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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/22/21 in tutte le aree
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Ciao a tutti. Con la New entry di oggi ho finito anche la serie da 100 mila lire. Ho aspettato fino ad ora perché aspettavo il giusto prezzo. Nei mercatini e nei negozi questo pezzo lo trovo spesso e volentieri sui 50 euro ed oltre e considerando la vastissima tiratura per me era esagerato. Finalmente ho trovato un prezzo che trovo congruo. Sopratutto con questa ormai facendo il calcolo mi mancano solo 10 banconote (considerando anche le impossibili) e terminerò la raccolta delle repubblicane.6 punti
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Buonasera a tutti, cerco in tutti i modi di stare lontano dalle Vicereali, ma quando le tiro fuori si riaccende qualcosa in me? 9 Cavalli Filippo IV 1626 l'esemplare in dettaglio a pagina 233 87/1 del Libro " La moneta Napoletana dei Re di Spagna Nel periodo 1503-1680 " di Pietro Magliocca. Saluti Alberto4 punti
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Bene! Con ciò direi che abbiamo concluso tutta la parte relativa alla descrizione del quadro storico. Mi auguro di non avervi tediato troppo ma, personalmente, ritengo che la Storia sia un elemento fondamentale in numismatica. Senza conoscere la Storia, non credo si riesca ad apprezzare veramente le monete (o medaglie, come in questo caso) che collezioniamo. A me, comunque, ha fatto piacere scriverlo. Spero che a voi abbia fatto piacere leggerlo ? Veniamo ora, finalmente, alla tanto attesa medaglia. Al dritto troviamo la testa laureata di Napoleone rivolta verso destra. Alla base del collo notiamo la firma dell’incisore Andrieu. Al rovescio, invece, abbiamo un’elaborata rappresentazione in pieno stile neoclassico. Al centro della raffigurazione troviamo Ercole con pelle di leone e clava nella mano, colto nell’atto di sferrare il colpo fatale ad un gigante steso a terra che si ripara con uno scudo. A destra abbiamo la Vittoria alata con ramo di palma in mano e pronta ad incoronare con l’alloro il vincitore. In basso nell’esergo: Bataille de Wagram - VI Juillet MDCCCIX (6 luglio 1809), con firme di Galle e Denon. Si tratta di una medaglia discretamente rara, soprattutto in argento ed in alta conservazione. L’esemplare da me aggiudicato, che assicuro essere poco valorizzato dalle mie pessime qualità fotografiche, presenta al dritto una bella patina omogenea da vecchia collezione, mentre al rovescio ha mantenuto ancora una buona percentuale del lustro del metallo. Da apprezzare anche la quasi totale assenza di colpetti, segnetti sui campi e tacche, tutti elementi congeniti che purtroppo affliggono spesso le medaglie napoleoniche anche in alta conservazione. Credo di aver detto, bene o male, tutto quello che volevo scrivere su questa medaglia. Perciò, vi lascio ora alle foto, curioso di sentire qualche vostro commento (e sulla Storia di questo pezzo e sulla medaglia in sé). Grazie a tutti per l'attenzione.4 punti
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Salve segnalo : Vincenzo Castelli, Luciano Giannoni, Renato Villoresi, LE MONETE DELLA REPUBBLICA DI SIENA RITIRATA IN MONTALCINO, Edizioni D’Andrea, dicembre 2021, 66 pagine, € 16. In questo lavoro gli autori prendono in esame la monetazione della Repubblica di Siena ritirata in Montalcino (1556-1559), proponendo un Corpus di tali emissioni e realizzando lo studio dei conî sia da un punto di vista tipologico che statistico. Da quest’ultimo emerge che la Zecca di Montalcino, di cui era stato nominato responsabile Agnolo Fraschini, già titolare di quella di Siena, avrebbe realizzato un numero notevole di conî dei quali probabilmente soltanto una metà circa è individuabile, essendo state le monete di Montalcino colpite da una damnatio memoriae con la quale Cosimo I volle cancellare ogni ricordo di un eroico quanto sfortunato tentativo di salvare le istituzioni e la storia della Repubblica senese. Si è cercato infine di fornire alcune precisazioni attorno alla vexata quaestio delle quadruple, da alcuni studiosi considerate solo dei falsi ottocenteschi. Il presente lavoro è un estratto del contributo tratto da Aspetti di storia della Toscana attraverso monete e medaglie, curato da Massimo Sozzi ed edito dall’Accademia Italiana di Studi Numismatici. L’opera sarà presentata a Montalcino sabato 18 dicembre, alle ore 16:00, presso il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra di Montalcino.3 punti
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Non ti dimenticare questo Paese, più tempo si perde è più diventeranno ostiche, la mia..... a suo tempo arrivata senza protezione e maltrattata pure dal postino.3 punti
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Che si tratti del didramma agrigentino evidenziato in precedenza (nella fattispecie leggermente decentrato) è chiarito dalla visibilità anche della testa al di sotto del granchio3 punti
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"Gioachino" Forse queste due monete sono dello stesso modello? È mio. Dall'asta Stack's bowers di quest'anno. NGC-AU53.3 punti
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Ricordo che sento questa storia dei FdC fin da quando ho comincato a collezionare in maniera più seria (2005-2006). Beh, se avessi ascoltato i consigli letti e ascoltati negli anni, onestamente, avrei avuto un plus valore non indifferente. Invece mi sono limitato ad acquistare quel che mi piaceva senza badare eccessivamente alla conservazione. Bene, credo di averci guadagnato lo stesso, e se volessi vendere venderei in guadagno (molto meno che se avessi presi FdC Ovviamente). questo perchè ho acquistato Vicereali prese quando non le filava nessuno, regno preso quando cominciava a calare pesantemente, scudi mondiali presi in media conservazione quando l'argento era a 20 centesimi e gli scudi si pagavano anche 7-8 euro, ecc. ecc. Ovviamente la mia è stata sostanzialmente fortuna. Ciò non toglie che sia possibile con un minimo di cognizione di causa e acquisti oculati, rientrare del tutto del capitale speso qualora si abbia interesse a vendere, anche senza prendere FdC. Comunque il fattore economico, per quanto ci giriamo intorno, non può essere considerato trascurabile. Un collezionista con uno stipendio medio, in una vita di collezionismo si troverà ad aver speso cifre con 4 zeri. Denaro tolto alla famiglia. Alla fine di una vita di collezionismo ci si ritrova in casa o in cassetta di sicurezza un capitale equivalente a 2-3 anni se non più di risparmi. È chiaro che io mi auguri che questo denaro non sia denaro perso e, se non vi ne fosse interesse da parte dei familiari al continuare la collezione, torni nella disponibilità degli eredi. La mia collezione è importantissima e fa parte della mia vita, ma il futuro dei miei figli è naturalmente più importante e una cifra a 4 zeri può fare la differenza soprattutto quando un giovane comincia a entrare nel mondo del lavoro e si allontana dalla famiglia. Se io fossi certo che il denaro speso fosse perso, acquisterei lo stesso, ma fondamentalmente mi orienterei su poche monete simbolo di estrema bellezza artistica (relativamente al periodo di coniazione) e non mi andrei a perdere nel completare monetazioni o avere la rarità di nicchia costosa ma bruttarella.3 punti
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Quinta coalizione e battaglia di Wagram Alla luce delle impreviste difficoltà avute nel tentativo di conquista del territorio spagnolo, Napoleone fu costretto a spostare una parte consistente delle proprie truppe dal fronte orientale verso Madrid. Gli austriaci videro questa mossa come un’opportunità da cogliere al volo e attaccarono il fianco lasciato scoperto, entrando in Baviera il 10 aprile 1809. L’attacco dell’Austria, alleatasi con la Gran Bretagna nella cosiddetta “quinta coalizione”, colse abbastanza di sorpresa i francesi. Ciononostante, la Grande Armée, guidata dai suoi più abili marescialli (primo fra tutti Davout), riuscì a difendersi bene e a contrattaccare rapidamente. Napoleone stesso raggiunse in breve tempo il fronte e il 13 maggio riuscì, addirittura, ad entrare a Vienna. Presa la capitale, sembrava ormai una guerra destinata a concludersi in fretta ma, in realtà, la vittoria era ancora lontana dal realizzarsi. Difatti, le forze austriache, capeggiate dall’arciduca Carlo, non erano ancora state definitivamente sconfitte sul campo di battaglia. Napoleone intercettò, quindi, gli austriaci sulle sponde del Danubio, affrontandoli nei pressi dei villaggi di Aspern ed Essling. L’arciduca Carlo aveva scelto questo luogo non a caso: i francesi dovevano attraversare il Danubio per raggiungere gli austriaci e, come potete immaginare, per spostare decine di migliaia di soldati, cavalli e cannoni, ci vuole del tempo. Perciò, mentre le prime linee dell’esercito francese si trovavano già ad Aspern ed Essling, i restanti corpi d’armata dovevano ancora attraversare il fiume. Il piano degli austriaci era tanto semplice quanto efficace: tenere divise le forze francesi, ostacolandone il più possibile l’attraversamento. Per far ciò, colpirono i fragili ponti in legno, utilizzando una serie di chiatte cariche di esplosivi. In questo modo, la retroguardia avrebbe impiegato ancora più tempo per riunirsi alle truppe che avevano già attraversato il ponte. Queste ultime, invece, si trovavano in trappola: senza rifornimenti, bloccati alle spalle e costretti ad affrontare un nemico in superiorità numerica. Battaglia di Aspern-Essling (21-22 maggio 1809) La battaglia di Aspern-Essling fu dura e costò la vita a migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti. I francesi, pur resistendo faticosamente alle ondate austriache, furono alla fine costretti alla ritirata. La vittoria austriaca, però, non risultò decisiva: anche l’esercito dell’arciduca Carlo era esausto e non ebbe la forza necessaria per lanciarsi all’inseguimento del nemico in fuga. Ciò permise a Napoleone di riorganizzare le proprie truppe e di vendicarsi per lo smacco subito. Dopo circa sei settimane di preparativi, i francesi erano pronti per dare nuovamente battaglia. Questa volta Napoleone non voleva rischiare di commettere ulteriori passi falsi. Attraversò, quindi, il Danubio alla testa di un esercito forte di oltre 160.000 uomini, scontrandosi a Wagram contro circa 140.000 austriaci. Fu una battaglia epocale, probabilmente la più grande che si fosse mai vista in termini numerici. Napoleone alla battaglia di Wagram (5-6 luglio 1809) Dopo due giorni d’intensi combattimenti, Napoleone riuscì a sconfiggere definitivamente gli austriaci, costringendo l’arciduca Carlo prima alla fuga e poi alla resa. L’imperatore Francesco I, fratello di Carlo, fu molto contrariato da questa decisione. Il suo intento era, infatti, quello di proseguire ancora il conflitto, in attesa del supporto militare inglese. Alla fine, però, anche l’imperatore dovette riconoscere la sconfitta, arrivando a stipulare una nuova pace (Trattato di Schönbrunn), con cui fu costretto a cedere altri territori alla Francia ed ai suoi alleati… Per quel che riguarda, invece, il rapporto tra Francesco I ed il fratello Carlo d’Asburgo, i dissidi tra i due non si placarono mai e l’arciduca finì col rassegnare le proprie dimissioni da comandante in capo dell’esercito, ritirandosi a vita privata.3 punti
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Ecco cos'era quel rumore incessante che proveniva dalle casse acustiche del pc! Eccolo qua! magari chi l'ha comprato e lo possiede ancora ed è iscritto al forum (e legge la discussione) si fa avanti! un raro horror2 punti
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Un interessante, raro denario attribuito, come ricorda il compilatore del catalogo all' "Year of the Four Emperors". Passerà a giorni in asta NOMOS 23 al lotto 215 .2 punti
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Si tratta di un denario con un'iconografia ed uno stile veramente particolari che suscita curiosità ed interesse. Viene usualmente classificato come una coniazione "legionaria" del primo periodo della ribellione contro Nerone (Primavera del 68) ad opera delle legioni stanziate in Gallia. In quel momento Galba non era ancora stato proclamato imperatore: va notato come sulla moneta non compaia né il suo ritratto né la menzione del suo nome. Il denario postato appartiene alla versione - molto più rara - con diritto anepigrafo. Decisamente più comune è, al contrario, il tipo al diritto accompagnato dalla legenda MARS VLTOR. La rappresentazione del busto di Marte al diritto non è affatto usuale e, pur molto diverso nello stile, mi riporta alla mente il celebre didramma Crawford 13/1 di quasi 400 anni prima. Allego il link al medesimo denario (suberato, quindi classificato come "ancient forgery") conservato al British Museum. https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1939-0109-142 punti
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Nell' accattivante, non rara tipologia con testa di Elios al diritto ed al rovescio rosa con leggende e simboli in cartiglio incuso, un esemplare di dracma di epoca ellenistica di Rodi, passerà a giorni in asta Heritage 232147 al n. 64118 .2 punti
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Come correttamente indicato da @King John e @VALTERI i coni di D/ e di R/ non sono in asse ma decentrati. Basta pertanto far ruotare leggermente la moneta e l'immagine del granchio (con relativa testina sottostante) apparirà più chiara (v. immagine allegata). Diciamo che in questo caso, per fortuna, i sottotipi hanno lasciato tracce abbastanza evidenti.2 punti
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Di questo vaglia cambiario ne ho di tanti colori, quest'ultimi variavano a secondo il valore che si dovevano emettere, questo rosa per esempio lo si poteva utilizzare per cifre da oltre 50.000 lire a 200.000 lire. Vi ricorda qualcosa?2 punti
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Ciao. Si è la stessa variante molto rara. La tua avevo tentato anch'io di aggiudicarmela in asta Stack's , ma sei stato più bravo tu, anche se mi par di capire che non conoscevi la variante. Complimenti per la bella e rara moneta che hai in collezione2 punti
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Ciao a Tutti e complimenti @magicoin per la tua Piastra eccellente. Ho in raccolta una 1857 che al D/ presenta le stesse V capovolte al posto delle A e D incomplete nelle parti inferiori. Al R/ anche la mia presenta le Aquile capovolte. Stesso conio? Saluti a Tutti.2 punti
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A tantissimi collezionisti andrebbe già bene così, ma se ne cerchi uno migliore con un po di pazienza e tanti denari lo troverai di sicuro. Ti faccio vedere il mio esemplare.2 punti
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Buongiorno e buona domenica a tutti gli amici del forum! Dopo alcuni mesi, torno oggi finalmente a mostrarvi un nuovo acquisto. Direttamente proveniente dall’ultima asta V.L. Nummus, ho il piacere di presentarvi una bella medaglia napoleonica in argento. Si tratta della prima medaglia di Napoleone della mia collezione. Ho cercato per lungo tempo un esemplare che potesse soddisfarmi pienamente prima di dare inizio a questo filone collezionistico e finalmente sono riuscito a trovarlo. Nello specifico, si tratta della medaglia in argento coniata in onore della battaglia di Wagram. Da appassionato di Storia prima che di numismatica, se me lo consentite, mi piacerebbe fare una descrizione degli eventi che portarono alla battaglia e, in un secondo momento, mostrare le foto della medaglia. Antefatti A seguito della cocente sconfitta subita nella campagna del 1805, culminata nella cruciale battaglia di Austerlitz, l’Austria vide notevolmente ridotta la propria influenza nello scacchiere europeo. Oltre alle ingenti perdite territoriali subite, Vienna fu costretta a riconoscere la fine del Sacro Romano Impero e, allo stesso tempo, la nascita della Confederazione del Reno, costituita da una serie di Stati vassalli fedeli alla Francia. Ciò sancì, in poche parole, la fine dell'influenza austriaca sulla Germania, ovviamente a vantaggio dell’Impero francese. Questi fatti portarono alla nascita di un profondo sentimento revanscista nel Paese, non solo fra i nobili di corte, sempre avversi alla Francia rivoluzionaria, ma anche nel ceto medio. Gli austriaci erano consapevoli che ciò che avevano perso sul campo di battaglia poteva essere recuperato soltanto sul campo di battaglia. Per prima cosa, però, bisognava occuparsi dell’esercito e adeguarlo alle nuove tattiche militari introdotte da Napoleone, soprattutto alla luce delle gravi lacune mostrate nell’ultimo conflitto. Una serie di importanti riforme volte a modernizzare le forze armate fu portata avanti dall’arciduca Carlo d’Asburgo, nominato nel 1806 comandante in capo dell’esercito. Costui era un brillante stratega e aveva capito che, per creare una macchina da guerra moderna all’altezza della potenza bellica francese e non più ancorata ai canoni del secolo precedente, bisognava prendere esempio da Napoleone e dalla sua Grande Armée. Grazie a queste riforme, nell’arco di pochi anni, l’esercito austriaco si riorganizzò completamente, diventando una seria minaccia per la Francia. Raffigurazione dell'arciduca Carlo d'Asburgo alla testa dell'esercito austriaco Nel frattempo, mentre l’Austria si stava riarmando, le truppe francesi erano occupate nella penisola iberica, in una campagna militare tanto difficile quanto sanguinosa. La Grande Armée sembrava aver trovato finalmente un ostacolo all’altezza delle sue implacabili mire espansionistiche. La Spagna divenne una vera trappola mortale per la Francia: una nazione che non si sarebbe mai piegata al volere di Napoleone, che avrebbe combattuto fino all’ultimo uomo (vedendo anche il coinvolgimento della popolazione civile) e che fino al 1814 avrebbe rappresentato una grave spina nel fianco all’Impero francese. L’invasione della penisola iberica fu, probabilmente, uno dei più gravi errori tattici commessi da Napoleone, secondo solo (a mio avviso) alla disastrosa campagna di Russia del 1812. Rivolta del 2 maggio 1808 a Madrid contro l'occupazione francese1 punto
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Effettivamente è stata troppo nel forno...in compenso sarà croccante la carta ?1 punto
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Esistono molte varianti di questa moneta di rame, e sono evidenti anche le tracce di circolazione. Era popolare tra i napoletani in passato? Come straniero, sto cercando di capire più sfondo storico di questa moneta.1 punto
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5Tornesi 1817 "SICILIARUM",Magliocca-R3 8Tornesi 1817 2Tornesi 1835 Gigante/Montenegro-R21 punto
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I testoni sono in argento e poi il peso è molto più alto, oltre 9 gr. per 30 mm. , mentre i quattrini di Paolo V sono in rame e variano tra i 2 e 4,5 gr. con diam. di 20-25 mm.1 punto
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Personalmente non ho mai visto un falso del 500 lire Dante o del 500 lire Centenario, mentre del 500 lire caravelle ne ho un paio (forse in piombo argentato), queste presentate sono autentiche. @caravelle82 il tuo avatar è un falso?1 punto
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https://www.ngccoin.com/coin-explorer/united-states/gold-double-eagles/liberty-head-20-1850-1907/19046/1904-s-20-ms/ https://www.ngccoin.com/news/article/6633/learn-grading-deep-prooflike/ Buongiorno , con la speranza di fare cosa gradita segnalo con i seguenti link esemplari recensiti del 20 Dollar 1904 in PL (prooflike) e due esemplari del 1904 base MS 62 DPL (Deep prooflike). Un cordiale saluto.1 punto
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Ciao, direi una specie di patta dei pantaloni (da noi però è conosciuto il termine rebalta, non rebalza....) ma non tipo cerniera, piuttosto una "ribalta", tipo sportellino anteriore che si allaccia ai fianchi... Jukes191 punto
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Sembrerà assurdo ma ho trovato un'attinenza slovena, ma non credo che sia esatta, la inserisco giusto per giocare1 punto
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Beh complimenti, sono interventi che ti fanno appassionare alla medaglistica in particolare anche per il necessario e ottimo inquadramento storico per capire il momento in cui fu emessa. Molto bello il ritratto, ricca e particolareggiata la scena classica del rovescio, direi un ottimo acquisto e complimenti anche per l’esposizione divulgativa !1 punto
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Un'altro mio vaglia cambiario, se notate ci sono le due identiche teste dei titoli provvisori, poteva usarle solo la BI, ve ne sono ben 3 coppie! se non sono quasi-banconote queste...1 punto
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Buonasera, Per la precisione il sottotipo venne battuto dall’accoppiamento di conii O90-R189, numero di catalogo del corpus della professoressa Westermark 275. Allego l’immagine dell’esemplare raffigurato sulle tavole di The Coinage of Akragas, conservato al British Museum grazie alla donazione Lloyd del 1946. Si possono notare ancora sia le tracce della piccola testa al rovescio sotto al granchio, nonché la piccola frattura (?) a sinistra del segmento prima della chela dell’arto sinistro del granchio.1 punto
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Stai sereno, secondo me è solo un momento o un periodo un po’ così. Ma poi la passione vedrai che si ripresenta più forte che mai…1 punto
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Carissimo Attilio, volevo ringraziarti pubblicamente per quello che sei riuscito a organizzare in questo periodo così difficile. Forse qualcuno si è lamentato del posto dove si è svolto il convegno, a causa della strada per arrivarci un po malmessa e un po per i parcheggi scarsi. Sappiamo però, e tu lo hai spiegato bene, dei motivi di questa scelta. Devo dire però che la sala del convegno era molto ma molto spaziosa, molto arieggiata e piena di luce, molto meglio di tutte le location dove si sono svolti i convegni passati. Questo ha portato a rispettare ampiamente tutte le precauzioni per impedire qualsiasi contagio, anche se a tutti quelli che sono entrati è stato richiesto il Green pass, misurata la temperatura e registrati su apposito registro. Ottima la sicurezza e devo dire ottimo anche i convenuti, tutti con la mascherina. Per cui ti invito a non tenere conto se qualcuno (una... due persone?), magari si sia lamentato per una stupidata. Sappiamo bene i sacrifici che fai e l'impegno che ci metti. Grazie ancora e alla prossima.1 punto
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Senza offesa ma non facciamo supposizioni prive di ogni fondamento. L'organizzatore, che non sono io, non è molto social per usare un eufemismo, e per questo non interviene. Il convegno è super confermato, so che le adesioni fra tutti i settori sono circa 300. Che io sappia buona parte dei partecipanti al Veronafil saranno presenti a Cerea. P.s. ma quando c'era il Veronafil è mai stato pubblicato un elenco degli espositori?1 punto
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Al fine di mantenere più ordinato l'elenco della prima pagina della sezione, in questo topic vengono raccolte tutte quelle discussioni che precedentemente erano evidenziate come importanti.1 punto
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Esistono centinaia di modi per ringraziare, ma quando si tratta di una gratitudine sincera e grande, il gesto più semplice che meglio ci identifica, è dire ancora una volta grazie, grazie e ancora grazie a tutti indistintamente. Fondamentale, in questo periodo tristemente pandemico, era imprimere positività ed entusiasmo, con senso di responsabilità. Ringraziamo chi anche in questa occasione ci ha mosso delle critiche costruttive, e come nelle manifestazioni precedenti, saranno verificate le giuste modifiche da apportare. Ci teniamo esclusivamente a titolo informativo, per chi non lo sapesse, che Castellammare di Stabia è priva di strutture adeguate per ospitare eventi di questa portata, importanza e imponenza. Il territorio è ostile, le uniche strutture esistenti, utilizzate già in passato, le Terme di Stabia Nuove sono fallite, mentre la Tendo struttura Comunale è all’asta. Quindi non per incapacità addebitabili alla nostra gestione, ma per gravi problematiche causate da scellerate amministrazioni comunali, ci ritroviamo volta per volta ad elemosinare, con grosse difficoltà e dispendio di risorse economiche ed energie, attenzioni da strutture private incapaci di offrire servizi essenziali e funzionali. La filosofia che ci contraddistingue dal 1994 è garantire la totale tranquillità, serenità, ambiente familiare, creare reali nuove amicizie, unire gioventù e saggezza, incentivare conoscenza e sapere, utilizzando, come volano, ogni nuova forma di comunicazione disponibile. E’ giunto il momento per chi non condividesse questo progetto, visto il nostro grande impegno a coinvolgere sempre di più persone da ogni zona d’Italia, di fare delle scelte, e se opportuno, dividere le nostre strade, com’è nel nostro stile, silenziosamente e non polemicamente. Non essendo legati a nessun sistema parassitario, preferiamo da quasi 28 anni, come ci ha insegnato il compianto Presidente Salvatore Correale, lavorare, sudare e non piegarci a nessuna modalità di facile riuscita, o ottenere successi per meri scopi economici, non barattiamo la dignità, la passione ci anima con forza, reattività e dignità. La soddisfazione più grande è essere sempre disponibili e operativi con tutti, regalando sorrisi sinceri, pronti a risolvere problematiche di qualsiasi genere, neutrali, imparziali, non partecipi a trattative commerciali, forse un "unicum" in Italia, la nostra identità certificata. Vi lasciamo alla memoria questo breve reportage fotografico, e ringraziamo di cuore gli amici Francesco Tafuri e Gaetano Russo, che hanno scelto di festeggiare il loro compleanno nella famiglia acquisita del Memorial Correale…Amor vincit omnia...Vox populi, vox dei! (L’amore vince tutto…Voce di popolo, Voce di Dio!!!)1 punto
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Avevo notato anch'io questo peculiare statere. Tuttavia più che una schiacciatura mi sembra di vedere al D/ la testa di un'aquila e lettere AK e al R/ (se non ho le allucinazioni ?) la chela di un granchio. Che si tratti della riconiazione su un didrammo di Agrigento? Cosa ne pensate?1 punto
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Purtroppo io ho meno certezze. E' certamente possibile che si tratti dello stesso incisore ma la raffigurazione dei rovesci, molto semplice ed essenziale, non mi sembra fornisca indizi inequivocabili di una stessa mano. E poi i diritti sono molto diversi (anche se potrebbe esserci stato un incisore del diritto e uno del rovescio ...). Una certezza invece sarebbe stata, per questi due esemplari, un'identità del conio di rovescio, che avrebbe legato fra loro un diritto con Rx sul busto e un altro senza.1 punto
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Buona sera, Approfitto di questa discussione per ampliarla con il mio esemplare. "Secondo tipo", si riconosce dalla C. di "C.QUINDICI" aperta e la linea sotto la Q interrotta. Questo francobollo è più comune rispetto a quello del primo tipo. Saluti1 punto
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Buona sera a tutti, E' con piacere che comunico anche quest'anno la pubblicazione del nuovo numero di Comunicazione, il n. 78 del 2021, scaricabile dal sito della Società Numismatica Italiana a questo LINK. Le spedizioni, ai soci, del cartaceo inizieranno con il mese di Gennaio 2022, chi volesse ritiralo di persona presso la Biblioteca può darne comunicazione per email a [email protected]. Colgo l'occasione per ringraziare gli autori che hanno collaborato con i loro articoli alla pubblicazione. Riccardo Ghidotti Un’inedita variante dell’asse di C. Vibius Caii filius Pansa. Claudia Perassi Medaglioni romani in bronzo dall'Italia settentrionale. Alain Gennari Un probabile Æ4 a nome del re vandalo Ilderico dagli scavi della villa tardoantica di Aiano-Torraccia di Chiusi (San Gimignano, Siena). Pierluigi Canoro Ancora sulla catena delle ribattiture delle monete salernitane. Dario Ferro e Luca Oddone Falsari e tosatori di monete ad Asti. Ia parte: gli Statuti del Codice Catenato (sec. XII-XV). Alessandro Toffanin Le monete dei Re di Francia emesse nel Ducato di Milano (1499-1512 e 1515-1521). Luca Oddone Le monete di Guglielmo II Paleologo (IX come marchese di Monferrato, 1494-1518), per la zecca di Asti (1512-1513). Giovanni B. Vigna Il “Testone della Resurrezione” di Pio IV: una moneta controversa. Antonio Rimoldi Alcune varietà inedite nella monetazione milanese della dominazione spagnola (1535 – 1706).1 punto
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Ferdinando II, Tarì 1842 Millesimo che non si vede spesso e soprattutto in conservazione eccezionale, senza difetti di conio come in questo esemplare. Taglio rigato. Che ve ne pare?1 punto
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