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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/20/24 in tutte le aree

  1. Venerdì 24 maggio 2024 ore 14,30 al Convegno di Verona sarà premiato il Circolo Numismatico Ligure Corrado Astengo con una targa per la diffusione della cultura numismatica, Premio che da anni viene organizzato dall’Accademia Italiana di Studi Numismatici a favore di virtuose realtà culturali del nostro Paese. La premiazione avverrà allo stand dell’editore Alberto D’Andrea, nuovo Presidente di AISN, con la partecipazione di esponenti del circolo ligure. Sarò’ presente a Verona per l’occasione e per questo importante riconoscimento da consegnare.
    4 punti
  2. E' un'autentica moneta circolata europea da 2 €, del valore di 2 €, datata 1999 (anno di nascita dell'euro in quanto valuta, in cui hanno iniziato a coniare le monete di tutti gli stati) e messa in circolazione nel 2002 (anno d'inizio della circolazione dell'euro sotto forma dell'attuale contante unitario). Insieme al dollaro USA rappresenta una delle due valute più potenti del globo e le va portato rispetto in quanto si tratta di una delle più pregiate manifestazioni fisiche di DIO DENARO. Chi afferma che "l'euro ci ha rovinati" o "l'euro ha fatto aumentare i prezzi" non sa cosa sta dicendo e si merita un calcio nel culo, a meno che non si penta e chieda perdono a N.S. Denaro onnipotente. A 1,99 euro.
    3 punti
  3. Vi posto questo sito in cui si pubblicizza un vino con in omaggio una moneta che,però,non è della Zecca di Lucca https://vinumfabulas.it se ne è parlato anche su Cronaca Numismatica https://www.cronacanumismatica.com/la-prova-dei-4-cavalli-del-1788-diventa-dargento-sul-vino-del-re/ Salutoni odjob
    2 punti
  4. Da giovani si incomincia con l' esplorare il mondo, nella maturità si approfondisce l' argomento, da vecchi ( quale io sono) si cercano ( e nel mio caso si trovano) le proprie radici (che sono l' essenza del nostro vivere). Quindi, dopo una abbuffata di auree ( variegate come tipologia, non come qualità) mi rassegno (con immensa soddisfazione) ad accompagnare il mio piccolo nipote all' acquisto delle medicee. Cordiali saluti, Santi.
    2 punti
  5. Taglio:20 cent Nazione: Grecia Anno: 2023 Tiratura: 39.000.000 Condizioni: AUNC Città: Atene - GRECIA Taglio: 2 € Commemorativo Nazione: Lituania Anno: 2023 Tiratura: 495.000 Condizioni: AUNC Città: Atene - GRECIA Note: Commemorativo - Fiore dell'Ucraina Taglio: 2 € Commemorativo Nazione: Grecia Anno: 2022 Tiratura: 1.000.000 Condizioni: AUNC Città: Atene - GRECIA Note: Commemorativo - 200esimo Anniversario Costituzione
    2 punti
  6. Quanto tempo passerà prima che arrivi qualcuno a chiedere "Quanto vale l'antica moneta d'argento che ho trovato nella collezione del nonno"? 😏
    2 punti
  7. Questa emissione soprattutto su francobolli senza busta e' un campo minato.. , addirittura abbiamo tutta l' emissione completa. I francobolli furono validi solo per il volo speciale Roma Mogadiscio del 11.11.1934. Chi sara' stato che ha staccato i francobolli dalla busta, semmai questi francobolli furono mai attaccati ad una busta..??? Fu un volo speciale, con annullo speciale, all' epoca anche costoso, gli invii furono quasi tutti a scopo filatelico- commemorativo, perché staccare i francobolli dalla busta...?? Non ha senso trovare questa emissione in questo modo. La serie completa non viaggiata e' catalogata 150€, la serie completa usata e' catalogata 1750€. La risposta è qui !!! Non credo servano altre spiegazioni. Ora, ... io non so dire se gli annulli siano originali o dei falsi, questo e' materiale che andrebbe periziato. Quello che mi salta agli occhi e' che non e' su busta, e' cio' mi fa pensare male, molto male. La storia: L’11 novembre 1934 il Re Vittorio Emanuele III, in viaggio ufficiale nell’Africa Orientale festeggiò il suo sessantacinquesimo compleanno a Mogadiscio, nella Somalia italiana. Per l’occasione le Regie Poste emisero il 5 Novembre sei francobolli di posta aerea, che avrebbero avuto validità solo per quel volo e quel giorno, appunto l' 11.11.1934, stampati in 75 mila esemplari ciascuno. Molti di questi francobolli non furono mai usati per il volo speciale, una parte andò al macero, un'altra parte fu venduta a commercianti e collezionisti, ed e' qui che iniziano i dubbi. Bei francobolli @Federr, ma non li acquisterei. E' materiale che destera' dubbi per sempre.
    2 punti
  8. Tempo addietro, sono passati ormai sei anni, mi ero imbattuto in questo chianti riserva con incastona una moneta in argento battuta dalla zecca di Lucca. Da lì nacque un ulteriore discussione sulla numismatica nell'enologia. Buona lettura, ma soprattutto "salute" Saluti.
    2 punti
  9. Pescata domenicale in ciotola da 1€ , ho trovato questa interessante monetina, in ferro . è scontornata male non ha il bordo danneggiato
    2 punti
  10. Scavi nel forte romano. Guardate. Bellissimo. Recuperato poco fa. Cos’è. Che simboli contiene. E perché porta fortuna Un volontario statunitense, agli scavi archeologici che si tengono in queste settimana a Vindolanda – un forte romano che si trova in Inghilterra, a un paio di chilometri dal Vallo di Adriano -, ha trovato, nelle scorse ore, un oggetto singolare. L’ha visto nel grumo di terra e ha pensato che potesse essere un’imponente spilla. In verità, come ha detto la direttrice scientifica degli scavi, l’archeologa Marta Alberti Dunn – nostra connazionale, d’origine – siamo al cospetto di un elemento decorativo per soldati o cavalli. L’oggetto è realizzato in bronzo. E’ decorato con motivi floreali e a mezzaluna, secondo uno stile che potrebbe far pensare al mondo romano di origine celtica. Qui furono stanziati peraltro Galli delle ragioni belghe e francesi, nonché italiani del nord, che conoscevano bene i Galli stessi poiché da essi, in buona parte, erano stati generati. Uno dei comandati massimi del forte, che si avvicendarono nei secoli, fu infatti il bresciano Quintus Petronius Urbicuys. Ma torniamo alla borchia. L’osservazione, stringendo il campo, porta a pensare che l’ipotesi più calzante alla realtà, che esso sia una falera utilizzata per i finimenti del cavallo. Presenta, nel verso (il retro), un’asola metallica piatta. All’interno di essa veniva infilato il finimento in cuoio per assicurare la decorazione che fungeva anche da portafortuna.. Non può sfuggirci il fatto che, nell’insieme, la rappresentazione possa richiamare un quadrifoglio, come suggeriscono peraltro non solo i terminali tondi delle foglie e gli “oculi” circolari che si trovano al centro della foglia stessa. Anche in natura, trifogli e quadrifogli hanno una sorta di oculo di un verde più tenue, verso il centro della foglia stessa. Sotto il profilo simbolico, ecco avanzare l’idea della fortuna. Il 4 in uno, il quadrato nel cerchio. Il disegno è poi stato studiato affinché esso contenga il musetto di un animale sorridente o di un cane, che possiamo veder comporsi sotto i nostri occhi e che abbiamo cercato di cristallizzare, inserendo linee di congiunzione. Piccoli giochi ottici, divertenti dei quali i romani erano indiscussi maestri. Essi venivano applicati a tanti oggetti d’uso quotidiano. Immagini composite, che si rivelassero magicamente. A testimonianza del loro status di nobili o comunque di possessori di un bene prezioso come il cavallo, i soldati della cavalleria adornavano i finimenti dei loro animali con phalerae in bronzo o argento. I modelli più grandi di queste phalerae venivano utilizzati anche come separatori delle cinghie. I finimenti erano ulteriormente arricchiti con pendagli di vario tipo, amuleti elaborati a forma di lunula o phallus, fibbie decorate in una vasta gamma di forme, dimensioni e materiali, bordi, anelli e applique. Questi ornamenti avevano il duplice scopo di conferire a cavallo e cavaliere un aspetto più imponente e di fungere da protezione apotropaica, ovvero di difenderli dalle influenze negative e dai pericoli del campo di battaglia. La fàlera era in origine un disco laterale dell’elmo cui si fissavano gli allacci. Il termine falera designa per esteso un disco in metallo che serviva come semplice elemento decorativo, atto a ornare sia le corazze degli uomini sia la bardatura dei cavalli, oppure come decorazione al valor militare, in varie epoche e presso diverse popolazioni (celtiche, etrusche e romane). La falera era spesso costituita da un rialzo centrale (umbone). In epoca romana le falere – spesso con figure il rilievo – furono utilizzate come ricompense militari romane per gli ambasciatori esteri, specialmente di origine gallica. Erano utilizzate dagli Etruschi e furono introdotti a Roma dal quinto re, Tarquinio Prisco. Al tempo di Polibio, in età repubblicana, le decorazioni erano concesse al cavaliere che aveva riportate le spoglie di un nemico, mentre in età imperiale, alla truppa, ovvero legionari e ausiliari (falerati) che si erano distinti in battaglia. Erano concesse anche collettivamente ad ali e coorti. https://stilearte.it/scavi-nel-forte-romano-guardate-bellissimo-recuperato-poco-fa-cose-che-simboli-contiene-e-perche-porta-fortuna/ @Adelchi66 spero che sia di tuo interesse.
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  11. Figurati,nn si trova molto su questi gettoni. Minatori, che lavoravano 24 ore su 24 divisi su tre turni, venivano pagati con una moneta speciale con inciso sopra Sulcis, spendibile nel paese.
    1 punto
  12. 1 punto
  13. Domani chiederò foto più dettagliate,la ringrazio dell' aiuto.
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  14. Taglio: 2 € Commemorativo Nazione: Estonia Anno: 2021 Tiratura: 1.000.000 Condizioni: AUNC Città: Cinisello Balsamo Note: Commemorativo Canis Lupus
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  15. Mi permetto di aggiungere: MINISTERO DELL'EDUCAZIONE NAZIONALE - PAGELLA DELLA CLASSE I ELEMENTARE DELLA SCOLARA CALOZZA VANDA - ROMA - ANNO SCOLASTICO 1942-1943 XXI EF petronius
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  16. Ricordo l'incontro di domani sera, a supporto di quanto ci racconterà Fabio Songa si potranno vedere delle monete della serie "Legionarie" coniate a Milano nel periodo di Gallieno e un certo numero di antoniniani e consultare gli opuscoli di differenti ripostigli di monete romane. Ricordo che l'incontro è aperto a tutti, vi aspettiamo numerosi.
    1 punto
  17. e quando meglio nomos ? non sono 3 sinonimi ? vuoi dire che la moneta sopra è datata erroneamente ?
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  18. Mi permetto di risponderti io @Atexano, a mio avviso condividere monete fa sempre bene, alla fine lo scopo del forum è questo, quando si tratta però di conversazioni molto vecchie è meglio aprirne una nuova e poi al suo interno citare quella più vecchia per creare meno confusione possibile. Questo è quanto ho visto consigliare nel tempo anche dai moderatori che nel caso potranno correggermi eh 😀
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  19. 1954 SORESINA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE DIPLOMA DI LICENZA DI SCUOLA SECONDARIA DI AVVIAMENTO PROFESSIONALE A TIPO INDUSTRIALE MASCHILE – Alunno Stadiotti – Soresina (CR). apollonia
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  20. Bellissima la rappresentazione della gazzella.
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  21. Però in compenso hanno reso visibile una caviglia! considerata molto sexi a quel tempo! Di moderno degli anni '80/'90 ci sarebbe ancora qualcosina in Africa, della stessa serie della banconota di Guinea-Bissau già postata un mesetto fa. Qui altri nominali: In questa banconota è visibile qualcosa di atroce, la tratta degli schiavi. Questa banconota ha circolato dal 1983 al 1997.
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  22. Da quando sono in pensione giro molto meno e ho meno occasione di scambio di denaro, ormai i centesimi li danno in pochi posti: supermercati, benzinai gas, panetterie. Per avere del resto che non siano le solite monete che circolano nella propria zona i metodi migliori quando capita sono: area di sosta in autostrada, parcheggi con cassa automatica presso stazioni e musei, negozi ed edicole delle stazioni o nei pressi. Le gite al mare poi sono evento di festa vera.
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  23. Nomos AG > Auction 33 Auction date: 9 June 2024 Lot number: 1485 Price realized: This lot is for sale in an upcoming auction Lot description: The Jonathan H. Kagan Collection of Ancient Greek Coins KYRENAIKA. Kyrene. Circa 410 BC. Tetradrachm (Silver, 24 mm, 12.94 g, 6 h). ΑΡΙΣ-ΤΟ-Μ-Η-ΔΕ-ΟΣ Silphium plant with four leaves (two on each side), and four flowers (a large one at the top and three smaller ones above the lower register of leaves); on the right, standing on its hind legs and propping its forelegs on the silphium, is a gazelle, raising its head - with a long ear and a stubby horn - to nibble on a silphium leaf. Rev. Bearded head of Zeus-Ammon to left, with carefully arranged hair, a ram's horn curled around his ear, and with a few tendrils of hair falling down his neck. Cf. BMC pl. XI, 11 (for the obverse) and pl. XII, 1 and 4 (for the reverse). (U. Wartenberg and J.H.Kagan, Silphium, Jerboas, Genets, and the Coinage of Cyrene, in Le Monete di Cirene e della Cirenaica nel Mediterraneo. Problemi e prospettive. Atti del V Congresso Internazionale di Numismatica e di Storia Monetaria, Padova, 17–19 Marzo 2016, ed. M. Asolati, Padova, 2016, pp. 43-56, especially pp. 50-51, 3 and p. 53, fig. 3 (this coin). An extremely rare type, with a particularly naturalistic obverse and a noble head of Zeus-Ammon on the reverse, masterfully engraved. Die flaw on the reverse, otherwise, about extremely fine. From the Collections of Jonathan H. Kagan, and N. B. Hunt, IV, Sotheby's 19-20 June 1991, 521. This coin is quite extraordinary in every way. The head of Zeus-Ammon is of a refined yet powerful Classical style, reminiscent of the Dionysos on the contemporary issues of Thasos and of the more refined heads soon to be produced at Olympia. However, it is the obverse that really catches the eye. What we have is a remarkably lively scene of an animal browsing on a silphium leaf, surely originally drawn from nature. Thus, unlike most ancient coin types, which are probably taken from sculpture - whether in the round or in relief, this type seems to be based on a painting or a drawing. It is quite clear, with the only problem being the identification of the animal on the obverse. Robinson, BMC p, li, description of 92a, called him a gazelle. On the contrary, W & K, in their masterful article cited above, believed that the animal was a genet (in fact, 'The Common Genet' Genetta genetta (Linnaeus), the habitat of which is North Africa - though not in much of Libya, at least in modern times), which is a cat-like creature with a pronounced neck, a long tail and large ears. They also pointed out that gazelles have horns, of which they saw no sign on this coin. However, from what we can see on this coin, and on the piece in Karlsruhe, BMC pl. XI, 10, this creature: has 1) long spindly hind legs, which genets do not have; has 2) a seemingly short and thin tail, unlike the thick bushy ones genets have; has 3) hind legs ending in hooves rather than the paws genets have; and has, clearly visible on this piece, to the left of the ear, 4) a short horn, which is depicted by a short vertical line ending in a knob (there is a clear space between the end of the knob and the edge of the coin; i.e., no part of the design is cut off), and genets do not have horns.Thus, the old identification of the animal on this coin as a gazelle seems certain. In addition, while some have suggested that the silphium was such a small plant that gazelles would not have had to rear up to browse on them - while genets might have had to do so (assuming they, as carnivores, had a taste for silphium leaves), we actually know, from a number of representations on coins (as BMC 11-12 and pl. II, 20-21, BMC 12a-12b and pl. III, 1-2) that silphium plants could be quite tall: the ones illustrated come up to the height of the head of a seated goddess. In another case a standing gazelle is browsing on leaves at the top of a silphium (BMC 15a and pl. III, 6). Starting price: 6500 CHF
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  24. Quello che vi presento è il dritto di un Due Cavalli di Filippo III, sembrerebbe presentare un punto centrale e quattro acciarini e fiamme disposte a croce. Apparentemente inedito.
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  25. 1 punto
  26. Vendette lente = vendette lente Buona giornata
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  27. Ecco una "monetina" esitata nell'ultima Nomisma Aste (N. 7) "Collezione Benatti", lotto 1605. Un'umile muraiola da 2 baiocchi, tuttavia molto rara (R2 o superiore) e nella massima conservazione. E' l'unica apparsa in asta negli ultimi 30 anni. L'anno 1787 è presente nella Collezione reale di Palazzo Massimo in conservazione BB e proviene dalla stessa coppia di conii di questo esemplare (vedi la frattura di conio dietro la nuca del pontefice) con pedigree asta Ratto, novembre 1960, lotto 381. Il MIR la classifica al n. 2844/8 e la considera comune, sbagliando il grado di rarità: tutte le muraiole degli anni 1785-1788 sono rare. Sotto riporto dati inediti desunti dall'Archivio di Stato di Bologna; ricordo tuttavia che una moneta coniata in un determinato anno non necessariamente riportava quel millesimo (era possibile anche uno antecedente per riutilizzo dei conii, non sempre indicati nei registri). Interessante osservare che le muraiole da 2 con millesimo 1796 (le più comuni) furono coniate esclusivamente durante il periodo napoleonico (fino al 1807). Infine viene riportata una coniazione anche con data1782 senza che siano noti esemplari di tale millesimo. 1778 1779 1784 1785 1786 1787 1788 1789 Muraiole da 2 147.060 12.610 41.730 33.880 17.320 37.420 23.980 100.870 1790 1791 1792 1793 1794 1795 1796 Muraiole da 2 54.890 69.860 41.990 71.080 41.440 98.450 98.268
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  28. 1955 CREMONA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE BREVETTO ATLETICO – Alunna Azzini – Istituto Magistrale “Canossa”. apollonia
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  29. Buonasera a tutti! Vi presento il bottino del giro di oggi, 17 monete per 4€ in totale. Alcune delle monete neanche le conosco, quindi confido nel vostro aiuto per identificarle. 100 fracs 1950 Algeria 10 francs 1949 Francia 2 francs 1943 Francia Buono 2 francs 1922 2 pfennig 1916 Germania 50 centesimi 1931 Vaticano
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  30. Badge “Per lavorare senza infortuni I” – Zecca di Leningrado 2,3x2 cm apollonia
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  31. Vista da vicino con ingrandimento sembra più 65 anzi se esistesse potrebbe essere C 5 da lontano sembra 45
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  32. Ciao Fandonie delle fandonie. Spendilo tranquillamente.....e senza pulirlo 😁
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  33. Su segnalazione dell'amico Marco Bazzini, più attento di me, devo correggermi... In effetti si tratta di un denaro emesso a nome dell'imperatore Federico II di Svevia. Il monogramma del dritto è in effetti, per quanto rovinato, ancora abbastanza leggibile: FE / RIC / N. Ne trovi la descrizione da pag.84 della stessa pubblicazione sopra consigliata... Mi scuso per la disattenzione Mario
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  34. Ciao, Prima di tutto partirei dal chiarire un aspetto fondamentale: quello che tutti chiamano "perizia" in realtà non è altro che un semplice parere di conservazione. Questo è palesemente intuibile, tra l'altro, vista l'essenzialità di quanto riporta il cartellino. Una periza è ben più complessa, approfondita e completa sia dal punto di vista tecnico / bibliografico che, soprattutto, valutativo; questi aspetti vengono infatti tralasciati nella comunissima "imbullettatura con sigilli", che, al massimo, contiene delle notazioni molto essenziali (tralasciamo quando viene riportata la dicitura eccezionale senza riportare alcuna motivazione, o quando viene riportata la rarità). Va da se quindi che aprire queste bustine lascia un po il tempo che trova se si parla di monete comunissime, e in conservazione modesta (faccio un esempio: un due lire quadriga briosa). Per monete di un certo pregio il discorso dell'imbullettatura è ancora più delicato. Certamente non è il modo migliore per conservarle e tantomeno valorizzarle. La certificazione migliore in questi casi è una certificazione fotografica, che ne attesti prima di tutto l'autenticità, e ne certifichi poi la valutazione attraverso un’analisi più approfondita. In questo modo sei libero dalla plastica (specialmente se la moneta è stata lavata e successivamente chiusa nella bustina; non c'è cosa più nociva che si possa fare!), e al contempo hai una perizia tecnica che la valorizza. Io ad esempio feci fare da Tevere una certificazione fotografica di un Littore (comunque sempre molto scarna) che lui chiuse come eccezionale. In questo caso si parla di una moneta di un certo costo e di un certo pregio, che venne valorizzata da rinomato Professionista. Ti allego un esempio di perizie che eseguo. Non sono certo Tevere, ma mi sforzo di inserire quante più nozioni possibili ai fini della valutazione. Ovviamente la perizia diventa più tecnica e approfondita in base alla tipologia monetale in questione (se monete preunitarie o coniate a martello). Mi voglio un attimo soffermare sull'aspetto della conservazione nel tempo. La moneta non è fatta per stare nella plastica (con questo non voglio assolutamente dire che devono essere aperte; ognuno sceglie come conservare le proprie monete e non sono certo io a dire quello che il collezionista dovrebbe fare). Però è oggettivo che il modo migliore per conservarle sia, parlo soprattutto per quelle in argento, un bel monetiere in legno e velluto. In questi contesti le monete possono sviluppare patine davvero spettacolari, che in questo caso certamente valorizzano la moneta nel tempo (ti allego un esempio di uno scudo cinquantenario, mai lavato, che nel corso dei decenni ha sviluppato una patina di assoluta bellezza). Se la moneta non è mai stata lavata, il monetiere ne valorizza enormemente l'appeal.
    1 punto
  35. 50 SCUOLA DI MUSICA DI MINSK IMMI GLINKI 3,3 x 2 cm apollonia
    1 punto
  36. Dalla mia collezione. Dalla mia collezione.
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  37. C'è una vecchia discussione - Intervento 18
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  38. Salve condivido immagino di una cartolina di famiglia e chiedo ai più esperti maggiori informazioni. E’ un grattacapo, non ha neanche indirizzo. Ringrazio in anticipo
    1 punto
  39. Trovato negli scarichi delle terme romane un blocco di preziosissima porpora. A cosa serviva. E come finì per essere perduto Un raro oggetto archeologico, ritenuto l’unico del suo genere nell’ex impero romano, è stato scoperto a Carlisle, tra i resti di una città romana nel Regno Unito. Si tratta di un blocco di porpora o viola imperiale romano – Viola di Tiro -. Il pigmento pittorico è stato trovato come parte del progetto Uncovering Roman Carlisle. Il pezzo della morbida e misteriosa sostanza viola è stato scoperto negli scarichi di uno stabilimento balneare romano, all’interno del terreno del Carlisle Cricket Club. La parte delle fognature rinvenuta si riferisce ad un edificio monumentale con terme costruito nel III secolo, al tempo dell’imperatore Settimio Severo. Il porpora è stato testato con il supporto della British Geological Society e ulteriori analisi sono in corso con l’Università di Newcastle. Gli esperti dell’Università di Newcastle hanno dimostrato che si tratta di materiale organico e che contiene bromo e cera d’api: questo quasi certamente indica che si tratta di porpora, il colore associato alla corte imperiale nell’impero romano. Ora si tratta di capirne, nel caso specifico, l’uso. La presenza di cera potrebbe costituire un involucro protettivo isolante per il trasporto del prezioso materiale, ma , al tempo stesso, potrebbe indicare il fatto che il blocco potesse appartenere a un pittore chiamato ad affrescare o a decorare l’area termale. I Romani utilizzavano la tecnica dell’encausto, una pittura che utilizza la cera come additivo da surriscaldare per ottenere un effetto serico dei colori stessi e al tempo stesso un potenziamento cromatico e una protezione dall’umidità, nell’opera finita. Si può pensare che il prezioso colore, a Carisle,, potesse essere utilizzato nell’ambito della pittura. E che il grumo fosse caduto nell’acqua della piscina o di una fontana e che fosse finito nello scarico. Il progetto archeologico in corso – realizzato da una partnership tra Cumberland Council, Carlisle Cricket Club, Tullie e Wardell Armstrong LLP – ha permesso di trovare i resti di un grande edificio e – negli scarichi delle terme – numerosissimi sigilli di pietre dure incisi e grani di collane, probabilmente perduti dalle donne che frequentavano le terme stesse. Sono i soggetti delle incisioni a indurre a pensare che questi oggetti smarriti appartenessero al genere femminile. E’ probabile che Settimio Severo avesse incentivato la presenza Frank Giecco, direttore tecnico di Wardell Armstrong, ha dichiarato: “Per millenni il Tyrian Purple è stato il colore più costoso e ricercato al mondo. La sua presenza a Carlisle, insieme ad altre prove provenienti dagli scavi, rafforza l’ipotesi che l’edificio fosse in qualche modo associato alla corte imperiale dell’imperatore Settimio Severo che si trovava a York e forse si riferisce ad una visita imperiale a Carlisle”. Secondo altre ipotesi, l’imperatore e la moglie avrebbero qui soggiornato. Palazzo e terme potrebbero essere stati costruiti proprio con fondi imperiali per dare agli ufficiali, alle famiglie, ai coloni romani e ai vertici degli abitanti celti luoghi di incontro e di svago, simili a quelli della capitale o delle principali città dell’impero. “Altre prove – prosegue l’archeologo Giecco – sono un’iscrizione in pietra dedicata all’imperatrice Giulia Domna. La data dell’edificio monumentale – tra i più grandi del Vallo di Adriano – coincide con le campagne dell’imperatore Settimio Severo in Scozia e un’antica fonte attesta che Settimio Severo era a Carloforte. Altro indizio è l’alta qualità degli oggetti scoperti nello stabilimento balneare, come la concessione dello status civico alla capitale tribale celtica; che in effetti è l’inizio della città di Carlisle”. “È l’unico esempio che conosciamo nel Nord Europa, forse l’unico esempio di un campione solido di pigmento nel forte di pigmenti pittorici inutilizzati in qualsiasi parte dell’Impero Romano. Ne sono stati trovati esempi in dipinti murali (come a Pompei) e anche in alcuni sarcofagi dipinti, di alto rango, provenienti dalla provincia romana dell’Egitto. Tyrian Purple è composto da migliaia di conchiglie frantumate provenienti dal Mediterraneo orientale, dal Nord Africa o dal Marocco. Era incredibilmente difficile da produrre ed era costoso e valeva più dell’oro. È stato prodotto soprattutto intorno alla città di Tiro, nel Mediterraneo orientale, da cui prende il nome. Tiro si trova nel Libano moderno. Veniva prodotto anche in Nord Africa e anche al largo delle coste del Marocco. L’imperatore Settimio Severo era originario della Libia, nel Nord Africa, e sua moglie Giulia Domna era siriana. Re e imperatori vestiti di porpora di Tiro dall’età del bronzo, ai persiani, ad Alessandro Magno, a Cleopatra VII, ai romani e poi Carlo Magno e i bizantini. A volte la tintura veniva usata sui vestiti, ma veniva anche usata per dipingere le pareti dei grandi edifici pubblici e delle case e delle proprietà dell’élite (comprese le pareti degli stabilimenti balneari). La consigliera Anne Quilter, membro esecutivo del Cumberland Council per i luoghi vivaci e sani, ha dichiarato: “Questa è una notizia entusiasmante per Carlisle e per la nostra area più ampia. Dopo il ritrovamento delle due teste monumentali romane e degli altri oggetti preziosi, il progetto sta portando alla luce alcuni reperti affascinanti e significativi a livello globale. Sono previsti ulteriori scavi, nonché l’opportunità di visitare il sito e vedere i lavori innovativi in corso”. Il pluripremiato scavo archeologico comunitario, Uncovering Roman Carlisle (URC), tornerà alle terme romane di Carlisle per scoprire altri misteri rimasti del sito. La porpora è un pigmento antico di origine animale, noto sin dai tempi antichi. Questo pigmento, estratto dal murice comune, un tipo di mollusco gasteropode, è stato utilizzato per tingere stoffe e tessuti, rappresentando un simbolo di status e prestigio. Le varie tonalità di porpora, che vanno dal rosso al blu-viola, erano ottenute attraverso differenti processi di preparazione. Il colore più ambito era il rosso porpora, simile al colore del sangue e del fuoco, che richiedeva un gran numero di molluschi per tingere anche solo un capo di abbigliamento. Questo pigmento era particolarmente resistente ai lavaggi, rendendolo estremamente prezioso e accessibile solo a pochi privilegiati. Inizialmente riservato all’uso sacro e regale, la porpora divenne popolare anche tra gli aristocratici romani, che la utilizzavano per abbellire i propri indumenti. I Fenici furono i precursori nella produzione di questo pigmento, che portò prosperità alle città di Tiro e Sidone, oltre che ad altre città mediterranee. Tuttavia, la tecnica per la produzione della porpora andò perduta in Europa fino al suo riscoperta nel 1833. Nell’antichità, il concetto di colore era associato alla sostanza che lo produceva, e quindi il termine “porpora” poteva indicare una vasta gamma di sfumature, dal rosso al viola, a seconda del processo di estrazione e preparazione. Questo rende il termine “porpora” ambiguo, poiché può corrispondere a varie tonalità di colore. In italiano e in altre lingue, come l’inglese e lo spagnolo, il termine “porpora” può essere associato a colori molto diversi tra loro. Ad esempio, in inglese, “purple” può indicare sia il colore porpora che il viola, mentre “violet” si riferisce specificamente al colore spettrale violetto. Infine, per antonomasia, il termine “porporato” è utilizzato per indicare un cardinale o un prelato della Chiesa cattolica. https://stilearte.it/trovato-negli-scarichi-delle-terme-romane-un-blocco-di-preziosissima-porpora-a-cosa-serviva-e-come-fini-per-essere-perduto/
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  40. Chiedo a un amica cinese se mi può tradurre l’annullo
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  41. In questa galleria non possono mancare queste due banconote della DDR, stampate, ma non emesse in circolazione: 200 e 500 marchi
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  42. In Ungheria nel 1919 era prevista l'emissione di questa banconota da 1000 korona ...chissà perché il progetto non ha avuto esito positivo spero non sia per qualche figura troppo allegorica🤔
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  43. Leggermente OT ma si parlava di ritrovamenti datati 2023 quindi mi riallaccio. Sono stato a Lubiana una mattinata e ho fatto appositamente molti acquisti in contati per avere resti. Circolano più monete italiane e spagnole che slovene . Ho ricevuto 50 e 20 cent sloveni 2007 praticamente FdC e 2 cent 2020 e 1 cent 2023 . Invece a settembre 5 giorni a Malta, anche qui poche maltesi e nessuna rilevante. In 5 giorni non ho ricevuto neanche una moneta da 1 euro maltese.
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  44. Io e l'amico @giuseppe ballauri vogliamo ringraziare @dabbenee @El Chupacabra per aver pubblicato il nostro lavoro sul numero #11 del Gazzettino. Grazie ancora. Saluti Raffaele.
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  45. Ma c'è anche il 5 lire con apertura a vite
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  46. Continuo a postare le mie preferite... Ferdinando IV Piastra 1800.
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  47. Ecco una delle tante di cui vado fiero, il Tari' del 1794 SICLIAR, ad oggi il secondo esemplare conosciuto e non riportato in nessun catalogo.
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