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Buongiorno amici . Riporto su la discussione postando l'ultima arrivata in collezione Asclepia. Un tombino di quasi 31 grammi. Difetti al bordo e qualche debolezza ma in conservazione di tutto rispetto per la monetazione. Ho altri due 10 grani del 15 in collezione, entrambi con il punto dopo 10, questo esemplare ne è privo ( variante indicata anche nel Gigante mi sembra). Inoltre sempre confrontando noto che la coda della cornucopia che sfiora la G di Grani è più corta rispetto agli altri esemplari che ho in collezione (vedi foto del particolare). Ecco la moneta. Spero gradiate. Trovo i 10 grani tra i nominali più belli del periodo, la loro imponenza, il ritratto con corona radiata, il loro richiamo al classicismo li trovo irresistibili!! Saluti. Cristiano.6 punti
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Buonasera a tutti! Mi sembrava d ' obbligo postar qui un nuovo arrivo,un' altra 34,questa volta , " torretta verticale". Saluti a tutti5 punti
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Bellissima monetina, con un livello di conservazione veramente difficile da trovare. Il difetto sul bordo è peraltro piuttosto comune nelle monete di questo periodo e, come scrivi, dovuto all'operazione di fustellatura eseguita dopo la coniatura e quindi legato allo stato di zecca. Va fatto notare che lo stato di conservazione va sempre valutato dal verso, proprio perché, come conseguenza dell'operazione di fustellatura, il dritto risulta essere sempre concavo e quindi più protetto dalle ingiurie della circolazione, mentre il verso, convesso, è sempre il più usurato. Io ho un paio di mezzi bolognini con il verso quasi completamente liscio e il dritto con caratteri, seppur usurati, ancora perfettamente definiti. Ora la caccia è aperta per il sesino con ritratto!... ovviamente quello con il ritratto vòlto a destra... che quello rivolto a sinistra, fino a prova contraria, resta il frutto di un errore tipografico... ciao Mario4 punti
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Un orrore serio, nel senso che la monetina non è stata deturpata per un motivo banale o per divertimento, ma per utilizzarla come pesetto da 1 grammo penso negli anni '10/'20, sono presenti vari punzoni di controllo.3 punti
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Segnalo l'uscita del n. 120 di Monete Antiche Questo l'indice: Un cavaliere campano-sannita su un didramma di Neapolis. (Antonio Morello) [3-25] Il denario di L. Staius Murcus (RRC 510/1): un esemplare con aquila estense e alcuni aggiornamenti. (Alberto Campana) [26-32] Vita, sorte e monete di Marco Antonio. (Luca Arnaudo) [33-43] ANASTATICA, inserto di letteratura numismatica. Giuseppe Ruotolo, Scritti scelti di Numismatica. (a cura di Luca Lombardi) Dionysos nella monetazione antica. (Giuseppe Ruotolo)2 punti
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Nel comune piemontese di Mergozzo, in località Montorfano si trova la piccola interessante chiesa romanica dedicata a S. Giovanni Battista, costruzione in blocchi di granito in unica navata con pianta a croce latina, realizzata verso il XI sec. Scavi archeologici nella ed attorno alla chiesa hanno portato alla luce resti di un preesistente complesso paleocristiano probabilmente del V-VI sec. e di una basilica a 3 absidi di epoca carolingia del VII-VIII sec. All' interno dell' attuale chiesa è conservata parte di un fonte battesimale del VI sec. ed all' esterno fondamenta del preesistente complesso basilicale, con sepolcreti di epoca romana ed altomedievale .2 punti
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@Litra68 mi hai fatto venire voglia di postare le mie... In attesa dell'elenco tuo ?2 punti
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Grazie @niko per i complimenti! @mariov60 quello che dici è assolutamente vero, infatti anche i dettagli del rovescio di questa moneta mi hanno sorpreso non poco! Per quanto riguarda il sesino con ritratto... è già in collezione!? Non ha la conservazione del Mezzo Bolognino, però è piacevole, sopratutto al rovescio mentre il dritto ha qualche difetto in più... e la foto non aiuta ad esaltarlo. Tra l'altro anche su questa monetina sembra presente traccia della fustellatura. Chissà che un giorno non salti veramente fuori anche quello con busto rivolto a sinistra... anche se anch'io sono propenso a credere che non esista. Cioso.2 punti
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Gettone della Wisconsin Brewery di Ch. Bast a Milwaukee, nel Wisconsin. Su una faccia è raffigurato un barile di birra e sull’altra la stella con un boccale di birra all’interno come nell’insegna della Zoigl in Baviera. Il 1863 è uno degli anni della guerra civile che avvenne nel periodo tra il 1861 e il 1864, quando i cosiddetti gettoni della guerra civile furono coniati e distribuiti privatamente negli Stati Uniti per sopperire alla scarsità di centesimi emessi dal governo.2 punti
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In 41 anni non mi è mai capitato. Tuttavia rimpiango i tempi, quando non c'era internet, che si andava al convegno e lì, sorpresa, trovavi un pezzo per la tua collezione. Emozione pura. Ora sfogli migliaia di pezzi, trovi quello che ti interessa, spesso devi attendere settimane per l'asta, poi, quando riesci a prenderlo, devi pagare, aspettare che te lo spediscano, aspettare ancora e quando ti arriva è ovvio che un po' di entusiasmo è sparito... Arka Diligite iustitiam2 punti
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Bene! Con ciò direi che abbiamo concluso tutta la parte relativa alla descrizione del quadro storico. Mi auguro di non avervi tediato troppo ma, personalmente, ritengo che la Storia sia un elemento fondamentale in numismatica. Senza conoscere la Storia, non credo si riesca ad apprezzare veramente le monete (o medaglie, come in questo caso) che collezioniamo. A me, comunque, ha fatto piacere scriverlo. Spero che a voi abbia fatto piacere leggerlo ? Veniamo ora, finalmente, alla tanto attesa medaglia. Al dritto troviamo la testa laureata di Napoleone rivolta verso destra. Alla base del collo notiamo la firma dell’incisore Andrieu. Al rovescio, invece, abbiamo un’elaborata rappresentazione in pieno stile neoclassico. Al centro della raffigurazione troviamo Ercole con pelle di leone e clava nella mano, colto nell’atto di sferrare il colpo fatale ad un gigante steso a terra che si ripara con uno scudo. A destra abbiamo la Vittoria alata con ramo di palma in mano e pronta ad incoronare con l’alloro il vincitore. In basso nell’esergo: Bataille de Wagram - VI Juillet MDCCCIX (6 luglio 1809), con firme di Galle e Denon. Si tratta di una medaglia discretamente rara, soprattutto in argento ed in alta conservazione. L’esemplare da me aggiudicato, che assicuro essere poco valorizzato dalle mie pessime qualità fotografiche, presenta al dritto una bella patina omogenea da vecchia collezione, mentre al rovescio ha mantenuto ancora una buona percentuale del lustro del metallo. Da apprezzare anche la quasi totale assenza di colpetti, segnetti sui campi e tacche, tutti elementi congeniti che purtroppo affliggono spesso le medaglie napoleoniche anche in alta conservazione. Credo di aver detto, bene o male, tutto quello che volevo scrivere su questa medaglia. Perciò, vi lascio ora alle foto, curioso di sentire qualche vostro commento (e sulla Storia di questo pezzo e sulla medaglia in sé). Grazie a tutti per l'attenzione.2 punti
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Buongiorno e buona domenica Ieri ho ricevuto una moneta (una variante di un denario degli Eravisci che ho già) che volevo acquistare, e che è perfettamente conforme alla descrizione fatta dal professionista. Di solito dopo che mi arriva una nuova moneta sono sempre su di giri e di buon umore al meno per una settimana, ma questa volta non sta andando così! Non ho provato gli stessi "brividi" o un senso di gioia, ne mi sento appagato, eppure la moneta è quella, la transazione è stata tranquilla, e la spedizione anche , pure in tempi rapidi (3 giorni dalla Slovacchia). Non so se c'è qualcosa di sbagliato in me, forse mi sta capitando una sorta di disamoramento verso la numismatica? Vi è mai successo a Voi? Sono sincero, può accedere che si compera/scambia una moneta e poi non la si trovi più interessante, ma questo solo dopo un po' di tempo ma non subito dopo, al meno per me. È come se la sera dopo le nozze guardaste la persona amata e pensaste: cosa ho fatto? Non mi suscita nessuna emozione....si è bella, attraente, ma non mi fa palpitare il cuore.... Sono l'unico caso disperato ?1 punto
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Ecco alcune delle mie collezioni 120Grana 1818 Ferdinando I “Testa Grande”1 punto
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Grazie @VALTERI per aver riproposto all'attenzione questo eccezionale gruzzolo di monete della Magna Grecia. Non è mia intenzione intervenire sulle questioni legali, peraltro già ben esposte da altri utenti, in quanto non dispongo delle competenze necessarie. Quello che piuttosto mi preme sottolineare è un ulteriore aspetto, non meno importante, relativo alla fisionomia dell'accumulo. E' disponibile in rete la schedatura dei singoli pezzi (priva di foto e solo con una visione d'insieme del gruzzolo: https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/10497/un-ricco-gruzzolo-acheo-magna-grecia-vi-v-/) secondo il catalogo di Rutter accompagnata da un breve commento del prof. E. Arslan, che vide il tesoro su invito della Soprintendenza, secondo il quale le monete del gruzzolo sarebbero di fondamentale importanza in quanto arricchirebbero il ventaglio dei tesoretti fondamentali per la conoscenza della circolazione monetaria arcaica nell’attuale Calabria e cioè quelli di Sambiase, Gizzeria e Curinga, oggi al Museo Nazionale di Reggio Calabria, nonché con il più volte ricordato ritrovamento di Acqua di Friso di Cropani”. I vari nominali, tra stateri, dracme e oboli, sono giunti a noi in stato di conservazione eccezionale e presentano le patine originarie, caratterizzate da incrostazioni arenacee friabili a grana finissima. L’intera collezione comprende più di 150 monete (29 delle quali non incuse e pertinenti ad altre zecche di Magna Grecia e Sicilia). In realtà ci sono alcuni elementi che non mi sono ben chiari, in primis la presenza degli oboli. Il catalogo – da cui vanno esclusi i nn. 129-134, pertinenti a periodi seriori e non omogenei con ripostiglio - comprende 6 esemplari di Crotone (nn. 123-128) classificati come oboli ma il cui peso (gr. 1,53; 1,51; 1,39; 1,35; 1,37; 1,34) è invece chiaramente riferibile nel sistemo acheo a quello dei trioboli. Peraltro andrebbero studiati con attenzione in quanto i valori di gr. 1,53 e 1,51 darebbero luogo ad una dracma di oltre 3 grammi e, di conseguenza, ad uno statere di gr. 9. La cosa non è impossibile in quanto valori alti sono ampiamente documentati a Crotone tra VI e V secolo (lo stesso statere catalogato al n. 65 pesa gr. 8,94). Certo è che in ogni caso non si tratta di oboli ma di trioboli. Altro aspetto peculiare è poi la presenza delle dracme crotoniati con "tipologia inedita" catalogate ai nn. 83-85 e datate al 500-480 (quindi incuse). Ho ingrandito l'unica foto del gruzzolo disponibile in rete (che allego dal precedente link) ma di dracme con tipologia inedita sinceramente non ne trovo. Tuttavia un'eventuale edizione integrale del gruzzolo potrà certamente chiarire meglio questo aspetto. Infine, e devo dire che questa è una delle componenti più interessanti del ripostiglio, la composizione. Giustamente nella scheda si fa riferimento ai tesori di Sambiase, Gizzeria e Curinga quali rinvenimenti di fondamentale importanza per lo studio della circolazione monetaria in età greca nel territorio dell'attuale Calabria. In realtà andrebbero aggiunti anche quelli di S. Stefano di Rogliano (purtroppo quasi interamente disperso), S. Eufemia Lamezia e Grimaldi, che insieme ai precedenti sono stati anni addietro oggetto di una specifica pubblicazione dedicata ai rinvenimenti monetari dell'area lametina (E. Spagnoli-M. Taliercio Mensitieri, Ripostigli dalla piana lametina, Soveria Mannelli 2004). Ma a prescindere da ciò, se istituiamo un confronto con alcuni dei ripostigli citati e in particolare con quelli che risultano grosso modo coevi al gruzzolo in esame, ossia Sambiase (ca. 520 a.C.), Curinga (470 a.C.), ma anche con altri di aree diverse, emerge un singolare fenomeno. Nei gruzzoli di monete incuse, o contenenti esemplari a doppio rilievo comunque coevi alle fasi incuse, la valuta di alto taglio o rappresenta la componente esclusiva - come a Sambiase e a Curinga (100% stateri + 1 lingotto AR nel caso di Sambiase) - o predomina nettamente sulle frazioni (v. Amendolara, occultato all’inizio del V sec. a.C. ma anche ad es. a Taranto 1911, S. Giorgio Ionico, Rutigliano, Taranto 1929). Nel caso del ripostiglio di BFA invece si verifica il fenomeno opposto: su 128 esemplari il 60% circa è costituito da frazioni e addirittura i trioboli (48 ess.) superano le dracme (29 ess.). Purtroppo non essendo noto il contesto di rinvenimento non sappiamo se la selezione dei nominali dipese da una scelta del proprietario (gruzzolo di tesaurizzazione) o se essa vada riferita ad una diversa natura dell’accumulo (deposito votivo? altro?) ma certo è che questa peculiare fisionomia del ripostiglio, che non trova confronto in Magna Grecia in epoca così “alta”, andrà certamente approfondita e valutata con attenzione. Una curiosità. Qualcuno ha notizia del rinvenimento di Acqua di Friso di Cropani citato da Arslan?1 punto
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Si pure se la data non è leggibile, ma la moneta ti dice qualcosa è da mantenere in collezione1 punto
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Buonasera a tutti, oggi voglio presentarvi una monetina della zecca di Modena, coniata sotto il duca Rinaldo d'Este nella prima parte del 1700. Si tratta di un Mezzo Bolognino, moneta classificata Non Comune, un nominale quindi non introvabile, ma che spesso lascia a desiderare in quanto a conservazione (come la maggior parte delle monete di Modena). In questo caso però vi presento la classica eccezione che conferma la regola! Ho infatti avuto la fortuna di trovare questo Mezzo Bolognino in conservazione nettamente superiore alla media, non parliamo di un FDC ma probabilmente ci avviciniamo allo Splendido. I rilievi sono ancora tutti intatti ed i fondi quasi completamente freschi, i capelli del duca presentano una leggerissima usura, mentre l'unica pecca è rappresentata dalla mancanza sul bordo del tondello, dovuta però alla fustellatrice, possiamo quindi definirlo un difetto di 'zecca'. Che cosa ne dite? Vi piace? Grazie per l'attenzione! Cioso.1 punto
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Buongiorno a tutti, sto mettendo ordine tra le mie devozionali e di molte di loro ne so veramente poco, gradirei un aiuto a partire da questa, sperando che la mia incostanza cronica patologica non mi impedisca di farne seguire altre.1 punto
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Ritornando quasi seri Un assegno della Banca d'Italia (c/c senza interessi) in bianco, firmato ma non utilizzato, al verso non c'e' nulla di rilevante. Pur essendo quasi uguale all'assegno del post #41 vi è in aggiunta un timbro a stampa che fa parte dell'assegno stesso e non apposto successivamente, con questo elemento la tassa era assolta ed eventualmente non c'era bisogno di aggiungere delle marche al retro.1 punto
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Eh lo so. La curiositá non mi manca. Purtroppo non abbondano ste magic box tue?1 punto
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Ciao,se gentilmente volessi postare le dimensioni e l'immagine del retro...1 punto
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Un bell'assegno bancario (c/c ad interesse) della Banca d'Italia di Addis Abeba con beneficiario nientepopodimeno che la F.I.A.T. Tipologia di assegno standard utilizzato sin dagli inizi degli anni '20. Al retro due bolli per le colonie italiane.1 punto
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Concordo, ho fatto un confronto con un po' di originali e direi che la moneta postata è autentica. Tra l'altro, chissà che bella "in mano". Cordiali saluti a tutti e buon proseguimento.1 punto
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Nell’articolo sul sito https://www.birramoriamoci.it/zoigl-birra-per-tutti/ la stella a sei punte è il simbolo di riconoscimento di tutte le Kommunbrauhaus È pressoché identica alla Stella di Davide, ma in realtà non si tratta di questa. Il suo significato ha carattere alchemico in quanto simboleggia la combinazione di tre elementi (aria, fuoco e terra) e tre ingredienti (acqua, malto e luppolo – il lievito era ancora sconosciuto). Il simbolo fa la sua prima comparsa nel 1430, all’interno di un libro di Norimberga in cui è raffigurato un monaco intento nell’atto di rimestare un calderone. Tale stella è consegnata a tutte le famiglie che hanno partecipato alla cotta comune e rappresenta il loro diritto a venderla nella propria casa (Zoiglstube) durante i giorni prestabiliti.1 punto
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Purtroppo ne capisco poco o nulla, mi sono ricordato di averla tra le cose curiose e che era abbastanza deformata da postarla in questa discussione. L'avevo presentata nel forum anni fa, c'e' stata solo una risposta, mi dispiace non poterti approfondire l'argomento.1 punto
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Cinque anni or sono ( 24-11-2016 ) compariva tra le aste questa particolare collezione di 128 incusi magno-greci con poche altre monete a doppio rilievo . Chissà quale sarà l' odierna situazione e collocazione ?1 punto
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Volume interessante e corposo, più di 1000 pagine.. aggiungo l’indice completo. INDICE Premessa Roberto, Fulvia e Maria Letizia Breve curriculum e pubblicazioni Elena Lattanzi Tabula Gratulatoria Con Elena, in Calabria Roberto Spadea Elena. Ricordi di un’amicizia Joseph Coleman Carter NOTE DI STORIA ED EPIGRAFIA Sul donario degli Achei a Olimpia: neutralità e identità achea fra VI e prima metà del V secolo a.C. Giovanna De Sensi Sestito Afrodite Meilichia in un’iscrizione greca di Metaponto Maria Letizia Lazzarini Anello inscritto da Locri Epizefirii Lavinio Del Monaco Kó??? enotria, Kó??? brettia e il nome di Cosenza Paolo Poccetti ¿Sobreentendido, silencio u omisión? Las inscripciones griegas dedicadas a Traianus pater y su familia en Myndos y en Cos Marc Mayer i Olivé NUMISMATICA Dalla “Clementia Constantini” all’“Anastasis” bizantina. Il lungo viaggio di uno schema iconografico: dalla moneta di IV secolo ai sigilli in piombo di un Alessio Comneno Ermanno A. Arslan L’attività di Vito Capialbi a Mileto e la collezione delle monete normanne Giorgia Gargano PREISTORIA E PROTOSTORIA Finis terrae: la valle dell’Amendolea. Siti preistorici nell’Aspromonte meridionale, contatti e sfere d’influenza Mirella Cipolloni Sampò Sulla sepoltura del Bronzo Medio di Cannitello Marco Pacciarelli Materiali di bronzo dalla Calabria conservati nel Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” Elisabetta Mangani Fibule di Santa Severina (Crotone). Una nota preliminare per un antico debito Fulvia Lo Schiavo MAGNA GRECIA E SICILIA Recinti sacri Dieter Mertens Il progetto “Interludio”: aggiunte ad “I pittori della classe di Phanyllis” Filippo e Innocenza Giudice - Emiliano Amata - Marta Inzerilli Edifici termali di età ellenistica tra Calabria, Campania e Sicilia: circolazione di esperienze e saperi costruttivi Giovanna Greco CALABRIA Ancora sul Palecastro di Tortora. Qualche ulteriore riflessione sull’insediamento enotrio Gioacchino Francesco La Torre Crotone. Livello protostorico e ceramiche di tipo egeo-miceneo dal centro urbano Giuseppe Nicoletti I reperti di Cerchiara di Calabria al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza: contesto, materiali, funzione Maria Cerzoso Uno scavo d'archivio. Il balneum di Palazzo Oliva a Reggio Calabria Carmelo Malacrino Le ‘dee di Scrimbia’. Due tavolette fittili arcaiche con Artemide e Afrodite dal santuario di Persefone a Hipponion Madeleine Mertens Horn Due capitelli dorici a Locri Epizefiri, tra Paolo Orsi e Silvio Ferri Claudio Sabbione Afrodite a Locri Epizefiri: appunti per una rilettura dei dati archeologici Marina Rubinich Un frammento di matrice di pinax da Locri Epizefiri Massimo Cardosa Una singolare antefissa di colmo da Locri Epizefiri Eleonora Grillo Scavi “Orsi” al Lakinion di Crotone. Considerazioni alla luce di recenti scavi d’archivio (2018) e degli scavi sul campo (1955-2014) Alfredo Ruga Capo Colonna di Crotone. Considerazioni generali sul sito e primi risultati delle indagini archeologiche nelle aree limitrofe al santuario di Hera Lacinia Gregorio Aversa - Giuseppe Nicoletti Everybody Wants a Piece of the Temple. The Recovery of Greek Marble Tiles from the Temple of Hera Lacinia on Roman Rural Sites at Capo Colonna, Crotone Cesare D’Annibale Reciprocità tra chi offre e chi riceve l’offerta? A proposito di un bronzetto kauloniate Maria Cecilia Parra An unusual pinax fragment from S. Giovanni di Gerace (Reggio Calabria) Paolo Visonà Nuove ricerche nel territorio di Cetraro: per un quadro aggiornato della presenza brettia nel Medio Tirreno cosentino Fabrizio Mollo Cavalli e cavalieri del Bruzio tra Greci e Italici Francesco Cristiano Un oinophoros di Cnido in una tomba a Cosenza: la sepoltura di un medico? Stefania Mancuso Osservazioni sui capitelli in pietra locale e in marmo di età augustea e giulio-claudia a Copia e a Scolacium in Calabria Patrizio Pensabene Il deposito di anfore di S. Maria di Ricadi: nuove evidenze. Dalla terraferma per la produzione di anfore Dressel 1 e la loro commercializzazione Paola Vivacqua con Guido Biscontin - Manuela Sgobbi - Angela Bernardi Le lucerne nei corredi della necropoli romana in loc. Piana Grande di Crucoli (KR) Maria Grazia Aisa - Ernesto Salerno Les thermes de Copia Thurii/Thurii: données preliminaires Ghislaine Noyé Il medaglione bronzeo di Lazzaro Emilia Andronico Miniere e metallurgia nelle Serre calabre. Le ricerche archeologiche nel villaggio siderurgico di Chiese Vecchie (Stilo - Calabria) Francesco A. Cuteri BASILICATA Amuleti nelle sepolture infantili a Siris Irene Berlingò La Tomba n. 856 di Alianello Nuovo (Aliano, MT). Un caso di trapanazione cranica dell’inizio del VI secolo a.C. Salvatore Bianco - Domenico Mancinelli - Gaetano Miranda - Addolorata Prei-te La “tomba della colomba” di Banzi, loc. Piano Carbone. Considerazioni su testimonianze italiche di VI-IV secolo a.C. tra oriente ed occidente Elisabetta Setari I confini del municipium di Potentia in Lucania Helga Di Giuseppe PUGLIA Ceramiche figurate arcaiche tra Taranto, Metaponto e il mondo indigeno Francesco D’Andria Eros distratto a Taranto Ágnes Bencze Taranto e la mousiké techne attraverso gli strumenti, l’arte figurativa e la tradizione letteraria fra il VII e il V secolo a.C. Lucia Lepore Botromagno / Silvium in the 2nd century BC Alastair M. Small CAMPANIA Un’ambra orientalizzante da Pontecagnano Giuliana Tocco Sciarelli Greci che ricompaiono. Terracenere, Battipaglia ed altro Angelo Maria Ardovino SICILIA Hydriai di bronzo da Lipari Maria Amalia Mastelloni Vasi figurati italioti e sicelioti della collezione Monastero a Reggio Calabria Umberto Spigo Nuova ceramica attica a figure nere da Messina Giovanna Maria Bacci Nuove prospettive per il Parco Archeologico di Segesta Agata Villa ITALIA CENTRALE Un canale nell’Isola Sacra Fausto Zevi Luce versus oscurità. Racconti di un cratere falisco del museo archeologico di Firenze Giuseppina Carlotta Cianferoni Signori vulcenti a cavallo. Il potere per l’eternità Alfonsina Russo ITALIA SETTENTRIONALE Albingaunum città di pianura, il monte e l’anfiteatro Giuseppina Spadea Noviero ARCHEOLOGIA DEL MARE Approdi, rotte e naufragi lungo la costa meridionale del sinus tarentinus Armando Taliano Grasso Archeologia subacquea ed evoluzione recente delle coste calabresi: il caso di Hipponion lungo la costa tirrenica e di altri quattro siti magno-greci lungo la costa ionica Maria Pia Bernasconi - Jean-Daniel Stanley RICERCHE ARCHEOLOGICHE DEL PRESENTE E DEL PASSATO Cinquant’anni dopo “I ritratti dei ‘cosmeti’ nel Museo Nazionale di Atene” di Elena Lattanzi Elena Calandra La casa del Fabbro (I, X, 7). Un progetto di allestimento poco noto nella Pompei degli anni Trenta Massimo Osanna L’ambiente isolano di Rodi e del Dodecaneso al tempo della dominazione italiana (1912-1943) attraverso le immagini della collezione Marchi di Firenze Spiridione Alessandro Curuni - Elena Sorge Le Muse Tiburtine, il disegno di Giuseppe Cades e la medaglia di Gioacchino Hamerani Vittorio Casale Le indagini di Paolo Orsi a Pian della Tirena: riflessioni e riletture Luigi Cicala Rosarno/Medma tra ricerca, tutela e valorizzazione. Dalle indagini di Paolo Orsi al museo di Medma Maria Teresa Iannelli L’epopea della regina Zenobia e l’eroico sacrificio di Khaled al-Asaad Anna Murmura Cinque crateri a figure rosse nel Castello di Racconigi Liliana Costamagna TUTELA E VALORIZZAZIONE Per le sculture di Mont’e Prama oportet rationem operis instituere Antonietta Boninu Percezione dell’antico e tutela in Calabria. Il paesaggio e le “rovine” di Scolacium prima del Novecento Maurizio Paoletti A proposito del kouros di Rhegion. Recuperi di conoscenza e tutela: una sfida possibile Jeannette Papadopoulos Laboratorio territoriale per il “Parco Archeologico, agro-naturalistico Croceneviera”. La condivisione di una speranza Anna Maria Rotella - Giuseppe Ferraro - Maurizio Agostino - Luciano Grillo Musei demoetnoantropologici in Calabria: il caso del museo diffuso di Ricadi (VV) Matteo Enia Reggio Calabria - Vicende di tutela dopo il terremoto del 1908. Un raro caso di composizione bonaria Fulvia Soffré I depositi di un museo: patrimoni “latenti” Rossella Agostino Per una valorizzazione diffusa dei beni archeologici nel territorio. Aree e musei civici dopo la riforma Vincenzo Tiné. F.to 21x29,7, pp. 1068, Brossura fresata, Ill. B/N1 punto
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Da Byblos di Fenicia, su uno shekel in argento del 365-350 a.C., abbiamo una nave da battaglia con i marines in armi pronti allo sbarco . L' esemplare, di grande conservazione, passerà ad inizio Dicembre in asta Rauch 113 al n. 119 .1 punto
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Buonasera a tutti, ho fatto una foto d'insieme dei miei Tornesi con Tosone di Filippo IV ne manca uno all'appello , non capisco dove sia andato a finire? Non sono un granché come conservazione, ma visti insieme fanno un bell' effetto. Saluti Alberto1 punto
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Peccato per il taglio della fustella, che però nulla toglie ai rilievi eccezionali... complimenti! N.1 punto
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Stessa descrizione ma un diverso valore da quello già presentato (1.000 dracme) Seconda guerra mondiale Occupazione italiana delle Isole Jonie - 500 dracme del 19411 punto
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Scusatemi, ma nessuno si è accorto che il primo biglietto di questa discussione è una Rimessa degli emigranti ? Da Buenos Aires tramite la Banca d'Italia per l'Italia1 punto
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Seppur non li colleziono (per ora) li tengo sempre d’occhio. Sono davvero carichi di fascino. Mannaggia a me, so già che presto ci cascherò ?1 punto
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Si tratta di un quattrino di Papa Benedetto XIV per la zecca di Ravenna. La seconda foto devi girarla verso sinistra di 90°.1 punto
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Si tratta di un quattrino di Paolo V D/PAVLVS V PONT MAX A II / stemma R/S PAVLVS ALMA ROMA A II / Il Santo Munt. 152 - CNI 5/14 - MIR 1566/11 punto
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E tanto per avere un'idea dell'entità del fenomeno, guarda quante riconiazioni registra Garraffo per la coppia Noe 234. E parliamo del lontano 1984.......1 punto
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Seconda guerra mondiale Campagna di Francia Banconota francese da 1.000 franchi in uso durante l'invasione nazista. La campagna di Francia inizia a maggio del 1940 con l'invasione tedesca del Belgio, dei Paesi Bassi, del Lussemburgo e con la successiva avanzata della Wehrmacht all'interno della Francia. Il 10 giugno del 1940 l'Italia dichiara guerra alla Francia, il 14 giugno Parigi venne occupata dalle truppe tedesche. Dopo quattro anni iniziò la campagna di liberazione della Francia dal regime nazista con lo sbarco in Normandia (giugno 1944). Il 7 maggio 1945 a Reims, in Francia, al quartier generale degli Alleati due alti ufficiali del comando supremo delle forze armate tedesche firmarono la resa incondizionata, entrambi furono condannati a morte al processo di Norimberga e giustiziati nel 1946. La Francia fu inclusa a pieno titolo tra le potenze vincitrici n virtù del costante sforzo militare antitedesco sostenuto. ps: al solito cliccare sopra le immagini per ingrandire.1 punto
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Stessa discussione, integrazione dei valori citati 1, 3, 5 rubli Seconda guerra mondiale 1 Rublo 1938 - Minatore 3 Rubli 1938 - Soldato 5 Rubli 1938 - Aviatore1 punto
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Denaro scodellato di Milano per Ugo di Provenza e Lotario II. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=3211&lot=824 In considerazione delle immagini, dell'attuale aspetto e in assenza di dati ponderali non mi pronuncio circa l'eventuale autenticità. Ciao Mario1 punto
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Di fronte all'importanza della questione e a scanso di inutili equivoci o dietrologie, mi sono permesso di chiedere direttamente alla Bertolami tutte le informazioni. Ecco quanto mi hanno riferito. - Dopo essere venuta a conoscenza della collezione (di proprietà di una famiglia calabrese), la Bertolami ha provveduto ad organizzare la procedura di rito: venne spedita dai proprietari una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Soprintendenza della Calabria, nella quale si informava la stessa dell'intenzione di spostare tale collezione a Palazzo Caetani Lovatelli al fine di una vendita pubblica all'asta. La soprintendenza dopo 60 giorni non ha risposto (silenzio assenso), quindi la collezione è stata portata a Roma, dove poi è stata fotografata, messa in sicurezza allarmata, adeguatamente protetta in cassetti di legno rivestiti di velluto, infine schedata. Sulla scheda pubblicata nel sito (e sul catalogo cartaceo) si troverà ogni moneta numerata (con riferimento puntale alla fotografia), e sono disponibili schede con peso, diametro, asse di conio e bibliografia di riferimento di ciascun esemplare. Di fatto quindi la collezione è in Italia (adesso a Roma in Palazzo Caetani Lovatelli), e per legge non può essere venduta fuori dai confini nazionali, né ulteriormente spostata senza prima avvisare la Soprintendenza competente. Tutta questa faccenda pertanto è stata concepita nel pieno rispetto della normativa vigente. - La riserva è alta (150.000 E) e attualmente in Italia solo un museo pubblico (diritto di prelazione da parte dello Stato) o una fondazione privata di un certo livello potrebbero permettersi un acquisto del genere. Tale riserva però si avvicina al valore dell'intero gruppo nel mercato internazionale (ca. 180.000 E). Si dovrebbe vedere alcuni esemplari dal vivo: per stile, conservazione e centratura, all'estero avrebbero comodamente raggiunto realizzi di 10-15.000 E cadauno. La Bertolami ha accettato l'affidamento ugualmente, con il rischio di avere una perdita garantita (costi di fotografia, lavorazione, catalogo, spedizione, pubblicità, etc...) al solo scopo di pubblicare tutte le monete, cosicchè da preservare il dato scientifico. In passato si era offerta di fare da tramite tra i proprietari e lo Stato: la Bertolami avrebbe finanziato in primis la pubblicazione di uno studio dedicato (tipo giornata di studi, con contributi di vari studiosi legati alla monetazione incusa magnogreca, seguita dalla stampa degli atti), e avrebbe fatto in modo che gli esemplari migliori e quelli inediti fossero donati alla Soprintendenza (a scelta della stessa, senza limite numerico), in cambio dello svincolo e della libera circolazione di quelli più comuni. Si trattava in effetti di una procedura innovativa e rivoluzionaria per l'Italia, che avrebbe preservato in futuro diversi contesti, e incrementato quel "sentire comune" che manca a molti nostri connazionali. La stessa procedura è adottata in Inghilterra dall'Arts Council in materia di ritrovamenti fortuiti: dopo lo studio e la pubblicazione i reperti monetali vengono messi in asta da Spink & Son, ed è provato che tale procedura nel 94% dei casi abbatte completamente la clandestinità. Ma la Bertolami ha trovato un muro non razionalmente giustificato da parte di una funzionaria... Beh, almeno ci ha provato. In ogni caso la coscienza resta pulita e serena, nella consapevolezza che il dato scientifico è preservato, fissato e definitivamente pubblicato. - Per quanto riguarda lo studio del ripostiglio (perchè di ripostiglio, inequivocabilmente, si tratta, almeno per buona parte), fu proposto di farlo studiare in anteprima ad una giovane collaboratrice esterna della Direzione generale Archeologia, che però non accettò per motivi di tempo. Ovviamente un membro della Bertolami aveva intenzione di pubblicare la collezione in futuro su qualche rivista scientifica dedicata (RIN o AIIN), con particolare attenzione alla questione legale italiana. In ogni caso esiste disponibilità a una collaborazione a più mani. In ogni modo ormai l'intero rispostiglio (fotografie e dati tecnici) è di dominio pubblico (manca solo il contesto di rinvenimento, del quale tuttavia non si sa nulla). Quindi adesso, grazie al lavoro spesso aprioristicamente sottovalutato di una casa d'aste italiana, questo patrimonio numismatico è finalmente di proprietà intellettuale della collettività, ergo chiunque può pubblicarlo scientificamente senza alcun limite. Devo ringraziare la Bertolami per avermi inviato queste informazioni, autorizzandomi a renderle pubbliche. Ovviamente si tratta di un argomento altamente interessante e delicato sul piano sia scientifico sia legale e potrebbe costituire un interessante precedente per trovare una soluzione al vecchio e irrisolto problema del materiale trovato in Italia ma completamente decontestualizzato. L'unica alternativa resta la completa clandestinità e fuoriuscita di monete delle quali magari conosciamo dopo la foto, ma nessuna altra informazione circa la sua associazione con altre monete trovate insieme, con perdita di tutte le informazioni di carattere scientifico, senza dimenticare che lo Stato resta comunque defraudato e senza nemmeno alcuna possibilità di scegliere con diritto di prelazione almeno gli esemplari che effettivamente e sigificativamente mancano nelle sue collezioni pubbliche.... Staremo a vedere.1 punto
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