoso ecc ecc.3 punti
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1962 Thailandia - 1 baht 2505 del calendario buddista Per conoscere l'equivalente data del nostro calendario bisogna sottrarre 543 anni a 2505 (1962) ๒๕๐๕3 punti
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Ciao a tutti, ripropongo oggi questa mia vecchia discussione per integrarla con un pezzo che ho avuto modo di aggiungere in collezione qualche tempo fa. D/: VRBANVS·VIII· – ·PON·MAX in basso A . XX Busto a destra, piviale con fiorami. R/: VIVIT – + - . DEVS· S. Michele trafigge Lucifero; a sx., nel campo, Armetta Farzetti e Pavia e, all’esergo, 1643. A sx., in basso, sigle G M (Gaspare Mola, incisore). CNI 540 Muntoni 82. Peso 9,82 g. Questa tipologia non appare molto di frequente e solitamente presenta conservazioni abbastanza modeste. Questo esemplare si presenta ancora gradevole con conservazione superiore alla media. Delle tre tipologie di testoni con al R/ San Michele che trafigge Lucifero, questo (Munt 82) e quello sopra presentato con stemma al D/ (Munt 83), sono le due più rare. Quello con al D/ il busto con camauro e mozzetta (Munt 81), è invece quello che più frequentemente appare sul mercato. Vostri commenti e integrazioni sono come sempre graditi. Michele3 punti
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Ciao, è da un bel po’ che non compaiono biografie imperiali in Sezione e maneggiando tra i vassoi delle monete ho trovato questo personaggio femminile, nota generalmente ai più in quanto “moglie di Caracalla” e.. poco più. Una “first lady” dell’epoca invero abbastanza sfortunata, come spesso capitò a personalità femminili dell’Impero Romano. Ruolo secondario quello di Augusta ma che talvolta ebbe peso: come dimenticare l’importanza delle consorti del Primo e Medio Impero e dell’impatto che ebbero nella storia dell’Impero? Ma a contrastare alcune personalità femminile preminenti vi sono anche quelle che spesso ebbero vite tutto sommarie tristi, usate per scopi “politici” da parte di padri ambiziosi. Una di queste contraddistinta da una vita tutto sommato infelice (possiamo dirlo? In questo caso direi di sì) è lei: Publia Fulvia Plautilla Augusta (c. 182-212) Moglie di Caracalla e Augusta dal 202 al 205 d.C. Figlia del Prefetto Gaio Fulvio Plauziano* (Gaius Fulvius Plautianus) fu promessa sposa in giovane età a Caracalla, divenendone moglie nel 202, contro il volere dello sposo, quattordicenne, che la osteggiò, pur sposandola perché a lui ordinato dal padre. Nel 205 si separarono dopo la morte di Plauziano: Caracalla si era sempre rifiutato di mangiare o dormire con lei. Esiliata a Lipari con il fratello fu giustiziata nel 212 dopo l’ascesa al trono di Caracalla. Analogamente al padre fu colpita da damnatio memoriae. Benché il suo periodo di splendore sia stato assai breve, appare sulle monete in varie acconciature. In alcune porta le bande dei capelli lisci ed aderenti al capo, coprenti le orecchie e riportate sulla nuca, dov'è una piccola crocchia, sul tipo di Giulia Donna. Talvolta le bande sono ondulate e c'è sulla guancia la caratteristica ciocca di Giulia Domna. Porta anche un'acconciatura in cui i capelli sono divisi in tante scale perpendicolari alla linea del viso e convergono sull'occipite dov'è appuntata una rotellina di trecce, mentre brevi ciuffi scendono sulla fronte. In alcune monete le scale sono parallele alla linea del viso, passano dietro le orecchie e sulla nuca e le estremità sono raccolte in una fila di treccioline ripiegate insù ed appuntate sotto il cocuzzolo, oppure scendono fin sul collo e sono ivi raccolte in un nodo a ventaglio. È difficile dire quale di queste acconciature abbia usato prima e quale dopo, forse le usò alternativamente. La fisionomia appare costante in tutte le monete: fronte di linea curva, naso aquilino, guance rotonde dallo zigomo sporgente, mento pronunciato; l'aspetto è giovanile. Numerosi sono i ritratti attribuiti a Plautilla, ma nessuno risponde ai requisiti offertici dalle monete. In realtà esistono ben cinque differenti tipologie ritrattistiche di Plautilla. Nelle prime monete che la ritraggono, il nome di Plautilla è reso al dativo, ad indicare che la coniazione è stata eseguita in suo onore. La sua immagine è presenta i capelli divisi al centro e intrecciati in orizzontale e le cinque o sette trecce raccolte in uno chignon dietro la testa. L’immagine ha i tratti quasi infantili, il volto rotondo, la fronte lievemente inclinata e arrotondata, gli occhi grandi sotto due arcuate sopracciglia, il naso camuso la bocca con il labbro superiore sporgente. Nelle rappresentazioni successive l’imperatrice è raffigurata con i tratti leggermente più maturi e meno rotondi ed il naso leggermente aquilino. La pettinatura differisce da quella precedente per l’intreccio che corre verticalmente o diagonalmente e non in senso orizzontale. Più tardi, nella terza iconografia la pettinatura si evolve con i capelli ondulati che incorniciano il volto., fino ad arrivare in fasi successive, alla sua ultima iconografia che ricorda verosimilmente quella della suocera Giulia Domna. Tratto da Philipp V. Hill "The Coinage of Septimus Severus and His Family of the Mint of Rome, A.D.193-217"2 punti
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No, non capisco dove vuoi arrivare quando scrivi certi messaggi. questo è un forum di numismatica, e come tale frequentato da collezionisti e commercianti. Immagino che tu stesso, se sei collezionista, ti rivolga a commerciati o aste. Quindi? Se c’è chi può permettersi oggetti faraonici , perché mai qualcuno gli deve negare la possibilità? Ripeto, non è dove un oggetto regolarmente acquistato va a finire... ma come lo si tutela e valorizza che conta... abbiamo il mondo chiuso in scatole, e all estero con niente attirano persone, le strutture sono ben conservate, tecnologiche .... ed hanno capito da almeno 120 anni, che se un oggetto o moneta non serve perché “brutto”, doppio, triplo ecc, si può venderlo, per alimentare a dovere quello che si vuole tenere... e cosa c’è di male? È un concetto tanto difficile da capire? Finché non attueremo queste misure, dovremmo sempre risotterrare quello che troviamo perché si deve sempre aspettare il contributo ( spesso privato,,, ricordalo... ) per iniziare..2 punti
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Buonasera a tutti, stasera posto uno scarrafone non identificabile, di lui so che potrebbe essere un Tornese con Tosone di Filippo IV. ? Saluti Alberto2 punti
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Ciao moneta da 10 Paoli o Scudo emessa dal Governo popolare di Bologna 1796/1797, con millesimo 1797. La moneta è autentica ma considerata comune, è stato applicato un appiccagnolo, che dalla fattura pare coevo alla moneta, anche se di pregevole fattura, penalizza la moneta, già essa stessa in non eccelsa conservazione. saluti TIBERIVS2 punti
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Caro Daniele, come al solito proponi sempre tipi e varietà interessanti. Francesco Muntoni al n. 7 della sua opera censisce solo la varietà con chiavi considerate diverse (oblunghe) da quelle riscontrate nelle altre tipologie. La tua osservazione però è molto interessante, la differenza delle impugnature non è cosa di poco conto, forse non solo a livello meramente collezionistico. Come ben sappiamo le monete di Sede Vacante del 1555 furono emesse in due occasioni: tra Giulio III e Marcello II (quindi dal 23 marzo al 9 aprile) e tra la morte di quest'ultimo pontefice e l'ascesa al soglio di Paolo IV (perciò nel periodo dal 1 al 23 maggio). L'emissione monetaria è forse distinguibile per la zecca romana, con la varietà al diritto 1555 / 155V, mentre la zecca marchigiana resta ben più costante nelle epigrafie. Se però vogliamo studiare ed espandere la tua ottima osservazione sulle differenti impugnature possiamo fare forse qualche passo avanti. Le chiavi ad impugnatura oblunga sono quelle che ritroviamo in alcuni giulii piuttosto comuni di Giulio III, aggiungo per comodità di raffronto l'esemplare passato nella NAC 90, lotto 751. L'impugnatura trilobata è invece tipica dei giulii di Marcello II, ed è presente anche in alcune coniazioni di Paolo IV. Come fatto in precedenza allego un'immagine di confronto, un giulio di Marcello II da Varesi 75, lotto 515. Lascio a voi amici papalisti il piacere di studiare questi raffronti e di trovare una ipotesi di plausibile collocazione cronologica alle due varietà, buona serata Antonio2 punti
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Al D/ di questo grosso postato da @fabry61 per la crocetta apicale sull'asta aggiungo al il R/ per il riferimento del massaro, di tipo 01 secondo il Papadopoli Già al post #195 di questa bella discussione, sempre postato da @fabry61 il grosso con la crocetta apicale al D/ era al R/ riconducibile al medesimo Massaro, sempre di Tipo 01. Attualmente, su vcoins, è in vendita un grosso del Soranzo con dei bei rilievi (anche se a parer mio il prezzo non è giustificato) che presenta al D/ sempre la crocetta apicale sull'asta e il R/ ha il segno del massaro riconducibile sempre al Tipo 01 del Papadopoli A onor di cronaca, è da notare l'errore della legenda al D/ con •S M . VENENTI Non so se sia già stato appurato come argomento, ma sembrerebbe proprio una "libertà" incisoria proprio sotto quello specifico massaro.2 punti
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Dolce @Lucreziamaria, questa l'ho scritta quand'ero un adolescente. Chissà cosa ne pensa @Hirpini... Cohelet C’è un tempo per restare e quello stesso tempo c’è per morire. C’è un tempo per cullare l’anima tesa a un sogno che consuma e c’è lo stesso tempo per tuffare la testa in due ricordi, come appunti di sole nella bruma. C’è un tempo per sgozzare quella quiete che l’anima frantuma e c’è il mio tempo che si spegne adagio negli occhi di nessuna.2 punti
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Bellissimo intervento, che condivido appieno. Purtroppo in Italia si vuole tutelare anche quello che non ha senso. Le monete, come detto, sono prodotti seriali e quindi è giusto avere nelle collezioni pubbliche 1 esemplare possibilmente bello ed adeguatamente valorizzato, ma i doppi o tripli o quadrupli chiusi negli scantinati e NON inventariati a cosa servono? Perché un bene pubblico non si può adeguatamente vendere e reinvestire i proventi? Come detto all'estero lo fanno regolarmente, da noi c'è sempre la paura di qualcosa di irregolare e nel dubbio non si fa niente. Poveri noi2 punti
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sesino di Mirandola per Ludovico II Pico. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-LUDII/13 ciao Mario2 punti
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@Crinna23. Pur incrosta, ero certa che saremmo arrivati ad una identificazione precisa. Nella nostra community, molto raramente un pezzo rimane privo di identificazione. Da parte mia puntavo sulla scritta posta in alto che si legge sulla prima foto. DUX . SAP(B) primo indizio che si trattasse di un pezzo di casa Savoia. Bene. Ti sei sei rivolto a noi perchè sai che puoi fare affidamento sui bravi esperti di lamoneta.it. Alla tua richiesta di identificazione hanno aderito due Principi di cui uno è curatore. Che si tratti di una monetina o di un pezzo importante, l’impegno profuso è sempre al massimo e non si molla mai.Tanti saluti e continua a postare. PizzaMargherita.2 punti
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Perbacco... lo facessero a noi un regalo aziendale del genere al posto della solita scatola col panettone, l'olio, il formaggio e i cioccolatini2 punti
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Nel mio volume c'è raffigurata proprio la moneta del Bovi, la N. 123 ed è al dritto per intero 1592 e al rovescio 15 - 93; anche se è trascritta al rovescio illeggibile, si nota una parte dell'ultima cifra, che è una parte del numero 3.2 punti
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Avete già detto tutto del resto era chiaro fin dal principio che si trattava di una riproduzione, una differenza di 2,40 grammi era impossibile per una moneta autentica. Sul fatto che sia argento non mi pronuncio, anche se, con questa differenza di peso, mi sembra improbabile che sia argento "buono", cioè argento .900, forse un po' ce n'è, ma per saperlo bisognerebbe farla analizzare, e non credo ne valga la pena. Anche se, nel caso specifico, si tratta di una moneta non particolarmente rara (tiratura 2.549.000 esemplari, valore inferiore ai 200 dollari in questa conservazione) i Trade sono comunque monete non facili da trovare da noi, e quando capitano bisogna andarci coi piedi di piombo, spero che tuo padre non l'abbia pagata una cifra esagerata. petronius2 punti
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Buongiorno a tutti, vorrei un parere su questo documento e sulla moneta per poter aiutare un conoscente a saperne di più. Mi interesserebbe sapere se questo documento ne possa attestare la lecita provenienza, se le informazioni scritte sono corrette, se la moneta fotografata sia la medesima ed autentica. Io purtroppo sono proprio a digiuno in questo campo. Queste sono le uniche immagini in nostro possesso, spero possano bastare. Grazie a chi riuscirà ad aiutarmi.1 punto
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La piastra VIVIT DEVS appare in asta piuttosto di frequente. Solo per mantenere lo stesso criterio comparativo, su acsearch includendo tutte le varianti, ho contato 53 esemplari (compresi quelli eventualmente riproposti). Solo in questa ultima NAC ne erano presenti tre. Si tratta di una tipologia che va dal Munt 34 al 42, che si differenziano tra loro per piccole varianti nelle legende, nel piviale, nei segni di zecca e negli anni di pontificato. Nel complesso, ritengo la piastra meno rara dell'analogo testone, discorso valido però solo per i testoni Munt 82 e 83. Il Munt 81 invece è molto più comune e appare regolarmente in vendita. Rispetto a questa tipologia di testone, la piastra è senz'altro più rara. Ci sono poi tra queste piastre alcune varianti sicuramente molto rare, ma a differenza dei tre testoni che rappresentano tre diverse tipologie, per la piastra si tratta solo di varianti di un'unica tipologia e quindi di interesse minore. Michele1 punto
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Si, molto probabile 1632 con sigla S (Salomone) dietro la nuca. La tua amata “pecorella” può essere utile nel Presepe 2020??1 punto
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Ringrazio Dracma per questa dottissima disamina ( mi sembra di capire che con le zecche magno- greche giochi in casa ?). Zecche come Metaponto, Terina, per non parlare di Sibari, Crotone ci hanno lasciato capolavori, non avremo la magnificenza dei tetra e deka ( per siracusa e Akragas) siciliani dove la taglia maggiore delle monete aggiunge un certo premio, ma i nomos, gli stateri e anche i nominali piu’ piccoli ci offrono degli esemplari a volte sublimi - e non inferiori - all’aristocrazia dei nummi siciliani .1 punto
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Altro testo che farò in modo di procurarmi, sembra assai interessante. Grazie del consiglio!1 punto
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Buonasera @Illyricum65 Mi hai fatto scoprire la storia di un'Augusta di cui non sapevo praticamente nulla (mea culpa!), ma di cui mi hanno sempre affascinato le monete, e di questo ti ringrazio molto. Bellissima la tua tipologia "CONCORDIAE AETERNAE", anche se non si può proprio dire che le abbia portato fortuna ?1 punto
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dai va bene ne uscirà un'altra bimetallica ora non so se 5 o 10 € e si tratta del G20 per le immagini le postero a breve non appena me le da1 punto
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prima di tutto BENTORNATO ANTONIO ! spero vivamente di leggere più spesso i tuoi interventi che sono sempre molto interessanti...... Mi intriga anche il gioco di parole di Michele "che la chiave non stia nelle chiavi"......tra l'altro non mi risulta che nessuno abbia ancora attribuito con certezza quale sono le monete della prima o della seconda Sede Vacante del 1555.....e credo che sono proprio queste osservazioni, studi e sopratutto confronti tra noi appassionati che, a volte, riescono a distinguere queste emissioni, o per lo meno a trarre delle teorie sulle quali ipotizzarle..... Ci studierò sopra...... Daniele1 punto
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Riesumo questa discussione per fare i complimenti a Illyricum, sempre prezioso ed esaustivo. Sono venuto in possesso di due denarii di Plautilla, per cui ieri ho faticato per trovare notizie storiche su Plautilla e Plauziano, quando solo ora trovo questi post, che riassumono con completezza quello che c'è da sapere... quanto tempo avrei risparmiato se avessi trovato prima questo thread.1 punto
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Medaglione di Alessandro Severo e Giulia Mamea che raffigura sul rovescio il ninfeo di Alessandro Severo con tre archi (e statue all'interno?) e quadriga sul tetto; sotto, un edificio di cui entrambi i lati sono visti in prospettiva; S-C attraverso il campo (Roma Numismatics 19).1 punto
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Per monete acquistate in asta CNG (per i libri non ho idea) i costi da considerare oltre alle commissioni sono $40 per le spese di spedizione e un importo attorno al 5-8% del totale per l'importazione in UK (ad esempio su un'aggiudicazione per $650 il costo totale finito in fattura è stato di $847). Attenzione però dal 2021 perché le cose cambieranno a seguito della Brexit. per il pagamento con carta di credito non ci sono commissioni mentre per i bonifici devi aggiungere $20 oltre a quanto paghi alla banca.1 punto
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Buongiorno, ti rispondo sinteticamente o quasi. Io ho acquistato parecchio in US e devo dirti onestamente che non ho capito ancora che criterio usino. Spiego, in teoria è circa 22/25% sul prezzo dichiarato ma i conti non li fà la dogana ma bensì il corriere che consegna il pacco. Essendo in Italia capisce che è un problema. Ho ricevuto pacchi via posta dove lì non si sono neanche presi la briga di calcolare il dazzio. Quindi per esperienza personale lo si scopre solo all'arrivo. Poi se passa dalla dogana a volte fermano il pacco non credendo al valore dichiarato e devi presentare la ricevuta di pagamento. La conclusione è dipende da chi smista il pacco. Se è possibile richiedi il passaggio dalla sede europea e così non hai problemi dove ti calcolano loro già compreso tutto nelle spese di spedizione. P.s. Il costo delle tasse d'importazione è in base anche alla merce importata, mi sono arrivati pacchi con intestazione ricambi dove su quel genere non viene calcolata. È un casino. Gianni1 punto
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Considerato la traccia di peduncolo del retro (con nome della ditta nel contorno) penso si tratti di un bottone. ciao Mario1 punto
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Dovresti chiarire prima se per te è importante lo stato di conservazione (con conseguente lievitazione dei costi) o se sia importante solo l'aspetto "storico" (accontentandoti anche di monete meno gradevoli esteticamente parlando). La spesa di 280€ ( conosco il professionista, si intende non personalmente, che la sta vendendo) secondo me è un po' elevata, però non conscendo bene questo settore magari è anche giusta. Quindi prima decidi cosa vuoi, poi sulla base della tua scelta andrei alla ricerca della moneta più adatta. Hai fatto già fatto dei confronti qualità/prezzo con altre monete?1 punto
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Altro gettone FABBRICA AUTOMOBILI ISOTTA FRASCHINI simile al precedente1 punto
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Queste di seguito sono altre foto dello stesso Tornese fatte dall'attuale possessore.1 punto
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a me ha un po' bloccato il punto 3 ...Le opere inviate resteranno a disposizione dell’Associazione. E’ facoltà della segreteria organizzativa pubblicare entro tre anni i testi inviati perché forse va un po' in conflitto con la premessa: ....Possono partecipare al concorso opere riguardanti la numismatica classica, medievale o moderna: - tesi di Laurea Magistrale - tesi di Dottorato - articoli inediti o editi negli ultimi due anni se l'articolo è edito, che loro possano ripubblicarlo potrebbe creare qualche casino con i precedenti editori credo....quindi ho evitato...1 punto
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Buongiorno @matitrial, la moneta da Lei proposta offre alcuni interessanti spunti di approfondimento e discussione. Ho approfondito lo studio dei ritratti di Filippo IV nella monetazione milanese, incrociando le evidenze stilistiche con i documenti ad oggi pervenuti per stabilire delle cronologie all'interno della vastissima produzione di tale regnante (link). La medesima ricerca è certamente ben più ardua per la zecca di Maccagno, ma il confronto con la ben più documentata (anche solo pensando al numero di monete ad oggi pervenuto) produzione milanese coeva può essere a mio avviso di grande utilità. Personalmente non sono affatto convinto della "totale" imitazione del prototipo del sesino di Milano. Quest'ultimo nominale presenta sì, indipendentemente se coniato sotto Filippo III o IV, la tipologia busto/croce fiorata ma al diritto le differenze sono lampanti. Sia ben chiaro, esistono certamente sesini di Giacomo III aderenti perfettamente al tipo milanese (nello specifico, i tipi Gianazza 45/D e 45/E) ma la moneta presentata è ben differente. Il tipo di sesino come quello da Lei proposto presenta ben evidente un ritratto con folta capigliatura e colletto ripiegato, elemento che rimanda ad un primo impatto al quattrino di Filippo IV dell'ultima emissione, quello per intenderci con al rovescio la grande biscia a tutto campo ed emesso dal 1661. Ma questa data non è congrua con la moneta proposta, Giacomo III morì infatti nel 1645. Sempre in area milanese abbiamo un ritratto identico a quello del quattrino sopracitato, generato dal medesimo punzone. Lo troviamo nella rara parpagliola con ritratto emessa nel 1649 circa; anche questa data però non rientra nel periodo di nostro interesse. Quattrino di Filippo IV, immagine da acsearch, VL Nummus 8, 1543 Siamo quindi ad un'apparente situazione di stallo, la moneta spicciola del milanese prima di quella data presenta ritratti con capigliatura corta e colletti sempre fittamente pieghettati. Cosa ci sfugge? La posizione geografica di Maccagno! Se da una parte abbiamo infatti il Ducato lombardo-spagnolo, dall'altro troviamo quello sabaudo con il proprio circolante. Ed è proprio da questo secondo bacino monetario che dobbiamo attingere per trovare ciò che ispirò il diritto di questo sesino del Mandelli. Le affinità col soldo di Carlo Emanuele I (tipo Biaggi 581) sono ben evidenti, folta capigliatura e colletto ripiegato infatti sono caratteristiche presenti nella unica moneta bassa – in puro rame a volte imbianchito – con il ritratto di questo Duca. Anche il periodo di emissione risulta congruente con una imitaizone emessa nella prima metà del XVII secolo, i soldi di Carlo Emanule furono infatti coniati tra il 1594 ed il 1600 in copiose quantità. Soldo di Carlo Emanuele I, immagine da acsearch, Gadoury 19, 114. La Sua moneta quindi la ritengo un ibrido, l'unione di due realtà che trovarono nel feudo di Maccagno un punto d'incontro nella discutibile arte dell'imitazione monetaria. Sperando di non averLa annoiata con le mie considerazioni, Le auguro buona giornata Antonio1 punto
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Medaglione di Commodo (Tarso, Cilicia) che raffigura sul rovescio due templi di dieci colonne di fronte, con la scritta ΚΟΙΝΟI ΚΙΛΙΚΙΑС attraverso gli architravi e una stella tra i due (Roma Numismatics 58).1 punto
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in arrivo : (grazie mille @volesonensis) Trieste LEONARDO 1231-1233 Denaro (pesante tosatura) LЄONAR DVS · Є · P : CIVITAS TЄRCЄS : Vescovo seduto di fronte con pastorale e libro chiuso. Rv. Santo nimbato con libro su petto e palma, accostato dalle mura della città con due torri con cupole. Bernardi L / Paolucci 61 punto
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Visto lo stato iniziale, prima di iniziare il vero restauro, il restauratore si è preoccupato di stabilizzare il più possibile il metallo procedendo prima con dei bagni per eliminare i sali insoluti in eccesso e poi con l'applicazione di benzotriazolo sulla zona di cancro attiva. Solo successivamente è cominciata la rimozione delle incorstazioni. Il restauratore ha così proceduto: protezione delle zone scoperte (laddove il metallo era già libero dalle incrostazioni o dove risultava essere già privo di patina) o dove la patina andava preservata con un protettivo, da rimuovere poi in seguito rapidi e ripetuti bagni in soluzione acida per ammorbidire e rimuovere alcune tra le incrostazioni dure rimozione del protettivo precedentemente utilizzato sulle zone da non trattare con la soluzione acida nuova stabilizzazione del metallo intervento meccanico con bisturi ed ablatore ad ultrasuoni a bassissima frequenza per rimuovere le incrostazioni più dure avendo cura di non intaccare il livello buono della patina da preservare (a tal proposito è stata preservata la patina marrone sottostante conservatasi al 90% mentre è stata rimossa la patina verde presente solo ormai in minima parte al dritto come si può vedere dalla prima foto) stabilizzazione del metallo. In seguito, dopo un naturale tempo di test della moneta in ambiente umido, il restauratore mi informa dell'avvenuto innesco di nuove corrosioni al R nella zona precedentemente curata e anche in altre zone precedentemente ricoperte dalle incrostazioni. Tale nuovo innesco ha quindi necessitato di una nuova ed approfondita operazione di stabilizzazione del metallo e conseguente trattamento con inibitore (benzotriazolo) per circa 48 h. Protezione esterna con Paraloid B72 e cerac microcristallina superficiale. Ore totali di lavoro effettivo del restauratore (non vengono conteggiate le ore in cui la moneta è rimasta nelle soluzioni per la stabilizzazione): circa 18 Costi attrezzature/materiali utilizzati (lame bisturi, soluzioni, etc): €151 punto
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