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  1. mariov60

    mariov60

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/06/23 in tutte le aree

  1. Ringrazio per i complimenti. Ogni tanto la numismatica finisce anche in prima pagina... e senza reati connessi... 😉 presto su academiaedu il pdf dell'articolo pubblicato su Panorama Numismatico n°399 Mario
    9 punti
  2. buon pomeriggio a tutti, è da un po che non compravo monete.. che ne dite di questa? fondi speculari su ambo i versi.. vi piace? da quando è arrivata sto ancora a guardarla🤣 purtroppo non è facile fotografarla perché è in slab
    6 punti
  3. un saluto a tutti, segnalo e faccio i miei complimenti @mariov60.
    5 punti
  4. Ciao ragazzacci 😁 da anni cercavo di sostituire la coppiola dei 5 lire di Umberto nelle due date di emissione, che erano in collezione in modesta conservazione, soprattutto il ‘78. E adesso in meno di 15 giorni per una concatenazione di eventi le ho beccate tutte e due. 😂. Quella che vi presento stasera è il millesimo comune, in una qualità che presenta rilievi intonsi e una ottima lucentezza di conio, priva però di particolare patinatura. La sorella più grande di un anno invece, quella veramente in FDC, quella rara, presenta una straordinaria, incredibile colorazione tenue con riflessi rosso azzurri. Ma questa ve la faccio vedere dopo Il ponte dell’Immacolata che per noi milanesi inizia giovedì con Sant’Ambrogio. Esistono obiettivamente esemplari migliori di questo ‘79, ma se vi dico a quanto sono riuscito a prenderla non ci credete 😳😉 Buona serata a tutti
    3 punti
  5. Salve condivido con voi cartolina di una raccolta Napoli, in particolare mi piace molto il francobollo utilizzato, che ho trovato in un’altra cartolina sempre della stessa raccolta.
    3 punti
  6. Ciao, volevo condividere con voi il mio autoregalo per Natale. Si tratta di un denario coniato da Sesto Pompeo con al D. il faccione di Pompeo Magno. Posto la foto del catalogo online in quanto dal telefono vengono veramente male. In mano è nettamente più godibile rispetto alla foto. In tutta onestà la mia felicità è dovuta al fatto che mai avrei pensato di inserire nella collezione di ritratti Pompeo Magno! Le cifre per questo tipo di moneta raggiungono sempre realizzi troppo alti per i miei standard, anche in condizioni di poca leggibilità. Chissà ora che non si riesca ad aggiungere anche Giulio Cesare... Cr. 511/3a g. 3,17
    2 punti
  7. Ciao, oggi condivido un denario dell'imperatore Domiziano (81-96 d.C.) con la raffigurazione sul rovescio della dea Minerva coniato a Roma nel 90-91 d.C. . Apparteneva alla dinastia dei Flavii che governò l'impero per 27 anni dal 69 al 96 d.C. , esponenti della classe media e che avevano umili origini. Vespasiano fu il primo e regnò per 10 anni fino alla sua morte (69-79 d.C.). Il figlio Tito ( fratello maggiore di Domiziano) prese il suo posto ma l'improvvisa morte dopo solo due anni apri la strada ai 15 anni da imperatore di Domiziano. Sul suo operato le fonti storiche sembrano essere discordanti anche se molte concordano sul fatto che fu negativo. Ad onor del vero queste ultime erano molto vicine al Senato ed alle classi più privilegiate che non erano ben viste dall'imperatore e con le quali fu spesso in contrasto, percui..... Era cresciuto all'ombra del padre e del fratello ( ottimi strateghi militari e politici, le cui figure pesarono molto su di lui) forse convinto di recitare sempre un ruolo di secondo piano e che non sarebbe mai stato imperatore. Ma gli eventi andarono diversamente e riuscì a restare al potere per molti anni fino a quando, divenuto sospettoso in maniera ossessiva vedeva nemici e congiuranti in ogni dove che faceva sistematicamente uccidere, raggiunse un punto di crudeltà veramente eccessiva a cui una congiura ben orchestrata pose fine con il suo assassinio ( con relativa damnatio mamoriae al fine di volerne cancellare l'esistenza). Era il 96 d.C. e con lui terminò anche il regno della dinastia Flavia. Per quanto concerne la figura di Minerva ( equivalente della dea greca Atena) rappresentava per I romani principalmente la divinità che in guerra aiutava nella scelta delle giuste strategie in battaglia per riportare la vittoria oltre ad essere la protettrice di tutti gli artigiani e mestieranti e quindi del commercio in generale. Dalle tante monete fatte coniare con Minerva personificata in molti modi diversi ( sulla mia in maniera semplice, stante con lancia che regge con la mano destra come a voler riposare...) e evidente che Domiziano aveva una devozione particolare per tale divinità. Forse la riprova di questo fu anche il ripristino delle "Quinquatria Minervae " , cinque giorni di feste e riti in suo onore nell'Urbe e di caccia nei suoi possedimenti sui Colli Albani. Il denario è coniato ( spero ai suoi tempi), abbastanza centrato, in ottimo argento ( il quantitativo di fino era del 90% circa) ed ha svolto egregiamente la sua funzione di moneta restando comunque piacevole (per me 🙂) e ben leggibile. Grazie ed alle prossime ANTONIO 18 mm 3,19 g RIC 722
    2 punti
  8. Con bonarietà ed affetto Prima di postare una fotografia per un riconoscimento, vivaDio controlla le seguenti cose: vedi qualcosa dalla tua foto? No, non barare, dalla foto che hai appena scattato, non dalla moneta. Quella noi non ce l'abbiamo in man o come te. No? Ecco... La luce sarà sbagliata. Rifalla, ca@@o! Cosa dovremmo vedere in un pezzo di carbone fotografato al buio di una notte senza luna in una stanza senza finestre? Non abbiamo mica la vista di Superman! E neppure gli occhiali a raggi x delle pubblicità anni '80. la tua foto è mossa? Non siamo Mandrake. blocca il tuo telefonino da 1400 euro e rifalla, ca@@o! I nostri occhi non hanno uno stabilizatore incorporato. la tua foto non è a fuoco? sii più preciso e rifalla, ca@@o! che devo venire a tenerti fermo il telefonino di cui sopra? la moneta nella tua foto appare più piccola di un seme di senapa? e rifalla, ca@@o! Hai pure la funzionalità "macro". Fa schifo, ma c'è. Cosa dovremmo riuscire a vedere da un'immagine che è il 2% del tuo fotogramma? il granellino di senapa va giusto bene per le parabole evangeliche, non per identificare e valutare una moneta! Amen, Alleluja
    2 punti
  9. Moneta molto bella! Peccato lo slab... Partecipo con la mia che se ne sta libera all'aria:
    2 punti
  10. La serie con il simbolo della stella ha due classificazioni: se l'acrostolium della prua di nave è sottile e allungato sarebbe RRC 113/2 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B36/1 se l'acrostolium della prua di nave è tozzo e corto sarebbe RRC 196/1 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B59/1 Quindi la moneta è un 196/1
    2 punti
  11. Vi arrendete? Tre "aiuti" personalizzati! Utilizzando il 'Cerca' del sito, confidando che non sbagli, ho questi risultati: @littleEvil Hai menzionato lo Stato di appartenenza di questa moneta solo una volta da quando sei iscritto al sito. @Meleto Hai identificato una moneta dove era raffigurato il nonno del personaggio sulla mia moneta. @Liucksky03 Da quando sei iscritto non hai mai menzionato questo Stato. ps: fatene buon uso....
    2 punti
  12. Un’altra grandezza fondamentale caratteristica delle monete è la massa, ossia la quantità di materia da cui sono costituite. Nel Sistema internazionale l’unità di misura fondamentale per la massa è il chilogrammo (simbolo kg), a partire dal quale si definiscono le altre unità di misura SI: grammo (simbolo g), decigrammo (simbolo dg), milligrammo (simbolo mg) ecc. L’unità di misura in cui si esprime generalmente la massa di una moneta è il grammo, la millesima parte dell’unità di misura SI, o anche il milligrammo quando la massa è dell’ordine di grandezza del centesimo di grammo (0,012 g = 12 mg). Per la scrittura valgono le stesse regole viste per la lunghezza; quindi una possibilità è, per esempio: la moneta greca ha una massa di dodici grammi e la moneta romana di dieci grammi. L’altra possibilità: la moneta greca ha una massa di 12 g e la moneta romana di 10 g. Si noti che il simbolo del grammo (g senza punto) è seguito dal punto solo quando si trova alla fine della frase. Questo punto non fa parte del simbolo ma è il simbolo della punteggiatura italiana che chiude il periodo in modo netto (punto fermo). In passato il simbolo del grammo è stato anche gr (sempre senza punto), ma poi è stato abbandonato. Si noti che grammo non si abbrevia in gr. (abbreviazione impropria) secondo la regola che le unità di misura non si abbreviano ma si scrivono con il loro simbolo dopo il valore numerico. Basta un’occhiata alle abbreviazioni dei dizionari e delle enciclopedie italiane per rendersi conto che il significato di gr. è l’abbreviazione di “greco”. Si noti infine che le misure di massa non vanno confuse come spesso accade con le misure di peso. Massa e peso sono infatti due concetti ben distinti: la massa è una delle sette grandezze fisiche fondamentali mentre il peso è la forza che la Terra esercita su tutti i corpi, attraendoli verso il proprio centro. L’unità di misura della forza è una unità SI derivata, il newton, simbolo N, che è espressa in termini delle unità SI di base come m•kg•s-2. Dire e scrivere che “il peso di una moneta è 15 grammi” è concettualmente sbagliato perchè il grammo non è l’unità di misura del peso ma della massa, mentre dire e scrivere che “una moneta pesa 15 grammi” non è sbagliato perché la misura dello strumento con cui si effettua la pesata (la bilancia) è espressa in grammi. apollonia
    2 punti
  13. A seguito della fine dell'asta Numisfitz 3 posso finalmente postare quello che sarebbe il primo tornesello di Francesco Venier in mano privata (tornesello mai esitato prima) oltre ai 2 presenti nelle collezioni del Correr e Bottacin. https://www.biddr.com/auctions/numisfitz/browse?a=4099&l=4841583
    2 punti
  14. In tal senso posso dire che per me è sempre Natale, mi regalo libri continuativamente per tutto l'anno, ormai sono famoso nelle poste della mia città, i postini lavorano tutti per me 😄, nel periodo natalizio l'unico cambiamento semmai è che oltre a regalarmi libri ne regalo pure io tanti ai miei affetti (anche se non di numismatica purtroppo 😅)... I libri che mi arriveranno sono molteplici, intanto però posso inserire le immagini degli ultimi arrivati, tanti bei regali del predecessore di Babbo Natale, cioè babbo chiappa, che mi ha concesso di acchiappare (termine scelto non a caso 😁) alcuni testi assai importanti a prezzi praticamente da saldo: Salvatore Fusco / Dissertazione di una moneta del re Ruggieri detta ducato, preso a 100 euro; La monetazione di Neapolis nella Campania antica: atti del VII convegno del Centro Internazionale di Studi Numismatici, piuttosto complicato da reperire e preso a 40 euro; Maria Caccamo Caltabiano / La monetazione di Messana, preso a 60 euro; Società Numismatica Italiana / La zecca di Milano: atti del convegno internazionale di studio e Giovanni B. Vigna / Zecche e monetazione napoleonica del Regno d'Italia, vinti in un'asta sulla baia al prezzo complessivo di 20 euro (e qui la botta di culo ha fatto un rumore tale da anticipare il capodanno a Napoli 😋)
    2 punti
  15. ...una nota ditta tedesca, che produceva le cassette di più analogici tempi passati (quelli di noi che negli anni'80-90 avevano un'autoradio di sicuro se le ricordano) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:CassetteTypes2.jpg agli albori produceva tutt'altro: era una "F"abbrica di "S"oda ed "A"nilina, nella regione del "B"aden (un Land a sud, incastrato tra la Francia e la Svizzera). E qui chiudiamo il cerchio Azione da 200 Marchi del 1925 qui il dettaglio del timbro a secco (cosa che apprezzo particolarmente, soprattutto sulle banconote: una "filigrana" che si sente con i polpastrelli) con il foro di annullamento. Questa addirittura me la hanno regalata quando ho fatto un altro acquisto, ma vale circa due-tre euro, non di più: un pezzettino di storia alla portata di tutti! Servus, Njk
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  16. Le monete di Augusto | 2a parte | di Andrea Cavicchi Parte i:
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  17. Buon pomeriggio, Altra moneta entrata in collezione... Asse di Vespasiano del 77/78 con il particolare della legenda inversa e la vittoria al rovescio. Peso 11,11 grammi, catalogato come Ric 1014. Particolare anche la sua patina, ma trovo il suo ritratto ancora molto "potente". Mi piacerebbe, come sempre in questi casi, conoscere anche i vostri pareri. Grazie.
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  18. Buonasera, oggi ad un mercatino che si tiene dalle mie parti ho trovato il manifesto in oggetto da cui si evince che le monete fuori corso non erano considerate illegali come io credevo ma perdevano il 30%del valore. Il venditore mi ha chiesto 80 euro siccome è la prima volta che vedo un documento del genere vorrei chiedervi se lo ritenete autentico è qual è il prezzo giusto grazie
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  19. Buonasera a tutti, presa in mano, sensazione positiva ma non ne ho mai vista una dal vivo dunque non ho da confrontare: diametro: 38/39 mm esterno del tondello - 33/34 mm il bordo cerchiato della moneta spessore: 4/5 mm peso: 49,7 g idee?
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  20. Purtroppo uno dei vari svantaggi,se si graffia la plastica vi è anche la beffa di non vedere la propria moneta. Comunque un grande esemplare al di là di altro.😊
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  21. Questa sembra buona (in foto non c'è la sicurezza al 100% almeno per me) ma messa molto male, se non maltrattata appositamente ha l'usura di quelle "appiccagnolate" . Il peso e il diametro aiutano sempre oltre a foto in alta risoluzione del R/ del D/ e del Contorno. Purtroppo girano falsi Cinesi di tutti questi scudi piastre e moduli di grossa taglia che costano pochi euro e con una usura pesante riescono a farle sembrare buone per inesperti di turno e realizzarci qualche decina d'euro di guadagno, dipende anche da chi acquisti.
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  22. Splendida moneta. Complimenti. Peccato per l'inscatolamento. Lo slab non le rende giustizia. I graffietti sono sullo slab o sulla moneta?
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  23. Figurati.. dovere.. Se cambia data cambia tutto. .. non ho la vista di una volta purtroppo.. infatti ho lenti d'ingrandimento dappertutto. 🤓
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  24. Riguardando la cartolina mi e' sorto un dubbio, e' datata 21.9.59. o 1953 .... ? Forse tu che l' hai in mano potresti controllare meglio che a schermo. In questo caso viene meno l' anomalia del francobollo fuori validità, ..e sarebbe comunque sotto affrancata per sole 10 lire. Perdona la confusione nel caso fosse 1953.
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  25. Ciao! cambiano i tempi e con essi la morale e la sensibilità e credo anche il numero dei collezionisti; noi possiamo solo speculare, ma la verità non ce l'ha in tasca nessuno. Forse ai tempi i torneselli non se li filava nessuno ed i collezionisti di monete veneziani miravano ad altro. Mancando la richiesta, queste monetine venivano anche considerate poco appetite e quindi la rarità diventava relativa. saluti luciano
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  26. Che dire? Splendida è dire poco (e non nel senso di SPL... 😁). Quella lucentezza è davvero ipnotica. Complimenti, davvero bellissima!
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  27. Concordo con @Stilicho, sono due conteassegni/punzonature. Niente stanchezza di una lunga giornata....
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  28. Salve condivido con voi questa cartolinA e chiedo maggiori informazioni. Purtroppo il timbro non è molto nitido e soprattutto il francobollo sembra reincollato ma non perfettamente al suo posto. Ringrazio in anticipo
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  29. Se il francobollo non ti sembra al suo posto potrebbe essere stato staccato/alzato dalla censura militare, a me a schermo sembra a posto. Annullo di partenza POSTA MILITARE n.4 TRUPPE di OCCUPAZIONE del 30.3.1917. In quella data questo annullo veniva usato per le nostre truppe in Albania e quasi certamente a Valona, dove dal 1 marzo l' Italia istituisce organi amministrativi e quindi anche un ufficio di posta. L' altro timbro in Blue e' della 268 divisione 3° compagnia. E' affrancata con un 5c verde Leoni, anche se viaggiata con annulli di posta militare non e' in franchigia, ma viene applicata la stessa tariffa ridotta per le cinque parole di convenevoli come se fosse partita dall' Italia. Non sappiamo quando arriva a Venezia ma non fa niente, e' piena dei timbri di partenza che ci hanno raccontato quasi tutto e pertanto la rende unica, l' annullo di posta militare n.4 ha un punteggio alto quindi aggiunge valore venale alla cartolina. Sempre ottimo materiale.. complimenti. Questo e' lo stesso annullo.. di venti giorni prima del tuo.
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  30. se lo dici te ci crediamo tutti
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  31. Trovato durante scavi preventivi un recinto funerario dell’età del Ferro con armi, torque, bracciali, fibule. La storia, i perché Veduta aerea dell’ antichissimo recinto funerario emergente dalla piana e risalente all’Età del ferro @ Crédit: Éveha 2023 Decize, Francia, 6 dicembre 2023 – Un’importante scoperta archeologica ha svelato un antichissimo recinto funerario nel comune di Decize, Francia, risalente alla seconda Età del Ferro, nota periodo noto agli archeologi e agli storici La Tène antico, temporalmente coincidente con il VI secolo a.C. Gli scavi sono stati condotti nelle scorse settimane nell’area agricola denominata Zac du Four à Chaux dallo studio Éveha, sotto la guida di Lucie Christin, nell’ambito di un progetto di sviluppo per l’ampliamento di una zona di attività commerciali, coordinato dalla Comunità dei Comuni del Sud Nivernais. Decize, oggi, è un Comune di 5.980 abitanti situato nel dipartimento della Nièvre, nella regione della Borgogna-Franca Contea, nella Francia centrale.. È attraversato dal fiume Acolin. Il recinto funerario, di forma quadrangolare, misura approssimativamente 25 metri di lato e ospita 16 sepolture risalenti all’inizio del periodo La Tène. Il fossato, che si presenta senza discontinuità ed è scavato con un profilo a V, ha una larghezza massima di 1,70 metri e una profondità di circa 1 metro, rivelando anche la presenza di pali che suggeriscono l’esistenza di una palizzata. Siamo pertanto al cospetto di quello che era un luogo altamente protetto. Qui non accedevano animali e gli uomini potevano entrare – si suppone – da un cancello. Sepoltura in posizione fetale trovata durante gli scavi francesi @ Crédit: Éveha 2023 L’orientamento delle quindici sepolture nella parte orientale del recinto è nord-est-sud-ovest, con un’eccezione notevole rappresentata da una sedicesima sepoltura, scavata integralmente durante la indagine archeologica, caratterizzata da un orientamento perpendicolare all’insieme e dalla presenza di armi che accompagnano il defunto. Alcune sepolture sembrano essere disposte a coppie, senza sovrapposizioni visibili. Corredo tombale con gioielli metallici @ Crédit: Éveha 2023 Gli archeologi francesi sottolineano la varietà nella conservazione delle ossa umane, rendendo difficile definire con certezza le modalità di sepoltura utilizzate. Tuttavia, alcune sepolture mostrano l’uso di casseri in pietra o materiali deperibili, con una diversità nella posizione dei defunti, che possono essere posizionati sulla schiena, sul ventre o sul fianco. Ricchezza e varietà negli arredi funerari Quasi tutte le sepolture comprendono arredi metallici in condizioni eccellenti. In una tomba particolare, attribuita a una figura socialmente importante, sono stati rinvenuti ornamenti in lega di rame di notevole varietà e qualità nella manifattura, tra cui bracciali, torque, fibule e cinture. Gli archeologi sottolineano come questa scoperta contribuirà a migliorare la comprensione delle pratiche funerarie durante il periodo laténiano nel territorio, aggiungendo importanti informazioni a un corpus di piccoli mobili metallici ancora poco rappresentato nella regione. Elementi segnaletici ed elementi architettonici Infine, sette buche di palo sono state rinvenute, di cui tre direttamente collegate alle tombe, suggerendo forse l’uso di elementi segnaletici sul terreno. Due di queste buche di posta, distinte per dimensioni e posizione, collocate a nord e sud nella parte interna del recinto, potrebbero rappresentare elementi architettonici legati allo spazio sepolcrale. @ Crédit: Éveha 2023 Il sito Zac du Four à Chaux è il primo recinto funerario recentemente scavato nel dipartimento della Nièvre. Il suo studio arricchirà le conoscenze sulle pratiche funerarie laténiane nella regione, contribuendo a colmare alcune lacune nel corpus archeologico della zona. La scoperta offre uno sguardo affascinante sulla vita e sulla morte durante la seconda Età del Ferro, aprendo nuovi orizzonti per la ricerca archeologica nella Francia centrale. La denominazione “La Tène” – cultura alla quale appartiene il recinto funerario appena ritrovato – trae origine dall’omonimo villaggio situato sulle rive del lago di Neuchâtel, in Svizzera, dove nel 1857 Hansli Kopp fece una rilevante scoperta: un vasto deposito votivo risalente all’età del Ferro. Questo sito ha restituito oltre 2500 manufatti, prevalentemente in ferro, tra cui spade, scudi, brocche, attrezzi vari e frammenti di carri, oltre a numerose ossa di uomini e animali. La Tène costituisce il sito di riferimento e il termine adottato dagli archeologi per indicare il periodo successivo della cultura e dell’arte dei Celti antichi. La condivisione di un comune terreno culturale è testimoniata soprattutto negli elementi stilistici dei manufatti. Pur essendo ampiamente accettato nel linguaggio comune, il termine presenta diverse sfide interpretative per gli storici e gli archeologi. L’ampia diffusione geografica della cultura di La Tène comprendeva i territori dell’attuale Francia, Belgio, Svizzera, Austria, Inghilterra, Germania meridionale, Repubblica Ceca, Italia settentrionale e centrale, Slovenia, Ungheria, Liechtenstein, nonché parti adiacenti dei Paesi Bassi, Slovacchia, Serbia, Croazia, Transilvania (Romania occidentale) e Transcarpazia (Ucraina occidentale). I Celtiberi nell’Iberia occidentale condividevano diversi elementi culturali, sebbene lo stile artistico non fosse generalmente omogeneo. A nord, la contemporanea Età del Ferro preromana nell’Europa settentrionale comprendeva la cultura di Jastorf nella Germania settentrionale e in Danimarca, estendendosi fino alla Galazia in Asia Minore (oggi Turchia). https://stilearte.it/trovato-durante-scavi-preventivi-un-recinto-funerario-delleta-del-ferro-con-armi-torque-bracciali-fibule-la-storia-i-perche/ DECIZE (58) – ZAC du Four à Chaux Les fouilles menées sur la commune de Decize sur le site de la Zac du Four à Chaux ont été réalisées par le bureau d’études Éveha, sous la responsabilité de Lucie Christin. Elles interviennent dans le cadre du projet d’aménagement de l’extension d’une zone d’activité commerciale, porté par la Communauté de Communes Sud Nivernais. Les investigations archéologiques ont permis de mettre au jour un enclos funéraire du début du second âge du Fer (La Tène ancienne). L’organisation générale de l’enclos De forme quadrangulaire, l’enclos funéraire mesure environ 25 m de côté et comprend 16 inhumations datées du début de La Tène (Fig. 1). Le fossé continu au profil en V mesure au maximum 1,70 m de large pour une profondeur conservée d’environ 1 m (Fig. 2). De plus, la fouille de son comblement a révélé l’existence de poteaux suggérant la présence d’une palissade. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-1.png Fig 1 : Plan du site de la ZAC du Four à Chaux. Crédit : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-2.jpg Fig 2 : Vue aérienne du site. Crédit : Éveha 2023 Les inhumations au sein de l’enclos Quinze inhumations d’orientation nord-est sud-ouest étaient réparties dans les deux tiers est de l’enclos. Une seizième sépulture, intégralement fouillée lors du diagnostic, se distingue des autres à la fois par son orientation perpendiculaire à l’ensemble et par la présence d’armes qui accompagnaient le défunt. Certaines sépultures semblent regroupées par deux sans qu’il y ait pour autant de recoupements visibles. La conservation des ossements humains diffère fortement d’une sépulture à l’autre, ne permettant pas toujours de définir avec certitude les modes d’inhumation mis en œuvre (Fig. 3). Néanmoins, certaines sépultures présentent des coffrages en pierres (Fig. 4) ou en matériaux périssables dont certains monoxyles (Fig. 5), alors que d’autres semblent être inhumées en pleine terre. Une certaine diversité a également pu être observée dans la position des défunts parfois sur le dos, sur le ventre ou sur le côté. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-3.jpg Fig 3 : Vue en plan d’une des sépultures. Crédit : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-4.jpg Fig 4 : Vue en plan d’une des sépultures avec son coffrage en pierres. Crédite : Éveha 2023 http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-5.jpg Fig 5 : Vue en plan d’une des sépultures avec les traces d’un contenant monoxyle. Crédit : Éveha 2023 La quasi-totalité des inhumations comporte du mobilier métallique en excellent état de conservation (Fig. 6). Ce dernier, majoritairement composé de parures en alliage cuivreux est remarquable tant par sa variété (bracelets, torque, fibules, ceinture) que par sa qualité de manufacture. http://www.eveha.fr/wp-content/uploads/2023/11/Figure-6-rotated.jpg Fig 6 : Détail du mobilier métallique découvert dans une des sépultures. Crédit : Éveha 2023 Enfin, sept trous de poteaux ont été mis au jour, dont trois directement en lien avec certaines tombes, impliquant possiblement la présence d’éléments de marquage au sol. Deux de ces trous de poteaux se distinguent par leurs dimensions et leurs emplacements. Situés au nord et au sud en partie interne de l’enclos, ils constituent peut-être des éléments architecturaux en lien avec l’espace sépulcral. Le site de la Zac du four à chaux est le premier enclos funéraire fouillé récemment dans le département de la Nièvre. Son étude permettra certainement d’enrichir et d’affiner les connaissances liées aux pratiques funéraires laténiennes sur le territoire et ainsi étoffer un corpus du petit mobilier métallique encore peu représenté dans la région. https://www.eveha.fr/index.php/2023/11/23/decize-58-zac-du-four-a-chaux/ @Adelchi66 forse questo articolo potrebbe interessarti.
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  32. Buonasera arrivati ormai a dicembre approfitto per aggiornare l'andamento della collezione. Ho acquistato: Denario repubblicano con i gemelli a cavallo. Esula dalla collezione, mi è piaciuta la qualità della moneta e il motivo molto espressivo. Denario di Augusto di Caio e Lucio con una x tra i due. In questo caso ho rotto la regola di una moneta per imperatore perché lo stato di conservazione era di molto superiore all'altro Augusto che avevo comprato. Pagato 196 euro (ben sopra il limite dei 130 che mi ero prefissato), lo ritengo una cosa completamente diversa rispetto al primo, tanto in qualità della moneta come in stile. Denario e Asse di Nerone, con la Vittoria e la scritta SPQR il bronzo e il Salus augusti il denario. Molto belli ed espressivi. Denario di Vespasiano. Comprato perché di un argento di qualità molto alta e un rovescio spettacolare con l'acquila su globo. Denario di Tito. Acquistato in modo precipitoso, solo per riempire un vuoto e perché giudicato molto economico. Denario Vitelio in qualità fine, con un buon ritratto e che viene indirettamente da un'asta (che ne dovrebbe garantire l'autenticità). L'ho pagato più del dovuto (155 euro quando se si cerca bene lo si può comprare a molto meno. Denario di Nerva. Questa moneta ammetto che mi ha ingannato. Dalla foto e dal peso mi era piaciuta, ma tenendola in mano la vedo con un modulo eccessivamente piccolo. Denario di Elio Cesare. Nel giro di un paio di settimane mi è stato offerto un denario di Elio a 400 euro e uno in minore qualità a 135. Alla fine ho comprato quest'ultimo seppure presenta una superficie irregolare. Denario di Clodio Albino. Inserito perché ha un buon diritto e perché a conti fatti è stato all'inizio il cesare di Settimio Severo. (speso 60 euro). Antoniniano di Diadumeniano. Comprato in un'asta internazionale a 200 euro più diritti. Antoniniani di Traiano Deio. Ho comprato ben due antoniani di questo imperatore perchè mi era piaciuta l'idea di vedere delle monete con un rovescio avendo la personificazione della Dacia e delle Pannonie. Antoniniano di Erennio Etrusco. Già avevo dei tetradrammi di Antiochia di Erennio e del padre, ma ho preferito comprare degli antoniniani per uniformare la collezione. Antoniniano di Ostiliano. Questo imperatore mi è stato molto difficile da trovare. Alla fine l'ho comprato in un'asta internazionale a 80 euro più diritti. Antoniniano di Carausio in uno stato fine, che soddisfa le mie aspettative e con una bella patina blu. Anche qui ho dato la priorità al ritratto. Pagato 65 euro ca. anche se va tenuto conto che di questo imperatore esistono bellissimi denari e antoniniani ma a un costo non minore ai 300-500 euro. Antoniniano di Floriano. Già ne avevo uno ma in uno stato di conservazione molto basso. Questo l'ho pagato 146 euro ma lo ritengo di una qualità superiore a vf. Antoniniano di Ulpia Severina. Non è un imperatore, ma suppongo che possa aver agito da reggente fino alla elevazione imperiale di Tacito. Follis di Massimino Daia. Di questo imperatore avevo già un follis ma con il naso e il mento completamente mangiati dall'ossido. Mi ha fatto innamorare della moneta il rovescio che ha un soldato in marcia. Follis di Severo II. Bronzetti di Decenzio, Delmazio, Gioviano e Procopio. Siliquia di Valentiniano II. Comprata dalla Repubblica Ceca, si tratta di una moneta di qualità media che va a soppiantare la maiorana che ho dello stesso imperatore. Siliquia di Arcadio. E' la terza siliquia che compro, e la seconda di questo imperatore. Uno stile molto diverso dalla prima, con i tratti più rettilinei e con un conio molto meno stanco. Ho Comprato i seguenti libri: "La moneda imperial romana" di Castan-Foster. Un libro molto generalista e piuttosto superato che mi aiuta a fare chiarezza sugli imperatori. "La monetazione romana di bronzo tardoantica" (379-498) di Mario Ladich. "Monete dei re Ostrogoti in Italia" di Mario Ladich. Inoltre alcune considerazioni Le foto spesso ingannano. Un trucco è tenere conto del peso della moneta, tanto per capire se è autentica quanto per valutarne il prezzo. Ci sono monete che non si riescono più a trovare a meno di 400 euro. In particolare Balbino, Pupieno e Massimo Cesare. Mentre le siliquie, seppure anch'esse rare, sono a miglior mercato e con 250-350 euro si possono acquistare in una molto buona conservazione. Alcuni usurpatori o cesari effimeri che prima non avevo considerato adesso mi sembrano molto più ragionevoli da includere nella collezione: Romolo, Nigriniano, Martiniano,... Ho considerato di comprare monete provenienti da tesoretti dalla Francia e dall'Inghilterra perchè mi piaceva l'idea di sapere esattamente da dove queste monete fossero saltate fuori. Poi ho cambiato idea per questioni di opportunità. (per esempio il tesoro di Ortensia). Nel 2024 mi piacerebbe comprare dei solidi o frazioni degli imperatori di IV-VI secolo. Sono monete molto ambite e usate come bene rifugio. A me interessano particolarmente Giustiniano, Zenone e gli altri imperatori bizantini. Se avrò la possibilità comprerò altri tetradrammi in stile grottesco della dinastia severa.
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  34. @Stilicho Interessante la tua domanda. Il Vocabolario Treccani riporta due significati del sostantivo rètro, la parte posteriore (il retro dell’armadio; andare sul retro) e la faccia posteriore (di un foglio, di una moneta, ecc.), aggiungendo tra parentesi nella seconda definizione che retro è il contrario di recto ed è più comunemente chiamato verso. Infatti, sempre dal Vocabolario Treccani, vèrso [dalla locuz. lat. folio verso «sulla parte posteriore del foglio»] è la parte posteriore di un papiro, di una pergamena o di una carta, contrapposto a recto, la parte anteriore. Con valore attributivo, abbreviato in v, il verso è spesso affiancato al numero d’ordine della carta in opere manoscritte o anche a stampa numerate per carte e non per pagine: carta 44v (o 44v). Nell’uso librario moderno il verso è la pagina pari, cioè segnata con un numero pari, che in tipografia si chiama volta (in opposizione a bianca). Per estensione, il termine è adoperato per indicare la parte posteriore di un titolo di credito, di una moneta o di una medaglia (in opposizione a recto), o anche di un quadro, di una pala o di una bandiera, dipinti da entrambi i lati. Questo per dire il termine verso mi risulta più gradito del termine retro a indicare per estensione la faccia “posteriore” di una moneta, fermo restando che per i numismatici questa sarà sempre chiamata rovescio (anche di una medaglia). Buona notte, apollonia
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  35. Gli incontri informali hanno sempre un buon samaritano che porta materiale "vero" , ossia monete da vedere e toccare, pertanto è lanpresenza che è fondamentale. La diretta non c'è in questi casi, è un incontro per i soci, Anzi, con l'occasione invitiamo tutti a iscriversi al circolo per il 2024. Perchè è anche grazie ai soci ed alla quota che si possono fare conferenze e serate, ecc
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  36. Il Ministero emette il 5 dicembre 2023 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica il Patrimonio artistico e culturale italiano dedicato all’onorificenza “Stella al Merito del Lavoro”, nel 100° anniversario dell’istituzione; con indicazione tariffaria B. La vignetta raffigura un particolare degli edifici del cortile e il Torrino del Quirinale, punto più alto del Palazzo, dove svetta la bandiera italiana affiancata da quella dell’Unione Europea e dallo stendardo presidenziale. In alto, a sinistra, è riprodotto il logo del 100° anniversario dell’istituzione dell’onorificenza “Stella al Merito del Lavoro”. Completano il francobollo la legenda “Istituzione dell’ordine”, la scritta “Italia” e l'indicazione tariffaria “B”. Bozzettista: Maria Carmela Perrini Tiratura: duecentomila quattro esemplari Foglio: ventotto esemplari Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia; su carta: bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta: 40 x 48 mm.; formato stampa: 40 x 46 mm.; formato tracciatura: 47 x 54 mm.; dentellatura: 9 effettuata con fustellatura; colori: cinque.
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  37. Per non farci venire male al collo (soprattutto a quelli vecchietti come me😁), ho raddrizzato la foto del rovescio: Ciao. Stilicho
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  38. Se originale, come penso sia, credo che quella cifra potrebbe valerla nonostante alcune approssimazioni ed omissioni. Rimane sempre una testimonianza particolare dell'epoca, e a quanto sembra, anche in ottime condizioni.
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  39. E' un nummo gradevole ed affascinante, ma anche piuttosto comune, quindi ci sta la botta di sedere che tu l'abbia presa a poco 😁
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  40. Il tornesello è di grandissima rarità (R5). Lo stesso Re Numismatico lo conosceva tramite il conte Papadopoli e nel suo Corpus lo segnala come di seguito: Come VII, 20. 82. Tornesello. D. + FRAN • VENERIO· DVX Croce patente accantonata da 4: globetti, con altrettanti alle. estremità; C. lin. R. + ·S. MARCVS· VENET· Leone in soldo; C. lin. M D. 14; p. gr. 0,40 e 0,55. Papadopoli, id., n. 51. M. CORRER e MBP In effetti non è riportato nella tavola dedicata a Francesco Venier. Lo posto con piacere anche se il pezzo è veramente malmesso, in modo che resti traccia sul nostro sito ad uso e consumo di coloro che desidereranno visualizzarlo. Sul sito della casa d'aste è evidente la quantità di offerte fatte nonostante il suo essere a malapena riconoscibile (ben 12). Buona serata a tutto il gruppo.
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  41. DE GREGE EPICURI Mi pare autentica, con una bella "patina deserto".
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  42. Uno dei più comuni sesterzi di Vespasiano, RIC 190, purtroppo ridotto in pessime condizioni. Un bell'esemplare da asta Roma del 2013. Mi correggo RIC 244, ancora più comune.
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  43. Questa mi pare una questione assai importante da chiarire. Se davvero il principe era in trattative con gli americani, il discorso che sia stato costretto a vendere perde gran parte della sua importanza. Forse è stato costretto a vendere ai tedeschi, mentre lui avrebbe preferito gli americani che magari gli offrivano di più? Comunque, 5 milioni di lire del 1938 erano un bel mucchio di soldi, anche se non saprei dire se rappresentavano un valore congruo per la scultura. Anche questo non vuol dire molto, se la "strenua resistenza" non si è trasformata in atti concreti, ovvero se il Ministero della Cultura alla fine ha rilasciato tutti i permessi necessari all'esportazione secondo le leggi dell'epoca, sono quelli a fare testo da un punto di vista giuridico. C'è qualche notizia che non sia andata così? Che l'esportazione sia avvenuta in barba alla legge? Questo poi non ha senso. I due regimi sono diventati tali, per tutti, dopo la sconfitta nella guerra, nel 1938 erano due governi legittimamente costituiti, riconosciuti come tali da tutti gli altri paesi del mondo. E contrattare lo scambio di un'opera d'arte rientrava senz'altro tra le loro prerogative, così come per qualsiasi altro governo. Che abbiano trafugato un sacco di roba, in buona parte non restituita, e che non restituiranno mai, è purtroppo vero, ma dal punto di vista giuridico non vuol dire molto, ogni oggetto fa storia a se, se i tedeschi possono dimostrare che la vendita fu regolare non è certo a causa delle loro mancate restituzioni che possiamo a nostra volta opporci a che la statua torni in Germania. Parole di buonsenso, che sottoscrivo in pieno Qui invece è meglio che mi stia zitto, si commenta da solo petronius
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  44. Ma anche no, in teoria sarebbe più da Agorà, ma lasciandola qui può darsi che qualcuno prima di chiedere un'identificazione la legga e si comporti di conseguenza... sì, col ca@@o petronius
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  45. Buongiorno. Questo è il regalino che mi sono fatto ieri a Verona. Interessante scudo della croce di Pasquale Cicogna, massaro Alvise Baffo. Particolarità è che al dritto non ha nessun segno di interpunzione tra le diverse parole. Non ho trovato questo particolare ne riportato nel corpus ne in nessun altro scudo almeno a mia memoria. Cosa ne pensate. Variante interessante? Inedita? Grazie e buona giornata a tutti.
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  46. Bordo arrotondato, fert e rosette non consoni,etc. etc.
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  47. Ciao, no, non hai chiesto troppo, ci mancherebbe!, il problema è che si tratta di un disegno eccezionalmente "ingenuo", benché ben descrivibile in termini araldici. Scudo semirotondo, posato su manto di porpora frangiato d'oro e foderato d'armellino (i nodi che lo fermano sembrano quelli sabaudi, ma 😉 non lo sono affatto), cimato da corona d'oro all'antica con cinque raggi visibili, gemmata al naturale, dalla quale escono a ventaglio tre piume di struzzo. Questi sono gli ornamenti esterni, disegnati con attenzione a forme e ombreggiature. Ma... ...i problemi vengono guardando i contenuti dello scudo, ossia lo stemma vero e proprio (tutta la mercanzia di cui sopra è accessorio non indispensabile). Il quale stemma si fa blasonare (---> descrivere tecnicamente) solo in parte: troncato: nel 1° d'argento, all'aquila di nero, sostenuta dalla partizione; nel 2° d'oro, al (?) di rosso, sostenuto da tre monti all'italiana affiancati di verde, e accostato in capo da due (?). Cosa sarà mai quel grumo rosso nel 2°? E le due cose laterali a quattro punte: stelle? triboli? o che altro? (il tribolo era un attrezzo bellico elementare, ma di infame efficacia, adatto a fermare cavalli e pedoni). A voler scherzare, qui siamo noi a tribolare davanti a questo disegno! Seriamente: il grumo rosso potrebbe essere un fuoco ardente? Se sì, il volatile che lo sovrasta può non essereun'aquila, ma una fenice. Mitologico uccello che, di solito, mentre sta sul suo nido araldico (--> il fuoco ardente) guarda un sole posto al di sopra di lei. Ma qui di sole non c'è neanche l'ombra (gioco di parole 😫 banale...), e le due presunte stelle non lo sostituiscono di certo. L'insieme lascia una sensazione globalmente "infantile": è privo di sbagli grossolani all'esterno, ma ne fa all'interno dello scudo, dove l'esecutore si è perso forse perché non aveva un buon esempio sotto gli occhi. La scritta al di sotto potrebbe aiutare, "A. G.a(lu)v", dove le prime due lettere puntate sembrano coeve al disegno, mentre le altre paiono aggiunte a posteriori, però... cosa significano (a parte le probabili iniziali A.G.)? I caratteri di scrittura stanno bene con un fin troppo ampio periodo di tempo (a naso, oscillante fra XVII-XVIII e inizi XX secolo). Il supporto, vistosamente piegato e ripiegato fino a perdere parte del contenuto, sembra confermare una vita di qualche secolo/molti decenni. A chi appartiene lo stemma? Impossibile rispondere finché non si capisce bene cosa contiene. Forse (sottolineo forse) l'area di provenienza, se nota, potrebbe dare un aiutino (ma non è detto, purtroppo).
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  48. Carissimi amici, quest'oggi ho il piacere di mostrarvi l'ultimissimo acquisto della mia collezione. Si tratta, come da titolo, di un centesimo di Napoleone Re d'Italia coniato nel 1809 dalla zecca di Bologna. Direttamente proveniente dall'asta Ranieri ancora in corso, la moneta in questione è giudicata FDC e, personalmente, mi trovo pienamente d'accordo con il giudizio espresso dalla casa d'aste. Pur essendo una moneta coniata in milioni di esemplari, devo dire che negli ultimi anni non mi era mai capitato di vedere un esemplare di questo livello. È veramente uno spettacolo per gli occhi e mi auguro vivamente che possa piacere anche a voi.
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  49. Allego foto di un ritaglio di giornale conservato da mio nonno all’interno del libro di Enzo Diena “un secolo di francobolli italiani”. Non conoscevo questa storia quindi pensavo fosse carino condividerlo con tutti non si mai si possa arricchire con qualche risorsa o conoscenza di altri utenti
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  50. La collezione delle monete satiriche del Regno d' Italia continua ..
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