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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/27/24 in tutte le aree

  1. Grazie a Dio sono a casa, ringrazio ancora tutti per il Vostro supporto e amicizia. Non credevo di avere cosi tanti amici qui. Grazie ancora.
    7 punti
  2. Per un attimo ho pensato che "Vitulus Design" non si riferisse al Questore ma alla ditta di "restauro" 🤨
    4 punti
  3. Da Antiochia sull' Oronte, nella Siria, un esemplare, stimato RR, di tetradrammo con al diritto testa di Nerone ed al rovescio busto di Agrippina . Sarà il 12 Aprile in vendita KMK 121 al n. 366 .
    3 punti
  4. Mettiamo da parte una didascalia errata di una casa d’aste, e il fatto che wildwinds raggruppi l’intera monetazione di ogni imperatore sotto il termine fuorviante « imperiale », la colonia di Nisibi, ai confini dell’impero romano, tante volte ripresa dai Parti e poi dai Sassanidi, è indubbiamente una zecca provinciale.
    3 punti
  5. Interessante serata, si sono potute vedere più di sessanta monete delle varie zecche lombarde e piemontesi ed anche consultare grida del ducato di Milano dove ne proibivano la circolazione. Sotto due immagine della piacevole serata.
    3 punti
  6. il testone con la stella al posto della sigla GT dello zecchiere è comparso mesi fa su un'asta Nomisma. E' molto raro, come anche rari sono quelli con GT. Ne esiste una versione con una crocetta (o rosetta) invece della stelletta. Poichè lo zecchiere era stato arrestato per frode sulla lega d'argento, la mia idea per giustificare la scomparsa della sigla GT, e che nelle ultime emissioni di questo testone si sia voluto eliminare il simbolo dello zecchiere disonesto sostituendone la sigla co la stella o la croce. Subito dopo la zecca di Fano, proprio per quella frode, venne chiusa. Probabilmente il conio venne corretto proprio utilizzando dei punzoni con quei simboli.
    2 punti
  7. Queste sarebbero degne concorrenti del museo degli orrori🤣
    2 punti
  8. Questa è una serie ordinaria emessa il 16 luglio del 1955 di 9 francobolli disegnati dal famoso Sun Chuanzhe con stampa in offset. Essi raccontano la Cina attraverso i mestieri e le professioni del tempo: - minatore da 1/2 fen - operaio da 1 fen - aviatore da 2 fen - medico da 2 1/2 fen - soldato da 4 fen - operaio metallurgia da 8 fen - scienziato da 10 fen - contadina da 20 fen - marinaio da 50 fen Sun Chuanzhe è il più apprezzato disegnatore di francobolli della Cina: Durante i suoi 30 anni di lavoro, ha dato un grande contributo all'industria dei francobolli cinese. Ha progettato più di 100 serie di opere classiche, molte delle quali hanno lasciato un segno indelebile nel tempo e voglio menzionare la serie di 16 valori del "Paesaggi di Huangshan" del 1963 e la serie (la mia preferita) per il "700° anniversario della creazione drammatica di Guan Hanqing" nel 1958 con una serie di tre valori: ed foglietto celebrativo: Guan Hanqing era un famoso drammaturgo della dinastia Yuan (Pechino) autore di moltissime opere liriche considerato lo Shakespeare Cinese.
    2 punti
  9. Ciao @Cremuzio Crawford aveva rinunciato a l’interpretazione delle lettere IC, alcuni studiosi hanno suggerito che « IC » fosse una K scritta in modo errato, ma riconosco che non è una risposta molto soddisfacente. Mi sembra che ci sia un ostacolo serio a questa ipotesi di una datazione tardiva, la coniazione di bronzi smise durante la dittatura di Silla, e non venne ripresa prima di Augusto, se mettiamo da parte i pochi assi di Marco Antonio o di Sesto Pompeo. Ma nessuna piccola denominazione, l’ultimo sestante coniato è quello firmato da Publicius Malleolus, RRC 335/8, risalente al -90 circa. E tutti gli ultimi sestanti sono rari, mentre il RRC 69 è fra i più comuni.
    2 punti
  10. Fino ad ora Lorenzo stiamo parlando e ipotizzando cercando di invogliare te, l' interessato a fare verifiche preliminari.....se stai leggendo. Non dovresti pensare subito al sodo,ovvero i dindaroli ( che stai tranquillo, se pur annullata,non sono tanti,anzi). Percui se vorrai essere il primo a cimentarti co ste monete buon per tutti,altrimenti Lorenzo,sarai uno dei tanti che ha fatto la comparsa qui chiedendo del valore. Saluti
    2 punti
  11. scusatemi, non sono un buon fotografo
    2 punti
  12. @Cuoio AE Cartagine doppia unità [?] il peso dovrebbe essere di circa 20 gr, diam medio circa 28,5 mm. asse di conio come caratteristica della zecca di Cartagine a ore 12, fine seconda guerra punica, orientativamente 205-195. Al dritto Testa di Core/Tanit a sinistra con spighe di grano tra i capelli con collana di perle e orecchino ad un pendente. Al rovescio cavallo al passo a destra su linea di esergo, zampa anteriore sinistra alzata, sotto al cavallo falce lunare con punte rivolte in alto, sotto globetto. Ne esistono di diverse varianti personalmente ne ho catalogate 23 con globetti, lettere, ecc. Questa in particolare fa parte di un gruppo che ha per caratteristica di avere una falce lunare accompagnata da uno o più globetti attorno. Questa tipologia ha circolato molto in territorio nordafricano e sono spesso monete abbastanza consunte, direi che quella postata è in discreto stato. Alcuni studi sostengono che le monete numide cosiddette di Massinissa e i suoi successori possano in qualche modo copiare questa tipologia di monete.
    2 punti
  13. Colgo l'occasione per iniziare una discussione per la monetazione di Candia (Creta) a seguito dell'ultimo arrivo in collezione. Soldo per Candia, asta Tintinna n.47
    1 punto
  14. Non ti scoraggiare @frassineto. Con l’occasione, se vuoi avere ulteriori notizie, puoi leggere questo articolo che, per comodità, ritrascrivo: http://www.montevecchia.it/sito_falsi/tab_falsi_30.htm Questi talleri (5 lire) vennero coniati per soddisfare il bisogno di monete metalliche della nuova Colonia Italiana:l'Eritrea, ed insieme ad essi furono anche coniate monete da 4/10 di tallero (2lire), 2/10 di tallero ( 1 lira) e 1/10 di tallero (50 centesimi). Per la coniazione di queste monete fu usato il metallo proveniente da monete napoletane e pontificie ritirate dalla circolazione dopo l'unificazione d'Italia. Queste monete sono abbastanza rare per il fatto che nel 1898, con regio decreto n° 415 del 4 settembre, vennero ritirate in grande quantità per essere rifuse e trasformate in monete per l'uso interno. Queste le caratteristiche tecniche del tallero: Metallo: argento 900 millesimi. Peso: 28,12 g. Diametro: 40 millimetri. Contorno: rigato. Pezzi coniati: 196.000 con millesimo 1891 e 200.00O per il 1896. Oggi risultano molto più rari i talleri con il millesimo 1896 proprio per il fatto che furono rifusi in grande quantità ancor prima di essere messi in circolazione. Il prezzo attuale varia dalle 380.000 lire per la conservazione BB a 3.000.000 per il fior di conio per il millesimo 1891 e dalle 550.000 a 3.600.000 per il 1896. Numerosi sono i falsi numismatici di questi talleri; quello che oggi esaminiamo porta la data 1896 mentre l'originale con il quale si fa il confronto è del 1891. Ecco di seguito le differenze riscontrate rispetto all'originale: Colore del metallo: più chiaro. Diametro: uguale. Spessore: più sottile in modo evidente. Bordo o margine: molto sottile e di poco spessore. Contorno: le righe sono più frequenti ed hanno minor corpo. Disegno del diritto: ben realizzato ma con poco rilievo; alcuni particolari della corona si vedono poco poco uscire dal campo, che si presen-ta leggermente convesso. Disegno del rovescio: valgono le stesse considerazioni del diritto. Partico-lari che subito si evidenziano sono:il cerchio della corona che non chiude ed i raggi del Collare dell'Annunziata che quasi non si vedono. Firma dell'incisore: ben imitata. Data: le cifre sono perfette, ma hanno meno rilievo. Valore: imitato molto bene. Peso: molto scarso: g 27.30
    1 punto
  15. Bella moneta in alta conservazione. Non mi sento di escludere un lavaggio in passato per l'eccessiva chiarezza del rame in alcuni punti. Posto, per confronto, un esemplare anch'esso in buona conservazione:
    1 punto
  16. Come abbiamo visto in precedenza, Kennedy stimava molto Oppenheimer e quando divenne presidente, si adoperò perché gli fosse dato il giusto riconoscimento per il suo lavoro. Nel marzo del 1963, tramite la commissione competente, Oppenheimer vinse l'Enrico Fermi Award, un importante premio dedicato alla memoria del grande fisico italiano, abbinato ad una rilevante somma di denaro. Purtroppo, come ben sappiamo, JFK venne assassinato a Dallas, in circostanze mai chiarite, il 29 novembre del 1963. Pertanto fu il suo successore, Lyndon B. Johnson a consegnare il premio ad Oppenheimer nel dicembre dello stesso anno. Accanito fumatore, il protagonista della nostra discussione si ammalò di cancro alla fine del 1965 e morì pacificamente nel sonno nel febbraio del 1967, aveva solo 62 anni. Proprio del 1967 è l'ultima moneta che andiamo a presentare, si tratta del famoso Kennedy Half Dollar, coniato a partire dal 1964 sino ai nostri giorni. Dopo l'assassinio di JFK si decise subito di dedicargli una moneta per la comune circolazione e Jackie scelse personalmente il mezzo dollaro, in luogo del quarter, anche perché non voleva che il defunto marito soppiantasse le sembianze di George Washington nella monetazione a stelle e strisce. Alla zecca si dovette lavorare a tempo di record per il design della nuova moneta, di talche' il capo Incisore Gilroy Roberts ed il suo assistente Frank Gasparro si divisero le due facce della moneta, lavorando al diritto il primo ed al rovescio il secondo. Considerato il poco tempo a disposizione i due decisero di prendere spunto dal rispettivo lavoro fatto per la medaglia di inaugurazione presidenziale di John Fitzgerald Kennedy. Bisogna precisare che Kennedy in persona avevo visto ed approvato il design della medaglia; a questo punto il nuovo mezzo dollaro entrò in circolazione nel marzo del 1964 e divenne subito popolarissimo tra la popolazione degli Stati Uniti e persino all'estero. Tanto che la produzione aumentò a dismisura, sino a toccare per il solo 1964, il numero di 430 milioni di pezzi complessivi. Coniato inizialmente in argento '900 come i suoi predecessori, il Kennedy Half Dollar, in seguito ad un forte aumento del prezzo dell'argento, nel 1965 cambiò la composizione in argento '400 ( di cui la parte esterna in argento "800 e quella interna in argento "210). Successivamente, a partire dal 1971, l'argento venne rimosso completamente per arrivare ad una composizione in rame-nickel. Dopo diversi anni in cui il mezzo dollaro è stato coniato soltanto per i collezionisti, a partire dal 2021 è ripresa la produzione per l'ordinaria circolazione.
    1 punto
  17. osservando meglio la tua moneta, si vede che non ha la stelletta ma una croce bifida. puoi confrontarla con questa: ingrandisci il particolare e vedrai che si intravede la croce bifida con del metallo che la copre
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  18. si.. non noto usura sui rilievi.. però se dovessi scegliere un fdc.. lo cercherei diverso.. magari con una patina più omogenea tendente al rosso.. riguardo ai giudizi sulla tua competenza.. non posso esprimermi perché sono anche io un eterno studente che si applica poco nello studio🤣
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  19. http://svowebmaster.free.fr/images_site_svo/armoiries/armoiries_BRETAGNE.gif Infatti è l'arma della regione francese della Bretagna (immagine da: http://svowebmaster.free.fr/blason_bretagne.html), dal semplicissimo blasone: d'ermellino pieno. Le figure dello scudo non sono gigli, ma moscature d'ermellino (nome araldico delle code dell'animale, nere, che spiccano sul candore della pelliccia utilizzata com pregiato indumento umano). Saint-Malo ne è una delle principali città, nello stemma della quale predomina l'armellino che minuscolo si vede alla base della spilla.
    1 punto
  20. Niue island 2023 - 2 dollari in ag.999 (gr. 62,20) 60° anniversario dell'audiocassetta ricordi di gioventù....
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  21. Doppia affrancatura con coppia di 10c Regno serie Imperiale + un meraviglioso 60c verde Luogotenenza. Questo è ciò che rende importante questa affrancatura, la brevità della luogotenenza. Questo 60c fu stampato a Novara senza filigrana, a Roma con filigrana Corona e anche su filigrana ruota alata, filigrana su cui poi successivamente furono stampati i francobolli dell'inizio sella Repubblica. La cartolina è in perfetta tariffa con 80c per non più di cinque parole di convenevoli. Annulli di partenza di Vasto (Chieti) grande cerchio con mezzelune barrate. BELLISSIMA di pregio.
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  22. 😂😂😂😂😂😂 non l’avevo mai notato…. si, ci starebbe tutto….😂😂😂😂
    1 punto
  23. Ciao @Cremuzio ti ringrazio anche se alla fine ho fatto ben poco 🙂 Per esperienza in fatto di forum e internet in generale (senza pretendere di saperne chissà cosa) alcune volte ci vuole un pò perchè un post possa ingranare, specialmente uno come questo che richiede delle buone e mirate conoscenze dell'argomento per poter intervenire in modo costruttivo. Sarà anche il periodo Pasquale che come quello Natalizio o estivo di solito rallentano le attività in rete. Sono fiducioso che qualcuno risponderà e sono anche interessato al seguito della discussione 😉
    1 punto
  24. @torpedo Grazie per l'esperto, ma è eccessivo, diciamo che raccolgo dati e studio la monetazione cartaginese da qualche anno. Di solito , a meno che non si sia in presenza di elementi eclatanti, prendo solenni cantonate nel giudicare l'autenticità di monete, proprio non è il mio forte. Soprattutto poi giudicare attraverso delle immagini direi che non è il massimo. Detto ciò se proprio devo azzardare, direi, che in considerazione dei dati ponderali e delle caratteristiche stilistiche della moneta non ci vedo nulla di anomalo, tanto più che mi sembra di intravedere delle "striature trasversali" che sono una caratteristica abbastanza frequente nel conio di questo tipo di moneta.
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  25. Non preoccuparti di postare più monete, qualcuno che ti risponda lo troverai e nessuno si scoccerà Solo un consiglio: aggiungi comunque sempre diametro e peso della moneta, oltre che (come hai fatto) immagini chiare di entrambi i lati. Rispetto alla tua domanda, ricorda che stai parlando di monete con 1500 anni di vita, per cui non immaginartele come se fossero monete moderne appena uscite dalla zecca: tutte uguali e tutte perfette. Le differenze che puoi trovare tra la tua moneta ed altre trovate in rete possono essere dovute a diversi fattori: - l'usura: con il normale passaggio di mano in mano durante la sua vita, i rilievi si abbassano e gli "spigoli" si smussano. Più a lungo la moneta ha circolato, maggiore l'usura. - la conservazione: quando ha smesso di passare di mano in mano, la moneta può essersi trovata per tempi più o meno lunghi a contatto con sostanze, o sottoposta ad azioni meccaniche, che a loro volta la "danneggiano"; poi magari ad un certo punto è stata ritrovata e nella ripulitura alcuni dettagli sono stati ulteriormente smussati. - la produzione: i conii, nell'antichità, non avevano la resistenza di quelli odierni, e si usuravano molto più velocemente. Quindi dovevano essere re-incisi spesso, e ogni incisione differiva naturalmente dalle altre. Quindi la stessa moneta può esistere in molte versioni leggermente "diverse". Ovviamente, più a lungo una moneta veniva prodotta, più "versioni" esistono della stessa.
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  26. Ringrazio @aemilianus253 e in particolare @Rufilius per essere intervenuto commentando il post . Noto inoltre che alcuni post , come il presente , non destano particolare interesse nonostante abbia richiesto impegno e tempo per le ricerche storiche , ricerche finalizzate per tentare di capire alcune sigle altrimenti oscure . Potrei anche aver scritto delle sciocchezze nell' attribuire IC = Iccius , a maggior ragione mi dovrebbe essere fatto presente da chi ne sa certamente piu' di me . Il silenzio mi lascia in dubbio .
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  27. In buona sostanza ho come avatar un contrassegno medusa artefatto!
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  28. A parte tante cose strane in questo grosso, ho notato solo ora che c'è un errore nella legenda: ATO' VENERIO. Ben visibile sull'esemplare di @Andrea Costa e su quello di Stahl. Mi sembra strano che gli zecchieri di Venezia abbiano sbagliato proprio la prova... Arka Diligite iustitiam
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  29. Trovata ora nella Tomba etrusca della Salamandra, in provincia di Viterbo. Cos’è, a cosa serviva, cosa rappresenta La Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale ha comunicato poco fa il ritrovamento di un importante oggetto. Uno scarabeo realizzato in pietra dura, probabilmente utilizzato come sigillo. La scoperta è avvenuta a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo. Qui sotto, le immagini del recto e del verso del reperto antico. “Sono terminate le operazioni di ripulitura e scavo delle camere della Tomba della Salamandra, messa in luce durante i lavori di restauro e consolidamento diretti dalla Soprintendenza nell’ambito della programmazione triennale nell’area della Tomba della Regina. – dice la Soprintendenza -Una delle camere, depredata in antico, ha comunque restituito un prezioso scarabeo in corniola rossa raffigurante un guerriero con lancia a cavallo databile al IV sec. a.C.”. https://stilearte.it/trovata-ora-nella-tomba-etrusca-della-salamandra-in-provincia-di-viterbo-cose-a-cosa-serviva-a-che-secolo-risale-cosa-rappresenta/
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  30. Tanto per far vedere una scritta uguale con il globetto tra ANTO' e VENERIO: Arka Diligite iustitiam
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  31. Ciao a tutti è noto a tutti i collezionisti del Regno come il 20 lire Elmetto sia una moneta molto reperibile fino alla conservazione di SPL compresa mentre il FDC sia invece una qualità non cosi facilmente rintracciabile sul mercato. Nel mio lungo cammino di sostituzione dei pezzi di minor qualità del Regno da tempo ne cercavo un esemplare in conservazione almeno decente. Questa che vi presento stasera è arrivata fresca fresca e proviene da un’asta Nomisma Aste. Non è il massimo, non è un TOP POP, non è “esemplare eccezionale”. E’ un FDC diciamo “commerciale” ma a MS 64 ci arriva secondo due periti che l’hanno vista. Presenta una bella patina su fondi lucenti e rilievi intatti. Qualche piccola macchiolina al D - oltremodo esaltata dalla luce radente che caratterizza questa immagine - direi che non ne offusca più di tanto l’immagine generale. Volevo sinceramente aspettare un MS65, o financo un 66, ma alla fine l’ho portata a casa a un buon rapporto qualità/prezzo che non vi dico, ma diciamo che siamo sotto i mille euro, e non di pochissimo. Non è così facile vi assicuro trovarla tanto migliore, anche pagando 🤗. L’ho sistemata vicino alla prova di stampa, sua sorella, sempre in FDC e fondi brillanti, ma meno patinata di lei. Ora mi metto alla caccia della prova “prova” per completare la famigliola, ma li il compito è decisamente più difficile 🫣 Buona serata
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  32. Colpa del COVID o hai usato la trielina come per le 1000 lire Verdi? 😂
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  33. Sarà presentato a Trieste venerdi 22 marzo 2024 il nuovo libro di Giulio Carraro “Dobrila Tat. Il tesoro di Erpelle 1921”, pubblicato da EUT, dedicato al Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”. Il tardo medioevo fu un’epoca di intensa tesaurizzazione monetaria, quale naturale reazione della popolazione alle circostanze sociali, politiche ed economiche. Composto da oltre cinquemila monete d’oro e argento, il tesoro di Erpelle rappresenta uno dei principali esempi di questo fenomeno. Rinvenuto nel 1921 e “dimenticato” nuovamente subito dopo la sua scoperta, questo ripostiglio è rimasto inedito per un secolo, rischiando l’oblio. L’eterogeneità delle valute presenti nel tesoro offre uno spaccato della vitalità economica e monetaria nell’Europa centrale e orientale del XIV secolo, fornendo un prezioso supporto allo studio delle relazioni mercantili e degli scambi commerciali attraverso l’area alpina e quella balcanica. Le caratteristiche del tesoro permettono inoltre un approfondimento degli studi sul fenomeno del banditismo medievale, spesso stimolato non solo dalla cupidigia, ma anche dall’istinto di sopravvivenza. Questi temi sono stati oggetto di ricerca da parte dell’autore Giulio Carraro, che è assegnista di ricerca in Numismatica e Storia monetaria presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e Visiting Scholar dell’Inventar der Fundmünzen der Schweiz di Berna. La presentazione del volume avrà luogo presso la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4), alle ore 17.00 e interverranno Marzia Vidulli Torlo, conservatrice del Museo “J.J. Winckelmann” di Trieste e Bruno Callegher, docente di numismatica e storia monetaria dell’Ateneo triestino. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Download al seguente link: https://www.openstarts.units.it/handle/10077/35761
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  34. Scarabeo egizio, un potente amuleto. apollonia
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  35. http://www.sabap-to.beniculturali.it/index.php/servizi/ufficio-esportazione
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  36. Ciao, evidentemente hai letto con poca attenzione l'intervento che ha identificato la moneta 🙂. L'utente ha studiato tale monetazione ed è consapevole di quanto esposto( ha affermato di averne catalogate 23 esemplari diversi), percui. Il tuo intervento, e te lo dico sinceramente e senza polemica lo trovo per questa specifica discussione del tutto inutile. ANTONIO
    1 punto
  37. Archeologia a colpo d’occhio. Reperti romani. Uno è ancora pieno. Dove li producevano. Come si aprivano. Cosa contenevano Fragili e splendide. Cosa sono queste scultoree colombine romane? A quale secolo risalgono? In quale area dell’italica provincia venivano prodotte? Cosa contenevano? Ai Musei Reali di Torino è conservato l’unico volatile di vetro soffiato che contiene ancora il suo liquido originario. Altri ne sono stati trovati, ma aperti. Il reperto integro fu portato alla luce a Rovesenda, un Comune in provincia di Vercelli. Lo splendido manufatto risale al metà del I secolo d. C. “L’unguentario in vetro sottile a forma di colomba è un contenitore per profumi, unguenti e balsami. – spiegano gli studiosi dei Musei reali di Torino – Per poter consumare il contenuto era necessario spezzare la coda: questo esemplare è l’unico ancora sigillato che si conosca, ed è colmo per metà da un liquido limpido, con un lieve sedimento rosato depositato sul fondo. Questi raffinati recipienti, spesso dai colori vivaci, erano realizzati con la tecnica della soffiatura libera, che ne consentiva la modellazione a forma di colomba; dopo l’inserimento dell’unguento venivano sigillati”. Gli oggetti furono prodotti nella zona, secondo una tecnica che poneva i propri presupposti nell’evoluzione della lavorazione del vetro, avvenuta in Medio Oriente. “L’origine della tecnica della soffiatura libera del vetro è stata identificata in area siriana attorno alla metà del I secolo a.C.: da qui si diffonde rapidamente in tutto il mondo romano, dove permette l’affermazione dei contenitori in vetro per i vari utilizzi nella vita quotidiana già a partire dalla primissima età imperiale. – proseguono gli studiosi dei Musei Reali di Torino – Attestato soprattutto in Italia settentrionale e frequentissimo nei contesti sepolcrali piemontesi, l’unguentario a colombina è presente con pochi esemplari nelle altre regioni dell’Impero, tanto che si è identificata proprio nella Cisalpina occidentale la sua area di produzione, nel corso del I secolo d.C., in particolare nelle fornaci attive lungo il bacino del fiume Ticino e del lago Verbano. Unguentari simili vengono spesso ritrovati, anche in più esemplari, nei corredi delle tombe femminili, assieme ad altri di forma sferica, anch’essi tipici del Piemonte”. Si ritiene che il liquido contenuto possa essere una sorta di acqua di rose, come farebbe pensare il deposito rosato del fondo. Per poter aprire la colombina bisognava stringere tra pollice e indice la parte finale della coda e ed esercitare una minima forza, verso un lato, come avviene, ancor oggi, per certi contenitori vitrei di medicinali. Uno degli altri splendidi unguentari vitrei a forma di colomba è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Adria. Il contenitore fu aperto, a quei tempi, e il suo contenuto fu utilizzato. Ma la colombina venne conservata. “La piccola colomba in vetro blu, di età romana, è uno dei reperti più ammirati dai visitatori del museo di Adria. – affermano gli studiosi del museo veneto – Proviene da una sepoltura rinvenuta a Cavarzere, in provincia di Venezia, e si può datare all’inizio del I secolo dopo Cristo. Originariamente, la piccola colomba era colma di un’essenza profumata, forse un’acqua di fiori Per usarla e profumarsi senza rompere completamente il contenitore, si doveva spezzarne la sottile coda. Osservate bene l’estremità a destra in questa foto: si vede la rottura avvenuta. Ma, come facevano gli antichi maestri vetrai a riempire la colombina con l’essenza profumata? Con la soffiatura si foggiavano il corpo e la testa; poi la colombina veniva riempita di profumo, servendosi di un imbuto; infine, rimettendo la colombina sul fuoco, si ammorbidiva di nuovo il vetro che poteva essere tirato con una pinza in legno e richiuso ermeticamente”. https://stilearte.it/archeologia-a-colpo-docchio-cosa-sono-questi-reperti-romani-uno-e-ancora-pieno-dove-li-producevano-come-si-aprivano-cosa-contenevano/
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  38. Buonasera Condivido con voi il mio nuovo ingresso in collezione, una moneta comune ma di gran fascino, e in una conservazione che mi permetto di definire eccezionale Doppio Bagattino di Giovanni Mocenigo (1478-1485) Peso 2.9 g Massaro: Ferigo Ferro (3/4/1480) Rif. Montenegro 236, Papadopoli 32, Paolucci 4
    1 punto
  39. Ciao! Personalmente credo che comincino ad essere troppe queste "prove"; soprattutto l'ultimo. Le prove erano fatte in pochi esemplari e a mio parere, se fossero tutte originali, a distanza di secoli, ne saranno pervenute tante quante le dita di una mano. saluti luciano
    1 punto
  40. Grazie di cuore a tutti i partecipanti che hanno reso questa edizione un evento memorabile. La vostra presenza ha reso questa manifestazione davvero speciale. Un caloroso ringraziamento ai 40 espositori, veri protagonisti, che hanno trasformato le due sale interne e gli spazi esterni in un viaggio affascinante attraverso la cultura del collezionismo. Abbiamo condiviso due giorni di convivialità, esplorando oltre mille metri quadrati di esposizione, dove ogni oggetto raccontava una storia unica, creando nuove amicizie e riscoprendo la gioia di condividere passioni comuni e la straordinaria opportunità di visitare gratuitamente gli scavi archeologici di Stabia, le due stupende Villa San Marco e Villa Arianna. Il brindisi per i 30 anni della nostra Associazione è stato un momento di profonda emozione, un traguardo raggiunto affrontando anno per anno le grandi difficoltà di una città ostile, grazie al sostegno infinito dei nostri soci e alla forza dei valori trasmessi dal nostro compianto Presidente, Salvatore Correale. Nonostante le sofferenze incontrate a Castellammare di Stabia, il nostro spirito rimane indomito, e le celebrazioni di quest’anno ci ricordano l’importanza di perseguire e mantenere vive le nostre tradizioni. Concludiamo con un reportage fotografico che cattura l’essenza del Memorial Correale, un evento che continua a brillare e a distinguersi per la sua autenticità, semplicità e professionalità. Grazie ancora a tutti per aver reso queste giornate indimenticabili. Continuiamo a costruire insieme la storia del collezionismo, nella vostra casa qui a Castellammare di Stabia! #memorialcorreale #collezionismo #passionecondivisa #30anniditradizione
    1 punto
  41. Osservate il rovescio di questo che è il grosso (prova del grosso?) veneziano più innovativo, da collocare negli ultimi anni del 1300 ed in particolare il trono e comparatelo con il rovescio del primo marcello coniato circa 80 anni dopo...osservate la tipologia del trono...Ho scritto al riguardo un piccolo articolo su Comunicazione del bollettino della SNI, solo per fare il punto di una ricerca agli inizi. Negli ultimi anni ne sono usciti tre dopo i famosi due pubblicati dal Raffaele Paolucci e dallo Stahl. Anche l'affermazione che sia rimasto allo stato di prova comincia un pochino a vacillare...
    1 punto
  42. Nelle monete medievali a volte capitava che l'incisore sbagliasse e incidesse la lettera normalmente in modo che sulla moneta risultasse al contrario. Magari è capitato anche in questo caso... Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  43. Grazie per questo post, estremamente interessante, non essendo molto ferrato in storia repubblicana e relative monete leggo con molto piacere questi interventi, soprattutto quelli relativi a personaggi poco noti o quasi sconosciuti 🙂 Certo che, perdona la nota ironica, Cicerone ce l'aveva proprio con tutti o quasi eh 😅
    1 punto
  44. Il riferimento è a questo recente scudo d’oro di Filippo II ex Lotto 189 della famosa asta Civitas Neapolis.
    1 punto
  45. Intanto ho provveduto per le foto
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  46. Buongiorno facendo una ricognizione delle mie 10 lire "biga", ho visto l'esemplare del 1929 ** che ha sviluppato una bella (per chi piace) patina. Acquistata nel 1990, l'ho conservata per i primi 15 anni in raccoglitore a taschine di plastica, poi gli anni seguenti in valigetta "Lidl" su vassoio. Utlimamente, per arginare un pochino la patinazione, in capsula. Tutto questo discorso, perché ciò mi fa pensare che molte monete del Regno viste in vendita, diciamo, in condizioni più pulite (bianco latte e senza patina), siano state "lavate" appositamente, visto che il tempo, volente o nolente, aggredisce l'argento col suo scorrere inesorabile. Un saluto a tutti
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  47. Ciao a tutti, Desidero partecipare a questa discussione e postare le immagine del mio ultimo acquisto al convegno NIP di Milano. Devo ammettere che questa moneta, mi comunica molte emozioni e mi dà un senso di appagamento raramente provato. Le foto non sono state fatte da me ma le ho trovate in un'asta sul web dove la moneta era stata battuta ad inizio anno (non sono il massimo e non rendono i dettagli ma la moneta è ora chiusa in una perizia che sto meditando di tagliare...). Le ho sistemate con photoshop in modo da conferile almeno il colore reale della patina (un bel marrone uniforme). A voi i commenti! 4 soldi (60 tornesi per Candia) D.29mm / Peso 6,27g
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  48. Salve amici. Avete quasi centrato l'obiettivo. Ma non è una reazione fantachimica o fantasmatica. I fiumi corrodono i ponti e consumano le monete. Quella moneta è quasi sicuramente autentica...se l'autore della discussione proposta avesse dei dubbi al riguardo.. Dico "quasi" per scrupolo e coerenza, perchè è comunque una foto di un oggetto distante. Il Tevere è sogggetto a regimi diversi. Più o meno corrente, più o meno livello, più o meno detriti. Le monete per centinaia di anni si muovono, vengono colpite da sassolini, detriti di vario genere e misura, come in un microbombardamento che dura molto tempo. A volte la moneta viene coperta dalla sabbia di sponda e di fondo. Poi alla prossima piena si può nuovamente scoprire e inizia di nuovo il processo. Quindi il fenomeno può essere più o meno uniforme. Se poi si formano delle concrezioni su una parte della superficie quella rimane protetta. Così capitano quelle monete di fiume che hanno un lato più lavorato dai microdetriti e anche da qualche macro.... A volte una parte è stata più lavorata dell'altra che era occlusa. O la moneta si può incastare da qualche parte per la forza della corrente, o la stessa arriva ad un salto d'acqua (come alll’isola Tiberina) che la spinge ad incastrarsi in in una spaccatura. La parte che rimane più esposta continua ad essere "lavorata" dagli eventi e dagli incontri. In pratica c'è una continua ma lentissima asportazione del metallo con abbassamento non uniforme dello stesso e che lascia escrescenze. Ciò è visibilissimo nell'ingrandimento postato, dove ad esempio la A è quasi completamente abrasa, altra lettere vicine meno. Sono rimasti rimasti un piccoli vertici casuali. Questi vertici o puntini o bozzettini, che dir si voglia, sono le escrescenze del casuale e secolare microprocesso, poichè nel microbombardamento a fasi alterne, alcuni punti subiscono meno in una infinita causaltà di microurti. Oppure in quel piccolo punto la lega del metallo ha assunto una maggiore consistenza equindi resiste meglio, o ancora quel punto era coperto da una delle concrezioni che maculano la superficie e poi vengono asportate perché antiestetiche. Sto per fare un esempio improprio ma pensate al parco della Monument Valley negli Usa dove hanno girato Ombre Rosse (che film!). Tuttavia si tratta di un esempio solo visivo, ma non analogo perchè quella valle si è formata per dilavamento uniforme, e non per microimpatti da corpuscoli in movimento liquido. A Roma anni addietro esistevano falsari di monete di fiume, uno era noto con il soprannome di "Cannavota". I falsi in questione avevano la colorazione giallina imitata più o meno bene, dipende dall'occhio che le osserva. Per imitare anche i microimpatti in argomento, l'artigiano si "divertiva" a micromartellare con punteruoli di varia fattura e dimensione i campi e un pò meno i ritratti e le figurazioni per evitare di dover abbattere il valore dell'opera finita. Dove perdeva tempo faceva un bel lavoro. Alle prime ci si può cadere. Quindi, Caius, occhio e attenzione ai buchetti, il fiume li provoca indirettamente ma più che buchetti, quelli naturali sono microcrepature in atto allo stato iniziale che sembrano fori. I buchetti pretesi come casuali li facevano "Cannavota" e altri della sua progenie. L'ultimo esemplare del genere che ho visto è stato un tre sorelle di Gaio che girava, anche al noto convegno che si svolge sulla riviera adriatica, un paio di anni or sono. Un amico che collezionava lo stava trattando sotto il sole di inizio settembre, ma l'abbiamo salvato in extremis. Scusate la forma articolata, non mi fate "le pulci" sull'esposizione un pò raffazzonata...è tardi. Il concetto credo che sia sufficientemente chiaro. :) Ho scritto per Voi :P , spero gradirete. Ciao a tutti. Piakos.
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