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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/04/24 in tutte le aree
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Buongiorno vorrei condividere con voi, questa moneta da 1 Lira 1907 che ho in collezione. La comprai periziata (una delle rarissime monete periziate che ho acquistato) e da subito l'ho aperta e depositata nel vassoio, insieme alle altre della serie, senza mancare di fare una foto prima dell'apertura. Ecco che sono passati dodici anni (la comprai nel novembre 2011) ed oggi ho fatto una nuova foto, per vedere la differenza. Ecco a voi, come ha sviluppato la patina. Che ne pensate?4 punti
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Ecco la mia acquistata nel 2015. Foto della casa d'aste4 punti
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Ciao, sul rovescio la figura rappresentata è quella della Fides, moneta dedicata all'esercito romano che indicava la reciproca fedeltà e rispetto tra l'imperatore ed appunto l'esercito. Lo stendardo ben visibile che ti indico non lascia dubbi. Per la precisa tipologia penso sia molto difficile identificarla con certezza perché ce ne sono diverse e le legende sono pressoché illegibili. A titolo indicativo ti posto un esemplare simile al tuo. Ci abbiamo provato 🙂 ANTONIO3 punti
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E' sicuramente una riproduzione e probabilmente proprio quella di Mister Day. Arka Diligite iustitiam3 punti
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Stiamo a casa, va! Io direi che è un gettone/souvenir per una manifestazione ad Assisi: Palio di Pasqua Rosata / Rievocazione storica e spettacolo di tiro con la balestra Il Palio è giocato dalla Compagnia Majores Ballistarii Asisii. La Compagnia è divisa in due squadre: i Milites ed i Boni Homines. Il vincitore, fra le due squadre, ottiene il Palio dipinto da un artista famoso, mentre al miglior balestriere nel tiro singolo va la Verretta d’Argento. L’evento riprende un’antica tradizione del 1539 e si svolge ogni anno l’ultimo sabato e domenica del mese di giugno. Il Palio di Pasqua Rosata di Assisi ricorda la grande festa di Pentecoste ad Assisi, quando il Vescovo impartiva la prima comunione ai bambini della diocesi. https://www.visit-assisi.it/evento/palio-pasqua-rosata/ Se qualcuno poi ha voglia di completare i "..." Servus, Njk ============ Stavo scrivendo insieme a @miroita, allora siamo in due dello stesso parere.3 punti
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3 punti
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Saluti. Questa non è una moneta. Questa è una beffa offensiva della storia.3 punti
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Vedo che non è’ stato segnalato ancora un Convegno significativo come quello di Modena ormai imminente. Mostra-mercato organizzata dall'Associazione FilatelicaNumismatica Modenese. Per inf. [email protected]. tel. 333 59767292 punti
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DE GREGE EPICURI Vi mostro uno degli ultimi arrivi, un tetradrammo di Erennio Etrusco per Antiochia, in bella conservazione e abbastanza rara; pesa 12,81 g. Al D il busto drappeggiato a dx, e la scritta: EPENN ETROY M.. KY ΔEKIOC KECAP; due globetti sotto al busto. Al R, aquila su fulmini, volta a sinistra, con corona nel becco, e la scritta: ΔHMAPX EZOYCIAC- SC E' il Sear 4282, BMC 20, 224, 615.2 punti
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Chissà cosa pensava il falsario quando ha realizzato questo falso da 10 tornesi del 1852,dal ritratto il Re sembra essere invecchiato di 20 anni...2 punti
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Ultimo acquisto del 2023... Pubblica 1622 PHILIPPVS,sigla MC... Al rovescio la corona d'alloro è chiusa da 4 globetti disposti a croce , questo simbolo è presente anche in un esemplare del 23... Peso:12,74 grammi... Diametro:32,30 millimetri...2 punti
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Probabile; ma può essere anche patina naturale formatasi sulla moneta e dovuta al microclima in cui si é trovata durante questi cento e passa anni. Questa per esempio é una mia moneta del 1917, acquistata nel 2011 e conservata in vassoio, che ha sviluppato una patina carina.2 punti
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Scusate se mi intrometto .. anche se fuori contesto della discussione potreste dirmi se vi è piaciuto questo libro? Potreste dirmi anche quanto costa?2 punti
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Non so se avevate notato che è appena uscita la nuova serie di monete britanniche, la prima per Carlo III. https://www.royalmint.com/annual-sets/2023/definitives/king-charles-iii-definitives-2023-brilliant-uncirculated-coin-set/ Dopo la morte di Elisabetta II erano state già emesse alcune monete con l'effige del nuovo sovrano, in particolare, già alla fine del 2022, i primi 50 pence per la normale circolazione. Ma questa è la nuova serie ufficiale che andrà a sostituire l'ultima di Elisabetta II, quella per intenderci con lo stemma riprodotto a pezzi sui vari tagli, tipo puzzle, che personalmente ho sempre trovato molto carina nel saper fondere la tradizione con una idea di base fortemente innovativa. La foto è della nuova moneta da 1 pound, invece se cliccate sul link sopra si vedono anche gli altri tagli. Che cosa ne pensate? Vi piacciono? Da notare che, pare solo per il 2023, di fianco alla testa del sovrano sul diritto vi è una minuscola coroncina a ricordare l'avvenuta incoronazione del nuovo re.1 punto
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Salve e buon anno nuovo a Tutti, segnalo : presento l'opera Le monete di Siena, a firma di Vincenzo Castelli, edito dalla Edizioni D'Andrea. L'opera, di 236 pagine, affronta tutta la produzione della celebre città dalle sue origini fino alla definitiva chiusura della zecca per mano di Firenze. Sono riportate altre 200 tipologie principali, molte delle quali accompagnate da numerose varianti. Vengono censiti anche numerosi segni inediti di zecchiere. La maggior parte delle emissioni, grazie ad un attento lavoro di archivio, riporta la delibera che ne autorizzava l'emissione. In appendice sono riportati anche diversi falsi d'epoca. Il libro si articla in 236 pagine formato A4, oltre ad un comodo prezzario staccato con i valori di mercato nelle conservazioni MB e BB. Prezzo di copertina € 80 https://www.edizionidandrea.com/1 punto
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Ho letto solo ora che il cognome dei proprietari dei buoni è lo stesso mio (LENZI) Saranno stati miei parenti? 😀😀😀1 punto
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Questo è il mio esemplare che mi ritrovai in un lotto acquistato anni fa, quando notai il particolare feci una ricerca e ne trovai altri esemplari, quindi non credo sia raro...1 punto
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Hai ragione, non avevo visto bene la M iniziale nella dicitura sulla moneta. Pardon. Vorrei sapere se qualcuno riesce a identificare il retro. Grazie1 punto
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La moneta da L. 5 1966 è stata emessa in 1.200.000 esemplari, in un periodo di massima estensione della numismatica contemporanea; l'ultimo conio da 5 lire datato 1956 era molto ricercata e veniva trattata a quel tempo a 12/15 mila lire in FDC, ragion per cui l'emissione 1966 fu quasi completamente tesaurizzata da commercianti e collezionisti. Ricordo che l'acquistai da un commerciante al convegno di Mantova nel 1969, pagandola 50 Lire (con 100 lire si andava al cinema parrocchiale!)1 punto
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Ciao, ultima condivisione di quest'anno 🙂. Si tratta di un denario dell'imperatore Adriano ( 117-138 d.C.) recante sul rovescio la personificazione della dea della Pace, coniato a Roma nel primo anno di regno. Adriano, uno tra gli imperatori che meglio governò l'impero assicurando un lungo periodo di prosperità al popolo romano. Per quanto riguarda la Pace (Pax) rappresentava quella condizione di tranquillità e benessere che si stabiliva dopo qualsiasi tipo di conflitto ed è raffigurata stante con cornucopia dell'abbondanza e ramoscello d'ulivo. Il primo a farla riportare sulle monete imperiali fu l'imperatore Ottaviano Augusto ( che aveva vissuto in prima persona le sanguinose guerre civili della tarda repubblica) e che fece costruire in suo onore anche il bellissimo tempio dell'Ara Pacis. Da esame diretto il denario è coniato, ben centrato, in ottimo argento ( avevano un quantitativo di fino del 90% circa) ed ha svolto la sua funzione egregiamente. Nonostante ha circolato non poco è rimasta molto leggibile e ( per me, ovviamente 🙂) piacevole. Colgo l'occasione per augurarvi un sereno e prospero 2024 insieme alle persone più care, ed un auspicio generale di Pace nel mondo....ne abbiamo veramente tutti bisogno....chissà....😡. Grazie ed alle prossime ANTONIO 18,40 mm 3,23 g RIC 441 punto
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Pure questa è valida come ipotesi effettivamente. Concordi comunque sul fatto che sia falsa?😊 - cerchi da tornio al centro - peso leggermente sopra (al massimo dovrebbe perder di poco) - il taglio è italiano ma non conforme( per le foto che abbiamo) Per il resto ahimè,non abbiamo altro di preciso. La prima foto rende più i colori di un falso1 punto
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Le prime foto sono bruciate, però indicativamente si avvicina molto al FDC, le linee che noti potrebbero essere i segni della pulizia dei coni che venivano effettuate per rimuovere residui di materiale creatore dallo stesso, e che "incidevano" lo stesso lasciando poi sulla mobeta le linee in rilievo. Bella moneta.1 punto
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Confermo quanto già detto sopra da persone molto più esperte di me, aggiungo solo che se guardi bene in basso a destra sotto al ritratto di Cleopatra c'è una "R" di riproduzione...1 punto
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Oggi vorrei presentarvi uno dei miei ultimi acquisti. Si tratta di un antoniniano di Claudio II “Il Gotico” che qui vedete nelle foto presentate dal venditore: Peso: 3,42 g Diametro massimo: 21,91 mm RIC Temp №: 1053 RIC (first) V 221 Zecca di Antiochia, 3^ emissione (inizio/metà 270 d.C.) D/: IMP C CLAVDIVS AVG; busto nudo dell’imperatore, radiato, volto a sinistra R/: SOLVS AVG; Sole stante a sinistra, con la mano destra alzata e con un frustino nella mano sinistra ESERGO: - Vediamo subito il ritratto. E’ in stile “orientale”. Devo dire che su questa faccenda dello “stile orientale” ogni volta un po’ mi ci perdo. Ho provato a leggere qua e là, ma sono uscito con le idee un po’ confuse. Probabilmente e’ un mio limite culturale (e ci sta); comunque ho voluto provare a cimentarmi con la questione. Ecco come paragone (accanto al "mio") due ritratti di Claudio II “occidentali” dello stesso periodo (il primo di Roma, il secondo di Mediolanum): La testa è piuttosto piccola rispetto al busto (ma lo è in generale rispetto alle dimensioni della moneta) e la corona pare un po' scivolare all’indietro. Lo sguardo è più disteso, meno corrucciato di come lo abbiamo presente nella ritrattistica occidentale (in particolare a Mediolanum) dove appare più fiero ed arcigno; forse a ciò contribuisce anche l’occhio, piuttosto grande ed un po’ socchiuso ed il sopracciglio più spianato. Il naso è largo ed appuntito ed il mento ben marcato. Sul mio pezzo Claudio II ha anche una barba un po’ più incolta ed un po’ più lunga ed anche la capigliatura pare più sbarazzina, se così si può dire. Questi gli elementi che ho notato e che ho trovato nelle mie letture. Naturalmente ogni intervento in merito sarà gradito. Ed ora passiamo al rovescio: Vi è una rappresentazione di Sol con la testa radiata, con la mano destra alzata e con un frustino nella mano sinistra con il quale guida il suo carro nel cielo. Molto particolare la legenda SOLVS AVG in quanto quella “ufficiale” dovrebbe essere SOL AVG (“Il Sole dell’augusto”); ecco un esemplare: Perché SOLVS? - Una ipotesi (sostenuta inizialmente da Eckhel) ritiene che possa trattarsi di un errore dell’incisore che voleva indicare, per l’appunto, SOL AVG - Una altra (sostenuta inizialmente da Pellerin) ritiene di tradurre SOLVS AVG nel senso di “Il solo Augusto”, in riferimento al periodo storico caratterizzato dalla secessione delle Gallie ad occidente e dall’affermarsi del regno di Palmira ad Oriente. Resta da spiegare l’effigie di Sol: forse solo semplicemente come rappresentazione dell’augusto, l’unico? L’ipotesi che pare per la maggiore e’ quella di una serie di errori da parte degli incisori anche alla luce di quanto segue. Interessante, infatti, guardare il sito specifico sul ric.mom che evidenzia tutta una serie di errori attribuiti agli incisori: https://ric.mom.fr/en/coin/1053?q=1053&page=1&mod=result&from=quick Non vi e’, infatti, solo (scusate il gioco di parole) SOLVS AVG, ma anche: - SALVS AVG (ma esiste anche, per Claudio II, una Salus con la personificazione classica con serpente, altare e patera) - SOLVA AVG - SAL AVG Devo dire che non mi spiego però il perché di tanti errori degli incisori su questo rovescio in particolare. Sarebbe interessante vedere se ce ne siano anche su altri rovesci e capire anche se il fenomeno riguardi la sola zecca di Antiochia o meno. C’e’ da dire che ad Oriente quelli erano periodi turbolenti se pensiamo alla presenza del regno secessionista di Palmira e alla recente invasione gotica fermata a Naisso solo l'anno prima. Magari qualcuno di voi lettori ha qualche idea in proposito. Tornando alla mia moneta, ho trovato su Acsearch una identità di conio di rovescio con questo esemplare: DATE18.12.2012 HAMMER* Premium SOLER Y LLACH (FORMERLY MARTÍ HERVERA & SOLER Y LLACH), SUBASTA 1074, LOT 214Antoniniano. 268-270 d.C. CLAUDIO II. Rev.: SOLVS AVG. Sol en pie a izquierda con látigo. 3,30 grs. AE. C-273. EBC+/EBC. Veniamo ora all’aspetto iconografico. Il soggetto “Sol” lo troviamo presente in Claudio II anche su questi rovesci: - AETERNIT(AS) AVG : - ORIENS AVG: Se guardo Sol, quello sul rovescio SOL(VS) AVG pare un po’ caricaturale; è molto stilizzato, direi smilzo; sembra quasi un bambino che indossa un travestimento di carnevale; oserei dire poco regale, soprattutto se paragonato al Sol delle tipologia che ho appena postato. La differenza sta probabilmente nella zecca. Le AETERNIT(AS) e ORIENS sono state coniate nelle zecche occidentali (Roma, Mediolanum), mentre la SOL(VS) AVG e’ stata coniata solo ad Antiochia. Il Sole, pur essendo una divinità importante, e’ ancora visto da Claudio II a livello delle altre. E’ associato, in parte, al concetto di Aeternitas: come il sole e’ eterno, così l’imperatore e’ eterno; nel senso che rimarrà sempre augusto, anche dopo la morte quando verrà divinizzato divenendo anche lui un dio. Poi, certamente, scendendo sul pratico, ogni imperatore si augurava tanti anni di regno davanti a sé, ma il più delle volte, soprattutto in quegli anni convulsi, avveniva esattamente il contrario. Interessante poi l’associazione con Oriens. Quale la spiegazione? Oriens potrebbe indicare semplicemente le province orientali (l‘Oriente appunto), ovvero il dominio supremo dell’augusto (incarnato da Sol) sui nemici di quella parte dell’impero. Tuttavia, non torna tanto il fatto che con Claudio II questo rovescio compaia solo nelle zecche occidentali, ovvero Roma e Mediolanum. Ma potrebbe esserci anche un altro significato di ORIENS AVG: “il sole nascente dell’imperatore”. L’imperatore è il sole che sorge, che porta la luce di un nuovo giorno e una nuova vita all’impero, colui che “orienta” i destini del regno. “E’ di nuovo giorno, a Roma”…..Roma, la città eterna (trovato forse un collegamento con Aeternitas?). Questa espressione l’ho trovata su Cointalks dove e’ stata citata parafrasando una frase usata da Ronald Reagan nella sua campagna elettorale del 1984, ovvero “It’s morning again in America”, a chiaro scopo propagandistico, per instillare la speranza e la fiducia nel popolo. Niente di nuovo sotto il sole, direi! Il nuovo verrà, infatti, pochi anni dopo con Aureliano: ma questa e’ una altra storia. E veniamo all’altro aspetto interessante della mia moneta: presenta una abbondante argentatura residua. Quando Claudio II salì al potere il sistema monetario era ormai in crisi. Per più di trent’anni il bilancio imperiale era bruscamente diminuito a causa delle spesse collegate al permanente stato di guerra. Al tempo stesso vi era stata una diminuzione delle tasse in entrata poiché il territorio imperiale si era significativamente ridotto a causa delle invasioni barbariche e della azione degli usurpatori. Il cardine del sistema monetario continuava ad essere la moneta d’argento, ovvero l’antoniniano che dal 238 al 268 fu soggetto ad una progressiva riduzione sia del peso complessivo, sia del contenuto di fino al punto che, agli inizi del regno di Claudio II (autunno del 268 d.C.) la moneta era praticamente di bronzo. Nel regno secessionista delle Gallie, Postumo tentò di preservare il valore metallico dell’antoniniano, ma i suoi successori si adeguarono poi a quanto avveniva nell’impero centrale. In trent’anni (dal 238 al 268) si assistette ad un rapido calo del peso dell’antoniniano e del conseguente peso dell’argento in esso contenuto. (fonte ric.mon Ciò dipese certamente dalla riduzione della disponibilità di metallo nobile per effetto soprattutto dello stato di guerra quasi permanente per effetto delle invasioni e dei regni secessionisti, ma anche (e in particolare per la zecca di Roma e negli ultimi anni coincidenti proprio con il regno di Claudio II) per effetto dell’atteggiamento fraudolento dei monetieri che facevano cresta sull’argento per proprio personale tornaconto (cosa che porterà poi al bellum monetariorum ed alla sanguinosa repressione da parte di Aureliano della rivolta di Felicissimo con chiusura della zecca di Roma). A questo proposito c’e’ un dato interessante che ho trovato su un vecchio testo di Andrea Markl del 1889 (“Peso e titolo degli antoniniani di Claudio il Gotico”): Da questo specchietto si vede che i pesi medii… Roma grammi 3,067 (1782 pezzi) Tarragona » 3,525 (173) Siscia » 3,288 (267) Serdica » 3,621 (22) Cizico » 3,461 (147) Antiochia » 3,406 (65) “…differiscono fra loro di più di mezzo grammo, e che nelle zecche di Roma e di Siscia si coniavano le monete più leggiere. Tutte le monete pesate sono ugualmente di buona conservazione; il peso medio minore ottenuto per queste due zecche non si può quindi attribuire all’essere le rispettive monete logore o sciupate. È caratteristico per le condizioni di quel tempo, che per l’appunto nella zecca di Roma si coniassero monete così calanti, e in ciò si riconoscerà subito il procedere disonesto del sovrastante Felicissimus.” Non e’ ovviamente da escludere che tale atteggiamento fraudolento riguardasse anche altre zecche. Prima di chiudere vi allego foto della moneta fatte da me: Buon anno e buone monete a tutti (non solo romane imperiali....). Stilicho1 punto
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Ragazzi questa è doppia come discussione. Ha postato la foto nell' altra. Credo sia meglio quindi continuar lì. @CdC grazie😀1 punto
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Buongiorno, partecipo a questa interessante discussione, col mio 5 franchi an 12, Napoleone Primo Console1 punto
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Per il confronto con una moneta reale. Non conosco l'equivalente italiano o ungherese di questo proverbio. E in Russia, quando vedono un falso visivo, dicono: “Abito sbagliato”.1 punto
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Non e' una variante , e' falsa (o almeno il dritto) Questa e' l' unica tipologia di denario conosciuto attribuibile alla Gens Plancia .1 punto
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Monete autentiche in bassa conservazione (attorno al BB: strano, perché in genere è facile trovarle meglio conservate essendo state tesaurizzate nell'immediato dopo l'emissione). 30 € per tutte e tre è un prezzo equo (forse anche poco...), lo è meno per i 15 € di spedizione. Ti confermo che il millesimo 1916 è R (il 1915 NC e 1917 C), qui sotto, per condivisione e confronto ti posto un esemplare in buona conservazione: Per quanto concerne le distanze fra rosette, FERT e nodi sul contorno, le distanze possono variare (e di tanto, fino al sovrapporsi dei simboli) in quanto tutto dipende dalle condizioni della virola e dal trascinamento del todello. Qui sotto un esempio di virola (o ghiera) rotta:1 punto
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Salve. Coronato Ferdinando I D'Aragona. Aggiungo altri due esemplari ai due di ieri. Il primo: scena dell'Incoronazione con sigla "m" gotica. Il secondo ( con delle rigature ), riporta "c" gotica, e, al dritto, la variante " CORONATS " invece di "CORONATVS". Ringrazio per l'attenzione rivolta ai due esemplari di ieri. Un caro saluto.1 punto
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Dalle foto, non perfette, direi che le monete sono tutte e tre autentiche. I fert sono semplicemente poco impressi o consumati. Per le conservazioni, dalle foto, siamo poco sotto il BB per il 1917 e poco sopra il BB per le altre due, anche se sono veramente molto penalizzate dai numerosi colpi al bordo. Non mi sembra che ci sia nulla da pulire. Saluti!1 punto
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Io son fatto così. Per me la conservazione rappresenta l’80% delle prerogative che deve presentare una moneta. Preferisco mille volte un FDC comune che un R4 in MB. So di suscitare vivi dissensi ma come diceva Clark Gable nella scena finale di Via col Vento: “Francamente me ne infischio” 🤣🤭 e il Forum è bello perché ospita tutte le opinioni.1 punto
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Salve @Stilicho , provo a cimentarmi con la tua giusta domanda : "perche' SOLUS" ? Puo' darsi , e' solo un' ipotesi , che la differenza tra SOL AUG e SOLUS AUG , risieda proprio nel diverso significato delle due parole , mi spiego : per SOL AUG , l' incisore probabilmente intendeva SOL INVICTUS AUG ridotto a SOL AUG , mentre per SOLUS AUG , probabilmente voleva significare UNICO o SOLO AUGusto per magnificare l' operato di Claudio II , forse per la sua vittoria sui Goti . L' allegoria del Sole del rovescio in entrambe le interpretazioni SOL o SOLUS le raffigurava l' Imperatore con lo stesso significato simbolico (unico e sole)1 punto
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A me proprio non piacciono questi soggetti. Alcune non si possono proprio guardare. Nel solco della tradizione preferisco corone, scudi, stemmi. Sono gusti ma questa serie pare più consona alla monetazione di una colonia. Fossi stato nel monarca avrei preteso qualcosa di molto più regale. Felice anno nuovo.1 punto
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Migliore aggiunta di quest' anno: coniata nel 2023 , conservazione splendida -fior di conio Categoria :"bela stelassa". Mia nipote Adelaide.🤗😘1 punto
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quelle non mi servono: la risposta so di averla solo che non so dove sia! ======================== Mi sa che devo chiedere a mia suocera, forse queste tendine le ho viste da lei in cucina 😁 ======================== scherzi a parte, qua forse ci vorrebbe @Corbiniano! Njk1 punto
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Le attività di recupero e restauro conservativo dei reperti presso il ricovero austro-ungarico in caverna di Monte Scorluzzino PER APPROFONDIRE https://www.archaeoreporter.com/it/20... Le attività sono state effettuate su incarico del Parco Nazionale dello Stelvio - Lombardia da SAP - Società Archeologica srl nell’ambito del Progetto d’area Grande Guerra - Strategia Area Interna Alta Valtellina scheda 5.1 “Progetto d’area Grande Guerra: valorizzazione delle testimonianze e recupero dei manufatti (itinerari trincee)” (Spesa agevolata a valere sul Programma POR FESR Lombardia 2014 2020 Asse VI) Lotto 1 ID Operazione: 19014 30, CUP G99E19002020009. L'intervento si è svolto previa autorizzazione e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. L’ultimo pomeriggio della Grande Guerra intrappolato tra i ghiacci dello Stelvio: archeologia dei conflitti nella caverna dello Scorluzzino By Angelo Cimarosti 26 Dicembre 2023 Archeologia della Grande Guerra: una capsula del tempo tra i ghiacci della caverna sullo Scorluzzino sopra lo Stelvio - Elmetto autroungarico ritrovato (ph.ArchaeoReporter) La vanga, l’elmetto, i caricatori, persino i giornali. Tutto si è fermato all’ultimo pomeriggio della Grande Guerra, il 3 novembre 1918, imprigionato nel ghiaccio del ricovero in caverna scavato a quasi 3.000 metri, sul Monte Scorluzzino, a guardia del Passo dello Stelvio. Gli austro-ungarici avevano tenuto la posizione, uno dei presidi più in alta quota della Prima guerra mondiale, fin dal maggio 1915. Dopo tre anni e mezzo, però, era arrivato il momento di andarsene il più velocemente possibile. Proprio in quelle ore in una sala di Villa Giusti, al limitare della campagna padovana, la delegazione imperiale firmava l’armistizio. Si era attorno alle 15 e 20, e – per volontà italiana – si sarebbe ancora combattuto per un giorno, nella corsa in avanti ormai inarrestabile del Regio Esercito che dilagava ben oltre il Piave. Il peggior momento per morire in azione, o essere presi prigionieri e rischiare di lasciarci la pelle mesi dopo, per privazioni e malattie in qualche baracca lontana da casa. Così, il presidio austro-ungarico dello Scorluzzino, come quelli circostanti, abbandonò le linee. Tutto quanto poteva essere considerato inutile nella disperata discesa verso la Val Venosta venne lasciato sul posto. L’inverno molto nevoso, e quello successivo del 1919 fecero il resto, e di fatto sigillarono la situazione. Con il tempo appassionati, cercatori di cimeli e semplici curiosi, nel corso di un secolo fecero visita al ricovero, ma la parte più profonda, con l’acqua penetrata tra le rocce solidificata in duro ghiaccio, riuscì a resistere e a conservare preziose informazioni. Ecco quindi emergere reperti, proprio quando le temperature sempre più alte in montagna stavano mettendo a rischio il sito archeologico, perché di questo ormai si tratta: archeologia dell’età contemporanea, archeologia della Grande Guerra. Il concetto di “capsula del tempo”, spesso abusato, ha una ragion d’essere dove le basse temperature hanno aiutato a preservare il materiale e a tenere alla larga fattori esterni, per non parlare delle attività antropiche. E allo Scorluzzino il concetto può essere parzialmente applicato. Ora sappiamo che l’esercito austroungarico a così grande distanza dal mare utilizzava pagliericci riempiti non con paglia ma con alghe, molto adatte per le peculiarità antisettiche. Una catena logistica impressionante che partiva dall’Istria per arrivare ai 2.995 metri di quota. Che la propaganda italiana lanciava giornali irredentisti nelle trincee anche laddove la guerra bianca rendeva molto più rarefatta la presenza di militari. Il ghiaccio ha conservato le pagine dei giornali, note, corrispondenze. Ci sono i caricatori per le armi a ripetizione, le vanghette di ordinanza, i chiodi dove appendere le giberne e le giberne stesse. Scatolette di cibo raschiate a fondo per la fame, provata anche i noccioli di albicocca spessati per poterne mangiare il contenuto, chiaro segno di inedia. Questo nei 12 metri di profondità scavati nella roccia, per tre metri di larghezza e circa un paio di metri di altezza, completamente rivestiti di legno della Val Venosta accuratemente lavorato e ancora orgogliosamente sul posto a svolgere la sua funzione, anche se ormai compromesso dagli anni in alcuni punti come centinatura. Le attività di recupero e restauro conservativo dei reperti presso il ricovero austro-ungarico in caverna di Monte Scorluzzino, realizzate in condizioni climatiche e logistiche naturalmente complesse, sono state effettuate su incarico del Parco Nazionale dello Stelvio – Lombardia, da SAP – Società Archeologica, seguite dal professor Stefano Morosini dell’Università degli studi di Bergamo. Si tratta di progetto nato per valorizzare le testimonianze e recuperare importanti manufatti della Grande Guerra, svolto sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese (funzionario archeologo Stefano Rossi). Cosa non scontata, perché non tutte le Soprintendenze sono così attente all’archeologia dell’età contemporanea. Negli anni precedenti (2017-2020) si era messo in luce e recuperato, con l’intervento dei volontari del Museo della Guerra Bianca di Temù il ricovero, ancora più grande, del vicino Scorluzzo, denso di testimonianze materiali. Lo Scorluzzino, tra l’altro, è indubbiamente un’opera di ingegneria militare che merita di essere studiata e documentata a fondo: l’ingegner Pietro Azzola (Università di Bergamo) ha quindi svolto rilievi con metodologia integrata 3D laser-scanning e fotogrammetria terrestre e con drone per fissare su modelli tridimensionali scientifici il manufatto.1 punto
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Senza dimenticare la collezione calendario di 364 missive dello Stato Pontificio 1870 di Andreotti: https://www.vaccarinews.it/news/Andreotti__la_sua_collezione_calendario_finisce_sul_mercato/19292 e di seguito troverete il catalogo dell'asta pubblica Ferrario: https://issuu.com/ferrarioaste/docs/astapubblica02/11 punto
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https://www.vaccarinews.it/news/Al_ministro_Giovanardi_l___Oscar_della_filatelia_2003/421 Per par-condicio segnalo il Ministro Carlo Giovanardi come appassionato filatelista.1 punto
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Talvolta la fantasia supera la realtà, e mica tutti dormono sonni tranquilli. Saluti1 punto
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Raffaele, sono contento che la mia 1849 ti sia piaciuta. Comunque, la tua, sicuramente dello stesso conio, è più valida dal punto di vista del grado di conservazione. Ciao.1 punto
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Completamente d' accordo. Mi godo le piccole cosine che ho,senza ansia e senza spese grosse. Per questo per me è un piacere,perchè godibile,mi diverto con poco ecco😉1 punto
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Sante parole. Da un forum l' imput,dal buon prezzo l' invito....fai tu😏 Concordo ovviamente1 punto
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