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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/08/21 in tutte le aree

  1. Ciao @Raff82 è molto difficile poter comprendere i motivi di questa notevole varietà di conii del millesimo 1834. Esimi studiosi hanno cercato una risposta che per adesso, in mancanza di una documentazione, non è ancora stata trovata. In passato sul Forum la questione è stata lungamente dibattuta. Sono state avanzate ipotesi personali, alcune prive di logica ed altrettante risposte qualche volta sopra le righe, pertanto non è mia intenzione continuare o alimentare queste sterili polemiche, ma solo fornire delle ipotesi personali che sono e resteranno tali. Mario Pin nell'ottimo libro: “ Le Piastre da 120 Grana di Ferdinando II di Borbone “ - D'Amico Editore -2017 – Pag.96 scrive quanto segue: Si parla di “libertà di azione degli addetti”, ed “imprecisioni durante le operazioni di coniazione” Ed ancora di “ Effetto artigianale della produzione nella Zecca di Napoli”. Questo avrebbe portato al fatto che molti addetti manifestavano il proprio estro producendo dei conii personalizzati. Non mi permetterei di contestare ad uno Studioso della levatura di M.Pin queste conclusioni, però tale interpretazione, dal mio punto vista, mi sembra troppo “artistica”. La Zecca di Napoli al tempo non aveva nulla da invidiare alle altre della Penisola, era diretta da persone capaci e pertanto esistevano dei controlli e poco o nulla era lasciato al caso. Ne fa fede ad esempio il fatto che le Piastre abbiano un limite di tolleranza della lega d'argento sovrapponibile agli Scudi coniati in altre Zecche. Non è pensabile che tali monete uscissero dalla Zecca con anomalie di conio piuttosto vistose, senza che i Dirigenti ne fossero a conoscenza. Sicuramente l'altissima tiratura di questo millesimo poteva permettere che degli errori fossero presenti, ma sicuramente non in tale quantità e non con questa varietà. Pertanto avanzo una mia personale ipotesi: gli “errori” erano intenzionali e ben conosciuti dal personale della Zecca di Napoli. Perchè esistevano queste anomalie? Probabilmente erano un marchio. Per distinguere l'incisore e/o aiutanti che, in caso di “problemi” poteva essere identificato. Oppure per distinguere semplicemente una “partita” di Piastre derivanti dalla fusione di altre monete o poter risalire alle forniture dei metalli comprati magari in altri Stati. Vi ringrazio per l'attenzione e ribadisco che sono soltanto congetture non suffragate da elementi concreti. Saluti a Tutti
    3 punti
  2. Il concetto, così espresso, è equivoco (visto che si parla di "accusa") e mi permetto di precisare ancora una volta che nel processo penale a carico del collezionista è e sarà sempre solo l'accusa (il P.M., per intenderci) a dover offrire la prova della sussistenza di una delle fattispecie di reato eventualmente contestate (di solito si tratta di una tra quelle di cui all'art. 176 C.B.C., "Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato", art. 648 c.p. "Ricettazione" o art. 712 c.p. "Acquisto di cose di sospetta provenienza"). E' solo dal punto di vista (diciamo) civilistico (per agevolare la comprensione del diverso regime probatorio) - ossia nella risoluzione della controversia tra Stato e privato sulla proprietà dei beni - che sarà il collezionista a dover offrire la prova della legittimità del proprio titolo di proprietà delle monete, dovendo vincere la presunzione normativa (cioè stabilita per legge) di appartenenza statale. E' questa la prova diabolica, non quella in ambito penale. Ed è sempre per questo che si possono verificare situazioni in cui nonostante l'assoluzione il collezionista si veda comunque confiscare definitivamente le monete. Spero sia ora più chiaro. Saluti.
    3 punti
  3. Ciao @Litra68, si ho una grande passione per le 34,ogni volta che ne trovo una è sempre una domanda continua, nel caso della piastra in oggetto mi sono chiesto come mai ci sia stata la volontà di non incidere nessun punto nelle abbreviazioni e nemmeno dopo il numerale ll Un saluto Raffaele.
    3 punti
  4. Io spero proprio di no... Ma basta questo perbenismo assurdo! Allora le Chiese? Le opere artistiche che ebbero come patrocinatore il Vaticano? ... Già nascondono le Guerre che mi sembra una boiata pazzesca. La Storia é fondamentale, ma ora come ora l' I phone é più importante. Male.
    3 punti
  5. L'ho scritto di fretta, in questo momento, quindi quello che ho scritto, spero si comprende è proprio quello che intendo lasciare come messaggio. Ovviamente non mi allontano dalla discussione, infatti l'ho fatto proprio qui a questo proposito, senza pensarci su. > alle pagine 321 - 322 e 323 del Manuale che ho anche avuto premura di fare dei ritagli, per chi non avesse il volume, ci sono tante, ma tante risposte, ai centinaia di quesiti, domande, risposte a cavolo che leggo spesso; ma se poi, ribadisco, non si ha volgia di leggere e scrivere la prima cosa che ci passa per la testa, il risultato sarà sempre insoddisfacente.....ed ho utilizzato un parola nella normalità....per non scrivere dell'altro....del tipo "l'asino vola".
    2 punti
  6. permettetemi una considerazione Sono decine le discussioni sul forum (e probabilmente le sottostimo) dedicate all'interpretazione delle norme che regolano il commercio, lo scambio e il collezionismo in genere delle monete - in particolare antiche. Giuristi esperti, Bizerba, Vitellio, piu' recentemente Allek si sono alternati a dare commenti o rispondere a domande riguardanti l'interpretazione delle norme. Se volessimo fare la sintesi forse pero' ancora sfuggirebbe qualche particolare, qualche elemento, qualche interpretazione della giurisprudenza che non permette - nessuna colpa sia beninteso ai ns valenti giuristi . di definire con CERTEZZA assoluta cosa è permesso e cosa no. Ma non è questa la conclusione cui intendevo arrivare bensi la lascio come mero elemento di meditazione. La mia considerazione riguarda invece come sia possibile - in un Paese culturalmente, civilmente (qualcuno magari avrebbe da ridire ed economicamente avanzato come l'Italia - che vi possa sussitere un clima cosi incerto riguardo le regole che determinano cosa si possa e cosa non si possa fare. Chiariro' meglio con un esempio: frequento quando capita diversi altri fora, UK, francesi, spagnoli, US etc. ebbene in NESSUNO di essi si perdono 'tonnellate' di ore preziose a disquisire di certificati di provenienza (al massimo di autenticità e grading - quelli si) di responsabilità civili/penali (queste ultime poi le ho lette solo in connessione a furti e ladrerie), di sentenze della corte di Cassazione (negli altri Paesi le corti Supreme si occupano di ben altro o se proprio toccano l'argomento come diritto naturale del cittadino lo fanno una volta sola non contraddicendosi in decine di sentenze che invece di dirimere la questione la complicano e basta). Insomma il mio sgomento è perché in un Paese che nulla ha da invidiare - civilmente, culturalmente, economicamente ad altri pari grado - si debba subire questi iniqui trattamenti dove alla fine ci si ritrova nostro malgrado a disquisire molto piu' a lungo di regolamenti/pratiche/sentenze legali piuttosto che di MONETE, e della loro storia e importanza culturale ed artistica, come avviene nella stragande maggioranza dei forum di discussione in tutti gli altri Paesi. Preferirei di gran lunga leggere - non me ne vogliano i ns fini giuristi - al posto di virtuosistiche interpretazioni giurisprudenziali (che spesso - di nuovo non me ne vogliano - restano fini a se stessi perche le regole sono state concepite per essere soggette a interpretazioni disambigue) commenti sulle monete e sul contesto che ci permettono di rievocare o approfondire meglio.. Scusate lo sfogo ma trovo iniqua questa condizione per coloro che perseguono questa passione per diletto e amore di consocenza, senza contare i danni o le limitazione, e i costi aggiuntivi imposti a chi fa della numismatica una professione commerciale..
    2 punti
  7. Buongiorno a tutti, oggi vi voglio mostrare il mio ultimo acquisto, arrivato proprio ieri direttamente dall'ultima Inasta. Come potete ben vedere dalla foto qui sotto, si tratta di una moneta usurata, soprattutto al dritto, e forse a qualcuno, sopratutto agli amanti delle alte conservazioni, potrebbe anche non trasmettere nulla o quasi... ma in questo caso è la rarità della moneta a regalare grandi emozioni! Si tratta infatti di una tipologia diversa e più rara dalla 'classica' Lira di Francesco III con l'Aquila al rovescio (anch'essa non comune da trovare). In questo caso infatti al rovescio troviamo la Vergine ed il Bambino, iconografia per me molto bella e che si rifà alle Lire, 2 Lire e a diversi tagli in oro di Francesco I d'Este (duca dal 1629 al 1658). Il dritto si presenta usurato soprattutto dalla metà in su del busto del duca, mentre la legenda e la data rimangono integre e ben leggibili. Il rovescio è invece più godibile, con le figure della Vergine e del Bambino che emergono bene dai fondi, anche se i dettagli sono purtroppo andati persi. La moneta è classificata come R2, ed è probabilmente la tipologia più rara per quanto riguarda le monete di Francesco III. Cosa ne pensate? Che tipo di conservazione le attribuireste? (Inasta la segnalava qMB) Grazie a tutti per l'attenzione e a chi vorrà intervenire! Cioso.
    2 punti
  8. Si tratta della «Lira di Reggio», di 1/3 più leggera delle solite lire modenesi, perché ci volevano 3 lire reggiane per fare 2 lire modenesi. Allo stesso modo il «Capellone» era mezza lira reggiana, e questo spiega l'inconsueto suo valore inciso (6 Bolognini e 8 Denari). Essendo una lira reggiana, il rovescio (come le più famose serie in oro e argento di Francesco I) riproduce la Madonna della Ghiara (di cui esiste la Basilica a Reggio), a cui i duchi estensi furono sempre molto devoti, a partire da Francesco I che le diede il merito di avere salvato lui e la sua famiglia dalla terribile peste del 1630.
    2 punti
  9. E' scritto e noto questo > L’effige e lo stemma (non completati e perfezionati) erano le prime due operazioni immesse sul conio; solo dopo questo iniziale procedimento si provvedeva all’incisione di legende, ornamenti, data, valore e di tutti gli altri piccoli particolari; in pratica questi venivano aggiunti in un secondo tempo, con altri punzoni oppure a mano libera; questo metodo operando, per non perdere i dettagli nel momento in cui il punzone freddo e temperato veniva battuto nel conio di acciaio reso in quel momento caldo e stemperato; il risultato di queste operazioni aggiuntive ha dato origine a numerosissime differenze tra una moneta ed un’altra variando quindi le posizioni delle legende, delle date, del valore, la spaziatura tra le lettere e gli intervalli tra le parole; anche i caratteri utilizzati erano spesso diversi da altri e venivano usati in modo promiscuo, senza contare della punteggiatura, quasi sempre trascurata e apposta in modo irregolare; quelle innumerevoli vanno registrate soprattutto nella composizione dello stemma borbonico (imprecisione araldica), non da meno anche quelli accaduti nei tagli delle monete e sul bordo.
    1 punto
  10. Se a me una moneta piace sono disposto a pagarla anche più del “prezzo di mercato”. Sinceramente almeno per me non sono le monete più belle presenti in collezione che mi emozionano di più, ma quelle che ho più desiderato o che mi sono capitate in un momento particolare della vita
    1 punto
  11. No, non dovrebbe proprio, e non solo per motivi di sicurezza sanitaria. Secondo me non si dovrebbe proprio arrivare al livello di far presenziare alla più alta carica dello Stato una partita di calcio, trattando questo "sport" come fosse un evento storico per la nazione che richiede la mobilitazione ai livelli supremi. Il tutto con buona pace degli altri sport (anche quelli senza virgolette) a cui simili onori invece non vengono riservati. Per come la vedo io è un'assurdità di principio, un'assurdità totale.
    1 punto
  12. Le madonne lignee con bambino sono molto comuni in europa, a memoria senza ricerche me ne vengono in mente subito una in basilicata e una ad Augusta in Germania. Alcune hanno un melograno in una mano, altre tre dita alzate di una mano, oggetti e posizione delle dita hanno un loro significato simbolico. Più che oggetti semplicemente religiosi sono testimonianze storiche e artistiche non di poco conto, per cui non vedo motivi per cui oggetti così belli non debbano potere essere coniati su monete.
    1 punto
  13. DE GREGE EPICURI Vi mostro alcune monete di Alessandria Troade, avute da un amico tramite scambio. Questa è forse la più comune; pesa 5,48 g. e misura 21 mm. Al D, il consueto ritratto turrito della città (che è sita in Mysia); secondo alcuni, si tratta di una Tyche. La scritta è: COL TROADA. Al rovescio, un'aquila vola a dx, ad ali aperte; tiene con le zampe ad artiglio la testa (o la parte anteriore) di un toro. Legenda COL AUG TRO. Baldwins 47, 135 Simile anche a BMC 53, ma ci sono molte varianti nelle legente, più o meno abbreviate.
    1 punto
  14. Allora sarà un onore per me regalarti uno dei miei esemplari. Un caro saluto, Rocco Citraro.
    1 punto
  15. Spagna - 100 Pesetas 1995 50° Anniversario della Fao
    1 punto
  16. Condivido il pensiero di @numa numa. E' davvero frustrante che i collezionisti italiani di monete antiche debbano vivere perennemente con l'angoscia di questa spada di Damocle sulla propria testa. Tra l'altro si tratta di una situazione che non ostacola soltanto il "povero" collezionista ma, per una serie di elementi, finisce col danneggiare lo stesso stato italiano. Pertanto, pur aberrando molto spesso certi discorsi "esterofili", credo che in questa circostanza il nostro Paese farebbe bene a prendere esempio da sistemi virtuosi, in cui si è creata una serena e proficua convivenza tra interesse pubblico e privato. A tal proposito, mi permetto di citare un breve passaggio presente nella prefazione di un'importante asta tenuta alcuni anni fa a Milano: "Crediamo che anche in Italia sia arrivato il momento di sviluppare un corretto rapporto di collaborazione tra pubblico e privato, i cui interessi, a differenza di quanto pensino alcuni funzionari del Ministero dei Beni Culturali, non sono affatto contrastanti, ma anzi collimano. E' interesse delle Istituzioni tutelare e incoraggiare il collezionismo privato che è, da sempre, il più grande bacino da cui attingere per le collezioni pubbliche. Rendere difficile il collezionismo e regolamentare in maniera irragionevole la libera circolazione delle monete è un'operazione miope e di finta tutela; ci chiediamo che senso abbia negare il permesso di libera circolazione per monete che sono presenti in moltissimi esemplari nelle collezioni pubbliche e, soprattutto, è logico interrompere quel processo virtuoso che negli ultimi anni aveva portato all'emergere di così tante collezioni? Noi crediamo di no e sappiamo che queste considerazioni sono condivise da moltissimi studiosi sia all'interno dei musei sia nelle Università, ma purtroppo l'Italia è un paese strano, dove spesso la burocrazia assume posizioni del tutto inspiegabili". Da allora ad oggi, purtroppo, sono trascorsi quasi 9 anni ma, a quanto pare, la situazione non è migliorata particolarmente...
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  17. Sembra un trans che batteva al Valentino.
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  18. Grazie per le risposte, ad oggi ancora nulla. Ribadisco che non è accettabile che l'IPZS non dia delle comunicazioni adeguate (nome del corriere e tracking). Se faccio il confronto con i siti e-commerce dove ho acquistato, non so se ridere o piangere.
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  19. Non è una richiesta obbligata, se il conferente vuole mostrarla, lo fa di sua iniziativa, altrimenti, la casa daste , deve accontentarsi( a norma di legge) della auto certificazione rilasciata dal conferente.
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  20. Devo essere sincero. Benché io raccolga tendenzialmente, come specificato già altrove, dal BB in giù, non posso non ammirare alcuni pezzi che state qui presentando. Un po' d'invidia c'è. Ma tanto tempo fa ho posto le condizioni per le mie collezioni, e mi mantengo fedele a quelle linee di condotta. Per quanto riguarda il mio 2 tornesi 1857, non essere troppo zelante. ?? Si legge tutto, sì, ma è davvero brutto (con tanto di tondello ondulato). Piccola digressione (da sviluppare altrove, non qui): ci diciamo spesso che siamo in pochi ad accettare scarrafoni nelle nostre raccolte. Ho la sensazione che invece siamo in molti. Non colleziono tutto il CU di Ferdinando II ma solo gli anni '50 (compreso suo figlio). Praticamente ho fatto una scelta tipologica delle preunitarie e inserisco nella raccolta una moneta per tipo. Tanto per rimanere nel tema della discussione, mi manca il 3 tornesi (ultimo tipo di ritratto). Ne ho visti in basse-bassissime conservazioni e confacenti alle mie possibilità, ma per un motivo o per l'altro, non li ho ancora mai acquistati. Sarò curioso di osservare qui i vostri esemplari. Per quanto riguarda i ramini dai nominali già esaminati, eviterei di aggiungere i miei: non credo abbiano alcuna particolarità (anche se non mi interesso di proposito al discorso varianti). Spezzerei di certo una continuità di ragionamento gradiente (dal nominale più piccolo a quelli più grandi) che secondo me è un valore aggiunto di tale discussione.
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  21. Siria, 25 pound 1995-1416 Commemorativa del 25° anniversario del colpo di Stato del 1970 al rovescio: Presidente Hafez Al Assad
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  22. Ciao @Stilicho, ho letto con interesse quanto scritto dall'amico @Pablos, conoscevo già la battaglia di Harzhorn (ed il bel video dell'amico Trizio che seguo fin dalla nascita del suo canale YT) e sono d'accordo visto che la suddetta battaglia fa parte della campagna del 235-236. "A tale scopo tra il 235 e il 236 l'imperatore condusse la sua prima campagna contro la federazione germanica degli Alemanni, utilizzando come "quartier generale" Mogontiacum e oltrepassando i confini imperiali nella zona del Taunus presso Saalburg-Zugmantel." "Massimino riteneva che fosse una priorità dell'Impero la guerra "antigermanica", continuò a combattere gli Alemanni, riuscendo non solo a respingere le loro incursioni lungo il limes germanico-retico, ma anche a penetrare profondamente in Germania per circa 300-400 miglia romane (450-600 chilometri) e a battere sul loro terreno gli Alemanni, nella regione del Württemberg e Baden (cfr. battaglia di Harzhorn). Campagne archeologiche di scavo, condotte dal 2008 al 2011, hanno rivelato tracce di uno scontro militare tra l'armata romana (composta anche dalla legio IV Flavia Felix) e i Germani presso l'Harzhorn, nell'area boschiva nei pressi di Kalefeld (in Bassa Sassonia), databile al 235." "Sembra che le foreste e le paludi della Germania Magna, bloccarono i Romani, costringendo Massimino a far ritorno in territorio romano. Prima però, lo stesso Imperatore si rese protagonista di alcune battaglie, quando affrontò in persona il nemico con grande coraggio, lanciandosi nella mischia e uccidendone numerosi." "A questa campagna apparterrebbero alcune vestigia archeologiche, che testimoniano le devastazioni compiute anche lungo il limes del Norico. Per questi motivi ricevette dal Senato l'appellativo di "Germanicus maximus", mentre sulle monete appare la dicitura "Victoria"." Fonte Wikipedia. Non mi pare ci siano VICTORIA GERMANICA coniate prima del 236... sbaglio? Ave! TWF
    1 punto
  23. E' veramente un bel sesterzio. Complimenti
    1 punto
  24. Continuano le stranezze: rigori concessi all'Inghilterra ma non alla Danimarca, il pallone che ai sdoppiata, Var inesistente,... La domanda è: cosa succederà contro l'Italia? Ecco i possibili accorgimenti studiati dalla UEFA per aiutare, ma solo un pochino, a vincere l'Inghilterra: per la serie ti piace vincere facile!
    1 punto
  25. Grande Raffaè! Le trentaquattrenni ,come dicevi tu,hanno un fascino particolare? Anche questa è una bella variante,oltre che bella monetazza. Sta patinando che è na bellezza? Salutoni
    1 punto
  26. Ciao @Leiandros, sì ho visto anche l’altra cumana e mi sono aggiudicato anche quella, con Glauco. È corretto considerarle delle monete greche.
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  27. Buonasera a tutti, @sdy82, bravo, quindi sono in buona compagnia. Devo confidarti che io amo tutte le monete, in qualsiasi conservazione, ma devo essere altrettanto sincero che quelle messe meglio non mi dispiacciono affatto, ci vuole un po' di tutto in raccolta e ognuno deve fare come si sente, il bello è proprio questo . Il tuo due Tornesi anche se di conservazione bassa, conserva tutte le parti (passami il termine) che sono previste per questa tipologia, data leggibile, leggenda completa, valore anche, a me piace. ? Se hai altri ramini attinenti a questa discussione postali pure. Saluti Alberto
    1 punto
  28. Da La scuola medaglistica veneziana nel Rinascimento attraverso le collezioni del Museo Correr Cristina Crisafulli, Leonardo Mezzaroba 2009
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  29. Ciao a tutti, Altra piastra della mia raccolta, diritto e rovescio senza nessuna punteggiatura, unico punto quello presente tra la G e 120. Un saluto Raffaele.
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  30. Carissimo forse lei non e’ informato ma di lettere, iniziative, petizioni, delegazioni , e financo sussurri alle orecchie che contano negli ultimi 40 anni ( per tenermi stretto) ne sono state fatte regolarmente e ad abundantiam . e non parlo di petizioni che hano poca anzi nulla efficacia in questo contesto, parlo invece di iniziative di professionisti con la P maiuscola ( ricordo tra tutte l’iniziativa drl dr. Bernardi uno dri ns numismatici piu’ esimi) di diversi anni fa che non venne neanche presa in considerazione. purtroppo vi e’ un muro ( diciamo di cristallo) che non permette non dico di sedersi attorno ad un tavolo che gia’ sarebbe fantascienza ma anche solo di avviare un dibattito serio con il Ministero su questi temi. non viene danneggiato solo il collezionismo ( con le conseguenze esposte nei messaggi sopra) bensi anche danneggiata tutta una categoria di commercianti che aspirerebbero solo ad avere regole chiare e sperabilmente eque per poter esercitare la propria attività cond avviene in TUTTI i paesi del mondo tranne che in questo dove le regole per questo ambito sono tenute appositamente vaghe in modo da poterle applicare come si vuole…
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  31. Il fatto che non abbiano i testi a disposizione non li autorizza a scrivere unknown. Ti documenti o chiedi a colleghi più competenti. O cambi mestiere. Arka Diligite iustitiam P. S. Sono stanco e stufo dei commercianti improvvisati, si capisce..?
    1 punto
  32. Forse un piccolo bronzo di Erice, Campana 48b? https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=3568&lot=145 C’è una variante del Campana 48b con una foglia davanti al cavallo, mi chiedo se non sia il caso per la tua moneta?
    1 punto
  33. Non è inedita, anzi ben conosciuta (es. Voltolina I, 40 pag. 58). È una medaglia ibrida D/ Moro R/ Foscari. Conosciuta anche da Armand e da Hill. Anche io propendo per una fusione postuma, sempre giudicando delle foto. PS se scrivo in un annuncio che è sconosciuta, quando invece non lo è, mi sa tanto di specchietto per le allodole...
    1 punto
  34. DE GREGE EPICURI E' bellissima anche in foto: arci-complimenti!
    1 punto
  35. Aggiungo due estratti interessanti di documenti dell'epoca. Nell’articolo di Giuseppe Maria Viti “Dove e come si fabbricano i nostri soldi” pubblicato ne La Lettura 1912 viene scritto: "i tondelli assumono, dopo questa operazione, un aspetto curiosissimo: una nera zona circolare, come un fosco alone, interrompe la bianchezza del metallo. Ma un nuovo imbianchimento toglie la bruna impurità emersa dalla sottocute del tondello". Nella Relazione della Regia Zecca 1911-1912 viene scritto: “l’operazione della raschiatura, per diminuire il peso dei tondelli sopra la tolleranza, viene eseguita con macchine cosidette tornitrici , che tolgono un riccetto avente forma di corona circolare sopra una delle faccie dei tondelli pesanti”.
    1 punto
  36. 1995 Germania - 10 marchi 800° Anniversario della morte di Enrico XII di Baviera, detto Enrico il Leone.
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  37. Spagna 1995 5 pesetas Colombia 1995 100 pesos
    1 punto
  38. Sperando di far cosa gradita agli appassionati di monetazione estense, agli appassionati di emissioni della zecca di Reggio Emilia e a tutti gli interessati, Vi informo che ho pubblicato sul canale academia.edu la copia pdf dell'articolo: Ercole II d'Este, un inedito bagattino con Vergine e Bambino; recentemente pubblicato da Panorama Numismatico nel n°372 5/2021 consultabile e scaricabile gratuitamente al seguente collegamento: https://www.academia.edu/49284151/Reggio_Emilia_Ercole_II_dEste_un_inedito_bagattino_con_Vergine_e_Bambino Buona lettura Mario
    1 punto
  39. Spesso bisogna accontentarsi pur di mettere alcune tipologie in collezione. Quarto di Scudo Vecchio 1733 Carlo Emanuele III D/ CAR EM D G REX SAR CYP ET IER Busto del re corazzato a destra con il collare , sotto fioretto tra due punti R/ DVX SAB ET MON TISF PRINC PED Scudo completo , coronato, in un grande ornato con collare attorno e due leoni accovacciati ai lati in alto la data 1733 T/ Tondini concatenati Argento 28 mm. , gr. 7,35 Zecca di Torino , Mir Savoia 927 , Rarita' R6
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  40. Per quanto non ami le monete colorate debbo dire che sia il packaging che il lingottino (bello spesso) ha il suo fascino... Non so se per merito di Caravaggio però... aspetto la prossima emissione per pronunciarmi
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  41. Comunque se un giorno la "scientifica" avesse bisogno delle impronte digitali degli impiegati di questo ufficio si potrà rivolgere a noi collezionisti.... Le abbiamo tutte?
    1 punto
  42. Mia moglie me lo dice sempre che non sono bravo a mantenere le promesse... ma tant’è. Sig. Bassi22, quanto lei scrive (in ogni caso fuori tema), come operatore del diritto mi impone di ricordarle che il nostro sistema giuridico non si basa sulle consuetudini, sulla prassi o sul capriccio. Il suo è un concetto pericoloso da far passare. In diversi anni di professione le poche sentenze che ho avuto il dispiacere di leggere fondate sull ‘“ovvietà” hanno fatto la fine che meritavano già in appello (senza scomodare la Cassazione). La disciplina del diritto societario (che per me è pane quotidiano) è tutt’altro che lacunosa (anche con riferimento alla posizione delle persone fisiche, o ai soggetti, come li chiama lei), glielo assicuro. Ma non voglio andare ulteriormente fuori tema quindi le dico che, se vuole, avrei tutto il piacere di continuare con lei questa conversazione in privato, nel rispetto reciproco. Ció posto, tornando al tema, cercherò di spiegare a @Sirlad con una storia di fantasia perché ho inteso focalizzare l’attenzione sul tenore letterale dell’art. 64. Non dobbiamo mai dimenticare che lo scopo di questo forum è anche divulgativo e non tutti coloro che leggono dispongono degli strumenti di avvedutezza tali da rendere ovvio che in un acquisto di moneta antica da privato si dovrebbe sempre richiedere la documentazione a corredo. Questo era lo scopo del mio intervento. “C’era una volta un signore ricco e facoltoso di nome Pollo Pavone il quale, dopo aver collezionato per anni monete contemporanee come passatempo, un giorno si appassionò alle romane antiche. Il sig. Pollo, che aveva tanti soldini da spendere, decise che la sua nuova collezione sarebbe iniziata col botto: la sua n. 1 sarebbe stata una moneta davvero speciale. Così il sig. Pollo conobbe il sig. Lupo, il quale gli propose di acquistare da lui un pezzo davvero ricercato a un prezzo a tre zeri. Il sig. Pollo, che nulla sapeva sulle modalità di circolazione dei beni ai quali si approcciava, concluse l’acquisto, con una stretta di mano, e pagando rigorosamente in contanti il sig. Lupo. A distanza di poco tempo, il sig. Pollo, che, ricordiamo, di cognome faceva Pavone, mostró la moneta a un suo conoscente, pure appassionato di monete, il sig. Iena. Il sig. Iena, invidioso dello splendido pezzo, decise di denunciare al Fattore il sig. Pollo che, quindi, un bel giorno si ritrovò i improvvisamente nei guai. Allora il sig. Pollo inizió a studiare la legge e capì (in parte) che aveva commesso una grave fesseria. Studiando studiando il sig. Pollo lesse l’art. 64 e si disse: “sono a cavallo!”. Contattó allora il sig. Lupo e pretese che questi gli fornisse il certificato di lecita provenienza. Ma il sig. Lupo gli rispose: “Di che parli? Io mica vendo monete di professione! E poi chi ti conosce?” Fu allora che il sig. Pollo decise che era ora di rivolgersi all’avvocato Benedetto (inventato anche lui ovviamente) che gli spiegó come era regolamento il terreno in cui aveva deciso di muoversi e che l’art. 64 non era lui d’aiuto: Pollo, infatti, non avrebbe potuto PRETENDERE alcun certificato da Lupo, nè prima nè dopo l’acquisto incauto. Così, Pollo tentò di spiegare la vicenda al Fattore, tirando in ballo il sig. Lupo, il quale a sua volta negó tutto. Dopo numerose tribolazioni e tante sculacciate dal Fattore, il sig. Pollo ricordó che lui e il sig. Lupo si erano scambiati alcuni messaggi in merito a quella compravendita. Fu così che il sig. Lupo non poté più negare e, quindi, fu punito dal Fattore. Il sig. Pollo se la cavó ma smise per sempre di collezionare. Il sig. Lupo non fu chiuso in una gabbia dello zoo ma fu obbligato a stare per un po’ in una riserva naturale, con l’obbligo di farsi trovare sempre presente ai guardiacaccia. Oggi si narra che il sig. Lupo abbia avuto la possibilità di tornare libero nel bosco e, da quello che si dice, non gradisce più il pollo. L’avvocato Benedetto fu benedetto anche dal sig. Pollo e tutti vissero felici e contenti (o quasi)”. Saluti
    1 punto
  43. Mi dispiace ma forse dovrebbe rileggere con più attenzione l’intera discussione, compresi i miei post. Mi vedo costretto a ricapitolare i concetti da me espressi perché così sembra che io stia suggerendo di acquistare da privati una moneta antica come se si trattasse di una bottiglietta di minerale. Non è così. Tutto è partito dal quesito se il certificato di lecita provenienza sia OBBLIGATORIO PER LEGGE anche nelle compravendite tra privati: la mia risposta è stata NO. Non lo dico io ma il codice dei beni culturali (e stiamo dando per scontato, tra l’altro, che la moneta oggetto di compravendita sia sottoposta alla disciplina ivi contenuta). Ho aggiunto, poi, che il fatto che la legge non prescriva nella compravendita tra privati il certificato in questione NON esclude che un acquirente avveduto (e quindi dotato di BUON SENSO), ESIGA dal venditore una dichiarazione di contenuto equipollente al certificato di lecita provenienza e copia di tutta la documentazione attestante la legittima circolazione della moneta nel tempo (fatture, ricevute, foto ecc.). Ma che succede se il venditore (privato) si rifiuta o non è in grado? La legge glielo impone? La mia risposta è NO. Che possibilità ha allora l’acquirente? 1. Rinuncia all’acquisto (STRADA ASSOLUTAMENTE PREFERIBILE); 2. Acquista ugualmente esponendosi al rischio di commettere un reato e incorrere in tutti i guai connessi (opzione sconsigliata, ovviamente). Come vedete stiamo dicendo la stessa cosa ma con la differenza che mi sono permesso di puntualizzare che non c’è norma di legge che imponga al venditore privato di fornire la certificazione di cui parliamo. Documentazione che, in ogni caso, ha quale unico scopo (sia che si acquisti da privato che da professionista) quello di agevolare l’onere della prova (che può essere offerto comunque anche con altri mezzi) nell’ipotesi in cui venga contestata l’illecita provenienza della moneta acquistata e successivamente rivendicata dallo Stato. Mettiamola così: il buon senso, in questo caso, sopperisce a una lacuna di una legislazione che, pur prevedendo serie consegue per un acquisto incauto, nessuna prescrizione fornisce in merito alle cautele da adottare quando si compravende tra privati. E allora va pure bene dire che quando si compra da privato è OBBLIGATORIO farsi rilasciare tutta la documentazione dal caso a patto, però, che non si dica che detto obbligo sia codificato (ed è solo questo che stavo cercando di sostenere: l’assenza di codificazione). Spero di essere riuscito a spiegarmi questa volta. E mi si dica pure che non si condivide (argomentando) ma non che sono confuso... è una affermazione che trovo poco edificante. Vi prometto che ho chiuso davvero e non vi tedio più. Saluti
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