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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/24/20 in tutte le aree

  1. Il Dies Solis (o giorno del Sole) era il primo giorno della settimana romana ed era la giornata sacra al Sol Invictus, appellativo religioso usato nel tardo impero per tre diverse divinità sovrapposte sovente tra loro: El Gabal, Mitra e Sol. L'imperatore Costantino sarebbe stato un cultore del Sol Invictus, tanto da farlo raffigurare sulle monete con la legenda SOLI INVICTO COMITI, “al compagno Sole invitto”. La coincidenza tra il giorno dedicato al Sole come divinità e il giorno in cui si ricordava la resurrezione di Cristo giocò a favore della festa cristiana. Il Dies Solis (da cui l’inglese Sunday ed il tedesco Sonntag) divenne progressivamente Dies dominicus o Dominica, giorno dedicato al Signore. Nel 321 l'imperatore Costantino stabilì che il Dies Solis dovesse essere dedicato al riposo. Il Sol Invictus, come divinità, aveva poi un'altra caratteristica interessante che lo predisponeva ad una sorta di armonizzazione con il credo cristiano : il giorno della sua “nascita” cadeva nel solstizio d' inverno, nel momento dell’anno in cui la durata del giorno iniziava aumentare, simboleggiando così la “rinascita” della luce e la sua rivincita sulle tenebre. Il momento in cui questo fenomeno astronomico si verifica oscilla tra il 22 ed il 25 dicembre. Il dies natalis Solis Invicti, cioè il giorno di nascita del Sole Invitto divenne così la festa del Natale di Gesù nella figura del quale era identificato in maniera sincretistica. La festività fu poi ufficializzata nel 330 da Costantino con un decreto, facendo coincidere le due ricorrenze in una. Fonte: Elena Percivaldi: Fu vero editto? Ancora Edizioni E’ stato un anno difficilissimo, pieno di problemi, ma nonostante tutto e’ ancora Natale: So this is Christmas And what have you done? Another year over And a new one just begun And so this is Christmas I hope you have fun The near and the dear one The old and the young A very Merry Christmas And Happy New Year Let's hope it's a good one Without any fear Da Happy Xmas (War is over) di John Lennon Un augurio sincero ai frequentatori della sezione, a tutti gli amici del forum e allo staff da Illyricum65, Grigioviola e Stilicho.
    9 punti
  2. Auguro a tutta la sezione, un felice e sereno Natale a voi e ai vostri cari...!
    6 punti
  3. Nell'augurare a tutti i Lamonetiani ed ai loro cari i miei migliori auguri di Buon Natale, allego le foto del mio 3 Tornesi 1854 data con cifre piccole
    6 punti
  4. La Biblioteca Nazionale di Francia conserva un sorprendente mazzo di carte veneziane , dipinto a guazzo a Venezia da un certo Marcolongo. Questo mazzo di tarocchi comprende un set di tredici carte di denari che riproducono monete antiche che coprono più di un millennio e mezzo, dal III secolo a.C. alla fine del XVIII secolo. Molti pezzi riproducono monete veneziane.
    4 punti
  5. Questa quì mi sembra la moneta più adatta per fare gli auguri a tutti voi amici lamonetiani ed alle vostre famiglie per un Natale sereno nonostante tutto 1 ore Norvegia 1967
    3 punti
  6. 3 punti
  7. Buongiorno a tutti e buona Vigilia di Natale. Per le più belle posto ultimo ramino entrato in Collezione Litra68 per l'anno 2020. Tornese e mezzo 1844 Ferdinando II Saluti Alberto
    3 punti
  8. Auguri di un sereno Natale a Voi tutti e ai Vostri cari!!!
    3 punti
  9. CNG ha reso consultabile online questo volume di P. A. Van’t Haaff, venuto a mancare nel 2018 all’eta di 90 anni. Lo segnalo perché è un’opera di sicuro interesse per gli appassionati della Persia antica. https://issuu.com/cngcoins/docs/catalogue_of_persis_coinage
    2 punti
  10. 2 punti
  11. Buon Natale a tutti !!! Francesco
    2 punti
  12. Auguri sentiti e calorosi a tutti. E grazie per Mi piace che finalmente considerarsi imperialista sia una cosa positiva!
    2 punti
  13. 2 punti
  14. Concordo. Negli anni 80 nei convegni si vedevano solo anziani e pensai che il collezionismo di monete fosse agli sgoccioli. Era molto più fiorente quello dei francobolli e abbiamo visto come è finita, i frb non li vuole più nessuno perché non si usano più, come le tessere telefoniche e i miniassegni che sono stati fenomeni temporanei.. Gli attuali governanti stanno tentando di mettere fuori uso anche le monete e questo potrebbe portare al decadimento di alcune tipologie recenti. Ma le antiche e le "vecchie",mi si perdoni la definizione, sono non solo monete ma soprattutto Arte e Storia. Ho seguito alcuni live, quelli che mostrano le bandierine del paese degli offerenti e mi sono sorpreso per la quantità di vessilli diversi.
    2 punti
  15. Buonasera Ogni tanto riesco ad aggiungere qualche pezzettino alla mia collezione modenese. Oggi vi mostro l'ultima arrivata, questa muraiola di Cesare d'este...moneta in mistura che mantiene un'argentatura ancora notevole per la tipologia davvero ostica da trovare in ottimo stato. I rilievi sono ancora ottimi con San Geminiano che mostra una veste ancora ricca di particolari e quasi tutta la perlinatura del bordo. Lo stemma estense ancora integro con le aquile ed i gigli ben visibili nonostante una lieve rottura di conio in basso a dx dello stemma. Cosa ne pensate? Grazie a tutti ed un saluto Marco
    2 punti
  16. Distinguere le monete cinesi dalle taiwanesi Entrambi i paesi usano la scrittura ideografica cinese. Le monete cinesi all'inizio riportano 中国 (Zhong-guo), di cui il primo carattere indica la Cina e il secondo vuol dire nazione, oppure per esteso 中华人民共和国 (Zhonghua Renmin Gongheguo, Repubblica Popolare Cinese) mentre quelle taiwanesi si leggono da destra a sinistra e all'inizio della scritta riportano 國民華中 (Zhonghua Minguo, Repubblica di Cina), in cui 國 è un altro modo di scrivere 国 Distinguere le monete giapponesi dalle altre La scrittura giapponese si basa anch'essa sugli ideogrammi, di derivazione cinese ma quasi tutti diversi da quelli cinesi, anche se contemporaneamente impiega un ulteriore tipo di alfabeto (un sillabario, con segni facilmente distinguibil dagli ideogrammi in quanto graficamente più semplici). Le monete più recenti riportano la scritta 日本国 (Nihon Koku), coi primi due caratteri che indicano il Giappone e il terzo uguale al cinese per nazione. E' indicato anche il nome della valuta 円 , che in realtà non si legge "yen" ma "en" quelle più vecchie invece riportano la scritta leggibile da destra a sinistra 本日大 (Dai Nihon, Grande Giappone).
    1 punto
  17. Cercando un po' sul forum ho visto che non ci sono discussioni che approfondiscono molto la monetazione irlandese. Quindi ho deciso di aprire questa discussione per poterne discutere. Vi allego le mie ricerche sul primo periodo 1928-1969. Spero sia di vostro interesse. Sentitevi liberi, come sempre, di aggiungere del vostro alla discussione. 1928-1969 Nel 1926 il governo dello Stato Libero d’Irlanda formò un comitato (il cui presidente era il poeta e senatore William Butler Yeats) per progettare il primo conio irlandese. Le decisioni iniziali furono quelle di scegliere l’arpa irlandese come simbolo nazionale sulla moneta e di utilizzare la lingua irlandese per tutte le scritte. Vennero scartate sia le raffigurazioni di personaggi politici del tempo, a causa degli scontri e delle tensioni del tempo, sia temi religiosi e culturali. Si scelse, infine, di concentrarsi sugli animali, simbolo dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, cioè la base dell’economia irlandese. Si scelse di rappresentare l’arpa sul dritto e gli animali sul rovescio. Successivamente fu deciso dal Ministro delle Finanze che il valore delle monete dovesse essere rappresentato sia in numeri che in lettere. Il comitato organizzò un concorso (con un premio per il vincitore) a cui parteciparono tre artisti irlandesi (Jerome Connor, Albert Power e Oliver Sheppard), e altri artisti, quali Paul Manship (americano), Percy Metcalfe (inglese), Carl Milles (svedese) e Publio Morbiducci (italiano). Vinsero i progetti presentati da Percy Metcalfe e, dopo alcune modifiche, la monetazione entrò in produzione nel 1928 alla Royal Mint di Londra. Furono coniate inizialmente 8 monete, conosciute anche come la collezione del cortile (Barnyard Collection). Dritto Dal 1928 al 1937 il dritto ha raffigurato un’arpa irlandese a 16 corde (per il design si è tenuto come riferimento l’arpa di Brian Boru del Trinity College di Dublino). L’arpa è circondata dalla scritta Saorstát Éireann, che vuol dire “Stato Libero d’Irlanda” in irlandese. La data è divisa su entrambi i lati dello strumento. Nel 1938 fu promulgata una nuova costituzione (la Bunreacht na hEireann) con la quale si cambiò il nome dello stato in Eire (Irlanda). Il cambio del nome ufficiale del Paese portò quindi al cambio del dritto delle monete (introdotto l’anno dopo). La leggenda è stata modificata in Eire e la data è stata spostata sul lato destro dell’arpa. Rovescio Sul rovescio delle monete, come detto, sono raffigurati degli animali. E’ presente anche la firma dell’autore (la sigla PM in piccolo). Farthing (Feoirling, quarto di penny) - beccaccia in volo. Numerale: ¼d. La beccaccia era un importante uccello selvatico e, per i braccianti agricoli più poveri, anche un’aggiunta occasionale alla tavola. Mezzo penny (Leathphingin) - scrofa con maialini. Il maiale era un animale molto importante per la vita rurale irlandese. La maggior parte delle famiglie ne possedeva almeno uno, nutrito con i rifiuti della cucina e altri scarti vegetali e animali. Numerale: ½d. Penny (Pingin) - gallina con pulcini. Numerale: 1d. Tre pence (Leath reul) - lepre. Numerale: 3d. Sei pence (Reul) - cane lupo irlandese. Numerale: 6d. Scellino (Scilling, dodici pence) - toro. Numerale: 1s. La mucca e l’allevamento del bestiame erano molto importanti per l’agricoltura irlandese. Fiorino (Flóirín, due scellini) - salmone. Numerale: 2s. Il salmone rappresenta sia la pesca in mare che quella in acqua dolce, fondamentale per l’economia irlandese. Mezza corona (Leath choróin, due scellini e sei pence) - cavallo. Numerale: 2s 6d. Metalli Il farthing, il mezzo penny e il penny furono coniati in bronzo allo stesso modo delle attuali monete inglesi che erano in circolazione in Irlanda all'epoca. Il tre pence e il sei pence furono coniati in nichel. Nel 1942 il tre pence e il sei pence furono cambiati in cupronichel. Lo scellino, il fiorino e la mezza corona furono coniati in argento .750 legato con rame .250. La decisione di svilire le tre denominazioni d'argento irlandesi a cupronichel è dovuta all'atto di conio del 1950. Ciò si realizzò nel 1951 con l'emissione di uno scellino, fiorino e mezza corona in cupronichel in linea con la valuta inglese che era stata similmente svalutata nel 1947.
    1 punto
  18. Mai come quest'anno penso noi tutti ci auguriamo un nuovo anno migliore del vecchio....
    1 punto
  19. No. Ci vedo alcune irregolarità nel bordo. Direi qFDC dalle foto. Poi con la moneta in mano potrebbe anche essere SPL+. Comunque ottima conservazione e bella moneta.
    1 punto
  20. Forse non ora, forse non oggi e forse non domani, ma dobbiamo continuare a credere che ogni cosa si sistemerà. Questo è il mio augurio per Natale. Buone Feste a Tutti !
    1 punto
  21. Auguri a tutti!!! ? Arka Diligite iustitiam
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  22. A me i post di @Lucifugo piacciono un sacco! Un’ottima fucina di monete da analizzare, e uno spunto per sentire i pareri dei più esperti. Tutte interessanti fin’ora. Attendo con ansia il prossimo forse falso bulgaro!
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  23. Auguri ai Curatori ed agli appassionati della monetazione romana imperiale. Saluti Eliodoro
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  24. Esatto, al netto dell'inchiostro evanescente, qui abbiamo uno strappo centrale da piegatura pesante con mancanze lungo tutto l'asse verticale, bordi sgualciti con piccole mancanze riempite, buchi e riempiture anche lungo le pieghe verticali che passano sul ritratto e nell'ovale. Insomma, credo che senza gli interventi di restauro si aggirerebbe sul B. Con il restauro migliora un po' l'apparenza, ma non fino a "qBB". E poi c'è anche un altro aspetto da considerare: la differenza tra apparenza e sostanza. Al di là della rarità, non credo che un intervento di restauro debba aumentare il grado di conservazione, che secondo il mio modo di vedere dovrebbe riferirsi al biglietto originale, non al collage finale. Tutt'al più ne evita l'ulteriore deterioramento migliorandone l'apparenza, ma aumentando il grado di conservazione incrementa esponenzialmente il prezzo di mercato, che invece, secondo la mia opinione, dovrebbe restare pari al valore del biglietto originale + costo del restauro.
    1 punto
  25. Abbiamo visto in vendita per anni dei falsi ducati Venier e Steno. Poi qualcuno ha pensato che era ora di smetterla con queste patacche ed ecco che dopo che un'asta su due ne offriva uno sempre venduto e anche a un discreto prezzo oggi ne appare uno ogni tre mesi poi regolarmente ritirato. Qualche benefattore dei numismatici esiste ancora...
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  26. Plaudo a @Saturno e al suo ottimo e "divertente" ripescaggio.
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  27. Probabilmente mi avete consigliato il regalo per il compleanno; mi fido del vostro giudizio e vedo di riuscire a recuperarlo in qualche modo ?
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  28. 10 centesimi Cile 1967. Il dritto di questa moneta mi piace assai. Spero di recuperarne una in condizioni migliori.
    1 punto
  29. Ecco un thread che potrebbe esserti utile, dove si parla anche di datazione delle monete giapponesi:
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  30. L’espressione “il gallo canta” e’ ormai desueta. Nelle nostre case a “cantare” e’ la sveglia (rigorosamente elettronica) o il telefonino (rigorosamente acceso, anche al mattino presto, oltre che la notte). Personalmente, l’espressione in “il Gallo canta” o “ha cantato” la sento ormai dire solo dagli amici granata ad ogni gol di Belotti. Ma qui il calcio non c’entra…. (e meno male, direbbe mia moglie). Cominciamo quindi ab ovo… La mia passione per la numismatica romana imperiale è piuttosto recente. Prima mi ero dilettato di storia romana, con un particolare interesse per il tardo impero, non avendo tuttavia competenze specifiche (negli studi come nel lavoro mi sono sempre occupato di tutt’altro). Con le letture il campo si è gradualmente ristretto all’età costantiniana. Da lì, il salto alle monete è stato breve. Ma di numismatica non sapevo praticamente nulla. Ho quindi iniziato a leggere, a studiare, a seguire il forum prima come ospite, poi come utente. La partecipazione attiva (unita allo studio ed all’approfondimento) mi ha insegnato (anzi, mi insegna) molto. Per questo devo tanto al nostro forum, una vera miniera di sapere numismatico. Ma non solo: il forum mi è stato di grande compagnia, una sorta di buen retiro nei momenti difficili (e in questo ultimo anno ce ne sono stati molti). Il resto è storia recente. Per quanto riguarda il collezionismo, ho iniziato ad acquistare, per così dire, un po’ a caso sulla base di quello che colpiva la mia attenzione (costi permettendo). Con il tempo (probabilmente anche per aver acquisito più conoscenze specifiche ) ho però sentito la necessità di restringere il campo d’azione ed ecco quindi che è cresciuta la passione per i bronzi del IV secolo, che ben si sposa con il mio interesse storico. Da circa un paio di mesi, dopo un lungo riflettere, ho finalmente deciso di focalizzare la mia collezione sui rovesci FEL TEMP REPARATIO. Qui non voglio entrare nel dettaglio della serie. Ci sono già state in passato discussioni molto complete e curate in cui vengono dette molte più cose di quelle che potrei e saprei dire io (e che troverete in calce, per vostra comodità). Vorrei però sottolineare alcuni punti. Molti considerano queste monete piuttosto noiose e ripetitive. In realtà non è così. Basti solo pensare alla tipologia “Cavaliere disarcionato” o “Falling horseman”: se si provasse a mettere in successione logica tutte le varianti note legate alla posizione del cavaliere si potrebbe creare una vera sequenza, animata da pura azione. Senza contare poi le varanti legate all’aspetto del cavaliere nemico: con la barba, senza barba, con il berretto frigio, coi capelli lisci o dritti o in treccine, con la divisa decorata in un certo modo piuttosto che in un altro… I dettagli del nemico varierebbero addirittura a seconda della popolazione barbarica rappresentata. Senza contare i tratti stilistici tipici delle singole zecche. E tutto ciò già solo per la serie “Cavaliere disarcionato”. Ma ce ne sono altre, nella tipologia FTR…. Per non parlare poi dell’aspetto economico: questi bronzi (pur con tutti i distinguo) costano relativamente poco. Cosa niente affatto trascurabile, soprattutto di questi tempi. Mi piace riportare quanto dice Doug Smith nelle sue pagine sul Forum Ancient Coins: “From the Falling Horseman beginning, a specialty collection could easily grow to include all the FEL TEMP REPARATIO types and, then, all Constantinian era coins. For the money, I consider these common coins to be the best bargain (interest and fun per dollar) available in ancient numismatics”. “Iniziando dalla serie “Cavaliere disarcionato” una collezione peculiare potrebbe essere facilmente incrementata fino a includere tutti i tipi di FTR e, poi, tutte le monete dell’era costantiniana. Per quanto concerne la spesa, io considero queste monete comuni il migliore affare (inteso come rapporto tra passione e divertimento e prezzo) disponibile in numismatica antica”. Parlando di proprio di FTR, pochi giorni fa, a casa Stilicho e’ arrivata lei: E’ la RIC VIII 137, coniata ad Antiochia. Questa moneta mi piace molto, nonostante alcuni evidenti difetti. E’ una bella AE2 di 22,37 mm di diametro per 5.57 grammi di peso; un grande modulo, insomma, molto piacevole già solo a tenerla in mano. E’ una delle prime emesse da Costanzo Gallo, che fu Cesare dal 351 al 354. Quelle emesse verso la fine del suo incarico (che coincide di fatto con la sua morte) sono già AE3, quindi sotto i 21 mm. E con il tempo il diametro delle FTR in generale (e di conseguenza il peso) scenderà ancora fino ad arrivare al limite tra le AE3 e le AE4. E’ una cosa che trovo interessante. Del busto di Costanzo Gallo apprezzo la capigliatura folta pettinata all’indietro (forse perché di capelli io ne ho molti meno) e i dettagli della veste corazzata, di cui si colgono benissimo le pieghe del drappeggio, gli pteruges e la grossa spilla sulla spalla destra. Mi piace molto anche la posizione del busto, di tre quarti, che trovo dia una maggior eleganza ed autorevolezza alla sua figura. Ma il vero capolavoro e’ il rovescio. Si vede un cavaliere barbaro proprio nell’istante in cui viene colpito dalla lancia di un soldato romano bardato di tutto punto e rappresentato proprio nel gesto di gettarsi sul nemico. Trafitto a morte, il barbaro perde lo scudo (che rotola a terra) e si accascia in avanti cercando, nei suoi ultimi istanti di vita, di tenersi abbracciato al collo del suo cavallo (che cade sulle zampe anteriori); ma alla fine, nonostante i suoi ultimi sforzi, viene disarcionato. E’ impressionante la cura dei dettagli. Si possono infatti apprezzare bene i particolari del cavaliere nemico: la barba, la capigliatura con le trecce, la tunica stretta in vita e i pantaloni , entrambi drappeggiati e decorati. Qualcuno sostiene che la precisione nella rappresentazione del cavaliere barbaro sia tale da consentire addirittura l’identificazione della popolazione a cui appartiene. Anche il soldato romano non e’ da meno: l’armatura e gli strumenti di difesa e di offesa curati nei dettagli, il fisico forte e muscoloso. Da notare, infine, le dimensioni della sua figura: sono nettamente maggiori rispetto a quelle del nemico, ad indicare la superiorità dei Romani rispetto ai barbari. Questa moneta e’ stata coniata ad Antiochia e ciò non e’ casuale: la città fu la residenza ufficiale di Costanzo Gallo come cesare. Era una delle città più importanti dell’impero romano e il suo rango e’ confermato anche dalla presenza di una grande zecca dotata di ben 15 officine. In queste lavoravano maestranze molto qualificate, come confermato dal livello stilistico delle monete, in particolare le FTR di largo modulo. Ecco perché il Gallo canta in casa Stilicho. E voi, avete qualche FTR a largo modulo con "Cavaliere disarcionato" da condividere? Ora non mi resta che finire augurando a tutti voi (e a me) una prossima FEL TEMP REPARATIO. In tutti i sensi! Ciao da Stilicho
    1 punto
  31. Mezzo Penny Regno Unito 1967. Questa l'ho acquistata come "non circolata"; in effetti i rilievi sono molto nitidi, soprattutto nel rovescio, dove sono ancora evidenti i dettagli nelle bandiere, che di solito sono tra i primi ad appiattirsi (almeno nelle altre monete di questo valore che possiedo è così).
    1 punto
  32. Grazie mille a tutti gli amici "venetici" per l'apprezzamento, e a @Matteo91anche per la domanda, che mi consente di parlare un po' del mio principale "progetto collezionistico"! Sul lungo periodo (diciamo una ventina d'anni, se Dio vorrà) ho considerato circa un centinaio di monete, a partire da quella del tuo avatar (a proposito, colgo l'occasione per dirti che ho trovato interessantissimo il tuo topic sugli stateri di Egina) per finire al dollaro Morgan e agli altri "derivati" degli 8 reales che circolavano nel XIX secolo e all'inizio del XX. Mi sono dato come "range" di conservazione dall'MB allo SPL, con preferenza per il BB. Questo sia per ragioni economiche, dato che preferisco avere tre monete in BB che una in FDC, sia per ragioni "ideologiche", dal momento che per me la moneta è un vero e proprio feticcio, e più ha fatto il suo lavoro più la percepisco come "carica" di storia. Per ora possiedo una ventina di monete, la maggior parte delle quali sono medievali. Questo perché il Medioevo è l'età storica che mi affascina di più, e quindi mi è venuto più naturale concentrarmi, all'inizio, su questo. Ho già in collezione un fiorino di quarta serie, un ducato di Andrea Dandolo e tre dinar islamici, uno omayyade, uno abbaside e uno fatimide. Diciamo che per completare la rappresentazione della circolazione aurea medievale che ho in mente mi mancano almeno un solido e un iperpero bizantino e un tarì siciliano. Per quanto riguarda l'argento ho in collezione un denaro pavese ottoniano, un lucchese enriciano, un provisino, e ora questo grosso, oltre a due dirham, sempre omayyade e abbaside. Monete antiche, per ora, ne ho solo tre: un denario di Traiano, una civetta e un siclo di Tiro (affascinante, oltre che per il ruolo "internazionale", anche per la simbologia biblica). Moderne e contemporanee ho giusto un Leeuwendaalder, un 8 reales tardo settecentesco, un Morgan e un tallero di Maria Teresa. Non cito le monete dell'UML perché costituiscono il mio secondo interesse collezionistico, quindi ne inserirò una "rappresentanza" quando sarà il momento. Le prossime monete che vorrei inserire, non necessariamente in quest'ordine (dipenderà dal tempo, dalla tasca, dall'occasione), sono un tetra di Alessandro, possibilmente "lifetime" (il feticcio che torna), uno statere di Egina, uno scudo d'oro del sole (se lo trovassi di Francesco I preferirei), una "macuquinha", un "columnario" e uno zecchino veneziano qualsiasi del tardo XVI secolo. Ho ancora qualche dubbio da dirimere (per esempio meglio un denaro di Carlo Magno con monogramma, straordinario, ma economicamente per me quasi proibitivo, oppure un "tempio" di Ludovico il Pio e dirottare risorse su altro?). Scusami per essere stato tanto prolisso, ma a mia parziale discolpa posso dire che mi hai "scatenato" su quella che spero possa essere per me la collezione della vita!
    1 punto
  33. Grazie mille per averlo postato... anche a me interessa questo re! Numismatico 007.
    1 punto
  34. Che belli i libri,manuali,cataloghi,sono come il cioccolato,mai abbastanza?
    1 punto
  35. Ciao l'immersione in acqua non migliora la situazione anzi la peggiora. L'unico sistema per neutralizzare il cancro del bronzo è un bagno in benzotriazolo sciolto in acetone o meglio in alcool a 90°. Sappi solo che il benzotriazolo è cancerogeno e va usato in maniera appropriata e con protezioni per mani e viso. Silvio
    1 punto
  36. Con tutto il rispetto per la rarità di questo biglietto... è una ciofeca! Altro che "prossima alla conservazione BB", qui siamo prossimi al macero. Io manco per un decimo della cifra me lo comprerei! Vorrei a tal proposito sapere la vostra impressione: non vi pare che i giudizi di conservazione tendano magicamente a levitare in concomitanza dell'aumento di rarità? Secondo voi è corretto vincolare la conservazione alla rarità? Classificare un biglietto come questo "quasi BB" è corretto o è solo un'effetto dell'attrazione magnetica dell'R5? ?
    1 punto
  37. Tantissimi auguri anche a tutti voi !!!!
    1 punto
  38. 1 punto
  39. 1 punto
  40. Stupenda moneta, trovarla in conservazione qFDC è veramente un bel colpo.
    1 punto
  41. Io credo che i collezionisti veri siano veramente rimasti in pochi. Forse meno di qualche migliaio. Ricordo che fino a una quindicina d'anni fa nelle Marche ne conoscevo almeno un centinaio (di quelli preparati, non di quelli che collezionavano monete come avrebbero collezionato schede telefoniche, che magari erano più numerosi). Penso si siano ridotti ora del 70%. In compenso, i pochi rimasti sono certamente più preparati numismaticamente, anche grazie ad internet e alla possibilità di documentarsi. I circoli numismatici sono praticamente scomparsi o arrancano. I convegni stavano già scomparendo anche prima del corona virus. Il mercato dei collezionisti di una volta, quelli per i quali il BB era una buona conservazione, è crollato. Quello che va è solo il FDC, almeno per le monetazioni recenti. Il collezionismo classico ha subito il terrorismo della lecita provenienza, spesso indimostrabile per acquisti avvenuti più di 20 anni fa. Ancora si salvano le zecche medievali e rinascimentali locali dove serve preparazione e studio e ci si può accontentare di conservazioni medie. Di giovani numismatici ne conosco veramente pochi, anche se fortunatamente spesso preparati. Insomma le prospettive della numismatica come studio e passione non le vedo rosee. Sarà il mio il pessimismo dell'età.....
    1 punto
  42. Cari "Serenissimi" Questa volta mi avete anticipato e "tirato la volata" Grazie. Come da qualche anno a questa parte, aggiungo ai miei più calorosi auguri, un tema musicale "venetico"; abbiamo proprio bisogno di tirarci su, dopo un anno frustrante e sperare che il prossimo anno sia migliore. AUGURI Luciano
    1 punto
  43. 1867 Stato Pontificio - Pio IX anno XXII - 10 soldi (mezza lira) Trovata in ciotola negli anni '80 per 200 lire insieme alla lira del 1866 postata in precedenza.
    1 punto
  44. Provo ad indovinare, la riparazione su uno dei 2 tamponi che compongono la scritta sul taglio della moneta, che fanno apparire alcune X (XXXX), ha anche i segni del tornio per portare al giusto peso il tondello prima della coniazione. Grazie Pino della segnalazione, ci sto ancora lavorando ma siamo a buon punto.
    1 punto
  45. Una considerazione fatta troppo col cuore ?
    1 punto
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