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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/02/24 in tutte le aree
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Carissimo. Hai pienamente ragione. Errori ce ne sono molti e io stesso ti posso assicurare che apro di malavoglia questo libro perchè..era la mia prima opera, nato sotto una cattiva stella (volevo addirittura sequestrarlo) perchè metteva in luce certi "giochini" poco leciti che si ponevano in essere in certi ambienti... Credo però che i contenuti meritano rispetto. Nessuna colpa dell'editore. Solamente MIA e me ne assumo tutta la responsabilità. Oltre a quelli da te menzionati ci sono altri errori...solo in una cosa posso dirti che non ci sono errori: nei CONTENUTI..tutto vero e purtroppo esatto in ogni dettaglio. Il volume è stato pubblicato in fretta e furia perchè si cercava di "insabbiare" tutto quanto e io questo non lo volevo assolutamente perchè i cittadini ed i contribuenti hanno il diritto sacrosanto di sapere come vengono spesi i soldi pubblici... Detto questo, puoi star sicuro che nessun lavoro è esente da errori, nessun autore escluso. E talvolta sono errori anche piuttosto significativi. Ma so cosa c'è dietro ogni lavoro...fatica, studio e tanto altro...Quindi...concedetemi e concedete a chi scrive un po' di indulgenza...e grazie degli errori che segnalate..servono per migliorarci e a me per fare sempre meglio5 punti
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Sono andato a vedermi il RIC II (ristampa dell'edizione del 1926) e la legenda AVGVSTVS HADRIANVS compare due volte, a pag. 398 dove si trovano due denari e a pag. 335 dove è scritto: ''The obverse forms, AVGVSTVS HADRIANVS and AVGVSTVS HADRIANVS P:P:, offer strong support to the theory of an identification of Augustus and Hadrian.'' Arka Diligite iustitiam3 punti
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CIAO. SÌ. Questo è il distintivo del 62° reggimento di fanteria di Suzdal. Sono famosi per la guerra di Crimea. Hanno ucciso molti inglesi con un attacco alla baionetta. Le foto sono di scarsa qualità. È necessario mostrare il retro, una foto della scatola. Chiederò agli esperti.2 punti
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Ciao @Pxacaesar Questa legenda si trova per altri sesterzi della stessa tipologia, è così raro che mi chiedo se si possa dare a questa variante del RIC 870 (nuova versione) o RIC 636 (prima edizione) un significato particolare. Probabile stesso conio di dritto conii diversi:2 punti
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Salve condivido con voi immagini della nuova banconota sterlina, taglio 50 sterline. Son riuscito a cambiare oggi delle vecchie sterline con delle nuove sterline, non mi era mai capitato di toccare banconote plastificate nuove. La banconota è bella ma devo dire che al tatto preferivo le vecchie banconote di carta. Non so se tocco argomenti già dibattuti. Saluti2 punti
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Buongiorno, mi hanno regalato questa curiosa "banconota" ( meglio dire "gadget per turisti") da 0 euro, che proviene da Lisbona, dove un collega di lavoro è andato in vacanza. Avevo già visto pseudo-banconote del genere, ma devo dire che al tatto è fatta davvero bene, ha la consistenza degli euro veri ed è molto somigliante a una banconota da 10 euro, se non si fa attenzione. Ha anche una filigrana nella parte bianca che ripete il "quadrangolo" in alto a destra.1 punto
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Da immagini su un vecchio libro, il dirigibile Graf Zeppelin, in crociera, visto attraverso un fornice dell' arco di Marco Aurelio in Oea, l' antica città dei Fenici, poi Tripoli di Libia . L' immagine complessiva del monumento, é di una cartolina illustrata della quale non é citata la data .1 punto
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ok, molto probabilmente il peso è inferiore al grammo; direi che si tratta di questa: https://www.coinarchives.com/w/lotviewer.php?LotID=7143090&AucID=8348&Lot=4152&Val=0e21c0b9e13b6aa3618e5a4a7f673b7a1 punto
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Ci sono vari modi per farlo. Il più semplice è inserire nel testo della nuova discussione con copia/incolla il link della discussione di riferimento. Buona serata Illyricum1 punto
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Però mi ha fatto riflettere e ho capito che non è ancora il momento... Saluti...Ronak1 punto
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Questo è il biglietto con asterisco (serie sostitutiva di Minneapolis, 1.024.000 pezzi stampati, non pochi ) Se fosse conservazione SPL (EF40 secondo la scala americana) potrebbe valere da 2 a 3 volte il facciale, ma secondo me a quella conservazione non ci arriva. Chiedo anche il parere di @nikita_ Gli altri potrebbero a loro volta valere qualcosa in più del facciale, interessando qualche collezionista, solo se in FDS, ma purtroppo non lo sono. Alcuni di loro raggiungono la conservazione SPL (fatto salvo che bisognerebbe vedere anche il retro), ma quella conservazione è quotata appena 15 dollari nei cataloghi, il che vuol dire, fatta la debita tara alle valutazioni, il facciale, o al massimo 1-2 dollari in più (a trovare chi te li da). petronius1 punto
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In ottone, luccicanti ed appositamente forate per essere cucite ad un indumento queste repliche facevano la loro bella figura durante le feste ps: l'anno di regno è presente (1223-11), ma essendo un'imitazione di una monetina in oro non ha nessuna rilevanza.1 punto
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Grazie mille prosit, è vero, il nickel si danneggia più facilmente rispetto l'acmonital... tu quanto la pagheresti una moneta così? Grazie torpeto per il tuo parere") Saluto...Ronak1 punto
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Salve Si tratta a mio avviso di un gettone, forse da gioco o da conto, che imita una moneta dell' impero ottomano del regno di Mahmud II (1808-1839). L' anno riportato sul rovescio anche nella moneta originale non corrispondeva all' anno di conio ma a quello dell' inizio del regno del Sultano, in questo caso il 1808. Nelle monete ottomane contemporanee originali si può risalire all'anno di conio dall' anno di regno che normalmente è riportato al di sotto della tughra. In questo caso questo gettone risulta molto approssimativo nell' imitazione e omette di riportarlo.1 punto
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Quelli che hai postato ora sono vittoriani australiani meno uno, gli altri erano vittoriani inglesi. Direi per non avere discussioni lunghissime e non mischiare nazione che quando rispondo prendo io la foto e ci apro una nuova discussione come "francobolli vittoriani australiani".. ecc.. tranquillo. Non appena riesco me li studio.1 punto
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Ciao Ares, premetto che non le colleziono (anche se mi hanno sempre affascinato) ma io nutro forti dubbi (anche sull’ultima da te postata). Troppe differenze, le bolle sembrano in ottima conservazione ma mancano troppi dettagli nelle lettere, alcuni caratteri differenti, le lettere PP II non seguono la stessa linea, scritta •S•PE •S•PA senza punti e il piombo non sembra proprio avere 900 anni. Ti posto un’ulteriore immagine della bolla dal testo SIGILLOGRAFIA di Bescapè, Vol. II è la nr. 17 A me non convince proprio.1 punto
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Avevo visto in un'asta un libro sulle Bolle Pontificie ma non ricordo quale, nè se l'asta è scaduta o meno. Ad ogni modo se ci si vuole addentrare nello studio delle Bolle Pontificie è bene spendere qualche soldino in libri https://www.unilibro.it/libri/f/argomento/bolle_pontificie .Questi sono alcuni ma se si googla ne escono anche altri. Come ho scritto in altri post, valutare una moneta o una bolla pontificia mediante foto, senza esaminarne il contorno ,oltre al D/ ed al R/, de visu non mi sembra opportuno. odjob1 punto
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Sono tipologie piuttosto falsificate, Troppo belle ,poca usura ,avrei qualche dubbio.1 punto
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Piuttosto sotto peso, ma secondo me potrebbe comunque essere un denario. Per quanto riguarda la differenza dell'immagine (serpente che curva il collo o no), ho trovato in rete alcuni esemplari simili alla tua, classificati comunque RIC 129a: https://www.acsearch.info/search.html?id=2148448 https://www.acsearch.info/search.html?id=3577232 https://www.acsearch.info/search.html?id=2830572 https://www.acsearch.info/search.html?id=2250531 https://www.acsearch.info/search.html?id=11002985 ...1 punto
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Al netto della carta stampata, che ha sempre un suo perché, ti consiglierei, almeno per l'identificazione delle monete, questo sito: Online Coins of the Roman Empire (numismatics.org) è tra i più completi online. Buona collezione!1 punto
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Ora la pubblicazione edita dalla Società Mediterranea di Metrologia Numismatica consegnata durante l’evento organizzato dalla stessa1 punto
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grazie @elledi, infatti il valore del contenuto (che sto leggendo con piacere) non è in discussione, ma non è vero che contenuto e forma viaggino su canali distinti, come è stato detto in altri commenti, e quindi si possa prescindere dalla seconda perché il primo basta a se stesso. Non lo dico io ma decenni di studi di sociologia della comunicazione. Il contenuto lo mette l'autore, la forma finale gliela dà l'editore che qui, mi spiace, ma non è stato all'altezza. Comunque complimenti a lei per l'indagine.1 punto
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Ti ringrazio per la citazione ma di medaglie non ne capisco, ho solo riportato un ritaglio con le due date, era quello che mi aveva incuriosito. Sembrano i boccoli della capigliatura1 punto
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Non so, sono perplesso. La figura in basso sembra abbia una M all'altezza del collo e che indossi un turbante1 punto
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effettivamente sembra essere questa. Grazie mille 🙏🏻 grazie!1 punto
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Più che altro l'operatore del tornio che ha creato questo ibrido è stato molto abile manualmente, ma molto poco finanziariamente visto che ha utilizzato 1 euro e 20 per creare qualcosa dallo pseudo valore di 50 cent.😄1 punto
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sui follis anonimi, benché in parte superato, è certamente utile iniziare leggendo il DOC - volume sulla collezione del Dumbarton Oaks. questi volumi sono tutti liberamente scaricabili dal sito della Dumbarton Oaks. da lì poi si possono legegre e comprendere meglio gli aggiornamenti successivi saluti Alain1 punto
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Non esistono solo i passaporti ordinari per i cittadini comuni ma ce sono di speciali fatti apposta per categorie come ambasciatori, funzionari e personale diplomatico vario, compresi i loro familiari stretti. Non sono emessi solo dai governi dei paesi ma anche dalle organizzazioni o comunità internazionali riconosciute. Ci sono ad esempio particolarità come il Laissez-passer dell'ONU: Il passaporto dell'Ordine di Malta: E l'European Union laissez-passer (ex-European Community laissez-passer), istituito nei primi anni '70. I passaporti degli Stati dell'UE seguono uno schema generale unico con varianti: sono tutti in formato B7 (88 × 125 mm), di color rosso Borgogna e riportano la scritta "Unione europea" (in precedenza Comunità europea) prima del nome dello Stato, il tutto nella lingua o le lingue ufficiali. Anche all'interno seguono uno schema comune. Unica difformità attuale è quello croato, blu scuro invece che rosso. Da qualche anno si sta diffondendo la moda di cambiare le copertine passando dal classico schema "nome Stato centrato - stemma centrato - scritta "passaporto" centrata" al rimpiccolire scritte e stemmi spostando il tutto verso sinistra, a volte anche con aggiunta di qualche decorazione. Alcuni esempi:1 punto
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Buonasera a tutti, complimenti Raffaele per il tuo articolo sul 5 Tornesi 1819 inedito. Saluti Alberto1 punto
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Oltre al testo della Caccamo si potrebbe fare una ulteriore verifica sul volume di P. Attianese, Petelia: la collezione Luigi E. Romano, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003 che purtroppo non ho al momento possibilità di consultare.1 punto
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Questo e' uno dei regali che mi sono fatto questa domenica al Convegno francese di aix les bains . Classificata direttamente sul posto dall' amico Silvio1 punto
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Direi che Arturo A. abbia colto nel segno : ho sfogliato diversi testi di decorazioni ma ancora non ho trovato questa , di cui ha ingrandito l'immagine. Saluti cordiali.1 punto
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Concordo che l'importanza di un'opera sta nel contenuto, assolutamente secondari e giustificabili gli errori di forma, che possono suscitare critiche, ma non deturpano il valore dell'opera. A volte, per esigenze di tempi, di costi, di scadenze, si trascurano particolari che potrebbero essere di migliore qualità; d'altra parte una maggior cura comporterebbe foto, ingrandimenti, descrizioni, note, che porterebbe ad aumentare pagine ed incrementare i costi di produzione. Un po' di sana tolleranza, ci permette di apprezzare meglio la fatica e l'importanza di un lavoro, che porta all'arricchimento storico culturale di tutti.1 punto
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S poi le rare tra M E "SPOILERARE" TRAME Ciao. Stilicho1 punto
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Questo materiale offre una ricerca molto interessante, diciamo che sono i pilastri filatelici della ricerca e studio. Iniziamo con questo one penny Red Questi francobolli vennero stampati nel 1858, inizialmente usando le matrici del penny black, dove venne cambiato solo il colore. Quindi gia' questo per chi li studia approfonditamente e' un interesse importante. Le quattro lettere G negli angoli ci danno addirittura la posizione del francobollo nel foglio, ..e quindi con questo materiale è possibile non solo il plattaggio del francobollo ma anche la ricostruzione del foglio che era formato da 240 esemplari. Il tuo era esattamente nella posizione 79 del foglio. Passiamo ora all' annullo.. che a me sembrerebbe il numero 1 0 7 , il tipo di annullo si chiama "Barred Numeral Cancellation" ed è l' identificativo della cittadina di Bradford nello Yorkshire, infatti questo tipo di foggia era per l' Inghilterra e Galles. Se l' annullo fosse stato su busta si sarebbe anche potuta identificare attraverso la foggia dell' annullo il periodo d'uso. Qui sotto i tipi di annulli per il 107 di Bradford. SEGUE... Per dare una corretta valutazione a questo esemplare bisogna con esattezza individuare il "plate number" che si trova esattamente nei due lati verticali dove contrassegnato. Potrebbe essere un numero che va dal 71 al 225. Consiglio di usare una buona lente o tumocolo da orologiaio. A volte e' visibile ad occhio nudo. Detto questo auguro buon divertimento con il vero senso del fare Filatelia, non sarai diventato ricco ma avrai trascorso tempo di qualità.1 punto
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Buongiorno a tutti. Il libro in esame è non solo interessante ma, addirittura, fondamentale per il contenuto. Per favore, lasciamo perdere la impaginazione e torniamo a discutere delle osservazioni che @elledi ha portato alla nostra attenzione. @fagiolino Mi permetto di consigliare a un Utente competente e qualificato come Lei di procurarsi una copia del libro, giacché troverà un sacco di notizie e di argomenti molto interessanti. Un saluto cordiale e a presto.1 punto
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Formalmente hai ragione: anche l'occhio vuole la sua parte, ed anch'io mi sono accorto di alcuni refusi. D'altra parte chi scrive, contrariamente ad altri ambiti, non è uno scrittore professionista, ma una persona che ha "qualcosa da dire" ritenendolo importante; gli si possono perciò perdonare alcuni errori non rilevati o una revisione delle bozze affrettata. Così come, di contro, l'Editore non è tale per Mission (Montenegro non è, strettamente parlando, un Editore, ma un Numismatico prestato all'Editoria) ed anche in tal caso vale quanto detto prima.1 punto
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Dovrebbe essere un distintivo della Russia zarista, nello specifico del 62' Reggimento fanteria Suzdal. Per l'originalità invece, dato lo scarso livello di dettaglio della foto, non mi pronuncio1 punto
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Buongiorno riprendo questa interessante discussione , presentando questa monetina da 50 centimes francese del 1866 (presumo) che ho trovato in un accumulo di monete varie; probabilmente ha avuto una lunga vita ....1 punto
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Un riferimento all' "argentum publicum" compare solo sui denarî 322/1b (EX. A. PV), 324/1 (PV), 325/1 (ARG. PVB), 328/1 (P), 344/1c e 344/2c (A. PV), 351/1 (P.A., che però il Mattingly scioglie in pecunia assignata o attibuta), 352/1b (EX. A. P) e 353/2 (EX. A. P.); infine, un monogramma di dubbia interpretazione (sciolto anche in Apollo o Roma) è presente sui denarî 298/1 e 353/1. Sui bronzi della serie 338 compare invece LPDAP, sigla usualmente sciolta in Lege Papiria de assis pondere (ma anche in Lege Papiria de aere publico, da Babelon, o de argento publico, da Pink) Ora, perché alcune monete avevano la menzione della loro provenienza dal metallo pubblico, e altre no? Qui si inserisce un'interessante teoria, di tuo interesse, Infatti, secondo Pedroni (Interrogativi sulla magistratura monetaria in età post-annibalica, 2000), il riferimento all'argento pubblico sarebbe una delle prove del fatto che (ordinariamente) l'argento non veniva prelevato dal tesoro dell'erario, bensì era fornito da privati che avevano preso il relativo servizio in appalto e, per questo, potevano apporre il proprio nome sui conî. Questa pratica sarebbe nata dopo la Seconda Guerra Punica dall'abitudine, maturata già in epoca molto risalente, di apporre sulla monetazione itinerante simboli (e tipi) che testimoniassero la provenienza del metallo da un determinato bottino bellico, poi anche (a partire dalla guerra annibalica) sigle (CROT, L/T, KOP, etc.) che indicassero la piazza militare dove era avvenuta la coniazione (forse per indicare che si era attinto alle risorse locali) e, infine, il nome del condottiero che aveva distribuito il bottino Questa teoria implica che i nomi impressi sulle monete, quindi, NON siano quelle dei tresviri monetales. A sostegno della tesi Pedroni osserva anche che l'unico politico di cui si sappia che è stato monetario, M. Fonteio (pretore, forse nel 75, e questore nell’84), la cui magistratura è stata tramandata da Cicerone (che lo ha difeso nel 69), non compare su alcuna moneta giunta fino a noi (Crawford, per questo motivo, lascia vuota la serie n. 347, datata a prima dell’87, nel caso che venga mai rinvenuta una sua moneta). Ti preciso comunque che la tesi del Pedroni è isolata. Secondo Crawford, la sigla sulle prime quattro emissioni argentee attesta che la moneta fu prodotta con metallo pubblico in un momento di grave scontro socio-politico (gli ultimi anni del II sec.), mentre sulle ultime tre indica la monetazione dell'eredità tolemaica. Tolomeo Alessandro, sovrano d'Egitto che - come riferito da Cicerone - lasciò il suo regno al popolo romano. Secondo Badian tale eredità fu lasciata dal primo Tolomeo Alessandro, morto nel settembre od ottobre dell'anno 88. A seguito del suo lascito un cospicuo quantitativo di metallo prezioso giunse nelle mani dei Romani e fu in parte utilizzato per coniare monete, dando modo al console dell'86, Valerius Flaccus, di ridurre i debiti di tre quarti. Secondo Crawford, che accoglie la proposta cronologica del Badian, la pecunia deposita sarebbe stata monetata tra gli anni 86 ed 85 ed i relativi denarî emessi, con legenda AP (Argentum Publicum), sarebbero appunto i denarî 352/1 e 353/1. La presenza della sigla sulle serie 344, databile alla Guerra Sociale, non trova però motivazioni. Secondo Barlow, la sigla sugli argenti indica la provenienza del metallo dall'Aerarium Sanctius, in momenti di grave difficoltà finanziaria. Secondo altri studiosi, la sigla sugli argenti va sciolta in aeris pondere e fa coppia appunto con LPDAP; entrambe andrebbero riferite alle Leges Papiriae de aere publico e de argento publico (promulgate nel 91 o nell’89 dal tribuno C. Papirius Corbo, proveniente da una nobile gens consolare divisa in ramo patrizio e ramo plebeo) e rinvierebbero a un prelievo dal tesoro pubblico, connesso con la difficile situazione finanziaria conseguente alla Guerra Sociale (attestata anche dai bronzi anonimi rrc 339, ritenuti una serie d'emergenza).1 punto
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E' stata realizzata veramente con una brutta mescola, forse non hanno voluto nemmeno riutilizzarla per quanto sia pessima! Penso che riuscirei a staccarne tanti pezzetti senza metterci tanta forza ed usando solamente le unghie, ma per tre euro non potevo di certo lasciarla, qualsiasi cosa sia la curiosità e la voglia di possederla è stata tanta. Ora riposa nel mio box e dentro questo Museo1 punto
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un aggiornamento... oggi a 18 mesi dall'inizio di questa avventura, posso dire che il lavoro finito presenterà probabilmente 1052 varianti (per varianti intendo anche semplici officine....) - tutte con almeno una foto, spesso molte di più 1200 saranno circa le immagini nella versione definitiva a oggi di queste 1052 varianti - 930 hanno una foto che va bene - 4 hanno una foto che ha delle incertezze e sarebbe bene sostituirle - 32 hanno una foto non proprio bellissima e sarebbe bene sostituirle - 26 hanno delle citazioni ma sono probabilmente ERRORI e probabilmente NON ESISTONO - 60 mancano proprio1 punto
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Così il catalogatore di una asta numismatica appena conclusa, definisce una interessante spilla in bronzo attribuita al XIII secolo . E' passata 3 giorni or sono in asta Artemide LVII al n. 767 .1 punto
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