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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/05/21 in tutte le aree

  1. Buongiorno, @VALTERI, un ringraziamento profondo per lo spunto che offre questo tua discussione. Prima di arrivare al nocciolo della questione un piccolo riepilogo su questa ristretta emissione di didracmi akragantini di fine V secolo a.C. : La professoressa Westermark in The coinage of Akragas nota tre conii di dritto ed uno solo di rovescio: al numero 601 (O1-R1) come l’esemplare Franke-Hirmer, al numero 602 (O1’-R1, dritto reinciso) come gli esemplari NAC 13/262 e Gulbenkian 165, infine al numero 603 (O2-R1) abbiamo l’aquila rivolta a sinistra. L’esemplare in asta Leu non proviene da nessuno dei sopra citati conii, mi sorprende che la casa d’aste non se ne sia accorta. Alcune caratteristiche che evidenzio nelle foto sottostanti sono differenti sia per il dritto che per il rovescio: al dritto le zampe dell’aquila sono differenti, così la parte inferiore del piumaggio dell’ala sinistra (laddove raggiunge il corpo del rapace) e poi anche buona parte del corpo del serpente, nella parte inferiore delle spire che formano un “8” è più allungata e grande, ad esempio. Sembrerebbe dunque una ulteriore reincisione. Al rovescio il granchio è completamente differente nelle zampe e la loro apertura, nelle chele e la foglia (con picciolo), nel carapace ed i suoi particolari. Assai simile ma non uguale mi sembra la cernia. Tali differenze non sono dovute alla ribattitura su un diverso sottotipo o allo scivolamento di conio che sdoppia la sagoma delle zampe di sinistra del granchio. Parrebbe quindi un nuovo conio e non uno reinciso? Potremmo classificare l’esemplare Leu come Westermark 602A (O1’’-R2) quindi? Curioso infine che anche la professoressa Westermark ignorasse l’esemplare dell’asta Leu. Nelle immagini la prima di ogni serie è dell’esemplare Leu (Westermark 602A ?), la seconda dell’esemplare Franke-Hirmer (Westermark 601) e la terza dell’esemplare ex Moretti, NAC 13/262 (Westermark 602). Zampe dell’aquila e spire del serpente: Ala e piume dell’aquila: Carapace e zampe del granchio: Chele del granchio e foglia (con picciolo): Mi piacerebbe sentire le opinioni di tutti, ma in particolare mi interessa qualche particolare di natura tecnica sugli interventi di reincisione, Giovanni @gionnysicilypuò sicuramente essere illuminante in merito.
    5 punti
  2. Buongiorno a Tutti , per la mia Napoletana di oggi vi propongo un bel quadretto di Publiche di Ferdinando IV. A parte il millesimo ognuna si presenta diversa dalle altre per qualche particolare, ci sarebbe da sbizzarrirsi a collezionarle. Tu Rocco @Rocco68 ne sai qualcosa, ma anche Cristiano @Asclepia se non sbaglio non disdegna questa tipologica. Saluti Alberto
    5 punti
  3. Una medaglia commemorativa della morte di Ferdinando IV
    4 punti
  4. Ulteriore contributo con la mia cinquina di Filippo II di Spagna. Dovrebbe riferirsi al n. 89 del Magliocca. Peso gr. 0,67. Diametro mm. 14,50 Domenico
    4 punti
  5. Sapevano o non sapevano? Scopro questa discussione con l’ultimo intervento di @ARES III (stupenda moneta barbarica, comunque). Vi allego le foto di un aureo di Diocleziano. In questo caso, non bisognava fare il viaggio in Ucraina, nemmeno recarsi sul sito di aste ucraino. Venduto nel 2014 da una casa d’aste polacca: https://www.acsearch.info/search.html?id=1869892 E nel 2016 dalla Fruhwald poi dalla Numismatik Naumann, sempre con il buco: https://www.acsearch.info/search.html?id=3104461 https://www.acsearch.info/search.html?id=3247164 E ricompare come nuovo dopo qualche lavoretto eseguito da una mano esperta:
    3 punti
  6. Ciao a tutti. Sono un collezionista dalla Cina. È il più costoso della mia collezione. Bellissime le monete di Vittorio Emanuele III. Ho la maggior parte delle monete in circolazione di questo periodo.
    2 punti
  7. Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino (in latino Gaius Iulius Verus Maximinus, nato in Tracia nel 173 circa e morto ad Aquileia Romana il 10 maggio 238), meglio noto come Massimino il Trace (Maximinus Thrax), è stato imperatore romano dal 235 alla sua morte nel 238. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana e senza essere neppure senatore. Fu anche il primo imperatore a non aver mai messo piede a Roma, in quanto trascorse i suoi tre anni di regno impegnato in vittoriose campagne militari. Egli fu anche il primo imperatore-soldato del III secolo. Il suo governo viene ritenuto dagli storici un vero momento di svolta della storia imperiale (anarchia militare). Massimino, da vero soldato qual era, ottenne successi militari sia lungo il fronte renano sia danubiano, dove sconfisse prima gli Alemanni e poi i Sarmati della piana del Tibisco. Massimino impose un durissimo prelievo fiscale per finanziare l'esercito e s'inimicò sia il Senato sia le élite delle città. La rivolta contro di lui partì dall'Africa, dove proprietari e coloni si ribellarono e venne acclamato Augusto il proconsole d'Africa Gordiano I che associò al potere il figlio (Gordiano II) venendo quindi riconosciuto dal senato. La rivolta fu domata dalle truppe di Massimino e i due Gordiani furono eliminati. Nel 238, però, Massimino venne infine ucciso dai suoi stessi soldati mentre assediava Aquileia nel tentativo di raggiungere Roma. Massimino fu anche uno degli uomini più alti della storia umana, misurando tra i 239 e 248 cm circa. Massimino il Trace (235-238) Valore nominale: Denario Zecca: Roma Officina: 2 Anno: Aprile-dicembre 235 Diritto: . IMP MAXIMINVS PIVS AVG (Imperator Maximinus Pius Augustus) . Busto laureato, drappeggiato e corazzato a destra visto di 3/4 da dietro Rovescio: . FIDES MILITVM (Fides Militum) . Fides drappeggiata stante a sinistra, tiene due stendardi (signa) Campo: Esergo: Conservazione: qSPL Rarita': Metallo: Argento Peso: 3.64 gr Diametro: 17.00 mm Riferimenti/Link: RIC 7a, Cohen 7, BMC/RE 58 Note: Nonostante il mio interesse, negli ultimi tempi, sia orientato soprattutto verso i sesterzi ho in collezione anche qualche piccolo argento. Questo denario di Massimino, pur essendo una moneta alquanto comune, mi piace tantissimo. Ottima la conservazione ed un ritratto veramente molto bello, spesso in altre monete sembra "Nonna Abelarda". ? Voi che ne dite? Ave! Quintus
    2 punti
  8. Il lobo, più che appuntito a me sembra usurato assai, quello del naso è forse un effetto di luce, in ogni caso non è significativo. Della D ti ha già detto l'amico @nikita_. Ammesso e non concesso che sia una barretta, non risulta indicata tra le varianti più comuni, che contemplano essenzialmente doppie battiture di conio in varie parti della moneta (legende, data e marchio di zecca in particolare) e i famosi accented hair https://usa-coins.collectorsonline.org/moneta/US-12SD/8 riscontrabili però solo sulle monete proof, e non è questo il caso. Sempre nell'ipotesi che possa essere una variante, il fatto che non sia contemplata tra le più comuni non significa affatto che sia rara, e di conseguenza, di valore (perché immagino sia questo, in ultima analisi, che interessa al tuo amico ). Al contrario, poiché è improbabile che su 156 milioni di monete coniate a Denver nel '64 questa barretta sia solo sulla tua, e ancor più improbabile che in tutti questi anni sia sfuggita alla maniacale attenzione dei collezionisti americani, la conclusione è che, se anche si trattasse di una variante, non sarebbe considerata significativa e degna di nota. Alla fine, a mio parere, rimane solo una moneta comune e molto usurata, che vale per l'argento che contiene. petronius
    2 punti
  9. GRIGNASCO (NO) CENTENARIO 1886-1986 DELLA SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO
    2 punti
  10. Se il peso è quello che ci hai comunicato.....il discorso è chiuso. Comunque molte cose non convincono.
    2 punti
  11. Ciao, interessante... partiamo dalle cose banali da escludere: sei certo della precisione della tua bilancia? Altra cosa: sicuro che il materiale sia argento? Dall'aspetto sembrerebbe piombo o stagno... Michele
    2 punti
  12. Ehhh vedessi in certe discussioni cosa posta ... Lí fa spaventare al contrario??? @jaconico
    2 punti
  13. Grazie! È davvero degna di essere horror però come già detto alla fine 3 euro non mi pesavano e poi non so perché queste banconote d’occupazione molto grandi mi affascinano Anche se vissute. Dettaglio che ho imparato oggi grazie a questa banconota, credo sia una delle poche che in filigrana ha il re rappresentato. Ps. Il cartello informativo è attaccato su uno vecchio dove c’è scritto 130 euro, ovviamente non è riferito a questa banconota ?
    2 punti
  14. Bella discussione, alla quale vorrei contribuire anche io. Il tempio cosiddetto di Romolo nel foro doveva essere quasi certamente dedicato ad altre divinità (forse ai Penati, come è stato già ricordato, oppure ai Dioscuri e Giove Statore, come sostenuto da altri) o avere un'altra funzione che non ci è nota. Gli studiosi moderni avevano tuttavia inizialmente ipotizzato che fosse stato intitolato a Romolo, il figlio di Massenzio, non tanto per le effigi monetali ma in virtù della documentazione sulla toponomastica del foro che attestava l'esistenza proprio di un tempio di Romolo. Tuttavia, prima del IX sec., nel foro è documentata solo la presenza del tempio di Roma (e Venere), ovvero quello costruito da Adriano, ma mai quello di Romolo. Approfondendo ulteriormente lo studio della toponomastica del foro, in tempi recenti è stato in seguito ben dimostrato, con argomenti convincenti, che in realtà il nome Templum Romae (quello appunto di Venere e Roma) si sarebbe corrotto in età medievale perdendo in principio la cointestazione a Venere (che evidentemente non piaceva ai cristiani) e poi divenendo Romuli proprio dal IX sec. Inoltre, erroneamente, con tale nominazione si volle identificare non da subito il nostro tempietto circolare, ma la vicina basilica di Massenzio (la si indicava come il tempio di Romolo "accostato alla Chiesa dei santi Cosma e Damiano" nei testi medievali). Nel Rinascimento fu fatta ulteriore confusione: la basilica di Massenzio divenne il Templum Pacis mentre come tempio di Romolo fu identificato l'edificio di forma rettangolare corrispondente alla chiesa dei santi Cosma e Damiano, e quindi non ancora il nostro tempietto circolare che gli era adiacente ma sul retro. Infine fu Luigi Canina, verso la metà dell'800, a ricollegare le varie fonti toponomastiche che attestavano il tempio di Romolo nel foro di periodo rinascimentale con le effigi monetali dedicate a Romolo, figlio di Massenzio, con sul retro un edificio a pianta circolare, identificando quest'ultimo con quello appunto adiacente alla chiesa dei santi Cosma e Damiano. Questo è, in definitiva, l'enorme ed intricato equivoco che ci siamo portati dietro fino ai nostri tempi sull'identificazione dell'edificio come quello del Divo Romolo, quando in realtà nel foro non è mai esistito alcun edificio dedicato ad un qualsivoglia Romolo. Riguardo all'ambito numismatico, l'ipotesi che ritengo più plausibile, tra quelle avanzate dagli studiosi, è che tutti i vari e variegati edifici circolari rappresentati sui rovesci dei vari imperatori tetrarchici a cui è stata concessa l'apoteosi (Costanzo, che fu il primo a presentare l'iconografia, Massimiano, Galerio e anche il nostro Romolo) abbiano una funzione meramente simbolica e non rappresentino alcun specifico edificio esistente (nemmeno quello sull'Appia). Nel dettaglio i rovesci di Romolo presentano 4 tipologie iconografiche diversi di templi, a loro volta suddivisibili, contando altre specifiche differenze, in altri sottogruppi (per un totale di almeno 13 sottogruppi). Mi sembra impossibile che una tale varietà iconografica possa identificare uno specifico monumento. Più in generale, concordo con chi sostiene che la tipologia dell'edificio circolare tipica dei mausolei, adottata su questi rovesci commemorativi, avesse la sola funzione di alludere al trapasso del defunto.
    2 punti
  15. Buonasera a tutti! Vi presento il mio ultimo acquisto: 1 Grano del Regno di Sicilia, sovrano Carlo II d'Asburgo, anno 1699. Dopo la "fissa" iniziale con le monete Regno delle Due Sicilie (fissa che comunque non mi passerà ) ho deciso di "allargarmi" anche ad altri periodi storici che riguardano il Mezzogiorno d'Italia. Un parere/valutazione su questa moneta? Scusatemi per le solite pessime foto
    2 punti
  16. Passerà il prossimo 23 Ottobre in asta LEU 8 al lotto 17, un piuttosto raro didrammo di Agrigento nel tipo con aquila e serpente / granchio con cernia . Unisco di questa bella moneta. l'esemplare passato nel 1998 in NAC 13 n. 262 ed il superbo esemplare pubblicato nel 1972 in Franke-Hirmer tav. 65 n. 182 .
    1 punto
  17. È estremamente raro ed autentico se ne conoscono solo Due esemplari !
    1 punto
  18. Ulteriore contributo con il mio Tari’ 1684 di Carlo II ?
    1 punto
  19. Sul dritto mi pare di leggere DN VALEN... Penso sia Valentiniano II Al rovescio VOT X / MULT XX In esergo CONS? (Costantinopoli) Ciao da Stilicho
    1 punto
  20. Viottoli montani tra filari di larici
    1 punto
  21. Se l'hai acquistata per buona ( con relativo prezzo giusto per la tipologia, NON il prezzo giusto per te....) è meglio restituirla... saluti TIBERIVS
    1 punto
  22. Non mi pronuncio sull'autenticità o meno, ma sono convinto che monete del genere vadano acquistate solo se periziate (e da perito conosciuto), o se si è abbastanza esperti da poter fare a meno della perizia, essendo in grado di valutarne autonomamente autenticità e conservazione. Se il tuo caso è il secondo @Ranbel, vai pure a vedere la moneta e poi decidi, altrimenti, se la moneta non è periziata da qualcuno che conosci (anche solo di fama) e di cui ti fidi, meglio lasciar perdere. petronius
    1 punto
  23. Ciao a tutti, oggi 4 ottobre è la ricorrenza di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia e figura chiave non solo per la storia della Chiesa. Relativamente all'agiografia del "poverello d'Assisi" nato nel 1181 (o 1182), morto il 3 ottobre 1226 e canonizzato il 16 luglio 1228 da papa Gregorio IX, moltissimo è stato detto e scritto, proprio per il rilievo che questo frate ha avuto e continua ad avere tuttora a distanza di 800 anni circa dalla sua morte. In questa sede tuttavia volevo soffermarmi sulla rappresentazione in moneta di san Francesco, partendo dalla monetazione papale per arrivare tuttavia anche al di fuori dello Stato Pontificio. Nella mia ricerca ho rilevato che San Francesco, fondatore dell'Ordine Francescano, pur essendo come detto figura ecclesiastica di assoluta importanza, trova invero assai poco spazio nella iconografia della monetazione papale, e viene maggiormente rappresentato su altre monete, come avremo modo di vedere. Partiamo tuttavia, proprio dalla monetazione pontificia con una moneta papale chiave, che trova come protagonista proprio san Francesco: Sisto V (1585-1590), Felice Peretti . Piastra 1588. SIXTVS • V • [PONT] • MAX • ANN • IIII Busto del Pontefice a destra, con piviale ornato da due figure di santi; nel troncato della spalla, •GT• sormontato da crocetta (Guglielmo Tronci, incisore). Sotto, nel giro, • 1588 •. Rv. IN TE • SIGNVM • NOSTRE • REDENPTIONIS • San Francesco, nimbato, genuflesso a sinistra con le braccia aperte nell’attimo in cui riceve le stigmate. A sinistra, su di una roccia, il crocefisso raggiante, e a destra nel campo, rupi. CNI 122. Muntoni 6. E’ questa la prima piastra battuta nella zecca di Roma. Sisto V, che apparteneva all'ordine dei frati minori conventuali, con questa piastra offre un tributo al Santo al quale il suo ordine faceva riferimento: fu infatti lo stesso san Francesco a volere che i suoi frati fossero e si chiamassero "minori". L'esemplare che allego è ex InAsta 73, ed è probabilmente il pezzo più bello mai apparso in commercio, proveniente dalla vendita Montenapoleone N.1, lotto 267. E' lo stesso esemplare fotografato sul Muntoni.
    1 punto
  24. La deformazione radiale presuppone una spinta "centrifuga" equamente distribuita, ma non è detto che lo sia stata, anzi. Il non avere un contenimento laterale può aver ingenerato "microspinte" non radiali, senza contare che la lega Ni-Cr può non essere perfettamente amalgamata nel tondello e rispondere diversamente da un punto all'altro. Dal vivo e con la consulenza di un NIP, al momento l'autenticità non è stata messa in dubbio. Le mie domande, di conseguenza, vertevano principalmente su la reperibilità (quindi la rarità) ed il valore economico probabile d'una siffatta moneta.
    1 punto
  25. Allego questo esemplare a confronto: per me il tuo potrebbe essere un falso d'epoca.
    1 punto
  26. Sarebbe una notizia che fa audience ahaahahaha
    1 punto
  27. È una bella horror quella di @jaconico ma sono sicuro che ha in serbo quache bella sorpresa per spaventarci...comunque un buon acquisto?!!!!
    1 punto
  28. Ciao a tutti. Mi sono iscritto a questo forum solo da pochi giorni e mi aiuta molto nella conoscenza delle monete. Potresti aiutarmi: Il bordo di questa moneta, ha sia rigato che caratteri. Perchè è successo? Ho controllato alcuni dei 120 Grana della mia collezione, oltre a questo, un 1859 (Francesco II) ha lo stesso fenomeno. Grazie!
    1 punto
  29. Io avevo trovato un interessante documento su academia.edu: Contributi alla lettura della storia identificativa di alcuni monumenti posti lungo la via Sacra: il c.d. Tempio del Divo Romolo di Raffaella De Felice Segue un piccolo estratto della premessa... Ave! Quintus "Premessa All’interno dell’area archeologica del Foro Romano, sul lato settentrionale della Via Sacra, sorge un edificio antico, molto ben conservato, noto nella letteratura come “Tempio del Divo Romolo”. L’identificazione di questo edificio è ancora molto controversa. Una attenta ricognizione delle fonti relativa a questo e ad altri complessi posti nelle immediate prossimità, tutti coinvolti nel riassetto dell’area occorso durante il regno di Massenzio, potrebbe però aggiungere qualche nuovo indizio su cui riflettere. Ulteriori considerazioni degne di nota sono emerse di recente dall’analisi delle strutture superstiti della limitrofa Basilica di Massenzio e da quelle dello stesso edificio oltre che dagli scavi dell’adiacente Templum Pacis. Sembra quindi utile fare un punto della situazione. Il cosiddetto Tempio di Romolo è situato tra il Tempio di Antonino e Faustina e la Basilica di Massenzio. La parte posteriore dell’edificio confina con l’angolo meridionale del Templum Pacis, mentre il versante orientale è delimitato dallo stretto passaggio del Clivo delle Carine. Sul lato occidentale della struttura doveva esistere una costruzione antecedente: strutture di epoca severiana ed adrianea furono, infatti, individuati nel secolo scorso. Il complesso viene oggi in genere citato col nome di Tempio del Divo Romolo. È questa un’identificazione che risale al Canina. Il titolo di Templum Romuli compare solo in fonti tardo antiche e medioevali e fino al XIX secolo venne identificato in diversi edifici posti nel Foro e lungo la via Sacra. Va precisato che prima dell’identificazione proposta da Canina per Romolo si intendeva il mitico fondatore della città. La sua costruzione risale ai primissimi anni del IV secolo. [...continua...]" (da Contributi alla lettura della storia identificativa di alcuni monumenti posti lungo la via Sacra: il c.d. Tempio del Divo Romolo di Raffaella De Felice)
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  30. Ti ringrazio per le tue parole. Sulla storia degli studi del tempio di Romolo, nel caso riuscissi a reperirlo, ti consiglio vivamente la lettura del testo Il tempio di Romolo al foro romano, della collana Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura, edito nel 1981 con contributi di vari studioso. Nello specifico sono interessantissimi la sezione sulla storia degli studi del monumento, a cura di Gabriella Flaccomio (pp. 7-16), e quella di Emilia Talamo dedicata alla numismatica dove appunto si discute della possibile identificazione dell'edificio con quello raffigurato nei rovesci monetali dedicati a Romolo (pp. 23-34, con inclusa una notevole appendice fotografica).
    1 punto
  31. Ripropongo la copertina del volumetto già segnalato. Per chi fosse interessato, esiste anche un'altro volumetto che propongo: Le Medaglie di Sisto V della Collezione Grisostomi di Fermo, di Franco Emidi.
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  32. Ringrazio @Poemenius per avermi citato, ma qui andiamo aldilà delle mie conoscenze, perchè mi ero fermato a Isacco II e Alessio IV. Comunque dovrebbe essere un hyperpyron di Andronico II e Michele IX (1295-1320). Moneta piuttosto mal messa e quindi difficile da giudicare. Comunque, pur con tutti i limiti, mi sembra buona. Arka Diligite iustitiam
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  33. Denario autentico Exceptional Pompey Portrait The Pompeians. Sextus Pompey. 42-38 BC. AR Denarius (18mm, 3.75 g, 12h). Massilia (Marseilles) mint; Q. Nasidius, commander of the fleet. Bare head of Pompey the Great right; trident to right; below, dolphin right; NETVNI downward to left / Galley with bank of rowers right, under full sail, helmsman steering rudder, hortator standing on prow; star to upper left; Q • NASIDIVS below. Crawford 483/2; CRI 235; Sydenham 1350; RSC 20 (Pompey the Great); Kestner 3697-8; BMCRR Sicily 21; RBW 1698. Deeply toned, two minor metal flaws on obverse. Near EF. Excellent portrait and exceptional galley CNG 511005. Sold For $12500
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  34. Ma almeno i 10 dirhams li hanno spesi insieme?
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  35. Nooooo,praticamente una bestemmia. Un pò come la mille lire che postai con quel ( pulcino???) disegnaccio. Era pure bella la banconota?
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  36. Salve Chi ha aperto la discussione,lo ha fatto credo con un pizzico di ironia,mandando il messaggio chiaro e forte di non cascare nei pseudo annunci e raritá. Credo che ad ogni utente che entra e domanda per il suo 2€ " quanto vale", "errore di conio" ecc ,gli si possa far vedere proprio questa discussione per mettere in guardia e far comprendere le megalattiche cavolate che girano. Ps: fossero questi i problemi della numismatica....? Saluti
    1 punto
  37. Come giustamente ha sottolineato @grigioviola è un bel progetto ambizioso, elaborato che presuppone però un certo impegno temporale ed economico. Certo che la tua idea è estremamente articolata e certi nominali non sono nemmeno di facile reperibilità. Ad esempio già un solido di Costantino non è facile da reperire e puoi incappare in un falso... considerando che parliamo di somme non piccole. Io partire con alcuni ... "fossili guida" li chiamano in archeologia ovvero con tipi che contraddistinguono un epoca. Per cui opterei per un asse tardo repubblicano, un asse (in ottica economica) augusteo, un denario, un Ag antoniniano, un sesterzio, un AE antoniniano, una imitativa, un follis tetrarchico (possibilmente Prima Tetrarchia), un follis costantiniano, un FTR di buon modulo, un GLORIA ROMANORVM e un nummus. Su questa intelaiatura ci inserirei via via ciò che trovo o mi oriento a cercare (es. gallici, Carausius, siliquae, Giuliano II, etc...). Spero di esser stato contributivo e non aver, viceversa, aver aumentato i tuoi dubbi. ? Saluti Illyricum
    1 punto
  38. Dunque : considerato che l'appicagnolo è piatto e la parte più esterna di quest'ultimo è lineare ,denunciando così , una funzione di affibbiaglio per una cinghia , considerando che queste terminazioni potrebbero essere in numero di due o tre , considerando le dimensioni ,il materiale e il decoro a traforo ... Direi che si tratta di una falera per guarnizioni equine di epoca tardoantica .
    1 punto
  39. Un progetto di collezione ambizioso ed elaborato, tarato comunque su di un taglio ben particolare, diciamo di natura politico-economica prima ancora che numismatica. Un progetto interessante. Diciamo che è difficile valutare ed esprimere preferenze su un'impostazione piuttosto che un'altra, il tutto ha sempre una componente soggettiva che è ciò che rende unica ogni collezione ed è giusto che sia così! Ti posso solo dare un consiglio per verificarne la fattibilità (reperimento materiale di studio, disponibilità tipi monetali sul mercato, budget ecc): concentrati intanto su di un periodo e vedi di portare a termine quello, ad esempio l'Anarchia Militare, che offre molto materiale a vario prezzo e racchiude in sé mille sfaccettature che permettono digressioni interessanti (gli usurpatori? li hai considerati? direttamente o indirettamente anche loro hanno avuto un peso considerevole nelle riforme numismatiche e loro stessi ne hanno messo in atto in maniera più o meno deliberata e manifesta).
    1 punto
  40. Da quel che vedo, in America valutano molto i rilievi e la bellezza della patina, mentre tendono a considerare meno i colpetti sul bordo (tant’è che a volte può capitare che siano coperti dallo stesso slab). In Italia, invece, i colpi penalizzano maggiormente il giudizio sullo stato di conservazione, mentre la patina è più un fattore estetico che “qualitativo”, nel senso che certamente aumenta l’appeal di un esemplare ma non incide particolarmente sul suo grading. La moneta in questione, a mio avviso, è molto gradevole però, giudicando dalle foto, trovo che MS64 sia un filo eccessivo come giudizio. Probabilmente, fosse stata chiusa da PCGS (che tende ad essere un po’ meno generosa di NGC nelle valutazioni) si sarebbe fermata a MS63. Ad ogni modo, resta comunque un bell’esemplare.
    1 punto
  41. Secondo Crawford, vista la datazione attribuita alla moneta, il monetiere non potrebbe essere altri che un cugino più vecchio di Cecilio Metello Macedonico, console del 143, con la precisazione che di tale cugino non resta altra testimonianza storica se non queste stesse monete.
    1 punto
  42. Non tutti sanno che nel 1011 un nobile longobardo di nome Alferio, imparentato col principe di Salerno Guaifero III, fondò il primo nucleo dell'abbazia benedettina di Cava dei Tirreni, seconda nel tempo per importanza solo all'abbazia di Montecassino. In pochi anni a causa della santità di Alferio (fatto santo in seguito), la badia acquisì territori, chiese e monasteri in tutta l'Italia meridionale, soprattutto sotto il terzo abate di nome Pietro I nipote si Alferio. Undici abati della badia di Cava saranno fatti santi. Non solo i principi longobardi di Salerno concederanno privilegi ai monaci, ma anche i successori normanni. Quando fu pronta la Basilica di Monreale, il re Guglielmo si trovò la chiesa priva degli officianti e chiese aiuto all'abate di Cava, il quale fece giungere in Sicilia 100 monaci per popolare il tempio appena edificato.
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  43. Le emissioni monetali di Laos appaiono alquanto limitate per entità del numerario e monotona risulta la tipologia, specie per l’argento, imperniata sulla ripetizione dello stesso tipo (toro androprosopo barbato) su entrambi i lati. In poco più di sessant’anni, dal 510/500 ca. al 453 a.C., lo studio di Sternberg - a tutt’oggi l’unico corpus disponibile, benché datato (1976) - ha infatti rilevato appena 27 coppie di coni (20 di D/ e 24 di R/), di cui 9 per gli stateri, 2 per la dracma, 10 per i trioboli, 3 per i dioboli, 2 per gli oboli e 1 per l’emiobolo. È pertanto sempre di notevole interesse poter osservare varianti inedite o alquanto rare che contribuiscono ad integrare ed “aggiornare” studi di vecchia data, i quali restano tuttavia una imprescindibile base di partenza per lo studio di questa monetazione. Mi riferisco, nello specifico, a due monete apparse recentemente apparse sul mercato antiquario (foto 1-2) che parrebbero tratte dagli stessi coni e caratterizzate al R/ dalla posizione del toro a sinistra, una variante rarissima che si riscontra unicamente sul tipo Sternberg, serie III, 8 (foto 3), come opportunamente rilevano i compilatori della scheda. Tra le due emissioni (Sternberg 8 e quella in oggetto) si notano però alcune differenze alquanto marcate, quali la diversa resa della testa del toro al D/ e la sua postura - dinamica, con masse muscolari più accentuate, e statica - , la linea di base, liscia e perlinata, e la forma della legenda , che appare su entrambi i lati delle due emissioni rispettivamente retrograda e prograda;. Né mancano elementi di differenziazione al R/, come documentano i diversi esiti stilistici del toro e il decoro del bordo (lineare e liscio). Mi sembra che le differenze siano troppo marcate per poter attribuire queste due monete (sulle quali non nascondo le mie perplessità) alla serie III e sarei grato agli utenti lamonetiani se volessero esprimere un proprio parere in merito. 1 - NAC AG, 125, 23.6.2021, 268 (gr. 7,53) From a private Swiss Collection 2 - Roma Numismatics Ltd., 19, 26.3.2020, 199 (gr. 7,58; mm 22) From a private European collection, outside of Italy prior to December 1992 3 -Peus, 413, 29.10.2014, 4 (gr. 7,77; Sternberg, serie III,8 )
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  44. Ciao, Regno di Napoli, Carlo II di Spagna,1665-1700,grano in rame del 1679 coniato a martello... D/ .CAROLVS.II.D.G.REX.busto del Re a destra ,davanti contrassegno G del coniatore,dietro le sigle AC/A del mastro di zecca Antonio Caputo e del mastro di prova Marco Antonio Ariani... R/.SICILIAE.ET.HIERVSA.stemma coronato... Classificato al numero 6,pagina 271 de: "La moneta napoletana dei Re di Spagna nel periodo 1503-1680" di Pietro Magliocca... Secondo me la conservazione è tra il BB+ e il qSPL,ed è da considerarsi ottima per il tipo di moneta...
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  45. Bene, almeno oggi un punto d'incontro lo abbiamo raggiunto. Ti consiglio comunque per la futura prosecuzione di attività nel Forum di rileggere un po' il regolamento. https://www.lamoneta.it/guidelines/ per quanto concerne contestazioni o richieste di chiarimento vanno fatte possibilmente per MP e non pubblicamente. Buona giornata Illyricum
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  46. Io invece non comprendo perché si sia invogliati (a prescindere da questa discussione) a chiedere pareri di autenticità in un forum osservando la foto di una moneta, quando si ha la possibilità di frequentare un commerciante con cui si può discutere di difetti, tecniche di coniazione, linee di flusso, aspetto del bordo etc... valutando de visu le monete in negozio. Si impara di più in negozio, con monete in mano
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