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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/06/24 in tutte le aree

  1. Nizza Cavalleria; l'aspirante medico Meschini Armando riceve, in zona di guerra, uno scritto datato 31 agosto 1916. È molto probabile, leggendo la cartolina, che chi scrive sia il suo papà, anche perché a un certo punto scrive "sappiamo che hai ricevuto il pacco. Tutto bene?!" E chi poteva mandare un pacco in zona di guerra se non i genitori del cavaliere Armando? Rodolfo, questo il nome del papà, che poi scrive del secondo figlio Flavio che (quasi certamente era anche lui al fronte) si lamenta per le grandi fatiche e per dei "furti ricevuti". Ecco spiegato quel "Tutto bene?!" La lettera finisce "Ti prego volermi rispondere presto e ti bacio con affetto". Una frase che rivela tutta la sua preoccupazione per i giorni a venire nell'attesa di ricevere la prossima lettera. In attesa di altre notizie comprese quelle di ordine postali, auguro una buona serata a tutti.
    3 punti
  2. Ciao a tutti, visto che, contrariamente a quanto dichiarato qualche tempo fa, sono ancora impantanato nella meravigliosa palude della monetazione del periodo repubblicano, ho il piacere di condividere con voi un paio di regali anticipati che mi sono fatto come di consueto per compleanno + Natale. Si tratta di due denari che ho decido di inserire in un unico post visto i soggetti che rappresentano, li presenterò in ordine cronologico. Il primo è un denario della Gens Tituria raffigurante Tito Tazio, il re dei Sabini poi divenuto Re "dimenticato" di Roma visto che non viene mai considerato nella lista dei "7" (con lui 8 ) Re e convenzionalmente a quanto ho capito (anche se il calcio non è una mia passione…) l'ottavo Re di Roma è considerato Totti…🤨 Come molti personaggi di quel periodo è avvolto nella leggenda, sarebbe vissuto durante alcuni episodi molto famosi della storia della Fondazione di Roma, il ratto delle sabine e la vicenda della povera (o no?) Tarpeia e, a seguito delle stesse, avrebbe governato per 5 anni dal 750 al 745 a.C. insieme a Romolo. I due episodi di cui sopra sono raffigurati entrambi nei denari della Gens Tituria i cui membri si ritenevano discendenti dei Sabini (da qui anche il ritratto di Tito Tazio al dritto chiaramente), in questo post vedrete quello di Tarpeia perché non possiedo ancora quello del ratto delle Sabine (lo trovate ovunque in rete se siete curiosi). Come dicevo al rovescio è raffigurata Tarpeia nei momenti finali della sua vita mentre i soldati Sabini la seppelliscono con i loro scudi, del mito in questione vi sono almeno due interpretazioni. La prima è a favore della buona fede della fanciulla che tentò di ingannare i Sabini chiedendo loro, in cambio dell'apertura delle porte di Roma, "quello che avevano al braccio sinistro", così i soldati le avrebbero dato i loro scudi (che portavano appunto al braccio sinistro) e sarebbero stati indifesi di fronte ai romani. La seconda è a favore dell'avidità della fanciulla perché sembra che essa in realtà volesse i bracciali d'oro dei Sabini e non gli scudi. L'epilogo finale in ogni caso non è mai favorevole alla fanciulla (😞)perché in entrambe le versioni i soldati le danno comunque i loro scudi e lei finisce sepolta dagli stessi, considerando che la Gens Tituria la celebra in una moneta sarei più propenso a credere alla prima versione, nel forum comunque ci sono delle discussioni molto interessanti sulla questione se volete approfondire. Di seguito il denario in questione, inutile dire che lo adoro: L. Titurius Sabinus, Denario, Roma, 89 a.C., Crawford 344/2b 4.00g X 18mm, Argento D/ SABIN; testa di Tito Tazio; davanti, un ramo di palma. R/ L TITVRI; Tarpeia con due soldati; in alto, un crescente con una stella. Il secondo denario è della Gens Memmia, raffigura al dritto il Dio Quirino e al rovescio Cerere, il dritto della moneta è il motivo per cui ho deciso di mettere insieme i due personaggi in un unico post, la divinità in questione, nella leggenda della Fondazione di Roma sarà identificata con Romolo. Il Dio Quirino sembra fosse in origine una divinità Sabina infatti pare che lo stesso Tito Tazio avesse edificato un piccolo tempio in onore del Dio sul Campidoglio. Mi piaceva l'idea di mettere i primi due Re di Roma uno accanto all'altro, è anche il motivo per cui ho aggiunto insieme le due monete alla collezione 😊 Non scrivo altro visto che comunque sul forum ci sono discussioni più autorevoli delle mie su questi argomenti, vi presento quindi anche il secondo denario, adoro anche questo ovviamente, il ritratto in particolare mi fa veramente impazzire: C. Memmius C.f., Denario, Roma, 56 a.C., Crawford 427/2 4.00g X 20mm, Argento D/ QVIRINVS/C MEMMMI C F; testa di Quirino. R/ MEMMIVS AED CERIALIA PREIMUS FECIT; Cerere con torcia e spighe di grano; davanti, un serpente. Grazie a tutti per l'attenzione, Matteo
    3 punti
  3. Io, con altri collezionisti del Circolo Astengo di Genova, abbiamo portato i nostri genovini e i nostri grossi, tra cui questo, alla dott.ssa Monica Baldassarri che, con un professore di Pisa che aveva messo a disposizione uno strumento specifico, hanno analizzato con metodo non distruttivo le nostre monete per uno studio che sarà pubblicato prossimamente.
    2 punti
  4. Salve, forse questa? https://www.acsearch.info/search.html?id=2657435
    2 punti
  5. Per quanto riguarda la scrittura incrociata o cross writing e' una vecchia pratica nata quando la carta e la posta avevano un costo elevato in periodo pre-filatelico..si tratta di scrivere una lettera e poi girarla di 90 gradi e scrivere nel senso opposto. L'obiettivo era di risparmiare denaro sulle spese postali riducendo il numero di fogli, infatti anticamente prima dell' entrata in vigore dell' UPU (Unione Postale Universale), le amministrazioni postali tassavano la posta a secondo il numero dei fogli, ecco quindi il motivo di ridurne la quantità, senza contare poi che la carta non era alla portata di tutti ed anch'essa aveva un costo elevato. Questa pratica poi è continuata nel tempo non solo per il risparmio, ma probabilmente anche per criptare un po' gli scritti, infatti di fronte ad una scrittura incrociata si tende a desistere di leggerla e ci si sente anche un po' infastiditi. Postalmente non commento la cartolina simile a molte altre di cui abbiamo approfondito, ma non per questo la reputo minore, anzi rientra appieno secondo il mio umile parere in quel materiale irripetibile ed ingiustamente poco considerato ma che merita appieno di entrare nelle nostre collezioni. Intanto la coppia dei 5c Leoni ha una tonalità di verde tutta sua, questo a volte puo' dipendere dalla conservazione o da tirature con tonalità di colore diverso, ed inoltre la centratura e' superiore alla media di questa serie. Dietro questi due francobolli esiste uno studio specializzato che non immaginiamo, dal plattaggio del francobollo ad innumerevoli meravigliose varianti che potrebbero dare soddisfazioni e molto divertimento. Bel materiale sotto tutti gli aspetti, trovarne con la scrittura incrociata non è poi proprio facile.
    2 punti
  6. Buongiorno a tutti. Non me ne voglia @rufis che mi aveva "rimproverato" (😊) circa la monotonia dei miei interventi in questa discussione ma dopo aver visto la riedizione delle 10 lire in oro non riesco a trattenermi. Non c'è davvero limite al peggio, già a partire dalla presenza del doppio valore ("10" come Lire e "50 euro"). Lasciamo poi perdere l'originalità dell'idea che consiste nel riproporre su tondello aureo una moneta dei tempi che furono (devono aver studiato parecchio su questo progetto😁). Tondello destinato a valere l'intrinseco dell'oro e nulla più... Un saluto cordiale a tutti.
    2 punti
  7. Ci siamo quasi… qualche info finale per la location e l’indirizzo, Sala Duomo primo piano. Iniziamo alle 9 precise perché la carne al fuoco e’ veramente tanta, buona Milano Numismatica !
    2 punti
  8. Ciao a tutti! Come dice già il titolo, oggi non presento una moneta esteriormente piacevole ma una con una bella storia da raccontare. Questa serie del 1923 è composta da tre pezzi da 50/100/500 milioni, compatibili con i valori esagerati di quell'epoca di drammatica inflazione. Un lato riporta l'evento collegato all'emissione: l'occupazione francese e belga della regione della Ruhr dopo la prima guerra mondiale (cosa che hai tedeschi non è proprio andata giù...) In effetti, più che un Notgeld classico, queste monete venivano cedute (vendute) a chi faceva un offerta che serviva a sostenere la lotta in quella regione, vengono anche descritte come medaglie. "Sacrificio del popolo tedesco Ruhr e Reno 1923" e con un po' di fantasia si intravedono le fiamme a) di una torcia b) che avvolgono un giovane (al centro con le mani alzate) bisognerebbe chiedere all'autore Georg Kolbe GK, a DX dell'immagine , le descrizioni non sono concordanti. in ogni caso il fuoco si riallaccia alla figura dell'altro lato, quella di Prometeo incatenato la cui raffigurazione simboleggia l'occupazione della Ruhr da parte della Francia, alla quale la popolazione tedesca reagì con una resistenza passiva. a mangiargli il fegato non è la classica aquila (troppo elegante per impersonificare un occupante) ma un ben più becero avvoltoio (chiedo venia a Jo Condor) Il bordo riporta le lettere N O T G E L D ✩ Peso 12,8 g / Diametro 33 mm / Spessore 2,1 mm La mia la ho presa per pochi euro in quanto venduta come "ossidata" e mi sono stupito che di veramente belle ce ne sono poche in giro, la qualità di produzione sembra lasci molto a desiderare, decisamente inferiore rispetto anche alle medaglie di quell' epoca di stenti. Auf wiedersehen! Njk ========= Per saperne di più https://en.numista.com/catalogue/pieces267889.html https://it.wikipedia.org/wiki/Occupazione_della_Ruhr https://it.wikipedia.org/wiki/Prometeo#La_punizione_di_Prometeo_e_degli_uomini
    1 punto
  9. 1 punto
  10. Come questa, ad esempio:
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  11. Molto interessante, presenta una strana corrosione per essere ottone, almeno per quel che recita Numista, molto probabilmente sarà colpa del materiale con cui è stata rivestita. Hai ragione, è bella dentro, molto dentro
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  12. Grazie è proprio questa riesco a vedere la M e la E.
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  13. BUONASERA, CONCORDO APPIENO QUANTO DETTO DA ROCCO. SALUTI MICHELE.
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  14. Stupenda! E' tua? Riconoscibilissima ,impossibile sbagliare, i tre pendagli in tutta la monetazione imperiale romana li ha solo lei.. pensate, una donna con più pendagli di ogni altro uomo 😅 !
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  15. Moneta molto degradata. Potrebbe essere qualcosa di simile: Online Coins of the Roman Empire: RIC VII Siscia 163 Ciao. Stilicho
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  16. Trovata. Grazie Ale e ciao.
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  17. Posto un nummo di Placidia per confronto Come vedi le analogie sono parecchie..
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  18. Con questo rovescio possono essere soltanto Galla Placidia o Valentiniano III, ma mi sento di escludere categoricamente Valentiniano III..
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  19. Salve, dovrebbe essere Isacco II con la Vergine seduta in un verso e Isacco con la lorica nell altro.
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  20. Salve, io credo che la tassa sia solo sull'oro. Se vende una volta sola e non per lucro continuamente, non credo vi siano tasse da pagare. Un saluto
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  21. Ciao @gpittini L'unica contromarca elencata per questa rara zecca di Lidia è di forma circolare e rappresenta Artemide di Efeso. Su questa tua moneta si vede una corona con due nastri (?) che circonda il motivo principale. Non l’ho mai vista, sarebbe interessante proporla a Michel Amandry. Potresti scattare foto rigorosamente frontalmente e su sfondo bianco di entrambi i lati?
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  22. La moneta in questione è di ottimo argento, se è calamitabile niente di buono.
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  23. Una lavatina con semplice acqua giusto per non sporcarsi le mani durante la classificazione va bene, l'importante che è seguita da un'accurata asciugatura senza strofinarle. Bel ritrovamento! sarei poi curioso di vedere il gruppetto di monete che non sia ne Regno d'Italia e ne Repubblica, a prima vista saranno poche.
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  24. troppo aiutino!!! https://en.numista.com/catalogue/pieces84403.html Ciao @Oppiano! Qui si hanno gli occhi aguzzi, anzi così tanto, che @nikita_ - con le sue monete impossibili - è il nostro aguzzino! njk
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  25. Ti ringrazio, sei stato bravissimo! Riguardando la moneta, confrontandola nei vari siti come wildwinds, numismatics.org, ecc., ho proprio l'impressione che abbia identificato la moneta. Saluti, Gianfranco
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  26. Un classico - Il falsario - Operazione Bernhard - 2007
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  27. Ciao Volume: VI №: 4272 (temporary) Reign: Severus Alexander Persons: Severus Alexander (Augustus) City: Acrasus Region: Lydia Province: Asia (conventus of Thyatira) Denomination: Æ (26 mm) Average weight: 6.82 g. Issue: Group 2 Obverse: ΑΥΤ Κ ϹΕ ΑΛΕΞΑΝΔΡΟϹ; laureate, draped and cuirassed bust of Severus Alexander, right, seen from rear Reverse: ΑΚΡΑϹΙΩΤΩΝ; Artemis advancing, right, drawing arrow from quiver at shoulder, holding bow si è una contromarca sul collo Silvio 111111.doc
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  28. Wow... Interessante... @simone1968 Per darti alcune date importanti: 5 Cent. 1908, 1913 senza punto, 5 cent. 1919 spiga, 5 cent. 1937 spiga, 10 cent. 1919 ape, 20 cent. 1919 libertà librata, 20 cent. 1920 esagono. 20 cent. 1936, 25 cent. 1902, 1903. 50 cent. 1936, 1943, 1 lira 1936,1943, 2 lire 1936,1942,1943, 5 lire 1956, 50 lire 1958. Se circolate valgono comunque da pochi euro a qualche decina... Buon divertimento Saluti
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  29. Salve Provo a dare il mio consiglio. Le monete sembrano il classico accumulo da "cassetto del nonno". In questi gruzzoli si trovano solitamente tante monete di basso valore facciale del Regno perché si tratta di monete che per il loro basso valore non conveniva più cambiare dopo la guerra e quindi sono rimaste accumulate in molte case. Inizi a dividere il gruzzolo in due macro gruppi. Regno d'Italia e Repubblica (e un terzo per tutto quello che non è nessuno dei due). Poi proceda a dividere le monete per tipologia accomunando quelle uguali tra loro. In seguito per ogni tipologia ne censisca rapidamente gli anni di conio annotandoli su un foglio di carta. A questo punto può facilmente verificare con il catalogo online (https://numismatica-italiana.lamoneta.it/cat/W-86) se c'è qualche anno raro (e quindi interessante) tra le tipologie che ha individuato (molto comuni in questi casi sono: 5 centesimi spiga, 5 centesimi impero, 10 centesimi Ape, 10 centesimi impero, 20 centesimi esagono, 20 centesimi libertà librata, 20 centesimi impero). Sono tutte monete estremamente comuni che senza l'anno raro o la conservazione eccezionale non valgono praticamente nulla...
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  30. Ma non è meglio questa? This exquisite 1 Oz Silver coin celebrates the elegance and allure of Brigitte Bardot, depicted in a style reminiscent of a painting with vivid brushstrokes that capture her iconic beauty and timeless charm. The coin features a unique and distinctive design, with rich coloration that enhances its artistic appeal. It comes in a themed case, along with a Certificate of Authenticity. Limited mintage of only 100 pieces worldwide. https://www.powercoin.it/en/europe/11260-brigitte-bardot-elegance-in-art-1-oz-silver-coin-1-usa-2024.html D'accordo, costa 10 euro in più di quella di Trump, ma secondo me vale la pena spenderli petronius
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  31. Nel senso latino di "monstrum", immagino 😅. E sottoscrivo! Ciao. Stilicho
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  32. Ciao Diciamo andrebbe vista meglio,perchè ci sono svariate ossidazioni innoque,ma quella del.cancro del bronzo è una rogna. Hai anche quelle in alluminio percui dovresti far caso anche a quello. Non voglio andare off topic,ma se usi il tasto cerca sul forum,troverai svariate discussioni condite da immagini che ti daranno capire in merito. Poi comunque se passi lo stuzzicadenti e sfarina allora è lui.
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  33. Una sola cosa è più importante delle monete di qualsiasi valore o epoca siano sono i libri/cataloghi di Numismatica senza il sapere (quello buono no di TIC_TOC) siamo nulla. Con una modica spesa di 20/25 euro acquisti un catalogo tipo Gigante o Montenegro e ti diverti a sperare che ci sia il pezzo raro.☺️ Qui sul forum c'è un catalogo ed anche buono Cataloghi online - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo ma il cartaceo è il cartaceo almeno per me. Sorte!
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  34. Ti devi impegnare di più! Questa delle isole Fiji è molto più realistica e c'è pure in dotazione la freccetta! (già presente nella nota discussione monete extra bizzarre ecc. ecc.)
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  35. Salve, segnalo : The Coins of the Republic of China and its Provinces - Volume I Alberto D’Andrea La monetazione della Repubblica di Cina, emessa tra il 1912 e il 1949, è affrontata in due volumi, dove il primo esamina le emissioni delle varie Province, mentre il secondo analizza le emissioni del Governo Centrale, delle Repubbliche Sovietiche Cinesi e dell'occupazione giapponese. Le Province che coniarono furono Chekiang, Fukien, Honan, Hupeh, Kansu, Kiangsi, Kwangtung, Kweichow, la Manciuria, Shansi, Shensi, Sikang, Sinkiang (in questa furono istituite la Repubblica Islamica del Turkestan Orientale e la Repubblica dell'Uighuristan), Suiyuan, Szechuan e Yunnan. 160 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwjgqM3Q-sSJAxXnlP0HHfWGA0cQFnoECB0QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
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  36. Eccomi https://www.academia.edu/111223109/A_Gennari_Riflessioni_sulla_presunta_monetazione_in_bronzo_a_nome_dell_imperatore_Avito_455_456_BCEN_60_3_pp_24_29?ri_id=966951
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  37. La S del rovescio può aiutare.... Penso sia Roma: in esergo forse R S; quella che sembra una Q potrebbe essere la parte superiore di una S. Tipo questa? Bibliothèque de monnaies romaines Ciao. Stilicho Anche lo stile, forse, ci starebbe... @Anto63 Per favore, metti diametro e peso (dati indispensabili per identificare ogni moneta)
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  38. Il 6 ottobre del 1786, dalla Regia Zecca delle monete, il maestro di zecca Cesare Coppola scrive a re Ferdinando informandolo della dipartita del mastro de’ conj Bernardo Perger, avvenuta il giorno precedente. Inoltre, rileva la necessità di nominare urgentemente un altro incisore “per l’incessante bisogno delle correnti monetazioni” proponendo il figlio maggiore del defunto, Domenico, per l’esperienza acquisita durante l’affiancamento al padre. Per inciso, da altri documenti risulta che Bernardo aveva due figli, Domenico e Giuseppe, entrambi lavoranti alla zecca e competenti nell’utilizzo e nella costruzione delle macchine. Le parole “hà bene spesso supplito le veci del di lui Padre, quando per la sua infermità è stato impedito, nel formare i Conj per le monetazioni” mi suggeriscono di ipotizzare che il conio della piastra del 1786 con sigla P. (Magliocca 244a) possa essere stato realizzato non da Bernardo Perger, bensì da Domenico, quando il padre era nell’impossibilità di lavorare per questioni di salute. Nominato Domenico Perger maestro dei coni, nel 1786 inizia a siglare le monete con D.P. (per distinguerle da quelle con la P.?) per poi passare alla sola P. Due stralci del documento conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, Ministero delle finanze, busta 2136.
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  39. È molto bella, anche secondo me hai fatto bene a prenderla.
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  40. È un tallero come detto coniato a Vienna ed è anche abbastanza recente, ma rimane comunque una moneta affascinante, hai fatto bene a prenderlo 🙂.
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  41. I miei talleri. Le prime 2 foto non sono un granché perché la luce non era adeguata. Le monete son meglio di come appaiono. 1595, 1595, 1601, 1603 1604, 1605, 1606, 1608 1609, 1611, 1615, 1616 1618, 1619 (variante senza croce di S. Stefano), 1619 (con baffi, data piccola), 1620 senza data 1603 (variante con corona di altro tipo), 1612, 1615 1617, 1621, senza data (variante nella legenda)
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  42. Gli occhi del sovrano... Umberto I posseduto dagli alieni Aggiungerei se siete d'accordo colore del metallo orrendo.
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  43. Riporto la recensione al testo del Brunetti, a firma di Vico d’Incerti ed apparsa sulla RIN del 1967: http://www.socnumit.org/doc/VDI/VDI1967RIN_RecCigoi.pdf d
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  44. Da: Atti della Accademia di Udine 1887. GERVASUTTA E I SUOI RECENTI SCAVI MEMORIA del Prof. VALENTINO OSTERMANN
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  45. Caro amico @Augusto C Il RIC Roman Imperial Coinage è una delle più note opere di catalogazione delle monete imperiali. Fu completata mi pare dal 1927 al 1994. Sono 10 volumi, alcuni in più parti 1 – dal 31 a.C. al 69 d.C. 2 – da Vespasiano a Adriano 3 – da Antonino Pio a Commodo 4A - da Pertinace a Geta 4B – da Macrino a Pupieno 4C – da Gordiano III a Uranio Antonino 5A – da Valeriano I a Floriano 5B – da Prodo a Galerio + Imperatori delle Gallie, Carausio, Alletto e vari usurpatori del periodo 6 – dalla riforma di Diocleziano al 313 7 – 317-337 – Costantino e Licinio 8 – 337-364 – la famiglia di Costantino 9 – da Valentiniano I a Teodosio I 10 – la divisione dell’impero – 395-491
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  46. Ciao! E' difficile fare un riassunto che si limiti alla cronostoria dell'Armenia in epoca romana, coivolta in uno scacchiere più vasto, visti i rapporti con la Parthia ... Ci provo: L’Armenia finì sotto la sfera d'influenza dei Romani nel 66 a.C., con le campagne di Lucullo e Pompeo; A causa di ciò, successivamente il regno d'Armenia fu teatro della contesa tra Roma e l'Impero Partico. I Parti costrinsero il regno d'Armenia alla sottomissione dal 47 a.C. al 37 a.C., quando Roma prese il controllo del regno solo per breve tempo. Le campagne di Marco Antonio in Partia furono infatti fallimentari. Non solo non era stato vendicato l'onore di Roma in seguito alla sconfitta subita dal console Marco Licinio Crasso a Carre del 53 a.C., ma le armate romane erano state battute nuovamente in territorio nemico e la stessa Armenia era entrata nella sfera di influenza romana solo per poco tempo. Al termine del 21 a.C., Augusto ordinò al figliastro Tiberio di partire verso la Parthia per recuperare le insegne militare perse a Carre. I rapporti di amicizia poco dopo furono instaurati da Roma con i Parti favorirono, il partito filoromano della vicina Armenia, e prima che Tiberio raggiungesse l'Eufrate, Artaxias II fu assassinato dai suoi stessi cortigiani. Tiberio, entrato nel paese senza incontrare resistenza ed in presenza delle legioni, pose solennemente il diadema regale sul capo di Tigrane III, ed Augusto poté annunziare di aver conquistato l'Armenia, pur astenendosi dall'annetterla. Tiberio nel 18 inviò il figlio adottivo, Germanico, che fu insignito dell'imperium proconsolaris maius su tutte le province orientali, con il compito di ristabilire l’ordine nella regione armenica. 34 d.C. : Il re Artabano II di Partia pose il figlio Arsace sul trono di Armenia dopo la morte di Artaxias. Tiberio, allora, decise di inviare Tiridate, discendente della dinastia arsacide tenuto in ostaggio a Roma, a contendere il trono partico ad Artabano, e sostenne l'insediamento di Mitridate, fratello del re di Iberia, sul trono di Armenia. Morto Tiberio nel 37, i Parti riuscirono a costringere ancora un volta l'Armenia a sottomettersi… sembra che i Romani nel 47 ottennero nuovamente il controllo del regno, a cui offrirono lo status di cliente. Nel 58 d.C. Nerone, preoccupato dal fatto che il re della Partia, Vologese I, avesse posto sul trono del regno d'Armenia il proprio fratello Tiridate, decise di inviare un suo valente generale, Gneo Domizio Corbulone. Nel 62, in seguito ad una nuova crisi e Corbulone fu costretto ad intervenire. Nel 113 Traiano decise di procedere all'invasione del regno dei Parti. Il motivo era la necessità di ripristinare sul trono d'Armenia un re che non fosse un fantoccio nelle mani del re parto. E così l'Armenia fu invasa nuovamente dall'esercito comandato dall'imperatore Traiano nel 114. Le sue armate proseguirono poi da settentrione fino in Media ad est, ed in Mesopotamia settentrionale. L'Armenia fu, quindi, ordinata in provincia romana dall'imperatore e rimase tale fino alla sua morte (117), quando fu abbandonata dal successore Adriano. Sappiamo anche che negli anni 141-143 l'imperatore Antonino Pio, padre adottivo dei futuri imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, pose sul trono d'Armenia un nuovo re filo-romano, Soemo. Il governatore della Cappadocia, Severiano, si mosse allora con l'esercito in Armenia, ma fu sconfitto ad Elegeia poco ad est dell'Eufrate. Le campagne militari che seguirono, condotte dal fratello di Marco Aurelio, Lucio Vero, portarono però all'annessione del regno all'impero romano insieme alla Mesopotamia settentrionale (161). Sotto Alessandro Severo i Romani organizzarono una spedizione, col supporto del regno d'Armenia, e invasero la Media (oggi Hamadan, Iran) nel 232 puntando alla capitale Ctesifonte, già diverse volte catturata al tempo dei Parti. Nel 244, dopo la sconfitta romana subita a Mesiche, non lontano da Ctesifonte, da parte di Sapore I e la morte di Gordiano III, il nuovo imperatore Filippo l'Arabo, per ottenere la pace da Sapore ritirando l’esercito dai domini orientali. Sembra però che il regno d'Armenia rimase ancora nella sfera di influenza romana, almeno fino alla morte del suo re, Cosroe II di Armenia. I Romani riuscirono a riconquistare il regno d'Armenia al termine di alcuni anni di guerra (296-298) ai tempi di Diocleziano (augusto) e Galerio (cesare). La Mesopotamia tornò, anch'essa, sotto il controllo romano (la frontiera fu spostata fino al Khabour, al Tigri, passando per il Djebel Sindjar mentre l'Armenia fu riconosciuta protettorato romano). Sotto il re cristiano Tiridate III di Armenia, la maggior parte del regno si era convertita al cristianesimo. Ma nel 334 il re armeno fu fatto prigioniero e condotto in Persia, costringendo gli Armeni ad invocare l'aiuto di Costantino I. Quest'ultimo scrisse al grande re Sapore II, il quale al termine di una lunga trattativa, decise di annettere l'Armenia e mise sotto minaccia la vicina provincia romana di Mesopotamia. Costantino fu così costretto a prepararsi per la grande guerra contro la Persia, a partire dalla fine del 336. Gli anni seguenti furono difficili anni di guerra tra i due imperi: da una parte Costanzo II, dall'altre Sapore II. I confini alla fine rimasero relativamente stabili, con avanzate e ritirate ora dell'uno ora dell'altro, almeno fino alla campagna sasanide di Giuliano del 363. Dopo la campagna contro i Persiani di Giuliano, e la sua morte avvenuta nel 363, il nuovo imperatore, Gioviano, firmò con Sapore II un trattato che garantì ai Sasanidi forti guadagni territoriali. Successivamente Sapore rivolse la propria attenzione all'Armenia, da lungo tempo contesa ai Romani. La nobiltà armena si oppose all'invasione e prese contatto con i Romani, che inviarono il re Papa, figlio di Arsace III, in Armenia. Sull'orlo di una nuova guerra, l'imperatore Valente decise di sacrificare Papa, facendolo assassinare a Tarso, dove si era rifugiato, dal generale Traiano (374). Nel 384 il regno d'Armenia venne alla fine separato in due regioni, quella occidentale sotto l'Impero romano d'Oriente, e quella orientale venne affidata ai Sasanidi. La regione occidentale divenne una provincia dell'Impero Romano con il nome di Armenia Minor. Nel 422-423 l'imperatore d'Oriente, Teodosio II, inviò un forte contingente militare in Armenia, da sempre contesa dalle due potenze confinati, al comando del magister militum praesentalis Ardaburio, il quale sconfisse il comandante persiano Narsehi e procedette al saccheggio della provincia dell'Arzanene e all'assedio della fortezza frontaliera di Nisibis. Alla fine Ardaburio sconfisse un nuovo contingente sasanide e ad imporre la pace al sovrano sasanide (423). Nella Tarda antichità, intorno al 535/536 le province in cui era suddivisa l'Armenia vennero riorganizzate dall'Imperatore Giustiniano. Giustiniano suddivise l'Armenia in quattro province: • Armenia I, governata da un proconsole. Comprendeva quattro città della vecchia Armenia I (Teodosiopoli, Satala, Nicopoli e Colonea) e due città del vecchio Ponto Polemoniaco. La città di Leontopoli ricevette l'onore di essere chiamata con il nome dell'imperatore e di venire elevata al rango di metropoli. • Armenia II, governata da un praeses. Corrispondeva pressappoco alla vecchia Armenia I, con alcune città in passato appartenenti al Ponto. • Armenia III, governata da un comes Iustinianus con poteri sia civili che militari. Corrispondeva pressappoco alla vecchia Armenia II e comprendeva, tra le altre, le città di Melitene e Arabisso. • Armenia IV, governata da un console. Comprendeva i territori oltre l'Eufrate ed era stata governata prima di allora da satrapi nativi. La sua metropoli era Martiropoli. Da una rapida ricerca (chiave ARMENI*), gli imperatori che emisero monete con legenda dedicatoria all’Armenia sono 5: Augustus 27 BC - 14 AD A.D. Antoninus Pius 138-161 A.D. Trajan 98-117 A.D. Marcus Aurelius 161-180 A.D. Lucius Verus 161-169 A.D. Augustus. 27 BC-AD 14. AV Aureus (8.04 g, 12h). Pergamum mint. Struck 19 BC. AVGVSTVS, bare head right / ARMENIA above, CAPTA in exergue, Victory, draped, wings spread, kneeling right on the back of a bull, recumbent on ground right, grasping the bull’s head and turning its horns. RIC I 514; Calicó 160 (this coin illustrated); BMCRE 671 = BMCRR East 308; BN 977-8; Biaggi 82 (this coin). Good VF, a few minor field marks. Very rare. ANTONINUS PIUS. 138-161 AD. Æ Sestertius (23.48 gm). Struck 140-144 AD. Laureate head right / REX ARMENIIS DATVS, Pius standing left, holding roll and placing hand on head of Armenian king, who raises hand to adjust tiara. RIC III 619; BMCRE 1273; Cohen 686. VF, light brown patina, minor spots of porosity, hairline flan crack. Rare. TRAJANUS, 98-117. d = 34 mm Sesterz, 116 IMP CAES NER TRAIANO OPTIMO AVG GER DAC PM TR P COS VI PARTHICO PP Drap. Bust L. nr Rv. ARMENIA ET Mesopotamia IN POTESTATEM PR REDACTAE / SC Traian, in military dress, head-standing, head no, holding in his left Parazonium, in the right spear at his feet l. the no bearing river god Euphrates, reed plant in his left hand, the r . Elbow resting on a source vessel; r. with hands tied behind his back, nl Armenia seated behind her with the perennial reed in his right nl sitting Tigris river god, the l. elbow rests on a source vessel. 27.06 g. BMC 221, 1033rd RIC 289, 642nd 39th C. Strack I, 472 (this copy mentioned). Hill 149, 734th F. Imhoof-Blumer, river and sea gods in Greek and Roman coins, SNR 23 (1923, posthumous publication by A. Engel), 387, 528 (this copy mentioned Reproduced. Tf at 16, 16). Very rare. Dark, black-olive patina, slightly smoothed. Marcus Aurelius Augustus, 161-180 d=43 mm Medallion 163-164, æ 47.07 g. M AVREL ANTONINVS AVG P M IMP II TR P XVIII COS III Laureate head r. Rev. Marcus Aurelius, togate, standing l., presenting Lucius Verus, standing r. and holding parazonium in l. hand, with small Victory holding wreath and trophy. Behind Aurelius, two male figures of which the outer most, togate, holds a spear. Behind Verus, four figures, of which one is at his side and looks at him, another is the background and holds standard and two are behind him, one togate holds a shield and the farthermost is barely visible. Apparently unique and unpublished and undoubtedly one of the finest bronze medallions in existence. Perfectly struck in high relief on a very large flan with a bold portrait and an incredibly well detailed reverse composition. Untouched dark green patina and good extremely fine The workmanship of this medallion is not only pleasing to the eye, but is worthy of careful study, for the reverse is engraved with a technique that could only be employed by an artist of remarkable talent. The artist of this reverse die created a multi-layered scene by engraving the figures on different planes, thus giving the illusion of far greater depth than can literally exist on a piece of this scale. It is a brilliant work of art on every level: style, composition, invention and technique. The emperors Marcus Aurelius and Lucius Verus occupy the highest-relief plane, with two other principal figures existing within the second plane, followed by four additional figures, each cut in ever-finer gradations of shallower relief. Indeed, two of the soldiers are cut in such low relief that only portions of their bodies are visible; the soldier behind Verus, who occupies the shallowest plane of all, is represented only by his head and the standard he carries. The technique of layering the figures is given even greater impact because all of the main figures are shown at slight angles so that each, individually, appears in three dimensions within their own plane. The cumulative effect of these two techniques is remarkable, and it could only have been achieved by an artist of the highest caliber. The context of the scene is clearly militant, and it is worth noting that Marcus Aurelius is togate and Lucius Verus is dressed in campaign garb. Considering the date of the medallion, we should see it as a reflection of Verus’ ongoing war against the Parthians and, more specifically, his conquest of Armenia. Since the globe the emperors hold has a Nike who faces Marcus Aurelius and holds a trophy of arms, there is no doubt it represents Verus delivering a victory to Marcus Aurelius. Lucius Verus, 161-169 A.D. Aureus, 163-4 A.D. Rome. Laureate, draped and cuirassed bust r.; .L.VERVS AVG ARMENIACVS. Rv. Victory standing r. supporting shield inscribed VIC.AVG. on palm tree; TRP IIII.IMP II COS II. 7.25 grams. RIC 525, Cal.2177. Magnificent, high-relief portrait in vivid detail. F.D.C. (15,000-17,500) With the collapse of the peace with Parthia which Antoninus Pius negotiated late in his reign, Verus was sent to defend Rome's eastern territories, arriving in Antioch in 163 A.D. Once there, some historians present a picture of Verus disporting himself in the groves of Daphne enjoying a licentious bacchanal while the war was relegated to his generals. Others project a less jaundiced view. One, though, must lean toward the belief that Verus - whether a sybarite or not -- was an able commander. The Parthians were driven from Armenia, Syria was recovered and Mesopotamia and Media occupied. The reverse of this coin celebrates the august victories in the Eastern campaign and presages more. Spero di esserci riuscito! Ciao Illyricum :)
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