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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/22/24 in tutte le aree

  1. Caro Tiziano siamo noi a ringraziarvi per aver partecipato. E’ stato anche un piacere ( e una scoperta) conoscere i colleghi di Aosta, appassionati anch’essi di monetazione Alessandrina. la giornata e mezza di studio e’ stata soprattutto occasione di scambio culturale, confronto, dibattito, introduzione di nuove idee e nuove ipotesi tra studiosi e appassionati intervenuti da tutte le parti ( anche dalla Cina!) in un’atmosfera cordiale anche qualche sano momento ludico 😝 qualche tempo fa si pensava ai Circoli come realtà in un inesorabile declino ma l’avvento del web, dei social e una sana voglia di aggregazione stanno dando nuova linfa a questi organismi associativi che possono fare molto per la condivisione della passione e della cultura numismatica. mi auguro ci possano essere in futuro piu’ momenti di scambio e d’incontro. Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito.
    6 punti
  2. Tra l'altro di inediti c'è ne sono in giro,basta cercare,ma prima bisogna farsi una cultura...
    4 punti
  3. Ciao a tutti! Grazie ad un amico del forum che mi ha gentilmente informato di un’asta, ho acquistato una nuova spilla da aggiungere alla mia collezione di numisaltra. Bel modulo e con i suoi 25 grammi è un piacere tenerlo in mano. Per chi non ne fosse a conoscenza, questa è la variante con i "rami corti" in basso nella ghirlanda. Cosa posso però raccontare su di una moneta che gli appassionati conoscono bene e su cui si è gia detto tutto? Meglio spendere qualche parola su cosa NON vi è rappresentato ma solo sottinteso Intanto la legenda del R: Italia libera 𝔇𝖊𝖚𝖘 𝖛𝖚𝖑𝖙! nientepopodimeno. La prima volta che quest'espressione apparve, poi sono partiti per liberare Gerusalemme. Non è il popolo che "in god we trust" a desiderarlo, ma qui è direttamente l'inquilino dell'ultimo piano a volerlo - cosa che viene anche sottolineata dalla posizione dell'indice della mano sinistra di Minerva. Minerva?? no scusate,mi sono sbagliato: quella arriva 100 anni dopo! Ma poi esattamente che cosa vuole Dio? L'Italia? Ma pure il governo era solo regionale, della Lombardia: questa benedetta "Italia" dovevano ancora farla. Naturalmente è l'ideale che conta e siamo in pieno risorgimento, ma diciamo magari che sarebbe bastato che gli austriaci si togliessero dalle scatole. Tanto per farglielo capire meglio, sono state organizzate 5 giornate a quel proposito ed all'inizio hanno pure funzionato, ma non durò a lungo. Ma per quanto tempo esattamente? beh... il 18 marzo fu la prima delle "Cinque giornate di Milano" ed il 6 di Agosto si chiuse questa parentesi. Quattro mesi?!? Ma gli insorti non avevano niente di meglio da fare che si son messi a coniare valuta? Sembra strano, ma le monete accomunano, sono un simbolo di unità. Qualche anno prima in Tirolo hanno avuto solo due mesi di tempo, ma anche lì si son subito messi al lavoro. cercate "Hofer" sul forum, se volete. Naturalmente queste tre monete - ce ne sono ancora due in oro ed argento - erano solo sulla carta destinate alla circolazione, il loro scopo era di essere un gesto patriottico. E per il resto? C'è ancora da ricordare che estiste una "cugina" emessa più tardi nello stesso anno dal Governo Provvisorio di Venezia, anche una "5" lire. Cinque? Sì, ma fatto così sembra un po' arzigogolato: guardate questi tre - sulle lire a SX ed in centro sembra lo stesso. quello a DX - simile ma non identico - l'ho o trovato su di una monetina di Carlo Alberto di qualche anno prima - forse allora il carattere andava di moda. A quelli che sono arrivati a leggere fino a qui un caro saluto, per oggi ho finito. VIVA L'ITALIA LIBERA! Njk ============== Qui i link di riferimento, se avete ancora le energie per approfondire i temi di sopra: https://it.wikipedia.org/wiki/Governo_provvisorio_di_Milano https://it.wikipedia.org/wiki/Cinque_giornate_di_Milano https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/storia/?unita=04.08 https://it.wikipedia.org/wiki/Deus_lo_volt https://en.numista.com/catalogue/pieces18063.html https://de.ucoin.net/coin/venice-5-lire-1848/?tid=77072 https://de.numista.com/catalogue/pieces38303.html https://www.lamoneta.it/topic/218793-quando-le-monete-ci-identificano/
    4 punti
  4. Buonasera a tutti, approfitto di questa bella discussione sui Tre Cavalli di Filippo IV, posto foto dei miei tre esemplari di Ante Ferit senza pretese. Saluti Alberto
    3 punti
  5. Un soldo 1862 del Veneto austriaco un kreuzer 1858 di zecca Milano Questa invece è stata una piacevolissima sorpresa e ancora mi mancava! Un bel 3 centesimi del Governo provvisorio di Venezia 1849, mai visto in ciotola ad 1€... Un paio di monetine dell'Albania italiana, che mi mancavano 0,05 le 1940 e 0,20 lek 1941
    3 punti
  6. Buona sera, mi è appena stata regalata questa moneta da mi madre, è una sterlina d'oro di Elisabetta II Windsor. Incisa da Arnold Machin e coniata dal 1974 al 1984 tranne nell'anno 1975 e 1977 per un totale di 36.500.000 pezzi. Legenda: ELIZABETH.II.DEI.GRATIA.REGINA.F:D: Dritto: Busto della Regina rivolta a destra, con un diadema. Rovescio: San Giorgio a cavallo che uccide il drago con la spada. La data sotto la linea di esergo con le lettere piccole B.P. a destra. Bordo: Zigrinato. Tipo: Coronata giovane (2⁰ tipo) Diametro: 22.12 mm Peso: 7.98 g, 7.32 di oro 22 kt
    2 punti
  7. Che poi non è nemmeno un'inedito "tipologico", ma di un simbolo di cui sicuramente tutti noi ne abbiamo in collezione non ancora censiti...
    2 punti
  8. Aggiornato elenco #1 con Collezione Whiteway: https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5383564g/f11.item.r=venezia
    2 punti
  9. Aggiornato elenco #1 con la Collezione Vaccari: https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5383440z/f13.item.r=venezia
    2 punti
  10. Complimenti al Circolo Numismatico Ticinese per lo splendido Simposio. Relatori di elevatissima caratura ed accoglienza come di consueto più che calorosa. Un evento da Annales!
    2 punti
  11. Ritornando sul discorso della ribattitura mi sono soffermato su 2 monete in particolare,basandomi principalmente sul peso,il diametro e la presenza della lettera V che vediamo davanti al nome del Re e che potrebbe appartenere alla legenda della moneta che ospita il 3 cavalli... La prima è il 3 cavalli con rovescio anepigrafo di Filippo III,con con peso che oscilla tra i 2,58 e i 3 grammi e un diametro che varia dai 20 ai 24 millimetri (fonte:"La moneta napoletana dei Re di Spagna nel periodo 1503-1680, di Pietro Magliocca,pagina 189,numeri 85,86,87 e 88)... Con legenda al dritto che recita: PHILIPP.III.D.G.REX.ARA.V +...
    2 punti
  12. Buongiorno In effetti somiglia a questa del link https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VIT1/1
    2 punti
  13. Eccolo: https://www.ngccoin.com/certlookup/6894101-012/65/
    2 punti
  14. Buona sera, concordo purtroppo con il parere dei colleghi. Ho smanettato un po' con i livelli dei colori e vi mostro quello che ho ottenuto (ho scritto in bianco le cifre che mi pare si intravedano subito sopra): Personalmente mi tengo molto lontano da presunte varianti di colore, meduse gialle, viraggi azzurrini, numeri verdi, gialli e... fantasma. La truffa è sempre dietro l'angolo.
    2 punti
  15. Egregi "la monetiani". Come ogni anno, in qualità di organizzatore, presento la manifestazione VENEZIA NUMISMATICA giunta alla sua IX edizione, che si terrà il giorno 19 ottobre 2024, dalle 9.15 alle 17.00, sempre presso il Novotel, sito in Via Ceccherini 21, immediatamente adiacente all’uscita Castellana della Tangenziale di Mestre.. L'appuntamento, che si rinnova dal 2016, è diventato un appuntamento apprezzato per : - la signorilità dell'ambiente; - la qualità dei commercianti presenti; - la possibilità di potersi godere la visione delle monete senza la preoccupazione e la concitazione presente nelle altre manifestazioni. A tal proposito alcune considerazioni. La SICUREZZA per me è il VALORE ASSOLUTO. Gli episodi che hanno toccato tanti commercianti, me compreso, mi hanno spinto l'anno scorso ad adottare una procedura di registrazione all'evento, oltre a potenziare la presenza della Vigilanza armata. Questa procedura, a parte qualche naturale diffidenza, è stata non solo compresa (perché fatta a tutela di tutti coloro che accedono alla manifestazione), ma anche appoggiata. A titolo informativo l'anno scorso tutto questo insieme di iniziative e di procedure ha permesso di individuare e monitorare due soggetti sospetti che sono stati controllati dalle Forze dell'Ordine presenti, e che si sono allontanati senza ulteriori problematiche. Il sito di appoggio per la registrazione è numismaticaitalia.com, dove ci sarà un'apposita sezione dedicata e dove sono annotate le indicazioni logistiche per poter arrivare al sito nella maniera più consona. Oltre alla collaborazione di Maurizio Sangineto (Sangy), https://www.ideazioni.it che avete conosciuto lo scorso anno e che ha creato i progetti Numismarketing e Numismatica Italia, recentemente ho avuto la disponibilità per la collaborazione di Imago7, https://imago7.it con la sua titolare Antonella Bruno, azienda specializzata nell'organizzazione di eventi con molti famosi brand a livello nazionale ed internazionale. Il tempo non è molto, ma cercheremo di dare il massimo per organizzare una manifestazione all'altezza. E comunque per gettare le premesse di un prosieguo con uno sviluppo di questa e di altre iniziative per ridare dignità e importanza alle manifestazioni in presenza, ormai sempre più abbandonate a cliches di sempre minore interesse nel pubblico. E' in preparazione anche una sezione culturale, in fase di definizione, che si terrà sempre nell’adiacente Sala Firenze, di cui parleremo nei prossimi giorni. Sempre a disposizione e tenetevi in contatto!!! Stefano Palma – alias Sivis
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  16. LA BIRO, UN’INVENZIONE UNGHERESE Accanto al cubo di Rubik e caffè Illy, anche la penna a sfera, che per noi italiani è comunemente detta biro, ha origini ungheresi. Prende infatti il suo nome dal giornalista ungherese László József Bíró, che l’ha brevettata nel 1938. COME È NATA L’IDEA? Come spesso capita per le grandi innovazioni, sembra che il signor Bíró abbia tratto ispirazione da una cosa estremamente semplice: ha visto dei bambini giocare a bocce. Ha notato infatti che le bocce, attraversando una pozzanghera, ne uscivano lasciando un tratto omogeneo sul terreno. Da lì, l’illuminazione: il meccanismo poteva essere sfruttato per la scrittura, inserendo una sfera nella punta della penna e impregnandola in un inchiostro sufficientemente viscoso (affinché non si seccasse). IL BREVETTO IN GRAN BRETAGNA E LA VENDITA AL BARONE BICH La penna a sfera non è stata brevettata in Ungheria. A causa dell’antisemitismo, infatti, Bíró aveva dovuto lasciare la sua patria e ha depositato il brevetto in Gran Bretagna nel 1938, insieme al fratello György che faceva il chimico. Successivamente, si è trasferito in Argentina e lì, nel 1940, ha aperto la sua fabbrica “Biro. Penne di Argentina”. Sfortunatamente, in pochi anni Bíró è stato costretto a vendere il brevetto ad un barone francese: Marcel Bich. Questo tipo di prodotto necessitava infatti di un ingente investimento iniziale, che non era sostenibile per il giornalista ungherese. Ironia della sorte: l’inventore, Bíró, è morto in ristrettezze economiche, mentre il Bich è diventato ricchissimo con la sua penna Bic, che ha perso la h finale del cognome del barone ed è diventata la più venduta al mondo. DA LUSSO A OGGETTO COMUNE Per quanto al giorno d’oggi avere una penna a sfera rappresenti una cosa assolutamente normale, per molti anni è stata un vero e proprio lusso. Si pensi che il prezzo medio negli anni ‘40 era attorno ai 12,50 dollari (una cifra esorbitante per l’epoca). Con la produzione di Bich negli anni ’50, invece, la penna è diventata accessibile a tutti. Veniva prodotta in plastica, consentendo un prezzo molto inferiore al modello originale (di circa 0,50 dollari a pezzo). UNA DIFFUSIONE NON FACILE Nonostante le bic fossero economiche, non hanno avuto immediata diffusione. Le insegnanti dell’epoca, infatti, sostenevano che per una bella grafia fosse imprescindibile l’uso di inchiostro e pennino. Imparare a scrivere seguendo le regole della calligrafia del tempo non era possibile con le penne a sfera. Questa ostilità era talmente diffusa da comportare un divieto di utilizzo delle bic presso le amministrazioni pubbliche e gli istituti di credito italiani fino al 1961. Qualora i documenti venissero firmati con una penna a sfera, venivano rigettati. Successivamente, la praticità ha avuto la meglio sui canoni della vecchia scuola. Nel 2005 Bic ha raggiunto il traguardo di 100 miliardi di prodotti venduti. Una curiosità: ogni penna (secondo quanto affermato da Bic) consente tre chilometri di scrittura. Grazie a Bic, facendo due conti, è come se l’intera umanità avesse coperto la distanza dalla Terra a Marte per 5.892 volte. PARTNERS ntyioon egbnk https://ungherianews.com/2023/03/16/la-biro-uninvenzione-ungherese/ La biro: l’invenzione che ha cambiato il modo di scrivere e disegnare La penna a sfera sta per compiere un secolo e da almeno settant’anni è popolare in tutto il mondo. Questa invenzione, che ha soppiantato nell’uso comune la vecchia e macchinosa stilografica, non smette mai di mostrarci le sue infinite possibilità. Piace agli scrittori e ai pittori di ieri e piace, soprattutto, ai giovani artisti di oggi. Addentriamoci nella storia della “biro” e nei suoi usi artistici più interessanti. La lenta nascita della penna a sfera: tutto ebbe inizio con Leonardo Chi ha inventato quella che tutti, oggi, chiamiamo “biro”? Questo termine è entrato in uso in italiano grazie allo scrittore Italo Calvino, il quale soleva chiamare in questo modo la penna a sfera, riferendosi al nome del suo inventore: László Bíró. Ma la storia di questa invenzione, come di molte altre, non è tanto semplice e lineare come sembra. Il primo a concepire l’idea di una penna a sfera fu un personaggio a noi molto noto: Leonardo da Vinci, grande scienziato, artista e…scribacchino! Ma ci vollero diversi secoli perché la sua intuizione di un “ingegno scrittoio” a sfera venisse veramente realizzato. Dopo Leonardo, a inventare la penna a sfera ci provò un americano vissuto alla fine dell’800, tale John J. Loud. Egli ideò la penna e il meccanismo a sfera inchiostrata, ma il suo prototipo aveva un grave difetto: non scriveva sulla carta, andava bene solo per il legno o altre superfici dure. Era quindi del tutto inutile. Così Loud lasciò perdere e si disinteressò per sempre alla produzione di penne. Ma negli anni ’30 un giornalista ungherese naturalizzato argentino di nome László Bíró scoprì il progetto di Loud e provò a migliorarlo. László Bíró, il papà della biro Da giornalista, Bíró utilizzava la penna quotidianamente e conosceva tutti i difetti delle tradizionali stilografiche, tanto belle quanto scomode: queste penne lasciavano le mani sempre macchiate di inchiostro e, per di più, erano tutto fuorché economiche. Ebbene, Bíró decise di “inventare” finalmente la penna a sfera trovando il modo di farla funzionare, e ci riuscì grazie all’aiuto del fratello chimico. Questi inventò una formulazione di inchiostro, simile a quello tipografico, che si dimostrò più adatto alla nuova penna. Ecco cos’era mancato a Leonardo da Vinci e a John J. Loud: i loro progetti erano validi, solo la composizione dell’inchiostro era sbagliata! E così László Bíró (1899-1985), finalmente, divenne ufficialmente il padre della “biro”. L’invenzione fu brevettata in Inghilterra e Ungheria, ma, allo scoppio della guerra, Biró, di origini ebraiche, fu costretto a fuggire e a rifugiarsi in Argentina, dove la penna a sfera fu perfezionata, prodotta e messa in vendita per la prima volta nel 1945. La penna originale era in metallo, si comprava ad un costo abbastanza contenuto e poi andava semplicemente ricaricata, finito l’inchiostro, con le apposite cartucce. Marcel Bich e la rivoluzione di plastica Ma chi trovò il modo di decretare il successo della nuova invenzione fu l’imprenditore francese Marcel Bich, il quale acquistò il brevetto da Bíró e fondò la società, ancor oggi molto famosa, detta Bic. La sua idea era semplice: usare la plastica per fabbricare penne così economiche da poterle gettare via quando esaurite, senza doverle mai più ricaricare. Oggi sappiamo che l’usa e getta è meno conveniente di quanto sembri, ma all’epoca fu una rivoluzione. Oggi, biro e bic sono nella nostra lingua dei perfetti sinonimi di “penna a sfera”. Tanto è stato il successo dei primi avventurieri della “nuova scrittura”! Un successo che, precisiamo, non sembra destinato a tramontare neppure nell’era degli smartphone e dei computer. Rispetto al passato scriviamo sempre meno, eppure in casa o in ufficio non può mai mancarci un set di biro per appuntare numeri di telefono, spese da fare o fugaci pensieri poetici. Un nuovo modo di disegnare e progettare Immediata e sempre pronta, la penna a sfera inaugura un nuovo rapporto tra idea e realizzazione creativa. Fra i primi a intuirlo fu Giacometti. Alberto Giacometti (1901-1966) Il famoso pittore, scultore e incisore svizzero affermò una volta: “di qualsiasi cosa si tratti, di scultura o di pittura, è solo il disegno che conta”. Questa sua fede nel disegno, non certo scontata, lo portò a realizzare moltissimi schizzi e opere su carta (ritratti, manifesti…), a volte utilizzando come “pennello” proprio la penna biro. In lui è particolarmente evidente l’importanza dell’immediatezza, quel rapporto istantaneo tra idea ed espressione che solo la biro può garantire. È l’inizio di un nuovo metodo di pensare e progettare l’opera.
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  17. Per il tipo non è male il qSPL nell'insieme ci sta. Al dritto c'è una minima usura su baffi e capelli, colpettini vari al bordo, altrimenti era un SPL👌🏼
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  18. Complimenti @Meleto ciotola ricca. A me piace molto il centesimo del Canada 1891 e il 0,05 LEK Albania. Ottima anche la conservazione . Sono monetine che solitamente superano tranquillamente 5 euro. saluti
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  19. DE GREGE EPICURI Visto che nessuno si sbilancia...è a cavallo fra la riduzione onciale e quella semi-onciale, quindi stiamo fra il 120 ed il 90 a.C. Però potrebbe far parte di quelle emissioni semi-ufficiali, soprattutto spagnole, di datazione anche più tarda. Per dire di più occorre essere molto bravi, anche perchè alcuni apparenti segni (es. una stella davanti alla prora?) potrebbero essere degli artefatti dovuti alla consunzione.
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  20. Puoi tranquillamente maneggiarla a mani nude prendendola per i bordi. Io faccio così. Nessun problema. Se lasci ditate visibili, intervieni subito e banalmente e con leggerezza con un panno in microfibra. La puoi conservarla in vari modi: la capsula è uno di questi. Ti tutela anche da eventuali cadute. Oppure puoi metterla in un piccolo espositore (soluzione più costosa), qui ne trovi anche di molto piccoli: https://www.coinsandmore.it/?gclid=Cj0KCQjwgL-3BhDnARIsAL6KZ697rUinlztmpO5fnuhp-lN88GzUtNfyf-1gdp_2uQf9sMffc2nFAS4aAtXeEALw_wcB Per il discorso della pulizia, credo che tu ti riferisca a quella piccola parte nera in alto al dritto. Mio consiglio: NON toccare nulla. È una cosa normale, fa parte del vissuto della moneta, è il nulla. Considera che io son ben contento, mentre visiono le monete alle aste, di trovare particolari simili (come anche piccole tracce di sporco, o annerimenti), perché sono indice del fatto che la moneta non dovrebbe essere mai stata lavata. Una moneta del genere non va toccata: la rovineresti solo (comunque un possibile intervento, che non fa danni, potrebbe essere con un intervento locale con cotton fioc imbevuto con acetone puro, ma ripeto, io non ci proverei a farlo)
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  21. Moneta "lucidata" peccato perché nonostante l'usura (comunque uniforme) presenta dei bei campi. Per me in conservazione q.BB. Qui sotto posto per confronto un esemplare in buona conservazione:
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  22. Cioè 4 mesi fa? Va beh se il fortunato acquirente necessita di un broker numismatico io sono disponibile vanto una carriera nel viceregno quasi ventennale, per stipendio e benefit ne parliamo in privato. 😅 Scherzi a parte, è evidente che mancano le basi per lo studio di questo periodo e basta un "inedito" a fare cadere certi "collezionisti". Per altro essendo l'asta Varesi di 4 mesi fa, non me la sento nemmeno di criticare la ACM per riportare l'inedito in descrizione. Di sicuro manca nei libri, ma il problema è chi offre 🤦🏻‍♂️🤦🏻‍♂️🤦🏻‍♂️
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  23. Ringrazio Genny per l'approfondita ricerca, per tutto il lavoro svolto attorno a questa monetina, da me inizialmente poco considerata, e per i risultati raggiunti. Oggi mi sono impegnato in foto più dettagliate, nel tentativo di scoprire altri particolari, ma non sono riuscito in nulla. Allego le foto scattate oggi. Ringrazio per l'attenzione.
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  24. Ecco delle nuove foto (leggermente migliori)
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  25. Un punto importantissimo è proprio questo : chi partecipa in presenza a fine evento può anche vedere e "toccare" dal vivo le monete ( per lo meno alcune in questo caso) oggetto della discussione.
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  26. Un gran bell' esemplare. Io la vedo bene tra mSPL-qFDC Quindi voglio dire una via di mezzo tra le due conservazioni
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  27. Cartolina illustrata in n tariffa per l'interno 5 parole, con 20c carminio , torre del Marzocco, 50°ann. della R. Accademia Navale di Livorno emesso il 28.11.1931. Bell'annullo di partenza meccanico, Verona ferrovia con linee ondulate a dx del 23.12.1931.. .. annullo di arrivo frazionario di Sava del 2?.??.?? Affrancatura quotata. La cartolina dal lato immagine è DELIZIOSA, disegnata dall' illustratore Emilio Colombo che disegno' moltissime cartoline art decò. Purtroppo di questo disegnatore non esistono notizie. La cartolina è un CAPOLAVORO sia dal lato postale che dal lato immagine, DI VALORE.
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  28. La seconda moneta potrebbe essere un sestino di Giovanna e Carlo,con un peso che oscilla tra i 0,90 e i 3,63 grammi e un diametro che varia dai 15 ai 21 millimetri (fonte:La moneta napoletana dei Re di Spagna nel periodo 1503-1680,di Pietro Magliocca,pagina 27, numerio 15 e varianti)... Con legenda al dritto: LETICIA:POPVLI+... E al rovescio: IVSTUS:REX ❁... Verosimilmente si era già discusso qualche anno fa di un tre cavalli ANTE FERIT ribattuto su un sestino di Giovanna e Carlo...
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  29. Una piccola foto di gruppo delle più piccole a 50 cent, tranne la East Africa ad 1€ 50 heller 1940 Protettorato di Boemia e Moravia 2 centimes Belgio 1874 2 pfennig 1907 Berlino 1 cent 1924 East Africa Infine ad 1€ anche questa monetina ottomana in argento (post 1876) ma senza data di Abdulamid II 2 Kurus Abdulamid II, il rovescio è purtroppo quasi totalmente liscio
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  30. Ieri ho fatto un rapido salto in mattinata al mercatino, ecco le pescate da ciotola ad 1euro o meno l'una! Cominciamo da queste due monetine che mi mancavano entrambe 10 pennia 1916 della Finlandia russa a nome di Nicola II 2 mils mandato britannico di Palestina 1927 Due monetine canadesi da un centesimo, una di Vittoria 1891 e l'altra di Giorgio V 1916 (quest'ultima regalata in più). Quella di Vittoria è molto piacevole sia nella patina che nella conservazione. Queste monete italiane già le avevo ma le ho migliorate Carlo Felice un centesimo 1826
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  31. mi raccomando non lavarla, la patina pùò certificarne l'autenticità, sarebbe una bella scoperta.
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  32. 1 punto
  33. Penna a sfera Aurora Thesi ultrapiatta in metallo satinato. apollonia
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  34. Buongiorno. Sono due cose differenti. L’attestato di autenticità contiene in genere una foto dell’esemplare esaminato, permettendo di lasciare la moneta libera. La sigillatura in bustina racchiude la moneta ed esprime il parere di autenticità e ne attesta l’autenticità.
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  35. Vorrà dire che ce ne ricorderemo per le prossime richieste di identificazione.
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  36. Civitas AQUILANA, come questi. Ribattuto come detto da te
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  37. MA NON CAPITE CHE QUESTI MAGNIFICI ANNUNCI SONO FATTI APPOSTA PER NOI? ORA NON RESTA CHE TIRARE FUORI I DOPPI E VENDERLI A CENTINAIA DI EURO! 😁 ...e io che da bravo pirla ho comprato la mia con gli euro 😫
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  38. Il sogno americano? Negli ultimi decenni dell'Ottocento la società americana divenne sempre più stratificata. Da un lato, come abbiamo visto, c'era la classe lavoratrice più umile costituita dagli immigrati, all'altro estremo della scala sociale stava nascendo una nuova aristocrazia corporativa: nel 1892 il 9% delle famiglie americane possedeva il 71% della ricchezza del paese. Nel 1893 il New York Times pubblicò un elenco di 4047 milionari: tanti, al punto che per essere considerati davvero ricchi, bisognava essere plurimilionari. Dopo il 1880 il divario tra ricchi e poveri trovò uno specchio fedele nella struttura urbanistica delle grandi città: a pochi isolati di distanza dagli slum degli immigrati sorgevano le magnifiche dimore dei principi del commercio, dei baroni delle ferrovie, dei banchieri di Wall Street. Furono quattro di loro, in particolare, ad assurgere a simbolo della nuova, grande ricchezza americana: una ricchezza non esente da ombre, se è vero che furono soprannominati The Robber Barons, un titolo che non ha bisogno di spiegazioni. Erano (nella foto da sx a dx) John Pierpont Morgan (banche e finanza), Andrew Carnegie (acciaierie), John D. Rockefeller (petrolio), Cornelius Vanderbilt (ferrovie). Uomini che si erano, almeno in parte, fatti da soli (in particolare Andrew Carnegie, che secondo alcuni avrebbe ispirato a Carl Barks il personaggio di Paperon de' Paperoni ), contribuendo ad alimentare un mito già vivo nella cultura statunitense, e particolarmente sentito negli ultimi decenni dell'Ottocento, quello del self made man. Anche molti romanzi popolari contribuirono a diffondere l'idea che anche un ragazzo povero, purché dotato di talento, potesse far fortuna nel mondo degli affari se lavorava duramente, dimostrava coraggio, e aveva, naturalmente, un pizzico di... The American dream at his best La realtà, ahimé, era ben diversa. Una serie di studi condotti sulle personalità di maggior successo degli affari e dell'alta finanza, hanno rivelato che una notevole percentuale di costoro era nata in una famiglia agiata, e che, citando William Miller, l'autore di uno di questi studi "i poveri ragazzi figli di immigrati o i poveri ragazzi di campagna, che insieme costituiscono non più del 3% dei grandi uomini d'affari di inizio '900, hanno sempre avuto un ruolo molto più importante nei libri di storia americana che non nella storia americana." La conferma viene anche da una ricerca sulla mobilità della classe operaia (sempre riferita agli ultimi decenni dell'Ottocento). A Newburyport (Massachusetts) gli operai e i loro figli raramente arrivavano a ricoprire incarichi direttivi, o anche solo di funzionari: il tipo più frequente di mobilità era il passaggio da un lavoro generico a uno semiqualificato, o da questo a uno specializzato. Il "sogno americano" era un sogno per pochi petronius
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  39. Di questa serie vorrei segnalare una curiosità.. ..del 25c verde e del 50c violetto esistono delle "imitazioni di propaganda" con varianti ironiche nel disegno e nella dicitura creati dai servizi d'informazione alleati nel 1941. Di queste imitazioni bisogna fare attenzione perché NON SI CONOSCONO esemplari usati. L'originale L'imitazione di propaganda
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  40. Sessione pomeridiana, moderatore Angelo Geissen Relazione Bernhard Woytek Relazione Giovanni Maria Staffieri Relazione Sandra Matthies Relazione Andrew Burnett Relazione Adriano Savio Un plauso al Circolo Numismatico Ticinese per la perfetta organizzazione del Simposio, grandi Relatori internazionali ed una accoglienza e simpatia senza pari, il Centro Culturale Numismatico Milanese ringrazia per la calorosa accoglienza.
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  41. Stessa asta Lot 342. Estimate: 1000 EUR KYRENAIKA. KYRENE Hemidrachme ø 10mm (1,70g). 490 - 475 v. Chr. Vs.: Silphionfrucht. Rs.: Kopf des Zeus Ammon in Quadratum incusum n. r. Buttrey, Periode I, Gruppe 2, 83; Traité 2022; BMC 2627; SNG Cop. 1169; Rosen 763; Müller 28. RR! ss Ex Apollo to Apollo Collection; ex CGB Mail Bid Sale 59, Paris 2013, Los 139; ex Slg. Thierry de Craeker; ex Slg. Michel Becuwe, erworben 1975. Vgl. Classical Numismatic Group Triton XXII, 2019, Los 431. apollonia
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  42. Gorny & Mosch Auction 306 Lot 338 KYRENE. Tetradrachme ø 26mm (16.78g). 480 - 435 v. Chr. Vs.: Silphionpflanze. Rs.: Kopf des bärtigen Zeus Ammon mit Widderhörnern n. r., davor KYPA, das Ganze in Perlkreis. BMC 42 (Taf. V, 16 stgl.); Boston 1310; Babelon Traite III, Taf. 263, 5. R! Wundervoller, ästhetischer Stil! Ex The New York Sale XXX, 2013, Los 243 (Taxe 25.000,- $). Die wichtigste Grundlage für Kyrenes wirtschaftliche Prosperität war die Silphionpflanze, die nur in der Kyrenaika wuchs und sich anderswo nicht kultivieren ließ. Der aus ihr gewonnene Lasersaft war als Arzneimittel so begehrt, dass er mit Silber aufgewogen wurde. Im 1. Jh. n. Chr. war der Silphion größtenteils ausgerottet - laut Plinius n. h. 19, 39 wurde der letzte noch auffindbare Stengel Kaiser Nero zum Geschenk gemacht. Condition: Herrliche Sammlungstönung, Rs. kleiner Schrötlingsfehler an der Schläfe, ss Starting price 6.000 €, Estim. Price7.500 € apollonia
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  43. Quello che possiamo già dire riguarda la tua moneta: Non è un’imitativa e non è nel RIC V, (la figura di Providentia con bastone/scettro e cornucopia, un globo ai piedi, è diversa dal RIC V 516) ma non sorprende perché le varianti sono numerosissime, sopratutto dopo la scoperta di alcuni ripostigli (Frome Hoard nel 2010, 160 kg, 52 500 monete di cui 850 denari/antoniniani di Carausio). Per saperne di più bisognerà aspettare l'aggiornamento della parte del RIC V dedicata a Carausio ed Alletto, affidato a Sam Moorhead (British Museum). Pubblicazione presentata come imminente qualche anno fa. Sicuramente certe monete fra i numerosi « unattributed coins » di Carausio verranno assignati a qualche zecca conosciuta (Londinium/zecca RSR, Camulodonum) Lo sto aspettando con molta curiosità, la monetazione di Carausio/Alletto è molto ricca e non è mai stata studiata nel suo insieme. Fra l’altro mi chiedo se verrà confermata la zecca di Rotomagus (Rouen). Possiamo solo notare al momento la stretta somiglianza di stile della tua moneta con alcuni antoniniani di Camulodunum. Non mi ricordo la tua moneta di Alletto?
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  44. Sì Aemilianus, concordo in linea di massima con quanto hai espresso ma a mio parere devi considerare la questione da un'altra prospettiva. Non è che fossero emissioni atte ad ottenere un guadagno (il fine ultimo del falsario, quale esso sia - tra l'altro recentemente ho visto una moneta da 20 €cents... che ci guadagni su?) bensì a stabilizzare un sistema microeconomico locale. Mi spiego... Chi mi conosce da anni sa del mio pallino per i c.d. "small changes" ovvero la miriade di piccole transazioni economiche che di in sè sono quasi insignificanti ma muovono alla fine grossi volumi di denaro... NB: attenzione, parliamo di moneta fisica, non riferiamoci mentalmente a transazioni tramite carte di credito che nulla hanno a che fare con il mondo antico (perlomeno fino alle prime banche del MedioEvo) etc... e ci fuorviano. Esempio: Primo Impero. I possedimenti imperiali si espandono raggiungendo il loro maximum territoriale sotto Traiano. L'esercito riceve una paga in denari. Il legionario riceve la diaria e, dopo aver accantonato una parte e aver devoluto una piccola parte alla cassa del suo forte, va a spenderne parte nella taverna... o acquista un bene personale nel vicus sorto accanto al forte legionario... o si reca nel lupanare. Pago il manufatto, la brocca di vino, la prestazione... consegno un denario e mi sento rispondere "mi spiace ma non ho il resto. Ti dò ancora mezza brocca di vino o ti faccio credito...". Lui sollecita il resto ma... "ghe nè minga!". E parte la zuffa. Va beh, l'ho romanzata al massimo per stressare un principio. Che puoi riprendere per valido più recentemente, salvo la zuffa finale . Primi anni 70 del 1900. Scarsità di moneta di piccolo taglio. Soluzione: "... I miniassegni furono un particolare tipo di denaro che circolò in Italia, nella seconda metà degli anni settanta, in sostituzione delle monete metalliche che in quel periodo scarseggiavano, e che fino ad allora erano state sostituite da caramelle, francobolli, gettoni telefonici e, in alcune città, anche da biglietti del trasporto pubblico." Ossia: non voglio le caramelle, i francobolli o i biglietti del trasporto pubblico. Voglio un resto che sia spendibile ed accettato, dopo aver bevuto mezza brocca di vino, anche dall'artigiano che mi vende una cintura o dalla professionista del lupanare. Il gettone si avvicina come idea ma il miniassegno ancora di più: non lo emette la Banca Centrale (lo Stato) ma una sua affiliata (le varie banche ed istituti di credito - nel panorama romano antico l'esercito che è emanazione dello Stato). Quali erano i miniassegni del Primo Impero? monete bronze di emissione civiche locale (vedi area tracia dove le emissioni cittadine coadiuvavano quelle ufficiali o le monete bronzee di produzione locale "celtica" in area germanica belgica) monete bronzee di emissioni civiche distanti (vedi le emissioni di Ebusus e Massalia nell'area campana dovute ai traffici commerciali con Ibiza e Marsiglia) monete fuse di area gallica di epoca gaiana sezione di nominali maggiori (vedi gli assi tardo repubblicani tipo Nemausus nei forti di area germanica) appunto i limes falsa che erano copie fuse (sottopeso e sottomisura) di monete ufficiali a mio modesto parere emesse dallo stesso esercito per necessità in aree dove la scarsità monetale di spiccioli era molto sentita e cui non si poteva derogare ricorrendo alla moneta locale. I limesfalsa non sono specifici dell'area di Carnuntum (dove furono identificati per la prima volta) ma di ampie aree lungo il limes danubiano (e seguendo George Boom ["Counterfeit Coins in Roman Britain," ] anche della Britannia, altra area a bassa circolazione monetale) per cui non si tratta di un fenomeno locale ma diffuso che trova il suo "perchè" nella scarsità monetale in aree marginali dove la produzione locale (ovvero l'utilizzo sussidiario) non può colmare un deficit di questo tipo. Pertanto un costo indubbiamente c'era ma diventava un aspetto secondario e tutto sommato accettabile sia rispetto a quello che avrebbe richiesto una produzione centrale di sufficiente portata (si consideri materie prime, costo produzione e trasporto) sia al fatto di evitare sedizioni/rivolte da parte delle milizie con conseguente instabilità/usurpazioni e loro conseguenze. NB: ribadisco il fatto che limesfalsa è un fenomeno simile ma nel contempo diverso dai denarius limes ovvero dalla produzione di denari in bronzo che avevano valore locale in momenti di attardamento di distribuzione degli stipendia * (e quindi a tacitare eventuali "mugugni" delle truppe di stanza). I limefalsa in genere coprono nominali bronzei fusi, i secondi denari confezionati in lega bronzea. * provate per diletto a calcolare il fabbisogno di produzione monetale di argento delle Legioni di stanza nei territori perifici dell'Impero - ed erano la maggioranza - e riflettete sulla difficoltà di trasportare (con i mezzi dell'epoca) e distribuire questa massa importante alle truppe al fine di evitare rivolte. Vi passo solo questi dati, semplificando e non considerando che poi vi erano vari gradi (es. centurioni), pretoriani, ufficiali e cavalieri che guadagnavano di più: epoca severiana 33 Legioni pari a 442.000 armati che portavano a casa almeno 450 denari all'anno del peso medio di circa 3 - 3,2 g cadauno del tenore del 46% di argento... pensate ai volumi, ai pesi di cui parliamo e alle quantità in termini di metallo fino... Il tutto espresso con la massima umiltà e al fine di scambio di opinioni in merito a quanto esposto. Spero di esser riuscito compiutamente ad esprimere i miei pensieri... Saluti Illyricum
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  45. Uno sguardo d’insieme della mia piccola raccolta. Per un po’ mi fermerò a studiare 😜
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  46. Non credo che ci siano significati particolari nel posizionamento della N. Semplicemente durante la composizione del conio succedeva che mancasse spazio nella posizione normale, ovvero tra la legenda e la spada, e quindi veniva messa tra la spada e il Santo (variante molto più rara). Arka Diligite iustitiam
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  47. Vedi caro @nikita_non sei diventato ricco perchè quelli che hai tu, giustamente anche se le banconote non lo sono mai, li chiami "straccetti", quelli che hanno gli altri li chiamano "rarità" e per la gente comune "rarità" vuol dire tanti soldi. L'amico di un mio conoscente aveva una moneta rarissima e la teneva gelosamente nascosta facendola vedere come fosse una reliquia, perchè un"esperto"??? gli aveva detto che era una moneta "vecchia" e che valeva tantissimo; dopo varie richieste sono finalmente riuscito a vedere questa rarità. Era un 5 centesimi di V.E.II del 1861 Milano in condizioni B ad esser larghi. Quando gli ho fatto notare, catalogo alla mano, che la moneta è stata coniata in 210.000.000 di pezzi e che in quelle condizioni non valeva praticamente nulla, apriti cielo... non riferisco cosa è uscito da quella bocca, ma potete immaginare. A tutt'oggi è ancora convinto di essere "ricco".
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