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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/06/23 in tutte le aree
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Ringrazio per i complimenti. Ogni tanto la numismatica finisce anche in prima pagina... e senza reati connessi... 😉 presto su academiaedu il pdf dell'articolo pubblicato su Panorama Numismatico n°399 Mario9 punti
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buon pomeriggio a tutti, è da un po che non compravo monete.. che ne dite di questa? fondi speculari su ambo i versi.. vi piace? da quando è arrivata sto ancora a guardarla🤣 purtroppo non è facile fotografarla perché è in slab6 punti
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Ciao ragazzacci 😁 da anni cercavo di sostituire la coppiola dei 5 lire di Umberto nelle due date di emissione, che erano in collezione in modesta conservazione, soprattutto il ‘78. E adesso in meno di 15 giorni per una concatenazione di eventi le ho beccate tutte e due. 😂. Quella che vi presento stasera è il millesimo comune, in una qualità che presenta rilievi intonsi e una ottima lucentezza di conio, priva però di particolare patinatura. La sorella più grande di un anno invece, quella veramente in FDC, quella rara, presenta una straordinaria, incredibile colorazione tenue con riflessi rosso azzurri. Ma questa ve la faccio vedere dopo Il ponte dell’Immacolata che per noi milanesi inizia giovedì con Sant’Ambrogio. Esistono obiettivamente esemplari migliori di questo ‘79, ma se vi dico a quanto sono riuscito a prenderla non ci credete 😳😉 Buona serata a tutti3 punti
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Salve condivido con voi cartolina di una raccolta Napoli, in particolare mi piace molto il francobollo utilizzato, che ho trovato in un’altra cartolina sempre della stessa raccolta.3 punti
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Ciao, volevo condividere con voi il mio autoregalo per Natale. Si tratta di un denario coniato da Sesto Pompeo con al D. il faccione di Pompeo Magno. Posto la foto del catalogo online in quanto dal telefono vengono veramente male. In mano è nettamente più godibile rispetto alla foto. In tutta onestà la mia felicità è dovuta al fatto che mai avrei pensato di inserire nella collezione di ritratti Pompeo Magno! Le cifre per questo tipo di moneta raggiungono sempre realizzi troppo alti per i miei standard, anche in condizioni di poca leggibilità. Chissà ora che non si riesca ad aggiungere anche Giulio Cesare... Cr. 511/3a g. 3,172 punti
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Ciao, oggi condivido un denario dell'imperatore Domiziano (81-96 d.C.) con la raffigurazione sul rovescio della dea Minerva coniato a Roma nel 90-91 d.C. . Apparteneva alla dinastia dei Flavii che governò l'impero per 27 anni dal 69 al 96 d.C. , esponenti della classe media e che avevano umili origini. Vespasiano fu il primo e regnò per 10 anni fino alla sua morte (69-79 d.C.). Il figlio Tito ( fratello maggiore di Domiziano) prese il suo posto ma l'improvvisa morte dopo solo due anni apri la strada ai 15 anni da imperatore di Domiziano. Sul suo operato le fonti storiche sembrano essere discordanti anche se molte concordano sul fatto che fu negativo. Ad onor del vero queste ultime erano molto vicine al Senato ed alle classi più privilegiate che non erano ben viste dall'imperatore e con le quali fu spesso in contrasto, percui..... Era cresciuto all'ombra del padre e del fratello ( ottimi strateghi militari e politici, le cui figure pesarono molto su di lui) forse convinto di recitare sempre un ruolo di secondo piano e che non sarebbe mai stato imperatore. Ma gli eventi andarono diversamente e riuscì a restare al potere per molti anni fino a quando, divenuto sospettoso in maniera ossessiva vedeva nemici e congiuranti in ogni dove che faceva sistematicamente uccidere, raggiunse un punto di crudeltà veramente eccessiva a cui una congiura ben orchestrata pose fine con il suo assassinio ( con relativa damnatio mamoriae al fine di volerne cancellare l'esistenza). Era il 96 d.C. e con lui terminò anche il regno della dinastia Flavia. Per quanto concerne la figura di Minerva ( equivalente della dea greca Atena) rappresentava per I romani principalmente la divinità che in guerra aiutava nella scelta delle giuste strategie in battaglia per riportare la vittoria oltre ad essere la protettrice di tutti gli artigiani e mestieranti e quindi del commercio in generale. Dalle tante monete fatte coniare con Minerva personificata in molti modi diversi ( sulla mia in maniera semplice, stante con lancia che regge con la mano destra come a voler riposare...) e evidente che Domiziano aveva una devozione particolare per tale divinità. Forse la riprova di questo fu anche il ripristino delle "Quinquatria Minervae " , cinque giorni di feste e riti in suo onore nell'Urbe e di caccia nei suoi possedimenti sui Colli Albani. Il denario è coniato ( spero ai suoi tempi), abbastanza centrato, in ottimo argento ( il quantitativo di fino era del 90% circa) ed ha svolto egregiamente la sua funzione di moneta restando comunque piacevole (per me 🙂) e ben leggibile. Grazie ed alle prossime ANTONIO 18 mm 3,19 g RIC 7222 punti
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Con bonarietà ed affetto Prima di postare una fotografia per un riconoscimento, vivaDio controlla le seguenti cose: vedi qualcosa dalla tua foto? No, non barare, dalla foto che hai appena scattato, non dalla moneta. Quella noi non ce l'abbiamo in man o come te. No? Ecco... La luce sarà sbagliata. Rifalla, ca@@o! Cosa dovremmo vedere in un pezzo di carbone fotografato al buio di una notte senza luna in una stanza senza finestre? Non abbiamo mica la vista di Superman! E neppure gli occhiali a raggi x delle pubblicità anni '80. la tua foto è mossa? Non siamo Mandrake. blocca il tuo telefonino da 1400 euro e rifalla, ca@@o! I nostri occhi non hanno uno stabilizatore incorporato. la tua foto non è a fuoco? sii più preciso e rifalla, ca@@o! che devo venire a tenerti fermo il telefonino di cui sopra? la moneta nella tua foto appare più piccola di un seme di senapa? e rifalla, ca@@o! Hai pure la funzionalità "macro". Fa schifo, ma c'è. Cosa dovremmo riuscire a vedere da un'immagine che è il 2% del tuo fotogramma? il granellino di senapa va giusto bene per le parabole evangeliche, non per identificare e valutare una moneta! Amen, Alleluja2 punti
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Moneta molto bella! Peccato lo slab... Partecipo con la mia che se ne sta libera all'aria:2 punti
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La serie con il simbolo della stella ha due classificazioni: se l'acrostolium della prua di nave è sottile e allungato sarebbe RRC 113/2 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B36/1 se l'acrostolium della prua di nave è tozzo e corto sarebbe RRC 196/1 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B59/1 Quindi la moneta è un 196/12 punti
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Vi arrendete? Tre "aiuti" personalizzati! Utilizzando il 'Cerca' del sito, confidando che non sbagli, ho questi risultati: @littleEvil Hai menzionato lo Stato di appartenenza di questa moneta solo una volta da quando sei iscritto al sito. @Meleto Hai identificato una moneta dove era raffigurato il nonno del personaggio sulla mia moneta. @Liucksky03 Da quando sei iscritto non hai mai menzionato questo Stato. ps: fatene buon uso....2 punti
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Un’altra grandezza fondamentale caratteristica delle monete è la massa, ossia la quantità di materia da cui sono costituite. Nel Sistema internazionale l’unità di misura fondamentale per la massa è il chilogrammo (simbolo kg), a partire dal quale si definiscono le altre unità di misura SI: grammo (simbolo g), decigrammo (simbolo dg), milligrammo (simbolo mg) ecc. L’unità di misura in cui si esprime generalmente la massa di una moneta è il grammo, la millesima parte dell’unità di misura SI, o anche il milligrammo quando la massa è dell’ordine di grandezza del centesimo di grammo (0,012 g = 12 mg). Per la scrittura valgono le stesse regole viste per la lunghezza; quindi una possibilità è, per esempio: la moneta greca ha una massa di dodici grammi e la moneta romana di dieci grammi. L’altra possibilità: la moneta greca ha una massa di 12 g e la moneta romana di 10 g. Si noti che il simbolo del grammo (g senza punto) è seguito dal punto solo quando si trova alla fine della frase. Questo punto non fa parte del simbolo ma è il simbolo della punteggiatura italiana che chiude il periodo in modo netto (punto fermo). In passato il simbolo del grammo è stato anche gr (sempre senza punto), ma poi è stato abbandonato. Si noti che grammo non si abbrevia in gr. (abbreviazione impropria) secondo la regola che le unità di misura non si abbreviano ma si scrivono con il loro simbolo dopo il valore numerico. Basta un’occhiata alle abbreviazioni dei dizionari e delle enciclopedie italiane per rendersi conto che il significato di gr. è l’abbreviazione di “greco”. Si noti infine che le misure di massa non vanno confuse come spesso accade con le misure di peso. Massa e peso sono infatti due concetti ben distinti: la massa è una delle sette grandezze fisiche fondamentali mentre il peso è la forza che la Terra esercita su tutti i corpi, attraendoli verso il proprio centro. L’unità di misura della forza è una unità SI derivata, il newton, simbolo N, che è espressa in termini delle unità SI di base come m•kg•s-2. Dire e scrivere che “il peso di una moneta è 15 grammi” è concettualmente sbagliato perchè il grammo non è l’unità di misura del peso ma della massa, mentre dire e scrivere che “una moneta pesa 15 grammi” non è sbagliato perché la misura dello strumento con cui si effettua la pesata (la bilancia) è espressa in grammi. apollonia2 punti
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A seguito della fine dell'asta Numisfitz 3 posso finalmente postare quello che sarebbe il primo tornesello di Francesco Venier in mano privata (tornesello mai esitato prima) oltre ai 2 presenti nelle collezioni del Correr e Bottacin. https://www.biddr.com/auctions/numisfitz/browse?a=4099&l=48415832 punti
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In tal senso posso dire che per me è sempre Natale, mi regalo libri continuativamente per tutto l'anno, ormai sono famoso nelle poste della mia città, i postini lavorano tutti per me 😄, nel periodo natalizio l'unico cambiamento semmai è che oltre a regalarmi libri ne regalo pure io tanti ai miei affetti (anche se non di numismatica purtroppo 😅)... I libri che mi arriveranno sono molteplici, intanto però posso inserire le immagini degli ultimi arrivati, tanti bei regali del predecessore di Babbo Natale, cioè babbo chiappa, che mi ha concesso di acchiappare (termine scelto non a caso 😁) alcuni testi assai importanti a prezzi praticamente da saldo: Salvatore Fusco / Dissertazione di una moneta del re Ruggieri detta ducato, preso a 100 euro; La monetazione di Neapolis nella Campania antica: atti del VII convegno del Centro Internazionale di Studi Numismatici, piuttosto complicato da reperire e preso a 40 euro; Maria Caccamo Caltabiano / La monetazione di Messana, preso a 60 euro; Società Numismatica Italiana / La zecca di Milano: atti del convegno internazionale di studio e Giovanni B. Vigna / Zecche e monetazione napoleonica del Regno d'Italia, vinti in un'asta sulla baia al prezzo complessivo di 20 euro (e qui la botta di culo ha fatto un rumore tale da anticipare il capodanno a Napoli 😋)2 punti
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Un saluto ai partecipanti della conversazione, sono iscritto da poco, volevo condividere delle immagini di una moneta antica che ahimè non ha ancora trovato identità, vi mostro:1 punto
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Riprendo quanto a suo tempo scritto da @417sonia nel novembre del 2017: Lo scudo d'oro, emesso per la prima volta sotto il dogato di Andrea Gritti, aveva un precipuo scopo. Come narra il Papadopoli, Venezia in quel tempo era impegnata a fare provvista di scudi d'oro del sole, per mandarli agli eserciti (quasi tutti mercenari) che si trovavano lontano da Venezia; oltre alla difficoltà di incettarli, su quelli che riusciva a recuperare doveva pagarci un aggio dell'1%. Il Consiglio dei X, a questo punto, decise che per il decoro dello Stato (e per risparmiare, guadagnandoci) era utile coniarli in proprio, con un fino di 22 carati e dello stesso peso di quelli esteri. La moneta nasce con il decreto del 15 maggio 1528 e nel successivo 7 novembre 1530 nasce anche il mezzo scudo d'oro. Quindi lo scudo, rispetto al ducato d'oro, non solo aveva un titolo inferiore, ma pesava anche meno. Il ducato gr. 3,51 al titolo 1,000; lo scudo gr. 3,40 al titolo 0,917 Credo che, venuta meno l'esigenza precipua, la produzione sia scemata .... Di scudi d’oro se ne è parlato molto nel Forum. Presento un esemplare del Doge Francesco Venier, recentemente entrato in collezione. Mi sono sempre domandato se la lettera A debba o meno avere la stanghetta orizzontale. Saluti.1 punto
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Buonasera a tutti, presa in mano, sensazione positiva ma non ne ho mai vista una dal vivo dunque non ho da confrontare: diametro: 38/39 mm esterno del tondello - 33/34 mm il bordo cerchiato della moneta spessore: 4/5 mm peso: 49,7 g idee?1 punto
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Inizio io: Per il prossimo Natale ho deciso, tra l'altro, di regalarmi un libro di @antvwaIa e @Poemenius (in ordine di comparizione come autori) A. Trivero - A. Gennari, Ex Nummis Historia: Agonia e morte di un impero. http://www.classicadiana.it/libreria/content/trivero-gennari-ex-nummis-historia-agonia-e-morte-di-un-impero Alberto Trivero Rivera - Alain Gennari Ex Nummis Historia: AGONIA E MORTE DI UN IMPERO Gli ultimi anni di esistenza dell'impero romano d'Occidente raccontati attraverso le sue monete. Ed. 2013, f.to 17x24cm., pp. 224, ill. b/n. Il V secolo è il momento del grande cambiamento epocale del Mondo Occidentale. Forse il Medioevo inizia già prima, con l’imporsi del misticismo cristiano e la morte del pragmatismo classico, ma è nel V secolo che il bacino del Mediterraneo si converte in un crogiuolo di popoli, di modi di vivere e di idee dal quale nascono i diversi popoli che oggi compongono il mosaico europeo. E, ovviamente, questo cambiamento epocale si rispecchia anche nella moneta, sia intesa quale strumento di pagamento, sia quale veicolo di diffusione delle idee. Il culmine di questo processo si è dato negli anni che seguirono al sacco di Roma e che culminarono nella deposizione di Romolo Augusto. Questa intima relazione tra moneta e contesto storico è stato l’indirizzo costante seguito dai due Autori, cultori della numismatica ma anche storici appassionati, i quali più che catalogare le monete di quei 25 anni, si sono interrogati su quale fosse la loro ragione d’essere, sul perché fosse stata coniata proprio “quella” moneta e non un’altra, perché la scelta di un’iconografia, o la modifica di un particolare nel disegno di un rovescio che solo all’occhio disattento può sembrare marginale. La crisi economica strutturale che ha investito l’impero romano sin dal III secolo, e dalla quale non ne è più uscito, si riflette soprattutto sulla moneta di uso quotidiano – quella di bronzo – la cui svalutazione si traduce nella riduzione delle sue dimensioni, sino a giungere ad un nummo talmente piccolo (lenteja, lo chiamano gli spagnoli) che anche una modesta corrosione è sufficiente a renderlo illeggibile o anche a farlo scomparire. I piccoli bronzi del V secolo sino a pochi decenni fa furono poco studiati e spesso “snobbati” dal collezionismo, più affascinato dalla bellezza del ritratto di un sesterzio. Invece è proprio a queste i testimoni della quotidianità popolare che i due Autori hanno dedicato maggiore attenzione, raccogliendo una sfida molto particolare: attraverso l’analisi approfondita della moneta – ma soprattutto del nummo – raggiungere una maggiore comprensione degli eventi politici dell’epoca, come quelli connessi a Ricimero e Odoacre; e specularmente, dallo studio degli eventi, tentare di rispondere a qualcuno tra i numerosi quesiti numismatici, ancora sul tappeto, relativi alla numismatica dell’Impero d’Occidente della seconda metà del V secolo. La siliqua illustrata nella copertina, di zecca italica, ma nel nome di un imperatore d’Oriente e con un’iconografia propriamente gotica, illustra, meglio di ogni parola, il contenuto di un lavoro che è altrettanto libro di storia quanto di numismatica.1 punto
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La soluzione per il momento ci manca ma... non sventoleremo ancora bandiera bianca!!😄😄1 punto
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Io consiglierei di restituirla,non è la monetazione che seguo ma la tua moneta ha caratteristiche tipiche di una riproduzione...1 punto
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Ciao, si le foto vanno benissimo 🙂. Il peso di 8 grammi fanno escludere sicuramente possa trattarsi di un denario. Il metallo non è bronzo o rame quindi si può escludere anche che si tratti della moneta che ti ho postato. Le foto del bordo confermano per me che la moneta è stata riprodotta per fusione. Di più io non so dirti. Aspettiamo ulteriori interventi in proposito. ANTONIO1 punto
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Le legende antiorarie - specie al diritto - sono abbastanza frequenti nella monetazione di Vespasiano. Moneta abbastanza rara che ha una patina gradevole. Per me è un buon acquisto.1 punto
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Ciao! cambiano i tempi e con essi la morale e la sensibilità e credo anche il numero dei collezionisti; noi possiamo solo speculare, ma la verità non ce l'ha in tasca nessuno. Forse ai tempi i torneselli non se li filava nessuno ed i collezionisti di monete veneziani miravano ad altro. Mancando la richiesta, queste monetine venivano anche considerate poco appetite e quindi la rarità diventava relativa. saluti luciano1 punto
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Ciao, la moneta ti è già arrivata? Le ultime foto che hai postato le hai fatte tu o sono quelle del venditore? Puoi indicare anche il peso ed il diametro ( sempre da aggiungere perché importanti 🙂). Se la moneta è già in tuo possesso fai delle foto di taglio del bordo nel punto che ti indico sulla foto che risulta anomalo e che potrebbe essere il codolo di fusione. ANTONIO1 punto
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Bellissima cartolina, con scorcio suggestivo di Napoli, non di meno il francobollo della serie "Italia al lavoro" una delle più belle e significative della Repubblica.1 punto
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Buonasera a tutti, bella moneta, gli scudi di Umberto hanno sempre un fascino particolare. @lorluke ha assolutamente ragione: è il pendente dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata, il massimo ordine di casa Savoia, il collare dell'Ordine infatti viene raffigurato ai lati dello stemma. Rappresenta l'arcangelo benedicente dinanzi alla Vergine inginocchiata.1 punto
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Concordo con @Stilicho, sono due conteassegni/punzonature. Niente stanchezza di una lunga giornata....1 punto
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Grazie per la condivisione, la dinastia Flavia nella mia scaletta dei preferiti viene subito dopo quella Giulio-Claudia, caso vuole che lo sono anche cronologicamente (se escludiamo la parentesi Galba-Otone-Vitellio). Mi piacciono molto i tuoi denari, per quanto mi riguarda al momento ho solo Vespasiano ma nella lista ci sono anche i figli, prima o poi arriveranno anche loro 😁1 punto
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Se il francobollo non ti sembra al suo posto potrebbe essere stato staccato/alzato dalla censura militare, a me a schermo sembra a posto. Annullo di partenza POSTA MILITARE n.4 TRUPPE di OCCUPAZIONE del 30.3.1917. In quella data questo annullo veniva usato per le nostre truppe in Albania e quasi certamente a Valona, dove dal 1 marzo l' Italia istituisce organi amministrativi e quindi anche un ufficio di posta. L' altro timbro in Blue e' della 268 divisione 3° compagnia. E' affrancata con un 5c verde Leoni, anche se viaggiata con annulli di posta militare non e' in franchigia, ma viene applicata la stessa tariffa ridotta per le cinque parole di convenevoli come se fosse partita dall' Italia. Non sappiamo quando arriva a Venezia ma non fa niente, e' piena dei timbri di partenza che ci hanno raccontato quasi tutto e pertanto la rende unica, l' annullo di posta militare n.4 ha un punteggio alto quindi aggiunge valore venale alla cartolina. Sempre ottimo materiale.. complimenti. Questo e' lo stesso annullo.. di venti giorni prima del tuo.1 punto
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Trovato durante scavi preventivi un recinto funerario dell’età del Ferro con armi, torque, bracciali, fibule. La storia, i perché Veduta aerea dell’ antichissimo recinto funerario emergente dalla piana e risalente all’Età del ferro @ Crédit: Éveha 2023 Decize, Francia, 6 dicembre 2023 – Un’importante scoperta archeologica ha svelato un antichissimo recinto funerario nel comune di Decize, Francia, risalente alla seconda Età del Ferro, nota periodo noto agli archeologi e agli storici La Tène antico, temporalmente coincidente con il VI secolo a.C. Gli scavi sono stati condotti nelle scorse settimane nell’area agricola denominata Zac du Four à Chaux dallo studio Éveha, sotto la guida di Lucie Christin, nell’ambito di un progetto di sviluppo per l’ampliamento di una zona di attività commerciali, coordinato dalla Comunità dei Comuni del Sud Nivernais. Decize, oggi, è un Comune di 5.980 abitanti situato nel dipartimento della Nièvre, nella regione della Borgogna-Franca Contea, nella Francia centrale.. È attraversato dal fiume Acolin. Il recinto funerario, di forma quadrangolare, misura approssimativamente 25 metri di lato e ospita 16 sepolture risalenti all’inizio del periodo La Tène. Il fossato, che si presenta senza discontinuità ed è scavato con un profilo a V, ha una larghezza massima di 1,70 metri e una profondità di circa 1 metro, rivelando anche la presenza di pali che suggeriscono l’esistenza di una palizzata. Siamo pertanto al cospetto di quello che era un luogo altamente protetto. Qui non accedevano animali e gli uomini potevano entrare – si suppone – da un cancello. Sepoltura in posizione fetale trovata durante gli scavi francesi @ Crédit: Éveha 2023 L’orientamento delle quindici sepolture nella parte orientale del recinto è nord-est-sud-ovest, con un’eccezione notevole rappresentata da una sedicesima sepoltura, scavata integralmente durante la indagine archeologica, caratterizzata da un orientamento perpendicolare all’insieme e dalla presenza di armi che accompagnano il defunto. Alcune sepolture sembrano essere disposte a coppie, senza sovrapposizioni visibili. Corredo tombale con gioielli metallici @ Crédit: Éveha 2023 Gli archeologi francesi sottolineano la varietà nella conservazione delle ossa umane, rendendo difficile definire con certezza le modalità di sepoltura utilizzate. Tuttavia, alcune sepolture mostrano l’uso di casseri in pietra o materiali deperibili, con una diversità nella posizione dei defunti, che possono essere posizionati sulla schiena, sul ventre o sul fianco. Ricchezza e varietà negli arredi funerari Quasi tutte le sepolture comprendono arredi metallici in condizioni eccellenti. In una tomba particolare, attribuita a una figura socialmente importante, sono stati rinvenuti ornamenti in lega di rame di notevole varietà e qualità nella manifattura, tra cui bracciali, torque, fibule e cinture. Gli archeologi sottolineano come questa scoperta contribuirà a migliorare la comprensione delle pratiche funerarie durante il periodo laténiano nel territorio, aggiungendo importanti informazioni a un corpus di piccoli mobili metallici ancora poco rappresentato nella regione. Elementi segnaletici ed elementi architettonici Infine, sette buche di palo sono state rinvenute, di cui tre direttamente collegate alle tombe, suggerendo forse l’uso di elementi segnaletici sul terreno. Due di queste buche di posta, distinte per dimensioni e posizione, collocate a nord e sud nella parte interna del recinto, potrebbero rappresentare elementi architettonici legati allo spazio sepolcrale. @ Crédit: Éveha 2023 Il sito Zac du Four à Chaux è il primo recinto funerario recentemente scavato nel dipartimento della Nièvre. Il suo studio arricchirà le conoscenze sulle pratiche funerarie laténiane nella regione, contribuendo a colmare alcune lacune nel corpus archeologico della zona. La scoperta offre uno sguardo affascinante sulla vita e sulla morte durante la seconda Età del Ferro, aprendo nuovi orizzonti per la ricerca archeologica nella Francia centrale. La denominazione “La Tène” – cultura alla quale appartiene il recinto funerario appena ritrovato – trae origine dall’omonimo villaggio situato sulle rive del lago di Neuchâtel, in Svizzera, dove nel 1857 Hansli Kopp fece una rilevante scoperta: un vasto deposito votivo risalente all’età del Ferro. Questo sito ha restituito oltre 2500 manufatti, prevalentemente in ferro, tra cui spade, scudi, brocche, attrezzi vari e frammenti di carri, oltre a numerose ossa di uomini e animali. La Tène costituisce il sito di riferimento e il termine adottato dagli archeologi per indicare il periodo successivo della cultura e dell’arte dei Celti antichi. La condivisione di un comune terreno culturale è testimoniata soprattutto negli elementi stilistici dei manufatti. Pur essendo ampiamente accettato nel linguaggio comune, il termine presenta diverse sfide interpretative per gli storici e gli archeologi. L’ampia diffusione geografica della cultura di La Tène comprendeva i territori dell’attuale Francia, Belgio, Svizzera, Austria, Inghilterra, Germania meridionale, Repubblica Ceca, Italia settentrionale e centrale, Slovenia, Ungheria, Liechtenstein, nonché parti adiacenti dei Paesi Bassi, Slovacchia, Serbia, Croazia, Transilvania (Romania occidentale) e Transcarpazia (Ucraina occidentale). I Celtiberi nell’Iberia occidentale condividevano diversi elementi culturali, sebbene lo stile artistico non fosse generalmente omogeneo. A nord, la contemporanea Età del Ferro preromana nell’Europa settentrionale comprendeva la cultura di Jastorf nella Germania settentrionale e in Danimarca, estendendosi fino alla Galazia in Asia Minore (oggi Turchia). https://stilearte.it/trovato-durante-scavi-preventivi-un-recinto-funerario-delleta-del-ferro-con-armi-torque-bracciali-fibule-la-storia-i-perche/ DECIZE (58) – ZAC du Four à Chaux Les fouilles menées sur la commune de Decize sur le site de la Zac du Four à Chaux ont été réalisées par le bureau d’études Éveha, sous la responsabilité de Lucie Christin. Elles interviennent dans le cadre du projet d’aménagement de l’extension d’une zone d’activité commerciale, porté par la Communauté de Communes Sud Nivernais. Les investigations archéologiques ont permis de mettre au jour un enclos funéraire du début du second âge du Fer (La Tène ancienne). L’organisation générale de l’enclos De forme quadrangulaire, l’enclos funéraire mesure environ 25 m de côté et comprend 16 inhumations datées du début de La Tène (Fig. 1). Le fossé continu au profil en V mesure au maximum 1,70 m de large pour une profondeur conservée d’environ 1 m (Fig. 2). De plus, la fouille de son comblement a révélé l’existence de poteaux suggérant la présence d’une palissade. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-1.png Fig 1 : Plan du site de la ZAC du Four à Chaux. Crédit : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-2.jpg Fig 2 : Vue aérienne du site. Crédit : Éveha 2023 Les inhumations au sein de l’enclos Quinze inhumations d’orientation nord-est sud-ouest étaient réparties dans les deux tiers est de l’enclos. Une seizième sépulture, intégralement fouillée lors du diagnostic, se distingue des autres à la fois par son orientation perpendiculaire à l’ensemble et par la présence d’armes qui accompagnaient le défunt. Certaines sépultures semblent regroupées par deux sans qu’il y ait pour autant de recoupements visibles. La conservation des ossements humains diffère fortement d’une sépulture à l’autre, ne permettant pas toujours de définir avec certitude les modes d’inhumation mis en œuvre (Fig. 3). Néanmoins, certaines sépultures présentent des coffrages en pierres (Fig. 4) ou en matériaux périssables dont certains monoxyles (Fig. 5), alors que d’autres semblent être inhumées en pleine terre. Une certaine diversité a également pu être observée dans la position des défunts parfois sur le dos, sur le ventre ou sur le côté. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-3.jpg Fig 3 : Vue en plan d’une des sépultures. Crédit : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-4.jpg Fig 4 : Vue en plan d’une des sépultures avec son coffrage en pierres. Crédite : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-5.jpg Fig 5 : Vue en plan d’une des sépultures avec les traces d’un contenant monoxyle. Crédit : Éveha 2023 La quasi-totalité des inhumations comporte du mobilier métallique en excellent état de conservation (Fig. 6). Ce dernier, majoritairement composé de parures en alliage cuivreux est remarquable tant par sa variété (bracelets, torque, fibules, ceinture) que par sa qualité de manufacture. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-6-rotated.jpg Fig 6 : Détail du mobilier métallique découvert dans une des sépultures. Crédit : Éveha 2023 Enfin, sept trous de poteaux ont été mis au jour, dont trois directement en lien avec certaines tombes, impliquant possiblement la présence d’éléments de marquage au sol. Deux de ces trous de poteaux se distinguent par leurs dimensions et leurs emplacements. Situés au nord et au sud en partie interne de l’enclos, ils constituent peut-être des éléments architecturaux en lien avec l’espace sépulcral. Le site de la Zac du four à chaux est le premier enclos funéraire fouillé récemment dans le département de la Nièvre. Son étude permettra certainement d’enrichir et d’affiner les connaissances liées aux pratiques funéraires laténiennes sur le territoire et ainsi étoffer un corpus du petit mobilier métallique encore peu représenté dans la région. https://www.eveha.fr/index.php/2023/11/23/decize-58-zac-du-four-a-chaux/ @Adelchi66 forse questo articolo potrebbe interessarti.1 punto
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Da quel che ricordo, dovrebbe raffigurare l’Annunciazione, ovvero il momento in cui l’arcangelo Gabriele annuncia alla Beata Vergine Maria che concepirà Gesù.1 punto
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@Stilicho Interessante la tua domanda. Il Vocabolario Treccani riporta due significati del sostantivo rètro, la parte posteriore (il retro dell’armadio; andare sul retro) e la faccia posteriore (di un foglio, di una moneta, ecc.), aggiungendo tra parentesi nella seconda definizione che retro è il contrario di recto ed è più comunemente chiamato verso. Infatti, sempre dal Vocabolario Treccani, vèrso [dalla locuz. lat. folio verso «sulla parte posteriore del foglio»] è la parte posteriore di un papiro, di una pergamena o di una carta, contrapposto a recto, la parte anteriore. Con valore attributivo, abbreviato in v, il verso è spesso affiancato al numero d’ordine della carta in opere manoscritte o anche a stampa numerate per carte e non per pagine: carta 44v (o 44v). Nell’uso librario moderno il verso è la pagina pari, cioè segnata con un numero pari, che in tipografia si chiama volta (in opposizione a bianca). Per estensione, il termine è adoperato per indicare la parte posteriore di un titolo di credito, di una moneta o di una medaglia (in opposizione a recto), o anche di un quadro, di una pala o di una bandiera, dipinti da entrambi i lati. Questo per dire il termine verso mi risulta più gradito del termine retro a indicare per estensione la faccia “posteriore” di una moneta, fermo restando che per i numismatici questa sarà sempre chiamata rovescio (anche di una medaglia). Buona notte, apollonia1 punto
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1911 MILANO EMILIO TREVES CINQUANTA ANNI DI EDITORIA Bellissimo ritratto e bel rovescio1 punto
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Capisco perfettamente lo sfogo, ci sta. A volte, davvero, devi fare acrobazie per cercare di capirci qualcosa da foto piccolissime, sfocate, girate, tagliate etc. Bisogna però ammettere che fotografare le monete non e' affatto semplice, soprattutto se sei ale prime armi, ma non solo. Io ho sempre grossi problemi (e non solo per limiti tecnologici, ahimè). Per i nuovi del forum poi c'e' il problema dell'inserire le foto in una discussione, cosa niente affatto banale, sia per problemi di byte, sia per incompatibilità tra formati (ma quante volte le foto le metti dritte e te le trovi girate?). Ne sa qualcosa il nostro @caravelle82 che spesso chiamiamo in soccorso. Comunque, concordo sul fatto che chiunque chieda una identificazione debba mettere gli utenti che si cimenteranno nelle condizioni più adatte per farlo, inserendo tutto ciò che serve, in primis foto idonee (basterebbe controllare la discussione dopo averla postata per capire se le immagini sono buone ed altrimenti correggere). Ciao. Stilicho1 punto
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Se sei interessato tu, a saperne di più, non hai che da postare le foto e ti si daranno tutte le informazioni. Altrimenti, ti ricordo (nel caso fosse stata questa la tua intenzione ) che questo non è un sito di vendita, anche se esiste una sezione apposita alla quale potrai partecipare al raggiungimento dei 100 messaggi. petronius1 punto
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😄 questa è una piacevolissima sorpresa! Ci andrò senz'altro!1 punto
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Eviterei insulti e battute fuori luogo, anche perchè il presunto problema non è stato sollevato dai "crucchi" o la Germania intera ma dal direttore di un museo.1 punto
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Ciao, non ricordo di aver mai visto un denario di Vespasiano con tale rovescio. Esiste invece una moneta coniata in bronzo ad Antiochia molto simile, con uguale dritto e rovescio. La moneta da te postata nel suo aspetto sembra più una fusione percui ho forti dubbi che sia autentica. Posto foto di moneta simile ma in bronzo . Attendo come te ulteriori interventi. 🙂. ANTONIO1 punto
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Ma anche no, in teoria sarebbe più da Agorà, ma lasciandola qui può darsi che qualcuno prima di chiedere un'identificazione la legga e si comporti di conseguenza... sì, col ca@@o petronius1 punto
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Ciao a tutti Savoiardi e no😉 Stasera Vi mostro una recente acquisizione. Un mezzo scudo argenteo regnante Vittorio Amedeo III. Non è un millesimo raro, ma è di buona qualità, i soliti graffietti di conio al R ma per il resto i rilievi non sono male secondo me. Le foto non rendono onore alla moneta ma tant’è. Ho provato a diversificare la luce tra i due versi, in particolare per consentire di apprezzare la patina, non omogenea ma gradevole, al D, e il lustro al R. Queste monete sono di agevole reperibilità nelle conservazioni di BB ed anche di SPL. Quando si sfiora il FDC diventa più complicato. L’assenza di colpi al bordo che caratterizza questo esemplare è un’altra particolarità di interesse. Stilisticamente trovo questa serie non banale e il ritratto di Vittorio Amedeo e’ veramente settecentesco sotto ogni punto di vista. Grazie a tutti dell’attenzione1 punto
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Visto ... Sembra una moneta fusa ... e non so se d'argento ... non escluderei un falso d'epoca (ma dovrebbe aver perso la doratura), certamente non una prova!1 punto
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Allego foto di un ritaglio di giornale conservato da mio nonno all’interno del libro di Enzo Diena “un secolo di francobolli italiani”. Non conoscevo questa storia quindi pensavo fosse carino condividerlo con tutti non si mai si possa arricchire con qualche risorsa o conoscenza di altri utenti1 punto
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La collezione delle monete satiriche del Regno d' Italia continua ..1 punto
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Buongiorno cari amici. C'era il bisogno di aggiornare la discussione sui torneselli ed pertanto alla prima occasione utile ne colgo l'occasione. Come ben sapete Alan Stahl riportava di 3 tipi di torneselli da lui definiti Imitation: Venier, Steno, Mocenigo. Dopo il ritrovamento del Contarini imitato e non censito da Stahl nel suo lavoro era in mio possesso solo il Venier. Ora colgo l'occasione per mostrarvi uno Steno. Come sempre le condizioni sono così così, ma la moneta è ben leggibile e permette di capire la sua origine falsa. Al D/ WICFAEL ETEN CX (con la n rovesciata) R/ VEXILIFER VENCTM (n rovesciata) Lascia stupiti la forma della croce e del leone veramente ben fatti. Punzoni finiti in mano estranea?1 punto
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