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Chiedo perdono se apro un'apposita discussione, ben sapendo che ne esiste un'altra, ma, data l'importanza dell'argomento, non ho potuto fare altrimenti. Il 22 novembre del 1773 Bernardo Perger - avendo ricevuto l'ordine dal Re di "esporre tutto quello che bisogna per il miglioramento della Real Zecca" - scrive al presidente della Regia Camera della Sommaria, nonché delegato della Regia Zecca, informandolo sullo stato attuale dell'officina monetaria. La zecca, stando alla rapporto del Perger, versava in uno stato miserevole in particolare per i macchinari obsoleti e logorati dall'uso che non permettevano un'alta qualità della monetazione. In questo importante e inedito documento (ASNA, Ministero delle finanze, fascio 299) si epongono le ragioni dei graffi sulle monete napoletane, almeno per il periodo precende al 1774 e forse anche successivo, visto che non si hanno finora notizie se i nuovi macchinari vennero adottati in zecca. Le carte rivelano come i graffi siano attribuibili a una fase precisa del processo di coniazione, ovvero quello successivo alla trafilatura. I cilindri della trafile, essendo in ferro e non in acciaio, presentavano la superficie scabra impedendo così un corretto appiattimento delle lamine (piance) per raggiungere lo spessore (doppiezza) desiderato. Non essendo le trafile pefettamente funzionanti, le lamine prodotte non erano di giusto peso e si era costretti all'utilizzo della lima per riportarle al peso prescritto (documento n. 1). Nel documento successivo, datato 25 gennaio 1774, il regio ingegnere Giuseppe Astarita fa le medesime dichiarazioni del maestro dei coni (documento n. 2). documento n. 1 a firma di Bernardo Perger Documento n. 2 a firma di Giuseppe Astarita8 punti
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Buongiorno, oggi posto i francobolli di Gran Bretagna del 1847-54 con Effigie della Regina Vittoria in cornici diverse con stampa in rilievo, per il n.5 valore da 6 pence la carta era filigranata con lettere R V mentre per glia altri due valiri n.6-7 (1p pence e 1 sterlina) fu usata per la prima volta carta con 2 fili di seta . nel caso dei francobolli presentati, si trovano allo stato di usato, in alcuni casi si trovano usari con la cornice ritagliata, creando pertanto un francobollo ottagonale3 punti
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Buongiorno, Lorenzo. Dopo un'attenta analisi della moneta che hai condiviso, posso confermare che presenta caratteristiche tipiche di una 天保通宝 (Tenpō Tsūhō) emessa nel Dominio di Fukuoka (福岡藩), più precisamente nella variante Kurume (久留米版). Questo è supportato dalla lettura dei caratteri "天保通宝" presenti sulla faccia principale e dal sigillo 花押 (Kao) a forma di farfalla visibile sul retro. Un elemento distintivo da sottolineare è la presenza di un 印 (Shirushi) laterale, che appare poco visibile ma comunque riconoscibile attraverso un'analisi dei tratti. Come noto, si tratta di una coniazione cosiddetta "illegale" (非公式鋳造, Hikōshiki Chūzō), in quanto prodotta al di fuori della zecca ufficiale dello shogunato di Edo (江戸幕府) e autorizzata invece da uno dei domini secondari. Le dimensioni di queste monete possono variare leggermente, essendo realizzate con tecniche non standardizzate. Per procedere con una classificazione definitiva, avrei bisogno di ulteriori dati. Ti chiedo quindi di fornirmi gentilmente: Il peso esatto della moneta, possibilmente espresso in grammi (g). Il diametro del foro interno (穿孔, Senkō), dato cruciale per la conferma della variante specifica. Questi dettagli ci permetteranno di identificare con maggiore precisione la tua moneta e di confrontarla con altre emissioni simili dello stesso periodo. Premetto che differenze minime posso cambiare la valutazione. P.S anche io ero al VeronaFil e ne ho presi 4 di 100 mon a saperlo ti mandavo da un collezionista Russo che ne aveva una cinquantina in buone condizioni. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o per discutere eventuali dettagli aggiuntivi.3 punti
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Buongiorno a tutti, a grande richiesta torna per la seconda edizione il convegno Filatelico-Numismatico ANTIQUA: si terrà dal 20 al 21 dicembre dalle 9 alle 18 A Garlate (Lecco) presso il Museo della Seta Abegg.2 punti
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Le AI un giorno potranno usare in autonomia una stampante 3D e realizzarla veramente, a quel punto tutto sarà credibile, come questa moneta da 20 franchi 1932 TORINO quella giusta2 punti
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A naso sembra un articolo fatto con AI. Da li tutte le problematiche successive...2 punti
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Mi ricordavo di averli ma non dove li avevo messi, ne ho due tosati a forma di cornice, fanno un altro effetto..2 punti
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In Cassazione ci è già passato e gli hanno dato torto per la terza volta. Finchè non si leggono i documenti ufficiali sequestrati insieme al titolo, mi sembra molto difficile proseguire nella discussione. M.2 punti
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La zecca è Siracusa. Si riconosce per lo stile. In particolare per la perlinatura lineare ( in quelle di costantinopoli la perlinatura è costituita da vari punti) e per le A allungate verso destra. A questo si uniscono alcuni dettagli, come ad esempio nel rovescio in cui legge victoria augukv (o qualcosa del genere) dove le ultime lettere dovrebbero essere di controllo dell'emissione e sono caratteristiche di Siracusa. Bel pezzo.2 punti
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Ciao a tutti. Ho seguito con grande attenzione la Conferenza di stasera di Andrea @Andrea Costa e colgo l’occasione per ringraziarlo, facendogli anche i complimenti per l’esposizione e -passatemi il termine - la “umiltà” con la quale ha portato avanti la sua tesi. Con l’occasione, ho ascoltato anche gli interventi di @417sonia e @gigetto13 che saluto caramente, anche se di rado ci “incrociamo” nel Forum. Non li ho mai dimenticati. La butto lì…… Si è fatto cenno all’enigma di ATO’ diverso da ANTON. Su questo aspetto, salvo aver compreso male, nessuno si è pronunciato, neanche il Prof. Stahl. E se non fosse questo “grosso di stile diverso” solamente una imitazione africana del più noto grosso del Venier, ovvero un possibile esemplare da utilizzare negli scambi commerciali in Africa? Lo dico perché ATO’ lo si trova proprio davanti a nomi di persone nell’odierna Etiopia (ex Abissinia). Già nel XIV secolo si registravano intensi scambi commerciali tra la città e l’Africa subsahariana. Tramite le carovane del deserto, Venezia importava oro e rame dall’Africa occidentale e allo stesso tempo esportava manufatti e carta. Cfr. “Venezia africana. Arte, Cultura, Persone” di Paul Kaplan e Shaul Bassi (Venezia, 2024). Perdonate se ho scritto delle fesserie… Un caro saluto.1 punto
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Buonasera @Ale75 scusami per il candelabro 🤣 e grazie mille per l'identificazione. Con tutta la buona volontà, non ce la potevo fare....1 punto
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Chiamiamo @Meleto così lo mettiamo al corrente della cosa (mai successo sino ad ora) sperando che sia d'accordo E magari con quel 'particolare' attiriamo qualche altro partecipante Non ci crederai ma sulle banconote della stessa nazione quella figura risulta vestita, chissà perchè1 punto
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Ancora una moneta con il doppio punto. Una moneta di sicuro molto meno "segnata" del 5 grana 1851, ma pur sempre portatrice di un chiaro e indiscutibile doppio punto dopo "G". Come è finito lì il doppio punto? Vallo a sapere. Importante è rilevare che ci sia. Poi, ognuno può dare la sua spiegazione Si tratta di un mezzo tornese del 1853.1 punto
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Per il bitter ho dovuto usare il traduttore! Grazie! almeno partecipo anch'io. Ok! aggiungo un particolare molto particolare! dopo di che lascio a te il resto. Non mi dire che ho sbagliato moneta!1 punto
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è meglio che attendi il parere di chi ne capisce più di me per questa specifica variante, @miza per esempio. Ingresso a sorpresa!1 punto
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Ciao, @SuxPazzo posso confermarti che la moneta in alto a sx è la variante co 0 grande. saluti1 punto
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Salve, lo credo anche io. ΙΕΡΩΝΟΣ, bronzo di Gerone II per Siracusa con tridente (non candelabro 🙂) https://www.acsearch.info/search.html?id=5626511 punto
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Buonasera, Hopefully this foto is more usefull Does anyone happen to have more information about the golden " sun" object ? Regards, Ajax1 punto
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Ovvio che resta un piccolo valore residuo dato dalla tipologia e dalla rarità (non eccessiva). Io non spenderei più di 20 euro... Mario1 punto
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Fila 1 primo a sx Emissione martiri, Song Jiaoren, stampa di Hong Kong, emesso nel 1932, 10 Cina cent viola opaco, valore usato 0.50 pence inglesi. Fila 1 secondo da sx Emissione martiri della rivoluzione, generale Huang Hising, emesso nel 1932, 20 Cina cent rosso, 0,50 pence. Terzo da sx Idem sopra, martire Liao Cheung L'ai 0.50 pence inglesi. Quarto da sx 1931, dott. Sun Yatsen, 100 Cina cent seppia e marrone , 0.80 pence.1 punto
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È un 5 centesimi 1856 della zecca di Marsiglia, moneta coniata in circa 17 milioni di esemplari. https://numismatica-francese.collectorsonline.org/moneta/FR-13/111 punto
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Sicuramente non è una moneta. Qui c’è qualche informazione su questo genere di medaglie https://www.lamoneta.it/topic/145257-monetamedaglia-doro-ad-maiora/ apollonia1 punto
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Ti ringrazio per la citazione ma su questa monetazione del periodo Edo o precedente sono digiuno, conosco qualcosa dall'era Meiji in poi, in buona sostanza dall'utilizzo dello yen (1871/1872).1 punto
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no torto 3 volte....solo torto sul fatto che avessi dovuto dichiaralo.....tutti i processi penali li ho vinti1 punto
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A scanso di equivoci, preciso che la sanzione multimilionaria applicata al nostra Amico e confermata dalla Cassazione è unicamente per non aver presentato la dichiarazione valutaria, in relazione ad un titolo ritenuto avere un valore ("nominale"? Avranno voluto intendere....."effettivo"?) sopra soglia e, per usare le parole della Cassazione, "astrattamente idoneo alla successiva costituzione di rapporti obbligatori".1 punto
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Sob... ed io che già speravo... Marie Kondō, autrice di bestsellers come Il magico potere del riordino: il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita https://it.wikipedia.org/wiki/Marie_Kondō Fenomeno internet per il meme di sopra. Il libro non lo ho e non posso leggerlo, che dopo anni di studio empirico del caos sto arrivando alla perfezione.1 punto
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si dovrebbe essere un bottone vandeano, se può esserti utile: https://detectormania.com/bottoni-vandeani-cosa-sono-e-storia/1 punto
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Anche io ho un piccolo gruzzolo di dollari canadesi, dovrebbero essere spendibili in Canada ma le banche qui non li ritirano.1 punto
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Quello che riesco a capire, è che questa lettera è stata spedita da Rende in provincia di Cosenza il 12 agosto del 1922. E la cosa meravigliosa per quei tempi, è che dopo solo 2 giorni, e precisamente il 14 di agosto, la lettera arriva a Calitri in provincia di Avellino dalla gentilissima signorina professoressa. Ma come facevano in così poco tempo? Io un'idea me la son fatta, i postini di un tempo... avevano le ali!1 punto
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Ciao Andrea No, nessuna certezza su base documentale, solo forti perplessità che mi convincono sempre di più della non genuinità della moneta. L'unico elemento certo è la legenda sbagliata ("ato" su tutti i coni mi sembra veramente un errore un po' troppo ripetuto). Aggiungo una nota: lo stile dei punzoni (le teste in particolare), non è né medioevale nè rinascimentale, mi sembra invece al massimo secentesco/settecentesco. Però, in sincerità il numero di apparizione in asta così recenti, mi fa pensare sempre di più ad un falso moderno (Bulgaro...?)1 punto
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Anche se la disposizione della legenda sembra essere diversa guardando su Ocre dovresti aver ragione, per me dovrebbe essere questa : https://numismatics.org/ocre/id/ric.4.ss.14_denarius con la stessa legenda al rovescio c'è anche questa https://numismatics.org/ocre/id/ric.4.ss.397_denarius ma quella che hai mostrato non riporta al dritto la dicitura COS II dopo AVG1 punto
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Siamo pronti per la conferenza di domani sera, chi sarà presente potrà anche ammirare una ventina di monete veneziane, periodo e tipologia a sorpresa, ed al termine della conferenza il consueto brindisi. Quindi a domani sera.1 punto
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Credo, però, che la moneta in questione sia la RIC V 360 in quanto la 359 avrebbe come legenda di dritto IMP MAXIMIANVS P AVG (mentre qui si legge IMP MAXIMIANVS AVG): Online Coins of the Roman Empire: RIC V Diocletian 360 Buona notte. Stilicho1 punto
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Dimenticavo altre due risorse importanti: Coin Stuff Secondo me molto utile perchè descrive dettagliatamente le monete (non e' però completo) NOT IN RIC: addenda e corrigenda RIC VI e RIC VII Bibliothèque de monnaies romaines: forse il database più completo per IV-V secolo E poi magari me ne verranno in mente altri....1 punto
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Provo a risponderti, da appassionato, con qualche nota sicuramente non esauriente. Il Cohen e' interamente consultabile su internet su questo sito: VirtualCohen.com ll RIC (The Roman Imperial Coinage) e' il catalogo di riferimento (in inglese) delle monete romane imperiali note, in ordine cronologico, con una attenzione particolare all'inquadramento storico ed anche (ovviamente) ai cambiamenti di questa monetazione nel corso dei secoli. E' composto da 10 corposi volumi pubblicati in un lungo arco di tempo (dal 1923 al 1994) e quindi soggetti ad essere revisionati (cosa già in atto alla luce dei nuovi ritrovamenti, delle più recenti acquisizioni e, ovviamente, delle novità emerse dagli studi e dalle ricerche). Il RIC e' un testo complesso, niente affatto facile; non e' un semplice catalogo, ma una vera e propria summa sulla monetazione romana imperiale, con una parte testuale per nulla secondaria alla parte di pura catalogazione e che spiega nel dettaglio le caratteristiche (non solo iconografiche, ma anche numismatiche storiche) della monetazione di cui parla. La Spinkbooks (Search: 26 results found for "Roman imperial coinage" – SPINK | BOOKS) ha curato revisioni del RIC I, del RIC II part 1 (da Vespasiano a Domiziano), del RIC II part 3 (Adriano), del RIC V.4 (impero gallico) e del RIC X. Di queste di trova in vendita sia il volume cartaceo che il formato in PDF. Interessante poi il sito Home - MER-RIC: RIC V.1/2 Online che si proponeva di rivedere il RIC V.1, ma pare che il progetto si sia un po' arenato. OCRE coins e' una importante risorsa che ricalca il RIC (e' anche aggiornato per i primi due volumi); ha molte immagini (talora errate, però), ma manca della parte testuale On line esiste anche una versione per così dire "semplificata" del RIC (che infatti non contiene tutte le monete e che, ahimè, spesso contiene errori) ed e' il noto sito http://www.wildwinds.com/coins/ric/i.html Per Gallieno e' consigliabile il Goebl (introvabile) Poi si potrebbe andare avanti, per altri imperatori e periodi. Ti consiglio di fare un giro nella pagina dei links utili nella sezione "romane imperiali". Ribadisco poi ciò che penso e cioè che catalogare e' importante, ma non e' l'unica cosa che conta. Dietro ogni moneta, c'e' ben altro. E questo e' il bello. Ciao. Stilicho1 punto
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È un difetto sicuramente interessante e ricercato dai collezionisti di questa branca della numismatica...1 punto
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Il 6 ottobre del 1786, dalla Regia Zecca delle monete, il maestro di zecca Cesare Coppola scrive a re Ferdinando informandolo della dipartita del mastro de’ conj Bernardo Perger, avvenuta il giorno precedente. Inoltre, rileva la necessità di nominare urgentemente un altro incisore “per l’incessante bisogno delle correnti monetazioni” proponendo il figlio maggiore del defunto, Domenico, per l’esperienza acquisita durante l’affiancamento al padre. Per inciso, da altri documenti risulta che Bernardo aveva due figli, Domenico e Giuseppe, entrambi lavoranti alla zecca e competenti nell’utilizzo e nella costruzione delle macchine. Le parole “hà bene spesso supplito le veci del di lui Padre, quando per la sua infermità è stato impedito, nel formare i Conj per le monetazioni” mi suggeriscono di ipotizzare che il conio della piastra del 1786 con sigla P. (Magliocca 244a) possa essere stato realizzato non da Bernardo Perger, bensì da Domenico, quando il padre era nell’impossibilità di lavorare per questioni di salute. Nominato Domenico Perger maestro dei coni, nel 1786 inizia a siglare le monete con D.P. (per distinguerle da quelle con la P.?) per poi passare alla sola P. Due stralci del documento conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, Ministero delle finanze, busta 2136.1 punto
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Ciao a tutti, oggi mi sono arrivate le monete prese da Nomisma. Dopo la moneta angioina, vi posto questo denaro intrigante, classificato come falso d'epoca (?). Intanto posto le foto... Gli amici e collezionisti abruzzesi che ne pensano? Sicuramente la legenda è pro falso d'epoca, ma c'è anche altro : simbolo dei Camponeschi?1 punto
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Condivido volentieri questo esemplare: Vittorio Emanuele III (1900-1946) 20 Lire 1906 Progetto Johnson - Luppino PPSJ35; Pagani PP 178 MD (g 3,57) RRR “diligente lavora in pace” (in latino “sedula in pace laborat”).1 punto
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Cari Lamonetiani, nel sistemare documenti inerenti la mia collezione, ho ritrovato il documento che riporta la spettroscopia di fluorescenza ai raggi X (XRF) cui sottoposi tempo fa un Marengo del re "Galantuomo". Una curiosità che condivido con voi nella speranza di farvi cosa grata. IL MARENGO SOTTOPOSTO A SPETTROGRAFIA. LA PERIZIA SPETTROGRAFICA. Per maggiori informazioni, potete leggere il PDF: https://chnet.infn.it/wp-content/uploads/2017/06/Molab_XRF.pdf1 punto
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