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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/17/20 in tutte le aree

  1. Buonasera a tutta la sezione, ogni tanto riesco a mettere qualcosa in collezione anch’io ☺️... Piastra per Ferdinando lV, 1795 gigli di Francia capovolti...!
    6 punti
  2. Non voglio ripetere ciò che, correttamente, hanno già consigliato coloro i quali mi hanno preceduto. Anche in questo trittico di libri, per la tematica richiesta in particolare nel secondo, è possibile ottenere una bella carrellata di foto e un'ottima infarinatura. Per una sintesi delle emissioni del periodo medievale ci sarebbe anche "La moneta medievale in Italia" di Andrea Cavicchi.
    4 punti
  3. Certo, se non adeguatamente inventario, fotografato e pubblicato, oltre che restaurato prima, il materiale nei magazzini rischia di fare in ogni caso una brutta fine. Lo si censisca tutto, si studi adeguatamente e, non è nel caso un dogma, decidere di cedere gli oggetti giudicati "minori" o ripetitivi, sempre per finanziare le attività dei musei stessi. Faccio anche notare che, in primis, molti cittadini italiani (ben aldilà della piccola, attuale nicchia di interessati) potrebbero essere interessati ad acquisire legalmente e custodire come piccoli tesori oggetti/monete appartenenti al nostro patrimonio storico/culturale. Last, but not least, con le vendite (pubblici incanti, ovviamente), si disentinceverebbe moltissimo il mercato sotterraneo e irregolare.
    3 punti
  4. Bella moneta, che purtroppo mi è stata soffiata sul filo di lana. La tipologia del rovescio in generale è abbastanza rara, ma questa specifica emissione era finora nota solo per un esemplare a Parigi, che incidentalmente sembra dello stesso conio di diritto, con la curva del naso più accentuata della media.
    3 punti
  5. No @dux-sab, sono due conii differenti, quello da te postato è un esemplare proveniente dall’accoppiamento di conii 484 (O97-R193) del Jenkins, decisamente più comune per quanto si veda comunque di rado. Salve sorprese la moneta della discussione sembrerebbe davvero il secondo esemplare noto a riportare impresso questo conio di incudine, l’unico al momento in mani private. Sarebbe interessante capire in che situazione il documento della soprintendenza sia stato redatto, un tentativo di esportazione del 2013? Altro? In ogni caso i contenuti salienti sono tutti riportati. La rilevanza sta nella presenza della Nike alla guida della quadriga, caratteristica per altro non unica nel panorama della monetazione geloa in quanto già attestata su esemplari databili agli anni immediatamente precedenti i drammatici eventi del 405 a.C. ,come quello della discussione, la sua figura con le redini in mano è ad esempio presente sul conio di dritto O96 del catalogo di Jenkins, dove ritroviamo anche l’aquila in volo sopra i cavalli ma dove la spiga in esergo era sostituita da un “grosso globetto”. Commercialmente parlando non credo che, viste le condizioni della moneta in questione, la stessa avrebbe potuto raggiungere cifre a quattro zeri, neanche sul mercato estero. Ma queste sono cose del tutto secondarie se non frivole, ciò che conta è che ora sia nota la sua esistenza e che riposi sotto la tutela della Nazione di cui fa parte, oggi, la sua antica patria, citando Virgilio: “Adparent Camarina procul campique Geloi immanisque Gela, fluvii cognomine dicta”. Grazie ancora @cristianaprilia per averla condivisa.
    3 punti
  6. Perché allora è meglio farle ammuffire in qualche locale interrato? Poi, se la moneta fosse così rara ed importante, perché non è requisita? Esiste un archivio nazionale che ci dice cosa hanno in collezione i singoli musei ( scantinati compresi), e soprattutto... Tutto tutto il materiale presente nelle varie casse, è già stato catalogato ? ( dal quale si evince che i vari pezzi giudicati rari, realmente lo sono? Oppure molto materiale dopo decenni aspetta ancora di essere visionato perché non c’è personale che se ne può occupare..?). su questo argomento se ne è già discusso allo sfinimento... appurato che un bene sia di estrema importanza, è giusto che stia in un museo e fruibile a tutti ( ma che sia giustamente valorizzato però...). Le monete invece sono multipli, poche le estreme rarità realmente censite, pertanto su queste andrebbe fatto un discorso “chirurgico“, non ha senso ammucchiare tutto..... poi, onestamente, chi meglio di un collezionista può tutelare la propria collezione? Io ne ho viste un po’ di monete nei musei, in alcuni casi ben esposte e curate in altri, monete cadute dalle sedi di esposizioni, monete in bronzo affette da cancro in modo vistoso ecc ecc.
    3 punti
  7. 1962 Thailandia - 1 baht 2505 del calendario buddista Per conoscere l'equivalente data del nostro calendario bisogna sottrarre 543 anni a 2505 (1962) ๒๕๐๕
    3 punti
  8. Ciao a tutti, ripropongo oggi questa mia vecchia discussione per integrarla con un pezzo che ho avuto modo di aggiungere in collezione qualche tempo fa. D/: VRBANVS·VIII· – ·PON·MAX in basso A . XX Busto a destra, piviale con fiorami. R/: VIVIT – + - . DEVS· S. Michele trafigge Lucifero; a sx., nel campo, Armetta Farzetti e Pavia e, all’esergo, 1643. A sx., in basso, sigle G M (Gaspare Mola, incisore). CNI 540 Muntoni 82. Peso 9,82 g. Questa tipologia non appare molto di frequente e solitamente presenta conservazioni abbastanza modeste. Questo esemplare si presenta ancora gradevole con conservazione superiore alla media. Delle tre tipologie di testoni con al R/ San Michele che trafigge Lucifero, questo (Munt 82) e quello sopra presentato con stemma al D/ (Munt 83), sono le due più rare. Quello con al D/ il busto con camauro e mozzetta (Munt 81), è invece quello che più frequentemente appare sul mercato. Vostri commenti e integrazioni sono come sempre graditi. Michele
    3 punti
  9. Ciao, è da un bel po’ che non compaiono biografie imperiali in Sezione e maneggiando tra i vassoi delle monete ho trovato questo personaggio femminile, nota generalmente ai più in quanto “moglie di Caracalla” e.. poco più. Una “first lady” dell’epoca invero abbastanza sfortunata, come spesso capitò a personalità femminili dell’Impero Romano. Ruolo secondario quello di Augusta ma che talvolta ebbe peso: come dimenticare l’importanza delle consorti del Primo e Medio Impero e dell’impatto che ebbero nella storia dell’Impero? Ma a contrastare alcune personalità femminile preminenti vi sono anche quelle che spesso ebbero vite tutto sommarie tristi, usate per scopi “politici” da parte di padri ambiziosi. Una di queste contraddistinta da una vita tutto sommato infelice (possiamo dirlo? In questo caso direi di sì) è lei: Publia Fulvia Plautilla Augusta (c. 182-212) Moglie di Caracalla e Augusta dal 202 al 205 d.C. Figlia del Prefetto Gaio Fulvio Plauziano* (Gaius Fulvius Plautianus) fu promessa sposa in giovane età a Caracalla, divenendone moglie nel 202, contro il volere dello sposo, quattordicenne, che la osteggiò, pur sposandola perché a lui ordinato dal padre. Nel 205 si separarono dopo la morte di Plauziano: Caracalla si era sempre rifiutato di mangiare o dormire con lei. Esiliata a Lipari con il fratello fu giustiziata nel 212 dopo l’ascesa al trono di Caracalla. Analogamente al padre fu colpita da damnatio memoriae. Benché il suo periodo di splendore sia stato assai breve, appare sulle monete in varie acconciature. In alcune porta le bande dei capelli lisci ed aderenti al capo, coprenti le orecchie e riportate sulla nuca, dov'è una piccola crocchia, sul tipo di Giulia Donna. Talvolta le bande sono ondulate e c'è sulla guancia la caratteristica ciocca di Giulia Domna. Porta anche un'acconciatura in cui i capelli sono divisi in tante scale perpendicolari alla linea del viso e convergono sull'occipite dov'è appuntata una rotellina di trecce, mentre brevi ciuffi scendono sulla fronte. In alcune monete le scale sono parallele alla linea del viso, passano dietro le orecchie e sulla nuca e le estremità sono raccolte in una fila di treccioline ripiegate insù ed appuntate sotto il cocuzzolo, oppure scendono fin sul collo e sono ivi raccolte in un nodo a ventaglio. È difficile dire quale di queste acconciature abbia usato prima e quale dopo, forse le usò alternativamente. La fisionomia appare costante in tutte le monete: fronte di linea curva, naso aquilino, guance rotonde dallo zigomo sporgente, mento pronunciato; l'aspetto è giovanile. Numerosi sono i ritratti attribuiti a Plautilla, ma nessuno risponde ai requisiti offertici dalle monete. In realtà esistono ben cinque differenti tipologie ritrattistiche di Plautilla. Nelle prime monete che la ritraggono, il nome di Plautilla è reso al dativo, ad indicare che la coniazione è stata eseguita in suo onore. La sua immagine è presenta i capelli divisi al centro e intrecciati in orizzontale e le cinque o sette trecce raccolte in uno chignon dietro la testa. L’immagine ha i tratti quasi infantili, il volto rotondo, la fronte lievemente inclinata e arrotondata, gli occhi grandi sotto due arcuate sopracciglia, il naso camuso la bocca con il labbro superiore sporgente. Nelle rappresentazioni successive l’imperatrice è raffigurata con i tratti leggermente più maturi e meno rotondi ed il naso leggermente aquilino. La pettinatura differisce da quella precedente per l’intreccio che corre verticalmente o diagonalmente e non in senso orizzontale. Più tardi, nella terza iconografia la pettinatura si evolve con i capelli ondulati che incorniciano il volto., fino ad arrivare in fasi successive, alla sua ultima iconografia che ricorda verosimilmente quella della suocera Giulia Domna. Tratto da Philipp V. Hill "The Coinage of Septimus Severus and His Family of the Mint of Rome, A.D.193-217"
    2 punti
  10. No, non capisco dove vuoi arrivare quando scrivi certi messaggi. questo è un forum di numismatica, e come tale frequentato da collezionisti e commercianti. Immagino che tu stesso, se sei collezionista, ti rivolga a commerciati o aste. Quindi? Se c’è chi può permettersi oggetti faraonici , perché mai qualcuno gli deve negare la possibilità? Ripeto, non è dove un oggetto regolarmente acquistato va a finire... ma come lo si tutela e valorizza che conta... abbiamo il mondo chiuso in scatole, e all estero con niente attirano persone, le strutture sono ben conservate, tecnologiche .... ed hanno capito da almeno 120 anni, che se un oggetto o moneta non serve perché “brutto”, doppio, triplo ecc, si può venderlo, per alimentare a dovere quello che si vuole tenere... e cosa c’è di male? È un concetto tanto difficile da capire? Finché non attueremo queste misure, dovremmo sempre risotterrare quello che troviamo perché si deve sempre aspettare il contributo ( spesso privato,,, ricordalo... ) per iniziare..
    2 punti
  11. 2 punti
  12. Buonasera a tutti, stasera posto uno scarrafone non identificabile, di lui so che potrebbe essere un Tornese con Tosone di Filippo IV. ? Saluti Alberto
    2 punti
  13. Ciao moneta da 10 Paoli o Scudo emessa dal Governo popolare di Bologna 1796/1797, con millesimo 1797. La moneta è autentica ma considerata comune, è stato applicato un appiccagnolo, che dalla fattura pare coevo alla moneta, anche se di pregevole fattura, penalizza la moneta, già essa stessa in non eccelsa conservazione. saluti TIBERIVS
    2 punti
  14. Caro Daniele, come al solito proponi sempre tipi e varietà interessanti. Francesco Muntoni al n. 7 della sua opera censisce solo la varietà con chiavi considerate diverse (oblunghe) da quelle riscontrate nelle altre tipologie. La tua osservazione però è molto interessante, la differenza delle impugnature non è cosa di poco conto, forse non solo a livello meramente collezionistico. Come ben sappiamo le monete di Sede Vacante del 1555 furono emesse in due occasioni: tra Giulio III e Marcello II (quindi dal 23 marzo al 9 aprile) e tra la morte di quest'ultimo pontefice e l'ascesa al soglio di Paolo IV (perciò nel periodo dal 1 al 23 maggio). L'emissione monetaria è forse distinguibile per la zecca romana, con la varietà al diritto 1555 / 155V, mentre la zecca marchigiana resta ben più costante nelle epigrafie. Se però vogliamo studiare ed espandere la tua ottima osservazione sulle differenti impugnature possiamo fare forse qualche passo avanti. Le chiavi ad impugnatura oblunga sono quelle che ritroviamo in alcuni giulii piuttosto comuni di Giulio III, aggiungo per comodità di raffronto l'esemplare passato nella NAC 90, lotto 751. L'impugnatura trilobata è invece tipica dei giulii di Marcello II, ed è presente anche in alcune coniazioni di Paolo IV. Come fatto in precedenza allego un'immagine di confronto, un giulio di Marcello II da Varesi 75, lotto 515. Lascio a voi amici papalisti il piacere di studiare questi raffronti e di trovare una ipotesi di plausibile collocazione cronologica alle due varietà, buona serata Antonio
    2 punti
  15. Al D/ di questo grosso postato da @fabry61 per la crocetta apicale sull'asta aggiungo al il R/ per il riferimento del massaro, di tipo 01 secondo il Papadopoli Già al post #195 di questa bella discussione, sempre postato da @fabry61 il grosso con la crocetta apicale al D/ era al R/ riconducibile al medesimo Massaro, sempre di Tipo 01. Attualmente, su vcoins, è in vendita un grosso del Soranzo con dei bei rilievi (anche se a parer mio il prezzo non è giustificato) che presenta al D/ sempre la crocetta apicale sull'asta e il R/ ha il segno del massaro riconducibile sempre al Tipo 01 del Papadopoli A onor di cronaca, è da notare l'errore della legenda al D/ con •S M . VENENTI Non so se sia già stato appurato come argomento, ma sembrerebbe proprio una "libertà" incisoria proprio sotto quello specifico massaro.
    2 punti
  16. Dolce @Lucreziamaria, questa l'ho scritta quand'ero un adolescente. Chissà cosa ne pensa @Hirpini... Cohelet C’è un tempo per restare e quello stesso tempo c’è per morire. C’è un tempo per cullare l’anima tesa a un sogno che consuma e c’è lo stesso tempo per tuffare la testa in due ricordi, come appunti di sole nella bruma. C’è un tempo per sgozzare quella quiete che l’anima frantuma e c’è il mio tempo che si spegne adagio negli occhi di nessuna.
    2 punti
  17. Bellissimo intervento, che condivido appieno. Purtroppo in Italia si vuole tutelare anche quello che non ha senso. Le monete, come detto, sono prodotti seriali e quindi è giusto avere nelle collezioni pubbliche 1 esemplare possibilmente bello ed adeguatamente valorizzato, ma i doppi o tripli o quadrupli chiusi negli scantinati e NON inventariati a cosa servono? Perché un bene pubblico non si può adeguatamente vendere e reinvestire i proventi? Come detto all'estero lo fanno regolarmente, da noi c'è sempre la paura di qualcosa di irregolare e nel dubbio non si fa niente. Poveri noi
    2 punti
  18. sesino di Mirandola per Ludovico II Pico. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-LUDII/13 ciao Mario
    2 punti
  19. @Crinna23. Pur incrosta, ero certa che saremmo arrivati ad una identificazione precisa. Nella nostra community, molto raramente un pezzo rimane privo di identificazione. Da parte mia puntavo sulla scritta posta in alto che si legge sulla prima foto. DUX . SAP(B) primo indizio che si trattasse di un pezzo di casa Savoia. Bene. Ti sei sei rivolto a noi perchè sai che puoi fare affidamento sui bravi esperti di lamoneta.it. Alla tua richiesta di identificazione hanno aderito due Principi di cui uno è curatore. Che si tratti di una monetina o di un pezzo importante, l’impegno profuso è sempre al massimo e non si molla mai.Tanti saluti e continua a postare. PizzaMargherita.
    2 punti
  20. Perbacco... lo facessero a noi un regalo aziendale del genere al posto della solita scatola col panettone, l'olio, il formaggio e i cioccolatini
    2 punti
  21. Un confronto UTILE.
    2 punti
  22. Nel mio volume c'è raffigurata proprio la moneta del Bovi, la N. 123 ed è al dritto per intero 1592 e al rovescio 15 - 93; anche se è trascritta al rovescio illeggibile, si nota una parte dell'ultima cifra, che è una parte del numero 3.
    2 punti
  23. Avete già detto tutto del resto era chiaro fin dal principio che si trattava di una riproduzione, una differenza di 2,40 grammi era impossibile per una moneta autentica. Sul fatto che sia argento non mi pronuncio, anche se, con questa differenza di peso, mi sembra improbabile che sia argento "buono", cioè argento .900, forse un po' ce n'è, ma per saperlo bisognerebbe farla analizzare, e non credo ne valga la pena. Anche se, nel caso specifico, si tratta di una moneta non particolarmente rara (tiratura 2.549.000 esemplari, valore inferiore ai 200 dollari in questa conservazione) i Trade sono comunque monete non facili da trovare da noi, e quando capitano bisogna andarci coi piedi di piombo, spero che tuo padre non l'abbia pagata una cifra esagerata. petronius
    2 punti
  24. salve a tutti, sperando di coinvolgervi con questo post in una sezione recentemente "dormiente", vi presento una moneta a mio avviso molto rara: esitata oggi al lotto nr. 8 dell'Asta NUMISMATICA PICENA, le note che accompagnano la descrizione di questo Giulio lo classificano "di estrema rarità" in quanto non risultavano passaggi in aste pubbliche al curatore del catalogo Costantini. In effetti anche dalle mie ricerche il Giulio per Ancona della Sede Vacante 1555 con riferimento Muntoni 7 (particolarissimo per la posizione delle chiavi verso il basso rispetto al Munt.6 che sono verso l'alto...) risulta assente in tutte le aste Pontificie più importanti del passato. Colgo anche l'occasione per presentare una curiosa "doppia variante" di questa rarità mettendolo a confronto l'esemplare della mia collezione: DRITTO L'impugnatura delle chiavi è "normale" nell'esemplare della Picena, nel senso che é lo stesso dritto che troviamo nei Giuli di Ancona della S.V. 1555 al Munt.5 e Munt.6; mentre il mio é decisamente insolito (non ne ho mai visti altri simili....) per l'impugnatura delle chiavi affusolata anzichè trilobata. ROVESCIO L'esemplare Picena ha il simbolo dello zecchiere Mazzei a destra del Santo, il mio a sinistra, praticamente sotto le chiavi..... Personalmente oltre il mio ho censito un esemplare molto usurato in un asta Ranieri di qualche anno fà e sono a conoscenza di un altro sempre in bassa conservazione in una collezione privata (entrambi riconducibili al "tipo della Picena"...). Come sempre chiedo gentilmente info in merito alla Vs. conoscenza di altri esemplari noti buona serata Daniele
    1 punto
  25. Cari Lamonetiani, proseguo col V Centenario della scoperta dell'America. Oggi è la volta delle Emissioni II (1990) e III (1991). Dopo aver presentato l'Uomo, in queste si ricordano gli Strumenti (II) e le Carte (III). I bozzetti del 1990 sono della giovane incisore Carmela Colaneri (Scuola dell'Arte della Medaglia) che ha ritratto al D/ Cristoforo Colombo in una composizione figurativa dove vediamo l'astrolabio, la rosa dei venti ed i profili geografici delle Americhe; mentre al R/ ha riportato una schematizzazione dell'astrolabio ed una caravella in un gioco di onde. La II Emissione è stata realizzata in 75.000 esemplari in FDC in applicazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 25 maggio 1990. I bozzetti del 1991 sono stati realizzati da Luciana De Simoni per il D/ e da Uliana Pernazza per il R/. La De Simoni ha ritratto Cristoforo Colombo sullo sfondo di una rosa dei venti, mentre la Pernazza s'è cimentata nella riproduzione di un'antica carta geografica su cui Colombo ha disegnato la costa nord orientale dell'isola Hispaniola (odierna Haiti). Anche la III Emissione è stata coniata in 75.000 esemplari in FDC su Decreto del Ministro del Tesoro dell'11 febbraio 1991.
    1 punto
  26. E' un gettone non una moneta, questo del link https://en.numista.com/catalogue/pieces27466.html per il valore puoi prendere spunto da questa inserzione, ma è di gran lunga in migliori condizioni jeton louis XVI 1791
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  27. Buonasera a tutti, posto le immagini di un sesterzio di Domiziano (34 mm 22.6 gr) passato in asta sul noto sito. Non tanto per il rovescio raro ma bensi' per il ritratto. Personalmente non ricordo di aver visto un Domiziano simile. Gli amanti dei flavi credo apprezzeranno... @FlaviusDomitianus
    1 punto
  28. Nel weekend acquisterò online "Monete e storia nell'Italia medievale" di Lucia Travaini, di modo da avere una infarinatura generale dell'ambiente storico. Una volta "digerito" (non ci vorrà tanto ) penso che procederò in direzione "Coins of Medieval Europe " e poi via via cercherò di procurarmi tutti i testi indicati da voi tutti. Volevo ringraziarvi per i gentili consigli, mi avete sicuramente aiutato nell'individuare i testi fondamentali da cui partire. L'acquisto della agognata moneta può aspettare!
    1 punto
  29. IV Peus 380, 2004, 109 (Noe 499) Sul piano dei confronti esterni la Johnston, sulla scia di Noe (Metapontum, p. 47) e di Evans (NC 1912, p. 43), richiama l’ipotesi della derivazione della serie 495 da prototipi siracusani attraverso la mediazione di Terina, la cui testa femminile presente sulla serie n. 84 Holloway-Jenkins sembrerebbe presentare strette affinità stilistiche con la produzione dall’”atelier cimoniano”. NAC AG 79, 2014, 1 (Holloway-Jenkins 84) L’ipotesi, accolta anche da Parise (1987, 416 s.), appare senza dubbio suggestiva, benché entrambe le zecche appaiano convolte in questo processo di “imitazione” dei tipi siracusani in tempi diversi e, in ogni caso, alquanto distanziati dall’attività di Kimon. La serie terinea n. 84 Holloway-Jenkins si colloca infatti nel tratto finale del gruppo E, datato nella prima metà del IV secolo (400-356 a.C.) mentre la classe VIII sembrerebbe inquadrarsi non prima del 345-335 ca., a giudicare soprattutto dall’evidenza fornita dalle riconiazioni su pegasi corinzi esaminate da Garraffo. Sarebbe pertanto auspicabile - a distanza di oltre trent’anni - un’accurata revisione (specie cronologica) sia del catalogo Holloway-Jenkins (1983), basato su una documentazione alquanto esigua, sia della sequenza Noe-Johnston (1984), che specie nella seconda parte presenta numerose problematiche. Tra queste, proprio la sistemazione delle serie a leganda NIKA e di altri gruppi di coni ad esse collegate.
    1 punto
  30. I La storia di questo segmento di coniazione metapontina (classi VII-VIII) appare estremamente interessante. Le emissioni contrassegnate dall’iscrizione NIKA sono almeno quattro (Noe-Johnston 450, 488, 490 e 495). Sulle nn, 450 e 495 l’iscrizione è collocata nel campo a sinistra (450) o a destra (495) del tipo principale. Sulle nn. 488 e 490, legate dallo stesso conio di D/, è apposta in caratteri minuti sulla base del collo della divinità. In posizione intermedia si pone la serie Noe-Johnston 489, rappresentata da due esemplari - Jameson 303 e Lloyd (358) - di cui uno (Jameson 303) venduto recentemente da Nomos (1, 2019, 27). Noe 450 BMC 136 Noe 488 The NY Sale 27, 2012, 62 The Prospero Collection of Ancient Greek Coins. Ex Numismatica Ars Classica, Auction 2, Zurich, 21 & 22 February 1990, lot 30 Noe 489 (copia della n. 488) Nomos 1, 2019, 27 (= Noe-Johnston 489.a) From a European collection, ex Lanz 141, 26 May 2008, 59, from the collection of L. R. Stack, Stack's 14 January 2008, 2025, ex Künker 94, 27 September 2004, 136, Spink Zürich 20, 6 October 1986, 42, Apparuti & Sternberg XIV, 24 May 1984, 34, and from the collections of C. Gillet (166, acquired in the late 1940s), R. Jameson, and Sir A. J. Evans (acquired by Jameson through Spinks c. 1905). Noe 490 Gorny & Mosch Giessener Münzhandlung 122, 2003, 1064
    1 punto
  31. Conviene rovesciare il discorso: se è stata reincisa e i campi spianati o ribassati allora la moneta è stata anche ripatinata artificialmente per coprire il metallo affiorante e renderla omogenea. Quindi detto in poche parole, occorre fare l'occhio agli interventi più o meno invasivi, cosa spesso non facile che si acquisisce con l'esperienza.
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  32. Ciao Luciano, al di là dell'interesse credo che il prezzo abbia raffreddato gli animi..è da parecchio che stà lì e per conto mio ci sta ancora....⛔
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  33. Forse con la tua metamorfosi Messaggera degli dei e della gioia Vuoi ricordare le metamorfosi Del mio divenire nomade, Un continuum di divenire mobili, Che non esclude l’estraneo Che s’ annida dentro di noi. O forse sei messaggera di Hel, Dea dei morti che porta ai vivi Dolore e disperazione? E vieni ad annunciare che è tempo Di raccogliere i brandelli sparsi Della mia esistenza Togliendo il velo alle parole, Dando luce alle ombre quei grandi simulacri Ondeggianti nel flusso Del mio cammino? Membrane di gente Tra cortecce pulsanti Di corpi increduli Abbracciati alle loro paure? O sei messaggera di Qohelet che ripeti il solito mantra? Una generazione se ne va E un’altra arriva, Tutto ha il suo momento, C’è un tempo per nascere E un tempo per morire, Un tempo per piantare E un tempo per sradicare Quel che si è piantato.
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  34. 1 punto
  35. Qoheletica malinconia 1 Una gioiosa pica pica dal verso chioccolante Torna di giorno in giorno A ripetere i suoi versi Vagiti di cagnolino. Mucchietto elegante Di piume canterine Vestita di nero lucido Nel bianco orlato di blu Sei semplice e sfrontata. Sfrontata come le sorelle Fanciulle superbe e belle Che osaste sfidare nel canto E offendere le Muse divine. Foste punite, mutate in uccelli Dalle unghie vedeste spuntare Le penne e le braccia coprirsi di piume Sporgere dal volto un becco rigido E adunco e andaste nei boschi E nel desiderio di battervi il petto, Agitando le braccia vi libraste Gazze schiamazzanti nell'aria. Col tuo verso torni ancora E ancora a ricordarmi Forse la tua metamorfosi Cantata dal triste poeta in esilio.
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  36. Attenzione alla Gran Bretagna. Dal 01 gennaio potrebbe cambiare tutto. Arriva la Brexit. Arka Diligite iustitiam
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  37. Il fatto secondo me @Sirlad e' che le monete sono oggetti poco adatti ai musei perche' se le metti in vetrina le vedi male, non puoi guardarle con la lente e ti perdi i dettagli (oltre a poter vedere solo un lato della moneta normalmente). La gente per quel che io ho visto nei musei che espongono monete normalmente passa via dalle monete senza degnarle di uno sguardo.
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  38. Mi fai un favore? Mi dici 84 numeri fra 1 e 90, così mi gioco gli altri 6 al superenalotto? ?
    1 punto
  39. Repubblica Democratica tedesca, 1 mark 1962 East Africa, 1 cent 1962
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  40. As I do not collect bronze I could not recognise the coin with the Athena side only ? But now that I see both sides, I think Parviz misattributed the coin, it doesn't make much sense to have M-A and say it's from Kalymnos...In my opinion it's from Methymna, similar to this one: https://www.acsearch.info/search.html?id=3437739
    1 punto
  41. Ce da dire che quando si tocca una moneta è meglio che lo faccia un professionista. Se la pulizia è fatta male è normale che perda di valutazione mentre se fatta a dovere ne potrebbe acquistare. L'occhio di un neofita a volte non percepisce questa differenza. A volte e spesso vedo scartare a priori una moneta pulita non calcolando i rilievi e l'usura vera e che magari con il tempo una leggera patina coprirebbe certi piccoli difetti lasciando in primo piano solo la bellezza di rilievi intatti,magari. Certo per i puristi del FDC questo discorso sarebbe assurdo ma cercare FDC con certe monetazione o è impossibile o ci vuole un portafoglio senza fondo,quindi con un pò d'esperienza si riesce a passare sopra a certe piccole macagne magari con l'aiuto di un professionista. Tutto è relativo o no?!
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  42. Mi convinco sempre di più che siano stati falsificati quasi tutti i nominali di ogni regnante e anche per ogni anno, prodotte con svariate leghe metalliche con qualsiasi tecnica o espediente possibile: Coniate, per fusione da calchi, suberate e addirittura originali a cui furono "segate" le facce e applicate su vile tondello! Chi colleziona per anno gli originali avrà da ricercare uno.... o due pezzi al massimo, chi colleziona i falsi d'epoca non ha certezze.... Per ogni anno dovrà aspettarsi per quel pezzo tecniche diverse, metalli diversi e falsario diverso. Poi ci sono i falsi ottenuti per coniazione che sono delle vere opere d'arte, ogni falsario ci metteva "la firma" come dico io.... Paragonato allo stile unico che ha ogni artista. C'era chi faceva sbagli di ortografia (Piastra 1798 con IER ), chi non riusciva a punzonare correttamente la N di PROVIDENTIA e PRINCIPIS nel taglio, chi non riusciva a riprodurre bene le torrette nello stemma del Portogallo, o il leone, insomma per me dei veri capolavori. Le prove di argentatura per i pezzi in lega di ottone? Erano dei veri provetti chimici.... Chi ci riusciva.... Aveva più possibilità di non essere scoperto. Considero molto rari quei pochi pezzi giunti a noi con l'argentatura integra o che ricopre la maggior parte del tondello. Il peso.... Altra croce dei falsari.... Sopratutto per i pezzi in argento, non si avvicinavano mai al peso corretto, per questo molte Piastre furono "copiate" da esemplari con i rilievi usurati, per giustificare il peso calante. Moltissimi falsi riportano nel campo o sul bordo dei segni di lima o dei graffi di coltello per controllarne il metallo sottostante, altri ancora dei segni di morsi nel campo.... ho una Piastra 1834 con ancora nei solchi i pezzetti di dente! Altri furono presi addirittura a martellate! Non era una bella cosa essere stati truffati di una Piastra! In quel caso la moneta riportava tutto lo sfogo di chi era stato fregato. Molte furono anche le monete in rame di grosso modulo, sopratutto i 10 Tornesi : Tanti del 1798 ottenuti per fusione, del 1819 per coniazione, del 1825 e tantissimi per Ferdinando II, questi esemplari circolarono molto anche se falsi... Perché le monete in rame venivano comunque dal popolo accettate al valore nominale. Poi ci sono i falsi d'epoca (quelli ottenuti per fusione) che riportano i segni al bordo di una fusione venuta male, con vistosi esuberi di metallo. In conclusione, Chi colleziona i falsi d'epoca Napoletani non si annoiera' mai e non finirà mai. ? Scusate se mi sono dilungato... Un caro saluto a tutti ROCCO.
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  43. Ciao a tutti, Aggiungo immagini migliori della moneta in questione, sperando siano maggiormente visibili i dettagli della stessa. A presto, Alb123
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  44. DE GREGE EPICURI Rispondo tardi perchè ero via. Grazie per i link e per le bellissime immagini. Quest'aureo è storicamente molto importante: coniato nel 28 a.C., un anno prima che Augusto "restituisse" formalmente (o facesse mostra di restituire) al Senato e al Popolo Romano i poteri straordinari che aveva cumulato dal 2° triumvirato in poi. Come si sa, la restituzione venne rifiutata, e gli fu conferito l'appellativo di Augusto e...tutto il resto: la potestà tribunizia a vita, la conseguente intangibilità, ecc. Al rovescio della moneta, Augusto ha in mano un rotolo di papiro, mentre la cesta ai suoi piedi ne contiene altri: rappresentano le leges (leggi) restaurate ed i relativi jura (diritti). C'è una lunga discussione,ripresa da Mantovani, su quel PR: è un dativo (POPULO ROMANO) o un genitivo (POPULI ROMANI)? Cioè, ha restituito AL popolo romano leggi e diritti; o ha restaurato le leggi ed i diritti DEL popolo romano? Beh, nella sostanza non cambia molto, ma per gli studiosi di diritto romano è un campo di dibattiti infiniti. Per concludere: questo aureo è in fondo un riassunto estremamente conciso delle RES GESTAE scritte poi da Augusto in molti anni, e che troviamo incise in latino e in greco nel Monumentum Ancyranum (appunto ad Ankara).
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  45. In ultimo, prima di ringraziarvi per l'attenzione, posto una breve nota sul padre di Plautilla. *Gaio Fulvio Plauziano, di umili origini e nato a Leptis Magna al pari di Settimio Severo aveva intrecciato buoni rapporti con quest’ultimo. Dopo la nomina a Imperatore di Settimio, Plauziano venne inviato in Oriente a catturare i figli di Pescennio Nigro. Nel 197 d.C. assunse la prefettura del pretorio e ben presto accrebbe sia il suo potere che la propria fortuna economica. Ottenuto il fidanzamento della figlia con Caracalla (197? 200?) e quindi divenuta la sua sposa (202) Plauziano entrò nel Senato e la famiglia entrò nei patrizi. Nel 203 divenne console onorario assieme a Geta e come Prefetto del Pretorio accompagnò Settimio Severo nella campagna partica. Divenne in pratica un terzo Cesare assieme a Caracalla e Geta. Preoccupato dal potere che si stava ritagliando, fu accusato da Caracalla (e dalla madre Giulia Domna) di aver ordito un assassinio ai danni si Settimio Severo: fu eliminato il 22 febbraio 205, facendolo volare fuori da una finestra. Colpito dalla damnatio memoriae subì la distruzione delle molte statue che erano state erette in suo onore nell’Urbe, oltre alla consueta cancellazione del nome dai monumenti; le proprietà familiari furono confiscate. Il figlio Gaio Fulvio Plauto Ortensiano fu esiliato a Lipari assieme alla sorella Plautilla e dopo l’ascesa al trono da parte di Caracalla, alla morte del padre, entrambi furono giustiziati. Ciao Illyricum ;)
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