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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/30/21 in tutte le aree
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Buongiorno e buona domenica Condivido il mio ultimo acquisto che è una piccola divagazione per quanto riguarda la mia collezione di monete modenesi. Questa moneta non è presente nel mir Emilia in quanto la Garfagnana è in Toscana ma la ritengo parte della monetazione modenese a tutti gli effetti in quanto fatta coniare proprio a Modena dal duca Cesare d'Este,per omaggiare gli abitanti di questa terra per la loro lealtà nelle contese coi lucchesi. Si tratta di un GROSSETTO in mistura con aquila estense e santo con le chiavi, moneta estremamente rara da trovare sul mercato e che in coppia con l'altro grossetto "con la bomba" risultano le uniche due coniazioni fatte per questa terra a cavallo tra Emilia e Toscana. Cosa ne pensare? Pareri? Un grazie a tutti e un saluto. Marco7 punti
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Vi allego il link da cui è possibile scaricare il pdf di questo volume del 2008, scritto dalla dott.ssa Carla Russo. Tratta di monete antiche provenienti dall'area della odierna Puglia; la versione cartacea fu distribuita ad un convegno e inviata a specialisti del settore. Lo trovo molto interessante anche per le belle foto a colori. https://docplayer.it/56817503-Le-monete-della-collezione-battista-nel-museo-civico-di-foggia.html6 punti
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Buonasera a tutti, volevo condividere un piccolo esperimento fotografico della domenica e mi faceva piacere conoscere le vostre impressioni e opinioni sulla moneta Saluti!5 punti
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Salve Franzo non so se ti può essere di aiuto mio figlio colleziona monete mondiali e senza spendere troppo per un monetiere di quelli professionali ha cercato nel tempo libero di farsene uno senza spendere molti soldi riciclando una vecchia cassettiera e delle tavole di legno e multistrato. Siccome aveva i cassetti profondi ha fatto doppio vassoio.4 punti
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Salve Marina, ecco una scheda che descrive la moneta in questione: https://en.numista.com/catalogue/pieces1393.html Il valore varia a seconda della conservazione, ma resta molto basso anche per monete perfette, a causa della tiratura di circa 150 milioni di esemplari. Per quanto riguarda la scritta sul taglio, il suo orientamento è casuale e non comporta valore aggiunto. Riporto (tradotto in italiano) quanto scritto sul sito della Royal Mint: https://www.royalmint.com/help/coinage-faqs/edge-inscription-upside-down Perché l'iscrizione sul contorno delle monete da £ 2 e £ 1 a volte appare "capovolta"? A volte l'iscrizione sul contorno è orientata verso il dritto della moneta e altre volte verso il rovescio. Non c'è un orientamento giusto o sbagliato. Questo è perché l'iscrizione sul contorno viene impressa sul tondello grezzo prima che venga coniato e si formino una "testa" e una "croce". Il modo in cui i disegni sono disposti in relazione alla scritta sul contorno dipende da come il tondello cade nella pressa per monete. Dato che per la circolazione vengono coniate oltre 700 monete al minuto, non è possibile garantire che ogni moneta venga coniata con l'iscrizione sul contorno rivolta nella stessa direzione. saluti Magus3 punti
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Anche quest’anno Quelli del Cordusio presente a questo evento col suo Gazzettino 7, Gazzettino che diventa sempre più itinerante e presente in tanti eventi della nostra Penisola ? Grazie a Salvo Cavallaro e a Salvatore e Vincenzo Roccaro !3 punti
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La foto è nitida e la moneta è piacevole. Usura uniforme ed i rilievi presenti e leggibili. Contrariamente al solito, mi sembra di vedere un D/ migliore del R/. Dal vivo, visto che parli di lustro (che però si fatica a percepire), il D/ potrebbe arrivare al BB-SPL. Qui sotto, puoi percepire le differenze con un esemplare in buona conservazione e dotata di lustro.2 punti
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Buongiorno a tutti e buona domenica, la mia Napoletana di oggi. 10 Tornesi 1798 Ne ho tre esemplari uno normale, uno doppio punto e questo SICILIA Sinceramente non li avevo cercati ma quando me li sono trovati davanti non ho esitato a prenderli. Ora sono in fase di studio Saluti Alberto2 punti
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Iran 10 rials 1989 sul dritto vi è raffigurata la Kaaba della Mecca e sul rovescio la Moschea della Roccia di Gerusalemme2 punti
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Ti spiego il perché dell'assurdità della domanda. Un conto è sapere quante monete per tipo siano state ritirate (e questo è possibile: non so se sia stato fatto, ma è possibile). Ma sapere PER ANNO quante monete siano state ritirate, richiederebbe una verifica manuale. Fai una prova: mucchio di monete da una parte, computer con programmino per segnare rapidamente di che anno sia ogni moneta... siamo ottimisti e rapidi, diciamo che servono materialmente circa 6 secondi a moneta, lavorando proprio a catena di montaggio. 6 secondi a moneta sono 10 monete al minuto, 600 monete all'ora, 4800 monete al giorno. Se sono stati ritirati indicativamente 15 miliardi di pezzi, sarebbero richiesti oltre 3 milioni di giorni di lavoro per individuare l'anno di tutte. Corrispondono, considerando il calendario di un operaio con domeniche, ferie e festività, a 12.500 anni. O più realisticamente 12.500 persone, per un anno. Sai quanto costa assumere 12.500 operai e farli lavorare per un anno? Poco meno di mezzo miliardo di euro. Mezzo miliardo di euro - senza contare il costo di spazi, strumenti, spese contabili e amministrative, quindi tenendoci proprio leggeri leggeri - per avere dei dati che non hanno nessuna utilità se non la curiosità di poter sapere quante 100 lire del 1979 siano state ritirate... dato che sarebbe inutile anche dal punto di vista collezionistico, dal momento che come è stato più volte fatto notare la tiratura di un pezzo non ne indica necessariamente la rarità...2 punti
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Buongiorno, non mi sembra che sia già stato segnalato. Il gabinetto numismatico di Berlino sta mettendo online la propria raccolta. Finora 36000 esemplari sono stati pubblicati, ciascuno con una scheda dettagliata e foto ad alta risoluzione. https://ikmk.smb.museum/home?lang=en Un’ottima iniziativa, che si spera sia seguita un giorno anche dai musei italiani. Buona domenica Appah1 punto
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In alcune discussioni recenti o meno, relative alla circolazione monetaria del Regno d’Italia ante I guerra mondiale, e specificatamente nelle tipologie auree ( marenghi 20 lire) ed in argento ( scudo da 5 lire), ho sempre letto tesi e pareri molto divergenti, non so suffragate o meno da dati certi e verificati. Più volte ho riscontrato ipotesi, dove si avvalorava che la monetazione aurea ( parlo sempre e solo della tipologia marengo) era di appannaggio delle classi “superiori”, che la circolazione fosse limitata solo per transazioni di elevato o elevatissimo importo, e questa tipologia non rientrava nell’ uso comune della circolazione, soprattutto se si considerano le classi più basse della società di quegli anni. Ugualmente in altre discussioni, facendo riferimento alla circolazione dello scudo da 5 lire, si evidenziava, che dopo Vittorio Emanuele II, con le sue corpose emissioni, e i due millesimi residuali di Umberto I, la circolazione di detta tipologia era tra fine XIX agli inizio XX secolo oramai scomparsa o quasi. Ho avuto occasione di leggere un saggio: Nuto Revelli - L'anello forte: La donna: storie di vita contadina (Einaudi tascabili. Scrittori) dove l’autore riporta testimonianze dirette della vita tra gli inizi del XX secolo, e gli anni del boom economico ( anni ’60) focalizzate sulla vita delle donne, intervistando e riportando fatti di vita quotidiana, di generazioni che fecero sacrifici enormi, tra spopolamento della montagna e guerre. Tra le testimonianze riportate, mi sono balzate all’ occhio, quelle a cui si fa riferimento al denaro contante, ne riporto alcune: MARGHERITA LEMASSON vedova VILLAVECCHIA, nata a Savigliano, classe 1893. A dieci anni – avevo appena finito la quarta elementare – ero già al filatoio a lavorare. Ci pagavano ogni quindici giorni. C’era un segretario, il signor Fré, che metteva il tavolino, tutte noi in fila indiana passavamo a ritirare la nostra paga. Mi ricordo che avevo poi già la paga grossa e che mi pagavano con gli scudi. Mi piaceva portare a casa uno scudo d’argento, pareva che valesse di piú, luccicava….. MARIA ABELLO in LAUGERO, nata a Cucchiales di Stroppo, classe 1897.Sono andata in Francia a quattordici anni. Guadagnavamo cinquanta soldi il giorno, due lire e dieci soldi, e risparmiavamo. Un anno ho portato a casa duecento lire. Pagavano tutto a marenghini d’oro. Io mi ero fatto un piccolo sacchetto che tenevo legato al seno. Facevamo una miseria per portare quei pochi soldi a casa…, sembrava che portassimo l’America! […]. Sei anni a Hyères, poi un anno mi sono affittata a Nizza da serva, venticinque lire al mese… ELISABETTA CENTENERO vedova GIORDANA, detta Blot da chi ’d Vitorio, nata a Centenera di Stroppo, classe 1898. A nove anni mi hanno affittata a San Michele di Prazzo. Mi davano trentacinque lire di paga da Pasqua ai Santi. […].Guardi che mi ricordo ancora la paga dei due anni che mi hanno affittata in Francia. Il primo anno novantacinque lire, il secondo centoquindici. Il guadagno era trenta soldi al giorno, a raccogliere le viole per Parigi, Lione, Londra, tutto il giorno piegate che piovesse o no a fare i mazzetti di viole, sessanta viole e trenta foglie attorno per mazzetto, da Natale a Pasqua. Trenta soldi di paga, ma ci pagavano in oro. Là pagavano tutti in oro. C’erano i muratori che non volevano essere pagati in oro, avevano paura che l’oro non valesse, preferivano la carta. ROSA RUGHETTI in GARBARINO, nata a Cossano Belbo, classe 1905. Mi dava – avevamo negoziato – novanta lire per tutto l’anno. Poi del 1913 mio papà mi ha messo da un altro padrone, proprio qui vicino, qui sopra. […]. Al lavoro, andando giú per la collina, portavo ’l curbun del liam ’nle vi, e tornando su portavo le pietre per fare la casa. Mi dava duecento lire all’anno, e mantenuto Saluti TIBERIVS1 punto
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No: entrambe hanno la stessa densità, maggiore di quella dell’acqua, ed entrambe affondano. apollonia1 punto
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complimenti gallo83,il grossetto della garfagnana non e facile da trovare , specilmente in buone condizioni infatti sono anni che lo cerco, nei vari anni ne sono passati alcuni ma non in buone condizioni, l'unico piacevole era quello da varesi, provai a prenderlo ma non mi tocco.....io ho quello con la bomba, queste monete anche se sono estensi sono collezionate anche in toscana....1 punto
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Ti consiglio caldamente di lasciarla così com'è. Qualsiasi tentativo di pulirla la peggiorerebbe: la patina che la ricopre è molto apprezzata, anche a livello estetico, dagli estimatori. Al massimo, se proprio vuoi, puoi applicare un sottilissimo velo di cera microcristallina (molto usata è la cera Reinassance).1 punto
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Posto la mia (Nomisma 1) e la descrizione che ne fa il Voltolina.1 punto
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foto molto bella, è una tipologia difficile da trovare in buona conservazione.. e quando si trova i prezzi schizzano immediatamente alle stelle. Questa conserva ancora dei buoni rilievi e fa la sua bella figura... direi che un bb+ se lo merita?1 punto
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Ciao, posso aggiungere che lo stemma dei sebeti del 49 fu probabilmente usato anche per le piastre del tipo: "busto corazzato"...1 punto
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Viene costruita, pare nella proprietà dei marchesi di Saluzzo, verso la metà del XIV sec. nella parte collinare di quella città . Verso il 1450, per donazione forse da parte del marchese Ludovico I, la casa diventa proprietà della famiglia Cavassa con Galeazzo Cavassa che nel 1464 è vicario generale del marchesato . Il figlio Francesco, anch'egli vicario generale, dopo il 1483 dispone la trasformazione della casa medievale in un importante palazzo residenziale in stile rinascimentale, anche con interventi di operatori ed artisti chiamati dall'Europa . Il prestigioso edificio resterà in proprietà dei Cavassa fino al 1775, per arrivare poi al marchese Tapparelli d'Azeglio che ne avvia il recupero dal degrado ed il restauro fino al 1890, quando Casa Cavassa diventa sede del museo civico . Il periodo rinascimentale di Casa Cavassa coincide in Saluzzo con il fiorente periodo del marchesato di Ludovico II ( 1475-1504 ) e della successiva lunga reggenza fino al 1528 di Margherita di Foix . Per questi sovrani, la zecca marchionale di Carmagnola, batte le rare belle monete a noi pervenute, quali i ducati d'oro ed i talleri di argento di squisito stile rinascimentale .1 punto
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Ciao Quinto Per me è da applausi. Mi piace molto perchè oltre che chiara,nitida,è anche equilibrata nella luce! Complimenti Riccardo1 punto
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È stata la prima differenza che ho notato appena ho avuto in mano la Pubblica ICA, anche il peso è differente.1 punto
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Buono per mezzo chilo di pane dell’Opera del pane di Sant’Antonio nella Parrocchia di S. Michele Servi, Vicenza.1 punto
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Ci credo eccome! posso solo immaginare le str@nzzte che girano su feisbuk , non le conosco direttamente perchè non mi sono mai iscritto. Era solo per dire che è possibile, anche se non frequente, essere bisnonni senza per questo avere un'età ultracentenaria, un ragazzo ventenne già negli anni '60'70 può esserlo tranquillamente.1 punto
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Anzitutto complimenti per l’esemplare Gallo, moneta non facile da trovare sicuramente. Ricordo un passaggio dei due esemplari, quello “con la bomba” e quello senza busto che hai presentato qui, nella Raccolta ANPB, vendita Varesi 2016. Non riporta la data ma la sigla dello zecchiere (LS per Lodovico Selvatico) circoscrive la data di emissione tra il 1608 e il 1613. Aggiungo, nel 1606 era stata deciso dal Senato di Milano che il possesso della Garfagnana spettasse a Cesare d’Este (terra contesa con la Repubblica di Lucca, come già detto). N.1 punto
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Belize 1 cent 1989 Città del Vaticano, 20 ire 19891 punto
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India 1 rupia 1989 che commemora il politico Jawaharlal Nehru primo ministro indiano dal 1947 al 19641 punto
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Gettone per il pane di Amsterdam D/ Tavola con 2 pani: Broodpenning der Herv. Diakonie te Amsterdam - 1861 R/ Donna con mano tesa in compagnia di una pecora: Vergenoegd en Dankbaar Zinco: 6,7 g, 27 mm Traduzione del diritto: Gettone per il pane della Chiesa riformata di Amsterdam - 1861 Traduzione del rovescio: Felice e grato Vi sono varianti con 3 o 4 pani sulla tavola. Inoltre gettoni in argento, in bronzo, in rame e in stagno. Il gettone del pane è un gettone rilasciato da un ente di beneficenza ai meno fortunati che era scambiabile con del cibo. Questi gettoni sono stati utilizzati dalla fine del Medioevo, ma soprattutto nel XIX e nella prima metà del XX secolo. Inizialmente furono emessi soprattutto nelle aree industrializzate di Belgio, Francia e Regno Unito. Questo era dovuto alla grande povertà tra gli operai dell'epoca e al socialismo che stava emergendo in quel periodo. I gettoni del pane sono caduti in disuso a causa del miglioramento della legislazione nel campo della sicurezza sociale.1 punto
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Discussione molto interessante dal mio punto di vista. Provo ad aggiungere alcuni considerazioni sparse, derivanti principalmente dalla lettura di "L'Italia e L'unione monetaria latina" di Filocamo e "La circolazione metallica del Regno di Italia" di Lefevre. Nella mente dei legislatori traspare che l'Unione Monetaria Latina dovesse poi virare verso un monometallismo aureo, che non era possibile nella fase iniziale a causa della grande quantità di argento presente nelle casse francesi. A parziale dimostrazione c'è il fatto che i tagli aurei avessero effettivamente un ampio spettro di valori e il fatto che l'organizzazione dell'argento non fosse consistente tra loro: 1 lira pesava 5g al titolo di 835%, mentre 5 lire pesavano 25g ma al titolo di 900%..di certo non ero incentivato lo scambio di monete in argento tra loro (nessuno avrebbe pagato con uno scudo con il rischio di vedersi dare un resto in 1 e 2 lire..), mentre l'oro era consistente. Poi: - le 5 lire in oro sono state sospese perchè non "pratiche" per la circolazione (art. 9 della convenzione del 1878, "La monetazione dei pezzi d'oro fabbricati nelle condizioni dell'art. 2, con l'eccezione di quella da 5 franchi d'oro, che resta provvisoriamente sospesa, è libera [...]", a commento del testo si fa riferimento al fatto che fossero troppo piccoli e soggetti ad usura). - il calo dell'argento sul mercato, che però rimaneva inchiodato al rapporto di 15.5 rispetto all'oro monetato, ha portato al fatto che l'argento, in particolare gli scudi, fosse ancora abbondantemente usato per comprare oro degli altri paesi membri (infatti negli anni successivi, ad ogni nuova convenzione si faceva riferimento alle clausole di liquidazione, secondo le quali ogni stato doveva periodicamente ricomprarsi i proprio scudi d'argento finiti negli altri paesi membri con uguale valore in oro). Di conseguenza, secondo me, l'oro era idealmente pensato per la circolazione di tutte le classi sociali, ed è stato così per un lungo periodo, ma non con la stabilità immaginata dai legislatori. Saluti!1 punto
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Buongiorno. Cerco il vostro aiuto per identificare questa moneta; Sembra di puro rame , peso=g.0,62 , diametro=mm15. Grazie in anticipo.1 punto
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Ciao, complimenti per l'ottimo pezzo. Se posso fare un po' l'antipatico ti segnalo che il Contarini in quel periodo era doge di Venezia mentre a Genova vigeva la regola dei "Dogi biennali" e in quel biennio era doge Francesco Garbarino. ... Come diceva il grande filosofo Massimo Buscemi ..."Tutto questo, per la precisione"1 punto
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Salvo errori, non ho trovato nel forum riferimenti sulla Mille Miglia. A mio avviso, la Mille Miglia merita la presenza e per questo posto la prima mia medaglia che si riferisce all’edizione del 1938. da : https://it.wikipedia.org/wiki/Mille_Miglia#X_Coppa_della_Mille_Miglia XII Coppa delle Mille Miglia 3-4 aprile 1938 / km 1621,270 (Km 18,730 in meno rispetto all'anno precedente) 1° Clemente Biondetti / Aldo Stefani - Alfa Romeo 8C 2900 B MM spider Touring (2905 cm³) - 11h58'29" - km/h 135,391 (media=nuovo record) 2° Carlo Maria Pintacuda / Paride Mambelli - Alfa Romeo 8C 2900 B MM spider Touring (2905 cm³) - 12h00'31" - km/h 135,008 3° Piero Dusio / Rolando Boninsegni - Alfa Romeo 8C 2900 A spider "botticella" (2905 cm³) - 12h37'31" - km/h 128,414 Mitica Alfa Romeo 8C https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_8C#Il_1938 Sul retro sono indicati i nomi dei vincitori delle edizioni dal 1927 (prima edizione) al 1938 compresa. Interessanti le 15 medaglie presentate da Finarte nel maggio 2019 https://www.finarte.it/lotto-libri/?id=8053&asta=35&auction_house=FINARTE Saluti, Domenico1 punto
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Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi.. Grana 2 Gioacchino Napoleone. ? Saluti Alberto1 punto
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Arrivata in collezione questa rara tipologia : Amedeo d'Acaja Mezzo Grosso I Tipo - Mir rami collaterali di Casa Savoia 26b1 punto
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Ciao @giuseppe ballauri. Innanzitutto, ti ringrazio per i complimenti. Riguardo la riga al rovescio, devo dirti che la mia non presenta questo specifico elemento. Ciononostante, "sovrapponendo" fotograficamente le nostre due monete, noto numerose affinità (forse un po' troppe per pensare a delle coincidenze). Oltre a quelle da me già citate, di cui l'esubero di metallo al dritto è certamente la più lampante, potrei aggiungere anche l'assenza di punteggiatura a livello della legenda e a lato della data. Alla luce di ciò, ipotizzo che il tuo esemplare possa essere stato coniato in seguito al mio, in un momento in cui nel conio al rovescio si era creata quella sottile fessura a livello del valore nominale. Riporto le foto sia del dritto che del rovescio del mio esemplare, dato che vedo che quella che ho postato ieri è venuta di dimensioni insolitamente ridotte...1 punto
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Buongiorno a tutti, Rocco trovo interessante questa moneta, devo dire che in un primo momento avevo pensato che quei tre segni fossero una sorta di punzonatura per il saggio del metallo, ma poi riflettendoci bene, potrebbero essere altro, ad esempio una sorta di marchio di annullamento, per intenderci come si faceva una volta con le banconote false, che si tagliavano a metà. Oppure la moneta è stata usata come parte di un utensile, oppure è semplicemente la goliardata di qualche buon tempone. Saluti Alberto1 punto
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Buongiorno, ci ho pensato molto, se postarla o meno, credo rientri sicuramente tra le Rare di Ferdinando IV. Mi riferisco al 3 Cavalli 1790 SICI Purtroppo la moneta è ferma dal Venditore in attesa di essere spedita Covid19 permettendo. Le foto sono quelle del venditore, con molta acutezza d'occhio, che solo un Amico poteva avere, mi è stata segnalata sapendo il mio desiderio di averla anche se in bassissima conservazione. Poi non è un segreto che Amo le monete in qualsiasi conservazione, magari nel tempo l'accompagnero'(ma non sostituirò) con una in conservazione migliore. Saluti Alberto1 punto
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1805 NAPOLEONE FONDAZIONE DEL REGNO D'ITALIA OMAGGIO DELLA ZECCA DI MILANO D/ NAPOLEONE RE' D'ITALIA - In esergo LA ZECCA DI MILANO / MAGGIO 1805 R/ DIVENUTE COMPAGNE NELL'ORDINE NELLA FEDE NELLA PROSPERITA' - Al centro cinque stemmi rappresentanti gli stati formanti il Regno d'Italia, stemma di Milano al centro, Venezia in alto a destra, le Legazioni in alto a sinistra, il Modenese in basso a sinistra e la Valtellina in basso a destra. Bronzo, mm. 42,2 - Aut. LUIGI MANFREDINI1 punto
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1804 BONAPARTE SCOPERTA DELLA CONGIURA DI PICHEGRU ANNO III DELLA REPUBBLICA ITALIANA D/ BONAPARTE . REIP . ITAL . PRAESES . - ANNO . III . R/ DVX . TVTVS . AB . INSIDIIS . - A destra il Destino suduto con l'urna e a sinistra le tre Parche alate su una nuvola, in atto di tessere il filo della vita. Dal volume di A. TURRICCHIA pag. 307 n. 381: Quasi tutti gli autori di cataloghi di medaglistica cadono nell'errore di attribuire questa medaglia all'anno 1800, ritenendo che essa si riferisca all'attentato a Napoleone alla vigilia di Natale del 1800 ( con la cosiddetta macchina infernale). Vedi medaglia precedente al post 13 Bronzo, mm. 59 - Zecca di MILANO - Aut.: disegno di ANDREA APPIANI, conio di LUIGI MANFREDINI1 punto
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24 DICEMBRE 1800 Medaglia Francese del FALLITO ATTENTATO A NAPOLEONE BONAPARTE mentre si recava in carrozza al teatro dell'Opera, trovò la strada sbarrata da un carretto con una grossa botte, il cocchiere presagendo il pericolo e trovando un passaggio accellerò l'andatura e appena superato il carretto ci fù una grande esplosione, la botte era piena di polvere di cannone e chiodi, quella sera morirono 22 persone e ne ferì un centinaio. L'attentato passò alla storia come ATTENTATO DELLA MACCHINA INFERNALE. Bronzo ramato, mm. 50 -Aut. H. AUGUSTE1 punto
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Una delle più belle medaglie NAPOLEONICHE 1797 PRESA DEL BROLETTO DI BRESCIA E FINE DELLA REPUBBLICA VENETA Medaglia coniata nella Zecca di MILANO per iniziativa del Governo Provvisorio Bresciano. Per la storia vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Bresciana D/. PRESA DEL PALAZZO DI BROLETTO, scena della presa del palazzo con in primo piano soldati e cittadini a piedi e a cavallo, in basso al centro, due persone stanno posizionando il cannone. Opera del grande incisore della zecca di Milano Franz Joseph Salwirck - mm. 631 punto
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I primi Carlini, detti anche Saluti sia monete d'oro che d'argento furono emessi nel 1278 da Carlo I d’Angiò re di Napoli e di Sicilia riportanti al dritto la scena dell’annunciazione con il motto tratto dal Vangelo di San Luca “AVE GRATIA PLENA DOMINUS TECUM “ ave, o piena di grazia, il Signore è con te; il re volle che le sue nuove monete d’oro e d’argento con le loro metà, chiamate anche Saluto e Mezzo Saluto, coniate nella zecca d Napoli, fossero battute in modo che il dritto ed il rovescio, ruotando la moneta, risultassero paralleli, ossia con un rapporto a 0°; mentre il bravissimo Incisore, il brindisino Giovanni Fortino, aveva presentato al re le prime foto delle monete con un rapporto a 180°, ossia con faccia capovolta rispetto all’altra. Carlo, che aveva seguito personalmente l’emissione dei Carlini, dimostrando per quel tempo una rara conoscenza della moneta fece correggere le lettere delle legende che apparivano poco chiare: “ Non sunt clare et distinte legibilis ut deberent” scrisse e lamentò il fatto che non ci fosse un rapporto regolare tra il diritto e il rovescio, anche se questa era la norma nel Medioevo. In omaggio alle figure divine, contrariamente alla consuetudine che vuole al dritto delle monete l’impronta che rappresenta l’autorità emittente, il ritratto o lo stemma del principe, Carlo volle che sui suoi Carlini ad avere la precedenza su quella dello scudo con il suo nome, fosse la “admirable” scena dell’ Annunciazione. Questo emerge chiaramente dalle sue disposizioni circa la posizione del diritto e rovescio: “ Quod caput ipsius scuti captibus ymaginum Beate Virginia et Angeli parte alteris positis et punta sempre eiusdem scutis pedibus eorundem ymaginm eguali ordine responderent”. Traina - CN 216 del mese di Marzo 2009. Saluto d’oro, Asta Nac 35 del 2/3 dicembre 2006 lotto 151 - P.R. 11 punto
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