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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/30/23 in tutte le aree
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Ho acquistato ieri un antoniniano di Gallieno della zecca di Milano che sulle prime mi aveva colpito per la sua conservazione e la freschezza del ritratto: un amore a prima vista nonostante la lacuna a seguito di una frattura che tuttavia non pregiudica la godibilità del dritto e del rovescio: D\ [IMP] GALLIENVS P AVG R\ IOVI C[O]NSERVAT, /P 21mm; 2.40g Zecca: Milano Cercando sul MIR, esiste la n. 1186e (4 esemplari) che è quella più vicina: tuttavia la legenda al dritto non collima in quanto questa è più breve "IMP GALLIENVS AVG" senza la "P". Nemmeno scorrendo il testo di Doyen "L'Atelier de Milan 258-268" (a meno che non mi sia sfuggita) ho trovato riscontro con questa combinazione di dritto/rovescio. Infine nemmeno cercando su vcoins, ma-shop, cgb.fr, ac-search ecc non ho trovato altri esempi. Aspetto che mi arrivi per posta per studiarmela bene in mano, ma se non ho preso qualche abbaglio mi sa che la mia analisi fin qui condotta è corretta5 punti
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-> https://www.ilgiornaledellanumismatica.it/giovino-un-usurpatore-lasciato-monete-pregevoli-2/ un articolo datato ma abbastanza interessante per i neofiti Si definì restauratore dello stato, restitutor reipublicae, e si servì delle stesse zecche già attive, senza istituirne di nuove di Roberto Diegi http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/wp-content/uploads/2020/12/foto-1-375x176.jpg Solido di 4,50 grammi coniato ad Arelate tra il 411 e il 413 da Giovino. Al diritto elegante busto diademato. Al rovescio l’Imperatore con labaro e Vittoriola calpesta un prigioniero; la legenda è RESTITUTOR REIP Nel 411 d.C. Giovino fu elevato al soglio imperiale – pur essendo un usurpatore perché l’imperatore legittimo era Onorio – a Mogontiacum (Magonza), dopo la morte di un altro usurpatore, Costantino III. Giovino non era un parvenu, ma il nipote di Flavio Valente Giovino, nominato Magister Armorum per Gallias sotto l’imperatore Giuliano, circa un secolo prima. Ebbe il sostegno della nobiltà gallo-romana e si alleò con le tribù nomadi dei Burgundi e degli Alani stanziate oltre il Reno. Nella stessa zona, però, giunsero anche i Visigoti di Ataulfo, che avevano lasciato l’Italia portando con loro come ostaggi l’ex-imperatore Prisco Attalo e la sorellastra di Onorio, Galla Placidia. I rapporti tra Ataulfo e Giovino, pur formalmente alleati, mostravano già qualche incrinatura. Col sostegno di Ataulfo, Giovino espanse il proprio territorio nella Gallia sud-orientale, ma nominò imperatore coreggente il fratello Sebastiano senza consultare preventivamente Ataulfo, di cui non si fidava. http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/wp-content/uploads/2020/12/foto2_fronte.jpg Un altro esemplare, simile al precedente, rinvenuto nel 2004 nelle campagne inglesi del Kent, è stato di recente posto in vendita all’asta a Londra. Per parte sua, Ataulfo cercava un territorio in cui i suoi Visigoti potessero insediarsi, come Giovino aveva fatto con altre nazioni barbare. La reazione del sovrano visigoto fu quella di accordarsi con Claudio Postumo Dardano, prefetto del pretorio in Gallia e unico alto ufficiale rimasto fedele a Onorio in quella provincia. Attraverso Dardano, Ataulfo concluse con Onorio un accordo, in base al quale l’imperatore avrebbe fornito ai Visigoti viveri ed equipaggiamenti in cambio dell’uccisione dei due fratelli usurpatori, da provarsi con la consegna delle loro teste mozzate. Lo scontro fra Giovino e Sebastiano da una parte e Ataulfo dall’altra divenne inevitabile e si risolse a favore del sovrano visigoto. Era il 413 d.C. e la breve avventura dei due fratelli, nei quali i nobili gallici riponevano le loro speranze d’indipendenza, stava terminando. Sebastiano e Giovino si rifugiarono con i superstiti del loro esercito all’interno delle mura di Valentia (Valence), nel sud della Gallia. La città fu messa immediatamente sotto assedio dalle truppe di Ataulfo, il quale si attendeva che i Burgundi o gli Alani accorressero in aiuto del loro benefattore, ma né gli uni né gli altri si mossero. http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/wp-content/uploads/2020/12/foto-3a-1-375x198.jpg Siliqua di 1,5 grammi circa, coniata a Treviri tra il 411 e il 413. Al diritto busto diademato di Giovino. Al rovescio Roma seduta a sinistra con legenda VICTORIA AVGG. A quel punto Ataulfo, sicuro delle proprie forze, riuscì a entrare in città senza incontrare particolare resistenza. I due nemici furono subito catturati e, rispettando il patto con Onorio, Ataulfo li consegnò a Dardano in quanto governatore della provincia, che risiedeva a Narbona. Gli usurpatori furono condannati a morte e decapitati. Le teste di Giovino e Sebastiano furono consegnate alla corte di Onorio, a Ravenna, dove giunsero il 30 agosto del 413 d.C., ed esposte come monito sulle mura della città. La reazione dei nobili gallici, soprattutto Arverni, che avevano appoggiato la causa di Giovino e di suo fratello fu violenta e preoccupante, tanto che l’imperatore d’Occidente incaricò Dardano di porre fine alle rivolte e ai malcontenti che i maggiorenti già stavano fomentando in tutta la provincia per manifestare la loro insofferenza nei confronti del governo centrale. http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/wp-content/uploads/2020/12/foto-4-375x180.jpg Siliqua di 1,7 grammi coniata ad Arelate (Arles). Al diritto busto diademato. Al rovescio Roma seduta. La repressione di Dardano fu spietata: centinaia furono i condannati a morte, soprattutto tra i nobili Arverni filo-gioviniani. I due fratelli usurpatori, passati alla storia come sovrani fantoccio nelle mani dei barbari, furono presto dimenticati e, in un occidente sempre più germanizzato, solo coloro che riuscirono a sfuggire alla persecuzione di Dardano poterono raccontare le loro gesta. La monetazione di Giovino è composta da solidi, silique e mezze-silique, a differenza di quella del fratello Sebastiano, che coniò solo silique. Le zecche attive per Giovino furono quelle di Treviri, Lione e Arelate, il che dimostra che Giovino controllava quanto meno tutta la Gallia orientale. L’usurpatore Giovino, come risulta da alcuni suoi solidi, si definì “restauratore dello stato” (restitutor reipublicae) e si servì delle stesse zecche già attive, senza istituirne altre. http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/wp-content/uploads/2020/12/foto-4-1-375x180.jpg Siliqua ridotta coniata a Lugdunum. Al diritto busto diademato. Al rovescio Roma seduta con Vittoriola e legenda.5 punti
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Per Giovino mi accontenterei pure di una siliqua schiacciata da un treno , successivamente messa in frullatore, poi ingerita ed evacuata da un sorcio.. 😅5 punti
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Per i prezzi e le fatture tengo a parte un raccoglitore, tengo tutto anche perché mi potrebbero servire per certificare la lecita provenienza delle monete.4 punti
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Caspita, addirittura una collezione reale, vuoi far concorrenza a VE III? 😊4 punti
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Sono arrivato a oltre 700 libri e/o articoli che abbracciano il periodo relativo al Corpus Nummorum Italicorum..Il mio cruccio? Non avere ancora reperito il Lanfranco Prove e progetti originale. Per ora ho solo fotocopie rilegate...ma lo cerco sempre.. Poi donerò la mia biblioteca al mio paese natale4 punti
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Salute a tutti gli amici del forum. Quest'oggi ho il piacere di condividere con voi la prima moneta-prova della mia collezione. Come da titolo, trattasi del progetto del 3 centesimi 1806 zecca di Milano. Facente parte delle prime coniazioni eseguite all'indomani dell'incoronazione di Napoleone come Re d'Italia, di questa tipologia esistono alcune varianti per quel che riguarda la realizzazione del taglio. Quella in mio possesso presenta una serie di foglioline di lauro in rilievo e viene catalogata come R4 da Luppino nel suo "Vento Napoleonico" (rif. PP790). Nonostante si tratti di monete-prova, i pochi esemplari giunti fino a noi presentano spesso evidenze di avvenuta circolazione. L'esemplare in mio possesso, lungi dall'essere classificabile come FDC, presenta comunque dei rilievi in buona conservazione e non mostra particolari difetti di conio. Punto debole è, purtroppo, la patina (su cui qualcuno è intervenuto maldestramente) ma spero che con il tempo migliori. Detto ciò, ne approfitto per augurare a tutti voi un buon Ferragosto. Mando gli auguri anche a Napoleone, che domani è il suo compleanno P.S. L'ho acquistata come PCGS MS63 ma a mio avviso è uno SPL. Ovviamente lo slab è già finito nel cestino della plastica.3 punti
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-> https://archeologiavocidalpassato.com/2023/08/27/levanzo-tp-nuovi-ritrovamenti-archeologici-nei-fondali-sito-della-battaglia-delle-egadi-recuperati-altri-due-rostri-in-bronzo-sono-legadi-26-e-legadi-27-e-poi-15-elmi-20-para/ Una scoperta importante che va assommarsi alle altre sulla battaglia delle Egadi individuato dal compianto Sebastiano Tusa. Trovate per la prima volta sul fondale anche delle monete d’argento, oltre ad un centinaio di monete enee. Levanzo (Tp). Nuovi ritrovamenti archeologici nei fondali, sito della Battaglia delle Egadi: recuperati altri due rostri in bronzo. Sono l’Egadi 26 e l’Egadi 27. E poi 15 elmi, 20 paragnatidi, una spada e, per la prima volta, 7 monete d’argento Egadi 27: è il 27° rostro in bronzo nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi del 241 a.C. (foto regione siciliana) E sono 27! Parliamo dei rostri recuperati nei fondali di Levanzo (Trapani), sito della Battaglia delle Egadi. Sono passati quasi 20 anni, da quel lontano 2004, quando la “scoperta” del primo rostro delle Egadi nello studio di un dentista trapanese ad opera del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri confermò al compianto Sebastiano Tusa che il luogo di rinvenimento, a poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo, doveva essere proprio il teatro dello storico scontro navale delle Egadi tra la flotta cartaginese e quella romana che nel 241 a.C. segnò la fine alla prima guerra punica (vedi Recuperato nel mare di Levanzo il dodicesimo rostro che conferma l’ubicazione della battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra romani e cartaginesi, che pose fine alla prima guerra punica a favore dei romani | archeologiavocidalpassato). Area della battaglia delle isole Egadi tra romani e cartaginesi nel 241 a.C. L’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo nel marzo 2018 “I fondali delle Egadi”, dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “si confermano ancora una volta uno scrigno prezioso di informazioni per comprendere lo scontro navale tra romani e cartaginesi. La scoperta di Sebastiano Tusa continua ancora oggi a ricevere conferme sempre più importanti, avvalorando l’intuizione dell’archeologo prematuramente scomparso nel 2019 che aveva consentito l’individuazione del teatro della battaglia che sancì il dominio dei Romani sul Mediterraneo”. Egadi 26: è il 26° rostro in bronzo nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi del 241 a.C. (foto regione siciliana) La campagna di ricerche che si sta svolgendo in questi giorni – come comunica la soprintendenza del Mare – ha consentito il recupero di due rostri in bronzo denominati “Egadi 26” e “Egadi 27”. Sono stati individuati su un fondale di circa 80 metri e recuperati con l’ausilio della nave da ricerca “Hercules” della fondazione statunitense RPM Nautical Foundation che negli anni ha permesso, grazie alle sofisticate strumentazioni presenti a bordo, l’individuazione e il recupero di numerosi reperti riguardanti l’importante battaglia svoltasi il 10 marzo del 241 a.C. Due monete d’argento recuperate nella campagna di ricerche subacquee 2023 nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi (foto regione siciliana) Paragnatide recuperato nella campagna di ricerche subacquee 2023 nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi (foto regione siciliana) In particolare, in quest’ultima campagna, i subacquei hanno recuperato 15 elmi del tipo Montefortino, 20 paragnatidi (le protezioni per le guance e il viso dei soldati a corredo degli elmi), una spada, un centinaio di monete in bronzo e, per la prima volta in oltre vent’anni di ricerche, 7 monete in argento. Tutti i reperti sono stati trasferiti presso il laboratorio di primo intervento allestito presso l’ex Stabilimento Florio di Favignana e sono già al vaglio degli archeologi della soprintendenza del Mare. Le attività di ricerca nel tratto di mare tra Levanzo e Favignana sono condotte da un team formato dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dalla statunitense RPM Nautical Foundation e dalla SDSS The Society for Documentation of Submerged Sites. Sala di controllo delle operazioni di ricerche subacquee nei fondali di Levanzo (Tp) (foto regione siciliana) Sono 26 i rostri ritrovati con ricerche archeologiche subacquee a partire dai primi anni del Duemila. Micidiali armi di distruzione che, applicati sulla prua delle navi da guerra, consentivano lo speronamento delle navi nemiche e il conseguente affondamento. Negli ultimi 20 anni sono stati individuati anche 30 elmi del tipo Montefortino, appartenuti ai soldati romani, 2 spade, alcune monete e un considerevole numero di anfore. Da alcuni anni, alle ricerche puramente strumentali condotte in collaborazione con la RPM, sono state affiancate le ricerche con l’impiego dei subacquei altofondalisti della SDSS che hanno consentito, grazie alla specializzazione nelle ricerche in acque profonde, l’individuazione e il recupero di importanti reperti.3 punti
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7. Io vado controcorrente. Non li amo, ma per me non sono nenache il male assoluto. Per me hanno anche aspetti positivi, e a chi proprio non piacciono, può sempre rompere lo slab e liberare la moneta. Sulla monetazione moderna li trovo accettabili, spesso le valutazioni sono più affidabili rispetto a quelle di aste o periti locali, la moneta ivi conservata non rischia di alterarsi o di danneggiarsi nel tempo, la valutazione è valida internazionalmente. Da un lato è vero che c'è la moda degli slab, ma dall'altro lato c'è anche una "moda" di condannare senza appello gli slab in un modo forse un po' snob. Un po' di equilibrio ed un freno agli estremismi gioverebbero all'ambiente a mio modesto parere3 punti
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Cari tutti, Apro questa discussione per condividervi e chiedere un vostro parere su questa moneta, un antoniniano di Floriano (276 d.C.), coniato a Lione. I riferimenti corretti dovrebbero essere i seguenti: RIC 2, RIC Online 4140. Normalmente non colleziono monete romane, tuttavia questa volta ho fatto un eccezione. L’ho trovata presso un antiquario di York (UK) che l aveva esposta in una vetrina assieme ad altre monete classiche e medievali. Ad impressionarmi in particolare è stato il dritto con il ritratto dell’imperatore molto dettagliato e chiaro. purtroppo al momento non in grado di fornire il peso e diametro precisi Le foto non sono il massimo e sfalsano un po’ il colore della moneta, in mano più scura ed omogenea. un caro saluto a tutti, matteo3 punti
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Vorrei chiedere alla comunità numismatica quanto vi piacciono le monete conservate in slab da 1 a 10. Ringrazio da subito chi avrà la pazienza di rispondere a questo sondaggio.2 punti
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Cari Amici, Vi sottopongo questa moneta di non facile identificazione,credo tibetana,pesa gr.10,90, diametro mm.31,metallo argento.Parere su autenticità,datazione ed altre info.Grazie. Saluti da Max2 punti
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Francobolli sotto pesi Spero possa essere utile a qualcuno . Buona serata Come recuperare francobolli incollati ai bolari no bolaffi .2 punti
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Io non sopporto gli slab e mi aggrego alla comitiva degli 1, ma il tuo intervento è davvero misurato e ragionevole: penso di essere d'accordo con tutte le tue affermazioni, pur senza variare la mia opinione. Comunque, io non li sopporto per numerosi motivi, a partire dalla trasformazione dell'oggetto culturale in strumento da investimento qualunque fino alla ferma convinzione che una moneta in collezione debba essere libera e vada toccata con le mani: una perizia deve servire unicamente a garantire la transazione, dopodiché può essere comodamente eliminata, mentre uno slab è sostanzialmente uno spreco di denaro e di plastica, che collateralmente porta a un aumento dei prezzi non legato al valore della moneta. Resta comunque più sensato tenere in collezione le monete chiuse negli slab piuttosto che nelle oscene buste di plastica dei periti nostrani.2 punti
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Sfogliare le proprie monete per me deve un piacere, guardare ogni volta il prezzo nel cartellino mi contorcerebbe lo stomaco per i sensi di colpa.2 punti
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Cari Lamonetiani, dopo il breve excursus in Repubblica Italiana con le 10 Lire 1946-1950, eccomi di ritorno nel Regno d'Italia. Oggi vi sottopongo (in due parti) la serie del Centesimo prora (1908-1918), un modulo molto piccolo che, tuttavia a me piace al pari dei grandi moduli come gli Scudi. Ed ecco la seconda parte. Più avanti nella discussione (se avrò attratto la vostra attenzione) vi sottoporrò una di queste monetine "misteriosa" con cui discutere.2 punti
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Questo è il link diretto alla rivista https://www.panorama-numismatico.com/ Questo il link per farselo arrivare a casa https://auctions.nomismaweb.com/it/sitem/2576/abbonamento-panorama-numismatico-annuale/2 punti
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Prima dell' estate ad un'asta acquistai molto materiale che accantonai non avendo il tempo di controllarlo approfonditamente. Durante questi giorni di pioggia ho ripreso in mano un po' dello stesso e curiosando ho trovato delle cose che non pensavo di avere acquistato. Sono venuti fuori due albumini che non avevo notato, sfogliandoli con curiosità ho notato che erano appartenuti ad un ragazzino inglese nel dopoguerra. Come incentivo alla conversazione se fa piacere di tanto in tanto posterò qualche pagina.1 punto
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Spiace vedere come sul forum stiano passando praticamente inosservate le ultime coniazioni della Royal Mint, che raffigurano si un re non esattamente amato nel mondo, dal passato sicuramente controverso (per lo meno per quanto riguarda i suoi rapporti con lady D) e che non sarà destinato ad un regno duraturo (compie 75 anni questo autunno), ma che pur sempre di un re inglese si tratta. La bulimia della zecca inglese (già pienamente chiara ed operativa almeno dal 2017) non ha purtroppo risparmiato i primi mesi di regno di Carlo III. Troppe emissioni, tirature enormi, prezzi folli. Il rischio concreto di una nausea nel collezionista c'è. Ma andiamo con ordine. La morte della 96 enne Regina Elisabetta, avvenuta lo scorso 8 Settembre, pur se in qualche modo attesa, data l'età, è arrivata in modo alquanto repentino. E se il tutto era stato già programmato nei dettagli (l'operazione "London bridge" accuratamente pianificata, veniva costantemente aggiornata, e del resto la morte della regnante inglese più longeva ha realmente rappresentato un evento epocale, segnando la fine di un'era), lo stesso non si può ovviamente dire per l'aspetto numismatico. Come molti, alla notizia de "London bridge is down", mi sarei aspettato una sorta di "pausa numismatica" per il 2022. Del resto la regina e con lei il Regno intero avevano da pochi mesi celebrato lo strepitoso giubileo di platino (ufficialmente raggiunto il 6 febbraio 2022, ma in realtà onorato nel mese di giugno), un evento più unico che raro (70 anni di regno!!) e "chiudere" il proprio lunghissimo servizio allo Stato con la relativa moneta commemorativa ha lasciato un senso quasi "romantico" nei collezionisti di tutto il mondo. La jubilee sovereign proof e bullion (e le sue sorelline e sorellone, i set-s, la piedfort, la 5 pounds BU etc), ideata dall'artista "araldico" Timothy Noad, rappresenta infatti al rovescio una rivisitazione del "Royal Coats of army" (sulla storia, sul significato e sui differenti Coats of army si potrebbe parlare e scrivere per settimane...); quello della regina Elisabetta rappresenta-va i quattro quarti scudati del regno unito (l'origine data 1707, con "l'Act of Union"), sormontati dalla corona reale e simboleggia l'alleanza delle quattro nazioni britanniche (sono rappresentati i 3 leoni inglesi, il leone rampante scozzese, i 3 leoni gallesi e dorata arpa scozzese). Ai lati dello scudo un leone d'oro e un unicorno d'argento. Il motto recita "Dio e il mio diritto"). Emissione a mio parere azzeccatissima, il rovescio è intricato ma molto molto efficace anche sui moduli medio piccoli. La tiratura fu abbastanza consistente ma, nonostante oramai la Royal Mint marchi ogni emssione come unica, quella lo fu veramente. E la risposta entusiastica dei collezionisti rese quella emissione sold out in pochi giorni/settimane. Tornando a Settembre 2022 quindi, tutto lasciava presagire qualche mese di quiete, in vista dell'incoronazione del nuovo regnante, e delle relative monete con la nuova effige. (la "sovereign proof" viene da ormai vari anni infatti emessa a Novembre, per l'anno successivo). In realtà alla Royal Mint l'hanno pensata in modo differente, e nel giro di poco più di un mese ecco infatti pronta confezionata e impacchettata una nuova emissione INTEGRALE. Poco male, si pensò al momento. Riguarderà il 2023.... poveri illusi. La memorial sovereign infatti porta sempre la data 2022. Una emissione semplicemente "oltre" rispetto al consueto alternarsi bullion-proof anno dopo anno. Stupisce molto la velocità con la quale il mercato è stato letteralmente inondato da un buon 20-25 mila monete (e parlo solo delle emissioni in oro). Tiratura enorme (19.500 pezzi soltanto la sovereign), prezzi in costante ascesa. Ed il mercato infatti, nonostante la solita promessa di "una emissione unica, once in a life time etc etc" ha faticato moltissimo ad assorbire il tutto (e questo lo dimostrano i prezzi correnti delle memorial, uguali o addirittura inferiori rispetto all'emissione). E se è vero che sono sempre più, percentualmente, le monete mandate a slabbare che conquistano l'agognato PF70 (e questo le rende non molto appetibili a mio avviso. Si parla di circa 13-14.000 potentiali PF70 solo per la sovereign singola), gli standard qualitativi della RM sono diventati la nuova barzelletta d'oltremanica. Son uscite dalla zecca monete graffiate, monete con un "frosting" parziale e incompleto, monete con colpi, insomma un disastro). Tornando alla parte più interessante, la scelta per la prima moneta con l'effige di re Carlo III è stata, per il rovescio, la discontinuità nella continuità. Per opera dello scultore inglese Martin Jennings è stato infatti deciso di riproporre il Coats of army, rendendolo però tremendamente "affollato", complicato a vedersi, difficile da apprezzare in prima, seconda e anche terza battuta (forse nei moduli più grandi, che non ho mai avuto la fortuna non dico di possedere, ma nemmeno di maneggiare, la godibilità è maggiore?). Sostanzialmente si riprende, ingrandendolo, il Coats of army della mamma, non lasciando nemmeno un millimetro di spazio libero. Monetazione (parere soggettivo) sbagliata, sia come tempistica, che come tiratura, che come prezzo. Tutto questo trambusto ha ovviamente modificato i piani consueti per le emissioni del 2023. Avvicinandosi la data dell'incoronazione (6 Maggio 2023), la Royal Mint ha ovviamente colto la palla al balzo, coniando un'altra 15-20 ina di monete celebrative. Ori, argenti, dai rovesci più bizzarri e innovativi. Per quel che riguarda il fulcro di questo topic, il 6 di Maggio ha visto la luce una nuova sterlina, coniata in 1260 esemplari, letteralmente coniata il giorno dell'incoronazione. La SoTD con finitura matte (satinata) è andata esaurita nel giro di poche ore. Prezzo ovviamente altissimo (850 gbp in emissione, si parla oramai di 1000 Euro), raffigura il re Carlo con testa coronata (e questa è veramente una succosa novità, essendo oramai secoli che un re inglese non veniva più raffigurato incoronato, e anche su questo tema e sulle varie motivazioni la digressione sarebbe pressochè infinita), mentre al rovescio si torna al classico immortale di Benedetto Pistrucci (San Giorgio e il drago). La corona raffigurata è quella "Tudor" (e anche sul tema delle corone utilizzate, e del significato politico collegato ci sono infinite chiavi di lettura..), l'artista è sempre Martin Jennings. Tutto finito? Nemmeno per sogno... manca-va all'appello infatti l'emissione 2023... e ovviamente la benemerita RM non si è lasciata sfuggire l'occasione... una emissione in pompa magna, ufficialmente in vendita dallo scorso 12 giugno; Coronation sovereign, sorelle, sorelline e sorellone sono infatti da pochi giorni disponibili sul mercato. I numeri sono impressionanti (15.000 esemplari solo per la sovereign) i prezzi anche (il set da 5 monete infatti ha un prezzo di uscita di 6700 euro). Il mercato soffre, sbuffa, impreca... ma compra. In realtà, in questa orgia di monete, questa emissione è un qualcosa di unico. Rappresenta infatti l'incoronazione di re Carlo (anche queste monete son tutte con testa coronata, il disegno utilizzato è lo stesso della Sotd) e di fatto i set-s (o il set da 5) è quanto di più vicino oggi si possa avere rispetto ai vecchi e gloriosi "coronation set" del passato. Certo mancano quegli stilosissimi cofanetti e mancano tutte le monete in argento e in bronzo. La bullion sarà sul mercato tra qualche settimana. La scelta di inondare letteralmente il mercato con decine di migliaia di pezzi non penso abbia alla base una volontà democratica (del tipo "che tutti i sudditi possano avere un pezzo di storia inglese, per intenderci), dati i prezzi. Penso che più semplicemente rifletta l'oramai tristemente nota cupidigia della zecca inglese e la sua dichiarata missione "commerciale". Una deriva alquanto triste, che riflette però una deriva più generale della numismatica, oramai sempre più mortalmente abbracciata agli enti certificatori e alla ricerca del numero, più che della storia e della moneta stessa.1 punto
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Hanno pro e contro. A me personalmente non piacciono, però commercialmente danno un vantaggio. Se la votazione è se mi piacciono da mettere in collezione allora voto 1.1 punto
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Anche questa volta hai centrato il problema, ma questo non riguarda solo gli Slab. Complimenti (detto senza ironia). Ciao, Santi1 punto
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1 Il bello è che lo paghi. E non hai possibilità di scegliere. Vuoi la moneta? Ti paghi il prezzo incrementato dallo slab!1 punto
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Ci mancherebbe. Il mio voleva solo essere un sereno invito a tutti, compreso me, alla riflessione senza pregiudizi 😊. Io possiedo 8 slab: li ho acquistati perché desideravo le monete contenute, lo slab era solo un'aggiunta non voluta. Ma visto che c'era, mi tengo senza problemi le monete all'interno dello slab, cercando di apprezzarne gli aspetti positivi. Però non mi piacerebbe avere tutte le monete in slab, questo proprio no. Posso accettare di rinunciare a maneggiare alcune monete, ma a tutte no1 punto
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1 fisso per le ragioni esposte nella discussione principale esistente sulla " moda degli slab sta degenerando " Saluti1 punto
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A proposito della leggendaria , meglio definirla storica , Legione VI Ferrata , di cui si parla nell' articolo , ho trovato cercando nell' archivio del Forum questo vecchio lavoro sulle Legioni romane di @Legio II Italica nel quale appunto si narra la storia evolutiva di questa Legione :1 punto
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Mi domando come faremo senza di te portare avanti questa sezione francobolli ? Sei come il sale o lo zucchero dove serve . Grazie mille post_office.1 punto
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Il nostro giovane collezionista (desumo 'giovane' dalla calligrafia) si chiama Edward P. Taylor, e nella prima pagina dell'album mette anche l'indirizzo, 83 Elm Road, New Malden (Surrey). L'albumino al giovane Edward fu regalato forse da una parente/ amica che si chiamava Edie, Infatti la dedica dice: Much Love from Edie Christmas 1950. Siamo in un'epoca dove ai giovani si regalavano cose intelligenti, dove si era meno ricchi ma più attenti. ..ma per carità non voglio fare polemica sennò rischio di rovinarmi la giornata.1 punto
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Si, il rostro stesso è parlante. Il rostro era sagomato sull’imposta del dritto di prua è parzialmente inferito/fissato nel terminale prodiero della carena (paramezzale). Il tutto fissato da chiodi. il che significa stabilità in acqua. Potenza per sostenere il contraccolpo che veniva distribuito sulla catena e possibilità di strapparsi tramite torsione senza danneggiare la carena stessa. quindi se lo speronamento non avveniva ortogonalmente creando un buco, ma diagonalmente, penetrando e continuando a spaccare il fasciame dell’opera viva in direzione del moto fino ad incontrare un’ordinata che, se non si sventrava, poteva permettere al rostro di torcere, svellerli dalla punta della carena e di rimanere incastrato nella nave colpita.1 punto
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Complimenti @Marfir, anche da parte mia, per il superbo esemplare che hai postato, sto cercando anch'io qualche ottimo esemplare, ma non è facile trovarli.1 punto
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Grazie a te per le tue domande. Non volevo darti del cospirazionista, solo dire che è una possibilità veramente veramente remota che qualcuno facci, voglia fare, possa fare una cosa come quella di creare dei falsi ed inserirli in un vero contesto stratigrafico.1 punto
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Ciao Con molta probabilità,sarà un occlusione del conio che nasconde i caratteri della moneta,ma alla fine se la giri e rigiri su piani di luce differenti,ti accorgerai di vederle. Fermo restando comunque che ipotizzo senza le tue foto, ma ripeto,la probabilità di ciò è alle stelle..... Saluti1 punto
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Buongiorno. In attesa delle foto si può comunque già far presente che quasi certamente si tratta di conio stanco più usura. Nessun errore di conio e nessun interesse numismatico1 punto
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Inizialmente solo per collezionare ciò che mi piace, poi ho ritenuto che in alcuni casi, le stesse monete acquistate, possono essere un bel regalo, poi ho notato come alcune aumentavano di valore col tempo, dunque ho anche pensato che se "presumo" un affare, vale la pena prendere più di un pezzo per ripagarsi la spesa di quello da collezionare o in alternativa potrebbe tornare utile sempre come regalo, o come "bene rifugio" (anche sotto costo in casi particolari) o come lascito dopo il trapasso. Insomma, a parte le soggettive priorità di qualunque tipo di acquisto, ci si può sbizzarrire come ad ognuno parte e piace con i propositi finali o temporanei che siano. Il primo proposito di collezione è già di suo soddisfacente, ma agire anche per altri scopi che possono ulteriormente favorire il primo penso che sia un'occasione acquisita. Ad oggi, per ora, solo collezione e regali. Se venderò qualcosa, se sarà necessario, dato ulteriormente contento degli acquisti non relativo alle collezioni. 😁1 punto
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Sono in pensione da un anno ormai..Generale di Brigata della riserva...Posso dedicarmi alla mia attività di ricercatore numismatico e scrittore mediocre. Da libero cittadino😄1 punto
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A questo link puoi vedere il sommario1 punto
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Da un vecchio album, m'è caduto questo vecchio articolo che non sapevo più di avere. In effetti, non ricordo (strano che non l'abbia appuntato...) da quale giornale l'abbia ritagliato, né che data avesse. Tino Marra: "Chi era costui?" Ebbene è uno dei nomi di fantasia con cui amava firmarsi Mario Traina...1 punto
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Complimenti per i quadretti condivisi, in queste conservazioni sono sempre un piacere per gli occhi.1 punto
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Scorci di paesaggio nummobibliografico umbro-marchigiano-abruzzese...1 punto
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Grazie x la citazione @Raff82 non so se corrisponda a quelle descritte da @Releo ( complimenti per l'interessante discussione ). La posto anche se la conservazione è piuttosto bassa. Buona serata,1 punto
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Buonasera, @Oppiano bello quel galletto Svesano.. ti faccio vedere il.mio. Saluti Alberto1 punto
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Io faccio esattamente così nel mio studio biblioteca... Seduto comodamente su una poltrona, libri, monete e medaglie davanti agli occhi, sul tavolino a fianco un bel caffè e da buon napoletano anche una bella sfogliatella frolla 😋 (Quando mi immergo nella sapienza monetaria siciliana però passo al cannolo, ad ogni libro e monetame annesso bisogna abbinare il dolce adatto 🧐)1 punto
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Io volevo provare ad aggiudicarmi un paio di esemplari ma visto la situazione penso che purtroppo non farò nessuna offerta.1 punto
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Anche grazie a questo post alla fine ho ceduto al suo fascino, 1908 No Motto la conservazione non sarà il massimo (secondo me BB e SPL-) ma rimane comunque una delle più belle monete che io abbia mai visto.1 punto
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