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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/08/22 in tutte le aree
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Dicono si tratti di una scoperta archeologica straordinaria. Statue e monete risalenti a 2000 anni fa. https://www.repubblica.it/cultura/2022/11/08/news/san_casciano_dei_bagni_bronzi_scoperta_acqua_fango_riace-373510937/?ref=RHLF-BG-I373518600-P1-S1-T14 punti
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Aggiungo un cavallo di Ortona di Carlo VIII, passato nella recente Asta Artemide LVIII4 punti
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Ciao @fapetri2001, si chiamano così perché venivano coniati non su tondelli prodotti singolarmente(che avevano appunto forma tonda) ma su pezzi di oricalco che venivano tagliati da strisce o barre di metallo precedentemente prodotte. Generalmente questo tipo di produzione veniva impiegato dalle Zecche itineranti al seguito delle truppe in battaglia proprio per battere moneta per il loro pagamento. Hanno quasi sempre due lati (a volte anche uno) che sono infatti tagliati, forse con forbici dell'epoca, dopo aver riscaldato il metallo, quindi successivamente venivano battuti🙂 ANTONIO3 punti
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La scorsa notte il sito Academia.edu mi ha proposto in lettura un interessante articolo di Shawn Caza intitolato: Redating Nepotian’s Usurpation and the Coinage of Magnentius Articolo in inglese, piuttosto interessante anche per il sottoscritto che non è specialista del periodo, si legge in un'oretta scarsa e, purtroppo, a causa delle dimensioni non mi è possibile allegarlo neppure zippato. Potete trovarlo qui: https://www.academia.edu/41214464/Redating_Nepotians_Usurpation_and_the_Coinage_of_Magnentius TRADUCO DAL SOMMARIO DELL'ARTICOLO:3 punti
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Appena passata nell'Asta Artemide LVIII ha chiuso a 2000 euro + diritti:3 punti
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Cari tutti a Voi con gioia la seconda perla proveniente dall’incanto Nomisma Aste del 23 ottobre. Qui si va indietro fino all’anno giubilare 1675 indetto, come ogni 5 lustri, dal pontefice dell’epoca, Sua Santità Clemente X, al secolo Emilio Bonaventura Altieri, 239mo papa della chiesa cattolica per sei anni, dal 1670 al 1676. Rampollo di una antica famiglia nobiliare romana, al momento dell’elezione aveva quasi 80 anni, età elevatissima per l’epoca, divenne Papa dopo ben 42 votazioni e 4 mesi, il secondo conclave più lungo della storia se si eccettua quello, storico, che elesse papa Giovanni XXII dal 1314 al 1316. Fu pontefice particolarmente affezionato ai giubilei 🤗 prima di quello canonico del 1675 ne indisse ben due straordinari e precedenti, uno nel 1670 per inaugurare il proprio pontificato, e uno nel 1672 per favorire L’Unità dei monarchi cristiani contro i Turchi. Fu mecenate delle arti, sotto il suo breve regno ordinò a Gian Lorenzo Bernini di restaurare monumenti e piazze dell’Urbe. Questi lavori attirarono a Roma per l’Anno Santo 1675 ben 1,5 milioni di pellegrini, un record per un’epoca dove andare da Milano a Roma occorrevano tre o quattro giorni almeno. 😱 Esaurita la breve biografia di questo papa veniamo al pezzo in questione. Anche in questo caso si parla di una moneta comune, assolutamente reperibile in BB ed anche senza gran fatica in SPL. Ma sfido tutti a trovare un pezzo in qFDC (MS63) con questa patina iridescente da antica raccolta e privo di qualsiasi difetto. L’anno di emissione di questa piastra è quello dell’anno santo 1675, pesa 31,97 grammi per 44,7 mm di diametro. Classificata dal Muntoni al numero 18, il rovescio rappresenta un’altra meraviglia assoluta dell’epoca, capolavoro di Girolamo Lucenti, raffigura l’entrata della Basilica di San Pietro e la porta Santa con i pellegrini. E anche il diritto con lo stemma papale in questa qualità è quasi un ricamo barocco di squisita finezza. Qui ho dovuto dare battaglia per portarla a casa, non all’ultimo sangue, perché partiva già a un prezzo abbastanza sostenuto, ma comunque ho dovuto rilanciare tre volte. Certo è che tenerla in mano garantisce sensazioni uniche, la colorazione che assume, che va dal verde al rosso al blu, è straordinaria, anche se ci vorrebbe un video. Rimando tutti in ogni caso alle immagini della Casa d’Aste, migliori delle mie senza dubbio. Difficile trovarla migliore, occorre un MS64 o superiore, che io personalmente non ho mai visto, anche se certamente esisterà. Buona serata2 punti
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Ciao a tutti, oggi volevo mostravi il grossone che ho in collezione. Lo avevo acquistato perchè non presentava una pesante tosatura come spesso si vede su queste monete. Per contro però ha un foro passante otturato in antichità. Nella mia modesta raccolta di monete tipologiche della Serenissima non sfigura. E' in discreta conservazione, con tutta la legenda ben leggibile, anche se il volto del Doge è consumato. Voi lo avreste preso in queste condizioni? intendo con il foro? Il prezzo naturalmente ha giocato la sua parte. Grazie mille per i vostri pareri Italo2 punti
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No, io non lo avrei preso. E' vero che non è facile trovarle un grossone non tosato, ma neanche impossibile. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Mi chiedo: perché una moneta in corso legale dovrebbe valere 3000 volte il suo valore facciale? Sono coniate in milioni e milioni di esemplari, e sono coniate per essere spese al loro valore facciale. Circolano quotidianamente, nelle mani di milioni di persone che le trattano per quello che sono. Non hanno nulla di particolare, salvo rarissimi casi facilissimamente identificabili... gli errori di conio "veri", che danno un minimo di plusvalore (e solo per determinati collezionisti), e sicuramente non ottenuto moltiplicando il facciale per 3000, sono facilmente identificabili senza lenti di ingrandimento o voli di fantasia. Perché deve venire il dubbio????? Perché da piccolo o da giovane non mi è mai venuto il dubbio che le cento lire che stavo per spendere valessero milioni????? In effetti la risposta la so: perché quando io ero piccolo Internet non c'era, e di conseguenza non c'erano quei personaggi che creano questi falsi miti... Non diamo retta... non ragioniam di lor, ma guarda e passa...2 punti
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La bibliografia sulla monetazione longobarda non è di facile reperibilità, si tratta di testi specializzati piuttosto rari e anche alquanto costosi quando si riesce a trovarli, i due caposaldi in lingua italiana su questo tema sono dei volumi di Ernesto Bernareggi: 1-Il sistema economico e la monetazione dei Longobardi nell'Italia superiore, 1960 2-Moneta Langobardorum, 1983 Dello stesso autore vi è un altro saggio molto ampio presente sulla Rivista Italiana di Numismatica del 1963, reperibile qui in pdf: http://www.socnumit.org/doc/rin/RIN1963.pdf Decisamente più facile è la pesca di materiale interessante sul web, tra cui ti consiglio di immergerti nel sito contenente le pubblicazioni di uno dei massimi esperti del settore, Ermanno Arslan: https://independent.academia.edu/ErmannoArslan Qui troverai un po' di tutto, da articoli di carattere generalista e divulgativo a saggi molto più specializzati, bisogna esplorarlo un po' ma c'è da leggere e studiare per mesi se non di più...2 punti
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Carlo II Forte di Savoia III Tipo , zecca di Bourg Finalmente , dopo il periodo di stop estivo , sono riuscito ad aggiudicarmi una moneta savoia mancante alla mia collezione . Fino alla comparsa di questo esemplare non era nota neppure una foto , i principali cataloghi si limitavo a fornirne una descrizione. Come potete osservare manca il nome del Duca Carlo II nelle legende. Nell' attesa di riceverla posto le immagini del catalogo dell' asta.2 punti
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Bene. Direi che siete tutti bravi ed esperti. Infatti, la Lira è stata giudicata FDC, mentre il 50 Centesimi ha raggiunto solo il q.FDC. Io, in genere, giudico se una moneta mi piace o meno dal colpo d'occhio immediato, poi verranno le valutazioni con lente ed ingrandimenti. Per le due monete in oggetto, il mio giudizio è sì quello dato dal perito, ma per dirla tutta io preferisco il 50 Centesimi. Vi spiego perché: la Lira è sì in stato zecca (campi intonsi, bordi perfetti, lustro su entrambi i lati e rilievi ben definiti), ma il lustro e la "lucentezza del R/ dei 50 Centesimi è piuttosto raro da vedersi e, per me che nelle monete del Regno d'Italia guardo soprattutto il R/ (il D/ è piuttosto ripetitivo con la testa del sovrano), mi affascina di più. È vero, il D/ nel 50 Centesimi è meno brillante, probabilmente non ha circolato, ma si è conservato meno bene, tuttavia avessi dovuto scegliere fra le due monete, avrei dato la preferenza a quest'ultimo poiché il R/ compensa abbondantemente la minor freschezza del D/. Ritengo concordereste con me se lo vedeste dal vivo. Un ultima cosa: a h. 12 del R/ del 50 Centesimi, quello che si vede è un difetto del tondello (o forse da un'impurità sul conio) non una tacca dovuta ad un urto.2 punti
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Buonasera e buona domenica a tutti. Vi presento un testone particolare che da poco sono riuscito ad aggiungere alla mia collezione. LA MONETA E LA SUA STORIA. Clemente XI (1700-1721), Roma, Testone. Munt 61, CNI manca, MIR 2287. D/: Busto a sinistra con camauro, mozzetta e stola ornata di stella e dei tre monti divisi da fascia tra fogliami. CLEMENS * XI * _ * P * M * A VI * In basso nel giro: . E . HAMERANVS R/: La Beata Vergine col capo velato e raggiante e nimbo di stelle, in piedi di fronte su globo e crescente lunare, tiene con ambo le mani alla sua destra il Bambino seminudo col capo raggiante, che trafigge con la lancia crucigera nelle fauci il drago disteso in terra tra nubi. In basso a sinistra: EH . CAVSA . NRAE : _ LAETITIAE Es: MDC - VII, ai lati dello stemma di Mons. Giuseppe d'Aste, presidente di zecca. T/: liscio Peso: 9.05 g Quando ho visto proposto all'asta questo testone, che veniva giustamente indicato dai compilatori del listino come R5, ho fatto le mie ricerche per cercare di raccogliere tutte le informazioni possibili e sono così riuscito a ricostruire un pedigree di 80 anni! Questa stessa moneta infatti, appare per la prima volta in vendita nella asta Santamaria del 1942, quando venne posta all'incanto la collezione Gili di monete papali. Nelle note del listino (che è nella mia biblioteca), veniva sottolineato che si trattava di un esemplare inedito, mancando sia nel CNI che nel Serafini [foto 1]. La stessa moneta riappare poi nel 1980, alla mitica Kunst und Munzen 21 (collezione Grigori), ed in questo caso si riporta che trattasi dello stesso esemplare della Santamaria 1942 e dell'esemplare descritto e fotografato sul Muntoni, e ritenuto dai compilatori di quel catalogo come Unico (?) [foto 2 e 3]. Il Muntoni al n. 61 riporta effettivamente la nota come ex Santamaria 1942 e dalla foto si conferma essere sempre lo stesso esemplare, essendo ben riconoscibile per le tracce marginali di ossidazione presenti soprattutto al rovescio [foto 4]. Il MIR inspiegabilmente lo classifica solo R4, ma non ne riporta la foto. All'asta il testone non è certo passato inosservato e non è stato facile aggiudicarselo, ma la straordinaria rarità della moneta (unico esemplare ad oggi noto), la sua storia e provenienza, mi hanno indotto a fare lo scatto decisivo. LA MONETA E LA SUA ICONOGRAFIA. Questo testone é un anacronismo, riportando infatti al D/ il VI anno di pontificato, mentre al R/ la data 1707. Si tratta infatti di un ibrido ottenuto con il dritto del testone Munt 64, cosidetto delle "Tre Grazie" [foto 5] ed il rovescio del testone Munt 62 [foto 6]. La complessa e pittorica rappresentazione del rovescio costituisce uno degli stilemi barocchi con i quali viene rappresentata l'Immacolata Concezione, come nel caso del dipinto di Carlo Maratta (1625-1713) [foto 7]. La Madonna è rappresentata con la testa adornata da una corona di dodici stelle, che simboleggiano le dodici tribù di Israele; i suoi piedi poggiano su un globo, la Terra, insidiata dal serpente ma difesa dalla Vergine che sorregge il figlio suo Gesù che trafigge la testa del serpente (o drago). La raffigurazione corrisponde ai racconti biblici dell’Apocalisse 12, 1, che presenta “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” e della Genesi 3, 15: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». È importante notare che in queste rappresentazioni, vediamo Maria che, pur tenendo il piede sul serpente, non è lei a schiacciarlo. Ci pensa il Bambino Gesù, che lei sorregge, a trafiggere il serpente con una lunga lancia che ha la forma della croce. Il Serpente antico non ha morso Maria (Immacolata fin dalla concezione) perché Gesù l’ha sconfitto. Maria doveva diventare la Madre di Dio, il quale non può entrare dove c’è traccia di peccato. Perciò, proprio lei è redenta preventivamente, perché Cristo potesse trovare sulla terra almeno "un fazzoletto di terra pulita dove posare il piede", secondo la bella espressione di sant’Antonio di Padova. La legenda al R/ si traduce in "Motivo della nostra gioia" e deriva dalle Litanie Lauretane della Madonna. Questa legenda ed iconografia, inedita prima di Clemente XI, è presente anche nell'analoga quadrupla del 1706 [foto 8] e non verrà più ripresa o riproposta dai pontefici successivi a Papa Albani. Michele2 punti
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Ciao Senza vederla neanche(manca la foto),tu dico che sono cavolate col botto. Chiaramente non è colpa tua,ma delle pseudo notizie,pseudo video,pseudo annunci e pseudo divulgazione del web. Mamma mia quanti danni hanno fatto sti personaggi Ora mi arrivano da amici video di questi 50 cents che valgono addirittura piú di 1000€..... Hai fatto bene a chiedere qua,almeno potrai far sana divulgazione tu,dicendo e scrivendo a caratteri cubitali che queste sono grandi ....... 😁Saluti2 punti
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Per carità... Non devi assolutamente guardare gli pseudo annunci da terzi. 50 cents venduto a 0.86? Mai sentita st' altra assurdità. Una cosa è certa,stai lontano da questa DISINFORMAZIONE.1 punto
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3 Cavalli coniato a martello con Simbolo del coniatore X ...almeno così sembra1 punto
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Come richiesto dagli autori, @ARES III e @Liutprand, sono state accorpate le due discussioni su questo eccezionale ritrovamento. Anche il titolo è stato modificato, inglobando entrambi i precedenti, ora è San Casciano, una scoperta straordinaria.1 punto
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Il Ministero emette l’8 novembre 2022, un francobollo celebrativo della seconda battaglia di El Alamein, nell’80° anniversario della ricorrenza, con indicazione tariffaria B. La vignetta raffigura il Sacrario Militare italiano di El Alamein in Egitto, realizzato su progetto dell’ingegner Paolo Caccia Dominioni, che si erge dove ebbero luogo alcune battaglie della seconda guerra mondiale e custodisce le spoglie di 4.634 caduti. Completano il francobollo le legende “El Alamein” e “1942 - Seconda Battaglia”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”. Bozzetto a cura dello Stato Maggiore della Difesa e ottimizzato dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato SpA Tiratura: trecentomila quindici esemplari Foglio: quarantacinque esemplari Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta: 30 x 40 mm.; formato stampa: 30 x 38 mm; formato tracciatura: 37 x 46 mm; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: quadricromia.1 punto
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speriamo che le migliaia di monete siano oggetto di accurato studio stratigrafico, se il santuario era già attivo in epoca etrusca potrebbe essere la stele di rosetta per la cronologia della monetazione italica e repubblicana! e chissà che qualche anima pia non abbia gettato anche qualche denarietto d'argento...1 punto
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La moneta è piacevole: usura omogena, totalmente leggibile e piacevole patina di vecchia collezione. Ma c'è il buco, che però tutto sommato non disturba più di tanto (almeno il mio occhio). Tutto dipende dal rapporto qualità prezzo con cui hai acquistato la moneta. Se la stessa moneta in condizioni simili ma senza buco sarebbe costata un multiplo di questa, allora hai fatto bene. Se con poco di più puoi trovare quella senza foro, allora hai fatto male. Molto spesso alcune monete sono inarrivabili per il comune mortale senza giungere a piccoli compromessi col proprio portafoglio. il non accettare compromessi può voler dire non avere mai quella moneta (a meno di non vincere al superenalotto). Ora non so se è questo il caso. Non conoscendo bene questa monetazione dal punto di vista economico, non posso dire di più.1 punto
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Buongiorno. Ho ritrovato in cantina qualche moneta commemorative in argento, in confezione originale (senza plastica). Erano tutte li da una trentina di anni, nelle stesse condizioni. Una sola ha sviluppato una patina particolare. Ne posto la foto. Un saluto Renzo1 punto
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Eh beh, scusa se non tutti andiamo a pensare in primis che l'immagine sia presa da un'inserzione di prevedenita, ed in secundis che quell'inizio di parola nell'immagine postata sia di "entwurf", che in tedesco significa bozzetto...1 punto
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il collegamento online sarà attivo nella fascia oraria 21-22 del giorno 22 novembre 2022 al link: meet.google.com/pcg-gukn-ubz1 punto
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Riguarda un settore specifico della monetazione longobarda che sono appunto le ''Flavie''. Bernareggi tratta tutta la materia. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Ciao! D'accordissimo con chi mi ha preceduto. Hai fatto bene a prenderlo. Magari hai già letto questa vecchia discussione, ma nel caso ti fosse sfuggita, la ritengo la più completa tra tutte quelle scritte a proposito di questa moneta. saluti luciano1 punto
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Ciao, se sei neofita neofita puoi dilettarti anche con questo piccolo articolo dove troverai un po' di bibliografia varia (interessante al testo al punto 5 della stessa): https://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/CENNI-DI-STORIA-E-MONETAZIONE-LONGOBARDA.pdf1 punto
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Ciao, come già detto nel precedente intervento dal ritratto dovrebbe trattarsi di Filippo l'Arabo. È un sesterzio di barra della tipologia con Cervo al rovescio 🙂 ANTONIO1 punto
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Salve. Ho proposto il quesito proprio perché la didascalia dell’asta nella quale mi sono aggiudicato la moneta dichiarava la variante doppio punto, mentre io, in tutta onestà e a differenza degli altri esemplari pubblicati fino ad oggi, sul caso specifico nutro dei dubbi. Ormai è in collezione e resta lì, la prossima volta farò più attenzione. Non è detto che sicuramente non si tratti di un doppio punto, il fatto è che in questi casi bisognerebbe essere certi… Ringrazio Alberto e Caravelle82. Saluti.1 punto
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chiedo venia, queste SU austriache dovrebbero corrispondere a del FDC "scelto" e garantito. Credevo corrispondesse al BU sorry. Ultimamente tra tutte queste definizioni è sempre peggio. Quella tabella è sbagliata cmq, BU non è FdC, basta comparare le divisionali portoghesi nelle 2 diverse versioni per comprenderlo. La moneta fdc, è la semplice lavorazione del conio di monete che finiscono poi nei rotolini e circolazione. Che è il motivo principale per il quale spesso si trovano monete nelle divisionali con colpetti, difetti, puntini neri e impronte. in teoria una special uncirculated, UNC o che si voglia, non dovrebbe avere colpi perchè dovrebbe essere scelta. Ma la lavorazione è uguale. La BU subisce un passaggio successivo e si presenta molto più brillante. Diciamo che potrebbe considerarsi una via di mezzo tra le fdc e le proof. Questa conservazione andava molto quando il portogallo tantissimi anni fa iniziò a fare la doppia div sia fdc (quella bislunga) che BU (quadrata con folder). Qualche anno dopo iniziarono loro stessi a fare i CC in folder rigorosamente BU (BNC in portoghese).1 punto
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Buona conservazione per la tipologia. Moneta niente male.anche con il foro è piacevole.1 punto
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Ciao L' ultimo mi piace assai,anche per quella contromarca... Gli altri li escluderei per quel verde che non sappiamo esattamente cosa sia(non tanto per il 1,non mi fiderei soprattutto del 2). L' ultimo bello bello😁1 punto
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Buonasera Andrea, purtroppo non è così, questa è l'ennesima moneta moderna in corso legale che certi personaggi spacciano sul web come grandi rarità e a prazzi da capogiro, purtroppo sono solo delle persone che durante la giornata non altro nulla da fare....... il solo valore di questa moneta è il valore facciale di 50 cent. saluti F.P.1 punto
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Buon giorno. Mi sembra che il verso (per attenerci al nostro catalogo) ,comunque il lato con il ritratto del re, del 50 centesimi non sia perfetto. Cordiali saluti. Gabriella Ps. Anche sapendo di essere ormai monotona, complimenti per le monete!1 punto
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Buongiorno a tutti. La mia Napoletana di oggi è questo rarissimo Tarì del 1794 con in legenda SICLIAR anziché SICILIAR, ad oggi ne conosco, oltre al mio esemplare solo altri due.1 punto
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Ciao, c'è chi le colleziona e di contro c'è chi se ne approfitta, sono solo dei gadget e spenderci max uno o due euro sarebbe il giusto, tutto sommato c'e' un lavoro dietro questi fogli di carta. Questo è uno dei miei ricordini (costo due euro) del mio viaggio ad Amburgo, comprato quando sono andato in visita al Miniatur Wunderland, è pure commemorativa del 20° anniversario della sua apertura al pubblico, ma non è di certo inserita nella mia raccolta di banconote e non ne ho altre. Meglio questi, per soli tre euro si ci diverte molto di più!1 punto
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Dopo anni di tentennamenti sono riuscito anche io a mettere in collezione un esemplare da questo hoard. Non è stato semplice, perché i rovesci più interessanti sono stati venduti a cifre di tutto rispetto ... alla fine, ho rivisto in vendita questo esemplare di SOLI INVICTO COMITI, emissione "precoce" della zecca di Roma ( pre-riduzione ponderale del 313) per una cifra passabile, ma sopratutto è uno dei pochi esemplari disponibili ad essere raffigurato nelle tavole del catalogo! Date : 312-313 Diamètre : 22 mm Axe des coins : 5 h. Poids : 3,93 g. Degré de rareté : R1 Officine : 3e Commentaires sur l'état de conservation : Monnaie sur un flan bien centré présentant un joli buste de l’empereur Constantin au droit. Patine gris foncé Référence ouvrage : C.- - RIC VI Rome 338a Pedigree : Exemplaire n°638 du trésor de Chitry1 punto
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Taglio: 1 Euro Nazione: Monaco Anno: 2002 Tiratura: 472.500 Condizioni: BB Città: Baselga di Piné (TN)1 punto
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Ciao Andre la moneta che hai commentato è un rarissimo grossetto di Cortona se leggi la moneta porta il nome DE CORTONA, e dietro S Vincenzo, moneta molto discussa per la sua dubbia autenticità, spero di essere stato utile. Un saluto a tutti.1 punto
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Buona sera, picciolo di arezzo guido tarlati di pietramala vescovo 1313-1326 la presi sperando in una variante in legenda perché a colpo d'occhio notai qualcosa di strano, in realtà è un normale picciolo ribattuto dritto su rovescio ma che ha comunque una particolarità, credo che sia coniato su un tondello che nelle misure corrisponde più ad un denaro piccolo di Guglielmo degli Ubertini vescovo, di una trentina d'anni antecedente, a meno che le misure del mio ( g.0,60 mm.15-16 ) non rientrino nella media dei piccioli di Guido Tarlati. In effetti in alcuni punti della moneta sembra esserci una discreta eccedenza di superficie. Approfitto della presenza di grandi esperti di Arezzo (e di chiunque altro) per avere un parere, grazie a presto.1 punto
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Posso ritenermi soddisfatto circa questo ripostiglio dal momento che sono riuscito ad entrare in possesso della moneta numero 1 dell'insieme, il pezzo più antico presente nel mucchio: un antoniniano di Claudio II ben precedente rispetto le emissioni costantiniane e il periodo di infossamento del gruzzoletto. Claudio II (268-270) Zecca: Roma, seconda emissione (268-269) Biglione; 3,51 gr; 22 mm; or. ass. 6h D\ IMP C CLAVDIVS AVG R\ [MA]RS V-LTOR RIC V/1 66 (n. RIC online 242); Cunetio 1990 Nel ripostiglio di Chitry il pezzo è il n. 1 del catalogo e in merito alla sua presenza (unitamente a quella degli altri antoniniani presenti nel tesoretto) l'autore dello studio dice: Il pezzo poi è presente anche nelle tavole fotografiche che accompagnano lo studio del deposito: La moneta in sé è decisamente comune, ma la sua presenza all'interno del gruzzolo è singolare e presenta una sorta di rarità relativa che le dà un discreto valore aggiunto dal punto di vista storico. Tra gli acquisti estivi lo colloco tra quelli più soddisfacenti1 punto
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