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Bene,il tuo ducato con sigla ∧G/∧ e taglio a treccia è catalogato al numero 19,pagina 167,del Nomisma,con grado di rarità R3 (rarissima) e valutato 320 euro in MB... Complimenti...4 punti
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https://www.ebay.it/itm/225988978077?mkcid=16&mkevt=1&mkrid=711-127632-2357-0&ssspo=tiw2v3tnr6k&sssrc=4429486&ssuid=FOb1vZlFRsi&var=&widget_ver=artemis&media=COPY Almeno correggi l'inserzione, il taglio non è liscio. Saluti.2 punti
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Colpo di scena! non è "fl"-orin ma "kl" -ein cioè piccol-o/a! 😁 Lo ho notato per come era scritta sopra la "giustizia" Anche se l'unità di cambio "fl" si sarebbe potuta benissimo utilizzare, essendo questo un libro estero 32 qui leggo adesso "kl.(-eine /piccola) Billon M(-ünze/-oneta) " Direi che qui ci siamo. Servus, Njk ================== https://de.wikipedia.org/wiki/Fraktur_(Schrift)2 punti
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Piastra 1831 (37 mm / 27,09 g) Contorno al D/ e giglio ore 12. Provenienza: Numismatica Cristiano NOTA: La moneta è autentica ma rispetto a tutte le altre Piastre, si ha una diversa percezione visiva (color alluminio - porosità) ed ha un peso leggermente calante - a parità di stato di conservazione (una diversa lega d'argento?). Ho rintracciato anche un altro esemplare che presenta la stessa identica coppia di conii e le medesime caratteristiche del tondello (BB+ 27,12 g) - vedi NOMISMA Asta 1 E-live - Lotto 285 https://auctions.nomismaweb.com/it/lot/556344/napoli-ferdinando-ii-1830-1859-piastra-/ Nel caso in cui qualcuno avesse in collezione delle altre Piastre di Ferdinando II che presentano le stesse caratteristiche sopradescritte - di qualsiasi millesimo esse siano - se ne potrebbe parlare nella discussione sulle diverse varianti.2 punti
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Salve @alez72 , in effetti uno dei primi numismatici ad interpretare Q. UR come Q(uestori) Ur(bani) , fu il Babelon non trovando nessun Triumviro Monetario noto alla storia che iniziasse con Q. UR. Ad accrescere la problematica intercorre anche il nome del secondo monetario T. MAL (anagrammato nel denario) che dovrebbe essere per esteso Tito Mallio , pero' l' oscura Gens Mallia ebbe un solo ed unico esponente membro di questa Gens che ottenne una delle più alte Magistrature durante la Repubblica , questi fu Gneo Mallio Massimo , Console nel 105 a.C. Probabile che il monetiere del Denario Tito Mallio fosse fratello o figlio del precedente Console del 105 a.C. Una seconda possibilita' e' che questo Q. (uinto) UR. fosse un componente della altrettanto oscura Gens Urgulania , che fu una Famiglia romana di origine etrusca e di estrazione plebea , considerata una Gens minore dal momento che non sono noti Urgulanii che presero parte alla vita politica di Roma e l' unico membro noto al di fuori delle epigrafi è Urgulania , un' influente matrona amica dell' Imperatrice Livia Drusilla . Quanto detto e' solo una ipotesi .2 punti
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Piastra 1831 (37 mm / 27,53 g) Contorno al D/ e giglio ore 6. Provenienza: Numismatica CNB2 punti
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Catalogue de la collection de Christian Jürgensen Thomsen, 1873 Solo 4 tavole di foto, ma non c'è quella che cerchi. https://www.digitale-sammlungen.de/en/view/bsb11162127?page=226,2272 punti
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https://andrewmccabe.ancients.info/RRC280.html LA carica di Questore urbano non è associata a nessuno dei due nomi precedenti. La legenda, che termina sempre con Q. VR sia che si trovi nella forma AP.CL. T.MAL o T.MAL AP.CL. Quindi Crawford suggerisce che Q.VR rappresenti un terzo monetiere. D'altronde i tresviri monetales erano, appunto, tre. E la triga della vittoria suggerirebbe il connubio dei 3.2 punti
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Buona sera a tutti, anch'io voglio contribuire a questa discussione, condividendo la mia Piastra del 1831. Tre quadratini nel campo del Portogallo (tipico in questo millesimo). Un caro saluto a tutti2 punti
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Salve. Diametro 37,5 mm Peso 27,59 Taglio inciso al rovescio giglio alle ore 2 Provenienza: Cambi Saluti.2 punti
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Per chi ama la numismatica, che in un'asta molto seria un nummo sia denominato "uncertain" è una sfida evidente che ho accolto. I quattro nummi sono questi: Provo a identificarli. Il lotto 733 mi pare che corrisponda a Valentiniano III, RIC 21081 punto
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DE GREGE EPICURI Personalmente, non ho mai visto contromarche su monete imitative del IV secolo, ma neppure su quelle del III. Ma sei sicuro che sia una contromarca? Dalla foto, la cosa non è chiara, sembra più una abrasione, certamente molto regolare e prodotta volontariamente.1 punto
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Pag. 83 nota n. 1 Il fondo numismatico della Società Napoletana di Storia Patria. La monetazione di età vicereale. di GERARLUIGI RINALDI Edizioni D’Andrea, 20201 punto
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Se metti una foto, possibilmente corredata dei dati ponderali, Andrea (e altri) un parere te lo danno gratis, poi se la moneta è davvero interessante fai sempre in tempo a periziarla petronius1 punto
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Grazie per aver condiviso questa bella moneta, ma, soprattutto, queste interessantissime note trascritte da documenti ufficiali, finora inedite. Chissà quanto saranno stati curati i primi esemplari coniati…1 punto
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Per me più che l aspetto a buccia d arancia, sarebbe interessante poter vede il bordo.1 punto
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Ciao, non avrai grosse difficoltà a trovare monete di Massimino Trace . Nonostante abbia governato solo per poco più di 2 anni ne sono giunte a noi tantissime di questo imperatore, quindi alle prossime 🙂 ANTONIO1 punto
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Piastra 1831 (37,5 mm / 27,33 g) Contorno al D/ e giglio ore 6. Provenienza: ex collezione Ascari (Milano)1 punto
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Bellissimo excursus storico come sempre, mi piace molto anche la moneta di Adriano ma anche tutte le altre, una bella sfilata di Imperatori che amo moltissimo, Massimino tra l'altro mi manca del tutto, dovrò come sempre rimediare 😄1 punto
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Ciao, nel caso della personificazione dell'Italia la diversità è dovuta solo al maestro incisore che ha eseguito il conio ( esempio dimensione della figura più piccola, veste con più o meno pieghe, scettro più o meno corto ecc...) che non rappresentano varianti. Invece la presenza o meno della corona d'alloro è una differenza sostanziale che quindi comporta una distinzione nella classificazione della moneta( appunto variante 🙂) ANTONIO1 punto
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Quindi il prezzo è ok. Grazie per l'informazione. Ne ho diverse di Adriano, una con la luna crescente è bellissima. Non si vede in foto, ma dal vivo è veramente bella. Ha il colore dell'argento Antico e luccica molto sotto la luce. Sarà stata lucidata?1 punto
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Hai ragione! Ora che le guardo meglio anche l'Italia sembra avere un vestito diverso. Anche io l'ho comprata perché c'era scritto Italia, ed è l'unica che ho della serie. Io l'ho pagata £70.1 punto
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Ciao, solo una piccola nota 🙂. Il tuo denario, pur essendo della stessa tipologia di quello di @ImmensaFrappresenta una variante. Infatti la testa di Adriano è laureata mentre sull'altro denario è nuda. ANTONIO1 punto
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scusate, mi permetto qualche precisazione, anche se mi perdonerete, ma ammetto di aver letto velocemente 1 - la moneta in questione è d'argento e non è suberata .... è semplicemente successo quello che accade a molti di questi argenti, si è cristallizzata e diventata quindi fragile e dura... 2 - il foro non è né per appenderla, né occasionale dovuto alla frantumazione del piombo agglomerato come accade nei nummi... mi pare più un colpo o occasionale o volontario dato con un oggetto quadrato... un chiodo? che il buco sia molto più moderno non è da escludere... ho visto monete rovinate dai lavori agricoli nei campi...1 punto
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Grazie per le immagini,la sigla con le A senza traversa dovrebbe essere rara, oggi verifico sui testi... Il taglio liscio è comune rispetto al taglio a treccia o con cerchietti e quadratini...1 punto
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Per me si, da queste ultime foto. Tocca a te dimostrare che non lo sia postando foto con meno luce artificiale e che mostrano dettagli chiari, magari ponendo la moneta leggermente inclinata cosi da evitare i riflessi della luce. Poi ovvio mai possibile avere certezze da dalle foto, sono pezzi che vanno visti in mano da esperti di monetazione greca. Comunque quel effetto buccia di arancia sui fondi del dritto non indica certo un tondello battuto a martello con un conio.1 punto
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Buongiorno a tutti, nei vari studi di questa moneta in cui compaiono i nomi di tre personaggi ci ho però letto che relativamente all'ultimo c'è anche un altra interpretazione che abbina Q. UR alla possibilità che si possa riferire a Questores Urbani. Qualcuno di voi ha informazioni o ha idee e riferimenti più chiari di me? Grazie1 punto
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Visto che non sono arrivati nuovi decreti, mi sono deciso a pubblicare il programma (forse) completo: https://numistoria.altervista.org/blog/?p=327711 punto
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E' un distintivo della G.I.L. credo significhi Gioventù Italiana Littorio, non è certamente religiosa! Ciao Borgho1 punto
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Capovolgendo l'immagine si vede una piccola G ed una grande M. Potrebbe essere un distintivo fascista. La M ovviamente sarebbe l'iniziale di Mussolini.1 punto
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forse intendi questo: https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/cat_mus_naz_napoli1867_col_santangelo1 punto
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Lo trovi in pdf: https://books.google.it/books?id=s3egUc8BTcMC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false1 punto
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Buonasera bella iniziativa !!! Diametro 37 mm Peso 27.29 gr Provenienza privato Cordiali saluti . Luigi1 punto
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Ciao a tutti, è un pò che non faccio post e ho pensato quindi di condividere con voi uno degli arrivi del nuovo anno, ho scelto un denario di Adriano, visto che era anche tanto che non postavo una moneta imperiale di questa tipologia e ultimamente ne ho aggiunte qualcuna alla collezione. Publio Elio Traiano Adriano è un Imperatore che non ha bisogno di molte presentazioni, la prima cosa che viene in mente a tutti è sempre il Vallo di Adriano, forse il suo mausoleo, che oggi è Castel Sant'Angelo, la ricostruzione del Pantheon...tuttavia è molte altre cose, un viaggiatore, un consolidatore, un sognatore, un innamorato perso dal cuore spezzato...non era ovviamente un santo come dimostra ad esempio la terza guerra giudaica... Per quanto mi riguarda ho imparato a conoscerlo ed apprezzarlo meglio (prima era principalmente "quello del Vallo" nelle note della lista delle monete da acquistare) per via del fatto che la sua storia si incrocia ad un certo punto con quella di Nerone, oggetto, come qualcuno di voi sa, di una mia cronica fissazione. Adriano come saprete è stato colui che ha spostato il Colosso di Nerone dalla sua posizione originaria per piazzarlo vicino all'Anfiteatro Flavio, l'ipotesi più accreditata infatti per cui sarà noto con il nome "Colosseo" è proprio perchè era "l'anfiteatro vicino al Colosso". Il motivo dello spostamento della statua è la costruzione del tempio di Venere e Roma (iniziato nel 121 e inaugurato da Adriano nel 135 ma terminato poi da Antonino Pio nel 141), visibile ancora oggi nei fori Imperiali (del Colosso invece rimane solo la posizione del basamento), a questo proposito vi metto due foto che ho fatto io nell'ultimo viaggio. I resti del Tempio in questione sono quelli al centro con la cupola, il basamento (vedi immagine sotto) è in basso a destra ma è fuori dall'inquadratura, la foto è scattata dal Colosseo e dalla posizione in cui mi trovavo il basamento è coperto dall'anfiteatro. Ecco l'area del basamento del Colosso di Nerone, attualmente è piuttosto anonimo visto che comunque non rimane nulla di quello originale ma è in ogni caso emozionante trovarsi lì. Ma veniamo alla moneta ovviamente, mi è piaciuta particolarmente perché al rovescio ha una scena di vita quotidiana, in questo caso una scena di voto (religioso non elettorale come giustamente ha precisato @Stilicho che ringrazio ancora). Visto che quello rappresentato è l'Imperatore, mi sono divertito ad immaginarmi (in maniera assolutamente fantasiosa 😁) la scena come succede oggi, con i giornalisti che riprendono il voto di un personaggio o un politico famoso 😃 Adriano, Denario, Roma, 130-138, RIC 290 3.21g x 17mm, Argento D/ HADRIANVS AVG COS III P P; testa di Adriano. R/ VOTA PVBLICA; Adriano, con patera, accanto ad un tripode. Grazie a tutti per l'attenzione, Matteo1 punto
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Ciao @Rufilius. Occorre precisare che i VOTA non sono i "voti" elettorali come li intendiamo noi. Ecco un estratto della definizione che ne dà il FAC, che mi sembra sintetizzi bene il concetto: "In a religious context, votum, plural vota, is a vow or promise made to a deity...The votum is thus an aspect of the contractual nature of Roman religion and sacrifice, a bargaining expressed by "do ut des" (I give that you might give)" "In un contesto religioso, votum, plurale vota, è un voto o una promessa fatta a una divinità... Il votum è quindi un aspetto della natura contrattuale della religione e del sacrificio romano, una contrattazione espressa dal "do ut des" (io do perché tu possa dare)". Di VOTA sulle monete ne esistevano vari tipi (diversi anche con il trascorrere dei secoli): Sula tua moneta si tratta di VOTA PVBLICA; probabilmente qui vota fatti dall'imperatore agli dèi per l'interesse della collettività. Buona serata. Stilicho1 punto
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Mercato sotto banco..... Chiaro che i ladri,a meno che non siano dei pirla,non mettono tutto sulla baia o similari,ben controllati dalle FF.OO. Ecco perchè poi esiste quella famosa legge sulla lecita provenienza (che non vale solo per le antiche). Ecco perchè non bisogna comprare da sconosciuti ma da negozi professionali ecc ecc ecc ...1 punto
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Il Crippa e’ limitato e porta poche varianti. Il nuovo testo di riferimento e’ il Bollettino della collezione Reale, la piu’ completa collezione di monete di Milano. https://www.numismaticadellostato.it/pns-pdf/materiali/BdNonline_Materiali_12_2013.pdf1 punto
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Lo sfruttamento minorile durante la rivoluzione industriale Con l’avvento della rivoluzione industriale iniziò a dilagare la piaga dello sfruttamento della manodopera infantile. E’ importante ricordare che c’erano poche regole per i lavoratori durante la Rivoluzione Industriale e i ricchi proprietari potevano agire come volevano. Infatti, la prima legge importante creata per porre limiti al lavoro minorile fu una serie di Atti di fabbrica approvati dal parlamento britannico nel corso del 1800, questi limitavano il numero di ore di lavoro dei bambini e stabilivano norme sui luoghi di lavoro. Nel 1833 divenne illegale il lavoro dei bambini di età inferiore ai 9 anni e a quelli di età inferiore ai 13 anni non era permesso lavorare più di 9 ore al giorno. I lavoratori venivano pagati con salari bassi che a malapena permettevano loro di permettersi il costo della vita, di conseguenza molte di queste famiglie avevano bisogno di un reddito extra tramite i loro figli che venivano impiegati in lavori molto pesanti e duri per la loro giovane età. I figli di contadini facevano lavori rurali spesso differenziati per i due sessi: pastore, contadino e piccolo artigiano per i maschi, sarta, filatrice e lavandaia per le femmine. In epoca ottocentesca, con l’avvento dell’industrializzazione ed il conseguente inurbamento, i bambini venivano impiegati nei lavori di fabbrica o nelle varie botteghe in città soprattutto perché erano più piccoli e potevano adattarsi a spazi ristretti. Gli orari di lavoro andavano dalle 9 alle 12 ore di fila, pressoché senza pause, a volte fino alle 18 ore. I bambini subivano abusi fisici con punizioni corporali da parte dei loro capi essendo ritenuti merce di proprietà esclusiva del datore di lavoro e considerati generalmente più obbedienti degli adulti in termini di completamento del lavoro e accettazione della punizione. Le condizioni di vita nelle città erano misere e caratterizzate da sovraffollamento, scarsa igiene, diffusione di malattie e inquinamento cosicché infortuni e malanni, incrementati inoltre da una scarsa e inadatta alimentazione, portavano a un bivio nella vita di piccoli lavoratori: crescere con un fisico debilitato a vita o morire in età precoce. Influiva in maniera drastica la non affluenza a scuola, in quanto i piccoli erano occupati nel lavoro ed educati con una disciplina rigida e cruenta da parte dei loro padroni o dei familiari stessi. A causa dei frequenti abusi subiti, durante il XIX secolo in Europa sorgevano molti orfanotrofi dove vivevano i piccoli vittime di condizioni di grave disagio psichico e fisico. Si sceglievano soprattutto i figli dei ceti più poveri, che vivevano grazie all’assistenza dello Stato e delle istituzioni caritatevoli: i proprietari delle fabbriche prendevano infatti degli accordi con amministratori di parrocchie e orfanotrofi, i quali in reciproco accordo reclutavano i giovani lavoranti tra le famiglie più misere o tra gli orfani che ospitavano. In Italia, i bambini venivano pagati 50 cent al giorno per una media di lavoro di 12 ore. Nel Settentrione i bambini cominciavano a essere impiegati nelle primissime fabbriche sviluppatasi durante la seconda Rivoluzione industriale, mentre al Meridione si svolgevano ancora prevalentemente attività agricole. https://lascuolafanotizia.it/2021/04/29/lo-sfruttamento-minorile-durante-la-rivoluzione-industriale/1 punto
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Concordo con @ARES III, ricordiamo V.E III come un gran numismatico e fermiamoci li.1 punto
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Ma stiamo scherzando ? La morte e la mutilazione di più o meno di 1 milione di abitanti la consideriamo lungimiranza ? Ma va ! Non ti si può leggere.1 punto
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Perfetto, allora analizziamo la storia e i fatti anche quelli che mostrano l'incapacità assoluta come Capo di stato, ma poi non ci si lamenti e non si dica che è la solita "minestra" sminuendo l'oggettività dei fatti.1 punto
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