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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/01/23 in tutte le aree
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Complice un periodo di riposo (?) dal lavoro sto cercando di mettere ordine nel mio PC e tra i tanti file in PDF mi è tornato tra le cartelle questo testo che contiene un "capitolo" che credo possa interessare. Ignoro se già postato in passato (nell'eventualità chiedo scusa). Si tratta del testo "Memorie della vita, e degli scritti di Agostino Ariani ... : alle quali precedono le notizie storiche di Marco Antonio Ariani di lui padre, e del ristabilimento della regia zecca di Napoli", pubblicato in Napoli nel 1778. Liberamente disponibile su Google Books all'indirizzo Memorie della vita, e degli scritti di Agostino Ariani ... alle quali ... - Vincenzo Ariani - Google Libri Da tale volume ho estrapolato, in allegato, la parte riguardante la zecca di Napoli e le origini sulla battitura con il bilanciere che, da come si legge, pare sia stato perfezionato e prodotto dallo stesso Marco Antonio Ariani. In poche pagine e in maniera abbastanza semplice, l'autore spiega le fasi di coniazioni in zecca, sia a martello, sia con il bilanciere, nel passaggio di transizione. Sperando di aver fatto cosa gradita. Marco Antonio Ariani - del ristabilimento della regia zecca di NApoli.pdf8 punti
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Buongiorno a tutti gli amici del Forum, condivido volentieri con voi il mio ultimo acquisto arrivato oggi, un sesterzio di Marco Aurelio patina verde intonsa, provenienza: Moruzzi Numismatica, Ex Praefectum Coins. Descrizione del Venditore: Impero Romano, MARCO AURELIO, (161-180 d.C.), SESTERZIO, emissione del 171-172 d.C., della zecca di Roma, con al dritto: M ANTONINVS AVG TR P XXVI, busto laureato con paludamento e corazza a destra, ed al rovescio: IMP VI COS III, S C, Roma galeata seduta sopra ad una corazza con lo scettro nella destra e il gomito sinistro poggiato sullo scudo, è in bronzo, del peso di grammi 18,45 e diametro di millimetri 34,2. L’ esemplare, con bella parina verde smalto, raro (R), con riferimenti bibliografici R.I.C., 1034/S; Cohen, 281var.; Cayon, 120, Ex Praefectum Coins.7 punti
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Cari forumisti condivido volentieri 🫢🤣 il lotto 249 dell’ultima asta Varesi 81, ultimo entrato in collezione. Tallero da 80 soldi del Leone di Carlo I Cybo Malaspina signore di Massa di Lunigiana (1623-1662), MIR 319, 39 mm, 25,62 grammi, in buon BB. Sapete quanto rifugga dalle modeste conservazioni, ma qui si tratta di una moneta di straordinaria rarità presa poco sopra ad una base letteralmente ridicola. In un piccolo studio di qualche anno fa apparso su Cronaca Numismatica (“I talleri del leone di Carlo I Cybo Malaspina”, In Cronaca Numismatica n. 216), sono illustrati in tutto sette esemplari di tallero del leone di Carlo I Cybo Malaspina per la zecca di Massa di Lunigiana. Di questi esemplari: sei sono del tipo con valore espresso in numeri romani ed uno, l’unico conosciuto, con valore espresso i numeri arabi. Questo esemplare esitato dal buon Alberto, che sono riuscito non so ancora come a prendere, presenta il valore in numeri arabi! 😳 L’ho raffrontato subito con l’esemplare apparso su Cronaca Numismatica ed è assolutamente diverso (quello è anche leggermente meglio conservato). Ne ho dedotto quindi che si tratti del secondo esemplare conosciuto col valore 80 anziché LXXX. Ho avuto l’occasione nei giorni scorsi di incontrare quasi casualmente un profondo conoscitore milanese della monetazione, tra le altre, anche di questa piccola zecca, che io definisco tra quelle da amatori e gliel’ho portata. Mi ha sgranato letteralmente gli occhi, chiedendomi dove diavolo l’avessi trovata…confermando le mie deduzioni, è proprio il secondo esemplare noto. A volte l’emozione di avere in raccolta un R5, assoluto, mancante anche nella Collezione Reale, supera quella di un bel FDC. E detto da me è tutto dire ✌️😁 Buona serata6 punti
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Buongiorno, Ho recentemente acquistato questa piastra, millesimo 1835, rilevando al D/, una pettinatura diversa: i capelli del Sovrano si presentano acconciati in avanti, sulla fronte, e non con il consueto ciuffo, tipico di questa tipologia. Trovo una differenza anche nella punta del collo, che mi sembra più stretta, con un angolo più acuto. Mi ha ricordato la piastra 1834 con effigie inedita, postata da @LOBU un po' di tempo fa. Mi farebbe piacere conoscere la Vostra opinione in merito.5 punti
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Foto famigliola dei 6 tornesi raccolta motoreavapore completa. Ho finalmente aggiunto il millesimo 1802 che mi mancava. Niente di eccezionale, ma non so perché questa tipologia di moneta mi ha sempre incuriosito. Buon proseguimento.4 punti
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@giadalangella, tutto ne tradisce l'autenticità....metallo, peso, motto nel taglio.. Confronta con un esemplare autentico.3 punti
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In MERCANTI, NAVI, MONETE NEL CINQUECENTO VENEZIANO di Ugo Tucci, l'autore parla di 1678 con interesse diretto del cardinale Chigi. Probabilmente nel 75 il viceré dà l'ordine di rinnovare il comparto macchine e dal 1680 si parte con la produzione. Il del Carpio praticamente c'entra poco o nulla. 😉 PS stavolta ho scritto prima di essere additato come "fenomeno del senno di poi" ☺️3 punti
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Stand di 4 metri con armadio blindato circa 1200. Per noi il convegno di Verona parte da circa - € 2000 e non mi sembra poco. Se poi dovessimo anche pagarci le guardie all'interno dovremmo aggiungerci altri 100 euro direi. Ma poi andrebbero bene se le pagassero tutti ma poi partono i distinguo: io no, io forse, io si se si paga in base ai metri dello stand, ecc. Oltretutto il problema all'interno è ultimamente quello sentito, molto più grave all'esterno e nel tragitto per tornare. Agli organizzatori sono state fatte innumerevoli proposte, sia da parte di associazioni che di singoli commercianti ma i risultati sono stati miseri e infatti ad ogni edizione il numero degli espositori è sempre meno. Faccio un piccolo esempio per farvi capire "l'andazzo": giovedì mattina apertura alle 10 per l'allestimento, arriviamo alle 10.05 e c'erano almeno 70/80 macchine già presenti, all'entrata chiedono il pass auto e personale che vengono letti e nel frattempo mi accorgo di una persona, che conosco, che cercava come sempre di intrufolarsi senza pass e viene rimandata indietro. Noi entriamo alle 10.10 e c'erano almeno 25/30 espositori che avevano già allestito lo stand e dopo pochi minuti mi viene a salutare la persona che era stata mandata indietro perchè senza pass. Due semplici domande: se apre alle 10 come è possibile che alle 10.10 in tanti avessero già allestito? Se quella persona era senza pass alle 10.05 come ha fatto ad entrare alle 10.20? Penso che si capisca cosa non funziona e perchè queste cose all'estero non succedono, ma non si vuole porre rimedio. Ultima nota che trovo particolarmente odiosa: alcuni colleghi che usufruendo del pass invalidi del padre/madre/zia/ecc parcheggiano nell'area riservata ai disabili. Mi ha fatto veramente schifo anche perchè di disabili tra gli espositori ce ne sono ben pochi, ma l'organizzazione in questo caso non può effettivamente fare nulla.3 punti
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CLAUDIO, ASSE, 41-50 d.C., S C Minerva galeata con lancia e scudo, Zecca di Roma, (RIC 100) / monete romane imperiali antiche (moneta romana imperiale antica della dinastia Giulio-Claudia - Impero Romano)2 punti
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A proposito di pantografo, questa vecchia discussione può essere interessante. Un saluto a tutti. Raffaele.2 punti
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Comunque ritengo, personalmente, che l'emissione Plebiscito di Fiume sia una delle più belle da un punto di vista storico ed artistico con la caratteristica del valore in due valute (lire e corone). Poterle avere su un documento della BI per un collezionista è un valore aggiuntivo ... non economico purtroppo ma storico senza alcun dubbio. Chissà, in futuro, potresti anche trovare, qualche collezionista di nicchia, che gli darà un valore superiore😉2 punti
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Buonasera, ciao @magicoin mi piace il fatto che tu sia costantemente impegnato nella ricerca di nuove varianti... continua così! Comunque, tempo fa salvai l'immagine di questa moneta per confrontarla con delle altre Piastre 1835 legenda interrotta, proprio perché mi incuriosì la forma della testa... Alla fine, l'effige di questa 1835 è risultata essere uno dei numerosi ritratti giovanili di Ferdinando II - in questo caso - con ciuffo, naso e punta del collo leggermente diversi dal tipo base - e seppur si tratti di un conio raro - a mio avviso resta una curiosità, perché non rappresenta qualcosa di così rilevante da poterlo definire una "variante degna di nota". Riguardo la fronte ed il ciuffo, potrebbe trattarsi di un conio sporco/otturato o più semplicemente, di una leggera debolezza di conio. A proposito di ciuffi sulla fronte, ricordo che in un'altra occasione ti allegai anche un'immagine con i diversi tipi di ciuffi (in avanti, all'insù, all'indietro e con ricciolo tondo). In altre discussioni invece, abbiamo anche trattato più nel dettaglio il tema delle diverse effigi sulle piastre con volto giovanile, soprattutto tra il 1833 ed il 1836, quando evidentemente, vi è stata una più che massiccia coniazione di Piastre e di conseguenza, vi fu un'elevata produzione artigianale dei conii. Allego una Piastra 1835 che presenta lo stesso identico conio della tua, ma in uno stato di conservazione leggermente più leggibile. Allego anche un'immagine GIF comparativa con un'altra 1835 del modello base. Spero di esserti stato utile, Lorenzo2 punti
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Buona Serata, spulciando nei siti di vendita, spesso si vedono delle monete che come conservazione sono veramente brutte, probabilmente interrate da chissà quale epoca, incrostate e pertanto i sentimenti variano tra l'ironico ( pensando al coraggio del venditore ) ed al dispiacere per una moneta irrimediabilmente perduta. E' quanto è capitato a me guardando un misero 3 Grana di Murat: Ho continuato a guardare se trovavo qualche altra moneta, ma poi sono ritornato sulla pagina del coraggioso venditore. Mi sono chiesto se per caso potesse essere un falso d'epoca ( sarebbe stata una bella scoperta, in quanto non se ne conoscono esemplari ) ma l'ho escluso. Comunque il 3 Grana mi attirava, non fosse altro per provare a migliorarlo e cercare di riportarlo alla dignità che meritava. Quando mi è stata recapitata ho cominciato a lavorarci, usando metodi non invasivi, cercando di rimuovere le incrostazioni e preservando la patina, impresa difficile con le monete in lega di rame. Certamente un tondello, se si presenta in bassa conservazione, non può diventare una bellezza, ma ho cercato di fare il possibile e ve la presento. Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni ed eventuali consigli sulla pulizia delle monete in rame. Ciao, Beppe2 punti
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Buongiorno @giadalangella, se vuoi che si possa dare un parere obiettivo dovresti postare le foto delle due facce e del bordo, in modo tale che l'immagine della moneta risulti dritta (magari un pochino più grandi ... ma sarebbe meglio anche molto più grandi), e poi indicare il diametro della moneta ed il suo peso (l'ideale sarebbe anche lo spessore). Oltre a questo mi permetto di invitarti a presentarti al resto degli utenti del forum https://www.lamoneta.it/forum/71-nuovi-arrivati-presentazioni/ e poi a leggere le Linee Guida del Regolamento: https://www.lamoneta.it/guidelines/ comunque ... benvenuta. 😉2 punti
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Nella prossima edizione del Magliocca le immagini dei tagli dovrebbero essere riprodotte.2 punti
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Per me si tratta di un conio diverso, soprattutto per la linea diversa della fronte e la punta del collo, oltre che per la capigliatura. Uso il "sembrerebbe" perché qui so che posso trovare persone molto più esperte di me e posso sempre sbagliarmi.2 punti
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Solo se usato postalmente mantiene un interesse filatelico, e sono solitamente delle rarità. Si sono avuti casi di uso postale di marche da bollo dopo eventi eccezionali (come alluvioni, terremoti, guerre,..ecc) dove per cause di forza maggiore vi era penuria/mancanza di francobolli, ...quindi essendo un valore emesso dallo stato veniva usato anche per affrancare. È successo anche l'inverso, si sono usati francobolli al posto delle marche da bollo. Questi casi sono sempre rarità. Il tuo è ormai una marca da bollo, che tra laltro non mi è stato facile trovare, marca da bollo a tassa fissa del 1922 soprastampata .... 10 lire su centesimi 26 (non 20) su 2 corone rosso (anche se non interessa aggiungo per completezza, il valore della marca è 5 euro).2 punti
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Ringrazio l'amico @Fondamentale per avermi aiutato con queste sovrapposizioni.2 punti
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credo che nel V secolo la zecca di Mediolanum fosse attivissima. Abbiamo emissioni per Arcadio 398-408 Onorio 393-423 Valentiniano III 425-455 Marciano 450-457 Avito 455-456 Leone I 457-474 Maiorianus 457-461 Libio Severo 461-465 Antemio 467-472 Olibrio 472 (impossibile escluderlo dopo il ritrovamento di Como 🙂) Glicerio 473-474 Giulio Nepote 474-475 Romolo Augusto (475-476 Zenone 477-491 Basilisco 476-477 Anastasio I 491-518 Per approfondimenti i due ponderosi tomi di Guy Lacam: La fin de l'Empire Romaine et le monnayage en or en Italie" Parigi 1983 e Oscar Ulrich Bansa "Moneta Mediolanensis" , Venezia 1949 A Ravenna bel V secolo hanno coniato: Arcadio Onorio Costanzo III Giovanni Teodosio II Galla Placidia Onoria Valentiniano III Licina Eudoxia Marciano Petronio Massimo Avito Maioriano Leone I Libio Severo III Antemio Glicerio Giulio Nepote Basilisco Romolo Augusto Zenone Odoacre Teodorico ( e a seguire gli altri sovrani Goti) per approfondimenti: Eugenio ed Enrico Baravelli " Il bronzo antico della zecca di Ravenna" 20132 punti
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Ciao non colleziono medaglie ma quando trovo qualcosa di interessante e in più riguarda l'Egitto faccio uno strappo. Queste due mi sono piaciute in particolar modo quella in argento che ricorda lo spostamento del tempio di File con la collaborazione di ditte Italiane. Silvio2 punti
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Ma figurati! Vorrei soffermarmi un attimo sull'interpretazione di queste poche righe. Ci ho provato anche in passato ma mi sono creato dei nemici nel farlo e forse ora me ne farò degli altri 🙃. In pratica qui si afferma che i mastri di zecca in qualche modo "segnavano" le monete come metodo di antifalsificazione. Cosa tra l'altro in uso anche in altre zecche. A questo punto appare lecito supporre che le varie differenze che si riscontrano sulle monete, in continuo e costante aggiornamento, altro non sono che quei segni di impressione che venivano utilizzati per riconoscere la moneta come prodotta nella zecca partenopea ed anche da chi. Sicuramente non lo sarà per tutte ed alcune differenze saranno frutto di errore o di altre motivazioni ma si rimane comunque nel campo delle ipotesi che perdono credibilità di fronte a tale documento.2 punti
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voglio ricordare in questa discussione, e spero possa essere utile a tutti, che dopo il 425 Roma rimane praticamente l'unica Moneta Publica attiva per l'impero Romano d'occidente... per chi fosse un po' più attento, segnalo che: Treviri chiude intorno al 395/6 anche se sono noti sporadici esemplari battuti probabilmente intorno al 430 Lione chiude al massimo nel 418, e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Arles, chiude con sporadiche emissioni a nome di Giovanni, quindi 423 o poco dopo. e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Milano apre e chiude nei 4 anni di Maggioriano 457-461 Ravenna è un piccolo "caso", perché in modo sporadico copre un periodo lungo... mi sono noti: 1 esemplare a nome di Giovanni 4 o 5 plausibilmente ravennati a nome di Valentiniano III l'intenso periodo di Maggioriano e le emissioni di Leone I...comunque non comuni sicuramente la troviamo ancora operativa con Odoacre Aquileia chiude nei primi mesi di Valentiniano III - 425/6 Quindi Roma è l'unica Moneta Publica attiva per tutto il V secolo, con alcune significative interruzioni .... ma la principale senza ombra di dubbio2 punti
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Abominio! Farneticazione! Sacrilegio! Niuno declassi codesta meraviglia a semplice medaglia! Vade retro satana: invoco per te l'esorcismo con martello benedetto...2 punti
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Non ho mai scritto su queste discussioni "veronafil" che puntualmente si riterano ad ogni fine manifestazione, però posso dire qualcosa anche se non sono citato tra gli operatori "persi". Non credo di sbagliare se dico che mio padre (o mio nonno addirittura) fossero presenti dalla prima edizione, la mia memoria arriva fino a un certo punto ma ricordo con certezza di essere stato dietro allo stand da bambino (e sono del 79), di sicuro dal 2002/2003 le ho fatte tutte io, fino a circa 5/6 anni fa quando ho deciso di smettere, dopo aver mandato una bella lettera al presidente della scaligera, una raccomandata con ricevuta di ritorno vecchia scuola, non una mail (se cerco in negozio forse la trovo ancora). Il succo della lettera in soldoni, perdonate la rudezza, era che non potevano continuare a "fare i belli con il fondoschiena degli altri" perchè un po' alla volta il giocattolo si sarebbe rotto e, purtroppo, avevo ragione. Forse non era uno dei migliori banchi il mio? non lo so e non sta a me dirlo, ma quanti eurini erano esposti sul mio banco lo so di sicuro, e il mio più quello degli altri "persi" citati sopra facevano di Veronafil un gran convegno. Rischiare in prima persona di farsi rapinare e di conseguenza rovinare la vita e vedere l'associazione locale organizzatrice comprarsi ogni anno un appartamento in centro non è stato più accettabile per me e non riesco proprio a capire come i miei colleghi possano continuare a fare la roulette russa 2 volte all'anno. Mi risposero comunque, non ricordo precisamente le parole, ma il contenuto era sull'indignato/catastrofista, prolisso, ma soprattutto privo di qualunque apertura/considerazione/rispetto per chi (noi operatori) hanno reso il loro Veronafil quello che è (era), e che non sarà mai più, e voglio sottolineare, giustamente. Ricordo nello stesso periodo anche il ben più noto e blasonato Bolaffi aveva mandato una lettera alla scaligera dai toni pesanti, e mi sembra che anche loro non siano più venuti alla manifestazione (pensiamo soprattutto al peso che ha nella filatelia Bolaffi...). Soluzioni? Non ne ho. Speranze? Si, forse i tempi sono maturi per organizzare 1 convegno serio all'anno fatto da noi operatori. Quando e se succederà spero che tutti i collezionisti e appassionati che lamentano puntualmente il decadimento di Veronafil, "battano un colpo". Andrea Paolucci - Padova2 punti
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Salve a tutti, ho avuto la possibilità di vedere da vicino questo stupendo tremisse di Anastasio che probabilmente (coi tempi dovuti) tornerà esposta in un museo. Dovrebbe essere di zecca italica, ho cercato un pò ma non sono molto esperto. Era anche su una locandina rappresentativa di una serata a tema storico che si è svolta l'anno scorso. Sapete dirmi qualcosa di +?1 punto
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Ti capisco Releo... mi raccomando però a non farti mai disorientare da chi non ha mai maneggiato una moneta borbonica... da chi non ha mai postato neanche una 50 lire vulcano e qui sul forum si spaccia per esperto... sarebbe bene che certi personaggi investissero qualche euro per cominciare a studiare qualche moneta, misurarla, pesarla, scrutarla e studiarla a fondo, in modo tale che, tra qualche anno potremmo anche prenderli in considerazione. Sono stufo degli esperti tramite Google, dei leoni da tastiera e degli stalker. Se posso darti un consiglio, continua per la tua strada1 punto
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Con la riconquista della città da parte dell’Esercito italiano, a Fiume si costituì il Governo Provvisorio, presieduto dall’anziano dr. Antonio Grossich. Esso aveva il compito di traghettare la città alle elezione della Costituente Fiumana. L’esito delle votazioni, svoltesi il 24.4.1921 in una città ormai stanca di contrapposizioni e speranze deluse, dette la maggioranza agli autonomisti di riccardo Zanella. Le diverse emissioni filateliche del periodo ed in particolare le relative sovrastampe, scandiscono gli avvenimenti sopra ricordati: “effigie di D’Annunzio sovrastampata Governo Provvisorio” e nuove sovrastampe di “Segnatasse”; “Costituente 4.4.1921 mentre La serie "Pro Fondazione Studio" del maggio 1919 non ha sorte migliore, in quanto vi verrà sovraimpressa la scritta Costituente Fiumana, dal giorno dell'instaurazione della stessa, il 24 aprile 1921.1 punto
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Scoperti villaggi sommersi e una strada di 7mila anni fa nell’Adriatico GLI ARCHEOLOGI HANNO TROVATO UNA STRADA DI 7.000 ANNI SOTTO IL MARE Nelle esplorazioni archeologiche subacquee della località neolitica sommersa di Soline sull’isola di Korcula, gli archeologi hanno trovato resti sorprendenti. Sotto i depositi di fango marino, è stata scoperta una strada che collegava l’insediamento preistorico affondato – della cultura di Hvar – con la costa dell’isola di Korčula. Lo comunica l’Università di Zara. L’isola di Korčula, o Curzola in italiano, si trova in Dalmazia, la regione più a sud della Croazia. È situata al largo della penisola Peljesac. “Queste lastre in pietra accuratamente impilate costituivano una strada larga quattro metri che collegava l’isola creata artificialmente (nella foto qui sopra, ndr) con la costa. – proseguono gli studiosi dell’Università di Zara – Grazie all’analisi al radiocarbonio del legno trovato nel villaggio sommerso, è stato possibile datare l’intero insediamento al 4.900 a.C. circa”. “La gente camminava su questa via comunicazione quasi 7.000 anni fa. La ricerca è il frutto della cooperazione tra diverse istituzioni e aziende. Nella campagna archeologica sono stati impegnati Domagoj Perkić (Musei Dubrovnik), Ivan Šuta e Vedran Katavi ć (Museo della città di Kaštela), Katarina Batur (Università di Zara), Marta Kalebota (Museo della città di Korčula), Eduard Visković (Kantharos), con l’assistenza di Dalibor ćosović dal centro Lumbarda blu diving”. Contemporaneamente, dall’altra parte dell’isola di Korčula, gli archeologi dell’Università di Zara stanno eseguendo esplorazioni terrestri ️️vicino alla baia di Gradina vicino a Vela Luka. Il direttore della ricerca, Igor Borzić, ha appena notato strane strutture nel mare della baia. L’equipe archeologica ha effettuato un sopralluogo della parte centrale della baia di Gradina, e si è accertata, a una profondità di 4-5 metri, l’esistenza di un insediamento quasi identico a quello di Soline. Reperti neolitici come lame di selce, ascia di pietra e frammenti di sacrificio sono stati trovati sul sito. https://www.stilearte.it/scoperti-villaggi-sommersi-e-una-strada-di-7mila-anni-fa-nelladriatico/1 punto
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Marche a tassa fissa 1931 10c. rosso arancio 3 euro. Questo non riesco a trovarlo. Non riesco a trovare nulla con quella soprastampa 24 IV 1921 Mah sarà l'età, guarderò meglio con la luce del giorno. Di questi fiscali di Fiume esistono molte varietà.. forse una non catalogata ..?1 punto
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Questo 10c. bruno giallo Effige di Vittorio Emanuele III del 1936 è un francobollo importante che viaggiato su busta è quotato più di 200 euro, ....ora come dobbiamo considerare l'uso come fiscale ..? Anche la colonia Etiopia aveva le sue marche da bollo, quindi l'uso come fiscale è anche qui un'eccezione. Mi dispiace ma non so quantificare. Proverò a chiedere a chi ne sa più di me, anche se credo che dare un valore a questo materiale sia molto personale. E un uso anomalo questo è sicuro. E sicuramente l'uso di un francobollo al posto del fiscale valorizza l'intero documento. Se il francobollo fosse staccato dal documento dall'annullo si capirebbe che non è stato usato postalmente.1 punto
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Bellissimo pezzo ! starà sicuramente bene con gli altri della collezione che abbiamo avuto modo di vedere1 punto
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Concordo con te: sempre meglio avere esemplari in media alta conservazione per esprimersi più chiaramente. Devo dire però che, nel caso della pettinatura di questa '35, l'eventuale incisione della pettinatura "standard", più che usurata, sembrerebbe in parte assente.1 punto
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Ciao , infatti la discussione sta scivolando fuori argomento . .1 punto
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Grazie per le informazioni, avrei sempre applicati negli assegni BI questi di seguito, qui in effetti abbiamo francobolli al posto di marche da bollo. Se puoi dirmi qualcosa, con calma naturalmente. Ed un altro ex francobollo di FIUME da 3 corone con soprastampa diversa dal precedente (Costituente fiumana 24-IV-1921). Li posseggo perchè il mio interesse è verso gli assegni BI, ma se quello che si trova al retro aggiunge un'interesse storico/filatelico maggiore + un tot di valore è sempre un piacere. Grazie ancora.1 punto
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Lettera dalla Libia durante l'occupazione italiana, con annullo a lunette del 23.12.1911 di Posta da Campo di Bengasi. La lettera fino a 20gr, correttamente in tariffa con 15c. Michetti volto a dx del 1908 del II tipo . Benché la lettera sia provvista di un annullo di franchigia POSTA da CAMPO, fu correttamente affrancata in quanto solo dal 12 luglio 1912 venne applicata la franchigia totale. L'annullo di arrivo a Napoli centro non è nitido e purtroppo dove indicato dalla freccia manca un frammento della busta dove vi era sicuramente un altro annullo. Notare che in quegli anni gli annulli di posta militare, non avevano un numero usato appunto per la segretezza del luogo, ma il nome della località. Accludo foto di un annullo simile a quello della nostra busta. La nostra busta arriva a Napoli presso il negozio Ragozzino nella famosa Galleria Umberto di cui allego foto di un chiudi lettera. Solo il francobollo da alla busta un valore di 15 euro. Bella.1 punto
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Buonasera a tutti , come anticipato in altra discussione, ho intrapreso altra tipologica della Serie Fel temp reparatio , vi presento la mia prima del Tipo Legionario che allontana il prigioniero dalla Capanna. So che anche per questo tipo sono conosciuti più rovesci e sarà sicuramente stimolante provare ad aggiungere altri esemplari in collezione Litra68. Posto le foto che la presentavano in Asta perché la moneta ci sta mettendo tempo ad arrivare su suolo Italico. Poi vi mostrerò foto fatte da me. La descrizione della Casa D'Aste. Constans (337-350). Æ (21,7mm, 3.45g). Siscia, AD 348-350. Diademed and draped bust l., holding globe. R/ Soldier advancing r., looking l., leading a boy by the hand away from a hut beneath a tree, and holding a spear; in ex., BSISRM. RIC 212. Come al solito riporto a corredo un poco di Storia e note , Fonte Wikipedia. Flavio Giulio Costante, meglio conosciuto come Costante I (in latino: Flavius Iulius Constans; 320 – Oppidum Helena, 18 gennaio 350), è stato un imperatore romano dal 337 fino alla sua morte. Nato nel 320,Costante era il quarto figlio maschio dell'imperatore Costantino I, il terzo avuto dalla sua seconda moglie Fausta:come tale era nipote degli imperatori Costanzo I e Massimiano Erculio. Fu educato a corte a Costantinopoli, dove studiò latino sotto Emilio Magno Arborio, zio materno del poeta Decimo Magno Ausonio. Fu designato alla successione insieme ai fratelli maggiori, Costantino II e Costanzo II, e a Dalmazio e Annibaliano, figli del fratellastro di Costantino I. Il padre lo nominò cesare il 25 dicembre 333, probabilmente a Costantinopoli, e gli assegnò la giurisdizione su Italia, Illirico e Africa. Nel 335 Costante fu inviato dal padre in Italia e, probabilmente l'anno successivo, si fidanzò con Olimpia, figlia del prefetto del pretorio Ablabio. Nel 337, alla morte di Costantino, l'esercito massacrò i possibili pretendenti al trono al di fuori – e probabilmente col consenso – dei figli di Costantino: nella purga dinastica morirono i cugini di Costante, Dalmazio e Annibaliano, e tutto il ramo della famiglia discendente dal matrimonio di Costanzo Cloro con Teodora, ovvero i fratellastri di Costantino I, Dalmazio, Nepoziano e Giulio Costanzo, e sopravvissero alla strage solo i figli di quest'ultimo, Gallo e Giuliano. Tra gli altri fu messo a morte anche Ablabio, e il fidanzamento tra Costante e Olimpia fu rotto. Mi fermo qui per non annoiare, magari se vi fa piacere potreste integrare. Saluti Alberto1 punto
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Penso che volesse una opinione da noi sulla moneta, se valesse la pena nonostante il segnaccio oppure se da considerare come moneta di poco conto (da ciotola) anche se rara (poi neppure molto..)1 punto
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Ciao Massimo, tu sai quanto io apprezzi la rarità nelle monete e questo tallero raro lo è al massimo grado. Queste a mio avviso sono le "chicche" che caratterizzano la collezione di un amatore che punta non solo alla qualità ma anche alla massima rappresentatività. Complimenti Michele1 punto
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Ciao, i contorni impastati e le porosità / bolle diffuse fanno pensare molto male... Quanto all'attribuzione, è sempre Ariarate IV, secondo il Simonetta. A dire il vero, tra gli argomenti oggetto di dibattito tra gli studiosi c'è anche l'attribuzione delle monete ai singoli re ... quindi secondo altre ipotesi il re su queste monete potrebbe essere il V.... un problema comprensibile se consideriamo che hanno quasi tutti lo stesso nome e lo stesso epiteto! Allo stato attuale, la classificazione dei die Simonetta costituisce il repertorio più completo, ma diversi studi stanno mostrando come questa non sia del tutto corretta e stanno proponendo riorganizzazione delle emissioni di singoli re. Questo per semplificare un dibattito che va avanti dagli anni '60 e prosegue ora con altri studiosi.. Ne consegue che il testo di riferimento più usato non riflette più lo stato degli studi...1 punto
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Ottima analisi Sdy82, il gettone in oggetto reca il disegno di una ghirlanda di fiori di tulipano e ha la firma del produttore "VAUGHTON BIRM" Sostanzialmente erano gettoni in ottone (peso e misure variabili ... anche se di poco), destinati ad attività tipo pub o mense, e venivano usati come fossero "buoni pasto" o biglietti di ingresso. Spesso venivano coniati, o incisi, nella parte anteriore (quella vuota) il nome dell'azienda che lo aveva fatto produrre. Molti esemplari sono catalogati e esposti al British Museum. Molti negozi di numismatica (anche on line) ne vendono ... ma non ho idea di quale possa essere la loro quotazione. Secondo i documenti ufficiali, questa azienda, inizialmente produttrice di chiavi e sigilli d'oro, fu fondata nel 1819 con il nome "Philip Vaughton", che era un orafo e gioielliere di Birmingham. Nel 1854/55, l'azienda si espanse e cambiò nome in Philip Vaugnton & Son e poi nel 1864 in Philip Vaughton & Sons. Dal 1880 l'azienda diventa famosa per la produzione di medaglie e dal 1890 circa anche distintivi, assegni e gettoni. Nel 1909 il nome è Vaughtons Limited. Dal 1896 al 1901 circa i gettoni ecc . recano la firma “VAUGHTON BIRM.”. Dal 1994 l'azienda non è più di proprietà familiare ... ma esiste ancora a Birmingham https://vaughtons.com/ (P.S. Non mi ricordo se posso mettere un link non commerciale)1 punto
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Salve. Condivido un mezzo ducato di Filippo III. Sigla IAF/G. Peso gr. 14,90. Simbolo: torre. Un caro saluto.1 punto
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Scusate. Ho pulito quanto di fuori tema rispetto all'oggetto della discussione, come fattomi rilevare. Grazie.1 punto
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Sia da commerciante che (tanto tempo fa) da collezionista non sono mai stato al giovedì a Verona. Confermo comunque che era ed è il giorno dedicato ai commercianti, ma si deve tenere presente che ci sono tessere nominative per ogni commerciante e i suoi accompagnatori. Se poi qualcuno riesce ad entrare senza possedere il tesserino, questo non deve essere addebitato ai commercianti, ma agli organizzatori che non controllano gli ingressi. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Del resto anche nella nota fiera Mercanteinfiera di Parma sono riservati addirittura due giorni ai soli operatori del settore. https://www.mercanteinfiera.it1 punto
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Io @Arkae @MASSIMALE siamo rientrati pomeriggio alle 15. Una desolazione totale, più della metà dei commercianti non c’erano più. È un problema già noto ma io ogni volta mi chiedo che senso abbia. Col tempo da lupi che c’era e con i costi magari di uno spostamento significativo ve lo immaginate come resta uno che lo affronta partendo il sabato mattina e arrivando pomeriggio trovando il deserto dei Tartari. Francamente lo trovo tra lo scorretto e l’offensivo. Ma tanto non c’è niente da fare a quanto pare.1 punto
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Ciao! Non necessariamente, perché i dubbi sono tanti; mi spiego meglio: @gigetto13 ha ipotizzato che potrebbe trattarsi di un peso relativo a 10 ducati veneziani, ipotesi che anch'io condivido; Se ciò fosse corretto, non sappiamo però dove e quando è stato creato questo peso. Prima ipotesi Se fosse una creazione veneziana, il termine "Ducato" aveva un significato preciso e si riferiva al Ducato d'oro che ha mantenuto questa denominazione fino al dogato di Pietro Lando (1539-1545); sotto il dogato successivo di Francesco Donato (1545-1553), già la moneta cominciò ad assumere il nome di Zecchino; considero difficile che a Venezia avrebbero usato sul peso il termine Ducato, quando ormai era correntemente usato il termine Zecchino; quindi il peso dovrebbero averlo creato antecedentemente all'uso del termine Zecchino. In questo periodo il Ducato/Zecchino ha avuto pesi oscillanti tra i gr 3,53 e 3,49; dando per corretto il peso che @Ilketto ha riferito di gr 34,5, possiamo ritenere ammissibile che ci si riferisca al peso di 10 Ducati (è accettabile che il peso monetale possa essersi perso qualche centesimo a causa della consunzione). Il problema è che in questo periodo la zecca di Venezia non coniava multipli da 10 Ducati (e nemmeno da 10 Zecchini); il primo multiplo da 10 Zecchini noto, è stato coniato sotto il dogato di Nicolò Contarini (1630-1631). Seconda ipotesi Se il peso monetale fosse una creazione fatta in altro Stato, potrebbero benissimo aver usato il termine Ducato per qualche tempo ancora (forse qualche anno), anche se a Venezia era già desueto; in ogni caso multipli di Ducati/Zecchini ancora non ne circolavano. Terza ipotesi Il peso monetale, pur riferendosi ad una precisa valuta veneziana (Ducato/Zecchino), non serviva per pesare monete, ma lingotti in oro del valore di 10 Ducati/Zecchini; sapendo che queste monete erano di oro puro, avevano una equivalenza al peso di un lingotto di gr 34,90/35,30. Rientra anche - in ogni caso - l'eventualità che servisse per pesare 10 monete singole da 1 Ducato/Zecchino. saluti luciano1 punto
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