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Complimenti a @carmhack per la scelta tematica. Si prospetta una bella discussione. Provo a dare anch'io il mio contributo parlando di una delle monete forse più celebri coniata in occasione di un'importante successo militare. Mi riferisco all'iconico marengo della Repubblica Subalpina. L'esemplare che riporto qui di seguito, per chi non lo sapesse, è stato aggiudicato nell'asta Nomisma 60 per la bellezza di 12.000 euro più diritti ed è tuttora considerato come il migliore della tipologia. Antefatti Dopo il clamoroso successo ottenuto nella campagna d'Italia (1796-1797), che permise ai francesi di estendere la propria sfera d'influenza su vaste aree del Nord Italia, l'Austria stipulò un trattato di pace (Trattato di Campoformio), determinando formalmente la fine della Prima Coalizione. A quel punto, rimasta soltanto la Gran Bretagna da dover fronteggiare, Napoleone decise d'intraprendere un'ambiziosa campagna militare in Egitto. L'obiettivo era chiudere alle navi commerciali inglesi la rotta che collegava il Mediterraneo alle Indie orientali, provocando così un duro colpo all'economia dei nemici d'oltremanica. Napoleone, poi, non nascondeva di certo la propria ammirazione per i grandi condottieri del passato, come Alessandro Magno e Cesare. Conquistare l'Egitto gli avrebbe dato un prestigio tale da portarlo al pari dei grandi nomi della Storia. L'impresa, tuttavia, non riuscì. La flotta francese venne ben presto distrutta nella baia di Abukir dalle navi di Horatio Nelson (lo stesso di Trafalgar...). L'esercito, invece, dopo i primi successi militari, fu logorato dalle condizioni avverse, dalle pestilenze, dalla mancanza di rifornimenti e dalle incursioni dei mammelucchi. Napoleone dovette, quindi, ritornare in patria dove venne, comunque, accolto trionfalmente. D'altronde non era di certo tornato a mani vuote: anche in Egitto (come in Italia) fece incetta di tesori e bottini di guerra. L'oggetto più significativo da un punto di vista archeologico fu la Stele di Rosetta, rinvenuta casualmente da un ufficiale francese. Napoleone tornò in Francia anche per una questione politica: il Direttorio era sempre più inadeguato e la Francia necessitava di un uomo forte per difendere i propri confini dai continui attacchi dei suoi nemici. Ecco allora che i tempi erano maturi per organizzare un colpo di Stato (18 brumaio 1799). L'inadeguatezza del Direttorio si dimostrò soprattutto in Italia, dove le vittorie di Napoleone furono rapidamente cancellate dall'inesorabile avanzata degli eserciti della Seconda Coalizione, guidati dal generale russo Suvorov. Questi, non soltanto furono in grado di liberare il Nord Italia dalla presenza francese, ma arrivarono, addirittura, a minacciare direttamente i confini meridionali della Francia. La Seconda Campagna d'Italia Napoleone, divenuto ora Primo Console, guidò il contrattacco, valicando col proprio esercito le Alpi al passo del Gran San Bernardo (celebre è il quadro che lo immortala). Lo scopo era prendere di sorpresa gli austriaci, chiudendoli in una morsa ora che erano occupati nell'assedio di Genova. Difesa dalle truppe del generale Massena, la città fu, però, costretta alla resa prima che Napoleone giungesse in supporto. Ciò sembrò, in un primo momento, rovinare i piani dei francesi ma Napoleone non si arrese. Fu così che il 14 giugno 1800 i due eserciti si affrontarono a Marengo. Gli austriaci, dopo essere stati precedentemente sconfitti alla battaglia di Montebello, presero l’iniziativa, sferrando un attacco a sorpresa alle truppe francesi che, trovandosi in inferiorità numerica, si videro in un primo momento sopraffatte. Si stava preannunciando un'inevitabile disfatta francese, quando nel pomeriggio giunsero i rinforzi guidati da Desaix. Questi permisero a Napoleone di contrattaccare e sbaragliare gli austriaci, ribaltando le sorti di una battaglia ormai avviata verso una sconfitta quasi certa. Si dice che, una volta giunto sul campo di battaglia, Desaix abbia detto ai propri soldati: "Questa battaglia è completamente perduta, ma sono le 2.00 e vi è il tempo per vincerne un'altra" Il miracoloso intervento di Desaix, che purtroppo morì proprio durante questa gloriosa battaglia, permise a Bonaparte di consolidare la propria immagine di grande stratega e decretò la fine del dominio austriaco nel Nord Italia fino al 1814.5 punti
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Carlo VIII e i suoi cavalli. Croce e delizia del collezionista. Tante le zecche operanti per una copiosa quantità di tipologie e varianti. Il tutto in un contesto storico avvincente che mi coinvolge particolarmente e non solo per motivi campanilistici. Pensate che quando Carlo VIII visionò la prima moneta a suo nome battuta nel Regno di Napoli dalla zecca dell'Aquila si trovava a Veroli (FR) ed aveva appena fatto passare per le armi la popolazione di Monte San Giovanni Campano, rea di non aver alzato le insegne francesi in segno di sottomissione e per aver "trattato male" gli ambasciatori reali (taglio di orecchie e naso)… Il re franzoso fu ben lieto di osservare la moneta fattagli pervenire al punto di inviarne una in Francia nella missiva che scrive al duca di Borbone in data 11 febbraio 1495: " J’ay ce jour d’huy receu lettres de ceulx de Laquille, lesquelz m’escripvent comme subgectz et continuent de plus en plus en leur bon vouloir; et desjà, en se declairant ouvertement, ont commence à forger monnoye à mes armes, ainsi que vous pourrez veoir par une piece que je vous envoie cy dedans enclose". Un dato che lascia riflettere è che quindi la città dell’Aquila, che per prima ha cominciato a battere moneta a nome di Carlo VIII, si è attivata per farlo poco prima di quella data ed è altresì documentato che il 6 maggio dello stesso anno, poco prima di essere incoronato a Napoli ma soprattutto poco prima di fuggire, il re francese revoca le concessioni di zecca che aveva elargito alla città di Sulmona ed altri luoghi stabilendo che le uniche città che dovessero battere moneta fossero quelle di Napoli e l’Aquila: “…licentiam dicte civitate Sulmonis concessam et quibus libet aliis locis revocamus, annullamus, cassamus, irritamus et viribus evacuamus, quoniam ut iam diximus dictam licentiam cudendi siclam nolumus haberi nisi per civitatem Neapolis et Aquile ubi solitum fuit siclam cudi seu regi et fabricari et monetam cudi”. Quindi pare lecito supporre che le zecche di Sulmona e degli aliis locis siano state attive per poco tempo, cioè post 11.02.1495 e ante 06.05.1495. Un periodo da me considerato troppo breve per la mole di monete a noi pervenute… E’ forse ipotizzabile che la fuga del re abbia in qualche modo portato a non rispettare tutte le disposizioni date? Specialmente quelle riguardanti la coniazione in un momento in cui c’era necessità di denaro per pagare le truppe? In attesa di opinioni a riguardo posto anche io un cavallo… Non è sicuramente tra i migliori in mio possesso ma si tratta del mio primo cavallo del Cantelmo. Si tratta della stessa moneta pubblicata nel 1846 da Giovan Vincenzo Fusco, poi confluita nella collezione Cora per passare successivamente nella collezione San Romè… un buco poi fino agli inizi degli anni 2000 quando è riapparso in un listino di vendita Baranowsky e da me acquistato… E da lì è iniziata la “malattia”.5 punti
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Buonasera a tutti, quando comprai il mio 10 Tornesi del 1855 era l'unico in vendita sulla Baia, mentre i cataloghi lo classificano comune. Lo presi subito ad un prezzo irrisorio. Sicuramente è da correggere la rarità. @ggioggio5 punti
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Buonasera, un poco malandato ma tutto leggibile il mio 10 Tornesi del 1854. Saluti, Sergio. ?5 punti
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Il canale YouTube si amplia sempre più con 24 video/ interviste a esperti della numismatica e col video della consegna del Gazzettino 7 https://www.youtube.com/channel/UCqP7Vmgu7Afpiplbt3so2mQ/videos4 punti
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Buon pomeriggio a tutti! L'idea per questa discussione è nata qualche settimana fa, quando mi sono imbattuto nella serie russa dei 5 rubli commemorativi dedicati alle capitali liberate dalle truppe sovietiche. Guardando quelle monete che celebrano battaglie per la liberazione di città, mi sono chiesto: "Esistono altre monete che raccontano grandi battaglie?". Naturalmente la discussione è aperta a monete di qualsiasi epoca. Mi piacerebbe poterle raccogliere tutte qui. Se vi va, insieme alle monete, sarebbe bello raccontare anche qualcosa della battaglia (o della guerra), per poterne capire il valore storico e celebrativo. Non ho idea di quante monete esistano di questo genere, ma spero venga fuori qualcosa di interessante. Anzi, ne sono sicuro. Com'è consuetudine, inizio io con una moneta da 50p del 2016 che celebra i 950 anni dalla battaglia di Hastings. Casus belli Dal 1042 regnava in Inghilterra l'anglosassone Edoardo il confessore, che però non aveva eredi. Di madre normanna, era stato educato in Normandia e aveva mantenuto ottimi rapporti con la famiglia ducale, tanto da promettere a Guglielmo il Bastardo la successione al trono inglese. Per rinnovare la sua promessa Edoardo mandò in Normandia nel 1064 il più potente tra i nobili anglosassoni, Aroldo figlio di Godwin, che nutriva delle aspirazioni al trono. Guglielmo il conquistatore venne a conoscenza delle intenzioni del suo rivale sassone e, con grande opportunismo, lo nominò immediatamente suo cavaliere così da potersi assicurare la sua "legale" sottomissione in quanto era diventato un suo vassallo. Alla morte del re Edoardo, avvenuta il 5 gennaio 1066, Aroldo venne eletto suo successore dall'assemblea dei nobili sassoni. All'arrivo di questa notizia Guglielmo decise di far valere i suoi diritti, riconosciutigli anche dall'imperatore Enrico IV e dal papa Alessandro II, che gli inviò in dono, prima della sua partenza per l'isola britannica, uno stendardo consacrato. La battaglia La battaglia avvenne il 14 ottobre 1066 tra le truppe di Aroldo II e Guglielmo Il Conquistatore, per il controllo dell'Inghilterra. Lo scontro durò dalle 9 del mattino fino al tramonto. I primi sforzi dei normanni per rompere le linee di Aroldo II ebbero scarso effetto; quindi, fingendo una ritirata, riuscirono a sorprendere la fanteria anglosassone. Aroldo II morì in battaglia e questo portò alla sconfitta e alla ritirata del suo esercito. Guglielmo fu incoronato re il giorno di Natale del 1066. Con la battaglia di Hastings Guglielmo il Conquistatore invase con successo l'Inghilterra, ma da quel giorno in poi l'isola non conobbe più, per il resto della storia, alcun tipo di invasione, nonostante i tentativi spagnoli, napoleonici e tedeschi. Una preziosa testimonianza di questa battaglia è l'arazzo di Bayeux, un ricamo ad ago tracciato con fili di lana di colori diversi. Vi sono rappresentati ben 626 personaggi: 250 tra cavalli e muli, 550 animali di ogni genere, oltre a castelli, chiese e navi, per un totale di 1500 figure. L'opera fu compiuta probabilmente tra il 1070 e 1077, forse su ordinazione di Oddone vescovo di Bayeux e fratellastro dello stesso Guglielmo il Conquistatore, per narrare la conquista dell'Inghilterra. L'arazzo infatti descrive con grande accuratezza tutte le fasi dello scontro, fino alla morte di Aroldo, dandoci soprattutto le raffigurazioni dettagliate delle attrezzature usate e delle tattiche seguite in quella storica battaglia. Nel dettaglio dell'arazzo che allego qui sotto è rappresentata la morte di Aroldo II.3 punti
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Complimenti Raffaele, una bella piastra e anche molto rara. Confrontando la tua piastra con la mia e quella di Mariano è evidente che hanno lo stesso conio. La croce sopra la corona, le torrette del Portogallo, la posizione del numero 1 di 120 grana etc... non lasciano dubbi. Saluti Angelo3 punti
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Ciao a tutti, visto l'argomento del thread, ripropongo questo testone della mia raccolta, che già avevo presentato qualche tempo fa nella sezione Monete Pontificie: Pio V (1566-1572), Roma - Testone (Munt 3, CNI 5). D/: Stemma ovale in cornice, chiavi con impugnatura ovale e doppi cordoni. .PIVS. V._.PONT.MAX. R/: Il papa inginocchiato a sinistra davanti ad una croce; in basso a sinistra la tiara. ABSIT. NISI._.IN.TE.GLORIARI. Esergo: ROMA © Peso: 9.66 gr Il motto al rovescio si traduce in "Solo in te è la nostra gloria" (Galati VI, 14). Pio V nel 1570 indisse il giubileo per unire i cristiani nella lotta contro i Turchi che avevano violato i patti stretti con la Repubblica di Venezia e avevano invaso Cipro dichiarando guerra alla cristianità. Nel concistoro del maggio 1571 si sancì l'alleanza tra le potenze cristiane di Roma, Venezia e Spagna a cui si unirono diverse città italiane. La flotta navale pontificia, veneziana e spagnola, unita sotto il comando generale di Giovanni d'Austria, il 7 ottobre 1571 ottenne la strabiliante vittoria a Lepanto. Al comando della flotta pontificia fu Marcantonio Colonna che ottenne gli onori in patria. Questa sconfitta fu l'inizio del declino del potere marittimo ottomano. Per chi volesse approfondire, rimando a Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Lepanto Michele3 punti
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Stiamo andando OT rispetto all'argomento principale (il libro, tra l'altro ci sono nuove copie disponibili sul sito dell'Editore). Perché non parlare dei talleri, in generale o specifici, in discussioni dedicate?3 punti
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Ragazzi, l’asta è terminata stanotte... Reggetevi forte ? TRECENTONOVANTASEIMILA DOLLARIIIIIIII ? ?3 punti
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Partecipo anche io con questa meravigliosa moneta commemorativa. 1 rublo del 1914, coniato sotto Nicola II, per il 200° anniversario della battaglia di Gangut. Dr. Busto di Pietro a d. laureato, drappeggiato e corazzato. Rv. Aquila imperiale. La battaglia fu uno scontro navale avvenuto il 7 agosto 1714, nel corso della grande guerra del nord, tra le flotte dell'impero svedese e del Regno russo. Quest'ultima riportò la prima grande vittoria della sua storia. https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Gangut?wprov=sfla12 punti
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per il peso, il diametro e lo stile è la 106/7a https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B33/42 punti
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Bellissima discussione complimenti, aggiungo che anche i regnanti italiani, sulle monete coloniali adottarono ritratti ad hoc, basti considerare le monete emesse da Umberto I per la Colonia Eritrea, ove il sovrano è ritratto con una imponente corona, mentre sulla monetazione per il territorio metropolitano è sempre raffigurato a testa nuda..2 punti
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per aggiungere un'altra moneta di Guinea ecco 1 syli 19712 punti
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È talmente preciso che per accedere ai vassoi sottostanti ho dovuto attaccarci una fettuccia di stoffa... Però sembra fatto apposta per contenere una collezione di monete! Saluti2 punti
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Condivido con @fabry61 sul prezzo massimo da pagare. Se però @Augusto60 stai cercando non un grosso specifico di un dogado mi permetto di suggerirti di avere pazienza e aspettare dei pezzi meglio conservati: è una tipologia di moneta comune (tranne alcuni dogadi, ovvio), e con una spesa non eccessiva puoi portarti a casa dei veri e propri gioiellini2 punti
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Concordo. Quelli veramente belli andavano sui 60, ma erano 2/3. Questo presenta segni da forte circolazione. Io più di 40 non darei.2 punti
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Carlo VIII Napoli cavallo con scudo ottagonale e croce potenziata di esimia rarità2 punti
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Buonasera a tutti, torno a scrivere sul forum dopo un periodo d’assenza visto che l’argomento della discussione e il modo in cui è stata affrontata mi hanno imposto quasi l’obbligo morale di scrivere alcune righe. Scusatene la lunghezza. Vorrei innanzitutto partire commentando il tono della discussione. È vero che è da qualche anno che non frequento il forum ma mi sembra di ricordare che è un posto dove vige la libertà di parola (entro certi limiti, s’intende), pertanto chiunque può esprimere liberamente un suo pensiero e nessuno, a mio modo di vedere, può arrogarsi il diritto di stabilire chi “dovrebbe avere almeno il pudore di stare zitto e imparare prima di parlare” e chi invece può parlare. Mi riferisco al commento di @simonesrt che peraltro, oltre a questo passaggio quantomeno discutibile, non ha apportato nulla di costruttivo alla discussione. Non mi pare poi sia legge non scritta che la preparazione numismatica di un utente dipende da quanto tempo egli sia registrato sul forum. Dando uno sguardo agli interventi di Agrippina vedo che è stata perlopiù attiva nella sezione identificazioni, rispondendo ad alcune richieste. Una nuova iscritta ma attiva e non il classico utente “da una botta e via” interessato al valore di quello che ha tra le mani e che poi, una volta ottenuta risposta, sparisce. Ad ogni modo, passando al merito della questione, leggo che nessuno di quelli che sostengono l’autenticità dell’esemplare, ha mostrato immagini di esemplari incontrovertibilmente autentici e simili a quello del British. Si parla di un dupondio di Tranquillina, moneta R4 sul RIC, e già soltanto questo dovrebbe imporre cautela nel dare giudizi affrettati, nell’uno e nell’altro senso. “Moneta autentica.” con tanto di punto perentorio scrive @skubydu, chiedendoci, immagino, di credergli sulla parola. Nell’attesa che @Crivoz fornisca le immagini di cui ha parlato, vorrei fare alcune osservazioni sui bronzi di Tranquillina e i suoi dupondi, visto che un esemplare di questi è argomento del topic. Non sarei così fiducioso, innanzitutto, di trovare dupondi originali nelle vendite all’incanto. Essendo i bronzi molto più rari dei già rarissimi esemplari argentei a nome di Tranquillina, ci si può aspettare l’esistenza di una nutrita produzione fraudolenta, non soltanto moderna, ma anche risalente agli scorsi due o tre secoli. Non è certo un mistero che i vecchi collezionisti facevano a gara per inserire nella loro collezione i pezzi o i nominativi più rari, incappando spesso in esemplari non autentici o facendoseli realizzare appositamente (nel caso di esemplari rarissimi o di nominativi di cui non erano e non sono tuttora note monete) come “tappabuchi” per la raccolta. E infatti nell’IBSCC troviamo scritto "It has long been a suspicion that most known sestertii of Tranquillina, if not all were made in the 19th century”. Possiamo estendere questo “suspicion” anche ai medi bronzi? In un articolo del 1933 pubblicato su The Numismatic Chronicle and Journal of the Royal Numismatic Society, Fifth Series, Vol. 13, No. 51, pp. 203-219, Karl Pink parla del falsario Claude Augustin De Saint Urbain (1703-1761) e delle sue produzioni, tra cui si annovera anche un denario di Tranquillina. Nella nota 12 a questo esemplare, a pagina 412, egli cita alcuni esemplari di dupondi di Tranquillina, di cui tre nella collezione del Museo di Vienna: “According to Elmer, all three Vienna pieces are from the same die and false. The same is true of Weber Sale, Pl XXXII, 2144,2145 and of the coin (? the same as 2145) in Riechmann, Lager-kat., May 1921, xvii, 1734. Is there a genuine original, and, if so, where?” Pink afferma quindi che Elmer ha ritenuto falsi gli esemplari di Vienna, tutti provenienti da stesso conio, e lo stesso vale per gli altri. Si chiede, quindi, se esistono esemplari autentici di dupondi di Tranquillina e, se esistono, dove sono. Ho deciso quindi di pormi la stessa domanda di Pink e facendo qualche ricerca, mi sono imbattuto in un dupondio di Tranquillina conservato nella collezione del Museo Archeologico Saint-Raymond di Tolosa. L’esemplare non soltanto appare essere una vecchia fusione, di quelle tipiche sette-ottocentesche, ma anche dello stesso “conio” (o impronta) dell’esemplare conservato nel British. Cosa comporta questo? In primis che la strana sensazione di cui parla @Poemenius non è dovuta a restauro o pulizia eseguiti sull’esemplare British: le due monete di Tranquillina nascono proprio con quel disegno e con quelle lettere. Non si può sostenere, inoltre, che l’esemplare di Tolosa sia una fusione ricavata dai calchi di quello del British in quanto quello di Tolosa presenta più dettagli di quello del British (a titolo esemplificativo si osservi parte della perlinatura sul bordo destro del D/ di quello di Tolosa, assente invece su quello del British). Si notano anche altre sospette similitudini tra i due esemplari, quali la forma del tondello, e i difetti o presunti tali dello stesso, posizionati tutti nei medesimi punti su entrambi gli esemplari (si veda l’immagine). Escludendo che l’esemplare di Tolosa provenga dai calchi di quello del British, resta l’ipotesi di una comune provenienza dai calchi di un terzo esemplare oppure da matrici realizzate nel XVIII secolo atte a produrre falsi di questo tipo. Per quanto riguarda la provenienza dei due esemplari, sappiamo che quello del British proviene dalla collezione del Duca di Blacas d'Aulps, continuata dopo la sua scomparsa e poi venduta nel 1867 al British. Come giustamente detto da @Luigi78, collezione importante e prestigiosa, non priva però di falsi. Ho scritto al Museo di Tolosa per conoscere la provenienza del loro esemplare e mi è stato risposto che apparteneva alla collezione di Charles Clément Martin de Saint-Amand (1700-1763), e che il Museo ospita 4247 monete di questa collezione. Quindi: due monete di due importanti collezioni di origine francese, raccolte tra il 1700 e il 1800, entrambe dalle stesse matrici, dalla forma del tondello molto simile e che presentano gli stessi difetti localizzati negli stessi punti del tondello. Senza dimenticare i cinque/sei esemplari falsi riconosciuti da Elmer, tre dei quali nel Museo di Vienna (di questi esemplari sarebbe interessante poter visionare le immagini, per valutare se anche i due British/Tolosa provengono dalle stesse matrici di quelli citati da Pink). Orbene, tutto considerato, mi sembra che i dubbi di chi ha aperto la discussione possano essere quantomeno comprensibili. Certamente, @Luigi78, il British avrà esaminato con cura i pezzi della collezione acquisita, tuttavia lo stesso Museo di Vienna conserva ben tre esemplari falsi di dupondi di Tranquillina, secondo quanto riportato da Pink e non penso siano stati meno scrupolosi nel selezionare gli esemplari. Questo per dire che più che fare affidamento sulle storie o sulla provenienza (più o meno prestigiosa) di una moneta preferisco guardare alla moneta stessa. Penso che un atteggiamento di questo tipo, in cui si raccolgono elementi inerenti all’argomento e si cerca di dimostrare o di smentire una tesi o anche soltanto le sensazioni di un utente, sia molto più utile e soprattutto più educato che ridurlo al silenzio tacciandolo di incompetenza. Un saluto a tutti2 punti
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@ggioggio, @motoreavapore, il mio 10 Tornesi 1853 con legenda vicina al bordo. Rif. Pagani 347 D'Incerti 314 Ex Civitas NEAPOLIS Se non sbaglio questa variante non è segnalata.2 punti
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Buonasera alla Sezione, condivido volentieri il mio 10 Tornesi del 1853. Fatemi sapere per favore che modello è. Grazie e alla prossima.2 punti
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Ciao a tutti, Le piastre del '34 sono quelle che mi affascinano di più,nelle 34 troviamo varianti in legenda torrette in più o in meno, piastre che al posto dei pallini nello stemma del Portogallo hanno quattro piccole torrette e tante altre particolarità che rendono unico questo 1834. E poi ci sono queste.. Non capita tutti i giorni di vedere delle 34 con le aquile d'Aragona capovolte. Un saluto a tutti. Raffaele.1 punto
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Cari Lamonetiani esperti o appassionati di monete della Magna Grecia, buona sera. vi sottopongo questa recente acquisizione. Bronzo , Neapolis. peso g 2,81, diametro circa 15,45 mm leggermente pulita da incrostazioni. Per tentare di classificarla ho consultato il mio "Handbook of coins of Italy and Magna Graecia" Oliver D. Hoover, CNG Ed., 2018. La tipologia che più le si attaglia mi sembra essere la Denomination B/C, 471, ma non per il peso, che in questa categoria va dai 4,24g in su. Mi sembra di scorgere al R sopra il toro qualcosa che assomiglia più a lettere che ad un segno (non direi dunque un delfino), ma .. un accenno di "OI" oppure O lambda?" a sinistra del toro androcefalo forse un sigma in verticale? apprezzabile ogni commento o aiuto grazie!1 punto
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Ciao, questo testone di Innocenzo XI (Munt 86) viene in genere considerato R. Michele1 punto
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Basterebbe guardare il libro roman coins forgery...lo avevo comprato anni fa e riporta molti falsi bulgari. Ci sono monete che ti fanno veramente ridire.... Altre che faccio fatica a definire false... Forse qualcuno merita veramente di essere fregato ?1 punto
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Non è compito di questa discussione approfondire le biografie dei personaggi cui è dedicata, chiunque volesse farlo non avrà che da digitarne il nome in un motore di ricerca per trovare decine di siti a essi dedicati. Almeno una curiosità però, a proposito di George Washington Carver, oltre quella dell'origine del nome, merita di essere ricordata. Sebbene sia stato uno dei più grandi inventori americani nel campo agroalimentare, viene oggi ricordato soprattutto per un prodotto che non ha inventato. Un prodotto assai poco usato da noi, ma che, da oltre un secolo, si può dire non sia mai mancato in nessuna casa americana... il burro di arachidi Carver ha scoperto oltre 300 usi per le arachidi, tra cui salsa al peperoncino, shampoo, crema da barba e colla, e molti lo chiamano il padre dell'industria delle arachidi, ma il burro no, quello non lo ha inventato lui Ma dunque, chi è stato? Chi ha inventato il burro di arachidi? Ve lo dico subito, altrimenti non ci dormite stanotte Ci sono prove che gli Incas del Perù siano stati i primi a macinare le arachidi per fare il burro di arachidi. Negli Stati Uniti, il Dr. John Harvey Kellogg (famoso per i cereali) ha inventato una versione del burro di arachidi nel 1895. Si ritiene che un medico di St. Louis possa aver sviluppato una versione del burro di arachidi come sostituto proteico per i suoi pazienti più anziani che avendo pochi o nessun dente, non potevano masticare la carne. Il burro di arachidi fu introdotto per la prima volta alla fiera mondiale di St. Louis nel 1904, diventando poi parte integrante delle razioni delle forze armate durante la prima e la seconda guerra mondiale. Si ritiene che l'esercito americano abbia reso popolare il panino al burro di arachidi e alla gelatina per il sostentamento durante la seconda guerra mondiale. Ancora oggi, il burro di arachidi rappresenta circa la metà dell'uso commestibile di arachidi negli Stati Uniti, con circa 850 milioni di dollari di vendite al dettaglio ogni anno. petronius1 punto
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Questa fa veramente spaccare dal ridere a leggerla oggi. E fa capire quanto "i bianchi" fossero distanti con il pensiero.1 punto
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https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.ilgiornaledellanumismatica.it/frammenti-numismatici-un-inedito-cavallo-carlo-viii-della-zecca-de-laquila/&ved=2ahUKEwj9_Nn1zbLuAhUMH-wKHUUUBNAQFjAOegQIERAB&usg=AOvVaw1K0sXA-gls4gjucQZ0nJZW1 punto
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E' esatto! Tutte le altre nel corso del tempo hanno perso il loro valore e non sono più convertibili.1 punto
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Senza dubbio questa è falsa. Nè il ritratto, nè la figura, nè le lettere corrispondono agli originali. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Non ho ben capito se quel MS64 è riferito alla banconota od alla banana Impossibile commentare, quell'esemplare con un collezionismo serio di banconote non c'entra nulla.1 punto
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Mi hai strappato un sorriso. Anche se un po' amaro. Quale utilità avrebbe questo tuo intervento? Si dovrebbo evitare tutti i venditori inglesi dunque? Voglio essere un po' più schietto rispetto agli altri utenti fin qui intervenuti e ti chiedo: ti sono stati utili gli interventi di coloro che hanno risposto in modo compiuto al tuo quesito? Domanda retorica... quindi si, senza dubbio alcuno. Cosa ti costa dunque essere altrettanto utile nei loro confronti, e non solo, fornendo il nominativo, fondamentale per far si che altri non si arrischino di acquistare questo genere di monetazione?1 punto
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@giacutuli il Tallero in copertina sul nuovo volume che ha usato per il confronto non è un Tallero di zecca Roma ma di zecca Venezia (1840-66). Quindi il confronto che ha fatto ha poco senso.1 punto
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Sembrerebbe un liard di Dombes https://en.numista.com/catalogue/pieces25432.html1 punto
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Salve, segnalo http://numismaticamente.it/numismatica-medioevale/cavallo-ortona-inedito1 punto
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Peso 10,89 gr., diametro 29 mm. Queste sono le misure delle monete autentiche, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, in ogni caso anche l'iconografia puzza di falso lontano un miglio come dicevano nel vecchio West petronius1 punto
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DUCATO di PARMA e PIACENZA - ALESSANDRO FARNESE terzo Duca 1586-1592 - TESSERA PER 2 PANI Tessera già postata al n. 31 ma altro conio1 punto
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Non lo so, guarda. Onestamente appena l’ho visto mi sono venuti in mente quei copricapi imbarazzanti stile Mazinga Z e Goldrake (con tutto il rispetto per gli appassionati di manga giapponesi). Peccato che quelli fossero volutamente bizzarri per cercare di creare qualcosa di futuristico. Qui, invece...1 punto
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Caro Meleto, devo incrociare la lettura di un paio di cataloghi per rispondere al meglio perché non sono molto preparato. In realtà già solo il world coins tratta la questione. Scusate, appena ho più tempo cerco di riprendere la cosa.1 punto
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Sotto il testo: "Buongiorno, con la presente vorrei sottoporre alla Commissione un quesito concernente la possibilità per gli Stati membri di coniare ed emettere due monete da 2 euro commemorative diverse all’anno per la circolazione, così come previsto dal Regolamento UE 651/2012 (Art. 4, Comma 1). Alcuni Paesi europei stanno emettendo da alcuni anni alcune varianti nel disegno delle suddette monete da 2 euro commemorative che quindi, nonostante rimangano due all’anno relativamente al tema, cambiano leggermente nel disegno non risultando quindi più in realtà solamente due all’anno. In particolare, Lussemburgo e Malta, rispettivamente dal 2016 e dal 2018, stanno emettendo monete da 2 euro commemorative che differiscono leggermente nel disegno. A seconda della qualità di conio (circolazione, fior di conio, proof) vengono infatti modificati i ‘segni di zecca’ apposti sulle monete accanto all’anno di emissione, che sono diversi per ogni qualità di conio. Ne risultano pertanto monete diverse nel disegno, che producono quindi vere e proprie varianti nel disegno stesso seppur minimali. In questo modo è come se Malta e Lussemburgo emettessero non più due monete da 2 euro commemorative all’anno, ma addirittura quattro o sei, bypassando così il Regolamento effettuando modifiche minimali nel disegno. Questa modalità di operare comporta che per una medesima moneta da 2 euro commemorativa possano anche risultare tre varianti diverse nel disegno, variando tali segni di zecca. In genere solo una variante per disegno entra in circolazione, mentre le altre varianti (con i segni di zecca differenti) sono prodotte esclusivamente per collezionisti. Oltretutto, dal 2020, il Lussemburgo ha iniziato a immettere in circolazione addirittura due versioni diverse per la medesima moneta da 2 euro commemorativa. Le due versioni immesse in circolazione, in questo caso, sono palesemente diverse in quanto è differente la tipologia di conio: una versione è coniata con conio tradizionale, mentre la seconda con conio “fotografico-olografico”. Questi due conii diversi comportano la produzione di monete chiaramente diverse nella moneta che ne risulta. È corretto un comportamento del genere in relazione al Regolamento sopra citato o rappresenta una palese violazione del Regolamento stesso? Per ulteriori informazioni si suggerisce di consultare il seguente sito web: Lussemburgo: https://eurocollezione.altervista.org/_LUSSEMBURGO_/_2_EURO_COMMEMORATIVI.htm Malta: https://eurocollezione.altervista.org/_MALTA_/_2_EURO_COMMEMORATIVI.htm Rimango a disposizione nel caso di ulteriori dubbi da parte vostra. Rimango in attesa di cortese riscontro."1 punto
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