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Buon pomeriggio vorrei condividere con voi le 25 regole del buon numismatico (trovate in rete) ;9 punti
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Buongiorno a tutti, vi ringrazio per avere accolto il mio invito. Vedo con piacere una bella partecipazione, direi di piu' ....un bel lavoro di squadra. Anche le visite non mancano, sono contento che la discussione sia di interesse. Vado ad integrare ed aggiornare quanto gia' anticipato da @Raff82 nei precedenti post dove si approcciava un primo censimento . Riepilogando al momento tra monete postate degli utenti e monete viste sul web..Abbiamo: 3 Esemplari di 10 Tornesi Ferdinando II 1855 1856 1857 1 Esemplare di 60G.Ferdinando II 1859 8 Esemplari di piastra 120Grana Ferdinando II 1 1836 1 1854 2 1855 3 1856 1 1857 Sto leggendo con altrettanto piacere i vari interventi sulle ipotesi, tesi e quanto altro possa aiutare a capire il perche' o come si siano generati questi doppi orecchi. Correggetemi se ho tralasciato qualcosa o male interpretato. Aspetto con piacere altri apporti e condivisioni. Buono studio e ricerca a tutti. Saluti Alberto5 punti
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Buonasera a tutti, rieccomi tra i 6 Tornesi di Ferdinando IV. Nuovo arrivo in Collezione Litra68 , grazie ad una task Force di Fratelli Lamonetiani sono riuscito ad aggiungere il 6 Tornesi 1800 sigle R.C. Magliocca 381 R3. Bel colpo a mio avviso. Come accennavo il tutto è stato possibile grazie ad una task Force di tutto rispetto che ho il piacere di ringraziare pubblicamente perché anche questo è collezionare e condividere una comune passione. L'artefice principale che è diventato ormai il mio scopritore e segnalatore di monete mancanti @motoreavapore che setaccia a tappeto il web alla ricerca di pezzi mancanti. Poi un doveroso ringraziamento a pari merito va a @gennydbmoneye @Rocco68 perché nonostante seguissero la moneta hanno subito deciso di cedere il passo al sottoscritto una volta saputo che desideravo provarci. Diciamo una bella staffetta chiaramente sono stato fortunato a prenderla. E adesso veniamo alla moneta in questione.. Ve la mostro da sola per farla apprezzare meglio e in gruppo con le sorelle. Saluti Alberto4 punti
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Conoscevo già questo bellissimo e utile vademecum. Aggiungerei anche la regola XXVI di Solone Ambrosoli: Beato il collezionista perchè non conoscerà la noia. Arka Diligite iustitiam4 punti
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Ciao @Bruzio , non sarebbe il primo falso d'epoca ottenuto per fusione e con metalli bianchi. Ecco un 10 Tornesi 17984 punti
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Non credo proprio di essere più “autorevole” di te, Alain, in questo campo! A volte, come in questo caso, è maledettamente difficile distinguere le emissioni pseudoimperiali longobarde dai prototipi ufficiali! E poi si finisce quasi sempre per dare giudizi personali. Le nostre conoscenze sono molto limitate: non sappiamo, ad esempio, se Ravenna in qualche occasione possa aver coniato moneta “per” i longobardi o se i longobardi a volte possano aver ingaggiato maestranze provenienti da zecche imperiali. La moneta oggetto di questa discussione mi sembra piuttosto lontana dai tipi barbarizzati (tipo Brescia) ma anche dalle emissioni ufficiali ravennate (basta dare un’occhiata alle principali opere di riferimento (Mibe, Doc, Morrison). Rispetto alle ufficiali vedo uno stile più trascurato della legenda e della parte inferiore del busto (che pur mantiene lo schema iconografico del tipo ufficiale). I lacci del diadema poi non cadono in basso come nelle emissioni di Ravenna ma rimangono sospesi in alto.4 punti
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Alberto, aggiungo altri due 10 tornesi 1856, sempre stesso conio al dritto. Presi da web. Ciao.3 punti
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Buongiorno presento l'ultima pescata in ciotola che ho fatto: tre monete per 1 euro. Comincio con la prima : 1 shilling 1994 del Somaliland (Stato dell'Africa orientale, senza riconoscimento internazionale) La seconda , un bel 5 matonas 1923 (1931) dell'Etiopia: e infine la terza: half penny 1861 della regina Vittoria, un po' liscio...3 punti
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Trovate in un forte le monete saccheggiate agli ebrei e riciclate con nuovo punzone dalla legione romana dello Stretto di Messina Moneta ebraica della prima guerra giudaica rinvenuta ad Apsaros. Essa fu coniata nel 69 d.C., poi sequestrata e contromarcata dalla legione X Fretensis. Sullo sfondo, il forte di Apsaros. Foto. Piotr Jaworski Monete ebraiche sottratte dai legionari romani agli ebrei, durante la terribili repressioni a Gerusalemme e a Masada furono contromarcate e riutilizzate con il marchio X dalla decima legio Fratensis, la legione romana che nacque attorno allo stretto di Messina, del quale portava il nome. Fretum siculum era il nome del tratto di mare tra Calabria e Sicilia. Fretum, in latino, significa stretto, in senso geografico. I ricercatori polacchi hanno stabilito, grazie a scavi, in un forte romano della Georgia, che i soldati della 10a Legione Fretensis, nota per la loro sanguinaria repressione delle rivolte ebraiche, erano di stanza anche sul Mar Nero, ad Apsaros nella Colchide all’inizio del II secolo d.C., Finora, gli storici non avevano rilevato tracce della loro presenza in un’area così remota. La presenza della X legione “calabrese” è stata stabilita grazie alla presenza di monete contromarcate dalla potente unità militare romana. La Legio X Fretensis (“dello Stretto”) fu una legione romana creata da Augusto nel 41/40 a.C. per combattere Sesto Pompeo, ed esistette almeno fino agli inizi del V secolo. Il suo simbolo era il verro. Augusto, all’epoca ancora Ottaviano, arruolò questa legione in quanto aveva bisogno di contrastare Sesto Pompeo, figlio di Gneo Pompeo Magno, che controllava la Sicilia, minacciando la fornitura di grano per la città di Roma. Ottaviano scelse per questa legione il numero dieci per rievocare Legio X di Cesare. Durante il conflitto contro Pompeo, la Legio X presidiò lo stretto di Messina, prendendo parte alla battaglia di Mylae e a quella di Nauloco (36 a.C.). Le Legioni erano generalmente formate da 5000 uomini, in maggioranza italici. Dopo essere stata di stanza nei Balcani, la X fu trasferita in Siria; alcune sue vessillazioni sono attestate dal 6 a.C. a Cirro, mentre l’intera legione era certamente presente nel 6 d.C. Tra le due date vi fu la campagna condotta da Publio Quintilio Varo contro i ribelli giudei, sollevatisi a seguito della morte di Erode il Grande nel 4 a.C.; Varo ebbe certamente a disposizione le altre legioni siriane – la III Gallica, la VI Ferrata e la XII Fulminata – e forse anche la X Fretensis. Il ritrovamento di monete ebraiche contrassegnate, successivamente, dalla X è avvenuto grazie all’intervento dall’archeologo e numismatico Dr. Piotr Jaworski della Facoltà di Archeologia dell’Università di Varsavia che ha notato l’anomalia delle monete trovate durante gli scavi nel forte romano di Apsaros, l’odierna città di Gonio, nella Georgia occidentale. La maggior parte delle monete proveniva dall’Antiochia siriana e dalla Giudea, ma tra queste gli archeologi si sono imbattuti anche in una moneta dei ribelli del quarto anno della prima guerra giudaica. Tutte contrassegnate dalla X fretensis. “Il loro numero non deve sorprenderci. Erano piccoli tagli usati tutti i giorni per comprare cibo o servizi. Per una moneta di questo tipo si poteva entrare nei bagni” – dice Jaworski.2 punti
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condivido.. ti consiglio cmq di aspettare e di monitorare internet, l occasione capita sempre.2 punti
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Buonasera, condivido gli ultimi 2 volumi della mia nascente biblioteca. Un caro saluto a tutti.2 punti
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Dovrebbero essere i famosi principi di Memmo Cagiati, anche il buon Mario Traina spesso li citava nelle sue pubblicazioni divulgative...2 punti
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C'è un testo che ne parla: Trovato anche questa discussione:2 punti
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Tu giustamente non potevi farti pubblicità, ma le tue pubblicazioni meritano eccome, con quel ricchissimo armamentario fotografico con tanto di ingrandimenti e focus sui dettagli sono strumenti utilissimi per ogni studioso e collezionista, per non parlare delle comparazioni con i falsi, ce ne vorrebbero altre di pubblicazioni dello stesso tipo, su monetazioni diverse e con lo stesso metodo analitico e illustrativo... secondo me è un'idea valida anche per difendersi dai falsi sempre più pericolosi e pervasivi, pubblicazioni specialistiche con aggiornamenti periodici e comparazioni dettagliate e approfondite tra originali e riproduzioni di ogni tipo ed epoca...2 punti
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Riporto le parole scritte da Roberto Ganganelli nell'editoriale delle ultime notizie dell'edizione online di Cronaca Numismatica; "Riflessioni post fiera Cari lettori, amici numismatici, anche l'edizione numero 136 di Veronafil è andata in archivio e, purtroppo, l'impressione che se ne è ricavata non è positiva né, tanto meno, incoraggiante per il futuro della più importante fiera italiana di settore. Le file degli operatori presenti si sfoltiscono, la "folla" dei visitatori si concentra in intervalli sempre più brevi delle giornate di venerdì e sabato e l'impressione generale che si ricava dalla manifestazione è di un desolato abbandono della barca a se stessa. Certo, parte dei commercianti continua a lavorare con profitto e parte dei collezionisti a fare buoni affari, ma non basta. La progressiva disaffezione verso questo evento è palpabile e, per giustificare il calo di ditte e clienti, non basta evocare lo "spettro" delle tante aste in calendario. Inizio a pensare, dopo tanto inchiostro inutilmente versato, che non si voglia proprio dare un vero futuro a Veronafil. Peccato." Sono parole veramente tristi, e se si perdesse la manifestazione di Verona ne risentirebbe sicuramente tutto il settore, non solo in maniera economica, ma anche culturale. Verona non è solo acquisto e vendita, ma anche incontri e novità del mondo numismatico in generale. Speriamo che in futuro questa manifestazione possa risollevarsi e ritornare ai fasti di un tempo, quando come scritto ne "La Voce Scaligera" se non si trova a Verona non esiste.2 punti
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hai ragione su tutto! effettivamente il disegno è distante dalle monete ravennate presenti nei cataloghi, ma come dicevo l'unica cosa che mi rende possibilista è grande variabilità che come dicevo copre una infinita gamma di "grigi"... tuttavia non escludo affatto che come dici, questa non sia comunque una "ufficiale" in senso stretto. grazie per il tuo intervento2 punti
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guarda, benché qua si possa invocare una voce ben più autorevole della mia @giollo2 e benché vi siano esemplari simili, ma maggiormente barbarizzati, che sono plausibilmente del periodo Longobardo (ricordo un esemplare da Brescia ad esempio) sarei propenso a dare questa moneta a Giustiniano e a Ravenna, anche se ammetto che il campo è qua molto scivoloso, e certezze ve ne sono poche. nella media di uno stile di cui esistono infinite gradazioni di grigio, per questa pendo per una emissione ufficiale ravennate. se Giollo2 mi smentirà, sarò felice di imparare sempre qualcosa saluti Alain2 punti
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Ciao Teo, per farti capire meglio cosa intendo con "schiacciamento di conio" ti posto un esemplare in alta conservazione, che presenta al rovescio sulla Corona Reale un "vuoto".2 punti
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Il Crondall Hoard è un tesoro di monete e altri oggetti che è stato trovato nel villaggio di Crondall nella contea inglese dell'Hampshire. Il tesoro fu scoperto nel 1828 e si ritiene risalga al VII secolo. Era il più grande tesoro di monete d'oro anglosassoni trovato prima del 21° secolo. Le monete sono ora nella collezione dell'Ashmolean Museum di Oxford. Il tesoro fu scoperto accidentalmente da Charles Lefroy nella tenuta della sua famiglia nel 1828. Come scoperto, comprendeva 97 monete d'oro, insieme a tre piastrine d'oro non coniate e un oggetto placcato in oro che avrebbe potuto essere un falso di moneta. C'erano anche un paio di ornamenti ingioiellati, insieme a piccole catene che Lefroy pensava potessero essere i resti di un sacchetto che un tempo aveva contenuto monete e gioielli. Delle 97 monete, 73 erano thrymsa anglosassoni e 24 erano tremissis merovingi o franchi. Il consenso tra gli storici è che il tesoro risale al periodo compreso tra il 635 d.C. e il 650 d.C. circa. Non è possibile sapere se le monete siano state nascoste o perse accidentalmente. È stato suggerito dal numismatico e storico Philip Grierson che il tesoro potrebbe essere un guidrigildo, un compenso pagato alla famiglia di qualcuno ucciso dall'assassino. Grierson ha notato che secondo le leggi del Regno del Kent il guidrigildo per l'uccisione di un anglosassone libero era di 100 scellini d'oro e questo corrispondeva alla quantità di oro nel tesoro. Tuttavia, non vi è alcuna certezza che le 100 monete e spazi vuoti recuperati da Lefroy costituissero l'intero tesoro, e il luogo in cui è stato trovato il tesoro fosse effettivamente nel Regno del Wessex, dove le tariffe del guidrigildo erano diverse. Dopo la scoperta, il tesoro rimase alla famiglia Lefroy fino al 1895 quando fu venduto al quinto Lord Grantley. Il destino dei tre pezzi grezzi d'oro, della possibile contraffazione e degli oggetti di gioielleria è sconosciuto, ma tutte le monete furono vendute dopo la morte di Grantley nel 1943 alla ditta numismatica AH Baldwin & Sons. A loro volta li hanno ceduti, a prezzo di costo, all'Ashmolean Museum, dove sono esposti. Il tesoro è di notevole importanza storica, in quanto è l'unico grande tesoro di thrymsa anglosassone mai trovato, e una grande quantità di conoscenza attuale della monetazione dell'oro anglosassone è il risultato dello studio di questo tesoro. -> https://britisharchaeology.ashmus.ox.ac.uk/coins/crondall-hoard.html Il tesoro di Crondall Il Crondall Hoard rimane la prova più importante per l'inizio della monetazione inglese. Il tesoro fu sepolto qualche tempo prima del 650 d.C. e include le prime monete anglosassoni. Questa è stata la prima moneta prodotta in Gran Bretagna dopo la partenza dei Romani due secoli prima. Le nuove monete sono state modellate su quelle francesi, ma hanno anche guardato indietro a Roma per l'ispirazione. Il tesoro conteneva oltre 100 pezzi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il suo valore potesse essere di 100 scellini d'oro ("thrymsas"), un importo pari al compenso per aver tolto una vita umana secondo un codice di legge dell'epoca. Gli studiosi discutono su come queste monete siano state effettivamente utilizzate. Il diciottenne Charles Lefroy era in viaggio di caccia con il suo guardiacaccia a Crondall, nell'Hampshire, quando notò un mucchio di piccoli oggetti metallici dove le persone stavano tagliando il tappeto erboso. Fermandosi per esaminarli, Charles trovò le monete d'oro insieme a due gioielli e catene. Era il 1828. Le monete furono acquistate per l'Ashmolean nel 1944, in quel momento chiave della storia britannica, per commemorare Sir Arthur Evans. Delle 98 monete d'oro del tesoro alcune provenivano dal Continente, ad esempio dall'Italia e dalla Francia/Olanda, ma ben 73 sono inglesi. Le monete inglesi furono per lo più coniate da re e (probabilmente) vescovi di Londra e del Kent. Tre delle monete erano emissioni non ufficiali fatte per sembrare monete. Il tesoro originariamente conteneva anche alcune monete in bianco e un falso. Sono stati ritrovati anche due gioielli e catene, forse provenienti da un contenitore per le monete, ma nessuno sa dove siano ora. I disegni sulle monete sono notevolmente vari e spesso indicano il potere reale o ecclesiastico. Alcuni sono un mistero. Lo stile semplice del fronte frontale è il modo in cui vescovi e santi sono disegnati nei manoscritti.1 punto
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Dev’essere una novità: ogni tanto riguardavo su Dea Moneta vecchie aste: ora si arriva solo fino al 2021, poi database di monete e visualizzazione aste è a pagamento. Sono 10 euro all’anno, per carità, ma è un ulteriore tassello (meglio “balzello”) che rende più problematica qualsiasi ricerca!1 punto
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VITTORIO EMANUELE II (1861-1878) 2 Lire 1863 Napoli MIR 1083c Pagani 506 Ag g 9,83 mm 27 • Di notevole bellezza q.FDC ex Lotto 592 Varesi 81.1 punto
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Luppino nel suo ultimo testo dedicato alle prove e progetti riporta un 8 tornesi del 1816 di Ferdinando IV rifacendosi all'asta Artemide XXXVII dell'8 dicembre 2012, lotto 358. Il compilatore del catalogo così la descrive: 8 tornesi 1816, prova in metallo bianco. g. 24.04 RRR. Secondo voi si tratta veramente di una prova o è semplicemente un falso d'epoca? Grazie a coloro che interverranno.1 punto
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@Litra68, Alberto ho controllato tutte le mie monete di Ferdinando II, dalle Piastre ai mezzi Tornesi e nessuna con doppio orecchio 🙂1 punto
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Ciao @Ulpianensis Ho visto il denaro che ci mostri in vendita con gli invenduti di Nomisma. La moneta a parer mio è bella, con solo una debolezza di conio da un lato, lo SPL che gli attribuiscono ci sta tutto... Per me il prezzo potrebbe essere un poco alto, il mio che ho in collezione l'ho pagato la metà o poco meno... ma io non faccio testo quando si tratta di spendere! Per me sui 130/150 sarebbe un prezzo più equo, ma ripeto, se una moneta piace il prezzo lo fa l'acquirente!1 punto
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Questo URL è gratuito: https://www.sixbid-coin-archive.com/#/en Tuttavia, non è buono come il seguente URL a pagamento: https://www.acsearch.info/1 punto
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Le risposte alle tue domande te le ho già date in altri post, ma sempre di più percepisco quanto l'analfabetismo degli alfabetizzati sia diffuso al giorno d'oggi. Tu potrai avere avuto tra le mani monete di grande valore, questo non cambia la mia opinione, in quanto un numismatico che non sa cosa sia il '''levante di un'impero''' deve fare ancora molta strada... e se ci hai messo trentanni per venirlo a chiedere a me questo dice tutto. Altra cosa, questo è un forum non un blog personale per valutazioni di sorta, visto che a te interessa solo quello, inoltre credo che bisognerebbe fare anche molto lavoro sull'educazione, .. che difetta.!1 punto
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Complimenti all'autore, sicuramente questo scritto non tratta di monete in senso stretto, ma ad esse è molto legato. Anche leggere di questi fatti storici arricchisce la cultura numismatica.1 punto
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Sempre operosi per la divulgazione della numismatica. Complimenti 👍👍👍👍1 punto
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Ma infatti i falsi sono affascinanti😁 Inoltre, oltre ad una certa simil estetica, è intrigante la maniera con cui il falsario imita l' originale, i metalli usati,tecniche ecc😉1 punto
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Mi pare di capire che : DeaMoneta chiede ben 10 € annui uno sproposito per accedere all'archivio delle aste passate. clear Acsearch chiede mooolto di più di DeaMoneta. Ha in archivio molte più monete . Sixbid non chiede nulla. Oggi. Ma anni fa chiedeva e più di sixbid. Non voglio cartacei, ne ho un armadio pieno ma se cerco una moneta non la trovo mai. C'è poi la seccatura di stampare i risultati.I pochi che ricevo ancora li porto al circolo. Pago acsearch.1 punto
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Buona Notte, rispondo, scusandomi per il ritardo, all’utente cippiri76, premettendo alcune considerazioni di carattere generale. Per cominciare una di carattere “tecnico” sulla deformazione del metallo con il quale i Fiorini erano realizzati, l’oro prossimo alla purezza è particolarmente malleabile, anche urti di ridota entità ripetuti ne possono “plasmare” superfici e rilievi in modo inatteso. Altro aspetto tecnico l’illuminazione del set fotografico che può stravolgere l’aspetto di una moneta. Il Fiorino del Bargello proposto per il confronto dovrebbe presentare gli stessi coni sia al diritto che al rovescio di quello Munzen & Medaillen da me proposto, le differenze riscontrate dipendono nell’ordine da come è stata coniata, dal “vissuto fisico” del Fiorino e da come è stato illuminato in sede di riproduzione fotografica. In questi anni ci sono semestri per i quali i Fiorini non sembrano particolarmente “comuni”. Presentano un limitato numero di coni. Come esperimento potrei Sconsigliare di mettere una moneta d’oro con titolo elevato su un piano vibrante, con superfice più o meno dura e irregolare e vedere come evolve la superficie a contatto. L’analisi “minuta” dei particolari ha come presupposto inderogabile la disponibilità di monete o immagini di monete in alta conservazione; l’oro si deforma in modi imprevedibili con estrema facilità. Queste monete non hanno passato la parte iniziale della “vita” nei vassoi dei monetieri, erano al contempo moneta e merce. Si può pensare che nel caso “l’intagliatore dei ferri” avesse un apprendista, ipotesi abbastanza ragionevole, questo avrebbe avuto “compiti secondari” nel caso avesse preso parte alla realizzazione dei coni. Poteva avere il compito di realizzare particolari “secondari”. Dopo questa premessa, mi scuso se ho annoiato, propongo alcune immagini di MIR 5-1 a supporto della discreta variabilità dei Fiorini del periodo tra gli ultimi anni del 1200 e i primi del 1300. Malgrado le differenze a volte importanti sono tutte a mio parere “buone e genuine”. Tutte da collezioni private. Al diritto da valutare dimensioni e campitura a losanghe delle ali del giglio, al rovescio dimensioni, forma, orlo inferiore, campitura e frange del manto. Oltre ad altri particolari. cordialità1 punto
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Ho rifotografato il mio 10 Tornesi 1856 - post #4 ( avevo postato le foto del venditore ) e con luce radente la rosetta è in effetti a 5 petali. Pertanto concordo con @Releo e @Rocco68 : probabilmente il conio madre venne usato nel 1856 e 57. Mi chiedo però come abbia fatto a resistere per almeno qualche mese, essendo un millesimo comune e quindi con tiratura elevata.1 punto
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Concordo pienamente con te Releo. Aggiungo una 54, non è mia, è passata su ebay qualche mese fa ma non sono riuscito a prenderla.1 punto
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Sì, sono nato highlander. Purtroppo dotato di pochi mezzi e sono secoli che tribolo... 🥺 Arka 😁 Diligite iustitiam1 punto
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A volte le montature consistono unicamente in anelli che si stringono attorno alla moneta senza altri ausili.1 punto
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@Massi1907, questo è l’importante: ”Alla fine ho trovato cosa cercavo per un totale di 200€ in uno dei pochi banchi che mi hanno trattato bene e mi hanno anche fatto 25 euro di sconto”. Il bello del collezionare è anche questo.1 punto
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Dopo il covid Verona peggiora ad ogni edizione.. Ma la cosa che mi lascia più perplesso (parlo per il Regno) è la quantità esigua di monete e banchetti mezzi vuoti con poco o nulla. E mi stupisco ancora di più leggere che i migliori affari si fanno di giovedì quando non è aperta nemmeno per il pubblico. Posso contare sulle dita di una sola mano il numero di commercianti che hanno novità con listini nuovi . Quindi la fiera cosa è diventata? Un mercato tra commercianti il giovedì e una rimpatriata gli altri giorni? Non ce l'ho con te sia chiaro, ma quest'ultima Verona non mi è proprio piaciuta e mi ha dato l'impressione che molti commercianti non abbiano nemmeno voglia di vendere. Mi domando quanto si possa guadagnare con un banchetto mezzo vuoto poi, anzi no se i migliori affari si fanno di giovedì capisco... Non lamentiamoci se tutte le volte c'è meno gente perchè a questo punto, dopo quello che ho visto, preferisco andare direttamente al negozio dal commerciante che mi interessa. E' un cane che si morde la coda. Non vedo un buon futuro per questa fiera.. Scusate lo sfogo!1 punto
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Probabilmente alcuni utenti non hanno osservato il mio post # 6. Il confronto evidenziato nel quadratino in nero, fa osservare una diversa posizione di alcune ciocche di capelli. Se la moneta fosse autentica, quellq ciocca sarebbe come le altre genuine. Magari l'ingrandisco, cosi si può vedere a che accenno. Confronto con altri 3 genuini, come si vede, la ciocca è semprela stessa su quelle coniate dal conio originale.1 punto
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Nel caso di Como, il problema è anche che le monete sono state ritrovate durante scavi archeologici fatti da professionisti nel contesto di un cantiere di costruzione in un'area già sottoposta a vincolo archeologico. Si tratta di un ritrovamento fatto non in modo casuale dagli operai, ma da archeologi durante lavori prescritti dallo stato e che avevano il preciso obiettivo di documentare contesti in parte già noti nell'area di una città romana. Viene quindi a mancare il carattere "fortuito" del ritrovamento. Ora come ora non saprei citare gli estremi giudiziari della vicenda, ma anni fa c'è stato un caso analogo in area vesuviana: durante lavori di archeologia preventiva per la costruzione di un'opera pubblica era stata individuata una villa romana, al cui interno erano stati trovati gioielli d'oro. C'era stato un contenzioso (arrivato in cassazione, se ben ricordo) tra proprietà e archeologi contro lo stato per ricevere il premio, che nessuno ha avuto proprio perché non si trattava di un ritrovamento casuale ma durante scavi svolti in ambito professionistico... poi chissà come si concluderà la vicenda di Como, già il fatto che si parli di premio per la proprietà sembra dare l'idea di un indirizzo diverso.1 punto
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Ciao @thetop Lo studio di Göbl non è disponibile sul web. Questo antoniniano non si trova nella tesi di Jean-Marc Doyen, e questo busto consolare con la legenda IMP GALLIENVS AVG esiste soltanto con l’esergo SM, tavola 223, n° 852. (Il n° 851 è la stessa moneta del Göbl 1349m illustrato sopra da grigioviola, con legenda IMP GALLIENVS P AVG). Ma la tua moneta con l’esergo ridotto alla menzione dell’officina S (la possibilità di una M sparita per colpa di un conio otturato mi sembra poco probabile) dovrebbe inserirsi nell’emissione precedente, accanto al Göbl n°1281 con lo stesso rovescio ma con un busto comune, a destra e radiato. Queste due emissioni sono state coniate durante il settimo consolato di Gallieno, nel 266 d.C. Una moneta interessantissima, complimenti!1 punto
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Forse il mio messaggio è stato interpretato come una minaccia....😄 Amen Ciao ciao1 punto
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